
GIORNALE DI SICILIA
PROVINCIA. Riunione operativa con gli amministratori di Licata
Aeroporto, Eugenio D'Orsi è ottimista: «Nel 2013 finalmente si potrà volare»
«Riunione tra amministratori e tecnici della Provincia Regionale e del Comune di Licata nella sala della presidenza della Provincia di Agrigento, sulla realizzazione dell'aeroporto a Licata». Lo si legge in una nota della Provincia. Erano presenti il Presidente Eugenio D'Orsi, il capo dell'Ufficio Tecnico ing. Piero Hamel e il funzionario tecnico ing. Antonino Graci, mentre per il Comune di Licata erano presenti il sindaco Angelo Graci, gli assessori Giuseppe Mulè (Urbanistica) e Giovanni Giambra (Lavori Pubblici), il Capo Dipartimento Urbanistica ing. Vincenzo Ortega e il dirigente dello stesso settore arch. Maurizio Falzone. «Ormai siamo alle battute finali" dice il Presidente D'Orsi "il benestare dell'Enac ci spinge a bruciare le tappe, e in questo senso esiste una totale sintonia con il Sindaco e la Giunta di Licata. Ap prezziamo lo spirito di collaborazione del Sindaco che immediatamente ha corrisposto le esigenze tecniche per accelerare il percorso amministrativo, ritenendo la struttura aeroportuale indispensabile per il rilancio dell'economia di Licata. Possiamo affermare che il 2013 sarà l'anno in cui i cittadini della provincia di Agrigento potranno contare su un aeroporto pienamente operativo».
SAGRA
Gruppo vincitore, sarà istituita la giuria popolare
Tra le principali novità della 65esima edizione della sagra del mandorlo in fiore vi è l'istituzione della giuria popolare. «I protagonisti del festival - si legge in una nota del direttore artistico Carmelo Cantone - a partire da quest'anno, saranno proprio gli agrigentini che, con il loro voto, decreteranno il nome del gruppo vincitore del 55esimo festiva! internazionale del folklore». «Una scelta operata al fine di coinvolgere in maniera diretta i nostri concittadini che, ogni anno, hanno fatto registrare il "tutto esaurito" agli spettacoli del Palacongressi, dimostrando un profondo attaccamento ad una manifestazione che, da 65 anni, è nel cuore di tutti gli agrigentini». Continua intanto la fase organizzativa, lo staff del direttore artistico è al lavoro per recuperare il tempo perduto.
"Il Consiglio dedichi una seduta alla crisi del lavora"
«Una città inginocchio non può assistere impotente a sterili polemiche sul Carnevale. C'è un' emergenza lavoro da affrontare. Occorre un consiglio comunale straordinario aperto». Lo afferma il consigliere provinciale del Pd, Stefano Girasole, intervenendo sulle polemiche riguardanti la festa carnascialesca. «La nostra attenzione - prosegue - deve andare a tutt'altro, come ii cantieri scuola, al teatro popolare, alla banchina San Paolo, le case popolari, la chiesa Perriera, il liceo Scientifico, alla rete idrica, alle case popolari, alle ville di Rocco Forte e alla ristrutturazione della scuola Fazello».
