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Siti interessati

Fondali di Capo San Marco - Sciacca

Delfino che salta nel mare

Superficie (ha) :1836,00
Superficie dell'area protetta (ha) : 0
Area interessata dagli interventi di progetto: fascia costiera per un'estensione di ca. 9 Km.
Descrizione scientifica del sito: Il sito contiene habitat marini e costieri di elevato valore naturalistico e principalmente Posidonieti e coste basse.
L'area identificata come sito si estende a mare fino alla batimetria
di -30 m. su un substrato sabbioso. L'ambiente, anche per il particolare idrodinamismo dovuto anche alla conformazione del promontorio di Capo San Marco, ospita una ricca comunità di pesci e di invertebrati, facendo segnalare nelle sue acque con frequenza specie al vertice delle reti trofiche anche di grande valore conservazionistico (cetacei) .
Importanza del sito per la conservazione della specie/habitat oggetto dell'intervento a livello regionale, nazionale e Comunitario: Le coste sono tradizionalmente conosciute per ospitare, anche se saltuariamente, nidi di Caretta caretta.
Tale specie è infatti inserita nella scheda di designazione Natura 2000 del proposto Sito di Importanza Comunitaria.
Nel corso delle ultime due estati (2001 e 2002) sono state avvistati alcuni esemplari di Caretta caretta di grandi dimensioni (presumibilmente femmine) nelle immediate vicinanze della costa e tracce di risalita delle spiagge nel tentativo di effettuare ovodeposizioni, sebbene non siano state accertate nidificazioni.

 
 

Foce del Magazzolo, foce del Platani, Capo Bianco, Torre Salsa

Superficie (ha) :1218,00
Superficie dell'area protetta (ha) : 946
Area interessata dagli interventi di progetto: fascia costiera per un'estensione di ca. 15 Km.
L'area del SICp contiene due riserve regionali denominate "Foce del Platani" di
circa 206 ha e "Torre Salsa" di circa 740 ha, istituite rispettivamente in base alla L.R. 98/1981 e L.R. 14/1988 e affidate in gestione la prima all'Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana, e la seconda al WWF Sicilia.
Il sito contiene habitat costieri di elevato valore naturalistico e principalmente dune costiere colonizzate da pini termofili mediterranei, dune mobili del cordone littorale ad
Ammophila arenaria, depressioni umide intradunali e dune mobili embrionali. Nell'insieme gli ambienti di coste basse con le caratteristiche geomorfologiche presenti in questo sito, anche per la presenza di foci di corsi d'acqua a carattere permanente, rappresentano habitat ideali per la deposizione di Caretta caretta.
Importanza del sito per la conservazione della specie/habitat oggetto dell'intervento a livello regionale, nazionale e Comunitario: Le coste sono tradizionalmente conosciute per ospitare, anche se saltuariamente, nidi di Caretta caretta, che sebbene non segnalata nella scheda Natura 2000 di designazione del sito, è una specie localmente ben conosciuta e negli ultimi tre anni si sono schiusi almeno due nidi.
Per questo motivo il proponente si è già attivato con i competenti uffici della Regione Siciliana per l'aggiornamento della scheda Natura 2000.

 

Foce del Belice e sistema dunale di Capo Granitola

Superficie (ha) :546, 00
Superficie dell'area protetta (ha) : 241
Area interessata dagli interventi di progetto: fascia costiera per un'estensione di ca. 23 Km
Su una superficie di circa 241 ha è stata istituita dal 1984 la Riserva naturale
orientata "Foce del Fiume Belice" che dal 1987 è affidata in gestione alla Provincia di Trapani, uno degli organismi che sostiene questo progetto.
Il sito racchiude la foce del Belice, uno dei più importanti fiumi della
Sicilia, e cordoni dunali che ospitano comunità animali e vegetali tipiche degli ambienti costieri, e particolarmente formazioni di piante annuali che occupano le porzioni più prossimali al mare della spiaggia, ricche in materiali d'accumulo e sostanze organiche azotate.
Il sistema dunale si alterna a tipologie palustri e riparali relativamente ben conservati, che permettono la persistenza di specie di uccelli svernanti e di passo
di grande valore interesse comunitario e comunità a macroinvertebrati acquatici che evidenziano il buono stato di conservazione delle acque.
Importanza del sito per la conservazione della specie/habitat oggetto dell'intervento a livello regionale, nazionale e Comunitario: Le finalità principali della Riserva sono la conservazione e la ricostituzione delle formazioni dunali , e la tutela del litorale sabbioso al fine di consentire l'ovodeposizione della Caretta caretta la cui riproduzione nel sito non è ancora stata accertata, nonostante le numerose
segnalazioni della sua presenza in mare sottocosta nel periodo idoneo e ripetute catture di esemplari di grandi dimensioni con gli attrezzi da pesca.
Queste ultime informazioni suggeriscono la necessità di incrementare lo sforzo di monitoraggio e sorveglianza del sito.
Solo nel corso dei mesi di giugno e luglio 2002, sono stati avvistati nel complesso 6 esemplari di Caretta caretta nei pressi delle coste, sebbene non siano state rilevate tracce di risalita e di tentativi di nidificazione.

