
GIORNALE DI SICILIA
FRANE. Si sono verificate a Naro, Racalmuto, Agrigento, Camastra, Canicattì, Favara, Licata, Siculiana, loppolo e Alessandria
Maltempo e danni in tutti i paesi - Viabilità, chiesto stato di calamità
D'Orsi:«Dalla Regione ci aspettiamo un aiuto immediato. Penalizzate imprese agricole»
L'intensità delle precipitazioni ha causato cedimenti della sede stradale di importanti vie di comunicazione oltre a smottamenti e ingombro di detriti.
Le abbondanti piogge che si sono riversate in questo inverno nell'Agrigentino, determinando frane e crolli, hanno spinto il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi a rivolgersi al Governatore della Regione siciliana ed al Dipartimento della Protezione Civile per chiedere la proclamazione dello stato di calamità naturale per lo stato della viabilità provinciale. Nella nota il presidente D'Orsi fa presente che "Il territorio della provincia di Agrigento nel periodo di gennaio e febbraio è stato interessato da forti ed abbondanti precipitazioni piovose, che hanno causato ingenti danni alla viabilità provinciale. Tra le strade franate e chiuse al traffico la statale 410 tra Palma di Montechiaro e Camastra e la statale 123 che collega Campobello e Licata. I proprietari di aziende che ricadono in quella zona dicono: «Facciamo appello alla Protezione civile regionale e provinciale e all'Anas, affinché la strada statale 123 sia ripristinata nel più breve tempo possibile, tenuto conto che in questa strada, oltre a collegarsi con due città, Campobello di Licata e Licata, insistono diverse attività commerciali ed industriali di rilevanza strategica per l'economia campobellese e licatese».
L'intensità delle precipitazioni ha causato vistosi cedimenti della sede stradale di importanti vie di comunicazione oltre che frane, smottamenti, ingombro di detriti, danneggiamento delle opere d'arte, delle infrastrutture stradali provinciali, che rendono difficoltosa la circolazione veicolare ed in alcuni tratti addirittura interrotta. Visti i presupposti di legge quindi la Provincia ha avanzato formale istanza di riconoscimento dello stato di calamità. Il presidente D'Orsi ha inviato anche le schede riassuntive relative alla localizzazione, natura dell' evento, struttura interessata con le relative ripercussioni sul territorio, nonché le relazioni descrittive, con l'indicazione della somma necessaria alla esecuzione degli interventi. Le frane si sono verificate nei Comuni di: Naro, Racalmuto, Agrigento, Camastra, Canicattì, Favara, Licata, Siculiana, Joppolo Giancaxio, Alessandria della Rocca, mentre in molti Comuni della provincia si sono verificati cedimenti della sede stradale. «Dalla Regione - ha detto il Presidente D'Orsi - ci aspettiamo un aiuto immediato che ci consenta di intervenire al più presto per ripristinare la viabilità provinciale danneggiata che interessa migliaia cli persone e tantissime imprese -agricole d industriali che attualmente sono isolate o difficilmente raggiungibili. Da soli non possiamo fare fronte a questa situazione straordinaria, per i limiti di bilancio imposti dal patto di stabilità, ma i cittadini hanno bisogno di interventi urgenti per ripristinare normali condizioni di vivibilità».
EMERGENZA AMBIENTALE. Ieri mattina la città si è risvegliata ancora sommersa dalla spazzatura. Determinante un nuovo vertice con la Restivo
Rifiuti, «scongiurato» un'altro sciopero- Ieri le imprese hanno ripreso la raccolta
L'Ato ha versato un milione e 100 mila euro sui conti bancari dell'associazione che gestisce il servizio
Intanto oggi scade il vecchio contratto di appalto anche per lo smaltimento. L'amministratore Gianfranco Alongi: è già prevista una proroga automatica»
L'emergenza è finita ma questa volta, la protesta degli operatori ecologici dell'Ato Gesa è destinata ad essere ricordata, sia per la durata sia per gli strascichi giudiziari che ha generato. Sei giorni di mancata raccolta dei rifiuti in tutti i Comuni dell'Ato Ag2 e l'apertura dell'inchiesta della Procura della repubblica di Agrigento, saranno infatti difficilmente archiviabili nonostante da ieri pomeriggio i netturbini sono tornati al lavoro per riportare la situazione alla normalità. La vertenza si è sbloccata intorno alle 14 di ieri, quando il nuovo amministratore unico Teresa Restivo, subentrata a Francesco Truglio, ha depositato un milione e 100 mila euro, sui conti bancari dell'associazione temporanea di imprese che hanno preso l'impegno di pagare entro questa mattina, l'intero stipendio di gennaio ai lavoratori. «A giorni - spiega la Restivo ‑ avremo nella nostra disponibilità altri 800 mila curo con cui le imprese pagheranno l'80 per cento della mensilità di febbraio. Nei prossimi giorni aspetto di incassare i soldi dei comuni di Agrigento e Porto Empedocle mentre speriamo di riuscire a riprendere i contatti con gli istituti di credito, già avviati da Truglio, per ottenere altre anticipazioni e dunque liquidità». Dal canto suo la dottoressa Restivo, su cu convergono gli apprezzamenti del l'assemblea dei sindaci, delle parti sociali e dei lavoratori, aspetta però l'investitura ufficiale di amministratore unico visto che essendo un funzionario della Regione, necessita di un' apposita autorizzazione. «Non sono ancora amministratore unico di Gesa- precisa - ma credo si tratti solo di un aspetto tecnico che si risolverà a giorni». Intanto, oggi scade il contratto di appalto per i servizi di raccolta e smaltimento ma anche su questo aspetto non ci sono, al momento, grandi preoccupazioni. «Nel contratto - spiega l'amministratore delegato dell'Ad Gianfranco Alongi - è infatti prevista una proroga automatica in casi come questo, per cui le aziende non possono fare altro che continuare il servizio fino a quando non subentrerà un'eventuale altra ditta o consorzio di imprese dopo che verrà espletato il nuovo bando».
Dal canto loro, gli operatori ecologici, hanno ripreso il lavoro «no stop» per accelerare i tempi di ripristino delle condizioni di vivibilità dei comuni coinvolti che hanno toccato con mano fino a dove può arrivare la disperazione di lavoratori lasciati senza stipendi.
Tra gli impegni presi ieri durante la concertazione, tra Gesa, sindacati, imprese e lavoratori, la decisione di istituire un tavolo tecnico permanente che prevede tra l'altro, che d'ora in avanti, in tutte le liquidazioni, avranno priorità gli stipendi degli operatori ecologici. «È la prima volta - spiega il sindaco di Grotte Paolo Pilato - che avviene una cosa del genere. La dottoressa Restivo, si sta rivelando la miglior scelta possibile che il cda potesse fare per sostituire Truglio, sia per la linea di continuità con la gestione precedente, sia per la scelta di continuare il percorso virtuoso intrapreso dallo stesso Truglio che era assolutamente necessario per salvare la Gesa». Ripresa la raccolta, anche i sindacati di categoria tirano un sospiro di sollievo anche se nei prossimi giorni avranno un bel da fare a dirimere le controversie contrattuali nate dopo che le imprese hanno fatto partire le lettere di contestazione nei confronti degli operai che si sono astenuti dal lavoro.
«Siamo soddisfatti delle decisioni prese dalla dottoressa Restivo - spiegano i segretari di Cgil, Cisl e U il, Alfonso Buscemi, Nino Stella e Giovanni Manganella -soprattutto nella parte dell'impegno che riguarda la priorità del pagamento degli stipendi ai netturbini. È la prima volta che questo accade. Per il resto non rimane che monitorare attentamente la situazione per fare in modo che non accadano altri episodi angosciosi come l'astensione selvaggia anche per un solo giorno».
LA RABBIA DI ZAMBUTO
"E' stata oltraggiata la città, la Procura deve fare chiarezza"
Rifiuti, interviene ancora il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto: "È indecente lo stato in cui si trova la mia città. I responsabili dovranno rendere conto alla legge per questo vile oltraggio che sta subendo Agrigento. Sabato scorso abbiamo profuso il massimo impegno per pervenire all'elezione del nuovo amministratore unico della GE.S.A. AG 2, con il voto unanime dell'assemblea dei sindaci e del Presidente della Provincia, e per consentire l'erogazione dell'acconto di duemila euro per ciascun lavoratore (importo che copre quasi per intero le due mensilità arretrate), ottenendo la disponibilità dei lavoratori Ieri, però, il lavoro non è ripreso subito, mi chiedo quali siano le reali ragioni del protrarsi di quest'astensione selvaggi. Credo che l'autorità giudiziaria debba approfondire anche questo aspetto della vicenda". Anche per questo, forse, alcuni netturbini sono stati sentiti dalla Polizia.
