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Provincia di Agrigento
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Rassegna stampa del 28 febbraio/1 marzo 10

 

28 febbraio 2010

GIORNALE DI SICILIA
 
TRASPORTI. Lettera di Vito Riggio alla Regione
Aeroporto deciderà Lombardo
Aeroporto, nuovo capitolo di quest' ingarbugliato romanzo d'annata. Ieri i presidente del­l'Enac, Vito Riggio, ha inoltrato una lettera alla Regione. Scrive due cose fondamentali: la prima è che ad Agrigento può esistere solo un tipo di aeroporto con una pista di 1500 metri, dunque con caratte­ristiche «regionali», la seconda è (ed è collegata alla prima) che avendo questa tipologia - nella più rosea delle previsioni - può al mas­simo contare 200 mila passeggeri l'anno. Dunque economicamente è un investimento in perdita già in partenza. Dunque secondo buon senso non si dovrebbe o potrebbe fare. Ma è d'obbligo il condiziona­le, perchè una soluzione è possibi­le: difficile, travagliata, dispendio­sa. Ma c'è. «Basta che la Regione e la Pro­vincia - dice Riggio - dicano a chia­re lettere in che modo intendono provvedere alla costruzione ma so­pratutto alla gestione dello scalo. Se accettano di addossarsi le spe­se non c'è problema, ed il ministe­ro avrà modo di dare il via libera. Ma senza soldi, previsti in Finan­ziaria o in una legge, non si va da nessuna parte»: Detto fatto. Riggio parla con cuore il gola. Lui è originario di Agrigento. Non gli vanno proprio giù le ridda di voci che lo indicano «ingiustamente, come nemico del­la cittadinanza agrigentina. Piutto­sto mi attendo di vedere rispettate da tutti i soggetti in causa la mia competenza e la professionalità».
Per questo - costi quel che costi - mette nero su bianco, con lealtà. E con lealtà insiste col dire che la scelta della Regione non sarà faci­le. Non solo per una questione di soldi. C'è da fare una scelta di fon­do. «L'aeroporto di Gela è già pron­to ed il progetto è finito - dice il pre­sidente Riggio-, e lo scalo è tutto opera di privati. Lombardo deve decidere: in meno di 40 chilometri non possono esistere due aeropor­ti, ed i privati andranno via se adue passi sanno che sarà realizata un'altra pista. Occorrerà, inevita­bilmente, scegliere. Gela o Licata? Questa decisione, inevitabilmen­te, spetta solo a Lombardo».
Nella missiva al presidente del­la Regione, Riggio fa una cronisto­ria. Ricorda che «in base ad accor­di informali con la Provincia di Agrigento, l'Enac ha invitato le pro­prie strutture di vagliare un'ipote­si progettuale per un'infrastruttu­ra aeroportuale in quell'area, tec­nicamente idonea e congrua sotto il profilo aeronautico, fatte salve ovviamente le competenze dell' Enav, azienda nazionale per l'assi­stenza al volo. A seguito di questo esame, è stata elaborata una rela­zione da parte della Direzione Cen­trale Regolazione Aeroporti dell' Enac, guidata dall'ingegner Cardi, relazione poi trasmessa ai compe­tenti uffici del ministero per le In­frastrutture e per i Trasporti per le valutazioni di propria competen­za». Riggio ricorda, in proposito, che «la legge vigente affida al mini­stero per le Infrastrutture e per i Trasporti, d'intesa con i presidenti delle Regioni interessate, la deci­sione sulla localizzazione di nuovi aeroporti. Per quanto di compe­tenza dell'Enac, l'ipotesi di un ae­roporto ad Agrigento può riferirsi ad un'infrastruttura di volo di lun­ghezza massima pari a 1.500 metri e una capacità pari a 200.000 pas­seggeri annui».
«Tali parametri non concedo­no al progettato aeroporto sosteni­bilità e autosufficienza economi­ca», ed ecco perchè Riggio chiede alla Regione Siciliana e alla Provin­cia di Agrigento «di indicare in mo­do chiaro e inequivocabile con quali fondi intendono assicurare la copertura finanziaria per il pro­getto in questione».
D'Orsi che considera la presa di posizione «un passo avanti», intan­to, raccoglie nuovi attestati di soli­darietà. Ieri ha ha incontrato, nel­la tenda allestita in piazzale Moro, i componenti del Consiglio di am­ministrazione del Consorzio Turi­stico »Valle dei Templi» di Agrigen­to. Per domani è previsto l'arrivo del critico d'arte e sindaco dimissionario di Salemi, Vittorio Sgarbi. L'incontro si svolgerà alle ore 16 nello spazio antistante la tenda al­lestita dal presidente D'Orsi.
(`AB')

Inaugurazione Museo Mediterraneo - Mifsud a Bruxelles
 Il Presidente del Polo Univer­sitario della Provincia di Agrigen­to Joseph Mifsud in qualità di so­cio fondatore della Fondazione «Zefiro per l'Europa del Mediterra­neo» ha partecipato a Bruxelles al­la inaugurazione del Centro Mu­scuro, il primo europeo per il Me­diterraneo. Si tratta di una iniziati­va "bipartisan" - si legge in una no­ta - che mira a promuovere le poli­tiche euromediterranee, in parti­colare attraverso il sostegno alle attività delle fondazioni e delle as­sociazioni già esistenti e che già operano nei settori dell'energia, ìstruzione e formazione, dialogo interculturale, immigrazione, agroalimentare, reti infrastrurali e logistica e ricerca: Alla cerimo­nia erano presenti il vicepresiden­te vicario delparlamento europeo Gianni Pit tella (Pd) e Mario Mau­ro, capodelegazione degli eurode­putati del Pdl, insieme al Presiden­te della Camera Gianfranco Fini.
 
ATO RIFIUTI
D'ORSI E ZAMBUTO AI FERRI CORTI CON FRANCESCO TRUGLIO
Ai ferri corti il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, il sindaco Marco Zambuto ed al­tre amministrazioni che fanno parte della società d'ambito. Al centro della questione la gestio­ne del nuovo presidente France­sco Truglio. Chiesto un chiari­mento, possibili le dimissioni.

