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Provincia di Agrigento
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Rassegna stampa del 16 marzo 10

 

GIORNALE DI SICILIA

 

FRANE. Si sono verificate a Naro, Racalmuto, Agrigento, Camastra, Canicattì, Favara, Licata, Siculiana, loppolo e Alessandria

Maltempo e danni in tutti i paesi - Viabilità, chiesto stato di calamità

D'Orsi:«Dalla Regione ci aspettiamo un aiuto immediato. Penalizzate imprese agricole»

L'intensità delle precipitazio­ni ha causato cedimenti della sede stradale di importanti vie di comunicazione oltre a smot­tamenti e ingombro di detriti.

Le abbondanti piogge che si sono riversate in questo inverno nell'Agrigentino, determinando frane e crolli, hanno spinto il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi a rivolgersi al Governatore della Regione siciliana ed al Dipar­timento della Protezione Civile per chiedere la proclamazione del­lo stato di calamità naturale per lo stato della viabilità provinciale. Nella nota il presidente D'Orsi fa presente che "Il territorio della provincia di Agrigento nel perio­do di gennaio e febbraio è stato in­teressato da forti ed abbondanti precipitazioni piovose, che han­no causato ingenti danni alla via­bilità provinciale. Tra le strade fra­nate e chiuse al traffico la statale 410 tra Palma di Montechiaro e Camastra e la statale 123 che colle­ga Campobello e Licata. I proprie­tari di aziende che ricadono in quella zona dicono: «Facciamo appello alla Protezione civile regio­nale e provinciale e all'Anas, affin­ché la strada statale 123 sia ripristi­nata nel più breve tempo possibi­le, tenuto conto che in questa stra­da, oltre a collegarsi con due città, Campobello di Licata e Licata, in­sistono diverse attività commerciali ed industriali di rilevanza strategica per l'economia campo­bellese e licatese».

L'intensità delle precipitazioni ha causato vistosi cedimenti della sede stradale di importanti vie di comunicazione oltre che frane, smottamenti, ingombro di detriti, danneggiamento delle opere d'ar­te, delle infrastrutture stradali pro­vinciali, che rendono difficoltosa la circolazione veicolare ed in al­cuni tratti addirittura interrotta. Visti i presupposti di legge quindi la Provincia ha avanzato formale istanza di riconoscimento dello stato di calamità. Il presidente D'Orsi ha inviato anche le schede riassuntive relati­ve alla localizzazione, natura dell' evento, struttura interessata con le relative ripercussioni sul territo­rio, nonché le relazioni descritti­ve, con l'indicazione della somma necessaria alla esecuzione degli interventi. Le frane si sono verifi­cate nei Comuni di: Naro, Racal­muto, Agrigento, Camastra, Cani­cattì, Favara, Licata, Siculiana, Joppolo Giancaxio, Alessandria del­la Rocca, mentre in molti Comuni della provincia si sono verificati cedimenti della sede stradale. «Dalla Regione - ha detto il Pre­sidente D'Orsi - ci aspettiamo un aiuto immediato che ci consenta di intervenire al più presto per ri­pristinare la viabilità provinciale danneggiata che interessa miglia­ia cli persone e tantissime imprese -agricole d industriali che attualmente sono isolate o difficilmen­te raggiungibili. Da soli non pos­siamo fare fronte a questa situa­zione straordinaria, per i limiti di bilancio imposti dal patto di stabi­lità, ma i cittadini hanno bisogno di interventi urgenti per ripristina­re normali condizioni di vivibili­tà».

 

EMERGENZA AMBIENTALE. Ieri mattina la città si è risvegliata ancora sommersa dalla spazzatura. Determinante un nuovo vertice con la Restivo

Rifiuti, «scongiurato» un'altro sciopero- Ieri le imprese hanno ripreso la raccolta

L'Ato ha versato un milione e 100 mila euro sui conti bancari dell'associazione che gestisce il servizio

Intanto oggi scade il vecchio contratto di appalto anche per lo smaltimento. L'amministratore Gianfranco Alongi: è già prevista una proroga automatica»

L'emergenza è finita ma questa volta, la protesta degli operatori ecologici dell'Ato Gesa è destinata ad essere ricordata, sia per la durata sia per gli strascichi giudiziari che ha generato. Sei giorni di mancata raccolta dei rifiuti in tutti i Comuni dell'Ato Ag2 e l'apertura dell'inchiesta della Procura della repubblica di Agrigento, saranno infatti difficilmente archiviabili nonostante da ieri pomeriggio i netturbini sono tornati al lavoro per riportare la situazione alla normalità. La vertenza si è sbloccata intorno alle 14 di ieri, quando il nuovo amministratore unico Teresa Restivo, subentrata a Francesco Truglio, ha depositato un milione e 100 mila euro, sui conti bancari dell'associazione temporanea di imprese che hanno preso l'impegno di pagare entro questa mattina, l'intero stipendio di gennaio ai lavoratori. «A giorni - spiega la Restivo ‑ avremo nella nostra disponibili­tà altri 800 mila curo con cui le imprese pagheranno l'80 per cento della mensilità di febbraio. Nei prossimi giorni aspetto di incassare i soldi dei comuni di Agrigento e Porto Empedocle mentre speriamo di riuscire a ri­prendere i contatti con gli istituti di credito, già avviati da Truglio, per ottenere altre anticipazioni e dunque liquidità». Dal canto suo la dottoressa Restivo, su cu convergono gli apprezzamenti del l'assemblea dei sindaci, delle parti sociali e dei lavoratori, aspetta però l'investitura ufficiale di amministratore unico visto che essendo un funzionario della Regione, necessita di un' apposita autorizzazione. «Non sono ancora amministratore unico di Gesa- precisa - ma credo si tratti solo di un aspetto tecnico che si risolverà a giorni». Intanto, oggi scade il contratto di appalto per i servizi di raccolta e smaltimento ma anche su questo aspetto non ci sono, al momento, grandi preoccupazioni. «Nel contratto - spiega l'amministratore delegato dell'Ad Gianfranco Alongi - è infatti prevista una proroga automatica in casi come questo, per cui le aziende non possono fare altro che continuare il servizio fino a quando non subentrerà un'eventuale altra ditta o consorzio di im­prese dopo che verrà espletato il nuovo bando».

Dal canto loro, gli operatori ecologici, hanno ripreso il lavoro «no stop» per accelerare i tempi di ripristino delle condizioni di vivibilità dei comuni coinvolti che hanno toccato con mano fi­no a dove può arrivare la disperazione di lavoratori lasciati senza stipendi.

Tra gli impegni presi ieri du­rante la concertazione, tra Gesa, sindacati, imprese e lavoratori, la decisione di istituire un tavolo tecnico permanente che prevede tra l'altro, che d'ora in avanti, in tutte le liquidazioni, avran­no priorità gli stipendi degli ope­ratori ecologici. «È la prima volta - spiega il sin­daco di Grotte Paolo Pilato - che avviene una cosa del genere. La dottoressa Restivo, si sta rivelan­do la miglior scelta possibile che il cda potesse fare per sostituire Truglio, sia per la linea di conti­nuità con la gestione preceden­te, sia per la scelta di continuare il percorso virtuoso intrapreso dallo stesso Truglio che era assolutamente necessario per salva­re la Gesa». Ripresa la raccolta, anche i sin­dacati di categoria tirano un so­spiro di sollievo anche se nei prossimi giorni avranno un bel da fare a dirimere le controver­sie contrattuali nate dopo che le imprese hanno fatto partire le let­tere di contestazione nei con­fronti degli operai che si sono astenuti dal lavoro.

«Siamo soddisfatti delle deci­sioni prese dalla dottoressa Resti­vo - spiegano i segretari di Cgil, Cisl e U il, Alfonso Buscemi, Nino Stella e Giovanni Manganella -soprattutto nella parte dell'impe­gno che riguarda la priorità del pagamento degli stipendi ai net­turbini. È la prima volta che que­sto accade. Per il resto non rima­ne che monitorare attentamente la situazione per fare in modo che non accadano altri episodi angosciosi come l'astensione sel­vaggia anche per un solo giorno».

 

LA RABBIA DI ZAMBUTO

"E' stata oltraggiata la città, la Procura deve fare chiarezza"

Rifiuti, interviene ancora il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto: "È indecente lo stato in cui si trova la mia città. I responsabili dovranno rendere conto alla legge per questo vile oltraggio che sta su­bendo Agrigento. Sabato scorso abbiamo profuso il massimo impegno per pervenire all'elezione del nuovo amministratore unico della GE.S.A. AG 2, con il voto unanime dell'assemblea dei sindaci e del Presidente della Provincia, e per consentire l'eroga­zione dell'acconto di duemila euro per ciascun lavo­ratore (importo che copre quasi per intero le due mensilità arretrate), ottenendo la disponibilità dei lavoratori Ieri, però, il lavoro non è ripreso subito, mi chiedo quali siano le reali ragioni del protrarsi di quest'astensione selvaggi. Credo che l'autorità giu­diziaria debba approfondire anche questo aspetto della vicenda". Anche per questo, forse, alcuni netturbini sono stati sentiti dalla Polizia.

