
Giornale di Sicilia
Borsa del Turismo - La Provincia partecipa
Il presidente della Provincia regionale, Enzo Fontana, ha indetto una conferenza stampa per il prossimo sabato 17 febbraio alle ore 10 e 30 nella sede di Piazzale Aldo Moro. Verrà illustrata la imminente partecipazione della Provincia regionale di Agrigento alla Borsa internazionale del Turismo in programma a Milano dal 21 al 25 febbraio.
Sagra del mandorlo in Fiore
Un Flop? Servizi e spettacoli nel mirino
Appuntamenti annunciati con megamanifesti e poi«tagliati» all'ultimo minuto e presentatori di fama nazionale mai arrivati in città. Il direttore artistico non rifugge le polemiche e dà le sue spiegazioni.
E' già tempo di bilanci per l'edizione numero 62 della Sagra. Sombrero e chitarre hanno portato fortuna ai messicani che tornano a casa con il tempio d'oro. Per organizzatori, promoter e direttore artistico arriva invece il momento di esprimere giudizi, non solo su quello che è stato fatto ma soprattutto su «quello che si poteva fare». Gruppi folcloristici di qualità ma anche alcune defaillance. In particolare l'annullamento di alcuni spettacoli presenti nel programma. Per Francesco Bellomo, direttore artistico della Sagra, è l'ultima esperienza. «Lascio ad altri la possibilità di cimentarsi con questo ruolo - ha detto -perché non mi piace mettere radici. E' giusto che gente nuova proponga altre cose. Se restassi finirei col proporre sempre la stessa formula». Lo stesso Bellomo aveva ideato un manifesto con tutte le facce dei «personaggi famosi» che avrebbero dato una marcia in più alla kermesse. Di questi non tutti si sono presentati all'appuntamento. «Me ne assumo la responsabilità -ha dichiarato Bellomo - dando le opportune spiegazioni e riconoscendo eventuali errori di valutazione». Perché è saltata la sfilata di moda «Romeo e Giulietta nella Valle del Mandorlo» con Marco Liomi e Ramona Badescu? «Un grosso sponsor mi propose il progetto a costo zero. Mi assicurava i due presentatori, top model internazionali ed alcuni ballerini della Rai. Accettai subito. Poi mi mandarono un fax dicendo che Liorni aveva dato forfait e che potevano assicurare soltanto la Badescu (da affiancare ad un presentatore locale) senza ballerini né top model ma solo con indossatori siciliani. A quel punto ho preferito annullare per evitare brutte figure. Come di brutta figura avremmo parlato se avessimo fatto la serata all'hotel Kaos con Dj Francesco. In questo caso ho commesso uno sbaglio collocando l'evento in una giornata ed in una location poco adatti. I p.r. ai quali mi ero affidato mi hanno fatto giustamente notare che Dj Francesco è un personaggio per un pubblico molto giovane. Confidare sulla massiccia presenza di minorenni una domenica sera, nell' elegante salone delle feste di un albergo (lo stesso che aveva ospitato lo show di Umberto Smaila), sarebbe stato un rischio troppo alto. Ho preferito evitarlo, ma i manifesti ormai c'erano. Manifesti che comunque hanno assolto perfettamente il loro compito: suscitare interesse e creare indotto. Così come il collegamento con "Quelli che il calcio...", durante lo spettacolo conclusivo al tempio di Ercole, che ha ottenuto un ottimo Share. Ovviamente, se dobbiamo parlare di appuntamenti mancati e di promesse non rispettate, possono fornire spiegazioni solo su ciò che è di mia competenza». «In definitiva -conclude Bellomo - se avessi avuto in mano tutta l'organizzazione della Sagra e non solo una parte avrei potuto rispondere su tutto. Voglio però sottolineare che ad Agrigento, con le risorse adeguate, si potrebbe fare attività, fra Sagra e Carnevale, per un mese intero coinvolgendo tutti, nessuno escluso».
«Sono soddisfatta, il nostro bilancio è positivo»
Incorvaia replica: «Avevamo un budget molto limitato»
Il direttore dell'Azienda autonoma soggiorno e turismo, Grazia Incorvaia, si ritiene soddisfatta. Le abbiamo comunque chiesto risposte in merito alle polemiche che ogni anno colpiscono puntualmente la kermesse folcloristica. Per quanto riguarda l'edizione appena conclusa saltano all'occhio la riduzione dell'Etnofestival ad un solo concerto (confermata la Mannoia, eliminati gli Agricantus), il presunto "caso" dei pass che non hanno assicurato posti a sedere ai giornalisti e l'assenza dei carretti siciliani. «I pass ai giornalisti - ha detto - sono stati consegnati a tutti coloro che ne avevano fatto richiesta e mi sono personalmente assicurata che nessuno sia rimasto in piedi. Etnofestival rimaneggiato? Purtroppo il budget era limitato e qualcosa dovevamo tagliare, anche se questa rassegna musicale mi sta particolarmente a cuore». Questione di soldi anche per l'assenza dei carretti siciliani. «Chiederò ai responsabili un risarcimento», risponde la Incorvaia. «I carristi avevano firmato per accettazione un cachet di 600 euro per ogni carretto. In totale erano 20 per una spesa complessiva di circa 12 mila euro. Alcuni di loro, alla fine, si sono astenuti per "solidarietà" dicendo che la cifra, per tutti, doveva essere fissata, senza sconti, a 18 mila euro". «In tutto questo - conclude la Incorvaia - dico ad alta voce che la Sagra cresce. Abbiamo incassato 63 mila euro con la vendita dei tagliandi per gli spettacoli al Palacongressi: un record assoluto».
