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Provincia di Agrigento
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rassegna stampa del 14 novembre 2019

Giornale di Sicilia

I dati dell'Istat: nell'isola calo del 14% con 121 imprese chiuse
Boom di agriturismi, ma in Sicilia c'è una brusca frenata
Andrea D'Orazio
L'agriturismo sembra non conoscere crisi, un po' in tutta Italia, tranne che in Sicilia. È quanto emerge dall'ult imo report sul settore diffuso ieri dall'Istat, comparando i dati del 2017 con quelli del 2018. Se nel Belpaese, infatti, le aziende rurali autorizzate sono aumentate dello 0,9%, nell'Isola è stato registrato un pesante calo, pari al 14,1%, che piazza il territorio all'ultimo posto per crescita e Messina di Assoturismo: penalizzati dalle difficoltà strutturali del territorio dinamicità, in netta controtendenza con il resto del Sud, dove c'è stato invece un rialzo del 4,2%. In termini assoluti, la Sicilia è passata dai 858 agriturismi autorizzati del 2017 ai 737 del 2018, con un saldo negativo di 121 imprese. Ma l'Isola si trova in fondo alla classifica anche per concentrazione di aziende, pari al 3,1% del totale italiano (23500 strutture), mentre la Toscana risulta prima con il 20%, seguita dalla provincia autonoma di Bolzano (13%), Lombardia (7%) e Veneto (6%). Il trend siciliano si avvicina a quello nazionale solo alla voce «tipologia dei servizi offerti», che, sottolinea l'Istat, si diversifica sempre di più con un marcato aumento dell'attività di degustazione, cresciuta del 7,2% in tutto il Paese e del 6,3% nell'Isola. In realtà, c'è anche un altro valore che accosta la Sicilia alla media italiana, relativo alla percentuale di agriturismi a conduzione femminile, che sul fronte nazionale si attesta al 36% del totale, mentre in territorio siciliano supera il 38%. Ma in termini di crescita, paragonando il 2018 al 2017, anche qui tornano le discrepanze perché se in Italia c'è stato un rialzo dello 0,9% di imprese in rosa, l'Isola ha visto invece un calo del 9,6%. Sviluppando la fotografia nazionale, l'Istat sottolinea inoltre che tra il 2007 e il 2018 la crescita delle aziende agrituristiche è stata superiore al 33%, mentre il valore di produzione è salito da 1,08 a 1,39 miliardi di euro, con un picco tra 2017 e 2018, in cui la dimensione economica del settore ha segnato un rialzo del 2,5%, dovuto anc e all'aumento di presenze turistiche (+5,6%) e di arrivi (+5,9%). Come spiegare, dunque, il calo delle attività nell'Isola? Vittorio Messina, presidente di Assoturismo e di Confesercenti Sicilia, punta il dito verso «le difficoltà infrastrutturali che gravano sul territorio, penalizzando, all'interno del comparto turistico, soprattutto le strutture ricettive che si trovano lontano dalle città: una situazione che scoraggia i potenziali visitatori, danneggiando, di conseguenza, le aziende rurali». Ma Messina, «senza voler minimamente criminalizzare il comparto, fatto di tantissima gente onesta», ricorda anche che il report Istat, «ovviamente, non considera il nero, gli agriturismi abusivi, che in Sicilia, di certo, sono in decrescita». (*ADO*)

Ma i sindacati restano in agitazione
La giunta trova 10 milioni
Regionali, stop allo sciopero

