
GIORNALE DI SICILIA
POLITICA. È mancato di nuovo il numero legale. In aula erano presenti solo sette consiglieri su 35
Provincia, ancora una seduta a vuoto
Le opposizioni: «Consiglio fallimentare»
Salta la seduta del consiglio provinciale. Non è la prima volta - la seconda nel giro di pochi giorni- forse anche segno del malessere non solo politico che sta vivendo l'Ente a volte incapace di affrontare e di schierarsi alla luce del sole, su temi scottanti. In aula c'erano solo sette consigliere su 35: Nino Spoto, Calogero Martello, Stefano Girasole, Roberto Gallo, Matteo Ruvolo, Riccardo Gallo e Giuseppe Picone, gli ultimi tre componenti del neonato gruppo consiliare riconducibile al «Patto per il territorio». La prossima seduta dovrà essere riconvocata con un nuovo ordine del giorno, che sarà deciso nel corso della conferenza dei capogruppo che convocherà il presidente Raimondo Buscemi. Inevitabili le reazioni all'ennesimo rinvio dei lavori consiliari.
Roberto Gallo. «Con grande rammarico, dice il consigliere provinciale de "La destra", devo rassegnare forte tristezza per l'attività fallimentare di questo consiglio. Il fatto più grave è certamente l'assenza deliberata ed organizzata dei partiti del la cosiddetta maggioranza (Mpa, Udc, e Pdl) e stranamente anche del PD, che avrebbe dovuto approfittare del momento per denunciare questo clima di lassismo e disfattismo. Tra i punti rinviati alcuni importanti come quello della modifica re golamento dei lavori consiliari che dovrebbe, se approvato, mettere fine a squallidi comportamenti che vedono diversi consiglieri dopo mezz'ora, un'ora o poco più, andar via garantendosi gettone di presenza e giorno libero se dipendenti pubblici.
C'era anche da discutere tre interrogazioni importantissime, tra le quali una sul delicato tema del rigassificatore a Porto Empedocle».
Italia dei Valori. «Ieri i cittadini della provincia di Agrigento hanno dovuto assistere all' ennesima farsa perpetrata ai loro danni. Ci chiediamo come mai appena si parla di rigassificatore c'è questo fuggi, fuggi generale? Eh?».
Strada provinciale Raffadali-Cattolica. Se ne occupa in una interrogazione il consigliere Nino Spoto, di Rifondazione Comunista, il quale chiede che venga con urgenza ripristinata la percorribilità, attraverso i necessari interventi strutturali e manutentivi. Spoto nell'interrogazione inviata al presidente D'Orsi, ricorda che la strada attualmente versa ín un «pessimo stato di manutenzione per la presenza di numerose buche e frane, che rappresentano una costante insidia per gli utenti che la percorrono» Una situazione che è ulteriormente aggravata per gli ultimi smottamenti. (.GG.)
GERLANDO GANDOLFO
CERIMONIA DI CONSEGNA. Presenti il sindaco, l'assessore Elio Cordaro e il dirigente scolastico della scuola Eugenio D'Orsi
Ristrutturata la scuola «Tortorelle»
Per i lavori spesi oltre 400 mila euro
Ad eseguire i lavori è stata l'impresa Chianetta, vincitrice della gara d'appalto. Soddisfatto il sindaco Marco Zambuto.
Eugenio Siracusa
Un importo complessivo di quattrocentomila euro per la messa in sicurezza e il ripristino dell'intero edificio scolastico dopo diversi anni di inefficienza.
Cerimonia di consegna, ieri mattina, del plesso Tortorelle all'Istituto comprensivo "Pascoli" di Agrigento.
Presenti il sindaco, Marco Zambuto, l'assessore comunale alla Pubblica Istruzione, Elio Cordaro e il dirigente scolastico della scuola nonché presidente della provincia regionale di Agrigento Eugenio D'Orsi.
SERVONO 100 MILA EURO PER ALTRI DUE PLESSI DELLA CITTÀ
Ad eseguire i lavori è stata l'impresa Chianetta, vincitrice della gara d'appalto.
