Provincia di Agrigento

Rassegna stampa

  1. Rassegna stampa del 27 aprile 2012 [30/04/2012]
  2. Rassegna stampa del 28/29/30 aprile 2012 [30/04/2012]
  3. Rassegna stampa del 24 aprile 2012 [24/04/2012]
  4.  Rassegna stampa del 19 aprile 2012 [20/04/2012]
  5. Rassegna stampa del 20 aprile 2012 [20/04/2012]
  6. Rassegna stampa del 18 aprile 2012   [18/04/2012]
  7. Rassegna stampa del 17 aprile 2012 [17/04/2012]
  8. Rassegna stampa dal 14 al 16 aprile 2012 [16/04/2012]
  9. Rassegna stampa dal 12 al 13 aprile 2012  [13/04/2012]
  10. Rassegna stampa 11 aprile 2012 [11/04/2012]
  11. Rassegna stampa dal 6 al 11 aprile 2012  [11/04/2012]
  12. Rassegna stampa del 3 aprile [04/04/2012]
  13. Rassegna stampa del 24/25/26 marzo 2012 [04/04/2012]
  14. Rassegna stampa del 4 aprile 2012
     
     
     
     
     
     
    [04/04/2012]
  15. Rassegna stampa del 27 marzo 2012   [02/04/2012]
  16. Rassegna stampa del 28 marzo 2012 [02/04/2012]
  17. Rassegna stampa del 29 marzo 2012 [02/04/2012]
  18.  LA SICILIA
     
    I nodi dei sistema Ato sono arrivati al pettine
    Gesa, lavoratori e imprese non riescono più ad andare avanti
    La situazione del servizio di igiene ambientale nei 19 comuni cadenti nell'ambito di Gesa sta diventando esplosiva, sotto diversi puliti di vista, ivi compreso quello sociale con i lavoratori che sono esasperati ed hanno i nervi a fior di pelle. Se n'è avuta una prova, ammesso che ve ne fosse bisogno, ieri mattina nel corso dell'incontro organizzato dal presidente della Provincia Eugenio D'Orsi proprio per cercare di trovare una soluzione al problema del mancato pagamento dei propri debiti da parte di Gesa Agrigento due.
    All'incontro sono stati invitati il liquidatore di quest'ultima società, Teresa Restivo, le imprese (che si sono fatte rappresentare dal loro legale di fiducia Giuseppe Scozzari) ed i sindaci dei 19 comuni che sono soci di Gesa. E proprio questi ultimi sono stati i grandi assenti: gli unici presenti sono stati quello del capoluogo Marco Zambuto e quello di Sant'Angelo Muxaro Angelo Leto. Degli altri comuni solo i rappresentanti di Aragona, Favara e Porto Empedocle. Per il resto nulla Presenti invece almeno un centinaio di lavoratori, mentre i sindacati non sono stati invitati: ciò malgrado ha partecipato il segretario generale aggiunto dell'Ugi Roberto Migliara.
    E proprio l'assenza dei sindaci é stata stigmatizzata da D'Orsi, che ha attribuito la situazione esistente alla malapolitica e la cui proposta è stata quella di chiedere alla Regione di risolvere il problema con l'approvazione di una apposita normativa che costringa i sindaci, pena il commissariamento, ad prevedere una posta di bilancio per il pagamento a Gesa del non riscosso sulle bollette. Teresa Restivo ha spiegato come si è arrivati a questa situazione ed ha annunciato che già quattro comuni hanno sottoscritto il piano di rientro del loro debito in vista di un possibile finanziamento della Regione che dovrebbe utilizzate un mutuo bancario che tuttavia appare sempre più improbabile.
    Scozzari, nel corso del suo intervento, ha avuto momenti di scontro con Marco Zambuto. Il legale delle imprese ha parlato di situazione preoccupante di prefallimento per le imprese che non trovano più credito non solo nelle banche (le quali non sono più disposte a dare anticipi sulle fatture di Gesa) ma anche nei fornitori, tanto che ha preannunciato che il rifornimento di carburante dalla settimana entrante non darà più gasolio e benzina se non avrà l'ingente somma della quale é creditore. Se l'è presa con i Sindaci per non aver pagato quanto di loro spettanza ed a questo punto ha avuto un vivace scambio dibattute con Zambuto clic ha anche minacciato di andar via accusando il suo interlocutore di non conoscere la situazione del Comune di Agrigento. I momenti di tensione non sono mancati nemmeno con i lavoratori che hanno interrotto più volte il dibattito: essi hanno ripetutamente chiesto impegni precisi su quando riceveranno i soldi, ma nessuno ovviamente ha potuto dare risposte chiare ed esaurienti. Alla fine è stata approvata la proposta di D'Orsi di andare in delegazione da Lombardo per ottenere garanzie precise sull'approvazione di una norma che costringa i sindaci a pagare. A tal proposito Teresa Restivo riunirà subito il CCIA di Gesa per elaborare le richieste da portare al governo regionale
    SALVATORE FUCÀ
     
    D'Orsi: «il problema va risolto alla radice altrimenti ritornerà»
    «Il problema va risolto alla radice: non basta trovare subito i soldi per pagare i due stipendi in sospeso, bisogna fare in modo che tra un mese non ci ritroviamo punto e a capo». Eugenio D'Orsi é dell'avviso che bisogna chiedere al governo regionale l'aiuto per venire a capo di questa situazione. "Una delegazione composta da me, da Teresa Restivo e dai sindaci deve recarsi a Palermo e non venire via fino a quando non si avranno avuto precise garanzie sulla modifica della legislazione nel senso che i sindaci devono prevedere in bilancio un'adeguata dotazione finanziaria per pagare la loro quota a Gesa".
    Anche il sindaco di Agrigento Marco Zambuto vuole rivolgersi al governo regionale: «Dobbiamo chiedere che ci venga riconosciuto uno stato di emergenza e che ci venga dato un aiuto finanziario per pagare le imprese. Certo, anche i comuni devono dare il loro contributo ed Agrigento, anche se non é tenuto essendo in regime di tia, è pronto a fare la propria parte. Tuttavia l'obbiettivo finale deve essere quello di pervenire ad una riforma definitiva che abolisca gli ato e riaffidi il servizio di igiene ambientale ai comuni».
    «Il problema - spiega Restivo - sta proprio nel fatto che i comuni non integrano quanto non riscosso con le bollette, ma alla fine i veri debitori non sono nemmeno i comuni ma i singoli cittadini che non pagano. Quindi non posso agire direttamente sui sindaci. Tuttavia
    stiamo recuperando parecchio con il coattiva e con la lotta all'evasione. Quest'ultima ci ha consentito di elaborare un ruolo suppletivo di contribuenti che ha indotto Aipa a darci l'anticipazione di due milioni che abbiamo promesso alle imprese. Gesa peraltro ha cercato di venire incontro a queste ultime pagando anche delle somme per recuperare gli interessi e per le altre spese, ma poi c'è da fare i conti anche con gli altri creditori che anche loro reclamano il pagamento di quanto loro dovuto».
    Roberto Migliara dell'Ugl sollecita Teresa Restivo «a chiedere il commissariamento se non per le somme dovute, per la mancata previsione dell'apposita posta di bilancia per pagare le quote di non riscosso». Se la prende anche con i sindaci che ieri mattina sono stati assenti, «specialmente coloro i quali continuano ad organizzare feste e festini invece di dare alle somme di cui dispongono una destinazione più utile». L'esponente dell'Ugl chiede anche ai sindaci di fare intervenire l'Anci per indurre la Regione a prendere i provvedimenti che si rendono necessari per giungere alla soluzione del problema.
    «Occorre anche - aggiunge - ripristinare un programma efficace sulla raccolta differenziata e dare attuazione alla realizzazione dell'impianto di compostaggio, ma anche rivedere gli accordi con l'impresa che gestisce la discarica o, in alternativa, reperire un nuovo impianto dove poter conferire i rifiuti a condizioni più vantaggiose»
     
    Le imprese del raggruppamento sull'orlo del fallimento
    Le imprese del raggruppamento che si occupa della raccolta dei rifiuti sono sull'orlo del fallimento. L'avv. Giuseppe Scozzari che le rappresenta non ha avuto peli sulla lingua. «il contratto d'appalto - spiega - obbliga Gesa ad effettuare i pagamenti mensilmente entro il sessantesimo giorno dalla presentazione delle fatture. Invece le fatture scadute ad oggi sono ben cinque per un totale non pagato di euro 9,822.163,72. A questi soldi vanno aggiunti i servizi prestati nei 60 giorni di franchigia contrattuale (cioé gli ultimi due mesi) per un importo di euro 3.4l4.638,38. In totale sono stati prestati servizi non retribuiti per euro 13.225.802,10. Nella sostanza Gesa ha pagato fino alla metà di agosto, ma ai dipendenti ò stato garantito il pagamento degli emolumenti fino a dicembre 2011 compresa la tredicesima mensilità».
    - Cosa c'é adesso di diverso rispetto al passato?
    «L'accesso al credito in banca é divenuto fortemente più difficoltoso e la mancanza di affidabilità finanziaria di Gesa ha peggiorato le cose. Il forte indebitamento con le banche e le nuove restrizioni di accesso al credito non consentono più alle imprese di poter sostenere ulteriormente l'attuale situazione creditoria. Poi ci sono anche i fornitori che garantiscono carburanti, la manutenzione dei mezzi, sacchi e materiali vari di consumo. Anche queste aziende non riescono più a sostenere i ritardi nei pagamenti: le imprese non pagano il carburante da otto mesi, hanno anticipato l'iva, che va obbligatoriamente pagata, per un milione e 200 mila euro, e poi ci sono i contributi per i lavoratori, che comunque vanno pagati alla scadenza, gli interessi sulle anticipazioni di banca».
    - Di chi la colpa e cosa si può fare?
    «Il problema principale é la mancata istituzione, da parte dei comuni, di un capitolo di bilancio, con adeguata dotazione finanziaria, per la fisiologica mancata riscossione di una forte aliquota di bollette, cosa che invece é prevista dalla legge. Badate che alla data del 31 dicembre 2010 il debito dei comuni superava i 40 milioni di euro. Cosa si può fare? per tamponare l'emergenza i comuni potrebbero metterci, in media, 200 mila euro ciascuno (certo, i comuni piccoli anche meno ma si può compensare con quelli più grossi). Arriveremmo così ad una somma di quattro milioni di euro che ci darebbero un certo respiro e ci consentirebbero il pagamento di almeno due mensilità. Con quello che Gesa ha promesso di dare la settimana entrante invece (2 milioni e 800 mila euro) si può solo arrivare ad un 50% di una mensilità».
    S.F
     
    GIORNALE DI SICILIA
     
    Provincia, a vuoto la mediazione di D'Orsi Gli operai: «Vogliamo subito due stipendi»
    Rimarrà probabilmente solo un'idea, la proposta di istituzione di un fondo di gestione dei 19 Comuni ricadenti nell' Ato Cosa Ag2 e che consenta il saldo di bilancio per il settore dei rifiuti lanciata ieri mattina nel corso dell'incontro organizzato dal Presidente della Provincia regionale di Agrigento Eugenio D'Orsi conio scopo di aprire una discussione tra tutte le parti coinvolto nella vertenza dei 350 operatori ecologici in sciopero ormai da tre giorni. La proposta, che non si è trasformata in nessun documento, è arrivata dall'avvocato Giuseppe Scozzari, incaricato dalle ditte del raggruppamento temporaneo di imprese ed è stata sposata dal Presidente D'Orsi, dal Commissario liquidatore di Gesa Teresa Restivo e dai pochi amministratori presenti all' incontro in rappresentanza dei Comuni di Agrigento, Favara e Sant'An gelo Muxaro. La riunione si è chiusa tra le polemiche e lo scontento dei lavoratori che vedono allontanarsi la possibilità di un pagamento rapido dei loro stipendi. All'incontro di ieri, cui non erano stati invitati i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil, era però presente il segretario dell'Ugl igiene ambientale Roberto Migliara.
    «Non possiamo consentire e sopportare - ha detto - che azioni illegittime che rasentano l'illecito debbano vedere i lavoratori, le rispettive famiglie ci cittadini onesti che pagano la tassa sui rifiuti, subire le irresponsabilità di chi amministratore la cosa pubblica. Rispetto a chi trova forse persino piacevole prodursi in polemiche sterili, ribadiamo la necessità di un'azione tesa a trovare le soluzioni e superare definitivamente i problemi per il bene di tutti. Alla luce dei fatti - conclude - sorge il fondato sospetto che il tentativo di incutere timori nei confronti dei sindaci abbia sortito l'effetto contrario; il mancato versamento da parte di questi ultimi dei rispettivi canoni, ed il versamento da parti di pochi amministratori, di somme irrisorie, allo scopo paralizzare il servizio».
     
    AULA «PELLEGRINO». Riunione del Consiglio Provincia, seduta rinviata per debiti fuori bilancio
    Aggiornati al 3 aprile, alle ore 18 nella aula Silvia Pellegrino, i lavori del Consiglio Provinciale. Presenti quattordici consiglieri su trentacinque, numero valido per la seduta di prosecuzione. La presidenza della seduta è stata assunta dal Consigliere anziano per voli Riccardo Gallo. 11 rinvio è stato deciso, a maggioranza, per consentire alla Commissione Bilancio dì esprimere il proprio parere sui tre debiti fuori bilancio ancora da approvare. La proposta è stata formulata dal Consigliere Carmelo D'Angelo. Prima della votazione è intervenuto il Consigliere Orazio Guarraci favorevole alla proposta di rinvio. Guarraci ha, anche, informato il Consiglio sulle proposte di modifica allo statuto del Cupa fatte dalle Commissioni congiunte della Provincia e del comune di Agrigento. Contrario alla proposta di rinvio dei lavori il Consigliere Montaperto il quale ha ricordato come il parere della Commissione non era indispensabile perché erano decorsi i termini previsti dal regolamento.
     