 

AGRIGENTO. Molte critiche alla decisione dei calciatori di scendere in gara con la foto del patron diffidato sulle magliette

Rischio sanzioni, ora l'Akragas teme di pagar cara la «bravata»

AGRIGENTO. Una «spacconata», «fanfaro­nata», «azione imprudente e spa­valda». La scelta dell'Akragas di scendere in campo con la faccia dell'ex presidente Gioacchino Sfer­razza impressa sulla maglietta non è passata inosservata. Sopratutto non è stata una scelta «feli­ce»: perchè non ha portato bene al­la formazione battuta dal Kama­rat, ed ora mette a rischio di sanzioni la società ed la stessa squadra. A Sferrazza, si sa, da mesi è vietato entrare in uno stadio di calcio per­chè raggiunto da un Daspo, un provvedimento disciplinare emes­so dalla Giustizia Sportiva dopo quelle sue dichiarazioni con le quali dedicava una vittoria della squadra ad un esponente mafioso di Palma. Lui, però, continua a se­guire la squadra. Continua a dare indicazioni. Continua ad andare in Tv. Continua a seguire le partite facendosi issare su una mini gru collocata al fianco dello stadio, o chiedendo asilo ai proprietari del balcone di un palazzo con vista sull'Esseneto». I ragazzi mi vogliono bene. Hanno messo la mia faccia sulla maglietta, ha dichiarato ieri Sferrazza dopo che la notizia ave­va fatto il giro d'Italia. Solo la mia faccia, nessuna scritta. Un gesto di affetto». Ma il problema rimane. Perchè alla Lega vogliono scoprire cosa celi questa provocazione, che coinvolge l'intera formazione. «Loro sapevano - dice Santino Lo Presti, vice presidente della Lega - che Sferrazza era stato già raggiun­to dal Daspo. Ed allora perchè que­sta forzatura? E chi ha deciso? I gio­catori, o la squadra ha subito scel­te esterne. E di chi?». Ed ancora la modifica della maglietta è stata co­municata, c'è un'autorizzazione? Per alcuni è obbligatoria solo se si tratta di sponsor, irrilevante in ca­si di «dedica». Domande che, co­munque, potranno trovare una prima riposta giovedì. «I due com­missari di campo, e lo stesso arbi­tro - aggiunge Lo Presti - hanno presentato le loro relazioni. Sulla scorta delle quali giovedì sapremo le conseguenziali decisioni adotta­te dal giudice sportivo, che però non ha potere d'indagine. Per que­sto abbiamo deciso di inoltrare gli atti anche alla Procura sportiva, la stessa che ha inflitto il Daspo». Alla Procura, ma quella del Tribuna­le di Agrigento, si è rivolto, invece, il questore Girolamo Di Fazio. In­somma una «bravata», mille insi­die e pericoli per i biancoazzurri.

UNITA D'ITALIA

L'assessore Cani oggi presiederà riunione operativa

L'assessore provinciale all'Istruzione, Gaetano Cani, presiede­rà oggi alle ore 11 nei locali dell'as­sessorato di via Demetra ad Agri­gento, una riunione per i 150 anni dell'Unità d'Italia. L'incontro è sta­to chiesto da Giuseppe La Rocca presidente del Centro internazio­nale di studi "Luigi Sturzo" in colla­borazione con l'associazione Cen­tro del Mediterraneo. Scopo dell' incontro individuare una serie di eventi rivolti alle scuole superiori.

Una nuova frana crea disagi tra Favara ed Aragona

MALTEMPO. Diventa più difficile percorrere la strada per Palermo

FAVARA. Una frana ha invaso, deva­stato e reso percorribile soltanto a metà la strada provinciale che collega Favara con Aragona Caldare, con la zona industriale e con la statale 189 per Palermo. Spostarsi da Canicattì, o dai Co­muni limitrofi, verso Agrigento è ormai diventato un inferno. Lo sanno bene gli automobilisti che ieri mattina, primo giorno della settimana, in un orario di punta, sono rimasti incolonnati per trequarti d'ora, formando una fila di circa un chilometro e mezzo. A regolare il caotico traffico solo un semaforo. Per i lavori di rad­doppio della statale 640, da diver­si mesi ormai la strada è sbarra­ta, con tanto di transenne, con di­rezione di marcia Canicattì - Agri­gento, all'altezza del viadotto Rocca Daniele, il ponte che a cau­sa del rischio cedimento è stato chiuso, in passato, per oltre un anno. Il traffico, da quando sono stati aperti i cantieri per il raddoppio della Agrigento - Calta­nissetta, veniva così deviato ver­so la provinciale che da Favara porta ad Aragona, alla zona indu­striale e alla statale 189. Una arte­ria mal ridotta per sopportare il "carico" di tir e altri mezzi pesan­ti. Il "sacrificio" di allungare il tra­gitto e di mettersi in coda dietro un gigantesco camion è stato pe­rò accettato in silenzio dagli au­tomobilisti che pensano già a co­me sarà quando i lavori sulla sta­tale 640 finiranno. Ieri mattina, però, dopo una frana verificatasi nel fine settimana, lungo la stes­sa strada provinciale, il traffico è impazzito perché costretto a transitare, a momenti alterni, sol­tanto su una carreggiata.

 

SVILUPPO. Ieri mattina è stato a Caltanissetta

Collaborazioni con Malta - Pace incontra le Province

L'assessore al Turismo del­la provincia di Agrigento, Car­melo Pace, dopo la missione che lo ha visto a Malta con i rap­presentanti delle cinque pro­vince Siciliane per i colloqui con il governo Maltese, prose­gue i suoi incontri per portare avanti il progetto denominato "Sicilia-Malta" di cui la provin­cia di Agrigento è capofila. Si tratta di una collaborazione tra la Sicilia e Malta finalizzata alla promozione del turismo per l'integrazione socio-economi­ca tra i due paesi, valorizzando il patrimonio naturale e cultu­rale comune. Da qui l'idea di trasformare questa collabora­zione tra le province in un vero e proprio accordo politico ca­pace di fare fronte a tutti quei progetti, bandi e iniziative che la regione Sicilia proporrà po­nendosi allo stesso livello delle grandi province siciliane che da sempre hanno drenato le maggiori risorse finanziarie a disposizione della Sicilia. Un 'quid' in più che unisce i territo­ri del Sud Sicilia per rafforzare le loro amministrazioni in tutti i settori. L'assessore Carmelo Pace, esprimendo soddisfazio­ne per la decisone di ufficializ­zare questa alleanza tra le cin­que province, è stato ieri a Cal­tanissetta, per tenere un incon­tro per stipulare l'accordo di co­alizione definitivo.

APPUNTAMENTI. SALA PELLEGRINO

IL TURISMO È UNA RISORSA

Due giorni dedicati al turismo congressuale e alle opportunità di sviluppo turistico nella Provincia. È questo il tema dell'incontro in pro­gramma domani e dopodomani dalle 9 alle 13 nella sala Pellegrino, in via Acrone. Si tratta di un'iniziati­va promossa dalla Provincia e dal!' assessore provinciale al Turismo, Carmelo Pace. Presenti numerosi docenti, relatori ed esperti nel set­tore che incontreranno gli opera­tori turistici, albergatori, ristoratori e tutti coloro che operano in cam­po turistico. Presente anche il ca­po area turismo della Provincia, Achille Contino. Domani si parlerà di turismo congressuale, rapporti tra le varie e strutture ricettive, centri congressuali e della figura sempre più richiesta dei P.C.O.

 

«Una legge speciale per i centri storici»

PROVINCIA. Richiesta inoltrata alla Regione

 L'incontro nella sala delle conferenze del Consorzio Uni­versitario di Calcarelle, tra la Pro­vincia Regionale di Agrigento, il Comune capoluogo, il preside della facoltà di Architettura del Polo ed i rappresentanti degli Or­dini degli ingegneri ed architetti, ha sortito un primo effetto: chie­dere alla Regione ed allo Stato centrale una legge speciale per i centri storici del territorio agri­gentino così come venne fatto per l'isola di Ortigi a a Siracusa. «All'incontro - si legge in una nota - erano presenti per la Pro­vincia l'assessore Luigi Argento, per il Comune il vice sindaco Massimo Muglia, per la facoltà di architettura il preside prof. Giambanco mentre per i due Or­dini professionali l'ing. Sajeva e l'arch. Sanzo». «Tutti sono stati concordi nel ribadire l'urgenza di una azione di risanamento dei centri storici dei nostri paesi - continua la no­ta - per evitare la desertificazio­ne di questi quartieri e cercare, attraverso una politica di piena collaborazione tra tutti gli enti in­teressati, ed attuare una azione che li renda vivibili ed accessibili ed individuare degli incentivi per le attività commerciali ed ar­tigiane senza tralasciare quanti vogliono ristrutturare e risiedere nei centri storici».

 

Consorzio Asi, la Cna tuona: «Gestione anacronistica»

Rinnova, delle cariche del Consorzio per lo sviluppo del­l'area industriale, interviene il presidente provinciale della Cna, Confederazione Naziona­le Artigiani. Roberta Tuttolomondo ritie­ne «che sia superato ed anacro­nistico l'attuale modello di funzionamento e di rappresentan­za dei Consorzi ASI in genere, e nello specifico quello di Agrigen­to. Il metodo ed il criterio utilizzato ad oggi, per la designazio­ne dei rappresentanti dell'As­semblea e del Consiglio d'ammi­nistrazione, compito spettante ai comuni e quindi ai sindaci, al­la Provincia ed alla Regione, non ha consentito di raggiunge­re il vero obiettivo: cioè il rilan­cio e lo sviluppo del tessuto im­prenditoriale e quindi del terri­torio».

