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Provincia di Agrigento
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rassegna stampa del 31 ottobre 2019

Giornale di Sicilia

Rifiuti, riforma al palo per 700 emendamenti
Avvio dei lavori e rinvio a martedì. Muro dell'opposizione. Musumeci tenta la mossa

a sorpresa e chiede un faccia a faccia con i leader di Pd e 5 Stelle. La risposta: «No grazie»

Sommersa da 700 emendamenti, la riforma dei rifiuti non ha nemmeno iniziato ieri il suo cammino all'Ars. Al pronti via, subito un rinvio a martedì. Il futuro della legge che dovrebbe mandare in soffitta gli Ato è appesa a un inedito confronto che il presidente della Regione sta cercando di portare avanti con l'opposizione e perfino con la sua stessa maggioranza. I 700 emendamenti sono una montagna quasi impossibile da scalare e nascondono (neanche tanto) l'asse trasversale che si muove dal Pd e dai grillini verso pezzi del centrodestra per impallinare il testo voluto da Musumeci e dall'assessore Alberto Pierobon. Sotto accusa soprattutto i dubbi sulla salvaguardia del personale e l'eredità degli ingenti debiti degli Ato. Musumecilo sa e per questo motivo ieri ha scritto una inusuale lettera a tutti i capigruppo chiedendo un incontro martedì a poche ore dal voto. Per la precisione, più incontri. Musumeci chiede un faccia a faccia lunedì alle 10 con Giuseppe Lupo del Pd. Mezz'ora dopo con Nicola D'Agostino di Sicilia Futura. Alle 11 con Claudio Fava e alle 12 con il capogruppo dei grillini Francesco Cappello. Infine, dalle 14 in poi il presidente vorrebbe incontrare congiuntamente i leader del centrodestra per serrare le file. E tuttavia, a evidenziare il clima che si respira all'Ars intorno alla riforma, ieri dai capigruppo di opposizione è arrivato un «no, grazie». Per i grillini  «l'invito è tardivo, arrivato dopoche il testo è stato incardinato in aula ed è già scaduto il temine per gli emendamenti. Per noi la sede naturale della discussione resta l'aula. Oppure la commissione Ambiente, qualora dovesse essere accolta la nostra proposta di rinvio in commissione del disegno di legge, che formalizzeremo martedì». Una proposta che, se accolta, sarebbe il colpo di grazia al testo. E a confermare l'asse di dura opposizione c'è anche Giuseppe Lupo del Pd: «Per il Pd la sede del confronto è la commissione. Dunque nessun incontro. Tra l'altro abbiamo già detto a Musumeci che la riforma non migliora  i servizi ai cittadini, non garantisce la tutela dell'ambiente, non riduce i  costi, rischia di creare problemi occupazionali. Opinione, questa, condivisa dalla maggioranza dei sindaci». I contemporanei dubbi che nutrono vari esponenti della maggioranza, a cominciare da alcuni forzisti, rendono il cammino della riforma più che impervio. Epure VincenzoFiguccia (Udc) ieri ha parlato di «riforma da rivedere» suggerendo «una maggiore apertura ai privati». Senza considerare che perfino il governo ha presentato 40 emendamenti di correzione. Sulla carta non c'è dunque una maggioranza netta a sostenere il testo. E può quindi essere utile la mossa che Giusy Savarino, big di Diventerà Bellissima e presidente della commissione Ambiente, ha compiuto ieri: ha chiesto di sospendere le votazioni e fare un passaggio in commissione per esaminare i 700 emendamenti cercando di trovare una sintesi. Mossa di cui però l'assessore all'Ambiente, Toto Cordaro, incaricato di tenere i rapporti fra governo e Ars, non era informato. La commissione lavorerà lunedì. Nel frattempo i pontieri, fra cui il capogruppo di Diventerà Bellissima Alessandro Aricò, sono all'opera per serrare le file almeno nella maggioranza: l'operazione prevede almeno un riavvicinamento fra Musumeci e Micciché, da settimane su posizioni contrapposte sui principali temi, e fra il presidente della Regione e i partiti (Fratelli d'Italia in primis).