    La campagna elettorale nel vivo
    Arrivano i big, oggi Italo Bocchino
    Trasferta di Arnone nella terra di Bersani: «Sappia che da noi il partito blocca il rinnovamento»
    Paolo Picone
    Arrivano i big. I 6 potenziali candidati a sindaco: Mariella Lo Bello, Giampiero Carta, Giuseppe Arnone, Totò Pennica, Angelo Errore e Marco Zambuto "affilano le armi.
    Angelo Errore. Il candidato della lista Movimento azzurro, apre con lo slogan «Contro la corruzione e contro gli sprechi» riferendosi anche ai costi della campagna elettorale che alcuni candidati stanno sostenendo per riempire la città di manifesti con la propria faccia ed i proprio slogan. «Ribadiamo il nostro obiettivo - dice l'onorevole Errore - combattere le lobby, abbattere i costi della politica (Errore ha dichiarato che in caso di elezione rinuncerà all' indennità di carica di sindaco) e lavorare per evitare Il sbriciolamento del centro storico».
    Bocchino. Oggi alle 10.30 al bar Milano ci sarà una conferenza stampa con gli esponenti dei partiti della coalizione a sostegno di Mariella Lo Bello. Mpa, Eh, Pd e Api alla presenza di Italo Bocchino, vice segretario nazionale di Futuro e libertà per l'Italia.
    Carta punta l'indice su Arnone. Il candidato della sinistra, Giampiero Carta, rappresentante sindacale della Cgil presso l'Agenzia delle Entrate, ritiene doveroso difendere la dignità degli uomini e delle donne che operano ogni giorno nel sindacato che fu di Placido Rizzotto e Pio La Torre. » inaccettabile quanto riportato nella lettera inviata dal candidato sindaco Giuseppe Arnone a quello che ormai sembra essere diventato il suo principale sponsor politico, il Presidente della Regione Raffaele Lombardo. Tale lettera, inviata in relazione alla candidatura a sindaco dell'ormai ex segretaria generale della Cgil, Mariella Lo Bello, esprime toni, contenuti ed eccessi verbali che offendono indistintamente lavoratori, iscritti e quadri del sindacato di cui io stesso faccio parte».
    Arnone nella terra di Bersani. Giuseppe Arnone torna a Piacenza, per illustrare il sondaggio della Ipsos che lo dà favorito nelle elezioni del sindaco. »Ma ad Agrigento - spiega Arnone - il Pd 'ufficiale" non ha voluto tenere le primarie, non apre da due anni il tesseramento e mi fa la guerra».
    Messana diffida Arnone ad usare il simbolo del Pd.»Arnone non è iscritto al Partito Democratico di Agrigento né al gruppo consiliare di Agrigento. l,a sua iscrizione nell'anno 2009 è stata cancellata a seguito di quattro provvedimenti delle Commissioni di Garanzia Re-gionale e Nazionale, che lo hanno espulso dal partito». Lo sottolinea in una nota il segretario del Pd Emilio Messana: »Non essendo iscritto, la sua azione in alcun modo può essere attribuita al Partito democratico, né egli è abilitato ad utilizzare, in qualsiasi forma, i simboli o i riferimenti propri del partito. Siamo costretti, pertanto, a diffidarlo formalmente».
    Pennica: Epolis resta autonoma. «Epolis sta per: etica, politica e solidarietà - dice il candidato sindaco - la mia candidatura è rimarrà di una lista civica. Che ha preparato un programma che è il programma di Epolis. La mia è e rimarrà una candidatura libera perché vuole amministrare Agrigento con la partecipazione dei cittadini. Ed è per questo che raccolgo l'invito di un gruppo di persone di sinistra che chiedono politiche per il centro storico. E lo rilancio ".
    Socialisti: Angelo Bellanti, segretario provinciale del Psi. »Tengo a precisare - scrive in una nota - che l'onorevole Giovanni Palillo non è mai stato iscritto al Nuovo Psi e quindi non può esserne il segretario regionale. L'onorevole Giovanni Palillo è il segretario regionale del
    dal dicembre 2008».
     
    Dai dipendenti regionali ai parchi:
    ecco le novità della Finanziaria
    Restano i canoni di produzione delle cave e delle miniere e i tagli per il trasporto
    Giuseppina Varsalona
    PALERMO
    Ci sono 30 milioni di euro per il rinnovo dei contratti dei dipendenti della Regione (16,15 per i dirigenti e 14,41 milioni per il comparto), un fondo di 300 mila euro perla tracciabilità dei prodotti richiesta dal movimento dei Forconi, un ticket per parchi e riserve e l'aumento di almeno il 30% per qualsiasi tariffa legata a servizi e concessioni regionali. Ecco la bozza del maxiemendamento alla Finanziaria, su cui governo, maggioranza e opposizione ieri sera, dopo un pomeriggio di trattative, ha trovato l'accordo. «Stiamo cercando di essere più coerenti possibile, per assicurare una copertura certa alle spese», ha commentato il presidente della commissione Bilancio Riccardo Savona. Nel pomeriggio rivolgendosi all'opposizione, l'assessore all'Economia Gaetano Armao aveva detto che non avrebbe mai votato «una Finanziaria tanto per tirare a campare, senza le misure che ci impone lo Stato e senza investimenti».
    Fino a tarda sera l'incertezza è stata la padrona di casa all' Ars. Governo allo sbando, infatti, dopo la notizia dell'imputazione coatta per concorso esterno all'associazione mafiosa e voto di scambio aggravato nei confronti del presidente Lombardo e di suo fratello Angelo. Se il maxiemendamento venisse approvato, ci sarebbe il via libera al rinnovo dei contratti collettivo dei dipendenti regionali:
    uno dei tagli principali del bilancio approvato. Si tratterebbe dei due bienni economici per i dirigenti e uno per i dipendenti, oltre al pagamento degli arretrati. Per il personale degli enti regionali con qualifica dirigenziale il governo ha previsto 1 milione e 30 mila euro e 2 milioni 133 mila per i dipendenti con qualifica non dirigenziale. In mattinata, oltre tremila lavoratori avevano preso parte alla manifestazione indetta da Fp Cgii - Cisl Fp - Uil Fpl - Sadirs - Dirsi . Ugl - Siad. «La risposta dei lavoratori - spiega il Cobas-Codir - è un atto dovuto al tentato saccheggio da parte del governo delle somme destinate ai rinnovi contrattuali». Il maxiemendamento del governo accontenta in parte anche le richieste dei Forconi, che in mattinata avevano occupato Palazzo dei Normanni, dopo aver regolarmente pagato il biglietto d'ingresso ed essersi piazzati davanti alla Cappella Palatina.
    Tra le pieghe della finanziaria c'è infatti, anche la norma sul prelievo coatto dei debiti in Sicilia che agevola le categorie deboli e istituisce un fondo preordinato alla riduzione del prezzo dei carburanti alla pompa per far fronte alla maggiorazione delle aliquote. «Sono sorpreso dell'iniziativa intrapresa dal movimento dei Forconi - aveva detto il presidente dell'Ars, Francesco Cascio -. Non ne comprendo assolutamente le motivazioni visto che stiamo lavorando per loro".
    Nel maxiemendamento restano i canoni di produzione delle cave e delle miniere, i canoni di concessione per le locazioni di beni demaniali e patrimoniali e il recepimento delle norme di risparmio previste nel "Salva Italia" del governo Monti (taglio auto blu, consulenze e indennità). Sul trasporto pubblico sono previsti tagli a contributi, mentre passa da un miliardo a 800 milioni il budget per il micro fotovoltaico. «Nella finanziaria il governo inserisce dei provvedi menti che aiutano l'economia siciliana e che sarebbe gravissimo non approvare», ha detto il presidente Lombardo. Intanto, un cartello di 19 associazioni (da Confindustria alla Cna, oltre ai sindacati) bocciano la manovra e denunciano che «la crisi che ha investito l'economia è ulteriormente aggravata dall'imputazione coatta del governatore».
     
    ATO GESA. Oggi quarto giorno di sciopero selvaggio dei 350 operatori ecologici. Le città ormai invase dalla spazzatura
    Rifiuti, imprese sommerse dai debiti
    Da primo aprile niente più benzina
    Annamaria Martorana
    Continua lo sciopero ad oltranza, non autorizzato, dei 350 operatori ecologici dei 19 Comuni consorziati con l'Ato Gesa Ag2. Al momento infatti, non sembrano esserci margini di intesa tra le parti perché il dato certo è uno solo: soldi non ce ne sono. Non abbastanza almeno per pagare i due stipendi che gli operai chiedono per tornare al lavoro. 12 milioni e 800 mila euro che la Gesa dovrebbe versare nei prossimi giorni alle imprese dell'Ati, non sembrano essere sufficienti per un anticipo della mensilità di gennaio. Tutto il resto servirà a pagare parte degli otto mesi di arretrati con la ditta Nobile pronta, dal primo aprile, a chiudere i rubinetti dei rifornimenti di gasolio per gli auto compattatori e tutti gli altri mezzi della imprese. Tutto il resto andrà alle banche, che non essendo società di beneficienza, stanno stringendo i cordoni attorno alla disponibilità creditizia delle imprese stesse. Problemi con le banche che hanno anche gli operatori ecologici, come gli stessi hanno fatto rimarcare, che spesso negli istituti di credito e nelle finanziarie "non vengono nemmeno fatti accomodare". E tra le inadempienze che le imprese contestano ai Comuni c'è la mancata istituzione in bilancio, di un capitolo con adeguata dotazione, per l'intervento sussidiario determinato stilla base della previsione fatta dalla Società d'ambito in merito a temporanee carenze di liquidità dovuta alla mancata riscossione. Ai revisori dei conti dei Comuni viene invece contestato il mancato controllo per la rigorosa applicazione da parte dei Comuni dell'art. 21 comma 17 della L.R. 19/2005, relativamente alla previsione in bilancio di questo capitolo. E adesso su Gesa e sui comuni pende la denuncia delle ditte che hanno come noto, dato mandato all'avvocato Giuseppe Scozzari, di rappresentarle in questa vertenza. «Possiamo firmare tutti i protocollo e le intese del mondo - ha ribadito Scozzari - ma la Restivo i soldi non li ha e le imprese sono in stato di prefallimento. Va chiarito, che se dovessero fallire, si va tutti a casa, impiegati, operai, dirigenti e funzionari. Tutti. Il forte indebitamento con le banche le nuove restrizioni sull'accesso al credito non consentono più alle imprese di potere sostenere ulteriormente l'attuale situazione creditoria. Ci sono responsabilità precise a cui tutti devono rispondere, a cominciare dai sindaci a finire alla società d'ambito. Le imprese dell'Ati, al momento vantano crediti per fatture scadute, di 9 milioni e 800 mila euro oltre ai due mesi di franchigia per servizi già resi. Come si può pensare che siano queste ditte a continuare a pagare per tutti?». E per i sindaci debitori, torna a protrarsi  lo spettro del commissariamento, sia per quelli che operano in regime di Tal, come il capoluogo dove i costi sono a carico dei cittadini, sia di quelli in gestione Tarsu. TI commissario Teresa Restivo li aveva tutti diffidati nelle scorse settimane a mettere mano al portafoglio. Il sindaco di Agrigento dal canto suo, insistendo sulla richiesta di riprendersi il servizio anche in deroga, nonostante l'assessore Giosuè Marino gli abbia spiegato che non è possibile, va oltre e chiede che a risolvere la questione, sia la Regione. «Siamo pronti a chiedere io stato di calamità o di emergenza sanitaria se serve - ha detto Zambuto - per avere quei fondi speciali che ci permetterebbero di tamponare la situazione, almeno in attesa di trovare soluzioni più definitive». (AMM)
     
    Agrigentoflash
     
    Consiglio provinciale: aggiornati i lavori al 3 Aprile
    Aggiornati al 3 aprile, alle ore 18:00, nella aula Silvia Pellegrino, i lavori del Consiglio Provinciale. Presenti quattordici consiglieri su trentacinque, numero valido per la seduta di prosecuzione. La presidenza della seduta è stata assunta dal Consigliere anziano per voti Riccardo Gallo. Presenti anche gli Assessori Lillo Volpe e Francescochristian Schembri. La decisione è stata presa, a maggioranza, per consentire alla Commissione Bilancio di esprimere il proprio parere sui tre debiti fuori bilancio ancora da approvare. La proposta di rinvio è stata formulata dal Consigliere Carmelo D'Angelo. Prima della votazione è intervenuto il Consigliere Orazio Guarraci favorevole alla proposta di rinvio. Guarraci ha, anche, informato il Consiglio sulle proposte di modifica allo statuto del CUPA fatte dalle Commissioni congiunte della Provincia e del comune di Agrigento. Contrario alla proposta di rinvio dei lavori il Consigliere Montaperto il quale ha ricordato come il parere della Commissione non era indispensabile perché erano decorsi i termini previsti dal regolamento.
    Nella prossima seduta prevista la discussione di sei punti tra cui la mozione dei Consiglieri Ivan Paci, Mario Lazzano, Giuseppe Picone e Roberto Gallo, relativa alla riduzione dei costi della politica e la proposta n. 01 del 20/01/12 del settore politiche del lavoro riguardante la modifica della deliberazione del Consiglio Provinciale per l'approvazione del nuovo schema dello statuto del Consorzio Universitario della provincia di Agrigento. Sarà illustrata, inoltre, la relazione del presidente del I^ semestre 2011. Tre infine, i debiti fuori bilancio da approvare, a seguito di sentenze della magistratura, per un totale di 60 mila euro circa. Il Consiglio aveva approvato nella seduta del ventisette marzo, 22 punti tra cui 18 debiti fuori bilancio per un importo di quasi 100 mila euro.
     
