1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
Provincia di Agrigento
Sei in: Home » URP e Stampa » Rassegna stampa » 2018 » Dicembre » rassegna stampa dell'11 dicembre 2018

Contenuto della pagina

 

rassegna stampa dell'11 dicembre 2018

Giornale di Sicilia

Ma all'Ars è ferma la legge sugli Ato
Il sì in primavera
L'obiettivo del governo è sbloccare 170 milioni dell'Ue
PALERMO
Da un punto di vista tecnico, la Regione non ha mai avuto un piano rifiuti. Quello che la giunta varerà a giorni, messo a punto dall'assessore Alberto Pierobon in circa 6 mesi, è il primo che tratteggia la gestione ordinaria e non una emergenza. Daqui bisogna partire per pesare il provvedimento che sta per essere valutato. La prima volta che si parlò di piano rifiuti fu nel 2000, quando il governo Capodicasa si trovò ad affrontare la prima emergenza. La seconda versione, targata Cuffaro, arrivò  nel 2002. L'ultima, col timbro del governo Lombardo, porta la data del 2012. «Ma in tutti e tre i casi - precisa Aurelio Angelini, consulente di Musumeci per i rifiuti - si tratta di piani emergenziali. Questa è la prima volta che viene pianificata una situazione che non è di emergenza  ma ordinaria».Proprio per la mancanza di un piano ordinario fra il 2016 e il 2017 Bruxelles bloccò 170 milioni di aiuti destinati proprio al settore dei rifiuti: somme che ora Musumeci e Pierobon contano di sbloccare rapidamente.  Per la verità fra il piano di Lombardo e questo che sta per vedere la luce è arrivato, a maggio, un piano- stralcio realizzato proprio da  Angelini: è una versione ridotta che anticipa le linee guida del provvedimento finale e che serve proprio a fare  a ponte in questa fase. Va detto anche che i grillini, soprattutto con Gianpiero Trizzino, hanno contestato  proprio il ritardo con cui rispetto agli annunci la giunta sta approvando il piano definitivo: secondo il Movimento 5 Stelle il continuo rinvio dell'approvazione finale tradisce proprio la mancanza di una  versione definitiva. «Intanto va ricordato- ha detto ieri Trizzino - che questo piano dovrà ottenere la valutazione ambientale strategica e poi il parere positivo della commissione Ambiente dell'Ars. Poi serve il via libera anche della Srr e dei sindaci. È realistico prevedere che non potrà essere operativo prima dell'estate». Trizzino contesta anche l'approccio che la giunta ha dato all'iter di approvazione: «Ci dicono che questo piano si aggancia alla ri orma degli Ato. L'unico problema è che questa riforma non c'è e non potrà essere approvata prima di marzo... Dunque è un'aberrazione giuridica progettare un piano intorno a una legge che non c'è e nessuno sa comee quando verrà approvata». La riforma degliAto si trova inun limbo: è appena uscita dalla commissione  Ambiente e attende di essere esaminata dall'aula. Solo che è finita in coda al bilancio e dunque potrà essere varata solo dopo la Finanziaria. Tuttavia in commissione è passata grazie anche a una dichiarata non ostilità dei grillini, che hanno abbassato il livello di opposizione, e ciò lascia sperare il governo in un cammino d'aula meno tormentato di quanto registrato finora. Gia. Pi.
Rifiuti, la mappa dei nuovi impianti
Per i 7 in funzione c'è l'ampliamento

