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Provincia di Agrigento
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Rassegna stampa

 

Rassegna stampa del 4 Gennaio 06

4 gennaio 2006

GIORNALE DI SICILIA 
 
Pericolo sulla statale 115 - Intervento di Di Paola
I capigruppo dei DS al consiglio provinciale, Simone Di Paola, e dei Popolari Udeur al consiglio comunale saccense, Ignazio Perrone, tornano a sollecitare un intervento per la sistemazione della strada che collega la città alla località Timpi Russi ed al bivio Sant'Anna. «Non possiamo non stigmatizzare - scrivono in una nota - che a distanza di più di un mese e mezzo dalla nostra segnalazione alle autorità preposte affinchè si ponesse un rimedio anche approssimativo aduna situazione francamente inaccettabile, non soltanto non è stato fatto assolutamente niente, ma il disinteresse e l'incuria più totale hanno reso l'arteria del tutto intrasitabile. Ad oggi - continuano - recarsi a Ribeca o ad Agrigento è diventata un'impresa».

Solidarietà di Fontana al magistrato Palma
«La criminalità e le intimidazioni non fermeranno l'impegno di Romeo Palma, anche se l'episodio rimane inquietante» È il commento del presidente della Provincia, Enzo Fontana sull'intimidazione subita dal vice commissario regionale per l'emergenza idrica, il magistrato Palma. «È evidente che la mafia affonda le radici anche nella cronicità di problemi che da anni la Regione sta affrontando con grande impegno per arrivare ad una loro soluzione definitiva e l'emergenza idrica è una di questi obiettivi» conclude il presidente Fontana.

CENTRO STORICO E VALLE DEI TEMPLI. Il Consorzio universitario si inserisce nel progetto
Focus per lo sviluppo, arriva l'adesione del Cupa
Il Polo universitario della Provincia di Agrigento aderisce al protocollo «Focus per lo sviluppo» già sottoscritto da tutte le associazioni che rappresentano le imprese, dalla Camera di Commercio, dai sindacati, dall'Asi, dalle associazioni dei consumatori e del terzo settore. Lo ha stabilito il consiglio di amministrazione del Cupa riunitosi prima della fine dell'anno appena trascorso.
Lo scopo del progetto è quello di partecipare attivamente alla programmazione e alle scelte che la classe dirigente nel suo complesso dovrà operare in vista soprattutto dell'agenda politica che non potrà non tenere conto dei percorsi virtuosi ai quali tutti i settori, a vario titolo, si dovranno riferire.
«Si tratta di un'occasione indifferibile per lo sviluppo - spiega il presidente del Cupa Roberto Lagalla - che la Provincia, oggi più che mai, non può non cogliere tenuto conto che gli aiuti comunitari riferiti alla realtà "obiettivo uno", cesseranno con il 2013. Scelte opportune e mirate, potrebbero contribuire a creare le condizioni perchè questo luogo geografico con le sue qualità ambientali, la sua storia e la sua cultura possa assumere il ruolo di cerniera strategica tra le due sponde del mediterraneo che storicamente e geograficamente gli compete».
Il Focus per lo sviluppo si occuperà, tra l'altro, dell'analisi del territorio e delle sue naturali vocazioni, del recupero del centro storico e degli investimenti effettuati nelle aree Asi. In particolare, sulla Valle dei templi, il progetto prevede l'individuazione del Parco Archeologico quale strumento per lo sviluppo socio economico ed occupazionale e del Parco Pirandello quale luogo da conservare e valorizzare.