    Agrigentonotizie
     
    Vertenza netturbini: tutto rinviato, la protesta continua
    "Al termine della riunione non è stato preso nessun impegno vincolante - spiega Scozzari - e ad oggi non abbiamo alcuna sicurezza"
    Protesta netturbini, dibattito tra problemi e ricerca delle soluzioni. Si è concluso con un nulla di fatto l'incontro di questa mattina tra il rappresentante legale delle ditte che si occupano di raccolta e conferimento dei rifiuti, Giuseppe Scozzari, il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, alcuni sindaci e i lavoratori nel tentativo, purtroppo vano, di affrontare la situazione di emergenza.
    "Al termine della riunione non è stato preso nessun impegno vincolante - spiega Scozzari - e ad oggi non abbiamo alcuna sicurezza, a parte il fatto che i sindaci se ne sono lavati le mani".
    Tutto è stato rinviato a successivi incontri che si terranno a Palermo nel tentativo di convincere la Regione a concedere un mutuo da quattro milioni di euro che possa consentire, insieme ai soldi messi insieme con le anticipazioni Aipa e con i fondi dell'Ato, di ripianare almeno una parte dei debiti con le ditte".
     
    Agrigentoweb
     
    POLITICA | Bocchino ad Agrigento, Paci attacca D'Orsi: "La Provincia non è un comitato elettorale"
     "La decisione di utilizzare i locali della Provincia di Agrigento per una manifestazione elettorale a sostegno del candidato a sindaco di Agrigento sostenuto da MPA, PD, FLI e API,con la presenza tra gli altri dell'On. Bocchino l'ex del MSI che ha lo stomaco così forte da venire a omaggiare il massimo rappresentante della CGIL in provincia, rappresenta uno strappo senza precedenti al galateo istituzionale dell'Ente.
    Ancora una volta il presidente D'Orsi dimostra poco rispetto per l'istituzione che dovrebbe rappresentare al più alto livello, ignorando regole deontologiche, prassi consolidata e quant'altro attiene all'esigenza di separare i ruoli quando si dispone di un bene che non si può gestire con spirito privatistico.
    La sua protervia nell'uso disinvolto del potere, con questo gesto, supera ogni limite di decenza e non rende un servizio a quelle personalità che si faranno coinvolgere nella suddetta manifestazione di pura propaganda elettorale.
    Il Gruppo Consiliare del PDL tiene a sottolineare che la Provincia intesa come Ente Istituzionale non è né una succursale né un comitato elettorale del cartello che governa o meglio sgoverna la Regione e la Provincia".
    Lo dichiara il capogruppo del PDL alla Provincia Regionale di Agrigento.
     
    Infoagrigento
     
    Crisi rifiuti: D'Orsi propone alcune soluzioni       
    L'istituzione di un fondo di gestione dei 19 Comuni ricadenti nell'Ato Gesa Ag2 e che consenta il saldo di bilancio per il settore dei rifiuti. E' questa la proposta lanciata questa mattina nel corso dell'incontro organizzato dal Presidente della Provincia regionale di Agrigento Eugenio D'Orsi con lo scopo di aprire una discussione tra tutte le parti coinvolte nella vertenza dei 350 operatori ecologici in sciopero ormai da tre giorni.
    La proposta è arrivata dall'avvocato Giuseppe Scozzari, incaricato dalle ditte del raggruppamento temporaneo di imprese ed è stata sposata dal Presidente D'Orsi, dal Commissario liquidatore di Gesa Teresa Restivo e dai pochi amministratori presenti all'incontro in rappresentanza dei Comuni di Agrigento, Favara e Sant'Angelo Muxaro.
    "Non possiamo continuare ad illuderci che il problema non sia gravissimo - ha detto il presidente D'Orsi nel corso del suo intervento - e le decisioni sul da farsi devono essere prese in fretta. Sono deluso per la mancata presenza della gran parte dei sindaci di questo Ato perché sono parte in causa di questo stato di cose. I lavoratori hanno ragione a protestare ma non è risolvendo il problema di questi due stipendi che si mette la parola fine allo stato di crisi. Sono inoltre dell'avviso che la Regione debba commissariale i sindaci inadempienti".
     
    Residenza Universitaria Agrigentina: intervento dei Giovani Democratici 
    In merito al sopralluogo presso la residenza universitaria agrigentina, sita nell'ex ospedale di via Atenea, da parte dell'assessore provinciale alle politiche universitarie Francescochristian Schembri, il segretario provinciale dei Giovani Democratici di Agrigento Salvatore Gazziano dichiara in una nota: «Apprendiamo, dalle parole dell'assessore provinciale Schembri, vicinanza e attenzione verso una struttura universitaria essenziale, sia riguardo la funzionalità che essa riveste, sia per l'intera provincia. Ci auguriamo, tuttavia, che le parole di elogio sul residence apparse negli organi di stampa in questi giorni, non scadano nel solito appello politico senza frutti, ma che aprano un incontro con le rappresentanze universitarie e le forze politiche per una seria conclusione di questa vicenda. Ci rammarica, però, che l'assessore abbia appreso dell'esistenza della struttura universitaria solo adesso. I Giovani Democratici, infatti, insieme alle associazioni studentesche, sollecitano da più di un anno, in occasione del C.D.A del CUPA, l'apertura del pensionato universitario per una effettiva fruizione. Ma il silenzio ha regnato. Auspichiamo che finalmente si passi ai fatti, affinché quanto sostenuto dal Presidente della Provincia Regionale di Agrigento Eugenio D'Orsi, ovvero che la struttura universitaria si possa porre all'avanguardia rispetto alle altre università italiane, diventi concretezza, sperando che prima di lanciarsi in annunci sulla creazione di nuove strutture si possano completare quelle ancora in cantiere».
     
    Sicilia24h
     
    Provincia, Schembri: D'Orsi riceverà istituzionalmente Bocchino
     
     
    "Il Presidente della Provincia Regionale di Agrigento,  Prof. Eugenio D'Orsi, unitamente ai componenti della  giunta,  riceverà istituzionalmente l'On. Italo Bocchino".
    È quanto dichiara l'Assessore Provinciale Francescochristian Schembri, in replica all'intervento del consigliere Provinciale del Pdl, Ivan Paci, sull'utilizzo  della sede dell'Ente quale luogo deputato a campagne elettorali.   
    "Gradirei sottolineare - afferma Schembri - l'uso improprio e l'esiguo garbo manifestato dal consigliere Paci, nell'interpretare strumentalmente  l'atto doveroso ed istituzionale del Presidente D'Orsi e dell'intera  Giunta nell'offrire accoglienza  ad un esponente politico nazionale e non  quale  manifestazione di abuso di potere e gesto  contro le  regole deontologiche,  poiché  l'appuntamento elettorale di presentazione del candidato sindaco Mariella Lo Bello, avverrà in altra sede, alla presenza dei rappresentanti della coalizione Mpa, Pd, Fli, Api, come diffuso  dalla stampa nei giorni scorsi".
    "Vorrei ricordare al Consigliere Paci - ribadisce  Schembri - che le strumentalizzazioni politiche non hanno pertanto alcun fondamento e si muovono soltanto su binari contraddistinti da una becera opposizione politica che più che essere costruttiva cerca perennemente lo scontro, disinformando e rendendo la "Politica" al livello che forse solo qualcuno è abituato a conoscere".
     
    Bocchino, replica di Paci (Pdl) a D'Orsi: "Riguardo al mio operato parlano gli atti"
    Sulla visita di Bocchino ad Agrigento e il conseguente scontro alla Provincia, tra il Pdl ed il presidente D'Orsi, si registra la replica di  Ivan Paci, capogruppo del Popolo delle Libertà:
    "Mi spiace sacrificare parte del mio tempo a contro replicare al presidente D'Orsi, anche perchè, come è suo costume, non entra mai nel merito delle contestazioni che gli vengono mosse e, piuttosto, divaga su altre questioni che solleva in modo improprio e che poi lo vedono soccombente.
    In questo senso, D'Orsi sbaglia a non accettare lezioni dal sottoscritto che definisce il  "re delle missioni" perchè farebbe bene invece ad imitare chi svolge il proprio ruolo con impegno e zelo come ho sempre fatto nel modo di espletare il mio incarico all'interno dell'UPI.
    Purtroppo il presidente D'Orsi all'interno dell'Unione Province d'Italia rimane uno sconosciuto nonostante abbia titolo come me per rappresentare l'interesse dell'Ente.
    Riguardo al mio operato di  assessore provinciale e di consigliere parlano gli atti, soprattutto nel periodo in cui la Provincia veniva amministrata e non disamministrata. Sono felice di accettare l' invito ad un pubblico confronto, per usare le parole di D'Orsi, per vedere chi fa gli interessi della provincia e chi sta dalla parte della gente e del rispetto  delle regole. Era da tempo che aspettavo questo momento e mi auguro che possa arrivare presto."
     
    Cupa, Zambuto e Messina chiedono convocazione urgente dell'Assemblea dei soci
    Il sindaco di Agrigento Marco Zambuto ed il Presidente della Camera di Commercio, in qualità di soci del Consorzio universitario della provincia di Agrigento, hanno scritto al Presidente dello stesso Consorzio perché venga convocata con urgenza l'assemblea dei soci per potere procedere, nel più breve tempo possibile, all'approvazione degli strumenti finanziari del Polo e provvedere al rinnovo del Consiglio di amministrazione, stante l'imminenza della scadenza dell'organo di gestione. L'approvazione del bilancio ed il rinnovo del Consiglio del Polo universitario consentiranno di normalizzare tutte le attività didattiche e gestionali del Consorzio.
     
    Bocchino, Gruppo Pdl: D'Orsi scambia Provincia per comitato elettorale. La replica di D'Orsi
    "La decisione di utilizzare i locali della Provincia di Agrigento per una manifestazione elettorale a sostegno del candidato a sindaco di Agrigento sostenuto da MPA, PD, FLI e API,con la presenza tra gli altri dell'On. Bocchino l'ex del MSI che ha lo stomaco così forte da venire a omaggiare il massimo rappresentante della CGIL in provincia, rappresenta uno strappo senza precedenti al galateo istituzionale dell'Ente". E' quanto si legge in una nota diramata dal gruppo consiliare del Pdl alla provincia di Agrigento.
    "Ancora una volta - afferma il capogruppo Ivan Paci - il presidente D'Orsi dimostra poco rispetto per l'istituzione che dovrebbe rappresentare al più alto livello, ignorando regole deontologiche, prassi consolidata e quant'altro attiene all'esigenza di separare i ruoli quando si dispone di un bene che non si può gestire con spirito privatistico.  La sua protervia nell'uso disinvolto del potere, con questo gesto, supera ogni limite di decenza e non rende un servizio a quelle personalità che si faranno coinvolgere nella suddetta manifestazione di pura propaganda elettorale. Il Gruppo Consiliare del PDL tiene a sottolineare che la Provincia intesa come Ente Istituzionale non è né una succursale né un comitato elettorale del cartello che governa o meglio sgoverna la Regione e la Provincia".
    E a stretto giro è arrivata la replica del presidente della provincia di Agrigento, Eugenio D'Orsi.
    "Non accetto lezioni dal "re delle missioni". Vorrei sapere -  tuona D'Orsi - quali contributi di idee e proposte  Paci è riuscito a dare  da assessore provinciale e da consigliere. Lo invito ad un pubblico confronto per vedere chi fa gli interessi della provincia e chi sta dalla parte della gente e del rispetto  delle regole".
     
    Perla città
     
    Pdl su manifestazione elettorale con Bocchino: "Uso privatistico della Provincia"
    di Redazione
    "La decisione di utilizzare i locali della Provincia di Agrigento per una manifestazione elettorale a sostegno del candidato a sindaco di Agrigento sostenuto da MPA, PD, FLI e API,con la presenza tra gli altri dell'On. Bocchino l'ex del MSI che ha lo stomaco così forte da venire a omaggiare il massimo rappresentante della CGIL in provincia, rappresenta uno strappo senza precedenti al galateo istituzionale dell'Ente". E' quanto si legge in una nota diramata dal gruppo consiliare del Pdl alla Provincia Regionale di Agrigento.
    "Ancora una volta - dichiara il capogruppo Ivan Paci - il presidente D'Orsi dimostra poco rispetto per l'istituzione che dovrebbe rappresentare al più alto livello, ignorando regole deontologiche, prassi consolidata e quant'altro attiene all'esigenza di separare i ruoli quando si dispone di un bene che non si può gestire con spirito privatistico.  La sua protervia nell'uso disinvolto del potere, con questo gesto, supera ogni limite di decenza e non rende un servizio a quelle personalità che si faranno coinvolgere nella suddetta manifestazione di pura propaganda elettorale. Il Gruppo Consiliare del PDL tiene a sottolineare che la Provincia intesa come Ente Istituzionale non è né una succursale né un comitato elettorale del cartello che governa o meglio sgoverna la Regione e la Provincia".
     
