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Provincia di Agrigento
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Rassegna stampa del 12 agosto 2010

 

GIORNALE DI SICILIA
 
PROVINCIA. L'ex assessore Arnone attacca: «Tenersi la poltrona ha degli obblighi e vi comprendo». La replica: «Sono polemiche inopportune»
Nuova giunta, scontro fra esclusi e confermati
Scambio di accuse al vetrio­lo tra i componenti della nuova giunta D'Orsi bis e l'ex assessore provinciale Giuseppe Arnone, escluso dal nuovo esecutivo as­sieme al suo movimento Demo­cratici ed autonomisti. Arnone risponde alla nota degli assesso­ri provinciali che avevano difeso a spada tratta il presidente della Provincia. «Esistono tre modi per imparare la saggezza: - scri­ve Peppe Arnone - con la rifles­sione, che è il metodo più nobile; secondo, con l'imitazione, che è il metodo più facile. Terzo, con l'esperienza, che è il meto­do più amaro. Tenersi la poltro­na ha degli obblighi - aggiunge l'ex assessore provinciale - e vi comprendo». A prendere le dife­se del presidente D'Orsi erano stati gli assessori riconfermati: Luca Salvato, Stefano Castellino, Gaetano Cani e Mariano Ra­gusa. «Arnone - hanno detto i componenti la giunta D'Orsi - defmisce il presidente un accen­tratore: noi, nominati da D'Orsi dopo il suo insediamento e ri­confermati, possiamo afferma re di avere lavorato nella massi­ma autonomia e in sinergia con il presidente, nel pieno rispetto del programma elettorale. La polemica ci sembra inop­portuna e comunque sterile: se D'Orsi è un accentratore, come mai Arnone si è accorto solo adesso, dopo due anni, di un pre­sidente accentratore? Possiamo comprendere l'amarezza di Arnone, tuttavia sarebbe stata opportuna una maggiore coerenza, altrimenti non si spiegherebbe il ritardo con cui è pervenuto alla consta­tazione di situazioni, di fatto, inesistenti». L'ex assessore Arnone ha an­nunciato che a fine agosto si ter­rà la riunione della direzione re­gionale dei Democratici autono­misti su sua esplicita richiesta. La convocazione dell'area auto­nomista che è confluita nel Mpa è stata fatta «per discutere - si leg­ge - della linea politica da tenere nei confronti del Movimento per l'autonomia. Verranno di­scusse le tematiche legate allo sviluppo del movimento in pro­vincia e dell'atteggiamento da te­nere nei confronti della nuova giunta provinciale». 

APPALTO PER IL BUSINESS PLAIN
Aeroporto,il bando scadrà il 31 agosto
Scade il 31 agosto il termine per la partecipazio­ne all'appalto per l'individuazione di una società incarica di redigere il business plain dell'aeroporto di Agrigento. Il progetto costerà 110 mila euro (soggetti a ribasso) alle casse della Provincia presieduta da Eugenio D'Orsi. Il pagamento del corrispettivo d'appalto stabilito in sede di aggiudicazione avver­rà in base al servizio prestato in 2 tranche.  

ALLARME FURTI
Criminalità, Paci a  Corbo: parli a prefetto e questore
Nuovo intervento politi­co sulla recrudescenza della microcriminalità e sull'oppor­tunità di potenziare le forze di contrasto presenti in città. La nuova iniziativa arriva da Ivan Paci, attuale capogruppo alla Provincia del Pdl e già assesso­re provinciale. L'esponente po­litico di Canicattì, molto vicino al ministro agrigentino alla Giustizia Angelino Alfano, ha preso posizione e richiamato alle proprie responsabilità il sindaco Vincenzo Corbo affinchè dica la sua in tema di tutela dell' ordine pubblico in città. L'in­tervento di Paci è successivo all'impennata di furti in abita­zione e danneggiamenti a fine di furto che si è registrata nelle ultime settimane: «Chiedo al sindaco Corbo, quale primo re­sponsabile locale dell'ordine pubblico - dice Ivan Paci - di farsi portavoce presso il Prefet­to ed il Questore delle preoccu­pazioni e delle istanze di tutela che arrivano dai concittadini preoccupati per la recrude­scenza di una microcriminali­tà diffusa che non risparmia niente e nessuno». Nelle scor­se settimane si sono registrati in città numerosi furti in abita­zione anche con la presenza in casa dei proprietari. 

