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Provincia di Agrigento
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Rassegna stampa del 4 marzo 10

 

 GIORNALE DI SICILIA

ECOLOGIA. In diverse areeerse aree dell'Agrigentino
Discariche dei rifiuti sequestri della Forestale
Cumuli di rifiuti speciali, pe­ricolosi perla salute pubblica, so­no stati sequestrati lungo la spon­da del fiume Ipsas, in contrada Fondacazzo e a Ciavolotta, tutti in territorio di Agrigento. Maxi se­questri di discariche a cielo aper­to, però, anche a Castrofilippo e a Naro. Nessuna tregua per gli uo­mini del corpo forestale dei di­staccamenti di Agrigento e Licata e del nucleo operativo provincia­le, coordinati dai commissari Ca­logero Cammarata, Giuseppe Bo­naventura e Giovanni Morgante, che tentano di arginare il prolife­rare di discariche più o meno grandi in tutta la provincia.
Dopo diversi controlli, sopral­luoghi ed appostamenti, gli uomi­ni della Forestale, ieri, hanno pro­ceduto al sequestro di una disca­rica abusiva, composta da rifiuti speciali pericolosi e non pericolo­si, lungo la sponda del fiume Ip­as, ad Agrigento. Stesso "copione" anche in contrada Fondacaz­o, dove in un'area di sosta pub­blica, è stato scoperto un maxi im­mondezzaio e, infine, in contra­la Ciavolotta dove in un'area privata è stata trovata e sequestrata ma discarica estesa oltre mille metri quadrati. Durante le opera :ioni di controllo è stato colto in lagranza P. A., 64 anni, di Canicatti. L'uomo, secondo quanto è stato ricostruito dagli uomini del corpo forestale, sarebbe stato intento a bruciare rifiuti di rottami di autoveicoli per la successiva raccolta del materiale ferroso. Si tratta di una violazione al codice penale, perché con questo rogo sarebbero stati emessi nell'aria fumi ed odori che possono anche alterare le normali condizioni di salubrità. Sotto sequestro anche una discarica abusiva di rifiuti speciali, pericolosi e non perico­losi, estesa, su territorio comuna­le, 6.860 metri quadrati, nel co­mune di Castrofilippo, e una di­scarica abusiva di 11.660 metri quadrati nel Comune di Naro. Dei cinque sequestri è stata in­formata l'autorità giudiziaria per i provvedimenti conseguenti. Inoltre gli uomini del corpo fore­stale hanno elevate e contestato sei sanzioni amministrative ad al­trettanti agrigentini che sarebbe­ro stati sorpresi ad abbandonare rifiuti in aree pubbliche, in viola­zione del decreto legge che rego­la le "norme in materia ambienta­le". Decine, infine, le segnalazio­ni effettuate all'azienda sanitaria provinciale, alla provincia regio­nale di Agrigento e ai sindaci, ognuno per la propria competen­za, per abbandono, da parte di ignoti, di rifiuti sui cigli delle stra­de o in altre aree pubbliche. A tut­ti è stato inoltrato l'invito a prov­vedere alla bonifica e a ristabilire le condizioni di salubrità e di de­coro ambientale.
 
LA PROTESTA del presidente della Provincia
L'aeroporto di Agrigento, D'Orsi da 15 giorni in tenda
Continua ad Agrigento la protesta del presidente della Provincia regionale, Eugenio D'Orsi. (MpA) che da quindici giorni or­mai si è trasferito in una tenda, per contestare la mancata appro­vazione del progetto che prevede la realizzazione di un aeroporto nella zona di Piano Romano, a Li­cata. La tenda è stata installata in pieno centro, a due passi dalla via Atenea, nella villetta che si tro­va davanti al paiano provinciale e alla Prefettura, dove D'Orsi ha trasferito il proprio ufficio ed un letto dove trascorre pure la notte. «Per il progetto - dice D'Orsi -, c'è il parere favorevole dal punto di vista tecnico espresso dall'Enac. Ho deciso di iniziare la protesta quando il capo di gabinetto del ministro delle Infrastrutture, lo scorso 11  febbraio, ci ha inviato una nota che ha in pratica boccia­to il progetto, perché non ritiene ipotizzabile una gestione in grado di raggiungere l' equilibrio eco­nomico. Per poi il giorno dopo rimangiarsi tutto precisando che il parere sfavorevole relativo al pro­getto fa parte di un appunto inter­no e che l'iter del progetto va avanti. Noi vogliamo chiarezza e siano pure in grado di fronteggia­re, con la Regione ed i privati, i co­sti di gestione. Sembrava fatta ed invece, stanno sorgendo troppi ostacoli. Sì, ho parlato di mafia, ri­ferendomi ai poteri forti che non vogliono l'aeroporto». La vicen­da potrebbe comunque sbloccar­si lunedì quando ad Agrigento verrà il presidente dell'Enac Vito Riggio. Il vertice si terrà in Prefettura.
 
PROVINCIA Via al regolamento per la vendita ei relitti stradali
Il Consiglio Provinciale, presieduto da Raimondo Busce­mi, ha approvato il regolamento per la vendita dei relitti stradali. Si tratta di quei tratti di strade provinciali il cui tracciato è stato modificato rispetto a quello esistente e pertanto rimangono questi «pezzi» di asfalto inutiliz­zati che ora è facile, secondo il nuovo regolamento, poter ac­quistare e ritrasformarli in terra coltivabile.

 IL CASO ACQUA Servizio idrico Il consiglio: Corbo lasci il cda dell'Ato
Unanimità piena e convinta dei consiglieri comunali presenti nel corso dell'ultima seduta che ave­va come ordine del giorno il ripristi­no della gestione pubblica nella di­stribuzione dell'acqua. Un proble­ma avvertito da sempre ed aggrava­tosi proprio in coincidenza dell'atti­vazione degli Ambiti Territoriali Ot­timali idrici che di fatto hanno fatto  "esplodere" verso l'alto non solo i costi di gestione ed i canoni ma an­che i disservizi senza interlocutori sensibili presenti sul territorio ed in prossimità degli utenti. I presenti in aula hanno esaminato un primo te­sto di proposta consiliare avviata dal presidente Luigi Lalicata che è stata integrata da un disegno di leg­ge di iniziativa popolare e dei consi­gli comunali che dovrà poi essere sottoposta agli organi di governo su­periore per divenire, dopo gli appo­siti passaggi, legge. In pratica il con­siglio comunale di Canicattì assie­me ai cittadini, ad altre amministra­zioni locali e provinciali vuole che il governo regionale in prima istanza dia vita alla legge che ripristini i "Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque" e de­finisca in maniera chiara le "Dispo­sizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico in Sicilia". Canicattì, ancora sede del consorzio acque­dottistico "Tre Sorgenti" si trova suo malgrado a soffrire crisi idriche momentanee ed aggravi di costi che prima riusciva a tamponare meglio e comunque a costi più bassi pro­prio grazie alla presenza di questa struttura consortile. I consiglieri hanno chiesto al sindaco di dimet­tersi dal Consiglio di amministrazio­ne dell'Ato.

TURISMO. Allarme per il conseguenziale crollo di presenze in città
Valle dei templi, l'Ente Parco chiude teatro di S. Gregorio
 Agrigento sempre più terra di elemosine, promesse politiche perse nel vento e di occasioni mancate. Una classe politica di vertice ma solo negli incarichi, in­capace di portare reale sviluppo ed infrastrutture sul territorio, as­siste in silenzio all'ennesima vio­lenza che si sta perpetrando ai danni del settore turistico. A lan­ciare l'allarme è il Consorzio turi­stico Valle dei Templi in relazio­ne alla paventata eliminazione -del Teatro della valle, unico vali­do scenario realizzato grazie al­l'imprenditoria privata, che in dieci anni ha permesso di portare in città il meglio della musica e del teatro durante le stagioni esti­ve.«Il teatro di Piano san Grego­rio - tuona Gaetano Pendolino, presidente del Consorzio - non potrà più essere operativo per­chè il Piano del Parco ne escluderebbe la presenza. Non possiamo permetterci il lusso di rinunciare al valore aggiunto di un evento da realizzare nella Valle p o ichè sare­mo immediatamente cancellati e annientati dai nostri competitors regionali che invece continuano a proporre intere stagioni concer­tistiche e/o teatrali all' interno del Teatro Antico di Taormina, di Si­racusa e di Segesta». Ma di questo non molti sembrano preoccupati salvo poi riempirsi la bocca alle Bit o ad ogni convegno sulla «vo­cazione turistica di questo terri­torio. «Ci pare una decisione che si posiziona fuori dalle attuali logi­che di maggior fruizione cui tutti i più importanti siti si sono orien­tati - continua Pendolino - e ci chiediamo come si può pensare di rimanere in silenzio con una ta­le nuova e penalizzante situazio­ne che riporterebbe la nostra cit­tà fuori da ogni ipotesi di circuito culturale degli eventi». Il Consorzio chiede all'Ente Parco di prorogare la concessio­ne per il 2010 per scongiurare il crollo delle presenze turistiche e di rivalutare la propria posizione in ragione del fatto che la Valle de­ve rappresentare un valore ag­giunto all'offerta territoriale.
 