    Agrigentooggi
     
    Bocchino Gruppo Pdl: D'Orsi scambia Provincia per comitato elettorale. Fli rivede location, Paci parlano i fatti
    "La decisione di utilizzare i locali della Provincia di Agrigento per una manifestazione elettorale a sostegno del candidato a sindaco di Agrigento sostenuto da MPA, PD, FLI e API,con la presenza tra gli altri dell'On. Bocchino l'ex del MSI che ha lo stomaco così forte da venire a omaggiare il massimo rappresentante della CGIL in provincia, rappresenta uno strappo senza precedenti al galateo istituzionale dell'Ente". E' quanto si legge in una nota diramata dal gruppo consiliare del Pdl alla provincia di Agrigento.
    "Ancora una volta - afferma il capogruppo Ivan Paci - il presidente D'Orsi dimostra poco rispetto per l'istituzione che dovrebbe rappresentare al più alto livello, ignorando regole deontologiche, prassi consolidata e quant'altro attiene all'esigenza di separare i ruoli quando si dispone di un bene che non si può gestire con spirito privatistico.  La sua protervia nell'uso disinvolto del potere, con questo gesto, supera ogni limite di decenza e non rende un servizio a quelle personalità che si faranno coinvolgere nella suddetta manifestazione di pura propaganda elettorale. Il Gruppo Consiliare del PDL tiene a sottolineare che la Provincia intesa come Ente Istituzionale non è né una succursale né un comitato elettorale del cartello che governa o meglio sgoverna la Regione e la Provincia".
    E a stretto giro è arrivata la replica del presidente della provincia di Agrigento, Eugenio D'Orsi.
    "Non accetto lezioni dal "re delle missioni". Vorrei sapere - risponde indispettito D'Orsi - quali contributi di idee e proposte  Paci è riuscito a dare  da assessore provinciale e da consigliere. Lo invito ad un pubblico confronto per vedere chi fa gli interessi della provincia e chi sta dalla parte della gente e del rispetto  delle regole".
    Intanto il Fli per rimediare ha dovuto immediatamente cambiare la location dell'incontro.
    Fli rivede location
    Marcia indietro di Futuro e Libertà. In merito alla presentazione del candidato sindaco di Agrigento, Mariella Lo Bello, alla presenza del vice-presidente di Futuro e Libertà, Italo Bocchino,  del coordinatore regionale, Carmelo Briguglio e del coordinatore provinciale, Luigi Gentile,  Fli - si legge in una nota -  fa sapere che  la presentazione avverrà presso il giardino del Bar Milano di Agrigento (e non più dunque alla Provincia regionale di Agrigento) alle ore 10,30. A sollevare l'inopportunità della presenza di Bocchino alla provincia regionale di Agrigento - trattandosi di una iniziativa elettorale -  era stato il il Gruppo consiliare del Pdl.
    Marcia indietro di Futuro e Libertà. In merito alla presentazione del candidato sindaco di Agrigento, Mariella Lo Bello, alla presenza del vice-presidente di Futuro e Libertà, Italo Bocchino,  del coordinatore regionale, Carmelo Briguglio e del coordinatore provinciale, Luigi Gentile,  Fli - si legge in una nota -  fa sapere che  la presentazione avverrà presso il giardino del Bar Milano di Agrigento (e non più dunque alla Provincia regionale di Agrigento) alle ore 10,30. A sollevare l'inopportunità della presenza di Bocchino alla provincia regionale di Agrigento - trattandosi di una iniziativa elettorale -  era stato il il Gruppo consiliare del Pdl.
     replica di Paci (Pdl) a D'Orsi: "Riguardo al mio operato parlano gli atti.
    Sulla visita di Bocchino ad Agrigento e il conseguente scontro alla Provincia, tra il Pdl ed il presidente D'Orsi, si registra la replica di  Ivan Paci, capogruppo del Popolo delle Libertà:
    "Mi spiace sacrificare parte del mio tempo a contro replicare al presidente D'Orsi, anche perchè, come è suo costume, non entra mai nel merito delle contestazioni che gli vengono mosse e, piuttosto, divaga su altre questioni che solleva in modo improprio e che poi lo vedono soccombente.
    In questo senso, D'Orsi sbaglia a non accettare lezioni dal sottoscritto che definisce il  "re delle missioni" perchè farebbe bene invece ad imitare chi svolge il proprio ruolo con impegno e zelo come ho sempre fatto nel modo di espletare il mio incarico all'interno dell'UPI.
    Purtroppo il presidente D'Orsi all'interno dell'Unione Province d'Italia rimane uno sconosciuto nonostante abbia titolo come me per rappresentare l'interesse dell'Ente.
    Riguardo al mio operato di  assessore provinciale e di consigliere parlano gli atti, soprattutto nel periodo in cui la Provincia veniva amministrata e non disamministrata. Sono felice di accettare l' invito ad un pubblico confronto, per usare le parole di D'Orsi, per vedere chi fa gli interessi della provincia e chi sta dalla parte della gente e del rispetto  delle regole. Era da tempo che aspettavo questo momento e mi auguro che possa arrivare presto."
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    [02/04/2012]
  19.  31 marzo
     
    GIORNALE DI SICILIA
     
    POLO. Zambuto e Messina sollecitano l'approvazione del bilancio
    Consorzio universitario, chiesta nuova assemblea
    La convocazione urgente dell'assemblea dei soci del Consorzio Universitario di Agrigento, è stata sollecitata dal sindaco di Agrigento Marco Zambuto e dal presidente della Camera di commercio, Vittorio Messina.
    Entrambi, nella loro qualità di soci del Consorzio attraverso
    una lettera congiunta, si sono rivolti al Presidente dello stesso Consorzio Joseph Mifsud perché venga convocata con urgenza l'assemblea dei soci che possa procedere, nel più breve tempo possibile, all'approvazione degli strumenti finanziari del Polo e provvedere al rinnovo del Consiglio di amministrazione. Il tutto, considerata anche l'imminenza della scadenza dell'organo di gestione.
    «L'approvazione del bilancio - spiegano Marco Zambuto e Vittorio Messina - ed il rinnovo del Consiglio del Polo universitario consentiranno di normalizzare tutte le attività didattiche e gestionali del Consorzio. Il tutto, dovrà avvenire entro tempi brevissimi per evitare ogni genere di problemi legati ai ritardi nell'approvazione di questi atti».(AMM)
     
    Formazione e tirocini bocciati
    Si apre il caso degli appalti esterni
    In ballo 180 milioni di euro per l'occupazione
    Riccardo Vescovo
    PALERMO
     Addio a 180 milioni di curo, addio ai tirocini in azienda e corsi di formazione per favorire l'occupazione. La Corte dei conti ha di fatto bocciato il bando della Regione pubblicato nel maggio 2009 ma mai arrivato al traguardo. Addio dunque al cosiddetto Avviso 8, uno dei tanti attraverso i quali la Regione avrebbe voluto spendere le somme del fondo sociale europeo. Ma quando già erano pronte le graduatorie, ecco arrivare la mazzata della magistratura contabile, che ha rilevato tutta una serie di presunte irregolarità. Dal canto suo, il dirigente del dipartimento della Formazione, Ludovico Albert avrebbe dovuto chiarire i dubbi dei giudici e difendere l'operato degli uffici. Ma la Corte dei Conti, in Sezioni riunite, non ha ritenuto sufficienti le giustificazioni. Tanto che il Pdl, per voce del deputato regionale Salvino Caputo, è tornato all'attacco chiedendo le dimissioni di Albert e dell'assessore Mario Centorrino: «Ancora una volta la Sicilia perde importanti risorse comunitarie e posti di lavoro - ha detto Caputo - a causa della superficialità e non competenza degli organi politici e tecnici della Regione». Il parlamentare ha inoltre sollevato il caso di grossi appalti affidati in esterna dall'assessorato, a cominciare dal quello aggiudicato «per 7 milioni di euro alla Price Waterhouse Cooper, società di revisione e di assistenza tecnica sul Fondo sociale europeo. E ancora un altro bando da circa 800 mila euro a firma di Albert è stato assegnato alla società di Torino Cos.vi.for. Ma quali sono i servizi svolti? Che tipo di assistenza svolgono?». Albert al momento non è voluto entrare nel merito della questione: «Sono un tecnico e non un politico - ha detto - fino a quanto non vedrò la sentenza e non leggerò le motivazioni, non dirò nulla su come intende- remo procedere». Sugli appalti, il dirigente ha però spiegato che «le società svolgono attività da consulenza divario genere, programmazione, progettazione e si occupano di sistemi informativi. Insomma, svolgono una imponente mole di lavoro clic gli uffici, per via della loro dimensione, non sono in grado di portare avanti».
    Ad essere contestati dalla Corte dei conti erano stati una decina di punti che riguardava- no ad esempio i progetti ammessi, alcuni dei quali avrebbero ricevuto più di quanto richiesto, mentre in altri il numero delle ore e dei corsi superavano il tetto massimo previsto dal bando. Altro rilievo mosso riguardava il nucleo di valutazione di esperti esterni: secondo i giudici «non si riesce a evincere alcuna motivazione in ordine ai punteggi attribuiti ai progetti e se siano stati eseguiti i criteri di valutazione previsto dal bando«.Anche perché, nella loro relazione, i giudici avevano chiesto «perché in alcuni casi il nucleo di valutazione ha decurtato il finanziamento richiesto mentre in altri ha assegnato più soldi di quanto chiesti«. Secondo Caputo ci sarebbero stati pure dei ritardi del dipartimento nell'affrontare la questione, perché «la Corte dei Conti aveva trasmesso il rilievo il 5 marzo mentre il 23 marzo ha trasmesso all'assessorato alla Formazione una nota dove si precisava che a causa della mancata risposta al rilievo la questione si sarebbe trattata in Sezioni Unite, dunque senza fossero trascorsi i 30 giorni».
     
    LA SICILIA
     
    Meno rifiuti in discarica
    Il Dipartimento regionale ha finanziato l'impianto di compostaggio della spazzatura Progettato dalla Gesa sorgerà in territorio di Casteltermini, darà vantaggi a tutto il sistema.
    Il Dipartimento regionale dei rifiuti e delle acque ha finanziato l'impianto di compostaggio progettato da Gesa Agrigento due. La conferma al liquidatore Teresa Restivo è stata data ieri mattina e nei prossimi giorni finalmente si potrà andare avanti con l'iter procedurale che porterà al bando della gara d'appalto per la realizzazione dell'opera.
    Il finanziamento ammonta a ben 13 milioni di euro per un impianto che dovrà trattare la quota di umido prodotta dagli utenti dei comuni che ricadono nell'ambito di Gesa (la percentuale calcolata, ma si tratta soltanto di una previsione di massima, é del 30 per cento, tra residui di cibo, piante ed altro) e che sarà realizzato nel comune di Casteltermini.
    A tale scopo già nello scorso mese di novembre il Consorzio per l'area di sviluppo industriale (oggi in fase dì liquidazione) ha concesso a Gesa due aree di cinquemila metri quadrati ciascuna nella zona industriale castelterminese. In questi terreni i tecnici della società d'ambito hanno previsto la realizzazione dell'impianto di compostaggio appena finanziato. Adesso si tratta di attendere la comunicazione ufficiale, di realizzare il progetto esecutivo e quindi si potrà passare alla pubblicazione della gara d'appalto per l'individuazione dell'impresa che dovrà realizzare l'opera. Con un pizzico di fortuna i lavori potrebbero cominciare entro la fine dell'anno in corso ed essere ultimati nell'arco di alcuni mesi.
    La disponibilità dell'impianto di compostaggio consentirà di poter procedere ad una raccolta differenziata ben più spinta di quanto non avvenga attualmente. Grazie a questo impianto sarà possibile destinare una grossa aliquota della spazzatura che viene quotidianamente prodotta alla produzione del compost, che viene utilizzato come fertilizzante in agricoltura.
    Ciò consentirà un enorme risparmio per un minore conferimento di rifiuti in discarica, ma anche un guadagno che deriverà dalla vendita del materiale che viene prodotto.
    Se la differenziata andrà avanti anche con gli altri materiali, il servizio alla fine farà registrare costi sensibilmente più bassi rispetto a quelli attuali, ma anche delle voci in entrata, sempre per la vendita del materiale riciclato, che alleggerirebbero ulteriormente le bollette che vengono notificate alle famiglie ogni anno dalla società d'ambito.
    SALVATORE FUCÀ
     
