
GIORNALE DI SICILIA
VERSO IL BALLOTTAGGIO. Nella terra dei big della Cdl c'è chi teme il mancato appoggio del centrodestra a Camilleri dell'Mpa. Alfano, Fi, e Terrana, Udc: è il nostro candidato
Agrigento, alleanze tra valzer e sospetti - Sfida finale con lo sguardo verso Palermo
AGRIGENTO. Chi appoggia chi nella corsa a sindaco? Boh! Il match politico più bizantino e ingarbugliato di questa competizione elettorale, manco a dirsi, si gioca ad Agrigento. Il risultato del ballottaggio tra Marco Zambuto, ex segretario provinciale Udc, appoggiato dalla Cdl, ed Enzo Camilleri, uomo dell'Mpa sostenuto dal Polo, rischia di diventare la chiave di volta dell'alleanza nell'Isola fra gli autonomisti e il centrodestra. Raffaele Lombardo e i suoi colonnelli non hanno ancora mandato giù il boccone amaro del primo turno, con Camilleri che ha racimolato il 43,97 per cento dei suffragi: novemila preferenze in meno rispetto a quelle raccolte dalla coalizione che lo sosteneva. Voti che per la maggior parte si sono riversati sul suo diretto e più temibile concorrente, Zambuto. Il quale parte da quel 35,31 per cento al quale ora si aggiungerà la quota, ad esempio, portata in dote dai candidati esclusi al primo turno come Lillo Micciché dei Verdi (nominato assessore), Nello Hamel (Margherita) e Antonio Calamita della lista civica Nuovi orizzonti, unica formazione con cui Zambuto ha scelto di apparentarsi.
«La mia è una candidatura che è al di sopra e al di fuori dei partiti», dice Zambuto, faccia da Harry Potter un po' cresciuto che in via Atenea riesce a dire una parola ogni quattro baci di elettori pronti a scommettere su una vittoria facile facile.
Qui il voto disgiunto (preferenza al candidato sindaco di una coalizione e voto di lista allo schieramento avverso) ha funzionato, e non era nel conto, a danno dell'alfiere del centrodestra. Talmente bene da rasentare la perfidia politica mettendo in guardia Raffaele Lombardo e il suo proconsole nella Città dei Templi, Roberto Di Mauro. Il risultato ha fatto sussurrare al «tradimento». Come se il candidato del centrodestra fosse stato silurato da «fuoco amico». E perché tutto questo? Azzarda qualcuno: un po' perché Forza Italia ha dovuto fare di malavoglia un passo indietro e cedere alle pressioni di Lombardo che vuole piazzare il suo uomo a Palazzo dei Giganti; un po' perché il "rischio" di un sindaco targato Mpa darebbe a Lombardo & Di Mauro una forza che farebbe ombra alle alte sfere del centrodestra. Tutte agrigentine, guarda caso. Da Angelino Alfano, coordinatore regionale di Forza Italia, a Totò Cuffaro, presidente della Regione, di Raffadali, a Nino Scalia, segretario regionale di Allenza nazionale, luogo di nascita Aragona. Naturalmente tutto ciò è in casa del centrodestra. "E' possibile che ci sia questa diffidenza - conferma Roberto Di Mauro, ex primo cittadino di Agrigento, capogruppo degli autonomisti all'Ars - . Ma io vado avanti". E se qualche giorno per il «caso Agrigento» l'Mpa aveva chiesto un tavolo di confronto, oggi Di Mauro non ci crede più:
«Non ho che farmene di riunione plenarie - dice - quello Che c' è da sapere si sa. Camilleri è il candidato e spero che venga votato. Aspettiamo lunedì e vedremo. Prendo atto, comunque, che c'è un rigetto da parte dell'elettorato della giunta uscente e del quadro politico che la sorreggeva. Valga un dato su tutti: venti consiglieri comunali non sono stati riconfermati e sette assessori su undici o non si sono presentati al giudizio o sono stati trombati. Questo non vale per Zambuto che è stato l'assessore di Piazza (il sindaco uscente, Ndr)».
