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/ Rassegna stampa » 2019 » Novembre » rassegna stampa del 21 ottobre 2019
 

rassegna stampa del 21 novembre 2019

Giornale di Sicilia

Rifiuti
E la riforma resta impantanata in Parlamento

PALERMO
La riforma degli Ato rifiuti è insabbiata all'Ars. E potrebbe non vedere la luce prima di fine anno. Il governo l'aveva portata in aula, dopo un anno di lavori in commissione,  un paio di settimane fa. Ma Musumeci e l'assessore Alberto Pierobon sono andati sotto al primo vero test: bocciato col voto segreto l'articolo 1, pilastro della riforma. Da qui l'aut aut di Musumeci: «O si abolisce il voto segreto o il governo non torna in aula». E infatti da due settimane il governo non va in aula a spingere le leggi. Musumeci attende che la commissione Regolamento vari la modifica che dovrebbe abolire o limitare il voto segreto. Ma è una partita che si annuncia lunga. I lavori in commissione potrebbero durare per tutta la prossima settimana e poi serve il via libera dell'aula. Ma non c'è una maggioranza su questa proposta e dunque ipotizzare se e quando può essere approvata è impossibile. È per questo che si è insabbiata la riforma dei rifiuti. Un testo che dovrebbe  rivoltare come un calzino lagalassia degli enti che governano il sistema sul territorio: si passerà da 27 Ato e varie Srr a 9 nuovi enti provinciali, le Ada, che decideranno a chi affidare il servizio e quali impianti realizzare. Su questo nuovo sistema il governo conta per limitare le spese e rendere più efficiente il servizio: evitando i mini appalti gestiti singolarmente da ogni sindaco e dando un indirizzo unico ai modelli di raccolta da mettere in campo (essenzialmente la differenziata collegata a impianti di compostaggio o biogas). Ma i tempi, come detto, non saranno brevi. La presidente della commissione Ambiente, Giusy Savarino (Diventerà Bellissima), sta lavorando per mediare fra le varie posizioni. Ha riportato il testo in commissione con l'obiettivo di riscrivere delle parti contestate. E pure in questo caso ci vorrà un'altra settimana almeno. A quel punto la riforma dei rifiuti verrà scavalcata dalla legge sul taglio dei vitalizi, che va approvata entro la prima settimana di dicembre. Solo dopo tornerà in aula il testo sugli Ato e saremmo vicinissimi alla pausa natalizia. Nel frattempo il governo spera di sbloccare almeno il piano rifiuti, corretto dopo le obiezioni sollevate a Roma. In base a questo documento si potranno almeno pianificare i nuovi impianti. E cercare di fronteggiare l'emergenza che in queste settimane ha riportato i rifiuti per le strade di alcuni centri medio-piccoli.
Gia. Pi.

Regione, risorse ridotte del 4% da un emendamento inserito nella manovrina a luglio Altri tagli ai Comuni, assunzioni a rischio