«Pertanto - continua nella sua nota Roberta Tuttolomon­do - alla luce di tale valutazione, la Cna Provinciale di Agrigento e Cna Sicilia ritengono improro­gabile oggi più di ieri, un'oppor­tuna e radicale revisione e rifor­ma della legge regionale che re­golamenta le Mi in Sicilia, ipo­tizzandone una sorta di privatiz­zazione, che allontani Provin­cia e Regione dalla gestione, in modo da trasformare le ASI in veri e propri consorzi di impre­se fra imprese. La CNA provin­ciale di Agrigento invita tutte le Organizzazioni di rappresentan­za delle imprese e del lavoro, af­finché possano farsi promotrici di una grande iniziativa per la modifica della legge sulle Asi in Sicilia che risale al 1984».

 

LA SICILIA

AGRICOLTURA

Vertice alla Provincia per affrontare la crisi

Occorrono interventi straordinari per l'agricoltu­ra siciliana e agrigentina in particolare, sulla cui crisi bisogna richiamare l'attenzione del gover­no regionale, di quello nazionale e dello stesso presidente del Consiglio. E' quanto é emerso ie­ri mattina nel corso dell'incontro svoltosi nella sala consiliare della Provincia, presieduto dall'as­sessore provinciale al ramo Stefano Castellino. Erano presenti anche gli assessori provinciali Gaetano Cani e Giuseppe Ciulla, mentre un bre­ve intervento ha svolto anche il presidente del­la Provincia Eugenio D'Orsi. Hanno partecipato il presidente dell'Ordine degli Agronomi Bocca­dutri e i rappresentanti di categoria e quelli di di­versi comuni della provincia. Castellino ha sottolineato che occorre fare piena luce sulla crisi agricola della provincia di Agrigento e sull'emergenza sociale che ne sta derivando ed ha sottolineato la necessità di in­terventi straordinari dei governo nazionale e regionale. I problemi degli agricoltori sono sta­ti evidenziati da Paolo Giglia della Confagricol­tura, secondo il quale non si é fatto alcun passo in avanti rispetto agli incontri svoltisi in passa­to ed anzi la crisi ha raggiunto un punto di non ritorno. Ha aggiunto che serve una moratoria da parte delle banche perché gli agricoltori non riescono più a pagare i debiti ed ha auspicato maggiori controlli sanitari dai prodotti importa­ti dal Nord Africa e dalla Cina. Calogero Licata della Cia ha detto che i problemi sono il finanzia­mento delle attività agricole, i debiti con le ban­che e l'inflessibilità della Serit, auspicando l'ap­provazione di un forte documento unitario fina­lizzato ad ottenere dalla regione l'inserimento in bilancio di somme per l'agricoltura. Achille Ribolla della Coldiretti ha auspicato una legge che obblighi la grande distribuzione a comprare i prodotti locali ed ha sottolineato la necessità di rivedere la filiera della distribuzione che acqui­sta a basso prezzo e rivende a costi elevati. Si é parlato anche di viabilità nella montagna, mentre il presidente D'Orsi ha auspicato an­ch'esso la necessità di un documento accompa­gnato da una protesta forte, reale e continua fi­nalizzata ad ottenere la soluzione di questi pro­blemi.

 

RIFIUTI

La Provincia chiama la Sogeir

Si riunirà oggi presso il palazzo municipale la commissione vigilanza sugli enti partecipati del consiglio provinciale. Presieduta da Stefano Girasole, la commis­sione metterà attorno ad un tavolo la Sogeir, le ditte creditrici ed i Comuni dell'Ato rifiuti Agi che sono a loro volta creditori nei con­fronti della società a capo dell'ambito territo­riale ottimale. E' l'ennesimo tentativo di chiu­dere il contenzioso tra le due parti e risolve­re i problemi dei circa 40 operai di Sam, Sap e Bono, le ditte che effettuano per conto di Sogeir lo stoccaggio di rifiuti differenziabili provenienti dai 17 Comuni del comprensorio saccense. Il presidente della Sogeir, Vincenzo Marinello, ha già anticipato che non sarà pre­sente per impegni personali alla riunione di oggi, ma che la società sarà rappresentata dai dirigenti. Marinello ha comunque antici­pato che, come fatto negli ultimi mesi, sta tra­sferendo alle ditte creditrici delle somme, intervenendo sulla base delle priorità previ­ste in occasione dei pagamenti di fatture ar­retrate.

A tal proposito, il manager saccense ha ag­giunto che nei prossimi giorni il Comune di Sciacca dovrebbe pagare una parte del pro­prio credito, circa 200 mila euro, e che una parte di questa somma, circa 70 mila euro, sarà interamente accreditata alla Sam ed al­le altre due società che fanno capo allo stabi­limento di stoccaggio di Santa Maria. I credi­ti vantati superano complessivamente i 2 milioni di euro, gli operai in più occasioni hanno espresso il loro disagio, le due parti hanno anche un contenzioso giudiziario in tribunale, è una vicenda che in qualche mo­do chiama direttamente in causa anche i Co­muni che sono in ritardo nei confronti di So­geir per il pagamento delle quote sociali. Marinello, rispondendo all'iniziativa voluta da Stefano Girasole e dagli altri consiglieri provinciali saccensi, da Nicola Testone a Ezio Di Prima e Mario Lazzano, ha sottolineato che si attivi analoga sollecitazione nei confronti della Provincia Regionale di Agrigento per servizi del 2009 riguardanti la pulizia di stra­de e spiagge di competenza provinciale.

Replica Girasole: «Faremo la nostra parte anche nei confronti delle competenze dell'ente Provincia - dice - noi ci siamo attivati per dare risposte concrete a tanti lavoratori che da mesi sono senza stipendio e che non sanno come fare andare avanti la loro fami­glia, è a loro che dobbiamo dare risposte, spero si possa trovare una soluzione».

 

I RIFIUTI. Solo nella tarda mattinata e dopo momenti di nuove tensioni si è risolta la vertenza

Finalmente si raccoglie

I dipendenti del raggruppamento di imprese che si occupa del servizio di rimozione e smaltimento dei rifiuti solidi urbani sono tornati al lavoro nel pome­riggio di ieri, dopo una mattinata laboriosa nel corso della quale i rappresentanti sindacali hanno tenuto un incontro con il nuovo amministratore unico di Gesa Teresa Restivo.

Come si ricorderà, i sindaci avevano promesso il pagamento di un anticipo di circa 2.000 euro diret­tamente a ciascun lavoratore, ma questo impegno non é stato sufficiente a far riprendere il lavoro, sia domenica che ieri mattina. Gli operai hanno prete­so garanzie precise e non una promessa che han­no ritenuto generica. Peraltro alla fine l'ammini­stratore ed i sindacati hanno scelto di percorrere la via ordinaria, senza scavalcare le imprese.

Alla fine della mattinata pertanto Teresa Restivo ha fatto pervenire alla tesoreria un mandato di pa­gamento nei confronti del raggruppamento di im­prese per un importo di un milione e centomila eu­ro, mentre altri 700 mila euro li pagherà entro qualche altro giorno. In questo modo sarà saldato alle ditte il mese di ottobre. inoltre si é impegnata a re perire nel giro di una diecina di giorni ulteriori 800 mila euro. Per questi ultimi cercherà di coinvol­gere anche i comuni che fino ad ora non hanno ver­sato o hanno versato meno di tutti. Grazie a queste somme, le ditte potranno pagare tra oggi e domani lo stipendio di gennaio e, i ricevuto l'acconto di no­vembre, quasi l'80 per cento di febbraio. A fronte di questo impegno, gli operai nel corso di un'as­semblea alquanto animata hanno deciso di tornare al lavoro. Intorno alle 15,30 la via Atenea era già del tutto ripulita. Nel frattem­po, tramite il prefetto Um­berto Postiglione, ha otte­nuto che la discarica rima­nesse aperta anche oltre le 16 per consentire il conferimento continuo dei rifiuti rimossi dalle strade. Dunque un primo risultato Teresa Restivo lo ha già raggiunto, ma la sua giornata ieri é stata molto lunga: nel pomeriggio infatti sì é riunita con i suoi collaboratori di Gesa per vedere qual'é la situazione del capitolato d'appalto e cosa fare per garantire la prosecuzione del servizio dato che l'affidamento al raggruppamento di imprese scade oggi. «I lavoratori hanno dato fiducia al nuovo amministratore - ha commentato Nino Stella della Cisl - perché in passato, da commissario per i pagamen­ti, ha dimostrato di saper svolgere il proprio lavo­ro con grande capacità. Per questo hanno ripreso il I lavoro sulla parola, senza ancora avere percepito un solo centesimo.

