Provincia di Agrigento

Rassegna stampa del 17 agosto 2010

 

GIORNALE DI SICILIA
 
PROVINCIA. Una poltrona pure per il gruppo «Patto per il territorio»
Pdl Sicilia, appoggio a D'Orsi. Da sciogliere il nodo deleghe
Ancora fermenti e polemi­che dopo il rimpasto della giun­ta alla Provincia, dove tiene an­cora banco la costituzione del nuovo gruppo consiliare del quale fanno già parte quattro consiglieri, tra í quali un ex «Alfa­niano» di ferro come Riccardo Gallo, tra i fondatori, con il sin­daco Marco Zambuto, del movi­mento «Patto per il territorio». Tra i punti ancora «caldi» la distribuzione delle deleghe da parte del presidente Eugenio D'Orsi, al quale, dopo alcuni di­stinguo del giorni scorsi, giunge il pieno appoggio del Pdl Sicilia. «La posizione di Orazio Guar­daci, chiarisce il gruppo consi­liare, non è quella del Pdl Sicilia che ribadisce la propria fiducia nei confronti del Presidente e della giunta. La nostra compo­nente, che fa riferimento al vice presidente della Regione Sicilia na, Michele Cimino gode di pie­na autonomia politica ed ammi­nistrativa, e la libertà di azione e di idee dei nostri rappresentan­ti in giunta costituisce un aspet­to imprescindibile del nostro es­sere leali sostenitori di questa amministrazione».«Sarà nostra premura, nelle prossime ore, concludono i con­siglieri del Pdl Sicilia, favorire un incontro tra il nostro capo­gruppo ed il presidente della Provincia per evitare che lo stilli­cidio di dichiarazioni, immoti­vato ed irragionevole, dia adito a speculazioni che in questo mo­mento non servono alla popola­zione agrigentina ed al nostro territorio». Il presidente D'Orsi dovrehlte sciogliere il nodo del­le deleghe entro la fine di ago­sto. Da stabilire poi se mantene­re ad otto il numero degli asses­sori. È probabile che D'Orsi ab­bia la necessità dí potere dispor­re di almeno altre due «poltro­ne», una delle quali da assegna­re al nuovo gruppo «Patto per il territorio». In questo caso po­trebbe rientrare in gioco Settimio Cantone.  

NOTA DI BONFANTI. Appello rivolto al vertice con l'assessore Di Mauro
Palma, il sindaco contro la centrale nucleare
PALMA DI MONTECHIARO. Il sindaco Rosario Bonfanti, su convocazione dell'As­sessore Regionale al Territorio e Ambiente, Roberto Di Mau­ro, ha partecipato alla riunio­ne dei sindaci dei comuni co­stieri dell'agrigentino, dei co­muni del nisseno, dei comuni della fascia costiera orientale di Siracusa, Ragusa e del trapa­nese, sottoscrivendo un docu­mento che contiene una ri­chiesta di legge che impedisca la ricerca e le prospezioni nel territorio e nel mare della Sici­lia.
In quella sede, il 12 agosto, Rosario Bonfanti ha ricordato ai presenti di un altro attacco che sta subendo il territorio della Sicilia occidentale, rife­rendosi al fatto noto che il co­mune di Palma di Montechia­ro sia stato individuato come sito per l'istallazione di una centrale nucleare. «Queste azioni, tendono a deturpare un territorio partico­larmente ricco di aree di pre­gio naturalistico archeologico e storico - ha detto Bonfanti -che dovrebbero richiamare in­vestimenti atti a potenziare e sviluppare l'industria del turi­smo, la sola che permette la salvaguardia e il mantenimen­to del nostro patrimonio natu­rale. Invece, sembra di assiste­re ad un assalto indiscrimina­to tendente alla distruzione del nostro patrimonio attraver­so scelte che privilegiano gli in­teressi delle lobi industriali a discapito dell'intera collettività». 

Il blackout tra sabato e domenica
Tempio ai buio nella Valle. Protestano i turisti
AGRIGENTO. Tempio di Giunone, nella valle dei templi di Agrigento, al buio nella notte tra sabato e do­menica, per un black-out dell'im­pianto elettrico. L'associazione guide turistiche ha chiamato in causa l'Ente parco archeologico che «non avendo ripristinato in tempo il funzionamento dell'im­pianto, non ha pensato nemme­no di praticare una riduzione del biglietto di ingresso». «Il black out nella Valle , replica il direttore dell'Ente parco Pietro Meli - non è stato causato da una nostra mancanza di organizzazione ma ha riguardato una ampia fetta del territorio comunale. I nostri tecni­ci si sono messi immediatamente al lavoro ma il problema non pote­va essere risolto dall'interno del parco ma dall'erogazione ester­na». 