In particolare le opere, sotto la responsabilità dall'architetto comunale, Gaetano Greco, hanno interessato l'intera ristrutturazione della copertura della struttura con l'aggiunta di strutture antisismici.
In più sono state installate porte ed infissi interni ed esterni, accompagnate da una tinteggiatura generale in tutte le aule.
Entusiasta per il risultato appena raggiunto si dice il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto: "È una scuola molto frequentata - commenta -posta in un quartiere centrale della nostra città. Purtroppo l'anno scolastico precedente, le famiglie dei ragazzi hanno avuto numerosi disagi. Ma ormai è acqua passata. Questo -racconta Zambuto - era un edificio fatto in legno , e quindi da un punto di vista sismico e dalla sicurezza dava poche garanzie.
Siamo riusciti - prosegue -ad avere un finanziamento di 400mila euro per la sicurezza dell'istituto e che i fondi ricevuti sono serviti per dare alla città un edificio completamente ristrutturato e completo. Anche se ancora vi sarà la necessità sicuramente di un ulteriore controllo, cercheremo di affrontare tutte le esigenze che ci vengono presentate con la massima collaborazione".
Infine il sindaco si sofferma anche sulla situazione d'emergenza degli altri due istituti della città la scuola elementare De Cosmi del Villaggio Mosè e l'elementare Esseneto.
"Nella scuola De Cosmi sono stati già effettuati lavori di messa in sicurezza, ma è necessario che vengano ultimati. Ci servono ulteriori 100 mila euro e contiamo di recuperarli all'interno del bilancio comunale per poter avviare una nuova gara e ridare alla città un altro importante istituto. All'Esseneto , invece , vi è stato un forte atto di indirizzo del consiglio comunale che allo stato attuale non abbiamo potuto adempiere per ragioni esclusivamente finanziarie". *Esr)
ACCUSE E INSULTI
Duro scontro fra D'Orsi e l'assessore Cordaro
Una cerimonia movimentata, quella di ieri mattina, della consegna del plesso Tortorelle alla scuola Pascoli. Ad animare la giornata è stato il duro scontro verbale avvenuto tra il presidente della provincia di Agrigento, Eugenio D'Orsi, nella sua veste di dirigente dell' istituto e l'assessore comunale all'Istruzione, Elio Cordaro. Al centro del duro scontro la situazione poco idonea, a parer di D'Orsi, della scuola «Pascoli». La miccia è stata accesa intorno alle 12 e 15, non appena D'Orsi è sceso dall'auto blu ed ha iniziato ad inveire contro l'esterrefatto assessore Cordaro. In quel momento da entrambi le parti sono scattate accuse, insulti e urla. D'Orsi ha denunciato che nell'istituto «Pascoli», a tutt'oggi, sono assenti sistemi per la sicurezza degli alunni. Inoltre, ha proseguito, nella scuola si respira cattivo odore a causa di un tubo fognario guasto. Accuse respinte con forza dall'assessore Cordaro. A fare da spartiacque tra i due ci ha pensato il sindaco Zambuto che ha preso sotto braccio il presidente D'Orsi, accompagnandolo in una aula della scuola, cercando di tranquillizzarlo. Insomma doveva essere solo una cerimonia di consegna, invece alla fine è stato un incontro di battaglia con tanto di incidente istituzionale
LAVORO. La protesta dopo la stabilizzazione dei regionali. L'assessore Leanza: in programma un vertice al ministero
Enti locali, precari sul piede di guerra:
la Regione faccia assumere pure noi
Giacinto Pipitone
PALERMO
Scoppia la guerra fra precari. I contrattisti degli enti locali, 23.500 secondo le ultime stime, hanno annunciato ieri il ritorno alla strategia della protesta di piazza in aperta polemica con la decisione del governo Lombardo di stabilizzare i 4.500 colleghi degli assessorati regionali e non loro.