LA SICILIA  

COLLEGAMENTO SCIACCA - TIMPI RUSSI - BIVIO S.ANNA
L'opposizione denuncia le condizioni della variante alla strada statale 115, chiusa da un mese e mezzo
Il maltempo di questi giorni ha riportato all'attenzione dell'opinione pubblica la strada alternativa alla statale 115, dove da tre mesi sono in corsi dei lavori, la precarietà di questa, arteria. Le piogge hanno provocato ulteriori smottamenti e gli automobilisti che ogni giorno attraversano questa strada tornano a denunciare l'abbandono in cui versa la strada di collegamento Sciacca - Timpi Russi - Bivio S.Anna, unica arteria di collegamento con il versante orientale della provincia, in ragione della persistente chiusura al transito di un tratto della Ss.115. Si tratta di un tratto di circa tre chilometri, la cui transitabilità è davvero precaria, con buche e smottamenti accentuati dalle piogge di questi giorni. La questione è oggetto oggi di una denuncia da parte del consigliere provinciale Ds Simone Di Paola e del consigliere comunale Udeur di Sciacca Ignazio Perrone, i quali già due mesi fa erano intervenuti per richiedere una manutenzione straordinaria in attesa della conclusione dei lavori sulla 115.
«Non possiamo non stigmatizzare il fatto che, a distanza di più di un mese e mezzo dalla nostra segnalazione alle autorità preposte affinché si ponesse un rimedio anche approssimativo ad una situazione francamente inaccettabile - hanno detto ieri - non soltanto non è stato fatto niente, ma il disinteresse e l'incuria più totale hanno reso l'arteria in oggetto del tutto intransitabile, tal che ad oggi recarsi a Ribera o ad Agrigento è diventata un'impresa. Hanno un bel parlare i nostri amministratori del territorio di "vocazione turistica" - continuano - quando non riescono nemmeno a tenere le strade in condizioni appena decenti e non da terzo mondo».
Il problema è che prima dei lavori sulla 115, sarebbe stato utile mettere nelle condizioni migliori la strade alternativa.
«Un intervento di ripristino di condizioni di decente transitabilità - scrivono Perrone e Di Paola - riteniamo sia ancora possibile e doveroso».

Ruspa per lavori «fai da te»
I Comuni dell'Unione l'hanno presa per risolvere i problemi delle strade
Cianciana. Quando sono assenti gli interventi degli enti locali o anche della stessa Provincia Regionale di Agrigento, per le strade di rispettiva competenza, sarà L'Unione dei comuni montani di Cianciana, Bivona, Alessandria della Rocca, Santo Stefano Quisquina e San Biagio Platani a programmare ed eseguire i lavori di sistemazione della viabilità che, nel comprensorio montano, da decenni lascia a desiderare.
La giunta dell'Unione dei comuni ha deliberato nei giorni scorsi, impegnando già le risorse finanziarie, la somma di 110 milioni di euro per il miglioramento della viabilità, ma soprattutto per l'acquisto di una pala meccanica che sarà utilizzata a turno dalle civiche amministrazioni per liberare le strade esterne, sia quelle di collegamento con l'interno e con il mare e sia quelle rurali, dai detriti che vengono trascinati periodicamente dalle piogge e dalla presenza di frane che si verificano nel sistema viario collinare.
«Sarà L'Unione dei comuni montani - ci dice il sindaco di Cianciana Salvatore Sanzeri - a pensare d'ora innanzi alla manutenzione delle strade con lavori realizzati in economia che ci faranno risparmiare tanto. Il bulldozer per lo spianamento di terriccio franato è stato il primo mezzo di cui è stato deliberato subito l'acquisto. Viaggiatori ed impiegati pendolari, migliaia di agricoltori hanno avuto difficoltà a spostarsi perchè spesso d'inverno le arterie di interesse intercomunale diventano davvero intransitabili».
E' il caso delle strade che mettono in collegamento tra di loro i cinque comuni del comprensorio montano nel quale spesso le singole amministrazioni civiche non state in condizione di potere operare per le riparazioni viarie.
«L'Unione dei comuni - ci dice il presidente Enzo Di Salvo, che è sindaco di Bivona - si propone pure di attivare iniziative e servizi relativi al randagismo, allo sport e spettacoli, alla protezione civile e all'assistenza degli anziani. Abbiamo fatto una modifica allo statuto affinchè i cinque comuni si possano occupare, con attività consorziate, anche di risorse idriche e raccolta dei rifiuti e di servizi sociali».
Insomma l'unione fa veramente la forza.