 

Isole di Lampedusa e Lampione

Superficie (ha): 1637
Superficie dell'area protetta (ha): 320
Gli interventi relativi a Caretta sono limitati alla Spiaggia dei Conigli (unico sito accertato per la nidificazione di ca. 200 m. di lunghezza e ca. 40 di profondità), mentre le azioni da svolgersi (su Caretta e Tursiope) in mare riguardano un'area di ca. 1940 Kmq.
Sull'Isola di Lampedusa è stata istituita dal 1984 La "Riserva Naturale orientata
Isola di Lampedusa" contenente il sito di ovodeposizione di Caretta caretta* ed affidata in gestione a Legambiente.
E' imminente anche l'istituzione da parte del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio dell'Area Marina Protetta delle Isole Pelagie.
Le Isole Pelagie costituiscono un piccolo arcipelago formato dalle isole di Linosa, Lampedusa e Lampione.
Lampedusa è la maggiore delle Pelagie ed è la tredicesima isola italiana per estensione (circa 20 Kmq).
Linosa è la seconda (circa 5 Kmq) e Lampione la terza (circa 1 Kmq).
La vicinanza della costa nordafricana (appena 167 Km dalla Tunisia), le modeste profondità marine (da 50 a 80 metri) fra le Pelagie e le coste tunisine e libiche, la natura del terreno, la vegetazione, la flora e la fauna attuali sono una testimonianza del fatto che Lampedusa e l'isolotto di Lampione appartengono geologicamente al continente africano.
Queste due isole poggiano infatti sulla piattaforma continentale africana.
Linosa, invece, di natura chiaramente vulcanica appartiene al sistema geologico della Sicilia.
Lampedusa e Lampione per la loro origine africana assumono una grande importanza per gli aspetti fitogeografici e zoologici.
Ricoperta fino a 150 anni fa da fitti boschi di pino d'Aleppo, attualmente Lampedusa è caratterizzata dalla presenza di tre principali ambienti naturali: la steppa, la prateria e la gariga.
Dal punto di vista faunistico, sono praticamente assenti i mammiferi presenti con solo 4 specie tra cui il coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus).
Nel mare che circonda l'isola sono presenti con regolarità alcuni mammiferi marini come il tursiope (Tursiops truncatus), la stenella (Stenella coeruleoalba) e il delfino
comune (Delphinus delphis).
La fauna ornitologica è rappresentata soprattutto da specie di passo.
Sulle falesie nidifica il falco della regina (Falco eleonorae).
Tra i rettili, oltre alla Caretta caretta, sono presenti la Testudo hermanni e il gongilo (Chalcides ocellatus).
Importanza del sito per la conservazione della specie/habitat oggetto dell'intervento a livello regionale, nazionale e Comunitario: Le coste sono tradizionalmente conosciute per ospitare, con una certa regolarità nidi di Caretta caretta.
Tale specie è infatti inserita nella scheda Natura 2000 di designazione del proposto Sito di Importanza Comunitaria. Nel corso delle ultime due estati sono state registrate nel complesso 7 nidificazioni con 608 nati, oltre ad alcuni tentativi non portati a termine di scavo del nido.
Inoltre, per quanto riguarda il Tursiope, nonostante il sito sia strettamente terrestre, trattandosi di un'isola inserita nell'Area Marina Protetta, risultano di grande importanza proprio le acque circostanti per tutte le specie marine, costiere e pelagiche. Infatti per la posizione geografica e le caratteristiche ecologiche l'area marina risulta essere di grande significato per i Cetacei.
L'area di studio è caratterizzata dal tratto di mare compreso nell'Arcipelago delle Isole Pelagie per un raggio di 6 miglia marine intorno le isole di Lampedusa, Lampione e Linosa; quest'area, che comprende anche il tratto di mare incluso nell'A.M.P., copre dunque una superficie di circa 1940 Km quadrati.
I risultati ottenuti negli ultimi due anni di monitoraggio della popolazione di Tursiopi in quest'area consistono in oltre 208 avvistamenti, ben 135 delfini fotoidentificati con una popolazione stimata intorno a 80 individui stanziali.

