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Provincia di Agrigento
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Rassegna stampa dell'11 marzo 10

 

GIORNALE DI SICILIA

DETERMINE DEL PRESIDENTE. Nominato l'avvocato Diego Galluzzo per rappresentare l'ente davanti la corte di Cassazione. Spicca il nome di Di Gati

Lotta alla mafia, la Provincia parte civile - contro gli imputati del processo «Domino»

D'Orsi: «Legalità innanzitutto: non potevamo esimerci, come. è accaduto nel passato avverrà nel futuro»

Nominato il legale Alessandro Patti nel giudizio proposto da Antonino Pira che chiede il risarcimento per un incidente stradale sulla provinciale 38.

A gennaio ne ha firmate 16. Lo scorso mese sono state, invece, 18. Sono le determine del presidente della Provincia Eugenio D'Orsi. Alcune sono legate alla lotta alla mafia, tant'è che è stata decisala costi­tuzione in giudizio dell'ente nei due tronconi del processo antimafia "Domino". Ma ci so­no anche quelle che autorizza­no le missioni a Milano o a Ro­ma per promuovere Agrigento e tutto il suo hinterland e quel­le in cui si autorizza a resistere in giudizi di richiesta di risarci­mento danni, inseguito ad inci­denti stradali. Il 12 e 24 febbra­io il presidente D'Orsi ha auto­rizzato la costituzione di parte civile della Provincia, davanti la corte di Cassazione, nel pro­cesso a carico del racalmutese, collaboratore di giustizia, Be­niamino Di Gati + 9 contro la sentenza della corte d'assise d'appello del 5 marzo del 2009. La costituzione in giudizio ha comportato anche la nomina dell'avvocato Diego Galluzzo. Stessa scelta, e stessa nomina di legale, anche nel processo, davanti la corte d'assise d'ap­pello, a carico del grottese Gio­vanni Aquilina + 10. «Legalità innanzitutto - ha detto il presi­dente Eugenio D'Orsi- . La pro­vincia non poteva esimersi, co­sì come è avvenuto in altri casi analoghi e come avverrà an­che per il futuro, dal costituirsi parte civile nei processi di ma­fia che tanto danno hanno pro­vocato nell'Agrigentino, sia per n sangue versato che per aver compromesso l'immagi­ne di una realtà che tutt'altro è che impregnata di mafia". Ad inizio febbraio, la provincia ha, poi, nominato gli avvocati Ettore Piscopo e Margherita Brucculeri per costituirsi e resi­stere nei giudizi promossi ri­spettivamente da Enzo Tramu­ta e Domenico Tortorici davan­ti al giudice di pace di Ribera. Tramuta e Tortorici hanno, in­fatti, chiesto il risarcimento dei danni subiti in seguito ad un incidente stradale che ha avuto lungo la provinciale 161, in direzione di Montallegro. Lo stesso giorno la Provincia ha nominato l'avvocato Piscopo anche, per resistere nel giudi­zio proposto da Saverio Rizzu­to davanti al giudice del lavoro del tribunale di Sciacca per il ri­conoscimento dello stato inva­lidante. A febbraio, il vice presi­dente della Provincia Carmelo Pace e l' assessore Giuseppe Arnone sono stati autorizzati a re­carsi in "missione" a Milano per partecipare alla borsa internazionale del turismo. L'altra nomina di legale, quella dell' avvocato Alessandro Patti, è stata conferita per far sì che la Provincia resista nel giudizio proposto, davanti al tribunale di Agrigento, da Antonino Pira che chiede il risarcimento dei danni patiti a causa dell'inci­dente stradale che ha avuto lungo la provinciale 38. A fine mese, il vice presidente dell'en te è stato, infine, autorizzato a recarsi in "missione" a Malta per incontri istituzionali con il governo maltese. Gennaio era stato, invece, il mese all'insegna dei lavori di messa in sicu­rezza delle provinciali e di adeguamento di alcuni istituti s-co­lastici come il "Re Capriata" di Licata.

 

VERTICE. Presente anche il presidente D'Orsi

Palma, si ricompatta l'area di centrodestra

PALMA. Atmosfera decisamente più distesa quella dell'ultimo incontro tra le forze politiche del centrodestra palmese che si è svolto ad Agrigento alla pre­senza del Presidente della Pro­vincia Eugenio D'Orsi. Quest'ultimo ha proposto a tutti i presenti di fare proprio lo slogan "Insieme di vince" che ha portato il centrodestra unito al governo della Provin­cia. C'erano tutti gli esponenti dei maggiori movimenti politi­ci palmesi, ma erano soprattut­to presenti i quattro esponenti che si sarebbero, o sono stati, proposti come candidati alla poltrona di sindaco.

Si tratta di Rosario Bonfanti, il quale starebbe lavorando all' allestimento di una lista civica, Lorenzo Vella del MPA, Danie­le Balistreri per il PDL (lealisti) e Angelo Cottitto del PDL Sici­lia. Ognuno di loro ha preso la parola esponendo le ragioni e le motivazioni che li inducono a proporsi quali candidati a sin­daco agli elettori palmesi.

Rosario Bonfanti, ad esem­pio, fa della crisi del comparto agricolo il proprio cavallo di battaglia, rimproverando alla classe politica di dedicare scar­sa attenzione ad un problema così annoso. Anche Lorenzo Vella si è soffermato sui proble­mi della città. "E' opportu­no..." dice lo stesso Vela "pro­grammare incontri con la citta­dinanza per ascoltare attenta­mente quali sono le problema­tiche e le necessità di tutti e suc­cessivamente redigere un pro­gramma serio e mirato sulle co­se da realizzare insieme, al di la di chi sarà il candidato a sin­daco".

Il PDL Sicilia, dopo le pole­miche dei giorni scorsi, pare stia apprezzando gli sforzi di chi tenta di tenere unita la coa­lizione di centrodestra. Il giovane Angelo Cottitto ha parlato oltre che di proble­mi anche di necessità di rinno­vamento della classe politica. Daniele Balistreri, invece, è sta­to molto critico sull'operato dell'amministrazione uscente ed ha evidenziato la necessità di dare una svolta decisiva al modo di amministrare la città. Nei prossimi incontri ver­ranno stabiliti i criteri per la scelta del candidato unico alla coalizione di centrodestra e a tal proposito anche l' UDC ha annunciato l'intenzione di pro­porre anch'esso ai "possibili" partiti alleati un proprio candi­dato.

 

SCALO DI LICATA. Interventi a sostegno della struttura dopo anni di promesse

Aeroporto, Lazzano: «Non si perda tempo» - Casis: tela di Penelope

Vicenda aeroporto, le reazio­ni continuano. Intervengono il vice presidente vicario del consiglio provinciale Mario Lazzano ed il sindacalista del Casis, Franco Sa­maritano. «Le proteste pagano, dice Laz­zano. Adesso dalla protesta alla proposta. Dopo le rassicuranti pa­role del Presidente della Regione Raffaele Lombardo, accompagna­te dalla nota di benestare del Presi­dente dell'Enac Vito Riggio, ades­so tocca a noi come ente provincia vigilare su sull'intero iter affinché vada tutto per il verso giusto. Met­tiamo prima le ali alla nostra buro­crazia affinché tutte le procedure "volino".