Va detto che lo stop alla stabilizzazione negli enti locali nasce dalla Finanziaria Tremonti mentre il contratto a tempo indeterminato per i precari della Regione è contenuto in una legge siciliana che ha passato il vaglio del Commissario dello Stato. La situazione però è incandescente. Il sindacato autonomo di riferimento per i precari degli enti locali - I'Mg1 guidato da Massimo Bontempo e Pippo Leggio - ha riunito il direttivo a Capo d'Orlando e deciso di avviare una nuova stagione di protesta: «Siamo pronti a invadere in modo pesante Palermo e Catania. Non vogliamo più essere illusi con promesse che non vengono mai mantenute».
I precari degli enti locali hanno ottenuto a fatica, a luglio, la proroga di un anno ma adesso l'Mg1 chiede che venga portata all'Ars la legge con cui la Regione dovrebbe provare ad aggirare l'ostacolo della Finanziaria nazionale e procedere alla stabilizzazione anche di questi 23.500 lavoratori: «Lombardo ee l'assessore al Lavoro, Lino Leanza - dicono Bon-tempo e Leggio - ci avevano promesso questa norma ma il tempo passa e non sembra che ci siano passi avanti». La legge regionale dovrebbe prevedere la possibilità per i sindaci di sforare il patto di stabilità: il tutto malgrado la crisi finanziaria e il no esplicito del ministro nazionale.
I primi contatti fra I'Mgl e Leanza ci sono già stati e non hanno portato a una soluzione. L'assessore ha convocato per mercoledì il sindacato ma in quella sede l'Mgl si presenterà con un ultimatum: «O si avvia il cammino della legge o scatta la protesta nelle forme più dure». Leanza assicura che il governo non ha mollato la presa sul problema: «Già nei prossimi giorni è in programma una riunione con i responsabili del ministero dell'Economia in cui si discuterà del patto di stabilità. In quella sede porremo anche questo problema. Dopo scriveremo la norma che andrà approvata all'Ars».
Nel frattempo però andrà avanti la stabilizzazione dei 4.500 regionali e ciò aumenterà la tensione: «Siamo figli della stessa legge, la 67/88 - commentano Bon-tempo e Leggio - dobbiamo avere lo stesso trattamento». La tensione sta crescendo perchè in alcuni Comuni si stano portando delle stabilizzazioni anche dei precari che fanno parte del contingente dei 23.500. È il caso di Comiso, dove il sindaco Giuseppe Alfano farà firmare a circa 180 dipendenti il contratto a tempo indeterminato che scatta dal primo gennaio 2011_ La notizia si è sparsa fra gli altri precari siciliani contribuendo ad alimentare la sensazione di disparità di trattamento. Ma il sindaco Alfano ha precisato che «le procedure di stabilizzazione sono state formalmente completate entro il 31 dicembre 2009, per la precisione il 27, come prevedeva la legge in vigore in quel momento. In questo modo siamo sfuggiti ai nuovi vincoli entrati in vigore quest'anno. Ci è andata bene».
SOLE24ore
Pagamenti. I vincoli di finanza pubblica cui sono sottoposti i comuni aumentano i ritardi negli adempimenti verso i fornitori
Il patto di stabilità soffoca l'impresa
Gli industriali: «Rischi concreti di fallimento» - Si diffondono gli accordi enti-banche
Gianni Trovati
MILANO
A Cremona la Cna chiede «una revisione strutturale» del patto di stabilità, perché la lentezza crescente dei pagamenti «mette all'angolo le imprese, che non possono più contare su tempi ragionevoli indispensabili per la loro attività». A Parma gli edili dell'Unione industriale parlano di «situazione insostenibile» e di «rischi concreti di fallimento» per le imprese che lavorano con gli enti locali, e il sindaco Pietro Vignali ribatte in consiglio che «il comune ha 6o milioni di liquidità, ma il patto ci blocca».
Il problema è sempre quello, e nasce dal fatto che le regole di finanza pubblica vincolano i pagamenti in conto capitale, cioè quelli legati agli investimenti comunali che spesso seguono un percorso pluriennale. Le risorse in cassa ci sono, ma non possono essere spese per non peggiorare i conti pubblici. Le critiche sono corali: la Corte dei conti, nell'ultima relazione sulla finanza locale, ha parlato di «regole irrazionali», mentre l'Authority sugli appalti (determinazione 4/2010) ha condotto un'indagine ad ampio raggio registrando attese per i pagamenti che oscillano fra 92 e 664 giorni, con ritardi che accumulano debiti vicini ai 40 miliardi di euro.