 

Isole di Lampedusa e Lampione

Superficie (ha): 1637
Superficie dell'area protetta (ha): 320
Gli interventi relativi a Caretta sono limitati alla Spiaggia dei Conigli (unico sito accertato per la nidificazione di ca. 200 m. di lunghezza e ca. 40 di profondità), mentre le azioni da svolgersi (su Caretta e Tursiope) in mare riguardano un'area di ca. 1940 Kmq.
Sull'Isola di Lampedusa è stata istituita dal 1984 La "Riserva Naturale orientata
Isola di Lampedusa" contenente il sito di ovodeposizione di Caretta caretta* ed affidata in gestione a Legambiente.
E' imminente anche l'istituzione da parte del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio dell'Area Marina Protetta delle Isole Pelagie.
Le Isole Pelagie costituiscono un piccolo arcipelago formato dalle isole di Linosa, Lampedusa e Lampione.
Lampedusa è la maggiore delle Pelagie ed è la tredicesima isola italiana per estensione (circa 20 Kmq).
Linosa è la seconda (circa 5 Kmq) e Lampione la terza (circa 1 Kmq).
La vicinanza della costa nordafricana (appena 167 Km dalla Tunisia), le modeste profondità marine (da 50 a 80 metri) fra le Pelagie e le coste tunisine e libiche, la natura del terreno, la vegetazione, la flora e la fauna attuali sono una testimonianza del fatto che Lampedusa e l'isolotto di Lampione appartengono geologicamente al continente africano.
Queste due isole poggiano infatti sulla piattaforma continentale africana.
Linosa, invece, di natura chiaramente vulcanica appartiene al sistema geologico della Sicilia.
Lampedusa e Lampione per la loro origine africana assumono una grande importanza per gli aspetti fitogeografici e zoologici.
Ricoperta fino a 150 anni fa da fitti boschi di pino d'Aleppo, attualmente Lampedusa è caratterizzata dalla presenza di tre principali ambienti naturali: la steppa, la prateria e la gariga.
Dal punto di vista faunistico, sono praticamente assenti i mammiferi presenti con solo 4 specie tra cui il coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus).
Nel mare che circonda l'isola sono presenti con regolarità alcuni mammiferi marini come il tursiope (Tursiops truncatus), la stenella (Stenella coeruleoalba) e il delfino
comune (Delphinus delphis).
La fauna ornitologica è rappresentata soprattutto da specie di passo.
Sulle falesie nidifica il falco della regina (Falco eleonorae).
Tra i rettili, oltre alla Caretta caretta, sono presenti la Testudo hermanni e il gongilo (Chalcides ocellatus).
Importanza del sito per la conservazione della specie/habitat oggetto dell'intervento a livello regionale, nazionale e Comunitario: Le coste sono tradizionalmente conosciute per ospitare, con una certa regolarità nidi di Caretta caretta.
Tale specie è infatti inserita nella scheda Natura 2000 di designazione del proposto Sito di Importanza Comunitaria. Nel corso delle ultime due estati sono state registrate nel complesso 7 nidificazioni con 608 nati, oltre ad alcuni tentativi non portati a termine di scavo del nido.
Inoltre, per quanto riguarda il Tursiope, nonostante il sito sia strettamente terrestre, trattandosi di un'isola inserita nell'Area Marina Protetta, risultano di grande importanza proprio le acque circostanti per tutte le specie marine, costiere e pelagiche. Infatti per la posizione geografica e le caratteristiche ecologiche l'area marina risulta essere di grande significato per i Cetacei.
L'area di studio è caratterizzata dal tratto di mare compreso nell'Arcipelago delle Isole Pelagie per un raggio di 6 miglia marine intorno le isole di Lampedusa, Lampione e Linosa; quest'area, che comprende anche il tratto di mare incluso nell'A.M.P., copre dunque una superficie di circa 1940 Km quadrati.
I risultati ottenuti negli ultimi due anni di monitoraggio della popolazione di Tursiopi in quest'area consistono in oltre 208 avvistamenti, ben 135 delfini fotoidentificati con una popolazione stimata intorno a 80 individui stanziali.

