Provincia di Agrigento

Rassegna stampa del 26 agosto 2010

 

GIORNALE DI SICILIA
 
COMUNE. Zambuto: «A giorni incontrerò l'Udc per decidere l'ingresso in giunta». Macedonio ad Arnone: «Ha esagerato»
Consiglio, in attesa del «rimpasto» passa il piano vendita degli edifici
IACOLINO: LA GIUNTA REGIONALE DIMENTICA LA CITTÀ DI AGRIGENTO
Il sindaco spera di ricavare dalla alienazione dei beni comunali circa 12 millioni di euro. Chiesto di vendere anche la scuola «Lauricella».
Votato dal consiglio comu­nale il piano di alienazione degli immobili varato dalla giunta. Un consenso quasi unanime: 20 «sì» su 21 consiglieri presenti. Una vebdita dalla quale il sindaco Marco Zambuto spera di potere incassare poco meno di 12 milio­ni di euro. Il sindaco è davvero soddisfatto. «È un risulattio im­portante che sostanzialmente sancisce la consapevolezza dell' intero consiglio della grave situa­zione finanziaria in cui ci trovia­mo. Quando scrivo al ministro Al­fano chiedendo il rimborso delle spese per la giustizia anticipate dal Comune non lo faccio perché ce l'ho con il Guardasigilli. Ma perché la situazione è grave è vor­rei più attenzione per la nostra città».
«Lauricella»in vendita? Il sin­daco ha assunto l'impegno di esa­minare alcune proposte avanza­te in consiglio. È passato l'emendamento proposto da Marchetta di esaminare la possibilità di inse­rire parte dei beni comunali in fondi immobiliari, per valorizzar­li senza perdeme il possesso. «È una procedura, dice Zambuto, che va approfondita in ogni suo aspetto. Come ho promesso che saranno esaminate la proposte di Picarella, di inserire tra gli edifi­ci la scuola elementare Lauricel­la. E c'è pure la proposta di toglie­re dalla lista dei beni da vendere il Palazzo Tomasi».
Rimpasto. Nei prossimi gior­ni, duce Zambuto, incontrerò l'Udc per fissare i tempi ed i modi denaro ingresso in giunta. Il Pd? Il dialogo non si è mai interrotto definitivamente».
Macedonio. Il «Patto per il Ter­ritorio», in occasione del prossi­mo rimpasto potrebbe avere un posto in giunta. «Ma non deve essere Macedonio», ha detto Arnone. E lui cosa ne pensa? «Arnone mm 'e'parse nu pochettu esagera­te...», replica sorridendo Macedo­nio. Non vuole aggiungere altro. Ma non pare che abbia mai avuto l'intenzione di entrare eventual­mente in giunta con Zambuto. Penderebbe ad altro.
Mpa. Ha colto di sorpresa la decisone del consigliere provin­ciale Giuseppe Picone di lasciare il partito per passare con il «Pat­to». «Gli auguro, dice il coordina­tore provinciale Francesco Pira, che in un altro partito possa esse­re eletto con la stessa facilità con cui ce l'ha fatta nell'Mpa.Ildibat­tito interno c'è stato. Forse siamo stati gli unici a consultare la base del partito in occasione delle vicende legate ali' ultimo rimpasto comunale. La verità è che più faci­le criticare che lavorare».
Iacolino: giunta regionale di­mentica Agrigento: "Con la Giun­ta provinciale vicina al completa­mento, il presidente D'orsi potrà dare ulteriore slancio alle pro­prie iniziative. In quest'ottica, di­ce l'europarlamentare, appare re­almente singolare il comporta­mento del presidente della Regio­ne che non ha ancora formalizza­to il necessario tavolo tecnico, in conferenza di servizio, con la Pro­vincia, il comune di Licata, pre­supposto indispensabile per con­cretizzare la variante urbanistica richiesta per allocare nel territo­rio di Licata l'aeroporto". 

AEROPORTI/1
Iacolino: «La Regione dimentica lo scalo di Agrigento»
so, «Appare realmente singola­re il comportamento del presiden­te della Regione, che non ha anco­ra formalizzato il necessario tavo­lo tecnico per il tramite delle Con­ferenza di Servizio con la Provin­cia di Agrigento e il Comune di Li­cata, presupposto indispensabile per concretizzare la variante urba­nistica richiesta per allocare nel territorio di Licata l'aeroporto del­la Provincia di Agrigento»: è quan­to afferma l'europarlamentare del Ppe/Pdl, Salvatore lacolino a proposito della realizzazione del­lo scalo aeroportuale di Piana Ro­mano a Licata, nell'Agrigentino. 

AEROPORTI/2
Riggio: «Il 31 agosto data cruciale per Comiso»
Incontro tecnico ieri matti­na alla Provincia di Ragusa per fa­re il punto sulla situazione dell'ae­roporto di Comiso, completato il 15 luglio. Si attende la firma del Protocollo di intesa, il 31 agosto, per la cessione delle aree dal mini­stero della Difesa e dall'Aeronauti­ca militare alla Regione che dovrà poi affidarla in concessione al co­mune di Comiso. Restano le per­plessità del Presidente della Re­gione, Raffaele Lombardo che chiede garanzie sui futuri costi di gestione dello scalo (Enav e Vigili del fuoco). «Se la Regione non do­vesse firmare il Protocollo di inte­sa - ha detto il presidente Enac, Vi­to Riggio - lo Stato dovrebbe affi­dare l'aeroporto all'Enac e noi do­vremmo indire la gara di appalto per affidare la gestione». E rico­minciare tutto d'accapo. 