Rifiuti, allarme dell'Anci sui debiti Il Pdl Sicilia:subito la legge in Aula
RIFORMA. L'associazione dei Comuni: «Rischiano il fallimento. Subito una convocazione da parte della Regione
Nuovo allarme del Pdl Sicilia sugli Ato, le società che si occu­pano della gestione dei rifiuti nell'Isola. Il gruppo degli azzur­ri "ribelli" all'Ars ha presentato una mozione che impegna il governo regionale a «bloccare qualsiasi assunzione e attività nel settore di gare e appalti, in attesa della riforma regiona­le». Nei giorni scorsi erano sta­ti i deputati miccicheiani, Raf­faele Nicotra e Carmelo Cur­renti, a parlare del «rischio di giungere alla riforma con tali procedure già effettuate». Ieri è stata la volta del capogruppo del Pdl Sicilia all'Ars, Giulia Adamo, che ha sottolineato la necessità di «portare in Aula al più presto il testo della legge di riforma». E in attesa che la par­te normativa del ddl arrivi all' Ars (gli aspetti finanziari saran­no discussi col Bilancio), la ten­sione continua a salire. Vincen­zo Di Girolamo, vice presiden­te dell'Anci regionale e sinda­co di Altofonte, ha sostenuto che «i Comuni, trascinati dall' inefficienza degli Ato, rischia­no il fallimento. Adesso ci aspettiamo con urgenza una convocazione da parte della Regione per discutere la questione».
Ad ogni modo, il punto più di­scusso rimane la norma "salva Ato" proposta dal Pd per tutela­re le esperienze virtuose in Sici­lia. L'emendamento è stato pe­rò bocciato in Commissione Ambiente col voto contrario e l'astensione di altri due demo­cratici. Da qui l'appello di Gian­ni Pompeo, presidente dell'as­semblea intercomunale «Beli­ce Ambiente Spa», uno degli Ato con le percentuali più alte di raccolta differenziata: «Il ri­schio che corriamo con lo scio­glimento dell'Ato 2 di Trapani - ha detto — è che, in relazione alle carenze dell'Ato Tp I in ma­teria di impianti, questa parte della provincia ripiomberà nell'emergenza». Ieri, intanto, il presidente dell' Ato 2 di Agrigento «Gesa Spa», Francesco Truglio, ha presen­tato le dimissioni assieme ad una relazione dettagliata sulla gestione. «La scelta di lasciare l'incarico — ha spiegato Tru­glio, che è anche a capo di Beli­ce ambiente — è maturata dopo gli attacchi del sindaco di Agri­gento Marco Zambuto e del presidente della Provincia, Eu­genio D'Orsi. Con la mia gestio­ne — ha aggiunto Truglio - riten­go siano stati raggiunti risulta­ti positivi. Ma la squadra di sin­daci tutta compatta, condizio­ne essenziale per affrontare le difficili sfide, oggi si è incrinata ed io, essendo manager e non volendo essere uomo di mag­gioranza contro minoranza; non posso che prenderne atto». 
 
PROVINCIA, «Imprevisti impegni istituzionali» hanno fatto slittare il vertice previsto per sabato in prefettura. Ieri è saltata pure la venuta di Sgarbi.La società elvetica scrive a D'Orsi:«Al rilascio delle autorizzazioni, con Enac e ministero, pensiamo noi»
Aeroporto, rinviato il vertice con Riggio Un  gruppo svizzero: «Lo facciamo noi»
Slitta a lunedì prossimo, a meno di nuovi imprevisti, l'atteso «faccia a faccia» tra il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi ed il numero uno dell'Enac, Vito Rig­gio. È pure saltato ieri il previsto ar­rivo in tenda di Vittorio Sgarbi. Ma Riggio, per caso ci sta ripensando? Per niente, fanno sapere dall'en­tourage del sen. Bedetto Adragna: il rinvio è da addebitare a imprevi­sti impegni di natura istituzionale.«Mi auguro che Riggio lunedì sia ad Agrigento, dice D'Orsi. Non ho motivo di dubitare dei motivi addotti per il rinvio. So che non è una scusa. Non sono così malizio­so da pensare che potrebbe avere deciso di non venire più. Verrà e dovpà rendersi conto di persona cosa significa raggiungere la no­stra città, una delle più del mondo, purtroppo isolata e marginale. Con Riggio desidero fare un discor­so chiaro. Se siamo andati avanti con il progetto aeroporto è dovuto anche al discorso che proprio Rig­gio mi fece sette mesi fa e vorrei che lui confermasse. Cioè che l'ae­roporto di 1500 metri si poteva fa­re. La Provincia da sola potrebbe accollarsi la gestione dello scale ae­roportuale, ma abbiamo già molte proposte».Proprio ieri alla Provincia giun­ta una nota della «Blueiron Group», con sede in Svizzera, che chiede notizie sull'esito della gara relativa all'aeroporto bandita dal­la Provincia .«La nostra società, scrive la so­cietà elvetica, riunitasi in Ati con gruppi finanziari ed imprendito­riali, come da offerta depositata, rinnova la disponibilità alla intera realizzazione dell'infrastruttura aeroportuale, intendendo occu­parsi di tutto l'iter burocratico sia nei confronti dell'Enac che del ministero dei trasporti e di tutte le procedure necessarie per l'otteni­mento delle relative autorizzazio­ni». Lunedì, quindi l'atteso chiari­mento, anche se la posizione del presidente dell'Enac è stata già an­ticipata dal sen. Adragna: «Riggio mi ha confermato quello che ha sempre ed in ogni sede affermato: non c'è spazio oggi in Italia per nuove infrastrutture aeroportuali anche per le determinazioni che il Parlamento sta assumendo in os­sequio a precise direttive della Co­munità europea. Cosa diversa è un aviopista con le caratteristiche presentate dalla Provincia sulla quale l'Enac non ha dato alcun pa­rere contrario. Naturalmente per un'infrastruttura simile non ci sa­rebbe alcun concorso economico da parte dello Stato e la sua localiz­zazione attiene alla responsabilità del Ministro delle infrastrutture di concerto con il Presidente della Re­gione. L'Enac ha solo precisato che un'aviopista del genere non potrebbe autosostenersi dal pun­to di vista economico». «L'aviopi­sta, replica D'Orsi, Riggio se la fac­cia a casa sua». Lunedì, insomma, sempre che il presidente dell'Enac non ci ripensi, saranno scintille.
 
ACCANTO ALLA TENDA
Maxischermo con i video di tutti i politici
Ieri pomeriggio è pure par­tita l'altra iniziativa voluta dal presidente della Provincia Euge­nio D'Orsi, nell'ambito della battaglia che sta conducendo per la realizzazione dell' aero­porto. E stato infatti già installato a pochi metri dalla tenda, un ma­xi scherno, dove scorreranno le immagini ed i video di tutti i politici agrigentini con le dichia­razioni espresse a favore della realizzazione dello scalo aero­portuale.«Sì, ci sarà anche Vito Riggio, dice D'Orsi. La mia non è una provocazione. Voglio soltanto fare risaltare che il progetto-ae­roporto lo abbiamo portato avanti anche perché c'era l'una­nime consenso di tutti i politici agrigentini. Resto convinto che se il ministro Alfano solo lo vuo­le, l'aeroporto si farà». 
 