CON FONDI REGIONALI. Beneficiati gli enti locali che hanno sforato il patto di stabilità. Leanza: risposta a un'emergenza sociale
Proroga per 2.000 precari nei comuni - Contratto rinnovato sino a dicembre
L'assessore regionale al Lavo­ro conferma l'impegno anche per altri 22.500 lavoratori in attesa: presseremo il governo centrale per avere il via libera.
PALERMO. Proseguiranno fino al 31 dicembre i contratti di circa duemila precari che operano nei Comuni siciliani. A decretarlo è il rinnovo de­gli accordi lavorativi, scaduti tra giugno e luglio. E senza questa misura non avrebbero potuto usufruire della deroga al patto di stabilità che interes­sa circa 22 mila precari. An­che loro rientrano in questa ci­fra. Adesso avranno garantito un contratto non solo nel 2011, ma anche per i prossimi quattro mesi, in attesa che si trovi la possibilità di una stabi­lizzazione definitiva. I circa 2 mila lavoratori potranno pro­seguire i rapporti di lavoro ne­gli Enti Locali in cui sono stati in servizio fino alle scorse settimane. A firmare il decreto dirigen­ziale sono stati il dirigente dell'Agenzia per l'impiego, Alessandra Russo, e quello al Bilancio, Enzo Emanuele. Il provvedimento arriva dopo la pubblicazione, sulla gazzet­ta ufficiale del 30 luglio, della norma nazionale che autoriz­zale regioni a statuto speciale a usufruire della proroga. Per quest'intervento sono stati utilizzati fondi regionali già destinati in passato per que­sta misura. In particolare, 5 anni fa era­no stati stabiliti per ciascuno di questi precari 30 mila euro nel Fondo unico del precaria­to. Nel 2010 l'impegno di cia­scuno è costato alla Regione 6 mila euro. L'amministrazio­ne regionale ha pagato il 90 per cento della somma per ogni precario che opera nei Comuni sopra i 15 mila abi­tanti e l'85 per cento per quel­li attivi in enti inferiori a que­sto numero. L'iniziativa interessa gli En­ti Locali che hanno sforato il patto di stabilità e quelli per i quali la spesa del personale impegna più della metà del bi­lancio. «Tentiamo di rispondere ad una emergenza socia­le - annuncia Leanza- con mi­sure straordinarie. Altri con­tratti di precari scadono nel secondo semestre dell'anno, con questa circolare autoriz­ziamo l'aggancio ai Comuni, che sono autorizzati a prose­guire i rapporti di lavoro».
Nonostante questa bocca­ta d'ossigeno, la Regione non molla circa la reiterata richie­sta di aver autorizzata dal Go­verno centrale la deroga al patto di stabilità per prosegui­re i rapporti di lavoro dei pre­cari, 22.500 in tutto, in forze negli Enti Locali siciliani. Sarà questa la seconda fase su cui punta Leanza. "Abbiamo ri­spettato l'impegno assunto con i sindacati, ma nei primi di settembre dobbiamo pun­tare all'obiettivo deciso nell' incontro tra lo Stato e le Regio­ne: definire il patto di stabilità per una stabilizzazione defini­tiva".
 
LA SICILIA
 
ANNUNCIO DI LEANZA: OSSIGENO PER I LAVORATORI ENTI LOCALI
Proroga per 2.000 precari siciliani
PALERMO. I contratti dei precari degli Enti locali scaduti gli scorsi mesi di giu­gno e luglio verranno prorogati fino al 31 dicembre. Lo ha annunciato ieri l'as­sessore regionale al Lavoro, alla Fami­glia e alle Politiche sociali, Lino Leanza. Oggi il ragioniere generale della Regio­ne siciliana, Enzo Emanuele, e il diri­gente generale dell'Agenzia regionale per l'Impiego, Alessandra Russo, firme­ranno un decreto dirigenziale che ren­derà esecutivo il provvedimento di pro­roga. Il decreto verrà pubblicato a stret­to giro di posta sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana (Gurs). Ad essere interessati sono circa 2.000, dei 22.500 precari degli enti lo­cali siciliani. I contratti saranno rinno­vati con risorse provenienti dal fondo unico del precariato, che la Regione Si­ciliana trasferirà ai Comuni. La misura interessa quei Comuni che hanno sfora­to il patto di stabilità e quelli per i qua­li la spesa del personale impegna più della metà del bilancio. «Abbiamo ono­rato un impegno che avevamo assunto - ha detto l'assessore Leanza - rispon­dendo ad una emergenza sociale conmisure straordi­narie. Adesso ini­zieremo a lavora­re sui contratti dei precari che sca­dono nel secondo semestre dell'an­no»". Per gli altri lavoratori che rientrano nel ba­cino dei precari (poco più di 20mila), il cui contratto scadrà a fine 2010, è pre­vista soltanto la proroga di un an­no, così come stabilito dalla finanziaria nazionale. Dunque, nonostante la boccata d'os­sigeno rappresentata da queste ultime proroghe, la Regione non può mollare la presa col governo nazionale sulla de­roga al patto di stabilità, al fine di stabi­lizzare una volta e per tutte i 22.500 precari degli Enti locali. «La grande par­tita - ha concluso l'assessore Leanza - si giocherà i primi di settembre. Nell'ambito della conferenza Stato-Regione, cercheremo di definire i criteri per la deroga al patto di stabilità. Successiva­mente il governatore dell'Isola, Lom­bardo, chiederà al ministro dell'Econo­mia, Tremonti, le condizioni necessarie per fare una legge regionale che possa stabilizzare definitivamente tutti i precari». 

