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Provincia di Agrigento
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rassegna stampa del 20 dicembre 2018

Giornale di Sicilia

Sulla Sicilia piove un miliardo
Riscritti gli accordi finanziari, che mandano in soffitta quelli del governo Crocetta. In arrivo più fondi per le province
Giacinto Pipitone

C'è un nuovo accordo finanziario fra Stato e Regione.Un'intesa che cancella quella siglata nel 2016 dal governo targato Crocetta-Baccei e che secondo il presidente Nello Musumeci vale almeno 2 miliardi per la Sicilia. L'accordo è stato concluso ieri dall'assessore all'Economia, Gaetano Armao, al ministero: poi sono state messe le firme di Musumeci e Tria. Tre i punti fondamentali. Il primo prevede un risparmio di 300 milioni sul contributo che ogni anno la Regione garantisce allo Stato per il risanamento della finanza pubblica: questo contributo oggi vale 1,3 miliardi e scenderà dal 2019 a un miliardo secco. Il secondo punto dell'accordo prevede che lo Stato versi nei prossimi 7 anni 540 milioni per finanziare il recupero di strade e scuole provinciali. La Regione sta pianificando un'opera - zione di anticipazione bancaria che permetta di avere subito i 540 milioni in cambio della cessione del credito. Il terzo punto permetterà alla Regione di incassare stabilmente 120 milioni all'anno frutto del gettito delb llo auto, che spetta alla Sicilia da anni ma che adesso verrà calcolato in modo diverso e più vantaggioso. C'è poi un quarto punto che non prevede somme in più ma vale tantissimo. Il ministero dell'Economia si è impegnato a far approvare un emendamento nella legge di Stabilità nazionale che permette alla Regione di spalmare in 30 anni il ripianamento di unbuco ereditato dal governo Crocetta: vale 700 milioni. Senza questo accordo la Regione avrebbe dovuto impiegare oltre 200 milioni all'anno da subito fino al 2021, somme che adesso possono essere dirottate sulla manovra regionale in discussione all'Ars a fine anno. In cambio di tutto ciò la Regione si è impegnata a ritirare i ricorsi contro le norme economiche nazionali. In più c'è una clausola che impone alla Sicilia di versare altri 100 milioni allo Stato in caso di crisi finanziaria eccezionali. Infine, il governo Musumeci dovrà aumentare del 2% all'anno la propria spesa per investimenti. Per Armao «è una svolta nei rapporti fra Stato e Regione. E in autunno potremo anche ridiscutere le norme di attuazione dello Statuto». E per una volta esultano anche i grillini: «Finalmente a Roma c'è un governo nazionale che si occupa della Sicilia» hanno detto Adriano Varrica e Paolo Ficara.

Vertice a Palazzo dei Giganti sul raddoppio
Cantieri a rischio sulla «640»

In città l'assessore Falcone
«Per il completamento speranza riposte non nella Cmc»