Bufera sull'Ato, Truglio si è dimesso:«Accuse infondate contro di me»
SOCIETÀ D'AMBITO DEI RIFIUTI: l' amminisratore unico trapanese da ieri ha lasciato l'incarico. Contro la sua gestione Zambuto é D'Orsi
L'amministratore unico dell'Ato AG2 Gesa, France­sco Truglio, si è dimesso. Alle 13,30 di ieri, assieme ad una dettagliata relazione sulla ge­stione dell'ambito territoria­le ottimale dei rifiuti, ha ras­segnato le proprie dimissio­ni. «Vado via - ha detto - per­ché la squadra compatta dei sindaci che mi ha voluto, nel luglio del 2009, si è incrina­ta». La scelta di lasciare l'inca­rico è maturata dopo gli attac­chi mossi contro la sua gestio­ne dal sindaco Marco Zambu­to e dal presidente della pro­vincia Eugenio D'Orsi. «Condivido le istanze di trasparen­za ed efficienza del sindaco Zambuto e del presidente D'Orsi - ha spiegato il mana­ger trapanese Francesco Tru­glio - ma reputo del tutto gra­tuite e prive di fondamento le loro censure mosse alla mia persona. Con la mia ge­stione - aggiunge Truglio - ri­tengo siano stati raggiunti ri­sultati positivi. Eventuali defi­cienze, diseconomie ed inef­ficacie, così come la grave si­tuazione economica-finan­ziaria in cui versa la società, non possono essere imputa­bili minimamente, alla mia breve, seppur intensa, gestio­ne». Il sindaco Zambuto e il presidente D'Orsi, che insie­me gestiscono il 55 per cento della società d'ambito, nei giorni scorsi, avevano chie­sto "chiarezza". I due ammi­nistratori si erano soffermati, in particolare, «sulla manca­ta presentazione - avevano detto - del nuovo bando di gara per l'affidamento della ge­stione del servizio di raccolta dei rifiuti, un bando dal valo­re di circa 100 milioni di euro che scade il prossimo 16 mar­zo». «Io sono un manager - riba­disce Truglio dopo essere rientrato ad Agrigento lunedì - e non volendo essere uomo di maggioranza contro mino­ranza, non posso che prende­re atto del fatto che la squa­dra di sindaci che mi ha volu­to si è incrinata». La relazio­ne tecnico-gestionale, allega­ta alla lettera delle dimissio­ni, sarà letta dal presidente del collegio sindacale nella prima seduta utile dell'as­semblea dei soci. A chiederlo è stato lo stesso Truglio. Cir­ca la gara d'appalto che ha "scatenato" la bufera, l'ex am­ministratore unico dice: «al 4 settembre, su mia esplicitasi-chiesta, nessuna azione era stata assunta dai vecchi orga­ni amministrativi della socie­tà circa la elaborazione degli atti per la nuova gara d'appal­to per il servizio. Si è dovuto iniziare ex novo tutte le pro­cedure necessarie per redige­re il progetto di gara. Nel di­cembre è emerso che il reale costo di raccolta e spazza-mento non era di 21.623.204,46 ma di 24.163.664,31 euro. Questo valore è stato posto come pa­rametro a cui fare riferimen­to per la redazione del nuovo appalto. Stesso ragionamen­to è valso per la previsione dei conferimenti dei rifiuti presso gli impianti, che ha comportato un maggior co­sto. Poi - conclude Truglio -ho voluto coinvolgere i Co­muni nella redazione della gara, ma questi hanno ritar­dato sulla nomina dei refe­renti, sulla consegna dei do­cumenti o su altro. Essere ar­rivati al 2 marzo alla redazio­ne della bozza del capitolato, bando e disciplinare di gara ed ad una definitiva redazio­ne delle linee guida, nonché ad una avanzata fase di elabo­razione del progetto tecnico, costituisce un notevole traguardo». 
 
LA SICILIA
 
Gesa rifiuti, Truglio si è dimesso
Dopo un paio di giorni di silenzio, a se­guito delle contestazioni mossegli dal presidente della Provincia Eugenio D'Or­si e dal sindaco Marco Zambuto l'ammi­nistratore unico di Gesa Francesco Tru­glio ha dato le dimissioni dall'incarico.
Ieri verso le ore 13,30 ha consegnato la relativa lettera indirizzata, insieme ad una dettagliata relazione tecnico-gestio­nale, ai soci, al prefetto, alle organizza­zioni sindacali ed al commissario ad ac­ta per i pagamenti Teresa Restivo. «Pur condividendo in generale le istanze di trasparenza ed efficienza del sindaco Zambuto e del presidente D'Or­si, - scrive Truglio - reputo del tutto gratuite e prive di fondamento le censure mosse alla mia persona».Egli si è riservato di tutelare la propria immagine nelle sedi opportune. «Con la mia gestione - aggiunge - ritengo siano stati raggiunti risultati positivi nono­stante la grave situazione economica-finanziaria in cui versa la società. Even­tuali deficienze non sono imputabili mi­nimamente alla mia breve, seppur inten­sa, permanenza in Gesa». Quali sono le reali motivazioni delle dimissioni? «La squadra di sindaci - dice Truglio - tutta compatta, condizione essenziale per af­frontare le difficili sfide, oggi si è incrina­ta ed io, essendo manager e non volendo essere uomo di maggioranza contro mi­noranza, non posso che prenderne atto».La relazione tecnico-gestionale sarà letta alla prossima assemblea dei soci dal presidente del collegio sindacale. Sulla gara d'appalto per l'affidamento del ser­vizio di prelievo e smaltimento dei rifiu­ti, egli riferisce, che «al 4 settembre 2009 nessuna azione, atto, iniziativa, era stata assunta dai vecchi organi amministrati­vi. Pertanto si è dovuto iniziare ex novo tutte le procedure. Il nuovo lavoro d'ana­lisi ha fatto sì che nel dicembre 2009 è emerso che il reale costo di raccolta e spazzamento non era di 21.623.204,46 euro ma di 24.163.664,31. Stesso ragio­namento è valso per la previsione dei conferimenti dei rifiuti negli impianti, che ha comportato un maggior costo ac­certato di euro 1.780.163,20, per un com­plessivo costo di euro 11.315.313,68. I nuovi valori sono stati assunti come pa­rametro per la nuova gara. Va evidenzia­to altresì - scrive Truglio - la mia vo­lontà di coinvolgere i comuni nella reda­zione della gara, con un metodo che ha previsto la nomina di un referente di cantiere della società d'Ambito e un re­ferente tecnico per i singoli comuni. Eb­bene, i comuni-soci hanno notevolmen­te ritardato la nomina dei referenti».

Teatro della Valle dei Templi «Non levateci anche questo...>
Dopo il "no" alla realizzazione del­l'aeroporto, un'altra negazione po­trebbe compromettere lo sviluppo, già precario, del nostro territorio. Ad insorgere contro la decisione dell'ente Parco che vorrebbe il tra­sferimento del teatro "Valle dei templi" da piana San Gregorio ver­so altra location (peraltro non uffi­cialmente individuata) sono i rap­presentanti del turismo e del si­stema economico più in generale. L'area, ai piedi del tempio di Giu­none, sarebbe stata indicata dai progettisti del Piano del Parco non idonea ad ospitare eventi con mi­gliaia di spettatori ed il puntuale ingorgo di autovetture e bus. «Da 40 anni si parla di collegamenti ve­loci per inserire Agrigento nei cir­cuiti della mobilità civile, da più di 30 anni si discute di aeroporto e di altre ipotesi di sviluppo che ad oggi rappresentano solo un mirag­gio - commenta con amarezza Gaetano Pendolino del Consorzio turistico Valle dei templi -. Ora as­sistiamo alla esclusione del teatro nel cuore dei monumenti archeo­logici - prosegue - sottovalutando o ignorando il fatto che in 10 anni decine di migliaia, tra artisti - ma­novalanza e spettatori, hanno sog­giornato ad Agrigento, grazie agli eventi realizzati in quel teatro che ha rappresentato un valore aggiun­to per l'offerta turistica agrigentina. Non possiamo permetterci il lusso di rinunciare alla suggestiva corni­ce della Valle dei Templi poiché sa­remo immediatamente superati dai competitors regionali che inve­ce continuano a proporre intere stagioni concertistiche e/o teatrali all'interno dei Teatro Antichi di Taormina, di Siracusa e di Sege­sta».L'alternativa per il teatro all'a­perto agrigentino sarebbe il suo trasferimento in un altro contesto, quale lo stadio, il Parco dell'Addo­lorata o un'area nei pressi di Fava­ra, tutti luoghi certamente lontani dalla suggestione che solo i templi sono capaci di suscitare nel pubbli­co e negli artisti. E' come se, la stagione artistica all'Arena di Verona si trasferisse all'interno dello stadio oppure le tragedie greche realizzate fuori dal loro luogo naturale, ovvero il Tea­tro greco di Siracusa. «Il successo decennale e più di tali manifesta­zioni - aggiunge Pendolino - è strettamente legato ai siti ove tali eventi si svolgono e che a loro vol­ta ne amplificano la notorietà, il valore e l'impatto emotivo. Nel mondo i siti archeologici e musea­li cominciano, da qualche anno, ad aprirsi trasformandosi in location naturali di grandi eventi ed Agri­gento si è adeguatamente inserita riuscendo a posizionarsi nel panorama dell'offerta turistica regiona­le. Non sarà stato certamente un caso che Papa Giovanni Paolo II in visita ad Agrigento nel 1993 abbia parlato nel cuore di Piana San Gre­gorio. Ora si decide di rinunciare al turismo degli eventi - sottolinea l'operatore turistico agrigentino -chiudendo il Parco ad una impor­tante parte dello sviluppo econo­mico su cui il territorio deve poter contare. Ci pare una decisione fuo­ri dalle logiche di maggior fruizio­ne cui tutti i più importanti siti si sono orientati. La presenza del tea­tro, con la naturale scenografia del­la Valle dei Templi, risulta irrinun ciabile e quindi rivolgiamo alla di­rezione del Parco un appello finalizzato alla realizzazione della, struttura del Teatro Valle dei Templi nel naturale sito della Piana San Gregorio magari ponendo adegua­te prescrizioni da rispettare per la realizza ione della struttura al fine di ristabilirne le condizioni di pie­na operatività».
 
