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Provincia di Agrigento
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Rassegna stampa del 13 Febbraio 09

 

13 Febbraio 08

GIORNALE DI SICILIA 

CONSORZIO UNIVERSITARIO. Il presidente uscente verrà sostituito dal segretario del presidente della Provincia
È scontro sulla sfiducia a Romano - Zambuto: «Lottizzata la cultura»
D'Orsi replica :«Il sindaco non partecipa alle riunioni, manda sempre un suo delegato»
Vittorio Messina, della Camera di Commercio: «Non c'è altro tempo da perdere. Il nuovo consiglio va eletto il più presto possibile» 
Sull'Università è scontro tra il Comune e la Provincia di Agrigento. A far scoppiare la «bagarre» la nomina a commissario del Polo universitario del segretario del presidente dell'amministrazione provinciale, Michele Giuffrida. Ieri il sindaco Marco Zambuto, nel ribadire la posizione personale e dell'ente che amministra non ha risparmiato critiche al capo della amministrazione provinciale: «Il professore D'Orsi - ha spiegato Zambuto - ha voluto militarizzare con una forte azione di occupazione, l'università agrigentina. E lo ha fatto indicando il suo segretario per la guida, anche se temporanea, del consorzio universitario. Si vuole "lottizzare" la cultura, ha proseguito il sindaco. Oggi la partita vera al di là dei piccoli giochi di potere, è quella di fare in modo che si passi dal Consorzio all'autonomia didattica dell'università agrigentina. Anche la questione della nomina del Cda, in questa ottica, è superata». Replica del presidente Eugenio D'Orsi: «Zambuto non può parlare di Università quando non viene mai alle riunioni, ma manda un suo delegato che tra le altre cose non ha un mandato pieno e non può decidere». Il Comune di Agrigento ha il 20 per cento delle azioni mentre la Provincia detiene il 75 per cento. Nel bel mezzo di questo strappo "istituzionale" tra Comune e Provincia si pone la Camera di commercio che con il suo presidente, Vittorio Messina, spinge per trovare una intesa che possa portare alla nomina di un Cda operativo. «La Camera di commercio - ha spiegato il presidente Messina - ha votato favorevolmente alla proposta di nomina del commissario fatta dalla Provincia perché vuole stimolare il dibattito verso la nomina del consiglio di amministrazione. Il Polo deve avere un Cda che a tutti gli effetti possa operare per il rilancio dell' università agrigentina a partire dalle scelte per i corsi da attivare». Il Cda dell'università agrigentina è composto da 7 persone di cui 4 indicati dalla Provincia, due dal Comune di Agrigento e uno dalla Camera di Commercio. Tra questi viene eletto il presidente.
 
IMPIANTI. Oggi la firma del protocollo d'intesa
Sport, oltre 25 milioni da spendere in 3 anni
Sarà firmato oggi, il nuovo protocollo d'intesa tra la Provincia di Agrigento, rappresentata dal Presidente Eugenio D'Orsi, e l'Istituto per il Credito Sportivo rappresentato dal presidente Andrea Cardinaletti. La firma verrà apposta alla presenza dell'assessore allo Sport Sergio Indelicato e del presidente del Coni Provinciale Calogero Lo Presti. Il protocollo d'intesa prevede un plafond di 25 milioni di euro, da utilizzarsi nell' arco di tre anni, a favore della Provincia e degli altri soggetti pubblici e privati approvati dalla Provincia per la costruzione, l'ampliamento, l'attrezzatura, il miglioramento, la ristrutturazione, il completamento e la messa a norma di impianti sportivi. Ed inoltre per le esigenze strumentali all'attività sportiva, quali l'acquisto di immobili da destinare all'attività sportiva e l'acquisizione delle relative aree. L'approvazione del protocollo d'intesa consentirà alla Provincia di promuovere, avvalendosi della collaborazione dell'Istituto per il Credito sportivo, iniziative tese a fornire consulenza qualificata agli operatori pubblici e privati del settore. Sarà attivato uno sportello presso l'assessorato allo Sport, con la presenza di un funzionario dell'Istituto.

