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Provincia di Agrigento
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rassegna stampa del 28 dicembre 2018

Agrigentonotizie.it

Turismo: crescono i pernottamenti, in calo le presenze in provincia
„ Turismo, se la Valle cresce sempre più esponenzialmente, il settore sembra proprio non voler decollare. I dati li ha forniti - o almeno, li ha riaggregati - nei giorni scorsi la Regione Siciliana, il cui assessorato regionale al Turismo ha prodotto un report destinato a valuare lo status quo ma anche ad individuare strategie di sviluppo. Il primo dato messo sul tavolo è quello fornito dalla Banca d'Italia, che nel riportare il numero dei pernottamenti dei turisti internazionali tra il 2012 e il 2017, in provincia di Agrigento individua una crescita del 152%, ovvero da 249.784 a 629.908, un trend importante, ma non il migliore. I risultati più incisivi sono arrivati infatti a Ragusa (+347%), mentre intorno al risultato agrigentino si muovono Siracusa e Catania (+154%; +158%), ad eccezione di province come Palermo (+66%) e Messina (+28%). Tuttavia, se sono cresciuti i pernottamenti, a calare è stato nella nostra provincia il numero delle presenze turistiche: se nel 2008 i turisti stranieri erano stati 800.470, nel 2015 il numero è calato a 577.109, ovvero -28%, che è il risultato negativo peggiore di tutta l'Isola, che registra complessivamente solo dati con il segno "meno" davanti. In calo molto significativo nella nostra provincia è tuttavia il turismo nazionale: tra il 2016 e il 2017 la contrazione è stata del 2% per gli arrivi (da 168.960 a 165.646) e del 4,4% nelle presenze (da 603.983 a 577.109) mentre, un po' in modo sorprendente, i rapporti vedono una crescita molto significativa anche in province interne, come ad esempio Caltanissetta (+60,3% di presenze. In calo che ha un peso, dato che guardando il tasso di internazionalizzazione, per la provincia di Agrigento solo il 44,9% dei visitatori non sono italiani nel 2017, con un lieve calo rispetto al 2016, quando erano sopra quota 45%.

precari stabilizzati anche a Montevago

„Dopo circa trent'anni di precariato arriva la tanto attesa stabilizzazione per 44 lavoratori del comune di Montevago. Sono stati sottoscritti oggi, nell'aula consiliare "Falcone e Borsellino", i contratti a tempo indeterminato. Vengono così stabilizzati 44 lavoratori appartenenti alle categorie A, B e C. Tramite concorso pubblico sono stati assunti a tempo indeterminato anche un assistente sociale, un architetto, un commercialista e un vigile urbano. Dopo circa trent'anni di precariato arriva la tanto attesa stabilizzazione per 44 lavoratori del comune di Montevago. Sono stati sottoscritti oggi, nell'aula consiliare "Falcone e Borsellino", i contratti a tempo indeterminato. Vengono così stabilizzati 4
„"E' una giornata storica per il nostro comune, per i lavoratori e per le loro famiglie. Con la firma dei contratti  a tempo indeterminato - ha detto il sindaco Margherita La Rocca Ruvolo - diamo serenità ai lavoratori precari che da 28 anni svolgono un ruolo fondamentale per il comune e che ormai da molto aspettavano risposte da parte delle istituzioni. Applicando la riforma Madia della Pubblica amministrazione siamo riusciti a stabilizzare tutti i precari storici con l'obiettivo di rendere più efficiente la macchina amministrativa e di garantire il diritto al lavoro a queste persone di cui non si può fare a meno per poter assicurare i servizi essenziali ai cittadini".

Siracusapost-it
Siracusa, Libero Consorzio: in pagamento gli stipendi di novembre Il ritardo da attribuire alla Regione
Sono in pagamento per i dipendenti del Libero Consorzio comunale le spettanze economiche relative al mese di novembre.
Ad annunciarlo è l'Ente che comunica: "Il protrarsi della procedura di pagamento è stato dovuto al ritardato trasferimento delle risorse finanziarie da parte della Regione Siciliana"

livesicilia.it
Comuni siciliani maglia nera in Italia per riscossione delle tasse.
Mentre in quasi tutti gli enti locali italiani le percentuali di recupero delle tasse accertate si tengono sopra il 90%, in Sicilia si riescono a riscuotere sono l'86,2% delle imposte accertate. Il 13,8% così diventa per i Comuni un'entrata che non si registrerà mai e, di conseguenza, una criticità finanziaria. I dati elaborati da Crif Raiting sono contenuti nella relazione conclusiva dei lavori della task force dell'assessorato regionale all'Economia per monitorare la situazione finanziaria degli enti locali siciliani. Il governo regionale ha fatto propria il relazione e così facendo ha approvato alcuni interventi proposti nel documento. Il principale consiste nella predisposizione di tre gare d'appalto per selezionare tre imprese che offrano a cui i comuni possano affidare i servizi di riscossione.

L'iniziativa del governo

La gestione dei tributi è una competenza dei comuni e infatti la soluzione varata prevede la possibilità di un accesso al servizi su base volontaria. Così l'assessorato all'Economia ha dato mandato alla Centrale unica di committenza di elaborare gli atti per le tre procedure ad evidenza pubblica. Il territorio regionale infatti è stato diviso in tre macroaree: Sicilia Occidentale (province di Trapani, Palermo e Agrigento), Sicilia centrale (province di Messina, Enna e Caltanissetta) e Sicilia orientale (province di Catania, Ragusa e Siracusa). Per fare ciò sarà necessario stabilire un livello essenziale e strategico di performance del servizio e capire se ci la legge lo consente. Sull'ipotesi pende, così, il rilascio del parere da parte ufficio legislativo e legale della Regione. Mentre per sarà pure necessario monitorare i sistemi di riscossione attivi presso ogni Comune e acquisendo le informazioni utili tramite uno schema predisposto con l'Anci Sicilia.