«Non serve la Bit se poi manca la programmazione»
Casesa: «Evento ripetitivo, appiattimento verso il basso»
«Le presenze turistiche sono state minime e tutte regionali. E' mancato un indotto economico, un input che favorisca gli esercizi commerciali. Non serve dunque a niente andare alla Bit se poi manca una seria programmazione, con costi bassissimi, da parte dei tour operator e degli albergatori». All' indomani del sipario calato sulla sagra del mandorlo in fiore è così che parla Lello Casesa, consigliere comunale e componente dello storico gruppo Val d'Akragas. «Vanno recuperati gli aspetti enogastronomici della kermesse e poi - dice Casesa - bisognerebbe valorizzazione artisti e presentatori locali». Lo storico gruppo del Val d'Akragas quest'anno non c'è stato. «Il diritto acquisito a partecipare alla Sagra - spiega Lello Casesa -quest'anno è stato scippato visto che le scelte artistiche vengono condizionate da quelle politiche. Una cosa sono i gruppi locali e il loro entusiasmo - aggiunge - un' altra è la professionalità acquisita. L'appiattimento generale mortifica la storia e la dignità della rappresentanza degli agrigentini». E sulla kermesse non risparmia frecciate. «È stato un evento ripetitivo, privo di novità. La sagra, nella sua impostazione, va rimodulata, lasciando chiaramente centrale la presenza dei gruppi folk stranieri e, magari, potenziando le bande musicali e coinvolgendo più attivamente le scuole. E anche sui gruppi - conclude - va presa una decisione che deve essere coraggiosa, di gruppi locali ne basta uno».
Le tv locali «oscurate» , niente diretta dai templi
Un'altra "ombra" sulla Sagra è stata la mancata diffusione in diretta, sulle reti televisive locali, dello spettacolo conclusivo al tempio di Ercole condotto da Salvo La Rosa, Maria Monsè e Nadia Contino. «È venuto meno - ha spiegato il direttore dell'Aast Grazia Incorvaia - l'apporto finanziario della Provincia che non ha potuto assicurare il gettone richiesto dalle tv locali, così com'era stato fatto ogni anno. Per tutti gli altri servizi ho comunque raschiato il fondo del barile trovando 1.200 euro per ogni emittente e credo che siano rimasti tutti soddisfatti. Le nostre emittenti, in ogni caso, hanno svolto un lavoro esemplare». Maurizio Bellavia, titolare di Tr 98 precisa:«Per fare le riprese la domenica avevamo chiesto solo la copertura delle spese, il nostro e quello delle altre tv è sempre stato più che altro un servizio alla città. Che io ricordi è la prima volta che le tv locali non mandano la finale al tempio in diretta».
I costi della kermesse: oltre 200 mila euro
La Sagra del Mandorlo in Fiore 2007 è costata 202.500 euro. La cifra esatta ci è stata confermata ieri dal direttore dell'Azienda autonoma soggiorno e turismo Grazia Incorvaia. Era già stato dichiarato, comunque, in conferenza stampa lo scorso 2 febbraio quando si presentò la manifestazione al teatro Pirandello. In quell'occasione il presidente della Provincia Enzo Fontana aveva ricordato ai giornalisti che anni addietro per la Sagra si spendevano anche fino a 3 miliardi di lire. «Il presidente della Commissione regionale al bilancio Michele Cimino - ha aggiunto ieri Grazia Incorvaia -aveva proposto un emendamento alla Finanziaria in cui il budget per la Sagra veniva fissato a 310 mila euro. Emendamento che però non fu più discusso». «Con 100 mila euro in più - ha concluso la Incorvaia - saremmo riusciti a fare tutto quello che era nei progetti iniziali».
Assostampa contro Aast per il premio Re Capriata
La segreteria dell'Assostampa sull'assegnazione del Premio «Re Capriata» alla Lettonia a conclusione della Sagra del Mandorlo In Fiore, precisa che «La direzione artistica non può assegnare il premio, istituito nel 1968 e ideato dall'allo¬ra sezione provinciale del sindacato, per nome e per conto dei giornalisti, allorquando i giornalisti non vengono neppure contattati e coinvolti nell' organizzazione dello stesso. La direzione artistica della Sagra non ha alcun diritto di espropriare il Premio». «Lo stupore manifestato da Castaldo - si legge nella nota di risposta della dirigente Aast, Grazia Incorvaia - è fuori luogo ove si pensi che da cinque anni l'Assostampa non si cura del premio. Il premio sarebbe sepolto se l'Aast non si fosse preoccupata di ordinare la targa premio ed assegnarla. Dove è stato Castaldo negli ultimi 5 anni?». Alla Incorvaia replica Nino Randisi: «Noi non ci siamo interessati? Veramente siamo stati estromessi».
Stop ai carretti siciliani - Delusione fra la gente
Quei momenti di tensione per la mancata sfilata dei carretti siciliani, al seguito dei gruppi folk, nella domenica finale della Sagra, non sono stati ancora "digeriti" del tutto. «E' venuto meno uno dei pilastri portanti della kermesse» - hanno urlato, durante la sfilata di domenica, e sono tornati a rimarcarlo ieri, i carrettieri . I fondi destinati alla parata dei carretti siciliani sono stati, infatti, tagliati dall'Azienda. A farsi "mediatore", gettando acqua sul fuoco, è stato il sindaco Aldo Piazza. Il capo dell'amministrazione della città dei Templi s'è detto amareggiato per l'accaduto. «Se mi avessero chiesto i soldi necessari per questa tradizionale sfilata - ha detto - avrei fatto tutto il possibile per trovarli. E anche se domenica prossima non sarà la stessa cosa, ma i carrettieri sono disponibili, troveremo i soldi e recupereremo questo aspetto della tradizione della kermesse».