ACQUA
Ventidue sindaci agrigentini contro la privatizzazione
Si allarga in provincia di Agrigento il fronte dei sindaci contrari alla privatizzazione del servizio idrico. Sono già 22 le amministrazioni comunali che hanno aderito all'iniziativa di convocare il prossimo 20 febbraio in contemporanea tutti alle 19, i rispettivi consigli comunali per deliberare la rescissione della convenzione stipulata tra l'Ato idrico e Girgenti acque, la società che si è assicurata la gestione del servizio.

MALTEMPO. Il sindaco: «Aziende irraggiungibili, s'intervenga subito»
Smottamenti a Cammarata - L'appello di Mangiapane
CAMMARATA. Aziende agricole in ginocchio per via del maltempo e delle copiose piogge e, adesso, isolate a causa della neve. Strade provinciali impraticabili per frane e smottamenti, così come le arterie rurali. E il sindaco Vito Mangiapane adesso lancia un grido d'allarme all'indirizzo delle istituzioni. "Qua tra non molto sarà necessario l'intervento della Protezione civile, invece siamo di fronte a un vero caso di immobilismo, per cui io chiedo che immediatamente si attivino le procedure necessarie affinché dalle tante parole spese si passi ai fatti - ha detto il primo cittadino cammaratese -. Con le poche risorse a nostra disposizione stiamo cercando di ovviare ai problemi creati dal maltempo alla viabilità comunale. Le arterie viarie di competenza della Provincia e la viabilità rurale sono invece impraticabili, e tante sono le aziende agricole isolate con un gravissimo danno a tutto il comparto, fonte economica principale per il paese». Nei vari incontri avuti con funzionari e rappresentanti delle Istituzioni competenti
Mangiapane afferma di avere evidenziato il rischio di collasso dell'intero comparto agricolo ed in particolare di quello zootecnico. «Mi sono sentito dire che non ci sono fondi, e che bisogna rispettare il Patto di stabilità, garantire nuovi investimenti, crescita territoriale: ma come si fa a parlare di impegni per il futuro senza garantire a chi già investe nel territorio di mantenere in vita le proprie attività?», si è chiesto il sindaco. Nei giorni scorsi un comitato spontaneo degli agricoltori di contrada Casalicchio aveva lanciato un accorato appello per la situazione insostenibile venutasi a creare a causa dei fenomeni franosi che hanno interessato la "Sp 39", unica via di accesso ad una ventina di aziende zootecniche. Il fondo stradale è, infatti, divenuto intransitabile.
 