Ma sulla vicenda si registra una nuova dichiara­zione del sindaco Marco Zambuto, rilasciata quan­do ancora l'astensione dal lavoro non era terminata. «E' indecente - ha detto - lo stato in cui si trova la mia città ed ancora più indecenti sono le ragio­ni che lo hanno determinato. I responsabili dovran­no rendere conto alla legge per questo vile oltrag­gio che sta subendo Agrigento. Sabato scorso ab­biamo profuso il massimo impegno per pervenire all'elezione del nuovo amministratore unico della Gesa con il voto unanime dell'assemblea dei sinda­ci e del Presidente della Provincia, e per consenti­re l'erogazione dell'acconto di duemila euro per ciascun lavoratore (importo che copre quasi per in­tero le due mensilità arretrate), ottenendo la dispo­nibilità dei lavoratori al loro ritorno in servizio. Mi accorgo che ancora questa mattina non è ripreso il lavoro e mi chiedo quali siano le reali ragioni del protrarsi di quest'astensione selvaggia: per quan­to tempo deve ancora continuare questo gioco sulla pelle dei cittadini onesti? 9redo che l'autorità giudiziaria debba approfondire anche questo . aspetto della vicenda, mentre attendo che i com­petenti organi dello Stato intervengano immedia­tamente per attivare quanto previsto dalla legge . dal momento che il protrarsi dell'astensione e continua a creare problemi alla tutela della salute dei cittadini e per i connessi motivi di ordine pubbli­co. Infine c'é da dire che il consigliere comunale Giuseppe Arnone ha offerto allo stesso sindaco la propria assistenza legale a proposito della quere­la sporta nei confronti di quest'ultimo dalle impre­se che gestiscono il servizio.

 

L'AMICO DEL POPOLO

 

AEROPORTO L'ultima puntata della nuova soap opera agrigentina

Riggio ha detto sì (?)

Aeroporto della provincia di Agrigento ultimo atto? Chissà! Sta di fatto che, in poco meno di un mese, tutto ha avuto inizio il 18 febbraio, si è pas­sati dalla certezza della non realizzazione della struttura a una certezza non ancora definitiva.

Il 18 febbraio scorso, come dicevamo, il presi­dente della Provincia decide di trasferire la pro­pria sede istituzionale, oltre che tutta la sua vita, all'interno di una tenda della protezione civile fatta sistemare all'interno di una villetta di Porta di Ponte dove, tra i primi impegni un incontro con la stampa per far conoscere a tutti l'appunto del Mi­nistero delle Infrastrutture finito tra le sue mani e dal quale è venuta fuori la decisione di trasferirsi nella tenda. Nell'appunto, sul quale il Ministero dirà essere solo una nota priva di valore, si leggeva 'Allo stato attuale e sulla base delle istruttorie svolte, pur nel rispetto delle prerogative regionali di pianificazio­ne, non sussisterebbero presupposti e condiziona­menti tali da poter dare seguito alla richiesta della Provincia relativa alla realizzazione di una strut­tura aeroportuale nella parte centro meridionale dell'isola': Così da qualche giorno il presidente comincia la sua battaglia e nuova vita all'interno della tenda dove molti esponenti politici lo vanno a trovare, tra questi il sindaco della città di Agri­gento e dove D'Orsi svolge tutta la sua vita non solo politica ma anche privata.

Il 27 febbraio il presidente ENAC, Riggio invia una nota al presidente della regione Sicilia: "L'ipo­tesi di un aeroporto ad Agrigento può riferirsi ad un'infrastruttura di volo di lunghezza massima pari a 1.500 metri ed una capacità pari a 200mila passeggeri annui. Tali parametri non concedono al progettato aeroporto sostenibilità ed autosuffi­cienza economica". Il 2 marzo nuovo colpo di scena, il sen. Adragna dopo avere presentato un'interrogazione parla­mentare urgente sulla vicenda aeroporto comu­nica al presidente D'Orsi ed alla stampa che, il 6 marzo, il presidente dell'Enac sarà ad Agrigento per incontrare il Prefetto e le autorità locali per fare il punto sulla ormai intricata vicenda dell'ae­roporto. Il 4 marzo il presidente della regione Lombardo, prima di partecipare alla manifestazione "Le città siciliane, motore dello sviluppo regionale, incontra il presidente D'Orsi all'interno della tenda si assume la piena responsabilità politica della realizzazione della struttura aeroportuale. «Non ha parlato - dichiara D'Orsi attraverso un comunicato stampa - solo dei 30 milioni dei fondi FAS, ma ha detto che la regione Siciliana vuole l'aeroporto ad Agrigento, che non si tratta di un contributo a fondo perduto bensì di un vero investimento con la partecipazione dei privati. Lombardo mi ha invitato a lasciare la tenda, cosa che ho già fatto senza smontarla, in attesa dell'incontro di giorno 6 marzo con Vito Riggio».

Riggio nel frattempo, il giorno dopo, scrive al prefetto Postiglione, specificando che: «per quanto riguarda Agrigento, l'esame preliminare informale condotto dagli uffici dell'ing. Cardi sulla base di un pro­getto presentato dalla provincia di Agrigento, ha consentito di esprimere, salvo i necessari ulteriori approfondimenti, un parere positivo. La conferma da parte della Regione delle intenzioni di proce­dere al finanziamento solo nei confronti di una gestione in partnership con privato che assuma i relativi costi, supera la perplessità espresse da me e dall'ENAC; la questione è pertanto rimessa alla conferenza dei servizi che il sig. Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti potrà formalmente convocare su richie­sta del Presidente della Regione Sicilia». Lo stesso giorno un comunicato della Provincia informa: "L'ENAC dà il via libera all'aeroporto di Li­cata'; e nel comunicato si legge il commento del presidente D'Orsi «come ho già detto, ritengo che sia stato decisivo l'intervento chiarifi­catore del presidente della Regione Lombardo. Se all'ENAC spetta solo il compito di valutare il progetto sul piano stretta­mente tecnico, e Vito Riggio si è espresso in que­sti termini, vuol dire che il nostro progetto era ed è valido. Non ho dubbi sul fatto che, tra qualche anno, la provincia di Agrigento finalmente avrà il suo aeroporto". Cosa dire, speriamo che il sogno del presidente e quello degli agrigentini finalmente si realizzi e non sia una chimera.

AGRIGENTOFLASH.IT

Per le strade provinciali, D'Orsi chiede la proclamazione dello stato di calamità naturale

La proclamazione dello stato di calamità naturale per lo stato della viabilità provinciale è stato richiesto dal Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi in una nota inviata alla Presidenza della Regione e al Dipartimento della Protezione Civile. Nella nota il Presidente D'Orsi fa presente che "Il territorio della provincia di Agrigento nel periodo di gennaio e febbraio 2010, è stato interessato da forti ed abbondanti precipitazioni piovose, che hanno causato ingenti danni alla viabilità provinciale. L'intensità delle precipitazioni ha causato vistosi cedimenti della sede stradale di importanti vie di comunicazione oltre che frane, smottamenti, ingombro di detriti, danneggiamento delle opere d'arte, delle infrastrutture stradali provinciali, che rendono difficoltosa la circolazione veicolare ed in alcuni tratti addirittura interrotta. La tipologia degli eventi rientra nella fattispecie di cui alla Legge 225/92 art. 2 lettera C. Pertanto, così come previsto dalla normativa vigente, ed in particolare ai sensi della Legge Regionale n.42/95 e della Legge 225/92, con la presente nota si inoltra formale istanza di riconoscimento dello stato di calamità". Il Presidente D'Orsi ha inviato, cosi come esplicitato nella circolare prot. 36579 del 24/10/2005, 3 schede riassuntive relative alla localizzazione, natura dell'evento, struttura interessata con le relative ripercussioni sul territorio, nonché le relazioni descrittive, con l'indicazione della somma necessaria alla esecuzione degli interventi. Le frane si sono verificate nei comuni di Naro, Racalmuto, Agrigento, Camastra, Canicattì, Favara, Licata, Siciliana, Ioppolo Jancaxio, Alessandria della Rocca, mentre in molti comuni della provincia si sono verificati cedimenti della sede stradale. "Dalla Regione - ha detto il Presidente D'Orsi ci aspettiamo un aiuto immediato che ci consenta di intervenire al più presto per ripristinare la viabilità provinciale danneggiata che interessa migliaia di persone e tantissime imprese agricole d industriali che attualmente sono isolate o difficilmente raggiungibili. Da soli non possiamo fare fronte a questa situazione straordinaria, per i limiti di bilancio imposti dal patto di stabilità, ma i cittadini hanno bisogno di interventi urgenti per ripristinare normali condizioni di vivibilità."

 

Sicilia-Malta, incontro a Caltanissetta con le province del sud dell'Isola

L'assessore provinciale al Turismo Carmelo Pace, dopo la missione che lo ha visto a Malta con i rappresentanti delle cinque Province Siciliane per i colloqui con il governo Maltese, prosegue i suoi incontri per portare avanti il progetto denominato "Sicilia-Malta" di cui la Provincia Regionale di Agrigento è capofila. Si tratta di una collaborazione tra la Sicilia e Malta finalizzata alla promozione del turismo per l'integrazione socio-economica tra i due paesi, valorizzando il patrimonio naturale e culturale comune. Da qui l'idea di trasformare questa collaborazione tra le Province in un vero e proprio "accordo politico" capace di fare fronte a tutti quei progetti, bandi ed iniziative che la Regione proporrà ponendosi allo stesso livello delle grandi Province siciliane che da sempre hanno drenato le maggiori risorse finanziari a disposizione della Sicilia. Un "quid" in più che unisce i territori del Sud Sicilia per rafforzare le loro amministrazioni in tutti i settori. L'assessore Carmelo Pace, esprimendo soddisfazione per la decisone di ufficializzare questa alleanza tra le cinque Province, sarà oggi a Caltanissetta, per tenere un incontro per stipulare l'accordo di coalizione definitivo. "Questa unione tra le Province del sud Sicilia, Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Siracusa e Ragusa - afferma Pace - servirà a renderci più forti nei confronti dell'Amministrazione regionale che spesso privilegia le altre province più grandi della Sicilia, che si sono dimostrate politicamente più forti ed influenti. Il nostro territorio, grazie all'unione delle cinque Province del sud, potrà finalmente uscire dall'emarginazione che da sempre, in questi anni, ci ha tenuti fuori dai flussi di finanziamenti e dalle scelte strategiche della Regione. Una coalizione - conclude Pace - che permetterà di collocarci attorno al tavolo della Regione per concorrere ai bandi di nostro interesse e contrastare così lo strapotere delle Province finora privilegiate".

