
GIORNALE DI SICILIA
L'Ente Parco propone la graduale chiusura viaria della Valle. Contrari pure gli architetti: «Sono dei percorsi storicizzati»
Scontro sulle Panoramiche - Zambuto: non vanno chiuse
Il consiglio comunale ha già detto in maniera inequivocabile due volte «no»: «La valle dei templi non va chiusa al traffico». L'Ente Parco torna però alla carica e ripropone la graduale chiusura delle due Panoramiche. «Il Piano, conferma il sindaco Marco Zambuto, è stato già trasmesso ai nostri uffici, per poi passare al vaglio del consiglio comunale. Cosa ne penso? Io sono contrario e l'ho già detto anche in pubbliche assemblee. Su questo sono disposto a fare una battaglia. Le Panoramiche sono lì da secoli. Si può limitare, regolamentare il traffico. Ma chiuderle no. Che senso avrebbe? E poi il consiglio ha già votato contro».
Sulla stessa lunghezza d'onda del sindaco Zambuto, anche il presidente dell'ordine degli architetti, Rino La Mendola da sempre contrario alla chiusura delle due Panoramiche «che attraversano la valle da secoli con percorsi, dice, ampiamente storicizzati». «Le Panoramiche, aggiunge, seguendo le curve di livello, garantiscono il più razionale dei collegamenti tra il centro e le periferie urbane meridionali della città senza alcun impatto ambientale, consentendo al cittadino di beneficiare quotidianamente della sensazione di essere immerso nelle eccezionali bellezze storico-ambientali della valle dei templi.
«L'alternativa alla chiusura delle Panoramiche? sono stati proposti nuovi tracciati, lunghi quasi dieci chilometri contro i tre attuali, con la realizzazione di improponibili viadotti ed imponenti opere in cemento armato in piena "zona A", a poche centinaia di metri dai templi». Il presidente degli architetti non ha dubbi. Al di là dei percorsi alternativi, più meno lunghi, «la chiusura al transito dei cittadini trasformerebbe la valle da naturale elemento di aggregazione territoriale ad un grave elemento di disgregazione tra la città e le periferie urbane meridionali. Peraltro nel dibattito per l'adozione del Prg, la chiusura delle due arterie era stata già bocciata dagli ordini pro fessionali e soprattutto dal Consiglio Comunale, che rappresenta una chiara volontà popolare, peraltro supportata da motivazioni tecniche validissime. La soluzione a tutti i problemi sarebbe la realizzazione di quella passerella tra il tempio di Giove e quello di Ercole». Appunto il consiglio comunale, che rigettò l'osservazione dell'Ente parco che chiedeva di recepire nel Prg la previsione di chiudere alla viabilità la balle dei templi. Il consiglio - dicembre 2006 - respinse l'osservazione con tredici voti. La questione, dopo quella pronuncia, sembra ormai chiusa, definitivamente archiviata. Macché! Gli architetti a questo punto «confidano nell'alta professionalità del consiglio del Parco e nella consapevolezza dell'Amministrazione e del consiglio comunale che i piani urbanistici vengono redatti per migliorare la qualità della vita del cittadino, tenendo conto delle , sue inclinazioni e aspirazioni».
La Protezione Civile provinciale garantirà la sicurezza per l'afflusso di 10 mila persone
Giovaninfesta 2008 - Via al Piano operativo
E' ormai conto alla rovescia. La macchina organizzativa dell'annuale appuntamento del Giovaninfesta sta ultimando gli ultimi accorgimenti. Ma il primo maggio, a Montevago, dove si attendono circa 10 mila ragazzi provenienti da tutto l'Agrigentino, ci saranno anche gli agenti della polizia provinciale e gli uomini della Protezione civile. Il responsabile della Protezione civile della Provincia, Marzio Tuttolomondo, ha già approntato il piano operativo per consentire il regolare svolgimento della manifestazione voluta ed organizzata dall'ufficio di pastorale giovanile dell'Arcidiocesi agrigentina. Il piano sarà articolato su due "fronti": quello sanitario che sarà curato dalle unità operative della Protezione Civile regionale e quello logistico che verrà messo in atto dagli agenti della Polizia provinciale e dai componenti la squadra di Protezione Civile della Provincia regionale. "Il piano che attueremo il primo maggio - ha annunciato Marzio Tuttolomondo - è stato già collaudato, sotto l'aspetto organizzativo, durante il Giovaninfesta del 2007 a Naro. Il problema che è emerso l'anno scorso è quello dell'alcolismo, un fenomeno che è stato tenuto sotto controllo grazie al piano sviluppato dalla nostra protezione civile e grazie alla collaborazione delle forze dell'ordine e degli stessi commercianti". Dal punto di vista logistico in una grande planimetria della zona di Montevago interessata dal Giovaninfesta sono già stati individuati i grandi parcheggi per gli autobus, quelli delle autovetture, i punti di pronto soccorso e soprattutto le vie d'emergenza.