«L'aeroporto non può essere una storia infinita che approda nel ridicolo, scrive Franco Samarita­no. L'aeroporto in passato e servi­to a qualcuno per volare nel nido del cuculo romano, qualcun altro con lo stesso metodo, ossia di par­lare, parlare di aeroporto tenta di planare anch'esso al parlamento usando il metodo di Masaniello scendendo in piazza, organizzan­do folle non oceaniche, pacifiche impiantando una tenda con relati­ve comodità. Avevo trentacinque anni quanto, dipendente comuna­le protocollai il pagamento di foto­grafie aereogrammetriche per il «Costruendo aeroporto di Agrigen­to». Adesso ho settantaquattro an­ni e continuiamo a parlare del co­struendo aeroporto. L'aeroporto è diventato una tela di Penelope».

 

ALBERGHIERO

Arnone in visita all'istituto «Ambrosini»

Domani alle ore 10,30 l'as­sessore provinciale, Giuseppe Arnone si recherà presso l'Istitu­to "G. Ambrosini" di Favara per esprimere solidarietà al dirigen­te scolastico, Giuseppe Salamo­ne e ai docenti

 

MALTEMPO. Decine di aziende agricole isolate

Cammarata e S.Giovanni - Cento persone isolate

Quasi cento persone isola­te, decine e decine di aziende agricole e zootecniche irrag­giungibili e nove contrade deva­state dalle frane e dai cumuli di terreno e di fango che hanno an­che sbarrato le strade provincia­li. Sono i numeri, approssimati­vi per difetto, che compongono l'emergenza di Cammarata e San Giovanni Gemini. Smotta­menti e frane hanno imprigio­nato gli abitanti delle contrade Mancuso, Minicuda, Ranzalu­po, Minaga, Rocca di Cippa ed Edera di San Giovanni Gemini e quelli di Bocca di Capra, Casa ticchio e Gallinica di Cammara­ta. Proprio martedì sera, si è te­nuta una riunione urgente a cui hanno partecipato il sindaco di Cammarata, quello di San Gio­vanni Gemini a, l'ingegnere ca­po del Comune cammaratese Giuseppe La Greca, e l'ingegne­re Maurizio Costa della prote­zione civile di Agrigento. "Dai sopralluoghi effettuati sono sta­te individuate le zone più a rischio - ha detto Mangiapane - e ne è stata data comunicazione alla protezione civile di Paler­mo. E' emerso che le zone più a rischio sono Gallinica, Casalic­chio, e Bocca di Capra dove è in atto l'isolamento delle aziende con intere famiglie che non pos­sono essere raggiunte. Inoltre è reale - spiega ancora Mangiapa­ne - il pericolo di esondazione del vallone Tumarrano e del val­lone Bosco, senza tenere conto dei danni per la grave inonda­zione già avvenuta con la rottu­ra degli argini del fiume Sarace­no" Al capo dell'amministrazio­ne cammaratese e l'ingegnere La Greca hanno già dato dispo­sizioni per intervenire sulla stra­da comunale che conduce a Bocca di Capra per evacuare le famiglie isolate, mentre si è in continua allerta per la nuova perturbazione che dovrebbe colpire l'Agrigentino nelle pros­sime ore.Al lavoro anche i cara­binieri e i vigili del fuoco.

 

NOTA DELLA SOCIETÀ. Entro aprile il rientro

La Girgenti acque ha debiti per dodici milioni di euro

«Girgenti Acque ha effettiva­mente una posizione debitoria nei confronti di Siciliacque di 12 milioni di euro, di cui circa 9 milio­ni di euro già soggetti a un piano di rientro concordato con la stes­sa Siciliacque, e 3 milioni di euro relativi a forniture correnti». Lo si legge in una nota dopo l'audizione di Siciliacque alla commissione bilancio dell'Ars. «L'aumento del capitale della nostra Società, da 4 a 9 milioni di euro, è tuttora in corso di comple­tamento, visto che i termini per le sottoscrizioni delle nuove azioni e il relativo versamento, non sono ancora scaduti. Pertanto si preve­de di normalizzare la situazione debitoria nei confronti di Siciliac­que, entro il prossimo mese di aprile».

 

PROVINCIA

Martedì incontro sulla vertenza tra Sogeir e imprese

Il consigliere provincia­le Stefano Girasole, presi­dente della commissione vi­gilanza enti partecipati, ha convocato la commissione per il prossimo 16 marzo alle io nell'aula di giunta del Co­mune di Sciacca. All'ordine del giorno la vertenza tra la Sogeir Ato Agi e le ditte Sam e Bono e sulla situazione de­bitoria della società d'ambi­to.

ATO. Ieri il commissario Teresa Restivo è riuscita ad ottenere dall'Aipa l'impegno al versamento di un milione di euro entro lunedì prossimo

Rifiuti, Zambuto chiede aiuto a Bertolaso - Netturbini intenzionati ad andare avanti
Il sindaco chiede l'aiuto della Protezione civile per ripulire la città. Domani è in program­ma lo sciopero indetto da Cgil, Cisl e Uil di categoria. Un milione di euro in conto anticipazione di somme. Ormai è emergenza. Quattro giorni, compreso oggi, senza raccoglie­re i rifiuti, sono troppi per qualsi­asi città, anche per Agrigento, che per pulizia del centro e delle periferie, non è mai stata in vetta a nessuna classifica. Ma quattro giorni coni cassonetti ricolmi so­no troppi soprattutto in prossi­mità di tutte quelle rivendite di frutta e verdura, i cui titolari con­tinuano imperterriti a scaricare ogni genere di rifiuti. I circa 200 operatori ecologici del raggruppamento di imprese che opera­no per conto di Gesa, non voglio­no saperne di tornare a lavoro fino a quando non verranno paga­ti loro gli stipendi arretrati. La si­tuazione potrebbe però sbloccar­si visto che ieri pomeriggio la dot­toressa Teresa Restivo è riuscita ad ottenere da Aipa, l'impegno ad un anticipazione, lunedì pros­simo, di un milione di euro in conto anticipazione delle som me spettanti. Soldi inaspettati che potrebbe dare respiro alle casse delle imprese che però non hanno fatto mistero che an­che in caso di ulteriori pagamen­ti, solo il 30 per cento sarà desti­nato al pagamento degli stipen­di degli operatori ecologici. In­tanto domani, la protesta auto­noma si sommerà a quella pro­grammata da settimane insieme a Cgil, Cisl e Uil di categoria che avevano già da tempo deciso di astenersi dal lavoro per un'inte­ra giornata. E sul fronte del­l'emergenza igienico sanitaria che si profila, ieri mattina il sin­daco di Agrigento Marco Zambuto ha inviato una nota indirizza­ta al sottosegretario per la prote­zione civile Guido Bertolaso, al presidente della Regione Raffae­le Lombardo e al dirigente gene­rale del Dipartimento regionale Protezione civile Pietro Lo Mona­co. «A causa del perdurare dell'astensione non programmata dei lavoratori addetti alla raccol­ta ed allo smaltimento dei rifiuti urbani - ha scritto Zambuto - si chiede un intervento delle strut­ture della protezione civile per superare la pericolosa situazio­ne sanitaria e scongiurare gravis­simo rischio per la salute dei cit­tadini». Al prefetto Umberto Po­stiglione e al raggruppamento di imprese si è invece rivolto il sin­daco di. Porto Empedocle Lillo Firetto. «Il nostro corretto opera­to - ribadisce il primo cittadino empedoclino - non è stato pre­miato nei fatti e nella sostanza in quanto lo sciopero dei netturbi­ni proclamato da giorni, penaliz­za pesantemente anche la no­stra città che non ha alcuna col­pa di quanto sta accadendo. Que­sto Comune ha infatti da tempo affrontato e risolto la situazione debitoria con la Società d'Ambi­to per il servizio di raccolta dei ri­fiuti solidi urbani sobbarcandosi pesanti oneri finanziari pur dies­ sere in regola con i versamenti». Ieri oltre all'astensione dal lavo­ro, gli operatori ecologici, hanno manifestato con un sit in dinanzi la sede di Gesa con momenti di tensione causati dalla decisione di alcuni di loro di non procede­re alla raccolta nemmeno davanti l'ospedale.