Il tempo non cambia il problema, ma la sua gravità. La manovra correttiva ha svincolato dal patto di stabilità circa 300 milioni di euro, contro gli 1,6 miliardi liberati l'anno scorso: a Milano, solo per fare qualche esempio, le risorse extra patto passano da 104 a 23 milioni, a Torino si va da 4o a 9 milioni e a Napoli da 57 a i6.
L'Authority ha bocciato la prassi degli enti locali che già nei bandi allungano i tempi di pagamento rispetto ai limiti di legge (la regola generale prevede 3o giorni ed è fissata dal decreto legislativo 231/2002) e per evitare l'effetto domino nei ritardi ha suggerito che i contratti impongano alle imprese aggiudicatarie di pagare i subappaltatori con lo stesso giorno di valuta del credito liquidato dalla Pa.
A rilanciare il tema interviene anche la Finco, la federazione di Confindustria che rappresenta i 2omila produttori di beni e servizi per le costruzioni edili e stradali, chiedendo di estendere gli obblighi previsti dal decreto 231 anche ai subappalti di lavori pubblici e ai contratti di subaffidamento di forniture con posa in opera. La stessa federazione ha scritto poi a un gruppo di senatori e presidenti di commissione a Palazzo Madama per chiedere che nei disegni di legge su semplificazione e regole anti-corruzione sia affrontato il tema dei pagamenti lumaca.
I comuni, che negli ultimi mesi stanno anche attivando accordi con le banche per farsi anticipare i pagamenti, accusano soprattutto l'effetto trascinamento, legato al fatto che negli ultimi mesi del 2009 molti pagamenti sono stati rimandati al 2010, riducendo ulteriormente gli spazi per quest'anno. «Noi -aggiunge Angelo Falchetti, assessore al bilancio a Firenze -l'anno scorso abbiamo superato l'obiettivo di 27 milioni e in tanti hanno fatto lo stesso perché il conto definitivo delle risorse disponibili arriva solo a gennaio, e la prudenza frena anche risorse che poi si rivelano libere. Sarebbe logico che il governo permettesse di spendere questi soldi in più l'anno successivo». Del tema si parlerà nelle prossime settimane nell'incontro promesso dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti ai sindaci in sede di accordo sulla manovra correttiva. Senza dimenticare che sul «blocca-cassa» pesa anche un giudizio di legittimità costituzionale richiesto dalla Corte dei conti della Lombardia. Il verdetto dovrebbe arrivare entro fine anno, e c'è da segnalare che nelle ultime settimane la stessa sezione lombarda della Corte ha effettuato una serie di audizioni con i comuni della regione per fare un nuovo punto sul patto.
giannitrovati@ilsole24ore.com
LA SICILIA
IL FATTO. Il presidente della Provincia destinatario di altre lettere minatorie, informata la Questura
Nuove minacce a Eugenio D'Orsi
«Continuano a spedirmi romanzi», racconta il presidente della Provincia regionale Eugenio D'Orsi.