    DENUNCIA DELL'AVV. ECCELSO
    Si sta inquinando il mare di San Leone
    Ci sarebbe una nuova rottura nel pennello a mare che si trova all'inizio del lungomare di San Leone.
    Lo afferma Ausilia Eccelso la quale aggiunge che «si tratta del pennello da 3.000.000 di euro che ci doveva assicurare un mare ed un'acqua limpidi e cristallini e invece risulta essere ogni giorno di più, e proprio come avevamo preannunciato, un colabrodo.
    Tre milioni di euro buttati nella spazzatura per continuare a fare chilometri per un bagno in acque pulite. In attesa di avere risposte da parte della Procura sulle indagini fatte questa estate e depositate a settembre, chiediamo che si faccia una riflessione in più perché la fogna che viene a galla - in questo caso proprio a riva ma poco cambia - e che si vede nelle immagini dà da mangiare ai pesci che poi noi ci ritroviamo sulla tavola, pertanto questo risulta essere non più solo un problema turistico immane deterrente per Io sviluppo economico della nostra terra ma, ancor di più, di salute pubblica. Chiedo alle autorità che facciano un ulteriore controllo giacché questa rottura è di facile individuazione».
    A Girgenti Acque rispondono ricordando che il pennello non lo hanno certamente voluto loro: lo hanno trovato e non lo ritengono certamente uno strumento di depurazione, ma allo stato attuale è l'unica alternativa rispetto a scaricare direttamente a mare, sotto costa, i reflui. Peraltro, aggiungono, le rotture sono sempre possibili, specialmente dopo un'intera stagione di maltempo invernale.
    Ecco perché il responsabile del settore Giuseppe Giuffrida ha disposto di anticipare l'ispezione video subacquea che viene normalmente programmata qualche settimana prima della stagione estiva, I sub di Girgenti Acque dovrebbero immergersi la settimana entrante per eseguire le riprese e controllare l'intero pennello. Ovviamente se vi saranno rotture o problemi di
    qualsiasi genere saranno eseguiti gli interventi che si riterranno necessari per ripristinare la condotta che peraltro non è stata ancora nemmeno collaudata, malgrado lato abbia da tempo chiesto alla Regione di nominare il tecnico che dovrà effettuarlo.
    Infine a Girgenti Acque tengono a sottolineare che il "pennello", a suo tempo, è stato riparato interamente con anticipazioni fatte dalla stessa società la quale non ha ricevuto alcun contributo dalla Pubblica Amministrazione. Aggiungono che tale costo non è stato possibile nemmeno caricarlo in bolletta dato che ancora non è stata approvata la struttura tariffaria definitiva.
    SALVATORE FUCÀ
     
    Sicilia24h
     
    Provincia, D'Orsi incontra Bocchino
    Visita istituzionale questa mattina alla Provincia Regionale di Agrigento tra il Presidente Eugenio D'Orsi e il vice presidente nazionale del Fli Italo Bocchino.
    Nel corso dell'incontro, svoltosi nell'ufficio del presidente D'Orsi, Italo Bocchino, accompagnato da Luigi Gentile e Carmelo Cantone, ha parlato della riforma dell'attuale legge elettorale di cui si sta attualmente discutendo a livello nazionale. Al termine della visita, D'Orsi ha consegnato al vice presidente del Fli, un libro sulla storia di Agrigento e un crest della Provincia.
     
    "Bocchino", vicepresidente Ferrara replica a Paci
    Il vice Presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Paolo Ferrara,  replica alle dichiarazioni del Consigliere Provinciale Pdl Ivan Paci, sottolineando la forma istituzionale della visita dell'On. Italo  Bocchino, vice presidente  nazionale del Fli  giunto in città,  a sostegno della candidata sindaco della coalizione Mpa, Fli, Pd e Api,  Mariella Lo Bello.
    "La visita ufficiale dell'On. Bocchino - afferma Ferrara- rappresenta la volontà di un atto di cortesia istituzionale da parte del Presidente D'Orsi e della sua giunta, di cui l'Assessore   Ignazio Amato è espressione della medesima componente politica.  Pertanto- ribadisce Ferrara- l'atto di ospitalità da parte del capo dell'Ente è scevro di qualsiasi forma di strumentalizzazione e propaganda elettorale, come espresso dalle ordinarie dichiarazioni  del consigliere Pdl, Ivan Paci, ignaro della pianificazione della visita, già preannunciata durante la scorsa seduta della giunta provinciale dallo stesso presidente D'Orsi. Ciò può costituire  anche una gradita  occasione per discutere con il  vice presidente  nazionale del Fli, di ataviche questioni che affliggono la nostra provincia ed ancora in via di risoluzione.   
    Pertanto- puntualizza Ferrara- la visita istituzionale alla Provincia Regionale di Agrigento dell'on. Bocchino, costituisce un momento disgiunto dall'appuntamento elettorale, che seguirà nel corso della mattinata in altra sede, e non  costituisce come afferma il consigliere Paci, il luogo deputato ad una manifestazione elettorale a sostegno del candidato a sindaco di Agrigento.  Inoltre- continua Il Vice Presidente della Provincia-  trattandosi di un incontro ufficiale, alla presenza degli assessori, non rappresenta uno strappo senza precedenti al galateo istituzionale dell'Ente o un gesto frutto della protervia nell'uso disinvolto del potere,che supera ogni limite,  come affermato dal consigliere Paci, bensì  un atto di riguardo nei confronti di una figura di spicco del panorama politico nazionale, che in visita ad Agrigento, viene ricevuta in veste ufficiale dal Presidente e dalla  sua giunta composta da rappresentanti di differenti componenti politiche, che non sostengono  il  medesimo candidato sindaco".
    Rete idrica e opere di razionalizzazione: riunione alla Provincia
    Il Presidente della Provincia Regionale di Agrigento ha illustrato, stamane nel corso di una conferenza stampa, le opere per la razionalizzazione del sistema idrico comunale di 16 comuni del territorio agrigentino.
    Nella serata di venerdì, infatti, la Giunta  Regionale presieduta da Raffaele Lombardo ha licenziato l'ultimo atto di questo colossale progetto che vede arrivare in provincia quasi 93 milioni di euro di cui 65 milioni a carico della Regione Sicilia e 27.785894,72 da parte della Girgenti acque.
    "E' la vittoria dell'Ato - ha commentato il Presidente D'Orsi - degli ingegneri della società d'Ambito, Bernardo Barone, Piero Hamel e Giuseppe Milano. Questo progetto, ovviamente non rientra nella campagna elettorale per il rinnovo delle municipalità del nostro territorio. E' un impegno che ho assunto come Ato e che oggi vede il concludersi   la  questa martoriata provincia".
    Adesso sarà la volta del Consiglio di Amministrazione dell'Ato che dovrà  approvare il piano così come è stato sviluppato dalla Giunta Regionale.
    Questi i comuni interessati e l'ammontare del finanziamento: Agrigento Euro 31.652.723,25(Quota pubblica 25.802.424,95 Quota Gestore 5.850.298,30); Sciacca Euro 21.675.280.61 (Quota pubblica 17.423.707,84 Quota Gestore 3.950.554,59); Canicattì: Euro 4.800.000,00 (Quota pubblica 3.912.827,30 Quota Gestore 887.172,70); Licata: Euro 4.800.000,00 (Quota pubblica 3.912.827,30 Quota Gestore 887.172,70); Lucca Sicula: Euro  300.000,00 (Quota pubblica 244.551,71 Quota Gestore 55.448,29); Villafranca Sicula: Euro 250.000,00 (Quota pubblica 203.793,09 Quota Gestore 46.206,91); Sambuca di Sicilia : Euro 600.000,00 (Quota pubblica 489.103,41 Quota Gestore 110.896,59); Montevago : Euro 500.000,00 (Quota pubblica 407.586,18 Quota Gestore 92.413,82 ); Porto Empedocle  :Euro 1.065.000,00 (quota pubblica 868.158,56 Quota Gestore 196,841,44); Montallegro : Euro 749.000,00 (Quota pubblica 610.564,09 Quota Gestore 138.433,91) Grotte : Euro 600.000,00 (Quota pubblica 489.103,41 Quota Gestore 110.896,59) Racalmuto : Euro 1.500.000,00 (Quota pubblica 1.222.758.53 Quota Gestore 277.241,47); Castrofilippo : Euro 1.214.000,00 (Quota pubblica 989.619,24 Quota Gestore 224.380,76); Campobello di Licata : Euro 1.000.000,00 (Quota pubblica 815.172,35 Quota Gestore 184.827,65) San Giovanni Gemini : Euro 181.000,00 (Quota pubblica 147.546,20 Quota Gestore 33.453,80); Ribera : Euro 3.544.000,00 (Quota pubblica 2.888.970,83 Quota Gestore 655.029,17).
    A questi finanziamenti si aggiungono due finanziamenti al Consorzio Ambito il primo quello dei "progetto contatori" per un investimento di 10.584.626 a totale carico del Gestore e l'altro per intervento di manutenzione straordinaria per Euro 7.905.044,00
    suddiviso per Euro 4.405.044,00 a carico della Regione Sicilia e 3.500.000,00 a carico del gestore. Complessivamente giungeranno in provincia Euro 92.920.673,89 così ripartiti: Euro 64.833.758,99 a totale carico della Regione Sicilia ed Euro 27.785.894,72 a carico del Gestore e cioè la società "Girgenti Acqua".
     
    Amministrative Agrigento: Cascio, Ruvolo e Gallo (la Destra) appoggiano il progetto di Totò Pennica
    Il Cantiere popolare, la lista che concorre in tutta Italia alle prossime amministrative del 06 e 07 maggio che altro non è che il riferimento del Pid di Romano ad Agrigento attraverso i leader provinciali del partito Cascio e Ruvolo, stringe un accordo elettorale e programmatico con il candidato Sindaco di Epolis Totò Pennica. Un parto a dir poco complicato e pieno di divergenze all'interno del partito, con parecchie rimostranze da parte di consiglieri comunali e uomini del partito locale, ma alla fine il risultato finale è stato che il "Cantiere Popolare" appoggerà Pennica, questa la linea ufficiale del partito dopo una riunione fiume che ha visto momenti di frizione  e di distinguo. Anche la Destra di Storace rappresentata ad Agrigento dal consigliere provinciale Roberto Gallo si adegua alla linea Pennica senza troppi entusiasmi ma rispettosa degli accordi nazional. Il segretario del Pdl Alfano in maniera netta e risoluta aveva intimato a Cascio e Ruvolo,  vista la situazione di empasse, che se avessero fatto alleanze contro il Pdl sarebbero stati fuori dall'alleanza a livello nazionale e regionale. Il redde rationem che hanno fatto i Parlamentari crispini è stato chiaro, con un Lombardo sempre più azzoppato, che con un eventuale rinvio a giudizio significherebbe elezioni regionali in autunno, e a un anno delle elezioni politiche, sarebbe stato un suicidio politico lasciare Alfano lanciato alla candidatura a Premier e una regione che con le dimissioni di Lombardo sarebbe un piatto troppo appetitoso per i leader regionali del Pdl (Francesco Cascio e Giuseppe Castiglione) per arrivare sulla poltrona più alta di Palazzo D'Orleans. I Cantieri Popolari che altro non sono che una costola del Pdl per ragioni politiche e anche personali rimangono fedeli alla linea Alfano e al progetto Pennica, che a differenza di Zambuto di cinque anni fa non delegittima i partiti, ma chiede di sposare il suo progetto senza se e senza ma e costruire assieme le basi di un Agrigento pensata nel lungo periodo.
    Certo la campagna elettorale crea sempre entusiasmi ma gli Agrigentini sono costretti a convivere con una situazione socio-economica devastante. Emergenze come lo sciopero ormai da più di un anno cadenzato degli operatori ecologici è lo specchio della crisi di una città. Gli aumenti che sono ormai entrati a regime sulla addizionale comunale con il conguaglio e l'aumento delle addizionali regionali che in Sicilia incideranno sui 606 euro annui può portare a una depressione delle famiglie e a una sorta di cappio al collo, che da giugno sarà chiusa dall'entrata dell'Imposta Municipale Unica sulla prima casa e i comuni entro il 30 giugno dovranno comunicare l'aliquota sulla seconda casa si parla anche del 9 per mille, significherebbero in termini di costi un salasso impossibile da sostenere, visto che i tributi locali ad Agrigento costano e come l'acqua oltre i 100 metri cubi 1.92 euro, la spazzatura più di 2 euro a metro quadro e non si sono riusciti a calmierare i costi per l'utenza finale.
    Infine il Partito della Rivoluzione laboratorio Sgarbi con il portavoce Regionale, il vicesindaco di Licata Giuseppe Arnone non ha ancora sciolto il nodo gordiano, c'è un'interlocuzione con Zambuto per essere la terza gamba dell'alleanza per completare l'asse Zambuto-Riccardo Gallo il leader locale del Patto per il territorio che è in contrapposizione con la deputazione nazionale e spera, vincendo Zambuto di governare la città senza interferenze romane e palermitane, o un discorso di alleanza elettorale con Epolis di Pennica sulla logica di Sgarbi e Arnone di prediligere partiti e movimenti territoriali.
    Sembra a questo punto che probabilmente le elezioni amministrative in Italia e in Sicilia segneranno lo sgretolamento della seconda repubblica e Agrigento potrà essere protagonista di una campagna elettorale che vedrà alcune lobby e operatori della politica trovarsi fuori dai futuri giochi politici.
    Agli elettori l'arduo compito di scegliere le persone più capaci per non trovarsi coinvolti in una crisi sempre più spinosa e pesante.
     