Pronto alla Regione il via libera a 21 progetti
Da Palermo a Trapani: ecco i potenziamenti
Piano rifiuti. La discarica di Bellolampo a Palermo. La Regione prevede di realizzare 21 nuovi impianti in Sicilia
Giacinto Pipitone
PALERMO
Il nuovo piano rifiuti è un tomo di un centinaio di pagine che indica dettagliatamente 21 nuovi impianti, la cui autorizzazione è da tempo in corso, da affiancare alle discariche già esistenti e da ampliare  o completare. Se tutti verranno realizzati nei tempi previsti,in tre anni la Sicilia sarà del tutto autonoma e non ci sarà bisogno di spedire rifiuti all'estero né di prevedere altre strutture con tecnologie diverse dal compostaggio. Ecco il cuore del piano rifiuti che la giunta si appresta ad approvare, come annunciato dal presidente Musumeci durante la conferenza stampa in cui ha tracciato il bilancio del primo anno di lavoro. Il testo preparato dall'assessore Alberto Pierobon ha già avuto una condivisione di massima da parte delle autorità di Bruxelles e si muove su tre direttive principali. Le discariche Oggi la differenziata è intorno al 30%: proseguendo nel trend di crescita e raggiungendo il 65% entro il 2021, il nuovo piano conta di accumulare parallelamente nelle discariche uno spazio di 7,9 milioni di metri cubi, sufficienti a garantire autonomia per un tempo lunghissimo visto che progressivamente si ridurrà l'afflusso di rifiuti grazie all'aumento della differenziata. Il piano prevede infatti di aumentare la capienza delle discariche portando a termine tutte le misure inserite nell'ordinanza che un anno fa ha assegnato i poteri speciali a Musumeci: dunque ci sarà la settima vasca a Bellolampo e l'ampliamento  delle discariche di Trapanie l'entrata a regime di quelle di Enna e Gela. In più gli impianti di Sciacca e Caltanissetta verranno dotati del Tmb, il trattamento meccanico di biostabilizzazione che riduce a sua volta l'afflusso di immondizia in discarica. Il piano prevede anche un ruolo limitato per la discarica di Motta Sant'Anastasia. I nuovi impianti Per il resto l'assessorato ai Rifiuti ha passato ai raggi X le potenzialità attuali del sistema, scoprendo che ci sono appena 14 impianti attivi per il compostaggio (strutture essenziali per dare sfogo alla parte non riciclabile della raccolta differenziata) e ben 21 rimasti solo sulla carta. È su questi 21 che si punterà nel breve/medio periodo. Ci sono 12 impianti la cui autorizzazione è in corso e verrà dunque accelerata e altri 9 già autorizzati ma mai realizzati (leggete l'elenco accanto). Una volta portati a termine questi progetti, la potenzialità di smaltimento di questa categoria di  rifiuti salirà a un milione e 735 mila tonnellate già nel 2021. Si tratta di quote di rifiuti che ovviamente sfuggiranno alle discariche insieme alle altre quote frutto della differenziata. Sono questi in definitiva gli impianti su cui punterà la Sicilia. Nel piano sono inseriti grafici che indicano in queste quote la soglia di autosufficienza della Sicilia. Alla Regione si ironizza sul fatto che, in base alla produzione attuale, se tutti gli impianti saranno realizzati nei tre anni previsti ci sarebbe perfino spazio per importare rifiuti da altre regioni. Ovviamente viene cancellata invece qualsiasi previsione di esportare immondizia. Termovalorizzatori, no divieti. Al netto di tutte le altre parti, è questo il cuore del piano rifiuti che la Regione si appresta ad approvare. C'è, per la verità un altro capitolo, relativo in generale al tipo di impianti realizzabile in Sicilia. È il capitolo in cui si affronta il grande tema legato ai termovalorizzatori. L'approccio, viene sottolineato dai tecnici, sarà «laico»: il piano non indicherà alcuni impianto realizzabile né altri vietati. Tutti saranno realizzabili se rientrano all'interno di una cornice normativa che lo stesso piano delinea: nel testo viene richiamato l'orientamento di Bruxelles che dà priorità agli impianti di riciclo, poi a quelli di recupero delle materie e infine a quelli di recupero di energia. Il termovalorizzatore è dunque una ipotesi residuale e la formulazione del piano renderà privilegiabili le prime due soluzioni. Il ruolo dei sindaci Chi deciderà quali impianti realizzare sarà «spinto« verso compostaggio e, al limite biogas (una di queste strutture che producono metano e concimi dalla fermentazione della parte umida che residua dalla differenziata è perfino già prevista esplicitamente nel piano, a Melilli). Ma chi sarà a decidere? In questo, come più volte anticipato da Musumeci, il nuovo piano rifiuti si interfaccia con la riforma degli Ato: in pratica saranno le Ada, eredi degli Ato, a decidere se e dove realizzare nuovi impianti oltre quelli esplicitamente indicati nel piano. Sarà dunque l'assemblea dei sindaci a livello provinciale a pianificare la gestione della raccolta e dello smaltimento su base territoriale ma all'interno della cornice di regole dettate dal piano che verrà approvato a giorni. Il piano prevede anche una suddivisione per provincia delle quote di spazio in discariche e altri impianti per assicurare che ogni ambito territoriale sia autonomo e dunque per bloccare il fenomeno dei rifiuti che viaggiano da un capo all'altro dell'Isola. È, questo, un altro punto chiave del provvedimento. I tempi La giunta dovrebbe approvare il piano entro questa settimana. Musumeci ha garantito che l'ultimo timbro verrà messo di sicuro entro fine anno. Poi, dopo un passaggio tecnico al ministero, sarà operativo e permetterà di sbloccare dei contributi europei che Bruxelles ha negato finora proprio per la mancanza del piano: valgono circa 170 milioni.