 

VIABILITÀ

Sono stati stanziati 395 mila euro

Un intervento di 395 mila euro è stato previsto per migliora­re le condizioni di sicurezza della viabilità provinciale e della viabili­tà minore zona ovest della nostra provincia. «I lavori individuati dal settore viabilità - si legge in una nota - riguardano la manutenzio­ne straordinaria della segnaletica stradale e delle barriere di sicurez­za sulle strade provinciali e sulla viabilità minore della zona ovest». Entro le ore 12,00 del 19 marzo 2010 le ditte interessate potranno presentare le offerte per partecipare alla gara inviandole alli Provin­cia Regionale di Agrigento, Settore Contratti in Via Acrone, Ex Enel ad Agrigento. La durata dei lavori è4 prevista in dodici mesi, dalla data di sottoscrizione del contratto di gara. «Si tratta di un ammoderna­mento necessario della segnaleti­ca provinciale e delle barriere di protezione delle strade, ha detto il Presidente Eugenio D'Orsi, per rendere più sicuri e adeguati i per­corsi stradali utilizzati da migliaia di automobilisti e mezzi pesanti».LA SICILIA

Gesa, il tempo dei «sospetti»

EMERGENZA RIFIUTI. Zambuto e D'Orsi: «Manovre poco chiare dietro le dimissioni di Truglio»

«Non vorrei che qualcuno stesse soffiando sul fuoco nell'intenzione di far diventare lo sciope­ro in corso un mezzo di pressione per andare verso una proroga del servizio o per spingere sulla gara d'appalto». Il sindaco Marco Zambuto ieri mattina ha tenuto un'altra conferenza stam­pa insieme con il presidente della Provincia Eu­genio D'Orsi sul tema dei rifiuti solidi urbani e della gestione dell'Ato. «Anzitutto - ha esordito - esprimo piena solidarietà ai lavoratori in scio­pero: posso farlo a pieno titolo perché la mia vi­cinanza a questa gente l'ho espressa sempre anche con i fatti. Se andiamo a guardare í trasfe­rimenti che sono stati effettuati a Gesa, infatti, ci rendiamo subito conto che il Comune di Agri­gento é quello che ha versato somme spropor­zionatamente rilevanti rispetto agli altri: ab­biamo fatto anticipazioni per 13 milioni e 400 mila euro, a cui bisogna aggiungere quello che hanno pagato i cittadini, qualcosa come 21.855.296,45. Tutto questo dal 2005 al 2009, per un totale di circa 35 milioni di euro. Considerate che fino al 2004 il servizio di NU costava soltanto 8 miliardi di lire l'anno. Quindi nei con­fronti dei lavoratori abbiamo la coscienza a po­sto. Ma qui nasce il primo problema: vero é che siamo il comune più grosso, ma é anche vero che non c'é proporzione. Non é possibile conti­nuare così: gli Ato, che dovevano migliorare il servizio ed ottimizzare i costi, si sono rivelati in­vece una macchina mangiasoldi. Bisogna abolir­li e tornare alla gestione comunale. Detto questo però lo sciopero in atto é sospetto: anticipa di quattro giorni uno sciopero nazionale, non é stato né proclamato né annunciato; inoltre ani-va qualche giorno dopo le dichiarazioni mie e del presidente D'Orsi sulla necessità di vigilare sulla nuova gara d'appalto per l'affidamento del servizio, necessità che torno a sottolineare an­che oggi. Tra l'altro la situazione dei pagamenti é sotto controllo. lo vorrei capire chi soffia sul fuoco e per quale motivo. Ritengo sia opportu­no che anche l'autorità giudiziaria intervenga per verificare il massimo rispetto della legalità».

Ma avete fatto una denuncia alla Procura della Repubblica?

«La nostra é una denuncia politica, un grido d'allarme per fare in modo che ci sia la massima attenzione su questo problema. Poi ciascuno, nell'ambito delle proprie competenze, farà ciò che ritiene opportuno».

Eugenio D'Orsi é sulla stessa lunghezza d'onda. «C'é stata un'aggregazione di sindaci che ha at­tribuito a Truglio il merito di aver risolto molti problemi. Noi non abbiamo sostenuto il contra­rio, ma siamo due amministratori che detengo­no il 25 per cento delle azioni societarie i quali vogliono capire come é stata gestita Gesa in questi mesi. Non c'é alcuna lesa maestà in que­sto. Invece quasi quasi ci vogliono criminalizza­re solo per aver chiesto un rendiconto». Sia Zambuto che D'Orsi hanno sottolineato che non c'é nulla di personale nei confronti di Francesco Truglio che può benissimo rimanere alla guida di Gesa.

 

Note «classiche» al Santo Spirito

Anche quest'anno l'associazione "Frideryk Chopin" di Agrigento ha organizzato una stagione concerti­stica di musica classica, Il primo incontro è previsto oggi alle ore 18 nel monastero Santo Spirito. I concerti sono patrocinati dal Comune di Agri­gento, dalla Provincia regionale e dall'A.I.C.S.. L'ini­ziativa è curata dal presidente dell'associazione, Gaetano Lombardi con la collaborazione del diret­tore artistico Mariarita Pellitteri. Definita "enfant prodige" per le sue eccezionali doti artistiche, la pianista e clavicembalista agrigen­tina Maria rita Pellitteri è stata la promotrice della fondazione "F. Chopin". L'associazione, costituitasi nel 2003 con lo scopo di promuovere è valorizzare la musica classica nel nostro territorio, ha posto in essere un'intensa e costante attività artistica. Concerti di musica classica eseguiti con cadenza settimanale, nel periodo invernale, con noti e affer­mati musicisti e con corsi di perfezionamento effet­tuati nel periodo estivo da illustri maestri, hanno rafforzato il contributo sociale dato dall'organizza­zione. Quest'anno è stata scelta come unica sede dove si svolgerà l'intera stagione concertistica il monastero di Santo Spirito, per la precisione la Sala Pinacoteca del museo civico interno. Le note musicali eseguite si sono sempre perfettamente fuse con l'atmosfera arabo-normanna dello stesso Complesso monumentale. Raffinatezza ed esecuzione di brani dei migliori compositori classici riescono ogni anno a creare en­tusiasmo ed emozione nell'attento ed esigente pubblico convenuto. Per quest'anno sono previsti tredici incontri: 11, 18, e 25 marzo, 8, 15, 22, 29 apri­le, 13, 20, 27 maggio e 3, 10, 17 giugno. Gli spettacoli, che ci accompagneranno fino all'i­nizio dell'estate, sono tutti previsti alle ore 18 del giorno prefissato, con ingresso gratuito così che tutti possano ascoltare la melodia di note.