Black-out, il tempio di Giunone al buio
E' polemica tra guide turi­stiche ed Ente parco per il black-out che nella notte del 14 agosto ha causato un guasto dell' impianto di illuminazione pres­so il tempio di Giunone. L'Asso­ciazione guide turistiche «Città di Agrigento» stigmatizza in un comunicato stampa la condotta dell'Ente Parco. «Non avendo ri­pristinato, ancora la sera del 15, il detto impianto, sostengono i vertici dell'associazione, l'Ente Parco non si è curato nemmeno di praticare una riduzione su un totale (10 euro) che è già di per sé esorbitante per la visita not­turna di soli 3 templi. Un simile comportamento si iscrive perfet­tamente nel contesto di una poli­tica turistica regionale suicida che quest'anno ha toccato pun­te di eccellenza con il repentino aumento dei prezzi di ingresso a siti e musei in una congiuntura economica disastrosa». Taglia corto nella replica il di­rettore dell'Ente Parco, l'archi­tetto Pietro Meli: «Il black out nella Valle dei Templi non è sta­to causato da una nostra mancanza di organizzazione ma ha riguardato una ampia fetta del territorio comunale. I nostri tec­nici si sono messi immediata­mente al lavoro ma il problema non poteva essere risolto dall'in­terno del parco ma dall'erogazione esterna». Intanto è boom di presenze nelle due giornate clou dell'estate. 11 14 e 15 sono state ben 6024 i turisti presenti nella Valle contro i 5872 degli stessi giorni del 2009. Un trend positivo che rimarca l'aumento dei turisti nei mesi più caldi e con presenze concentrate in lu­glio ed agosto. 
 
PROVINCIA
Fiaccolata antimafia, alle tv solo 1.300 e non 20 mila euro
Per pubblicizzare l'even­to "Una fiaccolata contro la ma­fia" il presidente della Provin­cia di Agrigento, Eugenio D'Or­si, ha stanziato 1.300 euro e non 20.000 euro, come riporta­to nell'articolo pubblicato sul "Giornale di Sicilia"dal titolo "Spese istituzionali e promo­zione. E quanto precisa l'uffi­cio stampa dell'ente. Per la pubblicità dell'evento in que­stione, infatti, è stata impegna­ta la somma complessiva di 1.300 euro (800 a Tva e 500 a Digimedia Agrigento tv). La som­ma di 20.000 euro è riferita al tetto di spesa che permette al­la Provincia di affidare un servi­zio senza ricorrere all'appalto pubblico.
 
ATTESI DEI RIMPASTI
Si prevede un autunno caldo per la politica
Stasera Eugenio D'Orsi riunirà informalmente la nuo­va giunta provinciale per un primo incontro nel corso del quale effettuerà una prima, provvisoria, distribu­zione delle deleghe. Tuttavia il nuovo esecutivo non potrà deliberare: lo statuto dell'ente infatti prevede che la giunta sia composta da dodici elementi, per cui per rendere operativa la squadra si dovrà integrarla con i quattro assessori mancanti oppure bisognerà modifi­care lo statuto. Sembra più probabile che venga adottata la prima soluzione, ma é molto probabile che ciò avverrà non prima del mese di settembre. La situazione politica complessiva, anche a livello regionale, infatti é in continua evoluzione ed a settembre potrebbe succedere di tutto: potrebbero verificarsi scenari attualmente imprevedibili che avrebbero delle inevitabili ricadute sulle amministra­zioni provinciale e dei comuni princi­pali, a cominciare dal capoluogo. In ogni modo alla Provincia gli altri quattro assessorati verrebbero ripar­titi tra le forze che sostengono la maggioranza, ma a questo punto c'é anche il neocostituito gruppo consi­liare del Patto per il Territorio che potrebbe rivendicare anch'esso un posto nella giunta. In una eventualità del genere tutto verrebbe rimesso in discussione. Tuttavia D'Orsi sembra poco propenso ad allontanarsi troppo o, peggio, ad entrare in rotta di colli­sione con il ministro Alfano. Diversa la situazione al Comune dove il sindaco Marco Zambuto già é giunto ai ferri corti con il Guardasigil­li e dove la costituzione del Patto per il Territorio sembra avere acuito la distanza tra i due. Anche a Palazzo dei Giganti si profila dunque un nuovo rimpasto, ma qui la situazione sembra ancora meno comprensibile. Di sicuro c'é che potrebbe entrare l'Udc con uno o due assessorati, ma ci sono anche pressioni da altre parti: Amane, come si sa, chiede un assessorato per la componente Adragna del Pd. Chi farà posto? Certamente qualcuno dei quattro "sopravvissuti" della Giunta precedente, ma viene an­che spontaneo chiedersi qual'é la posizione dell'asses­sore Giuseppe Putrone, vicino alle posizioni di Alfano. Quando venne nominato egli dovette dimettersi da consigliere comunale; se adesso dovesse pagare per i dissapori tra il ministro ed il sindaco resterebbe com­pletamente fuori. In questo caso tra Zambuto e la cor­rente Alfano sarebbe guerra aperta.
 
