
GIORNALE DI SICILIA
LA LEZIONE DI LEGALITÀ. All'alberghiero Ambrosini tutti i ragazzi delle classi del terzo piano dovranno ritinteggiare le aule
Poliziotti aggrediti a Favara, puniti gli alunni
FAVARA. Non potendosi individuare gli studenti che hanno lanciato carta e piccoli gessetti sui poliziotti che avevano tenuto una lezione di legalità all'alberghiero "Ambrosini", il consiglio di istituto, ribadendo che si è trattato di un grave gesto che ha offeso le forze dell'ordine e la scuola nel suo complesso, ha deciso di adottare dei provvedimenti punitivi nei confronti di tutti gli alunni delle classi del terzo piano (da cui sarebbe avvenuto il lancio). Saranno obbligati a ritinteggiare le loro aule e a collaborare fino al termine dell'anno scolastico, per almeno un pomeriggio alla settimana, con le associazioni di volontariato presenti sul territorio di Favara. "Con questa determinazione - si legge nel documento redatto alla fine dell'assemblea a cui hanno partecipato genitori, docenti, alunni e personale Ata - si intende da,r re una risposta concreta alla gravità del gesto e allo sgomento provocato: si puniscono gli alunni e contemporaneamente li si educa al senso della legalità, al rispetto delle istituzioni e alla responsabilità civile di cui ciascuno è portatore". Sull'incresciosa vicenda che ha coinvolto personale della Polizia di Stato, ieri il preside Giuseppe Salamone ha tenuto una conferenza stampa assieme alle insegnanti Melina Mistretta (referente sulla legalità) e Silvana Alba, e agli studenti Alessandra Negrin e Salvatore Sodano. Il preside ha stigmatizzato il comportamento di alcune testate giornalistiche che si sono spinte a tal punto dascrivere che c'è stata un'intimidazione, se non un'aggres sione, nei confronti dei poliziotti della questura di Agrigento.
"Nessuno ha rimarcato -ha detto il dirigente scolastico - i meriti della scuola con riconoscimenti nazionali e internazionali". Ha ringraziato il prefetto Umberto Postiglione per le parole di stima che ha avuto per l'istituto da lui diretto.
ATO GESA AG2. Gli operatori ecologici hanno ribadito che non torneranno al lavoro se prima non gli verranno pagati gli stipendi
Gesa, netturbini in sciopero ad oltranza - Cassonetti stracolmi e rifiuti in strada
Sabato l'assemblea dei sindaci tornerà a riunirsi per chiedere a Francesco Truglio di restare alla guida della società d'ambito.
'È sciopero ad oltranza. Gli operatori ecologici dell'Ato Ge-sa Ag 2 non indietreggiano dalla loro posizione di incrociare le braccia fino a quando non gli verranno pagati gli stipendi di gennaio e febbraio, con buona pace dei sindacati a cui la situazione stavolta è sfuggita di mano e dei cittadini che pur pagando tasse su tasse, si ritrovano con le strade invase dai rifiuti. Il tutto a tre giorni dalla riunione del Cda dei sindaci della Gesa chiamati sabato prossimo, a ridare la fiducia ad un amministratore unico dimissionario su «invito» del primo cittadino di Agrigento Marco Zambuto, che di questa Ato non sembra più volerne sapere. Al momento per altro, la Gesa è senza guida visto, che come spiega lo stesso Truglio, già dal momento della presentazione delle dimissioni, è automaticamente decaduto nonostante. Una situazione difficile anche dopo che le imprese hanno ricevuto ieri mattina notizia della firma della dottoressa Teresa Restivo del saldo di circa 700 mila euro della fattura di settembre ma che, hanno spiegato, non serviranno a pagare gli operatori ecologici. Qualche nervo scoperto anche da un punto di vista politico tra i sindaci del cda di Gesa che si interrogano ancora sulle reali motivazioni che hanno portato a questo stato di cose. Ieri mattina, intanto, i comuni di Agrigento, Raffadali, Lampedusa e Porto Empedocle hanno ricevuto l'erogazione da parte dell'assessorato regionale al Bilancio di somme con cui potranno pagare parte di quanto dovuto a Gesa. Sulla vicenda legata alle dimissioni di Truglio è intervenuto ieri il consigliere comunale del Pd Giuseppe Amo ne che in una lettera aperta, lo invita a tornare alla guida dell'Ato non interrompendo il virtuoso operato intrapreso fin dal primo giorno della sua elezione'è che ha portato a tagli di spese inutili e superflue che stavano lasciando la Gesa sull'orlo della bancarotta. «Tra i problemi che necessitano di attenzione urgente -aggiunge Arno ne - è quello dell'imminente scadenza del contratto di appalto, (la prossima settimana ndr)con tutti gli annessi e connessi tipici d i una realtà come la nostra».
Ma sull'Ato agrigentino, così come sugli altri, incombe la mannaia della soppressione. per legge che sarà possibile, se la regione la recepirà, grazie ad un emendamento della lega votato in Parlamento, fatto che porta a reazioni e prese di posizione continue. «Nessuno avrebbe mai immaginato - dice il consigliere provinciale Stefano Girasole - che un giorno saremmo stati obbligati moralmente a ringraziare la Lega Nord per averci liberato di uno dei tanti carrozzoni mangiasoldi voluti da una classe politica che non ha mai lavorato per servire i cittadini. Dopo questo voto con cui vengono in un colpo solo cancellati gli Ato, i politici siciliani dovrebbero chiedere scusa e dimettersi». Tesi condivisa dal segretario generale della Uil agrigentina Aldo Broccio. «Sia pur con dinamiche differenti tra Ato rifiuti ed idrici - dice Broccio - è sotto gli occhi di tutti il disastro che questi mostri hanno causato anche nella nostra provincia con un aumento dei costi sproporzionato rispetto alla qualità del servizio che viene erogato ai cittadini».
AMBROSINI DI FAVARA. Lo ha stabilito il Consiglio d'istituto. Non è stato trovato il colpevole, i ragazzi faranno anche volontariato una volta la settimana
Gli studenti dell'Alberghiero puniti e ritinteggiare le classi
FAVARA. L'istituto alberghiero «Ambrosini» reagisce. Non ci sta a passare come una scuola fucina di delinquenti e mafiosi per come è stato dipinto da alcune testate giornalistiche che sul gesto commesso da un gruppetto di alunni in danno di alcuni poliziotti, contro i quali hanno lanciato pezzetti di gesso e carta, hanno imbastito, con sottile ironia, un processo che si è concluso con una condanna senza appello. Dopo un partecipato consiglio di istituto, a cui hanno preso parte genitori, alunni, insegnanti e personale Ata, ieri il preside Giuseppe Salamone ha tenuto una conferenza stampa assieme alle insegnanti Melina Mistretta (referente per la legalità) e Silvana Alba, e agli studenti Alessandra Negrin e Salvatore Sodano. Pur condannando l'increscioso episodio, ha ribadito che il comportamento dei pochi non può inficiare i meriti che negli anni la scuola ha conseguito. "Il gesto stesso - ha detto - è stato, a caldo, minimizzato dallo stesso funzionario della Questura che ha tenuto la lezione di legalità. I giornali, invece, hanno ingigantito il fatto e, senza conoscere i trascorsi della scuola, hanno addirittura raccontato di intimidazioni e di aggressioni". Ieri, anche il sindaco Mimmo Russello ha preso posizione difendendo l'alberghiero «Ambrosini» scuola di eccellenza, di pre stigio, di grande professionalità rappresentando un vanto non solo perla provincia ma per la Sicilia intera. Il deputato locale Nino Bosco riconfermando la condanna per il gesto consumato, tanto ignobile quanto isolato, definisce pericolosa la posizione presa da un albergatore della Valtellina che ha inviato una comunicazione con la quale annuncia che non assumerà giovani provenienti dalla scuola favarese.