LA SICILIA
I sindaci tornano alla carica contro la privatizzazione
1 sindaci "dissidenti" dell'agrigentino non si arrendono dopo la sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa che ha dichiarato inammissibile il ricorso contro l'affidamento del servizio idrico integrato in provincia alla Girgenti Acque. Si sono riuniti na Realmonte per fare il punto della situazione e rilanciare la loro azione contro la privatizzazione dei servizi idrici nei Comuni siciliani. Dal vertice è emersa la volontà di tutti di andare avanti con le iniziative popolari già intraprese e affidarsi alla proposta di legge di iniziativa popolare che pare sia valutata favorevolmente dal presidente della Regione Raffaele Lombardo. Uno dei più accaniti sostenitori della battaglia politica e sociale portata avanti dai Comuni che difendono le loro condotte idriche, è Michele Botta , sindaco di Menfi, del Pdl: "La lotta continua - dice al termine della riunione di Realmonte - rilanceremo la nostra azione a livello regionale: ora tocca all'Ars, che ci ha già assicurato il suo sostegno, rendere saldo il parere dei cittadini siciliani. L'obiettivo - continua - era superare il numero di 40 consigli comunali e i 500 mila abitanti, in modo da rendere valida l'iniziativa popolare sul disegno di legge "Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque. Disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico in Sicilia", che si aggiunge al disegno di legge già depositato all'Ars". Dopo il sit-in del 25 novembre scorso a Palazzo dei Normanni, in cui i sindaci hanno ottenuto il secondo parere favorevole di tutti i capigruppo Ars per l'esame rapido della proposta di legge, i capigruppo avevano presentato un ordine del giorno unitario per sospendere, fino al 31 marzo, i commissariamenti nei comuni che non hanno consegnato gli impianti al gestore privato. Sono ad oggi oltre il 70 per cento i Comuni in Sicilia in Sicilia che dicono no alla privatizzazione, con un totale di oltre 670 mila abitanti, dunque ben oltre il quorum di 500 mila richiesto dalla legge per la presentazione di un testo di iniziativa popolare all'Ars. "Ciò ci fa ben sperare - conclude Botta - e continueremo con l'obiettivo di raccogliere il risultato più alto della nostra mobilitazione per l'acqua pubblica, raggiungendo il milione di abitanti". Il sindaco della cittadina belicina è uno dei tre firmatari della proposta di legge indicati come persone autorizzate a rappresentare i sottoscrittori.
STEFANO GIRASOLE (PD) E IL DIBATTITO SUL CARNEVALE
«Si pensi a cose un po' più serie»
Se ne parla nelle tv locali, sui blog presenti sul web, nascono gruppi su face book ed è anche argomento di confronto politico. Come era facilmente prevedibile, le incertezze riguardanti la prossima edizione del Carnevale di Sciacca richiamano l'attenzione dell'intera comunità, divisa in due sulla necessità di fare svolgere la festa nel periodo primaverile o annullarla, approfittando dell'anno di stop per attivare un'azione di rilancio e per rodare meglio la macchina organizzativa. La popolare festa saccense, famosa in tutto il mondo ma forse un po' troppo spontanea ed improvvisata per gli attuali ritmi della globalizzazione e dell'efficienza organizzativa, da alcuni anni si trova ad un bivio, ma non è mai stata fermata e si è fatto poco per inserirla in un contesto gestionale moderno e produttivo. Oggi, con tante cose da cambiare, i capannoni da realizzare, la fine della fase della spontaneità e della passione genuina di tanti operatori, la voglia di fare business e l'assenza di un'organizzazione professionale ed efficiente, hanno contribuito a ingolfare la grande macchina della festa. Le opinioni più disparate si sprecano, ma c'è anche chi induce organizzatori e gente comune a riflettere sulla necessità di prestare maggiore attenzione ad altri e ben più importanti problemi che vive la città in questi anni. Oggi è la volta del consigliere provinciale Stefano Girasole, intervenire sulla discussione e introdurre la necessità di volgere il capo sui problemi del lavoro e dello sviluppo: «Assisto ogni giorno a discussioni inutili sul Carnevale, sulla data di svolgimento, sui capannoni e sui luoghi dove dovrebbero sfilare i carri. Io rispetto la manifestazione ed il lavoro prezioso svolto dai carristi e dalle varie associazioni che vi prendono parte - dice - ma non è decoroso e nemmeno onesto che nei confronti delle tante emergenze e situazioni di disagio che affrontano ogni giorno i cittadini di questa città e del Sud Italia, si perda tempo a discutere e polemizzare su quella che in fondo resta una grande festa popolare che si definisce in pochi giorni. Il Carnevale è un evento folkloristico che nessuno è stato in grado di fare crescere, che resta fine a se stesso e che non può in alcun modo sollevare l'economia di un territorio che ha bisogno di ben altro per guardare ad una fase di sviluppo e di crescita sociale». Girasole parla di opere pubbliche che devono essere avviate e che potrebbero dare lavoro a centinaia di edili. L'esponente del Pd propone la convocazione di un Consiglio comunale aperto.