 

Dietrofront dalla Valtellina

FAVARA. L'albergatore che avrebbe rifiutato uno studente dell'Ambrosini chiarisce: «Il mio pensiero è stato male interpretato. Mi riferivo solo a chi si è comportato male»

FAVARA. Dietrofront da parte di Giulio Salvi, l'albergatore valtellinese che avrebbe rifiutato nella sua struttura, l'Hotel Bellevue di Cosio Saltellino, lo studente della scuola alberghiera Am­brosini di Favara. Il dietrofront, o se vo­gliamo la precisazione, è stata fatta a se­guito dell'intervento dell'assessore pro­vinciale alle Politiche Comunitarie, del­l'Ufficio Europa e della Programmazione negoziata, Giuseppe Arnone, favarese, il quale aveva commentato duramente la decisione dell'esercente valtellinese: «Si tratta di una decisione - ha detto Arnone - che offende e mortifica l'intera città che, è utile ricordare, non è quella rap­presentata dalla minoranza di giovani che si sono resi protagonisti in negativo, ma quella costituita da tanta gente one­sta e per bene. L'effetto domino che, ta­le decisione potrebbe avere, rischia di creare un incalcolabile danno di imma­gine alla nostra città ma soprattutto di vanificare lo sforzo di tanti giovani stu­denti che proprio in occasione della sta­gione estiva si recano al Nord per mette­re a frutto anni di studio. Ritengo che i segnali di chiusura, nei confronti dei no­stri studenti, manifestati da alcune asso­ciazioni di albergatori e ristoratori, siano il frutto di un'onda emotiva smisurata che rischia seriamente di creare oltre a un danno di immagine all'Istituto an­che economico agli studenti». L'assessore aveva invitato gli alberga­tori valtellinesi a visitare la città Favara senza alcun timore, mettendosi a dispo­sizione di accompagnare gli studenti fa­varesi in Valtellina affinché si possa met­tere fine ad una polemica a dir poco ec­cessiva. L'albergatore ha voluto precisare che in questa vicenda ci sarebbe stato un malinteso: «Non ho problemi, non aven­do offeso certamente gli onesti cittadini favaresi a riportare nei giusti termini la questione».

In una lettera inviata al preside Sala­mone, secondo quanto riportato sempre i da un sito on line, l'albergatore, che si di­ce dispiaciuto, afferma «Che, forse da una frettolosa lettura, sia stato interpre­tata la mia lettera come rifiuto ad acco­gliere lavoratori della Vostra zona ma soprattutto del Vostro Istituto. Io mi rife­rivo solo a quelli che hanno avuto un comportamento scorretto. Non volevo, e penso che ma più attenta lettura della mia prima e-mail lo può confermare, fa­re di tutta l'erba un fascio. Grazie e ben­venute in Valtellina alle persone per be­ne di tutto il mondo, non solo di Favara».

Intanto, domani mattina l'assessore Arnone sarà in visita all'Alberghiero do­ve incontrerà il preside Pippo Salamone, il presidente del Consiglio d'istituto Lino Sorce, i docenti e gli studenti.

 

ARCHITETTURA

Riflettori sull'«accessibilità»

Si parlerà di accessibilità ai centri stori­ci questa mattina, alle ore 9 al Polo uni­versitario, in contrada Calcarelle. L'ini­ziativa è promossa dalla facoltà agri­gentina di Architettura e vedrà con­frontarsi sull'argomento addetti ai lavo­ri e rappresentanti delle istituzioni. Prenderanno la parola il presidente dell'ateneo Joseph Mifsud, Francesco Giambanco presidente del Cdl in ar­chitettura LM-4, l'arcivescovo France­sco Montenegro, il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, il sindaco Marco Zambuto, l'assessore provincia­le all'edilizia Luigi Argento, i responsa­bili provinciali degli Ordini degli archi­tetti e degli ingegneri rispettivamente La Mendola e Di Rosa. Al centro dell'incontro la scarsa ac­cessibilità nei centri storici siciliani, per conformazione e costituzione.

 

PALMA DI MONTECHIARO. Ha riunito i rappresentanti di tutti i partii

D'Orsi invita alla candidatura unitaria

PALMA DI MONTECHIARO. Come esponente poli­tico palmese 'è nelle vesti anche di segretario provinciale del Mpa, di cui mantiene la carica, seppur sia stato eletto oltre due anni fa alla massima carica provinciale, il presidente Eu­genio D'Orsi ha convocato martedì sera nel suo ufficio le delegazioni dei partiti e delle li­ste civiche del centro-destra per tentare di fare trovare un accordo unitario per la desi­gnazione dell'esponente politico a cui affidare il compito di candidarsi per la conquista della carica di sindaco nelle elezioni amministrative fis­sate il 30 e 31 maggio prossi­mi. Al consulto hanno parteci­pato i rappresentanti del­l'Udc, dei lealisti del Pdl, del­l'Mpa, del Pdl-Sicilia, della li­sta civica Alleanza Azzurra e dei promotori della lista civi­ca vicina al consigliere comunale Rosario Bonfanti. Della riunione non è stato diramato un comunicato ufficiale ma da fonti degne di fede si è appreso che, alme­no a giudicare dalle assicurazioni pronuncia­te, ha avuto un esito favorevole. E cioè che i 4 esponenti politici che dai rispettivi schiera­menti sono stati designati alla sindacatura, sa­rebbero disponibili a fare un passo indietro per scegliere un solo candidato da presentare unitariamente all'elettorato palmese, per po­tere avere concrete possibilità di battere la sinistra e riconquistare così la leadership co­munale. Gli esponenti politici da noi interpel­lati non hanno saputo spiegare però quale metodo verrà scelto per fare indietreggiare tre dei quattro candidati. Alcuni osservatori poli­tici sostengono che la soluzione prospettata lunedì sera ad Agrigento, difficilmente potrà andare in porto in quanto almeno tre candida­ti in pectore alla sindacatura e cioè Daniele Ba­listreri per i lealisti del Pdl, Rosario Bonfanti, promotore della lista civica sostenuta dall'on. Pippo Scalia e dall'as­sessore regionale Luigi Genti­le e Angelo Cottitto per il Pdl­Sicilia, sono scesi già in cam­pagna elettorale quasi uffi­cializzando la loro corsa per la poltrona di sindaco. Dei quattro candidati del centrodestra, l'unico a mantenere una posizione d'attesa è stato il medico di base Lorenzó Vel­la, sostenuto dall'Mpa e quindi dallo stesso presidente D'Orsi. Vella si è già pronunciato, affermando che accetterà la candidatura a, condizione di essere appoggiato unitariamen­te da tutta la coalizione. Un altro incontro è stato convocato lunedì sera dal presidente D'Orsi. Dovrebbe essere quello decisivo e da­gli sviluppi che scaturiranno, finalmente si potrà conoscere se veramente il passo indie­tro ha un effettivo fondamento.

 

Il Platani esonda, campi allagati
Ribera. Ingenti danni agli agrumeti e uliveti della zona, problemi anche per la viabilità

