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Provincia di Agrigento
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Rassegna stampa del 21 Giugno 06

 

GIORNALE DI SICILIA      

A favore hanno votato sedici consiglieri della maggioranza. Dieci contro. Le critiche dell'opposizione. Fontana ha difeso lo strumento finanziano
Provincia, passa il bilancio - Quasi 120 milioni di euro tra entrate e spese
Quasi 120 milioni di euro fra entrate ed uscite. In estrema sintesi ecco il bilancio di previsione dell'amministrazione provinciale approvato a tarda sera, dopo un acceso dibattito. Lo strumento finanziato ha ottenuto il via libera grazie ai voti, 16, della maggioranza.
Dieci quelli contrari, con un astenuto. Grande soddisfazione nei banchi del centrodestra con l'opposizione che non ha invece risparmiato critiche all'amministrazione, già destinataria di altri giudizi pesantemente negativi con riferimento al piano triennale delle opere pubbliche. Ad illustrare il bilancio, ad inizio di seduta, era stato l'assessore Felice Plicato, il quale ha evidenziato che l'amministrazione ha tenuto conto della finanziaria 2006, che detta precise norme agli enti locali per la formazione degli strumenti finanziari.
Nel dettaglio il bilancio di previsione per il 2006 prevede entrate e spese per complessive 119.597.801,92, così ripartire: 49.653.100,38 per spese correnti, 48.052.884,11 per investimenti, 6.824.317,43 per rimborso prestiti ed infine 15.067.500,00 di servizi per conto terzi.
La rinegoziazione dei mutui, ha aggiunto Plicato, ha consentito all'ente risparmi per quattro milioni di euro con un conseguente miglioramento della situazione finanziaria complessiva della Provincia.
L'impatto dei nuovi mutui contratti nell'ultimo anno è stato molto limitato in considerazione del fatto, è stato spiegato, che l'accensione degli stessi è avvenuta ai minimi storici della curva dei tassi a 3,59 per i mutui a 15 anni e 3,94 per quelli trentennali contro un tasso attuale di 4,57 con un risparmio che corrisponde a circa 3 milioni di euro. Alla seduta del consiglio era presente il presi dente Vincenzo Fontana che ha replicato e ribattuto alle accuse di immobilismo lanciate dall'opposizione, enunciando tutte le iniziative ed i progetti portati a termine dall' amministrazione. In aula, oltre all'assessore Plicato, erano pure presenti i coleghi di giunta Nino Di Giacomo, Salvatore Montaperto, Giovanni Catania, Giovanni Taverna e Santino Lo Presti.
Al bilancio erano stati presenti diversi emendamenti, alcuni dei quali da parte del capogruppo dei Ds, Simone Di Paola. Due di essi sono stati ritirati quando dall'assessore Taverna sono giunte precise assicurazioni che, una volta approvato il bilancio, sarebbero state trovato soluzioni idonee per alcune proposte: un intervento finanziario in favore della «Lega italiana per la lotta ai tumori» per il trasporto dei malati terminali
dalla provincia verso i centri siciliani; l'altro prevede un contributo a «Casa della Speranza». Altri emendamenti riguardavano uno studio di fattibilità per la realizzazione di un museo tattile per ciechi, incentivazioni per i prodotti Doc. Il consigliere Calogero Traina ha invece chiesto di intervenire in favore del Comune di Cammarata per il trasferimento dei fondi per la tutela del patrimonio boschivo della zona montana. «Il consiglio, ha commentato Rolando Montalbano, ha mostrato grande responsabilità nella sua interezza, attraverso un serio e proficuo dibattito che ha visto prevalere alla fine l'interesse generale alle posizioni politiche di parte».
 
Protezione dell'infanzia, seminario della Provincia 
È stato approvato il progetto «Protezione dell'infanzia in contrasto ai reati di natura sessuale in danno dei minori » formulato dall'assessorato provinciale alle Politiche sociali. il seminario sarà strutturato in un unico incontro e sarà tenuto dalle dottoresse Lucia Picone Chiodo e Carla Incorvaia, giornalista de La Repubblica che si terrà sabato prossimo 24 giugno presso i locali di via Esseneto.

Economia ambientale, un corso della Provincia
È stata avviata la campagna iscrizioni per partecipare ai corsi di formazione professionale su "Economia, management ambientale e gestione delle aree di pesca". Si tratta di un'iniziativa promossa dalla Provincia Regionale di Agrigento in collaborazione con la Assinforma "Federico II Onlus" e "Luà'. la selezione è indirizzata a ragazzi e ragazze di età compresa fra i i8 e ì 35 anni. Le selezioni si svolgeranno il prossimo 4 luglio. Informazioni allo 09221593111.
 
