
LA SICILIA
Doppio accordo per la «Lista del presidente»
«Il nostro é un movimento che nasce per recepire le istanze del territorio e realizzare una politica a supporto di esse per individuare e portare a compimento le relative soluzioni. Prima tra queste istanze é la realizzazione dell'aeroporto che rimane sempre il nostro obiettivo prioritario».
Così parla il Presidente della Provincia regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi dell'accordo politico raggiunto con l'ex assessore provinciale Giuseppe Ciulla (nella foto in alto) e il suo gruppo politico di riferimento, con in testa il presidente del circolo "Agrigento libera" dell'MPA, Francesco Christian Schembri.
«Ho concordato con entrambi - aggiunge il presidente della Provinvcia - un percorso politico-amministrativo, in sintonia con quello già tracciato sin dalla campagna elettorale del 2008 e del successivo insediamento della Giunta D'Orsi, e che li vedrà impegnati a migliorare la loro attività sul territorio per individuare la soluzione ai vari problemi che ne condizionano la vita».
Dunque entrambi si avvicinano alle sue posizioni?
«Sia ben chiaro che siamo e restiamo tutti nel Movimento per le Autonomie, solo che entrambi si apprestano a realizzare assieme a me questo progetto nell'interesse del territorio. Tutti e tre riteniamo che l'accordo, oltre a suggellare un unico percorso lontano dalle vecchie appartenenze, rappresenti il primo tassello di un nuovo modo di fare politica, una vera e propria rivoluzione culturale che metta le esigenze dei cittadini al primo posto dell'agenda. Lavoreremo sin da adesso ad un progetto che porterà alla presentazione di una Lista del Presidente alle prossime elezioni provinciali, un progetto che vedrà coinvolti tutti coloro che hanno veramente a cuore le sorti della nostra terra. Questo nel pieno rispetto dell'azione politica e riformatrice del presidente della Regione, Raffaele Lombardo».
Ma da dove nasce l'esigenza di una lista a parte rispetto a quella del Mpa?
«Il Movimento per l'Autonomia é un partito in espansione che comincia ad avere bisogno di ulteriori spazi. Ritengo che la vivacità e la voglia dei suoi aderenti di dare una mano nell'amministrazione della cosa pubblica non possa trovare adeguata rispondenza con una sola lista, per cui costituirne un'altra significa aiutare a crescere il Movimento sia pure nel rispetto delle direttive del nostro leader».
S. F.
POLO UNIVERSITARIO
Si «rafforza» Lingue straniere
Il Polo Universitario di Agrigento, seguendo la linea dell'internazionalizzazione, potenzia la propria offerta formativa nel segmento delle lingue straniere; dal primo settembre inizieranno i corsi base di 30 ore di lingua Araba, Francese, Tedesca e Spagnola. Ai corsi verrà riconosciuto un "valore" che andrà da 1 a 3 crediti formativi e agli studenti che frequenteranno i corsi verrà rilasciato un attestato. Dalla collaborazione tra la prof.ssa Jaana Helena, responsabile dei servizi linguistici, e la prof.ssa Antonella Uttila è stato creato un "carnet" di servizi aggiuntivi, rivolti agli studenti, inerenti l'approfondimento e l'insegnamento delle lingue straniere in vista del prossimo anno accademico; tra questi vi è la realizzazione di una news letter in lingua inglese sulla prima pagina del sito del Polo.
Nelle settimane scorse l'università di Agrigento ha preso parte al Workshop nazionale su "teaching medicai english" svoltosi a Foggia; nella stessa occasione è stato presentato il lavoro multimediale "Medsitcom" prodotto all'interno del "progetto laboratorio linguistico" coordinato da Jana Helena Simpanem. Ad ottobre, invece, è in programma la realizzazione di una giornata di studio dedicata ai lavori multimediali prodotti dal laboratorio linguistico del Polo, iniziativa alla quale saranno presenti anche docenti universitari provenienti da Istituzioni estere.
Il presidente del Polo universitario di Agrigento, Joseph Mifsud, dice: «Riteniamo che la conoscenza delle lingue sia fondamentale in una società ormai proiettata verso il "villaggio globale" e che ha ormai superato le linee di confine tra gli stati. La conoscenza delle lingue risulta essenziale anche nell'ottica del processo di internazionalizzazione del Polo universitario della Provincia di Agrigento che resta il nostro obiettivo primario».
Giornale di Sicilia
IL CAMS AL VERTILE. Prenderà ufficialmente possesso dell'ufficio
Cambio in prefettura
Lunedì s'insedia Francesca Ferrandino
Sarà il 92esimo prefetto di Agrigento. Il primo rappresentante del Governo, dal lontano 1860, donna. E' Francesca Ferrandino, nominata lo scorso 22 luglio dal Consiglio dei ministri al posto di Umberto Postiglione, e già pronta ad insediarsi.
Il prefetto Ferrandino arriverà in città lunedì e il suo primo impegno ufficiale sarà quello di incontrare i giornalisti. La quarantottenne proviene da Palermo dove svolgeva funzioni di vice prefetto vicario.
Così come era stato per il prefetto Postiglione, trasferito, dopo due anni e mezzo, con l'incarico di vicario, al dipartimento delle libertà civili dell'immigrazione presso il ministero dell'Interno, anche Ferrandino dovrà imparare a confrontarsi con le tante emergenze di una provincia tanto bella quanto difficile. Sulle sue spalle, "pioveranno", neanche tanto all'improvviso, le problematiche dell'immigrazione clandestina, anche se il fenomeno s'è molto ridotto rispetto agli anni passati, e le difficoltà di approvvigionamento idrico dovute, per la maggior parte, ad una rete colabrodo. Ma ci sono progetti, come quello del dragaggio del porto di Porto Empedocle, quello sulla creazione della via di fuga dal centro storico di Agrigento, e quello del raddoppio della strada statale 640, che avranno bisogno di continuare ad essere seguiti con occhio vigile. C'è poi un progetto, sicuramente il più importante e complicato, che è l'affermazione della legalità e lo sradicamento di un certo modo di pensare. Anche su questo dovrà confrontarsi e trovare la strada giusta da percorrere il nuovo prefetto di Agrigento Francesca Ferrandino. Intanto, però, è il tempo dell'insediamento, della conoscenza della città, degli agrigentini e degli uffici di piazza Aldo Moro. Subito dopo arriveranno, e saranno la maggior parte, i giorni di lavoro sul campo. ("CR")
PROVINCIA
E D'Orsi vara pure il Tg sul sito dell'ente
Il sito internet della Provincia, all'indirizzo provincia.agrigento.it, ospita anche una sezione del videogiornale. Sul portale infatti è disponibile il filmato riguardante la cerimonia d i insediamento e di giuramento dei due nuovi assessori provinciali Sergio Indelicato e Angelo Biondi. Il filmato è corredato anche dai commenti e da alcune dichiarazioni rese dal presidente D'Orsi. Sul sito sono disponibili anche le immagini che riguardano le attività istituzionali dell' Ente. Il videogiornale on line è aggiornato con cadenza periodica al fine di rendere un servizio informativo ancora più efficace in favore dei cittadini. Il sito della Provincia, che è stato impostato secondo quanto stabilito dalle norme sulla trasparenza degli atti della pubblica amministrazione, attualmente pubblica soltanto gli estratti delle de-termine presidenziali, di giunta, e di consiglio provinciale e delle determinazioni dirigenziali. Il responsabile del servizio Ced è il dirigente Aldo Cipolla. Recentemente l'ente ha acquistato un software più potente per la pubblicazione degli atti, visto che dal primo gennaio 2011 l'ente dovrà adeguarsi ed attivare l'albo pretorio on line. Significa che tutte le delibere saranno pubblicate e visionabili dal pc di casa. (PAPI)
REGIONE. Gli uomini del sottosegretario: prima le emergenze. Gli ex di An vicini a Berlusconi annunciano un vertice per sbarrare la strada ai finiani
Miccichè a Lombardo: nuovo no al rimpasto
PALERMO
Gianfranco Miccichè fa recapitare un altro no a Lombardo sull'ipotesi di rimpasto. Nel giorno in cui lo scontro fra finiani ed ex An rimasti con Berlusconi prende definitivamente forma anche a Palermo con gli uomini rimasti nel Pdl che annunciano una convention per rispondere al nuovo partito del presidente della Camera.
È stato l'assessore alle Risorse Agricole, Titti Bufardeci, a suggerire a Lombardo di «stoppare il dibattito sul rimpasto e concentrarsi sulle emergenze, a cominciare dalla necessità di accelerare la spesa dei fondi europei». Secondo Bufardeci, uno dei fedelissimi di Miccichè, «qualsiasi nuovo programma non può non partire dalla soluzione dei problemi che stanno mettendo in ginocchio l'agricoltura». È noto il no di Miccichè al rimpasto, soprattutto perchè Lombardo prevede di farlo rafforzando il rapporto col Pd (o suoi pezzi) e dando vita a un esecutivo composto da soli tecnici.
