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Provincia di Agrigento
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rassegna stampa del 7 dicembre 2018

Giornale di Sicilia

Bilancio, l'Ars riscrive le spese: precari e stipendi saranno garantiti

Fondi per il Comune di Catania. Tagli alle Opere pie, a disabili, alle giovani coppie
Giacinto Pipitone
PALERMO
La lunga notte in commissione Bilancio all'Ars, iniziata intorno all'una e terminata alle 7, ha portato più fondiper Pip, precari vari ed enti regionali. E nuovi tagli per il mondo del sociale, i disabili e alcune voci della sanità.  e è venuta fuori una manovra di assestamento di bilancio 2018 ancora più voluminosa di quanto ipotizzato nei giorni scorsi: in questo testo deputati e governo hanno fatto piovere gli emendamenti di spesa che, almeno in base alle dichiarazioni dell'assessore all'Economia Gaetano Armao, non troveranno spazio nella Finanziaria leggera che la giunta varerà a giorni. Dunque è questa manovrina a sostituire la Finanziaria: vale 44 milioni di nuove spese (in gran parte coperte da tagli corrispondenti). Gli stipendi di Catania In primis brinda il Comunedi Catania: per pagare gli stipendi e alleviare la crisi che lo ha portato a un passo dal dissesto
l'Ars è pronta a stanziare 8 milioni. Per la verità ne erano previsti 10 nel primo piano del governo ma in commissione sono piovuti emendamenti che hanno redistribuito parte di questo budget: 2 milioni vanno anche alla Provincia di Siracusa (in dissesto) per i proprio dipendenti e altri 3 milioni vanno in un fondo che alimenterà le spese dei Comuni che per primi hanno avviato le stabilizzazioni dei precari, nel 2008. Questi Comuni hanno completato le procedure prima della legge del 2016 che ha stanziato contributi in favore di tutti gli altri - ha spiegato Danilo Lo Giudice del gruppo Misto - e così l'Ars compensa i mancati introiti. Subisce un taglio di un milione (da 5 a 4) il fondo destinato a premiare i Comuni che hanno aumentato la raccolta differenziata fino al 65%. Ma è un taglio ammorbidito perché il piano del governo prevedeva di ridurre il budget di 3 milioni.
Deroga per i precari
E subisce un taglio di 2 milioni anche il fondo destinato ad aiutare i Comuni in dissesto, che in Sicilia sono ormai 28 a cui si aggiungono i 35 in pre-dissesto. E il Pd con Anthony Barbagallo annuncia battaglia in aula per stanziare di più. Critiche anche dai grillini: «Comuni abbandonati a se stessi e nessuna possibilità per le opposizioni di esaminare il testo o fare i giusti rilievi: in aula sarà battaglia».
Dai tagli ai Comuni si salvano solo i precari.
È passata una norma che permette alle amministrazioni in dissesto di stabilizzare i precari entro la fine del 2019: una deroga al precedente termine che scade alla fine di quest'anno. Sulla spinta di tutti i deputati palermitani è passata anche una norma che salva i Pip di Palermo: pronti 5 milioni e mezzo in più per gli stipendi. Ma soprattutto, come ha spiegato il capogruppo di Forza Italia Giuseppe Milazzo, è passata una norma che rinvia al primo luglio il termine per decidere se passare alla Resais o restare nel bacino Pip: si evita così il rischio di essere trasferiti col contratto a tempo indeterminato all'ente regionale in attesa di una sentenza della Consulta che potrebbe dichiarare incostituzionale la norma portando al licenziamento di questo personale che così perderebbe ogni garanzia. I soldi ai Pip arrivano da piccole riduzioni al budget di Asu e contrattisti di altre categorie regionali. Confermati tutti gli altri finanziamenti agli enti regionali per il relativo personale, stabile e precario: 777 mila euro per l'Istituto per l'incremento ippico, 4,4 milioni per parchi e riserve, 687 mila per l'Istituto zootecnico, 432 mila euro per l'Istituto vino e olio, 202 mila per il vivaio Paulsen e 100 mila per l'Istituto Florio. Al netto di una complicatissima partita di giro la Resais dovrebbe veder crescere di un altro milione l'aumento di 6 milioni già deciso dalla giunta. Confermati i 130 mila euro per il Corfilac di Ragusa, i 6,3 milioni per incrementare il budget annuale da destinare alle autolinee del trasporto pubblico su gomma, i 791 mila euro per rimpinguare il fondo con cui pagare i precari dei cantieri di lavoro di Enna e Caltanissetta e i 44 milioni per i forestali. I consorzi di bonifica, che inizialmente dovevano avere 8,8 milioni in più strappano un altro milione e mezzo.