Sagra del Mandorlo in fiore
E' ora che venga istituito un'Ente
Messa in archivio la 65esi­ma edizione della Sagra del man­dorlo in fiore è tempo di un pri­mo, seppur provvisorio bilancio da parte degli enti organizzatori. Un bilancio pienamente positivo per una edizione della Sagra che più degli altri anni ha portato con sé polemiche e che ha visto Co­mune, Provincia, Camera di com­mercio e Servizio turistico regio­nale dover fare i conti alle soglie della manifestazione con tagli dei finanziamenti regionali e con una crisi di tipo economico ma anche progettuale. Una situazio­ne che ha portato gli enti organiz­zatori a decidere dí formare un "Ente Sagra" che possa in tempo utile organizzare la manifestazio­ne e promuoverla a livello regio­nale e nazionale.
«I risultati di pubblico di que­sta edizione della Sagra - ha detto il sindaco Marco Zambuto -sono stati ottimi.
I problemi che ci sono stati so­no stati sono stati di origine finan­ziaria che cí hanno messo davan­ti a due scelte: non far svolgere questa edizione o lavorare insie­me, e senza questa cooperazione questa Sagra sarebbe saltata.
Stiamo lavorando affinché a breve, spero anche in settimana,si realizzi un 'Ente Sagra' o un co­mitato promotore in modo da partire subito per la realizzazio­ne della prossima edizione . La cosa più importante - ha conclu­so Zambuto - è che si possa fare in modo che la città ne abbia un ritorno in termini economici e di promozione del territorio. La cit­tà ieri era invasa oltre 20mila per­sone, che hanno riempito locali, bar e ristoranti, la prova che dobbiamo lavorare per costruire eventi che portino turisti sul terri­torio". Sulla stessa "lunghezza d'onda" il presidente della Pro­vincia Eugenio D'Orsi, che ha ti-confermato in parte quanto det­to giorni addietro circa la compo­sizione del futuro ente organizza­tore.
«La Sagra di quest'anno - ha di­chiarato- è nata in cinque giorni, ma credo che siamo riusciti ad of­frire a tutti qualcosa di decorosoe importante. Qtlalcuno pensava che sarebbe stàtn' un flop, abbia­mo dimostrato -Che con pochi mezzi e tanto lavorq siamo riusci­ti a portare in città diverse miglia­ia di persone. Adesso bisogna pensare alla prossima stagione, che sarà qrganizzata da un Ente apposito che vedrà i nomi di Giuggiù Gallo ed Enzo Lauretta».
Positivo anche il giudizio di Nuccio Catagnano, dirigente del Servizio regionale Turistico, per la prima volta impegnato nell'or­ganizzazione dell'evento dopo anni impegnati nel Carnevale di Sciacca, iniziativa per altro lega­ta a questa Sagra.
«È stata una bella edizione del­la manifestazione - ha dichiara­to-. Ho qualche rammarico per­chè abbiamo dovuto lavorare con una ristrettezza di tempi e di fondi che ci ha reso impossibile fare di più, ma penso che sia stata una Sagra di ottima qualità, e le presenze in termini di pubblico lo dimostrano. Abbiamo svolto il nostro compito credo nel miglio­re dei modi, supplendo alle man­canze con un intenso lavoro in si­nergia tra gli enti organizzatori. Se penso alla prossima edizione, credo sia indispensabile iniziare a lavorare già da adesso». 

LA SICILIA
 
 
Aeroporto, attesa la visita in città di Riggio, Lombardo e Sgarbi
Il presidente dell'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile Vito Riggio nei pros­simi giorni verrà ad Agrigento, mentre la prossima settimana il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, al suo tredicesimo giorno nella tenda in piazzale Aldo Moro, riceverà la visita di Vittorio Sgarbi e del presidente del­la Regione Raffaele Lombardo.
La visita di Riggio viene categorica­mente annunciata dal senatore Bene­detto Adragna che lo ha incontrato dopo avere presentato, nei giorni scor­simn'interrogazione urgente al Mini­stro, delle Infrastrutture Altero Mat­teofl sulla ormai controversa questió­ne dell'aeroporto di Licata.
«Coi Riggio - afferma Adragna - ho avuto modo di chiarire tutte le que­stioni che in questi giorni si stanno di­battendo ad Agrigento soprattutto con riferimento a ruoli e responsabilità di tutti gli attori coinvolti in questa vi­cenda. Lo stesso Riggio mi ha assicura­to che nei prossimi giorni sarà ad Agri­gento per chiarire, spero definitiva­mente, in un'apposita conferenza stampa i compiti ed i doveri dell'Enacin merito alla realizzazione delle in­frastrutture aeroportuali in Italia. Mi auguro - conclude il senatore del Pd -che si possa fare conclusivamente chiarezza su una vicenda che, sino ad oggi, ha messo a dura prova la pa­zienza degli agrigentini».
Lo stesso Adragna ha assicurato al presidente Riggio che, entro la fine della prossima settimana provvederà all'organizzazione dell'incontro con la stampa alla presenza di tutte le isti­tuzioni coinvolte.
Sgarbi verrà nella nostra città do­mani, lunedì, mentre Lombardo, in­sieme con il vicepresidente della Re­gione Michele Cimino verranno dopo­domani martedì, a confermare l'impe­gno della Regione per la realizzazione dello scalo, per la quale é stato già emesso il decreto di finanziamento di 30 milioni di euro a valere sui Fas. D'Orsi li riceverà all'interno della ten­da. Sgarbi in particolare vuol tenere una conferenza stampa che si svol­gerà nelle adiacenze della stessa ten­da.
S.F.

Il presidente D'Orsi e alcuni sindaci hanno chiesto le dimissioni di Truglio
Terremoto nell'Ato rifiuti Agg. Il presi­dente della Provincia Eugenio D'Orsi ed alcuni sindaci, tra cui quello di Agrigen­to Marco Zambuto, hanno chiesto le di­missioni dell'Amministratore unico di Gesa Francesco Truglio.
Tutto é avvenuto venerdì sera, quan­do avrebbe dovuto aver luogo l'assem­blea della società, alla quale però Truglio non si é presentato in quanto ha dovuto recarsi improvvisamente a Roma per motivi familiari. Assenti anche numero­si altri sindaci, ma non il presidente del­la Provincia, i sindaci di Agrigento e Fa-vara e qualche altro primo cittadino.
Zambuto e D'Orsi hanno dunque chie­sto la testa dell'Amministratore addu­cendo come motivazione lo scarso coin­volgimento dei soci. In buona sostanza l'Amministratore unico di Gesa opere­rebbe utilizzando soprattutto il ristretto comitato di sindaci costituito qualche mese addietro, senza sentire l'assem­blea dei sindaci che dovrebbe, invece, essere sovrana, come ha precisato lo stesso D'Orsi. A Truglio viene anche rim­proverato di aver predisposto un piano di assunzioni per il 2010 senza avereinformato l'assemblea ed infine l'assen­za alla riunione di venerdì sera. Truglio, raggiunto a Roma tramite il suo ufficio stampa, afferma di avere ap­preso della richiesta di dimissioni da al­cuni siti internet e di essere cascato dal­le nuvole. «Non capisco cosa mi possano addebbitare: ho ridotto le spese, ho eli­minato tutte le consulenze, stiamo risa­nando le casse della società, stiamo cer­cando di dare efficienza al servizio in tutti i Comuni. Al ritorno da Roma vedrò cosa é successo, sentirò l'intera assem­blea dei soci e poi trarrò le conclusioni e valuterò se é il caso di dimettermi o me­no. Intanto però ho ricevuto da altri sin­daci parecchie telefonate di solidarietà». Francesco Truglio venne eletto al ver­tice dell'Ato Gesa verso la fine dello scor­so mese di luglio, chiamato dopo i buo­ni successi riscossi alla guida di Belice Ambiente. Sembrò l'uomo giusto per ri­mettere in sesto Gesa, che in quei giorni sembrava avviata verso una situazione drammatica, con il personale delle aziende in continua agitazione ed una situazione di cassa ai limiti del collasso. Da un canto l'opera del commissario peri pagamenti Teresa Restivo, dall'altro gli interventi del nuovo Amministratore (che eliminò subito gli altri due compo­nenti del consiglio di amministrazione, eliminò tutte le consulenze esterne e razionalizzò l'assetto della società, valse­ro ad avviare Gesa verso una gestione economica più tranquilla. Nel frattempo ha avviato anche una riorganizzazione del servizio di nettez­za urbana, facendo partire la raccolta differenziata ad Agrigento (predisposta in verità dalla precedente gestione, co­me lo stesso Truglio ha tenuto a suo tempo a precisare), mentre proprio lu­nedì prossimo dovrebbe pArtire la rac­colta porta a porta, sempre differenzia­ta, cominciando dal comune di Siculia­na. Truglio ha lavorato in silenzio e senza proclami, probabilmente anche andan­do avanti come un treno per la sua stra­da e - stando a quello che dicono alcuni sindaci - senza informare i soci di quel­lo che fa. Tutto questo ha evidentemen­te infastidito gli stessi soci che adesso gliene chiedono conto e ragione.
SALVATORE Fucà 
  

