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rassegna stampa del 24 marzo 2020

Giornale di sicilia

E il sindaco di Enna «chiude» la città
Record di contagi
Salemi e Agira «zone rosse»

Divieto di uscire dal Comune
La mappa dei rientrati: dove sono
PALERMO
L'emergenza Coronavirus è salita di un altro livello. Costringendo la Regione a varare la costituzione di due zone rosse in Sicilia. Il presidente Musumeci ha firmato l'ordinanza che crea un perimetro invalicabile intorno a Salemi, nel Trapanese, e a Agira nell'Ennese. Si tratta di due centri in cui il numero i contagiati è cresciuto in modo esponenziale negli ultimi giorni. «Fino al 15 aprile - ha detto Musumeci ieri - nei due centri ci sarà il divieto di accesso e di allontanamento dal territorio comunale e la sospensione di ogni attività degli uffici pubblici, ad eccezione dei servizi essenziali e di pubblica utilità. Potranno entrare e uscire dal paese solo gli operatori sanitari e socio-sanitari, il personale impegnato nella assistenza alle attività inerenti l'emergenza, nonché gli esercenti le attività consentite sul territorio e quelle strettamente strumentali alle stesse, con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione individuale ». Palazzo d'Orleans ha spiegato che «il provvedimento si è reso necessario dopo che gli uffici delle Asp hanno segnalato ad Agira il contagio di 9 cittadini, di cui 3 deceduti e ulteriori 6 a cui è stato effettuato il tampone e in attesa di risultato. Mentre a Salemi è stata registrata la positività di 15 persone e ulteriori 21 in attesa dell'esito del test». Come in Lombardia era accaduto all'inizio dell'emergenza per Lodi e Codogno, Salemi e Agira vengono isolate dal resto della regione per almeno due settimane sperando che da lì il vurus non dilaghi nelle aree vicine. Salemi ed Agira sono così diventati i due più preoccupanti focolai in Sicilia. In entrambi i casil'assessore Ruggero Razza ha detto che ci sono prove del fatto che il contagio sia partito da siciliani rientrati da altre regioni nelle ultime settimane. A Salemi la scorsa settimana, malgrado i decreti di Conte, c'è stata una festa di compleanno con circa 100 invitati, alcuni rientrati dal Nord. Da lì, secondo la Regione, sarebbe partito il contagio. Ed è, questo, il punto cruciale della strategia di contrasto al virus che la Regione sta provando a mettere in campo: limitare al massimo la possibilità di circolare di queste persone. A questo scopo è stata fatta una mappa dei rientri. Ne è venuto fuori che dei siciliani censiti in entrata fino al 17 marzo 8.500 sono ora in provincia di Palermo, 6.125 nel Catanese e circa 4 mila nel Messinese. Altri 2.500 sono nell'Agrigentino, 2.100 in provincia di Caltanissetta, 3.150 a Ragusa, 2.600 nel Siracusano, 1.170 nell'Ennese e 3.350 nel Trapanese. Al conto manca chi è arrivato nell'ultima settimana. Su queste persone si accenderanno i fari del controllo pubblico nei prossimi giorni, a cominciare dai tamponi a chi è arrivato dopo il 14 marzo. Il sindaco di Salemi, Domenico Venuti, ha invitato a non cadere nel panico: «Ai miei concittadini raccomando di mantenere la calma. Per loro non cambierà assolutamente nulla: chiuderanno tutte le attività ma farmacie e supermercati resteranno aperti. Da oggi Salemi potrà contare su un'attenzione maggiore e tutti dobbiamo sentirci rincuorati da queste misure straordinarie perché evitando ogni contatto riusciremo a circoscrivere ancor di più ilcontagio». E forse non è un caso che il sindaco di Enna, Maurizio Dipietro, abbia autonomamente varato una ordinanza, dopo i 41 casi accertati, «ordinando a tutti i datori di lavoro pubblici e privati che hanno sede nel comune di non far prestare servizio a chi non è residente nel nostro comune». Una zona rossa fai da te.
Gia. Pi