SOTTOSCRITTI I PROTOCOLLI D'INTESA. COINVOLTI TUTTI I COMUNI
Turismo, due distretti per íl rilancio
Sottoscritti i protocolli d'intesa per la costituzione dei primi due distretti turistici della provincia. Si tratta di iniziative previste da una recente normativa regionale.
I protocolli sono stati sottoscritti presso l'amministrazione provinciale, alla presenza del presidente Vincenzo Fontana.
Coinvolti nei distretti turistici sono i comuni della provincia, la Camera di Commercio, le Associazioni di categoria, l'Ente Parco «Valle dei Templi», il Consorzio Universitario, la società delle Terme di Sciacca, l'Unpli ed il consorzio turistico.
Il primo progetto dell'« Area di Sciacca» è stato denominato «Distretto del Benessere» con riferimento anche alla presenza delle Terme. Vi par
tecipano i comuni di Burgio, Calamonaci, Caltabellotta, Cattolica Eraclea, Lucca Sicula, Menfi, Montevago, Ribera, Sambuca di Sicilia, Santa Margherita di Belice, Sciacca e Villafranca Sicula.
L'altro ricade nel territorio agrigentino. Il distretto è stato chiamato «Valle dei Templi» e comprende, oltre al capoluogo, i restanti comuni della provincia: Alessandria della Rocca, Aragona, Bivona, Camastra, Cammarata, Campobello di Licata, Canicatti, Casteltermini, Castrofilippo, Cianciana, Comitini, Favara, Grotte, Joppolo Giancaxio, Lampedusa e Linosa, Licata, Montallegro, Naro, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Racalmuto, Raffadali, Ravanusa, Realmonte, San Biagio Platani, San Giovanni Gemini, Santa Elisabetta, Sant'Angelo Muxaro, Santo Stefano Quisquina e Siculiana.
Nelle prossime settimane saranno illustrati le iniziative legate ai due distretti turistici, sulla base anche progetti che coinvolgeranno i singoli enti chiamati a partecipare all'iniziativa. 


La Sicilia

«Ecco il Bilancio, dopo l'estate il rimpasto»
Provincia. Il presidente Fontana soddisfatto: «Manovra equa». Ma annuncia cambiamenti in Giunta e la «rotazione» dei dirigenti
Il presidente della Provincia Enzo Fontana ha annunciato il prossimo rimpasto della sua Giunta e una rotazione «oculata» dei dirigenti. Lo ha fatto a margine di un incontro con i giornalisti dedicato al Bilancio di previsione approvato dal Consiglio provinciale lunedì sera. Ha spiegato il presidente che la manovra è stata redatta seguendo le direttive della finanziaria e che è stata dunque incentrata sul rigore e sull'equità sociale.
«Non era facile distribuire le poche risorse in maniera equa - ha detto - però ci siamo riusciti. Un plauso va ai consiglieri della maggioranza che hanno dimostrato coesione ed anche ai consiglieri dell'opposizione che con la loro presenza hanno garantito il mantenimento del numero legale». Enzo Fontana però a margine dell'incontro ed ai microfoni di un tv ha preannunciato dopo l'estate un rimpasto nella consapevolezza che «ci sono alcuni partiti che sono spariti anche per via delle legge elettorale e di altri che invece hanno avuto un ottimo risultato». Il riferimento nel primo caso è a Nuova Sicilia che non ha più consiglieri (Montalbano ha aderito a Forza Italia) mentre l'MpA a questo punto è destinato ad entrare nella Amministrazione. Fontana ha escluso dal rimpasto - almeno così sembra - il Nuovo Psi: «È presente in molti consigli comunali». Sta di fatto che la CdL deve fare i conti con i suoi numeri all'Aula Giglia e Cangemi, al di là delle smentite di maniera, e dato ormai per ex del Nuovo Psi. Anche in virtù delle accuse di alcuni consiglieri - soprattutto CdL - il presidente ha annunciato la prossima rotazione dei dirigenti: «Ma va fatta e gestita come si deve per motivare e per dare aspettative ai nuovi».
Tornando al Bilancio l'assessore Felice Plicato ha ricordato come la Provincia sia un ente «virtuoso» ed ha spiegato che è stata perfezionata la rinegoziazione dei mutui che porta ad un risparmio di almeno 4 milioni. Plicato ha anche preannunciato un corposo avanzo di amministrazione. All'incontro c'era anche il presidente del Consiglio Pietro Luparello (oltre che i capigruppo del Pri Carmelo Picarella e quello del MpA Lorenzo Pace). Luparello ha sottolineato il lavoro del Consiglio e il senso di responsabilità sia della maggioranza che del'opposizione. 
 