E non è un caso se ieri un altro dei fedelissimi di Miccichè, il deputato all'Ars Franco Mineo, abbia ribadito che «il Pd ha perso le elezioni e se entrasse in giunta assisteremmo a un vero e proprio assassinio delle più elementari regole della democrazia. Noi certamente non saremo complici di tutto ciò». È la fotografia del bivio a cui è giunto Lombardo, o rafforzare l'alleanza col Pdl o puntare tutto su un centrosinistra che veda insieme Mpa, Pd e forse l'Udc, come ha proposto il leader del Pd Giuseppe Lupo. Una proposta però bocciata sia dall'Udc che da Mpa, Idv e sinistra estrema.
In casa Mpa tra l'altro sono state lette con grande attenzione le parole con cui Miccichè ha pubblicamente difeso Schifani (eterno rivale del Pdl ufficiale) dalle accuse pubblicate dall'Espresso, secondo cui sarebbe stato il ponte fra i Graviano e Berlusconi (ne leggete in altra pagina del giornale). Miccichè ha ricordato come «Schifani è stato fra quanti mi hanno coadiuvato nella fondazione di Forza Italia in Sicilia». Una difesa impensabile fino a qualche mese fa che viene letta come un'apertura al Pdl ufficiale.
Intanto gli ex finiani rimasti fedeli a Berlusconi si riuniranno la prossima settimana a Palermo per rilanciare la loro azione sul territorio. L'iniziativa parte dal deputato all'Ars Salvino Caputo, dall'assessore comunale di Palermo alla Cultura Giampiero Cannella e dal senatore Antonio Battaglia. Convocati anche Raoul Russo, i consiglieri provinciali Mario Di Vita e Vincenzo Di Trapani, l'assessore Dario Falzone e vari sindaci del territorio: lannazzo (Corleo - ne), Di Matteo (Monreale), Di Chiara (Villabate), Cannizzaro (Mezzojuso) e Cutaia (Campofelice di Fitalia). Il tutto su spinta di Maurizio Gasparri. «Vogliamo serrare le fila - ha detto Caputo - e rispondere alla nascita dei circoli finiani di Generazione Italia». Ma gli ex An chiederanno anche ai vertici del Pdl una accelerazione nella nomina dei coordinatori provinciali e cittadini.
PROVINCIA. Ogni consigliere, ferma restando la partecipazione, non può ricevere una somma che superi 1.882,27 euro
Consiglio,record di presenze a La Porta
L'«assenteista» è il collega Quartararo
Paolo Picone
Ammonta a 62.797 euro la spesa sostenuta, per il mese di giugno, dalla Provincia di Agrigento per i rimborsi ai consiglieri provinciali per la partecipazione alle sedute consiliari ed alle riunioni delle commissioni. In sostanza, per la maggior parte dei consiglieri, la somma accreditata ammonta a 1.882,27 euro, cioè il tetto massimo previsto dalla legge che impone la soglia di un terzo dello stipendio del presidente della Provincia.
Visto che il presidente Eugenio D'Orsi percepisce una indennità di carica di 5.646 euro lordi, ogni consigliere provinciale, fermo restando la partecipazione alle sedute, non può ricevere una somma che superi 1.882,27 euro. La palma d'oro al consigliere più presente va a Francesco La Porta che ha accumulato 31 presenze, mentre il consigliere che ha riportato il minor numero di partecipazioni a sedute del consiglio e delle commissioni, è stato Pellegrino Quartararo, con 8 presenze.
Ecco i consiglieri provinciali che hanno percepito, per il mese di giugno, la somma massima cioè 1882,27 euro: Carmelo Avarello che ha totalizzato 23 presenze, Angelo Bennici con 20, Daniele Cammilleri con 16 partecipazioni, Ignazio Di Prima con 17, Ettore Di Ventura con 16, Riccardo Gallo con 23 presenze. Ed ancora Davide Gentile (22), Pietro Giglione (19), Stefano Girasole (17), Orazio Guarraci (22), Francesco La Porta (31), Mario Lazzano (14), Lillo Lo Leggio con 26 presenze, Rosario Marino (24), Calogero Martello (16), Gaetano Militello (20), Salvatore Montaperto (25), Gaetano Nobile (30), Ivan Paci (19), Giuseppe Picone pure lui con 19 partecipazioni. Infine Arturo Ripepe (30), Matteo Ruvolo (14), Salvatore Scozzari (18), Nino Spoto (30), Luigi Sutera Sardo (18), Giuseppe Terrazzino con 16, Nicolò Testone (25), Leo Vinci (23) e Calogero Gioachino Zarbo con 20.
A ricevere di meno, rispetto agli altri è stato il consigliere provinciale Pellegrino Quarta-raro, approdato al Pdl Sicilia dopo aver lasciato l'Udc a cui è stata liquidata la somma di 1.080 euro, sempre al lordo con 8 presenze. Ignazio Tavormina con 11 presenze, di cui 3 per sedute del consiglio provinciale, ha ricevuto un accredito di 1.485 euro. Roberto Gallo e Giovanni D'Angelo, rispettivamente con 27 e 18 presenze pur ricevendo il rimborso massimo hanno avute applicate delle ritenute. Per cui Roberto Gallo ha ricevuto un bonifico di 1.779,79 euro lordi e Giovanni D'Angelo di 1721,52 euro.
Sono sette i consiglieri che hanno partecipato a tutte le 5 sedute di Consiglio che si sono svolte nel mese di giugno. Si tratta di Angelo Bennici, Giovanni D'Angelo, Stefano Girasole, Orazio Guarraci, Salvatore Montaperto, Giuseppe Picone e Nino Spoto.
Sicilia24H
L'università e gli spazi pubblicitari, Arnone (Pd): "Cupa eroga denaro senza criteri"
Il consigliere comunale del Partito democratico Giuseppe Arnone, interviene sulla gestione economica degli spazi promozionali e delle iniziative pubblicitarie intraprese dal Consorzio universitario di Agrigento nella persona del suo presidente Joseph Mifsud:
"A partire dal Consorzio Universitario di Agrigento, occorre fornire regole certe sull'erogazione di denaro pubblico agli organi di informazione. Il Consorzio Universitario, ad esempio, appare un Ente che eroga denaro pubblico mediante criteri che hanno come effetto quello di stimolare paladinaggi e censure. Interveniamo innanzi tutto sul Consorzio Universitario, e se Mifsud pensa di poter fare, con il pubblico denaro, gli affarucci suoi e dei suoi amici, beneficiando i ruffiani di turno del mondo dell'informazione, può sempre e liberamente tornarsene a Malta. Notevoli sono le ombre che gravano sulla effettiva capacità dell'attuale gestione del Consorzio Universitario di reggere la sfida che la realtà culturale agrigentina e siciliana in questo momento pone. Si ripetono grida d'allarme relativamente ad un funzionamento del Consorzio progressivamente non in grado di fornire servizi, opzioni, offerte formative coerenti con la realtà agrigentina. Hanno molto preoccupato, ad esempio, le considerazioni profondamente venate di pessimismo, di una personalità di prim'ordine come il prof. Villa della Facoltà di Giurisprudenza. Preoccupa altresì l'assenza di una regia che riesca a proporre riscontri qualitativi in ordine alle scelte che si vanno compiendo da parte di un CDA il cui credito, in termini di qualificazione, non ha mai consentito di nutrire solido ottimismo. Ma si tocca certamente un livello molto basso ed inquinante per le regole democratiche e di civile convivenza, se si analizza il ruolo degradato e degradante assunto dal Consorzio Universitario quale erogatore di spesa che opera discriminazioni in danno di quell'organo di informazione e a beneficio di quell'altro. E ciò avviene come se il Consorzio non fosse un Ente pubblico, ma una sorta di partito o di corrente privatistica, che può mantenere a sua disposizione, erogando arbitrariamente quattrini, alcuni organi di informazione esattamente come Berlusconi fa con il "Giornale" di Feltri o con "Libero" di Belpietro. Ad esempio: vi è un'emittente privata specializzata nella censura di alcune posizioni politiche che in città hanno un notevole riscontro elettorale, che appare percepire notevoli contributi dal Consorzio Universitario. Per non parlare di un noto giornaletto, alquanto poco letto, peraltro sempre dai medesimi aficionados che gode pure di contributi e acquisti di spazi pubblicitari da parte del CUPA, inspiegabili secondo logiche di buona amministrazione. Ma il CUPA è solo il peggiore e il più grave degli esempi, forse perché informato da una cultura maltese estranea alle migliori tradizioni democratiche di noi "figli della Rivoluzione francese". Il discorso, ovviamente, va esteso a tutti gli enti pubblici, ed è il caso che sia il Partito Democratico a proporre, in tutte le sedi opportune, un protocollo di regole a tutela della trasparenza e correttezza rivolta agli organi di informazione. Ovviamente, quando i pezzi da '90 del giornalismo associato sono quelli che noi tutti conosciamo, non si può certamente sperare che da parte dell'Assostampa, dei suoi pupetti, dei suoi pupari e dei suoi paladini con tanto di elmi e corazze, vengano fuori iniziative distanti dalla nota (in)cultura dei pennivendoli di regime che si facevano lautamente pagare per essere "tenuti buoni".