Istanza del Libero Consorzio
Gestione degli appalti
Otto Comuni morosi
Complessivamente il credito dell'ex Provincia ammonta a 58 mila euro


Ci sono circa 58 mila euro da incassare: il Libero Consorzio di Agrigento batte cassa e «bussa» ai Comuni morosi che non hanno, ancora, rimborsato la tariffa di  contribuzione per l'esplet amento di alcune gare d'appalto celebrate dalla Stazione Unica Appaltante gestita dall'ex Provincia. Si tratta di 8 Comuni che devono, ancora rimborsare all'ex Provincia gli oneri derivanti da spese di pubblicazione per le gare appaltate. Prima dell'entrata in vigore del cosiddetto decreto «sblocca cantieri», infatti, gli enti di città non capoluogo di provincia avevano facoltà di procedere all'acquisizione dei lavori, beni e servizi nell'ambito di unioni di Comuni, ove esistenti, o, in alternativa, costituendo un apposito accordo consortile tra gli stessi comuni, avvalendosi dei competenti uffici delle ex Province. Con il decreto è stata stabilita la sospensione fino al 31 dicembre 2020 di alcune norme del Codice degli appalti. In particolare, appunto, è stato sospeso l'obbligo per i Comuni non capoluogo di provincia di rivolgersi a centrali appaltanti. E quindi gli enti stessi potranno gestire autonomamente le procedure. L'obiettivo delle  Centrali di committenza, ricordiamo,era quello di accentrare la gestione delle gare ad evidenza pubblica, cercando di razionalizzare la spesa pubblica ed evitare sprechi di risorse che non apportavano benefici per i cittadini. Attraverso le Centrali si cercava, dunque, di eliminare alcuni costi che erano precedentemente imputati alla frammentazione, tra tanti piccoli Comuni, della fase relativa all'acquisizione dei lavori, dei servizi e delle forniture e supplire anche ad una carenza organica e professionale all'altezza del compito. Il Libero Consorzio di Agrigento è stato tra i primi in Sicilia a dotarsi di una piattaforma informatica per l'esplet amento delle gare telematiche. Tali compiti, oltre ad offrire ai Comuni competenza, esperienza, e garanzia nello svolgimento delle gare, hanno prodotto al Libero Consorzio Comunale di Agrigento maggiori entrate per complessivi 190 mila euro. Un lavoro straordinario che ha portato gli uffici a rendere servizi efficienti agli enti ed alle comunità amministrate. (* PAPI*)

Cerimonia in contrada Calcarelle
Il polo universitario «vive»
Accolte oltre 300 matricole
Di Maida: «Giornata in cui festeggiamo la rinascita»


Sono 309 le matricole dell'anno accademico 2019/2020. «Il segnale che il Consorzio universitario di Agrigento ritorna a vivere» - ha commentato ieri mattina, giornata dell'accoglienza delle matricole, il presidente del Cua «Empedocle» Giovanni Di Maida - . «È una giornata importante per il Consorzio universitario perché non soltanto festeggiamo le nuove matricole, ma è una giornata in cui festeggiamo la rinascita del Cua - ha spiegato Di Maida - . Abbiamo attraversato dei momenti bui che, adesso, ci lasciamo alle spalle, ma abbiamo lavorato e abbiamo fatto tanti sacrifici in questi anni per risanare le casse del Consorzio universitario. Già dal 2012, quando ci insediammo, capimmo subito che avremmo dovuto gestire le macerie di un Consorzio universitario che ci veniva consegnato. Oggi, quei periodi bui ce li lasciamo alle spalle - conclude, tirando un sospiro di sollievo, - . Il Consorzio finalmente rinasce con una offerta formativa importante e i frutti di questo lavoro li abbiamo raccolti con le tantissime nuove iscrizioni». All'accoglienza delle matricole è stato presente anche il rettore dell'università di Palermo: Fabrizio  Micari: «Ci sono stati degli anni di importanti difficoltà. Per come avevo detto però, laddove si fossero create le condizioni per poter lavorare seriamente, avevamo tutto l'interesse a poter continuare.  Le condizioni si sono create- ha spiegato Micari - e abbiamo portato nuovi corsi di laurea e la risposta è stata buona perché sia su Scienze dell'educazione che su Economia abbiamo un numero di studenti buono, in linea con le aspettative. La ripresa c'è". Il rettore ha anche voluto lanciare un messaggio di incoraggiamento ai neo studenti universitari: "Occorre credere nell'università e nella formazione come veicolo di crescita umana, sociale ed economica. E' chiaro che lo studio richiede  impegno e dedizione, ma alla fine lo studio paga: i risultati che si possono ottenere con una laurea sono importanti». «È un momento particolare di rinascita di cui andiamo orgogliosi - ha detto il sindaco Lillo Firetto - perché abbiamo sempre creduto  al salvataggio dell'università di Agrigento come una missione impossibile. Con queste nuove iscrizioni abbiamo raggiunto un risultato che va ben oltre le aspettative ». (*CR*)

gdmed.it

Assistenti all'Autonomia e alla Comunicazione: necessarie le linee guida - Giornale del Mediterraneo