Riggio spegne tutti gli entusiasmi
Scusate, abbiamo scherzato. E' questa l'impressione che arriva dalla lettera spedita ieri mattina dal presidente del­l'Enac Vito Riggio al presidente della Regione Raffaele Lombardo in riferi­mento alle ipotesi di un aeroporto presso Agrigento, e a seguito delle pre­se di posizione espresse in proposito da vari rappresentanti di istituzioni locali siciliane. Nella missiva Riggio fa ancora una volta un excursus storico, ricordando che «in base ad accordi informali con la Provincia di Agrigento, l'Enac ha invi­tato le proprie strutture di vagliare un'ipotesi progettuale per un'infra­struttura aeroportuale in quell'area, tecnicamente idonea e congrua sotto il profilo aeronautico, fatte salve ovvia­mente le competenze dell'Enav, azien­da nazionale per l'assistenza al volo. A seguito di questo esame, è stata elabo­rata una relazione da parte della Dire­zione Centrale Regolazione Aeroporti dell'Enac, guidata dall'ingegner Cardi, relazione poi trasmessa ai competen­ti uffici del ministero per le Infrastrut­ture e per i Trasporti per le valutazioni di propria competenza». E fin lì è quan­to tutti sappiamo. Riggio ricorda, in proposito, che «la legge vigente affida al ministero per le Infrastrutture e per i Traspor­ti, d'intesa con i presidenti delle Re­gioni interessate, la decisione sulla localizzazione di nuovi aeroporti». Poi ecco il primo affondo: «Per quan­to di competenza dell'Enac,- l'ipotesi di un aeroporto ad Agrigento può ri­ferirsi ad un'infrastruttura di volo di lunghezza massima pari a 1.500 me­tri e una capacità pari a 200.000 pas­seggeri annui». E per sciogliere even­tuali dubbi chiarisce ancora che «Ta­li parametri non concedono al pro­gettato aeroporto sostenibilità e au­tosufficienza economica». Pertanto Riggio, come già aveva sottolineato il 9 ottobre scorso, chiedendo alla Regione Siciliana e alla Provincia Agrigento «di indicare in modo e inequivocabile con quali forze intendono assicurare la copertura finanziaria per il progetto in questione Riggio conclude la sua lettera esprimendo l'auspicio che «si ponga fine allo stillicidio di vacue dichiarazioni sul tema, ove egli viene, del tutto giustamente, indicato come nemico della cittadinanza agrigentina». Fatto questo sto il presidente dell'Enac «si attende vedere rispettate da tutti i soggetti in causa le sue competenze e la sua professionalità». Un pò come dire che la sua mera valutazione tecnica legata ruolo e alle sue competenze, nell'interesse generale del Paese.
STELIO ZACCARIA
 

ILSOLE24ORE  

Controlli. Le proposte
Maria Teresa Nardo
L'inserimento nel Ddl anti­corruzione delle disposizioni sui controlli contenute all'articolo 29 del Codice delle autonomie na­sce per introdurre meccanismi per rafforeare la legalità e l'effi­cienza negli enti locali. Si tratta per alcuni aspetti di no­vità e, per altri, di istituti in verità già e obbligatori per gli enti locali fin dalle riforme degli anni '9o. L'articolo 29 del Codice delle au­tonomie recupera, innovandole, le disposizioni contenute nel Dl­gs 267/200o, in particolare su pa­reri dei responsabili dei servizi (articolo 49), tipologia dei con­trolli interni (articolo 147) e controno di gestione (196 e seguenti). Le novità si possono sintetizzare nell'estensione del parere di rego­larità contabile del responsabile di ragioneria su ogni proposta di deliberazione sottoposta a giunta e consiglio che non sia mero atto di indirizzo e possa, direttamente o indirettamente, avere ricadute sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell'en­te. La normativa precedente non faceva riferimento agli aspetti pa­trimoniali ma si limitava a rende­re obbligatorio il parere contabile in caso di impegno di spesa o dimi­nuzione di entrata.
Per i controlli interni, l'articolo 29, comma3, ne accresce le tipolo­gie previste dall'articolo 147 del Dlgs 267/2000 per i comuni di grandi dimensioni, cioè il control­lo sulle partecipate, esercitato dal­le strutture responsabili nell'ente locale, e quello sulla qualità dei servizi erogati. Sono confermati per tutti gli enti locali il controllo strategico, il controllo di gestione e il controllo di regolarità ammini­strativa e contabile, anche succes­sivo sulle determinazioni di impe­gno di spesa, sugli atti di accerta­mento di entrata, sugli atti di liqui­dazione della spesa, sui contratti, e su altri atti amministrativi scelti secondo tecniche di campiona* mento. È previsto il controllo de­gli equilibri finanziari, che si deve attuare con la vigilanza del re­sponsabile finanziario e di tutti i responsabili dei servizi, e con una formale ricognizione (è richiesta una delibera) dell'esecutivo a ca­denza almeno trimestrale. Nulla è disposto, invece, sulla valutazio­ne dei dirigenti e dei responsabili di risultato, su cui valgono iprinci­pi dettati dal Dlgs 15o/2009.
Per il controllo strategico, tra le principali novitàvi è la previsio­ne di sottoporrei rapportiperiodi­ci elaborati dall'unità preposta a tale controllo non solo all'organo esecutivo ma anche al consiglio, per la successiva predisposizione di delibere di ricognizione dei programmi. Per misurare i risulta­ti complessivi della gestione del­l'ente locale e delle aziende parte­cipate si introduce l'obbligo di re­digere il bilancio consolidato se­condo competenza economica. Nei comuni con meno di 5mila abitanti e nelle unioni, invece, il controllo di gestione è affidato al responsabile del servizio econo­mico-finanziario o, in assenza, al segretario, creando così con una commistione di ruoli e rendendo vani gli sforzi di riordino dei con­trolli interni del Dlgs 286/1999.