AGRIGENTO. Molte critiche alla decisione dei calciatori di scendere in gara con la foto del patron diffidato sulle magliette
Rischio sanzioni, ora l'Akragas teme di pagar cara la «bravata»
AGRIGENTO. Una «spacconata», «fanfaronata», «azione imprudente e spavalda». La scelta dell'Akragas di scendere in campo con la faccia dell'ex presidente Gioacchino Sferrazza impressa sulla maglietta non è passata inosservata. Sopratutto non è stata una scelta «felice»: perchè non ha portato bene alla formazione battuta dal Kamarat, ed ora mette a rischio di sanzioni la società ed la stessa squadra. A Sferrazza, si sa, da mesi è vietato entrare in uno stadio di calcio perchè raggiunto da un Daspo, un provvedimento disciplinare emesso dalla Giustizia Sportiva dopo quelle sue dichiarazioni con le quali dedicava una vittoria della squadra ad un esponente mafioso di Palma. Lui, però, continua a seguire la squadra. Continua a dare indicazioni. Continua ad andare in Tv. Continua a seguire le partite facendosi issare su una mini gru collocata al fianco dello stadio, o chiedendo asilo ai proprietari del balcone di un palazzo con vista sull'Esseneto». I ragazzi mi vogliono bene. Hanno messo la mia faccia sulla maglietta, ha dichiarato ieri Sferrazza dopo che la notizia aveva fatto il giro d'Italia. Solo la mia faccia, nessuna scritta. Un gesto di affetto». Ma il problema rimane. Perchè alla Lega vogliono scoprire cosa celi questa provocazione, che coinvolge l'intera formazione. «Loro sapevano - dice Santino Lo Presti, vice presidente della Lega - che Sferrazza era stato già raggiunto dal Daspo. Ed allora perchè questa forzatura? E chi ha deciso? I giocatori, o la squadra ha subito scelte esterne. E di chi?». Ed ancora la modifica della maglietta è stata comunicata, c'è un'autorizzazione? Per alcuni è obbligatoria solo se si tratta di sponsor, irrilevante in casi di «dedica». Domande che, comunque, potranno trovare una prima riposta giovedì. «I due commissari di campo, e lo stesso arbitro - aggiunge Lo Presti - hanno presentato le loro relazioni. Sulla scorta delle quali giovedì sapremo le conseguenziali decisioni adottate dal giudice sportivo, che però non ha potere d'indagine. Per questo abbiamo deciso di inoltrare gli atti anche alla Procura sportiva, la stessa che ha inflitto il Daspo». Alla Procura, ma quella del Tribunale di Agrigento, si è rivolto, invece, il questore Girolamo Di Fazio. Insomma una «bravata», mille insidie e pericoli per i biancoazzurri.
UNITA D'ITALIA
L'assessore Cani oggi presiederà riunione operativa
L'assessore provinciale all'Istruzione, Gaetano Cani, presiederà oggi alle ore 11 nei locali dell'assessorato di via Demetra ad Agrigento, una riunione per i 150 anni dell'Unità d'Italia. L'incontro è stato chiesto da Giuseppe La Rocca presidente del Centro internazionale di studi "Luigi Sturzo" in collaborazione con l'associazione Centro del Mediterraneo. Scopo dell' incontro individuare una serie di eventi rivolti alle scuole superiori.
Una nuova frana crea disagi tra Favara ed Aragona
MALTEMPO. Diventa più difficile percorrere la strada per Palermo
FAVARA. Una frana ha invaso, devastato e reso percorribile soltanto a metà la strada provinciale che collega Favara con Aragona Caldare, con la zona industriale e con la statale 189 per Palermo. Spostarsi da Canicattì, o dai Comuni limitrofi, verso Agrigento è ormai diventato un inferno. Lo sanno bene gli automobilisti che ieri mattina, primo giorno della settimana, in un orario di punta, sono rimasti incolonnati per trequarti d'ora, formando una fila di circa un chilometro e mezzo. A regolare il caotico traffico solo un semaforo. Per i lavori di raddoppio della statale 640, da diversi mesi ormai la strada è sbarrata, con tanto di transenne, con direzione di marcia Canicattì - Agrigento, all'altezza del viadotto Rocca Daniele, il ponte che a causa del rischio cedimento è stato chiuso, in passato, per oltre un anno. Il traffico, da quando sono stati aperti i cantieri per il raddoppio della Agrigento - Caltanissetta, veniva così deviato verso la provinciale che da Favara porta ad Aragona, alla zona industriale e alla statale 189. Una arteria mal ridotta per sopportare il "carico" di tir e altri mezzi pesanti. Il "sacrificio" di allungare il tragitto e di mettersi in coda dietro un gigantesco camion è stato però accettato in silenzio dagli automobilisti che pensano già a come sarà quando i lavori sulla statale 640 finiranno. Ieri mattina, però, dopo una frana verificatasi nel fine settimana, lungo la stessa strada provinciale, il traffico è impazzito perché costretto a transitare, a momenti alterni, soltanto su una carreggiata.
SVILUPPO. Ieri mattina è stato a Caltanissetta
Collaborazioni con Malta - Pace incontra le Province
L'assessore al Turismo della provincia di Agrigento, Carmelo Pace, dopo la missione che lo ha visto a Malta con i rappresentanti delle cinque province Siciliane per i colloqui con il governo Maltese, prosegue i suoi incontri per portare avanti il progetto denominato "Sicilia-Malta" di cui la provincia di Agrigento è capofila. Si tratta di una collaborazione tra la Sicilia e Malta finalizzata alla promozione del turismo per l'integrazione socio-economica tra i due paesi, valorizzando il patrimonio naturale e culturale comune. Da qui l'idea di trasformare questa collaborazione tra le province in un vero e proprio accordo politico capace di fare fronte a tutti quei progetti, bandi e iniziative che la regione Sicilia proporrà ponendosi allo stesso livello delle grandi province siciliane che da sempre hanno drenato le maggiori risorse finanziarie a disposizione della Sicilia. Un 'quid' in più che unisce i territori del Sud Sicilia per rafforzare le loro amministrazioni in tutti i settori. L'assessore Carmelo Pace, esprimendo soddisfazione per la decisone di ufficializzare questa alleanza tra le cinque province, è stato ieri a Caltanissetta, per tenere un incontro per stipulare l'accordo di coalizione definitivo.
APPUNTAMENTI. SALA PELLEGRINO
IL TURISMO È UNA RISORSA
Due giorni dedicati al turismo congressuale e alle opportunità di sviluppo turistico nella Provincia. È questo il tema dell'incontro in programma domani e dopodomani dalle 9 alle 13 nella sala Pellegrino, in via Acrone. Si tratta di un'iniziativa promossa dalla Provincia e dal!' assessore provinciale al Turismo, Carmelo Pace. Presenti numerosi docenti, relatori ed esperti nel settore che incontreranno gli operatori turistici, albergatori, ristoratori e tutti coloro che operano in campo turistico. Presente anche il capo area turismo della Provincia, Achille Contino. Domani si parlerà di turismo congressuale, rapporti tra le varie e strutture ricettive, centri congressuali e della figura sempre più richiesta dei P.C.O.
«Una legge speciale per i centri storici»
PROVINCIA. Richiesta inoltrata alla Regione
L'incontro nella sala delle conferenze del Consorzio Universitario di Calcarelle, tra la Provincia Regionale di Agrigento, il Comune capoluogo, il preside della facoltà di Architettura del Polo ed i rappresentanti degli Ordini degli ingegneri ed architetti, ha sortito un primo effetto: chiedere alla Regione ed allo Stato centrale una legge speciale per i centri storici del territorio agrigentino così come venne fatto per l'isola di Ortigi a a Siracusa. «All'incontro - si legge in una nota - erano presenti per la Provincia l'assessore Luigi Argento, per il Comune il vice sindaco Massimo Muglia, per la facoltà di architettura il preside prof. Giambanco mentre per i due Ordini professionali l'ing. Sajeva e l'arch. Sanzo». «Tutti sono stati concordi nel ribadire l'urgenza di una azione di risanamento dei centri storici dei nostri paesi - continua la nota - per evitare la desertificazione di questi quartieri e cercare, attraverso una politica di piena collaborazione tra tutti gli enti interessati, ed attuare una azione che li renda vivibili ed accessibili ed individuare degli incentivi per le attività commerciali ed artigiane senza tralasciare quanti vogliono ristrutturare e risiedere nei centri storici».
Consorzio Asi, la Cna tuona: «Gestione anacronistica»
Rinnova, delle cariche del Consorzio per lo sviluppo dell'area industriale, interviene il presidente provinciale della Cna, Confederazione Nazionale Artigiani. Roberta Tuttolomondo ritiene «che sia superato ed anacronistico l'attuale modello di funzionamento e di rappresentanza dei Consorzi ASI in genere, e nello specifico quello di Agrigento. Il metodo ed il criterio utilizzato ad oggi, per la designazione dei rappresentanti dell'Assemblea e del Consiglio d'amministrazione, compito spettante ai comuni e quindi ai sindaci, alla Provincia ed alla Regione, non ha consentito di raggiungere il vero obiettivo: cioè il rilancio e lo sviluppo del tessuto imprenditoriale e quindi del territorio».
