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Provincia di Agrigento
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rassegna stampa del 18 dicembre 2018

Giornale di Sicilia

Agrigento
Patronaggio: sopra la mafia una lobby trasversale

«Non c'è soltanto una mafia che oscilla tra elementi fortemente tradizionali e allo stesso tempo di grande modernità. Ma in questo territorio vulnerabile c'è anche un livello superiore che il procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio definisce  una "lobby trasversale". Una lobby che cerca di seguire e intercettare i grandi processi di spesa pubblica, collegata - nella sua trasversalità - ad ogni ambiente di tutela politica, senza un preciso colore, collegata anche a circuiti massonici meno limpidi, più occulti». A scattare una fotografia su Agrigento e provincia, ieri, al termine delle audizioni svolte in Prefettura, è stato il presidente della commissione antimafia dell'Ars Claudio Fava. Accanto al presidente, i parlamentari regionali Margherita La RoccaRuvolo, Carmelo Pullara e Stefano Pellegrino. Fava, definendolo «sistema di potere trasversale», ha parlato anche del caso Girgenti Acque (la società che si occupa della gestione del servizio idrico che, nelle scorse settimane, è stata raggiunta da un'interdittiva antimafia prefettizia. «Questo caso è la metafora perfetta di come incroci, incontri e interessi sovrapposti finiscano per rappresentare un vulnus grave alle regole della liceità e della legittimità. La vicenda di Girgenti Acque è esemplare, è tutto contenuto nell'interdittiva. Siamo di fronte ad un consorzio temporaneo di Comuni, quindi con elemento di distinzione della temporaneità, che affida per 30 anni la gestione del servizio. È un ossimoro: ad una azienda privata, in condizione di monopolio, per 30 anni affidi il servizio -ha spiegato Fava - . Tutti i paletti e le soglie di attenzione e verifica, che sono contenuti nella convenzione, non sono mai stati rispettati, né sono mai stati oggetti di controlli specifici. La patologia che s'è determinata è, dunque, che l'ente pubblico che doveva controllare e verificare che le condizioni poste nella convenzione venissero rispettate, non lo ha mai fatto. Nemmeno la Regione ha mai chiesto conto e ragione dei controlli all'Ati. Ci sono stati anche apparati e affidamenti che da GirgentiAcque venivano offerti ad altre imprese private, sempre riconducibili alle famiglia Campione». (*CR*)

REGIONE
Stabilizzazione vicina per quasi 600 precari

I 587 precari «storici» in servizio da anni nell'amministrazione regionale verranno stabilizzati entro il 2019. È questo uno degli aspetti più importanti tra quelli che emergono dal piano triennale dei fabbisogni di personale 2018-2020, approvato dalla governo Musumeci su proposta dell'assessore alla Funzione pubblica Bernardette Grasso.

Novantatreesimo posto nella classifica del Sole 24 Ore Qualità della vita, leggera risalita
La città conquista tre posizioni: positivi i dati legati a sicurezza e giustizia

