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Provincia di Agrigento
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Rassegna stampa del 18 agosto 2010

 

GIORNALE DI SICILIA
 
PROVINCIA. Il presidente ha ribadito che intende portare a dieci gli assessori del suo esecutivo
Prima riunione della giunta, D'Orsi «allargherà» l'esecutivo
Riunione serale della nuova Giunta provinciale di Agrigento. Il presidente Eugenio D'Orsi ha voluto organizzare un primo in­contro per effettuare una prima, provvisoria, distribuzione delle deleghe. Il nuovo esecutivo però non potrà deliberare: lo statuto dell'Ente infatti prevede che la Giunta sia composta da 12 ele­menti, per cui per rendere opera­tiva la squadra si dovrà integrarla con i 4 assessori mancanti. I casi sono due: o si cambia lo Statuto oppure sarà difficile per la giunta raggiungere il quorum per rende­re valide sedute e deliberazioni. Il presidente D'Orsi ha ribadito che intende portare a 10 gli asses­sori, per poter scongiurare una possibile empasse istituzionale. Un assessorato tocca all'Udc ed un altro, quasi sicuramente po­trebbe essere assegnato al neo co­stituito gruppo consiliare del Pat­to per il Territorio che potrebbe rivendicare un posto nella giun­ta. Quattro consiglieri provincia­li, tra cui Riccardo Gallo che è ri­sultato il più eletto alle provincia­li del 2008, potrebbero determi­nare un assessorato. Resta il no­do della presenza femminile in giunta. D'Orsi chiederà al presi­dente del Consiglio provinciale, Raimondo Buscemi ed al consi­glio provinciale tutto di inserire, oltre alla modifica che porta da 12 a 10 gli assessori dell'ente, an­che la quota rosa, cioè la parteci­pazione femminile in giunta, sta­bilita all'interno dello Statuto. At­tualmente questa ipotesi alla Pro­vincia non è prevista. Del resto basta guardare alla composizio­ne del consiglio provinciale, che è tutta al maschile, su 35 consi­glieri sono tutti maschi, per ac­corgersi che la politica, in provin­cia di Agrigento, non da spazio al­le donne. E a chi critica il presi­dente, che comunque ribadisce la sua volontà di inserire una don­na nell'esecutivo, D'Orsi rispon­de per le rime: "visto che in consi­glio provinciale sono tutti uomi­ni, perché qualcuno non si dimet­te per fare spazio alle donne pri­me dei non eletti"?
Il presidente, Raimondo Bu­scemi ha, intanto, convocato il Consiglio provinciale per il pros­simo 31 agosto alle 18. L'ordine del giorno prevede la discussio­ne di 16 punti, tra cui cinque in­terrogazioni. Si tratta dei quesiti proposti dal consigliere Carmelo Avarello sui: "Lavori di manuten­zione e ripristino della provincia­le 55 Campobello di Licata-Mili­ci-Spatafora"; dal consigliere Roberto Gallo sull'utilizzo dei fondi europei".
 
EX DC
Canicattì, è morto l'ex sindaco Carmelo Cannizzaro
 È morto all'età di 76 anni, l'avvocato Carmelo Sciascia Cannizzaro, ex sindaco di Canicattì nel 1979. Lascia la moglie Alice Bordonaro e due figli, Giuseppe e Dino. Funzionario del Banco di Sicilia, è stato segretario provinciale della Democrazia Cristiana nel 1974, consigliere comunale, componente della commissio­ne provinciale di controllo, con­sigliere provinciale con incari­chi di capogruppo e assessore, autore di numerose pubblicazio­ni l'ultima delle quali "Antoni­no Saetta, il primo magistrato giudicante assassinato dalla ma­fia" e presidente dell'Unitrè, università delle tre età. !funera­li si svolgeranno oggi pomerig­gio alle 17 nella chiesa Maria Au­siliatrice.

GIRGENTI ACQUE. Danneggiata una saracinesca
San Leone, denunciato sabotaggio
Tempi duri per Girgenti Ac­que. Dopo la minaccia di Class action dell'Adiconsum Agrigen­to, le proteste di alcuni albergato­ri e di cittadini che si stanno rivol­gendo alle vie legali per le maxi bollette non abbassate, ieri, l'am­ministratore delegato Giuseppe Giuffrida ha dichiarato che la so­cietà ha subito un sabotaggio agli impianti di pompaggio degli scarichi fognari a San Leone. In particolare è stata chiusa una sa­racinesca della condotta che dal­la zona del litorale delle Dune, nei pressi dell'ex stabilimento della Pubblica sicurezza che pompa gli scarichi fognari negli impianti degli ex Padri vocazio ni­sti. Secondo la ricostruzione fat­ta da Giuffrida, la chiusura della saracinesca avrebbe determinato la fuoriuscita ed il riversamen­to in mare degli scarichi fognari. Ad agire, per Girgenti Acque, sa­rebbe stato qualcuno che cono­sce bene il tipo di manovre da ef­fettuare. Intanto l'Adiconsum è sempre più vicina all'apertura di un'azione legale contro Girgenti Acque invitando i cittadini che si sentono lesi nei loro diritti, a prendere contatto con l'associa­zione. «È inconcepibile - dice il presi­dente Alfonso Scanio - che un servizio così vitale perla vita dell' uomo possa essere affidato ai pri­vati che sono arrivati al punto di privare davvero dell'acqua i citta­dini».
 
COMUNE. L'ingresso nella maggioranza a settembre. il sindaco lancia «Il Patto per il territorio»
Zambuto, nuovo rimpasto. In giunta ci sarà anche I'Udc
«Non mi sono però ravvicina­to al partito di Casini e dietro la nascita del nuovo movi­mento non c'è l'ex ministro Francesco D'Onofrio»
 Alfano e Zambuto divorzia­no? Poteva anche starci e così è sta­to. Ma in quanti erano disposti a scommettere sulla separazione tra il Guardasigilli e Piero Macedo­nio? Pochi, pochissimi. Forse nes­suno, visto la grande amicizia che li legava. Ed invece, in occasione del recente rimpasto alla Provin­cia, si è consumata la rottura. E guarda caso sono proprio loro due, Zambuto e Macedonio, con un altro ex fedelissimo del mini­stro, il consigliere provinciale Ric­cardo Gallo, i leader del nuovo mo­vimento, il «Patto per il territorio», che sta mettendo in subbuglio il mondo politico agrigentino che avrebbe addirittura sortito l'effet­to di fare riavvicinare il ministro Al­fano e l'assessore Di Mauro, che a Palermo magari litigano, ma che non possono permettersi di fare lo stesso ad Agrigento se non si vogliono perdere posizioni. Alla Pro­vincia infatti il «Patto per il territo­rio», nei giro di poche ore, è riusci­to a costituire un gruppo del quale fanno già parte quattro consiglie­ri: oltre a Gallo, c'è pure l'altro ex Alfaniano Rosario Marino, Giovan­ni D'Angelo (ex Udc), e Matteo Ruvolo (ex Mpa, che potrebbero di­ventare di più. Una «realtà» della quale dovrà tenere conto il presi­dente D'Orsi. La stessa cosa potrebbe avveni­re al Comune, dove a settembre, ecco la novità delle ultime ore, na­scerà lo «Zambuto quater» con l'in­gresso in giunta dell'Udc, a disca­pito della componente Alfano pre­sente ora con almeno quattro assessori. Ma ciò non significa, ripe­te Zambuto, che ci sia stato un mio riavvicinamento all'Udc.,Ed il sin­daco nega che dietro l'operazione «Patto per il territorio» ci sia l'ex ministro Francesco D'Onofrio. «Non c'è niente di vero. D'Onofrio non c'entra». «Il "Patto", spiega, nasce dalla delusione, dal senso di disagio che viviamo tantissimi am­ministratori locali alle prese ogni giorno con mille problemi nell'as­senza della classe politica romana». «Con il "Patto" aggiunge Ma­cedonio, vorremmo risvegliare le coscienze romane e palermitane perché il nostro territorio non è pascolo elettorale, ma necessita di grande attenzione perché se così non si farà siamo gli ultimi e reste­remo sempre gli ultimi».
 «Cosa è accaduto con il ministro Alfano? È la prima volta che ne parlo. Resta il grande dolore di una separazione che non ho voluto io. Perché io ave­vo un compagno, un punto di rife­rimento geniale ed intelligente..».
Ma si sta commovendo?
«Angelino per me era un fi­glio...».
 
