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Provincia di Agrigento
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Rassegna stampa del 10 marzo 10

 

GIORNALE DI SICILIA
 
LA LEZIONE DI LEGALITÀ. All'alberghiero Ambrosini tutti i ragazzi delle classi del terzo piano dovranno ritinteggiare le aule
Poliziotti aggrediti a Favara, puniti gli alunni
FAVARA. Non potendosi indivi­duare gli studenti che hanno lanciato carta e piccoli gesset­ti sui poliziotti che avevano te­nuto una lezione di legalità al­l'alberghiero "Ambrosini", il consiglio di istituto, ribaden­do che si è trattato di un grave gesto che ha offeso le forze dell'ordine e la scuola nel suo complesso, ha deciso di adot­tare dei provvedimenti punitivi nei confronti di tutti gli alunni delle classi del terzo piano (da cui sarebbe avvenu­to il lancio). Saranno obbligati a ritin­teggiare le loro aule e a colla­borare fino al termine dell'an­no scolastico, per almeno un pomeriggio alla settimana, con le associazioni di volonta­riato presenti sul territorio di Favara. "Con questa determinazio­ne - si legge nel documento redatto alla fine dell'assem­blea a cui hanno partecipato genitori, docenti, alunni e personale Ata - si intende da,r re una risposta concreta alla gravità del gesto e allo sgo­mento provocato: si punisco­no gli alunni e contemporane­amente li si educa al senso della legalità, al rispetto delle istituzioni e alla responsabili­tà civile di cui ciascuno è por­tatore". Sull'incresciosa vicenda che ha coinvolto personale della Polizia di Stato, ieri il preside Giuseppe Salamone ha tenuto una conferenza stampa assieme alle inse­gnanti Melina Mistretta (refe­rente sulla legalità) e Silvana Alba, e agli studenti Alessan­dra Negrin e Salvatore Soda­no. Il preside ha stigmatizzato il comportamento di alcune testate giornalistiche che si sono spinte a tal punto dascrivere che c'è stata un'inti­midazione, se non un'aggres sione, nei confronti dei poliziotti della questura di Agri­gento.
"Nessuno ha rimarcato -ha detto il dirigente scolasti­co - i meriti della scuola con riconoscimenti nazionali e in­ternazionali". Ha ringraziato il prefetto Umberto Postiglio­ne per le parole di stima che ha avuto per l'istituto da lui di­retto. 

ATO GESA AG2. Gli operatori ecologici hanno ribadito che non torneranno al lavoro se prima non gli verranno pagati gli stipendi
Gesa, netturbini in sciopero ad oltranza  - Cassonetti stracolmi e rifiuti in strada
Sabato l'assemblea dei sinda­ci tornerà a riunirsi per chiedere a Francesco Truglio di restare alla guida della società d'ambito.
'È sciopero ad oltranza. Gli operatori ecologici dell'Ato Ge-sa Ag 2 non indietreggiano dal­la loro posizione di incrociare le braccia fino a quando non gli verranno pagati gli stipendi di gennaio e febbraio, con buona pace dei sindacati a cui la situa­zione stavolta è sfuggita di ma­no e dei cittadini che pur pagan­do tasse su tasse, si ritrovano con le strade invase dai rifiuti. Il tutto a tre giorni dalla riunione del Cda dei sindaci della Gesa chiamati sabato prossimo, a ri­dare la fiducia ad un ammini­stratore unico dimissionario su «invito» del primo cittadino di Agrigento Marco Zambuto, che di questa Ato non sembra più volerne sapere. Al momento per altro, la Gesa è senza guida visto, che come spiega lo stesso Truglio, già dal momento della presentazione delle dimissioni, è automaticamente decaduto nonostante. Una situazione dif­ficile anche dopo che le impre­se hanno ricevuto ieri mattina notizia della firma della dotto­ressa Teresa Restivo del saldo di circa 700 mila euro della fat­tura di settembre ma che, han­no spiegato, non serviranno a pagare gli operatori ecologici. Qualche nervo scoperto anche da un punto di vista politico tra i sindaci del cda di Gesa che si interrogano ancora sulle reali motivazioni che hanno portato a questo stato di cose. Ieri mattina, intanto, i comuni di Agrigen­to, Raffadali, Lampedusa e Por­to Empedocle hanno ricevuto l'erogazione da parte dell'asses­sorato regionale al Bilancio di somme con cui potranno paga­re parte di quanto dovuto a Gesa. Sulla vicenda legata alle di­missioni di Truglio è intervenu­to ieri il consigliere comunale del Pd Giuseppe Amo ne che in una lettera aperta, lo invita a tornare alla guida dell'Ato non in­terrompendo il virtuoso opera­to intrapreso fin dal primo gior­no della sua elezione'è che ha portato a tagli di spese inutili e superflue che stavano lascian­do la Gesa sull'orlo della bancarotta. «Tra i problemi che neces­sitano di attenzione urgente -aggiunge Arno ne - è quello del­l'imminente scadenza del con­tratto di appalto, (la prossima settimana ndr)con tutti gli an­nessi e connessi tipici d i una re­altà come la nostra».
Ma sull'Ato agrigentino, così come sugli altri, incombe la mannaia della soppressione. per legge che sarà possibile, se la regione la recepirà, grazie ad un emendamento della lega vo­tato in Parlamento, fatto che porta a reazioni e prese di posi­zione continue. «Nessuno avrebbe mai immaginato - dice il consigliere provinciale Stefa­no Girasole - che un giorno sa­remmo stati obbligati moral­mente a ringraziare la Lega Nord per averci liberato di uno dei tanti carrozzoni mangiasol­di voluti da una classe politica che non ha mai lavorato per ser­vire i cittadini. Dopo questo vo­to con cui vengono in un colpo solo cancellati gli Ato, i politici siciliani dovrebbero chiedere scusa e dimettersi». Tesi condi­visa dal segretario generale del­la Uil agrigentina Aldo Broccio. «Sia pur con dinamiche diffe­renti tra Ato rifiuti ed idrici - di­ce Broccio - è sotto gli occhi di tutti il disastro che questi mostri hanno causato anche nella nostra provincia con un aumen­to dei costi sproporzionato ri­spetto alla qualità del servizio che viene erogato ai cittadi­ni». 

AMBROSINI DI FAVARA. Lo ha stabilito il Consiglio d'istituto. Non è stato trovato il colpevole, i ragazzi faranno anche volontariato una volta la settimana
Gli studenti dell'Alberghiero puniti e ritinteggiare le classi
FAVARA. L'istituto alberghiero «Am­brosini» reagisce. Non ci sta a passare come una scuola fucina di delinquenti e mafiosi per co­me è stato dipinto da alcune te­state giornalistiche che sul gesto commesso da un gruppetto di alunni in danno di alcuni poli­ziotti, contro i quali hanno lan­ciato pezzetti di gesso e carta, hanno imbastito, con sottile iro­nia, un processo che si è conclu­so con una condanna senza appello. Dopo un partecipato con­siglio di istituto, a cui hanno pre­so parte genitori, alunni, inse­gnanti e personale Ata, ieri il pre­side Giuseppe Salamone ha te­nuto una conferenza stampa as­sieme alle insegnanti Melina Mistretta (referente per la legalità) e Silvana Alba, e agli studenti Alessandra Negrin e Salvatore Sodano. Pur condannando l'in­crescioso episodio, ha ribadito che il comportamento dei pochi non può inficiare i meriti che negli anni la scuola ha conseguito. "Il gesto stesso - ha detto - è sta­to, a caldo, minimizzato dallo stesso funzionario della Questu­ra che ha tenuto la lezione di le­galità. I giornali, invece, hanno ingigantito il fatto e, senza cono­scere i trascorsi della scuola, hanno addirittura raccontato di intimidazioni e di aggressioni". Ieri, anche il sindaco Mimmo Russello ha preso posizione di­fendendo l'alberghiero «Ambro­sini» scuola di eccellenza, di pre­ stigio, di grande professionalità rappresentando un vanto non solo perla provincia ma per la Si­cilia intera. Il deputato locale Ni­no Bosco riconfermando la condanna  per il gesto consumato, tanto ignobile quanto isolato, definisce pericolosa la posizio­ne presa da un albergatore della Valtellina che ha inviato una co­municazione con la quale an­nuncia che non assumerà giova­ni provenienti dalla scuola fava­rese. 