SCUOLA MEDIA. La Provincia ritiene che questa soluzione risolva il problema di tre istituti ma il Comune rivendica le sue competenze
Accorpamento Pirandello e Garibaldi e polemica 
La scuola media Pirandello si accorpa con l'istituto comprensivo Garibaldi e scoppia la polemica tra Provincia e Comune. I due istituti sono infatti competenza dell'amministrazione comunale e proprio il Comune mette le mani avanti e in un primo momento dice no all'accorpamento, poi lascia spazio alla conferenza di servizi per discutere sul problema. Intanto nei due istituti regna il caos: insegnanti e alunni sono in subbuglio e non sono pochi i genitori che in sede id iscrizione, in considerazione dell'unificazione delle due scuole, hanno dirottato i propri figli in altri istituti della città. Insomma una situazione da risolvere in poco tempo, poiché dall'esito finale dipendono i due istituti comunali e il liceo socio psico pedagogico Politi che spera nell'accorpamento per risolvere i problemi legati alla capacità strutturale. A mettere in chiaro il punto di vista del Comune è stata Maria Pia Vita, assessore alla Pubblica istruzione: «Non abbiamo alcuna intenzione di togliere la scuola media Pirandello dal centro della città. La Provincia deve gestire i problemi dell'edilizia scolastica non facendo uso degli edifici scolastici comunali. L'istituto comprensivo Garibaldi ancora oggi tanta due aule di ma
terna, un corso di elementari e due corsi di scuola media. E' vero che vi sono aule libere all'interno dell'edificio ma è anche vero che non si vuole dismettere quella scuola nè tantomeno si vuole togliere la scuola Pirandello. Recentemente avevamo avuto un incontro con l'assessore provinciale alla Pubblica istruzione, Calogero Firetto, nel corso del quale si è anche discusso dei locali della Garibaldi. li prossimo passo doveva essere quello di indire una conferenza di servizi per stilare una programmazione volta a un migliore utilizzo di tutti gli edifici scolastici siti sul nostro territorio». Pietro Luparello, presidente del Consiglio provinciale, ha invece spiegato il punto di vista della Provincia: «La riunione è sorta a seguito della richiesta inoltrata alla Provincia da Giuseppe Lionti, dirigente del liceo socio psico pegadogico Politi. Abbiamo già inoltrato al sindaco Piazza e al presidente della Provincia, Vincenzo Fontana, la richiesta per indire una conferenza di servizi volta proprio a risolvere il problema. Questa richiesta è stata verbalizzata e la copia del verbale giungerà anche sul tavolo di Maria Pia Vita»
«Dopo avere ascoltato la segnalazione di Giuseppe Lionti abbiamo valutato la soluzione dell'accorpamento che è sembrata essere opportuna - ha aggiunto Mario Lazzano, presidente della Commissione consiliare provinciale alla Cultura - Il prossimo passo sarà quello di riunire un tavolo tecnico per valutare la situazione scolastica della città: flusso degli studenti, numero delle classi, nuove iscrizioni. Chiaramente, saranno le istituzioni a discutere a riguardo della proprietà dei loro edifici scolastici. Credo sia prematuro, comunque, mettere le mani avanti senza conoscere bene il problema".