RIBERA. Lo straripamento del fiume Plata­ni, ancora in corso nella parte bassa del fiume agrigentino, verso la foce, nel ter­ritorio al confine tra i comuni di Ribera e di Cattolica Eraclea, richiama alla memo­ria le terribili immagini del 1976 quando le acque allagarono vastissime estensio­ni di territorio con danni molto rilevan­ti. Da 48 ore il fiume è in piena perché le copiose piogge dell'interno montano hanno ingrossato i torrenti che si river­sano sul letto del fiume. I punti critici sul Platani sono a nord, in territorio di Castronovo di Sicilia dove le acque hanno esondato e hanno arre­cato danni alla viabilità rurale. Più giù in prossimità del ponte sul fiume, sulla SS 115, a metà strada tra Cattolica Eraclea e Ribera, dove non vi sono argini, immense estensioni di agrumeto e di uliveto si sono trasformate in letto del fiume, di­ventato un'autostrada. L'acqua è alta fi­no a due metri se riesce a coprire le piante di agrumeto, molti con le arance ancora attaccate ai rami, e gli alberi di ulivo. L'acqua, che trascina da fango a pian­te, da arbusti perfino ad elettrodomesti­ci in disuso abbandonati, ha cancellato le strade rurali. Le trazzere, impraticabili perché ricoperte da acqua e fango, sono a rischio per gli agricoltori che non en­treranno negli appezzamenti di terreno fino a quando tutta l'acqua non defluirà. La viabilità di competenza della Provin­cia Regionale ha bisogno di interventi di urgente pulizia e di manutenzione per evitare pericoli non solo per gli agricoltori, ma anche per i viaggiatori. I danni maggiori li subiscono gli agru­micoltori che non potranno raccogliere le arance, con il rischio che l'acqua faccia marcire il peduncolo e la corolla e faccia cadere per terra, tra il fango, le pregiate arance Washigton Navel. Sino a quando né il Genio Civile e né la Regione trove­ranno il tempo di progettare e di finan­ziare degli argini, nei punti critici del fiume, l'acqua, ogni volta in presenza di precipitazioni abbondanti, entrerà di prepotenza nei giardini. Meno dramma­tica la situazione sul fiume Verdura, do­ve gli argini recentemente realizzati, re­sistono, e sul fiume Magazzolo, dove l'acqua in uscita dalla diga Castello, già piena, se ne va dolcemente a mare.

 

«Pur tra mille difficoltà Girgenti Acque è solida»

«Girgenti Acque ha un'esposizione debitoria di 12 milioni di euro nei confronti di Sicilacque e da due mesi non paga le rate di 600 mila euro ciascuna della dilazione concessa per evitare la procedura fallimentare della società». L'affermazione é stata fatta dall'amministratore delegato di Sicilacque Alfio Albani il quale é stato ascoltato l'altro ieri nel corso della riunione della commissione bilancio dell'Assemblea regionale siciliana. Albani, nel corso dell'audizione, ha parlato dei rapporti economici tra Sicilacque ed il gestore del servizio idrico agrigentino su espressa richiesta che é stata avanzata dai deputati Giacomo Di Benedetto e Giovanni Panepinto. Egli ha aggiunto «che Girgenti Acque, oltre a non far fronte al debito pregresso, non sta pagando neanche le fatture emesse per i nuovi comuni e che la società sta valutando di riaprire le procedure fallimentari anche tenendo conto del mancato versamento dell'aumento di capitale sociale deliberato dai soci di Girgenti Acque». Una situazione che, se confermata, sarebbe estremamente grave e che potrebbe destare grande preoccupazione per il futuro del servizio idrico cittadino. Da Girgenti Acque tuttavia giungono invece notizie estremamente tranquillizzanti. Intanto tengono a precisare che i versamenti relativi all'aumento di cinque milioni del capitale sociale sono stati già effettuati al 50 per cento, per cui due milioni e mezzo sarebbero già stati pagati dai soci interessati. La rimanente quota dovrebbe essere versata nei prossimi giorni, come stabilito in sede di deliberazione dell'aumento di capitale, approvata alcune settimane addietro proprio per conferire una maggiore solidità finanziaria alla struttura societaria. Dunque non ci sarebbe alcuna preoccupazione sulla stabilità del bilancio di Girgenti Acque. Per quanto attiene il debito nei confronti di Sicilacque, invece, a quanto pare gli uffici della società agrigentina stanno già predisponendo un piano finanziario finalizzato a provvedere nel tempo al pagamento di quanto dovuto.

 

VERTENZA SAM-SOGEIR

La Provincia Regionale convoca le parti

I tre consiglieri provinciali saccensi scendono in campo per definire ia vertenza Sam-Sogeir e il destino di una quarantina di lavoratori che sono senza stipendio da oltre quattro mesi. Nicola Testone, Ezio Di Prima e Stefano Girasole, hanno chiesto ed ottenuto la presenza dei soggetti interessati alla vertenza e dei rappresentanti della Provincia e déi Comuni coinvolti, alla riunione che deve fare chiarezza sui debiti che la Sogeir, la società a capo dell'Ato rifiuti Ag1 , ha nei confronti delle ditte che svolgono servizi di differenziazione dei rifiuti. Ieri è stato il consigliere provinciale Stefano Girasole, presidente della XI Commissione consiliare vigilanza enti partecipati della Provincia a rendere noto che il prossimo 16 marzo alle ore 10 la commissione si riunirà presso la sala Giunta del Comune per discutere sulla vertenza tra la Sogeir Ato Agl e le ditte Sam e Bono e sulla situazione debitoria della società d'ambito. Alla riunione sono stati invitati a partecipare i vertici e il collegio dei revisori dei conti della Sogeir, i rappresentanti legali delle ditta Sam e Bono, il presidente della Provincia o un suo delegato ed i sindaci dei comuni del comprensorio dell'Ato Ag1
 
AGRIGENTOFLASH.IT

Allerta della Protezione civile per il rischio frane a Cammarata e San Giovanni Gemini

Allerta della Protezione civile nei centri montani della provincia di Agrigento per il rischio di movimenti franosi. Il livello di criticità segnalata è moderata per rischio idrogeologico localizzato nelle zone di Cammarata e San Giovanni Gemini. L'avviso è stato inviato a tutte le strutture di protezione civile interessate, Provincia, Comuni e Corpo Forestale, ed è stata informata anche la Prefettura di Agrigento. A San Giovanni Gemini nelle contrade, Rocca di Cippa, Minicuda, Mancuso, Ranzalupo, Edera e Minaga una cinquantina di persone sono rimaste isolate a causa di una frana che ha coinvolto la strada provinciale 31 unica via di fuga per tutte le contrade.A Cammarata nelle contrade Casalicchio, Bocca di Capra, Gallinica, sono stati una sessantina le persone rimaste isolate. Irraggiungibili decine di aziende agricole. La Protezione civile di Agrigento ha monitorato per tutta la giornata il territorio. Gli operai del comune di Cammarata sostituendosi alla provincia hanno liberato alcune strade dal fango, facendo evacuare alcune famiglie, residenti nelle zone a rischio.

 

Gallo (La destra): "Istituire un osservatorio permanente sul Turismo"

Il consigliere provinciale de La Destra, Roberto Gallo, esprime soddisfazione per il fatto che la Comissione Consiliare "promozione culturale " e "turismo" della Provincia Regionale della Provincia abbia accettato la sua proposta d'istituire una Conferenza Permanente per lo sviluppo del Turismo nel territorio, rilancia l'iniziativa di istituire un osservatorio permanente sul turismo. "Si tratta di un progetto di coinvolgimento di tutti gli attori protagonisti del settore Turismo, a partire dai Consorzi Turistici, agli albergatori, ai ristoratori, alle guide turistiche, alle aziende di autotrasporto, agli enti locali (comuni ) agli organizzatori di eventi culturali e di spettacolo - sottolinea Gallo riferendosi alla Conferenza permanente, ed aggiunge -: in particolare la Commissione comincerà ad incontrare le varie categorie professionali del settore per fare il punto della situazione e cercare insieme di risolvere piccoli problemi e discutere e prepararsi per arrivare ad una strategia generale di rilancio del turismo in Provincia di AG Nella fase successiva, la Commissione presieduta dal Cons. Giov. D'Angelo , dal vice Gioacchino Zarbo, dai Cons.ri Montaperto, Picone, Cammilleri, Scozzari, Testone e Roberto Gallo, organizzera' delle vere e proprie conferenze di servizio invitando i vari Assessori al Turismo dei vari comuni , oltre ai rappresentanti delle varie categorie produttive del settore ed ovviamente l'assessore provinciale al Turismo Pace. Tutto cio'vede un unico obiettivo fare dell'Ente Provincia il coordinatore del rilancio delle attivita' economiche legate al Turismo per il nostro territorio provinciale".