REGIONE. Il governatore: «Col rimpasto dovrò creare una coalizione che stia insieme anche nella prossima legislatura»
Lombardo: nuova  alleanza riformista. Il Pd si fa avanti, l'Udc chiude le porte
IL PRESIDENTE: «MICCICHÈ? NON LO SENTO DA  20 GIORNI MA È UNA PAUSA»
Lombardo: «Le mie condizio­ni prevedono un programma di riforme che va sottoposto a chi ci sta. Un patto per arriva­re a fine legislatura e dare cer­tezza all'Ars».
PALERMO. «Daremo luogo in Sicilia a una formula di governo che possa ispirare anche Roma»: Raffaele Lombardo rilancia il suo progetto ri­formista e trasversale che si collega a un esecutivo prossimo venturo che deve avere come mandato an­che la chiusura della legislatura e la successiva alleanza elettorale delle forze che lo sostengono. Un proget­to che può anche essere letto come l'unione del fronte critico verso Ber­lusconi e in questo caso andrebbe dal Pd ai finiani e metterebbe in dif­ficoltà Gianfranco Miccichè e l'area ex forzista del Pdl dei ribelli. Lombardo ammette che da venti giorni non sente Miccichè: «Mi ha mandato un messaggio chiedendo­mi di non "massacrarci" per un po'. E io sono d'accordo con lui». Il governatore però prova a dise­gnare il modello di un governo ri­formista (con assessori per lo più tecnici) aperto a chi ci sta. E in que­sto senso pianta i paletti: «Le mie condizioni - premette Lombardo -prevedono un programma di rifor­me che va sottoposto a chi ci sta. Un patto per arrivare a fine legisla­tura e dare certezza all'Ars. Infine, un impegno a stare insieme anche dopo. Perchè sarebbe assurdo che oggi qualcuno si impegnasse a fare delle riforme che potrebbero an­che essere impopolari e in seguito si schierasse dalla parte di chi le ostacola». Per Lombardo questo è il bivio decisivo: «Deve essere un governo di coalizione, altrimenti non si potrebbe andare avanti».
Un passaggio che va incontro alle richieste del Pd: soprattutto l'area degli ex margheritini che fa capo a Francantonio Genovese, Nino Pa-pania e Salvatore Cardinale. E non è un caso che per la prima volta an­che il segretario Pd, Giuseppe Lu­po, usi termini meno perentori: «Se il primo punto del nuovo pro­gramma di Lombardo è rompere con Berlusconi siamo pronti ad aprire la discussione. Lombardo scelga di difendere la Sicilia oppo­nendosi alla politica di aggressio­ne del governo nazionale imposta da Bassi. Serve un nuovo governo che abbia come priorità la concertazione per lo sviluppo e che sia espressione di una alleanza politi­ca riformista, alternativa a Berlu­sconi». Scenario che mette in diffi­coltà l'Udc, in Sicilia storico alleato di Berlusconi: i centristi con Giam­piero D'Alla hanno ribadito la di­sponibilità a collaborare con Lom­bardo alle riforme ma sul rapporto organico non si sbilanciano in atte­sa delle mosse di Casini. In questo senso però in casa Mpa ieri è stato salutato positivamente l'allontana­mento fra Casini e Berlusconi. Ma per il capogruppo Rudy Maira «Lombardo chiarisca subito qual è la forma di governo a cui sta pensando. Nessun accordo può essere fatto oggi per la prossima legislatu­ra. La politica ha una tale velocità che non consente a nessuno di po­ter valutare oggi quello che potrà succedere fra anni».
 