CUPA. Ricerca nella sicurezza alimentare
Università, un centro nella zona montana
Un centro di ricerca in am­bito di sicurezza alimentare. È questo l'ambizioso progetto di Joseph Mifsud, il presidente del Consorzio universitario agri­gentino, che ha annunciato l'ar­rivo di una commissione euro­pea che dovrà valutare la possi­bilità di insediare in provincia di Agrigento una tale struttura. "Il nostro obiettivo è far capire che bisogna investire nella cul­tura, nei giovani, valorizzare la meritocrazia e puntare su mo­dernizzazione e internaziona­lizzazione dell'Università per uscire dalla crisi e assicurare fu­turo e sviluppo al territorio. An­che per questo stiamo lavoran­do su diverse aree dell'Agrigen­tino — ha detto Mifsud l'inten­to in questo caso è di collegarci coni comuni montani della pro­vincia. Si tratta di un progetto che si propone di insediare tra Bivona e Santo Stefano un cen­tro che effetti ricerche nell'area della sicurezza del cibo: si tratte­rebbe di un enorme passo avan­ti per il territorio, perché un tale centro non esiste nell'area me­diterranea e vorrei farlo li" ha spiegato, sottolineando come si tratti di un progetto già illu­strato e accolto con favore dai presidenti di Regione e Provin­cia regionale, Raffaele Lombar­do ed Eugenio D'Orsi. Il presi­dente del Cupa ha, quindi, anti­cipato che a settembre è previ­sta una importante visita della commissione europea che do­vrà valutare l'idoneità dei locali deputati ad ospitare il centro. 
 
LA SICILIA
 
Gli studenti: "Corsi innovativi e di qualità"
Gli studenti che frequentano o hanno terminato gli studi al Polo Universita­rio di Agrigento (Cupa), manifestano un grande entusiasmo per la loro l'e­sperienza universitaria. Nonostante la giovinezza del Polo, la struttura risul­ta idonea ed appagante per chiunque voglia intraprendere un serio e dinami­co percorso di crescita culturale e pro­fessionale. La scelta di frequentare l'Università agrigentina presenta numero­si vantaggi; dal punto di vista econo­mico permette ad un elevato numero di ragazzi dell'Agrigentino e dell'Hin­terland di azzerare o ridurre molti dei costi legati all'università: per esempio quando il Cupa non esisteva, i giovani dovevano trasferirsi in altre città e l'af­fitto di una casa, le telefonate e i viag­gi del rientro rappresentavano un im­pegno oneroso. La nuova struttura e gli ampi parcheggi, i servizi di qualità e il dialogo diretto con docenti garantiscono agli studenti di svolgere la loro car­riera universitaria in modo equilibrato e costruttivo. La studentessa Anna Errore sottolinea la grande disponibilità dei professori e la facilità di prendere appuntamenti per chiarimenti o spiegazioni: «Le classi sono formate da circa 20-30 ra­gazzi, il rapporto che si instaura con i docenti può soltanto essere buono e migliore rispetto ai Poli che dispongo­no di classi più numerose. Si contatta­no i professori con molta facilità, c'è una grande partecipazione. Le mie aspettative sul Polo sono state ampia­mente soddisfatte; non posso dire nul­la di negativo e posso affermare con si­curezza che mi sono trovata benissi­mo». Giuseppe Vullo, giovane laureato in Ingegneria gestionale, racconta: «Ho scelto il Polo perché mi consentiva di frequentare le lezioni ed essere vicino a casa. Sebbene l'università è ancora giovane, si evolve velocemente. Venivano organizzati convegni e semi che illustravano l'interessante rapporto tra università e mondo del lavoro. Ho anche vinto una borsa di studio ch permetterà di fare un'esperienza utile, uno stage che penso durerà mese, che mi permetterà di trasportare in Sicilia, ma soprattutto nel territorio agrigentino, le conoscenze e la mentalità estera che apprenderò. Grazie all'università posso vivere questa grande esperienza formativa. Dal punto di vista didattico mi sento molto preparato è stata una bella esperienza, per questo ho consigliato ad altri di iscriversi al Polo di Agrigento». 

Se ne va il politico intellettuale
Lutto. Morto ieri l'ex sindaco Carmelo Sciascia Cannizzaro, una vita in prima linea
Si è spento ieri mattina a 76 anni a Cani­cattì, l'ex sindaco ed ex assessore comu­nale Carmelo Sciascia Cannizzaro. Espo­nente politico più volte consigliere pro­vinciale sempre con il vecchio scudo del­la Democrazia Cristiana. Funzionario di banca, di Sciascia Can­nizzaro resterà nella memoria - come de­siderava - l'impegno culturale. Ha pro­mosso infatti negli anni diverse iniziative culturali e sociali. Fino all'ultimo è stato Presidente del­l'Università della Terza Età di Canicattì, palestra per tanti canicattinesi di lettura e conoscenza parlando - come ha fatto ‑ di cultura, di arte, di libri e scrittori, di quadri, di personaggi e di storia. Ha scrit­to su giornali e riviste e ha pubblicato di- versi volumi, fra cui: "Padre Angelo Bruc­culeri da Canicattì", nel 1997, una bio­grafia del sociologo e studioso gesuita che per quarant'anni ha scritto nel "La Ci­viltà Cattolica". Nel 1999 "Antonino Sciascia tra i gran­di della scienza", che ripercorre la vicen­da umana e intellettuale dello scienziato scopritore della Fototerapia, per la quale ad altri venne assegnato il premio Nobel; "Il Risorgimento di Macaluso", nel 2005, la testimonianza di un patriota dell'U­nità d'Italia e dei diritti umani ed ecclesia­li; "Sulle orme della storia", nel 2006, una raccolta di saggi che spazia su vari aspet­ti delle vicende umane. E poi quel suo vo­lume con cui ha girato le scuole di mezz'I­talia, "Antonino Saetta, il primo magi- strato giudicante assassinato dalla mafia", edito dalle Paoline. Un intellettuale che si è distaccato dal­la politica per dedicarsi ai libri, alla storia. Soprattutto quella della sua città che ha amato fino all'ultimo. E ieri mattina a rendere omaggio alla salma di Carmelo Sciascia Cannizzaro, che negli ultimi mesi aveva lottato contro una brutta malattia che alla fine non gli ha lasciato scampo, il sindaco Vincenzo Corbo.«Era un intellettuale che molto ha dato alla nostra città dal punto di vista po­litico e culturale». I funerali di Carmelo Sciascia Cannizzaro si svolgeranno oggi alle 17 a Canicattì, nella chiesa Maria Au­siliatrice.