Se n'è andato Domenico Zaccaria
Nel maggio del 1955 aprì ad Agrigento l'ufficio di corrispondenza de 12 Sicilia. Da allora è stato un faro per tutti
Se n'è andato in silenzio e senza cla­more. In punta di piedi come si addice ai grandi personaggi, ai grandi uomini, ai giornalisti dalla forte passione. E' un po' come la storia di una perso­na semplice e garbata che ha saputo nel rispetto delle regole della vita offrire esempi positivi del fare e del dire a so­stegno della comunità. La sua morte, così improvvisa e ina­spettata ci coglie del tutto impreparati ed increduli. omenico Zaccaria per più di mezzo secolo è stato il punto di riferimento, il maestro, la guida per tanti giovani im­pegnati nel campo del giornalismo. In questa opera di missione era sem­pre pronto a capire, ad ascoltare, a dare spazio ai giovani. Non era cosa da poco. Scriveva a penna e di getto. Il tempo passò dalle macchine da scrivere, alle telescriventi, al computer. La sua fu una lunga e dinamica sta­gione informativa nella quale pose sem­pre alla base dei suoi servizi tre cose: il rigore, la serietà e l'onestà. Era un giornalista geniale e dal fiuto finissimo, al pari di un grande medico condotto, cioè capace di spaziare dalla cronaca nera alla politica, dallo sport ai grandi eventi. I suoi servizi giornalistici davano vo­ce e respiro alla cultura, all'economia, al­l'industria, al turismo, al terziario. E soprattutto dava voce attraverso le interviste ai sindaci e ai rappresentanti degli enti locali e delle categorie im­prenditoriali, sindacali e ai deputati re­gionali e nazionali. Sempre in prima linea con arguzia professionale. Un uomo attento ai valo­ri della persona e rispettoso delle opi­nioni altrui. Aveva iniziato la professione quale corrispondente da Montallegro del Giornale di Sicilia e il 12 maggio del 1955. Negli anni Sessanta aveva ideato e di­retto il settimanale "Agrigento Sabato Sera'. Negli anni Ottanta ebbe una nuova esperienza quella di direttore di alcune televisioni locali Per un decennio guidò Tva e poi negli anni '90 diresse Primare­te. Aveva dalla sua parte l'esperienza del mestiere, di un lavoro difficile ma pur sempre gratificante. Sono ancora presenti nell'immaginario collettivo i suoi ampi servizi sul caso Tandoj, il Commissario di pubblica sicurezza ucci­so dalla mafia la sera del 30 marzo 1960 al viale della Vittoria o sulla frana di Agrigento del 19 luglio 1966, sul terremoto del Belice del 1968 o sull'alluvio­ne di Porto Empedocle del 1970. E poi i suoi pezzi sul delitto del parro­co di Favara padre Seggio. I resoconti relativi agli avvenimenti della politica agrigentina che ebbero ri­levanza nazionale come la realizzazione del primo centro sinistra in Italia e la spaccatura nella democrazia cristiana con la nascita del partito di Silvio Milaz­zo; la morte dello scrittore Leonardo Sciascia e quella del giudice Livatino suscitarono ampi riscontri sul piano della critica e della esposizione giornalistica e
della narrazione.Fu grande amico dello scrittore Leonardo  Sciascia che gli fu presentato dal  fratello Alfonso, poeta e saggista di chia­ra fama. Domenico Zaccaria per un quadrien­nio 1968-72, fu autorevole consigliere dell'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Agrigento. Egli era nato a Montallegro il 22 gen­naio 1926 da Stefano e da Maria Rosa Bonifacio, sorella del compianto medico veterinario di Agropoli dottor Liborio. Compì i suoi studi presso il liceo classi­co di Agrigento e la facoltà di Giurispru­denza di Palermo. Era sposato con Rosa­lia Cusimano, vicequestore in pensione e aveva una figlia, la dottoressa Rosalin­da, medico dell'Asp in servizio presso la Rsa di Agrigento. Felice nonno di quattro nipoti: Federica, Roberta, Daria e Vincenzo ai quali era molto legato.
 
LA PROPOSTA
Ivan Paci al sindaco: «Pattuglie interforze»
«Formare delle pattuglie interforze formate da polizia, carabinieri e vigili urbani, affinché si possa avere un maggiore controllo del territorio soprattutto nelle ore serali e notturne ed in questo periodo estivo». È questa la proposta lanciata dal capogruppo del Pdl alla Provincia ed ex consigliere comunale di Canicattì, Ivan Paci, dopo l'aumento di episodi legati alla microcriminalità in città ed in particolar modo furti in appartamento. Una proposta, quella di Paci, lanciata al sindaco Vincenzo Corbo, per ripetere un esperimento che già negli anni passati è stato attuato sul territorio comunale con ottimi risultati onsiderata la collaborazione tra forze di polizia. «Sarebbe il caso - dice Ivan Paci - che al prezioso lavoro svolto sul nostro territorio da polizia, carabinieri e Guardia di finanza si aggiungesse quello dei vigili urbani magari incentivandoli con il pagamento di straordinari per il servizio reso nelle ore notturne e serali. Sicuramente dal punto di vista dell'ordine pubblico si avrebbe maggiore presenza di uomini sul territorio». Adesso spetterà al sindaco vagliare l'idea lanciata dal consigliere provinciale Ivan Paci. Infatti, Vincenzo Corbo detiene la delega alla polizia municipale e spetterà a lui se la proposta sarà accolta reperire i fondi necessari e di conseguenza potenziare il servizio prolungato di controllo del territorio con l'impiego del personale della polizia municipale.
 