PENULTIMI NEL GETTITO DI CONTRIBUZIONE IRPEF
Ancora un primato negativo per Agrigento. E' risultata la penultima provincia in Italia per quanto riguarda la contribuzione al gettito nazionale dell'Irpef.
Il dato, questa volta, emerge da una ricerca pubblicata dal Centro Studi Sintesi che nell'ambito di un più ampio dossier ha anche costruito un particolare «indice di partecipazione fiscale» per determinare, a livello locale, l'incidenza dei cosiddetti cittadini attivi», cioè di coloro che effettivamente partecipano al finaniiamento degli oneri della Pubblica amministrazione. 
Nella nostra provincia i «cittadini attivi» sono solo il 33,9 per cento. Questo dato ci permette di superare solo la provincia di Crotone che con il suo 31 percento si conquista il ruolo di fanalino di coda nazionale.
Per far meglio comprendere la differenza, vale la pena di evidenziare che la capolista è invece la provincia di Bologna dove la percentuale di contribuenti Irpef sale addirittura oltre il 70 per cento della popolazione locale.
Agrigento con suoi indici modesti in Sicilia è vicina solo, ad Enna che si discosta di appena un punto percentuale (34,8 per cento), per il resto è, molto lontana veramente da tutto e da tutti.
Questa classifica rappresenta di fatto un'ennesima bocciatura per l'economia della nostra terra che, incapace di produrre reddito, si trova anche a pagare poche tasse.
Per la cronaca, la graduatoria regionale, è guidata da Valle d'Aosta ed Emilia Romagna, entrambe con una quota di contribuenti pari al 67,5 per cento della popolazione; leggermente più staccate Friuli-Venezia Giulia, Lombardia e Piemonte, ma con valori ampiamente superiori alla media nazionale. Sotto tale riferimento si collocano tutte le regioni del Sud e delle Isole. Insomma, ancora una volta l'Agrigentino mostra tutti i problemi che ha. 
 
CARTELLONE ANCORA INCERTO
Blues & wine, ancora si attendono i contributi
Non sono ancora stati concessi i finanziamenti, eppure all'inizio del Blues & wine soul festival, mancano soltanto 21 giorni. Comune, Provincia, Camera di commercio e Regione, infatti, non hanno firmato le delibere per elargire i contributi, al contrario dell'Aapit che ha dato il via all'espletamento dell'iter per la concessione delle somme previste. Piove sul bagnato, è il caso di dire. Il Blues & wine soul festival, capace di portare in città migliaia di turisti, è stato presentato alla Bit di Milano e al Vinitaly di Verona ma senza un opportuno cartellone. E' impossibile stilare un programma senza conoscere il budget che si ha a disposizione.
E nonostante tutto, tanti tour operators (americani, svizzeri, francesi, tedeschi e altri ancora) hanno contattato Angelo Castellano, ideatore e promotore dei festival, per conoscere il calendario della manifestazione e
gli artisti di fama mondiale che fanno del Blues & wine soul festival uno degli eventi più seguiti in campo internazionale. Ma non è tutto. A 21 giorni dall'inizio del festival, non è ancora possibile procedere con la stampa delle brochure e ufficializzare i nomi degli artisti. Eppure la manifestazione è pubbicizzata sulle migliori riviste in campo internazionale. L'ultimo articolo, in ordine di data, è apparso su Monthly Bloomberg, finanza e mercati, di giugno.
«E' difficile lavorare in questo modo - ha commentato Angelo Castellano - Non solo non sono ancora stati erogati ma per giunta i contributi
hanno subito tagli notevoli. Si tratta di una falcidia terrificante. Mancano solo ventuno giorni e non possiamo nemmeno procedere con la stampa delle brochure. Lavorare in questo modo, è davvero impossibile».
 
Agrigento, sogno svanito
Al torneo della Province «Memorial Palmisano» biancazzurri sconfitti in semifinale
Avvincente l'incontro tenutosi quest'anno a Salerno fra tutte le squadre di calcio delle Province italiane. Peccato, che la nostra squadra sia arrivata soltanto in semifinale, nonostante la buona volontà di tutti i giocatori e l'impegno profuso durante tutto il corso dell'anno per gli allenamenti di preparazione.
Il torneo «Palmisano», intitolato al dirigente della Provincia regionale morto insieme alla moglie Elena nel Giugno del 2000, proprio mentre si stava recando ad uno di questi incontri, è un meeting che concentra insieme momenti di sport e di raccordo.
Nonostante la tensione accumulata in campo durante alcune partite dei campionato, infatti, il clima è stato impostato sulle occasioni di incontro fra i rappresentanti delle diverse province.
Dopo una vittoria clamorosa nei quarti di finale, la squadra agrigentina composta da Piero Scalia, Nando Parello, Alfonso Butera, Peppe Agnello, l'ex giocatore dell'Akragas Luigi Di Benedetto, Totò Grech, Carmelo Sciumè, Lillo Volpe, Lillo Lena, Salvatore Puma, Paolo Muratore, Marzio Tuttolomondo, Miki D'Alessandro, Maurizio Saia, autore di una preziosa tripletta e Totò Cacciatore, è stata eliminata durante le semifinali, portando a casa solamente una vittoria per un mini torneo di calcetto e di beach volley.
Il torneo delle Province è stato vinto, invece, da una Roma molto tonica, scattante e soprattutto giovane, costituita nella quasi totalità da giocatori sotto i trent'anni di età; giovani anche i giocatori della Provincia di Salerno seconda classificata e della Provincia di Terni, terza classificata.
Ma l'occasione è stata utile anche, per la presentazione di stand che promuovessero l'interscambio di conoscenze enogastrononiche; la provincia agrigentina ha offerto fra i prodotti tipici locali, i formaggi e il Nero d'Avola della zona di Sambuca, i salumi di Santo Stafano di Quisquina, il melone cantalupo e la pecora pasquale di Favara, tutte prelibatezze che hanno riscosso notevole successo, attirando tutti i 900 partecipanti alla rappresentazione.
Durante la serata conclusiva, la Provincia regionale è stata rappresentata dall'assessore al Bilancio Felice Plicato, che ha anche giocato alcune partite. Insomma, una vetrina pubblicitaria molto importante. Per il prossimo anno il torneo delle Province regionali italiane si terrà a Pescara.