Incubo Coronavirus, complessivamente in provincia sono 43. Il sindaco Firetto ha proposto la realizzazione di un ospedale da campo Contagi, tre nuovi casi in provincia
Continua a crescere, ma per fortuna non in maniera allarmante, la curva epidemiologica sul territorio dell'Agrigentino: i test positivi, ieri, nel capoluogo, a Ribera e Siculiaa
Concetta Rizzo
Un nuovo caso - e si è arrivati a 3- ad Agrigento, uno a Siculiana (ed è stato il primo), mentre Ribera è passata da 4 a 6 tamponi positivi. Continua a crescere, ma per fortuna non in maniera allarmante, la curva epidemiologica dell'Agrigentino dove - complessivamente - ci sono 45 infetti. Ai  43 casi, dato fornito dalla Prefettura, si sono infatti andati ad aggiungere quello di Raffadali che era stato già annunciato, sui social, dal sindaco Silvio Cuffaro e che riguarda un agente della polizia Penitenziaria in servizio negli uffici del carcere «Di Lorenzo e quello dell'agrigentino che è stato ricoverato a Malattie infettive all'ospedale «Sant'Elia» di Caltanissetta. A confermare il ricovero è stata l'Asp di Caltanissetta. Proprio nell'ospedale Nisseno risultavano già essere ricoverati altri 4 agrigentini. Il sindaco Lillo Firetto ha invece, ieri sera, annunciato sui social: «Il numero dei contagiati sale a 3. Si tratta di una persona che ha i sintomi propri del Covid-19. Ho posto la questione del tempo di realizzazione dei tamponi perché in questa vicenda c'è stato un grande ritardo nel fornire alla persona l'esito del tampone. È vero che la persona era in totale isolamento, però non possiamo attendere tempi biblici per avere un responso per un tampone». La distribuzione territoriale degli agrigentini che risultano essere infetti è la seguente: 3 casi ad Agrigento, 2 a Canicattì, 3 a Favara, 3 a Licata, 3 a Menfi, 1 a Montallegro, 3 a Palma di Montechiaro, 6 a Ribera, 1 a Santa Margherita Belice, 1 a Siculiana, 18 a Sciacca e 1 a Raffadali. «Dopo i casi di contagio verificatisi anche in diversi Comunia noi vicini, oggi (ieri ndr.) è la nostra comunità ad esserne interessata-ha annunciato,
ieri mattina, il sindaco di Siculiana: Leonardo Lauricella - . Si tratta di un anziano ultranovantenne ospitato presso la casa di riposo per anziani di Siculiana che in data 20 marzo è stato ricoverato presso l'ospedale di Agrigento e sottoposto a tampone faringeo che ha dato esito positivo. Al momento, l'anziano è stato trasferito presso la struttura ospedaliera di Marsala dove si attendono gli esiti di un secondo tampone». «Ad  una prima verifica del tampone, un dipendente della polizia Penitenziaria, residente a Raffadali, sembrerebbe essere risultato positivo - ha spiegato, ieri durante la video conferenza stampa, il prefetto Dario Caputo -. Questo lavoratore, nel momento in  cui è stato sottoposto a controllo, già si trovava a casa. Ovviamente è già partita anche l'indagine epidemiologica - ha evidenziato il prefetto di Agrigento - e fino a questo momento non ho avuto riscontri di tipo preoccupante per quanto riguarda la casa circondariale». Sono stati effettuati, infatti, più tamponi a quanti lavorano  in carcere. Il prefetto ha confermato anche che sono in corso i lavori, al «San Giovanni di Dio», per allestire un reparto dedicato al Covid-19: «C'è anche la necessità di predisporre un percorso per gli operatori e per gli  stessi pazienti che sia quanto più possibile controllato e controllabile e scongiuri ogni eventuale, improprio, contatto chi eventualmente possa non essere protetto». Il sindaco Firetto, invece, ha annunciato d'aver proposto, al centro coordinamento soccorsi, l'installazione di un ospedale da campo.(*CR*)

Provinceditalia

Coronavirus, UPI "Coinvolgere Province e Comuni nelle decisioni sulle attività economiche essenziali"