LA CAUSA: FORSE LE ULTIME PIOGGE
Frana sulla Giardina Gallotti-Raffadali
Venti metri di arteria completamente franata. Risulta fuori uso la strada provinciale che dalla frazione agrigentina di Giardina Gallotti conduce a Raffadali e viceversa. Evidentemente, le continue e copiose piogge degli ultimi tempi, hanno causato il cedimento del pavimento stradale e per puro caso non si è registrata qualche tragedia. L'arteria si è letteralmente spaccata, ma in quel momento, nessun automobilista si trovava a transitare da quella zona. Un vero e proprio problema per la comunità di Giardina Gallotti che spesso evolentieri si reca a Raffadali per sbrigare molteplici mansioni. Soprattutto, nelle ore mattutine, la strada risulta essere molto transitata. A dire il vero, gli enti preposti hanno subito cercato di risolvere il problema e, gli operai sono già al lavoro per ripristinare il manto stradale. Bisognerà però capire come sia potuto succedere una cosa del genere. Il pavimento stradale è sprofondato di oltre due metri. Il maltempo, dicevamo, è alla base di questo cedimento, ma, ultimamente, spesso e volentieri, questo stesso problema si è riproposto in diversi punti dellaprovincia. Segnale che c'è qualcosa che non quadra. Quando sono stati realizzati i lavori, qualcosina non è andata per il verso giusto. E' anche vero che la strada in questione, non è stata mai migliorata. Da anni, ormai, dicono gli abitanti della frazione di Giardina Gallotti, non si interveniva su questa strada, transitata anche dai mezzi pesanti. Insomma, nulla di nuovo all'ombra della valle, quando per costringere gli enti preposti a intervenire, bisogna sempre che accada l'irreparabile. Per fortuna, al momento del movimento franoso, non sopraggiungevano veicoli, altrimenti, staremmo qui a parlare dell'ennesima tragedia.
«Mentre il capoluogo svilisce Porto Empedocle rifiorisce»
«Mentre il capoluogo crolla, Porto Empedocle rifiorisce». Esordisce così Paolo Viana, inviato di 'Avvenire', che sabato scorso ha riempito una pagina sullo "scippo del destino" della Marina, ai danni della "cittaduzza moribonda": un servizio che ha fatto storcere il naso a molti. Eppure la percezione, giusta o sbagliata che sia, pare si stia diffondendo: due città (ora Porto Empedocle lo è a pieno titolo) con motori simili e sindaci di affine estrazione, eppure con velocità di sviluppo diverse. L'elemento propulsore su cui punta il sindaco empedoclino, Lillo Firetto, è certamente il rigassificatore, anche se 25 milioni di euro di compensazioni sono ancora da venire.
Ciononostante a Porto Empedocle pare che si respiri già aria di rinnovamento: la demolizione di vecchie casupole pericolanti, il taglio delle acque contro il dissesto idrogeologico e, infine, grazie all'imprenditore Moncada, agrigentino con l'occhio attento ad ogni opportunità di sviluppo, il recupero dell'ex Montedison, il dragaggio del porto, il palazzetto dello sport, la nuova caserma. Agrigento, invece, sconta ancora i postumi delle ferite della frana del '66. Dopo oltre vent'anni di attese ancora il piano del centro storico non ha potuto dar un solo frutto. I crolli, piccoli e grandi, sono all'ordine del giorno e ogni speranza è riposta nell'investimento dei privati (sia imprese chetitolari di immobili). Poi c'è il piano strategico, che punta a realizzare un parco progetti per partecipare ai bandi ed attingere ai programmi di finanziamento. La "Marina" , intanto, sembra avere una marcia in più, e non soltanto per il rigassificatore, ma per numero di iniziative, di eventi, di rinascita culturale, di miglioramento della viabilità e dell'arredo urbano... "Il rigassificatore - dice diplomatico il sindaco Firetto - non può entrare al momento in nessun metro di giudizio, per la semplice ragione che non si è ancora manifestato alcun effetto economico, produttivo e finanziario. Accostare le due realtà (Agrigento e Porto Empedocle) per un confronto è assai discutibile: siamo in presenza di specificità radicalmente diverse". Del medesimo avviso è il sindacalista Piero Mangione, della Cgil che ha appoggiato l'impianto di rigassificazione: "Porto Empedocle ha un grande potenziale e con l' area industriale e il suo