Concetta Rizzo
La risalita sembra essere lenta. Ma, almeno pare, che ci si stia provando. Agrigento, recuperando tre posizioni, si è piazzata al novantatreesimo posto - sui complessivi 107 - in quella che è la tradizionale indagine annuale sulla «Qualità della vita » del Sole 24 Ore. Fra le realtà siciliani peggiori dell'Agrigentino soltanto le province siciliane di Messina, Caltanissetta ed Enna che è al centoduesimo posto. L'unico dato, più che positivo, per Agrigento e provincia è quello sulla giustizia e sicurezza. Per durata dei processi, scippi e borseggi, indici di litigiosità, cause pendenti ultratriennali, rapine, delitti connessi agli stupefacenti e furti di autovettura, la provincia s'è piazzata in trentanovesima posizione. L'indagine del Sole 24 Ore scatta una fotografia del Paese, scegliendo di inquadrare la questione della vivibilità urbana tramite 42 parametri per ciascuna provincia (107 in tutto), suddivisi in sei macro aree tematiche: ricchezza e consumi, affari e lavoro, ambiente e servizi, giustizia e sic rezza, demografia e società, cultura e tempo libero. Sul podio, nel report di quest'anno, c'è Milano, l'ultima invece è Vibo Valentia.L'Agrigentino è al posto 106 per ricchezza e consumi: depositi pro capite, Pil pro capite, canoni medi di locazione, consumi, protesti pro capite, prezzo medio di vendita, spesa pro capite in viaggi e turismo. La provincia è novantesima per affari e lavoro: imprese registrate, tasso di occupazione, disoccupazione giovanile, impieghi su depositi, quota di export su Pil, start up innovative e gap retributivo di genere; all'ottantaduesimo posto per demografia e società: laureati per provincia di residenza, tasso di natalità, indice di vecchiaia, saldo migratorio interno, tasso di mortalità, acquisizioni di cittadinanza italiana, tasso di fecondità. È al novantesimo posto invece per ambiente e servizi: ecosistema urbano, home banking, rischio idrogeologico, spesa sociale degli enti locali, speranza di vita media alla nascita; ed è al novantacinquesimo posto per cultura e tempo libero: librerie, sale cinematografiche, offerte culturali, turisti e permanenza media nelle strutture ricettive, spettacoli e spesa al botteghino, onlus e indice di sportività. «Agrigento, nel 2014, era all'ult imo posto delle classifiche italiane. La città peggiore, adesso cominciamo a risalire - ha detto il sindaco Lillo Firetto - . Guardando, in generale, il focus dei dati che incidono sul valore complessivo saltano agli occhi due elementi: le perdite idriche, si perde lungo le strade della nostra città, il 46 per cento della risorsa idrica che i cittadini pagano in bolletta. C'è un decreto che attende di essere firmato affinché Agrigento abbia quella agognata rete idrica. Agrigento è ultima nel settore sanità perché abbiamo una pessima diagnostica - ha concluso il sindaco - . Speriamo che con il nuovo schema stabilito dalla Regione, Agrigento possa affrancarsi. L'anno prossimo ci aspettiamo anche i frutti del 70 per cento di raccolta differenziata». Nella classifica sulla «Qualità della vita» di «Italia Oggi, Agrigento rientrava tra le eccellenze - tra le prime otto, guadagnando 68 posizioni - per ecosostenibilità delle amministrazioni locali e sicurezza, mentre sul fronte sicurezza ne aveva conquistato 10 di posizioni. Entusiasta, in quel caso, il sindaco Firetto che aveva evidenziato i buoni risultati della differenziata dei rifiuti e delle politiche di sostenibilità ambientale. In quella classifica, Agrigento - per quanto riguarda la Sanità - era finita all'ultimo posto, incidendo di fatto l'intero, definitivo, dato. (*CR*)

Via Ugo La Malfa
Giardini, rassegna a Villa Genuardi

Villa Genuardi, ad Agrigento in via Ugo La Malfa, ospita la mostra intitolata «Villa Genuardi e i giardini storici di Agrigento: dal Giardino degli Dei al Giardino del Vescovo». Il progetto culturale è coordinato e curato dal Soprintendente  Gabriella Costantino. Si avvale della consulenza botanica dei docenti Rosario Schicchi e Manlio Speciale, rispettivamente direttore e curatore dell'Orto Botanico dell'Università di Palermo. L'evento è stato realizzato anche in collaborazione con il Comune di Agrigento, il Libero consorzio comunale di Agrigento, la Curia Vescovile, ed ancora il Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, il museo archeologico «Griffo» ed il Fai - Giardino della Kolymbethra. (*ACAS*)