INTERROGAZIONE
Dov'è finito il mezzo della Provincia per rilevare le emissioni inquinanti?
«Che fine ha fatto il mezzo mobile di rilevazione dell'inquinamento da gas da combustione, di proprietà della Provincia regionale?». E' questa l'interrogazione inoltrata da Domenico Falzone, consigliere provinciale della Margherita, a Vincenzo Fontana, presidente dell'Ente provinciale.
«Questo mezzo, che garantiva la rilevabilità delle emissioni inquinanti - ha spiegato Falzone - è guasto e non è utilizzabile da circa un anno e mezzo. Per questo vorrei conoscere la ragioni della mancata sistemazione del mezzo mobile di rilevazione e i tempi previsti affinché lo stesso torni alla sua utile attività di monitoraggio sull'intero territorio provinciale». 
 
Slitta la firma sui due distretti
Gli uffici «dimenticano» di invitare i consiglieri provinciali: se ne riparla martedì
«Problemi tecnici» hanno impedito ieri mattina in Provincia l'annunciata firma dei protocolli d'intesa relativi all'istituzione dei due Distretti Turistici dell'agrigentino previsti dalla nuova Legge Regionale di riforma del settore.
Ufficialmente il «rinvio tecnico» sarebbe stato causato dal protrarsi nella notte della seduta consiliare che ha portato all'approvazione del Bilancio e che di fatto ha impedito che nella mattinata di ieri ci fossero le condizioni necessarie per siglare gli atti costitutivi. In realtà c'è stato un mezzo incidente diplomatico perché alla cerimonia della firma non erano stati invitati né il presidente del Consiglio provinciale Pietro Luparello (se non a voce e poche ore prima della manifestazione) né i consiglieri provinciali. Una situazione che ha indotto Luparello a protestare con il presidente della Provincia Enzo Fontana che ha di fatto «stoppato» tutto: «Si fa la prossima settimana e saranno invitati tutti» ha spiegato ieri a margine di una conferenza stampa sul Bilancio dove ha peraltro confermato (insieme a Luparello) il mezzo incidente diplomatico.
Le firme avrebbero dovuto avvenire alla presenza oltre che del presidente della Provincia, Enzo Fontana e dell'assessore al Turismo, Ivan Paci, anche dei sindaci dei che hanno aderito ai due Distretti Turistici; ai presidenti delle associazioni di categoria, ai responsabili del Cupa, a quelli della Società delle Terme di Sciacca, ai rappresentanti delle Pro-loco, al Commissario del Parco Archeologico e paesaggistico "Valle dei Templi" e a tutti gli altri rappresentanti del comparto. A tutti questi Enti, l'Ufficio di Presidenza della Provincia ieri mattina ha dato appuntamento a martedì della prossima settimana, quando finalmente i protocolli d'intesa dovrebbero essere firmati ufficialmente dando il via all'iter per la ri-pianificazione del settore turistico locale. Il presidente Fontana ha dato precise assicurazioni circa l'avvio dei Distretti al cui iter burocratico hanno lavorato lungamente i tecnici dei Settore Promozione Turistica e Sportiva della Provincia coordinati dal dirigente Achille Contino. Com'è noto i Distretti Turistici in provincia saranno due, uno ribattezzato «Terre dei benessere» che raggruppa circa una quindicina di comuni del saccense e l'altro «Valle dei templi» che geograficamente accoglie una trentina di località attorno ad Agrigento. La sigla di questi protocolli d'intesa darà il via alla costituzione di questi due nuovi enti a carattere misto, pubblico privato e all'elaborazione dei Progetti di sviluppo Turistico che verranno poi accettati dalla Regione e successivamente finanziati. Dopo la chiusura delle Aziende Autonome di Soggiorno e Turismo di Sciacca e Agrigento e con l'abolizione dell'Azienda Provinciale per l'Incremento Turistico, con i Distretti si avvia una nuova fase di programmazione del turismo locale. 
 