LA SICILIA 

MAPPA DELLA CGIA DI MESTRE: MAGLIA NERA AL MOLISE, SEGUITO DALLA SICILIA. IL VENETO REGIONE PIÙ VIRTUOSA
Malaffare nella pubblica amministrazione, il 74% dei reati al Sud
VENEZIA. Sono le regioni del Mezzogiorno d'Italia a guidare la triste classifica delle aree del Paese che contano il maggior nu­mero di reati contro la pubblica ammini­strazione. Una «mappa del malaffare», af­ferma un'indagine della Cgia di Mestre che ha elaborato dati tratti da una relazio­ne presentata nelle settimane scorse dal­la Corte dei Conti, che vede concentrato nel Sud il 74 per cento dei procedimenti avviati dalla giustizia amministrativa. I procedimenti in corso sono 3.680, 2.721 dei quali relativi a contenzioni ri­guardanti regioni del Meridione. Le cause avviate in Italia nel 2009 sono state 1.652, pari a 2,75 ogni 100 mila abitanti. Lo stock di giudizi ancora in corso ha toccato, al 31 dicembre 2009, quota 3.680, pari a 6,13 cause ogni 100 mila abitanti. Ma quali sono le fattispecie di reati che aggrediscono la pubblica amministrazione? Si tratta di procedimenti per tangen­ti, frodi comunitarie, illiceità nel conferi­mento di consulenze o nella retribuzione di incarichi a personale esterno, irregola­rità gestionali nella realizzazione di ope­re pubbliche, illiceità nella gestione di servizi pubblici e nel computo della sa­nità. «Specie sul fronte delle consulenze -sottolinea il segretario della Cgia di Me­stre, Giuseppe Bortolussi - ci troviamo di fronte ad una vera e propria emergenza. Non si tratta di fatti episodici o di incapa­cità di gestione, bensì di una vera e pro­pria patologia: c'è il rischio - è l'allarme che lancia Bortolussi - di compromettere nel tempo la tenuta dei bilanci delle am­ministrazioni». Al Molise spetta la maglia nera di que­sta triste classifica, con 31,48 cause aper­te ogni 100 mila abitanti, mentre il Veneto è la regione più virtuosa con 0,88 giu­dizi rimasti ancora in piedi al 31 dicembre del 2009. Gli esperti della Cgia di Mestre hanno così delineato la «mappa del malaffare» che mina l'amministrazione pubblica. Nel numero di giudizi aperti dopo il Molise si trova la Sicilia, con 23,2 cause rimanenti ogni 100 mila abitanti, la Basilicata (16,09), la Calabria (13,29), la Campania (13,28) e la Sardegna (9, 22). Dopo il Veneto, tra le regioni meno interessate  da questo fenomeno, ci sono l'Emilia Romagna (0,97 giudizi ancora in piedi ogni 100.000 abitanti), la Lombardia (1,06), il Piemonte (1,20), la Liguria (1,80) e il Friuli. Venezia Giulia (2,36). La classifi­ca rimane per altro sostanzialmente qua­si invariata anche quando si tratta di ana­lizzare le cause sorte nel 2009.
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SAN GIOVANNI GEMINI
Finanziati lavori per viabilità rurale
SAN GIOVANNI GEMINI. Di sicuro è una boccata di ossigeno per i disoccupati e un aiuto concreto per la viabilità rurale san­giovannese, il finanziamento di 220 mi­la euro destinato dalla Regione per il ri­pristino delle vie di collegamento tra le contrade circostanti il paese di San Gio­vanni e il centro abitato. La legge che ha consentito il finanziamento regionale in favore del Comune montano è la stessa di cui ha goduto nei giorni scorsi il vici­no paese di Cammarata e cioè la n.2 che destina al Fondo per la montagna delle somme erogabili in occasione di partico­lari situazioni di emergenza. E' grazie A Fondo che si è potuto intervenire per eliminare i disagi degli agricoltori che so­no stati quelli più colpiti dalle avverse condizioni atmosferiche che hanno interessato l'intero territorio montano du­rante l'inverno scorso con gravi difficoltà per decine di famiglie residenti i cui bambini hanno dovuto pure interrompe­re la frequenza scolastica. Il finanziamento firmato dall'assesso­re agrigentina Roberto Di Mauro, riguar­da le contrade Mancuso e Minaga dove verranno spesi 35 mila euro, la contrada Pergola dove il costo per il ripristino del­la viabilità si aggira, invece, sui 50 mila euro. La rimanente somma verrà desti­nata alla viabilità delle contrade Santa Caterina, Santa Croce e Tavio. I lavori per il ripristino dei collegamenti compro­messi dal maltempo, come assicura il sindaco di San Giovanni Gemini Valerio Viola, verranno avviati entro l'autunno.
 
La città rappresentata in Giunta
PROVINCIA. La nomina di Biondi e Lombardo è salutata con favore da Graci
Eugenio D'Orsi ha mantenuto la promessa. Dopo essere stato eletto presidente della Provincia si era rammaricato che nella sua giunta non c'era nessun licatese e, aveva promesso di dare adeguata visibilità alla città a metà del suo mandato. Oggi lo ha fat­to non con uno ma addirittura con due as­sessori, un record per una città da molti de­cenni ormai, posta ai margini della vita poli­tica attiva di Provincia e Regione. La nomina di due licatesi nell'esecutivo provinciale giunge in un momento particolare; nel gior­no in cui D'Orsi nominava il secondo asses­sore licatese, il sindaco Graci doveva prende­re atto del forfait di due assessori. A palazzo di città si vive una instabilità politica che po­trebbe rendere vana la presenza di due lica­tesi nella giunta provinciale. Graci ha fatto gli auguri ai due, Nico Lombardo e Angelo Bion­di, ai due ha augurato buon lavoro e ha auspicato collaborazione. I rapporti che intercorrono tra i due assessori e il primo cittadi­no, si sa, sono tutt'altro che idilliaci, ma in nome dell'interesse del territorio ogni stec­cato dovrà essere messo da parte. Ne è con­vinto Nico Lombardo, neo assessore al Bilan­cio alla Provincia: «Ringrazio gli auguri che mi sono stati rivolti dal sindaco Angelo Gra­ci - dichiara - in passato i rapporti non sono stati certo idilliaci ma adesso non possiamo dare nulla per scontato, è necessario lavora­re per il territorio e per farlo dobbiamo ne­cessariamente rapportarci con un sindaco che è stato scelto dalla città e che la rappre­senta all'esterno, speriamo che venga fuori qualcosa di buono da questa collaborazione». Sulla stessa linea d'onda, l'altro neo asses­sore licatese, Angelo Biondi: «Il mio pensie­ro sull'attuale amministrazione comunale -dice - rimane altamente critico e penso che ogni giorno che passa Graci e la sua giunta arrechino danni continui alla collettività.  Nonostante ciò - continua - se in Provincia dovessero arrivare proposte di iniziative va­lide da parte di questa amministrazione le sosterrò nell'interesse del paese, ma mi pa­re che fino ad oggi di proposte non ne siano proprio arrivate e, in questo senso - conclu­de Biondi - non sono ottimista per il futuro». I due neo assessori provinciali dialogheran­no con l'amministrazione comunale solo se ciò sarà strettamente necessario all'interes­se del territorio rappresentato, ma le distan­ze tra le parti non si accorceranno per nulla. Sia Biondi che Lombardo invece, auspicano una collaborazione reciproca per far egli in­teressi di questa parte di Provincia. «Non mi sono ancora sentito con Biondi per compli­mentarmi per la sua recente nomina - dice Lombardo - lo farà al più presto e penso che potremo lavorare in sinergia». «Nico Lombar­do - dichiara Biondi - è un giovane volente­roso e preparato, è alla sua prima esperien­za politica attiva ma sono certo che farà be­ne,  speriamo di potere collaborare».
 