Venerdì tornerà a riunirsi l'aula «Giglia»
Venerdì prossimo tornerà a riunirsi il consiglio provinciale di Agrigento. Sono quattordici i punti all'ordine del giorno. Il settore «Affari generali e segreteria generale» ha presentato alcune proposte che riguardano l'iniziativa della presentazione all'Ars della proposta di disegno di legge sulla costituzione del consiglio regionale delle autonomie locali. Tre le interrogazioni presentate dai Consiglieri provinciali. La prima è quella presentata dal Consigliere Di Prima sull'Ato Idrico della Provincia di Agrigento in merito all'utilizzo dei locali dell' Urp di Sciacca e sull'assunzione del personale. La seconda interrogazione, sempre del Consigliere Di Prima riguarda le disfunzioni e i disservizi dell'Ato idrico della Provincia d Agrigento mentre la terza interrogazione, presentata dal consigliere Girasole, riguarda i compensi di sponsorizzazione per le associazioni agonistiche della Provincia.
Due milioni per la strada Firrio Cantarelle
Ammonta ad oltre due milioni di euro la gara d'appalto peri lavori di eliminazione dei pericoli della strada provinciale numero 16 che collega Grotte con la contrada Firrio Cantarelle e la strada statale 189 per Palermo. L'appalto è della provincia regionale di Agrigento. Le domande per prendere parte all'appalto dovranno essere presentate a ll'Urega di via Acrone entro le ore 12 del 18 marzo. Le buste verranno poi aperte, in prima seduta, alle ore 9 del 24 marzo. Per saperne di più si può cliccare sul sito della Provincia.
PROVINCIA. Lettera alla Soprintendenza
Il Teatro della Valle - D'Orsi: non va chiuso
Il presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D'Orsi, in merito alla chiusura del teatro nella Valle dei Templi, ha scritto una lettera alla sovrintendente ai Beni culturali ed ambientali, Gabriella Costantino. Nella missiva D'Orsi «manifesta la seria preoccupazione che tale decisione possa trasformare la Valle dei Templi da grande opportunità per lo sviluppo economico-turistico dell'intera area della Provincia di Agrigento in una risorsa destinata alla contemplazione e fruizione di pochi eletti. Il Turismo - aggiunge - può rappresentare, per la nostra area, l'unica industria con bassissimo impatto ambientale ed alto valore aggiunto ma in queste condizioni rischia di divenire ancora una volta un'opportunità mancata. Il mondo infero, ma anche la Sicilia con Taormina - Siracusa - Segesta, aprono le aree archeologiche più importanti alla realizzazione di grandi eventi per valorizzare i siti ma anche le aree circostanti. Nella nostra città paradossalmente si agisce al contrario chiudendo il parco alla fruizione pubblica e dicendo no alla grande opportunità di sviluppo che può arrivare attraverso il turismo degli eventi. Ciò non appare nè sensato nè tanto meno opportuno non solo in termini generici ma nello specifico in un momento di grande difficoltà economica che colpisce in prima battuta certamente la filiera turistica». «Ritenendo, pertanto, il turismo degli eventi uno strumento necessario allo sviluppo economico-turistico della nostra terra, si chiede - conclude D'Orsi - un immediato intervento della direzione dell'Ente Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi al fine di scongiurare tale ipotesi di blocco della fruizione dell'area e nel contempo si chiede una convocazione urgente del Consiglio del Parco al fine di rivalutare l'infelice scelta legata al cambio di destinazione d'uso dell' area di Piano San Gregorio».
TURISMO
Aperte le buste della gara per le tipografie
Sono state aperte ieri le buste della gara d'appalto per la fornitura di materiale tipografico per le esigenze del settore promozione turistica ed attività economiche produttive. La spesa prevista, a carico del bilancio della provincia regionale, per tutto l'anno in corso e per il 2011 è di 121 mila euro. Soltanto dopo che verrà esaminata la documentazione presentata dalle varie ditte partecipanti, i dirigenti della Provincia potranno procedere all'aggiudicazione dell' appalto all'impresa che ha fatto l'offerta economicamente più vantaggiosa.
Scade il termine per il servizio di riparazione
Scade oggi, alle 12, il termine ultimo entro il quale presentare le domande per partecipare alla gara d'appalto per il servizio di riparazione e manutenzione degli automezzi in dotazione della provincia regionale di Agrigento. L'appalto prevede l'aggiudicazione del servizio Per due anni. L'importo a base d'asta previsto è di 160 mila euro. Il bando di gara, il capitolato speciale dell'appalto e il modulo di partecipazione possono essere richiesti all'ufficio relazioni con,il pubblico di piazzale Aldo Moro.
I vescovi del Sud: chiesa troppo timida contro i mafiosi
DOCUMENTO CEI. Commenti dai presuli di Agrigento, Locri e Mazara
ROMA. La Chiesa è stata «a volte troppo timida» di fronte alla mafia, ed è ora di scelte coraggiose per il Sud, per fare in modo che il documento della Cei sul Mezzogiorno non finisca sugli scaffali, come quello di 20 anni fa. Lo affermano tre vescovi del Mezzogiorno intervistati da Famiglia Cristiana. «Se dopo Pasqua nessuno ne parlerà, avremo fallito», ha osservato il vescovo di Mazara del Vallo, mons. Domenico Mogavero, che teme una Chiesa «icona dell'antimafia», che sollevi i singoli dalle proprie responsabilità. «Non siamo tutti sulla stessa lunghezza d'onda» anche nella Chiesa - ha aggiunto - e occorre riflettere «anche nelle nostre comunità» sul senso della «parola terribile» citata nel documento Cei sul Mezzogiorno: «collusione». Insomma, servono segnali concreti, azioni dimostrative: «Ogni comunità - propone Mogavero - scelga un argomento in relazione alla situazione del proprio territorio e agisca: pizzo, usura, corruzione della politica, mafia devota che offre soldi per le feste popolari». Essendo pronti a «pagare di persona». Il vescovo di Agrigento, Francesco Montenegro, quello che a Natale tolse i Re Magi dal presepe lasciando la scritta: 'respinti alla frontierà come immigrati clandestini, propone di «abolire ogni festa religiosa nei paesi dove si contano gli omicidi. Il sacro non basta per ritenersi a posto - dice - se poi nessuno denuncia e la cultura mafiosa è l'unica ammessa». «La nostra gente deve tornare a essere protagonista, e di diventa protagonisti con il voto e con volti nuovi», ha osservato il vescovo, di Locri, mons. Giuseppe Morasini, e forse «bisognava esser più chiari, anche nelle responsabilità di una Chiesa a volte troppo timida». «Ai politici bisogna dire: O ascoltate la nostra voce, o non vi votiamo più», conclude il vescovo emerito di Acerra, monsignor Antonio Riboldi, che ipotizza persino uno «sciopero elettorale» perchè nel Mezzogiorno si dia un forte segnale di cambiamento, dopo che nel documento sul Sud la Cei aveva parlato di inadeguatezza della classe politica.
PRECARI
Entro il 19 marzo le domande di stabilizzazione
Dovranno essere presentate entro il 19 marzo le domande, in carta semplice, per la partecipazione alla selezione per il personale precario che la Provincia intende stabilizzare. Le procedure di stabilizzazione sono rivolte esclusivamente al personale in servizio Alla Provincia di Agrigento ed ai nove ex dipendenti del Consorzio Voltano dei quali è stata già disposta l'assunzione. Tutti coloro che avranno presentato la domanda, e che avranno i titoli e i requisiti previsti, verranno sottoposti ad una prova selettiva di idoneità. Verrà così formata una graduatoria e poi si procederà alla stabilizzazione.