Opere pie: c'è una sforbiciata
Ma per finanziare questi aumenti, indispensabiliper pagare gli stipendi finoa fine anno, ecco una serie di tagli soprattutto alle voci di spesa di Sanità e Famiglia. Le Opere pie perdono unmilione e mezzo, il fondo per le vittime di estorsione perde mezzo milione (vi restano appena 100 mila euro). Per le associazioni antiracket 350 mila euro in meno, 150 mila in meno per le vittime della mafia e 250 mila in meno per chi ha subito danni dalla criminalità organizzata. Tutti soldi che erano stati stanziati ad aprile nella Finanziaria e la Regione non è riuscita a spendere in tempo. Anche il fondo per le costituzioni di parte civile perde 100 mila euro e 300 mila euro quello che avrebbe permesso di concedere contributi alle coppie che adottano bambini dall'estero. Per la tutela delle donne vittime di violenza c'erano 200 mila euro, che sono stati tolti del tutti. Sas: tolti 2 milioni Anche il fondo per i disabili perde 2,6 milioni ma è stato evitata la riduzione di 20 milioni paventata alla vigilai e c'è la garanzia del governo che i finanziamenti per il patto di cura e l'assistenza non mancheranno. Cancellati quasi del tutto i fondi che dovevano servire ad ampliare la platea dei beneficiari del Reddito di inclusione sociale: c'erano 5 milioni e mezzo e restano 450 mila euro.Tolti 2 milioni alla Sas, la più grande partecipata regionale che non ha concluso in tempo il concorso per assumere 144 ex dipendenti di altre partecipate. Sparisce il milione e 350 mila euro che era destinato alla promozione del vino siciliano. Abrogato l'articolo che avrebbe permesso di costituire il corpo dei volontari chiamato sentinella del verde. Un milione in meno per gli ispettori del lavoro e 668 mila euro in meno al progetto microelettronica. Anche il fondo per l'acquisto di farmaci oncologici innovativi perde 8,7 milioni (ma prima era previsto un taglio di oltre 20) e tuttavia il governo ha assicurato che i fondi rimasti sono sufficienti fino a fine anno a garantire l'assistenza. I taxisti perdono 900 mila euro di contributi mentre l'Esa ne avrà 2 in più del previsto. Su proposta di Marianna Caronia è passato un emendamento che stanzia 45 mila euro per promuovere un concorso di progettisti che porterà alla redazione del piano per realizzare un museo del Liberty e dell'opera del Basile nella sede in cui c'era Villa Deliella a Palermo (abbattuta nel 1959).
Spazio per due canili
E fra le decine di emendamenti approvati nella notte ce n'è uno che stanzia 100 mila euro per realizzare due canili pubblici a Messina e Barcellona Pozzo di Gotto. Mentre il Brass Group, su pressing di Forza Italia, avrà 414.474 euro in più nel 2018 invece degli 80 mila previsti nel disegno di legge originariamente approvato dalla giunta. Con queste premesse la maxi manvora inizia il suo percorso d'aula. Le votazioni sono previste a partire da lunedì. E rischia di essere un percoso non brevissimo che potrebbe a sua volta ritardare il piano della giunta che prevede di approvare entro fine anno anche la Finanziaria leggera e il bilancio 2019 evitando così l'esercizio provvisorio. An che se, va detto, la giunta finora non ha a sua volta approvato la Finanziaria in attesa di notizie da Roma su un emendamento che potrebbe consetire di spalmare su 30 anni un buco da circa 600 milioni ereditato dal governo Crocetta. Intanto ieri un decreto di Musumeci ha permesso di dividere 2 milioni ai Comuni che nel 2017 hanno raggiunto il 65% di raccolta differenziata. Premiati Calamonaci, Joppolo Giancaxio,  Montevago, Raffadali, Realmonte, Ribera, Sambuca di Sicilia, Santa Margherita di Belice, Sant'Angelo Muxaro, Butera, Delia, Mazzarino, Belpasso, Licodia Eubea, Mirabella Imbaccari, San Cono, San Michele di Ganzaria, San Pietro Clarenza, Zafferana Etnea, Castel di Lucio, Rodì Milici, Rometta, Santa Teresa di Riva, Torregrotta, Giardinello, Giuliana, Montelepre, Pollina, Monterosso Almo, Solarino e Pantelleria.
Tutti riceveranno almeno 32 mila euro più una quota variabile in base alla popolazione residente.