SCUOLA. Gli istituti sono già in «fermento»
«Trofeo di Carnevale», cambiate alcune regole
Le scuole superiori del capoluogo sono in fermento per l'imminente inizio del tradizionale Trofeo studentesco di Carnevale, giunto alla ventiduesima edizione. Due le novità di quest'anno. La prima riguarda il basket femminile: per favorire le adesioni delle scuole che non dispongono di cinque elementi, gli organizzatori ne hanno cambiato la formula, riducendo le squadre a tre giocatrici. Si giocherà su metà campo e con un solo canestro. La seconda novità riguarda il periodo di svolgimento della manifestazione anticipato, con finali previste per sabato prossimo, anzicchè per il giorno di martedì grasso, come per il passato. Si comincerà domani con la pallavolo maschile a partire dalle ore 9. Il campo è quello del "Pippo Nicosia". Al trofeo di quest'anno figurano iscritte sette formazioni di volley maschile, cinque di volley femminile, cinque di basket femminile e cinque di basket maschile. Formazioni da battere sono quelle del "Majorana" nel settore femminile della pallavolo e del "Leonardo" nel volley e basket maschile, quest' ultimo incontrastato "leader" delle ultime edizioni di pallacanestro. Prime a guadagnare la scena saranno domani le squadre di volley maschile. Daranno vita alla gara d'apertura le formazioni del "Politi" e dell'Ipia "Fermi". A seguire si disputeranno gli incontri tra "Brunelleschi" e "Foderà" ed ancora tra "Sciascia e "Majorana". L'ultimo incontro (ore 12) sarà tra il "Leonardo" detentore del trofeo e la vincente della prima partita. Le gare si disputano sulla distanza di tre set. La manifestazione è organizzata dal Coni con la collaborazione dell'Ufficio scolastico provinciale, il Comune e la Provincia.
La Sicilia
Polemiche dopo la Sagra
Chiusa la manifestazione esplodono i malcontenti per alcune carenze
Saga del mandorlo in fiore: si tirano le somme della festa più contestata e amata dagli agrigentini. Gli stessi che affermano di non essere soddisfatti e che vorrebbero più manifestazioni pubbliche. Secondo la voce di Nino Lauretta, direttore del Festival internazionale del folklore, la tradizionale festa popolare è andata bene. Lauretta sottolinea il successo delle iniziative collaterali, tra le quali inserisce l'accoglienza nelle case famiglia dei componenti dei gruppi partecipanti. «Quest'anno, per la prima volta, è stata attuata l'accoglienza nelle famiglie che ha lasciato soddisfatti tutti».
-Cosa cambierebbe per la prossima edizione della Sagra?
«Non so se me occuperò ancora - dice Lauretta - Ho altre cose da fare e sono stanco di organizzare questa festa».
Francesco Bellomo, direttore artistico, dice che la mancata serata del dj Francesco è da addebitarsi a un errore di valutazione. «Per i giovani, evidentemente, il sito della serata non era il migliore. Probabilmente avrebbero gradito di più un concerto in piazza». Bellomo è molto chiaro sulla sua prossima partecipazione alla Sagra: «Solo se mi danno carta bianca per l'organizzazione dell'intera manifestazione. In qualità di direttore artistico non accetterei».
Parole alle quali segue l'idea della Sagra come festa di primavera, capace di attirare l'attenzione del pubblico per oltre 2 settimane. E intanto è polemica sull'assegnazione del trofeo Ugo Re Capriata. L'Assostampa provinciale, a firma del segretario Nino Randisi, afferma "la direzione artistica della manifestazione non può assegnare il Premio, istituito nel 1968 e ideato dall'allora sezione provinciale del sindacato, per nome e per conto dei giornalisti, se i giornalisti non sono neppure contattati e coinvolti. Il trofeo é assegnato da una giuria composta da giornalisti dell'Assostampa e non dalla direzione dell'evento".
E Grazia Incorvaia, direttore del Distretto turistico, precisa: "Da cinque anni l'Assostampa non si cura più del premio destinato a onorare la memoria di un illustre studioso di folklore". A ingrossare le file delle contestazioni, vi è anche la mancata sfilata dei carretti siciliani, la scelta dei componenti della giuria e la mancata diretta tv delle emittenti locali per mancanza di soldi. Tutte carenze che l'organizzazione della manifestazione addossa caparbiamente alla carenza di fondi. Mentre la città pretende una Sagra vecchio stampo, con tanti spettacoli e sfilate in piazza, senza biglietti omaggio per gli amici e con il coinvolgimento della popolazione.
CONSIGLIO PROVINCIALE
Oggi pomeriggio riprendono i lavori nell'aula Giglia
Riprenderanno oggi nell'aula Giglia alle 18 i lavori del Consiglio provinciale. L'ordine del giorno prevede la discussione del regolamento sul Controllo di gestione. Inoltre saranno discusse le mozioni presentate dai Consiglieri su diversi argomenti tra cui quella presentata dal Consigliere Franco Tuttolomondo sul campo di atletica leggera di Villaseta, quella del Consigliere Mario Lazzano sulle attività formative del personale dipendente, quella del Consigliere Traina sull'adozione della delibera n. 5 «Convenzione con l'Università di Catania» da parte della Giunta provinciale. Le interrogazioni saranno discusse durante le apposite sedute del question time che verranno convocate dal presidente Piero Luparello.