LA SICILIA
ALBERGHIERO DI FAVARA
Puniti tutti gli studenti del terzo piano
FAVARA. "Questa scuola, che risulta la più premiata a livello nazionale, porta nel suo Dna il gene della legalità nel nome di Gaspare Ambrosini, illustre costituzionalista favarese». Sono le credenziali su cui è ruotata la conferenza stampa di ieri convocata dal dirigente scolastico dell'Istituto Alberghiero "Gaspare Ambrosini" Pippo Salamone a seguito dei fatti avvenuti il 26 febbraio scorso, "relativi - ha precisato il preside - al lancio di carta e pezzetti di gesso dal terzo piano", contro l'auto della Questura presidiata da un agente, e degli sberleffi a lui rivolti da un gruppetto d'alunni. Il preside Salamone ha voluto incontrare i giornalisti e gli organi di stampa per ribadire la sua ferma condanna di quanto accaduto, ma anche, senza voler ridimensionare il fatto, per fornire alcune precisazioni utili per non generalizzare il comportamento di tre - quattro incivili, maleducati, mascalzoni, con un istituto da tutti definito d' eccellenza. La conferenza stampa è stata convocata, anche per annunciare i provvedimenti assunti al termine del Consiglio d'istituto, convocato dal presidente Lino Sorce. «Purtroppo, è bene precisarlo da subito - ha detto il preside - che, nonostante le numerose verifiche interne e la richiesta di collaborazione alla Questura, ad oggi, non si è riusciti ad individuare i responsabili del grave gesto che hanno offeso le forze dell'ordine e tutta la scuola nel suo complesso. Ciò non di meno, proprio per arginare fenomeni di devianza giovanile e scoraggiare atteggiamenti di silenziosa e vigliacca omertà, si è deciso di punire tutti gli alunni delle classi del terzo piano, dalle cui aule si ritiene si siano affacciati i responsabili degli atti di inciviltà e di maleducazione, obbligandoli a ritinteggiare le loro aule e a collaborare fino al termine dell'anno scolastico, per almeno un pomeriggio la settimana, con le associazioni di volontariato presenti sul territorio di Favara. Con questa determinazione - ha proseguito il capo d'istituto - s'intende dare una risposta concreta alla gravità del gesto e allo sgomento provocato: si punisce gli alunni e contemporaneamente li si educa al senso della legalità, al rispetto delle istituzioni e alla responsabilità civile di cui ciascuno è portatore». Il preside ha voluto precisare le difficoltà dí una scuola costretta ad operare in locali costruiti per civile abitazione. «Questa scuola - ha ricordato il preside - da decenni offre ai ragazzi la possibilità di crearsi una cultura ed una preparazione professionale specifica di alto livello, aprendo prospettive concrete di lavoro e, quindi di inserimento sociale. Ai giornalisti presenti, poi ha voluto ricordare le parole di apprezzamento, più volte espresse nei confronti della scuola dal prefetto Postiglione, per l'incessante lavoro di sviluppo culturale propositivo nei confronti degli alunni e della società civile. «L'incontro con la stampa - ha concluso - ha stimolare la restituzione d'immagine che questa scuola merita per il lavoro che svolge da oltre trent'anni Se qualche fatto riprovevole accade, chiediamo scusa. La polizia era presente quel giorno proprio per un corso sulla legalità, a dimostrazione del fatto che c'è piena consapevolezza sulla necessità di creare cultura e coscienza civica oltre che addestramento professionale. Per onestà intellettuale, chiediamo a quanti hanno "abusato" nei commenti giornalistici di avere il coraggio di scrivere anche quello che di buono questa scuola riesce a fare tutti i giorni».
FAVARA
«Tante scuse alla Polizia ma l'Ambrosini non è un covo di malavitosi»
FAVARA. «Giù le mani dall'Ambrosini». Dopo la doverosa solidarietà alla Polizia e la condanna per il grave gesto perpetrato da alcuni studenti che hanno lanciato oggetti contro la Volante e insultato i poliziotti, arriva - altrettanto forte - la levata di scudi in favore dell'istituto alberghiero, oltremodo accusato e additato come fucina di illegalità. «Rimanendo ferma la mia condanna il fatto, tanto ignobile quanto isolato e per questo non esemplari - dice il deputato del Pdl Nino Bosco - difendo l'intero istituto alberghiero Ambrosini, un fiore all'occhiello di tutta la Provincia, il quale ha sempre sfornato fior di professionalità che hanno saputo affermarsi negli anni in Italia e all'estero. Non si può pensare di tacciare lo stesso istituto e soprattutto, un'intera città di pratica dell'illegalità a causa di singoli e incontrollabili episodi». Per questo Bosco invita politici ed anche operatori alberghieri del Nord a non strumentalizzare l'accaduto: «Stigmatizzo l'intervento campanilista della senatrice della Lega - dice Bosco - ma ancor più pericolosa è la presa di posizione di un albergatore della Valtellina il quale ha inviato una comunicazione alla scuola avvertendo che non avrebbe mai assunto giovani provenienti dall'Ambrosini di Fa-vara, cioè da quell'istituto che ha diplomato chef famosi e rinomati nel mondo, e dove operano ed hanno operato figure esemplari come il compianto. Salvatore Schifano». Sulla stessa scia il sindaco Domenico Russello: «E' inaccettabile l'accusa rivolta ad una scuola d'eccellenza qual è l'Ambrosini - afferma - un singolo ed isolato episodio non scalfisce minimamente la sua immagine ed il suo operato, teso non solo a formare ottime professionalità, ma anche ad inculcare nei giovani il senso della legalità, del rispetto delle regole, qualità riconosciute da tutti». L'invito a non additare e incriminare la scuola alberghiera come istituzione arriva anche da Etta Milioto, segretaria della fondazione Gaspare Ambrosini da cui la scuola prede il nome. Forte presa di posizione anche dall'assessore provinciale Giuseppe Arnone: «Apprendo con amarezza e stupore la notizia secondo cui un il titolare di un albergo della Valtellina avrebbe deciso di rifiutare la richiesta lavorativa, per la prossima stagione estiva, di un giovane studente dell'Istituto alberghiero Ambrosini di Favara L'effetto domino che, tale decisione potrebbe avere, rischia di creare un incalcolabile danno di immagine alla nostra città ma soprattutto di vanificare lo sforzo di tanti giovani studenti. Invito personalmente gli albergatori valtellinesi - conclude Arnone - a visitare la nostra città senza alcun timore così come sarò ben lieto di accompagnare i nostri studenti in Valtellina affinché si possa mettere fine ad una polemica a dir poco eccessiva».
Agrigento, turismo e infrastrutture per tirarsi fuori da una crisi epocale
Si punta su Sciacca, sui lavori della Ag-Pa e Ag-Cl e sul rigassificatore
La cainite. A Realmonte si doveva estrarre il fertilizzante, ma è tutto fermo e c'è lo stop a quasi 500 posti di lavoro
AGRIGENTO. Sarebbe facile, facilissimo, parlare male di questa città e di questa provincia, fare un lungo elenco dei problemi, dei ritardi, dei disagi, dei primati tutti al negativo che da anni ormai Agrigento fa registrare nelle classifiche nazionali. Sarebbe tanto facile e reso ancora più pesante oggi vista la situazione contingente disastrosa in mezzo pianeta, che qui la parola d'ordine che tutti sembrano essersi passata è ottimismo. Come si dice, moderato, certo, magari appeso ad un qualche appiglio che lo renda minimamente credibile e concreto, ma ottimismo. Da qui parte Mariella Lo Bello, che guida la Cgil agrigentina, che è una donna pragmatica, solida, con le idee chiare, grande lucidità, consapevolezza del dramma in corso ma anche con un pacchetto di idee che valgono per il presente e per il futuro. «Certo, la crisi c'è, qui si paga inevitabilmente un prezzo anche più alto. Ma, per la verità, analizzando ogni situazione in corso e in evoluzione nella nostra provincia, ogni posto perduto o a rischio, ci viene qualche dubbio sull'effettiva portata della crisi e su un uso che definirei anche strumentale di quel che sta accadendo».
Il riferimento di Mariella Lo Bello è al benservito che un cali center che opera nel territorio ha dato a 137 dipendenti assunti a progetto. Il dubbio sembra lecito: «Lecito, sì, perché per quanto ci risulta l'azienda ha mandato via i 137, tenendosi, ovviamente, i 17 dipendenti assunti a tempo indeterminato, e adesso starebbe ipotizzano di riaprire. Insomma non vorrei che con questa storia delle assunzioni a contratto che portano sgravi e sconti fiscali alle imprese e nessuna certezza ai dipendenti, si giochi tra aperture e chiusure fatte ad arte».