Venerdì tornerà a riunirsi l'aula «Giglia»
Venerdì prossimo tornerà a riunirsi il consi­glio provinciale di Agrigento. Sono quattordici i punti all'ordine del giorno. Il settore «Affari genera­li e segreteria generale» ha presentato alcune pro­poste che riguardano l'iniziativa della presentazio­ne all'Ars della proposta di disegno di legge sulla costituzione del consiglio regionale delle autono­mie locali. Tre le interrogazioni presentate dai Con­siglieri provinciali. La prima è quella presentata dal Consigliere Di Prima sull'Ato Idrico della Pro­vincia di Agrigento in merito all'utilizzo dei locali dell' Urp di Sciacca e sull'assunzione del persona­le. La seconda interrogazione, sempre del Consi­gliere Di Prima riguarda le disfunzioni e i disservizi dell'Ato idrico della Provincia d Agrigento mentre la terza interrogazione, presentata dal consigliere Girasole, riguarda i compensi di sponsorizzazione per le associazioni agonistiche della Provincia. 

Due milioni per la strada Firrio Cantarelle
Ammonta ad oltre due milio­ni di euro la gara d'appalto peri la­vori di eliminazione dei pericoli della strada provinciale numero 16 che collega Grotte con la contrada Firrio Cantarelle e la strada statale 189 per Palermo. L'appalto è della provincia regionale di Agri­gento. Le domande per prendere parte all'appalto dovranno essere presentate a ll'Urega di via Acrone entro le ore 12 del 18 marzo. Le bu­ste verranno poi aperte, in prima seduta, alle ore 9 del 24 marzo. Per saperne di più si può cliccare sul sito della Provincia. 

PROVINCIA. Lettera alla Soprintendenza
Il Teatro della Valle - D'Orsi: non va chiuso
Il presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D'Orsi, in merito alla chiusura del teatro nel­la Valle dei Templi, ha scritto una lettera alla sovrintendente ai Beni culturali ed ambientali, Gabriella Costantino. Nella missiva D'Orsi «manifesta la seria preoccupazio­ne che tale decisione possa trasfor­mare la Valle dei Templi da gran­de opportunità per lo sviluppo economico-turistico dell'intera area della Provincia di Agrigento in una risorsa destinata alla con­templazione e fruizione di pochi eletti. Il Turismo - aggiunge - può rappresentare, per la nostra area, l'unica industria con bassissimo impatto ambientale ed alto valore aggiunto ma in queste condizioni rischia di divenire ancora una vol­ta un'opportunità mancata. Il mondo infero, ma anche la Sicilia con Taormina - Siracusa - Segesta, aprono le aree archeologiche più importanti alla realizzazione di grandi eventi per valorizzare i si­ti ma anche le aree circostanti. Nella nostra città paradossalmente si agisce al contrario chiudendo il parco alla fruizione pubblica e dicendo no alla grande opportuni­tà di sviluppo che può arrivare at­traverso il turismo degli eventi. Ciò non appare nè sensato nè tan­to meno opportuno non solo in termini generici ma nello specifi­co in un momento di grande diffi­coltà economica che colpisce in prima battuta certamente la filie­ra turistica». «Ritenendo, pertan­to, il turismo degli eventi uno strumento necessario allo sviluppo economico-turistico della nostra terra, si chiede - conclude D'Orsi - un immediato intervento della direzione dell'Ente Parco Archeolo­gico e Paesaggistico della Valle dei Templi al fine di scongiurare tale ipotesi  di blocco della fruizione dell'area e nel contempo si chiede una convocazione urgente del Consiglio del Parco al fine di riva­lutare l'infelice scelta legata al cambio di destinazione d'uso dell' area di Piano San Gregorio». 

TURISMO
Aperte le buste della gara per le tipografie
Sono state aperte ieri le bu­ste della gara d'appalto per la for­nitura di materiale tipografico per le esigenze del settore promo­zione turistica ed attività econo­miche produttive. La spesa previ­sta, a carico del bilancio della pro­vincia regionale, per tutto l'anno in corso e per il 2011 è di 121 mila eu­ro. Soltanto dopo che verrà esami­nata la documentazione presenta­ta dalle varie ditte partecipanti, i dirigenti della Provincia potranno procedere all'aggiudicazione dell' appalto all'impresa che ha fatto l'offerta economicamente più vantaggiosa.  

Scade il termine per il servizio di riparazione
 Scade oggi, alle 12, il termine ultimo entro il quale presentare le domande per partecipare alla gara d'appalto per il servizio di riparazione e manutenzione degli automezzi in dotazione della pro­vincia regionale di Agrigento. L'appalto prevede l'aggiudicazio­ne del servizio Per due anni. L'im­porto a base d'asta previsto è di 160 mila euro. Il bando di gara, il capitolato speciale dell'appalto e il modulo di partecipazione posso­no essere richiesti all'ufficio rela­zioni con,il pubblico di piazzale Al­do Moro.
 

I vescovi del Sud: chiesa troppo timida contro i mafiosi
DOCUMENTO CEI. Commenti dai presuli di Agrigento, Locri e Mazara
ROMA. La Chiesa è stata «a volte troppo timida» di fronte alla ma­fia, ed è ora di scelte coraggiose per il Sud, per fare in modo che il documento della Cei sul Mezzo­giorno non finisca sugli scaffali, come quello di 20 anni fa. Lo af­fermano tre vescovi del Mezzo­giorno intervistati da Famiglia Cristiana. «Se dopo Pasqua nes­suno ne parlerà, avremo fallito», ha osservato il vescovo di Maza­ra del Vallo, mons. Domenico Mogavero, che teme una Chiesa «icona dell'antimafia», che solle­vi i singoli dalle proprie respon­sabilità. «Non siamo tutti sulla stessa lunghezza d'onda» anche nella Chiesa - ha aggiunto - e oc­corre riflettere «anche nelle no­stre comunità» sul senso della «parola terribile» citata nel documento Cei sul Mezzogiorno: «collusione». Insomma, servo­no segnali concreti, azioni dimo­strative: «Ogni comunità - pro­pone Mogavero - scelga un argo­mento in relazione alla situazio­ne del proprio territorio e agi­sca: pizzo, usura, corruzione del­la politica, mafia devota che of­fre soldi per le feste popolari». Es­sendo pronti a «pagare di perso­na». Il vescovo di Agrigento, Fran­cesco Montenegro, quello che a Natale tolse i Re Magi dal prese­pe lasciando la scritta: 'respinti alla frontierà come immigrati clandestini, propone di «abolire ogni festa religiosa nei paesi do­ve si contano gli omicidi. Il sacro non basta per ritenersi a posto - dice - se poi nessuno denuncia e la cultura mafiosa è l'unica am­messa». «La nostra gente deve tornare a essere protagonista, e di diventa protagonisti con il vo­to e con volti nuovi», ha osserva­to il vescovo, di Locri, mons. Giu­seppe Morasini, e forse «biso­gnava esser più chiari, anche nelle responsabilità di una Chie­sa a volte troppo timida». «Ai politici bisogna dire: O ascoltate la nostra voce, o non vi votiamo più», conclude il vesco­vo emerito di Acerra, monsignor Antonio Riboldi, che ipotizza persino uno «sciopero elettora­le» perchè nel Mezzogiorno si dia un forte segnale di cambia­mento, dopo che nel documen­to sul Sud la Cei aveva parlato di inadeguatezza della classe politi­ca. 

PRECARI
Entro il 19 marzo le domande di stabilizzazione
Dovranno essere presentate entro il 19 marzo le domande, in carta semplice, per la partecipa­zione alla selezione per il persona­le precario che la Provincia inten­de stabilizzare. Le procedure di stabilizzazione sono rivolte esclu­sivamente al personale in servi­zio Alla Provincia di Agrigento ed ai nove ex dipendenti del Consor­zio Voltano dei quali è stata già di­sposta l'assunzione. Tutti coloro che avranno presentato la doman­da, e che avranno i titoli e i requisi­ti previsti, verranno sottoposti ad una prova selettiva di idoneità. Verrà così formata una graduato­ria e poi si procederà alla stabiliz­zazione. 