Il Cupa scommette sulle tecnologie
Agrigento. Il consorzio avrà un nuovo laboratorio linguistico e si prepara pure alla formazione a distanza
Il Cupa (Consorzio universitario della Provincia di Agrigento) scommette sulle nuove tecnologie. E lo fa con ben due strutture all'avanguardia per un totale di quasi cento postazioni. Il primo a partire sarà il laboratorio linguistico, realizzato all'interno del campus nel nuovo lotto appena ristrutturato. In tutto 40 moderne macchine che verranno utilizzate per l'apprendimento con sistemi audiovisivi della lingua inglese.
Un tassello in più che va ad arricchire di nuovi contenuti l'offerta formativa del più grande consorzio universitario della Sicilia occidentale. Il laboratorio, infatti, che dovrebbe essere pienamente funzionante già da questo mese, ha il pregio di essere dotato non solo di un programma informatico per l'apprendimento della cosiddetta macrolingua, ma anche di una serie di software specifici per l'insegnamento della microlingua. «Abbiamo scommesso su questa specializzazione - dice il presidente del Consorzio, Roberto Lagalla - per garantire una formazione orientata alle esigenze dei vari corsi di laurea attivi ad Agrigento)). In parole povere ogni unità didattico-formativa del Cupa potrà contare sull'insegnamento di un inglese propedeutico al proprio campo,. oltre che a quello di base. Il gruppo giuridico economico avrà, quindi, la possibilità di accedere a una microlingua di tipo giuridico, economico o sociale, chiaramente differente da quella del gruppo scientifico e medico.
Un passo avanti significativo non solo dal punto di vista tecnologico, ma anche sul fronte dell'acquisizione di una nuova mentalità didattica. «Fino a poco tempo fa - continua Lagalla - l'inglese era visto come momento complementare alla formazione tradizionale. Oggi, invece, deve essere centrale. La frequenza del laboratorio permetterà di acquisire i crediti formativi previsti per ogni corso di laurea per l'apprendimento della lingua inglese. Un altro vantaggio è rappresentato dal fatto che con questo percorso didattico gli studenti potranno anche chiedere di accedere al conseguimento del brevetto che certifichi la conoscenza della lingua straniera, indispensabile alla frequenza dei tirocinio all'estero. Il laboratorio, al quale possono accedere tutti gli studenti dei Consorzio, si avvarrà di personale specializzato. Il coordinatore sarà di madre lingua, come del resto gran parte dei docenti.
Il Consorzio, inoltre, si sta muovendo verso l'acquisizione del metodo Fad, acronimo di formazione a distanza, con la predisposizione di un altro laboratorio, attualmente in fase di realizzazione, sempre nei locali del nuovo lotto. In tutto verranno installate 50 postazioni. Quaranta saranno destinate esclusivamente al Consorzio, 10 a Consolida, l'ospedale dove si tengono i corsi di laurea in Medicina. La struttura dovrebbe essere operativa entro il marzo del 2006.


IL SOLE 24 ORE

La posta certificata taglia del 90% i costi rispetto alle raccomandate
I modelli potranno essere compilati anche con «standard aperti»
Modulistica adatta a più formati 