Riunione di urgenza per il Consiglio provinciale
Il Presidente del Consiglio Raimondo Buscemi ha convocato il Consiglio Provinciale per il prossimo 31 agosto alle ore 18:00. L'ordine del giorno prevede la discussione di 16 punti, tra cui cinque interrogazioni, e precisamente: "Lavori di manutenzione e ripristino della S.P. n. 55 Campobello di Licata-Milici-Spatafora" , del cons. Carmelo Avarello (Sinistra); "Utilizzo fondi europei", del cons. Roberto Gallo (La Destra); "Rigassificatore di P. Empedocle ed eventuale costituzione in giudizio della Provincia", dei consiglieri Carmelo Avarello e Nino Spoto (RC); "Presunte dichiarazioni del Presidente", del cons. Orazio Guarraci (PdL-Sicilia); e "Rigassificatore e dintorni" del cons. Roberto Gallo.
Da discutere anche le relazioni semestrali del 2009 (I e II semestre) del Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, il regolamento per le adunanze e il funzionamento del consiglio provinciale e delle commissioni consiliari e la modifica del regolamento per l'assegnazione di fondi agli istituti di istruzione secondaria di pertinenza provinciale, la mozione del cons. Gioacchino Zarbo sulla strada di collegamento con la SS 640 e prolungamento via Portella di mare - Favara.
Prevista anche la discussione della modifica del regolamento per la disciplina delle concessioni ed autorizzazioni e per l'applicazione del canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP). Cinque invece i riconoscimenti di debiti fuori bilancio da approvare a seguito di sentenze della magistratura.
Provincia: sul sito dell'ente disponibile il video giornale
Sul sito della Provincia Regionale di Agrigento (www.provincia.agrigento.it) è disponibile il filmato riguardante la cerimonia d i insediamento e di giuramento dei due nuovi assessori provinciali Sergio Indelicato e Angelo Biondi. Il filmato è corredato anche dai commenti e da alcune dichiarazioni rese dal presidente D'Orsi. Sul sito sono disponibili anche le immagini che riguardano le attività istituzionali dell'Ente. Il videogiornale on line è aggiornato con cadenza periodica al fine di rendere un servizio informativo ancora più efficace in favore dei cittadini.
Canicattiweb
Agrigento, il 31 agosto seduta del consiglio provinciale
Il Presidente del Consiglio Raimondo Buscemi ha convocato il Consiglio Provinciale per il prossimo 31 agosto alle ore 18:00. L'ordine del giorno prevede la discussione di 16 punti, tra cui cinque interrogazioni, e precisamente: "Lavori di manutenzione e ripristino della S.P. n. 55 Campobello di Licata-Milici-Spatafora" , del cons. Carmelo Avarello (Sinistra); "Utilizzo fondi europei", del cons. Roberto Gallo (La Destra); "Rigassificatore di P. Empedocle ed eventuale costituzione in giudizio della Provincia", dei consiglieri Carmelo Avarello e Nino Spoto (RC); "Presunte dichiarazioni del Presidente", del cons. Orazio Guarraci (PdL-Sicilia); e "Rigassificatore e dintorni" del cons. Roberto Gallo.
Da discutere anche le relazioni semestrali del 2009 (I e II semestre) del Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, il regolamento per le adunanze e il funzionamento del consiglio provinciale e delle commissioni consiliari e la modifica del regolamento per l'assegnazione di fondi agli istituti di istruzione secondaria di pertinenza provinciale, la mozione del cons. Gioacchino Zarbo sulla strada di collegamento con la SS 640 e prolungamento via Portella di mare - Favara.
Prevista anche la discussione della modifica del regolamento per la disciplina delle concessioni ed autorizzazioni e per l'applicazione del canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP). Cinque invece i riconoscimenti di debiti fuori bilancio da approvare a seguito di sentenze della magistratura.
Agrigentonotizie
Dodici, come gli apostoli di Fabio Russello
A volte il presidente D'Orsi quando parla - e va detto: parla un sacco - non misura benissimo le sue parole. Come quando protestava perché il presidente della Regione Lombardo era (è?) indagato per mafia senza avere ricevuto alcun avviso di garanzia. Ha fatto dunque bene a prendere un consulente legale che, magari, gli avrà potuto spiegare che si può essere indagati anche senza avere ricevuto alcun avviso di garanzia.
Ma tant'è. L'altro giorno in un comunicato stampa della Provincia sempre Eugenio D'Orsi ha diffuso una dichiarazione spiegando che avrebbe discusso con il ministro Alfano e con il senatore Cuffaro del completamento della sua Giunta. Il ministro della Giustizia accanto a uno che ha seri problemi con la giustizia. Angelino forse non sarà contento. O forse la circostanza gli è del tutto indifferente, visto che, a Roma, in effetti c'è tanta gente che di problemi con la giustizia ne ha un sacco. Sempre D'Orsi nella famosa conferenza stampa della maglietta pro presidente Lombardo aveva spiegato: "Gli assessori provinciali saranno otto!". Domanda: "Ma ne è proprio sicuro? Otto e non dodici?". Risposta: "Sicuro". Va da sé che ha appena annunciato che gli assessori provinciali saranno dodici.
In effetti la Provincia è molto vasta e dunque solo otto uomini non possono occuparsi dei tanti problemi del nostro territorio. Ce ne vogliono almeno dodici (circa 300 mila euro l'anno, forse di più) che, più il presidente, fanno tredici. E che vogliamo negare il ricorso alla cabala? Il rischio però è sempre dietro l'angolo, perché quando il deputato regionale Nino Bosco scoprirà che tra i dodici assessori non c'è nemmeno una donna gli toccherà promuovere un altro ricorso al Tar come ha fatto - è giusto dargliene atto: le donne vanno rispettate e valorizzate - per il Comune di Favara. A meno che il presidente della Provincia non ne nomini una. Circostanza che, a naso, mi pare difficile. Ma che problema c'è? Basta parlare, parlare, parlare. Bla, bla, bla.
Agrigento Oggi
Rimborsi ai consiglieri, a giugno spesi 62mila euro
AGRIGENTO - Per la partecipazione alle sedute consiliari ed alle riunioni delle commissioni, la Provincia Regionale di Agrigento ha versato ai consiglieri rimborsi per un totale complessivo di 62.797 euro . La somma percepita da ogni signolo consigliere è di 1.882,27 euro, cioè il tetto massimo previsto dalla legge che impone la soglia di un terzo dello stipendio del presidente della Provincia. Considerato che il presidente Eugenio D'Orsi percepisce una indennità di carica di 5.646 euro lordi, ogni consigliere provinciale, fermo restando la partecipazione alle sedute, non può ricevere una somma che superi 1.882,27 euro.
Non ci sono grosse differenze, infatti, tra quanto ha percepito il consigliere che ha accumulato più presenze è Francesco La Porta, con 31 gettoni e Pellegrino Quartararo, che ha accumulato 8 presenze tra sedute di commissioni e di consiglio. Ecco i consiglieri provinciali che hanno percepito, per il mese di giugno, la somma massima cioè 1882,27 euro: Carmelo Avarello che ha totalizzato 23 presenze, Angelo Bennici con 20, Daniele Cammilleri con 16 partecipazioni, Carmelo D'Angelo con 18 presenze, Ignazio Di Prima con 17, Ettore Di Ventura con 16, Riccardo Gallo con 23 presenze. Ed ancora Davide Gentile (22), Pietro Giglione (19), Stefano Girasole (17), Orazio Guarraci (22), Francesco La Porta (31), Mario Lazzano (14), Lillo Lo Leggio con 26 presenze, Rosario Marino (24), Calogero Martello (16), Gaetano Militello (20), Salvatore Montaperto (25), Gaetano Nobile (30), Ivan Paci (19), Giuseppe Picone pure lui con 19 partecipazioni. Infine Arturo Ripepe (30), Matteo Ruvolo (14), Salvatore Scozzari (18), Nino Spoto (30), Luigi Sutera Sardo (18), Giuseppe Terrazzino con 16, Nicolò Testone (25), Leo Vinci (23) e Calogero Gioachino Zarbo con 20. A ricevere di meno, rispetto agli altri è stato il consigliere provinciale Pellegrino Quartararo, approdato al Pdl Sicilia dopo aver lasciato l'Udc a cui è stata liquidata la somma di 1.080 euro, sempre al lordo con 8 presenze. Ignazio Tavormina con 11 presenze, di cui 3 per sedute del consiglio provinciale, ha ricevuto un accredito di 1.485 euro. Roberto Gallo e Giovanni D'Angelo, rispettivamente con 27 e 18 presenze pur ricevendo il rimborso massimo hanno avute applicate delle ritenute. Per cui Roberto Gallo ha ricevuto un bonifico di 1.779,79 euro lordi e Giovanni D'Angelo di 1721,52 euro. Sono sette i consiglieri che hanno partecipato a tutte le 5 sedute di Consiglio che si sono svolte nel mese di giugno. Si tratta di Angelo Bennici, Giovanni D'Angelo, Stefano Girasole, Orazio Guarraci, Salvatore Montaperto, Giuseppe Picone e Nino Spoto.