Annalisa D'Amato
Il Dlgs 150/2009 all'artico­lo 24 stabilisce che dal i° gen­naio 2010 l'accesso alle varie categorie o aree nelle quali è inquadrato il personale pub­blico avvenga mediante con­corso pubblico. La norma pre­vede che la crescita professio­nale dei dipendenti interni possa avvenire solo attraver­so l'applicazione dell'istituto della riserva alle procedure concorsuali esterne.
Agli enti locali il legislatore impone di adeguarsi a tutte le disposizioni recate dal Titolo III del Dlgs, articolo 24 com­preso, entro il 31 dicembre 2010. Fino a tale data sarà quin­di possibile attuare le vertica­lizzazioni programmate pri­ma dell'entrata in vigore del Dlgs, ferma restando la neces­sità di procedere rapidamen­te alla
revisione dei regola­menti locali.
Quest'anno i comuni po­tranno completare solo i piani occupazionali già vigenti alla data di entrata in vigore del Dl­gs. Potranno realizzare le eventuali progressioni verti­cali autorizzate dalla giunta in sede di programmazione dei fabbisogni-di personale (arti­coli 89 e 91 del Dlgs 267/2000) e osservando le proprie nor­me regolamentari.
La programmazione
Il Comune ha stabilizzato nel 2008 due Lsu a tempo indeterminato part-time. Uno è stato assunto in soprannumero, non essendo stata assolta la condizione del turn over relativo all'anno precedente.
Poiché il personale stabilizzato è in ruolo nei posti all'uopo istituiti nella pianta organica, si chiede se il riassorbimento possa
considerarsi assolto con la predetta creazione del posto. Inoltre, avendo intenzione di procedere ad effettuare la progressione verticale di un operaio, si chiede se ciò, allo stato attuale, sia possibile.
« Si ritiene non corretto l'ampliamento successivo della pianta organica finalizzato al riassorbimento del personale Lsu assunto in soprannumero in quanto, essendo stata effettuata tale stabilizzazione in assenza di una preventiva cessazione, il riassorbimento non può che avvenire coerentemente con i processi di collocamento a riposo del personale, altrimenti si realizza un ingiustificato aumento della spesa di personale.
Si ritiene inoltre che le progressioni verticali a decorrere dal 1 gennaio 2010 possano essere effettuate secondo le disposizioni regolamentari vigenti al 15 novembre solo ed esclusivamente se le stesse erano già previste nella relativa programmazione triennale.
I termini
A seguito del pensionamento del responsabile del servizio
amministrativo il Comune ha istituito due settori: amministrativo e finanziario. Per la copertura del posto di responsabile finanziario è possibile ricorrere alla progressione verticale di un dipendente inquadrato in C5? In materia di progressioni verticali è intervenuto l'articolo 24 del Dlgs n.150/2009, con il quale il legislatore definisce in maniera inequivocabile che l'accesso alle diverse categorie in cui è inquadrato il personale bblico avviene mediante concorso, e dunque per gli interni si applica la riserva nell'ambito dei concorsi pubblici; sussiste tuttavia un problema interpretativo relativo all'antinomia tra la data ivi contenuta, gennaio 2010, *4-. data di entrata in vigore delle nuove disposizioni, e la data stabilita dall'articolo 31, al comma 4, per l'adeguamento degli ordinamenti locali. A parere di chi scrive prevale la seconda, ossia il 31 dicembre 2010.11legislatore, infatti, al comma 4 dell'articolo 31 espressamente prevede che nelle more dell'adeguamento degli ordinamenti delle Regioni e degli Enti locali si applicano le "disposizioni vigenti" alla data di entrata in vigore del decreto medesimo. Si ritiene dunque che possano essere portati a compimento i piani occupazionali vigenti alla data di entrata in vigore del decreto, realizzando le eventuali progressioni già programmate secondo le modalità definite nei regolamenti adottati in attuazione dell'articolo 4 del Ccnl 31-3-1999 e comunque nel   pieno rispetto del principio dell'adeguato accesso.
Il trattamento economico
Il Comune deve procedere all'inquadramento economico di un dipendente categoria C4 al quale, a seguito di selezione verticale interna è stato attribuito il profilo professionale di istruttore direttivo categoria Dl. Si chiede l'esatto trattamento economico spettante allo stesso nell'attuale profilo professionale.
della progressione verticale è quèilo della categoria Dl più un assegno personale riassorbibile, pari alla differenza tra il  trattamento economico C/4 e D/1. Tale assegno andrà riassorbito con la prima progressione economica orizzontale cheil dipendentefarà da D/1a D/2.
 
Infoagrigento
 

Lombardo e Cimino al Pirandello di Agrigento
domenica 28 febbraio 2010
La visita è prevista per il primo pomeriggio di giovedì prossimo. Obiettivo illustrare l'asse 6 "Sviluppo urbano sostenibile" che mira a promuovere lo sviluppo economico, la capacità attrattiva e innovativa della città in un ottica di sviluppo sostenibile e di integrazione sociale. Appuntamento giovedì 4 marzo, al teatro Pirandello di Agrigento, alle 15.30, con il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e il vicepresidente con delega all'Economia, Michele Cimino. Cimino e Lombardo incontreranno, nell'ambito della manifestazione "I Comuni e le Province con la Regione, motori dello sviluppo siciliano", gli amministratori degli enti locali interessati ai bandi per illustrare l'asse 6 del PO FERS e il piano di interventi del Fas. Saranno il Ragioniere generale, Vincenzo Emanuele, e il dirigente generale della Programmazione, Felice Bonanno, ad illustrare il lavoro gia' svolto nell'ambito dell'obiettivo dell'asse VI. Il processo e' rivolto a 26 coalizioni territoriali di enti locali che coprono l'intero territorio regionale e riguarda 10 dipartimenti regionali responsabili di 50 linee di intervento del PO per 640 milioni di euro di risorse pubbliche.
Dalle città potrà essere attivato lo strumento finanziario Jessica capace di mobilitare risorse per 148 milioni di euro per progetti di partenariato pubblico-privato. Con un percorso innovativo si punta alla predisposizione di 26 Piani integrati di sviluppo territoriale da parte delle citta' di maggiori dimensioni. Il Formez assicurerà l'assistenza tecnica. 
 
Protesta aeroporto: lunedì arriva Vittorio Sgarbi
Il noto critico d'arte e sindaco dimissionario di Salemi, Vittorio Sgarbi, ha annunciato la sua visita ad Agrigento per lunedì prossimo primo marzo, alle ore 16 in piazzale Aldo Moro a sostegno della protesta del Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi.Per la stessa ora è prevista anche una conferenza stampa alla quale parteciperanno lo stesso Sgarbi, il Presidente D'Orsi e l'Assessore provinciale Giuseppe Arnone.
 

Agrigentonotizie
 
Vittorio Sgarbi ad Agrigento a favore dell'aeroporto
Il noto critico d'arte Vittorio Sgarbi ha annunciato la sua visita ad Agrigento per lunedì 1 marzo, a sostegno della protesta del presidente della Provincia Eugenio D'Orsi. L'incontro si svolgerà alle 16 nello spazio antistante la tenda allestita in piazzale Aldo Moro. Per la stessa ora è prevista anche una conferenza stampa alla quale parteciperanno lo stesso Sgarbi, il presidente D'Orsi e l'assessore provinciale Giuseppe Arnone.
 