Il Codice dell'amministrazione digitale (articolo 65) conferma la necessità di "sottoscrivere" i documenti informatici nei confronti della Pa solo con l'utilizzo di una firma digitale rilasciata da un certificatore accreditato presso il Cnipa, ovvero autenticandosi in modo sicuro tramite siti Internet che accettano la Carta nazionale dei servizi per esempio il portale delle imprese www.impresa.gov.it) o la carta di identità elettronica (Cie). Viene tuttavia introdotto il princiio (articolo 64) per cui — dal 2008 - l'unico sistema di autenticazione dovrà essere quello basato su smart card (Cns o Cie), mandando in soffitta user-id e password. Resta poco coerente la disposizione dell' articolo 45 che attribuisce al fax il rango di "forma scritta", al pari della firma digitale, senza considerare l'estrema facilità con cui si può manipolare la fonte di provenienza del fax, non certamente riconducibile a una persona come la sottoscrizione digitale. Posta elettronica certificata (Pec). Dopo aver formato un documento informatico e averlo sottoscritto con l'utilizzo della firma digitale, si pone il problema della trasmissione. Su questo versante, da pochi giorni, sono stati autorizzati dal Cnipa i primi sei gestori di Pec (www.cnipa.gov.it).
Il funzionamento della Pec è destinato a rivoluzionare non solo i rapporti con la pubblica amministrazione ma anche tra le imprese grazie a una fortissima riduzione di costi (più del 90% rispetto a quello della raccomandata cartacea) e alla semplicità e comodità d'uso del sistema, simile alla tradizionale e-mail (si veda «Il Sole-24 Ore» del 12 dicembre). Formati aperti e modulistica on line. Il Codice introduce un nuovo vincolo alle pubbliche amministrazioni sul tema dei "formati" da utilizzare per i documenti elettronici. E in corso un dibattito a livello mondiale che contrappone i formati proprietari (molto diffusi e conosciutissimi sono i file .doc .xls .ppt eccetera) ai formati "aperti" (tra i quali si colloca l' "open document" approvato da www.oasis-open.org). Senza arrivare a soluzioni forti — come quelle recentemente adottate dallo Stato del Massachussets che dal 2007 imporrà l'utilizzo esclusivo dei formati "open", l'articolo 68 del Codice impone che le piattaforme tecnologiche adottate dalle amministrazioni siano in grado di gestire «la rappresentazione di dati e documenti in più formati, di cui almeno uno di tipo aperto, salvo che ricorrano peculiari ed eccezionali esigenze».
Pertanto, anche la modulistica resa disponibile dalle pubbliche amministrazioni dovrà essere "pluralista", quanto al formato dei file, per consentire la compilazione anche da parte di chi utilizza formati basati su standard aperti ovvero «resi pubblici e . documentali esaustivamente». La previsione va coordinata con l'articolo 57 del Codice che impone alle pubbliche amministrazioni la pubblicazione, tramite Internet, di moduli e formulari. Dal 2008 il procedimento amministrativo potrà essere validamente concluso anche senza che il cittadino o l'imprese alleghi la modulistica, nel caso in cui essa non sia stata resa disponibile online.
 
La spinta innovativa inciampa nel bollo
La carica innovativa del Codice dell'amministrazione digitale inciampa nella più tradizionale delle imposta "cartolari". Per l'imposta di bollo, che va corrisposta, di regola, per le istanze alla pubblica amministrazione, non, infatti, è consentito il pagamento per un singolo atto (come con le tradizionali marche da bollo).
Il Dm 23 gennaio 2004, articolo 7, costringe, dunque, il contribuente a fare una dichiarazione all'agenzia delle Entrate con versamento anticipato - tramite F24 - relativo a una previsione su base annua a cui seguirà il conguaglio.