TURISMO. Dati confortanti nel raffronto con gli anni passati. Ma i problemi restano
La Valle dei Templi «tiene»
Proseguono, toccando punte elevate nei fine settimana, le visite serali e notturne all'interno dell'area archeologica, più precisamente lungo il costone che congiunge il tempio di Giunone a quello di Ercole. I dati
forniti dall'ente Parco, relativi al periodo che va dal 1° al 19 agosto, trac­ciano un bilancio po­sitivo, superiore nu­mericamente a quello del 2009. Quest'anno infatti sono state re­gistrate 7343 presen­ze contro le 7.266 di agosto 2009. Bene anche l'anda­mento dei flussi gior­nalieri alla valle, sem­pre per il periodo di agosto: 61.370 visita­tori rispetto ai 59.962 dello scorso anno. La fruizione della valle "by night" sarà possi­bile fino al prossimo 5 settembre. Alla valle non mancano i disservizi, maggiormente avvertiti in estate, quando i flussi aumentano. Mancano alcuni servizi fondamentali, tra cui un Punto informazioni, che penalizzano il
biglietto da visita della nostra città e la possibilità di usufruire di un bus navetta che raccolga i visitatori disseminati tra le aree Giunone ed Ercole riconducendoli verso il parcheggio di Porta Quinta, sede della biglietteria. Dice il vicedirettore dell'ente Par­co Leto Barone (nella foto): «Il Co­mune si era impegnato a concretiz­zare alcuni servizi allavalle dei tem­pli, quali appunto il bus di collega­mento con il parcheggio di Porta Quinta. Questo non solo non è acca­duto, ma per alcuni problemi con la TUA (la società che gestisce i tra- i sporti urbani in città) è stata abolita la linea 1, quella che collegava Agri­gento con la frazione di Monserrato - Villaseta, permettendo quindi ai turisti di scendere direttamente nel piazzale antistante la clinica Sant'Anna».
Quali soluzioni temporanee avete pensato di adottare per andare incontro alle esigenze dei turisti? «Abbiamo mantenuto, nell'ex bi­glietteria di Ercole, un'unità del no­stro personale che venda il biglietto, evitando a quanti si trovino a piaz­zale Hardcastle di raggiungere a pie­di la lunga e pericolosa strada che porta al parcheggio di Porta Quinta. Il nostro auspicio per i prossimi me­si è di lavorare in uno spirito di con­divisione con gli altri membri del Consiglio del Parco, gli Ordini pro­fessionali (Architetti e Ingegneri) e il Comune».

Che tempi ci sono per la realizzazione della passerella sopraelevata che dovrebbe congiungere l'area di Giove con il tempio di Ercole?
 «Il progetto è in fase di definizione. E' un'opera significativa per la qua­le bisogna trovare un accordo con il mondo imprenditoriale e tecnico». 

Infoagrigento.it
 
Aeroporto: duro attacco di Iacolino al Governo Lombardo       
"Con la Giunta provinciale ormai vicina al completamento - se ne attende l'auspicabile definizione nei prossimi giorni - il Presidente D'orsi potrà dare ulteriore slancio alle proprie iniziative. In quest'ottica appare realmente singolare il comportamento del Presidente della Regione che non ha ancora formalizzato il necessario tavolo tecnico per il tramite delle Conferenza di Servizio con la Provincia di Agrigento ed il comune di Licata, presupposto indispensabile per concretizzare la variante urbanistica richiesta per allocare nel territorio di Licata l'aeroporto della Provincia di Agrigento". E' quanto afferma l'europarlamentare del PPE/PDL, Salvatore Iacolino a proposito della realizzazione dello scalo aeroportuale di Piana Romano a Licata. "Probabilmente distratto dalle questioni relative all'utitilizzo di ingenti risorse destinate agli aeroporti oggi attivi in Sicilia, Lombardo - continua l'europarlamentare - ha letteralmente dimenticato il progetto relativo alla costruzione dell' aereoporto di Agrigento, frustando così il grande impegno profuso da D'orsi e le aspettative di una vasta comunità". "Così facendo vi è il rischio concreto di rinviarne "sine die" la realizzazione, rendere inutilizzabili i 30 milioni di euro già stanziati, ed infine relegare sempre più ai margini una comunità, quella agrigentina, mortificata da un Governo regionale che, smarrita la rotta, insegue obiettivi egoistici sempre più distanti dalla gente", conclude l'On Iacolino. 

Provincia: Picone abbandona l'MpA e aderisce al "Patto per il territorio
Il gruppo de "Il patto per il territorio" alla provincia Regionale di Agrigento si arricchisce di un nuovo elemento. Si tratta del consigliere Giuseppe Picone che, considerando conclusa l'esperienza politica fatta con il Movimento per l'autonomia, ha deciso di abbracciare la "causa" di Marco Zambuto e Riccardo Gallo. "Lascio - ha detto Picone - per la grande delusione provocata dall'arroganza di chi, pur continuando a governare, utilizza metodi antidemocratici che mirano soltanto alla conservazione del potere e alla neutralizzazione di chi non condivide questi metodi, pur essendo stato legittimato dal voto popolare a governare la Sicilia". "Non è possibile - secondo il consigliere - in provincia di Agrigento, continuare a stare dentro un movimento politico che aspira a diventare un partito dove un solo parlamentare regionale decide la vita o la morte politica di un soggetto". "Dopo più di due anni i nove consiglieri provinciali eletti nell'MPA, ad oggi sette, non sono mai stati chiamati per una sola e semplice decisione, ma si sono visti calare dall'alto le decisioni per quanto riguarda giunte provinciali, sottogoverni provinciali, elezione, se così si può definire, del coordinatore provinciale che credo nessuno dei nove consiglieri provinciali conosceva prima. Considerata chiusa questa esperienza, decido di lasciare il gruppo MpA e aderire alla nuova formazione politica Patto per il Territorio", ha concluso Picone. 