«Pertanto - continua nella sua nota Roberta Tuttolomondo - alla luce di tale valutazione, la Cna Provinciale di Agrigento e Cna Sicilia ritengono improrogabile oggi più di ieri, un'opportuna e radicale revisione e riforma della legge regionale che regolamenta le Mi in Sicilia, ipotizzandone una sorta di privatizzazione, che allontani Provincia e Regione dalla gestione, in modo da trasformare le ASI in veri e propri consorzi di imprese fra imprese. La CNA provinciale di Agrigento invita tutte le Organizzazioni di rappresentanza delle imprese e del lavoro, affinché possano farsi promotrici di una grande iniziativa per la modifica della legge sulle Asi in Sicilia che risale al 1984».
LA SICILIA
AGRICOLTURA
Vertice alla Provincia per affrontare la crisi
Occorrono interventi straordinari per l'agricoltura siciliana e agrigentina in particolare, sulla cui crisi bisogna richiamare l'attenzione del governo regionale, di quello nazionale e dello stesso presidente del Consiglio. E' quanto é emerso ieri mattina nel corso dell'incontro svoltosi nella sala consiliare della Provincia, presieduto dall'assessore provinciale al ramo Stefano Castellino. Erano presenti anche gli assessori provinciali Gaetano Cani e Giuseppe Ciulla, mentre un breve intervento ha svolto anche il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi. Hanno partecipato il presidente dell'Ordine degli Agronomi Boccadutri e i rappresentanti di categoria e quelli di diversi comuni della provincia. Castellino ha sottolineato che occorre fare piena luce sulla crisi agricola della provincia di Agrigento e sull'emergenza sociale che ne sta derivando ed ha sottolineato la necessità di interventi straordinari dei governo nazionale e regionale. I problemi degli agricoltori sono stati evidenziati da Paolo Giglia della Confagricoltura, secondo il quale non si é fatto alcun passo in avanti rispetto agli incontri svoltisi in passato ed anzi la crisi ha raggiunto un punto di non ritorno. Ha aggiunto che serve una moratoria da parte delle banche perché gli agricoltori non riescono più a pagare i debiti ed ha auspicato maggiori controlli sanitari dai prodotti importati dal Nord Africa e dalla Cina. Calogero Licata della Cia ha detto che i problemi sono il finanziamento delle attività agricole, i debiti con le banche e l'inflessibilità della Serit, auspicando l'approvazione di un forte documento unitario finalizzato ad ottenere dalla regione l'inserimento in bilancio di somme per l'agricoltura. Achille Ribolla della Coldiretti ha auspicato una legge che obblighi la grande distribuzione a comprare i prodotti locali ed ha sottolineato la necessità di rivedere la filiera della distribuzione che acquista a basso prezzo e rivende a costi elevati. Si é parlato anche di viabilità nella montagna, mentre il presidente D'Orsi ha auspicato anch'esso la necessità di un documento accompagnato da una protesta forte, reale e continua finalizzata ad ottenere la soluzione di questi problemi.
RIFIUTI
La Provincia chiama la Sogeir
Si riunirà oggi presso il palazzo municipale la commissione vigilanza sugli enti partecipati del consiglio provinciale. Presieduta da Stefano Girasole, la commissione metterà attorno ad un tavolo la Sogeir, le ditte creditrici ed i Comuni dell'Ato rifiuti Agi che sono a loro volta creditori nei confronti della società a capo dell'ambito territoriale ottimale. E' l'ennesimo tentativo di chiudere il contenzioso tra le due parti e risolvere i problemi dei circa 40 operai di Sam, Sap e Bono, le ditte che effettuano per conto di Sogeir lo stoccaggio di rifiuti differenziabili provenienti dai 17 Comuni del comprensorio saccense. Il presidente della Sogeir, Vincenzo Marinello, ha già anticipato che non sarà presente per impegni personali alla riunione di oggi, ma che la società sarà rappresentata dai dirigenti. Marinello ha comunque anticipato che, come fatto negli ultimi mesi, sta trasferendo alle ditte creditrici delle somme, intervenendo sulla base delle priorità previste in occasione dei pagamenti di fatture arretrate.
A tal proposito, il manager saccense ha aggiunto che nei prossimi giorni il Comune di Sciacca dovrebbe pagare una parte del proprio credito, circa 200 mila euro, e che una parte di questa somma, circa 70 mila euro, sarà interamente accreditata alla Sam ed alle altre due società che fanno capo allo stabilimento di stoccaggio di Santa Maria. I crediti vantati superano complessivamente i 2 milioni di euro, gli operai in più occasioni hanno espresso il loro disagio, le due parti hanno anche un contenzioso giudiziario in tribunale, è una vicenda che in qualche modo chiama direttamente in causa anche i Comuni che sono in ritardo nei confronti di Sogeir per il pagamento delle quote sociali. Marinello, rispondendo all'iniziativa voluta da Stefano Girasole e dagli altri consiglieri provinciali saccensi, da Nicola Testone a Ezio Di Prima e Mario Lazzano, ha sottolineato che si attivi analoga sollecitazione nei confronti della Provincia Regionale di Agrigento per servizi del 2009 riguardanti la pulizia di strade e spiagge di competenza provinciale.
Replica Girasole: «Faremo la nostra parte anche nei confronti delle competenze dell'ente Provincia - dice - noi ci siamo attivati per dare risposte concrete a tanti lavoratori che da mesi sono senza stipendio e che non sanno come fare andare avanti la loro famiglia, è a loro che dobbiamo dare risposte, spero si possa trovare una soluzione».
I RIFIUTI. Solo nella tarda mattinata e dopo momenti di nuove tensioni si è risolta la vertenza
Finalmente si raccoglie
I dipendenti del raggruppamento di imprese che si occupa del servizio di rimozione e smaltimento dei rifiuti solidi urbani sono tornati al lavoro nel pomeriggio di ieri, dopo una mattinata laboriosa nel corso della quale i rappresentanti sindacali hanno tenuto un incontro con il nuovo amministratore unico di Gesa Teresa Restivo.
Come si ricorderà, i sindaci avevano promesso il pagamento di un anticipo di circa 2.000 euro direttamente a ciascun lavoratore, ma questo impegno non é stato sufficiente a far riprendere il lavoro, sia domenica che ieri mattina. Gli operai hanno preteso garanzie precise e non una promessa che hanno ritenuto generica. Peraltro alla fine l'amministratore ed i sindacati hanno scelto di percorrere la via ordinaria, senza scavalcare le imprese.
Alla fine della mattinata pertanto Teresa Restivo ha fatto pervenire alla tesoreria un mandato di pagamento nei confronti del raggruppamento di imprese per un importo di un milione e centomila euro, mentre altri 700 mila euro li pagherà entro qualche altro giorno. In questo modo sarà saldato alle ditte il mese di ottobre. inoltre si é impegnata a re perire nel giro di una diecina di giorni ulteriori 800 mila euro. Per questi ultimi cercherà di coinvolgere anche i comuni che fino ad ora non hanno versato o hanno versato meno di tutti. Grazie a queste somme, le ditte potranno pagare tra oggi e domani lo stipendio di gennaio e, i ricevuto l'acconto di novembre, quasi l'80 per cento di febbraio. A fronte di questo impegno, gli operai nel corso di un'assemblea alquanto animata hanno deciso di tornare al lavoro. Intorno alle 15,30 la via Atenea era già del tutto ripulita. Nel frattempo, tramite il prefetto Umberto Postiglione, ha ottenuto che la discarica rimanesse aperta anche oltre le 16 per consentire il conferimento continuo dei rifiuti rimossi dalle strade. Dunque un primo risultato Teresa Restivo lo ha già raggiunto, ma la sua giornata ieri é stata molto lunga: nel pomeriggio infatti sì é riunita con i suoi collaboratori di Gesa per vedere qual'é la situazione del capitolato d'appalto e cosa fare per garantire la prosecuzione del servizio dato che l'affidamento al raggruppamento di imprese scade oggi. «I lavoratori hanno dato fiducia al nuovo amministratore - ha commentato Nino Stella della Cisl - perché in passato, da commissario per i pagamenti, ha dimostrato di saper svolgere il proprio lavoro con grande capacità. Per questo hanno ripreso il I lavoro sulla parola, senza ancora avere percepito un solo centesimo.
Ma sulla vicenda si registra una nuova dichiarazione del sindaco Marco Zambuto, rilasciata quando ancora l'astensione dal lavoro non era terminata. «E' indecente - ha detto - lo stato in cui si trova la mia città ed ancora più indecenti sono le ragioni che lo hanno determinato. I responsabili dovranno rendere conto alla legge per questo vile oltraggio che sta subendo Agrigento. Sabato scorso abbiamo profuso il massimo impegno per pervenire all'elezione del nuovo amministratore unico della Gesa con il voto unanime dell'assemblea dei sindaci e del Presidente della Provincia, e per consentire l'erogazione dell'acconto di duemila euro per ciascun lavoratore (importo che copre quasi per intero le due mensilità arretrate), ottenendo la disponibilità dei lavoratori al loro ritorno in servizio. Mi accorgo che ancora questa mattina non è ripreso il lavoro e mi chiedo quali siano le reali ragioni del protrarsi di quest'astensione selvaggia: per quanto tempo deve ancora continuare questo gioco sulla pelle dei cittadini onesti? 9redo che l'autorità giudiziaria debba approfondire anche questo . aspetto della vicenda, mentre attendo che i competenti organi dello Stato intervengano immediatamente per attivare quanto previsto dalla legge . dal momento che il protrarsi dell'astensione e continua a creare problemi alla tutela della salute dei cittadini e per i connessi motivi di ordine pubblico. Infine c'é da dire che il consigliere comunale Giuseppe Arnone ha offerto allo stesso sindaco la propria assistenza legale a proposito della querela sporta nei confronti di quest'ultimo dalle imprese che gestiscono il servizio.
