
13 Gennaio 06
Giornale di Sicilia
Si presentano stamattina tre progetti ambientali
Saranno presentati questa mattina alle ore 9 e 30 nella Scuola Media "Anna Frank", in Via Matteo Cimarra, i progetti di Educazione Ambientale per l'anno 2006. Parteciperanno alla riunione il Provveditore agli Studi, Nicolò lombardo, e il Direttore dell'Arpa Sicilia, Sergio Marino. Nel corso dell'incontro l'Assessore al Territorio e Ambiente Stefano Catuara presenterà ben tre progetti. Il primo dal tema "Costruiamo la mappa della biodiversità", che mira a stimolare i giovani ad osservare la natura che li circonda e ad effettuare ricerche per acquisire informazioni sulla flora e la fauna presenti nel nostro territorio e le tradizioni popolari connesse con essi. Il secondo è la nuova edizione del progetto "Un delfino e una tartaruga per amici'; terzo infine il progetto "Prevenzione = Sicurezza", per sviluppare nei bambini e nei ragazzi il senso di autoprotezione.
Aeroporto/1. Cusumano smentisce Massinelli
« Nessuna risorse finanziaria può ottenere l'aeroporto di Agrigento dal Por Sicilia 2000/2006». Lo scrive in un documento il coordinatore provinciale della Margherita Diego Cusumano in risposta alle affermazioni del presidente dell'aavt Marcello Massi nelli sull'aeroporto. «Ancora una volta il Presidente afferma che i 40 milioni di euro perla costruzione dell'opera - scrive - verranno attinti dalle somme disimpegnate dai POR, poiché a suo dire "sulla misura c'è la disponibilità". Già in una precedente occasione il presidente affermò che con la rimodulazione del POR vi era spazio per l'aeroporto di Agrigento e noi lo smentimmo ed infatti cambiò rotta, basta consultare i quotidiani dell'anno scorso. Anche in questa occasione siamo nelle condizioni di smentire le affermazioni del presidente e i fatti lo dimostreranno».
Aeroporto/2, soddisfatto il consigliere Lazzano
Soddisfazione viene espressa per l'annunciata approvazione die progetto aeroporto da parte dell'Aavt viene invece espressa dal consigliere provinciale di An Mario Lazzano secondo cui «si sono superate tutte le difficoltà che fino ad oggi aveva trovato il progetto stesso». Per Lazzano inoltre, «la realizzazione consentirà quello sviluppo economico, turistico, commerciale e culturale che la provincia di Agrigento merita dopo decenni di chiacchiere».
Aeroporto/3, Forza Italia esprime compiacimento
Il gruppo di Forza Italia al Comune di Agrigento, per voce di Francesco Alfano esprime soddisfazione per l'approvazione del progetto da parte dell'Aavt. I consiglieri azzurri plaudono inoltre al presidente della Provincia regionale Enzo Fontana per l'impegno profuso nel portare a compimento il progetto stesso.
Dopo un anno di attesa finisce l'emergenza
Scuola, consegnati banchi al professionale «Fermi»
Un'emergenza finita. Una battaglia vinta quella dell'istituto professionale "Enrico Fermi" che, dopo quasi un anno di proteste e minacce, s'è visto consegnare, ieri, i 200 banchi promessi dall'assessorato alla pubblica istruzione della Provincia. Ad annunciare l'arrivo nelle diverse classi degli indispensabili arredi sono stati il presidente del consiglio d'istituto Giovanni Conti ed il dirigente scolastico Alberto Matano. Entrambi, subito dopo la consegna dei 200 banchi, e hanno voluto ringraziare pubblicamente l'assessore provinciale competente Calogero Firetto. Lo stesso amministratore che più volte si era impegnato affinché si realizzasse una gara d'appalto e affinché in tempi celeri i banchi scolastici arrivassero nelle aule dove c'era carenza. «Finalmente i nostri studenti - ha commentato Conti - saranno messi nelle condizioni di poter lavorare e studiare. L'emergenza banchi all'Ipia Fermi finisce dunque qui E nel frattempo, nell' istituto di scuola media superiore di via Piersanti Mattarella si sta lavorando per far arrivare ed installare nei corridoi e negli ingressi delle telecamere.