LA SICILIA 
 
L'INTERVENTO
«IL GOVERNO TAGLIA ALTRI 900 MILIONI AL SUD»
SERGO D'ANTONI *
Mentre Raffaele Lombardo se ne sta a guardare, il governo taglia altri 900 milioni al Sud. Questo il senso dell'incontro romano tra il presidente del Consiglio e il governatore della Regione Siciliana. Il quale, spiace dirlo, ha ricevuto poco più di una pacca sulla spalla dal premier sulla futura destinazione delle risorse scippate al Fas. «Presto la situazione si sbloccherà», ha detto sorridente il Cavaliere al governatore isolano. Tanto è bastato per far tornare a Lombardo il buon umore.
Presto la situazione si sbloccherà, dunque. Ma quando? E come? Non è dato sapere. Non occorre essere fini politologi per capire che dietro le parole di Berlusconi si nasconde una promessa vuota. Che suona persino beffarda, se si considerano gli effetti causati dall'ennesimo provvedimento varato a spese del Mezzogiorno. Parliamo del decreto salva-auto, misura d'urgenza adottata una settimana fa dal Consiglio dei ministri.
Giusti i fini, disastrosi i mezzi. In perfetto silenzio, l'esecutivo ha infatti preparato una nuova polpetta avvelenata per la Sicilia e per il Sud, finanziando il decreto con 900 milioni di euro, stanziati dalla ex 488 per gli imprenditori che puntano sulle aree deboli. Fondi che erano destinati per l'85 per cento alle imprese meridionali. Questa l'unica dotazione prevista per la copertura del provvedimento: tutto il resto è una partita di giro.
Non bastava la devastante abolizione del credito d'imposta: per meglio definire l'asse nordista del suo governo, il ministro Tremonti ha voluto lanciare una nuova crociata contro le piccole e medie imprese meridionali. E pensare che nei giorni scorsi è stato proprio il ministro dell'Economia a dire che è giusto a vincolare gli aiuti di Stato a precise garanzie sui livelli occupazionali nelle aziende. Visto che il governo intende far pagare questo decreto dalle aziende siciliane e meridionali, la domanda sorge spontanea: è prendendosela coni più deboli che si tutelano i lavoratori?
Ecco allora che si svela il gioco perverso e antimeridionalista di questa squadra di governo. Che dopo aver sottratto 20 miliardi dai fondi europei per lo sviluppo del meridione, coniuga rigorosamente al futuro ogni promessa, ma intanto non rinuncia a togliere altro ossigeno alle imprese, ai lavoratori e alle famiglie del Sud.
È importante capire che la sequela di provvedimenti antimeridionalisti che sta varando questo governo non è casuale. È miope e certamente scellerata, ma non casuale. Il governo incasella giorno dopo giorno le tessere di un mosaico preciso. Un disegno politico che vede nel Mezzogiorno una inesauribile fonte di denaro con cui coprire tutte le misure e tutte le esigenze nazionali. Anche Lombardo ormai lo avrà capito. Cosa aspetta, allora, per reagire? Perché il leader Mpa non fa pesare i suoi parlamentari a Roma? Si accontenta davvero dell'ennesima promessa da parte del mago di Arcore?

*responsabile Mezzogiorno del Pd  
 
PUBBLICO IMPIEGO. Sì della Camera, la riforma torna al Senato
Ddl Brunetta il verso il traguardo 
Il ministro: il via entro maggio
ROMA. Premi ai meritevoli e sanzioni per i dirigenti che non rispettano gli standard di efficienza; pubblica amministrazione più trasparente e un'Authority ad hoc per sovrintendere alle funzioni di valutazione. Sono queste alcuni dei capisaldi del cosiddetto disegno di legge Brunetta, approvato ieri dall'Aula della Camera con 270 si e 178 no. La delega passerà poi nuovamente al Senato per la lettura definitiva dato che sono stati diversi i «ritocchi» apportati al testo alla Camera. «È una rivoluzione», esulta il ministro Renato Brunetta, che annuncia «entro maggio» (dopo l'ok del Senato e i decreti attuativi) il via alla riforma. Secco, invece, il no del Pd. «Non vogliamo che la politica invada di nuovo la Pubblica amministrazione», dice il ministro ombra Linda Lanzillotta.
Ecco le novità previste dal disegno di legge:
Innovazione. La legge destina 4 milioni di euro alla realizzazione di progetti sperimentali ed innovativi per diffondere e raccordare le metodologie della valutazione tra amministrazioni centrali e enti territoriali.
Web. Verrà sviluppata la formazione del personale preposto a funzioni di controllo e valutazione. Più trasparenza delle procedure di valutazione sviluppando un apposito sito web. Su Internet non solo le informazioni principali per gli utenti ma anche le «informazioni concernenti ogni aspetto dell'organizzazione delle Pa».
Class action. Sarà accentuato il ruolo dei clienti dei servizi pubblici che vedono diventare legge l'azione collettiva nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Obiettivo è ripristinare, nei confronti degli utenti, il servizio ed i relativi standard e non
garantire il risarcimento del danno, per il quale continua ad applicarsi la disciplina vigente. ,
Riforma dei contratti pubblici. Obiettivo principale è migliorare l'efficienza della contrattazione collettiva. In quest'ambito è prevista anche una riforma dell'Aran, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni.
Authority per la valutazione. Nell'ambito della procedura di riordino dell'Aran, è prevista l'istituzione di un organismo centrale, autonomo e indipendente, per sovrintendere alle funzioni di valutazione e garantire la trasparenza.
Premi. È prevista una delega al governo per introdurre nell'organizzazione delle Pa strumenti per valorizzare il merito e incentivare la produttività.
Sanzioni. L'obiettivo è potenziare il livello di efficienza degli uffici e contrastare i fenomeni di scarsa produttività e di assenteismo.
Permanenza dirigenti in sedi destinazione. «Per almeno un quinquennio», prevede il disegno di legge.
Mobilità agevolata. Da un'amministrazione all'altra se si verificano carenze di organico. Per dirigenti stage all'estero. La durata della formazione in uno dei paesi europei non dovrà essere inferiore a 4 mesi.
Cartellini obbligatori. Arriva «l'obbligo per il personale a contatto con il pubblico di indossare un cartellino identificativo ovvero di esporre sulla scrivania una targa indicante nome e cognome».
Tetto di 40 anni. Il conteggio del tetto massimo di anzianità previsto di 40 anni dovrà essere di servizio effettivo e non contributivo.