Il colosso «Cmc» è in crisi: è in concordato preventivo per evitare il fallimento. Una situazione che non lascia dormire sonni tranquilli neanche agli agrigentini. Perché le opere da completare - le statali Agrigento-Caltanissetta e Agrigento-Palermo - sono proprio quelle che garantiscono i collegamenti  stradali maggiori per la città dei Templi. Città che rischia di restare isolata, dopo che da oltre un lustro è fortemente penalizzata. Ieri, a palazzo dei Giganti, è arrivato l'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Marco Falcone. E una speranza, stando a quanto ha annunciato, sembrerebbe esserci. «Resta da capire - ha sottolineato, a margine dell'incontro, il sindaco Lillo Firetto - la percorribilità di questa soluzione prospettata dalla Regione. Ma intanto è utile far sentire con forza, al Governo nazionale, la rivendicazione di un territorio che si sente staccato dallo stivale». A chiedere l'incontro - nel tentativo di fare chiarezza e di sensibilizzare gli enti competenti affinché la città con inui a non vivere nello psicodramma viabilità -era stato proprio il sindaco Firetto. «I cantieri sono formati da due partner: la 'Cmc' e un secondo partner - ha spiegato tecnicamente l'assessore regionale Marco Falcone - . Noi chiediamo che la 'Cmc' faccia un passo indietro e l'altro partner possa subentrare totalmente nel completamento dell'opera, con i fornitori e subappaltatori locali, potendo dare, finalmente, queste due strategiche infrastrutture viarie che sarebbero fondamentali per il salto di qualità di una zona (Agrigento ndr.) che è stata penalizzata da oltre un lustro da questi cantieri infiniti. Il Governo regionale, assieme all'Anas, sta chiedendo collaborazione e impegno alla 'Cmc'che è in concordato preventivo per evitare il fallimento. Restano, al momento, incomplete la Agrigento- Caltanissetta, che va da Canicattì fino a Caltanissetta e poi fino alla A19, e la Agrigento-Palermo - ha spiegato l'assessore Falcone - . Per la Agrigento- Palermo c'è un'altra vertenza che riguarda i creditori, sul  appeto ci sono circa 40-50 milioni di euro. E come Governo Musumeci stiamo cercando di mettere al riparo questi creditori perché sarebbe un danno enorme immaginare che questi loro crediti finiscano con il rimanere inevasi». Ci vorrà verosimilmente del tempo per capire se le intenzioni della Regione riusciranno  a concretizzarsi, sbloccando definitivamente - e facendo arrivare magari anche a conclusione -i cantieri. «Viviamo in una condizione di disastro sul piano del collegamento stradale, 189 da un lato e statale 640 dall'altro, - è tornato a rimarcare il sindaco Lillo Firetto - . Questo perché quei cantieri stanno andando avanti secondo tempi biblici. Nonostante questa condizione, Agrigento, la Valle deiTempli, dal 2015 adoggi è cresciuta fortemente in flussi turistici. La città è andata avanti nonostante l'isolamento totale. La rivendicazione del territorio è: si completino immediatamente queste opere. Vorremmo delle risposte immediate, c'è una vacanza da parte di Anas, c'è il tema delle imprese che hanno lavorato in queste imprese e non ricevono le risorse. Credo che la Regione, con questa proposta venuta fuori stamattina (ieri ndr.), stia individuando un percorso risolutivo, vediamo la praticabilità». (*CR*)


Fattieavvenimentisciacca

Tutto pronto Domenica 23 per la "Half Marathon Ribera - Città delle Arance": presenti 26 volontari e 3 ambulanze
Si correrà domenica prossima 23 dicembre la prima edizione della "Half Marathon Ribera - Città delle Arance", gara podistica regionale di 21,097 km, che chiuderà il circuito del Grand Prix Siciliano FIDAL delle Maratonine 2018. La macchina organizzativa è già in dirittura di arrivo. Sei associazioni di volontariato coordinate dal Gruppo Protezione Civile del Libero Consorzio di Agrigento, sono al lavoro per garantire il migliore risultato possibile in tutta sicurezza per atleti e pubblico. Le associazioni coinvolte, tutte firmatarie del contratto di protezione civile con il Libero Consorzio, metteranno a disposizione complessivamente 26 volontari e 3 ambulanze per la buona riuscita del servizio di assistenza logistico e sanitario. Il Libero Consorzio sarà presente con i propri funzionari e operatori del Gruppo Protezione Civile che vigileranno sulle vie di fuga e sull'assistenza sanitaria, consistente in tre postazioni di ambulanze e sulle squadre "a piedi" specializzate nel primo soccorso sanitario e nel BLS (Basic Life Support, supporto vitale di base). Particolare attenzione sarà data ai tratti del percorso che incrociano le strade provinciali n. 32, 33 e 61. Le associazioni che hanno dato la loro adesione sono: Croce Rossa Italiana di Agrigento (1 ambulanza con medico a bordo e 10 volontari), Giubbe d'Italia S. Elisabetta (1 ambulanza e 3 volontari), Giubbe d'Italia di Aragona (1 ambulanza e 3 volontari), PA Emergency Life di Porto Empedocle (2 volontari), SERLANCE CB di Porto Empedocle (3 volontari) e i Falchi di Palma di Montechiaro (5 volontari).