    Agrigentoflash
     
    Illustrate le opere per la razionalizzazione del sistema idrico comunale
    Il presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi, ha illustrato nel corso di una conferenza stampa, le opere per la razionalizzazione del sistema idrico comunale di 16 comuni del territorio agrigentino. Nella serata di venerdì, infatti, la Giunta Regionale presieduta da Raffaele Lombardo ha licenziato l'ultimo atto di questo colossale progetto che vede arrivare in provincia quasi 93 milioni di euro di cui 65 milioni a carico della Regione Sicilia e 27.785894,72 da parte della Girgenti acque. "E' la vittoria dell'Ato - ha commentato il presidente D'Orsi - degli ingegneri della società d'Ambito, Bernardo Barone, Piero Hamel e Giuseppe Milano. Questo progetto, ovviamente non rientra nella campagna elettorale per il rinnovo delle municipalità del nostro territorio. E' un impegno che ho assunto come Ato e che oggi vede il concludersi la questa martoriata provincia". Adesso sarà la volta del Consiglio di Amministrazione dell'Ato che dovrà approvare il piano così come è stato sviluppato dalla Giunta Regionale. Questi i comuni interessati e l'ammontare del finanziamento: Agrigento Euro 31.652.723,25(Quota pubblica 25.802.424,95 Quota Gestore 5.850.298,30); Sciacca Euro 21.675.280.61 (Quota pubblica 17.423.707,84 Quota Gestore 3.950.554,59); Canicattì: Euro 4.800.000 (Quota pubblica 3.912.827,30 Quota Gestore 887.172,70); Licata: Euro 4.800.000 (Quota pubblica 3.912.827,30 Quota Gestore 887.172,70); Lucca Sicula: Euro 300.000 (Quota pubblica 244.551,71 Quota Gestore 55.448,29); Villafranca Sicula: Euro 250.000(Quota pubblica 203.793,09 Quota Gestore 46.206,91); Sambuca di Sicilia: Euro 600.000 (Quota pubblica 489.103,41 Quota Gestore 110.896,59); Montevago : Euro 500.000 (Quota pubblica 407.586,18 Quota Gestore 92.413,82 ); Porto Empedocle: Euro 1.065.000 (quota pubblica 868.158,56 Quota Gestore 196,841,44); Montallegro: Euro 749.000 (Quota pubblica 610.564,09 Quota Gestore 138.433,91) Grotte: Euro 600.000 (Quota pubblica 489.103,41 Quota Gestore 110.896,59) Racalmuto: Euro 1.500.000 (Quota pubblica 1.222.758.53 Quota Gestore 277.241,47); Castrofilippo: Euro 1.214.000 (Quota pubblica 989.619,24 Quota Gestore 224.380,76); Campobello di Licata: Euro 1.000.000(Quota pubblica 815.172,35 Quota Gestore 184.827,65) San Giovanni Gemini: Euro 181.000 (Quota pubblica 147.546,20 Quota Gestore 33.453,80); Ribera: Euro 3.544.000 (Quota pubblica 2.888.970,83 Quota Gestore 655.029,17). A questi finanziamenti si aggiungono due finanziamenti al Consorzio Ambito il primo quello dei "progetto contatori" per un investimento di 10.584.626a totale carico del Gestore e l'altro per intervento di manutenzione straordinaria per Euro 7.905.044 suddivoso per Euro 4.405.044 a carico della Regione Sicilia e 3.500.000 a carico del gestore. Complessivamente giungeranno in provincia Euro 92.920.673,89 così ripartiti: Euro 64.833.758,99 a totale carico della Regione Sicilia ed Euro 27.785.894,72 a carico del Gestore e cioè la società "Girgenti Acque".
     
    Precari, stato di agitazione nell'agrigentino
    "In merito alla questione del precariato nella nostra provincia, sappiamo che il problema, se voluto affrontare seriamente, deve essere affrontato in primo luogo a livello regionale. Ed è al nostro Segretario Regionale, Angelo Fullone, che abbiamo dato mandato di rappresentarci presso il Presidente Lombardo". È quanto scrive in una nota, Giovanni Farruggia della Cisl Funzione pubblica. "Noi d'altro canto- continua- ci muoveremo secondo quanto unitamente deciso nell'Esecutivo regionale. Anche durante l'assemblea tenutasi di ieri al castello Chiaramontano, abbiamo portato avanti le nostre tesi, evidenziando come non si possono strumentalizzare situazioni di tale importanza". Cgil, Cisl e Uil annunciato uno stato di agitazione dei lavoratori precari dell'agrigentino.
     
    Bocchino ad Agrigento interviene su Lombardo
    "Se Lombardo sarà rinviato a giudizio ne trarrà le conseguenze. Ha detto che in caso di rinvio giudizio si dimetterà e mi sembra una posizione responsabile. Altri, e mi riferisco a Cosentino, nonostante il rinvio a giudizio e la sfiducia del Parlamento non avevano preso la stessa decisione". Lo ha detto il vicepresidente di Fli Italio Bocchino oggi ad Agrigento intervenendo ad una manifestazione in sostegno del candidato sindaco di Agrigento, Mariella Lo Bello, segretario provinciale della Cgil. Bocchino ha anche spiegato che le alleanze con Pd ed MpA non sono legate alle vicende giudiziarie del presidente della Regione: "Le alleanze sono politiche e prescindono dalle altre vicende".
    Italo Bocchino ha incontrato anche il presidente della provincia D'Orsi, accompagnato da Luigi Gentile e Carmelo Cantone,e ha parlato della riforma dell'attuale legge elettorale di cui si sta attualmente discutendo a livello nazionale. Il presidente della Provincia ha invece aggiornato Bocchino sullo stato dell'arte dei finanziamenti riguardanti i lavori di riammodernamento della strada a scorrimento veloce 640 e sull'aeroporto valle dei Templi. Al termine della visita, D'Orsi ha consegnato al vice presidente del Fli, un libro sulla storia di Agrigento e un crest della Provincia.
     
    Agrigentonotizie
    Rete idrica per la provincia di Agrigento, arriva la delibera della Giunta regionale
    Oltre diciotto milioni di euro saranno impegnati in favore del Consorzio d'ambito per gli interventi di manutenzione straordinaria e per l'installazione dei contatori
    Novantadue milioni e novecentoventimila euro, di cui 24milioni e785mila in carico ai privati. Ammonta a tanto il costo delle opere di razionalizzazione del sistema idrico integrato approvate con apposita delibera ieri da parte della Giunta regionale.
    A comunicarlo alla stampa questa mattina è stato il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, contattato telefonicamente giusto ieri dal presidente Lombardo.
    "Apprezzo che il Governatore, in un momento di difficoltà personale - ha dichiarato - abbia pensato anche ad Agrigento. Si tratta di un grande risultato, e la testimonia la bontà del lavoro svolto dai tecnici dell'Ato e dal Cda. Si tratta di un passo importante per cancellare cinquant'anni di difficoltà nel settore idrico. So che adesso qualcuno tenterà di intestarsi il risultato, ma a me non interessa, perché non intendo occuparmi di campagna elettorale".
    Le somme saranno così ripartite.
    Agrigento: 26.179.791 euro.
    Sciacca: 9.645.924 euro
    Canicattì: 4.800.000 euro
    Licata: 4.800.000 euro
    Lucca Sicula: 300.000 euro
    Villafranca Sicula:250.000 euro
    Montevago: 500.000 euro
    Sambuca di Sicilia: 600.000 euro
    Porto Empedocle: 1.065.000 euro
    Montallegro: 749.000 euro
    Grotte: 600.000 euro
    Racalmuto: 1.500.000 euro
    Castrofilippo: 1.214.000 euro
    Campobello di Licata: 1.000.000 euro
    San Giovanni Gemini: 181.000 euro
    Ribera: 3.544.000 euro.
    Oltre diciotto milioni di euro saranno impegnati in favore del Consorzio d'ambito per gli interventi di manutenzione straordinaria e per l'installazione dei contatori.
    Si tratta di somme comunque al momento impegnate ma non immediatamente fruibili. Prima bisognerà aspettare che vengano redatti e approvati i progetti esecutivi, i quali saranno poi inviati alla Regione per il finanziamento definitivo. Insomma, cautela vorrebbe che al momento gli agrigentini non si sbarazzino dei bidoni.
     
    Agrigentoweb
     
    ACQUA | Rete idrica provinciale, D'Orsi presenta il piano di razionalizzazione
    Il Presidente della Provincia Regionale di Agrigento ha illustrato, stamane nel corso di una conferenza stampa, le opere per la razionalizzazione del sistema idrico comunale di 16 comuni del territorio agrigentino.
    Nella serata di venerdì, infatti, la Giunta Regionale presieduta da Raffaele Lombardo ha licenziato l'ultimo atto di questo colossale progetto che vede arrivare in provincia quasi 93 milioni di euro di cui 65 milioni a carico della Regione Sicilia e 27.785894,72 da parte della Girgenti acque.
    "E' la vittoria dell'Ato - ha commentato il Presidente D'Orsi - degli ingegneri della società d'Ambito, Bernardo Barone, Piero Hamel e Giuseppe Milano. Questo progetto, ovviamente non rientra nella campagna elettorale per il rinnovo delle municipalità del nostro territorio. E' un impegno che ho assunto come Ato e che oggi vede il concludersi la questa martoriata provincia".
    Adesso sarà la volta del Consiglio di Amministrazione dell'Ato che dovrà approvare il piano così come è stato sviluppato dalla Giunta Regionale.
    Questi i comuni interessati e l'ammontare del finanziamento: Agrigento Euro 31.652.723,25(Quota pubblica 25.802.424,95 Quota Gestore 5.850.298,30); Sciacca Euro 21.675.280.61 (Quota pubblica 17.423.707,84 Quota Gestore 3.950.554,59); Canicattì: Euro 4.800.000,00 (Quota pubblica 3.912.827,30 Quota Gestore 887.172,70); Licata: Euro 4.800.000,00 (Quota pubblica 3.912.827,30 Quota Gestore 887.172,70); Lucca Sicula: Euro 300.000,00 (Quota pubblica 244.551,71 Quota Gestore 55.448,29); Villafranca Sicula: Euro 250.000,00 (Quota pubblica 203.793,09 Quota Gestore 46.206,91); Sambuca di Sicilia : Euro 600.000,00 (Quota pubblica 489.103,41 Quota Gestore 110.896,59); Montevago : Euro 500.000,00 (Quota pubblica 407.586,18 Quota Gestore 92.413,82 ); Porto Empedocle :Euro 1.065.000,00 (quota pubblica 868.158,56 Quota Gestore 196,841,44); Montallegro : Euro 749.000,00 (Quota pubblica 610.564,09 Quota Gestore 138.433,91) Grotte : Euro 600.000,00 (Quota pubblica 489.103,41 Quota Gestore 110.896,59) Racalmuto : Euro 1.500.000,00 (Quota pubblica 1.222.758.53 Quota Gestore 277.241,47); Castrofilippo : Euro 1.214.000,00 (Quota pubblica 989.619,24 Quota Gestore 224.380,76); Campobello di Licata : Euro 1.000.000,00 (Quota pubblica 815.172,35 Quota Gestore 184.827,65) San Giovanni Gemini : Euro 181.000,00 (Quota pubblica 147.546,20 Quota Gestore 33.453,80); Ribera : Euro 3.544.000,00 (Quota pubblica 2.888.970,83 Quota Gestore 655.029,17).
    A questi finanziamenti si aggiungono due finanziamenti al Consorzio Ambito il primo quello dei "progetto contatori" per un investimento di 10.584.626 a totale carico del Gestore e l'altro per intervento di manutenzione straordinaria per Euro 7.905.044,00 suddiviso per Euro 4.405.044,00 a carico della Regione Sicilia e 3.500.000,00 a carico del gestore.
    Complessivamente giungeranno in provincia Euro 92.920.673,89 così ripartiti: Euro 64.833.758,99 a totale carico della Regione Sicilia ed Euro 27.785.894,72 a carico del Gestore e cioè la società "Girgenti Acque".
     
    Agrigentoinformazioni
     
    BOCCHINO, CAPODICASA, DI MAURO, GENTILE E D'ORSI TUTTI CON MARIELLA LO BELLO
    Nessun inciucio:un atto d'amore per la città Nessun inciucio: quello che stiamo facendo   quello che stiamo facendo è un atto di maturità dei partiti ed un atto d'amore dei dirigenti politici verso Agrigento".
    A parlare è il leader di Fli, Italo Bocchino, intervenuto al "lancio"  di Mariella Lo Bello, l'ex segretaria provinciale della Cgil, scelta dalla grande colazione come candidata a sindaco di Agrigento.
    Con l'on. Bocchino e l'on. Luigi Gentile, c'erano gli altri leader dei partiti che sostengono Lo Bello, il n. 2 di Mpa, l'on. Roberto Di Mauro  ed il parlamentare Angelo Capodicasa con il segretario Emilio Messana.
    "Candidando Mariella Lo bello - ha detto ancora il vice presidente di Fli -  offriamo la possibilità alla città di Agrigento di essere ben governata e ognuno di noi, quando ha deciso di sostenerla, sapeva bene di sostenere gli interessi dei cittadini e non gli interessi dei partiti.
    Poi Mariella  Lo Bello con un gioco di parole cerca di spiegare e di fare comprendere  come mai un ex Missino come l'on. Bocchino possa collaborare con una ex Gcil.
    Bisogna trasformare - dice -  l'  "EX" in  "X",  che significhi  "PER"  Agrigento.
    Per Agrigento - conclude -  ci vuole un governo  che guardi alla città e non guardi semplicemente ai personalismi".
     