Per il salario accessorio: da 800 a 2.300 euro
Giacinto Pipitone
PALERMO
Il governo mette sul tavolo altri 10 milioni ed evita in extremis lo sciopero che avrebbe portato in strada, insieme, funzionari e dirigenti della Regione. I soldi serviranno a rimpinguare il fondo destinato a premi di rendimento, straordinario e salario accessorio in genere (quello che una volta si chiamava Famp). La protesta era scoppiata perché in una delle ultime riunioni con i sindacati era emerso che il budget di quest'anno era inferiore proprio di 10 milioni a quanto stanziato nel 2018. Di fronte ai prevedibili tagli i dipendenti, riuniti in 200 assemblee convocate in  ogni ufficio, avevano affidato ai sindacati un pacchetto di scioperi. Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Sadirs e Cobas insolitamente uniti e forti anche dell'appoggio del sindacato dei dirigenti, il Dirsi, erano pronti a proclamare lo sciopero e avevano atteso solo perché l'assessore al Personale, Bernadette Grasso, aveva assicurato che nella giunta di martedì sera sarebbe stata trovata una soluzione. E, appunto, la Grasso ha portato in dote uno stan iamento di 10 milioni. Che servirà essenzialmente a versare straordinari e premi in misura almeno pari al 2018. I sindacati hanno calcolato che le fasce più basse avranno poco più di 800 euro, quelle più alte arriveranno a 1.300. Ma il dato potrebbe crescere in base al reale straordinario fatto dai singoli uffici e applicando anche nuovi parametri, introdotti nel contratto appena firmato, che puntano a valorizzare la meritocrazia. In sintesi, ci sono uffici in cui ogni dipendente potrebbe arrivare a incassare anche 2.300 euro di salario accessorio. Su queste basi ieri i sindacati hanno congelato la protesta pur restando in stato di agitazione: «Adesso l'azione si concentrerà sul completamento degli istituti contrattuali, primi tra tutti la riclassificazione  e riqualificazione di tutto il personale e a seguire anche la rimodulazione delle indennità». Solo il Siad Cisal non ha rinunciato allo sciopero, che aveva già proclamato per venerdì prossimo dopo una manifestazione già fissata per lunedì. I confederali e gli altri autonomi puntano invece a portare avanti la battaglia all'Aran, dove si inizierà a trattare uno dei temi più caldi: la riclassificazione. Parola che cela la riscrittura delle attuali 4 fasce (diventeranno 3) e quindi il cambio di mansioni e i relativi avanzamenti di carriera di gran parte dei dipendenti. Il governo aveva annunciato l'intenzione di voler realizzare tutto «a costo zero». Anche per questo i sindacati erano pronti a scioperare chiedendo che vengano messi sul tavolo almeno 5 milioni. Ieri la Grasso ha aperto anche su questo fronte pur rinviando al bilancio 2020 la quantificazione del budget: «È obiettivo del governo migliorare ed efficientare l'organizzazione della macchina amministrativa. Inoltre, ho già incontrato i vertici dell'Aran per dare le nuove direttive e far sì che si proceda speditamente a completare sia la riclassificazione che il rinnovo del contratto della dirigenza». Su queste basi è scattata la tregua fra sindacati e governo. E Musumeci non ha nascosto la sua soddisfazione: «Il mio governo ha mantenuto l'impegno preso. Dimostrando ancora una volta, concretamente, la piena volontà di giungere a una positiva e condivisa soluzione».

Stallo all'Ars, martedì si passa al taglio dei vitalizi
Rifiuti, la riforma si è fermata

Il governo diserta l'aula: «Prima l'abolizione del voto segreto»
Il governo non va in aula. E così la riforma del sistema di gestione dei rifiuti esce dall'agenda: se ne riparlerà martedì prossimo. Ma solo se nel frattempo sarà stata approvata l'abolizio - ne del voto segreto. Altrimenti si passerà alla legge che riduce i vitalizi. Come annunciato la settimana scorsa dopo il Ko sull'articolo 1 della riforma degli Ato, Musumeci non si è presentato all'Ars alla ripresa dei lavori. Il presidente ha fatto sapere di attendere che venga abrogato il voto segreto prima di riprendere le votazioni del disegno di legge messo a punto insieme all'assessore Alberto Pierobon. Il governo diserta l'aula: «Prima l'abolizione del voto segreto» E ieri il presidente dell'Ars, Gianfranco Micciché, ha effettivamente riunito la commissione Regolamento che dovrebbe elaborare un testo sull'abolizione del voto segreto da sottoporre poi all'aula. Che, per assurdo, potrebbe scegliere di decidere su questo tema ricorrendo proprio al voto segreto. Il punto è che fra i partiti non c'è intesa sulla cancellazione del voto segreto. L'opposizione vuole mantenerlo, come ha ribadito ieri Nicola D'Agostino alla prima uscita del neo gruppo dei renziani all'Ars. Solo i grillini sono disposti a discuterne ma introducendo specifiche condizioni. La partita si annuncia quindi lunghissima sia in commissione che in aula. E questo rallenta  ancora di più i tempi per arrivareall'approvazione di una riforma che è composta da circa 50 articoli a cui sono agganciati oltre 700 emendamenti. Anche per questo motivo ieri l'Ars  ha deciso di calendarizzare un'altra riforma, quella che dovrebbe ridurre i vitalizi del 9%. Una norma che ha faticato ad arrivare in aula e che ora invece rischia di essere messa al voto proprio martedì prossimo, quando riprenderanno i lavori del Parlamento. Ieri infatti la seduta che aveva all'ordine del giorno i rifiuti è durata pochi minuti e l'aula è stata rinviata alla prossima settimana. Intanto proprio per chiedere un taglio più deciso dei vitalizi martedì notte il deputato Vincenzo Figuccia ha organizzato una marcia a Palermo a cui ha partecipato qualche centinaio di persone: «Questa farsa - dice Figuccia - rischia di condannarci ad una riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato».
Gia. Pi.