L'AMICO DEL POPOLO
AEROPORTO L'ultima puntata della nuova soap opera agrigentina
Riggio ha detto sì (?)
Aeroporto della provincia di Agrigento ultimo atto? Chissà! Sta di fatto che, in poco meno di un mese, tutto ha avuto inizio il 18 febbraio, si è passati dalla certezza della non realizzazione della struttura a una certezza non ancora definitiva.
Il 18 febbraio scorso, come dicevamo, il presidente della Provincia decide di trasferire la propria sede istituzionale, oltre che tutta la sua vita, all'interno di una tenda della protezione civile fatta sistemare all'interno di una villetta di Porta di Ponte dove, tra i primi impegni un incontro con la stampa per far conoscere a tutti l'appunto del Ministero delle Infrastrutture finito tra le sue mani e dal quale è venuta fuori la decisione di trasferirsi nella tenda. Nell'appunto, sul quale il Ministero dirà essere solo una nota priva di valore, si leggeva 'Allo stato attuale e sulla base delle istruttorie svolte, pur nel rispetto delle prerogative regionali di pianificazione, non sussisterebbero presupposti e condizionamenti tali da poter dare seguito alla richiesta della Provincia relativa alla realizzazione di una struttura aeroportuale nella parte centro meridionale dell'isola': Così da qualche giorno il presidente comincia la sua battaglia e nuova vita all'interno della tenda dove molti esponenti politici lo vanno a trovare, tra questi il sindaco della città di Agrigento e dove D'Orsi svolge tutta la sua vita non solo politica ma anche privata.
Il 27 febbraio il presidente ENAC, Riggio invia una nota al presidente della regione Sicilia: "L'ipotesi di un aeroporto ad Agrigento può riferirsi ad un'infrastruttura di volo di lunghezza massima pari a 1.500 metri ed una capacità pari a 200mila passeggeri annui. Tali parametri non concedono al progettato aeroporto sostenibilità ed autosufficienza economica". Il 2 marzo nuovo colpo di scena, il sen. Adragna dopo avere presentato un'interrogazione parlamentare urgente sulla vicenda aeroporto comunica al presidente D'Orsi ed alla stampa che, il 6 marzo, il presidente dell'Enac sarà ad Agrigento per incontrare il Prefetto e le autorità locali per fare il punto sulla ormai intricata vicenda dell'aeroporto. Il 4 marzo il presidente della regione Lombardo, prima di partecipare alla manifestazione "Le città siciliane, motore dello sviluppo regionale, incontra il presidente D'Orsi all'interno della tenda si assume la piena responsabilità politica della realizzazione della struttura aeroportuale. «Non ha parlato - dichiara D'Orsi attraverso un comunicato stampa - solo dei 30 milioni dei fondi FAS, ma ha detto che la regione Siciliana vuole l'aeroporto ad Agrigento, che non si tratta di un contributo a fondo perduto bensì di un vero investimento con la partecipazione dei privati. Lombardo mi ha invitato a lasciare la tenda, cosa che ho già fatto senza smontarla, in attesa dell'incontro di giorno 6 marzo con Vito Riggio».
Riggio nel frattempo, il giorno dopo, scrive al prefetto Postiglione, specificando che: «per quanto riguarda Agrigento, l'esame preliminare informale condotto dagli uffici dell'ing. Cardi sulla base di un progetto presentato dalla provincia di Agrigento, ha consentito di esprimere, salvo i necessari ulteriori approfondimenti, un parere positivo. La conferma da parte della Regione delle intenzioni di procedere al finanziamento solo nei confronti di una gestione in partnership con privato che assuma i relativi costi, supera la perplessità espresse da me e dall'ENAC; la questione è pertanto rimessa alla conferenza dei servizi che il sig. Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti potrà formalmente convocare su richiesta del Presidente della Regione Sicilia». Lo stesso giorno un comunicato della Provincia informa: "L'ENAC dà il via libera all'aeroporto di Licata'; e nel comunicato si legge il commento del presidente D'Orsi «come ho già detto, ritengo che sia stato decisivo l'intervento chiarificatore del presidente della Regione Lombardo. Se all'ENAC spetta solo il compito di valutare il progetto sul piano strettamente tecnico, e Vito Riggio si è espresso in questi termini, vuol dire che il nostro progetto era ed è valido. Non ho dubbi sul fatto che, tra qualche anno, la provincia di Agrigento finalmente avrà il suo aeroporto". Cosa dire, speriamo che il sogno del presidente e quello degli agrigentini finalmente si realizzi e non sia una chimera.
AGRIGENTOFLASH.IT
Per le strade provinciali, D'Orsi chiede la proclamazione dello stato di calamità naturale
La proclamazione dello stato di calamità naturale per lo stato della viabilità provinciale è stato richiesto dal Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi in una nota inviata alla Presidenza della Regione e al Dipartimento della Protezione Civile. Nella nota il Presidente D'Orsi fa presente che "Il territorio della provincia di Agrigento nel periodo di gennaio e febbraio 2010, è stato interessato da forti ed abbondanti precipitazioni piovose, che hanno causato ingenti danni alla viabilità provinciale. L'intensità delle precipitazioni ha causato vistosi cedimenti della sede stradale di importanti vie di comunicazione oltre che frane, smottamenti, ingombro di detriti, danneggiamento delle opere d'arte, delle infrastrutture stradali provinciali, che rendono difficoltosa la circolazione veicolare ed in alcuni tratti addirittura interrotta. La tipologia degli eventi rientra nella fattispecie di cui alla Legge 225/92 art. 2 lettera C. Pertanto, così come previsto dalla normativa vigente, ed in particolare ai sensi della Legge Regionale n.42/95 e della Legge 225/92, con la presente nota si inoltra formale istanza di riconoscimento dello stato di calamità". Il Presidente D'Orsi ha inviato, cosi come esplicitato nella circolare prot. 36579 del 24/10/2005, 3 schede riassuntive relative alla localizzazione, natura dell'evento, struttura interessata con le relative ripercussioni sul territorio, nonché le relazioni descrittive, con l'indicazione della somma necessaria alla esecuzione degli interventi. Le frane si sono verificate nei comuni di Naro, Racalmuto, Agrigento, Camastra, Canicattì, Favara, Licata, Siciliana, Ioppolo Jancaxio, Alessandria della Rocca, mentre in molti comuni della provincia si sono verificati cedimenti della sede stradale. "Dalla Regione - ha detto il Presidente D'Orsi ci aspettiamo un aiuto immediato che ci consenta di intervenire al più presto per ripristinare la viabilità provinciale danneggiata che interessa migliaia di persone e tantissime imprese agricole d industriali che attualmente sono isolate o difficilmente raggiungibili. Da soli non possiamo fare fronte a questa situazione straordinaria, per i limiti di bilancio imposti dal patto di stabilità, ma i cittadini hanno bisogno di interventi urgenti per ripristinare normali condizioni di vivibilità."
Sicilia-Malta, incontro a Caltanissetta con le province del sud dell'Isola
L'assessore provinciale al Turismo Carmelo Pace, dopo la missione che lo ha visto a Malta con i rappresentanti delle cinque Province Siciliane per i colloqui con il governo Maltese, prosegue i suoi incontri per portare avanti il progetto denominato "Sicilia-Malta" di cui la Provincia Regionale di Agrigento è capofila. Si tratta di una collaborazione tra la Sicilia e Malta finalizzata alla promozione del turismo per l'integrazione socio-economica tra i due paesi, valorizzando il patrimonio naturale e culturale comune. Da qui l'idea di trasformare questa collaborazione tra le Province in un vero e proprio "accordo politico" capace di fare fronte a tutti quei progetti, bandi ed iniziative che la Regione proporrà ponendosi allo stesso livello delle grandi Province siciliane che da sempre hanno drenato le maggiori risorse finanziari a disposizione della Sicilia. Un "quid" in più che unisce i territori del Sud Sicilia per rafforzare le loro amministrazioni in tutti i settori. L'assessore Carmelo Pace, esprimendo soddisfazione per la decisone di ufficializzare questa alleanza tra le cinque Province, sarà oggi a Caltanissetta, per tenere un incontro per stipulare l'accordo di coalizione definitivo. "Questa unione tra le Province del sud Sicilia, Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Siracusa e Ragusa - afferma Pace - servirà a renderci più forti nei confronti dell'Amministrazione regionale che spesso privilegia le altre province più grandi della Sicilia, che si sono dimostrate politicamente più forti ed influenti. Il nostro territorio, grazie all'unione delle cinque Province del sud, potrà finalmente uscire dall'emarginazione che da sempre, in questi anni, ci ha tenuti fuori dai flussi di finanziamenti e dalle scelte strategiche della Regione. Una coalizione - conclude Pace - che permetterà di collocarci attorno al tavolo della Regione per concorrere ai bandi di nostro interesse e contrastare così lo strapotere delle Province finora privilegiate".