Cittadini ricorrono contro Palazzo dei Giganti
Nuove richieste di risarcimento
Infortuni causati da buche e dissesti del manto stradale

Buche sul manto stradale e richieste di risarcimento danni. In un caso, il Comune di Agrigento è stato citato in giudizio - davanti al giudice di pace - per un incidente verificatosi, era metà gennaio del 2017, lungo la strada provinciale Realmonte-Siculiana. Nell'altro, la giunta municipale ha deliberato un accordo transattivo per il risarcimento - di 1.100 euro e 220 euro per spese e onorari legali - per un incidente verificatosi in via Pancamo il 23 aprile del 2013. A causa di una buca profonda che si trovava sul manto stradale, un motociclista ha perso il controllo del mezzo ed è finito per terra. Anche la polizia municipale, intervenuta sul posto, ha riscontrato che l'incidente è stato determinato dal dissesto stradale. Per riparare il mezzo sono serviti 2.117 euro. Il Comune, negli ultimi giorni, ha ritenuto opportuno arrivare ad una transazione per evitare ulteriori spese per l'ente. E questo, naturalmente, perché è stata accertata la sua responsabilità nell'incidente. Ecco dunque che la Giunta ha deliberato la stipula di un accordo transattivo. Per il caso, invece, dell'incidente sulla provinciale Realmonte-Siculiana, per il quale il Municipio di Agrigento è stato citato davanti al giudice di pace (la prima udienza si terrà giorno 11), è stato deciso di costituirsi in giudizio per chiedere il rigetto della domanda. Il sinistro stradale, determinato da diverse buche che hanno fatto sì che l'autovettura si ribaltasse, si è verificato a metà gennaio dello scorso anno lungo la provinciale Realmonte-Siculiana. Chi ha convenuto l'ente davanti al giudice di pace ha chiesto un risarcimento danni di 4 mila euro complessivi. Il sindaco Lillo Firetto per chiedere il rigetto della domanda, ha conferito l'incarico di difesa e rappresentanza di palazzo dei Giganti all'avvocato Agata Vecchio, funzionario specialista del primo settore. (*CR*)