NOVITA' SUL RADDOPPIO DELLA STRADA STATALE 640, SOPRATTUTTO SUL TRATTO CHIUSO DA MESI, CAUSA DI UNA LUNGA DEVIAZIONE
Transitabile a settembre il viadotto realizzato in contrada Petrusa
I lavori sono fermi per la pausa ferrago­stana, ma sul raddoppio del primo trat­to della strada statale 640 sono in arrivo le prime buone notizie. Nonostante il ri­tardo generale accumulato in questi ul­timi mesi,  entro la fine di settembre c'è la concre­ta possibilità che possa essere aperto al traffico veicolare il primo viadotto nato dai giganteschi cantieri sorti un paio d'anni fa tra Porto Empedocle e Grottarossa. Si tratta del viadotto in contrada Petrusa, quello che sorgerà dove c'era il tratto di strada dal quale si transitava passando poi da contrada Gasena, dove c'era il campo nomadi, dal luogo in cui venne ucciso il giudice Rosario Livatino, proseguendo poi per il rimanente trac­ciato. Per consentire la creazione di que­sta grande infrastruttura organica al rad­doppio, l'Anas, la Cmc Ravennate e tutte le ditte impegnate sul campo hanno do­vuto per forza chiudere il transito nella zona, facendo scattare la maxi deviazio­ne che da almeno un anno costringe tut­ti a dirottare il proprio percorso verso la zona che costeggia l'ospedale San Gio­vanni di Dio. Un calvario caratterizzato dall'allunga­mento dei tempi di percorrenza e dallo squallido stato in cui versa il manto stra­dale, nei pressi di contrada San Benedet­to, prima del reinserimento sulla ss 640.
Da settembre questo strazio per tutti gli utenti della strada dovrebbe finire. Il primo viadotto della «nuova era» verrà aperto perché sono già in fase di comple­tamento le zone della struttura adibite a strada. Ovvero, le possenti traverse in acciaio sono state posizionate da tempo e pare che sia stata già sistemata la prima «soletta», propedeutica al completamen­to dell'opera. La strada, da indiscrezioni, pare potesse essere riaperta al transito già da alcune settimane, per agevolare un presunto aumento della viabilità nella zona, in concomitanza con le vacanze estive. Ma visto che, dai dati in circolazio­ne, pare che l'aumento non ci sia stato, ecco che la riapertura della strada è sta­ta fatta slittare al prossimo mese. Da sot­tolineare come non sia da escludere la coincidenza con il ventesimo anniversa­rio dell'uccisione del giudice Rosario Li­vatino, il 21 settembre. La stele che ricorda quel drammatico giorno di fine estate si erge proprio nel­la zona off limit da mesi, e prossima a es­sere riaperta. Ripristinare la normalità in questa zona, dando ottimismo per il pro­sieguo dei lavori potrebbe essere un'oc­casione altamente simbolica.

Sabotata la condotta fognaria
SAN LEONE. Il patron di Girgenti acque, Giuffrida, denuncia la chiusura della saracinesca che porta i liquami ai «pennelli»
Girgenti Acque grida al sabotaggio I qual­cuno, nella prima mattinata di lunedì scorso 16 agosto, ha chiuso la saracine­sca che immette i liquami ai pennelli a mare, nelle adiacenze dei Padri Voca­zionisti, ed ha rischiato di far andare in tilt l'intero sistema fognante di San Leo­ne.
«Per fortuna il nostro personale si é ac­corto in tempo del fatto che qualcosa non andava per il verso giusto - spiega l'amministratore delegato della società Giuseppe Giuffrida che ieri mattina ha subito convocato una conferenza stam­pa - altrimenti il danno sarebbe stato incalcolabile».
- Cosa avrebbe potuto succedere?
Poteva scoppiare qualche tratto della rete fognante o potevano saltare tutte le pompe. Insomma l'intero sistema di smaltimento dei reflui della borgata ma­rinara non avrebbe più funzionato. Avremmo avuto i liquami a mare ed al­tri grossi problemi nella zona di via del­le Viole».
- Chi può aver fatto una cosa del gene­re?
«Sicuramente qualcuno che conosce bene il sistema fognario di San Leone, qualcuno che sapeva dove colpire e co­me farlo. Ha scelto anche il momento migliore: l'indomani di Ferragosto diffi­cilmente avremmo potuto intervenire con efficacia per ripristinare la situazio­ne di normalità, anche perda difficoltà di reperire eventuali pezzi di ricambio. In­somma hanno tentato di colpirci in mo­do subdolo».
- Ma perché?
«E' evidente che stiamo dando fastidio a qualcuno. Stiamo migliorando il servi­zio: i turni sono notevolmente accorcia­ti, alcune zone hanno l'acqua ogni gior­no, altre a giorni alterni o ogni tre giorni. Non é che siamo soddisfatti, ma - rispet­to ai turni di due anni addietro - é il se­gnale che stiamo migliorando; l'obbiet­tivo é di garantire il servizio di distribu­zione ogni giorno per 24 ore e ci po­tremmo riuscire già adesso se non ci fossero tutte queste vasche di accumulo sul territorio cittadino. Inoltre stiamo imponendo a tutti il rispetto delle rego­le. Ogni nostro atto é posto in essere nel­la piena osservanza delle leggi che rego­lano la materia. Tutto questo non può che arrecare fastidi in certi ambienti, a fronte della diffusa deregolamentazione che fino a qualche anno addietro ha im­perato da queste parti».
- Ma come ha fatto?
«Approfittando del buio della notte ha rimosso il chiusino, si é infilato nel pozzetto ed ha chiuso la saracinesca».
- Avete denunciato il fatto? «Certamente! abbiamo segnalato l'ac­caduto ai carabinieri i quali hanno già fatto un sopralluogo con l'assistenza del nostro personale tecnico. Quanto é acca­duto é gravissimo e fa pensare ad un di­segno ben preciso per colpire Girgenti Acque che sarebbe stata additata come responsabile della sporcizia del litorale se questo gesti criminoso fosse andato a buon fine per il misterioso autore».
- Adesso prenderete delle precauzioni per il futuro?
«Non é che si possa fare tanto, special­mente nei pozzetti ubicati sotto la sede stradale. L'unica via praticabile potrebbe essere quella dell'installazione di alcuni sistemi di allarme e di una maggiore vi­gilanza. Ma attenzione, tutto questo avrà un costo e finirà per gravare sulla bollet­ta!»
 