LA SICILIA
 
ALBERGHIERO DI FAVARA
Puniti tutti gli studenti del terzo piano
FAVARA. "Questa scuola, che risulta la più premiata a li­vello nazionale, porta nel suo Dna il gene della legalità nel nome di Gaspare Ambrosini, illustre costituziona­lista favarese». Sono le credenziali su cui è ruotata la conferenza stampa di ieri convocata dal dirigente scolastico dell'I­stituto Alberghiero "Gaspare Ambrosini" Pippo Sala­mone a seguito dei fatti avvenuti il 26 febbraio scorso, "relativi - ha precisato il preside - al lancio di carta e pezzetti di gesso dal terzo piano", contro l'auto della Questura presidiata da un agente, e degli sberleffi a lui rivolti da un gruppetto d'alunni. Il preside Salamone ha voluto incontrare i giornalisti e gli organi di stampa per ribadire la sua ferma condanna di quanto accaduto, ma anche, senza voler ridimensionare il fatto, per fornire alcune precisazioni utili per non generalizzare il com­portamento di tre - quattro incivili, maleducati, ma­scalzoni, con un istituto da tutti definito d' eccellenza. La conferenza stampa è stata convocata, anche per an­nunciare i provvedimenti assunti al termine del Con­siglio d'istituto, convocato dal presidente Lino Sorce. «Purtroppo, è bene precisarlo da subito - ha detto il preside - che, nonostante le numerose verifiche interne e la richiesta di collaborazione alla Questura, ad og­gi, non si è riusciti ad individuare i responsabili del gra­ve gesto che hanno offeso le forze dell'ordine e tutta la scuola nel suo complesso. Ciò non di meno, proprio per arginare fenomeni di devianza giovanile e scoraggia­re atteggiamenti di silenziosa e vigliacca omertà, si è deciso di punire tutti gli alunni delle classi del terzo piano, dalle cui aule si ritiene si siano affacciati i re­sponsabili degli atti di inciviltà e di maleducazione, ob­bligandoli a ritinteggiare le loro aule e a collaborare fino al termine dell'anno scolastico, per almeno un pomeriggio la settimana, con le associazioni di volontariato presenti sul territorio di Favara. Con questa deter­minazione - ha proseguito il capo d'istituto - s'inten­de dare una risposta concreta alla gravità del gesto e al­lo sgomento provocato: si punisce gli alunni e contem­poraneamente li si educa al senso della legalità, al ri­spetto delle istituzioni e alla responsabilità civile di cui ciascuno è portatore». Il preside ha voluto precisare le difficoltà dí una scuola costretta ad operare in locali costruiti per civi­le abitazione. «Questa scuola - ha ricordato il preside - da decen­ni offre ai ragazzi la possibilità di crearsi una cultura ed una preparazione professionale specifica di alto  livel­lo, aprendo prospettive concrete di lavoro e, quindi di inserimento sociale. Ai giornalisti presenti, poi ha vo­luto ricordare le parole di apprezzamento, più volte espresse nei confronti della scuola dal prefetto Posti­glione, per l'incessante lavoro di sviluppo culturale propositivo nei confronti degli alunni e della società ci­vile. «L'incontro con la stampa - ha concluso - ha stimo­lare la restituzione d'immagine che questa scuola me­rita per il lavoro che svolge da oltre trent'anni Se qualche fatto riprovevole accade, chiediamo scusa. La po­lizia era presente quel giorno proprio per un corso sul­la legalità, a dimostrazione del fatto che c'è piena consapevolezza sulla necessità di creare cultura e co­scienza civica oltre che addestramento professionale. Per onestà intellettuale, chiediamo a quanti hanno "abusato" nei commenti giornalistici di avere il corag­gio di scrivere anche quello che di buono questa scuo­la riesce a fare tutti i giorni». 

FAVARA
«Tante scuse alla Polizia ma l'Ambrosini non è un covo di malavitosi»
FAVARA. «Giù le mani dall'Ambrosi­ni». Dopo la doverosa solidarietà alla Polizia e la condanna per il grave gesto perpetrato da alcuni studenti che hanno lanciato og­getti contro la Volante e insultato i poliziotti, arriva - altrettanto forte - la levata di scudi in favore dell'i­stituto alberghiero, oltremodo ac­cusato e additato come fucina di il­legalità. «Rimanendo ferma la mia con­danna il fatto, tanto ignobile quan­to isolato e per questo non esem­plari - dice il deputato del Pdl Nino Bosco - difendo l'intero istituto alberghiero Ambrosini, un fiore al­l'occhiello di tutta la Provincia, il quale ha sempre sfornato fior di professionalità che hanno saputo affermarsi negli anni in Italia e al­l'estero. Non si può pensare di tac­ciare lo stesso istituto e soprattut­to, un'intera città di pratica dell'il­legalità a causa di singoli e incon­trollabili episodi». Per questo Bosco invita politici ed anche operatori alberghieri del Nord a non strumentalizzare l'ac­caduto: «Stigmatizzo l'intervento campanilista della senatrice della Lega - dice Bosco - ma ancor più pericolosa è la presa di posizione di un albergatore della Valtellina il quale ha inviato una comunicazione alla scuola avvertendo che non avrebbe mai assunto giovani provenienti dall'Ambrosini di Fa-vara, cioè da quell'istituto che ha diplomato chef famosi e rinomati nel mondo, e dove operano ed hanno operato figure esemplari come il compianto. Salvatore Schi­fano». Sulla stessa scia il sindaco Do­menico Russello: «E' inaccettabile l'accusa rivolta ad una scuola d'ec­cellenza qual è l'Ambrosini - afferma - un singolo ed isolato epi­sodio non scalfisce minimamente la sua immagine ed il suo operato, teso non solo a formare ottime professionalità, ma anche ad in­culcare nei giovani il senso della legalità, del rispetto delle regole, qualità riconosciute da tutti». L'invito a non additare e incrimi­nare la scuola alberghiera come istituzione arriva anche da Etta Mi­lioto, segretaria della fondazione Gaspare Ambrosini da cui la scuo­la prede il nome. Forte presa di posizione anche dall'assessore provinciale Giusep­pe Arnone: «Apprendo con ama­rezza e stupore la notizia secondo cui un il titolare di un albergo del­la Valtellina avrebbe deciso di rifiutare la richiesta lavorativa, per la prossima stagione estiva, di un giovane studente dell'Istituto al­berghiero Ambrosini di Favara L'ef­fetto domino che, tale decisione potrebbe avere, rischia di creare un incalcolabile danno di immagi­ne alla nostra città ma soprattutto di vanificare lo sforzo di tanti gio­vani studenti. Invito personalmen­te gli albergatori valtellinesi - con­clude Arnone - a visitare la nostra città senza alcun timore così come sarò ben lieto di accompagnare i nostri studenti in Valtellina affin­ché si possa mettere fine ad una polemica a dir poco eccessiva». 