Pubblicità Cupa, Arnone: "La gestione è da censura"
AGRIGENTO - La pubblicità del Cupa (Consorzio Universitario di Agrigento), affidata in fretta e furia solo a tre siti d'informazione fa ancora discutere, alimentando un sempre più diffuso disappunto. Dopo l'interrogazione provinciale del consigliere Orazio Guarraci, arriva anche una vibrante e corposa lettera da parte del consigliere comunale Giuseppe Arnone (nella foto), non nuovo a battaglie per la legalità.
"Il Consorzio Universitario - scrive Arnone - appare un Ente che eroga denaro pubblico mediante criteri che hanno come effetto quello di stimolare paladinaggi e censure".
Sul Consorzio: "Se Mifsud pensa di poter fare, con il pubblico denaro, gli affarucci suoi e dei suoi amici, beneficiando i ruffiani di turno del mondo dell'informazione, può sempre e liberamente tornarsene a Malta".
Arnone aggiunge: "Notevoli sono le ombre che gravano sulla effettiva capacità dell'attuale gestione del Consorzio Universitario di reggere la sfida che la realtà culturale agrigentina e siciliana in questo momento pone. Si ripetono grida d'allarme relativamente ad un funzionamento del Consorzio progressivamente non in grado di fornire servizi, opzioni, offerte formative coerenti con la realtà agrigentina. Hanno molto preoccupato, ad esempio, le considerazioni profondamente venate di pessimismo, di una personalità di prim'ordine come il prof. Villa della Facoltà di Giurisprudenza. Preoccupa altresì l'assenza di una regia che riesca a proporre riscontri qualitativi in ordine alle scelte che si vanno compiendo da parte di un CDA il cui credito, in termini di qualificazione, non ha mai consentito di nutrire solido ottimismo.
Ma si tocca certamente un livello molto basso ed inquinante per le regole democratiche e di civile convivenza, se si analizza il ruolo degradato e degradante assunto dal Consorzio Universitario quale erogatore di spesa che opera discriminazioni in danno di quell'organo di informazione e a beneficio di quell'altro".
E ciò avviene come se il Consorzio non fosse un Ente pubblico, ma una sorta di partito o di corrente privatistica, che può mantenere a sua disposizione, erogando arbitrariamente quattrini,
alcuni organi di informazione esattamente come Berlusconi fa con il "Giornale" di Feltri o con "Libero" di Belpietro. Ad esempio: vi è un'emittente privata specializzata nella censura di alcune
posizioni politiche che in città hanno un notevole riscontro elettorale, che appare percepire notevoli contributi dal Consorzio Universitario.
Per non parlare di un noto giornaletto, alquanto poco letto, peraltro sempre dai medesimi aficionados che gode pure di contributi e acquisti di spazi pubblicitari da parte del CUPA, inspiegabili secondo logiche di buona amministrazione.
Ma il CUPA è solo il peggiore e il più grave degli esempi, forse perché informato da una cultura maltese estranea alle migliori tradizioni democratiche di noi "figli della Rivoluzione francese".
Sugli Enti Pubblici: "Il discorso, ovviamente, va esteso a tutti gli enti pubblici - scrive ancora Arnone - ed è il caso che sia il Partito Democratico a proporre, in tutte le sedi opportune, un protocollo di regole a tutela della trasparenza e correttezza rivolta agli organi di informazione".
Poco prima di ferragosto il Cupa della Provincia regionale di Agrigento ha avviato una campagna pubblicitaria mirata a promuovere il nuovo anno accademico, affidando i banner pubblicitari solo a tre dei 6 giornali online più visitati in provincia.
Agrigentonotizie
Anche Agrigento ha il suo Centro di ascolto del disagio
Ieri ad Agrigento, presso la sala consiliare "Luigi Giglia" della Provincia, si è tenuto il primo incontro tra il Centro di ascolto del disagio (Cad) ed i rappresentanti di associazioni di volontariato, di professionisti, di imprenditori delle diverse categorie. Ha presieduto i lavori Santino Sabella ex sindaco di San Biagio Platani e neo presidente dell'associazione.
Sabella ha illustrato il programma del Cad. "Punterò, come obiettivo primario dell'associazione, ad aiutare i precari della nostra Pubblica amministrazione, per ottenere, finalmente dopo 20 anni, la loro stabilizzazione attraverso la tanto attesa assunzione. Attualmente un precario è fuori dal sistema, le banche non gli fanno credito e di conseguenza non riesce a realizzare il sogno di tutti: comprare casa e mettere su famiglia. La precarietà diventa un virus sociale dove l'individuo perde dignità e sicurezza nei propri mezzi. In provincia di Agrigento i precari sono oltre 2500 (in Sicilia più di 20 mila) e la situazione è insostenibile. Colgo l'occasione - ha proseguito Sabella - della presenza del presidente nazionale Salsano, di attivare la nostra organizzazione per intervenire sul governatore Lombardo e le istituzioni preposte, onde poter porre fine a questo increscioso e annoso dramma sociale".
Come secondo obiettivo il Cad ha intenzione di istituire, come avviene in tutta Italia, una task-force di tecnici per aiutare i nostri imprenditori, che sono il cuore pulsante del sistema economico. In particolare la piccola e media impresa trova sistematicamente difficoltà nell'accesso al credito, per non parlare di quegli imprenditori che avendo subito fallimenti o iscrizione al Crif sono messi al bando e isolati dal sistema bancario.
"Credo infine - ha concluso il neo presidente Sabella - che in molti casi di fallimento, dovuti il più delle volte alla mancanza di consulenze specifiche e professionali, si possano prevenire, e questo sarà per noi un obiettivo primario. Come terzo e non ultimo obiettivo è quello di rilanciare il turismo nella provincia di Agrigento".
Molti sono i disservizi presenti, dai collegamenti ferroviari a quelli extraurbani per raggiungere i siti di interesse storico e culturale, dalla Valle dei Templi alla Scala dei Turchi, all'entroterra agrigentino. E questo crea nel turista disagi e false aspettative. Questa è una provincia dalla forte potenzialità turistica ed economica ma sulla carta. Il turismo è una risorsa e va sviluppata imprenditorialmente. Il Cad agrigentino intende sostenere la battaglia del presidente della Provincia per la realizzazione di un aeroporto nel nostro territorio, non trascurando l'attenzione alla precaria rete viaria, ponendo una maggiore attenzione a quella interprovinciale.
"Abbiamo già aperto altri Cad provinciali in Sicilia - ha concluso il presidente nazionale Salsano - e qui ad Agrigento ho trovato terreno fertile per attivare e d applicare la filosofia caddiana. Il presidente Sabella è un politico attento e sensibile alle problematiche della gente, di esperienza decennale con forte estrazione cattolica. È l'uomo giusto per condurre il Cad in questa difficile provincia. Qui ho incontrato professionisti di spessore, imprenditori acuti e intelligenti, presidenti d'associazioni di volontariato attivi ed attenti al sociale, un gruppo forte e coeso con enormi qualità professionali e umani, un mix che darà a questa provincia allori ed onori. Porterò in questo territorio il progetto di 'Riqualificazione del territorio' un modello caddiano che è già sbarcato in numerose province italiane. Con questo progetto il territorio ridiventa protagonista insieme all'ambiente e alla salute del cittadino, il tutto condito dalla rivalutazione dell'agricoltura, del turismo, della viabilità e dall'artigianato. Alcuni sindaci sono stati già contattati e a breve si farà la prima riunione per dare vita ad una Ats per la creazione di una piattaforma europea di finanziamenti.
Anche Agrigento ha il suo Centro di ascolto del disagio
Ieri ad Agrigento, presso la sala consiliare "Luigi Giglia" della Provincia, si è tenuto il primo incontro tra il Centro di ascolto del disagio (Cad) ed i rappresentanti di associazioni di volontariato, di professionisti, di imprenditori delle diverse categorie. Ha presieduto i lavori Santino Sabella ex sindaco di San Biagio Platani e neo presidente dell'associazione.
Sabella ha illustrato il programma del Cad. "Punterò, come obiettivo primario dell'associazione, ad aiutare i precari della nostra Pubblica amministrazione, per ottenere, finalmente dopo 20 anni, la loro stabilizzazione attraverso la tanto attesa assunzione. Attualmente un precario è fuori dal sistema, le banche non gli fanno credito e di conseguenza non riesce a realizzare il sogno di tutti: comprare casa e mettere su famiglia. La precarietà diventa un virus sociale dove l'individuo perde dignità e sicurezza nei propri mezzi. In provincia di Agrigento i precari sono oltre 2500 (in Sicilia più di 20 mila) e la situazione è insostenibile. Colgo l'occasione - ha proseguito Sabella - della presenza del presidente nazionale Salsano, di attivare la nostra organizzazione per intervenire sul governatore Lombardo e le istituzioni preposte, onde poter porre fine a questo increscioso e annoso dramma sociale".