AGRIGENTONOTIZIE

LIBERO CONSORZIO, AL VIA PIANO STRAORDINARIO DI ASSISTENZA AGLI UTENTI PER IL NATALE

   Parte un piano "straordinario" di assistenza ai cittadini, utenti ed ai visitatori in occasione delle prossime festività natalizie e di fine anno elaborato dal Libero consorzio comunale di Agrigento. Da oggi gli sportelli dell'ufficio relazioni con il pubblico dell'ex Provincia di piazza Vittorio Emanuele (sportello convenzionato anche con l'ente Microcredito) rimarranno aperti sino alle ore 20 di ciascun giorno feriale per fornire informazioni ed assistere ai visitatori che, in occasione delle prossime festività natalizie e di fine anno, decideranno di trascorrere le proprie vacanze ad Agrigento. Gli sportelli dell'Urp di piazza Vittorio Emanuele saranno aperti anche (come di consueto) il sabato mattina di tutti i giorni non festivi. Nelle stesse fasce orarie sarà operativo anche un call center di assistenza agli utenti con i numeri verdi (800.315555 e 800.236837) ai quali i cittadini potranno rivolgersi per chiedere informazioni in tempo reale sull'accesso al Microcredito, eventi, collegamenti, disponibilità alberghiere, transitabilità, punti di ristorazione, siti di interesse culturale, ambientale e notizie di pubblico interesse in genere. Il piano "straordinario" prevede, inoltre, il potenziamento con prolungamento dell'apertura pomeridiana nei giorni feriali e nella mattina di ciascun sabato dell'ufficio ubicato in piazza Aldo Moro (Porta di Ponte) e dell'ufficio relazioni con il pubblico di Porta V, nel cuore della Valle dei templi. Con queste iniziative il Libero consorzio intende potenziare servizi di informazione ed assistenza erogati ai cittadini, utenti e visitatori e nello stesso tempo contribuire alla conoscenza del territorio, del suo patrimonio culturale.

SCRIVOLIBERO
Frane e viabilità. Di Caro e Mangiacavallo,
M5S ARS: "Comunità e aziende isolate da oltre 40 giorni. Presidente Musumeci, salviamo i caseifici" "In Sicilia basta un'alluvione per mettere sul lastrico la già flebile economia del territorio e isolare intere comunità. Da 43 giorni, aziende e paesi sono irraggiungibili a causa di strade letteralmente spazzate via sulle quali nessuno interviene. Musumeci si attivi immediatamente con la protezione civile". A dichiararlo sono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle Giovanni Di Caro e Matteo Mangiacavallo che incalzano il governo regionale ad intervenire per ripristinare i collegamenti in due aree dell'Agrigentino, la Canalicchio a Cammarata e la SP 48 di Castronovo di Sicilia, isolate dal maltempo delle scorse settimane. "C'è un'azienda agricola che si chiama Mangiapane che produce uno dei migliori formaggi siciliani - spiegano Di Caro e Mangiacavallo - rischia di chiudere a causa del maltempo che, due mesi fa ha interrotto i collegamenti con il caseificio. Le due strade che portano all'azienda, una comunale e una provinciale, sono totalmente dissestate e impraticabili. Il Comune e il Libero Consorzio della provincia di Agrigento, non hanno un minimo di disponibilità finanziaria per rendere agibili le strade di accesso all'azienda e i proprietari hanno enormi difficoltà per nutrire gli animali, trasportare il gas per la produzione del formaggio. Chiusa anche una bellissima fattoria didattica che, fino a poco tempo fa, veniva visitata da decine di scolaresche, perché nessuno può più raggiungere il sito. Sempre dal 3 novembre il torrente Bosco, in località Cammarata risulta ostruito e deviato su due strade provinciali tra cui la SP48 di Castronovo di Sicilia dove è isolata un'altra azienda casearia d'eccellenza ovvero quella del signor Passalacqua che produce la famosa Tuma Persa. Occorre intervenire urgentemente per evitare altri morti ed altri disastri. Gli allevamenti bovini e ovini sono a rischio così come la produzione del famoso formaggio di mucca. Chiedo quindi al Presidente Musumeci - concludono Di Caro e Mangiacavallo - di attivarsi con la Protezione Civile per salvare queste eccellenze della nostra isola e scongiurare la chiusura delle aziende di questi territori".