PREMA SEZIONI. Torto ai sindaci
Respinto il ricorso al Tar - L'acqua resta ai privati
Resta in mano ai privati la gestione dell'acqua in provincia di Agrigento. La prima sezione del Tar della Sicilia ha respinto, dichiarandolo in parte inammissibile, il ricorso contro l'affidamento del servizio idrico integrato al raggruppamento di imprese Girgenti Acque proposto da ventidue sindaci dell'Agrigentino contro la Regione Siciliana, difesa dall'avvocatura dello Stato, l'Agenzia regionale peri rifiuti e le acque, rappresentata dall'avvocato Giovanni Immordino, e l'Ato della Provincia di Agrigento, difeso dall'avvocato Gaetano Armao. Con il ricorso al Tar i sindaci chiedevano "l'annullamento della delibera del 18 gennaio 2007, adottata dal Commissario ad acta nominato dal Direttore generale dell'agenzia, con cui si è disposto di aggiudicare in via definitiva a favore della Girgenti Acque la gestione del servizio idrico integrato e i lavori connessi nell'Ambito territoriale ottimale di Agrigento". Il ricorso è stato presentato dai sindaci dei comuni di Palma di Montechiaro, Alessandria della Rocca, Bivona, Calamonaci, Camastra, Canicattì, Cattolica Eraclea, Cianciana, Grotte, Lucca Sicula, Menfi, Montevago, Naro, Racalmuto, Ravanusa, Realmonte, Ribera, San Biagio Platani, Santo Stefano Quisquina, Siculiana, Santa Margherita e Sambuca tutti rappresentati e difesi dall'avvocato Mario Libertini.
INTERVENTO DEI SINDACATI: COMUNE E ATO DICANO SE VA PAGATA
Terza rata rifiuti, appello al prefetto
Ma come è finita con le terze bollette dei rifiuti? Si dovranno pagare oppure no? Il tempo passa e nessuno è intervenuto per scrivere la parola fine. Ecco allora che i sindaci tornano alla carica. I tre segretari di Cgil, Cisl e Uil, Piero Mangione, Domenico Catuara e Aldo Broccio, si sono rivolti al prefetto Umberto Postiglione. «Ancora una volta il sindaco Zambuto ed il presidente dell Ato, Mancuso, scrivono, si parlano a distanza, cioè a mezzo stampa, televisione e per posta, ma non si incontrano e non si chiariscono, per cui non portano a conclusione ia ormai vergognosa questione della terza rata Tia 2005/2006/2007, su cui ci sono tanti atti scritti e dichiarazioni pubbliche. Si sa che la Guardia di finanza ha prelevato e messo sotto esame alcune carte riguardanti tali vicende che ha coinvolto due sindaci e due consigli comunali». Per i tre segretari gli utenti non possono certo essere considerati «malpagatori» nè «elusori», poichè, dicono, tanti cittadini non hanno pagato le terze rate proprio perché tale è stata l'indicazione venuta da Piazza e Zambuto, amplificata dagli organi di stampa e televisione». «Così permanendo le cose, l'Ato che avrebbe dovuto disboscare gli evasori e, quindi, mettere in economia di bilancio le nuove entrate, se, dopo due anni non ha concluso i suoi accertamenti, finirà col trovarsi, dicono Cgil, Cisl e Uil, nella impossibilità di accedere ancora al fondo di rotazione che sino ad ora gli ha consentito di avere la liquidità necessaria per onorare i contratti con le ditte e queste con i lavoratori». Per Mangione, Catuara e Braccio l'attuale «quadro della situazione merita un "allarme" per evitare che si determini nei prossimi mesi una situazione similare e quella di alcuni comuni del palermitano». Da qui l'appello al prefetto: convochi Zambuto e Mancuso «per chiudere questa storia infinita, decidendo se e chi deve pagare il costo dell'evasione, se, quanto e quando qualcuno deve pagare parte della terza rata 2005/06/07 o meno».