Al lavoro i mezzi del Libero consorzio comunale
Strade bloccate dal fango, è già iniziata la bonifica
Ieri mattina è stata  riaperta al transito la Siculiana- Raffadali

Strade comunali e provinciali invase dal fango e detriti. Tombini saltati e acqua alta, anzi altissima, in molti punti. La tregua concessa, ieri, dal maltempo ha consentito di intervenire soprattutto sulle strade interne per la rimozione degli enormi quantitativi di fango e detriti trasportati dalla pioggia battente sulle carreggiate. In mattinata, ieri, è stata riaperta al transito la provinciale 17-B Siculiana- Raffadali, dopo l'ennesima chiusura del giorno precedente all'altezza del chilometro 0+100. I tecnici del Libero consorzio anche  ieri hanno invitato gli automobilisti alla massima prudenza a causa dell'asfalto reso viscido dal fango e dalle continue laminazioni di acqua dai terreni adiacenti. Ieri, risultava essere stato messo in sicurezza il tratto della provinciale numero 15-B tra Grotte e Racalmuto dove ella serata di martedì era crollato un muro di sostegno: terreno e altri detriti erano dunque finiti, in maniera abbondante, sulla carreggiata. Deviato il traffico sulla provinciale 26-B, nell'abitato di San Giovanni Gemini, dove la pioggia ha causato la rottura della fognatura. La circolazione stradale risultava essere deviata su percorsi alternativi - secondo quanto, ieri, rendeva noto il Libero consorzio comunale - in attesa dell'intervento dei tecnici di Girgenti Acque. Ancora in corso invece le verifiche sulla Spr 24 Agrigento-Cattolica, interdetta al transito da martedì mattina in quanto letteralmente invasa dal fango, proveniente da terreni privati. Per tutta la giornata di ieri cantonieri e imprese che gestiscono la manutenzione stradale hanno effettuato interventi per eliminare o ridurre al minimo le situazioni di pericolo su tutte le strade invase da fango e detriti, in particolare nei  comparti Est e Centro-Nord, i più colpiti dal maltempo. Interventi di una certa consistenza, ieri, risultavano essere ancora in corso sulle provinciali numero 7, 10, 11, 12, 26, 55, 62, 63. "Permane l'invito alla prudenza nel percorrere tutte le strade provinciali, ex consortili ed ex regionali, rispettando rigorosamente i limiti di velocità segnalati lungo i tracciati" - hanno ricordato, dunque, ancora una volta, dal Libero consorzio comunale di Agrigento - . Una volta ripuliti tutti i tracciati, cantonieri ed imprese si occuperanno di una verifica capillare e meticolosa per accertare che non vi siano difficoltà - meno  emergenziali rispetto a quelle emerse nelle giornate di allerta "arancione" - tralasciate. Quella di oggi sarà dunque una nuova, e intensa, giornata di lavoro. Per la Protezione civile regionale sarà giornata di "generica vigilanza", ossia allerta "verde ". Potrebbe continuare a piovere, magari anche qualche residuo temporale proprio sull'Agrigent ino, ma non dovrebbe certamente essere una giornata da calvario - per i soccorritori e le forze dell'ordine - come quelle di lunedì e martedì  scorsi. (*CR*)