«Nessuna desistenza sul nome di Camilleri - assicura Decio Terrana, deputato Udc e uno dei quattro reggenti della segreteria provinciale del partito -. L' Udc è leale. Non credo che il voto disgiunto sia stato organizzato dai partiti».
Angelinp Alfano, tattico e prudente, oltre alle camurrie agrigentine fa i conti con una rinite che non gli dà tregua e, tra uno spruzzo di antistaminico e uno starnuto, prova a calmare gli animi: «Speriamo che il ballottaggio faccia vincere Camilleri che è persona perbene e bene rappresenta l'elettorato agrigentino». Il quale, intanto, anche lui tenta di smarcarsi dalle etichette. Per questo ha azzerato il ventaglio (formato da big di partito) di assessori proposto al primo turno e ha presentato nomi «sganciati dal sistema». Spicca il nome dell'economista Pietro Busetta ma anche quello di Vincenza Pecorelli, moglie dell'imprenditore Giovanni Micciché, editrice dell'emittente televisiva Teleacras. «Un cambio di rotta - sostiene Camilleri - che i cittadini hanno apprezzato».
Dall'altra parte, Zambuto piazza, fra gli altri, l'ex presidente del consiglio provinciale, il chirurgo Piero Luparello, che ha anche lui abbandonato l'Udc per seguire il giovane aspirante alla poltrona più alta di palazzo dei Giganti. A sinistra, naturalmente, c'è la soddisfazione di vedere all'orizzonte la possibilità di «bucare» dopo decenni un feudo saldamente in mano prima alla Dc e poi alla Cdl.
«Zambuto è una voce critica che si è levata dal centrodestra e propone un percorso di rottura. Per questo lo sosteniamo - argomenta Emilio Messana, segretario provinciale della Quercia -. Il centrodestra ha trattato Agrigento come una pedina qualsiasi da scambiare negli accordi romani e palermitani. Non ha funzionato». Analogo il ragionamento di Benedetto Adragna, senatore della Margherita: «C'è finalmente aria nuova, questo è l'inizio della primavera. Cuffaro ha ceduto Agrigento in cambio di alleanze che questa città non ha compreso quindi il centrodestra è stato bocciato».
«Ma quale aria nuova - ribatte Alfano -. Questa è una finzione della sinistra, il gioco è stato smascherato: non a caso Zambuto imbarca nella sua amministrazione quelli che sono stati i suoi avversari al primo turno».
«Questa è una città abbandonata, che soffre e ha bisogno di attenzione - chiude Zambuto -. Si è stancata delle solite chiacchiere e vuole cambiare. Questa è l'unica verità». L'ex pupillo del governatore Cuffaro è ottimista: «Il mio rapporto personale con Totò è inalterato anche se gli rimprovero di essersi fatto incatenare dagli alleati. E sai che ti dico? Che se vincerò penso che a lui non dispiacerà per nulla».
Camilleri: "Faremo ripartire la città" - Zambuto: "Resto uomo di centro"
Domenica sera Enzo Camilleri, ieri mattina Marco Zambuto. I due candidati a sindaco in attesa del ballottaggio hanno presentato le squadre di assessori. Lo hanno fatto entrambi nei propri comitati elettorali, il primo in via Via Esseneto, il secondo al Villaggio Mosè. Tanta l'emozione. Ma è bastato poco, il tempo di rompere il ghiaccio, ed eccoli già «lanciati», pronti a concedersi alle telecamere ed ai taccuini dei cronisti.
Con Camilleri che ha azzerato per intero la propria giunta c'erano l'economista e presidente della fondazione Curella, Pietro Busetta, l'architetto Angelo Cellura, avv. Barbara Garascia, l'insegnate Isef, Maria Patrizia Ferranti, il sociologo Giorgio Patti, l'editrice di Teleacras, Vincenza Pecorelli, Salvatore Pezzino, il cardiologo Renato Rametta, la farmacista Loredana Sammartino e Calogero Termine. «Abbiamo scelto, con oculatezza e buon senso, personalità che provengono dal mondo delle professioni, della comunità ecclesiale, delle comunicazioni e dell'associazionismo. Insomma, ci sono tutte le condizioni per affrontare con grande risolutezza questioni che si trascinano da troppo tempo. Un giunta in cui la politica ha fatto un passo indietro, formata da uomini e donne che condividono il nostro programma ed una strategia per il rilancio di Agrigento che vive un momento di grande difficoltà. Nell'altra giunta entrano invece, come si è visto, i partiti, mentre noi daremo nuovo slancio. In giunta ci sono personalità come il prof. Busetta, che non solo potrà dare i giusti suggerimenti per l'aggiustamento del bilancio, che è sicuramente da rivedere, ma che ma potrà con la sua azione rimettere in moto una macchina economica bloccata».