Mariella Lo Bello potrebbe ripeterci i numeri del crollo dell'occupazione che Agrigento ha fatto registrare nel- l'ultimo anno e che sta in un recentissimo dossier della Cgil. Ma più che questi numeri, che sintetizziamo tra le cifre, proviamo a guardare un po' più avanti, dove potrebbe spuntare un raggio di sole.
«Le prospettive ci sarebbero, stanno anche nero su bianco in molti caso - spiega Mariella Lo Bello- basta pensare ai cantieri della Agrigento-Caltanissetta, a quelli della Agrigento-Palermo, al rigassificatore e agli investimenti per altre fonti di energia alternativa. Nel caso dei rigassificatore abbiamo calcolato che tra addetti all'edilizia, ai trasporti e alla siderurgia si potrebbero avere anche 700 posti di lavoro tra diretto e indotto. Per quanto riguarda i cantieri, invece, se dovessero cominciare i lavori potrebbero essere 200 posti. Però, devo anche dire, noi riteniamo fondamentale che si scelgano criteri assolutamente trasparenti per aggiudicare, se ci saranno, questi posti. C'è troppa discrezionalità nella gestione dell'occupazione affidata agli enti locali, trasformati in agenzie interinali. Così non va bene».
Mariella Lo Bello elenca tutti i settori da cui Agrigento dovrebbe e potrebbe ripartire e al primo posto c'è sempre l'agricoltura. Ed è Giuseppe Di Falco, presidente della Cia agrigentina, a spiegare: «Il potenziale di questa provincia è straordinario, perché abbiamo praticamente tutte le produzioni presenti e anche il compatto zootecnico ha una sua storia: il fatto è che il momento è terribile, Soffrono i produttori di pesche di Canicattì, come quelli di Bivona, la campagna vitivinicola non è andata bene e anche per l'olio abbiamo.. prezzi bassi. Un chilo di olio il produttore lo vende 3 euro, sino a qualche tempo fa si poteva arrivare anche a 5. E c'è una forte riduzione di imprese del settore iscritte alla Camera di Commercio, con difficoltà per proprietari e, di conseguenza, per la manodopera bracciantile».
Insomma bisognerebbe trovare il modo di trainare fuori dalle secche anche il computo agricolo agrigentino, così come cerca nuovo respiro e ossigeno il computo dell'edilizia. I numeri che ha l'Ance agrigentina fanno abbastanza paura, come spiega il direttore, Francesco Mossuto: «Dal 2007 al 2009 il nostro osservatorio ha fatto registrare la diminuzione di imprese attive da 1803 a 1722 e anche la nascita di nuove aziende ha un trend negativo: da 548 siamo scesi prima a 468 e l'anno scorso a 384. Siamo, in buona sostanza, al 25,30% di posti di lavoro perduti, se calcoliamo che gli addetti impiegati erano 7664, diminuiti a 5400 e oggi a 5197».
Quadro inquietante, per un settore che più di tanti altri aspetta che partano i lavori pubblici, che decolli un vero piano casa, che qualcosa si inventi per fare ripartire un settore che qui come in tutta la Sicilia è praticamente quasi immobile.
«Questi dati - spiega il presidente dell'Ance, Giuseppe Sorce - evidenziano un progressivo peggioramento della situazione e, naturalmente, sono la conferma che in questi anni la nostra provincia, così come del resto l'intera Sicilia, di fronte a tante regioni italiani e non solo delle aree ricche del Nord e del Nord Est, ha accumulato ritardi su ritardi in relazione alla progettazione e alla realizzazione di infrastrutture e opere pubbliche, creando un divario con altre zone che appare oggi sempre più difficile da colmare».
Effettivamente succedono cose strane, ci sono stop and go inquietanti che confondono. Ieri abbiamo raccontato dei ritardi per gli appalti della Agrigento-Caltanissetta, oggi Mariella Lo Bello ci ricorda anche che cosa si aspettava accadesse a Realmente e non è ancora accaduto: «Si era parlato della possibilità di estrarre e lavorare la cainite, un fertilizzante molto richiesto sul mercato. A regime si era calcolato che si sarebbe garantita occupazione a 400, forse 600 persone, Improvvisamente, però, così come si era cominciato a parlare in maniera costruttive del progetto Italkali, è sceso da parte della Regione il silenzio. Non sembra esserci più interesse, e secondo noi si sta perdendo un'altra occasione»,
"Agrigento sarà fanalino di coda del campionato nazionale delle province e delle città, più o meno e per quel che valgono, ma prospettive ce n'è. C'è il turismo, c'è Sciacca, ci sono i campi da golf e le terme che potrebbero essere un altro fiore all'occhiello, ma prima di parlare di tutte queste belle cose; e, francamente, pure prima di parlare di un altro aeroporto, forse bisognerebbe battersi per dare ad Agrigento qualche strada in più e, per lo meno, un metro di autostrada, visto che è questa l'unica provincia siciliana a non avere, appunto, nemmeno un pezzettino di autostrada. E sì che, visto dove si trova, sarebbe la provincia che ne avrebbe più bisogno.
PIOGGIA DI INTERVENTI per evitare la cancellazione della struttura
Salviamo il teatro della Valle
Sulla vicenda relativa alla chiusura del teatro nella Valle dei templi é intervenuto anche il presidente della Provincia Regionale Eugenio D'Orsi il quale ha scritto una propria lettera alla sovrintendente ai beni culturali ed ambientali, Gabriella Costantino. Egli «manifesta la seria preoccupazione che tale decisione possa trasformare la Valle dei Templi da grande opportunità per lo sviluppo economico-turistico dell'intera area della Provincia di Agrigento in una risorsa destinata alla contemplazione e fruizione di pochi eletti». D'Orsi aggiunge che «Il mondo intero, ma anche la Sicilia con Taormina, Siracusa, Segesta eccetera, aprono le aree archeologiche più importanti alla realizzazione di grandi eventi per valorizzare i siti ma anche le aree circostanti e comunque dare agli eventi il valore aggiunto che li rendano appetibili al mercato e per questo motivo destinatari di grandi flussi turistici. Nella nostra città paradossalmente si agisce al contrario». Il presidente della Provincia «chiede un immediato intervento della direzione dell'Ente Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi al fine di scongiurare tale ipotesi di blocco della fruizione dell'area» e nel contempo «chiede una convocazione urgente del Consiglio del Parco al fine di rivalutare l'infelice scelta». Gli fa eco il presidente del Consorzio turistico Valle dei templi Gaetano Pendolino: «In danno di questa martoriata terra purtroppo - afferma - continuano ad essere prese decisioni che, piuttosto che sollevare la città, minano alle fondamenta le ultime opportunità di farla sopravvivere». Pendolino aggiunge che «Non possiamo permetterci il lusso di rinunciare al valore aggiunto di un evento da realizzare nella cornice della Valle dei templi poiché saremmo subito annientati dai nostri competitors regionali che invece continuano a proporre intere stagioni concertistiche e teatrali nei Teatro Antichi di Taormina, Siracusa e Segesta. Egli quindi chiede al Consiglio e alla Direzione del Parco di prorogare la concessione del teatro per il 2010 e di rivalutare la posizione già espressa. Il presidente della Camera di commercio Vittorio Messina, nel ricordare la situazione di isolamento del nostro territorio per la mancanza di un aeroporto, ricorda che il teatro «ad oggi ha permesso alla città di porsi tra i principali scenari teatrali-naturali estivi d'Italia» ed aggiunge che, «Se dovesse chiudere, la città perderebbe un'altra opportunità frutto di investimenti privati che animano il territorio. Germano Boccadutri, presidente dell'Ordine dggli agronomi e forestali della Provincia, .auspica «che vengano trovate quelle soluzioni che possano scongiurare la chiusura di una struttura che ad oggi ha permesso, alla città di Agrigento ed alla Valle dei templi, di essere tra i principali e più incantevoli scenari teatrali-naturali d'Europa, permettendo una visibilità all'intkro contesto ambientale di enorme evidenza».