porto può riconquistare una centralità nello sviluppo dell'industria e del commercio. Agrigento non riesce a valorizzare il suo patrimonio perché, come ci sono ad Agrigento imprenditori che guardano all'industria, non si trovano, al di là del Consorzio Valle dei templi, industriali del turismo che mettano a rischio i propri capitali. Il problema non è Zambuto o Firetto: entrambi sono di grande valore. Sono le condizioni differenti delle vocazioni territoriali che ne fanno la differenza". Il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, non risparmia critiche per "Avvenire": "La lettura di Paolo Viana mi sembra superficiale: non penso che rispetto a Porto Empedocle ci siamo lasciati sfuggire delle opportunità. Anzi, negli anni passati, con le amministrazioni precedenti si sono persi 40 miliardi per il centro storico. Un peccato, che grida vendetta. Oggi stiamo partecipando ai bandi, dando delle opportunità per questo territorio e recuperando risorse finanziarie anche per il centro storico. Finora abbiamo I partecipato a tutti i bandi che sono usciti, per la riqualificazione, per la messa in sicurezza... La verità è una: è il progetto del rigassificatore che determina gli investimenti di Moncada e l'ampliamento del porto. Sulla vicenda del rigassificatore la mia posizione è chiara fin dall'inizio (Zambuto ha presentato ricorso contro la realizzazione dell'impianto). Se rigassificatore dovrà essere, spero almeno che possa determinare una crescita complessiva del territorio in cui ricade anche Agrigento". Critico Piero Marchetta, consigliere comunale dell'Mpa: "Ad Agrigento in due anni e mezzo abbiamo assistito ad una politica di amministrazione ordinaria. Agrigento è andata indietro, ed oggi non vedo progettualità o strategie, non c'è un' idea chiara di quel che il Comune vuol fare del suo patrimonio. In un contesto come questo, è facile essere criticati, se confrontati ad un altro Comune che invece cerca dimostrare una certa vitalità". Al consigliere provinciale del Pdl Sicilia, Orazio Guarraci, non va giù la stessa storia: "Firetto - dice - ha solo atteso che maturassero tempi tecnici e burocratici di iniziative adottate nella mia amministrazione. Sono contento che le abbia portate avanti. Lo sarei di più se ammettesse che i suoi traguardi risalgono a cose avviate nel passato. La sua è una grande operazione di marketing. E' pure fortunato perché ha trovato sulla sua strada il rigassificatore e il progetto di produzione di solfato dai sali potassici: nuovi posti di lavoro e un ulteriore sprone per lo sviluppo economico".
PROVINCIA
Missione in Romania dell'assessore Peppe Arnone
È rientrato dalla 3 giorni in Romania, invitato del Governo locale, l'assessore provinciale Giuseppe Arnone che ha rappresentato la Provincia di Agrigento e l'Assessorato alle Politiche Comunitarie per intavolare azioni commerciali e di sviluppo con la stipula di protocolli d'intesa con le importanti istituzioni rumene. Con il sottosegretario di stato al Ministero del Lavoro Valentin Mocanu, è stato firmato un protocollo d'intesa tra i 2 paesi per portare avanti iniziative culturali e attività di interscambio commerciale, partendo dalle procedure della Commissione Europea su progetti comunitari comuni attraverso risorse e misure transnazionali. L'esperienza della Sicilia, come regione "Obiettivo 1l", è stata illustrata al Governo rumeno che si trova ad essere tra i paesi europei in fascia 1,C. Con l'Università di Costanza si sono firmati progetti per sviluppare processi di partenariato e gemellaggi interculturali tra studenti, che fungeranno da snodo importante per l'orientamento professionale. Accordi commerciali, inoltre, sono stati firmati con la Camera, di Commercio di Costanza: imprenditori italiani potranno investire in Romania; per di più, si sono siglati accordi commerciali e sviluppo di fiere da realizzare in anni alterni nei settori dell'agricoltura del turismo e della nautica da diporto. Da questa serie di incontri è scaturita un'operatività immediata che vede l'utilizzazione dei fondi comunitari rumeni per creare uno sviluppo sociodo-economico per entrambi i paesi
Sagra, ultimi ritocchi