Con Marco Zambuto, che ha invece completato la giunta, desigando altri cinque assessori a quelli già nominati, c'erano il chirurgo Piero Luparello, i due ex candidati a sindaco Antonio Calamita e Lino Miccichè, il presidente degli albergatori Angelo Vullo, Lina Venerina Palino, della Cassa edile, il pediatra Giovanni Traina, il farmacista Paolo Minacori, Roberta Tuttolomondo, presidente dell'associazione Hibiscus e gli avvocati Daniele Cutaia e Francesco Iacono.
«Rimaniamo coerenti, dice Zambuto, con il progetto che vede Agrigento al di sopra dei partiti, fuori da ogni schema, indipendenti da qualunque logica politica che è propria degli schieramenti. Io rimango un uomo di centro, formatosi secondo la dottrina sociale della Chiesa. Esiste, purtroppo, una emergenza chiamata Agrigento che ci ha spinti a lanciare un appello agli uomini di centro, di destra e di sinistra: con l'obiettivo di risollevare la città abbiamo realizzato una squadra senza colori né partiti, che è stata in prima istanza suffragata dal grande successo elettorale, grazie al voto libero e consapevole degli agrigentini. Invece continuiamo a incassare provocazioni, offese attraverso volantini, divulgazione di menzogne e falsità. Ma la nostra storia politica e personale è sotto gli occhi di tutti: ci siamo dati la regola di non rispondere, nell'interesse della città di Agrigento».
L'associazione «Focus Gropu Onlus», con Antonella Gallo Carrabba, ha annunciato il proprio sostegno a Camilleri. Nel dibatto interviene il consigliere comunale dell'Udeur Maurizio Calabrese. «Per una volta che Alfano dice la verità sulle scelte del candidato a sindaco del centrodestra, affermando che la stessa nasce da un ricatto, si scatenano le reazioni contro Salsedo con accuse gratuite. Non abbiamo poi sicuramente alcuna paura ad affrontare i consiglieri del centrodestra qualora volessero continuare ad affossare e massacrare la città».
Il parlamento della legalità in carcere - Detenuti puliranno piano S.Gregorio
Una manifestazione ieri pomeriggio a Petrusa. Era presente anche il provveditore Orazio Faramo
I reclusi hanno adottato la piazzola sulla statale640 col monumento a Livatino: «La puliremo noi»
Piano San Gregorio, laddove risuonò l'anatema lanciato da Giovanni Paolo II, il 21 marzo, è stato «adottato» dai detenuti del carcere «Pagliarelli». I reclusi della casa circondariale "Petrusa" invece «adotteranno», lungo la statale 640, l'area del monumento dove il giudice-ragazzino Rosario Livatino venne massacrato dalla mafia. Si è insediato ieri il Parlamento della legalità al carcere Petrusa e subito è stata avanzata l'idea della prima iniziativa dei reclusi contro la mafia e in favore della legalità. L'idea è nata proprio mentre Antonella Zambuto, collaboratrice del Parlamento della legalità, fissava sul petto dei 20 detenuti, fra cui un dominicano, le coccarde simbolo che lei stessa ha realizzato. Alla cerimonia di insediamento del Parlamento della legalità al carcere Petrusa, oltre all'ideatore e coordinatore Nicola Marinino, erano presenti il direttore del Pagliarelli Laura Brancato e il provveditore regionale delle carceri Orazio Faramo. «Quella di oggi - ha detto Faramo - è stata una giornata intensa ed emozionante. I detenuti del carcere di Agrigento, guidati dai nostri operatori, realizzeranno un percorso per la piazzola di Livatino. I nostri sono dei messaggi per la legalità che da Palermo e da Agrigento adesso cercheremo di diffondere in tutte le