FAVARA. Poliziotti presi di mira dopo un convegno sulla legalità all'«Ambrosini»
Venerdì scorso l'incontro sulla legalità era andato benissimo. All'istituto alberghie­ro Ambrosini in via Che Guevara - fiore all'oc­chiello della scuola nell'Agrigentino - il capo della sezione Volanti della Questura, Stefania Marino, e due poliziotti di quartiere, invitati a parlare di rispetto delle regole dal dirigen­te scolastico, Giuseppe Salamone, avevano appena finito di dialogare con gli attenti e ri­spettosi studenti. Tutto secondo un copione visto in tante scuole negli ultimi anni, con il mondo della formazione e delle istituzioni uniti nella vo­lontà di inculcare i migliori valori alle nuove generazioni. Usciti dall'istituto però è avve­nuto un episodio decisamente sgradevole, capace di macchiare la splendida occasione di confronto appena conclusasi. Una sparuta minoranza di alunni dell'Alberghiero, alla vi­sta della dirigente di polizia e dei due agenti di quartiere hanno preso a insultarli a suon di «poliziotti di m... » e via di questo passo. Non solo. Stefania Marina e i colleghi han­no notato che contro la loro auto erano stati lanciati da una finestra alcuni oggetti scolasti­ci che hanno leggermente scalfito la carroz­zeria. Roba da non credere ai propri occhi. Prima si parla di legalità e si ottengono ap­plausi dalla maggior parte degli alunni, ma alla fine quasi come l'altra faccia di una me­daglia, una minoranza affatto silenziosa osa offendere una delle massime istituzioni del­lo Stato. Dell'accaduto è stato ovviamente infor­mato il questore Girolamo Di Fazio, il quale ha preferito non rilasciare alcun commento, fa­cendo però emergere dai corridoi della Que­stura un certo rammarico. Pare che Di Fazio si sia fatto sentire col consueto garbo con il dirigente scolastico Giuseppe Salamone, invitandolo a tirare le orecchie a quei quattro incivili. Dirigente sco­lastico che, dal canto suo, ieri mattina rag­giunto telefonicamente, ha preferito non commentare l'episodio di dubbio gusto ai danni della polizia di Stato, evidenziando in­vece «la bontà di questa nostra iniziativa te­sa a inculcare ai giovani il rispetto della lega­lità. I ragazzi hanno apprezzato l'intervento della dottoressa Marino e dei due poliziotti di quartiere ed è questo quello che deve emer­gere».E a conferma di come Salamone ci creda davvero a questa sfida, lo stesso ricorda che «sabato prossimo verranno nella nostra scuo­la i carabinieri, rappresentati dal tenente Tre­leani». Con la speranza che quei quattro idio­ti restino a casa.
 
AEROPORTO. Lunedì l'incontro (forse decisivo) fra Enac, prefetto Postiglione e presidente Ap D'Orsi
Riggio rinvia di due giorni
La visita del presidente dell'Enac Vito Riggio ad Agrigento, preannunciata per dopodomani sabato 6 marzo, é slittata di due giorni ed avrà luogo per­tanto lunedì 8 marzo. Ne hanno dato comunicazio­ne ieri mattina l'ufficio stampa del gruppo del Par­tito democratico al Senato e la segreteria del sen. Benedetto Adragna. Pare che imprevisti impegni istituzionali impediscano a Riggio di poter mante­nere l'appuntamento nei termini in precedenza fissati. Il programma rimane comunque lo stesso: lunedì prossimo prima si incontreranno il prefetto Umberto Postiglione, il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, il sindaco Marco Zambuto e Riggio, alla presenza di Adragna che é stato il promotore dell'incontro. Subito dopo si svolgerà una conferen­za stampa nel corso della quale finalmente si do­vrebbero chiarire una volta per tutte i contorni del­la vicenda. Nell'edizione di ieri mattina peraltro lo stesso Riggio ci ha detto che un aeroporto di 1500 metri sarebbe fattibile, ma che - viste le sue dimen­sioni ridotte - non potrebbe automantenersi e le casse pubbliche (comprese quelle della Provincia)non possono sostenere una spesa "a perdere" di questo genere. Non ci sarebbero problemi invece in caso di intervento di società private. Ed a questo proposito si registra l'intervento della "Blueiron Group", con sede in Svizzera, interessata all'aero­porto la quale chiede informazioni circa l'esito del bando competitivo svoltosi alcuni mesi addietro. «La nostra società, riunitasi in Ati con gruppi finan­ziari ed imprenditoriali - si legge nella nota - le rin­nova la disponibilità alla intera realizzazione dell'in­frastruttura aeroportuale, intendendo occuparsi di tutto l'iter burocratico sia nei confronti dell'Enac che del ministero dei trasporti e di tutte le procedure necessarie per l'ottenimento delle relative autoriz­zazioni». D'Orsi intanto ieri pomeriggio ha incontra­to Vittorio Sgarbi che é venuto ad Agrigento, men­tre da oggi dovrebbe funzionare un maxischermo che proietta in continuazione le interviste rese in passato da alcuni politici (a cominciare dal ministro della Giustizia Alfano) nelle quali essi manifestano la volontà di impegnarsi per realizzare l'aeroporto.
 