LA SICILIA
 
CONSUETO SCEMPIO DEL LITORALE AGRIGENTINO
Spiagge ridotte a enormi discariche, risultati inutili i controlli preventivi
Consueto, indegno spettacolo al risveglio dai bagordi ferragostani. La spiaggia di San Leone, ma anche tante altre da Licata a Sciacca ieri mattina erano in condizioni di immane degrado. Tutta colpa del popolo riversatosi da tutte le parti della provincia di Agrigento, ma anche da altre località, su un litorale ridotto prima a  tendopoli, accampamento post terremoto, favela e poi a discarica. I controlli chele forze dell'ordine dicono di avere effettuato - e pare che li abbiano effettuati davvero non han­no cambiato di una virgola l'andazzo di un vergognoso assalto all'arma bianca. Il lavoro solerte
di capitaneria di porto, polizia, carabinieri, guardia di finanza, vigili urbani, corpo forestale e altre associazioni di volontariato ha avuto la stessa forza di un bicchiere usato per svuotare il mare. Il mare dell'inciviltà che a Ferragosto trova il proprio sfogo. Ieri mattina, alla vista dello stupro alle spiagge appena consumato, i primi a intervenire sono stati gli esponenti di Legambiente. Claudia Casa del circolo Rabat ha dato sfogo così alla propria rabbia: «Ciò che ogni anno viene permesso a questi soggetti lungo tutto il litorale della nostra provincia, da Licata a Sciacca, non può che essere definito con una sola parola: vergogna. Già da venerdì scorso le spiagge hanno cominciato a  riempirsi di tende e gazebo, tavolini, sedie, barbecue e suppellettili nere. Una vera e propria "invasione barbarica" che - scrive Casa non ha risparmiato neanche tratti di spiaggia come quello della rinomata Scala dei Turchi: per rendersi conto della situazione venutasi a creare dopo una notte dì bagordi ieri matti­na non occorreva neanche guardarsi in giro, lo sguardo esterrefatto dei vi­sitatori giunti per ammirare la bian­ca scogliera a pic­co sul mare e co­stretti a schivare schifezze di ogni genere per giun­gere ai suoi piedi era più eloquente di ogni ispezione o commento. Ora - evidenzia l'ambientalista del capoluogo - poiché è chiaro che le ordinanze di divieto di campeggio, bivacco, accensione di fuochi in spiaggia vengono emesse dagli organi preposti solo per riempire alcuni fogli bianchi e mettersi in pace con la propria coscienza ma, di fatto, quasi nessuno muove un dito per evitare questi scem­pi, non sarebbe molto più coerente operare una sorta di "confinamento" dei barba­ri in aree a loro appositamente dedicate, facendo pagare anche un obolo che vada a costituire un fondo specifico per la pulizia straordinaria e per riparare eventuali danni arrecati all'ambiente? Lo chiediamo con forza, facendo violenza ai nostri valori che ci imporrebbero in­vero di avviare una raccolta-firme per mettere al bando queste vergognose usanze; ma poiché siamo realisti, in nome e per conto di tutti quelli che ogni anno devono subire questo affronto e poi - cornuti e mazziati - devono anche pagare di tasca pro­pria i costi del servizio di "bonifica" delle spiagge, invitiamo i nostri sindaci ad adot­tare provvedimenti concreti perché le regole del vivere civile non debbano sempre e comunque soccombere di fronte alla maleducazione dilagante». E c'è la netta sensazione che anche oggi, a distanza di 72 ore e più dalla notte della vergogna le spiagge siano ridotte ancora allo stato di tendopoli, con gente che continua a bivaccare come sfollata.
 