 

Isola di Linosa

Superficie (ha): 613
Superficie dell'area protetta (ha): 266,8
Area interessata dagli interventi di progetto: Gli interventi relativi a Caretta sono limitati alla Spiaggia di Pozzolana di Ponente (unico sito accertato per la nidificazione di ca. 100 m. di lunghezza e ca. 20 di profondità), mentre le azioni da svolgersi (su Caretta e Tursiope) in mare riguardano un'area di ca. 1940 Kmq.
Parte dell'isola, insieme all'isolotto di Lampione è stata istituita "Riserva Isola di
Linosa e Lampione" con decreto del 18 aprile 2000, ed affidata la gestione all'Azienda Foreste demaniali Regione Siciliana, in attesa che venga istituita l'Area Marina Protetta, il cui Ente gestore avrebbe poi la responsabilità anche sulla Riserva.
Descrizione scientifica del sito: Le Isole Pelagie costituiscono un piccolo arcipelago formato dalle isole di Linosa, Lampedusa e Lampione. Linosa, a differenza delle altre due isole dell'Arcipelago che appartengono alla piattaforma continentale africana, ha una natura chiaramente vulcanica e appartiene al sistema geologico della Sicilia.
Linosa rappresenta un ambiente unico sia dal punto di vista naturalistico che
paesaggistico con interessanti aspetti di macchia, di vegetazione alofila rupicola costiera.
La vegetazione dell'isola è caratterizzata essenzialmente da forme tipiche della macchia mediterranea, tra le quali domina per abbondanza il lentisco (Pistacia lentiscus), ma sono presenti anche piccole formazioni a gariga e a steppa.
Per quanto riguarda la fauna, senza dubbio gli uccelli costituiscono l'aspetto più interessante: tra gli stanziali, vale la pena di menzionare il falco della regina (Falco eleonorae) ed il falco pellegrino (Falco peregrinus), mentre particolarmente ricca è la rappresentanza dei migratori, proprio a causa della posizione geografica dell'isola: a seconda dei periodi dell'anno è infatti possibile trovare il falco pecchiaiolo (Pernis
apivorus), l'airone rosso (Ardea purpurea), l'airone cenerino (Ardea cinerea), l'airone bianco maggiore (Egretta alba) la garzetta (Egretta garzetta) la gru (Grus grus), la cicogna bianca(Ciconia ciconia), il fenicottero rosa (Phoenicopterus ruber roseus), il rigogolo (Oriolus oriolus), il cormorano (Phalacrocorax carbo) e molti altri ancora. Una menzione a parte va fatta per la berta maggiore (Calonectris diomedea), che
è presente sull'isola con una delle più grandi colonie del mediterraneo.
Tra i rettili oltre alla Caretta caretta vale la pena ricordare il gongilo (Chalcides ocellatus), un sauro ampiamente diffuso in tutta l'isola.
Importanza del sito per la conservazione della specie/habitat oggetto dell'intervento a livello regionale, nazionale e Comunitario: L'unica spiaggia attualmente rimasta sull'isola è tradizionalmente conosciute per ospitare, anche se discontinuamente , nidi di Caretta caretta.
Tale specie è infatti inseritanella scheda Natura 2000 di designazione del proposto Sito di Importanza Comunitaria.
Negli ultimi 2 anni sono state registrate 4 deposizioni con 186 nati.
Inoltre, per quanto riguarda il Tursiope, nonostante il sito sia strettamente terrestre, trattandosi di un'isola inserita nell'Area Marina Protetta, risultano di grande
importanza proprio le acque circostanti per tutte le specie marine, costiere e pelagiche. Infatti per la posizione geografica e le caratteristiche ecologiche l'area marina risulta essere di grande significato per i Cetacei.
I dati sulla popolazione di Tursiope sono validi quelli relativi al SIC "Isola di Lampedusa e Lampione" (vedi sopra), in quanto riferibili all'intera area dell'Arcipelago delle Pelagie.

 
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