LIVESICILIA


IL DOCUMENTO
Soldi, tagli, rinunce e nuove leggi Ecco l'intesa Stato-Regione di Andrea Cannizzaro PALERMO - Dopo mesi di trattative e incontri e tavoli tecnici, Musumeci e Armao portano a casa una nuova intesa tra Stato e Regione. L'accordo siglato oggi fra il ministro dell'Economia Giovanni Tria e il governatore siciliano contiene diversi punti di vantaggio per la Sicilia, pur se a fronte di qualche rinuncia. Resterà in vigore fino al 2020 quando, a giugno, il tavolo fra i rappresentanti di Roma e Palermo tornerà a riunirsi per ritrattarne i contenuti. Nel frattempo, ecco le scadenze imminenti fissate del documento: entro il 31 gennaio saranno decise le modalità per attribuire alla Sicilia l'Iva che è stata applicata nel territorio; entro il 30 settembre 2019, saranno approvati gli accordi attuativi della parte finanziaria dello Statuto siciliano. In alcuni punti, infatti, l'intesa fissa date e scadenze per ogni azione concordata, in altri punti rinvia al momento in cui saranno trovate le risorse. Ma ecco cosa contiene il contratto Stato-Regione. Più liquidità per la Regione Siciliana Il contributo alla finanza pubblica, ovvero i soldi che la Regione versa allo Stato ogni anno, si riduce di 300 milioni già a partire dal 2019: da 1,3 miliardi a un miliardo. Nel giro dei due anni per cui l'accordo varrà, il 2019 e il 2020, la Regione tratterrà quindi nel proprio bilancio 600 milioni di euro. Ma in tempi di instabilità finanziaria il contributo che la Regione versa alle casse erariali per risanare i conti pubblici potrebbe tornare a salire. Infatti, l'accordo consente allo Stato di aumentare il prelievo del 10% e quindi di 100 milioni "per far fronte ad eventuali eccezionali esigenze di finanza pubblica". Ogni innalzamento del contributo deve essere concordato con Palazzo d'Orleans ma si potrebbe registrare un ulteriore 10% di aumento del contributo "nel caso in cui siano necessarie manovre straordinario volte ad assicurare il rispetto delle norme europee in materia di riequilibrio di bilancio". Con l'accordo sul contributo della Regione Siciliana alla finanza pubblica il governo guidato da Nello Musumeci si impegna a ritirare l'impugnativa sul bilancio dello Stato attualmente pendente di fronte alla Corte Costituzionale. Inoltre la Regione rinuncerà agli effetti positivi che potrebbero nascere da un eventuale accoglimento dei ricorsi di altre regioni sul bilancio statale per il 2018. Risorse in più arriveranno grazie ad altri due punti dell'intesa. È previsto infatti che vadano alla Regione tutte le entrate connesse all'imposta di bollo. Entro il 31 gennaio 2019, inoltre, Stato e Regione concorderanno le modalità affinché sia attribuita alle casse siciliane anche l'Iva per le operazioni imponibili avvenute nell'Isola. L'accordo sulle ex Province La Regione ottiene anche il sostanziale superamento degli accordi presi dal governo Crocetta in tema di ex Province. "Il governo (nazionale, n.d.r.) - così si legge nel testo dell'accordo - si impegna a trovare adeguate soluzioni per il sostegno ai Liberi consorzi e Città metropolitane della Regione Siciliana, al fine di garantire parità di trattamento rispetto alle Province e Città metropolitane del restante territorio nazionale e di favorire l'equilibrio dei relativi bilanci". Nel precedente accordo fra Stato e Regione, il governo regionale aveva ricevuto la competenza finanziaria sulle ex Province. Con l'evoluzione delle politiche statali sugli enti locali provinciali però si è registrato il danno. Infatti lo Stato è tornato a erogare agli enti il proprio contributo per tamponare gli effetti del prelievo forzoso. Alle ex province siciliane però il contributo non è più toccato a causa dell'accordo. Alla luce di questo nuovo contratto la situazione dovrebbe riportare a normalità la vita degli enti di secondo livello. Ma le buone notizie per i Liberi consorzi e Città metropolitane siciliani non sono finite qui. Nel contratto, lo Stato ha riconosciuto un piano di investimenti di 540 milioni per la manutenzione delle strade e delle scuole. Le risorse saranno trasferite dal 2019 al 2025. Nei primi due anni arriveranno 20 milioni all'anno. Mentre il mezzo miliardo di risorse rimanenti sarà versato nei cinque anni successivi, con 100 milioni all'anno. Riconoscimento dell'insularità Lo Stato riconoscerà le condizioni di svantaggio connesse all'insulatirà. In questo caso, come per la previsione dell'attuazione dello Statuto e delle misure per le ex Province, non viene detto a quanto ammonta la spesa che lo Stato dovrà affrontare e si rinvia a un momento successivo con la formula "previa individuazione della copertura finanziaria ove necessaria". Certo è però che con il riconoscimento della condizione di insularità si consentirà alla Sicilia di istituire forme di fiscalità di vantaggio per cittadini ed imprese: quello che in parte è sintetizzato nell'espressione "modello Portogallo", che il governo regionale ha inserito anche nel testo della Finanziaria 2019 approvata in giunta e che nei prossimi giorni arriverà all'Ars. Il piano di rientro dal disavanzo Alla Sicilia poi è esplicitamente consentita l'operazione di rientro ventennale dal disavanzo di circa 2 miliardi così come emerso nel giudizio di parifica dello scorso luglio. La Corte dei Conti aveva chiesto al governo un piano di rientro in tre anni, dal valore di più di 600 milioni annui. Così si è arrivati all'impugnativa del giudizio di parifica da parte del governo regionale che invece puntava a un ammortamento di circa 60 milioni. Adesso il governo nazionale riconoscerà alla Sicilia la possibilità di utilizzare la norma che prevedeva il ripiano ventennale a patto che la Regione incrementi ogni anno del 2% la spesa per misure di investimento. Ma c'è di più: la Finanziaria nazionale potrebbe prevedere un ulteriore ripiano, stavolta trentennale, del disavanzo nato dalla pulizia dei bilanci regionali di eventuali crediti o debiti legati alla programmazione statale ed europea 2007/2013 o di crediti tributari contabilizzati come "accertati e riscossi" prima del 2002. Insomma, viene consentito di spalmare su 30 anni uno squilibrio che si sarebbe creato a causato dell'eliminazione di queste risorse che però facevano massa nei bilanci.