Un nuovo telamone svetterà presto nella valle dei Templi
Un telamone tornerà a svettare nella Valle dei Templi di Agrigento. Nel mese di agosto i Templi si arricchiranno di una nuova ed inedita attrattiva, una riproduzione a grandezza naturale di uno dei telamoni che anticamente contribuivano a sorreggere il tempio di Giove Olimpico. Ad essere esposta sarà la stessa statua che in questi giorni ha rappresentato la nostra città in una fiera internazionale in Cina, riscuotendo numerosissimi consensi. Insomma, il nuovo telamone sembra possedere quasi per intero il fascino dell'originale del quale però è uguale solo nell'aspetto. Archiviati i massi di tufo, infatti, la moderna scultura è stata interamente realizzata in vetroresina. Caratteristica questa che ne avvantaggia non poco le possibilità di spostamento.
Ad agrigentini e turisti il soggetto è ben noto, ma sarà certamente sorprendente per chiunque vedere un telamone in piedi fra le colonne ed i mandorli. Questa cosa infatti non accade a memoria d'uomo. L'ultimo telamone in posizione verticale cadde, si dice, in una notte del 1825. Si tratta dello stesso che è esposto nella sala principale del Museo Archeologico Regionale di San Nicola. Di lui nella Valle oggi c'è un calco che è fra i soggetti preferiti per le foto ricordo dei visitatori.
«Si tratterà di un'iniziativa limitata nel tempo - spiega l'architetto Pietro Meli, direttore dell'Ente Parco -. Collocheremo la scultura nel mese di agosto e pensiamo di esporla fino alla fine dell'estate. Quanto alla collocazione, stiamo studiando la posizione ideale e ancora non vi è nulla di certo». Per i pochi che non lo sapessero, il telamone in architettura è una scultura maschile, a tutto tondo o a rilievo, impiegata come sostegno, strutturale o decorativo, spesso in sostituzione di colonne o lesene. È sinonimo di Atlante (che nella mitologia greca porta i pilastri del cielo ed è il corrispondente maschile della cariatide. Quelli di Agrigento sono i primi esempi conosciuti i telamoni che si alternavano alle gigantesche semicolonne.del tempio di Zeus Olimpico e risalgono approssimativamente al 480 a.C.. 
 
L'on. Vincenzo Di Caro è morto ieri mattina
Per cinquanta anni fu sindaco di Camastra
Si è spento all'età di 81 anni Vincenzo Di Caro, l'ex maestro elementare di Camastra che per oltre un quarto di secolo è stato uno dei protagonisti più in vista della vita politica siciliana. Il mese scorso era stato ricoverato in gravi condizioni presso il Centro di rianimazione dell'ospedale «Sant'Elia» di Caltanissetta in seguito a una caduta accidentale avvenuta nell'androne di casa, ad Agrigento. Da allora Di Caro non era più riuscito a riprendersi a causa dello stato comatoso in cui era precipitato.
Per lunghi anni assessore regionale ai Lavori Pubblici e alla Sanità, ad interim an che al Turismo e vice presidente della Regione, è stato anche presidente dell'Esa, l'Ente di Sviluppo Agricolo, Vincenzo Di Caro politicamente, nonostante l'incalzare degli eventi, aveva sempre continuato a mantenere la sua fede socialista e fino all'ultimo aveva lavorato per cercare di unire le varie «anime» del partito del garofano non solo a livello siciliano ma anche nazionale.
A Vincenzo Di Caro, senza dubbio, è legato il record assoluto di permanenza ai vertici di un Comune: l'uomo politico infatti per quasi cinquant'anni è stato sindaco del piccolo paese di Camastra nell'Agrigentino contribuendo nel corso degli anni al suo sviluppo economico e culturale. Nell'immediato dopoguerra per cercare di risollevare le sorti del borgo natio, oppresso da una crisi economica senza precedenti e destinato a spopolarsi a causa della forte emigrazione, aveva dato vita alle prime cooperative agricole per cercare di dare lavoro alla sua gente e s'impegnò assiduamente nella lotta per riuscire ad ottenere l'assegnazione delle terre incolte.
Proprio nel Comune di Camastra oggi verrà trasferita, da Agrigento, la salma e verrà allestita nel palazzo comunale la camera ardente. I funerali sono previsti per le diciotto di domani nella Chiesa Madre del paese che per l'occasione osserverà il lutto cittadino. Successivamente Vincenzo Di Caro verrà tumulato nella tomba di famiglia nel cimitero di Camastra dove, se non fosse sopraggiunta quella rovinosa caduta, nonostante i suoi ottant'anni avrebbe desiderato ancora una volta candidarsi alle prossime elezioni alla guida del suo paese. 