«PATTO PER IL TERRITORIO»
«L'unico modo per rilanciare il territorio»
Il nuovo movimento politico «Patto per il territorio», presieduto dal sindaco Marco Zambuto, si pone l'o­biettivo primario di rilanciare e conservare lo svilup­po socio-economico del territorio della provincia di Agrigento: un'azione unitaria da parte di diversi di­rigenti, consiglieri e personaggi della politica e dell'associazionismo. «È un'iniziativa che vuole parlare dei problemi del territorio e vuole capovolgere il rapporto di chi fa po­litica. Oggi ci troviamo di fronte ad una classe poli­tica che viene nominata dall'alto e che, nell'esercizio delle sue funzioni, dimentica il territorio e i suoi pro­blemi senza dare delle risposte».
Così si esprime il sindaco Zambuto, presidente dell'associazione, e continua asserendo: E da questa nuova consapevolezza che nasce questa iniziativa e che vede uniti tanti sindaci, consiglieri comunali e provinciali e che vuole porre al cen­tro dell'attenzione politica la pro­vincia di Agrigento dando delle ri­sposte concrete; un grande coin­volgimento che include tutte le ca­tegorie: i sindacati, il mondo socia­le, Confindustria, la sfera dell'arti­gianato affinché ogni parte reciti la propria parte in un territorio in cui la capacità di fare sistema rappre­senta il presupposto necessario per portare avanti e risolvere i proble­mi. Con questo voglio fare riferi­mento a importanti strumenti, co­me il Piano Strategico, che insieme ad altri soggetti istituzionali abbia­mo approvato. Il Piano Strategico ha infatti rappresentato la base fon­damentale per poter partecipare ai bandi regionali, per esempio, per accedere alle risorse finanziarie per e opere di riqualificazione; e questo Piano si è posto come il presupposto di base insieme al conseguente studio del territorio, al quale hanno partecipato tutti gli altri soggetti, come la chiesa, i privati, la sovrintendenza e molti altri. Sulla base di questa esperienza nasce la consapevolezza che fare sistema è un modo vincente per affrontare i problemi e dare del le risposte; spesso quest' ultime non sempre dipendono da chi sta qui ad Agrigento e vive sulle proprie spalle il carico, la responsabilità e la necessità di dare risposte concrete, ma da chi sta a Roma». Il primo cittadino conclude dicendo che a breve anche al Comune si costituirà il gruppo consiliare dell'associazione «Patto per la solidarietà».
 
COMPATTI CONTRO LE TRIVELLAZIONI
I sindaci e la Regione pronti a organizzare protesta in alto mare
Amministratori e presidenti di consigli comunali pronti a maní­festazioni di protesta eclatanti, per chiedere alle autorità nazio­nali di non autorizzare l'installa­zione di piattaforme petrolifere nel Mediterraneo. Nel corso dell'assemblea dei sindaci dei Comuni che si affac­ciano sulla costa meridionale del­la Sicilia, svoltasi ieri a Sciacca, è stata proposta anche l'organizza­zione di un sit di protesta in mare e in particolare nel punto tra Sciacca e Selinunte dove dovreb­bero essere avviate delle prospezioni geologiche alla ricerca di idrocarburi, per manifestare la contrarietà delle città costiere a questo tipo di attività. Unità d'in­tenti ieri mattina nell'aula consi­liare del Comune di Sciacca, dove si sono dati appuntamenti una ventina di rappresentanti di Co­muni dell'area sud occidentale della Sicilia. Iniziativa ben riuscita, con molta partecipazione e con la convinzione di contrastare con ogni mezzo le iniziative di nume­rose società internazionali che hanno individuato nel mare Mediterraneo il luogo ideale per produrre investimenti nel settore de­gli idrocarburi. L'assemblea di amministratori ha approvato un documento uni­tario che verrà inviato al ministe­ro dell'Ambiente e anche alle au­torità dell'Unione europea. E' sta­to infatti rilevato dal presidente del consiglio comunale di Sciacca, Filippo Bellanca, che occorre an­che un'azione in ambito comuni­tario per raggiungere gli obiettivi sperati, alla luce del fatto che an­che in caso dí veti italiani, le auto­rizzazioni possono essere richie­ste ai Paesi nordafricani che si af­facciano sul Mediterraneo. All'in­contro ha preso parte l'assessore regionale all'Ambiente Roberto Di Mauro, che ha ringraziato i sindaci e gli assessori convenuti a Sciacca, ma anche Legambiente (era presente il presidente regio­nale Mimmo Fontana) per la sua azione di sensibilizzazione. «La Sicilia - ha detto Di Mauro - oggi è chiamata a fare una scelta: torna­re a essere una terra di conquista da saccheggiare o un luogo voca­to al turismo e alla cultura. Abbia­mo in Sicilia parchi regionali e, adesso, anche nazionali, riserve naturali, zone di protezione spe­ciale». Ad oggi circa 20 dei più di 40 permessi di ricerca hanno rice­vuto il via libera da parte dei mi­nisteri competenti e possono ope­rare, mentre gli altri sono in avan­zata fase autorizzativa. Tali richie­ste insistono su un area superiore ai 20 mila chilometri quadrati, in un territorio che va dalla città di Trapani alla città di Siracusa, coin­volgendo le province di Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Ragusa e Siracusa. Al di là dell'aspetto ri­guardante la tutela dei siti turisti­ci, è stato evidenziato, inoltre, che l'intero sottofondo marino interessato dalle ricerche petrolifere, è un vero e proprio museo sommerso. 