Come secondo obiettivo il Cad ha intenzione di istituire, come avviene in tutta Italia, una task-force di tecnici per aiutare i nostri imprenditori, che sono il cuore pulsante del sistema economico. In particolare la piccola e media impresa trova sistematicamente difficoltà nell'accesso al credito, per non parlare di quegli imprenditori che avendo subito fallimenti o iscrizione al Crif sono messi al bando e isolati dal sistema bancario.
"Credo infine - ha concluso il neo presidente Sabella - che in molti casi di fallimento, dovuti il più delle volte alla mancanza di consulenze specifiche e professionali, si possano prevenire, e questo sarà per noi un obiettivo primario. Come terzo e non ultimo obiettivo è quello di rilanciare il turismo nella provincia di Agrigento".
Molti sono i disservizi presenti, dai collegamenti ferroviari a quelli extraurbani per raggiungere i siti di interesse storico e culturale, dalla Valle dei Templi alla Scala dei Turchi, all'entroterra agrigentino. E questo crea nel turista disagi e false aspettative. Questa è una provincia dalla forte potenzialità turistica ed economica ma sulla carta. Il turismo è una risorsa e va sviluppata imprenditorialmente. Il Cad agrigentino intende sostenere la battaglia del presidente della Provincia per la realizzazione di un aeroporto nel nostro territorio, non trascurando l'attenzione alla precaria rete viaria, ponendo una maggiore attenzione a quella interprovinciale.
"Abbiamo già aperto altri Cad provinciali in Sicilia - ha concluso il presidente nazionale Salsano - e qui ad Agrigento ho trovato terreno fertile per attivare e d applicare la filosofia caddiana. Il presidente Sabella è un politico attento e sensibile alle problematiche della gente, di esperienza decennale con forte estrazione cattolica. È l'uomo giusto per condurre il Cad in questa difficile provincia. Qui ho incontrato professionisti di spessore, imprenditori acuti e intelligenti, presidenti d'associazioni di volontariato attivi ed attenti al sociale, un gruppo forte e coeso con enormi qualità professionali e umani, un mix che darà a questa provincia allori ed onori. Porterò in questo territorio il progetto di 'Riqualificazione del territorio' un modello caddiano che è già sbarcato in numerose province italiane. Con questo progetto il territorio ridiventa protagonista insieme all'ambiente e alla salute del cittadino, il tutto condito dalla rivalutazione dell'agricoltura, del turismo, della viabilità e dall'artigianato. Alcuni sindaci sono stati già contattati e a breve si farà la prima riunione per dare vita ad una Ats per la creazione di una piattaforma europea di finanziamenti.
Infoagrigento.it
Martedì "in aula" in consiglio provinciale
Il Presidente del Consiglio Raimondo Buscemi ha convocato il Consiglio Provinciale per il prossimo 31 agosto alle ore 18:00. L'ordine del giorno prevede la discussione di 16 punti, tra cui cinque interrogazioni, e precisamente: "Lavori di manutenzione e ripristino della S.P. n. 55 Campobello di Licata-Milici-Spatafora" , del cons. Carmelo Avarello (Sinistra); "Utilizzo fondi europei", del cons. Roberto Gallo (La Destra); "Rigassificatore di P. Empedocle ed eventuale costituzione in giudizio della Provincia", dei consiglieri Carmelo Avarello e Nino Spoto (RC); "Presunte dichiarazioni del Presidente", del cons. Orazio Guarraci (PdL-Sicilia); e "Rigassificatore e dintorni" del cons. Roberto Gallo.
Summer University: studenti stranieri ospiti a Raffadali
Nell'ambito del progetto "Summer University", avviato dal Cupa in collaborazione con l'associazione culturale studentesca "AEGEE Agrigento", domenica prossima 55 studenti universitari, provenienti da tutto il continente europeo, saranno ospiti dell'amministrazione comunale di Raffadali, guidata dal sindaco Silvio Cuffaro. Ad accogliere la comitiva, nel primo pomeriggio, sarà l'assessore comunale alla cultura, Filippo Tarallo. "Porteremo i ragazzi - spiega - a visitare prima il nostro paese, le chiese, il centro urbano e i palazzi storici. Poi faremo tappa in alcuni siti. Precisamente a "Cozzo Petrarossa", alla montagna di "Businè" e alle "Grotticelle". Un itinerario ambientale e archeologico che merita certamente di essere conosciuto - aggiunge l'assessore Tarallo - a conclusione di queste escursioni raggiungeremo il Villaggio della Gioventù per un buffet. In serata gli studenti assisteranno ad uno spettacolo in piazza. Siamo convinti - conclude Tarallo - che questa iniziativa rappresenterà senz'altro un'occasione importante per la promozione del nostro territorio".
Pubblicità Istituzionale: Arnone pretende chiarezza da Mifsud
Riceviamo e pubblichiamo un intervento del consigliere comunale di Agrigento, Giuseppe Arnone, in ordine alla gestione della pubblicità istituzionale al Consorzio Universitario della Provincia di Agrigento.
A partire dal Consorzio Universitario di Agrigento, occorre fornire regole certe sull'erogazione di denaro pubblico agli organi di informazione. Il Consorzio Universitario, ad esempio, appare un Ente che eroga denaro pubblico mediante criteri che hanno come effetto quello di stimolare paladinaggi e censure. Interveniamo innanzi tutto sul Consorzio Universitario, e se Mifsud pensa di poter fare, con il pubblico denaro, gli affarucci suoi e dei suoi amici, beneficiando i ruffiani di turno del mondo dell'informazione, può sempre e liberamente tornarsene a Malta. Notevoli sono le ombre che gravano sulla effettiva capacità dell'attuale gestione del Consorzio Universitario di reggere la sfida che la realtà culturale agrigentina e siciliana in questo momento pone. Si ripetono grida d'allarme relativamente ad un funzionamento del Consorzio progressivamente non in grado di fornire servizi, opzioni, offerte formative coerenti con la realtà agrigentina. Hanno molto preoccupato, ad esempio, le considerazioni profondamente venate di pessimismo, di una personalità di prim'ordine come il prof. Villa della Facoltà di Giurisprudenza. Preoccupa altresì l'assenza di una regia che riesca a proporre riscontri qualitativi in ordine alle scelte che si vanno compiendo da parte di un CDA il cui credito, in termini di qualificazione, non ha mai consentito di nutrire solido ottimismo. Ma si tocca certamente un livello molto basso ed inquinante per le regole democratiche e di civile
convivenza, se si analizza il ruolo degradato e degradante assunto dal Consorzio Universitario quale erogatore di spesa che opera discriminazioni in danno di quell'organo di informazione e a
beneficio di quell'altro. E ciò avviene come se il Consorzio non fosse un Ente pubblico, ma una sorta di partito o di corrente privatistica, che può mantenere a sua disposizione, erogando arbitrariamente quattrini,
alcuni organi di informazione esattamente come Berlusconi fa con il "Giornale" di Feltri o con "Libero" di Belpietro. Ad esempio: vi è un'emittente privata specializzata nella censura di alcune posizioni politiche che in città hanno un notevole riscontro elettorale, che appare percepire notevoli contributi dal Consorzio Universitario. Per non parlare di un noto giornaletto, alquanto poco letto, peraltro sempre dai medesimi aficionados che gode pure di contributi e acquisti di
spazi pubblicitari da parte del CUPA, inspiegabili secondo logiche di buona amministrazione. Ma il CUPA è solo il peggiore e il più grave degli esempi, forse perché informato da una cultura maltese estranea alle migliori tradizioni democratiche di noi "figli della Rivoluzione francese". Il
discorso, ovviamente, va esteso a tutti gli enti pubblici, ed è il caso che sia il Partito Democratico a proporre, in tutte le sedi opportune, un protocollo di regole a tutela della trasparenza e correttezza rivolta agli organi di informazione. Ovviamente, quando i pezzi da '90 del giornalismo associato sono quelli che noi tutti conosciamo, non si può certamente sperare che da parte dell'Assostampa, dei suoi pupetti, dei suoi pupari e dei suoi paladini con tanto di elmi e corazze, vengano fuori iniziative distanti dalla nota (in)cultura dei pennivendoli di regime che si facevano lautamente pagare per essere "tenuti buoni".
Agrigentoweb.it
Summer University, studenti a Raffadali
Nell'ambito del progetto "Summer University", avviato dal Cupa in collaborazione con l'associazione culturale studentesca "AEGEE Agrigento", domenica prossima 55 studenti universitari, provenienti da tutto il continente europeo, saranno ospiti dell'amministrazione comunale di Raffadali, guidata dal sindaco Silvio Cuffaro. Ad accogliere la comitiva, nel primo pomeriggio, sarà l'assessore comunale alla cultura, Filippo Tarallo. "Porteremo i ragazzi - spiega - a visitare prima il nostro paese, le chiese, il centro urbano e i palazzi storici. Poi faremo tappa in alcuni siti. Precisamente a "Cozzo Petrarossa", alla montagna di "Businè" e alle "Grotticelle". Un itinerario ambientale e archeologico che merita certamente di essere conosciuto - aggiunge l'assessore Tarallo - a conclusione di queste escursioni raggiungeremo il Villaggio della Gioventù per un buffet. In serata gli studenti assisteranno ad uno spettacolo in piazza. Siamo convinti - conclude Tarallo - che questa iniziativa rappresenterà senz'altro un'occasione importante per la promozione del nostro territorio".