De Pascale scrive a Lamorgese e Patuanelli "Presidenti e Sindaci a sostegno dei Prefetti"
Insediare presso le Prefetture di un tavolo permanente consultivo rispetto all'attuazione di quanto previsto dal Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 22 marzo 2020 rispetto alle attività econonomiche, cui siedano il Presidente della Provincia o il Sindaco metropolitano,  il Presidente della Camera di Commercio e invitando di volta in volta i Sindaci dei Comuni interessati.
Questa la proposta avanzata dal Presidente dell'UPI Michele de Pascale, in una lettera inviata al Ministro dell'Interno Luciana Lamorgese e al Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli.
Sottolinea de Pascale: "Comprendiamo e condividiamo la scelta adottata dal Governo di assegnare ai Prefetti il delicatissimo compito di decidere se sospendere o autorizzare attività produttive rispetto all'elenco indicato dal decreto della presidenza del Consiglio dei Ministri, perché è del tutto evidente che solo la figura del Prefetto può assicuare uniformità di azione su tutto il territorio nazionale. Non possiamo però considerare come una anomalia la mancanza della previsione del coinvolgimento -  né rispetto alla concertazione preventiva ma nemmeno rispetto alla  comunicazione successiva-  dei Presidenti di Province e dei  Sindaci rispetto a questioni così impattanti sui territori. Nessuna intenzione, ovviameente, di inficiare in alcun modo il ruolo del Prefetto cui, ovviamente, spetterebbe la decisione finale. Ma crediamo che la condivisione di chi amministra i territori possa essere di massimo sostegno e supporto  alle prefetture,  fornendo in maniera immediata tutte le informazioni rispetto al quadro economico locale, utili al Prefetto per assolvere il difficilissmo compito che gli viene assegnato".
La richiesta avanzata ai Ministri dell'Interno e dello Sviluppo economico è sostenuta e condivisa da tutti i Presidenti di Provincia.

GRANDANGOLO

CORONAVIRUS, COMMISSIONE SALUTEDELL'ARS CHIEDE CONVOCAZIONE SEDUTA URGENTE CON MUSUMECI
di Redazione
"Riteniamo necessarie, ovviamente ne lrispetto di tutte le misure di sicurezza, la convocazione urgente dell'Assemblea regionale siciliana e la possibilità di poterr iunire le commissioni per consentire ai deputati di potere esercitare appieno, in questo drammatico momento per tutto il Paese,le proprie funzioni di indirizzo e di controllo soprattutto inmateria sanitaria".
Lo scrivono in una nota i deputatidella Commissione Salute, servizi sociali e sanitari dell'ArsMargherita La Rocca Ruvolo (presidente), Carmelo Pullara (vicepresidente), Francesco Cappello (vice presidente), Francesco DeDomenico (segretario), Elvira Amata, Giuseppe Arancio, NicolaD'Agostino, Riccardo Gallo, Giuseppe Galluzzo e Giorgio Pasqua.
"Appare quanto mai utile un confrontoin Aula con il presidente della Regione per avere un aggiornamentoufficiale e dettagliato su tutti i provvedimenti assunti per affrontare l'emergenza Coronavirus, sia sul piano sanitario sia suquello economico, e per poter dare il nostro contributo con spiritocollaborativo. Anche in considerazione della confusione che si sta creando in questi giorni tra decreti della Presidenza del Consigliodei Ministri e ordinanze della Presidenza della Regione Sicilianacrediamo sia doveroso trovare un punto di sintesi da condividere inAula e valutare con attenzione le istanze che arrivano dai territorie dai sindaci dell'Isola".

CORONAVIRUS, INTERVIENE PRESIDENTEMUSUMECI: "NESSUNO PIÙ DEVE ARRIVARE IN SICILIA"
di Redazione
"Nessuno deve più entrare inSicilia. Lo sa il ministro dell'interno, il ministro Boccia e ilpresidente del Consiglio. Noi siciliani non vogliamo essere carne damacello, non e' allarmismo. Preferisco curarmi in salute". Lo ha ribadito il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, parlando in diretta Facebook.
"Vogliamo capire che i morti di Coronavirus sono di gran lunga superiore a quelli dei bombardamenti durante la seconda guerra mondiale" ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana che prosegue: "Ci vogliono nuovi posti letto in rianimazione, quelli ordinari che abbiamo non possono bastare se il fenomeno dovesse degenerare. Immaginiamo almeno 250-300posti letto. Stiamo convertendo alcuni reparti negli ospedali pubblici, abbiamo chiesto collaborazione alle strutture private ealle case di cura. Voglio vedere con i miei occhi e mi fido appena appena di me stesso: abbiamo fatto diversi sopralluoghi a Messina, Catania e nei prossimi giorni visiterò gli ospedali della Sicilia occidentale."