Agrigentoflash.it
 
Lettera aperta del consigliere provinciale Picone
Il sottoscritto consigliere provinciale Giuseppe Picone considera conclusa l'esperienza politica fatta con il Movimento per l'autonomia, iniziata con tante aspettative per la soluzione dei tanti problemi della nostra Sicilia e in particolare della nostra provincia. Lascio  per la grande delusione provocata dall'arroganza di chi, pur continuando a governare, utilizza metodi antidemocratici che mirano soltanto alla conservazione del potere e alla neutralizzazione di chi non condivide questi metodi, pur essendo stato legittimato dal voto popolare a governare la Sicilia. Non è possibile, in provincia di Agrigento, continuare a stare dentro un movimento politico che aspira a diventare un partito dove un solo parlamentare regionale decide la vita o la morte politica di un soggetto. Dopo più di due anni i nove consiglieri provinciali eletti nell'MPA, ad oggi sette, non sono mai stati chiamati per una sola e semplice decisione, ma si sono visti calare dall'alto le decisioni per quanto riguarda giunte provinciali, sottogoverni provinciali, elezione, se così si può definire, del coordinatore provinciale che credo nessuno dei nove consiglieri provinciali conosceva prima. Per quanto sopra, considerata chiusa questa esperienza, decido di lasciare il gruppo MpA e aderire alla nuova formazione politica Patto per il Territorio.
 

Pd: "Giunta provinciale, chi scrive il copione?"
"Ma chi decide la giunta alla Provincia?" E' quanto si chiedono i consiglieri provinciali del Pd Daniele Cammilleri, Piero Giglione, Ettore Di Ventura, Stefano Girasole e Ezio Di Prima. "Ormai la composizione della giunta Provinciale - scrivono - è diventata una fiction a puntate trasmessa sui teleschermi delle spiagge agrigentine. L'unico problema è che non si capisce chi è l'autore del copione. Il Presidente D'Orsi aveva più volte dichiarato in termini perentori che avrebbe ridotto il numero degli assessori ad otto, avrebbe inserito almeno una donna, ed avrebbe rispettato il criterio della massima rappresentanza territoriale degli assessori. Purtroppo però, si è trattato di semplici parole al vento di un estate ormai agli sgoccioli. Chi decide la Giunta, infatti, ha preteso di portare il numero di assessori a 12, in modo da non eliminare ben quattro comode poltrone da distribuire agli amici degli onorevoli, indipendentemente da quello che si è fatto, detto o pensato fino ad ora. Ormai è chiaro che la giunta Provinciale ad Agrigento rappresenta una giostra su cui un giro per un po' di tempo non si nega a nessuno, neanche a politici già bocciati dalle proprie comunità ovvero usciti dalla porta per rientrare dalla finestra dopo la telefonata dell'Onorevole di turno. Rimane da capire chi guida questa giostra? Chi si occuperà finalmente dei reali problemi delle persone? Rimaniamo in attesa dell'ultima puntata della fiction nella quale verranno nominati gli ultimi due assessori, probabilmente uomini, e del prossimo comunicato stampa in cui si prometterà qualcosa da non mantenere" concludono i consiglieri.
 

Iacolino: "La Giunta regionale dimentica Agrigento"
"Con la Giunta provinciale ormai vicina al completamento - se ne attende l'auspicabile definizione nei prossimi giorni - il Presidente D'orsi potrà dare ulteriore slancio alle proprie iniziative. In quest'ottica appare realmente singolare il comportamento del Presidente della Regione che non ha ancora formalizzato il necessario tavolo tecnico per il tramite delle Conferenza di Servizio con la Provincia di Agrigento ed il comune di Licata, presupposto indispensabile per concretizzare la variante urbanistica richiesta per allocare nel territorio di Licata l'aeroporto della Provincia di Agrigento". E'quanto afferma l'europarlamentare del Ppe/Pdl, Salvatore Iacolino a proposito della realizzazione dello scalo aeroportuale di Piana Romano a Licata. "Probabilmente distratto dalle questioni relative all'utitilizzo di ingenti risorse destinate agli aeroporti oggi attivi in Sicilia, Lombardo - continua l'europarlamentare - ha letteralmente dimenticato il progetto relativo alla costruzione dell' aeroporto di Agrigento, frustando così il grande impegno profuso da D'orsi e le aspettative di una vasta comunità". "Così facendo vi è il rischio concreto di rinviarne "sine die" la realizzazione, rendere inutilizzabili i 30 milioni di euro già stanziati, ed infine relegare sempre più ai margini una comunità, quella agrigentina, mortificata da un Governo regionale che, smarrita la rotta, insegue obiettivi egoistici sempre più distanti dalla gente", conclude l'On Iacolino.
 