Il 31 agosto seduta del consiglio provinciale
Il Presidente del Consiglio Raimondo Buscemi ha convocato il Consiglio Provinciale per il prossimo 31 agosto alle ore 18:00. L'ordine del giorno prevede la discussione di 16 punti, tra cui cinque interrogazioni, e precisamente: "Lavori di manutenzione e ripristino della S.P. n. 55 Campobello di Licata-Milici-Spatafora" , del cons. Carmelo Avarello (Sinistra); "Utilizzo fondi europei", del cons. Roberto Gallo (La Destra); "Rigassificatore di P. Empedocle ed eventuale costituzione in giudizio della Provincia", dei consiglieri Carmelo Avarello e Nino Spoto (RC); "Presunte dichiarazioni del Presidente", del cons. Orazio Guarraci (PdL-Sicilia); e "Rigassificatore e dintorni" del cons. Roberto Gallo.
Da discutere anche le relazioni semestrali del 2009 (I e II semestre) del Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, il regolamento per le adunanze e il funzionamento del consiglio provinciale e delle commissioni consiliari e la modifica del regolamento per l'assegnazione di fondi agli istituti di istruzione secondaria di pertinenza provinciale, la mozione del cons. Gioacchino Zarbo sulla strada di collegamento con la SS 640 e prolungamento via Portella di mare - Favara.
Prevista anche la discussione della modifica del regolamento per la disciplina delle concessioni ed autorizzazioni e per l'applicazione del canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP). Cinque invece i riconoscimenti di debiti fuori bilancio da approvare a seguito di sentenze della magistratura.
Perlacittà.it
La pubblicità del Consorzio Universitario secondo Mifsud
di Redazione
Il consigliere comunale del Partito democratico Giuseppe Arnone, interviene sulla gestione economica degli spazi promozionali e delle iniziative pubblicitarie intraprese dal Consorzio universitario di Agrigento , attraverso il suo presidente Joseph Mifsud. Ecco il testo della nota:
A partire dal Consorzio Universitario di Agrigento, occorre fornire regole certe sull'erogazione di denaro pubblico agli organi di informazione. Il Consorzio Universitario, ad esempio, appare un Ente che eroga denaro pubblico mediante criteri che hanno come effetto quello di stimolare paladinaggi e censure. Interveniamo innanzi tutto sul Consorzio Universitario, e se Mifsud pensa di poter fare, con il pubblico denaro, gli affarucci suoi e dei suoi amici, beneficiando i ruffiani di turno del mondo dell'informazione, può sempre e liberamente tornarsene a Malta. Notevoli sono le ombre che gravano sulla effettiva capacità dell'attuale gestione del ConsorzioUniversitario di reggere la sfida che la realtà culturale agrigentina e siciliana in questo momento pone. Si ripetono grida d'allarme relativamente ad un funzionamento del Consorzio progressivamente non in grado di fornire servizi, opzioni, offerte formative coerenti con la realtà agrigentina. Hanno molto preoccupato, ad esempio, le considerazioni profondamente venate di pessimismo, di una personalità di prim'ordine come il prof. Villa della Facoltà di Giurisprudenza. Preoccupa altresì l'assenza di una regia che riesca a proporre riscontri qualitativi in ordine alle scelte che si vanno compiendo da parte di un CDA il cui credito, in termini di qualificazione, non ha mai consentito di nutrire solido ottimismo. Ma si tocca certamente un livello molto basso ed inquinante per le regole democratiche e di civile convivenza, se si analizza il ruolo degradato e degradante assunto dal Consorzio Universitario quale erogatore di spesa che opera discriminazioni in danno di quell'organo di informazione e a beneficio di quell'altro. E ciò avviene come se il Consorzio non fosse un Ente pubblico, ma una sorta di partito o di corrente privatistica, che può mantenere a sua disposizione, erogando arbitrariamente quattrini, alcuni organi di informazione esattamente come Berlusconi fa con il "Giornale" di Feltri o con "Libero" di Belpietro. Ad esempio: vi è un'emittente privata specializzata nella censura di alcune posizioni politiche che in città hanno un notevole riscontro elettorale, che appare percepire notevoli contributi dal Consorzio Universitario. Per non parlare di un noto giornaletto, alquanto poco letto, peraltro sempre dai medesimi aficionados che gode pure di contributi e acquisti di spazi pubblicitari da parte del CUPA, inspiegabili secondo logiche di buona amministrazione. Ma il CUPA è solo il peggiore e il più grave degli esempi, forse perché informato da una cultura maltese estranea alle migliori tradizioni democratiche di noi "figli della Rivoluzione francese". Il discorso, ovviamente, va esteso a tutti gli enti pubblici, ed è il caso che sia il Partito Democratico a proporre, in tutte le sedi opportune, un protocollo di regole a tutela della trasparenza e correttezza rivolta agli organi di informazione. Ovviamente, quando i pezzi da '90 del giornalismo associato sono quelli che noi tutti conosciamo, non si può certamente sperare che da parte dell'Assostampa, dei suoi pupetti, dei suoi pupari e dei suoi paladini con tanto di elmi e corazze, vengano fuori iniziative distanti dalla nota (in)cultura dei pennivendoli di regime che si facevano lautamente pagare per essere "tenuti buoni.
GIORNALE DI SICILIA
Nuove deleghe, Grandi opere a Biondi Cultura a Indelicato
Infrastrutture e Cultura. Ecco le deleghe che il presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D'Orsi assegnerà agli ultimi due assessori nominati, Angelo Biondi (Mpa area Di Mauro) e Sergio Indelicato (Pdl Sicilia). Per il neo riconfermato Sergio Indelicato, che prima si occupava di Turismo, è pronta la delega alla Cultura. La delega alle grandi opere è stata pensata dal presidente che vuole raggiungere un obiettivo concreto entro il 2011: l'inizio dei lavori di costruzione dell'aeroporto di Licata. E chi meglio di Biondi può occuparsi di questo settore visto che è stato sindaco di Licata e conosce il territorio e soprattutto gli agricoltori licatesi che protestano per il sito. A proposito di aeroporto va detto che il primo settembre saranno aperte le buste delle offerte pervenute per la partecipazione al bando per il business plain. Un importante atto che poi sarà trasmesso all'Enac ed al ministero delle Infrastrutture e trasporti. Intanto cresce l'attesa per sapere se D'Orsi completerà la giunta nei prossimi giorni, ristabilendo il plenum di 12 assessori. I restanti due assessorati da assegnare toccherebbero al Pdl Alfano che schiererà Ezio Candiloro di Bivona, primo dei non eletti nel collegio di Sciacca, ed al Patto del territorio che si presenterà ufficialmente in consiglio provinciale, martedì 31 agosto alle 18, con il capogruppo Matteo Ruvolo e con altri 4 consiglieri: Marino, Giovanni D'Angelo, Riccardo Gallo e Giuseppe Picone che proprio nei giorni scorsi ha lasciato l'Mpa per aderire alla nuova formazione politica che raccoglie gli scontenti del Pdl, dell'Udc e Mpa, i finiani e i rutelliani. L'assessore designato potrebbe essere Piero Macedonio, che così rientrerebbe in giunta. E sarebbe ancora una volta una giunta senza donne.
RIFIUTI Se il debito di 3 milioni non verrà saldato gli autocompattatori resteranno fuori dall'impianto
La Dedalo ha le casse vuote e non paga
Da domani non si scarica a Siculiana
La prefettura ha inviato una nota ai sette Comuni dell'ambito con la quale li sollecita a onorare i rispettivi impegni per scongiurare la crisi.
Minaccia di essere una crisi, relativa alla raccolta dei rifiuti, senza precedenti quella che si aprirà la prossima settimana e riguarderà, oltre a Licata, altri sei Comuni dell'hinterland in cui la Dedalo Ambiente si occupa di raccogliere l'immondizia. I131 agosto scadrà l'ennesima proroga concessa dalla società «Catanzaro» di Agrigento all' Ato rifiuti per riscuotere il credito che ormai supera i tre milioni di euro. Una somma che la «Dedalo Ambiente» deve a «Catanzaro» per pagare il conferimento nella discarica di Siculiana. Ebbene, se entro il 31 agosto il debito non sarà saldato la ditta agrigentina non consentirà il conferimento agli operatori ecologici della «Dedalo Ambiente». Cosi i 25 autocompattatori dell'autorità d'ambito saranno lasciati davanti il cancello della discarica. Sul fatto che il termine decorrerà inutilmente non ci sono dubbi, considerato che la «Dedalo Ambiente» ha più volte annunciato di non avere i soldi per onorare l'impegno con «Catanzaro». Somme che l'Ato rifiuti avrebbe se i Comuni avessero saldato il debito di sette milioni di euro che hanno con l'Ato. Intanto ieri Rosario Miceli, presidente della «Dedalo Ambiente», ha annunciato che «la prefettura ha inviato una nota ai sette Comuni dell'ambito, indirizzata per conoscenza anche all'Ato, con la quale li sollecita ad onorare i rispettivi impegni in modo da scongiurare la crisi che, ormai, è alle porte».