 
Sole 24 ore 
 
Spa pubblica, diritti attenuati
La perdita temporanea dell'elettorato passivo per legali rappresentanti e dirigenti delle società per azioni con partecipazione di maggioranza del Comiine o della Provincia non è incostituzionale. È il verdetto emesso dalla Corte costituzionale con la sentenza del 1° giugno, la 217/06 («Il Sole-24 Ore» del 2 giugno), che torna sul delicato tema del rapporto tra diritto pubblico e il «capitalismo municipale», formula convenzionale per indicare un variegato arcipelago all'interno del quale figurano tanto piccole società dalla mission aziendale talora improbabile, quanto colossi con titoli quotati.
La questione affrontata dalla Consulta è molto rilevante. A comprovare la specialità dellg società a partecipazione pubblicaiarticolo 113, DIgs 267/2000) stanno anche gli effetti pubblicistici, di segno limitativo, che la legge prevede a carico di chi vi riveste il ruolo di esponente aziendale e, in particolare, l'articolo 60, comma 1, n. 10, del DIgs 267, che dispone una misura tanto restrittiva delle libertà politiche quale l'ineleggibilità.
Ed è proprio sull'articolo 60, comma 1, numero 10, del DIgs 267, che la Consulta si è pronunciata. Questa norma sancisce l'ineleggibilità ad alcune cariche elettive (sindaco, presidente della Provincia, consigliere comunale, provinciale e circoscrizionale) dei legali rappresentanti e dei dirigenti delle spa con partecipazione di maggioranza del Comune o della Provincia, diversamente dall'articolo 63, comma 1, numero 1, dello stesso DIgs 267 (prima del le modifiche apportate dall'articolo 14-decies del Dl 115/05), il quale stabilisce, rispetto a quelle cariche, solo l'incompatibilità (fra gli altri) degli amministratori e dipendenti «con poteri di rappresentanza o di coordinamento di ente, istituto o azienda soggetti a vigilanza rispetti vamente da parte del Comune o della Provincia», o che dagli stessi riceva, in via continuativa, «una sovvenzione in tutto o in parte facoltativa, quando la parte facoltativa
superi nell'anno il 10% del totale delle entrate dell'ente».
Secondo il giudice che ha sollevato la questione, la circostanza che questi soggetti siano incompatibili con le cariche elettive e che quelli indicati dalla norma impugnata siano, invece, ineleggibili, determinerebbe una discriminazione, non comprendendosi perché i soggetti dell'articolo 63 «possono attendere il risultato elettorale con facoltà di esercitare il diritto di opzione», npntre quelli dell'impugnato articolo 60 sono «costretti, per candidarsi, a dare le dimissioni dalla carica rivestita prima ancora di conoscere il risultato».
Ma per la Corte, non c'è discriminazione. Il diverso regime è giustificato dal fatto che, diversamente dai secondi, i primi sono titolari di compiti in persone giuridiche delle quali l'ente locale contribuisce a formare la volontà, tramite la partecipazione azionaria maggioritaria, e ancora «nel primo caso, l'ente locale controlla la società dall'interno; quindi, la norma prescrive una conseguenza giuridica (l'ineleggibilità) intesa a prevenire l'eventualità che il candidato ponga in essere, mediante l'esercizio dei poteri (anche "di influenza") connessi alla sua carica nella società, indebite pressioni sugli elettori».
Tuttavia, nel 2005 gli articoli 60 e 63 del Dlgs 267 sono stati in parte modificati e l'ineleggibilità è ora prevista per «i legali rappresentanti e i dirigenti delle società per azioni con capitale superiore al 50% rispettivamente del Comune o della Provincia» e l'incompatibilità per «l'amministratore o il dipendente con poteri di rappresentanza o di coordinamento di ente, istituto o azienda soggetti a vigilanza in cui vi sia almeno il 20% di partecipazione rispettivamente da parte del Comune o della Provincia o che dagli stessi riceva, in via continuativa, una sovvenzione in tutto o in parte facoltativa, quando la parte facoltativa superi nell'anno il 10 % dei totale delle entrate dell'ente».
Nel nuovo assetto, dunque, si pone, anziché un problema di (solo) elettorato passivo, una questione (più ampia) di accesso sostanziale alle cariche elettive: i legali rappresentanti e i dirigenti delle spa sono infatti ineleggibili se la partecipazione dell'ente locale è almeno del 50,1 %, mentre sono incompatibili se la partecipazione si ferma al 20 per cento.
Cambia, l'assetto, ma non la sostanza: le ricadute in termini di diritto pubblico di questioni che riguardano la governance delle società rimangono rilevanti. Con riflessi in più direzioni: dall'incidenza sulla declinazione pretoria della formula comunitaria del "controllo analogo", nell'ambito dello in house providing, al consolidamento dell'orientamento della Cassazione, che propende per l'assoggettamento di tali società alla giurisdizione della Corte dei conti (Sezioni unite, sentenza 9096 del 2005).
 