 

Tensione e mugugni nel Ragusano per il progetto dell'aeroporto di Agrigento

Il progetto dell'aeroporto di Agrigento e la battaglia incessante del presidente della Provincia D'Orsi con tutte le prese di posizione conseguenti, hanno messo in allarme i sostenitori dell'aeroporto di Comiso, che dovrebbe essere operativo dal prossimo anno. Infatti la realizzazione stressa del progetto è stata in piedi proprio perchè prevede, tra l'altro, che anche una parte dei passeggeri dell'Agrigentino transitino per questo scalo aeroportuale. Ma se dovesse nascere l'aeroporto di Agrigento, i due scali entrerebbero in un certo senso in conflitto. All'apprensione che proviene dal Ragusano, dove ormai da diversi anni si lavora concretamente al progetto, ha cercato di rispondere il presidente della Regione Raffaele Lombardo, con esito non del tutto positivo, com'era nelle aspettative, a quanto pare. "La Regione siciliana intende partecipare alla realizzazione di una struttura aeroportuale nel territorio di Agrigento - ha spiegato Lombardo all'Enac - con il coinvolgimento degli enti locali del territorio interessato". Per i ragusani, questo sarebbe come un passo indietro, rispetto alle recenti dichiarazioni, per loro più rassicuranti, rilasciate alla stampa dal presidente dell'Enac., Vito Riggio. L'aeroporto di Comiso è costato finora 36 milioni di euro, in massima fondi europei), e prevede di raggiungere una quota di 400 mila passeggeri l'anno necessaria per fare entrare la struttura a profitto. Compresi i passeggeri dell'Agrigentino, perché tiene conto di un traffico proveniente anche da Licata e dal suo hinterland, da cui è distante circa 45-50 minuti. Per i ragusani, i comisani, i fautori di un aeroporto ex base Nato, che è una concreta realtà progettuale ormai da molti anni, gli scali andrebbero in diretta concorrenza. Comiso infatti non sarebbe solo base per aerei cargo per il trasporto delle primizie della ben nota produzione ortofrutticola, ma anche per voli low cost a fini turistici. Comiso scomparirà in pochi mesi, dicono a Ragusa. Ma la stessa valutazione in termini di gestione e ricavi può essere fatta per quello di Agrigento, se i due dovessero realmente entrare in concorrenza. Dicono che Comiso dista soltanto un'ora e mezza da Agrigento. Certo la statale 115 non è la migliore. Un'ora e mezzo dista anche dall'aeroporto di Catania. E allora? "La Giunta Regionale - ha sostenuto il presidente Lombardo nella medesima nota - credendo nella bontà del progetto in argomento, ha deliberato il 27 ottobre dello scorso anno, di destinare la somma di 30 milioni di euro a questa infrastruttura, a valere su risorse Fas assegnate alla Regione e di affidare alla Provincia regionale di Agrigento la realizzazione dell'opera"."Successivamente - conclude Lombardo - la Giunta regionale del 9 febbraio 2010, ha destinato al suddetto intervento, 30 milioni di euro della linea d'azione 7.1 - Spese di investimento degli enti locali del PAR FAS 2007-2013, ai quali dovranno aggiungersi risorse di soggetti privati (scelti, quest'ultimi, ovviamente, con le procedure e le modalità di legge) sia nella fase della realizzazione che in quella successiva di gestione dell'aeroporto, garantendo cosi l'autosufficienza economica".

 

LiveSicilia
 
Allarme rifiuti, il sindaco: Intervenga la ProcuraRiesplode ad Agrigento l'emergenza rifiuti, con le strade invase dalla spazzatura. Il sindaco Marco Zambuto ha chiesto l'intervento della procura della Repubblica, perché si faccia luce su "alcune vicende che riguardano la nuova gara d'appalto di oltre 140 milioni di euro". "In questa terra di Sicilia - dice il sindaco - è possibile che dobbiamo essere tutti fessi? Che non dobbiamo parlare, che bisogna guardare dall'altra parte? Ebbene io non ci sto e chiedo alla magistratura di intervenire". L'emergenza è ricomparsa per lo sciopero, da due giorni del personale addetto alla raccolta ed allo smaltimento o dei rifiuti, che lamenta il mancato pagamento di due mensilità. Lo sciopero arriva poi a pochi giorni dalle dimissioni presentate dall'amministratore delegato dell'Ato rifiuti, Francesco Truglio, al quale Zambuto ed il presidente della provincia Eugenio D'Orsi avevano mosse dure critiche sulla gestione dell'ente e della nuova gara d'appalto per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Ora lo sciopero e la richiesta di Zambuto affinché intervenga la Procura: "E' quanto meno strana la coincidenza che lo sciopero, peraltro illegittimo, perché non annunciato, arrivi a pochi giorni dalle nostre denunce di stare attenti. di muoversi con la massima trasparenza in ordine alla nuova gara d'appalto da 140 milioni di euro, con il contratto che scade il prossimo 16 marzo".
 
Agrigentoweb
 
La Provincia interviene per migliorare le condizioni di sicurezza delle stradeUn intervento di 395.000 € è stato previsto per migliorare le condizioni di sicurezza della viabilità provinciale e della viabilità minore zona ovest della nostra provincia.I lavori individuati dal settore Viabilità riguardano la manutenzione straordinaria della segnaletica stradale e delle barriere di sicurezza sulle strade provinciali e sulla viabilità minore della zona ovest. Entro le ore 12,00 del 19 marzo 2010 le ditte interessate potranno presentare le offerte per partecipare alla gara inviandole alla Provincia Regionale di Agrigento, Settore Contratti in Via Acrone, Ex ENEL ad Agrigento.La durata dei lavori è prevista in dodici mesi, dalla data di sottoscrizione del contratto di gara."Si tratta di un ammodernamento necessario della segnaletica provinciale e delle barriere di protezione delle strade, ha detto il Presidente Eugenio D'Orsi, per rendere più sicuri e adeguati i percorsi stradali utilizzati da migliaia di automobilisti e mezzi pesanti. La viabilità provinciale è uno dei punti qualificanti dell'attività della nostra Amministrazione a cui abbiamo dedicato risorse finanziare in linea con il nostro bilancio. Abbiamo previsto numerosi interventi, tenendo conto anche delle proibitive condizioni atmosferiche di questi mesi e ci impegneremo, sempre di più, per rendere adeguate le nostre strade alle esigenze dei cittadini".