Domenico Zaccaria
Ci ha lasciato il decano dei giornalisti
La sua morte ha colpito tutti. Certamente il gior­nale La Sicilia, ma soprattutto la redazione di Agrigento e il mondo del giornalismo della pro­vincia. Domenico Zaccaria, infatti, non è stato «solo» un giornalista. Ma molto di più. Intanto ha avuto l'intuito, nel lontano 1955, di avventurarsi nell'apertura del primo ufficio di corrispondenza di un giornale catanese, all'epo­ca in fase di espansione, in una provincia abitua­ta a leggere un giornale palermitano. Ma poi, co­me suo costume, si è gettato a testa bassa nel pro­getto, riuscendo a farsi strada con le sue doti umane e professionali, in un terreno allora osti­le. E i risultati ci sono stati. Attorno a lui si sono ri­trovati un gruppo di giovani arrembanti e pro­mettenti, che hanno dato vita alla storia della re­dazione agrigentina del giornale, ma anche a quella dell'informazione in provincia e non solo. Ma la loro professionalità era sapientemente gui­data dal «dottore» che distribuiva consigli, affida­va incarichi, contestava ma difendeva anche a spada tratta dalle critiche esterne. Come tutti quelli che lavorano, a volte trovano ostacoli durante il loro percorso, critiche. Ma Do­menico Zaccaria ha saputo sempre affrontarle in modo encomiabile e dignitoso. Giornalista colto e raffinato, ha sempre cercato di dare una informazione quanto più asettica possibile. Scelta che ha sempre trasmesso a tutti i suoi collaboratori. Pur essendo della «prima generazione» non ha mai voluto «fermarsi» al progresso e alla tec­nologia. Ha cominciato a scrivere a penna, per dettare poi i pezzi ai dimafonisti. E' passato senza diffi­coltà alla telescrivente e poi alla macchina da scrivere e ai fax. Ma non si è tirato indietro nem­meno quando è arrivata l'epoca dei computer, adattandosi a scrivere ai primi computer a fosfo­ri verdi, che servivano solo per scrivere i pezzi e mandarli, e nemmeno a quelli più evoluti, che permettono l'impaginazione. Ma a un certo punto della sua vita, ha deciso di rallentare progressivamente il suo impegno pro­fessionale. fino a quando così, in maniera quasi si­lenziosa, non ha scritto più. E nello stesso modo ci ha lasciati. In silenzio, per non disturbare. Addio dottore, noi ti ricordiamo in redazione, con noi, seduto a scrivere il tuo pezzo.
 