Dalla Camérà-,Il maxiemendamento conferma i tagli alle giunte e l'addio alle «Ato» - Oggi la fiducia
Blindato il decreto «salva-enti»Escluse dal patto di stabilità le spese per i grandi eventi
Sul decreto enti locali fidu­cia doveva essere e fiducia sarà. Con il termine per la conversio­ne fissato al 27 marzo e le elezio­ni regionali previste per l'indo­mani, il governo non voleva cor­rere il rischio di subire un'imbo­scata sul testo che rinvia al 2ou il taglio contenuto in finanziaria per i consiglieri comunali e pro­vinciali, mentre mantiene al 2010 (pur ampliandolo dal 20 al 25%) quello degli assessori. Il voto dell'aula della Camera è previsto per oggi alle 12 mentre l'ok all'in­tero provvedimento dovrebbe arrivare martedì prossimo.Ad annunciare la scelta dell'esecutivo di porre la fidu­cia (la 29esima in meno di due anni) è stato ieri nell'emiciclo di Montecitorio il ministro dei Rapporti con il parlamento Elio Vito. In realtà la decisione era stata preannunciata qualche mi­nuto prima dal presidente della Camera Gianfranco Fini, che aveva anche dato notizia della presentazione, da parte del go­verno, di un maxiemendamen­to sostitutivo dell'unico artico­lo di cui si compone il decreto 2 del 2010. «Una prerogativa am­piamente prevista», queste le parole usate da Fini. Laddove il capogruppo del pd Dario Fran­ceschini ha commentato: porre la fiducia «è l'unico modo che hanno per stare insieme». Passando ai contenuti, di fatto U maxiemendamento recepisce tutte le modifiche presentate in commissione, dall'eliminazione degli «ambiti territoriali ottima­li» (gli Ato che governano il ser­vizio idrico e i rifiuti) agli sconti sul patto per grandi eventi e divi­dendi extra e la salvaguardia in due mosse per Roma capitale, con la separazione della gestio­ne ordinaria da quella commissa­riale e l'attribuzione a quest'ulti­ma di tutti i debiti anteriori al 28 febbraio 2008 (si veda l'articolo a pagina 5).Costi della politica e patto di stabilità offrono i capito li più nu­triti. Si alleggeriscono le giunte dei comuni e delle province che vanno al voto a marzo, e che non potranno contare più di un as­sessore ogni quattro consiglie­ri, mentre gli Ato sono destinati a tramontare entro un anno. Una norma, quest'ultima, che era già spuntata come emenda­mento alla finanziaria 2008, sen­za mai arrivare però al traguar­do, e che nelle scorse settimane aveva sollevato più di una riser­va, anche all'interno della stessa maggioranza. Lo stesso gover­no aveva riconosciuto l'esigen­za di affrontare il tema nella ri­forma complessiva portata con il Ddl Calderoli, e il ministero dell'Ambiente aveva già prepa­rato nei giorni scorsi un emenda­mento destinato a ripristinarle. La fiducia taglia, almeno per ora, ogni discussione. Sul patto di stabilità le novità più importanti sono l'esclusione dai vincoli degli oneri peri «gran­di eventi» di competenza della Protezione civile senza bisogno dello stato di emergenza (artico­lo 5-bis, comma 5 della legge 401/20o1; per gli stati di emergen­za l'esclusione era già prevista dalla manovra 2008). Escono dal patto quindi gli investimenti mi­lanesi per l'Expo 2015, le spese de­stinate al 15oesimo anniversario dell'Unità d'Italia o ai mondiali di nuoto e di ciclismo. Chi l'anno scorso ha escluso dai calcoli i proventi di alienazio­ni e cessioni può farlo anche nel 2010 e 2011, e i comuni che (come Brescia) hanno ottenuto dividen­di extra dalle quotate calcolano il patto in base al saldo medio 2003/2007 (e non 2005/2007).
 
SOLE 24 ORE

Il Tar azzera i cda privi di quota rosa
Rischio decadenza per i Cda delle municipalizzate che non rispettano la par condicio uomo donna. Con una nuova pronuncia il Tar Puglia torna a sanzionare la mancata attuazio­ne delle pari opportunità in po­litica. Questa volta a perdere la poltrona sono gli amministrato­ri di una municipalizzata.
Tornano a casa i tre membri del Cda ed i cinque del collegio sindacale della Lupiae Servizi Spa, società interamente con­trollata dal comune di Lecce, tutti rigorosamente uomini. Se­condo la Prima sezione del Tar, sentenza 622/2010, il sindaco nell'ambito della procedura di nomina «avrebbe comunque dovuto tener conto del princi­pio di pari opportunità, even­tualmente riservando una ali­quota dei membri da nominare al sesso generalmente sottorap­presentato, ossia quello femmi­nile». I provvedimenti di nomi­na, infatti, pur costituendo «at­ti di alta amministrazione» ed essendo connotati da «un tasso di discrezionalità particolar­mente elevato», devono co­munque sottostare ai principi generali dell'ordinamento, fra i quali ormai figura a pieno tito­lo quello delle pari opportunità fra uomo e donna. E, dunque, non vi è neppure più bisogno di una esplicita previsione statuta­ria da parte di comuni e provin­ce in tal senso, in quanto la Co­stituzione e il Tuel sono già vin­colanti.
Peri giudici, la norma di rife­rimento è l'articolo 51 della Co­stituzione: «Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso pos­sono accedere agli uffici pubbli­ci e alle cariche elettive in con­dizioni di eguaglianza, secon­do i requisiti stabiliti dalla leg­ge»; a cui la norma costituziona­le del 2003 ha aggiunto: A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uo­mini». Tale previsione, secoli', do il Tar, ha un potere subito, precettivo e impone diretta­mente agli enti locali l'obbligo di far rispettare il principio di parità anche negli «enti stru­mentali del comune».
Ma il tribunale si spinge oltre e fonda il proprio convincimen­to su una lettura combinata con l'articolo 6, comma 3, del Tuel, che prevede l'obbligo per gli statuti comunali e provinciali di promuovere le pari opportu­nità non solo nelle giunte e ne­gli organi collegiali ma anche negli «enti, aziende ed istituzio­ni da essi dipendenti». Tutta­via, secondo i giudici, anche in assenza delle «disposizioni in­tegrative ed attuative dello sta­tuto comunale» la norma «co­stituisce una disposizione vin­colante». Viceversa si corre­rebbe il rischio di una sospen­sione indefinita del rispetto di un principio costituzionale.
 
AGRIGENTOFLASH.IT
 

Consiglio provinciale, si vendono i relitti stradali
Il Consiglio Provinciale, presieduto da Raimondo Buscemi, ha approvato nella serata di martedì il regolamento per la vendita dei relitti stradali.  Si tratta di brevi nastri d'asfalto relativi alle strade provinciali dove l'Ente ha provveduto a rettificarne il tracciato, rispetto a quello esistente con la eliminazione di curve pericolose ed altri interventi che hanno consentito la messa in sicurezza delle SP.  Questi relitti stradali ormai non più utilizzati dal traffico gommato potranno essere posti in vendita con il sistema dell'asta pubblica.  I lavori del Consiglio erano stati aperti con la proposta del capogruppo del Pdl, Ivan Paci di osservare un minuto di silenzio in memoria dell'avv. Fragalà assassinato in una via di Palermo. I lavori del Consiglio sono proseguiti con il dibattito sull'Ato idrico ed intervenendo il consigliere Carmelo D'Angelo ha proposto l'attivazione di una commissione speciale per accertare le disfunzioni e quindi elaborare le proposte operative. Tra queste la possibilità di rescindere il contratto. I lavori venivano quindi aggiornati alla serata di ieri, ma la mancanza del numero legale faceva decadere la seduta. Il Consiglio verrà riconvocato la prossima settimana con all'ordine del giorno la proposta del settore ambiente su "Adozione del piano di gestione dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi" la cui trattazione è stata rinviata per indisposizione dell'assessore competente, la trattazione dell'Ordine del Giorno presentato dal consigliere Girasole sul disegno di legge Calderoni ed infine dovrebbe essere avviato un dibattito politico anche sui problemi relativi all'Ato rifiuti dopo le dimissioni dell'amministratore unico Francesco Truglio.
 
Aeroporto, Vito Riggio rinvia la visita a lunedì
L'incontro già programmato per sabato tra il presidente dell'Enac, Vito Riggio, il presidente D'Orsi ed il prefetto di Agrigento, Umberto Postiglione relativo all'aeroporto di Licata, è stato rinviato. Come in una nota del sen. Adragna, che ha sollecitato un suo intervento chiarificatore, "a seguito di imprevisti impegni di natura istituzionale da parte del presidente Riggio, d'intesa con la Prefettura di Agrigento, l'incontro e la successiva conferenza stampa sono stati spostati a lunedì, 8 marzo".
 
Favara, poliziotti insultati da studenti dell'istituto Ambrosini
Venerdì scorso, all'istituto alberghiero Ambrosini di Favara, il dirigente della sezione Volanti della Questura di Agrigento, Stefania Marino, e due poliziotti di quartiere, invitati ad un incontro sulla legalità dal dirigente scolastico, Giuseppe Salamone, avevano appena finito di dialogare con gli studenti. Usciti dall'istituto, una sparuta minoranza di studenti alla vista della dirigente di polizia e dei due agenti di quartiere hanno preso a insultarli. Non solo. Stefania Marino e i colleghi hanno notato che contro la loro auto erano stati lanciati da una finestra alcuni oggetti che hanno leggermente scalfito la carrozzeria. Dell'accaduto è stato informato il questore Girolamo Di Fazio, il quale si sia fatto sentire col consueto garbo con il dirigente scolastico Giuseppe Salamone, invitandolo a tirare le orecchie a quei quattro incivili.
 
