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rassegna stampa del 9 giugno 2022

agrigentonotizie.it
Non ci fu mobbing ai danni di un dirigente del Libero consorzio": prosciolti ex commissario e segretario generale
Il gip archivia l'inchiesta a carico di Giuseppe Marino e Giuseppe Vella denunciati dall'ex vice direttore generale dell'ente Ignazio Gennaro per abuso di ufficio e maltrattamenti

La violazione regolamentare, ammesso che vi sia stata, non è più prevista dalla legge come reato di abuso di ufficio e i maltrattamenti, che presuppongono una condotta "abituale", non "si ritiene siano stati realizzati". Con queste motivazioni il giudice per le indagini preliminari Micaela Raimondo ha archiviato l'inchiesta a carico di Giuseppe Marino e Giuseppe Vella, rispettivamente ex commissario straordinario ed ex segretario generale del Libero consorzio. La vicenda scaturisce dalla denuncia presentata dall'ex dirigente dello stesso ente Ignazio Gennaro che sosteneva che il vertice politico e amministrativo dell'ente avessero commesso un abuso nominando i componenti del nucleo di valutazione senza i necessari requisiti previsti dal bando e che, come conseguenza delle sue denunce, sarebbe stato vittima di mobbing e sottoposto a un procedimento disciplinare illegittimo.Il pubblico ministero Cecilia Baravelli, a conclusione delle indagini, aveva chiesto l'archiviazione. Lo stesso Gennaro, attraverso il proprio legale Giuseppe Sodano, si è opposto. Il giudice, dopo avere sentito in aula anche il difensore dei due indagati, l'avvocato Daniela Posante, ha emesso un'ordinanza con cui chiude il caso. Riguardo al reato di maltrattamenti (il mobbing non esiste come reato specifico) il giudice sottolinea che "l'unica condotta vessatoria sarebbe consistita nell'apertura di un procedimento disciplinare che trova la sua ragione nell'assolvimento intempestivo e parziale dei compiti assegnati". 


grandangoloagrigento.it
Agrigento, "ritorsioni a dirigente": archiviata inchiesta su vertici ex Provincia
Accolta la richiesta del sostituto procuratore Cecilia Baravelli che aveva chiesto l'archiviazione una volta concluse le indagini
Il giudice per le indagini preliminari del tribunale, Micaela Raimondo, ha disposto l'archiviazione nei confronti dell'ex commissario straordinario del Libero Consorzio di Agrigento - Giuseppe Marino - e dell'ex segretario generale dello stesso Ente, Giuseppe Vella. Accolta la richiesta del sostituto procuratore Cecilia Baravelli che aveva chiesto l'archiviazione una volta concluse le indagini. A questa richiesta si era opposto Ignazio Gennaro, ex dirigente generale del Libero Consorzio, dalla cui denuncia era partita l'intera inchiesta. La vicenda prende spunto proprio dalle accuse mosse dal dirigente. In particolare, secondo quanto sostenuto da quest'ultimo, i vertici dell'Ex Provincia avrebbero commesso un abuso nell'aver nominato i componenti del nucleo di valutazione in mancanza dei requisiti necessari per farlo. Inoltre, sempre secondo quanto raccontato da Gennaro (rappresentato dall'avvocato Giuseppe Sodano), lo stesso sarebbe poi stato "vittima" di procedimenti disciplinari una volta aver denunciato i fatti.  Per il gip "la violazione regolamentare, ammesso che vi sia stata, non è più prevista dalla legge come reato di abuso di ufficio e i maltrattamenti, che presuppongono una condotta abituale, non si ritiene siano stati realizzati".