Rifiuti nella bufera
Sciopero del personale per lo stipendio, ma le ditte non possono più anticipare
Secondo giorno di sciopero ieri per i dipendenti del raggruppamento di imprese che si occupa del servizio di prelievo e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Tutti gli automezzi sono rimasti fermi e sono stati parcheggiati nelle adiacenze degli uffici di Gesa, mentre la spazzatura si va accumulando sempre di più agli angoli delle strade. Il personale in questione é creditore delle spettanze di gennaio e febbraio (anche se quest'ultimo mese scadrà il prossimo 15 marzo), mentre le ultime rimesse effettuate nei confronti delle ditte da Gesa alla fine di febbraio hanno consentito il pagamento dello stipendio di dicembre. Manca dunque la copertura finanziaria per i periodi successivi: le ditte hanno detto a chiare lettere che se non riceveranno il saldo di ottobre 2009 non potranno pagare la mensilità di gennaio.
Ieri mattina sembrava dovesse esserci una riunione di amministratori, ma poi non se n'é fatto niente: si sono visti soltanto alcuni sindaci che sono andati via poco dopo. Anche i sindacati allargano le braccia: per loro lo sciopero é programmato il 12 marzo. Quella in corso da ieri é un'astensione «abusiva», non concordata a livello sindacale. Sostanzialmente non hanno più il controllo della situazione. Intanto continuano a registrarsi interventi sia sulla vicenda delle dimissioni dell'Amministratore unico Francesco Truglio che sul disegno di legge per la soppressione degli Ato. Sul primo argomento c'é una netta presa di posizione del consigliere comunale Giuseppe Arnone il quale scrive allo stesso amministratore per spiegare meglio la posizione del sindaco Marco Zambuto. Egli, ricordando anzitutto le proprie battaglie, anche giudiziarie, «per ripulire il settore dei rifiuti da inquinamenti di ogni tipo» e per questo afferma diavere «le carte in regola per interpretare pubblicamente il grande sentimento di stima e apprezzamento per la sua azione svolta in questi mesi che é maturato nella mente di gran parte, direi la totalità, degli amministratori agrigentini, nonché in vastissimi settori dell'opinione pubblica». Arnone ricorda l'imminente scadenza del contratto d'appalto del servizio di rimozione dei rifiuti ed afferma che «momenti di fibrillazione, quando si é impegnati in terreni e contesti assai difficili, sono fisiologici. Tuttavia - continua - bisogna guardare alla luna e non all'unghia del dito che la indica» e - riferendosi alle affermazioni del sindaco Zambuto - aggiunge che «di fronte a situazioni particolarmente impegnative è sempre utile porre in essere ogni attenzione ed energia a salvaguardia della legalità», come ha fatto Zambuto. In conclusione chiede a Truglio «di proseguire ogni utile chiarimento, nella massima trasparenza, riprendendo il timone dell'Ato Gesa Ag 2 e non interrompendo dunque il percorso virtuoso intrapreso». Sugli Ato invece interviene il vicepresidente del consiglio provinciale Mario Lazzano. «Esprimo piena soddisfazione - afferma - per l'approvazione a stragrande maggioranza da parte del Parlamento Nazionale, che su un emendamento proposto dalla Lega ha sop presso gli Ato rifiuti e gli Ato Idrici. Ci si augura che il Governo della Regione recepisca la Legge votata dal Parlamento Nazionale facendo altrettanto. Un auspicio,sarebbe quello che la gestione dell'acqua e dei rifiuti venga data alle Province». «Condividiamo - gli fa eco il segretario generale della Uil Aldo Broccio - il provvedimento legislativo licenziato nei giorni scorsi dal Governo, riguardante la soppressione degli Ato Rifiuti ed Idrici. C'è da augurarsi che il Governo della Regione Siciliana recepisca con celerità e legiferi di conseguenza, andando a ridisegnate anche il "Piano Regionale dei Rifiuti ". «Nessuno avrebbe mai immaginato - aggiunge il consigliere provinciale Stefano Girasole - che un giorno saremmo stati obbligati moralmente a ringraziare uomini della Lega Nord per averci liberato di uno dei tanti "carrozzoni mangiasoldi" voluti da una classe politica che non ha mai lavorato per servire i cittadini. Da questa esperienza arriva un chiaro ed inequivocabile risultato: la politica ed i politici siciliani non sono in grado di rappresentarci». Soddisfazione é stata espressa anche da Roberto Gallo del movimento La Destra.
SOLE 24 ORE
ENTI LOCALI. Per le «in house»
Segretari comunali presidenti di cda
Per la Corte dei conti della Lombardia nessun impedimento alla possibilità di cumulare cariche e introiti
MILANO. Il segretario generale del comune può sedersi sulla poltrona di presidente del consiglio di amministrazione di una società partecipata in house; e nulla vieta che i due stipendi si cumulino. Il via libera arriva dalla sezione di controllo della Corte dei conti della Lombardia, che in parere inviato al comune di Milano ha detto «sì» all'ipotesi di affidare al segretario dell'ente il ruolo di presidente nel cda di Metropolitana Milanese, società in house di Palazzo Marino. Per i magistrati contabili, nessuna incompatibilità impedisce all'attuale segretario, Giuseppe Mele, di sostituire Lanfranco Senn come presidente di Mm e di guidare sia la macchina comunale (con uno stipendio complessivo da 234mila euro lordi all'amo) sia le metropolitane (l'indennità di Senn viaggia poco sopra i 76.600 euro lordi all'anno). L'autorizzazione, precisa la Corte, deve arrivare dal sindaco, che dando il proprio consenso avrà valutato che il doppio incarico non metta in pericolo l'attività istituzionale del segretario e la sua funzione di garanzia della trasparenza e dell'imparzialità del comune. Effettuata questa valutazione, la strada è libera anche perché le norme impongono che l'ente abbia un controllo diretto sulle società in house, e la doppia poltrona del segretario tradurrebbe in pratica nel modo più evidente questo rapporto.
Nella sua richiesta di parere Palazzo Marino precisava che la scelta non sarebbe caduta su Mele in quanto segretario del comune, ma in virtù della sua«ampia e profonda esperienza giuridico-finanziaria»; non solo, per raccogliere le candidature il comune ha pubblicato un bando, a cui il segretario dell'ente ha mandato la propria candidatura. Con le norme attuali, secondo la delibera della corte, l'incompatibilità tra impiego pubblico e un'altra attività remunerata e continuativa c'è, ma è «temperato» dalla possibilità di ottenere un'autorizzazione per uno "strappo alla regola" in situazioni particolari.
La decisione è in mano al sindaco, a cui spetta la valutazione sul fatto che la nomina sia «nell'interesse del buon andamento dell'amministrazione» (lo prevede l'articolo 53 del Dlgs 165/2001). Nessun ostacolo si incontra poi sul versante delle indennità; l'unico tetto potrebbe arrivare dai tetti agli stipendi dei manager pubblici, che attendono però ancora i regolamenti attuativi e quindi al momento nei fatti non operano. Una nuova griglia di incompatibilità è contenuta nel regolamento attuativo della riforma dei servizi pubblici locali, che però dovrebbe colpire solo gli affidamenti a terzi lasciando libere le società in house.
Per il patto di stabilità interno
Entro il 31 marzo attestato sui bilanci
Poco più di tre settimane di tempo per province e comuni sopra i5mila abitanti per certificare al ministero dell'Economia di aver rispettato il patto di stabilità nel 2009.
La Ragioneria generale ha diffuso ieri il decreto con il modello di certificazione, che gli enti devono compilare e inviare tramite il sistema telematico entro il 31 marzo. Il termine, ricorda la Ragioneria generale, è perentorio, e chi non arriverà in tempo sarà considerato a tutti gli effetti inadempiente e incapperà nel pacchetto di sanzioni introdotto dalla manovra dell'estate 2008 e aggiornato da ultimo con il decreto anticrisi del luglio 2009 (DI 78/2009): taglio dei trasferimenti statali, riduzione della spesa corrente al minimo registrato nell'ultimo triennio, sforbiciata del 30% alle indennità dei politici locali e divieto di ricorrere all'indebitamento.