Dialogo telematico con gli uffici
Nuovo impulso alla pubblica amministrazione online. Dal 1° gennaio è operativo il Codice dell'amministrazione digitale, approvato con decreto legislativo 82/05. Il quadro normativo per l'utilizzo delle nuove tecnologie Ict, con pieno valore legale, è pressoché definito. Resta la parte più difficile, rappresentata dal tradurre sul piano operativo la possibilità di utilizzare le nuove tecnologie con pieno valore giuridico come previsto da parecchi anni (il Dpr 513 sulla firma digitale è datato 1997). Il processo culturale, in questo caso, è più lento delle regole giuridiche, anche se le spinte in avanti di alcune leggi di settore (si pensi alle Camere di commercio con l'obbligo di trasmissione degli atti societari o alla notifica online al Garante per il trattamento dei dati personali) hanno accelerato i processi di informatizzazione dei procedimenti amministrativi.
Il diritto all'uso degli strumenti informatici e telematici. L'articolo 3 del Codice introduce un principio che in precedenza era abbozzato in atti di rango inferiore (circolare Aipa 27/2001): «I cittadini e le imprese hanno diritto a richiedere e ottenere l'uso delle tecnologie telematiche nelle comunicazioni con le pubbliche amministrazioni centrali e con i gestori di pubblici servizi statali (..)».
L'ambito di applicazione sarà a breve esteso anche alla pubblica amministrazione locale (Comuni, Province eccetera), come prevede la bozza di decreto "correttivo" del Codice in cantiere presso gli uffici del ministro per l'Innovazione e le tecnologie, Lucio Stanca. La Pa, dunque, non ha più scuse. Deve garantire al cittadino e alle imprese l'utilizzo della firma digitale, dell'e-mail e della Pec (la posta elettronica certificata). Questo diritto è immediatamente in vigore - e può essere fatto valere presso il giudice ordinario - a prescindere dal termine di 24 mesi affinché le pubbliche amministrazioni si dotino di una casella di posta elettronica e di una casella di Pec per lo scambio di messaggi tra pubbliche amministrazioni nell'ambito dei sistemi di protocollo informatico (articolo 47). Peraltro, da "tempo è operativo un Indice istituito ai sensi del
Dpcm 31 ottobre 2000 in cui le pubbliche amministrazioni hanno l'obbligo di eleggere la propria "sede elettronica" ovvero i propri riferimenti ufficiali della posta elettronica istituzionale e della Pec. L'indice è accessibile dal sito www.indicepa.gov.it.
Il Codice prevede inoltre che tra i dati che devono essere pubblicati sui siti delle Pubbliche amministrazioni (articolo 54) vi sia anche l'elenco completo delle caselle di posta elettronica istituzionali attive, «specificando anche se si tratta di una casella di posta elettronica certificata».
Un passo indietro sul valore della firma digitale. In base al decreto legislativo 10/02 la firma digitale era equiparata alla sottoscrizione autenticata dal notaio. Ora la firma digitale (articolo 21, comma 2 del decreto legislativo 82/05) ha l'efficacia prevista dall'articolo 2702 del Codice civile (scrittura privata). Dunque, il documento con firma digitale non fa più «piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l'ha sottoscritto» (articolo 10, comma 3 del Dpr 445/00 ora abrogato). La possibilità di "disconoscere" la firma viene attenuata con l'inversione dell'onere della prova circa l'utilizzo della smart card che si «presume riconducibile al titolare, salvo che sia data prova contraria». E' evidente l'imbarazzo del legislatore nel fare un passo indietro per arginare quella prassi di utilizzo della smart card da parte di soggetti diversi dal titolare (per esempio, l'impiegata o il professionista di fiducia).
Non ci sono infatti sanzioni legali (e non solo "negoziali" come previsto dalle policy dei certificatori) che potrebbero colpire l'utilizzo "impersonale" del dispositivo di firma. Eppure, la biometria, applicata in luogo del Pin, contiene già la soluzione del problema (Cnipa, quaderno n. 9 «Linee guida per l'impiego delle tecnologie biometriche nelle pubbliche amministrazioni», 2004, 4.5).
Al depotenziamento della firma digitale corrisponde, peraltro, il rafforzamento della tradizionale scrittura privata autenticata da notaio introdotta dalla legge di semplificazione 2005 (la legge 246/05, articolo 12) in cui si parifica l'autenticazione della sottoscrizione all'atto pubblico per quanto concerne gli obblighi imposti al notaio rogante o autenticante.