 

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Viabilità in provincia, D'Orsi chiede lo stato di calamità La proclamazione dello stato di calamità naturale per lo stato della viabilità provinciale è stato richiesto dal presidente della Provincia Eugenio D'Orsi in una nota inviata alla Presidenza della Regione e al Dipartimento della Protezione civile. Nella nota il D'Orsi fa presente che "il territorio della provincia di Agrigento nel periodo di gennaio e febbraio 2010, è stato interessato da forti ed abbondanti precipitazioni piovose, che hanno causato ingenti danni alla viabilità provinciale. L'intensità delle precipitazioni ha causato vistosi cedimenti della sede stradale di importanti vie di comunicazione oltre che frane, smottamenti, ingombro di detriti, danneggiamento delle opere d'arte, delle infrastrutture stradali provinciali, che rendono difficoltosa la circolazione veicolare ed in alcuni tratti addirittura interrotta. Pertanto - continua nella lettera il presidente D'Orsi - così come previsto dalla normativa vigente, si inoltra formale istanza di riconoscimento dello stato di calamità". Il capo dell'esecutivo provinciale ha inviato tre schede riassuntive relative alla localizzazione, natura dell'evento, struttura interessata con le relative ripercussioni sul territorio, nonché le relazioni descrittive, con l'indicazione della somma necessaria alla esecuzione degli interventi. Le frane si sono verificate nei comuni di Naro, Racalmuto, Agrigento, Camastra, Canicattì, Favara, Licata, Siculiana, Joppolo Giancaxio, Alessandria della Rocca, mentre in molti comuni della provincia si sono verificati cedimenti della sede stradale. "Dalla Regione - ha detto D'Orsi - ci aspettiamo un aiuto immediato che ci consenta di intervenire al più presto per ripristinare la viabilità provinciale danneggiata che interessa migliaia di persone e tantissime imprese agricole d industriali che attualmente sono isolate o difficilmente raggiungibili. Da soli non possiamo fare fronte a questa situazione straordinaria, per i limiti di bilancio imposti dal patto di stabilità, ma i cittadini hanno bisogno di interventi urgenti per ripristinare normali condizioni di vivibilità".

Ristrutturazione San Domenico, accelerare l'iter per non perdere i fondi europei

Il complesso monumentale San Domenico di Sciacca è stato al centro di un incontro che si è svolto questa mattina nella sala della presidenza della Provincia regionale tra il presidente Eugenio D'Orsi, i quattro consiglieri provinciali saccensi Mario Lazzano, Nicola Testone, Stefano Girasole, Ezio Di Prima e il capo del dipartimento tecnico della Provincia Piero Hamel. Nel 2007, infatti era stato stipulato un protocollo di intesa tra la Provincia regionale, il Comune di Sciacca e la Lega navale (sezione di Sciacca) per la ristrutturazione dell'immobile da adibire a centro polifunzionale (culturale, sociale e di aggregazione). Nel corso dell'incontro i quattro consiglieri di Sciacca hanno sottolineato l'urgenza di accelerare l'iter che consentirebbe al Comune di Sciacca e alla Provincia, i due enti proprietari della struttura, di attingere ai fondi europei, attraverso l'Asse 6, in scadenza il prossimo 31 marzo. E' stato quindi deciso di aggiornare la riunione alla presenza del sindaco di Sciacca, del presidente D'Orsi, dei consiglieri Testone, Lazzano, Girasole, Di Prima, e del presidente della Lega navale di Sciacca, Gaspare Falautano, per stabilire una comune linea di condotta da dare ai due uffici tecnici. All'incontro hanno preso parte anche l'assessore provinciale Mariano Ragusa e il capogruppo del PdL al consiglio provinciale Ivan Paci.

 

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Viabilità, D'Orsi ha chiesto la proclamazione dello stato di calamità naturale

La proclamazione dello stato di calamità naturale per lo stato della viabilità provinciale è stato richiesto dal Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi in una nota inviata alla Presidenza della Regione e al Dipartimento della Protezione Civile. Nella nota il Presidente D'Orsi fa presente che "Il territorio della provincia di Agrigento nel periodo di gennaio e febbraio 2010, è stato interessato da forti ed abbondanti precipitazioni piovose, che hanno causato ingenti danni alla viabilità provinciale. L'intensità delle precipitazioni ha causato vistosi cedimenti della sede stradale di importanti vie di comunicazione oltre che frane, smottamenti, ingombro di detriti, danneggiamento delle opere d'arte, delle infrastrutture stradali provinciali, che rendono difficoltosa la circolazione veicolare ed in alcuni tratti addirittura interrotta. La tipologia degli eventi rientra nella fattispecie di cui alla Legge 225/92 art. 2 lettera C. Pertanto, così come previsto dalla normativa vigente, ed in particolare ai sensi della Legge Regionale n.42/95 e della Legge 225/92, con la presente nota si inoltra formale istanza di riconoscimento dello stato di calamità". Il Presidente D'Orsi ha inviato, cosi come esplicitato nella circolare prot. 36579 del 24/10/2005, 3 schede riassuntive relative alla localizzazione, natura dell'evento, struttura interessata con le relative ripercussioni sul territorio, nonché le relazioni descrittive, con l'indicazione della somma necessaria alla esecuzione degli interventi.

Le frane si sono verificate nei comuni di Naro, Racalmuto, Agrigento, Camastra, Canicattì, Favara, Licata, Siciliana, Ioppolo Jancaxio, Alessandria della Rocca, mentre in molti comuni della provincia si sono verificati cedimenti della sede stradale. "Dalla Regione - ha detto il Presidente D'Orsi ci aspettiamo un aiuto immediato che ci consenta di intervenire al più presto per ripristinare la viabilità provinciale danneggiata che interessa migliaia di persone e tantissime imprese agricole d industriali che attualmente sono isolate o difficilmente raggiungibili. Da soli non possiamo fare fronte a questa situazione straordinaria, per i limiti di bilancio imposti dal patto di stabilità, ma i cittadini hanno bisogno di interventi urgenti per ripristinare normali condizioni di vivibilità."

 

Centri storici, la Provincia sollecita una legge speciale

L'incontro nella sala delle conferenze del Consorzio Universitario di Calcarelle, tra la Provincia Regionale di Agrigento, il Comune capoluogo, il preside della facoltà di Architettura del Polo ed i rappresentanti degli Ordini degli ingegneri ed architetti, ha sortito un primo effetto: chiedere alla Regione ed allo Stato centrale una legge speciale per i centri storici del territorio agrigentino così come venne fatto per l'isola di Ortigia a Siracusa. All'incontro erano presenti per la Provincia l'assessore Luigi Argento, per il Comune il vice sindaco Massimo Muglia, per la facoltà di architettura il preside prof. Giambanco mentre per i due Ordini professionali l'ing. Sajeva e l'arch. Sanzo. Tutti sono stati concordi nel ribadire l'urgenza di una azione di risanamento dei centri storici dei nostri paesi per evitare la desertificazione di questi quartieri e cercare, attraverso una politica di piena collaborazione tra tutti gli enti interessati, ed attuare una azione che li renda vivibili ed accessibili ed individuare degli incentivi per le attività commerciali ed artigiane senza tralasciare quanti vogliono ristrutturare e risiedere nei centri storici. L'altro aspetto importante, come ha detto l'assessore provinciale all'edilizia, Luigi Argento "... è sviluppare una politica forte per l'attuazione di una legge speciale sui centri storici della nostra Provincia così come venne fatto alcuni lustri addietro per l'isola di Ortigia. La provincia con il suo Presidente, Eugenio D'Orsi, farà fino in fondo la sua parte perché questo patrimonio possa essere salvato".

 

I 150 anni dell'unità d'Italia, riunione martedì mattina in Provincia

L'assessore provinciale all'Istruzione, Gaetano Cani, presiederà domani, martedì 16 marzo alle ore 11, nei locali dell'Assessorato di via Demetra ad Agrigento, una riunione per i 150 anni dell'Unità d'Italia. L'incontro è stato chiesto da Giuseppe La Rocca presidente del Centro internazionale di studi "Luigi Sturzo" in collaborazione con l'associazione Centro del Mediterraneo. Scopo dell'incontro individuare una serie di eventi rivolti alle scuole superiori di secondo grado del territorio agrigentino in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia. L'iniziativa si svolgerà in collaborazione con il network nazionale relativo ai festeggiamenti.