Telecamere all'Istituto Fermi
Serviranno a scoraggiare anche episodi di vandalismo
AGRIGENTO. Vigileranno sui corridoi e sull'ingresso dell'istituto professionale «Enrico Fermi». La loro funzione sarà educativa, ma serviranno anche ad immortalare comportamenti illegali da parte degli studenti ed eventuali atti vandalici. Verranno installate entro la fine di questo mese le telecamere nell'istituto di scuola media superiore di via Piersanti Mattarella, nella città dei Templi.
A deciderlo, prima delle festività natalizie, era stato il dirigente scolastico Alberto Matano con l'apporto del presidente del Consiglio d'istituto Giovanni Conti che hanno gia messo tutto nero su bianco. Il costo preventivato per l'acquisto delle telecamere è di seimila euro. Nella stanza dei bidelli verrà installato il monitor e tutte le apparecchiature per le registrazioni dei filmati. Cassette che potrebbero andare anche nelle mani delle forze dell'ordine qualora immortalino comportamenti illegali o peggio ancora reati. «Le telecamere - ha detto Giovanni Conti - serviranno anche per far stare più tranquilli i genitori perché potranno sapere come effettivamente il loro figlio si comporta». E sempre all'Ipia «Fermi», ieri, è stata vinta un'altra battaglia. Dopo quasi un anno di proteste e minacce, sono arrivati i 200 banchi promessi dall'assessorato alla pubblica istruzione della Provincia. Ad impegnarsi per la realizzazione della gara d'appalto e la consegna degli indispensabili arredi era stato infatti l'assessore Calogero Firetto. «Finalmente i nostri studenti - ha commentato Conti - saranno messi nelle condizioni di poter studiare serenamente».
LA SICILIA
La Margherita sull'aeroporto : «Vi sveliamo tutte le bugie»
Anche oggi parliamo di aeroporto con un intervento dei componenti provinciali della Margherita che, con una dura nota, intendono fare delle precisazioni su quanto affermato dal presidente dell'Aavt Marcello Massinelli.
«Le «falsità» del presidente déll'Aavt - scrivono - meritano quantomeno una risposta, sul finanziamento dell'opera. Di nuovo il presidente afferma che i 40 milioni di euro per la costruzione dell'opera verranno da somme disimpegnate dai Por, poiché a suo dire «c'è la disponibilità». Già in precedenza il presidente disse che, con la rimodulazione dei Por, vi era spazio per questo aeroporto. Noi lo smentimmo. Anche ora siamo in grado di smentirlo. La misura dei Por cui fa riferimento è la 6.04, «Riqualificazione e creazione di poli aeroportuali secondari». Con tale misura sono state finanziate 2 opere: l'ammodernamento delle infrastrutture dello scalo di Trapani e il recupero a usi civili e commerciali di Comiso. Costo totale: 10,3 milioni di euro di cui 4,6 di risorse comunitarie. Quindi come fa ad affermare il presidente che sulla misura c'è la disponibilità? Addirittura il costo totale è inferiore a quello previsto nella penultima versione del Complemento di Programmazione adottato con delibera Regionale n.465 dei 26/10/2005, pari a 27,3 milioni di euro di cui 12,3 milioni come risorse comunitarie, dimostrando che non vi è spazio nel Por Sicilia 2000/2006. Ma anche se alla fine si trovassero i soldi, ci troveremmo con un altro problema: le somme previste dal Por devono essere impegnate entro il 2006 ed essere spese entro il 2008, o salvo particolari casi entro giugno 2009. E' credibile che l'aeroporto si realizzi per quelle date? Nella misura del Por c'è poi scritto che «gli aeroporti finanziabili devono essere comunque coerenti con lo studio sul sistema aeroportuale regionale, elaborato nell'ambito del piano di riordino del sistema dei trasporti regionali». Lo stesso concetto ribadito dal comitato di sorveglianza il 7/12/2004. Sulla base di quello studio l'aeroporto di Agrigento è previsto per dopo il 2015. A nulla serve aver rettificato il Piano attuativo dei Trasporti, sulla base dello studio ultimo commissionato dall'Aavt, e aver previsto l'opera entro il 2015. E' lo studio che fa fede, non altro, poiché elaborato su basi scientifiche. Quindi nessuna risorse finanziaria può ottenere l'aeroporto dl Agrigento dal Por Sicilia 2000/2006. Questa è l'amara realtà».