 

Emergenza rifiuti, Spoto (RC) esprime preoccupazione

Grave preoccupazione viene espressa dal Consigliere della Federazione della Sinistra Nino Spoto per lo sciopero ad oltranza deciso dagli operatori ecologici dell'ATO Gesa2 che da mesi non percepiscono più gli stipendi. "La situazione questa volta sembra sfuggita di mano e noi cittadini che pur pagando le tasse ci troviamo invasi dai rifiuti", dice Spoto. "La provincia - prosegue il consigliere - ha bisogno di essere liberata da questo sistema di gestire importanti problemi come i rifiuti in maniera dilettantistica, bisogna che si attuino tagli di spese inutili e superflue che stanno lasciando la Gesa2 sull'orlo del fallimento. Montagne di spazzatura davanti casa, i rifiuti ormai oltre i marciapiedi occupano anche le corsie delle strada". Spoto esprime tutto il suo sdegno per questo stato di cose: "gli ATO sono carrozzoni che servono per far arricchire i parenti e gli amici dei nostri politici vero cancro di questa povera terra. Bisogna prendere spunto dalla cancellazione degli ATO che sta avvenendo a livello nazionale per rimuoverli definitivamente anche in Sicilia. Che si provveda a sciogliere gli ATO Rifiuti per poter tornare ad una gestione pubblica del servizio; Che si trovino, immediatamente fondi per poterli destinare al pagamento degli stipendi dei lavoratori dell'ATO Rifiuti". Spoto ricorda inoltre, che l'ATO Rifiuti ha causato un aumento dei costi spropositato rispetto alla qualità del servizio che viene erogato ai cittadini. "Auspico un pronto intervento di tutti i soggetti interessati a questa emergenza al fine, prima di chiarire la situazione degli stipendi dei lavoratori e poi di provvedere alla immediata rimozione di tutta la spazzatura anche per scongiurare episodi vandalici o incendi ai cumuli di immondizia o altri comportamenti che potrebbero risultare gravi e pericolosi anche per l'incolumità dei cittadini" conclude Spoto.

 

Rifiuti, prosegue la protesta ad oltranza. Zambuto chiederà l'intervento del Genio Militare

Secondo giorno di sciopero per i netturbini della GESA che hanno incrociato le braccia in mancanza del pagamento degli stipendi di gennaio e febbraio e soprattutto senza alcuna prospettiva positiva all'orizzonte. Le ditte incaricate della raccolta dei rifiuti sono letteralmente con le mani legate, fino a ieri sono riuscite a garantire alcune utenze speciali, come il carcere e l'ospedale, e qualche piccolo cantiere ma da oggi tutto è fermo. I lavoratori vogliono certezze, oltre naturalmente il pagamento delle spettanze arretrate, ma la sensazione è che di soldi in arrivo ce ne siano ben pochi. Qualche spiraglio potrebbe esserci da sabato, quando è prevista la nuova assemblea della GESA che dovrà eleggere il sostituto di Truglio, dimessosi dopo le polemiche scaturite dalle dichiarazioni di Zambuto e D'Orsi. O almeno così dovrebbe essere. Questo consentirebbe alla GESA di riallacciare rapporti economici con banche ed altri finanziatori e ci si potrebbe avviare ad una normalizzazione. Intanto i cassonetti cominciano ad essere insufficienti, traboccano di immondizia che viene puntualmente depositata al di fuori degli stessi e si temono le solite azioni vandaliche che, in queste situazioni, non tardano mai ad arrivare. Il sindaco Marco Zambuto, nel corso di una conferenza stampa convocata per questa mattina, ha annunciato l'intenzione di chiedere l'intervento del Genio Militare per rimuovere gli ammassi di rifiuti che si stanno accumulando lungo le strade della Città.

 

AGRIGENTOOGGI

 

IMMONDIZIA, RICATTI E..........

"Ma cosa c'è dietro a tutto questo?". Adesso è legittimo chiederselo, come sta facendo l'opinione pubblica, soprattutto dopo lo sfogo - denuncia del sindaco Marco Zambuto che non usa mezzi termini per sollevare la questione dei rifiuti. Lui si sente ricattato ma ha il coraggio di affermare che "A danno degli agrigentini non si consumeranno tranelli". Va giù duro il giovane Marco che, intanto, esprime la sua solidarietà ai lavoratori senza stipendio che, però, stanno scioperando arbitrariamente. Parla a braccio e dice cose che dovrebbero incuterepaura a qualcuno o a più di uno. Alla domanda della gente su cosa di vero nasconde la vicenda, sicuramente darà una risposta l'autorità giudiziaria chiamata in causa dallo stesso sindaco per il quale l'Ato Rifiuti, nel nostro caso, è una macchina mangiasoldi. Ne avrebbe mangiati talmente tanti che ad un certo punto Zambuto, non ha potuto fare a meno di chiedere dove siano finiti, ad esempio, i 35 milioni di euro che il Comune ha già versato se questi sono i risultati. Malgrado i soldi pagati, infatti, abbiamo l'immondizia per strada. Un punto in più a favore di Zambuto che rilancia pesante. "Lo sciopero - afferma - è stato proclamato senza preavviso. Che sia proclamato solo dopo che io e il presidente D'Orsi abbiamo messo le mani avanti sul nuovo appalto, è molto strano". "A questo punto, chi soffia sul fuoco?". Altra bella domanda che Zambuto si è posto in conferenza stampa aggiungendo che vi sono delle "coincidenze davvero inquietanti" ma a pagare il conto non possono essere certo i cittadini onesti. "Sono convinto - ha concluso Marco Zambuto - che la situazione non si sbloccherà facilmente ". Nell'incertezza è già partita la richiesta di aiuto indirizzata al sottosegretario Guido Bertolaso, al presidente della Regione Raffaele Lombardo e ai dirigenti regionale e provinciale della Protezione civile. "A causa del perdurare dell'astensione non programmata dei lavoratori addetti alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti, si chiede un intervento urgente delle strutture della Protezione civile, al fine di superare la pericolosa situazione sanitaria e scongiurare il gravissimo rischio per la salute dei cittadini". Molti, intanto, sembrano essere dalla parte di chi, come il sindaco di Agrigento, vogliono far tornare ai Comuni il servizio, sottraendolo dalle mani dell'Ato visti i pessimi risultati ottenuti finora.

 

Intervento da 395.000 euro per le strade provinciali

Un intervento di 395.000 € è stato previsto per migliorare le condizioni di sicurezza della viabilità provinciale e della viabilità minore zona ovest della nostra provincia. I lavori individuati dal settore Viabilità riguardano la manutenzione straordinaria della segnaletica stradale e delle barriere di sicurezza sulle strade provinciali e sulla viabilità minore della zona ovest. Entro le ore 12,00 del 19 marzo 2010 le ditte interessate potranno presentare le offerte per partecipare alla gara inviandole alla Provincia Regionale di Agrigento, Settore Contratti in Via Acrone, Ex ENEL ad Agrigento. La durata dei lavori è prevista in dodici mesi, dalla data di sottoscrizione del contratto di gara. "Si tratta di un ammodernamento necessario della segnaletica provinciale e delle barriere di protezione delle strade, ha detto il Presidente Eugenio D'Orsi, per rendere più sicuri e adeguati i percorsi stradali utilizzati da migliaia di automobilisti e mezzi pesanti. La viabilità provinciale è uno dei punti qualificanti dell'attività della nostra Amministrazione a cui abbiamo dedicato risorse finanziare in linea con il nostro bilancio. Abbiamo previsto numerosi interventi, tenendo conto anche delle proibitive condizioni atmosferiche di questi mesi e ci impegneremo, sempre di più, per rendere adeguate le nostre strade alle esigenze dei cittadini".AgrigentonotizieViabilità provinciale, prevista spesa per 395mila euro Un intervento di 395mila euro è stato previsto per migliorare le condizioni di sicurezza della viabilità provinciale e della viabilità minore zona ovest della provincia. I lavori individuati dal settore Viabilità della Provincia regionale di Agrigento riguardano la manutenzione straordinaria della segnaletica stradale e delle barriere di sicurezza sulle strade provinciali e sulla viabilità minore della zona ovest. Entro le 12 del 19 marzo prossimo le ditte interessate potranno presentare le offerte per partecipare alla gara inviandole alla Provincia regionale di Agrigento, settore Contratti in via Acrone, ad Agrigento.La durata dei lavori è prevista in dodici mesi, dalla data di sottoscrizione del contratto di gara. "Si tratta di un ammodernamento necessario della segnaletica provinciale e delle barriere di protezione delle strade - ha detto il presidente Eugenio D'Orsi - per rendere più sicuri e adeguati i percorsi stradali utilizzati da migliaia di automobilisti e mezzi pesanti. La viabilità provinciale è uno dei punti qualificanti dell'attività della nostra Amministrazione a cui abbiamo dedicato risorse finanziare in linea con il nostro bilancio. Abbiamo previsto numerosi interventi, tenendo conto anche delle proibitive condizioni atmosferiche di questi mesi e ci impegneremo, sempre di più, per rendere adeguate le nostre strade alle esigenze dei cittadini.