IL PILOTA FAVARESE É STATO PROTAGONISTA ALLO SLALOM NEL CENTRO MONTANO
Rizzuto conquista il pubblico di Cammarata
FAVARA. Buona performance per il gio­vane pilota favarese Gero Rizzuto, impegnato al 6° Slalom Città di Cam­marata, gara valevole per la nona pro­va stagionale del Campionato sicilia­no Acsi Slalom 2010. La gara è stata proposta dall'Asd Palatinus Motorsport Capo d'Orlando, presieduta da Calogero Mangano e dal Comitato regionale Acsi Sicilia, in collaborazione con il Team Monti Sicani di Cammarata, rappresentato da Pasquale Daddi, e della Gemini Corse coordinata da Angelo Infantino, il tut­to organizzato con il patrocinio della Provincia regionale di Agrigento e il comune di Cammarata. Rizzuto, reduce dall'ottima presta­zione fornita recentemente alla Con­cordia Karting, alla guida della Peu­geot 205, è arrivato 2° nella classe A5. mentre si è piazzato 40° nella classi­fica su 82 partecipanti. Il pilota favarese manifesta soddi­sfazione per il risultato raggiunto, perché considera le corse solo un hobby fine a se stesso. «L'automobilismo, infatti, - ci dice Rizzuto - per me rappresenta un gio­co, un hobby, una passione che di tan­to in tanto continuo a coltivare. Corro, soprattutto, per divertirmi, se poi ar­riva qualche successo ancora meglio. Cammarata era una competizione difficilissima, perché in pista sono scesi i migliori piloti della specialità».
Il 6° Slalom Città di Cammarata, in­fatti, è stato vinto dal campione Altredo Giamboi di Novara di Sicilia (Mes­sina), che al volante sua potente e agile Fiat X1 /9, iscritta in gruppo Spe­ciale, ha imposto la legge del più for­te. Giamboi ha dato 3"96 al rivale pa­lermitano Vito Onofrio Alba, secondo assoluto su l'Autobianchi A112 Abarth, mentre al terzo posto ha chiu­so Maurizio Anzalone di San Cataldo. «Sono contento della mia presta­zione - dice ancora il giovane pilota favarese -, questo sport continua a divertirmi e pertanto, sono pronto ancora a scendere in pista. Gli hobby. vanno sempre coltivati e personal­mente non ho nessuna intenzione di non gareggiarmi più».
 
SOLE 24 ORE
 
Dal tribunale di Salerno stop alla riforma Brunetta
Il comune non può decidere da solo sui fondi premiali
Ulteriore stop alla riforma Brunetta. Questa volta a porre un freno all'applicazione del de­creto legislativo 150/09 agli enti locali è il tribunale di Salerno: con la sentenza datata 18 luglio 2010 viene condannato per con­dotta antisindacale un comune che aveva deciso in via unilatera­le la destinazione delle somme ricomprese nel fondo per le ri­sorse decentrate.
Il caso esaminato dall'organo giurisdizionale prende il via dal­la mancata sottoscrizione defini­tiva dell'accordo decentrato per il 2009. Dopo aver firmato l'ipo­tesi di accordo in periodo ante Dlgs 150/09, la giunta comunale rileva che nella stessa ipotesi è presente una serie di vizi di legit­timità e quindi non ne autorizza la sottoscrizione definitiva. Ne seguono una serie di incontri fra la delegazione di parte pubblica e le organizzazioni sindacali, do­ve, tra l'altro, viene posta in rilie­vo anche la non corretta costitu­zione del fondo per la contratta­zione decentrata. Si arriva, così, nel periodo di vi­genza della riforma Brunetta e l'amministrazione comunale de­cide di dare attuazione all'artico­lo 54, comma 3 ter, del decreto 150, nel quale si prevede la facol­tà del datore di lavoro di provve­dere in via unilaterale e provviso­ria nelle materie per le quali non è stato raggiunto l'accordo in se­de decentrata. Osserva, però, il collegio giudi­cante come il comune possa pro­cedere in via unilaterale solo nel momento in cui i contratti decen­trati in essere alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 150/09 (15 novembre 2009) per­dano la loro efficacia. Con l'arti­colo 65 di questo decreto, poi, per gli enti locali vengono indivi­duati il 31 dicembre 2011 quale ter­mine per l'adeguamento dei con­tratti decentrati alla riforma Bru­netta e il 31 dicembre 2012 quale data dalla quale, in caso di manca­to adeguamento, non si possono più applicare i vecchi Cedi. Quin­di, fino a queste date, l'ammini­strazione deve rispettare quanto disposto dal Ceni, in particolare l'articolo 4 del contratto del 22 gennaio 2004 che prevede la con­trattazione per la destinazione delle risorse per la contrattazio­ne decentrata.
Richiamando, poi, i presupposti individuati dalla corte di Cas­sazione, sezione Lavoro, senten­za 5422/98, per l'individuazione della condotta antisindacale - va­le a dire l'obiettività, l'attualità e la concretezza - e riconoscendo­ne l'esistenza nel comportamen­to tenuto dal comune, il tribunale accoglie il ricorso proposto in ba­se all'articolo 28 della legge 300/70. Il comportamento del da­tore di lavoro pubblico, non ri­spettando il diritto all'informa­zione e alla consultazione delle organizzazioni sindacali, ha inci­so negativamente sulla sfera pa­trimoniale delle stesse, intesa nell'accezione più ampia e che ri­comprende il diritto all'immagi­ne e al rispetto della sue funzioni. La sentenza si pone nel filone aperto dal tribunale di Torino lo scorso 2 aprile, il quale ha adotta­to analoga decisione nei con­fronti di un datore di lavoro pub­blico che aveva assunto unilate­ralmente atti in materia di banca delle ore.
 