Per tagliare i tempi, il sistema informatico utilizzerà dati inviati dagli enti locali per il monitoraggio in corso d'opera: acquisendo il modello, quindi, l'ente se lo troverà compilato in via automatica dal sistema; agli operatori toccano naturalmente le operazioni di controllo, che per essere considerate valide dall'Economia dovranno essere accompagnate dalla doppia firma da parte del rappresentante legale e del responsabile del servizio finanziario. Un prospetto a sé è dedicato al meccanismo della «premialità», chiamato a individuare i comuni e le province a cui reDistribuire una parte dell'eventuale extraperformance ottenuta dal comparto. Per compilarlo, gli enti dovranno trarre dal consuntivo 2009 i dati su entrate tributarie, extratributarie e sul complesso delle entrate correnti, mentre sul versante delle spese rilevano quelle per il personale, per il rimborso prestiti e per gli interessi passivi.
AGRIGENTOFLASH.IT
Teatro nella Valle, D'Orsi scrive alla soprintendenza
Il presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi, interviene in merito alla chiusura del teatro nella Valle dei Templi, con una propria lettera alla sovrintendente ai beni culturali ed ambientali, Gabriella Costantino. Nella lettera il Presidente della Provincia scrive : "Condividendo in pieno l'analisi ed il timore espressi dal Consorzio Turistico Valle dei Templi, rispetto alla non disponibilità dell'area di Piano San Gregorio per la collocazione del Teatro Valle dei Templi, si manifesta la seria preoccupazione che tale decisione possa trasformare la Valle dei Templi da grande opportunità per lo sviluppo economico-turistico dell'intera area della Provincia di Agrigento in una risorsa destinata alla contemplazione e fruizione di pochi eletti. Il Turismo può rappresentare, per la nostra area, l'unica industria con bassissimo impatto ambientale ed alto valore aggiunto ma che in queste condizioni rischia di divenire ancora una volta un'opportunità mancata. Il mondo intero, ma anche la Sicilia con Taormina - Siracusa - Segesta ecc. , aprono le aree archeologiche più importanti alla realizzazione di grandi eventi per valorizzare i siti ma anche le aree circostanti e comunque dare agli eventi il valore aggiunto che li rendano appetibili al mercato e per questo motivo destinatari di grandi flussi turistici. Nella nostra città paradossalmente si agisce al contrario chiudendo il parco alla fruizione pubblica e dicendo no alla grande opportunità di sviluppo che può arrivare attraverso il turismo degli eventi. Ciò non appare né sensato né tanto meno opportuno, non solo in termini generici ma nello specifico in un momento di grande difficoltà economica che colpisce in prima battuta certamente la filiera turistica".
Il presidente D'Orsi conclude scrivendo "Ritenendo, pertanto, il turismo degli eventi uno strumento necessario, allo sviluppo economico-turistico della nostra terra, si chiede un immediato intervento della direzione dell'Ente Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi al fine di scongiurare tale ipotesi di blocco della fruizione dell'area e nel contempo si chiede una convocazione urgente del Consiglio del Parco al fine di rivalutare l'infelice scelta legata al cambio di destinazione d'uso dell'area di Piano San Gregorio".
AGRIGENTONOTIZIE.IT
Protesta pro aeroporto, smontata la tenda.
E' rimasta invano ad attendere l'arrivo di Vito Riggio per un paio di giorni, poi, in una piovosa giornata di marzo, la tenda che il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi ha usato per protestare affinchè si realizzi l'aeroporto di Piano Romano, è stata smontata e riportata in magazzino. Solo il grande striscione ancorato a due pini e qualche cartello ancora ricordano la protesta conclusasi la scorsa settimana dopo la visita del presidente della Regione Raffaele Lombardo.
Di Benedetto e Panepinto: "Urgente convocazione dell'Ato" .
Debito di oltre dodici milioni di euro e non pagamento delle rete da 600 mila euro nei confronti della Siciliacque. Sono questi i numeri negativi della Girgenti acque emersi durante l'audizione, in commissione Bilancio all'Ars, della società Siciliacqua.
L'amministratore delegato della società Albani, ha, inoltre, affermato che Girgenti acque oltre a non far fronte al debito pregresso non sta pagando neanche le fatture emesse per i nuovi comuni. Su richiesta di Giacomo Di Benedetto e Giovanni Panepinto, fautori dell'audizione, Siciliacque ha risposto che sta valutando di riaprire la procedura fallimentare anche tenendo conto del mancato versamento dell'aumento di capitale sociale deliberato dai soci di Girgenti acque."Esprimiamo - affermano Di Benedetto e Panepinto - profonda preoccupazione per tali notizie e invitiamo il presidente della Provincia regionale di Agrigento Eugenio D'Orsi a convocare l'assemblea dell'Ato per affrontare la grave questione che rischia di compromettere il sistema di erogazione idrica della provincia di Agrigento".
AGRIGENTOWEB.IT
Teatro nella Valle, il presidente D'Orsi scrive alla Sovrintendente
Il presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi, interviene in merito alla chiusura del teatro nella Valle dei Templi, con una propria lettera alla sovrintendente ai beni culturali ed ambientali, Gabriella Costantino.
Nella lettera il Presidente della Provincia scrive : "Condividendo in pieno l'analisi ed il timore espressi dal Consorzio Turistico Valle dei Templi, rispetto alla non disponibilità dell'area di Piano San Gregorio per la collocazione del Teatro Valle dei Templi, si manifesta la seria preoccupazione che tale decisione possa trasformare la Valle dei Templi da grande opportunità per lo sviluppo economico-turistico dell'intera area della Provincia di Agrigento in una risorsa destinata alla contemplazione e fruizione di pochi eletti. Il Turismo può rappresentare, per la nostra area, l'unica industria con bassissimo impatto ambientale ed alto valore aggiunto ma che in queste condizioni rischia di divenire ancora una volta un'opportunità mancata. Il mondo intero, ma anche la Sicilia con Taormina - Siracusa - Segesta ecc. , aprono le aree archeologiche più importanti alla realizzazione di grandi eventi per valorizzare i siti ma anche le aree circostanti e comunque dare agli eventi il valore aggiunto che li rendano appetibili al mercato e per questo motivo destinatari di grandi flussi turistici. Nella nostra città paradossalmente si agisce al contrario chiudendo il parco alla fruizione pubblica e dicendo no alla grande opportunità di sviluppo che può arrivare attraverso il turismo degli eventi. Ciò non appare ne sensato ne tanto meno opportuno non solo in termini generici ma nello specifico in un momento di grande difficoltà economica che colpisce in prima battuta certamente la filiera turistica".
Il presidente D'Orsi conclude scrivendo "Ritenendo, pertanto, il turismo degli eventi uno strumento necessario, allo sviluppo economico-turistico della nostra terra, si chiede un immediato intervento della direzione dell'Ente Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi al fine di scongiurare tale ipotesi di blocco della fruizione dell'area e nel contempo si chiede una convocazione urgente del Consiglio del Parco al fine di rivalutare l'infelice scelta legata al cambio di destinazione d'uso dell'area di Piano San Gregorio.
La Provincia istituisce un tavolo osservatorio permanente sul turismo
"Esprimo soddisfazione per il fatto che la Comissione Consiliare "promozione culturale " e "turismo" della Provincia Regionale della Provincia di Agrigento abbia accettato la mia proposta d'istituire una Conferenza Permanente per lo sviluppo del Turismo nel territorio provinciale di Agrigento". Lo dichiara il consigliere provinciale Roberto Gallo. "Si tratta - spiega il consigliere de La Destra - di un progetto di coinvolgimento di tutti gli attori protagonisti del settore Turismo, a partire dai Consorzi Turistici (che raggruppano tra gli associati molti operatori che appartengono alle diverse attivita'), agli albergatori, ai ristoratori, alle guide turistiche, alle aziende di autotrasporto, agli enti locali (comuni) agli organizzatori di eventi culturali e di spettacolo , ecc. , ecc..