 

Incontro a Caltanissetta delle province del sud della Sicilia

L'Assessore Provinciale al Turismo Carmelo Pace, dopo la missione che lo ha visto a Malta con i rappresentanti delle cinque Province Siciliane per i colloqui con il governo Maltese, prosegue i suoi incontri per portare avanti il progetto denominato "Sicilia-Malta" di cui la Provincia Regionale di Agrigento è capofila. Si tratta di una collaborazione tra la Sicilia e Malta finalizzata alla promozione del turismo per l'integrazione socio-economica tra i due paesi, valorizzando il patrimonio naturale e culturale comune. Da qui l'idea di trasformare questa collaborazione tra le Province in un vero e proprio "accordo politico" capace di fare fronte a tutti quei progetti, bandi ed iniziative che la Regione proporrà ponendosi allo stesso livello delle grandi Province siciliane che da sempre hanno drenato le maggiori risorse finanziari a disposizione della Sicilia. Un "quid" in più che unisce i territori del Sud Sicilia per rafforzare le loro amministrazioni in tutti i settori.

L'assessore Carmelo Pace, esprimendo soddisfazione per la decisone di ufficializzare questa alleanza tra le cinque Province, sarà oggi a Caltanissetta, per tenere un incontro per stipulare l'accordo di coalizione definitivo. "Questa unione tra le Province del sud Sicilia, Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Siracusa e Ragusa - afferma Pace - servirà a renderci più forti nei confronti dell'Amministrazione regionale che spesso privilegia le altre province più grandi della Sicilia, che si sono dimostrate politicamente più forti ed influenti. Il nostro territorio, grazie all'unione delle cinque Province del sud, potrà finalmente uscire dall'emarginazione che da sempre, in questi anni, ci ha tenuti fuori dai flussi di finanziamenti e dalle scelte strategiche della Regione. Una coalizione - conclude Pace - che permetterà di collocarci attorno al tavolo della Regione per concorrere ai bandi di nostro interesse e contrastare così lo strapotere delle Province finora privilegiate".

 

INFOAGRIGENTO.IT

 

Maltempo e danni: D'Orsi chiede lo stato di calamità

Il Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi in una nota inviata alla Presidenza della Regione e al Dipartimento della Protezione Civile ha chiesto la proclamazione dello stato di calamità naturale per lo stato della viabilità provinciale.

Nella nota il Presidente D'Orsi fa presente che "Il territorio della provincia di Agrigento nel periodo di gennaio e febbraio 2010, è stato interessato da forti ed abbondanti precipitazioni piovose, che hanno causato ingenti danni alla viabilità provinciale. L'intensità delle precipitazioni ha causato vistosi cedimenti della sede stradale di importanti vie di comunicazione oltre che frane, smottamenti, ingombro di detriti, danneggiamento delle opere d'arte, delle infrastrutture stradali provinciali, che rendono difficoltosa la circolazione veicolare ed in alcuni tratti addirittura interrotta. Le frane, com'è noto, si sono verificate nei comuni di Naro, Racalmuto, Agrigento, Camastra, Canicattì, Favara, Licata, Siciliana, Ioppolo Jancaxio, Alessandria della Rocca, mentre in molti comuni della provincia si sono verificati cedimenti della sede stradale.

"Dalla Regione - ha detto il Presidente D'Orsi ci aspettiamo un aiuto immediato che ci consenta di intervenire al più presto per ripristinare la viabilità provinciale danneggiata che interessa migliaia di persone e tantissime imprese agricole d industriali che attualmente sono isolate o difficilmente raggiungibili. Da soli non possiamo fare fronte a questa situazione straordinaria, per i limiti di bilancio imposti dal patto di stabilità, ma i cittadini hanno bisogno di interventi urgenti per ripristinare normali condizioni di vivibilità."

 

Centri storici: "necessaria una legge speciale"

A margine dell'incontro sulla "accessibilità nei centri storici", l'assessore Provinciale Argento chiedere alla Regione ed allo Stato centrale una legge speciale per i centri storici del territorio agrigentino così come venne fatto per l'isola di Ortigia a Siracusa. Accessibilitò ai centri storici e primi risultati concreti. A margine dell'incontro, tutti sono stati concordi nel ribadire l'urgenza di una azione di risanamento dei centri storici dei nostri paesi per evitare la desertificazione di questi quartieri e cercare, attraverso una politica di piena collaborazione tra tutti gli enti interessati, ed attuare una azione che li renda vivibili ed accessibili ed individuare degli incentivi per le attività commerciali ed artigiane senza tralasciare quanti vogliono ristrutturare e risiedere nei centri storici. "L'altro aspetto importante - ha detto l'assessore provinciale all'edilizia, Luigi Argento - è sviluppare una politica forte per l'attuazione di una legge speciale sui centri storici della nostra Provincia così come venne fatto alcuni lustri addietro per l'isola di Ortigia. La provincia con il suo Presidente, Eugenio D'Orsi, farà fino in fondo la sua parte perché questo patrimonio possa essere salvato".

 

Collaborazione tra Sicilia e Malta: incontro a Caltanissetta

L'Assessore Provinciale al Turismo Carmelo Pace, dopo la missione che lo ha visto a Malta con i rappresentanti delle cinque Province Siciliane per i colloqui con il governo Maltese, prosegue i suoi incontri per portare avanti il progetto denominato "Sicilia-Malta" di cui la Provincia Regionale di Agrigento è capofila.

Si tratta di una collaborazione tra la Sicilia e Malta finalizzata alla promozione del turismo per l'integrazione socio-economica tra i due paesi, valorizzando il patrimonio naturale e culturale comune. Da qui l'idea di trasformare questa collaborazione tra le Province in un vero e proprio "accordo politico" capace di fare fronte a tutti quei progetti, bandi ed iniziative che la Regione proporrà ponendosi allo stesso livello delle grandi Province siciliane che da sempre hanno drenato le maggiori risorse finanziari a disposizione della Sicilia. Un "quid" in più che unisce i territori del Sud Sicilia per rafforzare le loro amministrazioni in tutti i settori. L'assessore Carmelo Pace, esprimendo soddisfazione per la decisone di ufficializzare questa alleanza tra le cinque Province, sarà oggi a Caltanissetta, per tenere un incontro per stipulare l'accordo di coalizione definitivo.

"Questa unione tra le Province del sud Sicilia, Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Siracusa e Ragusa - afferma Pace - servirà a renderci più forti nei confronti dell'Amministrazione regionale che spesso privilegia le altre province più grandi della Sicilia, che si sono dimostrate politicamente più forti ed influenti. Il nostro territorio, grazie all'unione delle cinque Province del sud, potrà finalmente uscire dall'emarginazione che da sempre, in questi anni, ci ha tenuti fuori dai flussi di finanziamenti e dalle scelte strategiche della Regione. Una coalizione - conclude Pace - che permetterà di collocarci attorno al tavolo della Regione per concorrere ai bandi di nostro interesse e contrastare così lo strapotere delle Province finora privilegiate".

 

COMUNICALO.IT

 

VIABILITA'. Frane e smottamenti in Provincia, D'Orsi chiede lo stato di calamità naturale

La proclamazione dello stato di calamità naturale per lo stato della viabilità provinciale è stato richiesto dal presidente della Provincia Eugenio D'Orsi in una nota inviata alla presidenza della Regione e al Dipartimento della Protezione Civile.

D'Orsi fa presente che "Il territorio della provincia di Agrigento nel periodo di gennaio e febbraio 2010, è stato interessato da forti ed abbondanti precipitazioni piovose, che hanno causato ingenti danni alla viabilità provinciale. L'intensità delle precipitazioni ha causato vistosi cedimenti della sede stradale di importanti vie di comunicazione oltre che frane, smottamenti, ingombro di detriti, danneggiamento delle opere d'arte, delle infrastrutture stradali provinciali, che rendono difficoltosa la circolazione veicolare ed in alcuni tratti addirittura interrotta. La tipologia degli eventi rientra nella fattispecie di cui alla Legge 225/92 art. 2 lettera C. Pertanto, così come previsto dalla normativa vigente, ed in particolare ai sensi della Legge Regionale n.42/95 e della Legge 225/92, con la presente nota si inoltra formale istanza di riconoscimento dello stato di calamità". Il Presidente D'Orsi ha inviato, cosi come esplicitato nella circolare prot. 36579 del 24/10/2005, 3 schede riassuntive relative alla localizzazione, natura dell'evento, struttura interessata con le relative ripercussioni sul territorio, nonché le relazioni descrittive, con l'indicazione della somma necessaria alla esecuzione degli interventi. Le frane si sono verificate nei comuni di Naro, Racalmuto, Agrigento, Camastra, Canicattì, Favara, Licata, Siciliana, Ioppolo Jancaxio, Alessandria della Rocca, mentre in molti comuni della provincia si sono verificati cedimenti della sede stradale. "Dalla Regione - ha detto il Presidente D'Orsi ci aspettiamo un aiuto immediato che ci consenta di intervenire al più presto per ripristinare la viabilità provinciale danneggiata che interessa migliaia di persone e tantissime imprese agricole d industriali che attualmente sono isolate o difficilmente raggiungibili. Da soli non possiamo fare fronte a questa situazione straordinaria, per i limiti di bilancio imposti dal patto di stabilità, ma i cittadini hanno bisogno di interventi urgenti per ripristinare normali condizioni di vivibilità".