RIBERA
Gli agricoltori chiedono lo stato di calamità naturale
L'ennesima crisi agricola ha spinto gli amministratori comunali di una dozzina di centri, ricadenti nel comprensorio geografico di Ribera, a chiedere al governo nazionale e regionale di dichiarare lo stato di grave crisi di mercato e ad invitare gli operatori agricoli e le organizzazioni professionali (Cia, Coldiretti ed Upa) a proclamare lo stato di agitazione della categoria. La decisione è stata presa durante un incontro che si è tenuto a Ribera, presso il palazzo municipale, convocato dal sindaco di Ribera Scaturro e al quale hanno partecipato sindaci, amministratori comunali, forze sindacali e delegazioni di produttori di Alessandria della Rocca, Bivona, Burgio, Calamonaci, Caltabellotta, Cattolica Eraclea, Cianciana, Lucca Sicula, Menfi, Montallegro, Ribera, Sciacca e, Villafranca Sicula. E' stato chiesto ufficialmente, con un documento unitario al ministro delle Politiche Agricole, all'assessorato regionale all'Agricoltura, ai parlamentari regionali e nazionali , al prefetto e alla Provincia, la verifica attraverso l'osservatorio regionale dei prezzi dell'effettiva caduta del prezzo di mercato, la dichiarazione dello stato di grave crisi di mercato, l'avvio alla trasformazione straordinaria degli agrumi a prezzo di mercato e l'attuazione delle procedure per lo sgravio degli oneri previdenziali e sociali in agricoltura. E' stata denunciata la natura non congiunturale, ma strutturale della crisi dell'agricoltura che va a sommarsi a una serie di calamità naturali registrate tra gli anni 1998-2002 che hanno segnato profondamente l'economia ed è stata resa nota la caduta verticale del prezzo delle arance e dei prodotti ortofrutticoli stagionali sui mercati italiani ed europei che oggi sono intasati da prodotti che provengono da altri Paesi del bacino del Mediterraneo. Gli agricoltori e le organizzazioni di categoria, nel chiedere il pagamento dei contributi delle calamità naturali dal 1998 al 2002, hanno proclamato lo stato di agitazione della categoria e hanno indetto un'apposita iniziativa intercomunale per la costituzione del distretto agroalimentare del settore agrumicolo, dell'arancia Washington Navel, da realizzare nella prima settimana del prossimo mese di marzo.
Al centrosinistra non piace l'organizzazione della festa
«L'organizzazione del Carnevale 2007 è caratterizzata da confusione e approssimazione». Lo affermano, senza aver tenuto conto dell'invito ad evitare le polemiche rivolto loro dal sindaco, i gruppi consiliari del centrosinistra di Sciacca, all'indomani della conferenza stampa di presentazione della festa e all'inizio della settimana che precede le prime sfilate dei carri allegorici del Carnevale. Una polemica che si trascinerà per diversi giorni e che farà da contraltare alle sfilate. «Che senso ha fare una conferenza stampa di presentazione senza la presenza di mezzi d'informazione regionale - scrivono i consiglieri di opposizione - e che senso ha spendere 20 mila euro per alcuni passaggi nella trasmissione "Coriandoli" di Mediaset ?». Secondo i rappresentanti dei partiti di centrosinistra, la promozione della festa poteva essere fatta meglio e con maggiore risalto. C'è poi il riferimento al collegamento in diretta con Sciacca previsto nel pomeriggio di domenica 18 febbraio nella trasmissione "Quelli che il calcio" di Simona Ventura. Il sindaco Turturuci aveva parlato di un passaggio pubblicitario a titolo gratuito di grande valore, mentre i gruppi consiliari di centrosinistra fanno riferimento ad un risultato che deve intestarsi solo a due persone esterne alla manifestazione e senza cariche istituzionali: «Dobbiamo ringraziare Salvatore Monte e Antonio Di Marca, due giovani artisti che lavorano a Roma e che non sono stati degnati di un ringraziamento in occasione della conferenza stampa di presentazione del Carnevale». Per quanto riguarda le polemiche relative all'importo finanziato dalla Provincia regionale di Agrigento per le iniziative promopubblicitarie, per il centrosinistra «si trattava di situazioni scatenate dalle incaute dichiarazioni dell'assessore comunale allo spettacolo Mario Venezia di Alleanza Nazionale, che ha tentato di scaricare sull'assessore Ivan Paci e sull'azienda turismo le responsabilità di alcune carenze dal punto di vista finanziario. In ogni caso - aggiungono - alla luce del fatto che la Provincia per la Sagra del Mandorlo in fiore spende più del triplo rispetto al carnevale, ci saremmo aspettati maggiore attenzione visti i collegamenti virtuosi tra il sindaco Turturici ed il presidente Fontana. Purtroppo - conclude il lungo comunicato stampa - Sciacca è lontana da Agrigento e non è nel cuore della politica agrigentina, come conferma l'assenza di un assessore provinciale della seconda città della provincia». A difendere l'operato dell'organizzazione ariva il consigliere comunale di An Mario Raso: «Basta con le polemiche - scrive - le dichiarazioni strumentali fanno male alla festa e danno un'immagine distorta della nostra città. Le cose che non funzionano - aggiunge - le discuteremo a fine manifestazioni, ora è solo il momento di valorizzare il carnevale».