Per la «Mare-Monti» 4 2 milioni di euro
Il presidente D'Orsi: «Siamo riusciti a recuperare l'importo destinato al campus di Bivona»
«Mi auguro che i sindaci di Bivona e Santo Stefano di Quisquina sostengano in tutte le sedi istituzionali la nostra iniziativa di realizzare la strada Mare-Monti con i fondi in precedenza accantonati dalla Regione per il corso di laurea in scienze forestali e il campus universitario di Bivona».
Eugenio D'Orsi è ormai deciso: la Provincia deve riporre la massima attenzione sulla costruzione di questa importante arteria per la quale in atto non esiste il necessario finanziamento.
«I soldi - aggiunge il presidente della Provincia regionale di Agrigento - ammontano ad oltre 4 milioni e 200 mila euro che la Regione Siciliana aveva concesso alla Provincia Regionale, nell'ambito della misura 3.4. del Pop 1994/1999, successivamente all'accordo di programma del 1999 tra gli assessorati regionali ai Bb.Cc. e P.I., Bilancio e Finanze, Agricoltura, l'Università di Palermo, la Provincia Regionale di Agrigento e i Comuni di Bivona e S. Stefano Quisquina».
Sulla destinazione di queste risorse ha vigilato un collegio presieduto dal Presidente della Regione e composto dal rettore dell'Università di Palermo, dal Presidente della Provincia di Agrigento, dal sindaco di Santo Stefano di Quisquina e dal sindaco di Bivona.
«Tuttavia nel 2006 la soppressione del corso di laurea in scienze forestali di Bivona decisa dal Consiglio del Polo Universitario di Agrigento - ricorda il Presidente Eugenio D'Orsi - ha vanificato ogni impegno intrapreso tra le parti, impedendo l'utilizzazione di tali risorse per lo scopo originario. A questo punto ho deciso di proporre al collegio di vigilanza un cambio di destinazione delle suddette risorse da utilizzare nell'ambito del medesimo comprensorio di S. Stefano Quisquina e Bivona, e destinandole al finanziamento della strada Mare-monti di cui la Provincia ha redatto il progetto preliminare». L'arteria è già inserita nel Piano triennale delle Opere Pubbliche 2009/2011 della Provincia, nonché nel Piano di ammodernamento e potenziamento della Viabilità Secondaria della Regione Siciliana.
«E' giusto che una importante risorsa come quella di cui stiamo parlando - conclude il Presidente D'Orsi - una volta constatata l'impossibilità di poterla utilizzare per un importante progetto quale era il campus universitario, possa contribuire a far uscire dall'isolamento e dalla marginalità una vasta area della nostra provincia come quella della montagna».
In ogni caso un collegamento tra la zona centrale dell'Isola e quella costiera, servirà a collegare meglio zone che altrimenti sarebbero lontanissime.  
 