Ma non si tratta di proposte editoriali pervenutegli da neofiti della letteratura. Si tratta di lettere minatorie, tese a intimidire il capo dell'esecutivo provinciale, sulla stessa triste falsa riga di quanto accade ormai da mesi. D'Orsi è bersaglio di intimidazioni di vario genere, dirette e indirette, rivolte a chi evidentemente ha rotto determinati ingranaggi. Il presidente della Provincia ormai ha fatto il callo a questa serie di avvertimenti e minacce, recapitategli sotto forma di lettera, telefonata o in altri modi. Gli sono entrati in casa a Palma di Montechiaro, gli hanno fracassato un'auto personale al Viale della Vittoria, gli sono arrivati proiettili e cartucce di tutti i tipi, ignoti hanno devastato l'ufficio scolastico in cui lavorava la moglie. Una raffica di avvertimenti, al cospetto dei quali il presidente della Provincia si pone ormai con un certo disincanto, conscio di come sia quasi un pedaggio da pagare per portare avanti il proprio progetto politico. Ieri mattina dei «romanzi» pervenutigli ha parlato fugacemente con il questore Girolamo Di Fazio, al quale si è riservato di fornire ulteriori elementi di valutazione, con la speranza di risalire prima o poi agli autori morali e materiali di questi avvertimenti. Da mesi ci si chiede chi può avercela con D'Orsi. Chi ha perso denaro dai mancati accordi stipulati in passato con l'ente Provincia chi potrebbe cedere il proprio terreno nel licatese per farvi realizzare l'aeroporto, chi vede come un nemico politico colui il quale non esita a mandare a casa l'assessore che non si rivede nel suo modo di fare politica. Tanti scenari che di certo gli inquirenti conoscono e sui quali continueranno a investigare per risalire agli autori della strategia della tensione intorno al presidente della Provincia. Un uomo che, è giusto ricordarlo, vive con due agenti della polizia provinciale sempre alle costole.
FRANCESCO DI MARE
RIFIUTI
C'è l'accordo, sciopero scongiurato?
Lo sciopero del personale del raggruppamento di imprese che si occupa della raccolta smaltimento dei rifiuti solidi urbani potrebbe essere scongiurato. La missione a Milano dell'amministratore unico di Gesa Agrigento due Teresa Restivo infatti é stata fruttuosa per cui dovrebbe ricevere lunedì da Aipa un'ulteriore anticipazione di 500 mila euro che si andrebbero ad aggiungere ai 700 mila di cui già dispone. Con un milione e 200 mila euro spera che le ditte siano in condizione di poter pagare lo stipendio di luglio e scongiurare in tal modo lo sciopero già proclamato per la settimana entrante dai sindacati confederali. In proposito Restivo ieri pomeriggio ha avuto un incontro con i rappresentanti sindacali che si é protratto fino a tarda ora e che alla fine ha portato all'accordo fra le parti. Ma alle porte di Gesa bussano anche le ditte titolari degli impianti ed in particolare la ditta Catanzaro, anch'esse creditrici di somme considerevoli. Tuttavia qualcosa sembra essersi sbloccata nella vicenda dei Comuni. Pare che sia arrivata una prima rimessa da parte della Regione, per cui qualche amministrazione sta già cominciando a versare delle somme. Non é da escludere che nell'arco di qualche settimana possa esserci la disponibilità di alcune risorse con le quali versare altri anticipi. Tutto questo mentre sono già in partenza le prime bollette nei confronti degli evasori. In proposito va detto che sono stati scoperto anche alcuni casi clamorosi, come quelli di persone proprietarie di intere palazzine.
S. F.
SCUOLA
Riconsegnato alla città il plesso «Tortorelle»
Restituito ieri mattina alla città il plesso "Tortorelle" di piazza Metello, appartenente
all'istituto comprensivo "Pascoli". L'istituto è stato simbolicamente consegnato dal sindaco Marco
Zambuto, accompagnato dall'assessore comunale per le politiche dell'istruzione e della
formazione professionale Elio Cordaro e dall'assessore comunale per i lavori pubblici Renato Buscaglia, al dirigente dell'istituto comprensivo "Pascoli" e presidente della Provincia Eugenio D'Orsi. L'edificio è stato recentemente oggetto di manutenzione straordinaria e di lavori relativi alla messa in sicurezza che hanno interessato sia l'esterno sia gli ambienti della didattica. In tal modo viene garantita, a pochi giorni dall'inizio del nuovo anno scolastico, la funzionalità dell'istituto le cui aule per diversi mesi, a causa dei lunghi lavori, sono state ospitate in appartamenti civili ubicati in via Dante. Intanto l'assessorato alle politiche scolastiche comunicherà nei prossimi giorni gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria negli istituti della città.