Il problema più grosso per gli organizzatori è legato all'esiguo budget
Superata la possibilità di un annullamento della 65/ma edizione della Sagra del mandorlo in fiore, gli enti organizzatori, con l'accordo raggiunto sabato scorso, hanno sancito che la manifestazione, a causa delle esigue risorse a disposizione, doveva subire dei tagli considerevoli. Riduzioni di spesa che stanno mettendo non poco in difficoltà la macchina organizzativa considerato che alcune voci non possono essere eliminate essendo queste necessarie come i voli aerei e l'ospitalità dei gruppi folk internazionali che parteciperanno alla kermesse. A questo punto per togliere dalle difficoltà gli organizzatori si fa affidamento alla decisione che prenderanno gli albergatori circa una riduzione della tariffa che avrebbero avanzato per alloggiare tutti i componenti dei gruppi. A parte questo il dirigente del comune Arturo Attanasio su incarico dell'amministrazione sta già provvedendo ad individuare le ditte che possono fornire alcuni servizi, tipo pullman, amplifazioni e luci, stampa dei manifesti e delle brochure e potere così espletare le relative gare di affidamento. Una novità di quest'anno riguarda il coinvolgimento di alcune aziende che anno deciso di promuovere il loro prodotto attraverso la manifestazione folcloristica. Per una di queste, la Marlene il marchio simbolo della frutta d'eccellenza proveniente dall'Alto Adige, è un gradito ritorno, già in altre passate edizioni è stato presente con suo stand. Esordio piacevole invece per la Perugina che quest'anno interverrà con i suoi famosi cioccolatini che saranno distribuiti nel corso del «concerto dell'amore» previsto il 14 febbraio in piazza Marconi. Altra new entry è il centro commerciale di Castrofilippo «Le Vigne» che provvederà a far stampare dei maxi poster e dei depliant contenenti il programma della manifestazione. Intanto monta la polemica dopo l'annuncio fatto dal sindaco Marco Zambuto di avere l'intenzione di realizzare, assieme alla Provincia e alla Camera di Commercio, l'ente Sagra per programmare in anticipo le future manifestazioni. A intervenire su questo argomento è il consigliere comunale del Mpa Giuseppe De Francisci che accusa il primo cittadino di volere realizzare con questa iniziativa un sottogoverno che è destinato a non produrre nulla di buono. De Francisci nel dichiarare che tale ente sarà l'occasione per piazzarvi personaggi politici o amici, si dice preoccupato che le spese per mantenere in vita questa struttura graveranno sui contribuenti agrigentini. Infine l'esponente del Mpa ricorda a Zambuto che comunque spetta all'organo Consiglio comunale e non al Sindaco procedere alla costituzione, alla gestione ed alla formazione dello statuto di enti ed aziende speciali.
Tutto pronto per il Festival «Bambini del mondo»
«La diffusione del folclore e delle culture dei paesi partecipanti, rivolto anche alla solidarietà, all'importanza di un gesto d'amore, un aiuto a chi vive una situazione di disagio, alla promozione della pace nel Mondo». E' questo il leitmotiv del Festival internazionale del folklore «I bambini del mondo» che è giunto alla decima edizione ed è inserito nel contesto della Sagra del mandorlo in Fiore. La manifestazione organizzata dall'Associazione international Folk Agrigento, diretta da Claudio Criscenzo, anche quest'anno vedrà la partecipazione di gruppi stranieri, composti da bambini tra gli otto e i dodici anni, di notevole qualità artistica. Soddisfazione per il risultato ottenuto viene espressa dal presidente del Festival, Giovanni Di Maida, il quale in questa edizione è riuscito ad ottenere la partecipazione di rappresentative folcloristiche di diverse aree geografiche del mondo. I gruppi che parteciperanno alla decima edizione del Festival dei piccoli provengono infatti da Bulgaria, Georgia, Serbia, Slovacchia, Polonia, Spagna, India, Korea. Il primo appuntamento è per venerdì 12 febbraio con la grande parata per le vie della città. Di particolare importanza è invece la «passeggiata della Pace verso la Fraternità» che i gruppi folkloristici internazionali e locali, unitamente alle scuole agrigentine faranno nella valle dei Templi la mattina del 13 febbraio.