sicilia24h.it
Non commisero abusi sulla nomina del nucleo di valutazione"; archiviato il caso che vedeva coinvolti l'ex commissario della provincia Giuseppe Marino e l'ex segretario generale Giuseppe Vella
La denuncia era partita da parte di un dipendente della Provincia regionale, Ignazio Gennaro il quale sosteneva che i vertici politico-amministrativi dell'Ente avessero commesso un abuso nominando i componenti del nucleo di valutazione senza i necessari requisiti richiesti dal bando. Gennaro aveva anche ampliato la denuncia: a sua detta, a seguito delle denunce, sarebbe stato vittima di mobbing e sottoposto ad un procedimento disciplinare non legittimo.Ebbene, il giudice per le indagini preliminari Michaela Raimondo ha archiviato il tutto che vedeva coinvolti l'ex Commissario del Libero Consorzio Giuseppe Marino e l'ex segretario generale Giuseppe Vella con la seguente motivazione: "La violazione regolamentare, ammesso che vi sia stata, non è più prevista dalla legge come reato di abuso di ufficio e i maltrattamenti, che presuppongono una condotta "abituale", non "si ritiene siano stati realizzati".Già lo stesso pubblico ministero Cecilia Baravelli aveva chiesto l'archiviazione e Gennaro si era opposto.Oggi la conclusione definitiva della vicenda. 