VIALE DELLE TERME
Girasole segnala sporcizia
Sporcizia sotto il viale delle terme. 11 problema si presenta con cadenza stagionale e occorrono purtroppo mille segnalazioni per intervenire con un'opera di bonifica. Purtroppo, l'immagine di un lungomare sporco coincide con il periodo estivo, quando in città ci sono parecchi visitatori. A segnalare la necessità di effettuare interventi di pulizia e bonifica puntuali e programmati, è il consigliere provinciale del Partito Democratico Stefano Girasole, che nella sua qualità di ex amministratore comunale alla sanità ed all'ambiente, ritiene che non si eseguano
interventi adeguati per la pulizia della città. Girasole aggiunge che, sempre alle terme, occorre effettuare pulizia e potatura del verde, ed in particolare degli alberi che sorgono nel parco e di quelli che sono sul lungomare. «Il Comune - conclude il consigliere provinciale del Pd -dovrebbe diffidare la Terme di Sciacca spa ad eseguire
urgentemente i lavori al fine di rispettare il decoro e l'immagine della città». Il parco termale solo alcuni mesi fa era stato ripulito dai giardinieri comunali ma oggi necessita di un ulteriore intervento di pulizia da erbacce e sterpaglie di ogni genere.
 
"La formazione del futuro è qui"
CUPA. Il presidente Joseph Mifsud illustra le numerose iniziative finalizzate a fare un ulteriore salto di qualità
Il Polo Universitario della provincia di Agrigento si pone come una strut­tura all'avanguardia ai fini dello svi­luppo e della crescita professionale dei suoi studenti: un luogo dove si mescolano cultura, professionalità e voglia di progresso. Una vasta offer­ta formativa gravita attorno allo stu­dente: i docenti di alto profilo garan­tiscono un'esperienza didattica di elevata qualità consentendo ai giova­ni di porre le basi per un futuro bril­lante, il presupposto fondamentale per lo sviluppo del territorio. Un grande assortimento di servizi, la­boratori, aule studio, una ben forni­ta biblioteca, master e corsi di ap­profondimento arricchiscono i corsi di laurea in Architettura, Giurispru­denza, Ingegneria, Lettere e Filoso­fia, Scienze della formazione. Atti­vità, disponibilità e partecipazione al servizio degli studenti per sostene­re la loro carriera universitaria. Un polo giovane che avanza a grandi passi; il presidente del Consorzio universitario, Joseph Mifsud, punta all'internazionalizzazione del terri­torio, e i giovani universitari rappre­sentano il trampolino di lancio per un progetto di crescita culturale che li vede protagonisti di un più ampio disegno di sviluppo e di progresso. «Abbiamo incrementato l'insegna­mento delle lingue - dice Mifsud - con i corsi di inglese e arabo; il Summer University 2010 inizierà il 30 agosto e prevede di ospitare 55 ra­gazzi dell'estero che verranno ad Agrigento per un'esperienza uni­versitaria che abbraccia la lingua, la cultura e il modo di vivere siciliano».
Grandi iniziative in cantiere ed im­portanti progetti in corso, il dott. Mi­sfud illustra la situazione: «Abbiamo partecipato alla Nafsa, Convenzione delle Università americane. E' la pri­ma volta che un Polo universitario partecipa a questo tipo di attività. Sempre con la Nafsa stiamo cercando di organizzare un programma che coinvolge gruppi di studenti ameri­cani che sperimenteranno l'esperien­za universitaria in Sicilia. Ad ottobre degli studenti giapponesi verranno ospitati dal nostro Polo. Il progetto di internazionalizzazione agirà su due livelli: ospiteremo altre nazionalità e ,manderemo alcuni dei nostri universitari all'estero, infatti con Confi­di e le borse di studio a breve degli studenti partiranno per espletare questa esperienza che si aggiungerà al bagaglio accademico e di cono­scenze che hanno conseguito con la laurea».
Il presidente Mifsud, sottolineando che i corsi del Polo sono stati potenziati (corsi bipolari: in inglese e in italiano) e già inseriti sia quello di Progettazione internazionale che quello incentrato su Turismo e cultu­ra, continua «apriremo due strutture: l'auditorium e la sede dell'ospitalità per gli studenti che verranno dall'e­stero e dalla provincia di Agrigento. Questa sede si pone come una struttura alberghiera, allocata in via Ate­neo (ex ospedale), e può dare allog­gio a 45 ragazzi. Can la regione sono riuscito ad ottenere un finanziamen­to molto importante per installare dei pannelli audiovisivi da collocare in tutte le aule per organizzare le video­conferenze e permettere agli studen­ti di stabilire un contatto con profes­sori di tutto il mondo che daranno lezioni in diretta».
L'Università di Agrigento sta cam­biando grazie alle iniziative e ai pro­getti proposti dal presidente Mifsud: con la presenza di studenti stranieri e con le esperienze estere degli uni­versitari agrigentini si assisterà ad una generale evoluzione che cam­bierà il modo di concepire l'univer­sità.
«Ho firmato un accordo con il Con­sorzio turistico Valle dei Templi per collegare turismo, cultura e univer­sità ed aprire il mondo agrigentino a nuove idee. La mia visione è quella di un'università che non sia un par­cheggio di disoccupati, ma una strut­tura di nicchia e di qualità: servizi, laboratori, programmi nuovi di un certo rilievo. Immettere qualunque cosa significherebbe dare origine ad una minestra poco digeribile. Pre­pariamo i ragazzi aggiungendo alla normale formazione accademica, l'e­sperienza estera: un soprappiù indi­spensabile per la crescita professio­nale e del territorio. Un piano strate­gico molto importante che punti sui giovani studenti e sui ricercatori: un'Università che dia un contributo reale dando origine a mestieri nuovi ed innovativi».

Agrigentonotizie.it
 
Consiglio provinciale, prossima seduta il 31 agosto 
 Il presidente del Consiglio provinciale Raimondo Buscemi ha convocato la prossima seduta per il prossimo 31 agosto alle 18. L'ordine del giorno prevede la discussione di 16 punti, tra cui cinque interrogazioni. Da discutere anche le relazioni semestrali del 2009 (primo e secondo semestre) del presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, il regolamento per le adunanze e il funzionamento del consiglio provinciale e delle commissioni consiliari e la modifica del regolamento per l'assegnazione di fondi agli istituti di istruzione secondaria di pertinenza provinciale, la mozione del consigliere Gioacchino Zarbo sulla strada di collegamento con la strada statale 640 e prolungamento via Portella di mare - Favara. Prevista anche la discussione della modifica del regolamento per la disciplina delle concessioni ed autorizzazioni e per l'applicazione del canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche (Cosap). Cinque invece i riconoscimenti di debiti fuori bilancio da approvare a seguito di sentenze della magistratura. 

Finanziata la "Rietina". Seimila euro dalla Provincia   
Il consigliere provinciale Giovanni D'Angelo, che di recente ha aderito al neo costituito gruppo "Patto per il territorio", esprime grande soddisfazione per il contributo di seimila euro concesso dalla Provincia per lo svolgimento della manifestazione della "Rietina" che si terrà a Campobello di Licata il prossimo 23 agosto. Il contributo è stato concesso dal presidente D'Orsi, su iniziativa dello stesso consigliere D'Angelo, alle associazioni campobellesi "La Rietina" e "Il carretto siciliano".
"Ringrazio a nome della comunità di Campobello di Licata il presidente D'Orsi - dice Giovanni D'Angelo - per la sensibilità dimostrata a sostegno di una festa molto sentita e che attira numerosi visitatori. Dal canto mio, mi impegno affinchè la 'Rietina' venga inserita in futuro nel calendario delle manifestazioni di interesse culturale patrocinate dalla Provincia regionale di Agrigento". 