 

AGRIGENTO. Centri storici, la Provincia sollecita una legge speciale

L'incontro nella sala delle conferenze del Consorzio Universitario di Calcarelle, tra la Provincia Regionale di Agrigento, il Comune capoluogo, il preside della facoltà di Architettura del Polo ed i rappresentanti degli Ordini degli ingegneri ed architetti, ha sortito un primo effetto: chiedere alla Regione ed allo Stato centrale una legge speciale per i centri storici del territorio agrigentino così come venne fatto per l'isola di Ortigia a Siracusa. All'incontro erano presenti per la Provincia l'assessore Luigi Argento, per il Comune il vice sindaco Massimo Muglia, per la facoltà di architettura il preside prof. Giambanco mentre per i due Ordini professionali l'ing. Sajeva e l'arch. Sanzo. Tutti sono stati concordi nel ribadire l'urgenza di una azione di risanamento dei centri storici dei nostri paesi per evitare la desertificazione di questi quartieri e cercare, attraverso una politica di piena collaborazione tra tutti gli enti interessati, ed attuare una azione che li renda vivibili ed accessibili ed individuare degli incentivi per le attività commerciali ed artigiane senza tralasciare quanti vogliono ristrutturare e risiedere nei centri storici.

L'altro aspetto importante, come ha detto l'assessore provinciale all'edilizia, Luigi Argento "... è sviluppare una politica forte per l'attuazione di una legge speciale sui centri storici della nostra Provincia così come venne fatto alcuni lustri addietro per l'isola di Ortigia. La provincia con il suo Presidente, Eugenio D'Orsi, farà fino in fondo la sua parte perché questo patrimonio possa essere salvato".

 

GRANDANGOLO.IT

 

Centri storici, Provincia vuole legge speciale

L'incontro nella sala delle conferenze del Consorzio Universitario di Calcarelle, tra la Provincia Regionale di Agrigento, il Comune capoluogo, il preside della facoltà di Architettura del Polo ed i rappresentanti degli Ordini degli ingegneri ed architetti, ha sortito un primo effetto: chiedere alla Regione ed allo Stato centrale una legge speciale per i centri storici del territorio agrigentino così come venne fatto per l'isola di Ortigia a Siracusa. All'incontro erano presenti per la Provincia l'assessore Luigi Argento, per il Comune il vice sindaco Massimo Muglia, per la facoltà di architettura il preside prof. Giambanco mentre per i due Ordini professionali l'ing. Sajeva e l'arch. Sanzo. Tutti sono stati concordi nel ribadire l'urgenza di una azione di risanamento dei centri storici dei nostri paesi per evitare la desertificazione di questi quartieri e cercare, attraverso una politica di piena collaborazione tra tutti gli enti interessati, ed attuare una azione che li renda vivibili ed accessibili ed individuare degli incentivi per le attività commerciali ed artigiane senza tralasciare quanti vogliono ristrutturare e risiedere nei centri storici. L'altro aspetto importante, come ha detto l'assessore provinciale all'edilizia, Luigi Argento "... è sviluppare una politica forte per l'attuazione di una legge speciale sui centri storici della nostra Provincia così come venne fatto alcuni lustri addietro per l'isola di Ortigia. La provincia con il suo Presidente, Eugenio D'Orsi, farà fino in fondo la sua parte perché questo patrimonio possa essere salvato".

 

Turismo Sicilia-Malta, Agrigento capofila

L'assessore provinciale al Turismo Carmelo Pace, dopo la missione che lo ha visto a Malta con i rappresentanti delle cinque Province Siciliane per i colloqui con il governo Maltese, prosegue i suoi incontri per portare avanti il progetto denominato "Sicilia-Malta" di cui la Provincia Regionale di Agrigento è capofila. Si tratta di una collaborazione tra la Sicilia e Malta finalizzata alla promozione del turismo per l'integrazione socio-economica tra i due paesi, valorizzando il patrimonio naturale e culturale comune. Da qui l'idea di trasformare questa collaborazione tra le Province in un vero e proprio "accordo politico" capace di fare fronte a tutti quei progetti, bandi ed iniziative che la Regione proporrà ponendosi allo stesso livello delle grandi Province siciliane che da sempre hanno drenato le maggiori risorse finanziari a disposizione della Sicilia. Un "quid" in più che unisce i territori del Sud Sicilia per rafforzare le loro amministrazioni in tutti i settori. L'assessore Carmelo Pace, esprimendo soddisfazione per la decisone di ufficializzare questa alleanza tra le cinque Province, sarà oggi a Caltanissetta, per tenere un incontro per stipulare l'accordo di coalizione definitivo. "Questa unione tra le Province del sud Sicilia, Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Siracusa e Ragusa - afferma Pace - servirà a renderci più forti nei confronti dell'Amministrazione regionale che spesso privilegia le altre province più grandi della Sicilia, che si sono dimostrate politicamente più forti ed influenti. Il nostro territorio, grazie all'unione delle cinque Province del sud, potrà finalmente uscire dall'emarginazione che da sempre, in questi anni, ci ha tenuti fuori dai flussi di finanziamenti e dalle scelte strategiche della Regione. Una coalizione - conclude Pace - che permetterà di collocarci attorno al tavolo della Regione per concorrere ai bandi di nostro interesse e contrastare così lo strapotere delle Province finora privilegiate".

 

150 anni Unità d'Italia, riunione in Provincia

L'assessore provinciale all'Istruzione, Gaetano Cani, presiederà domani, martedì 16 marzo alle ore 11, nei locali dell'Assessorato di via Demetra ad Agrigento, una riunione per i 150 anni dell'Unità d'Italia. L'incontro è stato chiesto da Giuseppe La Rocca presidente del Centro internazionale di studi "Luigi Sturzo" in collaborazione con l'associazione Centro del Mediterraneo. Scopo dell'incontro individuare una serie di eventi rivolti alle scuole superiori di secondo grado del territorio agrigentino in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia. L'iniziativa si svolgerà in collaborazione con il network nazionale relativo ai festeggiamenti.

 

PERLACITTA'.IT

 

Chiesto lo stato di calamità naturale per lo stato della viabilità provinciale di Agrigento

La proclamazione dello stato di calamità naturale per lo stato della viabilità provinciale di Agrigento è stato richiesto dal Presidente Eugenio D'Orsi in una nota inviata alla Presidenza della Regione e al Dipartimento della Protezione Civile. Nella nota il Presidente D'Orsi fa presente che "Il territorio della provincia di Agrigento nel periodo di gennaio e febbraio 2010, è stato interessato da forti ed abbondanti precipitazioni piovose, che hanno causato ingenti danni alla viabilità provinciale". "L'intensità delle precipitazioni - aggiunge D'Orsi - ha causato vistosi cedimenti della sede stradale di importanti vie di comunicazione oltre che frane, smottamenti, ingombro di detriti, danneggiamento delle opere d'arte, delle infrastrutture stradali provinciali, che rendono difficoltosa la circolazione veicolare ed in alcuni tratti addirittura interrotta. La tipologia degli eventi rientra nella fattispecie di cui alla Legge 225/92 art. 2 lettera C. Pertanto, così come previsto dalla normativa vigente, ed in particolare ai sensi della Legge Regionale n.42/95 e della Legge 225/92, con la presente nota si inoltra formale istanza di riconoscimento dello stato di calamità".

Le frane si sono verificate nei comuni di Naro, Racalmuto, Agrigento, Camastra, Canicattì, Favara, Licata, Siciliana, Ioppolo Jancaxio, Alessandria della Rocca, mentre in molti comuni della provincia si sono verificati cedimenti della sede stradale. "Dalla Regione - ha detto il Presidente D'Orsi ci aspettiamo un aiuto immediato che ci consenta di intervenire al più presto per ripristinare la viabilità provinciale danneggiata che interessa migliaia di persone e tantissime imprese agricole d industriali che attualmente sono isolate o difficilmente raggiungibili. Da soli non possiamo fare fronte a questa situazione straordinaria, per i limiti di bilancio imposti dal patto di stabilità, ma i cittadini hanno bisogno di interventi urgenti per ripristinare normali condizioni di vivibilità".

 

AGRIGENTOOGGI.IT

 

Strade provinciali, chiesto lo stato di calamità naturale

La proclamazione dello stato di calamità naturale per lo stato della viabilità provinciale è stato richiesto dal Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi in una nota inviata alla Presidenza della Regione e al Dipartimento della Protezione Civile.