AGRIGENTOOGGI
Arnone per Sgarbi
L'Assessore Arnone dichiara : "Apprendo basito e a tratti sento un senso di smarrimento per le annunciate dimissioni di Vittorio Sgarbi da Sindaco di Salemi. Conosco Vittorio da qualche anno e non ho mai visto un non-siciliano amare questa terra con la sua passione e il suo impegno culturale. Debbo certificare che l'azione di governo del critico d'arte e dell'uomo Sgarbi in un anno e mezzo di sindacatura nella città di Salemi è stata uno choc positivo per tutta un'area geografica, quella dell'alto Belice che era dimenticata da tutti. Le iniziative culturali, artistiche, di valorizzazione del centro storico, di recupero di aree dismesse sono state un rinascimento per zone atavicamente recluse. Non voglio pensare che le azioni di Sgarbi coraggiose e in controtendenza, vedi il business delle pale eoliche e un certo sfruttamento selvaggio del territorio più volte denunciato, abbiano dato fastidio ai poteri forti. La maggior parte dei siciliani veri, quelli che l'antimafia la portano dalla nascita e non hanno bisogno titoli accademici di "professori" e di "cultori" antimafia, sono acclaratamente con le azioni innovative e trasparenti di Sgarbi. Le accuse che gli vengono mosse mi sembrano un voler colpire persone che difendono il territorio e attraverso la propria autorevolezza e capacità amministrativa creano vere occasioni di sviluppo per la Sicilia e i Siciliani. Non credo che l'uso dell'autoblu per accompagnare giornalisti nazionali per propagandare e far conoscere Salemi con la benzina pagata di tasca propria da vice-sindaco, possa costituire ignominia per l'Amministratore Sgarbi e per questo chiedo all'amico Vittorio di restare a Salemi per proseguire la sua azione di rinnovamento e crescita culturale e sociale del territorio siciliano, conclude Arnone".
PERLACITTA'
Privatizzazione acqua, tornano a ruggire i sindaci "dissidenti"
Dopo la decisione del Consiglio di Giustizia amministrativa che ha dichiarato inammissibile per meri vizi procedurali il ricorso contro l'affidamento del servizio idrico integrato alla Girgenti acque, i sindaci "dissidenti" non demordono e annunciano "necessario continuare con le iniziative popolari già intraprese". Lo hanno ribadito ieri sera a Realmonte durante un vertice per confermare le ragioni del "No" alla privatizzazione del servizio idrico integrato e mettere a punto nuove iniziative di lotta. "Siamo già oltre 70 comuni in Sicilia con un totale di oltre 670 mila abitanti, dunque ben oltre il quorum di 500 mila richiesto dalla legge per la presentazione di un testo di iniziativa popolare all'Ars - ha spiegato il primo cittadino di Menfi, Michele Botta, uno dei tre firmatari della proposta di legge - Ciò ci fa ben sperare e continueremo con l'obiettivo di raccogliere il risultato più alto della nostra mobilitazione per l'acqua pubblica, raggiungendo il milione di abitanti". Dopo il sit-in del 25 novembre a Palazzo dei Normanni, in cui i sindaci hanno ottenuto il secondo parere favorevole di tutti i capigruppo Ars per l'esame rapido della proposta di legge, i capigruppo avevano presentato un ordine del giorno unitario per sospendere, fino al 31 marzo, i commissariamenti nei comuni che non hanno consegnato gli impianti al gestore privato.
AGRIGENTONOTIZIE
Girasole:"Basta con le sterili polemiche sul carnevale"
"Assisto ogni giorno a discussioni inutili sul carnevale, sulla data di svolgimento, sui capannoni e sui luoghi dove dovrebbero sfilare i carri. Pur rispettando la manifestazione ed il lavoro prezioso svolto dai carristi e dalle varie associazioni che vi prendono parte, non è decoroso e nemmeno onesto che nei confronti delle tante emergenze e situazioni di disagio che affrontano ogni giorno i cittadini di questa città e del sud Italia, si perda tempo a discutere e polemizzare su quella che in fondo resta una grande festa popolare che si definisce in pochi giorni". Così il consigliere provinciale del Pd Stefano Girasole interviene in merito alle polemiche di questi giorni sulla manifestazione carnascialesca saccense. "Il carnevale - prosegue - è un evento folkloristico che nessuno è stato in grado di fare crescere, che resta fine a se stesso e che non può in alcun modo sollevare l'economia di un territorio che ha bisogno di ben altro per guardare ad una fase di sviluppo e di crescita sociale. Colgo quindi l'occasione per rivolgermi alle autorità comunali che hanno la responsabilità di risollevare le sorti di questa città. Si assuma una decisione definitiva sulle sorti del Carnevale 2010, si decida se farlo, quando farlo e come farlo. Ma, guai a continuare a sottovalutare le vere emergenze della città, che sono il lavoro che non c'è, la crisi di tutti i settori dell'economia, il mancato avvio di alcune grandi opere pubbliche. La nostra attenzione - prosegue - deve andare ai cantieri scuola annunciati per gennaio, il teatro popolare il cui completamento è stato finanziato ben tre anni fa, la banchina San Paolo dell'area portuale, le case popolari, la chiesa Perriera, il liceo Scientifico, le ville Rocco Forte, l'investimento di Sviluppo Italia, ristrutturazione scuola Fazello, rete idrica, depuratore non ancora completato, villa comunale. Tutte queste opere darebbero lavoro a diverse centinaia di persone del settore edile e non solo, tornate negli ultimi tempi ad elemosinare un posto in un cantiere. Oggi, purtroppo, la vera situazione drammatica la vive ancora una volta il settore edile, che sembrava essersi ripreso alcuni anni fa ma che sembra tornato nell'oblio. Ora - conclude- è giunto il momento di assumere iniziative forti ed importanti, che vadano oltre la normale amministrazione quotidiana delle piccole cose. Questa amministrazione, questa classe dirigente, deve farci uscire dalla mediocrità e dalle sterili polemiche di ogni giorno. Occorre efficienza e contatto vero con i bisogni della città".