Via il commissario
Lo Bosco a capo dell'Azienda sanitaria

Il passaggio di consegne fra il commissario straordinario uscente Gervasio Venuti e il direttore sanitario Silvio Lo Bosco è stato fatto ieri pomeriggio. Sarà Lo Bosco ad occuparsi della gestione dell'azienda sanitaria
provinciale di Agrigento in attesa dell'insediamento del nuovo general manager, nominato dalla giunta regionale, Giorgio Santonocito. Insediamento che dovrebbe avvenire all'inizio del nuovo anno, verosimilmente alla fine delle festività. Gervasio Venuti, a fine dello scorso mese, è stato nominato - dal prefetto di Agrigento Dario Caputo - commissario straordinario di Girgenti Acque. Per effetto di questa nomina è dunque decaduto dal precedente incarico di commissario dell'Asp. Ieri, dunque, c'è stato il passaggio di consegne. Lo Bosco è stato scelto sulla base dell'anzianità anagrafica. Ci sono, infatti, in tal senso, delle precise regole da rispettare.
Dall'Asp hanno fatto sapere: "Su disposizione dell'assessorato regionale alla Salute, nelle more dell'imminente definizione del procedimento di nomina del nuovo manager, viene affidato all'esperienza del professor Lo Bosco il compito di guidare le sanità agrigentina. Il provvedimento assessoriale, redatto nell'intento di garantire la continuità dell'azione amministrativa dell'Asp, stabilisce che le funzioni di direttore generale dell'azienda
verranno svolte, ipso iure, da Lo Bosco con effetto immediato". Gervasio Venuti ha retto l'azienda dall'agosto del 2017. (*CR*)

Provinceditalia

Manovra: il Presidente Variati a Il Foglio "Su sicurezza strade in manovra c'è poco o nulla" - Unione Province d'Italia

Finanza e Fiscalità Locale,
"Quando ad agosto il Ministero delle Infrastrutture ci ha chiesto di fare il monitoraggio dei ponti e delle gallerie a rischio, lo abbiamo fatto nonostante i tempi strettissimi. Sembrava il preludio ad un impegno serio del Governo per la ristrutturazione di strade e ponti. E invece niente. Nella manovra non c'è nulla su questo capitolo. Nulla, nemmeno un segnale". Queste le riflessioni del Presidente dell'Upi, Achille Variati, su il quotidiano Il Foglio di oggi. Ieri il Presidente, commentando le misure previste dalla Manovra economica per la messa in sicurezza dei 130 mila chilometri di strade provinciali , dei 30 mila ponti e gallerie e delle oltre 5.100 scuole superiori, ha parlato di  "delusione e preoccupazione" ribadendo come "la situazione di grave emergenza delle Province non è in alcun modo risolta. Anzi, il testo approvato alla Commissione Bilancio peggiora il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri". Variati ha per questo chiesto un incontro urgente al Governo, ed in particolare ai Ministri Castelli e Garavaglia, per trovare soluzioni immediate prima dell'avvio dei lavori in Senato.