today.it
enti locali
Pensioni: via dal lavoro a 63 anni con assegno (temporaneamente) più bassoCosa accadrà dal 1 gennaio in poi? Senza nuove misure, dal 2023 si torna integralmente alla Fornero dai 67 anni. Uno scalone difficilmente accettabile. Riprende quota il piano Tridico. L'alternativa è una Ape Sociale potenziata
Si avvia stancamente verso il termine Quota 102, una "toppa" e non una soluzione (d'altra parte è stata pensata proprio per essere una misura transitoria) nella strada verso la riforma delle pensioni. Cosa accadrà dal 1 gennaio in poi? Senza nuove misure dal 2023, si torna integralmente alla Fornero con l'età per l'uscita dal lavoro a 67 anni. Uno scalone difficilmente accettabile. Una soluzione si intravede, e non è una novità. E' il piano Tridico di cui si parla da un anno.Pensioni, il piano di Tridico c'è"Solo a partire dal 2035 le pensioni saranno calcolate esclusivamente con il sistema contributivo. E quel modello prevede forme di flessibilità di uscita a partire da 64 anni con venti di versamenti contributivi e 2,8 volte l'assegno sociale. Dobbiamo gestire una fase di pensionamenti misti, una parte della pensione calcolata con il metodo retributivo e l'altra con il contributivo - dice in un'intervista a Repubblica Pasquale Tridico, 46 anni, professore di Economia a Roma Tre, presidente dell'Inps -  Rilancio la mia proposta: possibilità di andare in pensione a 63/64 anni prendendo fino al compimento dell'età per la pensione di vecchiaia, cioè 67 anni, solo il rateo della pensione calcolata con il contributivo. Compiuti i 67 anni si prenderebbe anche l'altra parte calcolata con il retributivo. È una proposta di flessibilità, sostenibile finanziariamente e che lascia invariati i pilastri fondamentali del sistema contributivo. In sostanza si riceverebbe l'intera pensione in due tempi. Mi pare sia questo l'alveo entro il quale si possono fare proposte di flessibilità".Tridico questa cosa la dice da un anno, senza variazioni. E' una proposta che non apre alla flessibilità in uscita già a partire dai 62 anni (come vorrebbero alcuni grandi sindacati) né ha l'impatto sui conti pubblici di una misura come la Quota 41 che tanto piace alla Lega. "La prossima legge di Bilancio può essere l'occasione - ragiona Tridico - Direi che in questo contesto di crisi internazionale e di inflazione sia difficile fare previsioni, per di più su decisioni che spettano alla politica".a riforma delle pensioni arranca. Quando mancano sei mesi alla fine di Quota 102, non è stata ancora individuata la strada per evitare un ritorno dal 2023 alla legge Fornero in versione integrale. La guerra tra Russia e Ucraina e l'aggaravarsi della crisi energetica hanno indirizzato altrove le priorità dell'esecutivo. I sindacati premono per riaprire il tavolo.Quota 41 e l'uscita a 64 anniDraghi aveva messo in chiaro già alla fine dello scorso anno per vincolare al metodo di calcolo contributivo qualsiasi nuovo intervento mirato a consentire le uscite prima della soglia di vecchiaia sembra però restringere di molto il campo delle opzioni utilizzabili. E tra queste ci sarebbe quella di rendere accessibile a tutti il canale d'uscita con almeno 64 anni d'età e 20 di contribuzione, oggi di fatto consentito solo a chi è totalmente "contributivo". Tuttavia con il ricalcolo contributivo la riduzione dell'assegno dei lavoratori in regime "misto" (mix di contributivo e retributivo per chi al 31 dicembre 1995 non aveva più di 18 anni di contributi) sarebbe intorno al 10 per cento, con picchi del 18 per cento per lavoratori in possesso fino a 17 anni di anni di versamenti al momento "agganciati" al retributivo.Il rebus è la flessibilità in uscita per i lavoratori del sistema "misto". Il piano che prevederebbe di aprire una via d'uscita unica a 64 anni con il ricalcolo contributivo dell'assegno non piace molto ai sindacati, che spingono sulla possibilità di andare in pensione a 62 anni, salvaguardando anche in qualche modo la quota retributiva (su cui applicare eventualmente solo micro-penalizzazioni crescenti per ogni anno di anticipo rispetto alla soglia di vecchiaia) o, in alternativa, con 41 anni di contribuzione a prescindere dall'età anagrafica. Quota 41 però presenta un problema non da poco: avrebbe un impatto pesante sulla spesa pensionistica. E i 62 anni come requisito anagrafico cardine di una riforma sono molto improbabili. Insomma, non ci siamo. Christopher Pissarides, premio Nobel dell'Economia nel 2010 grazie agli studi sul mercato del lavoro, a Torino per il Festival Internazionale dell'Economia, la scorsa settimana ha messo un macigno sopra le pensioni dai 62 anni di età: "Sessantadue anni è troppo presto adesso, che cosa fai dopo se vai in pensione a quell'età, magari cerchi un altro lavoro. Ormai si è in ottime condizioni di salute almeno fino a 70 anni. Si potrebbe pensare a un compromesso: dopo i 62 anni si dà la possibilità alle persone di ricevere una pensione parziale e di lavorare in modo flessibile, al massimo per quattro giorni la settimana".
La sensazione è che la quadra la si possa trovare intorno a un altro numero: 63. Il piano Tridico avrebbe un costo di poco superiore ai 400 milioni il primo anno, e consentirebbe l'anticipo a 63-64 anni della sola quota contributiva per poi recuperare la fetta retributiva al raggiungimento della soglia di vecchiaia. Si può fare.L'alternativa è una Ape Sociale potenziataPer il 2023 di fatto sono nulle le chance di successo dell'ipotesi di pensionamenti anticipati con 62 anni, svincolati dal ricalcolo contributivo dell'assegno, che era contenuta nella piattaforma unitaria sulla previdenza consegnata a suo tempo dai sindacati a Palazzo Chigi. Invece ci potrebbe essere una condivisione di partenza sull'approccio che ipotizza dal 2023 uscite anticipate totalmente contributive e sull'allargamento del bacino dell'Ape sociale a molti più lavoratori rispetto a oggi. E, in questo senso, un segnale è già arrivato con l'ok del governo all'emendamento alla manovra che fa scendere da 36 a 32 anni la soglia contributiva per l'accesso all'Ape sociale dei lavoratori edili e inserisce i ceramisti tra le mansioni usuranti per le quali è possibile utilizzare l'Anticipo pensionistico.L'anticipo pensionistice "Ape Sociale" può essere la trave portante della riforma: oggi consente il prepensionamento, senza alcun onere economico, a specifiche categorie di lavoratori che abbiano raggiunto una certa età anagrafica (più altri requisiti).  L'Ape sociale, dove Ape sta per anticipo pensionistico, è un'indennità erogata dallo Stato destinata a soggetti - al momento basata su 63 o più anni di età in particolari condizioni di difficoltà, per esempio perché hanno svolto per anni lavori gravosi o perché assistono un coniuge con una disabilità o ancora perché si sono ritrovati disoccupati senza la possibilità di diventare a tutti gli effetti pensionati per motivi di età  - che hanno necessità di un aiuto economico prima di poter accedere alla pensione di anzianità. La misura dell'Ape sociale, introdotta nel 2017, con la manovra è stata prorogata anche al 2022. Dal 2023 potrebbe essere estesa a molti più lavoratori rispetto al passato, diventando la base vera della riforma. Perché allora non proseguire su questa strada consentendo a un sempre maggiore numero di categorie di lavoratori di andare in pensione a 63 anni? Non è semplice, perché comunque non si potrebbe mai arrivare ad includere tutti i lavoratori. L'impatto sulle casse dello Stato rischia di essere eccessivo. Ma ci si può ragionare, è quel che si sta tentando di fare. Agendo con chiarezza sul requisito contributivo, si potrebbe permettere una uscita scaglionata dal lavoro in base alle mansioni svolte. Quindi, dato che a un lavoratore edile bastano 32 anni di lavoro per andare in pensione a 63 anni, a un autotrasportatore ne potrebbero servire 36 e a un docente di scuola media 38. Insomma, una sorta di scala di valori che tenga conto del grado di usura del lavoro svolto e non uguale per tutti. 