Agrigentoweb.it
 
Consiglio Provinciale: nuova convocazione per il 31 agosto.
Il Presidente del Consiglio Raimondo Buscemi ha convocato il Consiglio Provinciale per il prossimo 31 agosto alle ore 18:00. L'ordine del giorno prevede la discussione di 16 punti, tra cui cinque interrogazioni, e precisamente: "Lavori di manutenzione e ripristino della S.P. n. 55 Campobello di Licata-Milici-Spatafora" , del cons. Carmelo Avarello (Sinistra); "Utilizzo fondi europei", del cons. Roberto Gallo (La Destra); "Rigassificatore di P. Empedocle ed eventuale costituzione in giudizio della Provincia", dei consiglieri Carmelo Avarello e Nino Spoto (RC); "Presunte dichiarazioni del Presidente", del cons. Orazio Guarraci (PdL-Sicilia); e "Rigassificatore e dintorni" del cons. Roberto Gallo. Da discutere anche le relazioni semestrali del 2009 (I e II semestre) del Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, il regolamento per le adunanze e il funzionamento del consiglio provinciale e delle commissioni consiliari e la modifica del regolamento per l'assegnazione di fondi agli istituti di istruzione secondaria di pertinenza provinciale, la mozione del cons. Gioacchino Zarbo sulla strada di collegamento con la SS 640 e prolungamento via Portella di mare - Favara. Prevista anche la discussione della modifica del regolamento per la disciplina delle concessioni ed autorizzazioni e per l'applicazione del canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP). Cinque invece i riconoscimenti di debiti fuori bilancio da approvare a seguito di sentenze della magistratura. 

Sicilia24h.it 

Consiglio Provinciale: nuova convocazione per il 31 agosto
Il Presidente del Consiglio Raimondo Buscemi ha convocato il Consiglio Provinciale per il prossimo 31 agosto alle ore 18:00. L'ordine del giorno prevede la discussione di 16 punti, tra cui cinque interrogazioni, e precisamente: "Lavori di manutenzione e ripristino della S.P. n. 55 Campobello di Licata-Milici-Spatafora" , del cons. Carmelo Avarello (Sinistra); "Utilizzo fondi europei", del cons. Roberto Gallo (La Destra); "Rigassificatore di P. Empedocle ed eventuale costituzione in giudizio della Provincia", dei consiglieri Carmelo Avarello e Nino Spoto (RC);  "Presunte dichiarazioni del Presidente", del cons. Orazio Guarraci (PdL-Sicilia); e "Rigassificatore e dintorni" del cons. Roberto Gallo. Da discutere anche le relazioni semestrali del 2009 (I e II semestre) del Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, il regolamento per le adunanze e il funzionamento del consiglio provinciale e delle commissioni consiliari e la modifica del regolamento per l'assegnazione di fondi agli istituti di istruzione secondaria di pertinenza provinciale, la mozione del cons. Gioacchino Zarbo sulla strada di collegamento con la SS 640 e prolungamento via Portella di mare - Favara. Prevista anche la discussione della modifica del regolamento per la disciplina delle concessioni ed autorizzazioni e per l'applicazione del canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP). Cinque invece i riconoscimenti di debiti fuori bilancio da approvare a seguito di sentenze della magistratura.
 
Provincia: contributo manifestazione "Rietina", la soddisfazione di D'Angelo
Il consigliere provinciale Giovanni D'Angelo, che di recente ha aderito al neo costituito gruppo "Patto per il Territorio", esprime grande soddisfazione per il contributo di 6.000 euro concesso dalla Provincia per lo svolgimento della manifestazione della "Rietina" che si terrà a Campobello di Licata il prossimo 23 agosto. Il contributo è stato concesso dal Presidente D'Orsi, su iniziativa dello stesso consigliere D'Angelo, alle associazioni campobellesi "La Rietina" e "Il carretto siciliano". "Ringrazio a nome della comunità di Campobello di Licata - dice Giovanni D'Angelo - il Presidente D'Orsi per la sensibilità dimostrata a sostegno di una festa molto sentita e che attira numerosi visitatori. Dal canto mio, mi impegno affinchè la Rietina venga inserita in futuro nel calendario delle manifestazioni di interesse culturale patrocinate dalla Provincia Regionale di Agrigento". 

Agrigentoinformazioni.it
 
PARLA PER LA PRIMA VOLTA DOPO LA ROTTURA CON IL GUARDASIGILLI L'EX ASSESSORE PROVINCIALE
INTERVISTA ESCLUSIVA A PIERO MACEDONIO DOPO IL DIVORZIO CON IL MINISTRO ALFANO: "ANGELINO PER ME ERA UN FIGLIO"
di Gerlando Gandolfo
Che il Ministro Angelino Alfano ed il sindaco Marco Zambuto potessero un giorno dirsi addio, in tanti lo avevano previsto. Ed alla fine così è stato. Senza rimpianti. Come è pure avvenuto con il consigliere provinciale Riccardo Gallo. Ma alzi la mano chi aveva solo immaginato che un giorno potesse invece finire tutto tra il Guardasigilli e Piero Macedonio, da poco assessore non riconfermato alla Provincia.  Ed invece è proprio finita. Possibile? Non è vero. No, è la verità.
Ma vogliamo sentirlo direttamente da lui cosa è avvenuto, come possa essere finita un amicizia iniziata quando Angelino Alfano, poco più che ventenne aveva deciso che la politica era la strada che intendeva percorrere sino in fondo. Ed aveva pensato che Macedonio potesse seguirlo in questo percorso. Macedonio non è che sia molto propenso a raccontare cosa è avvenuto. Ma gli hanno attribuito frasi e dichiarazioni che lui dice di non avere mai rilasciato. Commenti pesanti nei confronti del ministro Alfano. Niente di niente. Ma ha dato vita con il sindaco Marco Zambuto e Riccardo Gallo al movimento il "Patto per il territorio"
"E' la prima volta, dice Macedonio, che parlo di questa vicenda ed il bello è che qualcuno, mi riferisco ad Ivan Paci, sulla base di non so quali mie dichiarazioni, ripeto mai fatte, se me esce con giudizi che sinceramente non mi aspettavo da lui, visto che sino poco tempo fa andava dicendo che un ottimo assessore, il migliore e tante altre belle cose... ma lasciamo perdere ....è meglio..." .
...ok assessore, lasciano perdere Ivan Paci, l'ho chiamata per sapere se è vero che è proprio tutto finito con il ministro Alfano... io ancora non ci credo...
"Deve crederci. E' stata una separazione molto dolorosa, non voluta da me...".
...che significa non voluta da me?
" ...che a troncarla è stato il ministro".
In occasione del rimpasto nessuno ha chiamato Macedonio per riferirgli che non sarebbe stato più riconfermato alla Provincia. E non era stato nemmeno cercato quando il ministro ha dovuto riunire di tutta fretta, per richiamare all'ordine il gruppo alla Provincia che se ne era uscito con un documento che prendeva le distanze da chi aveva già comunicato al presidente D'Orsi gli assessori da inserire in giunta per il rimpasto. Ma può esserci stato qualcuno che ha avvelenato il suo rapporto con il Ministro? C'è qualcuno, mosso magari da invidie e gelosie, che può avere lavorato dietro le quinte per minare quell'amicizia che sembrava indissolubile? L'ex assessore sembra che i nomi ce li abbia belli e pronti sulla punta della lingua.
Allora assessore...
"...allora le dico che politicamente annovero quanto accaduto tra le esperienze che appunto in politica si possono fare, umanamente, però ripeto, è stata ed è dolorosa. Dolorosa perché Alfano per me era....
La voce d'improvviso s'abbassa, Macedonio si blocca...Assessore si sta commovendo...
"....Angelino per me era come un figlio...".
Può bastare, per il momento 
 