La Mendola: "Debelliamo la cultura dei veti incrociati"
Il presidente dell'Ordine degli architetti, Rino La Mendola, esprime piena solidarietà al presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, il quale "protesta giustamente contro la 'politica del non fare  o meglio 'dei veti incrociati; una politica che continua ad imperversare, impedendo la realizzazione di un'infrastruttura assolutamente indispensabile per il rilancio socio-economico della Sicilia centro-meridionale". "Oggi, finalmente - ha detto La Mendola - questo presidente della Provincia sta mettendo a nudo la debolezza dell'agrigentino nel difendere i propri diritti, stimolando comunque in esso una reazione, dapprima con la marcia lungo il viale della Vittoria dello scorso mese di novembre e, adesso, insendiandosi in tenda, davanti il suo ufficio, per protestare senza timori reverenziali contro quella cultura dei veti incrociati che, tutti insieme, dovremmo debellare. Se non sconfiggeremo questa cultura - conclude il presidente regionale degli architetti - Agrigento non riuscirà a sfruttare la sua eccezionale collocazione geografica per assumere, all'apertura del mercato del libero scambio, il ruolo di cerniera dei mercati euro-mediterranei; ruolo che potrà essere recitato autorevolmente solo se il territorio provinciale verrà dotato di un aeroporto e di un porto in grado di consentire l'attracco delle grosse imbarcazioni commerciali e delle navi da crociera che transitano nel Mediterraneo".


1 marzo 2010

Giornale di Sicilia

PROVINCIA, II presidente: «0 mi danno risposte o non mi muovo»
La visita del prefetto di Ra­gusa Carlo Fanara, l'incontro con l'assessore regionale Rober­to Di Mauro e una lunga conver­sazione telefonica con il mini­stro della Giustizia Angelino Al­fano. La battaglia del presiden­te della Provincia di Agrigento Eugenio D'Orsi per trasformare in realtà il sogno dell'aeroporto va avanti. E lo fa dalla tenda che lui stesso ha fatto allestire nella villetta di piazzale Aldo Moro, davanti il palazzo della prefettu­ra. "Entro questa settimana - ha detto ieri pomeriggio D'Orsi - conto d'avere le risposte neces­sarie da dare al presidente dell' Enac Vito Riggio. Air Malta, fra l'altro, proprio oggi (ieri ndr.) -
spiega il presidente della Provin­cia - ha ribadito la sua disponibi­lità a gestire lo scalo aeroportua­le Agrigentino. Spero di riuscire a fare incontrare i responsabili della Air Malta con il presidente della Regione in modo da sbloc­care questa situazione spiacevo­le». «Il prefetto di Ragusa, in quanto favarese - dice D'Orsi -mi ha portato la sua solidarietà. Di Mauro condivide la battaglia che stiamo facendo, mentre il ministro Alfano spero di riusci­re ad incontrarlo al più presto, magari per farci gli auguri di Na­tale - conclude scherzosamente il presidente D'Orsi - perché io da qui non mi muovo». Solida­rietà a D'Orsi, ieri, è stata espres‑
sa anche dal presidente dell'or­dine degli architetti Rino La Mendola. «D'Orsi - dice La Men­dola - protesta giustamente con­tro la "politica del non fare" o meglio "dei veti incrociati". Una politica che continua ad im­perversare, impedendo la realiz­zazione di un'infrastruttura in­dispensabile per il rilancio so­cio-economico della Sicilia cen­tro-meridloijale. L'aeroporto di terzo livello,: costerebbe meno di 3 chilometri di autostrada e potrebbe fruiredell'utenza agri­gentina e parte di quella nisse­na, promuovendo il rilancio so­cio-economico della Sicilia cen­tro-meridionale. Ma, quando si parla di aeroporto cominciano a venire fuori veti incrociati, bi­lanci costi-benefici o, ancora,-valutazioni catastrofiche». «L' aeroporto - dice, invece Gian Jo­sef Morici - non risolve tutti i problemi di Agrigento, il cui ba­cino di utenza non credo sia suf­ficiente a mantenere i costi, ma condivido la battaglia di D'Or­si». ('CR')

La Sicilia
 
Ribera alle urne accordo tra Pd Pdl, Udc e MpA
RIBERA. Si corre ormai velocemente verso le elezioni amministrative il cui appuntamento  stato fissato dalla Regione per il 30 e il 31 mag­gio prossimo. Di nuovo, rispetto agli incontri collegiali di tutte le forze politiche, c'è il rag­giungimento di un accordo, unitario, tra le de­legazioni dell'Udc, del Pdl, del PD, del Pdl Sici­lia, dell'Mpa e del movimento «Alleanza per,Ri= bera». In un documento comune, viene annun­ciato che «dopo le dichiarazioni di intenti del­le precedenti riunioni», le stesse forze politiche
hanno sancito un accordo politico--amministrativo in vista delle elezioni comunali del mese di maggio prossimo e hanno dato l'avvio all'analisi dei problemi della città di Ribera».
Il documento unitario è stato sottoscritto da Daniele Giannone e Baldassare Tramuta (Pdl),da Lillo Venturella, Giacomo Alessio e Giuseppe Mazzotta (PD), Pino Quartararo (Pdl Sicilia), Matteo Scalia (Alleanza per Ri­bera), Pietro D'Anna e Paolo Caternicchia (Udc), Giuseppe Brisciana e Stefano Vacante (Mpa), i quali, in rappresentanza dei partiti, si sono im­pegnati ad approfondire temi connessi al rior­dino edilizio, alla trasparenza degli atti ammi­nistrativi e allo sviluiippo economico della città. A tre mesi dalla consultazione elettorale, co­minciano già a girare i nomi per la candidatu­ra a sindaco. L'ultimo quello proposto a tutte le forze politiche dell'accordo da parte dell'ex sindaco Santo Tortorici è quello di Mimmo Ma­caluso, un esterno alla politica, medico chirur­go, ispettore regionale dei Beni Culturali, subac­queo ed operatore culturale. Circola da tempo anche il nome di Carmelo Pace, oggi vicepresi­dente della Provincia Regionale di Agrigento.
ENZO MINIO

ISTITUTO FODERÀ-BRUNELLESCHI
Firmato protocollo d'intesa fra la scuola e l'Ordine provinciale degli architetti
Prosegue il percorso di collaborazione intrapre­so dall'Istituto Statale Commerciale e per Geo­metri "Foderà- Brunelleschi" di Agrigento, pre­sieduto da Patrizia Pilato, con gli ordini profes­sionali presenti nel nostro territorio. Dopo 1" accordo firmato il mese scorso con l'Ordine de­gli Ingegneri, ieri mattina è stata la volta degli Architetti. Il protocollo d'intesa siglato tra Diri­gente Scolastico Patrizia Pilato ed il Presidente dell'Ordine professionale, Rino La Mendola, at­tiva una serie di iniziative ed attività inerenti la formazione dei giovani nel settore della preven­zione degli infortuni e della protezione civile, nonché relativamente all'orientamento profes­sionale. L' istituto ha previsto di valorizzare tutte le opportunità offerte dal territorio e dí coinvolgere i giovani in attività, formative ed educative che ne rafforzino la motivazione e la partecipazione alla vita sociale. "Intendiamo consolidare - spiega il Presidente La Mendola‑ la collaborazione già in atto con gli istituti di istruzione secondaria superiore attraverso la messa in campo di sinergie diversificate che consentono di rendere la formazione scolastica dei giovani più rispondente Alle attuali richieste del mercato, fornendo un contributo per attività formative, nonché per indicazioni relative alla professione ed a quant'altro possa rientrare in una proficua collaborazione tra scuola ed ente al fine di attivare processi di collaborazione utili a conseguire risultati educativi e sociali". Saranno previsti pet gli studenti di terzo e quarto anno una serie di incontri, stage, visite nei cantieri e simulazioni di operazioni di sgombero con il personale della protezione ci­vile. "L'iniziativa assicura ai giovani-afferma la Dirigente Patrizia Pilato - quelle competenze che la riforma ci chiede».
 