AGRIGENTONOTIZIE.IT
Viabilità in provincia, D'Orsi chiede lo stato di calamità La proclamazione dello stato di calamità naturale per lo stato della viabilità provinciale è stato richiesto dal presidente della Provincia Eugenio D'Orsi in una nota inviata alla Presidenza della Regione e al Dipartimento della Protezione civile. Nella nota il D'Orsi fa presente che "il territorio della provincia di Agrigento nel periodo di gennaio e febbraio 2010, è stato interessato da forti ed abbondanti precipitazioni piovose, che hanno causato ingenti danni alla viabilità provinciale. L'intensità delle precipitazioni ha causato vistosi cedimenti della sede stradale di importanti vie di comunicazione oltre che frane, smottamenti, ingombro di detriti, danneggiamento delle opere d'arte, delle infrastrutture stradali provinciali, che rendono difficoltosa la circolazione veicolare ed in alcuni tratti addirittura interrotta. Pertanto - continua nella lettera il presidente D'Orsi - così come previsto dalla normativa vigente, si inoltra formale istanza di riconoscimento dello stato di calamità". Il capo dell'esecutivo provinciale ha inviato tre schede riassuntive relative alla localizzazione, natura dell'evento, struttura interessata con le relative ripercussioni sul territorio, nonché le relazioni descrittive, con l'indicazione della somma necessaria alla esecuzione degli interventi. Le frane si sono verificate nei comuni di Naro, Racalmuto, Agrigento, Camastra, Canicattì, Favara, Licata, Siculiana, Joppolo Giancaxio, Alessandria della Rocca, mentre in molti comuni della provincia si sono verificati cedimenti della sede stradale. "Dalla Regione - ha detto D'Orsi - ci aspettiamo un aiuto immediato che ci consenta di intervenire al più presto per ripristinare la viabilità provinciale danneggiata che interessa migliaia di persone e tantissime imprese agricole d industriali che attualmente sono isolate o difficilmente raggiungibili. Da soli non possiamo fare fronte a questa situazione straordinaria, per i limiti di bilancio imposti dal patto di stabilità, ma i cittadini hanno bisogno di interventi urgenti per ripristinare normali condizioni di vivibilità".
Ristrutturazione San Domenico, accelerare l'iter per non perdere i fondi europei
Il complesso monumentale San Domenico di Sciacca è stato al centro di un incontro che si è svolto questa mattina nella sala della presidenza della Provincia regionale tra il presidente Eugenio D'Orsi, i quattro consiglieri provinciali saccensi Mario Lazzano, Nicola Testone, Stefano Girasole, Ezio Di Prima e il capo del dipartimento tecnico della Provincia Piero Hamel. Nel 2007, infatti era stato stipulato un protocollo di intesa tra la Provincia regionale, il Comune di Sciacca e la Lega navale (sezione di Sciacca) per la ristrutturazione dell'immobile da adibire a centro polifunzionale (culturale, sociale e di aggregazione). Nel corso dell'incontro i quattro consiglieri di Sciacca hanno sottolineato l'urgenza di accelerare l'iter che consentirebbe al Comune di Sciacca e alla Provincia, i due enti proprietari della struttura, di attingere ai fondi europei, attraverso l'Asse 6, in scadenza il prossimo 31 marzo. E' stato quindi deciso di aggiornare la riunione alla presenza del sindaco di Sciacca, del presidente D'Orsi, dei consiglieri Testone, Lazzano, Girasole, Di Prima, e del presidente della Lega navale di Sciacca, Gaspare Falautano, per stabilire una comune linea di condotta da dare ai due uffici tecnici. All'incontro hanno preso parte anche l'assessore provinciale Mariano Ragusa e il capogruppo del PdL al consiglio provinciale Ivan Paci.
AGRIGENTOWEB.IT
Viabilità, D'Orsi ha chiesto la proclamazione dello stato di calamità naturale
La proclamazione dello stato di calamità naturale per lo stato della viabilità provinciale è stato richiesto dal Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi in una nota inviata alla Presidenza della Regione e al Dipartimento della Protezione Civile. Nella nota il Presidente D'Orsi fa presente che "Il territorio della provincia di Agrigento nel periodo di gennaio e febbraio 2010, è stato interessato da forti ed abbondanti precipitazioni piovose, che hanno causato ingenti danni alla viabilità provinciale. L'intensità delle precipitazioni ha causato vistosi cedimenti della sede stradale di importanti vie di comunicazione oltre che frane, smottamenti, ingombro di detriti, danneggiamento delle opere d'arte, delle infrastrutture stradali provinciali, che rendono difficoltosa la circolazione veicolare ed in alcuni tratti addirittura interrotta. La tipologia degli eventi rientra nella fattispecie di cui alla Legge 225/92 art. 2 lettera C. Pertanto, così come previsto dalla normativa vigente, ed in particolare ai sensi della Legge Regionale n.42/95 e della Legge 225/92, con la presente nota si inoltra formale istanza di riconoscimento dello stato di calamità". Il Presidente D'Orsi ha inviato, cosi come esplicitato nella circolare prot. 36579 del 24/10/2005, 3 schede riassuntive relative alla localizzazione, natura dell'evento, struttura interessata con le relative ripercussioni sul territorio, nonché le relazioni descrittive, con l'indicazione della somma necessaria alla esecuzione degli interventi.
Le frane si sono verificate nei comuni di Naro, Racalmuto, Agrigento, Camastra, Canicattì, Favara, Licata, Siciliana, Ioppolo Jancaxio, Alessandria della Rocca, mentre in molti comuni della provincia si sono verificati cedimenti della sede stradale. "Dalla Regione - ha detto il Presidente D'Orsi ci aspettiamo un aiuto immediato che ci consenta di intervenire al più presto per ripristinare la viabilità provinciale danneggiata che interessa migliaia di persone e tantissime imprese agricole d industriali che attualmente sono isolate o difficilmente raggiungibili. Da soli non possiamo fare fronte a questa situazione straordinaria, per i limiti di bilancio imposti dal patto di stabilità, ma i cittadini hanno bisogno di interventi urgenti per ripristinare normali condizioni di vivibilità."
Centri storici, la Provincia sollecita una legge speciale
L'incontro nella sala delle conferenze del Consorzio Universitario di Calcarelle, tra la Provincia Regionale di Agrigento, il Comune capoluogo, il preside della facoltà di Architettura del Polo ed i rappresentanti degli Ordini degli ingegneri ed architetti, ha sortito un primo effetto: chiedere alla Regione ed allo Stato centrale una legge speciale per i centri storici del territorio agrigentino così come venne fatto per l'isola di Ortigia a Siracusa. All'incontro erano presenti per la Provincia l'assessore Luigi Argento, per il Comune il vice sindaco Massimo Muglia, per la facoltà di architettura il preside prof. Giambanco mentre per i due Ordini professionali l'ing. Sajeva e l'arch. Sanzo. Tutti sono stati concordi nel ribadire l'urgenza di una azione di risanamento dei centri storici dei nostri paesi per evitare la desertificazione di questi quartieri e cercare, attraverso una politica di piena collaborazione tra tutti gli enti interessati, ed attuare una azione che li renda vivibili ed accessibili ed individuare degli incentivi per le attività commerciali ed artigiane senza tralasciare quanti vogliono ristrutturare e risiedere nei centri storici. L'altro aspetto importante, come ha detto l'assessore provinciale all'edilizia, Luigi Argento "... è sviluppare una politica forte per l'attuazione di una legge speciale sui centri storici della nostra Provincia così come venne fatto alcuni lustri addietro per l'isola di Ortigia. La provincia con il suo Presidente, Eugenio D'Orsi, farà fino in fondo la sua parte perché questo patrimonio possa essere salvato".
I 150 anni dell'unità d'Italia, riunione martedì mattina in Provincia
L'assessore provinciale all'Istruzione, Gaetano Cani, presiederà domani, martedì 16 marzo alle ore 11, nei locali dell'Assessorato di via Demetra ad Agrigento, una riunione per i 150 anni dell'Unità d'Italia. L'incontro è stato chiesto da Giuseppe La Rocca presidente del Centro internazionale di studi "Luigi Sturzo" in collaborazione con l'associazione Centro del Mediterraneo. Scopo dell'incontro individuare una serie di eventi rivolti alle scuole superiori di secondo grado del territorio agrigentino in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia. L'iniziativa si svolgerà in collaborazione con il network nazionale relativo ai festeggiamenti.