LA SICILIA
Al CUPA Inaugurata la nuova sede del liceo musicale "Majorana" r.b.) Inaugurata, al Cupa, la nuova sede del liceo musicale Majorana. Nuove aule e laboratori, accolgono 63 studenti di quattro classi in spazi più ampie con le necessarie caratteristiche acustiche. "Una collaborazione che ha dato i suoi frutti, quella tra Cupa e liceo Majorana - afferma Enza Ierna, reggente del Liceo - I nuovi spazi rispondono alle esigenze della didattica musicale". La cerimonia di inaugurazione, è stata preceduta da un concerto a cura dell'Orchestra del liceo musicale, guidata dai docenti Carmelo Farruggia e Marco Salvaggio, che ha suonato celebri brani natalizi di Bach, Bizet, Haendel e tanti altri. "I concerti del Liceo - conclude Enza Ierna - gia da tempo animano con successo importanti eventi locali".


SCIACCA Torrente San Marco avviati i lavori di messa in sicurezza

 Sono cominciati nella tarda mattinata di ieri gli interventi del Genio Civile sul torrente San Marco, uno dei flussi d'acqua presenti nel territorio di Sciacca che lo scorso 2 novembre esondò allarmando gli abitanti del quartiere Foggia. Si tratta di lavori straordinari e fondamentali di pulizia del torrente, finanziati dalla Regione Siciliana per oltre 200 mila euro, il cui progetto e iter amministrativo è stato curato dall'Ufficio del Genio Civile di Agrigento. Un intervento di bonifica necessario dopo le alluvioni di novembre quando le violente piogge hanno provocato notevoli danni al territorio con lo straripamento pure dei corsi d'acqua. L'opera di pulizia del torrente San Marco, affidata a un'impresa, avrà una durata di circa quattro mesi. Ieri mattina c'è stato qualche problema di accesso ai luoghi dove devono essere eseguiti i lavori, poi tutto è proseguito con regolarità e con ritmi quotidiani, condizioni meteo permettendo. L'intervento rientra tra quelli finanziati già da un anno, oltre un milione di euro per la bonifica dei corsi d'acqua presenti a Sciacca. E' per certi verso anomalo il fatto che questi lavori si fanno in piena stagione invernale, l'attività di prevenzione si doveva fare alcuni mesi fa. Il Genio Civile interverrà anche a Menfi sul torrente Mandrarossa ed a Ribera su tre valloni. Per i restanti torrenti Bagni, Baiata, Foce di Mezzo, Bellapietra, la Regione Siciliana ha dato incarico alla struttura Commissariale per l'Emergenza Idrogeologica. Anche per questi torrenti esiste il finanziamento già dall'l giugno 2017. Sono previsti interventi di sistemazione spondale, pulizia, riduzione dei rischi idraulici. Per il torrente Baiata è prevista anche la sistemazione del ponticello.

IL PIANO DEL PERSONALE REGIONALE 1587 precari storici stabilizzati entro il 2019
 «I 587 precari storici in servizio da anni nell'amministrazione regionale verranno stabilizzati entro il 2019». È uno dei punti del Piano triennale dei fabbisogni di personale 2018-2020, approvato dalla governo Musumeci su proposta dell'assessore alla Funzione pubblica Bernardette Grasso. Nel documento sono sintetizzate le principali informazioni sui fabbisogni di personale forniti dai dipartimenti regionali, in termini quantitativi e di competenze. Dall'analisi dei dati emerge che la Regione, come tutte le altre Pubbliche amministrazioni del Paese, nei prossimi cinque anni subirà un notevole turn-over fisiologico del personale, a causa del prepensionamento e dell'elevata età anagrafica media e di servizio dei dipendenti e pertanto si registrerà una consistente necessità di nuovi lavoratori.

INDAGINE DEL SOLE 24 ORE
   Qualità della vita: 93° posto Recuperate quattro posizioni g.s.)