Agrigento, turismo e infrastrutture per tirarsi fuori da una crisi epocale
Si punta su Sciacca, sui lavori della Ag-Pa e Ag-Cl e sul rigassificatore
La cainite. A Realmonte si doveva estrarre il fertilizzante, ma è tutto fermo e c'è lo stop a quasi 500 posti di lavoro
AGRIGENTO. Sarebbe facile, facilissimo, parlare male di questa città e di questa provincia, fare un lungo elenco dei problemi, dei ritardi, dei disagi, dei primati tutti al negativo che da anni ormai Agrigento fa registrare nelle classifiche nazionali. Sarebbe tanto facile e reso ancora più pesante oggi vi­sta la situazione contingente disastro­sa in mezzo pianeta, che qui la parola d'ordine che tutti sembrano essersi passata è ottimismo. Come si dice, mo­derato, certo, magari appeso ad un qualche appiglio che lo renda mini­mamente credibile e concreto, ma ot­timismo. Da qui parte Mariella Lo Bel­lo, che guida la Cgil agrigentina, che è una donna pragmatica, solida, con le idee chiare, grande lucidità, consape­volezza del dramma in corso ma anche con un pacchetto di idee che valgono per il presente e per il futuro. «Certo, la crisi c'è, qui si paga inevi­tabilmente un prezzo anche più alto. Ma, per la verità, analizzando ogni si­tuazione in corso e in evoluzione nel­la nostra provincia, ogni posto perdu­to o a rischio, ci viene qualche dubbio sull'effettiva portata della crisi e su un uso che definirei anche strumentale di quel che sta accadendo».
Il riferimento di Mariella Lo Bello è al benservito che un cali center che ope­ra nel territorio ha dato a 137 dipen­denti assunti a progetto. Il dubbio sembra lecito: «Lecito, sì, perché per quanto ci risulta l'azienda ha mandato via i 137, tenendosi, ovviamente, i 17 dipendenti assunti a tempo indetermi­nato, e adesso starebbe ipotizzano di riaprire. Insomma non vorrei che con questa storia delle assunzioni a con­tratto che portano sgravi e sconti fisca­li alle imprese e nessuna certezza ai di­pendenti, si giochi tra aperture e chiu­sure fatte ad arte».
Mariella Lo Bello potrebbe ripeterci i numeri del crollo dell'occupazione che Agrigento ha fatto registrare nel- l'ultimo anno e che sta in un recentissimo dossier della Cgil. Ma più che questi numeri, che sintetizziamo tra le cifre, proviamo a guardare un po' più  avanti, dove potrebbe spuntare un rag­gio di sole.
«Le prospettive ci sarebbero, stanno anche nero su bianco in molti caso - spiega Mariella Lo Bello- basta pensa­re ai cantieri della Agrigento-Caltanis­setta, a quelli della Agrigento-Palermo, al rigassificatore e agli investi­menti per altre fonti di energia alterna­tiva. Nel caso dei rigassificatore abbia­mo calcolato che tra addetti all'edilizia, ai trasporti e alla siderurgia si potreb­bero avere anche 700 posti di lavoro tra diretto e indotto. Per quanto ri­guarda i cantieri, invece, se dovessero cominciare i lavori potrebbero essere 200 posti. Però, devo anche dire, noi ri­teniamo fondamentale che si scelgano criteri assolutamente trasparenti per aggiudicare, se ci saranno, questi posti. C'è troppa discrezionalità nella gestio­ne dell'occupazione affidata agli enti locali, trasformati in agenzie interina­li. Così non va bene».
Mariella Lo Bello elenca tutti i setto­ri da cui Agrigento dovrebbe e potreb­be ripartire e al primo posto c'è sem­pre l'agricoltura. Ed è Giuseppe Di Fal­co, presidente della Cia agrigentina, a spiegare: «Il potenziale di questa pro­vincia è straordinario, perché abbiamo praticamente tutte le produzioni pre­senti e anche il compatto zootecnico ha una sua storia: il fatto è che il mo­mento è terribile, Soffrono i produtto­ri di pesche di Canicattì, come quelli di Bivona, la campagna vitivinicola non è andata bene e anche per l'olio abbiamo.. prezzi bassi. Un chilo di olio il produttore lo vende 3 euro, sino a qualche tempo fa si poteva arrivare anche a 5. E c'è una forte riduzione di imprese del settore iscritte alla Camera di Com­mercio, con difficoltà per proprietari e, di conseguenza, per la manodopera bracciantile».
Insomma bisognerebbe trovare il modo di trainare fuori dalle secche an­che il computo agricolo agrigentino, così come cerca nuovo respiro e ossi­geno il computo dell'edilizia. I nume­ri che ha l'Ance agrigentina fanno ab­bastanza paura, come spiega il diretto­re, Francesco Mossuto: «Dal 2007 al 2009 il nostro osservatorio ha fatto re­gistrare la diminuzione di imprese attive da 1803 a 1722 e anche la nascita di nuove aziende ha un trend negativo: da 548 siamo scesi prima a 468 e l'an­no scorso a 384. Siamo, in buona so­stanza, al 25,30% di posti di lavoro per­duti, se calcoliamo che gli addetti im­piegati erano 7664, diminuiti a 5400 e oggi a 5197».
Quadro inquietante, per un settore che più di tanti altri aspetta che parta­no i lavori pubblici, che decolli un ve­ro piano casa, che qualcosa si inventi per fare ripartire un settore che qui come in tutta la Sicilia è praticamente quasi immobile.
«Questi dati - spiega il presidente dell'Ance, Giuseppe Sorce - evidenzia­no un progressivo peggioramento del­la situazione e, naturalmente, sono la conferma che in questi anni la nostra provincia, così come del resto l'intera Sicilia, di fronte a tante regioni italiani e non solo delle aree ricche del Nord e del Nord Est, ha accumulato ritardi su ritardi in relazione alla progettazione e alla realizzazione di infrastrutture e opere pubbliche, creando un divario con altre zone che appare oggi sempre più difficile da colmare».
Effettivamente succedono cose stra­ne, ci sono stop and go inquietanti che confondono. Ieri abbiamo raccontato dei ritardi per gli appalti della Agrigen­to-Caltanissetta, oggi Mariella Lo Bel­lo ci ricorda anche che cosa si aspetta­va accadesse a Realmente e non è an­cora accaduto: «Si era parlato della possibilità di estrarre e lavorare la cainite, un fertilizzante molto richiesto sul mercato. A regime si era calcolato che si sarebbe garantita occupazione a 400, forse 600 persone, Improvvisa­mente, però, così come si era comin­ciato a parlare in maniera costruttive del progetto Italkali, è sceso da parte della Regione il silenzio. Non sembra esserci più interesse, e secondo noi si sta perdendo un'altra occasione»,
"Agrigento sarà fanalino di coda del campionato nazionale delle province e delle città, più o meno e per quel che valgono, ma prospettive ce n'è. C'è il turismo, c'è Sciacca, ci sono i campi da golf e le terme che potrebbero essere un altro fiore all'occhiello, ma prima di parlare di tutte queste belle cose; e, francamente, pure prima di parlare di un altro aeroporto, forse bisognerebbe battersi per dare ad Agrigento qualche strada in più e, per lo meno, un metro di autostrada, visto che è questa l'uni­ca provincia siciliana a non avere, ap­punto, nemmeno un pezzettino di au­tostrada. E sì che, visto dove si trova, sarebbe la provincia che ne avrebbe più bisogno. 

PIOGGIA DI INTERVENTI per evitare la cancellazione della struttura
Salviamo il teatro della Valle
Sulla vicenda relativa alla chiusura del tea­tro nella Valle dei templi é intervenuto an­che il presidente della Provincia Regionale Eugenio D'Orsi il quale ha scritto una pro­pria lettera alla sovrintendente ai beni cul­turali ed ambientali, Gabriella Costantino. Egli «manifesta la seria preoccupazione che tale decisione possa trasformare la Valle dei Templi da grande opportunità per lo sviluppo economico-turistico del­l'intera area della Provincia di Agrigento in una risorsa destinata alla contemplazione e fruizione di pochi eletti». D'Orsi aggiun­ge che «Il mondo intero, ma anche la Sici­lia con Taormina, Siracusa, Segesta eccete­ra, aprono le aree archeologiche più impor­tanti alla realizzazione di grandi eventi per valorizzare i siti ma anche le aree circo­stanti e comunque dare agli eventi il valo­re aggiunto che li rendano appetibili al mercato e per questo motivo destinatari di grandi flussi turistici. Nella nostra città pa­radossalmente si agisce al contrario». Il presidente della Provincia «chiede un im­mediato intervento della direzione del­l'Ente Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi al fine di scongiura­re tale ipotesi di blocco della fruizione del­l'area» e nel contempo «chiede una convo­cazione urgente del Consiglio del Parco al fine di rivalutare l'infelice scelta». Gli fa eco il presidente del Consorzio tu­ristico Valle dei templi Gaetano Pendolino: «In danno di questa martoriata terra pur­troppo - afferma - continuano ad essere prese decisioni che, piuttosto che solleva­re la città, minano alle fondamenta le ulti­me opportunità di farla sopravvivere». Pen­dolino aggiunge che «Non possiamo per­metterci il lusso di rinunciare al valore ag­giunto di un evento da realizzare nella cor­nice della Valle dei templi poiché saremmo subito annientati dai nostri competitors regionali che invece continuano a propor­re intere stagioni concertistiche e teatrali nei Teatro Antichi di Taormina, Siracusa e Segesta. Egli quindi chiede al Consiglio e al­la Direzione del Parco di prorogare la concessione del teatro per il 2010 e di rivaluta­re la posizione già espressa. Il presidente della Camera di commercio Vittorio Messina, nel ricordare la situazio­ne di isolamento del nostro territorio per la mancanza di un aeroporto, ricorda che il teatro «ad oggi ha permesso alla città di porsi tra i principali scenari teatrali-natu­rali estivi d'Italia» ed aggiunge che, «Se do­vesse chiudere, la città perderebbe un'altra opportunità frutto di investimenti privati che animano il territorio. Germano Boccadutri, presidente del­l'Ordine dggli agronomi e forestali della Provincia, .auspica «che vengano trovate quelle soluzioni che possano scongiurare la chiusura di una struttura che ad oggi ha permesso, alla città di Agrigento ed alla Valle dei templi, di essere tra i principali e più incantevoli scenari teatrali-naturali d'Europa, permettendo una visibilità al­l'intkro contesto ambientale di enorme evidenza». 

