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rassegna stampa del 26 novembre 2019

Giornale di sicilia

Stanziati dopo il nubifragio nel 2016, ma non sono mai stati utilizzati
Licata, fondi per 30 milioni dimenticati nel cassetto

Trenta milioni di euro «dimenticati» in un cassetto. Nel 2016, a seguito di un nubifragio che aveva messo in ginocchio la città di Licata, la Protezione civile aveva approntato un finanziamento per la sistemazione del sistema fognante e delle strade della città, ma qualcuno si è «dimenticato» di eseguire la progettazione esecutiva, per cui quei fondi sono rimasti «congelati» e addirittura rischiavano di essere dirottati altrove. Ma dopo l'ennesima bomba d'acqua, quella dello scorso 19 novembre, l'ex sindaco Angelo Cambiano si è ricordato di quei fondi e nella sua nuova veste di collaboratore del vice ministro alle Infrastrutture, Giancarlo Cancelleri, ha rispolverato quel progetto. Ed è stato proprio Cancelleri, che assieme al ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ha fatto visita domenica al Comune di Licata, ad annunciare che il ministero delle Infrastrutture ha predisposto un protocollo d'intesa che deve essere sottoscritto anche dalla Regione Sicilia e l'Anas, che essendo una azienda partecipata statale, si assumerebbe l'onere della progettazione esecutiva. «C'erano 30 milioni di euro "dormienti" - ha detto Cancelleri durante il suo intervento nell'aula consiliare del Comune - e visto che il Comune non ha i fondi per eseguire la progettazione esecutiva, noi abbiamo pensato di affidare questa incombenza ad Anas che è pronta a sottoscrivere il protocollo d'intesa. La Regione invece è scettica e sta valutando se è il caso di aderire». Questo «rimpallo» potrebbe far saltare il banco e si tornerebbe al punto di partenza. «Chiederemo al presidente Musumeci -ha dichiarato il sindaco di Licata, Giuseppe Galanti - di sottoscrivere, assieme al Comune ed al ministero delle Infrastrutture il protocollo d'intesa con Anas per poter usufruire di una "barca" di soldi con cui poter dare risposte al territorio». «Trenta milioni di euro - ha aggiunto il parlamentare nazionale Michele Sodano - parcheggiati dal 2016 e mai utilizzati, sono stati finalmente sbloccati per finanziare per intero opere strutturali per il Il sindaco. Giuseppe Galanti dissesto idrogeologico».( * PA P I * )

LIBERO CONSORZIO
Le borse di studio sono ancora disponibili

Saranno disponibili fino al 30 novembre le borse di studio per gli anni scolastici dal 2012 al 2014 non ancora riscosse dalle famiglie destinatarie del beneficio economico riconosciuto a seguito dell'approvazione dell'apposita graduatoria da parte del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Più della metà delle famiglie degli studenti delle scuole medie superiori della nostra provincia si sono già recate negli sportelli della banca Unicredit, su tutto il territorio nazionale. Dopo il 30 novembre le somme verranno restituite alla Regione Siciliana. Il beneficio riguarda le famiglie degli studenti che avevano presentato un'apposita istanza nel 2013 e nel 2014. (* PAPI*)

Canicattìweb

Dissequestrato impianto demolizioni alla zona industriale

I giudici della prima sezione del Riesame del Tribunale di Agrigento, presieduta da Alfonso Malato con a latere i giudici Alfonso Pinto e Giuseppa Zampino, hanno disposto il dissequestro dell'impianto demolizioni  alla zona industriale di Agrigento, posto sotto sequestro lo scorso 10 ottobre 2019 dal Compartimento di Polizia Ferroviaria di Palermo, personale del Posto di Polizia Ferroviaria di Agrigento, unitamente a personale dell'ARPA e del Libero Consorzio Comunale di Agrigento.
Dai controlli effettuati, si riscontrava che non venivano rispettate le norme previsti dall'art. 187 del D.Lgs 152/06 sulla miscelazione di categorie diverse di rifiuti pericolosi e non, come riportato all'art 9 dell'ordinanza di autorizzazione n° 240 del 09/05/2007 della Regione Sicilia,  comportando serio pregiudizio per la salute dell'uomo e la vivibilità dell'ambiente. Inoltre si configurava una gestione illecita delle aree esterne ed un mancato rispetto delle autorizzazioni.
I giudici hanno dunque accolto l'istanza della difesa, rappresentata dagli avvocati Filippo Sprio e Daniela Salamone, che ne chiedevano il dissequestro: la decisione è una conseguenza del ripristino dei luoghi dei gestori dell'impianto consistenti nel riordino e posizionamento dei rifiuti metallici, manutenzione del perimetro della struttura e rimozione dei rifiuti ferrosi.L'impianto, dunque, torna fruibile e operativo con un sospiro di sollievo soprattutto per i dipendenti della ditta.