Sicilia24h.it
 
Provincia: Arnone replica a Salvato, Ragusa, Castellino e Cani
Non si è fatta attendere la replica dell'ex assessore provinciale, Giuseppe Arnone dopo che ieri quattro assessori, Salvato, Ragusa, Castellino e Cani in una nota avevano criticato le sue dichiarazioni in riferimento al varo della nuova giunta provinciale. I quattro nel difendere il presidente D'Orsi, etichettato da Arnone come    "accentratore", avevano definito il suo attacco  inopportuno e sterile. "Esistono - scrive in una breve nota  Arnone - tre modi per imparare la saggezza: Primo, con la riflessione, che è il metodo piu' nobile; secondo, con l'imitazione, che è il metodo piu' facile; terzo, con l'esperienza, che è il metodo piu' amaro. Tenersi la poltrona ha degli obblighi e vi comprendo. Per concludere con Confucio, mentre il saggio indica la luna, gli sciocchi guardano il dito".
 
Infoagrigento.it
 
"L'unica struttura che ci manca è l'aeroporto"       
Dicono i grandi amministratori, che per questi ultimi 50 anni ci hanno amministrato, che la colpa del mancato sviluppo del turismo è da addebitare alla mancanza di una struttura che possa collegarci velocemente con il resto del mondo. Niente di più falso! Nella nostra città sono state realizzate nel corso degli ultimi anni diverse strutture in nome e per conto del turismo "volano dell'economia" in una città dove non esistono altre risorse economiche se non il pubblico impiego.
1) È stato costruito un bellissimo PALAZZO DEI CONGRESSI, in una zona piena di alberghi, uno dei più belli di tutto il meridione, un gioiello. Oggi è in completo stato di abbandono e frutta alle casse comunali una perdita annua insostenibile. Pochi congressi veri per il resto solo manifestazioni locali e politiche.
2) É stato costruito un bellissimo PALAFIERE nella zona industriale. Non è stato mai aperto ne dato in gestione oggi è ridotto ad un cumulo di rifiuti smantellato da ignoti e senza copertura per l'incuria di uomini, che pensano solo alle loro tasche, nominati amministratori di enti senza avere nè titoli nè capacità.
3)È stato costruito una bellissimo impianto sportivo polivalente unico in Sicilia il parco del mediterraneo, oggi desolatamente abbandonato ai topi e ai vandali.
4) È stato costruito un magnifico ANFITEATRO nel parco dell'Addolorata, in una posizione superba con il mare come scenario. non è stato mai aperto nè inagurato. Però ogni anno si costruiscono impianti precari per varie rappresentazioni in diversi punti della città.
5) Sono stati costruiti uno stadio a Villaseta, uno al Villaggio Mosè e uno a Fontanelle anch'essi abbandonati o male utilizzati.
6) É stato costruito un parcheggio stupendo a Villaggio Mosè ma nessun autobus nè auto vi ha mai parcheggiato.
Ecco ho fatto un elenco di una decine di strutture costate decine di miliardi delle vecchie lire, strutture che potrebbero funzionare a regime e dare tanti posti di lavoro a decine di giovani disoccupati. Invece restano al loro posto inutilizzate spesso abbandonate e in via di distruzione. Non importa se non vengono utilizzate lo scopo non era quello di essere messi a disposizione della comunità Lo scopo era quello di far guadagnare il progettista, amico del politico, l'impresa di costruzione con tutte le forniture, il collaudatore amico del politico ect ect. Ecco questa è la situazione delle strutture Adesso vogliono fare un aeroporto a 40 km dalla città, un aeroporto dove non possono atterrare aerei charter dove non si sa quanti slot apriranno, un aeroporto mal visto da tutti e poco utile. Costerà una barca di soldi ma costera una nave di soldi per mantebnerlo Farà la stessa fine del palafiere abbandonato e inutilizzato o farà la fine del palacongressi sottoutilizzato?
Ai posteri l'ardua sentenza.
Giovanni Parisi
 