In particolare la Commissione comincerà ad incontrare le varie categorie professionali del settore (abbiamo gia' iniziato con le guide turistiche e la prossima riunione inviteremo il Consorzio Turistico "Valle dei templi" ) per fare il punto della situazione e cercare insieme di risolvere piccoli problemi e discutere e prepararsi per arrivare ad una strategia generale di rilancio del turismo in Provincia di Agrigento". Nella fase successiva, la Commissione composta dal Consigliere Provinciale Giovanni D'Angelo che la presiede, dal vice Gioacchino Zarbo, dai Consiglieri Montaperto, Picone, Cammilleri, Scozzari, Testone e Rob Gallo, organizzera' delle vere e proprie conferenze di servizio invitando i vari Assessori al Turismo dei vari comuni , oltre ai rappresentanti delle varie categorie produttive del settore ed ovviamente l'assessore provinciale al Turismo Pace.
"Tutto cio' - conclude Gallo - vede un unico obiettivo fare dell'Ente Provincia di Agrigento il coordinatore del rilancio delle attivita' economiche legate al Turismo per il nostro territorio provinciale".
Girasole su ATO: "Grazie alla Lega"
"Nessuno avrebbe mai immaginato che un giorno saremmo stati obbligati moralmente a ringraziare uomini della Lega Nord per averci liberato di uno dei tanti "carrozzoni mangiasoldi" voluti da una classe politica che non ha mai lavorato per servire i cittadini".
Lo dichiara il consigliere provinciale del PD Girasole commentando l'emendamento della Lega che "produce un grande effetto benefico per una terra come la Sicilia che da tempo lotta contro una vergognosa privatizzazione dell'acqua, affidata a soggetti incapaci di gestirla al meglio, che ha prodotto solo disfunzioni, rabbia e disservizi". "Da due anni il popolo siciliano non trova nel mondo politico locale e regionale interlocutori validi per rappresentare la propria indignazione per essere stati privati di un bene pubblico fondamentale come l'acqua" dice Girasole. "Oggi dobbiamo ringraziare esponenti della Lega Nord, capaci di farsi in un batter d'occhio promotori di una delle storiche esigenze dei siciliani e di sostituire la classe politica siciliana seduta in Parlamento solo per chiamata nominale e non attraverso elezioni dirette e democratiche. Da questa esperienza arriva un chiaro ed inequivocabile risultato: la politica ed i politici siciliani non sono in grado di rappresentarci. Dopo l'emendamento della Lega votato dal Parlamento, con cui vengono in un colpo solo cancellati gli Ato, i politici siciliani dovrebbero chiedere scusa e dimettersi. Tutti loro non sono in grado di rappresentare le esigenze del popolo siciliano e non possono continuare ad occupare un posto così autorevole come quello di esponente del Parlamento italiano.
Ora spero che la Regione possa fare buon uso della legge e la trasformi in strumento utile per mettere fine ad uno dispendio di risorse pubbliche servito solo a fare clientelismo e non a migliorare i servizi" conclude Girasole.
Consiglio Provinciale convocato per il prossimo 18 marzo
Torna a riunirsi il Consiglio provinciale di Agrigento, convocato dal Presidente del Consiglio dr. Raimondo Buscemi per il prossimo 18 marzo alle ore 18.00, con quattordici punti all'ordine del giorno tra cui alcune proposte dell'Amministrazione. Le proposte dell'Amministrazione riguardano la modifica del regolamento per l'assegnazione di fondi agli istituti di istruzione secondaria di pertinenza provinciale, proposta dal Settore Politiche del Lavoro e Istruzione. Il settore "Affari generali e Segreteria generale" ha presentato alcune proposte che riguardano l'iniziativa della presentazione all'ARS della proposta di disegno di legge sulla costituzione del Consiglio Regionale delle Autonomie Locali, le modifiche dello Statuto provinciale e la modifica del regolamento sul procedimento amministrativo. L'Adozione del piano provinciale di gestione dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi è stata proposta invece dal Settore Ambiente e Territorio. Tre le interrogazioni presentate dai Consiglieri provinciali. La prima è quella presentata dal Consigliere Di Prima sull'Ato Idrico della Provincia di Agrigento in merito all'utilizzo dei locali dell'Urp di Sciacca e sull'assunzione del personale. La seconda interrogazione, sempre del Consigliere Di Prima riguarda le disfunzioni e i disservizi dell'Ato idrico della Provincia d Agrigento mentre la terza interrogazione, presentata dal Consigliere Girasole, riguarda i compensi di sponsorizzazione per le Associazioni agonistiche della Provincia. Inoltre sarà discusso l'ordine del giorno del consigliere Girasole sul disegno di legge Calderoli. Infine saranno discussi l'Ordine del giorno del Consigliere Avarello sulla riforma dei Consorzi Agrari in Sicilia e un riconoscimento di un debito fuori bilancio a seguito della sentenza del Tribunale.
PERLACITTA'.IT
Teatro della Valle. D'Orsi scrive alla Sovrintendente ai BBCC
Il presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi, interviene in merito alla chiusura del teatro nella Valle dei Templi, con una propria lettera alla sovrintendente ai beni culturali ed ambientali, Gabriella Costantino. Nella lettera il Presidente della Provincia scrive : "Condividendo in pieno l'analisi ed il timore espressi dal Consorzio Turistico Valle dei Templi, rispetto alla non disponibilità dell'area di Piano San Gregorio per la collocazione del Teatro Valle dei Templi, si manifesta la seria preoccupazione che tale decisione possa trasformare la Valle dei Templi da grande opportunità per lo sviluppo economico-turistico dell'intera area della Provincia di Agrigento in una risorsa destinata alla contemplazione e fruizione di pochi eletti. Il Turismo può rappresentare, per la nostra area, l'unica industria con bassissimo impatto ambientale ed alto valore aggiunto ma che in queste condizioni rischia di divenire ancora una volta un'opportunità mancata. Il mondo intero, ma anche la Sicilia con Taormina - Siracusa - Segesta ecc. , aprono le aree archeologiche più importanti alla realizzazione di grandi eventi per valorizzare i siti ma anche le aree circostanti e comunque dare agli eventi il valore aggiunto che li rendano appetibili al mercato e per questo motivo destinatari di grandi flussi turistici. Nella nostra città paradossalmente si agisce al contrario chiudendo il parco alla fruizione pubblica e dicendo no alla grande opportunità di sviluppo che può arrivare attraverso il turismo degli eventi. Ciò non appare ne sensato ne tanto meno opportuno non solo in termini generici ma nello specifico in un momento di grande difficoltà economica che colpisce in prima battuta certamente la filiera turistica".
Il presidente D'Orsi conclude scrivendo "Ritenendo, pertanto, il turismo degli eventi uno strumento necessario, allo sviluppo economico-turistico della nostra terra, si chiede un immediato intervento della direzione dell'Ente Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi al fine di scongiurare tale ipotesi di blocco della fruizione dell'area e nel contempo si chiede una convocazione urgente del Consiglio del Parco al fine di rivalutare l'infelice scelta legata al cambio di destinazione d'uso dell'area di Piano San Gregorio".
Truglio si dimette e le città sono sommerse di rifiuti.
E' difficile comprendere le azioni dei nostri politici. D'Orsi e Zambuto sapevano di muoversi in mezzo alla cristalleria e sono andati avanti nel loro percorso senza badare ai danni, pur prevedibili.La legalità e la trasparenza nella spesa pubblica devono essere garantite senza né se e né ma. Meglio annegare tra i rifiuti piuttosto che cedere di fronte al malaffare, ché di questo si è parlato nella conferenza stampa del presidente della Provincia e del sindaco di Agrigento. Gli operatori ecologici hanno incrociato le braccia per solidarietà a Truglio o per il mancato pagamento degli stipendi? Peggio. Sono i datori di lavoro a spingere i loro dipendenti a fermarsi per agevolare il ritorno di Truglio? Sono anni che il sistema si regge sulle acrobazie dell'Ato che riesce a garantire il servizio sulla "fiducia" e il vicesindaco di Agrigento che ha vissuto l'esperienza di amministratore dell'Ato, dovrebbe saperne qualcosa. Fiducia da parte delle banche e, principalmente, da parte dei lavoratori del settore, pronti ad aspettare settimane se, almeno, hanno elementi per sperare. Le dimissioni di Truglio hanno accantonato le speranze e gli operatori ecologici protestano in difesa del legittimo diritto a percepire le spettanze. D'Orsi e Zambuto hanno certamente previsto il verificarsi dell'attuale stato delle cose, ma, dicevamo, la lotta ai "comitati d'affare" non deve arrestarsi, costi quel che costi. I sindaci vogliono il ritorno di Truglio e l'ex amministratore unico dell'Ato ha mandato a dire che ormai le sue dimissioni sono esecutive. Devono rinominarlo. D'Orsi, Zambuto e gli altri sindaci devono riunirsi e nominarlo, lo faranno sabato prossimo.