L'evasione della Tari.

Nella relazione emerge ad esempio, la "bassa capacità di riscossione degli enti locali della Tari". Così il gruppo di lavoro ha individuato fra le azioni che non sono di competenza della Regione ma dello Stato la possibilità di mettere la tassa sui rifiuti nella bolletta elettrica. Solo una proposta, è chiaro, ma riuscirebbe a fare fronte all'evasione di una su cinque famiglie italiane. Un'evasione che in Sicilia, sempre secondo Crif Raiting,vale il 38% della tassa sull'immondizia quantificata: 77 euro pro capite. Fra le altre misure che poi si potrebbero inserire a livello statale, per il tavolo tecnico, bisognerebbe consentire ai Comuni di svolgere la compensazione fra i tributi locali e i crediti delle Pubbliche amministrazioni.

Le proposte non finiscono qui. A livello regionale la task force propone di tornare a incentivare le unioni dei comuni mentre non mancano i riferimenti alla necessità di semplificazione, di condivisione delle buone pratiche e di formazione per gli impiegati comunali chiamati a lavorare con una materia complessa e in continua evoluzione.

Il divorzio da Riscossione Sicilia

Ma se, da una parte la Regione si sta attrezzando per fornire un sistema di riscossione ausiliario, occorre dire che i Comuni negli ultimi anni hanno diminuito gli affidamenti a Riscossione Sicilia. Nel 2018 o ruoli coattivi affidati alla partecipata regionale sono stati 166 mentre quelli volontari sono stati 3. Un affidamento dimezzato rispetto al 2010 quanto l'esazione coattiva era pari a 315 elenchi di debitori e quella volontaria a 155 ruoli. C'è di più, i Comuni convenzionati con l'agente di riscossione siciliano nel 2017 erano sei: Caltabellotta, Palma di Montechiaro e Santa Margherita Belice, nell'agrigentino, Lipari in provincia di Messina; Giardinello e Monreale nella Città metropolitana di Palermo. Nel 2003 le convenzioni erano più di 200. 

Inoltre, alcuni Comuni, stando ai dati forniti dalla società, non si sono mai affidati a Riscossione Sicilia: Montallegro e Santo Stefano di Quisquina (Ag); Bompensiere, Delia, Acquaviva Platani, Villalba e Caltagirone (Cl), Fondachelli Fantina, Capo d'Orlando, Frazzano, Motta d'Affermo (Me); Cassaro (Sr) e Vita (Tp).

Alla base della crisi non ci sarebbe la mala gestione ma una legge. "Le motivazioni del numero attuale di convenzioni - spiega una nota di Riscossione Sicilia -, è da ricercare anzitutto nel fatto che il Decreto Sviluppo del 2011 stabiliva la data del 01/01/2012 come 'termine ultimo' per l'abbandono definitivo della riscossione dei tributi locali da parte di Equitalia e Riscossione Sicilia". Il termine è stato prorogato ma la situazione di incertezza che si è generata ha portato gli enti locali ad abbandonare la società.

La situazione finanziaria dei Comuni

Gli enti locali insomma sono in sofferenza per via dell'incapacità di riscuotere i tributi e per l'innescarsi del circuito vizioso legato all'apertura di mutui. Secondo i dati citati nella relazione, i comuni siciliani il 35,9% dei Comuni siciliani è costretto a ricorrere alle anticipazioni di cassa e all'accensione di mutui. L'indebitamento è contenuto, mentre non si può dire lo stesso delle anticipazioni di liquidità che gli istituti di tesoreria concedono agli enti, sebbene i Comuni riescano a ripianare i debiti. Sembrerebbe, così, che malgrado le difficoltà a riscuotere alla fine gli enti locali siciliani riescano a pagare i prestiti al prezzo di avere bilanci assai rigidi e difficoltà a realizzare le politiche di competenza.

FINANZIARIA La manovra approda all'Ars 
Duello sul calendario dei lavori
Il testo della legge di stabilità e del bilancio, arrivato all'Ars nei giorni scorsi, è stato assegnato oggi alle commissioni di merito per l'esame delle parti di competenza. Il governo, dunque, conferma di non voler far ricorso all'esercizio provvisorio. La manovra sarà esaminata dalle commissioni di merito e poi dalla Commissione bilancio, e dovrebbe arrivare in aula all'inizio di gennaio. Il calendario definitivo sarà stabilito dalla conferenza dei capigruppo, convocata dal presidente Gianfranco Miccichè subito dopo l'inizio della seduta di oggi.

*Aggiornamento
Nel corso della conferenza dei capigruppo il governo regionale ha proposto un calendario dei lavori che prevede l'esame della manovra economica nelle commissioni di merito fino al 4 gennaio, in commissione Bilancio fino al 10 gennaio e l'invio del testo in aula l'11 gennaio (emendamenti da presentare entro il 12 gennaio). L'esame degli articoli in aula è previsto dal 14 al 20 gennaio. Le opposizioni, Pd e Movimento 5 Stelle, hanno espresso perplessità sull'ipotesi di chiudere l'anno senza avere approvato né la manovra economica e neppure l'esercizio provvisorio, e hanno chiesto di votare in aula il calendario dei lavori proposto dal governo in conferenza di capigruppo ed esposto a Sala d'Ercole dall'assessore al Territorio Toto Cordaro. Il presidente dell'Ars Gianfranco Miccichè ha sospeso la seduta, rinviando i lavori e la votazione a domani alle ore 16 "per dare al governo - ha detto - la possibilità e il tempo di valutare le osservazioni delle opposizioni".