FAVARA
D'Orsi: «Presto apriremo il ponte»
FAVARA. Dopo circa trent'anni d'attesa, costellati da mille vicissitudini, sarà presto aperto al traffico automobilistico il viadotto di collegamento della strada provinciale Favara - Naro di contrada Gelardo-Marino. Lo ha assicurato il presidente della provincia Eugenio D'Orsi, intervenendo ad una trasmissione . televisiva realizzata dall'emittente di Favara. L'opera rimasta incompleta per tutti questi anni, grazie all'intervento della provincia regionale, alla fine della scorsa estate è stata
ultimata, ma necessita del definitivo collaudo. Esperto che deve essere nominato dalla provincia. «Il ritardo nella nomina del collaudatore - ha detto presidente D'Orsi - è stato causato dal fatto che l'elenco di cui fanno parte gli ingegneri era scaduto.
Adesso è stato rinnovato e non appena avrò disponibile la nuova graduatoria provvederò a nominare subito i tecnici incaricati di aprire il ponte». Poi, il presidente della Provincia dà una tiratina d'orecchie ai sindaci: «Appena insediato - ha sostenuto - ho detto ai vari sindaci di inviarmi un elenco delle strade dove si richiede un intervento. Elenco che sto ancora aspettando. Ricordo che ho detto che non darò contributi per feste e festini e non certo per migliorare le infrastrutture, le strade e le scuole». Tornando al ponte, ricordiamo che per essere completato mancavano solo tre campate da collegare l'una con l'altra, poco più di 50 metri di strada, che da troppo è rimasta ad attendere di essere realizzato.

BIVONA
Domenica si vota per l'Ato Idrico
BIVONA. Poco più di 2000 cittadini saranno chiamati nella giornata di domenica a pronunciarsi, con un referendum, sul servizio di distribuzione dell'acqua potabile. Gli elettori sono stati invitati con manifesti pubblici e con cartelle elettorali a recarsi nei locali della scuola elementare - plesso Collodi - in via Antinoro, per pronunciarsi sul delicato tema della gestione pubblica o privata dell'acqua potabile. Il referendum consultivo è stato indetto dal Comune di Bivona con deliberazione del civico consesso
n.15 del 13 ottobre 2008. Si svolgerà sul seguente quesito: «Ritieni che la gestione dell'acqua debba essere affidata ai privati?». Gli elettori saranno ammessi al voto, esibendo la tessera elettorale o semplicemente il documento di riconoscimento. Gli
elettorali dovranno votare nei 5 seggi istituiti presso la scuola dell'obbligo dove, per il plesso in questione, sono state sospese per sabato e lunedì le lezioni. Il sindaco ha nominato i presidenti dei 5 seggi, mentre gli scrutatori saranno in numero di 10 (2 per seggio elettorale), selezionati per sorteggio tra i circa 100 cittadini che hanno presentato domanda per partecipare come componenti dei seggi elettorali. Si voterà dalle ore 8,00 alle 22,00. Subito dopo, inizierà lo spoglio delle schede che si dovrebbe concludere nel giro di un'ora. 
 