Lavalledeitempli.com
 
Ausilia Eccelso (IdV): D'Orsi sul rigassificatore? Un frullato d'opinioni! "Patto per il territorio"? Ennesimo minestrone di belle parole e vecchi volti
Di Gian J. Morici
Intervista ad Ausilia Eccelso, vice coordinatrice di Italia dei Valori per il collegio provinciale di Agrigento.
Una strana estate quella che sta per finire. Fermenti politici, caratterizzati da scontri sporchi fatti da dossier e operazioni di killeraggio, ma anche di incongruenze che disorientano l'elettorato. Tra queste, una per tutte, quella del presidente D'Orsi in merito la vicenda del rigassificatore...
Chiamare incongruenze quel frullato di opinioni espresse nel tempo dal presidente della Provincia, mi pare una delicatezza eccessiva. Se è pur vero che viviamo nella terra di Luigi Pirandello, è anche vero che c'è un limite per ogni cosa. Basti pensare alle recenti posizioni del consigliere Orazio Guarraci, che pur restando sostanzialmente favorevole al rigassificatore, chiede chiarimenti su quanto accaduto e vorrebbe che il Consiglio potesse esprimersi in merito alla necessità della Provincia di costituirsi ad ottobre dinanzi al TAR...
Lei fa riferimento a quando D'Orsi si dichiarò contrario alla realizzazione dell'opera industriale, salvo poi, a 48h dall'udienza, revocare il mandato al legale. Ma delle affermazioni di D'Orsi contro l'impianto, oltre peraltro a quanto apparso sui giornali, ha contezza diretta?
Durante gli incontri tenuti da D'Orsi con rappresentanti del comitato "no rigassificatore", il presidente ha espresso chiaramente quello che era "in quel momento" il suo pensiero. Certo un Presidente della Provincia che vuol essere autorevole non vorrà assolutamente minare questa sua credibilità smentendo quelle dichiarazioni... dichiarazioni rilasciate, tra l'altro, in presenza di molti testimoni e riportate dalla stampa.
Questo non significa comunque che una persona non possa cambiare parere...
Certamente. Solo gli stupidi non cambiano idea. Ma come spiegare che tutto ciò avviene solo nelle ore immediatamente precedenti all'udienza dinanzi al TAR? Come spiegare l'inenarrabile serie di assurdità dichiarate successivamente dal presidente, per giustificare il proprio operato? Che qualcosa non va, lo vedrebbe anche un cieco.
Come spiega allora il silenzio da parte della politica ed in particolar modo da parte di quanti avevano già preso posizione, arrivando finanche a costituirsi dinanzi al TAR?
Come ho già detto, questa è la terra di Pirandello. Da un lato D'Orsi che cambia idea e spiana la strada al rigassificatore, rimuovendo l'ostacolo "Provincia", dall'altro, il consigliere Guarraci da sempre favorevole all'impianto, che interroga il presidente, chiedendo che venga fatta chiarezza e siano rispettate le leggi vigenti in materia. Nel mezzo il Comune di Agrigento.
Un silenzio allucinante quello dell'ente che è maggiormente coinvolto.
Mentre dall'altro fronte, anche i più convinti "rigassificatoristi" s'interrogano sulle ragioni che hanno spinto D'Orsi a revocare il mandato al legale, chi sosteneva il fronte del "no" tace. Inspiegabilmente. Ma la cosa non può meravigliarci... Ricordiamo ancora il governatore Lombardo che "sentenzia" sui rigassificatori definendoli: "polvere da sparo pronta ad esplodere". Come vede non siamo andati lontano... Ebbene, preso il posto che fu di Cuffaro, la polvere da sparo si è trasformata d'improvviso in manna dal cielo... Quando un politico come Guarraci, che si era schierato apertamente in favore dell'impianto, comincia a dubitare della legittimità dell'operato di D'Orsi, i dubbi dovrebbero assalire tutti. O, quantomeno, dovrebbero assalire quella parte sana della società di cui ad Agrigento sembra sentirsi parecchio la mancanza. In questo contesto, l'assordante silenzio del Comune di Agrigento risulta veramente inspiegabile. Tranne che, come avvenuto per Guarraci, il sindaco Zambuto non stia aspettando che anche Firetto o magari la società Nuove Energie chieda al TAR o alla Procura di accertare la legittimità e liceità dell'iter autorizzativo e delle relative concessioni accordate. Per nulla Pirandello nacque qui? Mi auguro di sbagliarmi e spero che a breve, magari dopo le meritate vacanze, il sindaco Zambuto riprenda il tema rigassificatore e non butti alle ortiche quanto di buono era stato fino ad oggi fatto decidendo finalmente di far sentire la propria voce in merito. Noi, come Italia dei Valori, i primi a fare una interrogazione parlamentare in materia (come anche per quanto le trivellazioni di fronte Sciacca e Menfi) e ad essere in prima linea dal primo momento, attendiamo fiduciosi di poter riavere accanto a noi il Comune di Agrigento in questa importante battaglia innanzitutto di legalità, come ogni giorno appare evidente, e poi di civiltà e democrazia visto che sono stati e continuano ad essere schiacciati ed ignorati anche i più elementari diritti dei cittadini.
Cosa ne pensa del diniego da parte di D'Orsi a far esprimere il Consiglio provinciale?
Questi atteggiamenti fanno parte di quello che è l'uomo D'Orsi, il quale evidentemente - come affermato nell'interrogazione del consigliere Guarraci ndr - "non ha ancora compreso di non trovarsi a casa sua e che i soldi che amministra appartengono ai cittadini". La prima cosa da chiedere a D'Orsi, sarebbe: se dell'indirizzo politico del Consiglio provinciale non tiene conto, vuol spiegarci perché ha lasciato che si spendessero inutilmente i soldi di quella ormai famosa seduta dello scorso ottobre? E perché, vista l'inutilità dell'organismo, non si mandano tutti a casa, risparmiando così i soldi dei cittadini? Io ho sempre creduto nei valori della democrazia e mi spiace vedere come quegli stessi consiglieri che nel corso di quella seduta, anche con un atto di coraggio contro i loro stessi vertici e le direttive di partito (e anche contro qualcuno che li tirava dalla giacca per farli risedere al momento del voto) ribadirono un secco "no al rigassificatore", consentano oggi a un uomo di calpestare la loro dignità politica, delegittimandoli totalmente.
Patto per il territorio. Una storia che mi ricorda il "Premio Cinquemani-Arcuri", quando il direttivo della neonata Associazione composto dal prof. Antonio Palazzo nipote del notaio Cinquemani Arcuri, dall'avv. Marco Zambuto, dal dott. Pino Miccichè consigliere comunale agrigentino, dall'avv. Giovanni Vaccaro, dal prof. Giuseppe Palazzolo e dall'avv. Luigi Troja, decise di premiare come migliori politici dell'anno alcuni suoi iscritti (l'avv Marco Zambuto e l'avv.Luigi Troja), oltre all'onorevole Michele Cimino, vice presidente della Regione e Benedetto Adragna, senatore questore. Una classe politica che quasi nulla ha fatto, a tal punto da farci sorgere il dubbio che non siano ancora in carica o a dover chiedere loro notizie a "Chi l'ha visto?". Agrigento gode di sindaci, assessori, consiglieri, che rappresentano il giusto corollario della vacuità dei leader di una classe politica che rischia di passare agli annali della storia per la sua incapacità. "Patto per il territorio", rientra nella logica del premio di cui sopra?
Magari. Mentre lì eravamo all'autoincensazione, questa storia è ben diversa. Un progetto politico proposto da chi a livello nazionale vorrebbe l'abolizione delle Province, qui d'improvviso tende a trasformarsi in una coalizione di comuni, politici, società civile e chissà, a parole, quanto altro, avendo come fine ultimo il bene comune.
L'interesse per la collettività sinceramente non credo si possa raggiungere meglio creando un nuovo calderone, se semplicemente usassimo meglio quelli che abbiamo a disposizione invece (già, a mio parere, fin troppo numerosi), forse eviteremmo la creazione di nuove "fonti" di clientelismo per prendere in giro e schiavizzare la gente Piuttosto penso che in realtà ci ritroviamo dinanzi all'ennesimo minestrone di belle parole e vecchi volti di una politica i cui segni portiamo ancora addosso. Un conto è l'autopremiarsi, cosa abbastanza comune in questi tempi dove parlare di spessore e dignità politica è più difficile che stabilire il sesso degli angeli, altro è un nuovo progetto politico, che affonda le proprie radici nella vecchia torba democristiana. Per capire cosa e chi c'è dietro un tale progetto, basta guardare gli uomini che compongono la squadra e non limitandosi certo alla facciata apparente, che di nuovo ha comunque ben poco. Vogliamo rispolverare lo slogan "al di sopra dei partiti" o magari utilizziamo un bel "super partes"? Certo, ci vuole una bella immaginazione... Mi posso solo augurare che gli agrigentini non vogliano credere all'ennesimo slogan o ai soliti, vecchi e riciclati bei paroloni...
E il Partito Democratico?
Quale Pd? Ad Agrigento pare ce ne siano almeno un paio di Pd. Uno che sta in Giunta e l'altro che è fuori, o almeno è quello che ci viene propinato da mesi in mondovisione oserei dire... Di certo se una volta per tutte si facesse un po' di chiarezza ne gioveremmo credo tutti... non pensa? Per quanto riguarda Italia dei Valori, ritengo improponibile un'alleanza per andare a governare la città con chi, e non sono io a dirlo ma i fatti e la storia parlano più di mille discorsi, ha tradito il mandato ottenuto dai cittadini. Non si può pensare di allearsi "col nemico", inteso colui che da decenni mortifica e depreda il nostro territorio, per evitare di lasciargli tutto lo spazio a disposizione.
Ma che politica è questa? Non è il nostro concetto di lavorare per il bene comune...
 