KOLYMBETRA
Sabato notte tra gli aranci
Sabato alle 20, al Giardino della Kolymbetra, avrà luogo la manifestazione "Notte tra gli aranci della Kolymbetra", organizzata dal Fai in collaborazione con il Comune e la Provincia, il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi e L'Associazione "Mille e Una ... Note". Il pubblico presente, dopo la visita guidata al giardino a partire dalle 18.00 ed assaporato i vini bianchi della Cantina Baglio del Cristo di Campobello insieme a cibi rustici locali, assisterà all'avvenimento musicale più atteso dell'estate agrigentina: il concerto "Voce di ... Stella" di Edda Dell'Orso, famosa vocalist di alcune colonne sonore di Ennio Morricone. La cantante, oramai lontana dalle scene sebbene richiestissima in tutta Europa, ha accolto l'invito per rendere un tributo alla bellezza della città di Agrigento, alla sua Valle ed in particolar modo al Giardino della Kolymbetra. Come ha dichiarato Ennio Morricone "Edda rappresenta qualcosa di unico perché dire semplicemente che canti sarebbe riduttivo: il suo modo di vocalizzare sfrutta la voce come un vero e proprio strumento musicale". Indimenticabili, infatti, alcune delle interpretazioni: C'era una volta in America, Giù la testa, Metti una sera a cena e molte altre melodie tra le più celebri della cinematografia italiana. Insieme alla rinomata cantante Dell'Orso, saranno protagonisti della serata anche i chitarristi Aldo Colecchia, Marco Mazzi e al pianoforte il maestro Giacomo Dell'Orso. La manifestazione, resa possibile grazie al contributo di "Pirelli", "Peugeot" e Banca Popolare del Mezzogiorno, prevede anche una "Cena Ferragostana".
 