altre realtà siciliane». «Come la risposta che il carcere Pagliarelli ha dato adottando dei luoghi simbolo di Palermo - ha commentato Laura Brancato che è stata direttore della casa circondariale agrigentina - adesso anche queste persone faranno lo stesso ad Agrigento». La giornata del Parlamento della legalità, ieri, è però cominciata presto. Nel giorno del ricordo dell'anniversario della strage di Capaci, in mattinata, nell' aula magna "Livatino" del palazzo di giustizia, gli studenti dell'agrigentino, coordinati da Nicola Mannino, hanno, infatti, commemorato il quindicesimo anniversario della morte dei giudici Gio¬vanni Falcone e Francesca Morvillo e degli agenti di scorta. Il tema dell'incontro è stato «Insieme ... CAPACI di reagi¬re!». Erano presenti il procuratore capo della Repubblica di Agrigento Ignazio De Francisci, il presidente del tribunale Aldo Lo Presti Seminerio, il presidente della Provincia Vincenzo Fontana, Emilia Catalano e il provveditore regionale delle carceri Orazio Faramo. Durante l'incontro è stato conferito, fra l'emozione generale, il premio memorial Antonino Caponnetto, controfirmato dalla moglie del fondatore del pool antimafia Elisabetta Baldi, al procuratore Ignazio De Francisci.
Campioni di basket per non dimenticare Falcone
Sabato al palazzetto dello sport "Nicosia" in campo le nazionali di magistrati ed artisti
Continuano i preparativi per l'ottava edizione della manifestazione «Per non dimenticare 2007 Basket» in programma il prossimo 26 maggio, che prevede al mattino alle ore 10, nell' auditorium dell'istituto professionale Nicolò Gallo, l'incontro dibattito
tra gli Studenti delle scuole della provincia e i magistrati di Palermo sul tema «La cultura della legalità», (ove sarà proiettato un video sulle stragi mafiose del '92). Nel pomeriggio alle ore 18, al palazzetto dello sport "Pippo Nicosia" di Agrigento, l'incontro
tra la Nazionale Basket Magistrati e quella degli Artisti. Testimonial della manifeziane sarà il comico Dario Cassini, molto amato dai giovani per le sue performances a Zelig. Madrina della Nazionale Magistrati sarà invece l'attrice Margot Sikabonyj, la Maria di "Un medico in famiglia". Entrambi saranno presenti sia all'incontro dibattito che alla partita tra le due nazionali.
Per quanto riguarda le due squadre, sono già arrivate le prime adesioni. Tra gli artisti, sicuri il presentatore e giornalista Gianni Ippoliti, il presentatore nonché capitano della squadra Fabrizio Frizzi, il cantautore e cabarettista Stefano Nosei, Marcello Mordino e Vittorio Cassarà, postini di «C'è posta per te», l'attore Giangui. do Baldi (tra protagonisti della soap «Un posto al sole») e il presentatore televisivo Carlo Massarini, ai quali si affianca il mitico bomber della retina Antonello Riva, che con i suoi oltre l4 mila punti è il recordman del massimo campionato italiano di pallacanestro. Per magistrati, invece, oltre ai rinforzi esterni, il ragusano Beppe Cassì, forse il più forte giocatore siciliano di ogni epoca, il presidente del Basket Trapani Sergio Magaddino e l'ex pivot di Palermo e Agrigento Sandro Mele, sono attesi il procuratore aggiunto del tribunale di Palermo Sergio Lati, i giudici Vincenzo Ignaccolo, Roberto Conti (unico agrigentino del roster), Mario Conte, Giangaspare Camerini, Lorenzo Iannelli, Fabio Pilato, Salvatore Pilato, Antonio Salvati, Francesco Verga e Nero Viola, alcuni dei quali hanno giocato a basket a buoni livelli (come Ignaccolo a Ragusa).