PALERMO
Un emendamento fatto inserire in una delle tante manovrine di luglio all'Ars rischia di provocare una guerra fra precari in tutta la Sicilia. Per aumentare il finanziamento a una quarantina di Comuni, come prevede la legge, la Regione è stata infatti costretta a ridurre il budget a tutti gli altri. Il risultato è che i sindaci che avevano messo in bilancio la copertura totale del costo delle stabilizzazioni adesso si ritrovano con il 4% in meno delle somme necessarie. Finirà con uno sciopero, già proclamato per il 10 dicembre dal Movimento Giovani Lavoratori, la sigla  autonoma più rappresentativa della galassia dei precari degli enti locali. Una mossa che arriva al termine di un braccio di ferro andato avanti sotto traccia per settimane. L'emendamento che sta rompendo gli equilibri nel mondo del precariato è stato fatto approvare da Danilo Lo Giudice, deputato Udc fedelissimo del sindaco di Messina. Il testo è semplicissimo: prevede che i Comuni che hanno stabilizzato fra la fine del 2013 e i primi mesi del 2017, quando era in vigore una legge meno favorevole, possano ottenere il migliore trattamento finanziario garantito negli ultimi due anni dalla Regione. Significa che a una quarantina di Comuni, tra cui Messina, vanno garantite somme extra. Ciò perché i sindaci che hanno iniziato a stabilizzare dal 2013 lo hanno fatto in base a una legge che garantiva un contributo pari all'855 dello stipendio di ogni precario. Dal 2017 in poi la legge garantisce il 100% delle somme necessarie. E c'è di più, l'emendamento targata Lo Giudice fa rientrare fra i beneficiari dei contributi anche i sindaci dei Comuni in dissesto o predissesto, finora esclusi dalle stabilizzazioni ma che hanno a carico centinaia di precari. Anche a loro vanno garantiti gli extra. Fra i 40 Comuni che avranno più soldi ci sono, per esempio, Catania, Monreale, Santa Venerina. Il punto è che per garantire a questi i finanziamenti extra l'assessorato agli Enti Locali guidato da Bernadette Grasso ha dovuto ridurre in misura corrispondente i fondi a tutti gli altri Comuni. Ciò perché trovare nel bilancio regionale nuove somme è impossibile. La mossa ha quindi modificato  attese consolidate da un paio d'anni. Da qui la protesta dei precari. Il Movimento Giovani Lavoratori, guidato da Massimo Bontempo, Giuseppe Cardenia e Giuseppe Sergio Leggio teme che i sindaci possano ridurre gli stipendi dei precari stabilizzati negli ultimi due anni visto che anche i Comuni non hanno margini per trovare nuove risorse nei loro bilanci da destinare al personale. L'assessore Grasso spiega che non c'era alternativa al taglio dei fondi: «Non possiamo non attuare una legge dell'Ars. Siamo però riusciti a limitare un po' il taglio, che doveva essere del 5% ma si fermerà al 4%. Abbiamo evitato danni maggiori grazie a un accordo preso con tutti i sindaci in conferenza Regione-Autonomie locali. E tuttavia, sotto traccia, i primi cittadini protestano e non nascondo di temere che la situazione diventi incontrollabile.  Non a caso l'Mgl alza i toni dello scontro: «Tanto si era lavorato per storicizzare il contributo destinato alle stabilizzazioni ai livelli del 2018 e fino al 2038. Ora si rimette tutto in discussione. Non capiamo come l'Anci, l'associazione dei sindaci, abbia potuto acconsentire a questa manovra tradendo l'interesse delle amministrazioni che è chiamata a tutelare». Il sindacato chiede quindi che «la Regione trovi dette risorse in altra sede facendo riferimento ad altri capitoli di spesa, assumendo altri impegni finanziari con la prossima manovra di bilancio e senza andare ad intaccare la consistenza del fondo già storicizzato e vincolato a favore degli enti che procedono alle assunzioni di personale con contratto a tempo indeterminato». Fra il 2018 e il 2019 le stabilizzazioni sono state più di 3 mila e i precari sono scesi da circa 13 mila a meno di 10 mila.

Dopo gli allagamenti
Siculiana- Raffadali, la strada resta chiusa

È ancora chiusa al transito la Strada Provinciale 17-B Siculiana-Raffadali, per l'interruzione al km 0+100. Il Settore Infrastrutture Stradali del Libero Consorzio di Agrigento, diretta dal commissario Alberto Di Pisa, sta infatti monitorando con la massima attenzione il vallone sottostante il ponticello in quel punto del tracciato, constatando le continue laminazioni di acqua e l'allagamento della carreggiata in seguito agli ultimi eventi di pioggia, che  seppur di minor entità rispetto ai giorni scorsi continuano ad alimentare il vallone. Sulla Strada provinciale 17-B permane il divieto di transito, che sarà mantenuto sino a quando non saranno ripristinate condizioni minime di sicurezza. Le ultime piogge hanno reso, inoltre, ancora più difficile il lavoro dei cantonieri e delle imprese addette alla manutenzione stradale nel rimuovere il fango e i detriti ancora presenti su buona parte della rete stradale interna. In questo senso, è ancora chiusa al transito la provinciale 24 Agrigento-Cattolica Eraclea nel  ratto che va dall'incrocio con la 17-B in direzione Cattolica, ancora invaso da fango e detriti e sul quale sono in corso le operazioni di rimozione degli stessi per il ripristino della transitabilità. Per la strada Siculiana -Raffadali l'Ufficio Gare del Libero consorzio comunale di Agrigento ha aggiudicato l'appalto relativo ai lavori di messa in sicurezza, dell'importo complessivo di 625.000 euro. Si tratta di una importante via di comunicazione interna, caratterizzata quotidianamente da un intenso traffico veicolare, per il cui miglioramento sono stati ottenuti diversi finanziamenti grazie ai progetti elaborati dai tecnici del Settore Infrastrutture Stradali. Questo finanziamento, in particolare, era stato deliberato dalla giunta regionale con una nuova programmazione dei fondi ex Fas 2000/2006 destinati alle strade secondarie di rilevante importanza sul territorio regionale che presentavano criticità tali da non consentire il normale transito dei veicoli. L'appalto è stato aggiudicato alla società "Elda costruzioni" con sede a Pace del Mela che ha offerto il ribasso non anomalo del 43,5571% sull'importo soggetto a ribasso di 606.250 euro, per un importo netto di 360.935 euro, ai quali vanno aggiunti 18.750,00 euro per oneri di sicurezza (non soggetti a ribasso), per  un importo contrattuale complessivo di 379.685 euro più Iva. (* PAPI*) 