SOLE 24 ORE
 
In Gazzetta Ufficiale pubblicati i criteri per l'assegnazione su base nazionale delle categorie
Hotel, lo spazio vale la stella
I requisiti minimi per camere, bagni e servizi - Dubbi dall'Aica 
MILANO. Il sistema di classificazione degli alberghi passa da regionale a nazionale, con requisiti strutturali e di servizi diversi a seconda delle stelle, ma che saranno uguali per tutti i 33mila hotel già esistenti in Italia e le nuove strutture. Un modo per uniformare l'offerta, soprattutto agli occhi degli stranieri, e accrescere la competitività turistica dell'Italia nel mercato globale, come spiega il sottosegretario con delega al Turismo, Michela Vittoria Brambilla, che ha messo a punto il decreto del 21 ottobre 2008 pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale sull'armonizzazione della classificazione alberghiera
Così, per esempio, per aggiudicarsi le 5 stelle, un albergo deve garantire tre lingue straniere parlate e un servizio di ricevimento 24 ore su 24, camere doppie di almeno 16 metri quadrati oltre al bagno che deve essere almeno di 5 metri quadrati e servizio di parcheggio continuativo per almeno l'80% delle camere. Mentre in un hotel da una stella la stanza doppia deve misurare almeno 14 metri quadrati oltre al bagno (dove previsto) di 3 metri quadrati, reception aperta 12 ore su 24, servizio fax o fotocopiatrice e almeno un'area di uso comune e un punto di ristoro anche con distributore automatico. Con una precisazione: i requisiti strutturali sono obbligatori peri nuovi alberghi o quelli in ristrutturazione, mentre valgono per tutti le nuove regole relative ai servizi.
Il decreto divide le associazioni di categoria: da una parte Federalberghi (che rappresenta circa l'80% degli alberghi italiani) che si dichiara entusiasta del provvedimento, dall'altra l'Aica, l'associazione delle catene alberghiere di Confindustria che sottolinea alcuni limiti della norma
«Abbiamo molto apprezzato l'iniziativa del sottosegretario Brambilla - spiega Elena David, presidente di Aica-Confindustria - che ha portato a livello nazionale una questione che da anni divide le Regioni. Tuttavia alcuni dettagli attuativi vanno rivisti o, quanto meno, definiti. A cominciare da chi assegnerà le stelle e se ci saranno, e come, controlli in itinere. Alcuni servizi resi obbligatori, solo per citarne una, l'accappatoio nei 4 stelle, potrebbero pesare sui costi delle aziende mettendole in difficoltà soprattutto con le condizioni di mercato attuali. Per finire, la classificazione non può essere solo quantitativa ma qualitativa Le stelle si ottengono sommando un punteggio, ma non si misura la qualità. E evidente che questo punto va risolto. Per ora è previsto un meccanismo di rating, associabile alle stelle, che non è per nulla chiaro. Auspichiamo, come è stato promesso, che gli operatori e i rappresentanti degli alberghi vengano coinvolti per definire i criteri attuativi del decreto».
Collaborazione che, secondo Bennabò Bocca, presidente di Federalberghi, non mancherà. «Aspettavamo da tempo questo decreto anche in previsione di un eventuale classificazione europea. Si tratta di parametri migliorativi dei servizi e gli albergatori si adegueranno perché la sfida della competitività si gioca sulla qualità. Assieme alla società di consulenza Ambrosetti abbiamo preparato un progetto, basato sugli standard alberghieri internazionali, che presenteremo al Governo per definire la questione del rating».
Sarà compito del dipartimento del Turismo definire, d'intesa con le Regioni, le associazioni di categoria e dei consumatori, i criteri di misurazione e valutazione della qualità del servizio, come spiega Brambilla. «L'armonizzazione di tutto il sistema alberghiero - aggiunge - richiederà tempo, ma era importante che questo processo prendesse il via e avesse come obiettivo principale il miglioramento complessivo della qualità della nostra offerta ricettiva. Saranno le Regioni ad assegnare le stelle e a effettuare i controlli, ma attraverso nuovi regolamenti». 
 