SOLE 24 ORE
 
Ambiente. Con il decreto legislativo 128/2010 la riforma della valutazione strategica dei progetti
Parere motivato per la Vas
Senza il provvedimento non si potrà proseguire con l'opera
L'ESAME. L'assoggettamento scatta solo se con lo screening si accerta che il programma produce impatti significativi sul territorio
Il decreto legislativo n. 128/2010 (pubblicato sul sup­plemento ordinario 184 della «Gazzetta Ufficiale» 186) ha modificato in modo sostanzia­le la parte II del decreto legisla­tivo 152/2006 (Codice ambien­tale) relativa alla Vas (valuta­zione ambientale strategica) e alla Via, la valutazione di impat­to ambientale (si veda «Il Sole 24 Ore» del 13 agosto). Le prin­cipali novità in Materia di Vas riguardano l'assoggettamento, le modalità di invio e il parere motivato.
La procedura. La Vas è una procedura con­sultiva tesa a garantire che, nella fase di elaborazione di quei piani o programmi che possono avere effetti signifi­cativi sull'ambiente, le consi­derazioni su tali effetti entri­no nel processo decisionale per promuovere uno svilup­po sostenibile. Motore della Vas è la pubbli­ca amministrazione, nell'am­bito di iniziative proposte dal­la Pa stessa o da soggetti priva­ti. Alcuni piani e programmi sono obbligatoriamente sottoposti a Vas, altri invece sono sottoposti solo a una verifica preliminare di assoggettabili­tà (screening) per stabilire se possano avere impatti signifi­cativi sull'ambiente.
La valutazione ambientale strategica definisce anche il quadro di riferimento per le fu­ture valutazioni connesse ai progetti che attueranno il pia­no o il programma.
L'articolo 12, comma 6, del nuovo testo stabilisce che la Vas e la verifica di assoggetta­bilità a Vas per modifiche di piani e programmi, o ai loro strumenti attuativi già sotto­posti positivamente a Vas o a verifica, si limitano ai soli ef­fetti significativi sull'ambien­te che non siano stati già consi­derati dagli «strumenti norma­tivamente sovraordinati».
Lo screening. L'assoggettamento a Vas scatta solo se, dopo lo screening, l'au­torità competente accerta che il piano o il programma o la modi­fica produca impatti significati­vi sull'ambiente. L'autorità competente, in sede di verifica, deve tener conto del «diverso livello di sensibilità ambientale delle aree interessate» usando gli elementi del'allegato I, parte II, dereto legislativo 152/2006 relativi alle caratteristiche del piano o del programma; agli im­patti sull'ambiente e alle aree che possono essere interessate. Il rapporto preliminare, cioè il documento descrittivo del programma e degli effetti am­bientali derivanti dalla sua at­tuazione, va presentato solo su supporto informatico. La carta è richiesta solo in caso di parti­colari difficoltà tecniche.
Il coordinamento con la Via
Se l'autorizzazione di una singo­la opera comporta la variante a un atto di pianificazione e il pro­getto dell'opera è soggetto alla valutazione di impatto ambien­tale (o screening Via), la valuta­zione di impatto ambientale fa sì che la variante non sia sogget­ta a verifica di assoggettabilità a Vas. Si pensi, per esempio, a un impianto di gestione rifiuti, o di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili o di energia elettrica con potenza superiore a 300 Mw termici. Sono tutti ca­si in cui l'approvazione del progetto costituisce variante allo strumento urbanistico.
L'obbligatorietà
Nel nuovo Codice ambientale è stata introdotta la nozione di "parere motivato", inteso come il «provvedimento obbligato­rio con eventuali osservazioni e condizioni che conclude la fa­se di valutazione di Vas», emes­so dall'autorità competente in base all'istruttoria e agli esiti delle consultazioni. Laddove il parere non sia reso, l'autorità procedente non potrà adottare o(penal'annullabili­tà) il programma ma esperire solo i rimedi giurisdizionali pre­visti contro il silenzio della Pa. Il parere deve contenere una sintesi che illustra in che modo le considerazioni ambientali so­no state integrate nel piano o programma e come si è tenuto conto del rapporto ambientale e degli esiti delle consultazioni. Si devono aggiungere anche le ragioni per le quali, tra le alter­native individuate, è stato scel­to proprio quel piano o quelpro­gramma adottato.
Esclusioni dalla Vas
La previgente disciplina esclu­deva dalla Vas i piani e i pro­grammi destinati esclusivamente a scopi di difesa nazionale, connotati da particolare urgen­za o coperti dal segreto di stato. Ora l'articolo 6, comma 4 non fa più un riferimento generico al segreto distato, ma rinvia espli­citamente all'articolo 17 del de­creto legislativo 163/2006. Quindi, se è necessario adotta­re un piano per scopi di difesa nazionale che sia coperto da se­greto o la sua attuazione richie­da specifiche misure di sicu­rezza, l'amministrazione pro­cedente può adottare un prov­vedimento motivato con il qua­le, dichiarando la sussistenza di tali condizioni, escluda il piano da Vas.
 
Agrigentoflash.it
 
Provincia: prima riunione della nuova Giunta
Stasera Eugenio D'Orsi riunirà la nuova Giunta provinciale per un primo incontro nel corso del quale effettuerà una prima, provvisoria, distribuzione delle deleghe. Il nuovo esecutivo però non potrà deliberare: lo statuto dell'Ente infatti prevede che la Giunta sia composta da 12  elementi, per cui per rendere operativa la squadra si dovrà integrarla con i 4 assessori mancanti.  Alla Provincia gli altri 4 assessorati verrebbero ripartiti tra le forze che sostengono la maggioranza, ma a questo punto c'è anche il neocostituito gruppo consiliare del Patto per il Territorio che potrebbe rivendicare anch'esso un posto nella giunta. In una eventualità del genere tutto verrebbe rimesso in discussione. Tuttavia D'Orsi sembra poco propenso ad allontanarsi troppo o, peggio, ad entrare in rotta di  collisione con il ministro Alfano.
 

Agrigentooggi.it 

La Provincia paga 50mila euro all'Hotel della Valle
AGRIGENTO - Cinquantamila euro per alloggiare il cast dei promessi sposi all'hotel della Valle. Tanto ha speso l'Ente pubblico per  ospitare gli artisti e l'intero cast tecnico della rappresentazione teatrale "I Promessi sposi" per la regia di Pippo Flora e Michele Guardì.
La spesa è compresa nei novecentomila euro circa (869.788 per la precisione) che la Provincia regionale di Agrigento ha speso  nel mese di luglio per le attività istituzionali e di promozione del territorio. La spesa più consistente è stata di 704 mila euro da destinare al consorzio universitario di contrada Calcarelle, per l'80% del contributo annuale, esercizio finanziario 2009, sulla quota di partecipazione che ammonta ad oltre un milione di euro all'anno.

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