SEDUTA NELL'AULA «GIGLIA»
Consiglio provinciale - Passano i regolamenti
Il Consiglio provinciale di Agrigento ha approvato nella seduta di ieri alcuni regolamenti. Si tratta dei regolamenti di contabilità, per il servizio di economato e per l'assegnazione di fondi alle scuole di competenza della Provincia (quest'ultimo dopo l'approvazione di alcune r modifiche rispetto alla precedente stesura). Il Consiglio ha anche preso atto «dell'esatta composizione del comitato provinciale per la Protezione Civile», ed ha approvato otto debiti fuori bilancio, alcuni in seguito a sentenze del Tribunale Civile: Su proposta dei consiglieri Bennici (Pdl) e Giracello (Pd), invece, è stato stabilito di rinviare la trattazione del bilancio di previsione 2008 e degli altri argomenti collegati (per esempio il piano triennale delle opere pubbliche 2008 /2010) ad una seduta da tenere nella prima settimana di maggio. L'invito è stato raccolto dai consiglieri presenti, che alla fine della seduta, su proposta di Nicola Testone (Pdl) , hanno rinviato i lavori al prossimo 8 maggio, alle ore 18. Alla seduta ha partecipato anche il commissario straordinario della Provincia Letizia Di Liberti. Tra gli interventi, quello del consigliere Montalbano (Pdl) che ha espresso soddisfazione «per il senso di responsabilità dell'intero consiglio, capace, nonostante l'imminente scadenza del mandato elettorale, di produrre significativi atti amministrativi con ricadute positive sul territorio».
Montevago, la Provincia presente al Giovaninfesta
MONTEVAGO. In occasione dell'annuale appuntamento del "Giovaninfesta" che si terrà a Montevago il prossimo primo maggio ci sarà anche la Provincia Regionale. Sarà ben rappresentata dagli agenti del suo corpo di polizia e dalla squadra di protezione civile che saranno impegnati durante lo svolgimento della manifestazione. A Montevago per tale occasione convergeranno oltre 10 mila ragazzi provenienti dai comuni agrigentini.
Ribera, scadenza termini per iscriversi al Toscanini
RIBERA. Scadono il prossimo 30 aprile i termini per la presentazione delle istanze dì partecipazione agli esami di ammissione per l'Anno Accademico 2008/09 presso l'istituto musicale parificato "Toscanini" di Ribera.Le selezioni, finalizzate all'accertamento delle attitudini musicali degli aspiranti studenti, saranno svolte a fine maggio per le scuole di violoncello, violino, flauto, pianoforte e chitarra. Il diploma accademico conseguito alla fine del percorso formativo è equipollente alla laurea universitaria.
Ex ENEL
«Le giornate del fuoco»
Terzo appuntamento, domani alle 9 nella sala convegni e formazione in via Acrone (ex sede dell'Enel), con gli incontri «Le giornate del fuoco in Comune». Il professore Stefano Soglia relazionerà sul «Marketing dell'accoglienza nelle agenzie di viaggio: le strategie per l'incoming nelle destinazioni meridionali». I lavori continueranno nel pomeriggio, dalle 14,15. I seminari mirano alla divulgazione di una nuova cultura turistica del territorio agrigentino. Promuove la Provincia. Previsto anche l'intervento del commissario straordinario Letizia Di Liberti. Il prossimo ed ultimo appuntamento sarà giorno 29 con Mauro Santinato che parlerà di «Strategie di marketing per l'accoglienza nelle strutture ricettive e tecniche di direct marketing».
FABBRICHE CHIARAMONTANE
Taravella dipinge le città
C'è ancora tempo per scoprire l'arte di Croce Taravella con le sue metropoli dipinte su tela, negli spazi espositivi delle Fabbriche Chiaramontane in piazza San Francesco. Il pittore siciliano presenta oltre 50 dipinti, molti dei quali raffiguranti le piazze e le vie più importanti delle più belle città europee e non solo. Francesca Barbi e Serena Dell'Aira hanno collaborato con Croce Taravella nell'allestimento della mostra. Apertura dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20. Ingresso 2 euro. Gli studenti fino a 18 anni entrano gratis.