«Ci attendiamo una grossa partecipazione di pubblico - dice il procuratore Sergio Lari - Agrigento è stata scelta quale capoluogo di una provincia nella quale la mafia si è rivelata difficile da combatte per la sua scarsa visibilità. Qui sono caduti i colleghi Livatino e Saetta, il maresciallo Guazzelli e altre vittime innocenti: spera che il nostro messaggio arrivi forte e chiaro».
All'incontro dibattito di sabato alle ore 10 parteciperanno invece i magistrati Alfredo Morbillo, procuratore aggiunto al Tribunale di Palermo e vice presidente della Fondazione " Giovanni e Francesca Falcone", Annamaria Palma, Procuratore aggiunto in procinto di essere trasferita a Roma, diIgnazio De Francisci, procuratore la Repubblica di Agrigento.
Pari opportunità, oggi incontro al «Majorana»
Un incontro tra gli studenti del liceo scientifico Majorana di Agrigento, la consigliera delle Pari opportunità Maria Antonietta testone e la presidente dell'Ande, è in programma per questa mattina alle 11.30 nelle sede della scuola. Nel corso dell'incontro sarà proiettato un filmato sul tema delle pari opportunità cui seguirà una discussione sulla necessità di realizzare le differenze di genere.
DOMANI MATTINA AL PALACONGRESSI
Bimbi e diritto di famiglia - Un raduno di scolaresche
Pari Bambino ha diritto ad una famiglia», è questo il tema della manifestazione organizzata dall'Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia in programma domani al Palacongressi di Agrigento dalle 9 alle 13. Alla manifestazione parteciperanno l'Istituto Comprensivo Garibaldi di Agrigento, l'Istituto Comprensivo G. Pascoli di Agrigento, l'Istituto Comprensivo A. Frank di Agrigento, l'Istituto Comprensivo S. Quasimodo di Agrigento, la direzione didattica del 3° Circolo Esseneto di Agrigento, l'Istituto Comprensivo P. Balsamo di Castrofilippo, la direzione didattica del 1° Circolo Bersagliere Urso di Favara, la Direzione Didattica R. Livatino di Porto Empedocle, la Direzione Didattica Don Bosco di Naro, la Direzione Didattica del F. Crispi di Ribera, l'Istituto Comprensivo F. Crispi di Santo Stefano Quisquina. «L'inserimento scolastico dei minori adottati ed affida- ti nella scuola di tutti, sarà il tema trattato da Emilia De Rienzo e Frida Ionizzo esperte Anfaa (Ass. Naz. Famiglie Adottive e Affidatarie) di Torino. Inoltre Olga Milano tratterà il tema «L'adozione non è una favola» e la dott.ssa Teresa Urso Psicologa Coop. Serena di Raffadali parlerà su «I servizi sociali dei Comuni e l'affidamento familiare».
Università, si chiude il corso sulla sanità
Si terrà domani alle 9.30 all'aula magna Luca Crescente dell'Università di Agrigento, alla presenza dell'assessore regionale Roberto Lagalla, del dirigente generale del dipartimento Osservatorio Epidemiologico e Formazione Antonio Mira, dei Presidenti del Polo Universitario Bartolomeo Romano, della Provincia Vincenzo Fontana, la cerimonia conclusiva del corso di formazione manageriale per idoneità a dirigente di struttura complessa delle aziende ospedaliere, coordinato dal dottore Renato Malta. Il corso iniziato nel novembre 2006 ha dato l'opportunità a numerosi professionisti di approfondire le tematiche che interessano in maniera trasversale le discipline medico chirurgico e di stimolare anche l'attenzione ai valori etici che in una attività che vive di relazione con il paziente e la struttura sanitaria assistenziale non possono mancare.
Provincia, cantonieri - Comprati nuovi mezzi
Saranno consegnate dal presidente della Provincia Vincenzo Fontana, domani alle ore 10.30, nell'orto botanico della Provincia ad Agrigento, i nuovi 16 mezzi destinati ai capo cantonieri della Provincia. La fornitura rientra nell'ambito dell'ammodernamento dei mezzi in dotazione alla Provincia Regionale di Agrigento. Si tratta nello specifico di vetture Fiat Panda da utilizzare per il controllo della viabilità provinciale. Alla cerimonia sarà presente il responsabile del settore viabilità l'ing. Giuseppe Milano.