Canicattiweb
 
Il consigliere provinciale Giovanni D'Angelo soddisfatto per il contributo a la "Rietina" di Campobello di Licata
Il consigliere provinciale Giovanni D'Angelo, che di recente ha aderito al neo costituito gruppo "Patto per il Territorio", esprime grande soddisfazione per il contributo di 6.000 euro concesso dalla Provincia per lo svolgimento della manifestazione della "Rietina" che si terrà a Campobello di Licata il prossimo 23 agosto. Il contributo è stato concesso dal Presidente D'Orsi, su iniziativa dello stesso consigliere D'Angelo, alle associazioni campobellesi "La Rietina" e "Il carretto siciliano".
"Ringrazio a nome della comunità di Campobello di Licata - dice Giovanni D'Angelo - il Presidente D'Orsi per la sensibilità dimostrata a sostegno di una festa molto sentita e che attira numerosi visitatori. Dal canto mio, mi impegno affinchè la Rietina venga inserita in futuro nel calendario delle manifestazioni di interesse culturale patrocinate dalla Provincia Regionale di Agrigento".
 
Consiglio Provinciale Agrigento: nuova convocazione per il 31 agosto
Il Presidente del Consiglio Raimondo Buscemi ha convocato il Consiglio Provinciale per il prossimo 31 agosto alle ore 18:00. L'ordine del giorno prevede la discussione di 16 punti, tra cui cinque interrogazioni, e precisamente: "Lavori di manutenzione e ripristino della S.P. n. 55 Campobello di Licata-Milici-Spatafora" , del cons. Carmelo Avarello (Sinistra); "Utilizzo fondi europei", del cons. Roberto Gallo (La Destra); "Rigassificatore di P. Empedocle ed eventuale costituzione in giudizio della Provincia", dei consiglieri Carmelo Avarello e Nino Spoto (RC);  "Presunte dichiarazioni del Presidente", del cons. Orazio Guarraci (PdL-Sicilia); e "Rigassificatore e dintorni" del cons. Roberto Gallo.
Da discutere anche le relazioni semestrali del 2009 (I e II semestre) del Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, il regolamento per le adunanze e il funzionamento del consiglio provinciale e delle commissioni consiliari e la modifica del regolamento per l'assegnazione di fondi agli istituti di istruzione secondaria di pertinenza provinciale, la mozione del cons. Gioacchino Zarbo sulla strada di collegamento con la SS 640 e prolungamento via Portella di mare - Favara.
Prevista anche la discussione della modifica del regolamento per la disciplina delle concessioni ed autorizzazioni e per l'applicazione del canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP). Cinque invece i riconoscimenti di debiti fuori bilancio da approvare a seguito di sentenze della magistratura. 

Agrigentoflash
 
Lo spettacolo dei Promessi Sposi e 50 mila euro per l'alloggio in hotel
Caro direttore, non è possibile che la provincia ha pagato 50 mila euro per l' hotel per lo spettacolo dei Promessi Sposi quando il biglietto era a pagamento per poche persone. Con questa somma si poteva fare un cartellone di eventi estivi come organizzato in tutte le province d' Italia.
 