Agrigentonotizie.it
 

Giuseppe Picone abbandona il Movimento per l'autonomia 
 Il consigliere provinciale Giuseppe Picone ha deciso di concludere la sua esperienza politica fatta con il Movimento per l'autonomia per aderire alla nuova formazione politica in seno alla Provincia regionale di Agrigento denominata "Patto per il territorio". "Lascio - ha dichiarato Picone in una sua nota - per la grande delusione provocata dall'arroganza di chi, pur continuando a governare, utilizza metodi antidemocratici che mirano soltanto alla conservazione del potere e alla neutralizzazione di chi non condivide questi metodi, pur essendo stato legittimato dal voto popolare a governare la Sicilia. Non è possibile, in provincia di Agrigento, continuare a stare dentro un movimento politico che aspira a diventare un partito dove un solo parlamentare regionale decide la vita o la morte politica di un soggetto". 

Iacolino: "La Giunta regionale dimentica Agrigento"   
"Con la Giunta provinciale ormai vicina al completamento, se ne attende l'auspicabile definizione nei prossimi giorni, il presidente D'orsi potrà dare ulteriore slancio alle proprie iniziative. In quest'ottica appare realmente singolare il comportamento del presidente della Regione che non ha ancora formalizzato il necessario tavolo tecnico per il tramite delle conferenza di servizio con la Provincia di Agrigento ed il comune di Licata, presupposto indispensabile per concretizzare la variante urbanistica richiesta per allocare nel territorio di Licata l'aeroporto della provincia di Agrigento". E'quanto afferma l'europarlamentare Salvatore Iacolino a proposito della realizzazione dello scalo aeroportuale di Piana Romano a Licata. "Probabilmente distratto dalle questioni relative all'utilizzo di ingenti risorse destinate agli aeroporti oggi attivi in Sicilia, Lombardo - continua l'europarlamentare - ha letteralmente dimenticato il progetto relativo alla costruzione dell' aeroporto di Agrigento, frustando così il grande impegno profuso da D'orsi e le aspettative di una vasta comunità. Così facendo vi è il rischio concreto di rinviarne 'sine die' la realizzazione, rendere inutilizzabili i 30 milioni di euro già stanziati, ed infine relegare  sempre più ai margini una comunità, quella agrigentina, mortificata da un Governo regionale che, smarrita la rotta, insegue obiettivi egoistici sempre più distanti dalla gente".
 
Agrigentoweb.it
 
Castellino: "No agli impianti eolici off shore e alle trivellazioni"
"In India il "Popolo delle foreste" della remota Orissa vince la battaglia contro una multinazionale che era intenzionata a realizzare una miniera nella  loro  "montagna sacra", un paradiso della natura. La vittoria è stata possibile grazie all'intervento del Ministro per l'Ambiente e del Governo centrale Indiano che non si sono lasciati corrompere". Lo ha dichiarato l'assessore provinciale all'ambiente e territorio Stefano Castellino che prosegue: "Questo bellissimo episodio costituisce un esempio anche per la gestione del nostro meraviglioso territorio. Bisogna imparare a guardare il nostro ambiente da una prospettiva diversa non invasiva e speculativa: impianti eolici sul mare, cosiddetti "off shore" che deturperebbero il nostro magico orizzonte, e le trivellazioni dei nostri fondali non possono essere accettate, non rappresentano il futuro né per la Provincia di Agrigento né per la Sicilia. È necessario coniugare il  rispetto per l'ambiente e dei nostri "luoghi sacri", senza posizione preconcette,  con uno sviluppo sostenibile, per esempio rendendo possibile la coesistenza di zone ad alta densità turistica con la difesa delle riserve e la creazione di nuove aree protette sia marine che terrestri. L'ambiente è la nostra casa, spetta a noi tutti, cittadini ed amministratori, difenderlo e tutelarlo".
 
Guppo PD: "Ma chi decide la giunta alla Provincia?"
 "Ma chi decide la giunta alla Provincia?". Così esordisce una nota del gruppo consiliare del PD alla Provincia Regionale di Agrigento, a firma dei consiglieri Daniele Cammilleri, Piero Giglione, Ettore Di Ventura, Stefano Girasole ed Ezio Di Prima. "Ormai - prosegue la nota - la composizione della giunta Provinciale è diventata una fiction a puntate trasmessa sui teleschermi delle spiagge agrigentine. L'unico problema è che non si capisce chi è l'autore del copione. Il Presidente D'Orsi aveva più volte dichiarato in termini perentori che avrebbe ridotto il numero degli assessori ad otto, avrebbe inserito almeno una donna,  ed avrebbe rispettato il criterio della massima rappresentanza territoriale degli assessori. Purtroppo però, si è trattato di semplici parole al vento di un estate ormai agli sgoccioli. Chi decide la Giunta, infatti, ha preteso di portare il numero di assessori a 12, in modo da non eliminare ben quattro comode poltrone da distribuire agli amici degli onorevoli, indipendentemente da quello che si è fatto, detto o pensato  fino ad ora. Ormai è chiaro che la giunta Provinciale ad Agrigento rappresenta una giostra su cui un giro per un po' di tempo non si nega a nessuno, neanche a politici già bocciati dalle proprie comunità ovvero usciti dalla porta per rientrare dalla finestra dopo la telefonata dell'Onorevole di turno. Rimane da capire chi guida questa giostra? Chi si occuperà finalmente dei reali problemi delle persone? Rimaniamo in attesa dell'ultima puntata della fiction nella quale verranno nominati gli  ultimi due assessori, probabilmente uomini, e del prossimo comunicato stampa in cui si prometterà qualcosa da non mantenere" conclude la nota dei consiglieri del PD.
 