Giornale di Sicilia
VIABILITÀ. Dopo la frana del 2005
Cammarata, riapertura per la strada provinciale
CAMMARATA. Riapre la strada provinciale numero 24, quella che collega con la stazione ferroviaria, e il quartiere Gianguarna esce dall'isolamento. La strada era stata interrotta da una frana a metà del 2005. Una frana, ben più grave di quanto si era creduto all'inizio, che ha rischiato di coinvolgere anche le case e un'azienda agricola di contrada Calcara. Dopo mesi e mesi di proteste, anche accese, da parte dei residenti della zona a sud di Cammarata, ad interessarsi della "faccenda", piuttosto complicata, erano stati gli impiegati comunali, gli addetti della Provincia regionale e i tecnici della Protezione civile. Proprio la Protezione civile, per far fronte a quella che era una vera e propria emergenza, predispose un bando di gara. I lavori, dopo l'aggiudicazione, vennero eseguiti da una ditta del posto e dopo due anni, due lunghissimi anni, gli abitanti del quartiere Gianguarna sono tornati ad essere liberi di spostarsi. "Finalmente - ha detto il sindaco di Cammarata Vito Mangiapane - possiamo archiviare l'emergenza, avendo dato le risposte che i cittadini della zona a sud del paese reclamavano e meritavano".
Infanzia e mass media Un libro di Pira e Marrali
Sarà presentato giovedì 15 febbraio alle ore 17 e 30 nella Sala del Consiglio Provinciale il libro «Infanzia, media e nuove tecnologie» di Francesco Pira e Vincenzo Marrali edito da Franco Angeli nella Collana di Sociologia. Ne discuteranno con gli autori Francesco Pira e Vincenzo Marrali, Vincenzo Fontana, Presidente della Provincia di Agrigento, Nicolò Lombardo, Provveditore agli Studi di Agrigento e Don Giuseppe Livatino, Direttore di Tele Pace di Agrigento. Nel libro si possono scoprire pericoli e potenzialità dell'utilizzo dei Media e delle nuove tecnologie da parte dei bimbi italiani di età compresa tra gli 8 e 11 anni, grazie al lavoro di ricerca di Francesco Pira e Vincenzo Marrali.
«Siglato ieri un protocollo di intesa»
Strade extraurbane, patto tra Provincia e 30 Comuni
È stato siglato ieri, a San Biagio Platani, il protocollo d'intesa la realizzazione del piano infrastrutturale per la manutenzione straordinaria e la sistemazione delle strade extraurbane della provincia di Agrigento tra la Provincia Regionale di Agrigento e il Comune di San Biagio Platani, Alessandria della Rocca, Bivona, Cianciana, Sant'Angelo Muxaro e Santo Stefano Quisquina. Gli interventi saranno rivolti a migliorare le condizioni di sicurezza della circolazione, l'accessibilità alla rete viaria primaria provinciale e l'accessibilità alle aree produttive. Con la sigla di oggi sono trenta i comuni della provincia che hanno aderito all'iniziativa. L'accordo è stato sottoscritto dall'assessore provinciale ai Lavori Pubblici, D'angelo, e tutti i sindaci dei comuni interessati. Il programma degli interventi concordato dovrà essere approvato ora dalla Giunta Provinciale. Entro trenta giorni dalla sottoscrizione di questo protocollo d'intesa, i soggetti interessati si impegneranno a fornire alla Provincia Regionale di Agrigento l'elenco degli interventi da inserire nell'Accordo di Programma, il quadro economico degli interventi e le planimetrie degli interventi. La dotazione finanziaria massima a disposizione di ciascun Comune per gli interventi previsti dall'Accordo di programma è di 350 mila curo. Qualora ci siano interventi ricadenti in più ambiti territoriali comunali, i comuni interessati potranno sottoscrivere uno specifico accordo che fissi le procedure per l'attuazione dell'opera e il comune nel cui territorio ricade la maggior parte dell'intervento assumerà la funzione di soggetto beneficiario.
Intervento del coordinatore di Forza Italia
Alfano: «Bugie sul dissalatore»
Chissà se è davvero finita. Quante polemiche sul dissalatore. Ma potrebbero essere le ultime. E dire che sarebbe stato sufficiente non avere tanta fretta per inaugurare un impianto che non poteva essere messo in funzione perchè ancora da collaudare. Bastava aspettare un altro mese. L'ultimo ad intervenire, chiamato in causa anche è il coordinatore regionale di Forza Italia, Angelino Alfano. «Noto con rammarico, dice, che alcuni esponenti della Sinistra agrigentina, colti da improvvisa amnesia, dimenticano di essere al governo nazionale e di avere la grande opportunità di sostenere politicamente la indifferibilità del rifacimento della rete idrica cittadina. Noi, nella scorsa legislatura, abbiamo mancato per pochissimo l'obiettivo. Adesso attendiamo di conoscere che cosa stia facendo la Sinistra al governo per fare finanziare da Roma il rifacimento della rete idrica cittadina. Assicuriamo sin d'ora la nostra presenza all'inaugurazione e festeggeremo con tutta la città quest'opera per cui daremo merito alla Sinistra, se riuscirà a farla finanziare».