AGRIGENTOFLASH.IT
 
Ato Gesa, conferenza stampa di D'Orsi e Zambuto
Si farà chiarezza questa mattina sulla crisi scoppiata fra gli amministratori e i vertici dell'ato Gesa. Alle ore 10.30, infatti , il sindaco Marco Zambuto ed il presidente della Provincia regionale Eugenio D'Orsi terranno una conferenza-stampa al Comune sulla gestione dei rifiuti nei comuni di competenza da parte della società per azioni dell'ambito territoriale ottimale "Agrigento 2″ GE.S.A. AG 2
 
AGRIGENTOWEB.IT
 
L'aeroporto negato: quale sviluppo per Agrigento?
Il Presidente dell'Ordine degli Architetti  Rino La Mendola esprime  piena solidarietà al Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, il quale protesta giustamente contro la "politica del non fare" o meglio "dei veti incrociati"; una politica che continua ad imperversare, impedendo la realizzazione di un'infrastruttura assolutamente indispensabile per il rilancio socio-economico della Sicilia centro-meridionale. Ma, in provincia di Agrigento, è molto più facile realizzare un rigassificatore (che magari non produrrà significativi effetti economici di livello provinciale, ma soprattutto servizi per la penisola), rispetto ad un aeroporto di terzo livello, che costerebbe meno di tre chilometri di autostrada e che potrebbe fruire dell'utenza agrigentina e parte di quella nissena, promuovendo il rilancio socio-economico della provincia di Agrigento e più in generale della Sicilia centro-meridionale. Ma, quando si parla di aeroporto ad Agrigento, cominciano a venire fuori veti incrociati, strani  studi o bilanci costi-benefici o, ancora, valutazioni catastrofiche sulla sostenibilità economica. Mi chiedo, continua La Mendola, come mai questi studi non vengono fuori per l'aeroporto di Birgi, considerato che Punta Raisi è raggiungibile da Trapani in meno di un'ora; mi chiedo come mai questi sudi non vengono fuori per l'aeroporto di Comiso, dove quello che dovrebbe essere un fondamentale elemento di  non sostenibilità (è vicinissimo a Fontanarossa) viene trasformato in un fatto positivo: infatti,  lo scalo di Comiso viene  considerato prezioso, non solo   per i trasferimenti Cargo nazionali ed internazionali, ma anche quale valida alternativa a Fontanarossa in  caso di  temporanea chiusura dello scalo catanese per  scarsa visibilità, causata dalla vicina presenza dell'Etna: insomma  nella Sicilia orientale, ma anche in quella occidentale (Trapani -Birgi),  la politica  dei veti incrociati  viene sconfitta  dalla ragionevolezza e dalla coesione della classe politica, a prescindere dai colori  di appartenenza, mentre ad Agrigento continua ad accadere il contrario. Ma oggi, finalmente, questo Presidente della Provincia sta mettendo a nudo  la debolezza  dell'agrigentino nel difendere i propri diritti, stimolando comunque in esso  una reazione, dapprima con la marcia lungo il Viale della Vittoria dello scorso mese di novembre e, adesso, insendiandosi in tenda, davanti il suo ufficio, per protestare  senza timori reverenziali  contro quella cultura dei veti incrociati che, tutti insieme, dovremmo debellare. Se non sconfiggeremo questa cultura, conclude il Presidente Regionale degli Architetti,  Agrigento non riuscirà a sfruttare la sua eccezionale collocazione geografica  per assumere, all'apertura del mercato del libero scambio, il ruolo di cerniera dei mercati euro-mediterranei; ruolo che potrà essere recitato autorevolmente solo se il territorio provinciale verrà dotato di un aeroporto e  di un Porto in grado di consentire l'attracco delle grosse imbarcazioni commerciali   e delle navi da crociera che transitano nel Mediterraneo. 

Casteltermini, votata la solidarietà a D'Orsi
 Su proposta del consigliere comunale Lino Genuardi, capogruppo del M.P.A. al comune di Casteltermini, il consiglio comunale ha votato all'unanimità la solidarietà al presidente della provincia Eugenio D'orsi, per la battaglia che sta portando avanti per la realizazzione dell'aeroporto nella nostra provincia. Il consiglio comunale ha votato inoltre, sempre all'unanimità, la presa d'atto della mozione del comune di Campobello di Licata  circa la realizzazione dell'aeroporto nel territorio di Licata.
 