GIUSEPPE SFERRAZZA
Responsabile sviluppo locale
DIEGO CUSUMAMO
Coordinatore provinciale Margherita
Il comitato contro lo scalo pronto ad adire le vie legali
Racalmuto rifiuta questo aeroporto
«Continuiamo a credere - sostiene il presidente - che l'area indicata dall'ex presidente Di Betta fosse la migliore. Qui invece per realizzare la pista bisognerà sbancare una collina»
«Ogni qualvolta si avvicinano le elezioni si torna a parlare della realizzazione dell'aeroporto nella zona di contrada Zaccanello-Menta a Racalmuto».
E' questa la primissima considerazione che fanno i componenti del comitato «Contro l'aeroporto a Racalmuto», alla notizia del progetto definitivo dello scalo che dovrebbe sorgere nella nostra provincia. Del comitato fanno parte un centinaio di persone che ancora una volta tengono a puntualizzare come loro non vogliano la costruzione dello scalo a Racalmuto, ma che sono concordi con l'idea che anche la nostra provincia debba avere un aeroporto.
A farsi portavoce delle indicazioni che vengono dai rappresentanti è il presidente del comitato Francesco Marchese.
«Non conosciamo - dice Marchese - i contenuti di questo progetto definitivo, ma continuiamo come comitato ad avanzare delle perplessità. Il nuovo progetto, ad esempio, è riuscito a superare le prescrizioni sulla sicurezza del sito che l'Enac aveva avanzato? E ancora: è stato superato l'handicap della realizzazione di una pista trasversale? Sono stati ultimati gli studi sui venti? Sono state apportate le modifiche al Piano regolatore generale perché quella dove dovrebbe sorgere l'aeroporto venga trasformata da zona agricola a idonea area per la struttura.Tutti interrogativi che devono essere sciolti, se già come abbiamo capito leggendo le cronache dei giornali si vuole passare alla fase operativa della realizzazione dello scalo aeroportuale in questa zona della nostra provincia. Non capiamo inoltre perché questa aberrazione, a voler costruire proprio a Racalmuto. Per realizzare piste e aerostazione occorre, infatti, spianare colline, con una spesa certamente non indifferente».
«Continuiamo a credere - prosegue Marchese - che l'area individuata dall'ex presidente della camera di commercio Paolo Di Betta, che voleva realizzare la struttura nelle contrada tra Misilina e Misita in territorio tra Palma di Montechiaro ed Agrigento, la stessa dove gli americani, con i loro aerei da combattimento atterrarono durante la guerra, fosse la migliore. Poi dobbia mo, per forza di cose, osservare che l'aeroporto che sarà realizzato nella nostra provincia dovrebbe servire soltanto per far arrivare voli charter pieni di turisti. Quindi gli agrigentini, per servirsi dell'aereo, dovrebbero spostarsi ugualmente a Catania o Palermo. Anche in questo settore vi è da puntualizzare qualcosa. Ad esempio, le cifre in nostro possesso parlano di un movimento di turisti di appena 15 mila presenze l'anno a fronte di uno studio commissionato dalla società che parla di 450 mila turisti ogni anno».
«Appena conosceremo i contenuti di questo progetto definitivo - conclude il presidente del Comitato «Contro l'aeroporto a Racalmuto», avvieremo tutte quelle azioni atte a tutelare i diritti dei nostri iscritti, sino ad arrivare, se occorrerà, ad azioni di natura legale. A breve si terrà una riunione dei rappresentanti del comitato per decidere il da farsi. La speranza è quella che, per entrare in possesso del progetto definitivo, non si debba ricorrere all'assistenza di un avvocato, così come è avvenuto la prima volta quando la società e la Provincia ci negarono la visione del progetto che precedentemente era stato elaborato».