LA SICILIA
Ex Provincia approvato il Piano della performance r.b.)
Seppur tra le difficoltà dettate dal clima di profonda incertezza per il mancato completamento dell'iter di riforma avviato con la legge regionale del 2015 e con risorse economiche sempre più magre, il Libero Consorzio persegue gli obiettivi punti cardine del Piano della performance 2017. Due i punti fondamentali del Piano: ridurre il rischio di corruzione e di illegalità all'interno dell'organizzazione del Libero Consorzio e attuare il principio della trasparenza. Per il primo punto, sono stati seguiti gli indicatori per il monitoraggio e i report dei tempi procedimentali; rispetto, regolarità e controllo dei rapporti tra l'Amministrazione e i soggetti che con la stessa stipulano contratti o sono interessati a procedimenti di autorizzazione, concessione o erogazione di vantaggi economici di qualunque genere. Per quanto invece riguarda la trasparenza nell'attuazione degli obblighi di pubblicità (accessibilità totale delle informazioni concernenti l'organizzazione e l'attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul persegui mento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche), è stato implementato il programma mediante l'adeguamento alla norma anticorruzione e ai controlli interni. Il risultato è la creazione di una sinergia tra le misure del Piano della trasparenza e quelle del Piano della prevenzione della corruzione, confluenti verso "obiettivo di salvaguardia della legalità dell'azione amministrativa dell'Ente. Non tutti gli obiettivi, però, sono stati raggiunti. Hanno un punteggio pari a zero lo "svolgimento di attività di verifica straordinaria e controllo dei servizi attuati con il sistema di gestione dell'accreditamento per l'anno scolastico 2017/2018".