L'indagine «Sepultura» condotta dalla Dda Dissequestrati i beni di Di Silvestro
Tolti i sigilli a immobili e denaro dell'ex direttore tecnico della discarica di contrada Principe di Camastra. L'inchiesta verte sul traffico illecito di rifiuti
CAMASTRA
Il Tribunale di Palermo - sezione per il riesame dei provvedimenti  restrittivi e della libertà personale e dei provvedimenti di sequestro presieduta da Antonia Pappalardo - ha accolto l'appello presentato dagli avvocati Alessanodr Baio e Matteo Scarlata disponendo il totale dissequestro dei beni personali di Pasquale Di Silvestro,  66 anni, direttore tecnico della discarica di contrada Principe (gestita dalla A&G Srl) di Camastra dal gennaio 2015 al dicembre 2017. Il Tribunale ha ritenuto legittima la  provenienza dei beni oggetto del sequestro (un immobile in comproprietà con la moglie ricevuto in donazione e denaro su un conto corrente) del direttore tecnico che, dunque, non sarebbero frutto di profitti illeciti. «Sepultura», è il nome da cui prende origine l'indagine della Direzione distrettuale antimafia  di Palermo iniziata nel 2014.Sotto la lente di ingrandimento dei magistrati un presunto traffico illecito di sostanze che - autorizzazioni alla mano - non sarebbero mai dovute arrivare a Camastra e che
invece avrebbe portato benefici economici a gestori della discarica e alle imprese. I primi per la possibilità di avere un mercato maggiore, i secondi grazie al pagamento di tariffe inferiori rispetto a quelle in vigore per i rifiuti pericolosi. E un sequestro, effettuato nel dicembre scorso, di oltre due milioni di euro. I pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Geri Ferrara e Francesco Gualtieri hanno fatto notificare l'avviso di conclusione delle indagini, atto che di norma prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Cinquanta gli indagati fra persone fisiche e giuridiche. Nella lista ci sono diversi «big» come l'imprenditore Marco Venturi, legale rappresentante del laboratorio di analisi Sidercem, accusato di avere redatto delle certificazioni non veritiere per consentire al titolare di uno stabilimento di conferire  nella discarica di Camastra dei rifiuti che non potevano essere smaltiti.E poi ancora l'ex presidente di Girgenti acque, Marco Campione e il suo predecessore, G useppe Giuffrida: secondo i pm avrebbero smaltito illecitamente dei rifiuti nella discarica di Camastra ricorrendo al solito ipotizzato sistema: la falsificazione delle analisi sul campione. Innanzitutto fra gli indagati ci sono i responsabili della società «A&G» che gestisce il sito: il presidente Donato D'Angelo, il direttore tecnico Calogero Alaimo, il consigliere Salvatore Alaimo, il presunto direttore tecnico «di fatto» Alfonso Bruno e Pasquale Di Silvestro, assunto con lo stesso incarico. Nella lista anche l'amminist ratore dello studio chimico ambientale Giuseppe Daniele Pistone; gli amministratori dell'impresa «Fratelli Cultrera», Giuseppe, Antonio e Massimo Cultrera e una serie di imprenditori, titolari di attività che avrebbero conferito illecitamente nella discarica: Carmelo Parrino, Salvatore Bonafede, Francesco Ippedico, Massimo Barbieri, Francesco D'Alema, Giuliano Costantini, Giuseppe Bono, Gaetano Rubino,  Anna Maria Rosso, Settimio Guarrata (raffineria di Gela), Pietro Balistreri, Raffaele De Leonardis, Salvatore Mazzotta, Fabio Borsellino, Maria Grazia Di Francesco, Giuseppe Panseri, Stefano Panseri, Tindara Maria Rita Paratore, Angelo La Placa, Antonio D'Amico, Lorena D'Amico, Vincenzo Venturi, Francesca Di Gaetano e Gerlando Piparo:  quest'ultimo è un funzionariodella Provincia accusato di corruzione per avere assicurato dei «controlli di favore» a D'Angelo e Alaimo in cambio di un provino come portiere col Lanciano a un amico. Nella lista anche alcune società alle quali si contesta un illecito amministrativo:  la stessa A&G, lo studio chimico ambientale, Fratelli Cultrera, Bonafede Srl, Enimed, Fincantieri, Girgenti acque, Raffineria di Gela, Rete ferroviaria italiana, Cipro Gest, Despe e La Placa Angelo Srl. Fra i reati contestati, il traffico illecito dei rifiuti, il falso e la corruzione. Una maxi inchiesta che ha portato, come detto anche al sequestro preventivo di beni per milioni di euro. Ma una parte, adesso sarà restituita a Di Silvestro. (* PAPI*)

CALTABELLOTTA
Lavori nelle strade
Appalto aggiudicato

L'impresa «Penta Costruzione e Servizi» di Favara si è aggiudicata  i lavori di sistemazione di alcune vie e piazze di Caltabellotta e della frazione di Sant'Anna. L'impresa ha praticato un ribasso di poco superiore al 38 per cento aggiudicandosi i lavori che prevedono una spesa di circa 38 mila euro. Sono stati cinque gli operatori economici che hanno partecipato alla gara. Al momento a Caltabellotta ci sono una serie di lavori in fase di esecuzione e tra questi la ristrutturazione del palazzo municipale. Si stanno eseguendo i lavori anche per la messa in sicurezza della strada provinciale che collega Caltabellotta a Sciacca. (*GP*)

GrandangoloAgrigento

Agrigento, rubano all'istituto Ipia: due arresti

I poliziotti della sezione Volanti della Questura di Agrigento, guidati dal dirigente Francesco Sammartino, hanno arrestato in flagranza di reato Salvatore Avarello, 44 anni già noto alle forze dell'ordine, e Luca Chiera, 36enne calabrese. I due sono stati pizzicati dagli agenti a rubare infissi dall'istituto Ipia di Agrigento, in via Piersanti Matarella. La scuola, negli ultimi anni abbandonata, è diventata ormai "luogo di culto" per i ladri seriali che depredano qualsiasi cosa sia rimasta e che abbia un valore. L'accusa per entrambi è quella di furto aggravato.