Incontro a Caltanissetta delle province del sud della Sicilia
L'Assessore Provinciale al Turismo Carmelo Pace, dopo la missione che lo ha visto a Malta con i rappresentanti delle cinque Province Siciliane per i colloqui con il governo Maltese, prosegue i suoi incontri per portare avanti il progetto denominato "Sicilia-Malta" di cui la Provincia Regionale di Agrigento è capofila. Si tratta di una collaborazione tra la Sicilia e Malta finalizzata alla promozione del turismo per l'integrazione socio-economica tra i due paesi, valorizzando il patrimonio naturale e culturale comune. Da qui l'idea di trasformare questa collaborazione tra le Province in un vero e proprio "accordo politico" capace di fare fronte a tutti quei progetti, bandi ed iniziative che la Regione proporrà ponendosi allo stesso livello delle grandi Province siciliane che da sempre hanno drenato le maggiori risorse finanziari a disposizione della Sicilia. Un "quid" in più che unisce i territori del Sud Sicilia per rafforzare le loro amministrazioni in tutti i settori.
L'assessore Carmelo Pace, esprimendo soddisfazione per la decisone di ufficializzare questa alleanza tra le cinque Province, sarà oggi a Caltanissetta, per tenere un incontro per stipulare l'accordo di coalizione definitivo. "Questa unione tra le Province del sud Sicilia, Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Siracusa e Ragusa - afferma Pace - servirà a renderci più forti nei confronti dell'Amministrazione regionale che spesso privilegia le altre province più grandi della Sicilia, che si sono dimostrate politicamente più forti ed influenti. Il nostro territorio, grazie all'unione delle cinque Province del sud, potrà finalmente uscire dall'emarginazione che da sempre, in questi anni, ci ha tenuti fuori dai flussi di finanziamenti e dalle scelte strategiche della Regione. Una coalizione - conclude Pace - che permetterà di collocarci attorno al tavolo della Regione per concorrere ai bandi di nostro interesse e contrastare così lo strapotere delle Province finora privilegiate".
INFOAGRIGENTO.IT
Maltempo e danni: D'Orsi chiede lo stato di calamità
Il Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi in una nota inviata alla Presidenza della Regione e al Dipartimento della Protezione Civile ha chiesto la proclamazione dello stato di calamità naturale per lo stato della viabilità provinciale.
Nella nota il Presidente D'Orsi fa presente che "Il territorio della provincia di Agrigento nel periodo di gennaio e febbraio 2010, è stato interessato da forti ed abbondanti precipitazioni piovose, che hanno causato ingenti danni alla viabilità provinciale. L'intensità delle precipitazioni ha causato vistosi cedimenti della sede stradale di importanti vie di comunicazione oltre che frane, smottamenti, ingombro di detriti, danneggiamento delle opere d'arte, delle infrastrutture stradali provinciali, che rendono difficoltosa la circolazione veicolare ed in alcuni tratti addirittura interrotta. Le frane, com'è noto, si sono verificate nei comuni di Naro, Racalmuto, Agrigento, Camastra, Canicattì, Favara, Licata, Siciliana, Ioppolo Jancaxio, Alessandria della Rocca, mentre in molti comuni della provincia si sono verificati cedimenti della sede stradale.
"Dalla Regione - ha detto il Presidente D'Orsi ci aspettiamo un aiuto immediato che ci consenta di intervenire al più presto per ripristinare la viabilità provinciale danneggiata che interessa migliaia di persone e tantissime imprese agricole d industriali che attualmente sono isolate o difficilmente raggiungibili. Da soli non possiamo fare fronte a questa situazione straordinaria, per i limiti di bilancio imposti dal patto di stabilità, ma i cittadini hanno bisogno di interventi urgenti per ripristinare normali condizioni di vivibilità."
Centri storici: "necessaria una legge speciale"
A margine dell'incontro sulla "accessibilità nei centri storici", l'assessore Provinciale Argento chiedere alla Regione ed allo Stato centrale una legge speciale per i centri storici del territorio agrigentino così come venne fatto per l'isola di Ortigia a Siracusa. Accessibilitò ai centri storici e primi risultati concreti. A margine dell'incontro, tutti sono stati concordi nel ribadire l'urgenza di una azione di risanamento dei centri storici dei nostri paesi per evitare la desertificazione di questi quartieri e cercare, attraverso una politica di piena collaborazione tra tutti gli enti interessati, ed attuare una azione che li renda vivibili ed accessibili ed individuare degli incentivi per le attività commerciali ed artigiane senza tralasciare quanti vogliono ristrutturare e risiedere nei centri storici. "L'altro aspetto importante - ha detto l'assessore provinciale all'edilizia, Luigi Argento - è sviluppare una politica forte per l'attuazione di una legge speciale sui centri storici della nostra Provincia così come venne fatto alcuni lustri addietro per l'isola di Ortigia. La provincia con il suo Presidente, Eugenio D'Orsi, farà fino in fondo la sua parte perché questo patrimonio possa essere salvato".
Collaborazione tra Sicilia e Malta: incontro a Caltanissetta
L'Assessore Provinciale al Turismo Carmelo Pace, dopo la missione che lo ha visto a Malta con i rappresentanti delle cinque Province Siciliane per i colloqui con il governo Maltese, prosegue i suoi incontri per portare avanti il progetto denominato "Sicilia-Malta" di cui la Provincia Regionale di Agrigento è capofila.
Si tratta di una collaborazione tra la Sicilia e Malta finalizzata alla promozione del turismo per l'integrazione socio-economica tra i due paesi, valorizzando il patrimonio naturale e culturale comune. Da qui l'idea di trasformare questa collaborazione tra le Province in un vero e proprio "accordo politico" capace di fare fronte a tutti quei progetti, bandi ed iniziative che la Regione proporrà ponendosi allo stesso livello delle grandi Province siciliane che da sempre hanno drenato le maggiori risorse finanziari a disposizione della Sicilia. Un "quid" in più che unisce i territori del Sud Sicilia per rafforzare le loro amministrazioni in tutti i settori. L'assessore Carmelo Pace, esprimendo soddisfazione per la decisone di ufficializzare questa alleanza tra le cinque Province, sarà oggi a Caltanissetta, per tenere un incontro per stipulare l'accordo di coalizione definitivo.
"Questa unione tra le Province del sud Sicilia, Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Siracusa e Ragusa - afferma Pace - servirà a renderci più forti nei confronti dell'Amministrazione regionale che spesso privilegia le altre province più grandi della Sicilia, che si sono dimostrate politicamente più forti ed influenti. Il nostro territorio, grazie all'unione delle cinque Province del sud, potrà finalmente uscire dall'emarginazione che da sempre, in questi anni, ci ha tenuti fuori dai flussi di finanziamenti e dalle scelte strategiche della Regione. Una coalizione - conclude Pace - che permetterà di collocarci attorno al tavolo della Regione per concorrere ai bandi di nostro interesse e contrastare così lo strapotere delle Province finora privilegiate".
COMUNICALO.IT
VIABILITA'. Frane e smottamenti in Provincia, D'Orsi chiede lo stato di calamità naturale
La proclamazione dello stato di calamità naturale per lo stato della viabilità provinciale è stato richiesto dal presidente della Provincia Eugenio D'Orsi in una nota inviata alla presidenza della Regione e al Dipartimento della Protezione Civile.
D'Orsi fa presente che "Il territorio della provincia di Agrigento nel periodo di gennaio e febbraio 2010, è stato interessato da forti ed abbondanti precipitazioni piovose, che hanno causato ingenti danni alla viabilità provinciale. L'intensità delle precipitazioni ha causato vistosi cedimenti della sede stradale di importanti vie di comunicazione oltre che frane, smottamenti, ingombro di detriti, danneggiamento delle opere d'arte, delle infrastrutture stradali provinciali, che rendono difficoltosa la circolazione veicolare ed in alcuni tratti addirittura interrotta. La tipologia degli eventi rientra nella fattispecie di cui alla Legge 225/92 art. 2 lettera C. Pertanto, così come previsto dalla normativa vigente, ed in particolare ai sensi della Legge Regionale n.42/95 e della Legge 225/92, con la presente nota si inoltra formale istanza di riconoscimento dello stato di calamità". Il Presidente D'Orsi ha inviato, cosi come esplicitato nella circolare prot. 36579 del 24/10/2005, 3 schede riassuntive relative alla localizzazione, natura dell'evento, struttura interessata con le relative ripercussioni sul territorio, nonché le relazioni descrittive, con l'indicazione della somma necessaria alla esecuzione degli interventi. Le frane si sono verificate nei comuni di Naro, Racalmuto, Agrigento, Camastra, Canicattì, Favara, Licata, Siciliana, Ioppolo Jancaxio, Alessandria della Rocca, mentre in molti comuni della provincia si sono verificati cedimenti della sede stradale. "Dalla Regione - ha detto il Presidente D'Orsi ci aspettiamo un aiuto immediato che ci consenta di intervenire al più presto per ripristinare la viabilità provinciale danneggiata che interessa migliaia di persone e tantissime imprese agricole d industriali che attualmente sono isolate o difficilmente raggiungibili. Da soli non possiamo fare fronte a questa situazione straordinaria, per i limiti di bilancio imposti dal patto di stabilità, ma i cittadini hanno bisogno di interventi urgenti per ripristinare normali condizioni di vivibilità".