BLOGSICILIA

NASCE LA ZONA ROSSA SICILIANA, LAREGIONE ISOLA DUE COMUNI EPICENTRO DI CONTAGIO: AGIRA E SALEMI
di Redazione
Due Comuni siciliani, Agira,nell'Ennese, e Salemi, in provincia di Trapani, da domani diventano"zona rossa". Lo ha deciso il presidente della Regione SicilianaNello Musumeci, sentiti i rispettivi sindaci.
Fino al 15 aprile, nei due centri cisarà il divieto di accesso e di allontanamento dal territoriocomunale e la sospensione di ogni attività degli uffici pubblici, adeccezione dei servizi essenziali e di pubblica utilità.
Potranno entrare e uscire dal paesesolo gli operatori sanitari e socio-sanitari, il personale impegnatonella assistenza alle attività inerenti l'emergenza, nonché gliesercenti le attività consentite sul territorio e quellestrettamente strumentali alle stesse, con obbligo di utilizzo didispositivi di protezione individuale.
Il provvedimento si è reso necessariodopo che gli uffici delle Asp hanno segnalato: ad Agira il contagiodi 9 cittadini, di cui 3 deceduti e ulteriori 6 a cui è statoeffettuato il tampone e in attesa di risultato; a Salemi lapositività di 15 persone e ulteriori 21 in attesa dell'esito deltest.
Il provvedimento assunto è di forteimpatto ma ritenuto necessario. E' la prima volta in Sicilia che sidecide un intervento del genere. Ieri erano avvenuto altri dueisolamenti ma avevano riguardato aree determinate e strutture noninteri comuni.
La struttura isolata ieri era stata laCasa di riposo di Villafrati dove sono 16 i contagiati e c'è ilsospetto che il virus sia arrivato attraverso la visita al nonno diun parente rientrato dal Nord Italia ma non può esserci conferma.Interventi forti sono stati assunti anche nella casa di riposo diMessina dove il numero dei contagiati è anche più elevato.
C'è preoccupazione anche per ilfocolaio di contagio riscontrato fra i ricoverati del centroneurolesi di Messina. Ma se a livello sanitario e nelle case diriposo il problema è legato all'irruzione del virus fra personegià sofferenti, nei centri abitati è necessario bloccare ladiffusione per evitare l'espansione del problema ai comunilimitrofi intervenendo per tutelare gli abitanti die comuni inquestione.

LA SICILIA


CORONAVIRUS, MUSUMECI: «SULLOSTRETTO TRAFFICO NORMALIZZATO DOPO LE NOSTRE PROTESTE»
di Redazione
«Finalmente a Roma si sono svegliati,ci voleva la protesta dura e determinata. Allo Stretto di Messina iltraffico si è normalizzato. Passa soltanto chi ha il diritto dipassare, esattamente come prevedeva la mia ordinanza, quella delpresidente della Regione Calabria e quella del Governo nazionale».Lo ha detto il governatore Nello Musumeci, in un video sulla paginaFacebook della Regione siciliana. «Sono pochissime - continuaMusumeci - le persone che si sono presentate all'imbarco a VillaSan Giovanni e che naturalmente sono state fermate e bloccate. E aMessina una decina sono state denunciate dall'autoritàgiudiziaria. E tornata una situazione di normalità e questo grazie auno spiegamento di forze che nelle ultime ore, dopo la nostraprotesta di ieri notte, è stato predisposto a Villa San Giovanni,mentre a Messina continuano a lavorare le guardie regionali del Corpoforestale che già avevamo mandato sin dal primo giorno". "Sonocontento - conclude il presidente - mi ha chiamato il prefetto diReggio Calabria per rassicurarmi, la stessa cosa ha fatto il prefettodi Messina. Ci vuole la voce grossa per ottenere legittimi diritti.Andiamo avanti e intanto per questo momento il pericolo èscongiurato».






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