La Sicilia

Porto Empedocle: "Young & Old, Generazioni a confronto
Si tratta di un'iniziativa che porta sulle tracce di Luigi, Fausto e Pierluigi Pirandello

"Young & Old, Generazioni a confronto. Il recupero della memoria ai tempi dei social" è il titolo della manifestazione in programma mercoledì 12 dicembre, alla Torre di Carlo V di Porto Empedocle.
Si tratta di un'iniziativa  che porta sulle tracce di Luigi, Fausto e Pierluigi Pirandello. Protagonisti saranno  gli alunni della scuola empedoclina ai quali verrà proposto un percorso modulatoin diverse fasi, si chiuderà, infatti, il prossimo aprile, in cui si organizzeranno attività formative in aula con la collaborazione di veterani, esperti in ambiti diversi, che avranno il compito di guidare i giovani verso la conoscenza della memoria per tramandare saperi ed esperienze vissute.
Gli studenti partecipanti saranno, inoltre, coinvolti in percorsi di lettura, con un approfondimento specifico sulla vita di Luigi Pirandello e sulla storia familiare dei suoi discendenti.
Il programma dell'evento di domani, introdotto da Vito Capobianco, presidente dell'associazione ADA di Agrigento, prevede alle 10, l' indirizzo di saluto del sindaco di Porto Empedocle Ida Carmina.
Si tratta di performance musicali: "Il Pirandello dimenticato" Azione scenica di Alfonso Veneroso. "Una donna che ha paura" pièce di Alfonso Gueli, interpretata in forma di lettura scenica dall'attrice Lina Gueli.
Seguirà, l'esposizione dei lavori realizzati dagli studenti e la proiezione dell'ultimo documentario-intervista all'avvocato Pierluigi Pirandello, regia di Alfonso Veneroso.
La manifestazione sarà seguita in diretta Facebook dal Libero Consorzio di Agrigento alla pagina: "Urp informa Agrigento".
Saranno, inoltre, presenti le docenti di italiano, curatrici del progetto scolastico, Pamela e Cinzia Vitale.
La sessione pomeridiana, moderata dalla giornalista Teresa Di Fresco, prevede alle 18, i saluti del commissario straordinario Libero Consorzio, Alberto Girolamo Di Pisa e del dirigente  dell'Ufficio Scolastico Provinciale Raffaele ZARBO. Gli interventi di Carmine Marinucci, segretario Generale Di CultHer ed Ernesta Musca, dirigente scolastico Istituto Comprensivo  "Pirandello".
Alle 18.30, la presentazione del libro "Il pirandello dimenticato di Pierluigi Pirandello e Alfonso Veneroso.
Interventi di Alfonso Veneroso, Giovanna Carlino Pirandello, presidente Fondazione Fausto Pirandello, del fotografo Angelo Pitrone, di Giuseppe Lo Iacono, già direttore della biblioteca - museo "Pirandello", di Luigi Troja, membro CDA Fondazione Fausto Pirandello e di Romano Bellissima, Segretario Generale Nazionale UIL Pensionati.

Scrivolibero

Nuovo aggiornamento dell'elenco di istituzioni ed associazioni della provincia di Agrigento

Nuove modifiche sono contenute nell'elenco delle istituzioni ed associazioni operanti in provincia di Agrigento pubblicato oggi nel sito del Libero Consorzio. Gli aggiornamenti riguardano la composizione e le modifiche dei vertici di alcuni Enti pubblici e Associazioni della provincia. L'elenco pubblicato esclusivamente in formato digitale è curato dall'ufficio stampa del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Realizzato in formato pdf, include una serie di notizie su vertici, indirizzi e numeri telefonici di enti ed associazioni utili a cittadini. Questo strumento di lavoro è aggiornato da parte dell'ufficio stampa in tempo reale. Coloro che sono interessati, cittadini o istituzioni, possono visionare la pubblicazione alla pagina: http://www.provincia.agrigento.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/7971 del sito istituzionale dell'Ente. L'Ufficio stampa, inoltre, invita Istituzioni ed Associazioni interessate a trasmettere segnalazioni ed aggiornamenti per integrare la pubblicazione o per un eventuale inserimento nelle categorie presenti nell'elenco. Per questo scopo è possibile chiamare lo 0922/593228 oppure lo 0922/593267 o inviare una e-mail all'indirizzo ufficiostampaproag@yahoo.it. Le eventuali modifiche, compatibilmente con l'editing del formato, saranno compiute nel più breve tempo possibile dall'arrivo delle segnalazioni.