Al Villaggio Mosè
Airbnb, sabato incontro per potenziare il turismo

Farà tappa anche ad Agrigento l'iniziativa «100 case 100 idee», primo grande evento nazionale di settore organizzato dalla community di host Airbnb. «Dalle grandi città ai piccoli borghi», in tutta Italia, tutti insieme - viene spiegato in una nota - per stilare un manifesto su opportunità e sfide e confrontarsi con le istituzioni. Per la prima volta il popolo degli host, coloro che hanno scelto di aprire la propria abitazione al turismo, scende in campo e si incontra con 100 case 100 idee, primo grande evento nazionale di settore organizzato dalla community di host Airbnb. L'appuntamento, per quelle che sono già state ribattezzate le primarie dell'ospitalità in casa sui temi del turismo responsabile e sostenibile, è per il 16 novembre. Ad Agrigento la community accoglierà i partecipanti presso il centro ricreativo Christian Village Manu Club. «Ci si concentrerà in particolare -spiegano gli organizzatori - su tre aree di discussione: la tematica ambientale (buon vicinato, rispetto dell'ambiente), quella sociale (sicurezza delle persone, qualità dell'ospitalità, rapporto fra politiche per il turismo e per la residenzialità) ed economica (pagamenti digitali e attività in regola con le norme amministrative e fiscali, indotto commerciale e supporto agli esercizi di vicinato)». (*CAGI*)

Siciliareporter

Maltempo e strade, crolla un muro di sostegno sulla SP 15-B: transennata una parte della carreggiata

Pietro Geremia
Ancora danni dovuti alla pioggia caduta abbondante nelle ultime 24 ore. Il personale stradale del Libero Consorzio Comunale di Agrigento ha infatti eseguito numerosi interventi per la rimozione di fango e detriti su diverse strade provinciali.
Dopo la temporanea chiusura delle SP 17-B Siculiana-Raffadali per lo straripamento di un torrente e della SPR n. 24 Agrigento-Cattolica Eraclea invasa da enormi quantitativi di fango, questa sera è stato disposto il transito a senso unico alternato su una parte della carreggiata della SP n. 15-B Grotte-Racalmuto a causa del crollo di un muro di sostegno.
In queste ore tecnici e capicantonieri del Settore Infrastrutture Stradali stanno effettuando un'attenta ricognizione della rete stradale, con numerose strade (SP n. 7, 11, 55, 62, 26, tanto per citarne alcune) alle prese con situazioni limite per la transitabilità.

Telemontekronio

Ancora chiusa al transito la via Giuseppe Licata

Ancora chiusa al transito la via Giuseppe Licata nel tratto che va da Piazza Saverio Friscia a poco prima dell'incrocio con la via Santa Caterina.
Disagi maggiori sono stati riscontrati, invece, lungo le strade provinciali.
A causa della pioggia abbondante nelle ultime 24 ore, il personale del Libero Consorzio Comunale di Agriento ha eseguito numerosi interventi di rimozione di fango e detriti. Dopo la chiusura temporanea della Siculiana - Raffadali per la straripazione di un torrente e dell'Agrigento - Cattolica Eraclea invasa da una ingente quantità di fango ( arterie entrambe riaperte ), ieri sera è stato disposto il transito a senso unico alternato su parte della carreggiata della Grotte - Racalmuto a causa del crollo di un muro di sostegno. In queste ore operai e tecnici del Libero Consorzio continuano a liberare le arterie ostruite ed a metterle in sicurezza. Sono state numerose, infatti, le segnalazioni giunte al numero di servizio attivato dall'ente per segnalare le emergenze riscontrate per le strade provinciali dell'agrigentino.