RACALMUTO
Totò Bonanno, antologica
Aperta fino al 15 giugno, nel castello Chiaramonte di Racalmuto, la mostra antologica del Maestro Totò Bonanno. Esposte le opere che vanno dal 1949 al 2002. Patrocinato di Regione (assessorato ai Beni culturali ed ambientali), Provincia, Comune, Fondazione Leonardo Sciascia, e le associazioni «Il Corridoio» e «Maestri D'Arte». A cura di Nicolò D'Alessandro.
BIVONA
«Il gusto della cultura»
Terza giornata della rassegna enogastronomica Il gusto della cultura. Oggi l'appuntamento è alle 17,30, nell'ex chiesa della Conciliazione di Bivona. Patrocinio dell'Unione Europea, della Regione e della Provincia. Previste quattro giornate in altrettante location dedicate alle performance di cuochi provenienti da tutta Italia alle prese con la preparazione di piatti sperimentali realizzati esclusivamente con prodotti tipici siciliani. Oggi si occuperanno di formaggi. I migliori cibi saranno abbinati ai più prestigiosi vini siciliani in luoghi intrisi di cultura. La conclusione sarà sabato, con la gara dei cuochi mediterranei ed uno spettacolo al teatro «Pirandello», presentato da Nathalie Caldonazzo, con Franco oppini, Teresa Mannino, Marco Armani e Michele Carfora.
NARO
Vestiti nobiliari e accessori
Le sale del castello chiaramontano di Naro ospitano la vetrina permanente su come ci si vestiva in passato. Da vedere abbigliamento d'epoca ed accessori usati dalle famiglie nobili siciliane. I reperti in vetrina provengono dalla collezione di Mucoalacchi che li ha concessi in comodato al Comune. Visite dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20.
LA SICILIA
Turismo, scivolone on line
REGIONE. Sul sito istituzionale sono indicati alberghi mai aperti o chiusi da anni
I saccensi continuano a pagare a loro spese le disattenzioni e la superficialità della Regione in tema di valorizzazione delle risorse turistiche. Dopo i flop storici della Sitas e ora anche delle Terme (leggi straordinarie per ripianare i debiti e gravi danni d'immagine per la ricettività), ci si mettono anche i meno vistosi - ma forse non meno trascurabili nel mondo della tecnologia web e della globalità - errori contenuti nei siti on line istituzionali. E' il caso del sito dell'assessorato regionale al Turismo, lo stesso che tra le immagini della home page contiene una foto di un giocatore di golf che invita a visitare l'isola per godere anche di questo sport da vip. Alla voce Sciacca si trovano informazioni sulla storia, gli itinerari ed i monumenti, così come alla voce ricettività è possibile consultare l'elenco degli alberghi, case vacanze e camping presenti in città, con tanto di numeri di telefono e siti internet. Un lavoro apparentemente ben fatto, con informazioni utili per chi intende avere informazioni sulla città e sulla possibilità di soggiornarvi.
Tranne un piccolo ma non trascurabile particolare: nell'elenco oltre alle strutture ricettive perfettamente operative, ci sono anche alberghi che sono ormai chiusi e altri che non hanno mai funzionato, vedi l'hotel Garden, chiuso da oltre dieci anni e il Grand hotel San Calogero di proprietà dell'Azienda Terme che non ha mai ospitato un cliente e che è anche oggetto di un contenzioso che alla Regione sta costando qualcosa come un milione di euro.
Ma non finisce qui: la Regione per gli alberghi chiusi e mai aperti fornisce sia il numero di telefono che i costi dei servizi. Soggiornare nell'albergo di San Calogero costerebbe per il pernottamento 46 euro per camera singola e 83 euro se si sceglie la camera doppia. La pensione completa costa invece 93 euro. Lo stesso vale per il Garden, che era di proprietà privata e che un paio di anni fa è stato demolito per costruirvi un edificio a cinque piani. Gli interessati possono prenotare ai numeri di telefono e di fax contenuti nel sito, che è naturalmente in varie lingue.
Spulciando probabilmente si potrebbero trovare altre chicche, ma questo basta per dare un'ulteriore tangibile dimostrazione dell'attenzione che la Regione riserva alla valorizzazione del turismo, ma anche alla visibilità delle strutture pubbliche, vedi il caso dell'albergo sul monte San Calogero. La struttura oggi è chiusa e di fatto aperto solo poche ore una quindicina di anni fa, quando venne affidato in gestione ad una società che poi fece causa al¬la Regione per delle clausole contrattuali non rispettate e oggi vanta un credito che rischia di portare al fallimento la società che lo stesso governo regionale mise in piedi per rilanciare le terme.