teleacras.it
Provincia Agrigento, archiviata indagine su Marino e Vella
Il Tribunale di Agrigento, accogliendo quanto richiesto dal sostituto procuratore, Cecilia Baravelli, ha disposto l'archiviazione delle indagini a carico dell'ex commissario alla Provincia di Agrigento, Giuseppe Marino, e dell'ex segretario generale della Provincia, Giuseppe Vella. All'archiviazione si è opposto, ma invano, la presunta parte offesa, Ignazio Gennaro, già dirigente generale della Provinciale, il quale ha denunciato che i vertici della Provincia avrebbero commesso un abuso nell'avere nominato i componenti del Nucleo di valutazione in mancanza dei requisiti necessari, e che lui stesso ha subito dei procedimenti disciplinari per avere denunciato ciò.

AGRIGENTOOGGI
Home » Cultura » Successo della mostra "Dallo sbarco in Sicilia alla Repubblica"Successo della mostra "Dallo sbarco in Sicilia alla Repubblica"Di Luigi Mula 

Si è chiusa domenica scorsa 5 giugno, con grande successo di visitatori, la mostra dal titolo: "Dallo sbarco in Sicilia alla Repubblica".
Allestita al palazzo del Governo di Agrigento, la mostra è stata curata dell'associazione Husky 1943, del museo della Memoria-Sicilia 1943 e dell'associazione Bersaglieri, con la collaborazione del Libero consorzio dei Comuni di Agrigento, delle Forze Armate e di Polizia e della Croce Rossa Italiana. un evento straordinario, coordinato dal prof. Aldo Di Benedetto, che ha permesso ai numerosi visitatori di approfondire il periodo, all'indomani dell'armistizio di Cassibile,  che ha cambiato le sorti della Seconda Guerra Mondiale. Il pubblico ha apprezzato gli oggetti in mostra: le divise storiche risalenti al periodo dello sbarco degli Alleati nelle coste siciliane e, più in generale, i cimeli storico-militari e armi. Un plauso all'Associazione Bersaglieri di Agrigento, presieduta dal bersagliere tenennte . Andrea De Castro,  per l'eleganza e lo stile con i quali hanno condotto il servizio di vigilanza nelle sale storiche della Prefettura.

agnotizie.it

"Sostenere gli studenti di maggior talento": il Rotary Club dona 1000 euro al Conservatorio Toscanini per 3 borse di studio

Insieme alle altre risorse economiche messe a disposizione dall'istituto, si potrà dare maggiore supporto ai ragazzi nel proseguimento dei loro studi e nello sviluppo della loro arte
Redazione 
L'incontro tra i rappresentanti del Rotary e i direttori del Conservatorio
Mille euro sono stati donati al Conservatorio "Arturo Toscanini" di Ribera dal Rotary club locale. Grazie a tale azione di beneficienza verranno istituite ben 3 borse di studio che, unite alle altre messe a disposizione dal Conservatorio, avranno un ruolo notevole per supportare gli studenti più meritevoli nel proseguimento dei loro studi e nello sviluppo del loro talento.
Ad accogliere all'interno dell'istituto il presidente del Rotary, Emilio Pupello ed il prefetto Gioacchino Genna, portavoce del club riberese, sono stati il presidente del Conservatorio Giuseppe Tortorici con il direttore e vicedirettore Riccardo Ferrara e Mariangela Longo.
Apprezzamento da parte del Conservatorio per la costante partecipazione e supporto del Rotary club di Ribera nei confronti giovani allievi. "Attraverso le azioni del Rotary - hanno detto i direttori del Conservatorio - che dimostra ancora una volta di essere vicino al nostro istituto, la donazione di oggi si somma alle altre attività che, nel tempo, sono state riservate ai nostri studenti, ultima delle quali l'arredo del verde del nostro giardino. Ringraziamo ancora una volta il Rotary per l'affetto dimostrato nei confronti del nostro istituto in continua crescita, proiettato verso un futuro radioso e sinonimo di armonia e collaborazione tra le Istituzioni".