LIVESICILIA

Intervista
"PRECARI ASSUNTI E VIA AICONCORSI
REGIONE, È ORA DI CAMBIARE TUTTO"

di Maria Teresa Camarda
"Poche risorse e prelievo forzosodalle province? Colpa di Crocetta. Trattiamo con Roma".
"Ricordale disposizioni programmatiche che il presidente Musumeci presentòall'Ars appena insediato? Bene, tutte quelle che riguardavano lafunzione pubblica sono state affrontate". Bernardette Grassotraccia un bilancio dell'anno appena trascorso alla guidadell'assessorato che si occupa di burocrazia regionale ed entilocali e non ha dubbi: "In un anno si è fatto quello che in 10anni non si era mai fatto. Abbiamo riportato la Regione sotto iriflettori per i suoi procedimenti virtuosi. E ora possiamo anchepensare a stabilizzazioni e nuove assunzioni per far ripartire lapubblica amministrazione regionale. Quando mi sono insediata hotrovato il caos".
Non è d'accordo quindi con il presidenteMusumeci che ha incluso la Funzione pubblica tra i settori in cui siaugura di fare di più nel prossimo anno.
Si può fare sempre di più,soprattutto quando si lavora con passione politica e impegno, comesento di fare io, però credo che fino a qui non potevamo davverofare più di quello che abbiamo fatto. Il piano per il 2019 èchiudere i procedimenti già avviati, tra cui quelli di analisi, epoi procedere con le nuove assunzioni.
Prima le stabilizzazionidei precari, giusto?
Entro il 2019 contiamo di stabilizzaretutti i precari della Regione, che sono circa 583. Per la prima voltala Regione siciliana si sta dotando di una pianta organica e di unpiano di fabbisogno, che racchiudono tutte le esigenze della macchinadell'amministrazione e ci permetteranno di essere più ordinati neiprocessi di ammodernamento.
Quando saranno pronti?
Entrola metà del 2019. Appena insediata, ormai un anno fa, ho avviato unaserie di collaborazioni con società pubbliche di cui si avvale ancheil governo nazionale, come Deloitte e Formez, per effettuare unaseria e approfondita analisi della macchina organizzativa dellaRegione. Sono andata a Roma e ho chiesto di attivare tutti glistrumenti a nostra disposizione. L'obiettivo è quello diriorganizzare il personale, che ho trovato distribuito malissimo, perfornire servizi più efficienti ai siciliani e più semplicinell'accesso. Il procedimento si muove su due fronti: studio deiprocessi e analisi delle competenze del personale. Non si puòmovimentare il personale senza un piano.
Il presidente si èlamentato spesso della farraginosità dei procedimenti dimobilità.
Mi sono ritrovata in una Regione in cui ilpersonale è distribuito male, dove ci sono dipartimenti che fannospesa per i fondi europei con personale esiguo, e per questoformeremo personale per una sorta di task force per la spesacomunitaria. Ma prima di qualsiasi mossa dobbiamo avere il quadrochiaro della situazione. È un'esigenza che anche i sindacati cihanno fatto presente più volte.
Le difficoltà con la mobilitàsono diventate evidenti quando avete dovuto affrontare il problemadella guardiania delle dighe.
Sì, ma la questione mobilitànon si può affrontare in maniera disordinata quindi la stiamoregolamentando con il rinnovo del contratto del personale. All'Aranprocede serrato il confronto con i sindacati e siamo in dirittura diarrivo. In quella sede si sta parlando di mobilità,riqualificazione, smart work. A Sicilia Digitale, per esempio,abbiamo già inoltrato tutte le richieste per la fornitura deiservizi di digitalizzazione. E per la prima volta, nel contrattocollettivo che stiamo definendo e che è di grande respiro, siparlerà anche di meritocrazia. Inoltre, autorizzeremo la spesa peril Famp prima di Natale.
Ma per procedere a nuove assunzioninella pubblica amministrazione regionale non dovete ottenere l'ok daRoma?
Nella prossima legge di Stabilità interverremo condelle norme ad hoc per superare il blocco delle assunzioni, che erauno degli obiettivi che il governo Musumeci si era posto. Dobbiamosuperare due handicap: il reperimento delle risorse e il bloccostabilito da Roma. Nel primo caso il governo Crocetta ha creato nonpochi problemi.
Come?
Ha mandato in pensione un discretonumero di dirigenti per il contenimento della spesa, ma quando sieffettuano dei prepensionamenti le somme liberate non sonoriutilizzabili per il turn over perché è come se la Regionesiciliana dicesse a Roma 'quella risorsa non ci serve'. Per le nuoveassunzioni si possono usare soltanto le somme liberate da chi inpensione è andato per età. Infine, dobbiamo superare la norma sulblocco delle assunzioni. Sto discutendo con Roma per non farlaimpugnare. Penso che potremmo assumere da tre a quattro milapersone.
Il suo assessorato si occupa anche della delicatadelega agli Enti locali, che tra comuni ed ex Province in dissesto èun settore in seria difficoltà.
Di finanza pubblica, come hachiarito bene il presidente Musumeci, se ne deve occupare lo Stato.Noi possiamo soltanto tappare buchi. Per i comuni abbiamo fattomolto. Con una norma della scorsa Finanziaria abbiamo cambiato ilsistema di riparto e le erogazioni delle trimestralità per la primavolta sono avvenute puntualmente. Abbiamo recuperato alcuni fondi delPac, circa 70 milioni di euro, che hanno consentito di pagare moltiprogetti già presentati. Ho convocato l'Enel perché abbassi icosti dei regimi di salvaguardia e gli interessi sulla cessione deicrediti. Poi, certo, i comuni hanno grande difficoltà a riscuotere,quindi vanno in crisi di liquidità.
Questo è un problema peri precari dei comuni...
La stabilizzazione dei precari deglienti locali è già possibile grazie alla norma che ho presentatonella scorsa Finanziaria che autorizza i comuni in regola con lapresentazione dei bilanci a procedere con la trasformazione deilavoratori a tempo determinato in tempo indeterminato. Non ho unnumero esatto ancora, ma dovrebbero essere circa duemila i lavoratoriche saranno assunti per effetto di questa norma.
La situazionedelle ex Province è ancora più grave, il dissesto è alle portequasi per tutte.
Le responsabilità sono esclusivamente delloStato e del precedente governo. Roma opera il prelievo forzoso perchéil governo di Crocetta disse che in Sicilia le province non c'eranopiù, che erano state cancellate da una legge che poi invece è statadefinita incostituzionale. Quindi adesso solo la Sicilia tra tutte leRegioni non riceve più finanziamenti statali per le province ma anzisi vede derubare con il prelievo forzoso, solo quest'anno hannoportato via 115 milioni più 30 milioni di quota investimenti. C'èun tavolo sulla finanza locale aperto al Ministero, a cuipartecipiamo io e l'assessore Armao e stiamo cercando di risolverequesta questione. Spero funzioni perché quando ho chiestoun'interlocuzione con i ministri dal punto di vista politico horicevuto solo silenzio.
È possibile che si tratti di una"tattica" politica? Musumeci chiude le porte al Movimento 5stelle e la partita con il governo nazionale diventa piùcomplicata.
Mi auguro di no. Roma ci deve restituire quelloche ci spetta. Quando in gioco c'è l'interesse primario deicittadini bisogna mettere da parte la politica. Il presidenteMusumeci è una persona seria e coerente, è stato eletto con unacoalizione e con quella finirà la Legislatura. Abbiamo semprecriticato il cambio di casacca. L'apertura verso il M5s c'è stata,se hanno delle proposte da fare le facciano. Ma siamo seri: dove haportato il famoso 'modello Sicilia' di Crocetta e Cancelleri? Danessuna parte. E poi, se da un lato propongono accordi e dall'altroattaccano in modo feroce, come pretendono di essere credibili?