AGRIGENTOWEB

Lombardo: "Con Berlusconi tutto ok, alle Europee preferiremmo correre da soli"
Scritto da Antonello Pace, 12-02-2009 15:44 
Silvio Berlusconi non vuole liste concorrenti all'interno del centrodestra per le prossime elezioni europee
Il presidente del Consiglio ha chiesto esplicitamente a Raffaele Lombardo, leader dell'Mpa e presidente della Regione siciliana, di correre insieme nelle liste del Pdl. Lombardo, al termine dell'incontro che si è svolto a Palazzo Chigi, prende tempo: "Ringrazio Berlusconi per l'offerta, ma preferiremmo correre in maniera autonoma. Per lo sbarramento potremmo allearci con altri partiti". Alla domanda su quali siano gli altri partiti, Lombardo risponde: "I contatti sono in corso. Per ora non posso dare una risposta certa". All'incontro fra Berlusconi e Lombardo ha partecipato anche il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ex coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia. In discussione anche gli attriti nella maggioranza che governa nell'Isola. Lombardo, comunque, non dà per ora risposte sulle europee: "Deciderà il congresso dell'Mpa, convocato per il 27 febbraio"."In attesa che anche Barack Obama comunichi la propria adesione al Mpa, ringraziamo dal profondo del cuore il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, per avere evitato al Pdl una brutta figura nelle prossime elezioni europee, non andandogli a fregare a casa sua gli eletti in Sicilia e Sardegna". Il commento alle dichiarazioni di Lombardo, rilasciate dopo l'incontro con il presidente del Consiglio, è del deputato regionale Pdl Pippo Limoli. "Il grande presidente Lombardo, novello sovrano del Regno delle due Sicilie, ha dato un'ulteriore dimostrazione della propria illimitata modestia..." conclude Limoli.
Sembra improbabile un'uscita degli Assessori dell'Udc, anche perché Lombardo ironicamente ha dichiarato : "il mio taccuino è gia pieno di nomi". 
 
AGRIGENTOFLASH
 
Riunione della XI commissione consiliare con Presidente D'Orsi su problema acqua
Politica - Agrigento — 12 Febbraio 2009 14:28
Si è riunita stamani l'undicesima commissione consiliare "Vigilanza sugli enti partecipati", presieduta dal consigliere Stefano Girasole (PD) e alla presenza del Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi. Si è trattato del secondo incontro della commissione con il presidente D'Orsi in qualità di presidente dell'Ato Idrico sui problemi della mala gestione del servizio idrico ad opera della società Girgenti Acque.
La commissione ha chiesto a D'Orsi una relazione sull'effettiva situazione del servizio idrico, che continua a suscitare le proteste dei cittadini e di numerose amministrazioni locali. Il presidente D'Orsi ha riferito alla commissione che la legge prevede in ogni caso la privatizzazione della gestione del servizio idrico, anche se è stata ipotizzata da lui stesso la rescissione del contratto con la società in caso di gravi inadempienze.
Ha riferito inoltre che su questo problema il prossimo 21 febbraio ha convocato un incontro al quale sono stati invitati tutti i deputati regionali agrigentini, estendendo l'invito anche all'undicesima commissione consiliare, e che ha dato mandato ad un legale per caprie se esistono i presupposti giuridici per chiedere lo scioglimento della società.
L'undicesima commissione ha a sua volta riferito al Presidente D'Orsi che vigilerà con la massima attenzione sul problema acqua in provincia.

AGRIGENTONOTIZIE
 
Romano non è più il commissario del polo universitario
Cronaca - Agrigento - 12/02/2009
Bartolomeo Romano da ieri non è più il commissario straordinario del polo universitario. Al suo posto c'è Michele Giuffrida, capo di gabinetto del presidente della Provincia.
Romano si era già visto rinnovato il mandato per più volte, ma durante l'assemblea dei soci del polo, alla quale hanno partecipato il presidente Eugenio D'Orsi, il vice sindaco Massimo Muglia ed il presidente della camera di commercio Vittorio Messina, invece di nominare il nuovo consiglio di amministrazione si è deciso di non rinominare il commissario uscente. Ma Muglia si è astenuto dal voto.
 
Agrigento, torna a riunirsi il consiglio provinciale
Politica - Agrigento - 12/02/2009
Si preparano i lavori per la prossima seduta del consiglio provinciale, in programma il 17 febbraio alle 18. I diversi punti all'ordine del giorno riguardano le iniziative legate alla presentazione del progetto di legge sulle norme in materia di organizzazione territoriale e disciplina del servizio di gestione dei rifiuti presso la Regione, la mozione del consigliere Ripepe sulla strada provinciale 189, e l'interrogazione dei consiglieri Spoto ed Avarello sulla strada provinciale Maremonti.
Nella prossima seduta si discuteranno dieci delibere di debiti fuori bilancio e le mozioni dei consiglieri Sopo ed Avarello sulla privatizzazione dell'acqua e sull'emergenza a Lampedusa.