LA SICILIA
ALESSANDRIA DELLA ROCCA Al ministro Di Maio sollecitati interventi sulla statale 118 e Sp 32 e.m.) La grave precarietà e il quotidiano pericolo, derivanti dall'attraversameno della strada statale 118 e dell'arteria provinciale 32, sono stati presentati dal presidente del consiglio di Alessandria della Rocca Salvatore Mangione al ministro Luigi DI Maio nel corso della visita in Sicilia.Gli è stata consegnata una lettera con la quale viene denunciata, nell'Ara dei Monti Sicani (sei comuni con una popolazione di circa ventimila abitanti), una situazione viaria, tra la montagna e la costa, di totale degrado: frane, smottamenti, dislivelli del fondo stradale, buche, fango, pietre. Migliaia di viaggiatori percorrono ogni giorno la provinciale 32, la Ribera-Cianciana, che ogni tanto risulta interrotta e pericolosa per persone e veicoli. A rischio gli utenti per la sanità in quanto da Alessandria, Bivona Cianciana le divisioni del pronto soccorso degli ospedali di Ribera, Sciacca e Agrigento si trovano ad oltre 50 chilometri con tempi di percorrenza dell'arteria che sono pari ad un'ora e trenta minuti. Mangione chiede, a nome degli amministratori dei comuni montani, un intervento urgente di ammodernamento della SS.118 nel tratto prima del fiume Platani fino alle porte Raffadali e della SP 32 nel tratto che si innesta dalla SS.118 fino a Ribera e possibilmente di rendere statale la strada 32.

DOSSIER DOPO IL CROLLO DEL MORANDI

. Le Province:" Interventi urgenti necessari su quasi 6.00 strutture". Quasi seimila viadotti, ponti o gallerie, solo a contare quelli delle regioni a statuto ordinario (di cui quasi duemila di "priorità 1") con la necessità di interventi sulle strutture; altre 14mila opere su cui procedere con indagini tecnico diagnostiche urgenti. Sono i dati di un report realizzato dall'Unione province italiane (Upi) dall'agosto 2018, all'indomani della tragedia del ponte Morandi, quando venne chiesto un monitoraggio urgente sulle oltre 30.000 opere in gestione. Dati che tornano d'attualità dopo il crollo del viadotto dell'A6 per una frana nel Savonese: le maggiori criticità sono equamente distribuite tra Nord e Sud, con Lombardia e Puglia regioni al top della necessità di interventi. "In poche settimane consegnammo al ministero delle Infrastrutture un quadro da cui emergeva la necessità di intervenire su 5.931 strutture, su cui avevamo già pronti i primi progetti, e di procedere con indagini tecnico diagnostiche urgenti su 14.089 opere. Ma nulla è stato fatto" ha commentato del presidente dll'Upi, Michele Pascale. "Ci aspettavamo ch questa analisi dettagliata portasse a risorse mirate, invece nulla è stato fatto. On solo, le Province continuano ad essere sottoposte ad un assurdo blocco di assunzioni, del tutto ingiustificabile, che non ci permette di avere personale tecnico specializzato per fare procedere rapidamente gli investimenti. Un blocco che sembra essere tutto ideologico, non giustificato da motivi tecnici né di spesa, frutto del pregiudizio contro le Province che non fa che riflettersi sui servizi ai cittadini, e perfino sulla loro incolumità e sicurezza", spiega De Pascale. "Abbiamo chiesto a Governo e Parlamento di cancellare, nella Legge di Bilancio 2010, i limiti delle assunzioni di personale, per permetterci di ricostruire al meglio dell'efficienza le nostre strutture, svuotate dopo l'esodo imposto nel 2015, e anche di consentire a tutti gli enti locali di accedere al fondo per le progettazioni, oggi ad esclusivo appannaggio dei Comuni. Un fondo di 2,7 miliardi per 15 anni, da cui sono esclude le Province e Città Metropolitane, le istituzioni che hanno in gestione 7.400 scuole superiori, 130mila chilometri di strade e 30.000 ponti, e a cui è demandato di assistere i Comuni, specie i piccoli, proprio nella progettazione". De Pascale ha però giudicato positive le aperture della ministra Paola De Micheli. Nell'elenco dell'Upi la Lombardia è al primo posto per le opere che necessitano di interventi (877), seguono la Puglia (728), la Toscana (632), l'Emilia Romagna (545), la Campania (532), il Piemonte (507), Tra le regioni più grandi c'è il Lazio con 175 strutture, il Veneto (240) e la Liguria (259). Al netto delle 5 regioni a statuto speciale.




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