Provincia: prima riunione della nuova Giunta
Stasera Eugenio D'Orsi riunirà la nuova Giunta provinciale per un primo incontro nel corso del quale effettuerà una prima, provvisoria, distribuzione delle deleghe. Il nuovo esecutivo però non potrà deliberare: lo statuto dell'Ente infatti prevede che la Giunta sia composta da 12  elementi, per cui per rendere operativa la squadra si dovrà integrarla con i 4 assessori mancanti.  Alla Provincia gli altri 4 assessorati verrebbero ripartiti tra le forze che sostengono la maggioranza, ma a questo punto c'è anche il neocostituito gruppo consiliare del Patto per il Territorio che potrebbe rivendicare anch'esso un posto nella giunta. In una eventualità del genere tutto verrebbe rimesso in discussione. Tuttavia D'Orsi sembra poco propenso ad allontanarsi troppo o, peggio, ad entrare in rotta di  collisione con il ministro Alfano.
 
Canicattì web
 
Consiglio Provinciale Agrigento: nuova convocazione per il 31 agosto
Il Presidente del Consiglio Raimondo Buscemi ha convocato il Consiglio Provinciale per il prossimo 31 agosto alle ore 18:00. L'ordine del giorno prevede la discussione di 16 punti, tra cui cinque interrogazioni, e precisamente: "Lavori di manutenzione e ripristino della S.P. n. 55 Campobello di Licata-Milici-Spatafora" , del cons. Carmelo Avarello (Sinistra); "Utilizzo fondi europei", del cons. Roberto Gallo (La Destra); "Rigassificatore di P. Empedocle ed eventuale costituzione in giudizio della Provincia", dei consiglieri Carmelo Avarello e Nino Spoto (RC);  "Presunte dichiarazioni del Presidente", del cons. Orazio Guarraci (PdL-Sicilia); e "Rigassificatore e dintorni" del cons. Roberto Gallo. Da discutere anche le relazioni semestrali del 2009 (I e II semestre) del Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, il regolamento per le adunanze e il funzionamento del consiglio provinciale e delle commissioni consiliari e la modifica del regolamento per l'assegnazione di fondi agli istituti di istruzione secondaria di pertinenza provinciale, la mozione del cons. Gioacchino Zarbo sulla strada di collegamento con la SS 640 e prolungamento via Portella di mare - Favara. Prevista anche la discussione della modifica del regolamento per la disciplina delle concessioni ed autorizzazioni e per l'applicazione del canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP). Cinque invece i riconoscimenti di debiti fuori bilancio da approvare a seguito di sentenze della magistratura.
 
LA REPUBBLICA
 
IL CASO
Meno rotte e meno sprechi. Il federalismo dei piccoli aeroporti
Ecco il piano Enac che rivoluziona gli scali italiani. Cambiamenti in vista per i 20 più piccoli. Il dossier sarà discusso con il governo e gli Enti locali
di LUCIO CILLIS
ROMA - Arriva il federalismo aeroportuale. Riguarderà soprattutto gli scali più piccoli, quelli con futuro incerto e costi elevati che pesano sulla collettività: in prospettiva dovranno rinunciare a diverse rotte e, in particolare, a quelle internazionali che saranno concentrate negli aeroporti principali del Paese. E questo perché lo Stato farà un passo indietro, trasferendo proprietà e gestione agli enti locali: toccherà dunque a Comuni, Regioni e Province - già alle prese con problemi finanziari indotti dalla crisi e dai tagli del governo - decidere se farsi carico delle spese di mantenimento degli scali minori. Insomma, da qui a qualche anno sarà sempre più difficile volare da piccole città italiane verso le grandi mete europee.
È il destino di almeno 20 aeroporti - da Aosta a Cuneo, da Foggia a Perugia, da Siena a Tortolì - in base a quanto pianificato da qui al 2030 nello studio "Sviluppo della rete aeroportuale italiana" che l'Enac ha consegnato al ministero dei Trasporti.
La soluzione per aggirare i costi che pesano sulla collettività, come quelli relativi all'assistenza al volo o al servizio dei vigili del fuoco (una media di almeno due milioni l'anno ad aeroporto, per un totale di circa 60 milioni) viene proposta al governo dall'Ente per l'Aviazione civile e dal suo presidente, Vito Riggio: un piano, sul quale l'ultima parola spetterà al ministro dei Trasporti Altero Matteoli, che non mancherà di scatenare reazioni a catena da parte di Regioni e Comuni. Lo studio messo a punto per conto dell'Enac da OneWorks, Kpmg e Nomisma, traccia una netta linea di demarcazione tra gli aeroporti strategici e quelli che, al momento, non hanno grosse chance di crescita. Il futuro è roseo per 14 scali nazionali di rango: hub e aeroporti che mostrano tassi di sviluppo dei passeggeri elevatissimi. Nodi come Fiumicino, Malpensa, Venezia, Linate e via fino a Bologna, Bari (se verrà allungata la pista a 3 chilometri) e Palermo, hanno tutte le carte in regola per raddoppiare capacità e numero di passeggeri nei prossimi 10 anni, consolidando la loro posizione di "porta di ingresso in Italia". Questi aeroporti potranno crescere e aumentare la loro quota di voli.
Ma gli altri scali oggetto del riassetto rischiano di restare al palo, riducendo progressivamente la loro presenza sulle rotte internazionali. I 10 definiti come "primari", nel piano sono considerati come "non strategici" perché limitati nel bacino di utenza e nello sviluppo delle infrastrutture. Mentre i restanti 24, definiti "complementari", saranno operativi solo per soddisfare esigenze locali particolari e circoscritte, come isole o zone marginali del Paese altrimenti non raggiungibili. Alcuni dei 10 aeroporti medio-piccoli, potrebbero dunque essere costretti a rinunciare a diverse tratte da e per l'Europa mentre il gruppetto dei 24 complementari rischia un ulteriore, quanto fatale, ridimensionamento.
Bene, è proprio su 20 di queste ultime 24 realtà che l'Enac propone di sparigliare: "Nei prossimi 10 anni i passeggeri degli scali nazionali aumenteranno di circa 100 milioni rispetto ad oggi - spiega Riggio - è quindi necessario agire subito. Ma dobbiamo anche renderci conto che in un momento particolare come questo, in cui si parla tanto di federalismo, lo Stato non potrà più farsi carico degli oneri che gravano sugli aeroporti minori". Per mettere a nudo le contraddizioni del trasporto aereo italiano il presidente dell'Enac cita il caso emblematico di Comiso, in provincia di Ragusa: "Si tratta di una struttura nuova, pronta per essere inaugurata dopo 4 anni di lavori e un investimento di 53 milioni di euro. Ma siamo fermi: quella è una pista che non apre proprio perché oggi noi non siamo in grado di sapere chi sia il vero gestore o proprietario dello scalo. Se il Comune, che reclama attenzione ma nel contempo ha già dei problemi di bilancio da affrontare prima di occuparsi di un aeroporto, oppure se la responsabilità è della Regione Sicilia. Che a sua volta punta alla gestione spalmando però i costi sull'intera collettività. Per questo sarebbe meglio che lo Stato cedesse completamente il controllo agli enti locali. I quali - precisa Riggio - a quel punto dovranno farsi due conti e scegliere se pagare le spese di un aeroporto che muove pochi passeggeri l'anno, di sobbarcarsi la spesa per il lavoro degli "uomini radar", per quello dei pompieri, per tenere a norma tutte le strutture o se lasciar perdere e spendere in altro modo i loro soldi".