LA SICILIA

LAGALLA: "LEZIONI DI IDENTITÀSICILIANA SICILIANA NELLE SCUOLE"
Il progetto della Regione.Presentate le linee guida, presto scuole-polo
L'assessore all'Istruzione: "Alvia attività didattiche e laboratori creativi".
PALERMO. «A breve saranno individuatele scuole-polo per l'avvio delle attività e saranno disciplinate lemodalità attraverso cui i ragazzi avranno l'opportunità, durante illoro calendario scolastico, di approfondire, conoscere e sperimentarei tratti tipici dell'identità siciliana nelle sue più diverseespressioni». Lo ha affermato l'assessore regionale Roberto Lagallaa conclusione di un incontro, a Palazzo d'Orleans alla presenza delpresidente Nello Musumeci, del tecnico per la valorizzazionedell'identità siciliana presso gli Istituti scolastici.
«Attraverso attività didattichefrontali, laboratori creativi, rappresentazioni teatrali, produzionivideo, testi multimediali e iconografici, realizzati anche attraversodispositivi digitali - ha spiegato l'assessore - saranno suggeriteiniziative utili ad intraprendere un percorso formativo e conoscitivodel patrimonio linguistico,letterario e storico regionale, in vistadell'evento culminante del 15 maggio 2019. L'obiettivo sarà quellodi consolidare nei giovani studenti il senso di appartenenza ad
una società in evoluzione attraversouna più approfondita conoscenza dei confini identitari cheraccontano il valore e la storia della Regione Siciliana».
Al tavolo tecnico hanno preso parte,tra gli altri, Giorgio Cavadi e Viviana Assenza per l'USR, iprofessori Giovanni Ruffino, Marcello Saija, Nuccio Barone: IgnazioButtitta, i dirigenti scolastici Angela Croce e Vito Lo Scurdato, edi funzionari degli assessorati ai Beni culturali e all'Istruzione ealla formazione professionale.