AGRIGENTONOTIZIE.IT
 
Ato Gesa Ag2: Truglio va via
"Gratuite le censure su di me"    L'amministratore unico dell'Ato Ag2 "Gesa Spa" ha presentato stamane le proprie dimissioni. Lo ha fatto con una lettera, corredata da una relazione dettagliata tecnico-gestionale, che è stata inviata ai soci, al prefetto di Agrigento, alle organizzazioni sindacali e al commissario ad acta Teresa Restivo. La scelta di lasciare l'incarico conferitogli proprio dall'assemblea dei soci nel luglio 2009 è maturata dopo gli attacchi che il sindaco di Agrigento Marco Zambuto e il presidente della Provincia, Eugenio D'Orsi, hanno mosso qualche giorno addietro verso la sua gestione: "Pur condividendo in generale le istanze di trasparenza ed efficienza del sindaco Zambuto e del presidente D'Orsi, reputo del tutto gratuite e prive di fondamento le loro censure mosse alla mia persona". Truglio si è riservato di tutelare la propria immagine nelle sedi opportune. "Con la mia gestione - dice Truglio - ritengo siano stati raggiunti risultati positivi e che eventuali malcostume, deficienze, diseconomie e inefficacie così come la grave situazione economica-finanziaria in cui versa la società, non siano imputabili minimamente, alla mia breve, seppur intensa, gestione". Truglio, rientrato ad Agrigento lunedì, spiega le ragioni delle sue dimissioni: "Vado via, la squadra di sindaci tutta compatta, condizione essenziale per affrontare le difficili sfide, oggi si è incrinata ed io, essendo manager e non volendo essere uomo di maggioranza contro minoranza, non posso che prenderne atto. Porto nello scrigno dei miei ricordi personali, le innumerevoli attestazioni di stima di sindaci, associazioni, organizzazioni sindacali e fornitori, la bellezza dei luoghi visitati e la fierezza delle popolazioni che vi risiedono".
 
Il Consiglio provinciale approva regolamento per la vendita dei relitti stradali  
Il Consiglio provinciale, presieduto da Raimondo Buscemi, ha approvato nella serata di martedì il regolamento per la vendita dei relitti stradali. Si tratta di brevi nastri d'asfalto relativi alle strade provinciali dove l'ente ha provveduto a rettificarne il tracciato, rispetto a quello esistente con la eliminazione di curve pericolose ed altri interventi che hanno consentito la messa in sicurezza delle strade. Questi relitti stradali, ormai non più utilizzati dal traffico gommato, potranno essere posti in vendita con il sistema dell'asta pubblica. Il Consiglio era stato aperto con la proposta del capogruppo del Pdl, Ivan Paci, di osservare un minuto di silenzio in memoria dell'avvocato Fragalà assassinato in una via di Palermo. I lavori sono proseguiti con il dibattito sull'Ato idrico ed intervenendo il consigliere Carmelo D'Angelo ha proposto l'attivazione di una commissione speciale per accertare le disfunzioni e quindi elaborare le proposte operative. Tra queste la possibilità di rescindere il contratto.I lavori venivano quindi aggiornati alla serata di oggi ma la mancanza del numero legale faceva decadere la seduta. Il Consiglio verrà riconvocato la prossima settimana con all'ordine del giorno la proposta del settore ambiente su "Adozione del piano di gestione dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi" la cui trattazione è stata rinviata per indisposizione dell'assessore competente, la trattazione dell'ordine del giorno presentato dal consigliere Girasole sul disegno di legge Calderoni ed infine dovrebbe essere avviato un dibattito politico anche sui problemi relativi all'Ato rifiuti.
 

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Dopo gli "attacchi", Truglio si dimette
L'amministratore unico dell'Ato Ag2 «Gesa Spa» ha presentato stamane le proprie dimissioni. Lo ha fatto con una lettera, corredata da una relazione dettagliata tecnico-gestionale, che è stata inviata ai soci, al Prefetto di Agrigento, alle organizzazioni sindacali e al commissario ad acta Teresa Restivo. La scelta di lasciare l'incarico conferitogli proprio dall'assemblea dei soci nel luglio 2009 è maturata dopo gli attacchi che il sindaco di Agrigento Marco Zambuto e il presidente della Provincia, Eugenio D'Orsi, hanno mosso qualche giorno addietro verso la sua gestione: «Pur condividendo in generale le istanze di trasparenza ed efficienza del sindaco Zambuto e del presidente D'Orsi, reputo del tutto gratuite e prive di fondamento le loro censure mosse alla mia persona». Truglio si è riservato di tutelare la propria immagine nelle sedi opportune. «Con la mia gestione - dice Truglio - ritengo siano stati raggiunti risultati positivi e che eventuali malcostume, deficienze, diseconomie e inefficacie così come la grave situazione economica-finanziaria in cui versa la società, non siano imputabili minimamente, alla mia breve, seppur intensa, gestione». Truglio, rientrato ad Agrigento lunedì, spiega le ragioni delle sue dimissioni: «Vado via, la squadra di sindaci tutta compatta, condizione essenziale per affrontare le difficili sfide, oggi si è incrinata ed io, essendo manager e non volendo essere uomo di maggioranza contro minoranza, non posso che prenderne atto. Porto nello scrigno dei miei ricordi personali, le innumerevoli attestazioni di stima di sindaci, associazioni, organizzazioni sindacali e fornitori, la bellezza dei luoghi visitati e la fierezza delle popolazioni che vi risiedono».
LA RELAZIONE TECNICO-GESTIONALE - La relazione allegata alla lettera delle dimissioni sarà letta dal presidente del Collegio sindacale nella prima seduta utile dell'assemblea dei soci. Questo è quanto ha chiesto espressamente l'avvocato Francesco Truglio. La relazione contiene un excursus sui mesi di gestione di Truglio, analizzando settori ed argomenti. Ecco gli stralci di alcuni passaggi.
LA GARA D'APPALTO PER IL SERVIZIO - «Al 4 settembre 2009 - scrive Truglio -  su mia esplicita richiesta, nessuna azione, atto, iniziativa, era stata assunta dai vecchi organi amministrativi della società in ordine alla elaborazione degli atti della nuova gara d'appalto per il servizio. Pertanto si è dovuto iniziare ex novo tutte le procedure necessarie per redigere il progetto di gara. La precedente previsione dei costi effettuata dal vecchio CdA ha presentato diverse discrasie. Il nuovo lavoro d'analisi ha fatto si che nel dicembre 2009 è emerso che il reale costo di raccolta e spazzamento non era di 21.623.204,46 ma di 24.163.664,31. Questo valore è stato posto come parametro a cui fare riferimento per la redazione del nuovo appalto. Stesso ragionamento è valso per la previsione dei conferimenti dei rifiuti presso gli impianti, che ha comportato un maggior costo accertato di €. 1.780.163,20, per un complessivo costo di €. 11.315.313,68. Anche questo è servito da parametro per la nuova gara. Va evidenziato altresì - scrive Truglio - la mia volontà di coinvolgere i comuni nella redazione della gara, con un metodo che ha previsto la nomina di un referente di cantiere della società d'Ambito e un referente tecnico per i singoli comuni. Ebbene, come emerge dalle innumerevoli lettere di sollecito e diffida e da vari verbali di assemblea, i comuni-soci hanno notevolmente ritardato la nomina dei referenti (vedi, per esempio, la nomina del Comune di Racalmuto avvenuta soltanto in data 21/01/2010) o la consegna dei documenti utili (vedi, per esempio, la consegna dei dati utenze del Comune di Agrigento, avvenuta soltanto in data 15/02/2010) o, ancora, la mancata approvazione delle linee guida in assemblea Intercomunale (si ricorda quella del 16/02/2010) o, infine, la definizione della tipologia del servizio da effettuare nel proprio Comune (vedi, per esempio, quella del Comune di Lampedusa avvenuta in data 24/02/2010). Essere arrivati alla data del 2 marzo alla redazione della bozza del capitolato, bando e disciplinare di gara ed ad una definitiva redazione delle linee guida, nonché ad una avanzata fase di elaborazione del progetto tecnico, costituisce un notevole traguardo».
RIDUZIONE COSTI E BLOCCO ASSUNZIONI - «Su varie istanze dei Comuni si è proceduto, ove possibile, alla riduzione del costo del servizio, attraverso una rimodulazione che prevedeva l'eliminazione di servizi o una loro riduzione per un'economia complessiva di circa 300 mila euro. Si è proceduto al blocco delle assunzioni eliminando le sostituzioni per lunghe assenze o pensionamenti del personale impiegato presso le ditte private, per un'economia complessiva di circa 150 mila euro. Si sono applicate definitivamente le trattenute e le penalità previste contrattualmente per un ammontare complessivo di circa 200 mila euro. Si è iniziato a gestire i nuovi impianti con il ritiro del personale comandato, senza procedere, pertanto, a nuove assunzioni e, quindi, a nuovi costi. Infine si è riusciti ad ottenere il finanziamento a fondo perduto di tutti i contenitori e alcuni mezzi per il "porta a porta" nel Comune di Siculiana, per economie di circa 200 mila euro. È stato abolita la figura del direttore generale, del consulente legale, del consulente per la sicurezza sui luoghi di lavoro, del consulente per il contenzioso tributario, della esternalizzazione della contabilità, che unito alla riduzione dei componenti del CdA e dei compensi per il Collegio Sindacale ha prodotto economie per circa 300 mila euro. Inoltre, sono stati adottati atti, quale il budget previsionale, che ingessa la spesa e l'eliminazione di tutte le indennità di posizione, di produzione e di controllo dello straordinario per i dipendenti, che si ritiene produrranno, entro il 2010, economie per circa 1 milione di euro. L'unica nomina è stata quella di un consulente fiscale al fine di internalizzare la contabilità e redigere il bilancio 2009. Si è anche raggiunto il notevole traguardo di ridurre l'enorme costo di conferimento per l'RD nelle piattaforma Progeo che, secondo i dati in possesso, dovrebbe portare ad una riduzione, su base annua, di circa 1,5 milioni. Inoltre si è ottenuto da parte dell'Assessorato Territorio e Ambiente, su apposita richiesta, la riduzione del tributo speciale dovuto alla Regione Sicilia per i rifiuti conferiti in discarica per un economia complessiva pari a circa 256 mila euro per il secondo semestre 2009».
BUDGET E TRASPARENZA - «Una volta insediatomi, ho predisposto un approfondito ed attento esame degli impegni di spesa assunti dall'ex CdA e delle obbligazioni sorte. Da questa analisi è stato redatto un nuovo budget previsionale per il 2009, approvato dall'organo amministrativo, col parere favorevole del collegio sindacale e dall'assemblea dei soci. Tale budget previsionale ha evidenziato una differenza in negativo tra quello precedente e quello attuale di € 7.522.886,04, portando chiarezza e trasparenza ai dati contabili della società. Sulla base del bilancio preventivo 2009, è stato predisposto il budget preventivo per l'anno 2010 che prevede una riduzione di costi complessivi pari a € 5.267.803,77, rispetto all'anno 2009».
ELUSIONE, EVASIONE E RISCOSSIONE - «Si è proceduto alla redazione del bando di gara per l'affidamento del servizio di rilevamento della elusione ed evasione, che sarà celebrata il 12 maggio, scrive Truglio nella relazione. Ciò permetterà di potere abbattere la Tia o la Tarsu nei comuni e di aumentare il gettito allargando la platea dei contribuenti». Truglio scrive altresì: «Una lunga trattativa caratterizzata da diverse contestazioni ha fatto sì che si mettesse sul giusto binario il rapporto tra Gesa e Aipa (appaltatrice del servizio di riscossione). Ciò ha consentito il rispetto di tutte le clausole  contrattuali, la verifica in contraddittorio, l'apertura dello sportello Aipa presso la sede sociale, l'accesso alla banca informatizzata. Tutto ciò ha permesso di avere un più penetrante accesso agli atti ed una maggiore trasparenza di questi ultimi. Si è migliorato il rapporto con l'utenza e questo ha consentito che l'incasso dei ruoli emessi superasse il 50% e di saldare tutte le anticipazioni ricevute da Aipa con la conseguenza che le somme che ogni giorno vengono incassate non sono più dovute ad Aipa ma devono essere riversati alla «Gesa Spa. Si è proceduto, altresì, alla consegna di tutti ruoli del 2009».
ORGANIZZAZIONE SOCIETARIA - Scrive ancora Truglio: «Si è ritenuto di adottare una serie di atti, procedure, regolamenti per strutturare la società come un ente pubblico, privilegiando la distinzione tra atti di gestione ed atti di indirizzo politico-amministrativo, al fine di garantire trasparenza, pubblicità, legalità e legittimità degli atti societari. A tal fine si è promossa la costituzione di un'Assemblea Intercomunale tra i soci che avesse l'obiettivo di approvare in via preventiva tutti gli atti che rivestissero notevole importanza e valenza per la società. Si è proceduto all'accreditamento presso il Consip per procedere a tutti gli acquisti in maniera asettica e trasparente, con la nomina di un economo. Si è aggiornato l'albo dei fornitori e si è istituito quello dei professionisti e si è istituito l'albo pretorio della società per dare massima pubblicità agli atti societari. Si è, inoltre, attivato il protocollo informatico. Infine si è organizzato una struttura divisa per settori e competenze, mettendo a capo di ciascuna di essa un responsabile di servizio. Tutto ciò ha fatto si che si è strutturata ogni fase ed atto della società, individuando precise responsabilità e competenze al fine di dare efficacia, efficienza ed economicità alla società».
 