Palermo - Ringraziamo il Presidente ed i componenti tutti della 5^ Commissione dell'A.R.S. "Cultura, Formazione e Lavoro" che in sinergia con l'Assessorato Reg. le Alla Famiglia, ancora una volta si stanno impegnando alla stesura delle Linee Guida, in merito al servizio di assistenza, all'autonomia e alla comunicazione, in favore degli studenti disabili.
A breve, l'Assessore Scavone e il Direttore Di Liberti convocheranno presso l'Assessorato le parti sociali interessate, per concludere il già iniziato percorso che vedrà la regolarizzazione del settore, affinché le Città Metropolitane ed i Liberi Consorzi dell'isola avranno la necessaria guida, per unificare e rendere omogeneo il servizio ed evitare, come si evince dalla relazione pubblicata dalla Regione Siciliana, la diversità di trattamento dei costi del servizio che inevitabilmente si ripercuote sui lavoratori del settore.
La Segreteria regionale CONFAEL diversamente abili Sicilia, guidata da Angelo Barranca e la partecipazione attiva dei segretari Provinciali Baggiano e Crivello continueranno a dare il proprio contributo affinché nel più breve tempo possibile, le linee guida possano essere operative; sottolineando che il servizio è prioritariamente in favore dei studenti disabili, ma ciò non prescinde dall'importanza di investire soprattutto sulle eccellenze dei lavoratori che fino ad oggi si sono spese nel settore. L'impegno del Sindacato è che tale figura abbia il riconoscimento che merita in quanto professionisti preziosi per migliorare la qualità di vita di tutti gli alunni disabili nelle scuole.

GrandangoloAgrigento

L'ex Provincia sollecita 8 Comuni a pagare il contributo alla Stazione Unica Appaltante


Il Libero Consorzio Comunale di Agrigento batte cassa e "bussa" ai  Comuni morosi che non hanno,ancora, rimborsato la tariffa di contribuzione per l'espletamento di alcune  gare d'appalto celebrate dalla Stazione Unica Appaltante gestita dall'ex Provincia.
Si tratta di otto Comuni della provincia di Agrigento che devono, ancora,  rimborsare all'ex Provincia complessivamente 58 mila euro per oneri derivanti da spese di pubblicazione e varie.  
Prima dell'entrata in vigore del cosiddetto decreto "sblocca cantieri", infatti, i Comuni non capoluogo di provincia avevano facoltà di procedere all'acquisizione dei lavori, beni e servizi nell'ambito di unioni di comuni, ove esistenti, o, in alternativa, costituendo un apposito accordo consortile tra gli stessi comuni, avvalendosi dei competenti uffici delle ex Province.
Con il suddetto decreto è stata stabilita la sospensione fino al 31 dicembre 2020 di alcune norme del Codice degli appalti.
In particolare, appunto, è stato sospeso l'obbligo per i comuni non capoluogo di provincia di rivolgersi a centrali appaltanti. I Comuni medesimi potranno gestire autonomamente le procedure.
L'obiettivo delle Centrali di committenza, ricordiamo, era  quello di accentrare la gestione delle gare ad evidenza pubblica, cercando di razionalizzare la spesa pubblica ed evitare sprechi di risorse che non apportavano benefici per i cittadini.
Attraverso le Centrali si cercava, dunque, di eliminare alcuni costi che erano precedentemente imputati alla frammentazione, tra tanti piccoli Comuni, della fase relativa all'acquisizione dei lavori, dei servizi e delle forniture e supplire anche ad una carenza organica e professionale all'altezza del compito.
Infine, è doveroso ricordare, che il Libero Consorzio di Agrigento è stato tra i primi in Sicilia a dotarsi di una piattaforma informatica per l'espletamento delle gare telematiche.
Tali compiti, oltre ad offrire ai Comuni competenza, esperienza, e garanzia nello svolgimento delle gare, ha prodotto al  Libero Consorzio Comunale di Agrigento maggiori entrate per complessivi 190 mila euro.