Scuola Garibaldi
«Quasi 12», il docu-film

In occasione della «Settimana della legalità» viene proposto oggi il docu-film del giornalista agrigentino Gero Tedesco, «Quasi 12 - nessun colpevole» alla  cuola Garibaldi alle 9,30, nell'aula Josè Corsini. Seguirà un dibattito. L'appuntamento figura nel ricco programma d'iniziat ive inaugurato dal prefetto di Agrigento Dario Caputo. La  «Settimana della Legalità» è organizzata dall'ist it uto comprensivo «Agrigento Centro», diretto dalla dott.ssa Anna Rita Gangarossa, patrocinata dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Le giornate prevedono eventi itineranti, dibattiti, cineforum e incontri con magistrati, esponenti delle forze dell'ordine, personalità del mondo delle istituzioni e giornalisti. «Una settimana di lavori - ha detto Anna Rita Gangarossa - su legalità e democrazia, per ricordare le vittime innocenti delle mafie e sensibilizzare i nostri alunni e le  nuove generazioni ad un corretto modo di agire, rispettoso delle regole e del vivere comune». «Quasi 12. Nessun colpevole» ripercorre la storia del piccolo Stefano Pompeo di Favara, vittima innocente della mafia. Raccoglie  le testimonianze dei genitori,dell'ex componente della commissione parlamentare antimafia Giuseppe Scozzari, del giornalista investigativo Franco  Castaldo, dell'insegnante del piccolo Stefano, Carmela Di Caro, del procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella. Riprese e montaggio di Davide Sclafani. Musiche composte da Davide Lo Iacono e dagli Eimog. La ricerca storica e documentale è stata condotta da Gero Tedesco con Silvio Schembri e Michele Ruvolo. Alla proiezione parteciperà l'autore Gero Tedesco del Giornale di Sicilia e Giuseppe Taibi, presidente regionale del Fondo per l'Ambiente Italiano. (*ACAS*) 

Siciliaonpress

Problemi di viabilità ilLibero Consorzio chiude al transito le SP 17B e SPR 24 - Sicilia ON Press


E' ancora chiusa al transito la Strada Provinciale n. 17-B Siculiana-Raffadali, per l'interruzione al km 0+100. Lo comunica il Settore Infrastrutture Stradali del Libero Consorzio di Agrigento che sta monitorando il vallone sottostante il ponticello in quel punto del tracciato.
Sono state riscontrate continue laminazioni di acqua e l'allagamento della carreggiata in seguito agli ultimi eventi di pioggia, che seppur di minor entità rispetto ai giorni scorsi continuano ad alimentare il vallone. In ragione di ciò sulla SP 17-B permane il divieto di transito, che sarà mantenuto sino a quando non saranno ripristinate condizioni minime di sicurezza. Le ultime piogge hanno reso, inoltre, ancora più difficile il lavoro dei cantonieri e delle imprese addette alla manutenzione stradale nel rimuovere il fango e i detriti ancora presenti su buona parte della rete stradale interna. In questo senso, è ancora chiusa al transito la SPR n. 24 Agrigento-Cattolica Eraclea nel tratto che va dall'incrocio con la SP 17-B in direzione Cattolica, ancora invaso da fango e detriti e sul quale sono in corso le operazioni di rimozione degli stessi per il ripristino della transitabilità.