Iacolino: La Giunta Regionale dimentica Agrigento
"Con la Giunta provinciale ormai vicina al completamento - se ne attende l'auspicabile definizione nei prossimi giorni - il Presidente D'orsi potrà dare ulteriore slancio alle proprie iniziative. In  quest'ottica appare realmente singolare il comportamento del Presidente della Regione che non ha ancora formalizzato il necessario tavolo tecnico per il tramite delle Conferenza di Servizio con la Provincia di Agrigento ed il comune di Licata, presupposto indispensabile per concretizzare la variante urbanistica richiesta per allocare nel territorio di Licata l'aeroporto della Provincia di Agrigento". E'quanto afferma l'europarlamentare del PPE/PDL, Salvatore Iacolino a proposito della realizzazione dello scalo aeroportuale di Piana Romano a Licata. "Probabilmente distratto  dalle questioni relative all'utilizzo di ingenti risorse destinate agli aeroporti oggi attivi in Sicilia, Lombardo - continua l'europarlamentare -  ha letteralmente  dimenticato il progetto relativo alla costruzione dell' aeroporto di Agrigento, frustando così il grande impegno profuso da D'orsi e le aspettative di una vasta comunità". "Così facendo vi è il rischio concreto di rinviarne "sine die" la realizzazione, rendere inutilizzabili i 30 milioni di euro già stanziati, ed infine relegare  sempre più ai margini una comunità, quella agrigentina,  mortificata da un Governo regionale che, smarrita la rotta, insegue obiettivi egoistici sempre più distanti dalla gente", conclude l'On Iacolino.
 
Grandangolo.it
 
Provincia: Picone lascia MpA e va al "Patto"       
Il sottoscritto consigliere provinciale Giuseppe Picone considera conclusa l'esperienza politica fatta con il Movimento per l'autonomia, iniziata con tante aspettative per la soluzione dei tanti problemi della nostra Sicilia e in particolare della nostra provincia.  Lascio  per la grande delusione provocata dall'arroganza di chi, pur continuando a governare, utilizza metodi antidemocratici che mirano soltanto alla conservazione del potere e alla neutralizzazione di chi non condivide questi metodi, pur essendo stato legittimato dal voto popolare a governare la Sicilia. Non è possibile, in provincia di Agrigento, continuare a stare dentro un movimento politico che aspira a diventare un partito dove un solo parlamentare regionale decide la vita o la morte politica di un soggetto. Dopo più di due anni i nove consiglieri provinciali eletti nell'MPA, ad oggi sette, non sono mai stati chiamati per una sola e semplice decisione, ma si sono visti calare dall'alto le decisioni per quanto riguarda giunte provinciali, sottogoverni provinciali, elezione, se così si può definire, del coordinatore provinciale che credo nessuno dei nove consiglieri provinciali conosceva prima. Per quanto sopra, considerata chiusa questa esperienza, decido di lasciare il gruppo MpA e aderire alla nuova formazione politica Patto per il Territorio.   

Perlacittà.it
 
Giuseppe Picone comunica ufficialmente il suo divorzio dal MPA
Come da noi anticipato, il consigliere provinciale di Agrigento, Giuseppe Picone considera conclusa l'esperienza politica fatta con il Movimento per l'autonomia, "iniziata con tante aspettative per la soluzione dei tanti problemi della nostra Sicilia e in particolare della nostra provincia". "Lascio  - si legge in una nota - per la grande delusione provocata dall'arroganza di chi, pur continuando a governare, utilizza metodi antidemocratici che mirano soltanto alla conservazione del potere e alla neutralizzazione di chi non condivide questi metodi, pur essendo stato legittimato dal voto popolare a governare la Sicilia".
"Non è possibile, in provincia di Agrigento, continuare a stare dentro un movimento politico - continua Picone - che aspira a diventare un partito dove un solo parlamentare regionale decide la vita o la morte politica di un soggetto. Dopo più di due anni i nove consiglieri provinciali eletti nell'MPA, ad oggi sette, non sono mai stati chiamati per una sola e semplice decisione, ma si sono visti calare dall'alto le decisioni per quanto riguarda giunte provinciali, sottogoverni provinciali, elezione, se così si può definire, del coordinatore provinciale che credo nessuno dei nove consiglieri provinciali conosceva prima". "Per quanto sopra, considerata chiusa questa esperienza, decido - aggiunge il consigliere Picone - di lasciare il gruppo MpA e aderire alla nuova formazione politica Patto per il Territorio".
 
Iacolino: "Il governo regionale trascura la provincia di Agrigento"
"Con la Giunta provinciale ormai vicina al completamento - se ne attende l'auspicabile definizione nei prossimi giorni - il Presidente D'orsi potrà dare ulteriore slancio alle proprie iniziative. In quest'ottica appare realmente singolare il  comportamento del Presidente della Regione che non ha ancora formalizzato il  necessario tavolo tecnico per il tramite delle Conferenza di Servizio con la Provincia di Agrigento ed il comune di Licata, presupposto indispensabile per concretizzare la variante urbanistica richiesta per allocare nel territorio di Licata l'aeroporto della Provincia di Agrigento". E'quanto afferma l'europarlamentare del PPE/PDL, Salvatore Iacolino a proposito della realizzazione dello scalo aeroportuale di Piana Romano a Licata.
 