SICILIA24H.IT
 
Chi troppo e chi niente
Vito Riggio, uomo di Stato, presidente dell'Enac, è molto preoccupato. Dice: "L'ipotesi di un aeroporto ad Agrigento può riferirsi a una infrastruttura di volo di lunghezza massima pari a 1500 metri e una capacità pari a 200 mila passeggeri l'anno. Tali parametri, non concedono al progettato aeroporto sostenibilità e autosufficienza economica. Pertanto si chiede alla Regione Siciliana ed alla Provincia Regionale di Agrigento di indicare in modo chiaro ed inequivocabile con quali fondi intendono assicurare la copertura finanziaria per il progetto in questione". Adesso facciamo due calcoli: con una settantina di milioni di euro Agrigento potrebbe avere il proprio aeroporto. Se pensiamo a quanto è stato scoperto recentemente sui lavori fantasma del G8 in terra sarda, dove sono andati in fumo, pardon, dove si sono "ammuccati" centinaia e centinaia di miliardi per nulla, e sottolineamo per nulla, viene la voglia di una vera e propria "Strafe-Expedition" per andare a prendere a calci nel sedere tutti coloro i quali continuano ad ostare la realizzazione dell'aeroporto ad Agrigento. Come è possibile che lo Stato, così attento alle vicende agrigentine circa le spese che dovranno sostenere il progetto aeroporto di Licata, dove conta anche i millesimi, riesce poi a chiudere non solo gli occhi, ma anche naso e bocca, quando devono essere sperperati centinaia, centinaia ed ancora centinaia di miliardi che devono far arricchire ancora di più alcuni delinquenti conclamati italiani? Ma davvero nessuno si era accorto di questo grande latrocinio?
Secondo l'inchiesta, con le sole tangenti scoperte in questa sconcertante vicenda si sarebbero potuti costruire ad Agrigento cinque aeroporti internazionali.
Ma c'è di più. Ormai, in Italia, quando si apre un filone di inchieste del genere, sono entrate di diritto, oltre alle mazzette anche le prestazioni sessuali, cosa accaduta puntualmente nell'inchiesa sulla Maddalena; se a queste calcoliamo un tot di euro per ogni prestazione sessuale, possiamo tranquillamente affermare che ad Agrigento sarebbero nati tre nuovi bordelli con escort di tutto rispetto e massaggiatrici capaci di far drizzare anche (e non solo...) le schiene più colpite da gravi "deformazioni ossee". Giacchè si parla di aeroporto, quello di Perugia (conoscevate l'esistenza?) è entrato di diritto anche in questo scandalo tutto sardo; è stata prevista una spesa di decine e decine di miliardi per abbellire e sistemare l'aeroporto Sant'Egidio di Perugia in vista, udite udite, delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia!!!
Ora dico: ma il signor Riggio, tanto attento ai centesimi di euro per la gestione dell'aeroporto di Agrigento (spese, tra l'altro, già intestate alla Provincia Regionale di Agrigento) e così attento alla crisi economica aeroportuale italiana, come mai si è lasciato sfuggire tutti quei miliardini belli e pronti per essere buttati su un aeroporto del quale pochi in Italia ne conoscono l'esistenza?
E' possibile che ancora oggi il signor Riggio, tanto meticoloso nei suoi calcoli, non è capace di contare i cadaveri che passano presso gli aeroporti di Crotone, Albenga, Taranto, Vicenza, insomma di ben 27 aeroporti, su 39, e che sono drammaticamente in rosso? E' possibile che il signor Riggio sul flusso passeggeri riesca a far fede solo su previsioni (come accade per Agrigento) e non tiene conto di dati certi (le poche centinaia di passeggeri annui che si contano nei 27 aeroporti in rosso)? Ma è parente del mago Omar oppure tutti gli "scienziati" che stanno effettuando gli studi su Agrigento, prima di iniziare i lavori passano presso un centro di benessere?
E la smetta il signor Riggio di sentirsi vittima di una aggressione mediatica volta a indicare la sua persona come principale responsabile del no per l'aeroporto di Agrigento. Venga a spiegarci, semmai, visto che la protesta del presidente D'Orsi sta mettendo tutti con le spalle al muro, perchè lo Stato italiano continua a spendere "carriolate" di denaro nostro per mantenere le spese di gestione degli aeroporti di cui sopra. Si vuole evitare, forse, che facciano la fine dell'aeroporto di Salerno, ormai preda totale dei vandali? Quanti soldi sono stati spesi per l'aeroporto di Salerno e soprattutto lei, signor Riggio, dov'era?
Ma soprattutto, il signor Riggio, anzichè fare l'agnello immolato, venga a spiegare agli agrigentini a chiare lettere cosa pensano gli aeroporti di Palermo e Catania circa l'apertura di un aeroporto ad Agrigento. Noi lo sappiamo, signor Riggio, e lo sappiamo molto bene. Il problema è che lei deve trovare il coraggio di confermarlo.
L'aspettiamo.

La Mendola, l'aeroporto negato: quale sviluppo per Agrigento?
E'un coro unanime di solidarietà e stima quella rivolta al presidente della provincia, Eugenio D'Orsi, impegnato nella solitaria battaglia a favore della realizzazione di un aeroporto in provincia di Agrigento. Alla battaglia pro aeroporto si unisce pure il presidente provinciale regionale dell'Ordine degli Architetti  Rino La Mendola che, nell'esprimere piena solidarietà a D'Orsi lancia, polemicamente, degli interrogativi sul futuro sviluppo socio-economico del territorio agrigentino. "In provincia di Agrigento, - tuona La Mendola - è molto più facile realizzare un rigassificatore (che magari non produrrà significativi effetti economici di livello provinciale, ma soprattutto servizi per la penisola), rispetto ad un aeroporto di terzo livello, che costerebbe meno di tre chilometri di autostrada e che potrebbe fruire dell'utenza agrigentina e parte di quella nissena, promuovendo il rilancio socio-economico della provincia di Agrigento e più in generale della Sicilia centro-meridionale. Ma, quando si parla di aeroporto ad Agrigento, cominciano a venire fuori veti incrociati, strani  studi o bilanci costi-benefici o, ancora, valutazioni catastrofiche sulla sostenibilità economica". L'analisi di La Mendola va oltre allargando lo sguardo altrove. "Mi chiedo - continua - come mai questi studi non vengono fuori per l'aeroporto di Birgi, considerato che Punta Raisi è raggiungibile da Trapani in meno di un'ora. Mi chiedo come mai questi sudi non vengono fuori per l'aeroporto di Comiso, dove quello che dovrebbe essere un fondamentale elemento di  non sostenibilità (è vicinissimo a Fontanarossa) viene trasformato in un fatto positivo: infatti,  lo scalo di Comiso viene  considerato prezioso, non solo   per i trasferimenti Cargo nazionali ed internazionali, ma anche quale valida alternativa a Fontanarossa in  caso di  temporanea chiusura dello scalo catanese per  scarsa visibilità, causata dalla vicina presenza dell'Etna: insomma  nella Sicilia orientale, ma anche in quella occidentale (Trapani -Birgi),  la politica  dei veti incrociati  viene sconfitta  dalla ragionevolezza e dalla coesione della classe politica, a prescindere dai colori  di appartenenza, mentre ad Agrigento continua ad accadere il contrario".  Capitolo finale dedicato al presidente della provincia che, a suo dire, "sta mettendo a nudo  la debolezza  dell'agrigentino nel difendere i propri diritti, stimolando comunque in esso  una reazione, dapprima con la marcia lungo il Viale della Vittoria dello scorso mese di novembre e, adesso, insendiandosi in tenda, davanti il suo ufficio, per protestare  senza timori reverenziali  contro quella cultura dei veti incrociati che, tutti insieme, dovremmo debellare". "Se non sconfiggeremo questa cultura - conclude il presidente regionale degli Architetti,  Agrigento non riuscirà a sfruttare la sua eccezionale collocazione geografica  per assumere, all'apertura del mercato del libero scambio, il ruolo di cerniera dei mercati euro-mediterranei. Ruolo che potrà essere recitato autorevolmente solo se il territorio provinciale verrà dotato di un aeroporto e  di un Porto in grado di consentire l'attracco delle grosse imbarcazioni commerciali   e delle navi da crociera che transitano nel Mediterraneo".
 

Aeroporto, sindaco e consiglieri di Grotte del Mpa si stringono accanto a D'Orsi
Nuovo attestato di stima e solidarietà per il presidente della Provincia D'Orsi che da giorni, dalla tenda allestita davanti la sede dell'Ente, porta avanti la clamorosa protesta a favore della realizzazione dell'aeroporto in provincia. A fianco di D'Orsi si schierano il sindaco di Grotte Paolo Pilato e i consiglieri comunali del Mpa, Michelangelo Valenza e Giacomo Costanza, i  dirigenti e simpatizzanti del movimento autonomista di Grotte, che in una nota "condividono la nobile battaglia politica, del presidente della provincia di Agrigento Eugenio D'Orsi e della sua amministrazione, per la realizzazione dell'aeroporto in provincia di Agrigento riconosciuta da tutti  come una valida infrastruttura in grado di contribuire allo sviluppo economico della Nostra Provincia". "Esprimiamo - concludono - la nostra solidarietà al capogruppo provinciale del Mpa Totò Scozzari, per gli attacchi ingiustificati da parte dei mass media".
 