CONSORZIO UNIVERSITARIO: POCHISSIMELE ADESIONI, RESTITUITE LE SOMME
Chiuso prima di iniziare il corsoper dirigente medico.
g.s.) Era stato annunciato come unadelle dimostrazioni delle nuove opportunità per il rilancio delfuturo del Cua, con il Consorzio che doveva essere un po' menouniversitario un po' più puntato verso la formazione. E invece allafine il corso per Dirigenti per strutture complesse in Sanità,presentato a fine ottobre e che si sarebbe dovuto svolgere tranovembre e dicembre, è stato un vero e proprio flop. Nonostante laplatea potenziale sarebbe potuta essere vastissima (medici,odontoiatri, veterinari, farmacisti, biologi, chimici, fisici,psicologi) alla fine vuoi la scarsa pubblicità, vuoi possibilmentela poca utilità . dell'iniziativa, fatto sta che a fronte di 15iscritti minimi previsti dal bando per il corso, alla fine si sonoiscritti solo 3 medici, i quali hanno versato regolarmente le 900euro previste per svolgere l'iniziativa,
Così nei giorni scorsi il Cua hadovuto prendere atto del mancato raggiungimento del numero minimo dipartecipanti e ha quindi predisposto il rimborso delle 2400 euroincassate ai legittimi proprietari delle somme, sperandoprobabilmente in tempi migliori.
Insomma, il Consorzio continua apartire "a strappo", come era già accaduto ad esempio peril corso di mediazione culturale, che è stato presentato alla stampaper ben due volte, dato che le attività erano nel frattempo rimastebloccate in attesa del "via libera" da parte del Ministero.
Uno "start and stop" che sicontinua a registrare un po' tutti i settori, se pensiamo che adesempio che attualmente l'assenza di una governance politica per laCamera di Commercio ha bloccato la possibilità per il Cua dirinnovare il proprio statuto e la propria governance, questa volta,incolpevolmente.


A DISTANZA DI UN ANNO
Torna a rubare al Fermi e viene dinuovo arrestato.
(a.r.) A distanza di poco meno di unanno il quarantaquattrenne agrigentino Salvatore Avarello, incompagnia di un complice, ha nuovamente cercato di razziare ilvecchio istituto scolastico, Ipia "Enrico Fermi", di viaPiersanti Mattarella, a poche decine di metri dalla stazioneferroviaria di Agrigento Bassa, nella zona di Calcarelle. Unastruttura chiusa da cinque anni e, completamente ridotta, in unostato di totale abbandono. Allora venne sorpreso e arrestato, irìcompagnia di un cinquantenne agrigentino. Adesso il 44enne hariprovato ad asportare materiali ferrosi dallo stesso edificio,questa volta con la complicità di un calabrese, Luca Chiera,trentaseienne. Ma lo scenario 'finale' è stato analogo alla primavolta, i due sono stati bloccati e ammanettati dai poliziotti dellasezione Volanti della Questura di Agrigento. Poi su disposizione delmagistrato di turno Alessandra Russo, posti ai domiciliari, in attesadell'udienza di convalida degli arresti, fissata per questa matnna alTribunale di Agrigento. Devono rispondere dell'ipotesi di reato difurto aggravato. Tutto quanto ieri mattina. Avevano quasi finito dismontare e caricare su un veicolo gli infissi sradicati dal plesso.Gli agenti, a quanto pare, sono stati avvertiti da una telefonatagiunta al 113, da parte di un cittadino, il quale, avrebbe segnalatodei "strani" movimenti all'interno del perimetrodell'edificio. Sul posto da li a pochi attimi sono giunti ipoliziotti, ed hanno individuato e arrestato i due individui. Piùvolte negli ultimi anni l'imponente struttura, è stata saccheggiatada bande di ladri che approfittando della situazione di abbandono e'degrado della scuola, l'hanno depredata di tutto ciò che essaconteneva di utile e funzionante. Non si è salvato nulla.