INFOAGRIGENTO.IT
 
DIBATTITO AEROPORTO: ASSENTE SGARBI, MA A D'ORSI NON MANCANO GLI ARGOMENTI   
Doveva tenersi oggi pomeriggio l'incontro tra Vittorio Sgarbi ed il Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, ma per impegni personali il Sindaco di Salemi non è potuto presentarsi. Lo stesso Presidente ha comunque tenuto il punto della situazione sia sulla sua personale protesta che sull'iter procedurale per la costruzione dell'aeroporto di Agrigento.
 
"Alienazione relitti stradali": approvato il regolamento 
Il consiglio proIl Consiglio Provinciale di Agrigento, presieduto da Raimondo Buscemi, ha approvato ieri sera il regolamento per la vendita dei relitti stradali ovvero quei quei tratti di strade provinciali il cui tracciato è stato modificato rispetto a quello esistente e pertanto rimangono questi "pezzi" di asfalto inutilizzati che ora è facile, secondo il nuovo regolamento, poter acquistare e ritrasformarli in terra coltivabile.I lavori del Consiglio sono stati aggiornati a questa sera alle ore 18.00.  
 
PERLACITTA'.IT
 
Ato Gesa Ag2; si è dimesso l'amministratore unico
L'amministratore unico dell'Ato Rifiuti Gesa Ag2, la società d'ambito che gestisce il servizio di raccolta in 19 comuni della provincia di Agrigento, si è dimesso.
A spingere alle dimissioni il manager Francesco Truglio sono state le pesanti accuse lanciate dal sindaco di Agrigento, Marco Zambuto e dal presidente della provincia, Eugenio D'Orsi nel corso di una conferenza stampa congiunta a Palazzo dei Giganti, nel corso della quale  avevano avanzato inquietanti riserve sulla trasparenza del suo operato.Accuse decisamente respinte dall'avvocato Truglio che ha anche  annunciato la possibilità di adire alle vie legali e chge insieme alla lettera di dimissioni ha inviato un dossier ai soci, al Prefetto di Agrigento, alle organizzazioni sindacali e al commissario ad acta Teresa Restivo.
 
L'8 Marzo Vito Riggio sarà in prefettura per parlare dell'aeroporto di Agrigento
L'incontro, già programmato per sabato 6 marzo, tra il Presidente dell'ENAC, Vito Riggio ed il Prefetto di Agrigento, Umberto Postiglione relativo all'aeroporto di Licata, a seguito di imprevisti impegni di natura istituzionale da parte di Riggio, d'intesa con la Prefettura di Agrigento, è stato spostato a lunedì, 8 marzo. E' stata, altresì, confermata la conferenza stampa, in coda al vertice in prefettura, al quale parteciperà il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi . La riunione si colloca sullo sfondo dell'ultima iniziativa di Vito Riggio che ha scritto al presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo riguardo all'ipotesi del progetto in territorio di Licata, con particolare riferimento alle prese di posizione dei rappresentanti delle istituzioni locali. "La legge affida al ministero, d'intesa con i presidenti delle Regioni, la decisione sulla localizzazione di nuovi aeroporti. Per quanto di competenza dell'Enac, l'ipotesi di un aeroporto ad Agrigento - aveva precisato Riggio nella sua missiva - puo' riferirsi a un'infrastruttura di volo di lunghezza massima pari a 1.500 metri e una capacita' pari a 200 mila passeggeri annui. Tali parametri, viene spiegato, non concedono al progettato aeroporto sostenibilita' e autosufficienza economica". Da parte sua il presidente della Provincia Regionale di Agrigento Eugenio D'Orsi, visibilmente provato da due settimane trascorse in tenda ma anche confortato dai numerosi attestati di solidarietà, aveva prontamente ribadito:«Voglio l'aeroporto e non mi muovo da qui fino a quando le cose non cambiano». Vito Riggio concludeva la sua lettera esprimendo l'auspicio che si potesse porre fine "allo stillicidio di vacue dichiarazioni sul tema", dalle quali viene, "del tutto ingiustamente", indicato come "nemico della cittadinanza agrigentina". Piuttosto il presidente dell'Enac diceva di attendersi di vedere rispettate le proprie competenze e professionalita'.
 