«Riguardo al dissalatore, purtroppo, riscontriamo, aggiunge l'on. Alfano, il solito atteggiamenmto di una sinistra che si rifiuta di prendere atto della circostanza che il dissalatore è in funzione e perfino di provare ad immaginare che cosa succederebbe senza questo impianto, considerato il perdurare di tale siccità. Il finanziamento della rete idrica dipende dal Governo nazionale e specificatamente dai ministeri dell' Ambiente e delle Infrastrutture». «Subito dopo le prive di collaudo - aggiunge il senatore Giuseppe Ruvolo - il dissalatore ha iniziato a lavorare a pieno regime».
Provincia, un corso al Cupa per operatori turistici
«Le giornate del fuoco in comune» è il tema di un corso di aggiornamento per la formazione di funzionari pubblici e ed operatori turistici sulle nuove logiche di gestione del turismo organizzato dall'Assessorato Provinciale al Turismo, dal Cupa di Agrigento, in programma dal primo al 29 Marzo. Il corso diviso in cinque moduli sarà tenuto dai Professori Mauro Santinato, presidente di Teamwork, e Giancarlo Dell'Ara docente dell'Università di Perugia. Il primo incontro che si terrà nella sede del Polo Universitario di Agrigento è previsto per il 1° marzo a partire dalle ore 9, sul tema «Un nuovo marketing per il mercato che cambia» si occuperà delle nuove esigenze della domanda turistica, della cultura dell'accoglienza, delle relazioni, del territorio e dell'identità turistica per tornare ad essere competitivi.
Udc e Forza Italia per evitare fratture ora potrebbero «puntare» sull'attuale assessore regionale alla Sanità. Nel cent rosinistra convocati due vertici in pochi giorni
Elezioni, Casa delle libertà su Lagalla - Unione, senza primarie intesa lontana
Si vota il 27 maggio. Mancano diversi mesi per le elezioni, ma l'ultima domenica di maggio sembra appunto quella che piacerebbe al presidente della Regione Salvatore Cuffaro per le prossime amministrative. Il governatore ne avrebbe parlato con alcuni esponenti politici agrigentini dell'Udc sabato scorso, al termine della visita in ospedale, in occasione della visita del ministro Livia Turco. C'è il tentativo, in entrambi gli schieramenti, di trovare una intesa. Difficile dire chi sta meglio.
CASA DELLE LIBERTÀ. «Il tempo c'è». Così avrebbe risposto il governatore Totò Cuffaro a chi gli chiedeva, sabato scorso, come andrà a finire per la scelta del candidato sindaco. «Il tempo c'è», perché la data più probabile che piace al governatore sarebbe appunto quella dell'ultima domenica di maggio. «Il tempo c'è», ma bisogna pur mettersi attorno ad un tavolo per decidere. Le posizioni non sono mutate. L'Udc, almeno per il momento, non ha alcuna intenzione dí fare sgarbi agli amici di Forza Italia. «Vogliono il Comune? Ok, sostengono in casa Udc. Dicano subito chi vogliono candidare e già da ora, però, venga dato il via libera ad un nostro candidato per la Provincia». Cuffaro e Angelino Alfano, dicono in tanti, un accordo alla fine lo troveranno di sicuro. Che dire per esempio, dell'ex presidente del consorzio universitario Roberto Lagalla? L'attuale assessore regionale alla sanità, dopo il faticoso tour siciliano in compagnia del ministro Livia Turco, faceva notare ieri un esponente della sinistra, ha trovato pure il tempo per essere presente domenica nella Valle del templi alla premiazione dei gruppi partecipanti al Festival Internazionale del folclore. Solo una casualità? Ma che pensano Mpa e An?. Nell'Udc c'è poi anche Marco Zambuto che non avrebbe alcuna intenzione di gettare alle ortiche il suo progetto di patto generazionale per la città, «al di sopra dai partiti e fuori dai ricatti e dai condizionamenti». Con candidature calate dall'alto, decise nei tavoli regionali.
UNIONE. Si stringono i tempi per ritrovare l'unità perduta. Una riunione è stata già fissata per martedì prossimo nella sede dei Ds. «Nessuno sino ad ora, dice Lillo Miccichè, ha avuto il coraggio di dire con chiarezza se le primarie si fanno o no. Staremo a vedere. Ma sarebbe assurdo che martedì ci dicessero che le primarie si fanno il 25». Miccichè da tempo ha annunciato la propria candidatura. Il segretario provinciale Mimmo Ferrara l'ha offerta a tutto lo schieramento.
TRE CANDIDATI. Di candidati alla fine nel centrosinistra potrebbero essercene tre. Uno è il «Verde» Lillo Miccichè, l'altro verrebbe fuori dall'intesa Ds-Margherita, il terzo dall'accordo tra Rifondazione, Comunisti Italiani, Sdi e Italia dei Lavori che usciti dal tavolo dell'Unione, domani alle 10,30 nei locali della federazione comunista, in via Cicerone 13, terranno una conferenza stampa. Esporremo, dicono Giovanni Dibenedetto, Tano Cavaleri, Giovanni Palillo e Giovanni Buzzetta, i contenuti dell'intesa raggiunta in vista delle prossime lezioni. La scelta del candidato avverrà dopo. Potrebbe essere Palillo, ma anche Giovanni D'Angelo.
TANTE LISTE. «Nuovi orizzonti» ha già annunciato che parteciperà alle elezioni con una propria lista e candidato. Ci sarà pure l'attuale consigliere comunale Nello Hamel, che ha dato vita ad un movimento dove potrebbero confluire alcuni esponenti della Margherita. Chi da tempo è in campagna elettorale è il sindacalista Franco Samaritano con il movimento «Forza Sicilia».