 Qualità della Vita, in provincia di Agrigento va un po' meglio, ma il territorio, insieme a tutto il Sud Italia, ancora arranca. La pubblicazione ieri dell'annuale classifica da parte del Sole 24 Ore è stata accolta infatti in modo tiepido, nonostante la risalita (piccola, ma presente) rispetto al risultato ottenuto nel 2017. La provincia di Agrigento è infatti "solo" 93esima, grazie alla lieve risalita di alcuni dei 42 indicatori che compongono lo studio, che è suddiviso in sei macro aree tematiche: ricchezza e consumi, affari e lavoro, ambiente e servizi, giustizia e sicurezza, demografia e società, cultura e tempo libero. A guardare i dati, emerge come Agrigento segni un risultato negativo in diverse di queste. Ad esempio nella graduatoria per ricchezza e consumi, dove la provincia di Agrigento è 106esima, con una perdita di posizioni rispetto allo scorso anno, e il poco incoraggiante dato di ultima per Pil pro capite in Italia: qui le famiglie spendono solo 1.374 euro annue contro ad esempio le 4.700 spese a Milano, prima in questa categoria. Scarsi i risultati anche se guardiamo alla spesa media per beni durevoli e i depositi pro capite. Va male, ma normalissimo, invece, per la categoria "Affari e Lavoro", dove Agrigento raggiunge la 90esima posizione (in risalita rispetto allo scorso anno) anche se la provincia è centesima per tasso di occupazione (che resta a quota 39.7%) e 101esima per tasso di disoccupazione (48,7%). In calo è anche la voce "Ambiente e servizi", dove la provincia di Agrigento è 90esima, con un 106esimo posto per l'ecosistema urbano (mutuato dallo studiò di Legambiente unicamente sui capoluoghi, quindi questo è un dato della città e non della provincia), un 107esimo posto per le città "smart" (anche questo riguarda solo Agrigento città), e una relativamente bassa aspettativa di vita (solo 81,4 anni). Va un po' meglio nel settore "Demografia e società", con un'ottantaduesimo posto che è in risalita rispetto al dato dello scorso anno nonostante il pesante dato della migrazione interna ( 96esimo posto), e con "Giustizia e sicurezza", categoria in cui la provincia di Agrigento è 36esima grazie a buoni risultati connessi alle denunce dei fenomeni criminali (furti, rapine ecc). L'Agrigentino è, infine, in leggera risalita nella categoria "Cultura e tempo libero", con un 95esimo posto senza infamia né lode nonostante le centesime posizioni rimediate nell'indice di sportività e nel rilevamento della spesa media per abitante per acquisto di biglietti per spettacoli (soli 8,4 euro ad abitante). Solo un mese fa lo studio sulla qualità della vita di Italia Oggi aveva relegato la provincia al l0lesimo posto, con una perdita di 4 posizioni.

VIA ATENEA. Dentro il porticato bivaccava un clochard.
Transennato il "rifugio" ma i rifiuti restano dentro a.r.) Era diventato il rifugio di un clochard, e luogo di deposito di rifiuti di ogni genere. Materiali, a quanto pare portati dallo stesso senza fissa dimora, il quale, lo scorso fine settimana, ha creato qualche fastidio, ed è stato denunciato dalla polizia di Stato. Una squadra di operai su ordine del Comune di Agrigento, ieri mattina, è intervenuta in via Atenea, ed ha transennato il porticato dell'edificio, già sede del vecchio ospedale, di proprietà del Consorzio Universitario. Ai lati sono state collocate delle tavole in legno, mentre la parte centrale, dove si trova il portone d'ingresso del palazzo, è stata chiusa con una rete. Una "lapazza" per risolvere il problema in un modo estremamente provvisorio. Lo sbarramento, infatti, si spera possa tenere lontano l'uomo, anche se l'uso di quella rete non copre il degrado e i cumuli di immondizia. «Perché non hanno pulito e rimosso tutto prima di chiudere l'androne esterno dell'edificio? Le solite cose fatte a metà», ha detto uno dei negozianti ad intervento ultimato. Un pensiero condiviso un po' da tutti. Il clochard è stato allontanato, ma la spazzatura è ancora in quel posto ben visibile. «Uno spettacolo indecoroso, e c'è una puzza insopportabile», lamenta una residente. Effettivamente non è un bel vedere, ancor più, per quanti, in questi giorni di festa, si recano per una passeggiata in via Atenea. Una pessima "cartolina" per i turisti in arrivo. Per quanto riguarda il clochard, un agrigentino di 46 anni, ieri, nessuno l'ha visto. Viveva in mezzo ai rifiuti, ma prima dell'altra sera non aveva mai dato fastidio a passanti e commercianti. All'improvviso è andato in escandescenze, sotto gli occhi di decine di persone. Con un calcio ha rotto un vaso con una Stella di Natale. Poi appena ha visto avvicinarsi i poliziotti gli avrebbe sputato contro.