Rifiuti nella bufera
Sciopero del personale per lo stipendio, ma le ditte non possono più anticipare
Secondo giorno di sciopero ieri per i dipen­denti del raggruppamento di imprese che si occupa del servizio di prelievo e smaltimen­to dei rifiuti solidi urbani. Tutti gli automezzi sono rimasti fermi e sono stati parcheggiati nelle adiacenze degli uffici di Gesa, mentre la spazzatura si va accumulando sempre di più agli angoli delle strade. Il personale in questio­ne é creditore delle spettanze di gennaio e febbraio (anche se quest'ultimo mese scadrà il prossimo 15 marzo), mentre le ultime ri­messe effettuate nei confronti delle ditte da Gesa alla fine di febbraio hanno consentito il pagamento dello stipendio di dicembre. Man­ca dunque la copertura finanziaria per i perio­di successivi: le ditte hanno detto a chiare let­tere che se non riceveranno il saldo di ottobre 2009 non potranno pagare la mensilità di gennaio.
Ieri mattina sembrava dovesse esserci una riunione di amministratori, ma poi non se n'é fatto niente: si sono visti soltanto alcuni sindaci che sono andati via poco dopo. Anche i sindacati allargano le braccia: per loro lo sciopero é programmato il 12 marzo. Quella in corso da ieri é un'astensione «abusiva», non concordata a livello sindacale. Sostanzialmente non hanno più il controllo della situazione. Intanto continuano a registrarsi interventi sia sulla vicenda delle dimissioni dell'Ammi­nistratore unico Francesco Truglio che sul di­segno di legge per la soppressione degli Ato. Sul primo argomento c'é una netta presa di posizione del consigliere comunale Giuseppe Arnone il quale scrive allo stesso ammini­stratore per spiegare meglio la posizione del sindaco Marco Zambuto. Egli, ricordando an­zitutto le proprie battaglie, anche giudiziarie, «per ripulire il settore dei rifiuti da inquina­menti di ogni tipo» e per questo afferma diavere «le carte in regola per interpretare pubblicamente il grande sentimento di stima e apprezzamento per la sua azione svolta in questi mesi che é maturato nella mente di gran parte, direi la totalità, degli amministratori agrigentini, nonché in vastissimi settori dell'opinione pubblica». Arnone ricorda l'imminente scadenza del contratto d'appalto del servizio di rimozione dei rifiuti ed afferma che «momenti di fibrillazione, quando si é impegnati in terreni e contesti assai difficili, sono fisiologici. Tuttavia - continua - bisogna guardare alla luna e non all'unghia del dito che la indica» e - riferendosi alle affermazioni del sindaco Zambuto - aggiunge che «di fronte a situazioni particolarmente impegnative è sempre utile porre in essere ogni attenzione ed energia a salvaguardia della legalità», come ha fatto Zambuto. In conclusione chiede a Truglio «di proseguire ogni utile chiarimento, nella massima trasparenza, riprendendo il timone dell'Ato Gesa Ag 2 e non interrompendo dunque il percorso virtuoso intrapreso». Sugli Ato invece interviene il vicepresidente del consiglio provinciale Mario Lazzano. «Esprimo piena soddisfazione - afferma - per l'approvazione a stragrande maggioranza da parte del Parlamento Nazionale, che su un emendamento proposto dalla Lega ha sop presso gli Ato rifiuti e gli Ato Idrici. Ci si augu­ra che il Governo della Regione recepisca la Legge votata dal Parlamento Nazionale fa­cendo altrettanto. Un auspicio,sarebbe quel­lo che la gestione dell'acqua e dei rifiuti ven­ga data alle Province». «Condividiamo - gli fa eco il segretario ge­nerale della Uil Aldo Broccio - il provvedimen­to legislativo licenziato nei giorni scorsi dal Governo, riguardante la soppressione degli Ato Rifiuti ed Idrici. C'è da augurarsi che il Go­verno della Regione Siciliana recepisca con ce­lerità e legiferi di conseguenza, andando a ridisegnate anche il "Piano Regionale dei Ri­fiuti ". «Nessuno avrebbe mai immaginato - ag­giunge il consigliere provinciale Stefano Gira­sole - che un giorno saremmo stati obbligati moralmente a ringraziare uomini della Lega Nord per averci liberato di uno dei tanti "car­rozzoni mangiasoldi" voluti da una classe po­litica che non ha mai lavorato per servire i cit­tadini. Da questa esperienza arriva un chiaro ed inequivocabile risultato: la politica ed i politici siciliani non sono in grado di rappre­sentarci». Soddisfazione é stata espressa anche da Roberto Gallo del movimento La Destra. 

SOLE 24 ORE 

ENTI  LOCALI. Per le «in house»
Segretari comunali presidenti di cda
Per la Corte dei conti della Lombardia nessun impedimento alla possibilità di cumulare cariche e introiti
MILANO. Il segretario generale del comune può sedersi sulla pol­trona di presidente del consi­glio di amministrazione di una società  partecipata in house; e nulla vieta che i due stipendi si cumulino. Il via libera arriva dalla sezio­ne di controllo della Corte dei conti della Lombardia, che in parere inviato al comune di Mi­lano ha detto «sì» all'ipotesi di affidare al segretario dell'ente il ruolo di presidente nel cda di Metropolitana Milanese, socie­tà in house di Palazzo Marino. Per i magistrati contabili, nes­suna incompatibilità impedi­sce all'attuale segretario, Giu­seppe Mele, di sostituire Lan­franco Senn come presidente di Mm e di guidare sia la mac­china comunale (con uno sti­pendio complessivo da 234mi­la euro lordi all'amo) sia le me­tropolitane (l'indennità di Senn viaggia poco sopra i 76.600 euro lordi all'anno). L'autorizzazione, precisa la Corte, deve arrivare dal sinda­co, che dando il proprio consen­so avrà valutato che il doppio incarico non metta in pericolo l'attività istituzionale del segre­tario e la sua funzione di garan­zia della trasparenza e dell'im­parzialità del comune. Effettuata questa valutazio­ne, la strada è libera anche perché le norme impongono che l'ente abbia un controllo diretto sulle società in house, e la doppia poltrona del segre­tario tradurrebbe in pratica nel modo più evidente que­sto rapporto.
Nella sua richiesta di parere Palazzo Marino precisava che la scelta non sarebbe caduta su Mele in quanto segretario del comune, ma in virtù della sua«ampia e profonda esperienza giuridico-finanziaria»; non so­lo, per raccogliere le candidatu­re il comune ha pubblicato un bando, a cui il segretario dell'ente ha mandato la propria candidatura. Con le norme attuali, secon­do la delibera della corte, l'in­compatibilità tra impiego pub­blico e un'altra attività remune­rata e continuativa c'è, ma è «temperato» dalla possibilità di ottenere un'autorizzazione per uno "strappo alla regola" in situazioni particolari.
La decisione è in mano al sin­daco, a cui spetta la valutazione sul fatto che la nomina sia «nell'interesse del buon anda­mento dell'amministrazione» (lo prevede l'articolo 53 del Dlgs 165/2001). Nessun ostacolo si incontra poi sul versante del­le indennità; l'unico tetto po­trebbe arrivare dai tetti agli sti­pendi dei manager pubblici, che attendono però ancora i re­golamenti attuativi e quindi al momento nei fatti non opera­no. Una nuova griglia di incom­patibilità è contenuta nel rego­lamento attuativo della rifor­ma dei servizi pubblici locali, che però dovrebbe colpire solo gli affidamenti a terzi lasciando libere le società in house.
 