Nella nota il Presidente D'Orsi fa presente che "Il territorio della provincia di Agrigento nel periodo di gennaio e febbraio 2010, è stato interessato da forti ed abbondanti precipitazioni piovose, che hanno causato ingenti danni alla viabilità provinciale. L'intensità delle precipitazioni ha causato vistosi cedimenti della sede stradale di importanti vie di comunicazione oltre che frane, smottamenti, ingombro di detriti, danneggiamento delle opere d'arte, delle infrastrutture stradali provinciali, che rendono difficoltosa la circolazione veicolare ed in alcuni tratti addirittura interrotta. La tipologia degli eventi rientra nella fattispecie di cui alla Legge 225/92 art. 2 lettera C. Pertanto, così come previsto dalla normativa vigente, ed in particolare ai sensi della Legge Regionale n.42/95 e della Legge 225/92, con la presente nota si inoltra formale istanza di riconoscimento dello stato di calamità". Il Presidente D'Orsi ha inviato, cosi come esplicitato nella circolare prot. 36579 del 24/10/2005, 3 schede riassuntive relative alla localizzazione, natura dell'evento, struttura interessata con le relative ripercussioni sul territorio, nonché le relazioni descrittive, con l'indicazione della somma necessaria alla esecuzione degli interventi. Le frane si sono verificate nei comuni di Naro, Racalmuto, Agrigento, Camastra, Canicattì, Favara, Licata, Siciliana, Ioppolo Jancaxio, Alessandria della Rocca, mentre in molti comuni della provincia si sono verificati cedimenti della sede stradale. "Dalla Regione - ha detto il Presidente D'Orsi ci aspettiamo un aiuto immediato che ci consenta di intervenire al più presto per ripristinare la viabilità provinciale danneggiata che interessa migliaia di persone e tantissime imprese agricole d industriali che attualmente sono isolate o difficilmente raggiungibili. Da soli non possiamo fare fronte a questa situazione straordinaria, per i limiti di bilancio imposti dal patto di stabilità, ma i cittadini hanno bisogno di interventi urgenti per ripristinare normali condizioni di vivibilità.".

 

Nuove piantine per gli spazi verdi del Polo Universitario

200 piantine di Pino d'Aleppo, 100 di Pino Domestico e 200 di Cipresso Comune, sono state cedute gratuitamente per abbellire gli spazi verdi e rendere più accogliente le la struttura universitaria Polo Universitario della Provincia di Agrigento di contrada Calcarelle. L'Ufficio Provinciale della Città dei Templi dell'Azienda Regionale Foreste Demaniali diretto dall'architetto Giuseppe Amodei ha accolto con piacere la richiesta dell'Università. Nei prossimi giorni il responsabile del procedimento del Polo Universitario geom. Francesco Cutrò si recherà presso il Vivaio "Filici" di Cammarata per ritirare le piante da interrare nelle aree interessate.

 

SICILIA24H.IT

 

Riunione su complesso monumentale San Domenico di Sciacca

Il complesso monumentale San Domenico di Sciacca è stato al centro di un incontro che si è svolto questa mattina nella sala della Presidenza della Provincia Regionale tra il Presidente Eugenio D'Orsi, i quattro consiglieri provinciali saccensi Mario Lazzano, Nicola Testone, Stefano Girasole e Ezio Di Prima e il capo dipartimento tecnico della Provincia Ing. Piero Hamel. Nel 2007, infatti era stato stipulato un protocollo di intesa tra la Provincia Regionale, il Comune di Sciacca e la Lega Navale sezione di Sciacca per la ristrutturazione dell'immobile da adibire a centro polifunzionale (culturale, sociale e di aggregazione). I quattro consiglieri di Sciacca hanno sottolineato l'urgenza di accelerare l'iter che consentirebbe ai due enti proprietari della struttura, Comune di Sciacca e Provincia, di attingere ai fondi europei attraverso l'Asse 6, in scadenza il prossimo 31 marzo.

E' stato quindi deciso di aggiornare la riunione alla presenza del sindaco di Sciacca, del Presidente D'Orsi, dei consiglieri Testone, Lazzano, Girasole e Di Prima, e del presidente della Lega Navale di Sciacca avvocato Gaspare Falautano, per stabilire una linea comune di indirizzo da dare ai due uffici tecnici. All'incontro hanno preso parte anche l'Assessore provinciale Mariano Ragusa e i capogruppo del PdL al consiglio provinciale Ivan Paci.

 

Viabilità provinciale, chiesto lo stato di calamità naturale

La proclamazione dello stato di calamità naturale per lo stato della viabilità provinciale è stato richiesto dal Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi in una nota inviata alla Presidenza della Regione e al Dipartimento della Protezione Civile. Nella nota il Presidente D'Orsi fa presente che "Il territorio della provincia di Agrigento nel periodo di gennaio e febbraio 2010, è stato interessato da forti ed abbondanti precipitazioni piovose, che hanno causato ingenti danni alla viabilità provinciale. L'intensità delle precipitazioni ha causato vistosi cedimenti della sede stradale di importanti vie di comunicazione oltre che frane, smottamenti, ingombro di detriti, danneggiamento delle opere d'arte, delle infrastrutture stradali provinciali, che rendono difficoltosa la circolazione veicolare ed in alcuni tratti addirittura interrotta. La tipologia degli eventi rientra nella fattispecie di cui alla Legge 225/92 art. 2 lettera C. Pertanto, così come previsto dalla normativa vigente, ed in particolare ai sensi della Legge Regionale n.42/95 e della Legge 225/92, con la presente nota si inoltra formale istanza di riconoscimento dello stato di calamità". Il Presidente D'Orsi ha inviato, cosi come esplicitato nella circolare prot. 36579 del 24/10/2005, 3 schede riassuntive relative alla localizzazione, natura dell'evento, struttura interessata con le relative ripercussioni sul territorio, nonché le relazioni descrittive, con l'indicazione della somma necessaria alla esecuzione degli interventi. Le frane si sono verificate nei comuni di Naro, Racalmuto, Agrigento, Camastra, Canicattì, Favara, Licata, Siciliana, Ioppolo Jancaxio, Alessandria della Rocca, mentre in molti comuni della provincia si sono verificati cedimenti della sede stradale. "Dalla Regione - ha detto il Presidente D'Orsi ci aspettiamo un aiuto immediato che ci consenta di intervenire al più presto per ripristinare la viabilità provinciale danneggiata che interessa migliaia di persone e tantissime imprese agricole d industriali che attualmente sono isolate o difficilmente raggiungibili. Da soli non possiamo fare fronte a questa situazione straordinaria, per i limiti di bilancio imposti dal patto di stabilità, ma i cittadini hanno bisogno di interventi urgenti per ripristinare normali condizioni di vivibilità."

 

Incontro a Caltanissetta delle province del sud della Sicilia

L'Assessore Provinciale al Turismo Carmelo Pace, dopo la missione che lo ha visto a Malta con i rappresentanti delle cinque Province Siciliane per i colloqui con il governo Maltese, prosegue i suoi incontri per portare avanti il progetto denominato "Sicilia-Malta" di cui la Provincia Regionale di Agrigento è capofila. Si tratta di una collaborazione tra la Sicilia e Malta finalizzata alla promozione del turismo per l'integrazione socio-economica tra i due paesi, valorizzando il patrimonio naturale e culturale comune. Da qui l'idea di trasformare questa collaborazione tra le Province in un vero e proprio "accordo politico" capace di fare fronte a tutti quei progetti, bandi ed iniziative che la Regione proporrà ponendosi allo stesso livello delle grandi Province siciliane che da sempre hanno drenato le maggiori risorse finanziari a disposizione della Sicilia. Un "quid" in più che unisce i territori del Sud Sicilia per rafforzare le loro amministrazioni in tutti i settori.

L'assessore Carmelo Pace, esprimendo soddisfazione per la decisone di ufficializzare questa alleanza tra le cinque Province, sarà oggi a Caltanissetta, per tenere un incontro per stipulare l'accordo di coalizione definitivo. "Questa unione tra le Province del sud Sicilia, Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Siracusa e Ragusa - afferma Pace - servirà a renderci più forti nei confronti dell'Amministrazione regionale che spesso privilegia le altre province più grandi della Sicilia, che si sono dimostrate politicamente più forti ed influenti. Il nostro territorio, grazie all'unione delle cinque Province del sud, potrà finalmente uscire dall'emarginazione che da sempre, in questi anni, ci ha tenuti fuori dai flussi di finanziamenti e dalle scelte strategiche della Regione. Una coalizione - conclude Pace - che permetterà di collocarci attorno al tavolo della Regione per concorrere ai bandi di nostro interesse e contrastare così lo strapotere delle Province finora privilegiate".

 

Centri storici, la Provincia sollecita una legge speciale

Torna d'attualità la legge speciale per i centri storici del territorio agrigentino. La proposta è stata ribadita dopo l'incontro nella sala delle conferenze del Consorzio Universitario di Calcarelle, tra la Provincia Regionale di Agrigento, il Comune capoluogo, il preside della facoltà di Architettura del Polo ed i rappresentanti degli Ordini degli ingegneri ed architetti. L'obiettivo, non certo facile da raggiungere, è quello di chiedere alla Regione ed allo Stato centrale una legge speciale per i centri storici del territorio agrigentino così come venne fatto per l'isola di Ortigia a Siracusa. All'incontro erano presenti per la Provincia l'assessore Luigi Argento, per il Comune il vice sindaco Massimo Muglia, per la facoltà di architettura il preside Giambanco mentre per i due Ordini professionali Sajeva e Sanzo. Tutti sono stati concordi nel ribadire l'urgenza di una azione di risanamento dei centri storici dei nostri paesi per evitare la desertificazione di questi quartieri e cercare, attraverso una politica di piena collaborazione tra tutti gli enti interessati, ed attuare una azione che li renda vivibili ed accessibili ed individuare degli incentivi per le attività commerciali ed artigiane senza tralasciare quanti vogliono ristrutturare e risiedere nei centri storici. "La provincia - si legge in una nota - con il suo Presidente, Eugenio D'Orsi, farà fino in fondo la sua parte perché questo patrimonio possa essere salvato".