LA SICILIA
LA GIUNTA DI ENZO CAMILLERI
Per il ballottaggio fuori i partiti e dentro parte della società civile
Fuori i partiti politici e dentro la società civile. Questa è la strategia scelta da Enzo Camilleri nella formazione della sua nuova squadra assessoriale per meglio affrontare le elezioni di domenica prossima. «Avevamo già detto ad inizio della campagna elettorale - a parlare è Enzo Camilleri - che la prima giunta era di transazione e che sarebbe stata cambiata in corso d'opera. C'è stato un messaggio che è arrivato dagli agrigentini con le recenti votazioni. E noi abbiamo rispettato il nostro preciso dovere di ascoltare il messaggio e di darne un seguito». Sembrerebbe di capire che il contenuto del messaggio sia una sorta di rigetto per le forze politiche. Praticamente, è come se gli agrigentini avessero deciso di scaricare il malumore accumulato in questi ultimi cinque sui partiti politici, per cui è prudente prenderne le dovute distanze per non rimanerne schiacciati. Bene, ma a questo punto quale è la differenza sostanziale tra i due candidati?
I due contendenti, infatti, si stanno, entrambi, richiamando alla società civile, abiurando la politica.
«Per quanto mi riguarda - continua Enzo Camilleri - i partiti, non sono scomparsi, si solo messi al mio fianco. Hanno rispettato la mia volontà e le mie indicazioni e questo dimostra che non siamo soffocati dalle forze politiche, ma collaborati a pieno titolo. Il mio riferimento rimane la Cdl. Viceversa nella Giunta di Marco Zambuto c'era prima e c'è adesso la presenza del partiti del Centrosinistra con Lillo Miccichè e gli assessori segnalati dalla Margherita. I partiti della sinistra hanno, dunque, confermato la loro scelta».
Gli assessori scelti da Enzo Camilleri sono: Renato Rametta, cardiologo, Pietro Busetta, economista, Salvatore Pezzino, giornalista, Barbara Garascia, avvocato, Angelo Cellura, Architetto, Enza Pecorelli, editore, Giorgio Patti, sociologo, Marinella Ferranti, insegnante, Loredana Sammartino, farmacista e Calogero Termine, avvocato. «Sono personalità - conclude Enzo Camilleri - che appartengono al mondo del professionismo vicino ai bisogni della gente. E che bene sanno interpretare ciò che viene chiesto dagli agrigentini ad una amministrazione comunale».
La Giunta, ad ogni modo, è servita. Enzo Camilleri può contare su di una squadra di liberi professionisti e sui partiti politici del Centrodestra che, precedentemente, sovrapposti, adesso, si sono semplicemente affiancati al loro candidato a sindaco di Agrigento.
LA GIUNTA DI MARCO ZAMBUTO
Il valore aggiunto alla compagine viene dal mondo delle professioni
Marco Zambuto ha presentato ieri, in una conferenza stampa, la sua Giunta.
I nomi erano noti, un po' meno i volti. Si tratta di Franco Iacono, avvocato, Roberta Tuttolomondo, presidente dell'associazione lbiscus, Paolo Minacori, farmacista, Piero Luparello, medico, Daniele Cutaia, avvocato, Lillo Miccichè dei Verdi, Antonio Calamita, geologo e rappresentante della lista Nuovi orizzonti, Angelo Vullo, presidente degli alberghieri, Lina Palillo, imprenditrice e Giovanni Maria Traina, pediatra.
«Lillo Miccichè - ci dice Marco Zambuto - è l'uomo delle grandi battaglie per Agrigento. Per ricordare, un solo episodio, ha rischiato la vita nella protesta sulla questione idrica, affrontando una marcia dalla nostra città fino a Palermo. Per tutta una serie di iniziative, appare davvero riduttivo definire Lillo Miccichè un uomo dei Verdi. Per il resto, ho confermato le mie scelte perché la squadra che vince non si cambia. Devo dire, a tal proposito, che, quando, una squadra perde è l'allenatore che bisogna licenziare».