Gaspare Agnello presenta «Dalla parte di Sedara»
Il 50° anniversario della pubblicazione del celebre romanzo «Il Gattopardo» ha dato spunto allo scrittore agrigentino Gaspare Agnello, di scrivere un saggio critico dal titolo «Dalla parte di Sedara. Gattopardi Leoni, sciacalletti, iene», presentato nei locali della Biblioteca Museo «Pirandello» di Agrigento. La pubblicazione si avvale delle foto di Angelo Pitrone e del progetto grafico di Gianni Provenzano. All'iniziativa, diretta dalla docente Agata Gueli, e patrocinata dalla Provincia regionale di Agrigento, dal Parco Letterario Tomasi di Lampedusa, presieduto da Pasquale Hamel e dal Comitato provinciale dell' Aics, era presente un folto pubblico che ha assistito alla presentazione multimediale del volume ed alla pregevole relazione di Pasquale Hamel. Lo scrittore nel rileggere il romanzo originale con gli occhi più smaliziati di cinquant'anni fa, si accorge di alcune sottigliezze che percorrono le pagine del libro.
"Solo l'aeroporto può darci un futuro"
E' molto semplice attribuire le colpe di tutto agli altri. Poiché sono certo che la classe imprenditoriale e la sua dirigenza, caro signor Piero Mangione, non risponderanno al suo intervento riportato dal quotidiano La Sicilia, mi viene difficile sottrarmi. Ritengo che i sindacati non abbiano il diritto di addebitare le responsabilità agli imprenditori, del fatto che il Turismo agrigentino si ritrovi così in basso. Intanto lei sa benissimo che alcuni imprenditori agrigentini che si chiamano Nicosia, D'Alessandro, Di Betta, Cognata, Ferlisi, negli anni 70 hanno realizzato ad Agrigento delle strutture alberghiere che da quelle delle altre zone del Paese non avevano niente da invidiare e ancora rappresentano la vera alberghiera agrigentina. Mi dica da allora a oggi che cosa hanno fatto gli altri, politici, presidenti di Provincia, sindaci, sindacati, organizzazioni imprenditoriali etc. a favore del turismo, e la salvaguardia e per la crescita di quelle strutture alberghiere, e di altre che se ne dovevano realizzare.
Egregio signor Mangione, il Turismo si può chiamare «settore economico» se sviluppa migliaia di posti di lavoro, ma fino a quando non ha questa capacità non può essere definito settore economico serve solo a fare sopravvivere e a far fare politica, e la fortuna anche di qualche politico, a far fare i suoi interventi, e far fare qualcosa basta speculazione economica, a far emergere qualche ultimo arrivato nel settore etc. Mi piacerebbe sapere quale lavoro supplente stia facendo il prefetto e la commissaria provinciale a favore del Turismo, quando la commissaria provinciale non ritiene nemmeno utile ricevere chi avrebbe veramente delle cose importanti da dire, vedi caso a proposito di vero turismo. Signor Mangione, il turismo nella nostra città non ha avvenire. Il patrimonio culturale storico, le coste, il mare la vocazione turistica e quant'altro della città e provincia, sono veramente gli ingredienti per fare della provincia una località ove il settore turismo la possa fare risollevare. Ma non è il Rigassigatore che potrà realizzare ciò, il turismo deve bypassare gli aeroporti di Palermo e Catania, deve dal mondo intero venire e approdare nell'aeroporto di Agrigento. Se non si realizza l'aeroporto parlare di turismo nella nostra provincia è la cosa più ipocrita, più nana, la più fuorviante, di cui una persona responsabile possa parlare, e lei, nel panorama agrigentino, mi creda è una delle poche persone responsabili. L'aeroporto è ancora fattibile, se lei ha veramente a cuore l'avvenire della popolazione agrigentina, cambi rotta, si attivi per la sua realizzazione, diversamente mi creda, non parli più e non speri più nel turismo. Da qui a a 12 mesi si potrebbe veramente mettere la prima pietra , oggi è questa la situazione, ma occorre attivarsi con responsabilità e volontà di fare.
Dr. Paolo Di Betta