AGRIGENTONOTIZIE

300 NUOVE MATRICOLE AL CONSORZIO UNIVERSITARIO, DI MAIDA: "E' LA FESTA DELLA RINASCITA"

Ad accogliere i neo iscritti anche il rettore di Palermo Fabrizio Micari: "Lo studio paga sempre" Giuseppe Caruana Cerimonia di accoglienza al Consorzio universitario "Empedcole" di Agrigento delle circa 300 matricole che si sono iscritte ad uno dei quattro corsi di laurea attivi nella città dei Templi. Tanta era l'emozione nei volti dei giovani per l'avvio dell'impegnativo percorso universitario. Il messaggio ai neo iscritti del rettore dell'università di Palermo, Fabrizio Micari, è stato: "Dovete credere nella formazione come veicolo di crescita umana, sociale ed economica. Lo studio richiede impegno e dedizione ma alla fine, lo studio paga". Superata la crisi di iscrizioni per l'università agrigentina il nuovo anno accademico riparte dai corsi di laurea in: Architettura e Ambiente Costruito, Economia e Amministrazione Aziendale; Scienze dell'Educazione e Servizio Sociale. Riparte il corso di laurea in Mediazione linguistica, Vella: "Caldo il fronte immigrazione" Una permanenza, quello del polo decentrato dell'università di Palermo, che per molte famiglie agrigentine significa anche un importante contributo sul fronte della razionalizzazione delle spese necessarie per il mantenimento agli studi dei figli. "Oggi è un giorno importante - dichiara in merito il presidente del Cua, Giovanni Di Maida - non solo perché accogliamo le nuove matricole, ma anche perché festeggiamo la rinascita del Consorzio universitario". Anche il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto - da Roma dove ha presentato all'Anci, la "Carta di Agrigento" sui Beni culturali - esprime soddisfazione sulla rinascita del Cua. "Un momento particolare di rinascita di cui andiamo orgogliosi - ha detto - perché abbiamo sempre creduto fortemente senza mai dare ascolto a chi riteneva il salvataggio dell'università di Agrigento una missione impossibile".

LA SICILIA
CONSORZIO UNIVERSITARIO EMPEDOCLE Ieri accolte le circa 300 matricole Micari: «E'un segno di rinascita» g.s.) Grande festa ieri mattina all'"Empedocle Consorzio Universitario di Agrigento" per la cerimonia di accoglienza delle circa trecento matricole iscritte al nuovo anno accademico 2019/2020. Presente, tra gli altri, il magnifico rettore, Fabrizio Micari, che ha manifestato soddisfazione per il nuovo "corso" dell'università agrigentina. "C'è un numero di studenti sicuramente buono - ha detto -, in linea con le aspettative ed è segno di una rinascita". Di "rinascita" parla anche il sindaco Lilla Firetto. "E'un momento di cui andiamo orgogliosi perché abbiamo sempre creduto fortemente senza mai dare ascolto a chi riteneva il salvataggio dell'Università di Agrigento una missione impossibile. Con queste nuove iscrizioni ab- biamo ben oltre le aspettative". Stessa posizione per il presidente dell'Ecua, Giovanni Di Maida, da anni vicepresidente dell'ente e "traghettatore" nei momenti più bui vissuti dall'allora Cupa, quando il rischio chiusura era una possibilità concretissima.

Anche il Forum Siciliano Acqua interviene sugli aumenti periodici a carico degli utenti.
   "LE TARIFFE IDRICHE SUPERANO I LIMITI".
La Commissione tecnica dell'Ato rinvia i lavori alla prossima settimana per la stesura della relazione finale su Caltaqua. C'è stata una ulteriore (è la terza) sostituzione del rappresentante del dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti, per cui è stata rinviata al 4 novembre la riunione della commissione tecnica dell'Ato Idrico che avrebbe dovuto svolgersi ieri. Da ultimo il dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti è stato rappresentato nella commissione dal dirigente dello stesso dipartimento Achille Furioso, trasferito ora ad altro servizio e che precedentemente aveva sostituito il collega Giorgio Paterna. E' comunque probabile chela commissione non si riunirà neppure il 4 novembre perché il sindaco di Gela Lucio Greco ha comunicato di avere per quel giorno importanti impegni istituzionali, per cui ha chiesto il differimento al 6 novembre. La commissione deve predisporre la relazione finale e completa sugli accertamenti effettuati sullo svolgimento del servizio idrico della provincia ed evidenziare possibili inadempienze riscontrate a carico di Caltaqua come espressamente previsto dalle norme di legge. Precedentemente si è limitata a dare soltanto comunicazioni di larga massima senza dire se aveva o meno riscontrate inadempienze (che se accertate possono comportare la rescissione del contratto con Caltaqua) e la Regione l'ha diffidata a pronunciarsi in maniera chiara e completa con un "si" o un "no". E dovrà farlo entro il 30 novembre. Intanto il Forum Siciliano Acqua e Beni Comuni ha inviato alla commissione una nuova nota per ricordare che le tariffe applicate da Caltaqua per il consumo dell'acqua nella provincia di Caltanissetta sono molte alte e oltrepassano i limiti appositamente previsti e imposti. Il Forum ha evidenziato che la situazione è diventata ulteriormente critica con gli ultimi aumenti che colpiscono i cittadini. Caltaqua applica ora una tassa agevolata di euro 1,0183 al metro cubo sino al consumo di 55 metri cubi e una tariffa di base di euro 1,2729 per l'ulteriore consumo da 56 e 144 :metri cubi. Per poi passare ad aumenti sensibili per i consumi superiori e, quindi, per le eccedenze. Così facendo - sostiene il Forum - si impone la riduzione del consumo dell'acqua che è un bene comune e di grande utilità.