Pubblica amministrazione
Stretta sul personale a tempo
I nuovi limiti posti alle assunzioni di personale a tempo determinato da parte delle amministrazioni pubbliche, la sottolineatura del ruolo centrale svolto dai dirigenti nella gestione delle risorse umane, le finalità a cui deve tendere la rideterminazione delle dotazioni organiche e l'indicazione di una specifica sfera di responsabilità dei componenti i servizi di controllo interno: sono queste le indicazioni di maggiore rilievo contenute nella circolare n. 3 del 2 maggio 2006 del Dipartimento della Funzione pubblica. La circolare si caratterizza per la illustrazione delle scelte di maggiore rilievo che il dicastero ha compiuto negli ultimi anni in tema di
gestione delle risorse umane nelle Pa.
Il Dl n. 4/2006 prevede che le amministrazioni pubbliche possano effettuare assunzioni di personale a tempo determinato, modificando il Dlgs n. 165/2001, unicamente per far fronte ad esigenze di «carattere straordinario e temporaneo». La stessa disposizione stabilisce, inoltre, che, prima di effettuare tali assunzioni, le amministrazioni debbano verificare la possibilità di ricorrere al contratto di somministrazione, alla esternalizzazione o all'appalto di servizi. Si dispone infine che queste norme valgano per gli enti locali come disposizioni di principio. Esse, tuttavia, si aggiungono ai vincoli imposti dalla legge finanziaria 2006, la quale dispone che gli oneri per le assunzioni a tempo determinato siano comprese ai fini del risparmio di almeno l' 1 % sui costi del personale da conseguire nel 2006 rispetto all'anno 2004.
Siamo di fronte ad un insieme di norme che sono state dettate con lo scopo precipuo di porre un argine al crescente ricorso da parte delle amministrazioni pubbliche alle forme di flessibilità per coprire esigenze di carattere permanente che l'ente non può affrontare attraverso le assunzioni a tempo indeterminato.
In altri termini, negli ultimi anni, molte amministrazioni locali hanno utilizzato in modo crescente le assunzioni a tempo determinato per aggirare le limitazioni imposte dalle leggi finanziarie. Da qui la considerazione per la quale le assunzioni a tempo determinato non devono, di regola, essere utilizzate per la copertura di posti vacanti in dotazione organica, ma solo per far fronte ad esigenze aventi una natura straordinaria e limitata nel tempo, e come tali relative a figure non comprese nella dotazione organica.
Il legislatore ha imposto alle amministrazioni pubbliche l'obbligo di procedere alla rideterminazione delle dotazioni organiche. La circolare ci ricorda che questo vincolo è stato dettato soprattutto per avere strutture amministrative più adeguate al processo di riforma delle amministrazioni pubbliche, mentre fino ad oggi ha prevalso una logica di tipo conservatrice, per la quale il fabbisogno di personale costituisce un dato sostanzialmente immodificabile. La rideterminazione deve invece consentire alle amministrazioni pubbliche di concentrarsi sul proprio core businness, cioè sulle più rilevanti funzioni istituzionali, esternalizzandd tutto ciò che non è compreso in tale ambito, e dare risposta al processo di decentramento delle funzioni amministrative ed alla progressiva introduzione dell' e-governement.