Sicilia24h.it
 

Stefano Castellino: No agli impianti eolici off shore
 Ambiente: il "popolo delle foreste"sconfigge multinazionale! In India In India il "Popolo delle foreste" della remota Orissa vince la battaglia contro una multinazionale che era intenzionata a realizzare una miniera nella loro montagna sacra, un paradiso della natura. La vittoria è stata possibile grazie all'intervento del Ministro per l'Ambiente e del Governo centrale Indiano che non si sono lasciati corrompere. Questo bellissimo episodio - continua l'Assessore Provinciale all'Ambiente e Territorio Stefano Castellino - costituisce un esempio anche per la gestione del nostro meraviglioso territorio. Bisogna imparare a guardare il nostro ambiente da una prospettiva diversa non invasiva e speculativa: impianti eolici sul mare, cosiddetti "off shore" che deturperebbero il nostro magico orizzonte, e le trivellazioni dei nostri fondali non possono essere accettate, non rappresentano il futuro né per la Provincia di Agrigento né per la Sicilia. È necessario coniugare il rispetto per l'ambiente e dei nostri "luoghi sacri", senza posizione preconcette, con uno sviluppo sostenibile, per esempio rendendo possibile la coesistenza di zone ad alta densità turistica con la difesa delle riserve e la creazione di nuove aree protette sia marine che terrestri. L'ambiente è la nostra casa, spetta a noi tutti, cittadini ed amministratori, difenderlo e tutelarlo. 

Aeroporto, Iacolino: "La giunta regionale dimentica Agrigento"
 "Con la giunta provinciale ormai vicina al completamento - si auspica la sua
definizione nei prossimi giorni - il presidente D'orsi potrà dare ulteriore slancio alle proprie iniziative. In  quest'ottica appare realmente singolare il comportamento del presidente della Regione che non ha ancora formalizzato il necessario tavolo tecnico tramite delle Conferenza di Servizio con la  Provincia di Agrigento ed il Comune di Licata, presupposto indispensabile per concretizzare la variante urbanistica richiesta per allocare nel territorio di Licata l'aeroporto della Provincia di Agrigento". E'quanto afferma l'europarlamentare del PPE/PDL, Salvatore Iacolino a proposito della realizzazione dello scalo aeroportuale di piana Romano a Licata. "Probabilmente distratto  dalle questioni relative all'utilizzo di ingenti risorse destinate agli aeroporti oggi attivi in Sicilia, Lombardo - continua l'europarlamentare -  ha letteralmente dimenticato il progetto relativo alla costruzione dell' aeroporto di Agrigento, frustrando così il grande impegno profuso da D'Orsi e le aspettative di una vasta comunità. Così facendo vi è il rischio concreto di rinviarne "sine die" la realizzazione, rendere inutilizzabili i 30 milioni di euro già stanziati, ed infine relegare  sempre più ai margini una comunità, quella agrigentina,  mortificata da un governo  regionale che, smarrita la rotta, insegue obiettivi egoistici sempre più distanti dalla gente", conclude l'on Iacolino.
 
Giuseppe Picone : Conclusa l'esperienza con il Movimento per l'autonomia"
Il consigliere provinciale Giuseppe Picone considera conclusa l'esperienza politica fatta con il Movimento per l'autonomia, iniziata con tante aspettative per la soluzione dei tanti problemi della nostra Sicilia e in particolare della nostra provincia. Lascio  per la grande delusione provocata dall'arroganza di chi, pur continuando a governare, utilizza metodi antidemocratici che mirano soltanto alla conservazione del potere e alla neutralizzazione di chi non condivide questi metodi, pur essendo stato legittimato dal voto popolare a governare la Sicilia. Non è possibile, in provincia di Agrigento, continuare a stare dentro un movimento politico che aspira a diventare un partito dove un solo parlamentare regionale decide la vita o la morte politica di un soggetto. Dopo più di due anni i nove consiglieri provinciali eletti nell'MPA, ad oggi sette, non sono mai stati chiamati per una sola e semplice decisione, ma si sono visti calare dall'alto le decisioni per quanto riguarda giunte provinciali, sottogoverni provinciali, elezione, se così si può definire, del coordinatore provinciale che credo nessuno dei nove consiglieri provinciali conosceva prima. Per quanto sopra, considerata chiusa questa esperienza, decido di lasciare il gruppo MpA e aderire alla nuova formazione politica Patto per il Territorio.
 

Canicattìweb.it
 
Consiglio Provinciale: Giuseppe Picone lascia il MPA
Il sottoscritto consigliere provinciale Giuseppe Picone considera conclusa l'esperienza politica fatta con il Movimento per l'autonomia, iniziata con tante aspettative per la soluzione dei tanti problemi della nostra Sicilia e in particolare della nostra provincia. Lascio per la grande delusione provocata dall'arroganza di chi, pur continuando a governare, utilizza metodi antidemocratici che mirano soltanto alla conservazione del potere e alla neutralizzazione di chi non condivide questi metodi, pur essendo stato legittimato dal voto popolare a governare la Sicilia. Non è possibile, in provincia di Agrigento, continuare a stare dentro un movimento politico che aspira a diventare un partito dove un solo parlamentare regionale decide la vita o la morte politica di un soggetto. Dopo più di due anni i nove consiglieri provinciali eletti nell'MPA, ad oggi sette, non sono mai stati chiamati per una sola e semplice decisione, ma si sono visti calare dall'alto le decisioni per quanto riguarda giunte provinciali, sottogoverni provinciali, elezione, se così si può definire, del coordinatore provinciale che credo nessuno dei nove consiglieri provinciali conosceva prima. Per quanto sopra, considerata chiusa questa esperienza, decido di lasciare il gruppo MpA e aderire alla nuova formazione politica Patto per il Territorio.
Giuseppe Picone

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