    Lavalledeitempli
     
    Sistemazione della Strada Provinciale "Raffadali - Cattolica Eraclea" - Interrogazione del Consigliere Provinciale Nino Spoto.
    Prof. E. D'Orsi
    Al Presidente del Consiglio
    Dr. R. Buscemi
    OGG: Interrogazione concernente i lavori di sistemazione della Strada Provinciale  "Raffadali - Cattolica Eraclea" del Consigliere Provinciale Nino Spoto,  dei "Comunisti Italiani - Federazione della Sinistra".
    Il sottoscritto Consigliere Provinciale Nino Spoto premettendo che la Provincia Regionale di Agrigento ha già proceduto ad appaltare i lavori di sistemazione della Strada Provinciale "Raffadali-Cattolica Eraclea" per le condizioni di pericolosità al transito delle autovetture che codesta comporta e che, sino ad oggi, gli interventi non sono stati  effettuati, presenta la seguente
    INTERROGAZIONE
    Al fine di conoscere le ragioni del ritardo nell'azione di manutenzione della Strada Provinciale "Raffadali - Cattolica Eraclea" e di rendere possibile la realizzazione di quest' opera che costituisce un passo obbligato per la sicurezza pubblica.
    E' increscioso, infatti, dovere sistematicamente rilevare la cattiva conservazione delle vie di collegamento tra i Comuni, per nulla secondarie in termini di tutela della pubblica incolumità; tutto ciò al fine di evitare anche i danni patrimoniali che la Provincia sarebbe costretta a risarcire in caso di incidenti stradali.
    IL CONSIGLIERE PROVINCIALE
    Nino Spoto
     
     
    1 aprile
     
    GIORNALE DI SICILIA
     
    RETE IDRICA. Arrivano oltre 93 milioni di euro di finanziamento
    Provincia, presentato i piano peri6 Comuni
    Sono circa 93 milioni di euro i finanziamenti che arriveranno in Provincia di Agrigento per le opere di razionalizzazione del sistema idrico comunale in 16 comuni del territorio agrigentino. La Giunta regionale presieduta da Raffaele Lombardo ha licenziato l'ultimo atto di questo colossale progetto che vede arrivare in provincia una barca di soldi, di cui 65 milioni a carico della Regione Sicilia e 27.785894,72 da parte di Girgenti acque. Il finanziamento è stato presentato ieri dal presidente della Provincia Eugenio D'Orsi. Questi comuni interessati e l'ammontare del finanziamento: Agrigento Euro 31.652.723,25; Sciacca Euro 2 1.675.280.61; Canicattì: Euro 4.800.000; Licata: Euro 4.800.000; Lucca Sicula: Euro 300.000; Villafranca Sicula: Euro 250.000; Sambuca di Sicilia: Euro 600.000; Montevago: Euro 500.000; Porto Empedocle: Euro 1.065.000; Montallegro : Euro 749.000; Grotte: Euro 600.000; Racaimuto: Euro 1.500.000; Castrofilippo: Euro 1.214.000; Campobello di Licata: Euro 1.000.000; San Giovanni Gemini: Euro 181.000; Ribera: Euro 3.544.000. A questi finanziamenti si aggiungono due finanziamenti al Consorzio Ambito: uno relativo al "progetto contatori" per un investimento di 10.584.626 a totale carico del Gestore e l'altro per intervento di manutenzione straordinaria per 7.905.044 euro suddiviso per euro 4.405.044,00 a carico della Regione Sicilia e 3.500.000,00 a carico del gestore. (PAPI)
     
    LA SICILIA
     
    ACQUA. La Regione stanzia 65 mln per le reti idriche di 15 Comuni della provincia.
     Una "pioggia" di soldi
    Quasi 65 milioni di euro per le reti idriche di ben 15 comuni della provincia di Agrigento, tra cui il capoluogo, ai quali bisognerà aggiungere anche la quota del gestore privato, per un totale che sfiora i 93 milioni di euro. La giunta di governo regionale ha approvato il programma delle opere per la razionalizzazione dei rispettivi sistemi idrici. Ne ha dato notizia il presidente dell'Ato Eugenio D'Orsi a seguito di un telegramma ricevuta dal presidente della Regione Raffaele Lombardo. ((E' un fatto importante - commenta D'Orsi - che dimostra come il Governatore, malgrado l'attuale travaglio psicologico, abbia manifestato interesse per il nostro territorio».
    Il programma prevede per Agrigento lavori per euro 31.652,723,25 (dei quali 25.802.424,95 é la quota pubblica e 5.850.298,30 quella che sarà messa a disposizione da Girgenti Acque), per Sciacca euro 21.675.280,61 (dei quali 17.423.707,84 é la quota pubblica, 3.950.554,59 quella privata), per Canicattì e Licata euro 4.800.000,00 ciascuno (dei quali 3.912.837,30 é la quota pubblica e 887.172,70 quella privata), per Lucca Sicula euro 300 mila (dei quali 244.551,71 la quota pubblica, 55.448,29 quella privata), per Villafranca Sicula euro 250 mila (dei quali 203.793, mentre Girgenti Acque ci metterà 46.206,91 euro), per Sambuca di Sicilia euro 600 mila (dei quali 489.103,41 per la quota pubblica e 110.896,59 per Girgenti Acque), per Montevago euro 500 mila (dei quali 407.586,18 é la quota pubblica, 92.413,82 quella privata), per Porto Empedocle euro 1.065.000,00 (dei quali 868,358,56 per la quota pubblica e 196.841,44 per quella privata), per Montallegro euro 749 mila (dei quali 610.564,09 per La quota pubblica e 138.43391 per quella privata), per Grotte euro 600.000 (489.103,41 per la quota pubblica e 110.896,59 per quella privata), per Racalmuto euro 1.500.000,00 (dei quali 1.222.758,536 la quota pubblica, 277.241,47 quella privata), per Campobello di Licata un milione (815.172,35 per la quota pubblica, 184.827,69 per quella privata), per San Giovanni Gemini euro 181 mila (147,546,20 quota pubblica, 33.451,80 per il privato), per Ribera euro 3.544.000,00 (dei quali 2.888.970 per la quota pubblica e 655.029,17 per quella privata). Inoltre ci sono euro 1.214 mila per la sostituzione della rete idrica di Castrofilippo (989.619,24 più 224.380,76), euro 10.584.626,03 all'ato per il progetto contatori, euro 7.905.044,00 per interventi di manutenzione straordinaria (4,405.04400 per la quota pubblica e 3.500.000 per quella privata).
    In totale euro 92.920.673,89(64.833.758,99 per la quota pubblica e 27.785.894,72, pari al 30 per cento del totale, per quella privata. Adesso il Cda dell'ato dovrà prendere atto dell'approvazione e comunicare a Girgenti Acque quali sono le sue quote di pertinenza. Quest'ultima, come ha precisato il direttore generale Giuseppe Carlino, ha già contattato il sistema bancario cui si appoggia, sentendosi rispondere che senza una struttura tariffaria definitiva non potrà avere anticipazioni.
    SALVTORE FUCA'
     
    DIFFERENZIATA E SCONOSCIUTA
    In provincia tra i Comuni ricicloni di rifiuti la città termale non brilla per risultati
    Tempo di caccia ai comuni «ricicloni» della provincia. Nella città capofila dell'ex Ato Agi la raccolta differenziata dei rifiuti segna il passo. Dai dati raccolti da Legambiente e inseriti nel dossier dei Comuni ricicloni diffuso venerdì scorso, emerge che il centro termale negli ultimi anni non ha affatto incrementato la propria percentuale di differenziata.
    Il dossier fa riferimento all'anno 2010 ed il dato dì percentuale si attesta a poco più del 22 per cento, praticamente identico al 21 per cento del 2009 e addirittura inferiore al 23 per cento del 2008.
    il rallentamento della campagna di Comunicazione (la Regione non ha finanziato nuovi progetti di diffusione della sensibilità ambientale) ma anche il blocco del nuovo piano regionale e il commissariamento degli Ato, ha rallentato quel programma che prevedeva di portare al 40 per cento la raccolta differenziata dei rifiuti.
    Ed è fallita, o quantomeno sospesa, la previsione di allargare il servizio di raccolta porta a porta in tutti i quartieri della città.
    A Sciacca ad oggi la differenziata è realtà solo nei quartieri periferici di San Marco e Isabella.
    In queste aree del centro abitato i rifiuti si differenziano fino al 70 per cento, ma la percentuale crolla nel centro storico, dove le famiglie continuano a conferire i rifiuti nei cassonetti in maniera indiscriminata e il più delle volte non trovano nemmeno i cassonetti adeguati alla loro eventuale volontà di fare la raccolta differenziata. San Marco e Isabella, con 10 mila abitanti in totale, sono stati un esempio per tutta la comunità, ma oggi anche in questi quartieri periferici della città si registra un calo, forse per la contemporanea assenza di una campagna di comunicazione che mantiene alta l'attenzione sulla necessità di gestire meglio la raccolta e il conferimento dei rifiuti.
    Negli altri quartieri si verifica la paradossale situazione che gli studenti partecipano a scuola a progetti per la conoscenza della raccolta differenziata, ma quando tornano a casa si sentono dire dai genitori che tutto quello che hanno appreso non si può fare.
    Sciacca oggi non affronta le problematiche che in maniera drammatica i stanno vivendo ad Agrigento e a Palermo, ma è pienamente condivisibile la necessità ribadita da Legambiente di chiudere immediatamente un'inutile e dannosa gestione commissariale e passare all'ordinaria applicazione della norma vigente.
    GIUSEPPE RECCA
     
    Perla città
     
    Corsi di Formazione Musicale presso l'Istituto Superiore di Studi Musicali "Toscanini" di Ribera
    di Redazione
    Scadono il 30 aprile prossimo i termini per la presentazione delle domande di partecipazione agli esami di ammissione, nei limiti dei posti disponibili, presso l'Istituto Superiore di Studi Musicali "Toscanini" di Ribera ai Corsi di Formazione Musicale di Base (dai 10 anni d'età in poi, su 3 livelli di competenze) ed ai Corsi universitari AFAM (Alta Formazione Musicale) triennali di 1° livello e biennali specializzanti di 2° livello basati sul sistema europeo dei crediti formativi.
    Importantissima novità sarà l'avvio di due nuove Scuole: Canto lirico e Clarinetto che si aggiungeranno a quelle già attivate di Chitarra, Flauto, Pianoforte, Violino e Violoncello.
    A tal proposito il Direttore Claudio Montesano così dichiara:  "Tenuto conto delle reiterate richieste e del notevole sviluppo del Toscanini in questi ultimi anni, abbiamo provveduto in Consiglio Accademico a prevedere la conversione di un paio di cattedre in quelle di Canto lirico e Clarinetto ampliando così l'offerta formativa per rispondere alle reali vocazioni artistiche del territorio. Tale "storica" operazione non graverà ulteriormente sul budget finanziario disponibile e quindi sarà a costo zero per il nostro Ente finanziatore Provincia Regionale di Agrigento."
     
     
    2 aprile
     
    GIORNALE DI SICILIA
     
    MUSICA. Entro giorno 30 le domande di esami
    Istituto Toscanini, al via due nuovi corsi di studio
    RIBERA
    C'è tempo fino al 30 aprile per la presentazione delle domande di partecipazione agli esami di ammissione, nei limiti dei posti disponibili, all' Istituto Superiore di Studi Musicali "Toscanini" di Ribera diretto da Claudio Montesano. Le iscrizioni sono relative ai corsi di Formazione Musicale di Base dai 10 anni d'età in poi, su 3 livelli di competenze e ai corsi universitari AFAM, Alta Formazione Musicale triennali di primo livello e biennali specializzanti di secondo livello basati sul sistema europeo dei crediti formativi.
    Le novità del Toscanini sono riguardano l'avvio di due nuove scuole, quelle di canto lirico e clarinetto che si aggiungeranno a quelle già attivate di chitarra, flauto, pianoforte, violino e violoncello.
    E possibile scaricare i bandi e la modulistica dal sito web istituzionale di servizio www.istitutotoscanini.it (menù Albo telematico e Modulistica) oppure rivolgendosi presso l'Ufficio didattico del Toscanini negli orari di servizio in via Roma 21 Ribera, telefonando allo 092561280 o scrivendo a segreteria@istitutotoscanini.it Gli studenti ammessi frequenteranno gratuitamente corrispondendo soltanto contenute tasse ed un contributo annuale per servizi accademici soggetto a riduzione per gli aventi diritto.
    (AMM)
     
    ATO AG2. Questa mattina nella sede di Gesa vertice con i 19 sindaci interessati dallo sciopero degli operatori ecologici
    Rifiuti, a fuoco altri 20 cassonetti
    Nelle città è emergenza sanitaria
    Fumi di diossina hanno invaso vari quartieri del capoluogo, di Favara e di Montallegro
    Annamaria Martorana
    Concetta Rizzo
    Altri venti cassonetti in fiamme e l'unica speranza si risolvere la vertenza è affidata all incontro di questa mattina tra il commissario liquidatore di Gesa, Teresa Restivo e i sindaci dei 19 comuni consorziati chiamati a prendere un nuovo impegno, che si spera venga portato a buon fine. Nel corso della notte tra sabato e domenica, gli incendi sono stati appiccati a cassonetti ricolmi di rifiuti, sprigionando gas e fumi tossici e cancerogeni nell'aria, ad Agrigento, Villaseta, Favara e Montallegro. Dodici le chiamate ai vigili del fuoco del comando provinciale, chiamati ad un superlavoro per evitare, come nel caso di via Ragazzi del 99 in pieno centro agrigentino, che le fiamme si pro- pagassero fino alle macchine parcheggiate vicino i cassonetti. inoltre, qualora si trovi una soluzione per la vertenza e gli operatori ecologici tornassero al lavoro, i cassonetti bruciati e le zone limitrofe, saranno le ultime ad essere bonificate facendo aumentare i disagi nelle zone dove sono stati appiccati gli incendi. Un comportamento oltre che incivile, anche stupido di chi pensa di liberarsi dei rifiuti dando alle fiamme i cassonetti. Così è successo in cinque casi a Montallegro, un quattro casi nella città dei Templi e nei restanti casi a Favara. Gli agrigentini sono sempre più esasperate visto che l'immondizia sommerge i pia zzali antistanti alle loro case decidono di far pulizia autonomamente. Polizia, carabinieri e vigili del fuoco fanno quello che possono e tentano, in ogni modo, di riportare la calma fra i residenti cercando di scongiurare vere e proprie sommosse. Ad ogni incendio di cassonetto l'Ato Gesa Ag 2 subisce un danno che varia dalle 300 fino alle 600 euro. La società presenta denuncia contro ignoti, ma i roghi, ormai sistematici, visto che i cumuli di immondizia sono sempre più ampi, potrebbero finire per investire anche automezzi regolarmente posteggiati. Intanto questa mattina alle 1030, nella sede di Gesa, comincerà un'altra settimana cruciale. Dopo i tentativi di mediazione falliti dei giorni scorsi, i circa 350 operai senza stipendio da due mesi, chiederanno ai rispettivi sindaci, quelli che si faranno vedere all'incontro, alla Gesa e alle imprese, conto e ragione dei ritardi nei pagamenti. Nelle casse delle ditte del Raggruppamento temporaneo di imprese, oggi arriveranno altri soldi, circa 2 milioni di euro in aggiunta agli 800 mila versati venerdì e la Restivo ha anticipato che, grazie ai versamenti di alcuni Comuni, potrà dare alle imprese altri soldi. E adesso su Gesa e sui comuni, com'è noto, pende la denuncia delle ditte che hanno come noto, dato mandato all'avvocato Giuseppe Scozzari, di rappresentarle in questa vertenza. Le imprese al momento vantano crediti per fatture scadute, di 9 milioni e 800 mila euro oltre ai due mesi di franchigia per servizi già resi. E per i sindaci debitori, se non si troverà una soluzione nelle prossime ore, torna a profilarsi lo spettro del commissariamento, sia per quelli che operano in regime di Tia, come il capoluogo dove i costi sono a carico dei cittadini, sia di quelle in gestione Tarsu.
     