"TARIFFE NON LEGITTIME"
Acqua, l'Ati ricorre al Tar contro la Regione g.s.) L'assemblea territoriale idrica va alla "guerra" contro Regione Siciliana ma non da sola. In attesa delle valutazioni sul servizio idrico, sul costo dell'acqua all'ingrosso e di ogni atteso progetto di acqua pubblica (o almeno gestione alternativa alla Girgenti Acque), l'Ati si è costituita nei giorni scorsi ad adiuvandum in un ricorso proposto da Arnap, società di gestione palermitana, la quale ha chiamato dinnanzi al Tar tra gli altri la Presidenza della Regione per l'annullamento di una delibera di Giunta i regionale di luglio: la quale determinava appunto la tariffa per gli anni 2016-2019. Secondo i ricorrenti H Governo non avrebbe potuto adottare questo provvedimento, così come sancito addirittura dalla Corte Costituzionale. Questa, lo scorso anno, nel cassare ampie porzioni della legge sull'acqua pubblica dichiarò l'illegittimità costituzionale di un articolo, il numero 11, il quale prevedeva l'attribuzione alla Giunta regionale il potere di predisporre l'approvazione dei modelli tariffari, compresi quelli di Siciliacque, giacché, disse la Corte, questo violava le competenze esclusive dello Stato, il quale a sua volta lo ha delegato all'Aeegsi, ente che si occupa di tariffe di acqua,luce e gas. Così l'Ati si costituirà "ad adiuvandum" in giudizio, assegnando l'incarico all'avvocato Mazzarella, che per conto dell'Assemblea sta seguendo non solo la questione della risoluzione del contratto di gestione, ma anche il ricorso proposto al Tar Lombardia dalla Girgenti Acque proprio contro la tariffa 2017, ritenuta illegittima dalla società di gestione perché non prevederebbe la copertura delle spese per investimenti.

IERI VERTICE IN MUNICIPIO
 «Questo territorio ha tanto bisogno di infrastrutture»

 Stallo dei cantieri della 640 e della 121 Palermo-Agrigento, l'assessore regionale ai Lavori pubblici Marco Falcone a "rapporto" dai sindaci del territorio Per iniziativa del sindaco Lillo Firetto nella tarda mattinata di ieri. Il componente della Giunta Musumeci ha incontrato in Comune ad Agrigento gli amministratori di alcuni comuni i cui territori sono toccati dalla Strada degli Scrittori, come Favara, Grotte e Caltanissetta. Tema dell'incontro, appunto, le preoccupazioni dei sindaci per la grave crisi economica che ha colpito la società Cmc, che sta curando gli interventi di ammodernamento della statale 640 (di cui resta da completare il raddoppio nel tratto tra Canicattì e l'A 19) e della statale per Palermo, nel tratto di Bolognetta (unico cantiere, elle decine previsti, oggi avviato). L'azienda si trova oggi in concordato preventivo e rischia il default,con la conseguenza che i lavori si trovano attualmente in uno stallo pericoloso, che rischia di essere irreversibile. Falcone, che su questo tema si era già pronunciato nei mesi scorsi denunciando, per primo, il sostanziale immobilismo del cantiere sulla 640, ha dato appuntamento al prossimo 28 dicembre, giorno in cui si saprà se, grazie ad un passo indietro della CMC, potrà subentrare nei lavori direttamente l'azienda partner e quindi portare a termine l'ultimo lotto dei lavori in provincia di Caltanissetta per il completamento della 640. "Abbiamo accolto l'invito del sindaco Firetto che è stato abbastanza opportuno per le ricadute che questa vertenza ha avuto e avrà nei prossimi mesi - ha spiegato Falcone, Abbiamo spiegato quale è la strategia che stiamo mettendo in campo come Governo e lo stiamo facendo in sinergia con Anas, ma anche chiedendo collaborazione alla Cmc, che si trova in una situazione di concordato preventivo per evitare il fallimento. Un loro 'passo indietro' potrebbe consentire il subentro del partner per consentire, dall'avvio dei cantieri, il completamento del raddoppio della 640 in circa 14-18 mesi e della 121 in 18-24 mesi. Queste infrastrutture sono strategiche e fondamentali per il salto di qualità di una zona che è abbastanza penalizzata e lo è da diversi anni da questi cantieri infiniti. Chiediamo quindi a Cmc di non essere generosa, ma almeno di dimostrare di essere onesta". "Confidiamo chela Regione si faccia cassa di risonanza utile anche delle municipalità locali per risolvere una questione che è ormai divenuta endemica _ ha commentato amaramente il sindaco Firetto -. Oggi noi viviamo una condizione di disastro sul piano del collegamento stradale perché quei cantieri stanno andando avanti con tempi biblici in questa contraddizione Agrigento dal 2015 ad oggi è andata avanti in termini di flussi turistici nonostante l'isolamento totale. Allora la rivendicazione del territorio è: si completino le opere. Noi abbiamo avuto il silenzio da parte del Governo nazionale, adesso vogliamo risposte immediate".