Una volta ricevuta la lettera Miceli, a sua volta, ha scritto al prefetto di Agrigento. «Ho chiesto un incontro urgente - ha confermato il presidente della Dedalo Ambiente - al prefetto per renderlo edotto della situazione che viviamo. La crisi dei rifiuti minaccia di essere davvero grave».
LA SICILIA
Nasce ad Agrigento il Cad (Centro di Ascolto del Disagio) allo scopo, tra gli altri, di incanalare il fiume di precari della Pubblica Amministrazione verso una compiuta stabilizzazione. In provincia i lavoratori "in bilico" ammontano ad oltre 2500 unità (in Sicilia sono più di 20.000), numero destinato a crescere se il governo regionale non interverrà con opportuni interventi. Nella sala consiliare "Giglia" della Provincia si è tenuto nei giorni scorsi il primo incontro tra i responsabili e promotori del Cad e i rappresentanti di associazioni di volontariato, professionisti, imprenditori delle diverse categorie. A presiedere i lavori Santino Sabella ex sindaco di San Biagio Platani e neo presidente dell'associazione. «Obiettivo primario del Cad è aiutare i lavoratori precari della Pubblica Amministrazione, ad ottenere dopo 20 anni, la loro definitiva assunzione. La precarietà rappresenta un virus sociale dove l'individuo perde dignità e sicurezza nei propri mezzi. Il Cad ha inoltre intenzione di istituire, come avviene in tutta Italia, una task-force di tecnici per venire incontro agli imprenditori, cuore pulsante del sistema economico. In particolare la piccola e media impresa riscontra difficoltà nell'accesso al credito, mentre gli imprenditori che hanno subito fallimenti o iscrizione al CRIF sono messi al bando e isolati dal sistema bancario. Terzo ma non ultimo obiettivo del Cad - prosegue Sabella - è il rilancio del turismo nella provincia di Agrigento».
Forza Licata
Aeroporto, D'Orsi replica a Iacolino: "Lombardo è con noi"
Il Presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D'Orsi, interviene sulle dichiarazioni rilasciate dall'europarlamentare agrigentino del PdL Salvatore Iacolino. Quest'ultimo, infatti, aveva espresso perplessità sui ritardi della Regione Siciliana nella convocazione del tavolo tecnico per attuare la variante urbanistica indispensabile per la costruzione dell'aeroporto di Licata.
"Sono molto soddisfatto dell'interessamento dell'on. Iacolino al progetto aeroporto, segno inequivocabile di una reale vicinanza alla provincia di Agrigento e ai progetti per la soluzione di problemi annosi e mai risolti - dice il Presidente D'Orsi -. Tuttavia, per rispetto della verità, devo precisare che da parte della Regione Siciliana, con il Presidente Lombardo in testa, non c'è alcuna remora o volontà di ostacolare questo progetto, tutt'altro".
GIORNALE DI SICILIA
PROVINCIA. Studio sulla fattibilità finanziaria
Aeroporto, scade bando per il piano
Scade domani il termine per la partecipazione all'appalto per l'individuazione di una società incaricata di redigere il business plain dell' aeroporto di Agrigento. Il progetto costerà 110 mila euro (soggetti a ribasso) alle casse della Provincia. Si tratta dell'elaborazione di uno studio economico finanziario di supporto ed indirizzo volto anche alla definizione dei requisiti minimi che dovrebbero possedere potenziali partner nella realizzazione e gestione dell'aeroporto provinciale che sarà realizzato in contrada Piano Romano a Licata. La prestazione richiesta consiste nella redazione: di uno studio della domanda e dell'offerta di traffico aereo per il realizzando aeroporto; nel Project financing comprendente: Costi di gestione e ricavi di gestione, analisi dei requisiti minimi del soggetto realizzatore e gestore. Lo studio sarà basato su un programma di intervento in attuazione del progetto preliminare redatto dall'ufficio tecnico provinciale, progetto che potrà essere opportunamente integrato e modificato al fine di perseguire la fattibilità e la sostenibilità economica dell'operazione di ottimizzare la funzionalità delle infrastrutture e la loro possibilità di sviluppo futuro. Lo studio dovrà tracciare gli elementi economici iniziali ed a regime in funzione dei possibili sviluppi dell'infrastruttura aeroportuale. Entro i 90 giorni dall' individuazione dell'aggiudicatario dovranno presentare gli studi commissionati. Subito dopo si avvierà la gara di appalto per la realizzazione e gestione dell'aeroporto Provinciale agrigentino. (*PAPI') PAOLO PICONE
SOLE 24ORE
Prima del blocco del turn over
Per le assunzioni si profilano mosse in anticipo
La tentazione è forte. Anticipare il più possibile le assunzioni nel 2010 per non incappare nella scure del turn over. Gli enti locali stanno escogitando un'infinità di soluzioni con l'obiettivo di mantenere i medesimi livelli di servizi pur in vigenza delle restrizioni del DI n. 78/2010. Tra questi tentativi anche quello di rivedere la programmazione delle assunzioni di quest'anno. La regola del turn over del 20% della spesa dei cessati introdotta della manovra estiva decollerà infatti solo dal 2011. Nel frattempo è partita anche una vera e propria gara alla sopravvivenza che potrebbe portare ad un incremento delle assunzioni nel 2010 (si veda Il Sole 24 Ore del 21 giugno). In questi sei mesi infatti le regole vigenti sono quelle che riguardano il contenimento della spesa di personale con un doppio binario che crea però equilibri diversi.
Gli enti soggetti al patto devono infatti ridurre la spesa rispetto all'anno precedente (in questo caso il 2009), senza avere particolari restrizioni sulle assunzioni. In tale limite quindi, e senza alcuna possibilità di deroga, si possono portare a compimento le azioni che incidono anche sul piano occupazionale.
Tale possibilità viene però meno per gli enti non soggetti a patto di stabilità. Su circa 8.100 comuni, ben 6 mila sono al di sotto dei 5mila abitanti e hanno un duplice obiettivo da rispettare: il non superamento della spesa di personale dell'anno 2004 e la possibilità di assumere nel limite delle cessazioni di personale a tempo indeterminato complessivamente intervenute nell'anno precedente.
Di fatto quindi i piccoli enti non possono operare così liberamente nel tentativo di anticipare il più possibile le assunzioni nel 2010. Se infatti il 2009 è stato un anno senza cessazioni, il "blocco" è quasi già in vigore a tutti gli effetti. D'altronde le interruzioni del rapporto di lavoro in questi enti sono quasi degli eventi, situazioni che capitano di tanto in tanto visto il numero esiguo di dipendenti impiegati nei vari uffici.
Senza quindi aspettare la regola del 20% dell'anno prossimo (secondo l'Anci però si applicherebbe solo ai comuni soggetti a patto), questi enti potrebbero già avere uno stallo su qualsiasi politica della gestione delle risorse umane. Rimane aperto un solo spiraglio, sempre nel tentativo di anticipare l'accetta. Percorrere la strada che potrebbe permettere di considerare non solo le cessazioni intervenute nell'anno precedente, ma di tutte quelle avvenute dal 2004 in poi che però non hanno avuto sostituzioni. Non tutte le Sezioni regionali della Corte dei conti sono però d'accordo su tale interpretazione, lasciando ancora una volta gli enti in balia del buon senso nell'applicazione delle norme.
Tra l'altro anche i piccoli comuni non potranno più beneficiare della possibilità di deroga, a prescindere dal numero di dipendenti in servizio. Un rischio, in definitiva, che potrà avere gravi ripercussioni sulla gestione dei servizi per i quali, neppure l'obbligo delle gestioni associate, potrà trovare soluzioni definitive.
Ecco quindi le regole per il 2010. Nessun ente potrà procedere ad assunzioni se il rapporto tra le spese di personale e le spese correnti è superiore al 50%. Stesso divieto, compresa la stipula di contratti di servizi elusivi delle disposizioni, per gli enti che non hanno rispettato il patto nel 2009. Le autonomie dovranno proseguire nel rispetto delle norme sul contenimento della spesa di personale. Con questi paletti si potranno quindi prevedere assunzioni già in questo anno, tenendo presente che i comuni non soggetti a patto hanno l'ulteriore vincolo delle assunzioni nei limiti delle cessazioni intervenute nel 2009.
I vincoli. Dopo la conversione del Dl 78
Sui premi l'impatto della manovra
Arturo Bianco
Dipendenti e dirigenti delle Pubbliche amministrazioni devono essere premiati in base alle performance individuali, cioè al raggiungimento degli obiettivi loro assegnati; ma si deve tenere conto anche delle performance organizzative dell'intero ente e delle strutture in cui operano. Sulla concreta applicazione di questo principio la manovra estiva interviene pesantemente, determinando risultati di rinvio.