LA CONFINDUSTRIA PRENDE POSIZIONE: «Ci vuole il buon senso»
«Ato idrico, sì ai privati ma con regole»
«L'acqua è un bene pubblico e tale rimarrà». Non ha dubbi la Confindustria di Agrigento che interviene sul delicato dibattito in corso che interessa l'Ato Idrico sostenendo che l'acqua non può e non sarà privatizzata. «Va chiarito - spiega il presidente dell'Unione degli industriali Giuseppe Catanzaro - che la tariffa per la fornitura dell'acqua al singolo cittadino non è fissata dall'operatore che gestisce il servizio ma dalle regole che l'Ato Idrico ha già individuato e adottato. Per questo registriamo, come imprenditori, anche in questa circostanza, un atteggiamento di ostilità nei confronti di chi investe, produce e genera ricchezza per la collettività in cui opera del resto molte altre aziende private gestiscono servizi pubblici e forniscono beni con regole stabilite dagli organi pubblici alle quali le aziende di gestione non possono sottrarsi Le regole che il gestore deve rispettare - aggiunge Catanzaro - sono stabilite dall'assemblea dei sindaci dell'Ato idrico e ad esse tutti si debbono uniformare».
Gli industriali agrigentini dunque, auspicano che del comparto produttivo in questione, si parli in termini di capacità di migliorare il servizio grazie all'innovazione tecnologica, agli investimenti e alla crescita anche qualitativa delle maestranze impegnate nel settore. «Pare che le diverse prese di posizione - continua Catanzaro - non mettano al centro il cittadino che ha diritto ad aver fornito un servizio adeguato al terzo millennio. Questa è la sfida, sosteniamo, sulla quale tutti dovrebbero impegnarsi partendo dal dato incontrovertibile che da tempo, il pubblico pare non aver saputo raggiungere alcun obiettivo di efficienza». Per Confindustria il privato non va demonizzato perchè nel rispetto delle regole deve potersi impegnare per confrontarsi e operare per colmare le inefficienze in questo servizio che sono sotto gli occhi di tutti.
Interviene la Confcooperative
Disabili, servizi soppressi - Oggi il corteo di protesta
Le sezioni agrigentine dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e l'Ente Nazionale Sordomuti hanno organizzato per questa mattina una manifestazione di protesta per la sospensione, in provincia, del servizio di aiuto integrativo pedagogico extrascolastico domiciliare in favore dei disabili sensoriali, decisa da una sentenza del Tar. La manifestazione vedrà sfilare con un corteo che, partendo dal piazzale Aldo Moro, attraverserà le vie cittadine per raggiungere il piazzale antistante la prefettura. Sulla vicenda interviene proprio la Confcooperative, una delle strutture che gestiscono il servizio. «Ci meraviglia - si legge in una nota dell'Unione provinciale - l'affermazione del Presidente dell'Unione Italiana Ciechi che, invece di elogiare la velocità della giustizia amministrativa, si stupisce che l'iter non è durato 5 anni, bensì tre mesi. Tale messaggio - si legge - non si ispira a principi fondamentali di diritto e legalità, poiché contiene valenze di squalifica nei confronti di un organo giurisdizionale. Inoltre rispetto alle dichiarazioni del Presidente dell' Ente Nazionale Sordomuti di Agrigento, Petrucci, afferma che le cooperative sociali debbono occuparsi soltanto di assistenza agli anziani e di pulizie, vorremmo rammentare che oggi, proprio la cooperazione sociale, inserita nel contesto delle associazioni cooperative, gestendo i servizi con grande competenza e professionalità, nei diversi ambiti, minori, anziani, portatori di handicap, immigrati, sta dando concrete risposte ai reali bisogni della collettività creando, al contempo, occupazione stabile».
La Sicilia
«Falso dire che l'acqua è privatizzata»
Confindustria Agrigento interviene sul dibattito che interessa l'Ato idrico per dare il suo punto di vista e un contributo di verità: sostenere che l'acqua sarà privatizzata non è vero. L'acqua è un bene pubblico e tale rimarrà. Del resto molte altre aziende private gestiscono servizi pubblici e forniscono beni, con regole stabilite dagli organi pubblici alle quali le aziende di gestione non possono sottrarsi. Le regole che il gestore deve rispettare sono stabilite dall'autorità pubblica (e cioè l'assemblea dei sindaci dell'Ato idrico) e ad esse tutti si debbono uniformare. Se le regole non sono state rispettate saranno i Tribunali ad accertarlo é alle decisioni ognuno è tenuto a dare esecuzione. Per Confindustria va chiarito che la tariffa per la fornitura dell'acqua al singolo cittadino non è fissata dall'operatore che gestisce il servizio, ma dalle regole che l'Ato idrico ha già individuato e adottato. Gli imprenditori registrano, anche in questa circostanza, un atteggiamento di ostilità nei confronti di chi investe, produce e genera ricchezza per la collettività in cui opera. Gli industriali auspicano che del comparto produttivo in questione si parli in termini di capacità di migliorare il servizio grazie all'innovazione tecnologica, agli investimenti e alla crescita, anche qualitativa, delle maestranze impegnate nel settore. Pare che le diverse prese di posizione non mettono al centro il cittadino il quale ha diritto ad avere fornito un servizio adeguato al terzo millennio. Questa è la sfida, si sostiene, sulla quale tutti dovrebbero impegnarsi partendo da un fatto incontrovertibile: da tempo il pubblico pare non aver saputo raggiungere alcun obiettivo di efficienza. Per Confindustria ancora oggi in troppi casi l'acqua non arriva nelle case dei cittadini e negli impianti delle imprese; e questo non è sviluppo. Il privato non va demonizzato perchè, nel rispetto delle regole , deve potersi impegnare per confrontarsi e operare, per colmare le inefficienze in questo servizio fin troppo note.