Il Consiglio Provinciale di Agrigento approva il regolamento per la vendita dei relitti stradali
Il Consiglio Provinciale di Agrigento, presieduto da Raimondo Buscemi, ha approvato il regolamento per la vendita dei relitti stradali. Si tratta di quei tratti di strade provinciali il cui tracciato è stato modificato rispetto a quello esistente e pertanto rimangono questi "pezzi" di asfalto inutilizzati che ora è facile, secondo il nuovo regolamento, poter acquistare e ritrasformarli in terra coltivabile. I lavori del Consiglio erano stati aperti con la proposta del capogruppo del Pdl, Ivan Paci di osservare un minuto di silenzio in memoria dell'avv. Fragalà assassinato in una via di Palermo. Quindi il presidente Buscemi informava il Consiglio che sabato mattina, 6 marzo, alle ore 10,30 in Prefettura avrà luogo un incontro con il presidente dell'Enac, Vito Riggio.
I lavori del Consiglio sono proseguiti con il dibattito sull'Ato idrico che ha fatto registrare la proposta del consigliere Carmelo D'Angelo per l'attivazione di una commissione d'inchiesta provinciale per accertare le disfunzioni e quindi elaborare le proposte operative.
 
AGRIGENTOOGGI.IT
 
Francesco Truglio si è dimesso da amministratore unico dell'Ato Ag2

Abbattuto un altro uomo di Cuffaro. D'Orsi e Zambuto , rispettivamente il presidente della Provincia di Agrigento e il sindaco della città capoluogo, avevano chiesto all'amministratore unico dell'Ato Ag2 "Gesa Spa", Francesco Truglio, chiarimenti sulla gestione o le dimissioni. Lui ha risposto con le dimissioni. "Pur condividendo in generale le istanze di trasparenza ed efficienza del sindaco Zambuto e del presidente D'Orsi - ha detto l'avvocato, che dallo scorso agosto era stato nominato alla guida della società d'ambito che a giorni avrebbe bandito una gara d'appalto di oltre 100 milioni di euro - reputo del tutto gratuite e prive di fondamento le loro censure mosse alla mia persona". Le dimissioni sono state presentate alle 13,30 di oggi, insieme ad una relazione dettagliata sulla gestione dell'Ato fino ad adesso. La lettera è stata inviata ai soci, al Prefetto di Agrigento, alle organizzazioni sindacali e al commissario ad acta Teresa Restivo. "Con la mia gestione - dice Truglio - ritengo siano stati raggiunti risultati positivi e che eventuali malcostumi, deficienze, diseconomie e inefficacie così come la grave situazione economico-finanziaria in cui versa la società, non siano imputabili minimamente, alla mia breve, seppur intensa, gestione". "Vado via - ha aggiunto Truglio spiegando le ragioni delle sue dimissioni - perché la squadra di sindaci non è più compatta, condizione essenziale per affrontare le difficili sfide".
 
SICILIA24H.IT
 

Ato Gesa Ag2, si è dimesso Francesco Truglio
Terremoto politico all'Ato Rifiuti Gesa Ag2. L'amministratore unico della società d'ambito che, gestisce il servizio di raccolta in 19 comuni dell'agrigentino, Francesco Truglio, uomo vicino alle posizioni dell'ex governatore Cuffaro, si è dimesso. La notizia nell'aria da un paio di giorni è stata ufficializzata oggi. A spingere alle dimissioni il manager sarebbero state le pesanti accuse lanciate dal sindaco di Agrigento, Marco Zambuto e dal presidente della provincia, Eugenio D'Orsi che lunedì scorso nel corso di una conferenza stampa congiunta a Palazzo dei Giganti  avevano gettato inquietanti ombre sul suo operato. In quell'occasione Zambuto e D'Orsi avevano contestato alcune scelte a proposito della nuova gara d'appalto da 100 milioni di euro. Accuse ritenute prive di fondamento dall'avvocato trapanese tanto da annunciare la possibilità di adire alle vie legali. Unitamente alla lettera di dimissioni Truglio ha presentato una sorta di memoriale inviato ai soci, al Prefetto di Agrigento, alle organizzazioni sindacali e al commissario ad acta Teresa Restivo sulla bontà del proprio operato.
 
Aeroporto, Inguanta (Idv):" di cosa si occupa la nostra rappresentanza politica al governo?"
Nell'ambito del dibattito sulla realizzazione di un aeroporto in provincia di Agrigento, irrompe il coordinatore cittadino di Italia dei Valori, Salvatore Inguanta il quale pone alcuni interrogativi sul modello di sviluppo che si intende seguire per risollevare le sorti del territorio agrigentino dopo la brusca frenata registrata sulla questione aeroporto. Nel mirino dell'esponente dell'Idv la rappresentanza politica agrigentina al governo."Mi piacerebbe sapere - scrive Inguanta - di cosa si stanno interessando al governo proprio in questo momento e come intendano risolvere o quantomeno mitigare la totale arretratezza del nostro sistema produttivo provinciale. Dato che non se ne discute mai, gradirei sapere quali strade intendano percorrere per cercare di risollevare la miserabile economia del nostro territorio, quali investimenti, dato che anche quello dell'aeroporto sembra essere bloccato dalla stessa politica che incassa il tutto pieno ad ogni elezione ormai da parecchi decenni". E a proposito della questione aeroporto Inguanta afferma: "non ci vengano a raccontare che persistono ancora problemi tecnici, perchè questa volta il presidente della provincia D'Orsi, costretto a protestare sfinito, in una tenda alla stregua di un terremotato, pare proprio che glieli abbia tolti tutti. Resta solo il volere politico con le responsabilità che da più di trent'anni nessuno di loro ha avuto sbattute in faccia per come meriterebbe. Questi stessi responsabili dovrebbero invece fare i conti con gli elettori una volta tanto, ma a quanto pare il popolo agrigentino non riesce a collegare che il fatto che siamo stati ancora relegati all'ultimo posto della classifica delle province italiane". Quindi Inguanta rilancia i termini della questione non senza una stoccata finale."Un'alternativa effettivamente ci sarebbe alla chimera dell'aeroporto, le strade, le ferrovie ed i porti, ma per queste strutture credo che noi tutti sappiamo che non basterebbero cento anni per poterle solo immaginare, figuriamoci costruirle".
 
Aeroporto, slitta a lunedì l'incontro con Vito Riggio
E'stato rinviato a lunedì il decisivo faccia a faccia con il presidente dell'Enac, Vito Riggio, atteso ad Agrigento per fare chiarezza sulla questione aeroporto a seguito della plateale protesta del presidente della provincia, Eugenio D'Orsi che, come si sa, si è trasferito in tenda dopo aver preso atto dei dubbi e delle perplessità avanzate dall'Ente a proposito della gestione dello scalo agrigentino. La visita di Riggio inizialmente programmata per sabato è stata rinviata a lunedì causa di sopraggiunti impegni  istituzionali. Riggio è atteso in prefettura dove è stata organizzata una riunione alla quale parteciperanno tutti gli organi competenti.
 
Consiglio provinciale: approvato il regolamento per la vendita dei relitti stradali
Nel corso della seduta di ieri il Consiglio provinciale di Agrigento ha approvato il regolamento per la vendita dei relitti stradali. Si tratta di quei tratti di strade provinciali il cui tracciato è stato modificato rispetto a quello esistente e pertanto rimangono questi "pezzi" di asfalto inutilizzati che ora è facile, secondo il nuovo regolamento, poter acquistare e ritrasformarli in terra coltivabile.I lavori del Consiglio erano stati aperti con la proposta del capogruppo del Pdl, Ivan Paci di osservare un minuto di silenzio in memoria dell'avvocato Fragalà. Quindi il presidente Buscemi informava il Consiglio che sabato ale 10,30 in Prefettura avrà luogo un incontro con il presidente dell'Enac, Vito Riggio. I lavori del Consiglio sono proseguiti con il dibattito sull'Ato idrico ed intervenendo il consigliere Carmelo D'Angelo ha proposto l'attivazione di una commissione d'inchiesta provinciale per accertare le disfunzioni e quindi elaborare le proposte operative. I lavori sono stati aggiornati a questa sera alle ore 18.