AGRIGENTO. Centri storici, la Provincia sollecita una legge speciale
L'incontro nella sala delle conferenze del Consorzio Universitario di Calcarelle, tra la Provincia Regionale di Agrigento, il Comune capoluogo, il preside della facoltà di Architettura del Polo ed i rappresentanti degli Ordini degli ingegneri ed architetti, ha sortito un primo effetto: chiedere alla Regione ed allo Stato centrale una legge speciale per i centri storici del territorio agrigentino così come venne fatto per l'isola di Ortigia a Siracusa. All'incontro erano presenti per la Provincia l'assessore Luigi Argento, per il Comune il vice sindaco Massimo Muglia, per la facoltà di architettura il preside prof. Giambanco mentre per i due Ordini professionali l'ing. Sajeva e l'arch. Sanzo. Tutti sono stati concordi nel ribadire l'urgenza di una azione di risanamento dei centri storici dei nostri paesi per evitare la desertificazione di questi quartieri e cercare, attraverso una politica di piena collaborazione tra tutti gli enti interessati, ed attuare una azione che li renda vivibili ed accessibili ed individuare degli incentivi per le attività commerciali ed artigiane senza tralasciare quanti vogliono ristrutturare e risiedere nei centri storici.
L'altro aspetto importante, come ha detto l'assessore provinciale all'edilizia, Luigi Argento "... è sviluppare una politica forte per l'attuazione di una legge speciale sui centri storici della nostra Provincia così come venne fatto alcuni lustri addietro per l'isola di Ortigia. La provincia con il suo Presidente, Eugenio D'Orsi, farà fino in fondo la sua parte perché questo patrimonio possa essere salvato".
GRANDANGOLO.IT
Centri storici, Provincia vuole legge speciale
L'incontro nella sala delle conferenze del Consorzio Universitario di Calcarelle, tra la Provincia Regionale di Agrigento, il Comune capoluogo, il preside della facoltà di Architettura del Polo ed i rappresentanti degli Ordini degli ingegneri ed architetti, ha sortito un primo effetto: chiedere alla Regione ed allo Stato centrale una legge speciale per i centri storici del territorio agrigentino così come venne fatto per l'isola di Ortigia a Siracusa. All'incontro erano presenti per la Provincia l'assessore Luigi Argento, per il Comune il vice sindaco Massimo Muglia, per la facoltà di architettura il preside prof. Giambanco mentre per i due Ordini professionali l'ing. Sajeva e l'arch. Sanzo. Tutti sono stati concordi nel ribadire l'urgenza di una azione di risanamento dei centri storici dei nostri paesi per evitare la desertificazione di questi quartieri e cercare, attraverso una politica di piena collaborazione tra tutti gli enti interessati, ed attuare una azione che li renda vivibili ed accessibili ed individuare degli incentivi per le attività commerciali ed artigiane senza tralasciare quanti vogliono ristrutturare e risiedere nei centri storici. L'altro aspetto importante, come ha detto l'assessore provinciale all'edilizia, Luigi Argento "... è sviluppare una politica forte per l'attuazione di una legge speciale sui centri storici della nostra Provincia così come venne fatto alcuni lustri addietro per l'isola di Ortigia. La provincia con il suo Presidente, Eugenio D'Orsi, farà fino in fondo la sua parte perché questo patrimonio possa essere salvato".
Turismo Sicilia-Malta, Agrigento capofila
L'assessore provinciale al Turismo Carmelo Pace, dopo la missione che lo ha visto a Malta con i rappresentanti delle cinque Province Siciliane per i colloqui con il governo Maltese, prosegue i suoi incontri per portare avanti il progetto denominato "Sicilia-Malta" di cui la Provincia Regionale di Agrigento è capofila. Si tratta di una collaborazione tra la Sicilia e Malta finalizzata alla promozione del turismo per l'integrazione socio-economica tra i due paesi, valorizzando il patrimonio naturale e culturale comune. Da qui l'idea di trasformare questa collaborazione tra le Province in un vero e proprio "accordo politico" capace di fare fronte a tutti quei progetti, bandi ed iniziative che la Regione proporrà ponendosi allo stesso livello delle grandi Province siciliane che da sempre hanno drenato le maggiori risorse finanziari a disposizione della Sicilia. Un "quid" in più che unisce i territori del Sud Sicilia per rafforzare le loro amministrazioni in tutti i settori. L'assessore Carmelo Pace, esprimendo soddisfazione per la decisone di ufficializzare questa alleanza tra le cinque Province, sarà oggi a Caltanissetta, per tenere un incontro per stipulare l'accordo di coalizione definitivo. "Questa unione tra le Province del sud Sicilia, Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Siracusa e Ragusa - afferma Pace - servirà a renderci più forti nei confronti dell'Amministrazione regionale che spesso privilegia le altre province più grandi della Sicilia, che si sono dimostrate politicamente più forti ed influenti. Il nostro territorio, grazie all'unione delle cinque Province del sud, potrà finalmente uscire dall'emarginazione che da sempre, in questi anni, ci ha tenuti fuori dai flussi di finanziamenti e dalle scelte strategiche della Regione. Una coalizione - conclude Pace - che permetterà di collocarci attorno al tavolo della Regione per concorrere ai bandi di nostro interesse e contrastare così lo strapotere delle Province finora privilegiate".
150 anni Unità d'Italia, riunione in Provincia
L'assessore provinciale all'Istruzione, Gaetano Cani, presiederà domani, martedì 16 marzo alle ore 11, nei locali dell'Assessorato di via Demetra ad Agrigento, una riunione per i 150 anni dell'Unità d'Italia. L'incontro è stato chiesto da Giuseppe La Rocca presidente del Centro internazionale di studi "Luigi Sturzo" in collaborazione con l'associazione Centro del Mediterraneo. Scopo dell'incontro individuare una serie di eventi rivolti alle scuole superiori di secondo grado del territorio agrigentino in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia. L'iniziativa si svolgerà in collaborazione con il network nazionale relativo ai festeggiamenti.
PERLACITTA'.IT
Chiesto lo stato di calamità naturale per lo stato della viabilità provinciale di Agrigento
La proclamazione dello stato di calamità naturale per lo stato della viabilità provinciale di Agrigento è stato richiesto dal Presidente Eugenio D'Orsi in una nota inviata alla Presidenza della Regione e al Dipartimento della Protezione Civile. Nella nota il Presidente D'Orsi fa presente che "Il territorio della provincia di Agrigento nel periodo di gennaio e febbraio 2010, è stato interessato da forti ed abbondanti precipitazioni piovose, che hanno causato ingenti danni alla viabilità provinciale". "L'intensità delle precipitazioni - aggiunge D'Orsi - ha causato vistosi cedimenti della sede stradale di importanti vie di comunicazione oltre che frane, smottamenti, ingombro di detriti, danneggiamento delle opere d'arte, delle infrastrutture stradali provinciali, che rendono difficoltosa la circolazione veicolare ed in alcuni tratti addirittura interrotta. La tipologia degli eventi rientra nella fattispecie di cui alla Legge 225/92 art. 2 lettera C. Pertanto, così come previsto dalla normativa vigente, ed in particolare ai sensi della Legge Regionale n.42/95 e della Legge 225/92, con la presente nota si inoltra formale istanza di riconoscimento dello stato di calamità".
Le frane si sono verificate nei comuni di Naro, Racalmuto, Agrigento, Camastra, Canicattì, Favara, Licata, Siciliana, Ioppolo Jancaxio, Alessandria della Rocca, mentre in molti comuni della provincia si sono verificati cedimenti della sede stradale. "Dalla Regione - ha detto il Presidente D'Orsi ci aspettiamo un aiuto immediato che ci consenta di intervenire al più presto per ripristinare la viabilità provinciale danneggiata che interessa migliaia di persone e tantissime imprese agricole d industriali che attualmente sono isolate o difficilmente raggiungibili. Da soli non possiamo fare fronte a questa situazione straordinaria, per i limiti di bilancio imposti dal patto di stabilità, ma i cittadini hanno bisogno di interventi urgenti per ripristinare normali condizioni di vivibilità".
AGRIGENTOOGGI.IT
Strade provinciali, chiesto lo stato di calamità naturale
La proclamazione dello stato di calamità naturale per lo stato della viabilità provinciale è stato richiesto dal Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi in una nota inviata alla Presidenza della Regione e al Dipartimento della Protezione Civile.