E il malaffare con il comitato d'affare, che fine hanno fatto? Facciamo rispondere i sindacati. "Con le dimissioni dell'Amministratore Unico Avv. Truglio - scrivono nel loro comunicato Cgil, Cisl e Uil - la Società rischia di ritornare indietro anni luce rispetto alle importanti novità che ha apportato sia, nell'organizzazione del lavoro, ottimizzando le risorse umane sia, rispetto al tentativo di risanamento della Società, con importanti tagli a sprechi e costi di carattere generale di cui evidentemente l'azienda può farne a meno. Il suo operato ha trasmesso fiducia alle banche che dovrebbero contribuire al finanziamento della Società ed al mondo delle imprese, perennemente in affanno per i ritardi nei pagamenti e di conseguenza nei confronti dei lavoratori.
In tutta questa confusione rimane il dato certo che a causa delle dimissioni viene meno il finanziamento di una banca facendo saltare l'impegno della GESA di pagare gli stipendi del mese di gennaio annunciato per il giorno 05 marzo, quindi si avvicina lo spettro di ritornare con le strade piene d'immondizia a causa dello sciopero dei lavoratori previsto per il giorno 12 marzo. Pertanto, invitiamo i sindaci a provvedere con urgenza ad una soluzione di questa crisi, con la speranza che nessuno si assuma la responsabilità più o meno consapevole di ritornare indietro con lotte politiche intestine che porterebbero ad un fallimento certo della società lasciando 19 comuni in mezzo ai rifiuti". Buscemi, Stella e Manganella parlano dello stesso Truglio di D'Orsi e di Zambuto? Non siamo riusciti a capirlo. Un fatto è certo: la spazzatura sotto le finestre dell'utenza.
Nutrito odg per il prossimo Consiglio Provinciale di Agrigento
Torna a riunirsi il Consiglio provinciale di Agrigento, convocato dal Presidente Raimondo Buscemi per il prossimo 18 marzo alle ore 18.00, con quattordici punti all'ordine del giorno tra cui alcune proposte dell'Amministrazione. Le proposte dell'Amministrazione riguardano la modifica del regolamento per l'assegnazione di fondi agli istituti di istruzione secondaria di pertinenza provinciale, proposta dal Settore Politiche del Lavoro e Istruzione. Il settore "Affari generali e Segreteria generale" ha presentato alcune proposte che riguardano l'iniziativa della presentazione all'ARS della proposta di disegno di legge sulla costituzione del Consiglio Regionale delle Autonomie Locali, le modifiche dello Statuto provinciale e la modifica del regolamento sul procedimento amministrativo. L'adozione del piano provinciale di gestione dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi è stata proposta invece dal Settore Ambiente e Territorio. Tre le interrogazioni presentate dai Consiglieri provinciali. La prima è quella presentata dal Consigliere Di Prima sull'Ato Idrico della Provincia di Agrigento in merito all'utilizzo dei locali dell'Urp di Sciacca e sull'assunzione del personale. La seconda interrogazione, sempre del Consigliere Di Prima riguarda le disfunzioni e i disservizi dell'Ato idrico della Provincia di Agrigento mentre la terza interrogazione, presentata dal Consigliere Girasole, riguarda i compensi di sponsorizzazione per le Associazioni agonistiche della Provincia. Inoltre sarà discusso l'ordine del giorno del consigliere Girasole sul disegno di legge Calderoli.
Infine saranno discussi l'Ordine del giorno del Consigliere Avarello sulla riforma dei Consorzi Agrari in Sicilia e un riconoscimento di un debito fuori bilancio a seguito della sentenza del Tribunale.
AGRIGENTOOGGI.IT
Il consiglio provinciale torna a riunirsi il prossimo 18 marzo.
Torna a riunirsi il Consiglio provinciale di Agrigento, convocato dal Presidente del Consiglio dr. Raimondo Buscemi per il prossimo 18 marzo alle ore 18.00, con quattordici punti all'ordine del giorno tra cui alcune proposte dell'Amministrazione. Le proposte dell'Amministrazione riguardano la modifica del regolamento per l'assegnazione di fondi agli istituti di istruzione secondaria di pertinenza provinciale, proposta dal Settore Politiche del Lavoro e Istruzione. Il settore "Affari generali e Segreteria generale" ha presentato alcune proposte che riguardano l'iniziativa della presentazione all'ARS della proposta di disegno di legge sulla costituzione del Consiglio Regionale delle Autonomie Locali, le modifiche dello Statuto provinciale e la modifica del regolamento sul procedimento amministrativo. L'Adozione del piano provinciale di gestione dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi è stata proposta invece dal Settore Ambiente e Territorio. Tre le interrogazioni presentate dai Consiglieri provinciali. La prima è quella presentata dal Consigliere Di Prima sull'Ato Idrico della Provincia di Agrigento in merito all'utilizzo dei locali dell'Urp di Sciacca e sull'assunzione del personale. La seconda interrogazione, sempre del Consigliere Di Prima riguarda le disfunzioni e i disservizi dell'Ato idrico della Provincia d Agrigento mentre la terza interrogazione, presentata dal Consigliere Girasole, riguarda i compensi di sponsorizzazione per le Associazioni agonistiche della Provincia. Inoltre sarà discusso l'ordine del giorno del consigliere Girasole sul disegno di legge Calderoli. Infine saranno discussi l'Ordine del giorno del Consigliere Avarello sulla riforma dei Consorzi Agrari in Sicilia e un riconoscimento di un debito fuori bilancio a seguito della sentenza del Tribunale.
SICILIA24H.IT
Turismo, Gallo: "Bene la Conferenza Permanente, adesso istituire tavolo di concertazione"
Soddisfazione viene espressa dal consigliere provinciale de La Destra, Roberto Gallo per il fatto che la Commissione Consiliare "promozione culturale " e "turismo" abbia accettato la sua proposta di istituire una Conferenza Permanente per lo sviluppo del Turismo nel territorio provinciale di Agrigento. "Si tratta - spiega Gallo - di un progetto di coinvolgimento di tutti gli attori protagonisti del settore Turismo, a partire dai Consorzi Turistici (che raggruppano tra gli associati molti operatori che appartengono alle diverse attività), agli albergatori, ai ristoratori, alle guide turistiche, alle aziende di autotrasporto, agli enti locali (comuni ) agli organizzatori di eventi culturali e di spettacolo". In particolare la Commissione comincerà ad incontrare le varie categorie professionali del settore per fare il punto della situazione e cercare insieme di risolvere piccoli problemi e discutere e prepararsi per arrivare ad una strategia generale di rilancio del turismo in provincia. Nella fase successiva, la Commissione presieduta dal consiglieri. G. D'Angelo, Zarbo, Montaperto, Picone, Cammilleri, Scozzari, Testone e R. Gallo, organizzerà delle vere e proprie conferenze di servizio invitando i vari assessori al Turismo dei vari comuni, oltre ai rappresentanti delle varie categorie produttive del settore ed ovviamente l'assessore al Turismo Pace. "Tutto ciò- conclude Gallo- vede un unico obiettivo, fare dell'Ente Provincia il coordinatore del rilancio delle attività economiche legate al turismo per il nostro territorio provinciale".