AGRIGENTONOTIZIE

STRADE DEVASTATE DAL MALTEMPO, I CANTONIERI NON SI FERMANO: ECCO I TRATTI RIAPERTI

Sono notevoli i danni causati da pioggia, fango e detriti per una due giorni che ha messo in ginocchio la viabilità Fango, detriti e strade devastate: il maltempo ha causato diversi danni. Ad avere la peggio, come spesso accade, sono le strade interne dell'Agrigentino. La viabilità è quasi in ginocchio, con gli operatori che hanno lavorato per diverse ore. La tregua concessa dal maltempo consente da qualche ora di intervenire sulle strade interne per la rimozione degli enormi quantitativi di fango e detriti trasportati dalla pioggia battente sulle carreggiate. Stamani è stata riaperta al transito la strada provinciale 17-B Siculiana-Raffadali, dopo l'ennesima chiusura di ieri al km 0+100, ma i tecnici del Libero Consorzio "invitano gli automobilisti alla massima prudenza a causa dell'asfalto reso viscido dal fango e dalle continue laminazioni di acqua dai terreni adiacenti, situazione peraltro comune ad altri tracciati". Dopo ore di lavoro è stato messo in sicurezza invece il tratto della strada provinciale n. 15-B tra Grotte e Racalmuto. Soltanto ieri, si era verificato un crollo di un muro di sostegno con riversamento d abbondante materiale sulla carreggiata. Deviato il traffico inoltre sulla SP n. 26-B nell centro abitato di San Giovanni Gemini, dove la pioggia ha causato la rottura della fognatura, in attesa dell'intervento dei tecnici di Girgenti Acque. Ancora in corso invece le verifiche sulla SPR n. 24 Agrigento-Cattolica, interdetta al transito da ieri mattina in quanto letteralmente invasa dal fango, peraltro proveniente da terreni privati. Per tutta la giornata di oggi cantonieri e imprese che gestiscono la manutenzione stradale effettueranno interventi per eliminare o ridurre al minimo le situazioni di pericolo su tutte le strade invase da fango e detriti, in particolare nei comparti est e centro-nord, i più colpiti dal maltempo (interventi di una certa consistenza sono in corso sin da ieri sulle SP n. 7, 10, 11, 12, 26, 55, 62, 63). "Naturalmente - fanno sapere da Libero consorzio - permane l'invito alla prudenza nel percorrere tutte le strade provinciali, ex consortili ed ex regionali, rispettando rigorosamente i limiti di velocità segnalati lungo i tracciati". La polemica diventa anche politica, la Lega: "Soluzioni e non teatrino politico" "Quando l'allerta meteo diventa teatrino politico, forse i cittadini non possono confidare nemmeno piu' nella loro sicurezza". Esordiscono così i membri del gruppo Lega di Licata, preoccupati per l'incolumità dei propri concittadini a causa del forte maltempo che, nelle ultime ore, ha investito e devastato il territorio, arrecando non pochi danni. Ancora una volta il quartiere Playa è in ginocchio a causa degli allagamenti che hanno reso totalmente impraticabile la zona. A tal proposito, anziché trovare soluzioni per quelle zone di Licata da sempre in ginocchio ogni qualvolta la pioggia si abbatte sulla città, e oggi più che mai dato che i residenti del quartiere Playa sono stati sollecitati ad organizzarsi e lasciare le proprie case almeno per la notte scorsa, rammaricano le vicende pirandelliane messe su dall'attuale amministrazione comunale di Licata e dall'onorevole Pullara, già traino del Sindaco Galanti, come si ricorderà, sin dalla campagna elettorale e fino a poco tempo fa. Mortifica la popolazione il fatto che, anziché adoperarsi per tutelare la cittadinanza in vista del maltempo di forte entità per fortuna appena trascorso, i due politici divulgano invece la loro neo antipatia politico-personale in pubblica piazza mediatica, senza pensare che entrambi si dovrebbero sentire in credito verso chi li ha eletti, anziché fare "il gioco al massacro" a discapito dei cittadini e senza infine portare i doverosi frutti di un lavoro amministrativo promesso ma di cui, ancora oggi, si attendono risultati.