    LA SICILIA
     
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    Residence universitario
    Soparalluogo positivo
    Non è ancora stato risolto però il nodo legato alla gestione della struttura
    Sopralluogo, con esito positivo, ad opera della Provincia regionale, presso i locali del residence universitario di via Atenea, la struttura dello storico ex ospedale.
    A breve il complesso sarà consegnato alla fruizione degli studenti, In particolare quelli fuori sede, attualmente costretti a risiedei-e presso amici, parenti o case in affitto.
    Per quanto concerne la gestione, si attendono notizie da parte dell'Ersu. L'assessore provinciale alle Politiche universitarie Francesco Christian Schembri e Roberto Gallo vice presidente della V Commissione consiliare Promozione Culturale della Provincia regionale, hanno visitate l'edificio e ciò ha permesso loro di visionare e appurare lo stato dei luoghi.
    "Mi ritengo particolarmente soddisfatto - afferma l'assessore Schembri - per aver conosciuto un'importante struttura che in tempi brevi sarà consegnata agli studenti universitari della nostra provincia. Rimaniamo in attesa di conoscere le reali intenzioni dell'Ersu sulla gestione del residence universitario, ed in alternativa far partire un bando specifico che determini l'affidamento a terzi».
    L'immobile è stato ristrutturato grazie ai 2 milioni di euro concessi dalla Regione Siciliana alla Consorzio universitario della provincia di Agrigento.
    «Con la realizzazione del residence universitario - aggiunge il presidente della Provincia regionale di Agrigento Eugenio D'Orsi - la nostra Università si pone all'avanguardia e competitiva, in termini di strutture e servizi, rispetto alle altre realtà italiane. E' intenzione dell'Amministrazione provinciale potenziare le strutture universitarie al fine di rendere sempre più competitiva e qualificata l'offerta formativa, e non solo per i nostri giovani universitari».
    La struttura, con una capacità ricettiva di venticinque posti letto, consentirà ai suoi ospiti di fruire di spazi adatti a servizi didattici e culturali per le attività di studio, ricerca, lettura ed altro.
    Dunque un'occasione estremamente importante per lo sviluppo dell'università agrigentina.
    CHIARA MIROTTA
     
    Fisco, è la settimana decisiva oggi il Senato vota il decreto
    Il via libera prima di Pasqua e poi la delega. Pesa l'allarme Imu
    ROMA. Settimana decisiva per i provvedimenti sul fisco: oggi in Senato si riprenderà il voto sul decreto fiscale e il via libera dovrebbe arrivare prima di Pasqua. E attesa sempre per la settimana - anche se il sottosegretario all'Economia Vieri Ceriani parla cautamente di «uno dei prossimi consigli dei ministri» - la delega, ovvero la riforma che dovrebbe ridisegnare tutto il sistema fiscale dei prossimi anni.
    Le Commissioni Bilanci e Finanze del Senato torneranno a riunirsi oggi pomeriggio per votare gli emendamenti dei relatori (Antonio Azzollini del Pdl e Mario Baldassarri del Terza Polo) che introdurranno nel decreto legge una serie di modifiche, dall'Imu ai pagamenti degli enti locali nei confronti dei fornitori. Sull'imu però le soluzioni trovate affrontano soltanto alcuni problemi: l'agricoltura, le case popolari, gli immobili dei Comuni. Resta fuori tutto il resto, dalla definizione dei criteri di pagamento dell'acconto, sollevata dai Caf, alla questione delle case affittate a canone calmierato, rilevata dalla Confedilizia.
    Enrico Morando del Pd, nel corso dei lavori parlamentari ha sottolineato come sia «essenziale sottoporre al governo ulteriori questioni, che non ricevono una risposta definitiva e che meritano un ulteriore affinamento, come la previsione di un'aliquota ridotta dell'Imu sugli immobili locati a canone concordato, con l'obiettivo di favorire il mercato degli affitti e la mobilità per motivi di lavoro, oltre alle evidenti finalità di carattere sociale. Una mancata modifica dell'Imu in tal senso rappresenterebbe un serio errore politico», ha detto Morando.
    Potrebbero rispuntare però anche altri temi nel dibattito che non sono stati risolti dal decreto (e che vengono sollevati dal Terzo Polo): dalle agevolazioni per le famiglie all'Irap. Tutti temi, questi, che però potrebbero essere rinviati alla delega.
    Durante i lavori sul decreto legge fiscale in Senato il sottosegretario Ceriani ha infatti più volte invitato i senatori a ritirare gli emendamenti perché alcuni temi entreranno nel dibattito parlamentare che si aprirà sulla riforma: abuso di diritto, tassazione dei fringe benefits e delle stock options, contrasto di interessi, per fare alcuni esempi citati dallo stesso sottosegretario.
    Sui contenuti della delega si confermerebbero le indiscrezioni che sono circolate nei giorni scorsi, dallo stop alle tre aliquote Irpef, mantenendo quelle attuali, alla costituzione del fondo per il calo delle tasse da alimentare con la lotta all'evasione e lo sfoltimento delle detrazioni, dalla nuova In (imposta sul reddito imprenditoriale) alla revisione del catasto. Nei fatti si starebbe lavorando principalmente sulla «forma» del provvedimento per superare la delega che era stata avviata dal precedente governo.
    Intanto entro oggi quei contribuenti che vogliono fruire della chiusura agevolata delle mini-liti con il fisco, ossia quelle al di sotto dei 20.000 euro, dovranno provvedere al versamento dell'intera somma dovuta e quindi presentare la relativa domanda. Questa può essere trasmessa in via telematica o presentata presso qualsiasi direzione provinciale dell'Agenzia delle Entrate. Gli importi dovuti per la definizione sono: Th0 euro, se la lite è inferiore a 2mila euro; il 10% del valore della lite, se l'ultima sentenza è stata favorevole al contribuente: il 50% del valore della lite, se l'ultima sentenza è stata favorevole all'Agenzia; il 30% del valore della lite, se non c'è stata ancora alcuna sentenza. Da oggi parte poi il nuovo istituto della mediazione tributaria. Per contrastare un atto emesso dall'Agenzia delle Entrate di valore fino a 2Dmila euro, non cisl potrà più rivolgere direttamente al giudice tributario ma si dovrà prima attivare la nuova procedura del reclamo, con possibilità di mediazione.
    La mediazione prevede la presentazione di un'istanza alla direzione che ha emanato l'atto impugnato o non ha emanato l'atto richiesto, da notificare, a pena di inammissibilità, entro 60 giorni dalla data di notificazione dell'arto che il contribuente intende impugnare. L'istanza anticipa il contenuto del ricorso, nel senso che con essa il contribuente chiede l'annullamento totale o parziale dell'atto sulla base degli stessi motivi che intenderebbe portare all'attenzione della Commissione tributaria provinciale nella eventuale fase giurisdizionale.
     
    ITALO BOCCHINO SEGRETARIO NAZIONALE FLI
    «Il voto di Palermo è decisivo anche per la politica regionale»
    TONY ZERMO
    Fa sempre piacere parlare con un collega giornalista, anche se Italo Bocchino, segretario Fli, è politico fino alle midolla. Cosa prevede per la Sicilia inseguito al caso Lombardo «è ancora troppo presto. Intanto pensiamo alla scadenza delle amministrative a Palermo che è una tappa fondamentale per capire qual è l'assetto della politica siciliana. Secondo me, i risultati di Palermo orienteranno anche le scelte e i tempi con cui si andrà al voto regionale. Non è da escludere che si voti per la Regione in autunno».
    Voi come Fli continuate ad appoggiare il governo Lombardo.
    «Noi appoggiamo la scelta dei cittadini, siamo coerenti. Quando ci hanno detto cosa pensate del candidato Lombardo, ce lo chiese Berlusconi e ce lo chiese Casini, abbiamo sostenuto Lombardo nella campagna elettorale e lo sosteniamo per tutta la legislatura. Poi l'Udc ha cambiato idea ed è passata all'opposizione, il Pdl è passato all'opposizione, Micciché ha cambiato idea ed è andato all'opposizione. Noi siamo stati con Lombardo dall'inizio alla fine».
    Il vostro candidato a sindaco di Palermo, Aricò, non pare abbia grosse possibilità.
    «Non è così, intanto Aricò è stato eletto deputato regionale con 16 mila voti ed è un giovane preparato, un candidato trasversale ben radicato sia nella Palermo popolare e sia in quella dei quartieri borghesi. Ha sei liste che Io sostengono e oggettivamente è il più robusto dei candidati giovani che se la giocano, perché Orlando, con tutto il rispetto per il suo passato, è una minestra riscaldata».
    Fli come la pensa sul progetto del Ponte per il quale stiamo facendo una battaglia da mezzo secolo?
    "Siamo sempre stati fautori del Ponte per due ragioni, una perché c'è bisogno di questa infrastruttura in quanto tale e poi perché un grande Paese si fa riconoscere nel mondo anche per il suo coraggio infrastrutturale. Ci sono Paesi che sulle grandi infrastrutture hanno lanciato un segnale di modernità. Ovviamente siamo in un periodo di vacche magre in cui ci sono imprenditori che si suicidano perché non possono pagare gli stipendi ai loro operai, andare a spiegare che adesso facciamo un Ponte che costa tot è oggettivamente complicato».
    Secondo lei, l'italia quando uscirà dalla recessione?
    «I dati che arrivano dagli Stati Uniti cominciano ad essere confortanti e l'America è trainante. Dobbiamo essere noi in grado di metterci nella scia. Credo che dipenderà molto dalle scelte del governo. Finora non poteva fare altro che mettere tasse, adesso si tratta di trovare risorse per la crescita e lo sviluppo. E se vuoi trovarle devi incidere sull'evasione fiscale che sono 130 miliardi l'anno, sulla corruzione che ci costa 70 miliardi e ci sono almeno 100 miliardi da tagliare nella spesa pubblica improduttiva. Avete mai visto che un'impresa si è sviluppata perché ha avuto uno stanziamento a fondo perduto? Mai. Eppure diamo alle imprese 40 miliardi l'anno a fondo perduto e non si riesce nemmeno a capire bene a chi vanno, In realtà vanno a quelli con la valigetta che si sanno muovere nei corridoi dei ministeri. 11 governo dovrebbe cancellare i 40 miliardi e dire agli imprenditori:
    ve ne diamo venti, ma con il credito di imposta. Bisogna tagliare queste spese per trovare risorse per lo sviluppo».
    E ancora Monti non l'ha fatto.
    "Forse non ha avuto nemmeno tempo. Ci stiamo incartando sull'art.18, ora si sta cercando una mediazione».
    Siete per una riconferma di Monti?
    «Dire quel che succede da qui a un anno è impossibile. Ma se tra un anno siamo nelle condizioni in cui siamo adesso, pur escludendo una candidatura di Monti - lui non può essere candidato, non è un soggetto che si mette sul palco a parlare alle folle - noi faremo la campagna elettorale e se c'è una maggioranza chiara e un programma chiaro bene. Altrimenti potrebbe essere utile nella prossima legislatura ritrovare le larghe intese tra Terzo polo, Pd e Pdl e magari chiedere allo stesso Monti di proseguire il suo lavoro. Però questo è un passaggio che pone due condizioni:
    la prima è che avvenga dopo la campagna elettorale perché non possiamo buttare Monti nella mischia elettorale, e la seconda ci vuole un cambiamento della formula, cioè non più un governo tecnico, ma un governo politico. Se facciamo un'operazione del genere ci dobbiamo mettere la faccia».
     
    [02/04/2012]
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