AGRIGENTONOTIZIE
Raffadali / Raffadali LA "SICULIANA - RAFFADALI" ANCORA OUT, LA STRADA È CHIUSA AL TRANSITO

 Il maltempo degli ultimi giorni ha rallentato le operazioni di ripristino. I cantonieri monitorano la situazione


E' ancora chiusa al transito la Strada Provinciale "Siculiana-Raffadali", per l'interruzione al km 0+100. Il settore infrastrutture stradali del Libero Consorzio di Agrigento sta infatti monitorando con la massima attenzione il vallone sottostante il ponticello in quel punto del tracciato, constatando le continue laminazioni di acqua e l'allagamento della carreggiata in seguito agli ultimi eventi di pioggia, che seppur di minor entità rispetto ai giorni scorsi continuano ad alimentare il vallone. Secondo quanto fatto sapere da Libero Consorzio il divieto "sarà mantenuto sino a quando non saranno ripristinate condizioni minime di sicurezza". Il maltempo ha reso, inoltre, ancora più difficile il lavoro dei cantonieri e delle imprese addette alla manutenzione stradale nel rimuovere il fango e i detriti ancora presenti su buona parte della rete stradale interna. In questo senso, è ancora chiusa al transito la la strada provinciale "Agrigento-Cattolica Eraclea" nel tratto che va dall'incrocio con la SP 17-B in direzione Cattolica, ancora invaso da fango e detriti e sul quale sono in corso le operazioni di rimozione degli stessi per il ripristino della transitabilità.

LA SICILIA
TERME, REGIONE PUBBLICA BANDO D'INTERESSE SCIACCA.
Le associazioni però hanno deciso di intraprendere una strada diversa che al momento sembra non trovare un punto d'incontro. SCIACCA. Tutto in 24 ore. Tre fronti di novità sulle Terme di Sciacca. Martedì sera il locale Comitato civico patrimonio termale ha portato a conoscenza della città che attraverso l'esame della documentazione emerge che la Regione Siciliana, sia politica che, uffici, avrebbero al momento poche idee su come risolvere la questione della privatizzazione delle Terme; ieri mattina la Regione Siciliana ha reso noto di avere pubblicato sui propri canali istituzionali l'avviso della manifestazione d'interesse che determinerà di valutare le attenzioni da parte di gruppi imprenditoriali nazionali e internazionali. Nelle prossime ore sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana e dell'Unione Europea. Eventuali manifestazioni d'interesse dovranno pervenire entro 30 giorni dalla pubblicazione. Dall'avviso sono escluse le stufe vaporose del monte Kronio, ma si prevede che sarà poi pubblicato un "addendum" che prevede anche la disponibilità delle stufe. Sempre nella mattinata di ieri, un altro passaggio importante, quello dell'associazione "Ora Basta", che con il supporto di alcuni professionisti che hanno offerto la disponibilità, ha elaborato e presentato il bando completo di quanto necessita per il vero e complessivo rilancio delle Terme. Un gruppo di lavoro che si sostituisce alla Regione Siciliana che per questo iter starebbe perdendo troppo tempo. Un bando che prevede ogni dettaglio, l'interezza del complesso termale, ma anche aspetti che riguardano il tema della concessione del bacini idrotermale. C'è insomma un mix di interessi, diversi e distanti, ai quali si aggiungono anche le valutazioni politiche interne alla maggioranza che sostiene Francesca Valenti, dove alcune componenti non erano d'accordo sulla manifestazione d'interesse e spingevano per pubblicare il bando e accorciare i tempi. Regione, Comune e associazioni, tre soggetti diversi, istituzionali e privati, che al momento sembrano non trovare un punto d'incontro per lavorare tutti nella stessa direzione. GIUSEPPE RECCA

TRE MILIONI PER TEATRI ED EX CINEMA REGIONE.