Per il patto di stabilità interno
Entro il 31 marzo attestato sui bilanci
Poco più di tre settimane di tempo per province e comu­ni sopra i5mila abitanti per cer­tificare al ministero dell'Eco­nomia di aver rispettato il pat­to di stabilità nel 2009.
La Ragioneria generale ha diffuso ieri il decreto con il mo­dello di certificazione, che gli enti devono compilare e invia­re tramite il sistema telemati­co entro il 31 marzo. Il termine, ricorda la Ragioneria genera­le, è perentorio, e chi non arri­verà in tempo sarà considera­to a tutti gli effetti inadempien­te e incapperà nel pacchetto di sanzioni introdotto dalla ma­novra dell'estate 2008 e aggior­nato da ultimo con il decreto anticrisi del luglio 2009 (DI 78/2009): taglio dei trasferi­menti statali, riduzione della spesa corrente al minimo regi­strato nell'ultimo triennio, sforbiciata del 30% alle inden­nità dei politici locali e divieto di ricorrere all'indebitamento.
Per tagliare i tempi, il siste­ma informatico utilizzerà da­ti inviati dagli enti locali per il monitoraggio in corso d'ope­ra: acquisendo il modello, quindi, l'ente se lo troverà compilato in via automatica dal sistema; agli operatori toc­cano naturalmente le opera­zioni di controllo, che per es­sere considerate valide dall'Economia dovranno es­sere accompagnate dalla dop­pia firma da parte del rappre­sentante legale e del responsa­bile del servizio finanziario. Un prospetto a sé è dedica­to al meccanismo della «pre­mialità», chiamato a indivi­duare i comuni e le province a cui reDistribuire una parte dell'eventuale extraperfor­mance ottenuta dal compar­to. Per compilarlo, gli enti do­vranno trarre dal consuntivo 2009 i dati su entrate tributa­rie, extratributarie e sul com­plesso delle entrate correnti, mentre sul versante delle spe­se rilevano quelle per il perso­nale, per il rimborso prestiti e per gli interessi passivi. 

AGRIGENTOFLASH.IT
 

Teatro nella Valle, D'Orsi scrive alla soprintendenza
Il presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi, interviene in merito alla chiusura del teatro nella Valle dei Templi, con una propria lettera alla sovrintendente ai beni culturali ed ambientali, Gabriella Costantino. Nella lettera il Presidente della Provincia scrive : "Condividendo in pieno l'analisi ed il timore espressi dal Consorzio Turistico Valle dei Templi, rispetto alla non disponibilità dell'area di Piano San Gregorio per la collocazione del Teatro Valle dei Templi, si manifesta la seria preoccupazione che tale decisione possa trasformare la Valle dei Templi da grande opportunità per lo sviluppo economico-turistico dell'intera area della Provincia di Agrigento in una risorsa destinata alla contemplazione e fruizione di pochi eletti. Il Turismo può rappresentare, per la nostra area, l'unica industria con bassissimo impatto ambientale ed alto valore aggiunto ma che in queste condizioni rischia di divenire ancora una volta un'opportunità mancata. Il mondo intero, ma anche la Sicilia con Taormina - Siracusa - Segesta ecc. , aprono le aree archeologiche più importanti alla realizzazione di grandi eventi per valorizzare i siti ma anche le aree circostanti e comunque dare agli eventi il valore aggiunto che li rendano appetibili al mercato e per questo motivo destinatari di grandi flussi turistici. Nella nostra città paradossalmente si agisce al contrario chiudendo il parco alla fruizione pubblica e dicendo no alla grande opportunità di sviluppo che può arrivare attraverso il turismo degli eventi. Ciò non appare né sensato né tanto meno opportuno, non solo in termini generici ma nello specifico in un momento di grande difficoltà economica che colpisce in prima battuta certamente la filiera turistica".
Il presidente D'Orsi conclude scrivendo "Ritenendo, pertanto, il turismo degli eventi uno strumento necessario, allo sviluppo economico-turistico della nostra terra, si chiede un immediato intervento della direzione dell'Ente Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi al fine di scongiurare tale ipotesi di blocco della fruizione dell'area e nel contempo si chiede una convocazione urgente del Consiglio del Parco al fine di rivalutare l'infelice scelta legata al cambio di destinazione d'uso dell'area di Piano San Gregorio".
 

AGRIGENTONOTIZIE.IT
 

Protesta pro aeroporto, smontata la tenda

E' rimasta invano ad attendere l'arrivo di Vito Riggio per un paio di giorni, poi, in una piovosa giornata di marzo, la tenda che il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi ha usato per protestare affinchè si realizzi l'aeroporto di Piano Romano, è stata smontata e riportata in magazzino. Solo il grande striscione ancorato a due pini e qualche cartello ancora ricordano la protesta conclusasi la scorsa settimana dopo la visita del presidente della Regione Raffaele Lombardo. 

Di Benedetto e Panepinto: "Urgente convocazione dell'Ato" .
Debito di oltre dodici milioni di euro e non pagamento delle rete da 600 mila euro nei confronti della Siciliacque. Sono questi i numeri negativi della Girgenti acque emersi durante l'audizione, in commissione Bilancio all'Ars, della società Siciliacqua.
L'amministratore delegato della società Albani, ha, inoltre, affermato che Girgenti acque oltre a non far fronte al debito pregresso non sta pagando neanche le fatture emesse per i nuovi comuni. Su richiesta di Giacomo Di Benedetto e Giovanni Panepinto, fautori dell'audizione, Siciliacque ha risposto che sta valutando di riaprire la procedura fallimentare anche tenendo conto del mancato versamento dell'aumento di capitale sociale deliberato dai soci di Girgenti acque."Esprimiamo - affermano Di Benedetto e Panepinto - profonda preoccupazione per tali notizie e invitiamo il presidente della Provincia regionale di Agrigento Eugenio D'Orsi a convocare l'assemblea dell'Ato per affrontare la grave questione che rischia di compromettere il sistema di erogazione idrica della provincia di Agrigento". 

AGRIGENTOWEB.IT
 
Teatro nella Valle, il presidente D'Orsi scrive alla Sovrintendente
Il presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi, interviene in merito alla chiusura del teatro nella Valle dei Templi, con una propria lettera alla sovrintendente ai beni culturali ed ambientali, Gabriella Costantino.
Nella lettera il Presidente della  Provincia scrive : "Condividendo in pieno l'analisi ed il timore espressi dal Consorzio Turistico Valle dei Templi, rispetto alla non disponibilità dell'area di Piano San Gregorio per la collocazione del Teatro Valle dei Templi, si manifesta la seria preoccupazione che tale decisione possa trasformare la Valle dei Templi da grande opportunità per lo sviluppo economico-turistico dell'intera area della Provincia di Agrigento in una risorsa destinata alla contemplazione e fruizione di pochi eletti.  Il Turismo può rappresentare, per la nostra area, l'unica industria con bassissimo impatto ambientale ed alto valore aggiunto ma che in queste condizioni rischia di divenire ancora una volta un'opportunità mancata. Il mondo intero, ma anche la Sicilia con Taormina - Siracusa - Segesta ecc. , aprono le aree archeologiche più importanti alla realizzazione di grandi eventi per valorizzare i siti ma anche le aree circostanti e comunque dare agli eventi il valore aggiunto che li rendano appetibili al mercato e per questo motivo destinatari di grandi flussi turistici. Nella nostra città paradossalmente si agisce al contrario chiudendo il parco alla fruizione pubblica e dicendo no alla grande opportunità di sviluppo che può arrivare attraverso il turismo degli eventi. Ciò non appare ne sensato ne tanto meno opportuno non solo in termini generici ma nello specifico in un momento di grande difficoltà economica che colpisce in prima battuta certamente la filiera turistica".
Il presidente D'Orsi conclude scrivendo "Ritenendo, pertanto, il turismo degli eventi uno strumento necessario,  allo sviluppo economico-turistico della nostra terra, si chiede un immediato intervento della direzione dell'Ente Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi al fine di scongiurare tale ipotesi di blocco della fruizione dell'area e nel contempo si chiede una convocazione urgente del Consiglio del Parco al fine di rivalutare l'infelice scelta legata al cambio di destinazione d'uso dell'area di Piano San Gregorio. 