AGRIGENTOOGGI.IT
 
Aeroporto di Agrigento. Riggio a Lombardo: "mancano sostenibilita' e autosufficienza"
Il presidente dell'Enac Vito Riggio ha scritto al presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo riguardo all'ipotesi dell'aeroporto di Agrigento e alle prese di posizione dei rappresentanti delle istituzioni locali. Riggio ricorda che l'ente ha chiesto alle proprie strutture di vagliare un'ipotesi progettuale per un'infrastruttura aeroportuale in quell'area, "tecnicamente idonea e congrua sotto il profilo aeronautico, fatte salve ovviamente le competenze dell'Enav, azienda nazionale per l'assistenza al volo".
A seguito di questo esame, e' stata elaborata una relazione da parte della direzione centrale Regolazione aeroporti dell'Enac, relazione poi trasmessa ai competenti uffici del ministero per le Infrastrutture e per i Trasporti per le valutazioni di propria competenza. La legge affida al ministero, d'intesa con i presidenti delle Regioni, la decisione sulla localizzazione di nuovi aeroporti. Per quanto di competenza dell'Enac, l'ipotesi di un aeroporto ad Agrigento puo' riferirsi a un'infrastruttura di volo di lunghezza massima pari a 1.500 metri e una capacita' pari a 200 mila passeggeri annui. Tali parametri, viene spiegato, non concedono al progettato aeroporto sostenibilita' e autosufficienza economica.
Pertanto il presidente dell'Enac, come gia' aveva sottolineato il 9 ottobre scorso, chiede alla Regione siciliana ed alla Provincia di Agrigento di indicare "in modo chiaro ed inequivocabile con quali fondi intendono assicurare la copertura finanziaria per il progetto in questione". Vito Riggio conclude la sua lettera esprimendo l'auspicio che si ponga fine "allo stillicidio di vacue dichiarazioni sul tema", dalle quali viene, "del tutto ingiustamente", indicato come "nemico della cittadinanza agrigentina". Piuttosto il presidente dell'Enac dice di attendersi di vedere rispettate le proprie competenze e professionalita'. (AGI)
 
Il Presidente D'Orsi incontra il CdA del Consorzio Turistico Valle dei Templi
Il Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi ha incontrato questa mattina nella tenda allestita in piazzale Moro i componenti del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Turistico "Valle dei Templi" di Agrigento. Il Presidente del Consorzio Gaetano Pendolino ha espresso la piena solidarietà e l'appoggio incondizionato alla forte protesta che da diversi giorni D'Orsi sta portando avanti per sollecitare l'approvazione del progetto di costruzione dell'aeroporto a Licata. "L'aeroporto per la nostra provincia è una priorità" ha detto Pendolino "ed ulteriori incertezze o ritardi sono incomprensibili, oltreché dannose per un territorio e un settore che attraversano una grave crisi. Il Consorzio ritiene che la filiera turistica e il relativo indotto abbiano bisogno di questa importante struttura, e se vogliamo che il turismo garantisca davvero lo sviluppo economico del nostro territorio dobbiamo avere il coraggio di alzare la voce e sostenere le ragioni del Presidente D'Orsi".
Il Presidente D'Orsi, riassumendo le ultime notizie e le perplessità espresse ancora una volta dal Presidente dell'Enac sulla sostenibilità dell'aeroporto, ha ribadito che i fondi per la costruzione esistono e che per la gestione non sarà richiesto alcuni intervento dello Stato. "Come ho più volte detto, sono diverse le compagnie straniere disposte ad investire sull'aeroporto a Licata" ha detto D'Orsi "per cui continuo a non capire l'insistenza con cui si tira fuori la storia della insostenibilità dei costi di gestione, per i quali, lo ribadisco, non chiederemo un centesimo allo Stato. Faccio presente che costruire un aeroporto a Licata costa quanto tre chilometri di autostrada, un dato reale che si commenta da solo". Prima dell'incontro con il CdA del Consorzio Turistico, il Presidente ha avuto un colloquio con il deputato nazionale Angelo Capodicasa e il reputato regionale Giacomo Di Benedetto, del PD, che hanno confermato l'appoggio al progetto. In particolare Capodicasa chiederà una risoluzione in commissione Trasporti su questa vicenda. La risoluzione verrà, tra l'altra, messa ai voti - ha aggiunto l'on. Capodicasa - e quindi sarà chiaro a quel punto quali deputati o forze politiche vogliono realmente che Agrigento abbia finalmente il suo aeroporto". Pieno sostegno alla protesta del Presidente D'Orsi è stato espresso, infine, dal Presidente dell'organizzazione ambientalista "Fareambiente", on. Nicolò Nicolosi, per il quale una struttura come quella di Licata riuscirà a garantire presenze turistiche in provincia a costi di costruzione e gestione contenuti, con un impatto minimo sull'ambiente rispetto ad altre strutture.  

PERLACITTA'.IT
 
Per Riggio il progettato aeroporto di Licata non ha sostenibilita' e autosufficienza economica
Il presidente dell'Enac Vito Riggio ha scritto al presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo riguardo all'ipotesi dell'aeroporto di Agrigento, con particolare riferimento alle prese di posizione dei rappresentanti delle istituzioni locali.
Il prof. Riggio ricorda che l'Enac ha chiesto alle proprie strutture di vagliare un'ipotesi progettuale per un'infrastruttura aeroportuale in quell'area, "tecnicamente idonea e congrua sotto il profilo aeronautico, fatte salve ovviamente le competenze dell'Enav, azienda nazionale per l'assistenza al volo".
"A seguito di questo esame, e' stata elaborata una relazione - continua la lettera a Lombardo - da parte della direzione centrale Regolazione aeroporti dell'Enac, relazione poi trasmessa ai competenti uffici del ministero per le Infrastrutture e per i Trasporti per le valutazioni di propria competenza".
"La legge affida al ministero, d'intesa con i presidenti delle Regioni, la decisione sulla localizzazione di nuovi aeroporti. Per quanto di competenza dell'Enac, l'ipotesi di un aeroporto ad Agrigento - precisa Riggio - puo' riferirsi a un'infrastruttura di volo di lunghezza massima pari a 1.500 metri e una capacità pari a 200 mila passeggeri annui. Tali parametri, viene spiegato, non concedono al progettato aeroporto sostenibilità e autosufficienza economica".
Pertanto il presidente dell'Enac, come già aveva sottolineato il 9 ottobre scorso, chiede alla Regione siciliana ed alla Provincia di Agrigento di indicare "in modo chiaro ed inequivocabile con quali fondi intendono assicurare la copertura finanziaria per il progetto in questione".
Vito Riggio conclude la sua lettera esprimendo l'auspicio che si ponga fine "allo stillicidio di vacue dichiarazioni sul tema", dalle quali viene, "del tutto ingiustamente", indicato come "nemico della cittadinanza agrigentina". Piuttosto il presidente dell'Enac dice di attendersi di vedere rispettate le proprie competenze e professionalità.