 In provincia sono 18 le strutture, pubbliche e private, che beneficeranno dei fondi. Inizialmente erano stati presentati come fondi per i teatri dell'Isola. In realtà, a spulciare con maggiore attenzione l'allegato del decreto di finanziamento delle attività finanziate dalla Regione si trova davvero un po' di tutto. Il fondo, parlando solo della nostra provincia, è di quasi 3 milioni di euro e, lo precisiamo, non ci sono solamente realtà pubbliche. Anzi. Oltre 231mila euro, ad esempio, saranno concessi a due associazioni per il recupero dell'ex cinema Odeon e la stessa somma per l'ex chiesa di San Libertino nella zona di San Michele, entrambe nel centro storico di Agrigento. La seconda in particolare fu oggetto di polemiche, perché messa in vendita dall'Arcidiocesi di Agrigento per meno di 20mila euro con l'opposizione del quartiere e della parrocchia in cui questo bene rientrava. Passando agli enti pubblici, altri 231.073 euro andranno al Parco Archeologico per interventi sul Palacongressi del Villaggio Mosè, che necessita profonde attività di manutenzione e recupero e dove il Parco Archeologico, che da alcuni anni ne è il gestore e consegnatario e che qui punta a svolgere non solo attività di tipo congressuale, ma forse anche ospitare mostre e iniziative di musealizzazione del patrimonio archeologico di Valle e "Griffo". Andando invece ai comuni beneficiari, ci sono soprattutto centri di piccole e medie dimensioni. Dentro i decreto hanno trovato spazio un po' tutti, e le risorse distribuite per finanziare i progetti potrebbero dare una "spinta" notevole. Ecco l'elenco: Calamonaci (teatro Aldo Nicolaj, 198.407 euro); Sambuca di Sicilia (teatro comunale "L'idea", contributo concesso 231mila euro circa); Santa Margherita Belice (teatro "S.Alessandro", 220.771 euro) Realmonte (teatro Costabianca a Lido Rossello, 230.961 euro); Licata (teatro comunale "Re Grillo", 230.205 euro); Cammarata (auditorium comunale, 229:804 euro); Campobello di Licata (sala auditorium del centro polivalente, 77.006 euro); Grotte (ex cinema Teatro Marconi, 218.355 euro); Montevago (anfitetro comunale, 231.073 euro); Racalmuto (teatro comunale Regina Margherita, 228.503 euro); Canicattì (teatro sociale, 186.399 euro); Palma di Montechiaro (cine teatro Chiaramonte, 225.357 euro); Menfi (centro civico, 230.990 euro) e infine Casteltermini (teatro "Enzo Di Pisa", 230.607 euro). GIOACCHINO SCHICCHI

"ADESSO ROMA DOVRA' FARSI CARICO DEI DANNI" IL DOPO MALTEMPO.

Sopralluogo ieri del presidente della Regione Nello Musumeci nei luoghi interessanti dal nubifragio che ha messo in ginocchio un'intera città. Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci a Licata per un sopralluogo dopo la violenta ondata di maltempo che nei giorni scorsi ha causato numerosi danni e allagamenti. Il Governatore è arrivato in città alle 16,30 ricevuto dal sindaco Giuseppe Galanti. I sopralluoghi si sono svolti alla foce del Fiume Salso e sul Ponte Federico secondo di Svevia. Successivamente Musumeci è stato ricevuto in Municipio. "I passaggi attuali consistono nel delimitare le aree colpite dal maltempo - le sue parole - l'interesse principale è per le infrastrutture ma dovrà essere Roma a farsi carico dei danni alle imprese e ai privati. 'Posso annunciare che abbiamo commissionato uno studio per la foce del Fiume Salso per un progetto di 15 milioni di euro. Stiamo cercando di dare risposte alla città di Licata e ai territori colpiti". Mentre la città continua a leccarsi le ferite dopo la nuova ondata di maltempo di martedì, sul fronte dell'iter per la calamità naturale inizia a muoversi qualcosa. Risvolti che emergono da una lettera ricevuta dal della Protezione civile della Regione Siciliana, il quale è ovviamente a conoscenza della drammatica situazione in cui versa il nostro comune e che si è messo a disposizione per tutto ciò che dovesse essere necessario per far fronte all' emergenza". L' europarlamentare della Lega Salvini ha quindi suggerito dei possibili passi da adottare per eseguire i primi interventi. "Considerata la difficoltà economica in cui versa il nostro comune, e vista l'eccezionalità degli eventi occorsi, ci è stato suggerito di procedere con un debito fuori bilancio". GIUSEPPE CELLURA

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