CANICATTIWEB
Microcredito, incontri di formazione nelle scuole superiori
Si sono conclusi gli incontri di informazione per il Microcredito nelle scuole Superiori di secondo grado, organizzati dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Un'attività portata avanti con impegno e costanza dai funzionari delle sedi distaccate degli Uffici Relazioni con il Pubblico nei comuni di Sciacca, Licata. Cammarata, Ribera.
Durante gli incontri gli studenti hanno manifestato grande interesse per questa attività di informazione e aggiornamento che riguarda una importante misura di finanziamento rivolta ai giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni che intendono intraprendere un' attività imprenditoriale. Agli incontri hanno preso parte la referente regionale per il Microcredito, la Dirigente ed i funzionari responsabili degli sportelli URP del Libero Consorzio Comunale di Agrigento.
Nel portale del Libero Consorzio di Agrigento è presente una sezione dedicata ad informazioni, numeri di telefono e collegamenti informatici (link) per visualizzare le offerte e le modalità di accesso, mentre in tutte le sedi URP sono operativi gli Sportelli Informativi per il Microcredito, nati dalla convenzione del 2018 tra Libero Consorzio di Agrigento ed Ente Nazionale per il Microcredito.


COMUNICALO
Il Rotary Club di Ribera dona 1000 euro per supportare i giovani studenti del Conservatorio Arturo Toscanini
Una donazione di 1000€ al Conservatorio Arturo Toscanini dal Rotary Club di Ribera. Grazie a tale azione di beneficienza da parte del Rotary Club verranno istituite  ben 3 Borse di studio che, unite alle altre messe a disposizione dal Conservatorio, avranno un ruolo notevole per supportare gli studenti più meritevoli nel proseguimento dei loro studi e nello sviluppo del loro talento. Ad accogliere in istituto il Presidente del Rotary, il dottore  Emilio Pupello ed il Prefetto, il dottore Gioacchino Genna, portavoce del celebre Club riberese, sono stati i vertici dell'Istituto musicale, il Presidente  dottore Giuseppe Tortorici assieme al Direttore e Vicedirettore, i professori Riccardo Ferrara e Mariangela Longo.
Apprezzamento da parte del Conservatorio per la costante partecipazione e supporto del Rotary Club di Ribera verso i giovani allievi. Sull'iniziativa intervengono i vertici del Toscanini "attraverso le azioni del Rotary che dimostra ancora una volta di essere vicino al suo Conservatorio, la donazione di oggi si somma alle altre attività che, nel tempo, sono state riservate ai nostri studenti, ultima delle quali l'arredo del verde del nostro giardino. Ringraziamo pertanto ancora una volta il Rotary Club di Ribera per l'affetto dimostrato nei confronti del nostro istituto in continua crescita, proiettato verso un futuro radioso e sinonimo di armonia e collaborazione tra le Istituzioni".

SICILIATV Agrigento
Ritorsioni a dirigente del Libero consorzio: prosciolti ex commissario e segretario generaleSTIMA TEMPO DI LETTURA: 1 minNino Ravanà


Disposta l'archiviazione nei confronti dell'ex commissario straordinario del Libero Consorzio di Agrigento, Giuseppe Marino, e dell'ex segretario generale dello stesso Ente, Giuseppe Vella. Lo ha deciso il Gip del Tribunale di Agrigento, Micaela Raimondo, accogliendo la richiesta del sostituto procuratore Cecilia Baravelli, che aveva chiesto proprio l'archiviazione.
A questa richiesta si era opposto Ignazio Gennaro, ex dirigente generale del Libero Consorzio, dalla cui denuncia era partita l'intera inchiesta.
Secondo quanto sostenuto da Gennaro, i vertici dell'Ex Provincia avrebbero commesso un abuso nell'aver nominato i componenti del nucleo di valutazione in mancanza dei requisiti necessari per farlo, inoltre lo stesso sarebbe poi stato vittima di procedimenti disciplinari, una volta aver denunciato i fatti.



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