La Provincia istituisce un tavolo osservatorio permanente sul turismo
 "Esprimo soddisfazione per il fatto che la Comissione Consiliare "promozione culturale " e "turismo"  della Provincia Regionale della Provincia di Agrigento abbia  accettato la mia proposta d'istituire una Conferenza Permanente per lo sviluppo del Turismo nel territorio provinciale di Agrigento". Lo dichiara il consigliere provinciale Roberto Gallo. "Si tratta  - spiega il consigliere de La Destra - di un progetto di coinvolgimento di tutti gli attori protagonisti del settore Turismo, a partire dai Consorzi Turistici (che raggruppano tra gli associati molti operatori che appartengono alle diverse attivita'), agli albergatori, ai ristoratori, alle guide turistiche, alle aziende di autotrasporto, agli enti locali (comuni) agli organizzatori di eventi culturali e di spettacolo , ecc. , ecc..
In particolare la Commissione comincerà ad incontrare le varie categorie professionali  del settore  (abbiamo gia' iniziato con le guide turistiche e la prossima riunione inviteremo il Consorzio Turistico "Valle dei templi" ) per fare il punto della situazione e cercare insieme di risolvere piccoli problemi  e discutere e  prepararsi per arrivare ad una strategia generale di rilancio del turismo in Provincia di Agrigento". Nella fase successiva,  la Commissione composta dal Consigliere Provinciale Giovanni D'Angelo che la presiede, dal vice Gioacchino Zarbo, dai Consiglieri  Montaperto, Picone, Cammilleri, Scozzari, Testone e Rob Gallo,  organizzera' delle vere e proprie conferenze di servizio invitando i vari Assessori al Turismo dei vari comuni , oltre ai rappresentanti delle varie categorie produttive del settore  ed ovviamente l'assessore provinciale al Turismo Pace.
"Tutto cio' - conclude Gallo - vede un unico obiettivo fare dell'Ente Provincia di Agrigento il coordinatore del rilancio delle attivita' economiche legate al Turismo per il nostro territorio provinciale". 

Girasole su ATO: "Grazie alla Lega"
 "Nessuno avrebbe mai immaginato che un giorno saremmo stati obbligati moralmente a ringraziare uomini della Lega Nord per averci liberato di uno dei tanti "carrozzoni mangiasoldi" voluti da una classe politica che non ha mai lavorato per servire i cittadini".
Lo dichiara il consigliere provinciale del PD Girasole commentando l'emendamento della Lega che "produce un grande effetto benefico per una terra come la Sicilia che da tempo lotta contro una vergognosa privatizzazione dell'acqua, affidata a soggetti incapaci di gestirla al meglio, che ha prodotto solo disfunzioni, rabbia e disservizi". "Da due anni il popolo siciliano non trova nel mondo politico locale e regionale interlocutori validi per rappresentare la propria indignazione per essere stati privati di un bene pubblico fondamentale come l'acqua" dice Girasole. "Oggi dobbiamo ringraziare esponenti della Lega Nord, capaci di farsi in un batter d'occhio promotori di una delle storiche esigenze dei siciliani e di sostituire la classe politica siciliana seduta in Parlamento solo per chiamata nominale e non attraverso elezioni dirette e democratiche. Da questa esperienza arriva un chiaro ed inequivocabile risultato: la politica ed i politici siciliani non sono in grado di rappresentarci. Dopo l'emendamento della Lega votato dal Parlamento, con cui vengono in un colpo solo cancellati gli Ato,  i politici siciliani dovrebbero chiedere scusa e dimettersi. Tutti loro non sono in grado di rappresentare le esigenze del popolo siciliano e non possono continuare ad occupare un posto così autorevole come quello di esponente del Parlamento italiano.
Ora spero che la Regione possa fare buon uso della legge e la trasformi in strumento utile per mettere fine ad uno dispendio di risorse pubbliche servito solo a fare clientelismo e non a migliorare i servizi" conclude Girasole. 

Consiglio Provinciale convocato per il prossimo 18 marzo
 Torna a riunirsi il Consiglio provinciale di Agrigento, convocato dal Presidente del Consiglio dr. Raimondo Buscemi per il prossimo 18 marzo alle ore 18.00, con quattordici punti all'ordine del giorno tra cui alcune proposte dell'Amministrazione. Le proposte dell'Amministrazione riguardano la modifica del regolamento per l'assegnazione di fondi agli istituti di istruzione secondaria di pertinenza provinciale, proposta dal Settore Politiche del Lavoro e Istruzione. Il settore "Affari generali e Segreteria generale" ha presentato alcune proposte che riguardano l'iniziativa della presentazione all'ARS della proposta di disegno di legge sulla costituzione del Consiglio Regionale delle Autonomie Locali, le  modifiche dello Statuto provinciale e la modifica del regolamento sul procedimento amministrativo. L'Adozione del piano provinciale di gestione dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi è stata proposta invece dal Settore Ambiente e Territorio. Tre le interrogazioni presentate dai Consiglieri provinciali. La prima è quella presentata dal Consigliere Di Prima sull'Ato Idrico della Provincia di Agrigento in merito all'utilizzo dei locali dell'Urp di Sciacca e sull'assunzione del personale. La seconda interrogazione, sempre del Consigliere Di Prima riguarda le disfunzioni e i disservizi dell'Ato idrico della Provincia d Agrigento mentre la terza interrogazione, presentata dal Consigliere Girasole, riguarda i compensi di sponsorizzazione per le Associazioni agonistiche della Provincia. Inoltre sarà discusso l'ordine del giorno del consigliere Girasole sul disegno di legge Calderoli. Infine saranno discussi l'Ordine del giorno del Consigliere Avarello sulla riforma dei Consorzi Agrari in Sicilia e un riconoscimento di un debito fuori bilancio a seguito della sentenza del Tribunale. 

PERLACITTA'.IT
 

Teatro della Valle. D'Orsi scrive alla Sovrintendente ai BBCC
Il presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi, interviene in merito alla chiusura del teatro nella Valle dei Templi, con una propria lettera alla sovrintendente ai beni culturali ed ambientali, Gabriella Costantino. Nella lettera il Presidente della  Provincia scrive : "Condividendo in pieno l'analisi ed il timore espressi dal Consorzio Turistico Valle dei Templi, rispetto alla non disponibilità dell'area di Piano San Gregorio per la collocazione del Teatro Valle dei Templi, si manifesta la seria preoccupazione che tale decisione possa trasformare la Valle dei Templi da grande opportunità per lo sviluppo economico-turistico dell'intera area della Provincia di Agrigento in una risorsa destinata alla contemplazione e fruizione di pochi eletti.  Il Turismo può rappresentare, per la nostra area, l'unica industria con bassissimo impatto ambientale ed alto valore aggiunto ma che in queste condizioni rischia di divenire ancora una volta un'opportunità mancata. Il mondo intero, ma anche la Sicilia con Taormina - Siracusa - Segesta ecc. , aprono le aree archeologiche più importanti alla realizzazione di grandi eventi per valorizzare i siti ma anche le aree circostanti e comunque dare agli eventi il valore aggiunto che li rendano appetibili al mercato e per questo motivo destinatari di grandi flussi turistici. Nella nostra città paradossalmente si agisce al contrario chiudendo il parco alla fruizione pubblica e dicendo no alla grande opportunità di sviluppo che può arrivare attraverso il turismo degli eventi. Ciò non appare ne sensato ne tanto meno opportuno non solo in termini generici ma nello specifico in un momento di grande difficoltà economica che colpisce in prima battuta certamente la filiera turistica".
Il presidente D'Orsi conclude scrivendo "Ritenendo, pertanto, il turismo degli eventi uno strumento necessario,  allo sviluppo economico-turistico della nostra terra, si chiede un immediato intervento della direzione dell'Ente Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi al fine di scongiurare tale ipotesi di blocco della fruizione dell'area e nel contempo si chiede una convocazione urgente del Consiglio del Parco al fine di rivalutare l'infelice scelta legata al cambio di destinazione d'uso dell'area di Piano San Gregorio".
 