Ovviamente, la pesante allusione è su Camilleri, che nel frattempo ha dato alla sua nuova compagine una caratterizzazione diversa, chiamando a se personalità del mondo delle professioni e azzerando la presenza dei politici della prima fase elettorale. Zambuto e Camilleri si richiamano entrambi alla società civile. Dove sta, dunque, la differenza che dovrebbe, alla fine, formare il convincimento dell'elettorato?
«La differenza sostanziale è che - ci dice Zambuto - io ho scelto la società civile per portare la nostra città fuori dalle sue emergenze, l'altro candidato mi scopiazza solo per tentare di vincere le elezioni. Questo è il punto importante da focalizzare e questa è la grande differenza, tra noi che costituiamo una rivoluzione politica all'interno di una città arrivata con le spalle al muro e loro che giocano alle strane strategie per rastrellare voti. Non abbiamo adottato un metodo per vincere, ma per governare la città. I partiti hanno soffocato con la loro eccessiva presenza qualsiasi forma di iniziativa politica, la più recente testimonianza è la stessa scelta del candidato della Cdl, frutto di un compromesso per Palermo. I vertici dei partiti politici non hanno lascito spazio alcuno ai cittadini che hanno subito solo i danni delle loro scelte. Noi ci stiamo riappropriando della nostra città».
Opinioni diverse che tirano da un capo all'altro il lenzuolo della società civile. intanto, domenica prossima, sarà proprio la società civile a dire in maniera inequivocabile quale dei due candidati la rappresenterà per i prossimi 5 anni.
ARAGONA VERSO IL BALLOTTAGGIO
Di Giacomo e Tedesco presentate le squadre per puntare alla vittoria
ARAGONA. Ancora qualche giorno, di campagna elettorale e finalmente con il ballottaggio, di domenica, tra l'assessore provinciale in carica Antonino Di Giacomo e il farmacista Alfonso Tedesco, si conoscerà chi occuperà per 5 anni la poltrona di primo cittadino di Aragona.
I candidati hanno presentato le liste degli assessori che comporranno la nuova giunta in caso di elezione. Il dottore Alfonso Tedesco, candidato del Centrosinistra, ha designato come assessori l'impiegato all'Inps, Francesco Cipolla; l'ex presidente
della camera di commercio, l'imprenditore Filippo Gandolfo; il sindacalista Franco Virone; l'impiegato all'Enel, Alfonso Sammartino; il pensionato bancario, Giuseppe Di Stefano e per ultimo il coordinatore dei giovani aragonesi Piero Caruana e Viviana Buscemi.
Il candidato del Centrodestra Nino Di Giacomo, ha invece scelto Salvatore Rotolo; il medico Raimondo Buscemi; il geometra, Filippo Sprio; l'assistente sociale, Rosalia Gaziano; il docente Giocchino Volpe; l'imprenditore, Angelo Galluzzo ed infine l'imprenditore agricolo Giuseppe Pendolino.
Presentate le due squadre, per i due aspiranti sindaco, questi giorni sono importanti soprattutto per illustrare e approfondire ancora una volta i programmi e magari convincere a votare più persone possibili, visto che ad Aragona, nella prima tornata, ha votato solamente i147,5%.
La notizia, importante è che non ci sarà l'apparentamento tra Tedesco e Morreale. Una questione di carattere tecnico perché questo farebbe perdere un consigliere comunale alle liste che sostenevano Alfonso Tedesco. Comunque a giorni ci saranno delle novità perché si parla di una trattativa per un accordo politico, che significherebbe, partire in netto vantaggio rispetto al candidato Antonino Di Giacomo, anche se non sono escluse, eventuali sorprese. Se ne saprà di più nei prossimi giorni, dove si avrà un quadro più chiaro della situazione, su chi partirà favorito, per il ballottaggio di domenica e lunedì. Al primo turno Alfonso Tedesco ha conquistato 3.197 voti pari al 47,2, mentre Nino Di Giacomo ha ottenuto 2.619 pari al 38,74%.