IL SOLE 24 ORE
L'intesa siglata da sindacati e Aran riordina l'insieme delle regole sul rapporto di lavoro
Dirigenti, dal contratto un Testo unico
Più spazio all'aggiornamento - Incarichi a tempo ma rinnovabili
MILANO - Dopo la legge 145 che.ha riordinato la dirigenza pubblica, arriva, con il contratto siglato mercoledì, tra sindacati e agenzia per la rappresentanza negoziale nella pubblica amministrazione, il primo Testo Unico di tutte le disposizioni -W,ormative che disciplinano il rapporto di lavoro dei dirigenti. Si tratta dell'adattamento contrattuale dei principi definiti dalla legge 145, ma non solo. Nel testo, cioè, è stata confermata la disciplina di tutti gli istituti riguardanti il rapporto - di lavoro (dalle ferie, alle assenze per malattia, alla mobilità), ma soprattutto sono state aggiornate le norme che riguardano la tutela della maternità e della paternità, il mobbing e le molestie sessuali con l'istituzione di un comitato paritetico. Tra le novità, più spazio all'aggiornamento professionale con l'introduzione dei congedi per la formazione. Ai dirigenti, cioè, «con un rapporto di lavoro a tempo indeterminato - si legga nel contratto - e con un'anzianità di almeno cinque anni presso la stessa amministrazione, possono essere concessi a richiesta i congedi senza assegni nella misura massima del 10% del personale con qualifica dirigenziale in servizio, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, al 31 dicembre di ciascun anno».
Il contratto è poi intervenuto sul conferimento degli incarichi per adeguarne la regolamentazione alle attuali esigenze organizzative e gestionali delle amministrazioni. Viene, infatti, specificato, sempre in linea con i contenuti della 145, che «tutti gli incarichi sono conferiti a tempo determinato e possono essere rinnovati. La durata degli stessi è correlata agli obiettivi e non può essere inferiore a tre anni nè superiore a cinque».
Ampio risalto ha avuto anche la materia della valutazione dei dirigenti, «strumento fondamentale - spiega l' Aran - per l'apprezzamento delle capacità professionali e per il riconoscimento dei meriti individuali». A questo proposito proprio il primo comma dell'articolo 21 del contratto chiarisce che «la valutazione dei dirigenti - che è diretta alla verifica del livello di raggiungimento degli obiettivi assegnati e della professionalità espressa - è caratteristica essenziale ed ordinaria del loro rapporto di lavoro». Elemento prioritario il fatto che il rapporto tra i dirigenti e la pubblica amministrazione è disciplinato da un contratto di lavoro indi viduale che a sua volta è regolato dai contratti collettivi. Quanto alle amministrazioni l'intesa non solo stabilisce che dovranno «consentire il tempestivo rinnovo degli incarichi» ma che, nel farlo, «dovranno assicurare la pubblicità e il continuo aggiornamento degli incarichi conferiti e dei posti dirigenziali vacanti».
Ma oltre ai contenuti normativi il contratto, dal momento che ha rinnovato i bienni 2002-2003 e 2004-2005, è intervenuto anche sulla parte economica. L'intesa, spiega l'Aran, «regola incrementi coerenti con gli accordi del febbraio 2002 e del maggio 2005, che prevedono aumenti rispettivamente pari al 5,66% per il I biennio e al 5,01% per il II biennio, quindi, in totale del 10,67 per cento. Gli aumenti a regime sono stati definiti in 300 euro per la seconda fascia. e 390 per la prima fascia». Le restanti risorse finanziarie sono state finalizzate all'aumento dei fondi per la retribuzione di posizione (parte fissa e parte variabile) e di risultato in misura del 4,7% per la seconda fascia e del 7,6% per la prima. Questi incrementi retributivi verranno attribuiti in base a una scansione temporale articolata in quattro tranche coincidenti con i mesi di gennaio del quadriennio, a partire da gennaio 2002.