Girasole chiede la convocazione di un Consiglio comunale aperto alle forze produttive, politiche, sindacali e religiose della città.
AGRIGENTOFLASH
L'assessore Arnone: "Sgarbi ripensaci"
Vittorio Sgarbi ha già fatto una mezza marcia indietro dopo che ieri aveva annunciato le sue dimissioni da sindaco di Salemi. «Si può riprovare a vedere se esiste una possibilità di continuare», ha affermato. In queste ore, da più parti,raccoglie gli incoraggiamenti a continuare, ed ora anche da Agrigento. L'assessore provinciale Arnone ha dichiarato: "Apprendo basito e a tratti sento un senso di smarrimento per le annunciate dimissioni di Vittorio Sgarbi da Sindaco di Salemi. Conosco Vittorio da qualche anno e non ho mai visto un non-siciliano amare questa terra con la sua passione e il suo impegno culturale. Debbo certificare che l'azione di governo del critico d'arte e dell'uomo Sgarbi in un anno e mezzo di sindacatura nella città di Salemi è stata uno choc positivo per tutta un'area geografica, quella dell'alto Belice che era dimenticata da tutti. Le iniziative culturali, artistiche, di valorizzazione del centro storico, di recupero di aree dismesse sono state un rinascimento per zone atavicamente recluse. Non voglio pensare che le azioni di Sgarbi coraggiose e in controtendenza, vedi il business delle pale eoliche e un certo sfruttamento selvaggio del territorio più volte denunciato, abbiano dato fastidio ai poteri forti. La maggior parte dei siciliani veri, quelli che l'antimafia la portano dalla nascita e non hanno bisogno titoli accademici di "professori" e di "cultori" antimafia, sono acclaratamente con le azioni innovative e trasparenti di Sgarbi. Le accuse che gli vengono mosse mi sembrano un voler colpire persone che difendono il territorio e attraverso la propria autorevolezza e capacità amministrativa creano vere occasioni di sviluppo per la Sicilia e i Siciliani. Non credo che l'uso dell'autoblu per accompagnare giornalisti nazionali per propagandare e far conoscere Salemi con la benzina pagata di tasca propria dal vice-sindaco, possa costituire ignominia per l'Amministratore Sgarbi e per questo chiedo all'amico Vittorio di restare a Salemi per proseguire la sua azione di rinnovamento e crescita culturale e sociale del territorio siciliano, conclude Arnone".
Frana la strada provinciale Giardina Gallotti - Raffadali
E' fuori uso la strada provinciale che collega la frazione agrigentina di Giardina Gallotti e Raffadali. Evidentemente, le continue e copiose piogge degli ultimi tempi hanno causato il cedimento del manto stradale e per puro caso non si è registrata una tragedia. L'arteria si è letteralmente spaccata, ma in quel momento, nessun automobilista si trovava a transitare da lì. Un vero e proprio problema per gli abitanti di Giardina Gallotti. Gli enti preposti hanno subito cercato di risolvere il problema e gli operai sono già al lavoro per ripristinare il manto stradale. Bisognerà però capire come sia potuta succedere una cosa del genere. Il manto stradale è sprofondato di oltre due metri.