Per performance organizzative si intende il raggiungimento delle finalità dell'attività amministrativa in termini di effetti concretamente determinati. Cioè il soddisfacimento dei bisogni della collettività, l'attuazione dei programmi, la soddisfazione degli utenti, il miglioramento degli standard delle prestazioni, il raggiungimento di risultati in termini di efficienza, efficacia ed economicità.
Ma, a seguito della manovra estiva, si delinea un nuovo scenario. In primo luogo, il blocco della contrattazione collettiva per il triennio 2010/2012 impedisce di destinare a questa finalità risorse aggiuntive. Poi si determina il rinvio al 2013 della effettiva destinazione alla valorizzazione del merito della parte prevalente del fondo (si veda la circolare del dipartimento della Funzione pubblica n. 7/2010). E viene rinviata l'applicazione sia del bonus delle eccellenze che del premio per l'innovazione.
La manovra estiva impone che nel triennio 2011/2013 il trattamento economico dei dipendenti e dei dirigenti pubblici non debba superare quello «ordinariamente spettante nel 2010, al netto degli effetti derivanti da eventi straordinari della dinamica retributiva».
Non è in discussione che le valutazioni non positive, con il conseguente inserimento in fasce di merito basse, determineranno una penalizzazione, in quanto il dipendente o il dirigente riceverà una quota ridotta o nessuna quota.
Il dubbio si pone per le valutazioni positive, con il conseguente, inserimento nella fascia di merito più elevata, che dovrebbe determinare un aumento del trattamento accessorio. Aumento che sembra scontrarsi con il tetto introdotto dall'articolo 9, comma 1; della manovra estiva al trattamento economico individuale. Su base della legge di conversione, che ha sostituito alla nozione compensi in godimento quella compensi spettanti, (passando cioè dalla cassa alla competenze limitando l'ambito di applicazione a quelli «ordinariamente spettanti», si comincia a fare strada un'interpretazione che consente di applicare già dal 2011 questo pilastro della legge Brunetta.
Si sostiene, in particolare parte della Funzione pubblica che comunque non ha ancora formalizzato tale tesi, che l'ambito di applicazione del tetto al trattamento economico individuale guarda solo il trattamento fondamentale e quelle voci del trattamento accessorio che hanno carattere fisso e ricorrente, escludendo così la valorizzazione merito legata alla performance organizzativa e individuale.
La scelta tra le opzioni disponibili
Tre modelli per la misurazione
Balanced scorecard, performance prism, common assessment framework. Sono questi i tre modelli applicativi che la Civit propone per misurare la performance organizzativa delle amministrazioni pubbliche. La delibera n. 89/2010 promuove una serie di indirizzi operativi a cui anche regioni ed enti locali devono fare riferimento come "linee guida". Spetterà a ogni organizzazione individuare i singoli processi più idonei alle esigenze della singola realtà operativa.
Buona parte delle azioni descritte sono già contenute nel sistema che il legislatore ha improntato nel Dlgs 267/2000. Anche senza l'applicazione di specifiche etichette gli enti locali hanno ormai da tempo creato e utilizzato gli indicatori per la misurazione delle proprie attività. Tali valori sono spesso inseriti nelle diverse statistiche frequentemente richieste a livello centrale e soprattutto nell'ambito del controllo di gestione che ogni amministrazione dovrebbe attuare nel rispetto dei principi del Tuel.
Nello spirito della riforma Brunetta, è bene orientare tutte queste attività a un obiettivo unico che utilizzi un modello personalizzato attingendo da quelli proposti. Queste, in sintesi, le caratteristiche
Balanced scorecard. È in grado di correlare obiettivi, indicatori e azioni con i risultati, i processi e le risorse. I termini sono molto vicini al rapporto che attualmente lega la relazione previsionale e programmatica, il piano esecutivo e il controllo di gestione.
Performance prism. Pone più l'accento sugli interessi di coloro che possono influenzare od essere influenzati dall'ottenimento degli obiettivi da parte dell'organizzazione in esame. In tale modello viene esaltato al massimo il ruolo degli stakeholder che per gli enti locali sono principalmente individuati nei cittadini di riferimento.
Common assessmenl framwork. Si basa prevalentemente sull'autovalutazione utilizzando un elevato numero d indicatori. Spesso è già stato utilizzato in alcune organizzazioni del territorio correlato ai sistemi di customer satisfaction dei servizi con diretto impatto su pubblico.
Una tabella della delibera r 89 fornisce le caratteristiche delle varie tipologie di attività affinché ciascun organismo in dipendente di valutazione possa valutare nel dettaglio quelle migliore per l'amministrazione in cui opera.
Come sottolineato dalla Civit, uno dei rischi più diffusi i tutti i modelli e in tutte le organizzazioni è che le azioni di misurazione della performance si esauriscano in un mero sforzo di reporting. Detto in altre parole l'adozione del nuovo sistema potrebbe portare a un ulteriore sviluppo dei sistemi informativi e della correlata d( cementazione cartacea, sena migliorare la performance organizzativa delle amministrazioni interessate.
G.Bei
Performance. L'adeguamento alle disposizioni della riforma Brunetta dovrà avvenire entro il prossimo 31 dicembre
Valutazione a misura di ente
Dalla Civit le linee guida che dovranno essere modulate sulle diverse realtà
Gianluca Bertagna
I termini per l'allineamento alle disposizioni della riforma Brunetta da parte degli enti locali sono sempre più vicini. Entro il 31 dicembre 2010 dovranno essere adeguati i singoli ordinamenti pena l'obbligo di rispettare al 100% le disposizioni del Dlgs n.150/2009. L'adempimento principale è sicuramente quello di individuare un sistema di misurazione e valutazione della performance che dovrà andare in due precise direzioni: l'esame dell'amministrazione nel suo complesso e l'analisi dei comportamenti e dei risultati dei singoli dipendenti.
Sull'argomento sono di estrema attualità le indicazioni della Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche (Civit) inserite nella delibera n. 89, pubblicata sulla «Gazzetta Ufficiale» del 19 agosto. Il documento contiene gli indirizzi per attuare il controllo sulla performance di carattere organizzativa, mentre vengono rimandate ad un successivo intervento le istruzioni sulle valutazioni dei lavoratori.
Per gli enti locali non esiste un obbligo di legge che li costringe ad attenersi a quanto indicato dalla Civit. Gli strumenti e i modelli di riferimento indicati dalla delibera costituiscono infatti delle semplici linee guida. E non poteva essere diversamente. Scorrendo infatti le diverse pagine del documento ci si rende subito conto di quanto complesso potrebbe essere il sistema delineato per la maggioranza dei piccoli e medi comuni italiani. Il compito delle autonomie è quindi approfondire la tematica della valutazione con il supporto delle indicazioni della Commissione e calarle nelle singole realtà con gli strumenti che sono tipici.
L'articolo 7 comma i della riforma Brunetta afferma chiaramente che ciascuna amministrazione pubblica deve adottare con un apposito provvedimento il sistema di valutazione. L'articolo 16 prescrive l'adeguamento dei propri ordinamenti di regioni ed enti locali. Il primo passaggio necessario e imprescindibile è la revisione dei regolamenti sull'ordinamento generale degli uffici e dei servizi. La competenza è della giunta, anche se in alcune situazioni potrebbe essere necessario passare dal Consiglio per un riesame dei principi generali dell'organizzazione spesso assai datati. In tali sedi si potranno anche mettere in evidenza le soluzioni più dirette ed operative per la valutazione e la misurazione delle attività specifiche a seconda della tipologia di amministrazione, delle sue peculiarità e del territorio di riferimento. Tutto ciò che già esiste (relazione previsionale è programmatica, piano esecutivo di gestione, controllo di gestione) dovrà essere rivalutato ed inserito in una visione più ampia che contenga anche l'avvio e la conclusione del processo di valutazione della performance organizzativa e individuale.
Ciascun ente locale dovrà poi fare la scelta sulla nomina, sul ruolo e sulle funzioni da assegnare all'organismo indipendente di valutazione il quale, secondo l'Anci, non necessariamente dovrà sostituire gli attuali nuclei di valutazione. Si tratta quindi, ancora una volta, di una scelta lasciata all'amministrazione da attuarsi con spirito di miglioramento nella misurazione e valutazione delle prestazioni. Come ricordato dalla Civit nella delibera n. 89, spetta all'Oiv l'analisi della performance organizzativa oltre ad un monitoraggio continuo nel corso dell'esercizio con correlata relazione annuale.
È il momento delle scelte vere. L'occasione va quindi presa al volo per non rischiare di cadere dal i gennaio prossimo in un obbligo sterile per il quale poi non rimarrà alternativa che seguire pedissequamente le istruzioni della Civit senza una reale possibilità di calare nelle singole realtà il percorso delineato dalla riforma Brunetta.