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Percorso in salita per la conversione del decreto 4/2006
Dl omnibus senza rete
Stretta sull'utilizzo delle collaborazioni - Una raffica di finanziamenti a pioggia
MILANO - Rischia di essere un per:orso a ostacoli la conversione in legge del Dl omnibus di fine anno che contiene misure urgenti sull'organizzazione e il funzionameno della pubblica amministrazione. Il provvedimento ha già avuto un iter tormentato per l'approvazione in Consiglio dei ministri e l'approdo in «Gazzetta Ufficiale», avvenuto due settimane dopo il varo (l'11 gennaio), in seguito allo stralcio di varie disposizioni, su richiesta del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.
La scadenza del decreto legge è fissata al 13 marzo, ma sulla conversione pesano i diversi orientamenti all'interno del Governo (già emersi durante il Consiglio dei ministri del 29 dicembre, che ha varato il provve dimento), i dubbi dei tecnici dell'Economia e la "pioggia" di emendamenti che potrebbe investire il testo nel passaggio fra le due Camere, date le critiche dell'opposizione su molti aspetti del decreto.
Sono, intanto, nove i provvedimenti d'urgenza che attendono la conversione prima della fine della legislatura, a cui si aggiungeranno i due decreti legge sulla partecipazione italiana alla missione in Iraq e alle altre missioni internazionali, oggi al varo del Consiglio dei ministri. Considerato che lo scioglimento delle Camere, in vista delle elezioni politiche, avverrà con ogni probabilità alla fine di gennaio, i tempi sono piuttosto stretti.
«Sono stati presentati già centinaia di emendamenti - spiega il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Cosimo Ventucci (Fi) - al decreto in materia di università (Dl 25012005) e al "milleproroghe" (DL 273/2005), all'esame del Senato. Per quanto riguarda il provvedimento sulla pubblica
amministrazione, il termine per la presentazione degli emendamenti non è stato ancora fissato».
I collaboratori del ministro dellamFunzione Pubblica, Mario Baccini, che ha fortemente sostenuto la necessità della cabina di regia per la semplificazione amministrativa prevista dal decreto, si augurano che il provvedimento sia regolarmente convertito, «perchè - spiegano - non si tratta di un decreto "a perdere", ma di un testo pensato per diventare legge, con una serie di disposizioni che prevedono un'attuazione graduale». Questa gradualità riguarda, per esempio, l'attuazione della semplificazione amministrativa prevista dall'articolo 1, ma anche l'immissione in ruolo di quasi 700 dipendenti comandati presso la Presidenza del Consiglio (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri). Anche se fosse approvata una norma di salvaguardia degli effetti amministrativi del Dl 4/2006, nell'ipotesi di decadenza, è comunque molto difficile che l'immissione in ruolo di nuovo personale del la pubblica amministrazione possa avvenire entro i prossimi due mesi.
Al di là di queste disposizioni, poi, il decreto legge omnibus di fine anno prevede una stretta sull'uso dei contratti di collaborazione nella pubblica amministrazione (passati da 63.243 a 206.451 dal 2001 al 2004), e un moni
toraggio sull'applicazione della legge 68/1999 sull'accesso al lavoro delle persone disabili, per quanto riguarda il settore pubblico. Nel testo, c'è anche la proroga dei contratti a tempo determinato della Croce rossa italiana. Viene, poi, incrementato di sette unità l'organico dell'Antitrust, pér i nuovi compiti assegnati all'autorità garante della concorrenza dall'articolo 19 della legge sul risparmio.
Il Dl 4/2006 prevede anche un finanziamento di 10 milioni di euro a favore dell'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (Isfol). Altri 10 milioni di euro sono destinati alla prosecuzione dei lavori per realizzare il Centro per la documentazione e la valorizzazione delle arti contemporanee, a Roma. Per rafforzare il pattugliamento e la sorveglianza marittima delle Capitanerie di porto-Guardia costiera, tramite il potenziamento della componente aeronavale, è previsto, infine, un contributo annuo di quattro milioni di euro per quindici anni a partire dal 2007.