Nella nota il Presidente D'Orsi fa presente che "Il territorio della provincia di Agrigento nel periodo di gennaio e febbraio 2010, è stato interessato da forti ed abbondanti precipitazioni piovose, che hanno causato ingenti danni alla viabilità provinciale. L'intensità delle precipitazioni ha causato vistosi cedimenti della sede stradale di importanti vie di comunicazione oltre che frane, smottamenti, ingombro di detriti, danneggiamento delle opere d'arte, delle infrastrutture stradali provinciali, che rendono difficoltosa la circolazione veicolare ed in alcuni tratti addirittura interrotta. La tipologia degli eventi rientra nella fattispecie di cui alla Legge 225/92 art. 2 lettera C. Pertanto, così come previsto dalla normativa vigente, ed in particolare ai sensi della Legge Regionale n.42/95 e della Legge 225/92, con la presente nota si inoltra formale istanza di riconoscimento dello stato di calamità". Il Presidente D'Orsi ha inviato, cosi come esplicitato nella circolare prot. 36579 del 24/10/2005, 3 schede riassuntive relative alla localizzazione, natura dell'evento, struttura interessata con le relative ripercussioni sul territorio, nonché le relazioni descrittive, con l'indicazione della somma necessaria alla esecuzione degli interventi. Le frane si sono verificate nei comuni di Naro, Racalmuto, Agrigento, Camastra, Canicattì, Favara, Licata, Siciliana, Ioppolo Jancaxio, Alessandria della Rocca, mentre in molti comuni della provincia si sono verificati cedimenti della sede stradale. "Dalla Regione - ha detto il Presidente D'Orsi ci aspettiamo un aiuto immediato che ci consenta di intervenire al più presto per ripristinare la viabilità provinciale danneggiata che interessa migliaia di persone e tantissime imprese agricole d industriali che attualmente sono isolate o difficilmente raggiungibili. Da soli non possiamo fare fronte a questa situazione straordinaria, per i limiti di bilancio imposti dal patto di stabilità, ma i cittadini hanno bisogno di interventi urgenti per ripristinare normali condizioni di vivibilità.".
Nuove piantine per gli spazi verdi del Polo Universitario
200 piantine di Pino d'Aleppo, 100 di Pino Domestico e 200 di Cipresso Comune, sono state cedute gratuitamente per abbellire gli spazi verdi e rendere più accogliente le la struttura universitaria Polo Universitario della Provincia di Agrigento di contrada Calcarelle. L'Ufficio Provinciale della Città dei Templi dell'Azienda Regionale Foreste Demaniali diretto dall'architetto Giuseppe Amodei ha accolto con piacere la richiesta dell'Università. Nei prossimi giorni il responsabile del procedimento del Polo Universitario geom. Francesco Cutrò si recherà presso il Vivaio "Filici" di Cammarata per ritirare le piante da interrare nelle aree interessate.
SICILIA24H.IT
Riunione su complesso monumentale San Domenico di Sciacca
Il complesso monumentale San Domenico di Sciacca è stato al centro di un incontro che si è svolto questa mattina nella sala della Presidenza della Provincia Regionale tra il Presidente Eugenio D'Orsi, i quattro consiglieri provinciali saccensi Mario Lazzano, Nicola Testone, Stefano Girasole e Ezio Di Prima e il capo dipartimento tecnico della Provincia Ing. Piero Hamel. Nel 2007, infatti era stato stipulato un protocollo di intesa tra la Provincia Regionale, il Comune di Sciacca e la Lega Navale sezione di Sciacca per la ristrutturazione dell'immobile da adibire a centro polifunzionale (culturale, sociale e di aggregazione). I quattro consiglieri di Sciacca hanno sottolineato l'urgenza di accelerare l'iter che consentirebbe ai due enti proprietari della struttura, Comune di Sciacca e Provincia, di attingere ai fondi europei attraverso l'Asse 6, in scadenza il prossimo 31 marzo.
E' stato quindi deciso di aggiornare la riunione alla presenza del sindaco di Sciacca, del Presidente D'Orsi, dei consiglieri Testone, Lazzano, Girasole e Di Prima, e del presidente della Lega Navale di Sciacca avvocato Gaspare Falautano, per stabilire una linea comune di indirizzo da dare ai due uffici tecnici. All'incontro hanno preso parte anche l'Assessore provinciale Mariano Ragusa e i capogruppo del PdL al consiglio provinciale Ivan Paci.
Viabilità provinciale, chiesto lo stato di calamità naturale
La proclamazione dello stato di calamità naturale per lo stato della viabilità provinciale è stato richiesto dal Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi in una nota inviata alla Presidenza della Regione e al Dipartimento della Protezione Civile. Nella nota il Presidente D'Orsi fa presente che "Il territorio della provincia di Agrigento nel periodo di gennaio e febbraio 2010, è stato interessato da forti ed abbondanti precipitazioni piovose, che hanno causato ingenti danni alla viabilità provinciale. L'intensità delle precipitazioni ha causato vistosi cedimenti della sede stradale di importanti vie di comunicazione oltre che frane, smottamenti, ingombro di detriti, danneggiamento delle opere d'arte, delle infrastrutture stradali provinciali, che rendono difficoltosa la circolazione veicolare ed in alcuni tratti addirittura interrotta. La tipologia degli eventi rientra nella fattispecie di cui alla Legge 225/92 art. 2 lettera C. Pertanto, così come previsto dalla normativa vigente, ed in particolare ai sensi della Legge Regionale n.42/95 e della Legge 225/92, con la presente nota si inoltra formale istanza di riconoscimento dello stato di calamità". Il Presidente D'Orsi ha inviato, cosi come esplicitato nella circolare prot. 36579 del 24/10/2005, 3 schede riassuntive relative alla localizzazione, natura dell'evento, struttura interessata con le relative ripercussioni sul territorio, nonché le relazioni descrittive, con l'indicazione della somma necessaria alla esecuzione degli interventi. Le frane si sono verificate nei comuni di Naro, Racalmuto, Agrigento, Camastra, Canicattì, Favara, Licata, Siciliana, Ioppolo Jancaxio, Alessandria della Rocca, mentre in molti comuni della provincia si sono verificati cedimenti della sede stradale. "Dalla Regione - ha detto il Presidente D'Orsi ci aspettiamo un aiuto immediato che ci consenta di intervenire al più presto per ripristinare la viabilità provinciale danneggiata che interessa migliaia di persone e tantissime imprese agricole d industriali che attualmente sono isolate o difficilmente raggiungibili. Da soli non possiamo fare fronte a questa situazione straordinaria, per i limiti di bilancio imposti dal patto di stabilità, ma i cittadini hanno bisogno di interventi urgenti per ripristinare normali condizioni di vivibilità."
Incontro a Caltanissetta delle province del sud della Sicilia
L'Assessore Provinciale al Turismo Carmelo Pace, dopo la missione che lo ha visto a Malta con i rappresentanti delle cinque Province Siciliane per i colloqui con il governo Maltese, prosegue i suoi incontri per portare avanti il progetto denominato "Sicilia-Malta" di cui la Provincia Regionale di Agrigento è capofila. Si tratta di una collaborazione tra la Sicilia e Malta finalizzata alla promozione del turismo per l'integrazione socio-economica tra i due paesi, valorizzando il patrimonio naturale e culturale comune. Da qui l'idea di trasformare questa collaborazione tra le Province in un vero e proprio "accordo politico" capace di fare fronte a tutti quei progetti, bandi ed iniziative che la Regione proporrà ponendosi allo stesso livello delle grandi Province siciliane che da sempre hanno drenato le maggiori risorse finanziari a disposizione della Sicilia. Un "quid" in più che unisce i territori del Sud Sicilia per rafforzare le loro amministrazioni in tutti i settori.
L'assessore Carmelo Pace, esprimendo soddisfazione per la decisone di ufficializzare questa alleanza tra le cinque Province, sarà oggi a Caltanissetta, per tenere un incontro per stipulare l'accordo di coalizione definitivo. "Questa unione tra le Province del sud Sicilia, Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Siracusa e Ragusa - afferma Pace - servirà a renderci più forti nei confronti dell'Amministrazione regionale che spesso privilegia le altre province più grandi della Sicilia, che si sono dimostrate politicamente più forti ed influenti. Il nostro territorio, grazie all'unione delle cinque Province del sud, potrà finalmente uscire dall'emarginazione che da sempre, in questi anni, ci ha tenuti fuori dai flussi di finanziamenti e dalle scelte strategiche della Regione. Una coalizione - conclude Pace - che permetterà di collocarci attorno al tavolo della Regione per concorrere ai bandi di nostro interesse e contrastare così lo strapotere delle Province finora privilegiate".
Centri storici, la Provincia sollecita una legge speciale
Torna d'attualità la legge speciale per i centri storici del territorio agrigentino. La proposta è stata ribadita dopo l'incontro nella sala delle conferenze del Consorzio Universitario di Calcarelle, tra la Provincia Regionale di Agrigento, il Comune capoluogo, il preside della facoltà di Architettura del Polo ed i rappresentanti degli Ordini degli ingegneri ed architetti. L'obiettivo, non certo facile da raggiungere, è quello di chiedere alla Regione ed allo Stato centrale una legge speciale per i centri storici del territorio agrigentino così come venne fatto per l'isola di Ortigia a Siracusa. All'incontro erano presenti per la Provincia l'assessore Luigi Argento, per il Comune il vice sindaco Massimo Muglia, per la facoltà di architettura il preside Giambanco mentre per i due Ordini professionali Sajeva e Sanzo. Tutti sono stati concordi nel ribadire l'urgenza di una azione di risanamento dei centri storici dei nostri paesi per evitare la desertificazione di questi quartieri e cercare, attraverso una politica di piena collaborazione tra tutti gli enti interessati, ed attuare una azione che li renda vivibili ed accessibili ed individuare degli incentivi per le attività commerciali ed artigiane senza tralasciare quanti vogliono ristrutturare e risiedere nei centri storici. "La provincia - si legge in una nota - con il suo Presidente, Eugenio D'Orsi, farà fino in fondo la sua parte perché questo patrimonio possa essere salvato".