Truglio si dimette e le città sono sommerse di rifiuti.
E' difficile comprendere le azioni dei nostri politici. D'Orsi e Zambuto sapevano di muoversi in mezzo alla cristalleria e sono andati avanti nel loro percorso senza badare ai danni, pur prevedibili.La legalità e la trasparenza nella spesa pubblica devono essere garantite senza né se e né ma. Meglio annegare tra i rifiuti piuttosto che cedere di fronte al malaffare, ché di questo si è parlato nella conferenza stampa del presidente della Provincia e del sindaco di Agrigento. Gli operatori ecologici hanno incrociato le braccia per solidarietà a Truglio o per il mancato pagamento degli stipendi? Peggio. Sono i datori di lavoro a spingere i loro dipendenti a fermarsi per agevolare il ritorno di Truglio? Sono anni che il sistema si regge sulle acrobazie dell'Ato che riesce a garantire il servizio sulla "fiducia" e il vicesindaco di Agrigento che ha vissuto l'esperienza di amministratore dell'Ato, dovrebbe saperne qualcosa. Fiducia da parte delle banche e, principalmente, da parte dei lavoratori del settore, pronti ad aspettare settimane se, almeno, hanno elementi per sperare. Le dimissioni di Truglio hanno accantonato le speranze e gli operatori ecologici protestano in difesa del legittimo diritto a percepire le spettanze. D'Orsi e Zambuto hanno certamente previsto il verificarsi dell'attuale stato delle cose, ma, dicevamo, la lotta ai "comitati d'affare" non deve arrestarsi, costi quel che costi. I sindaci vogliono il ritorno di Truglio e l'ex amministratore unico dell'Ato ha mandato a dire che ormai le sue dimissioni sono esecutive. Devono rinominarlo. D'Orsi, Zambuto e gli altri sindaci devono riunirsi e nominarlo, lo faranno sabato prossimo.
E il malaffare con il comitato d'affare, che fine hanno fatto? Facciamo rispondere i sindacati. "Con le dimissioni dell'Amministratore Unico Avv. Truglio - scrivono nel loro comunicato Cgil, Cisl e Uil - la Società rischia di ritornare indietro anni luce rispetto alle importanti novità che ha apportato sia, nell'organizzazione del lavoro, ottimizzando le risorse umane sia, rispetto al tentativo di risanamento della Società, con importanti tagli a sprechi e costi di carattere generale di cui evidentemente l'azienda può farne a meno. Il suo operato ha trasmesso fiducia alle banche che dovrebbero contribuire al finanziamento della Società ed  al mondo delle imprese, perennemente in affanno per i ritardi nei pagamenti e di conseguenza nei confronti dei lavoratori.
In tutta questa confusione rimane il dato certo che a causa delle dimissioni viene meno il finanziamento di una banca facendo saltare l'impegno della GESA  di pagare gli stipendi del mese di gennaio annunciato per il giorno 05 marzo, quindi si avvicina lo spettro di ritornare con le strade piene d'immondizia a causa dello sciopero dei lavoratori previsto per il giorno 12 marzo. Pertanto, invitiamo i sindaci a provvedere con urgenza ad una soluzione di questa crisi, con la speranza  che nessuno si assuma la responsabilità più o meno consapevole di ritornare indietro con lotte politiche intestine che porterebbero ad un fallimento certo della società lasciando 19 comuni  in mezzo ai rifiuti". Buscemi, Stella e Manganella parlano dello stesso Truglio di D'Orsi e di Zambuto? Non siamo riusciti a capirlo. Un fatto è certo: la spazzatura sotto le finestre dell'utenza. 

Nutrito odg per il prossimo Consiglio Provinciale di Agrigento
Torna a riunirsi il Consiglio provinciale di Agrigento, convocato dal Presidente Raimondo Buscemi per il prossimo 18 marzo alle ore 18.00, con quattordici punti all'ordine del giorno tra cui alcune proposte dell'Amministrazione. Le proposte dell'Amministrazione riguardano la modifica del regolamento per l'assegnazione di fondi agli istituti di istruzione secondaria di pertinenza provinciale, proposta dal Settore Politiche del Lavoro e Istruzione. Il settore "Affari generali e Segreteria generale" ha presentato alcune proposte che riguardano l'iniziativa della presentazione all'ARS della proposta di disegno di legge sulla costituzione del Consiglio Regionale delle Autonomie Locali, le  modifiche dello Statuto provinciale e la modifica del regolamento sul procedimento amministrativo. L'adozione del piano provinciale di gestione dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi è stata proposta invece dal Settore Ambiente e Territorio. Tre le interrogazioni presentate dai Consiglieri provinciali. La prima è quella presentata dal Consigliere Di Prima sull'Ato Idrico della Provincia di Agrigento in merito all'utilizzo dei locali dell'Urp di Sciacca e sull'assunzione del personale. La seconda interrogazione, sempre del Consigliere Di Prima riguarda le disfunzioni e i disservizi dell'Ato idrico della Provincia di Agrigento mentre la terza interrogazione, presentata dal Consigliere Girasole, riguarda i compensi di sponsorizzazione per le Associazioni agonistiche della Provincia. Inoltre sarà discusso l'ordine del giorno del consigliere Girasole sul disegno di legge Calderoli.
Infine saranno discussi l'Ordine del giorno del Consigliere Avarello sulla riforma dei Consorzi Agrari in Sicilia e un riconoscimento di un debito fuori bilancio a seguito della sentenza del Tribunale. 

AGRIGENTOOGGI.IT
 

Il consiglio provinciale torna a riunirsi il prossimo 18 marzo.
 Torna a riunirsi il Consiglio provinciale di Agrigento, convocato dal Presidente del Consiglio dr. Raimondo Buscemi per il prossimo 18 marzo alle ore 18.00, con quattordici punti all'ordine del giorno tra cui alcune proposte dell'Amministrazione. Le proposte dell'Amministrazione riguardano la modifica del regolamento per l'assegnazione di fondi agli istituti di istruzione secondaria di pertinenza provinciale, proposta dal Settore Politiche del Lavoro e Istruzione. Il settore "Affari generali e Segreteria generale" ha presentato alcune proposte che riguardano l'iniziativa della presentazione all'ARS della proposta di disegno di legge sulla costituzione del Consiglio Regionale delle Autonomie Locali, le  modifiche dello Statuto provinciale e la modifica del regolamento sul procedimento amministrativo. L'Adozione del piano provinciale di gestione dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi è stata proposta invece dal Settore Ambiente e Territorio. Tre le interrogazioni presentate dai Consiglieri provinciali. La prima è  quella presentata dal Consigliere Di Prima sull'Ato Idrico della Provincia di Agrigento in merito all'utilizzo dei locali dell'Urp di Sciacca e sull'assunzione del personale. La seconda interrogazione, sempre del Consigliere Di Prima riguarda le disfunzioni e i disservizi dell'Ato idrico della Provincia d Agrigento mentre la terza interrogazione, presentata dal Consigliere Girasole, riguarda i compensi di sponsorizzazione per le Associazioni agonistiche della Provincia. Inoltre sarà discusso l'ordine del giorno del consigliere Girasole sul disegno di legge Calderoli. Infine saranno discussi l'Ordine del giorno del Consigliere Avarello sulla riforma dei Consorzi Agrari in Sicilia e un riconoscimento di un debito fuori bilancio a seguito della sentenza del Tribunale. 

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Turismo, Gallo: "Bene la Conferenza Permanente, adesso istituire tavolo di concertazione"
Soddisfazione viene espressa dal consigliere provinciale de La Destra, Roberto Gallo per il fatto che la Commissione Consiliare "promozione culturale " e "turismo"  abbia  accettato la sua proposta di istituire una Conferenza Permanente per lo sviluppo del Turismo nel territorio provinciale di Agrigento.  "Si tratta - spiega Gallo - di un progetto di coinvolgimento di tutti gli attori protagonisti del settore Turismo, a partire dai Consorzi Turistici (che raggruppano tra gli associati molti operatori che appartengono alle diverse attività), agli albergatori, ai ristoratori, alle guide turistiche, alle aziende di autotrasporto, agli enti locali (comuni ) agli organizzatori di eventi culturali e di spettacolo". In particolare la Commissione comincerà ad incontrare le varie categorie professionali  del settore  per fare il punto della situazione e cercare insieme di risolvere piccoli problemi  e discutere e  prepararsi per arrivare ad una strategia generale di rilancio del turismo in provincia. Nella fase successiva,  la Commissione presieduta dal consiglieri. G. D'Angelo, Zarbo, Montaperto, Picone, Cammilleri, Scozzari, Testone e R. Gallo,  organizzerà delle vere e proprie conferenze di servizio invitando i vari assessori al Turismo dei vari comuni, oltre ai rappresentanti delle varie categorie produttive del settore  ed ovviamente l'assessore al Turismo Pace.  "Tutto ciò- conclude Gallo- vede un unico obiettivo, fare dell'Ente Provincia il coordinatore del rilancio delle attività economiche legate al turismo per il nostro territorio provinciale".