«Il dissalatore e gli uccellacci del malaugurio»
Intervento dell'On.Angelino Alfano, coordinatore regionale di Forza Italia
«Noto con rammarico che alcuni esponenti della sinistra agrigentina, colti da improvvisa amnesia, dimenticano di essere al Governo nazionale e di avere la grande opportunità di sostenere politicamente la indifferibilità del rifacimento della rete idrica cittadina. E' un obiettivo per il quale ci siamo battuti anche noi nei 5 anni trascorsi, e che condividiamo con grande forza e per il quale assicuriamo il massimo sostegno. Noi, nella scorsa legislatura, abbiamo mancato per pochissimo l'obiettivo. Ora attendiamo di conoscere che cosa sta facendo la sinistra al Governo per far finanziare da Roma il rifacimento della rete idrica. Assicuriamo sin d'ora la nostra presenza all'inaugurazione e festeggeremo con tutta la città quest'opera per cui daremo merito alla sinistra, se riuscirà a farla. Riguardo al dissalatore, purtroppo, riscontriamo il solito atteggiamento di una sinistra ascara che per sapere cosa succede in città ha bisogno di averlo spiegato dal Corsera e che si rifiuta di prendere atto della circostanza che il dissalatore è in funzione e perfino di provare a immaginare cosa succederebbe senza questo impianto, considerato il perdurare di tale siccità. Comprendiamo le ragioni del favore con cui la sinistra agrigentina saluta le grandi opere idriche e i grandi appalti che non hanno risolto il problema della sete ad Agrigento, ma rifiutarsi di prendere atto che c'è il dissalatore, che i cittadini non stanno pagando un solo euro in più e che soffriranno meno la sete o non la soffriranno affatto, è un modo, peraltro neanche troppo intelligente, di essere anti-agrigentini. Peraltro è sembrato che, rispetto a qualche problema tecnico che il dissalatore ha avuto alla partenza, come se dopo secoli di penuria d'acqua il problema potesse essere una settimana in più o in meno, la sinistra abbia avuto l'atteggiamento dell'uccellaccio del malaugurio che spera nell'insuccesso dell'avversario-promotore dell'iniziativa, fregandosene dell'interesse degli agrigentini. Saremo felici se nei prossimi anni potremo dire che il centrodestra e Forza Italia si sono intestate la realizzazione del dissalatore e la sinistra la realizzazione della rete idrica. Il finanziamento, come testimonia la storia dei bandi pubblicati nella scorsa legislatura, dipende dal Governo nazionale e specificatamente dai ministeri dell'Ambiente e delle Infrastrutture, oggi Lavori Pubblici».
REPLICA DELLA CONFCOOPERATIVE CHE SI È RIVOLTA AL TAR
Ciechi e sordomuti in piazza
Ci sono delle categorie che mai dovrebbero scendere in piazza in segno di protesta. Ci riferiamo, in modo particolare, alla categoria che comprende i disabili sensoriali assistiti dall'Unione italiana ciechi e dall'Ente nazionale sordomuti. Ebbene, oggi alle 9 i cento ragazzi disabili sensoriali di Agrigento, accompagnati dai genitori, dagli insegnanti e dagli educatori domiciliari, sfileranno per le vie della città, con concentramento davanti la Prefettura, per richiamare l'attenzione sul grave rischio che essi corrono dopo che il Tar di Palermo ha emesso una sentenza che sospende il servizio di aiuto integrativo extrascolastico domiciliare. I giovani, che finora hanno goduto di un'adeguata assistenza erogata dalla Provincia regionale, rischiano di rimanere senza una guida valida per una sentenza che essi giudicano alquanto discutibile. Come si è arrivati alla sospensione dell'importante servizio lo spiega l'assistente sociale dell'Unione ciechi del capoluogo Vanessa Piazza «Fino all'anno scorso - dice - l'assistenza ai nostri ragazzi veniva prestata da alcune cooperative alle quali è subentrata l'Unione ciechi che è quella che sta più a contatto con gli interessati. Da qui il ricorso delle cooperative contro il passaggio di consegne e il relativo pronunciamento del Tar di Palermo che non offre alcuna garanzia per il futuro dei nostri assistiti». «Si tratta - aggiunge Vanessa Piazza - di un centinaio, tra bambini della materna e studenti universitari, che rischiano seriamente di rimanere privi della necessaria assistenza che è stata loro garantita fino adesso». Alla manifestazione di oggi sono stati invitati a partecipare gli studenti del capoluogo in segno di solidarietà nei confronti degli sfortunati coetanei. Non si è fatta attendere la replica della Confcooperative che ha proposto il ricorso al Tar. «Il TAR Sicilia, - si legge in una nota - che ricordiamo a noi stessi risulta essere l'organo competente nonché una delle massime istituzioni in ambito amministrativo, con propria ordinanza n 151 /07 del 31 /01 /2007 sospende il servizio di aiuto integrativo pedagogico domiciliare a favore di alunni portatori di handicap sensoriale della Provincia di Agrigento a cagione "di motivi gravi e irreparabili».