 

EMERGENZA RIFIUTI

Marco Zambuto chiede l'aiuto del Genio militare

"Ho già contattato il Genio militare e la Protezione civile per far fronte all'emergenza rifiuti, perché la città non può stare in questo stato". E' quanto affermato dal sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, nel corso di una conferenza stampa convocata stamani al Comune sull'emergenza rifiuti che da pochi giorni imperversa su diversi Comuni della provincia. I netturbini, infatti, sono in sciopero da tre giorni per il ritardo nei pagamenti degli stipendi. Zambuto ha poi addensato pesanti nubi sulle ragioni della protesta e sostiene di aver in prima persona, con il Comune di Agrigento, fatto quanto in suo potere per garantire lo stipendio ai dipendenti delle ditte. "A differenza di quanti si sono limitati a fare dichiarazioni senza sborsare un euro - ha detto Zambuto con chiaro riferimento ai colleghi sindaci che in questi giorni si erano schierati al fianco di Truglio - posso esprimere vera solidarietà ai lavoratori che scioperano perchè in termini di trasferimenti di risorse economiche all'Ato Gesa, come Comune abbiamo anticipato all'Ato 13milioni e mezzo di euro, e solo questa mattina oltre 300mila euro. Ci troviamo di fronte ad un ricatto, legato alla nuova gara d'appalto - ha proseguito-. Questo sciopero non vorrei rappresenti una forma indiretta di pressione in imminenza della scadenza dell'attuale appalto. E lo dico avendo buone ragioni, dato che non è possibile che uno sciopero si faccia senza che venga annunciato, soprattutto se era stato proclamato per il 12 marzo e viene realizzato giorno otto, proprio dopo le dichiarazioni mie e di D'Orsi in cui invitavamo a stare attenti per movimenti equivoci circa quella gara d'appalto. Vorrei capire chi soffia sul fuoco". Insomma, il primo cittadino ritiene che si corra seriamente il rischio che si stia creando in città una situazione di tensione per motivi collegati alla gara d'appalto per il rinnovo del servizio di gestione dei rifiuti. "Sono bastate le dichiarazioni fatte da me e dal presidente D'Orsi - ha detto Zambuto - perchè scoppiasse il caso. Con il massimo rispetto per i lavoratori, c'è chi sta giocando con questo sciopero perchè l'obiettivo è la gara d'appalto. Credo che rispetto a questa tematica l'autorità giudiziaria dovrà intervenire perchè si faccia chiarezza sulla vicenda. Le nostre dichiarazioni hanno fatto saltare il sistema, quindi oggi è necessario creare l'allarme, l'emergenza, così che si trovino soluzioni d'urgenza". Un attacco a testa bassa è stato inoltre condotto contro gli Ato. Dati alla mano Zambuto ha sottolineato come in cinque anni gli agrigentini abbiano pagato 22milioni di euro di tasse. "Dobbiamo arrivare all'abrogazione degli Ato - ha dichiarato-, perchè questo sistema non può più andare avanti. Sono della macchine mangiasoldi". Riguardo alle dimissioni di Truglio, sia D'Orsi che Zambuto hanno sottolineato come dal loro punto di vista l'amministratore possa anche tornare in carica, dando però contezza del suo operato. Il primo cittadino ha anche inviato una nota indirizzata a Guido Bertolaso, sottosegretario per la Protezione civile, a Raffaele Lombardo, presidente della Regione siciliana, a Pietro Lo Monaco, dirigente generale del dipartimento regionale Protezione civile e al dirigente provinciale del medesimo dipartimento. Nella lettera si legge che "a causa del perdurare dell'astensione non programmata dei lavoratori addetti alla raccolta ed allo smaltimento dei rifiuti urbani, si chiede urgente intervento delle strutture della Protezione civile al fine di superare la pericolosa situazione sanitaria e scongiurare il gravissimo rischio per la salute dei cittadini".

Siciliah24
 
 
Insulti polizia, l'assessore provinciale Arnone in visita all'istituto "Ambrosini"Venerdì prossimo alle ore 10,30 l'assessore provinciale, Giuseppe Arnone si recherà presso l'Istituto "G. Ambrosini" di Favara per esprimere solidarietà al dirigente scolastico, Giuseppe Salamone e ai docenti, dopo l'infelice dichiarazione, poi in parte chiarita, del titolare dell'Hotel Bellevue di Cosio Saltellino, Giulio Salvi che ha dichiarato che "avrebbe"rifiutato nella sua struttura la richiesta lavorativa di un giovane studente dell'Istituto Alberghiero", a seguito degli insulti indirizzati ai poliziotti da uno sparuto gruppo di studenti al termine di una lezione sulla legalità.

 

Sciopero netturbini, Zambuto e D'Orsi contro tutti. Dilaga l'emergenza rifiuti

E' corsa contro il tempo per trovare le risorse necessarie al superamento della crisi finanziaria che sta investendo il comparto rifiuti. Per il terzo giorno consecutivo i cassonetti nei diciannove comuni dell'Ato Gesa Ag2 non stati svuotati per via dello sciopero selvaggio dei circa 250 operatori ecologici delle imprese che si occupano per conto della Società d'ambito del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani. I netturbini, come si sa, lamentano il mancato pagamento degli stipendi di gennaio e febbraio. La vertenza rischia però di trascinarsi per le lunghe. Trovare liquidità non sarà facile. A peggiorare un quadro di per sé allarmante sono state anche le dimissioni dell'amministratore unico della Gesa Ag2, Francesco Truglio, arrivate dopo l'attacco del sindaco di Agrigento, Zambuto e del presidente della provincia D'Orsi, in merito alla nuova gara d'appalto. I due, nella forma e nella sostanza, hanno spinto, invocato e costretto il manager trapanese a farsi da parte. Le dimissioni di Truglio hanno avuto come primo effetto quello di far perdere alla Gesa un ingente prestito da parte di un istituto di credito che ha deciso di fare un passo indietro venendo a mancare tutte le garanzie. Somme che sarebbero servite a pagare le mensilità arretrate e quindi a scongiurare ulteriori disagi alla popolazione. Oggi il sindaco della città dei templi e il presidente della provincia sono tornati all'attacco lamentandosi dei disagi che lo sciopero sta creando alla popolazione. Zambuto è andato oltre sostenendo, per altro, che la protesta sia stata avallata e sostenuta da chi ha interessi alla nuova gara d'appalto. Pur manifestando sincera solidarietà ai lavoratori, il sindaco di Agrigentoha invocato l'abolizione degli Ato Rifiuti, chiesto l'intervento del genio militare per sgombrare Agrigento dall'immondizia e dell'Autorità Giudiziaria per fare chiarezza sulla questione. Intanto l'emergenza rifiuti dilaga vistosamente ad Agrigento come del resto negli altri comuni. Lungo le strade è un susseguirsi di cassonetti stracolmi e montagne di rifiuti.