LA SICILIA
MALTEMPO, ED ORA SI CONTANO I DANNI IL FATTO. A San Leone l'erosione costiera ha danneggiato diversi chioschi sulla spiaggia. Terminata l'ondata di maltempo che ha investito Agrigento, e alcuni centri della Provincia, ieri, si è proceduto ad una prima conta dei danni: strade interrotte, fango un po' ovunque, alberi caduti, crolli di cornicioni, tombini saltati. I danni maggiori nella località balneare di San Leone. Qui l'erosione costiera ha danneggiato gravemente diversi chioschi sulla spiaggia agrigentina. Il mare ha anche "aggredito" una porzione della pista ciclabile del viale Delle Dune, ha danneggiato in alcuni tratti la condotta fognaria, e scoperchiato pozzetti. Sul lungomare Falcone Borsellino, il mare è arrivato fin sotto l'area pedonale del belvedere, dalle parti del campetto e della pista di pattinaggio. Un "lago" si è formato nell'area dell'ex eliporto. Interventi anche del personale dell'ufficio di protezione Civile del Libero Consorzio, con alcune abitazioni di San Leone evacuate a causa della violenta mareggiata. E sempre nella borgata balneare una grossa tartaruga "caretta caretta" di circa 70 chili è stata trovata morta nella spiaggia della "Babbaluciara". Tra il cento e i quartieri almeno cinque alberi, nonché decine di rami, si sono abbattuti sul manto stradale, e solo per un caso fortuito non sono rimasti coinvolti passanti. Danneggiate, invece, alcune autovetture parcheggiate. E' successo in via Porta di Mare/Pietro Nenni, e in via Pirandello. I tronchi sono caduti in momenti in cui non vi era nessuna persona. In entrambi i casi poteva scapparci anche una tragedia. I due alberi facevano parte del censimento fatto su richiesta del Comune ad un agronomo. Come mai non si è provveduto a metterli in sicurezza? Si chiedevano ieri mattina, i cittadini, e soprattutto i proprietari dei veicoli danneggiati. Super lavoro notturno, e ancora per tutta la giornata di ieri, per i vigili del fuoco del Comando provinciale di Agrigento, intervenuti per liberare le arterie ostruite dai grossi tronchi, e in alcuni casi per rimuovere altre parti pericolanti di alberi, pronti a cedere. A provocare il cedimento degli alberi, sicuramente il forte vento, che ha aggravato una situazione già precaria. A Fontanelle preoccupano un paio di muri a ridosso dalle palazzine. La situazione è peggiorata. E grossi massi si sono staccati da un versante collinare, vicino ad una torretta militare, e scivolando, sono quasi piombati nella strada di contrada "Fondacazzo". Sono stati alcuni automobilisti a lanciare l'allarme. Nella stessa zona è il secondo smottamento di terreno, che si verifica nell'arco di dieci giorni. L'importante trafficata arteria, quotidianamente viene percorsa da centinaia di auto e mezzi pesanti, e a causa del ponte Morandi chiuso, da tempo è uno dei snodi principali, che collega la città con le zone periferiche. ANTONINO RAVANÀ


TERME, INCONTRO CON ARMAO
SCIACCA
. Chiesto inserimento grotte vaporose SCIACCA. g.re.) Questa volta c'era anche l'assessore all'economia Gaetano Armao alla seconda audizione in Commissione Servizi sociali e sanitari dell'Assemblea regionale siciliana, indetta dal presidente onorevole Margherita La Rocca Ruvolo su richiesta del Comitato civico patrimonio termale che ormai da due mesi ha concentrato tutta la sua attività puntando a sollecitare le autorità comunali ma soprattutto quelle regionali, ad accelerare le procedure per la privatizzazione delle Terme di Sciacca. I rappresentanti del comitato hanno messo alle corde le generiche argomentazioni espresse nell'intervento di apertura dall'assessore Gaetano Armao, riuscendo tra l'altro ad ottenere l'impegno a convocare un gruppo di lavoro che fornisca entro 15 giorni una risposta esaustiva sulla possibilità tecnica e giuridica di inserire le grotte vaporose del Monte Kronio nell'imminente avviso pubblico esplorativo e poi anche nel successivo bando ad evidenza pubblica per l'affidamento in concessione a privati dei beni termali. Il comitato sostiene che sia indispensabile inserire le stufe di San Calogero, inserendole anche nell'avviso pubblico esplorativo. L'assessore Armao ha poi riferito che tra le Terme di Sciacca e quelle di Acireale c'è una divergenza cronologica macroscopica, essendo la procedura per le terme di Sciacca molto più avanti di quella per le terme di Acireale, per cui non dovrebbero esserci timori che la problematica su Acireale possa rallentare i tempi di soluzione del problema termale di Sciacca.