Lavalledeitempli.com
 
Rigassificatore: pronto un dossier
La vicenda della mancata costituzione dinanzi al Tar, in merito alla nota vicenda che riguarda la realizzazione del rigassificatore di Porto Empedocle, già oggetto di un precedente esposto inviato alla Procura della Repubblica di Agrigento e alla DDA di Palermo, si arricchisce di un nuovo capitolo. Come i nostri lettori ricorderanno, il Presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi, revocò 48 ore prima dell'udienza dinanzi al TAR-LAZIO il mandato all'avvocato Aiello, precedentemente incaricato affinchè difendesse gli interessi dell'ente. La notizia fece abbastanza clamore, oltre che per l'improvvisa mancata costituzione, anche per le dichiarazioni rilasciate in merito da D'Orsi. Tra le prime motivazioni addotte, il non potersi costituire in quanto, avendo precedentemente dato mandato all'assessore al ramo a rappresentare l'Ente, questi aveva espresso parere favorevole all'impianto". La prima astrusa teoria, venne immediatamente smentita dalle memorie dello stesso avvocato Aiello, il quale evidenziò come il parere espresso dall'assessore fosse vincolato all'accettazione di condizioni che vennero respinte poi dall'azienda. Parere dunque negativo.
Seconda tesi formulata dal presidente in risposta alla giornalista Alida Amico, del settimanale "centonove": "Non sussistendo una posizione uniforme del Consiglio Provinciale in merito alla questione, dati gli opposti esiti delle votazioni - è la replica del presidente della Provincia - ho ritenuto opportuno revocare il mandato conferito al legale." Ancora una volta D'Orsi fa un clamoroso autogol, posto che l'unico documento votato dal Consiglio Provinciale, ha visto 19 consiglieri contrari alla realizzazione dell'impianto e solo 9 favorevoli. Una determinazione, votata dunque a maggioranza assoluta. Nello stesso articolo, si legge di come il presidente spieghi la consultazione preventiva con l'avvocato Rubino (avvocato del Comune di Porto Empedocle), cui aveva fatto cenno durante una precedente conversazione. Dell'avvocato Rubino, D'Orsi sostiene che "nella qualità di esperto del presidente si è limitato, secondo il politico, ad esprimere il proprio parere in ordine alla legittimità dell'atto di revoca esclusivamente sul piano giuridico, senza "immischiarsi" nelle possibili opportunità sottese alla scelta." Passano pochi giorni appena e, ancora una volta, D'Orsi contraddice sé stesso, le scelte effettuate in precedenza e le motivazioni addotte.
L'occasione la offre il Consigliere Orazio Guarraci, il quale, seppur da sempre favorevole alla realizzazione dell'opera industriale, pare non condividere le scelte del presidente della Provincia in merito alla mancata costituzione dinanzi al Tar e chiede, tra le altre cose, tramite un'interrogazione, se non sia il caso che a stabilire se costituirsi o meno, sia chiamato ad esprimersi il Consiglio Provinciale. Ennesimo ribaltone del presidente D'Orsi, che smentendo le dichiarazioni rilasciate in precedenza, risponde all'interrogazione facendo presente come debbano evidenziarsi le numerose incongruenze e contraddittorietà insite nell'interrogazione di Guarraci. Precisa D'Orsi come innanzi tutto la Provincia se avesse dato seguito al mandato conferito, la stessa sarebbe intervenuta nel giudizio al fine di sostenere la piena legittimità del provvedimento di autorizzazione. Ancora una volta, a prescindere dalle dichiarazioni rese in pubblico dal presidente D'Orsi, in merito alla sua volontà a prendere una posizione contro la realizzazione del rigassificatore, a smentirlo le memorie di costituzione presentate dall'avvocato Aiello. "Voglia l'Ecc.mo Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio - si legge a termine delle memorie dell'avvocato Aiello - in via del tutto preliminare e per esigenze di economia processuale disporre la riunione dei procedimenti incardinati con i ricorsi notificati in data 28/05/2010 e in data 08/06/2010 rispettivamente di Legambiente e della CODACONS, per connessione dell'oggetto".
Sorvoliamo intenzionalmente sulle ragioni ostative alla realizzazione dell'opera citate nelle memorie dell'avvocato, poiché ci pare sia sufficiente la frase riportata a termine delle suddette memorie, a palesare una precisa volontà che non coincide con quanto dichiarato da D'Orsi nella sua risposta all'interrogazione presentata dal Consigliere Guarraci.
Questi e tanti altri fatti, saranno narrati - supportati da prove documentali - in un nuovo e corposo dossier che l'associazione FREE si appresta ad inviare all'Autorità Giudiziaria, ad integrazione dei precedenti esposti presentati dalla stessa e da altre associazioni.
Gian J. Morici
 
Replica di Giuseppe Arnone alle dichiarazioni degli assessori provinciali Salvato, Ragusa, Castellino e Cani
Esistono tre modi per imparare la saggezza: Primo, con la riflessione, che è il metodo piu' nobile;
secondo, con l'imitazione, che è il metodo piu' facile; terzo, con l'esperienza, che è il metodo piu' amaro. Tenersi la poltrona ha degli obblighi e vi comprendo. Per concludere con Confucio, mentre il saggio indica la luna, gli sciocchi guardano il dito. Alla prossima puntata........
 
Canicattiweb.it 

Canicattì, niente fondi per l'Ipia Marconi
Gli studenti dell'Istituto professionale " Guglielmo Marconi" e quelli dell'Agrario Rosario Livatino dovranno attendere ancora per avere una nuova sede. La Provincia, infatti, ad oggi, nonostante la gara d'appalto sia stata espletata ormai qualche anno addietro non ha consegnato i lavori alla ditta vincitrice per problemi che riguardano il patto di stabilità dell'ente che deve finanziare la somma necessaria alla realizzazione della scuola ormai attesa da tempo. L'importo complessivo della gara era stato di circa 8 milioni di euro. Il nuovo istituto che in un primo momento doveva essere consegnato entro il 2010 verrà realizzato in contrada Carlino e sarà composto da 25 aule, più aule speciali e laboratori per gli studenti oltre agli uffici per il personale scolastico e per i docenti.