FAVA: "QUI IL LAVORO NON E'TERMINATO"

"Da approfondire il sistema di potere costruito attorno a Girgenti Acque"
  Il presidente della commissione Antimafia e anticorruzione dell'Assemblea regionale siciliana, Claudio Fava, lo dice subito ai giornalisti accorsi per la conferenza stampa che conclude la giornata di audizioni istituzionali. "Il lavoro qui non è finito". Soggetto, la verifica delle "responsabilità politiche e istituzionali, sul modo in cui questo comitato ha ritenuto di dover soggiogare e condizionare diversi livelli trasversali" connesse a quello che viene chiamato il "sistema Girgenti Acque", società oggi commissariata assurta per la commissione a vero e proprio paradigma di un nuovo modo di fare affari in provincia di Agrigento. "Un sistema di potere trasversale che s'era costruito attorno a 'Girgenti Acque' è un tema che intendiamo approfondire ben oltre questa giornata - ha spiegato -. Ci saranno audizioni, all'inizio dell'anno, a palazzo dei Normanni, perché questa vicenda è metafora perfetta di come incroci, incontri e interessi sovrapposti finiscano per rappresentare un vulnus grave alle regole della liceità e della legittimità". Il ragionamento è ampio, e potenzialmente molto inquietante. Il presidente, infatti, nel citare sostanzialmente quanto esposto in audizione dal procuratore Luigi Patronaggio, sottolinea come in questa provincia agisca "una lobby trasversale collegata ad ogni ambiente, ad ogni forma di tutela politica, collegata ad alcuni circuiti massonici più 'coperti', meno limpidi e più occulti. Una storia - continua - che inizia negli '90, quando Cosa nostra cercava figure di riferimento che sapessero diab gare con i vertici della criminalità organizzata ma avessero anche una caratura imprenditoriale. La sensazione che ci è stata consegnata è che questa questa terra di mezzo, questa generazione di imprenditori capaci di dialogare con Cosa nostra e di rappresentare anche una forte presenza sul territorio abbia lasciato il passo ad una nuova generazione, e la figura di Campione e della sua famiglia è per la Procura della Repubblica centrale per sviluppo di questo ragionamento, per risorse economiche travasate in diversi percorsi societari ma che hanno quelle origini". Pietra miliare di ogni ragionamento è per Fava l'interdittiva firmata dal prefetto Dario Caputo, che secondo il presidente è lo "spartiacque", un passo avanti rispetto a quanto accaduto nel recente passato e che oggi oggetto di accertamento da parte della Procura, ovvero quella iscrizione alla white list firmata dal precedente prefetto, Diomede, oggi indagato. "Questa interdittiva - ha detto rappresenta un punto avanzato, determinato e coraggioso del modo cui una Prefettura può essere luogo di tutela, prevenzione, attenzione, monitoraggio sul territorio". Durissimo Fava contro Regione e Ati, che, a suo parere, non hanno fatto rispettare convenzione, a danno dei cittadini.