Tre promossi e un bocciato
BENI CULTURALI ieri le nomine dell'assessorato regionale, penalizzata soltanto la Costantino
Le nomine dei vertici periferici dell'amministrazione siciliana dei beni cultura- li ad Agrigento hanno penalizzato soprattutto la ormai ex soprintendente Gabriella Costantino trasferita al Museo archeologico regionale. L'interessata, raggiunta telefonicamente, ha preferito non commentare in alcun modo la scelta dell'assessorato: «Prendo atto di quanto é stato deciso - ha detto - per il momento sono fuori sede per motivi familiari. $e sarà il caso parlerò al mio rientro».
Degli altri tre dirigenti nominati l'altro ieri pomeriggio il più soddisfatto sembra Enzo Caruso che rimane alla biblioteca-Museo Luigi Pirandello: «Sono contento di continuare a dirigere una struttura che considero una mia creazione - ha detto - e nella quale ho intensamente lavorato con risultati a mio avviso eccellenti. E' stata un'amministrazione assiduamente presente sul territorio».
Piero Meli, nuovo. soprintendente beni culturali, é molto prudente: «Premesso che sono orgoglioso di andare a ricoprire l'incarico che fu di Ernesto De Miro e di Graziella Fiorentini, mi rendo tuttavia conto delle difficoltà cui andrò incontro specie in questo momento di transizione per le soprintendenze. Tuttavia mi incoraggia il fatto che conosco abbastanza bene l'ambiente e che posso contare sulla collaborazione di tanti colleghi bravi e preparati con i quali ho già lavorato. Le polemiche del passato? Spesso si pretende più di quello che si può fare, non si può chiedere l'impossibile: le istituzioni non possono rinunciare al proprio ruolo. Io sono pronto al dialogo ma sempre nel rispetto dei ruoli».
«Mi sento gratificato dal fatto che mi é stato conferito un incarico di prestigio -afferma Giuseppe Castellana, neo direttore dell'Ente Parco - dove Piero Meli ha svolto un ottimo lavoro soprattutto restaurando tutti i templi, cosa di cui forse si é parlato poco. Tuttavia mi restano pochi mesi di servizio e poi vado in pensione, salvo che non mi diano una proroga. Avrò appena il tempo di conoscere i meccanismi del nuovo ufficio, del tutto diversi rispetto a quelli del Museo, e poi dovrò lasciare. Non so cosa potrò fare. In fondo forse sarebbe stato meglio finire la mia carriera culturale al Museo dove ritengo di avere svolto un buon lavoro, tanto che é stata l'unica struttura pubblica collocata dal rapporto Eurispes del 2007 tra le cento eccellenze d'Italia».
SALVATORE FUCÀ
Lupo: «Sì a Lombardo purché rompa col Pdl»
«Pronti a discutere su un'alternativa a Berlusconi e a Miccichè»
LILLO MICELI
PALERMO. Il Partito democratico è pronto ad appoggiare un nuovo governo Lombardo, ma a condizione che si dichiari alternativo al centrodestra e rompa con Berlusconi e Miccichè. E' questo in sintesi l'aut aut che il segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo, lancia al presidente della Regione, Raffaele Lombardo, in vista della ripresa dell'attività politica e a fronte di una verifica di governo aperta da mesi e non ancora conclusa. «Altrimenti - è l'esplicito avviso - Lombardo non avrà i nostri voti in Aula».
Allora, segretario Lupo, prende o lasciare?
«Faremo a Lombardo una proposta per un patto democratico per liberare la Sicilia dal populismo berlusconiano e, ovviamente, anche di Miccichè. Se è disponibile, possiamo discuterne. Noi siamo pronti a ragionare su un programma e una formula di governo che siano espressione di una precisa alleanza politica, alternativa a Berlusconi. In Italia, così come in Sicilia, serve un'alleanza democratica, e in questo condivido la proposta di Bersani, che può includere Mpa, Udc, ldv e Sinistra e libertà».
Non è come volere mettere insieme il diavolo e l'acquasanta? E come la mette con il suo compagno di partito Beppe Lumia che non ama l'Udc almeno quanto non ama Dell'Utri e Berlusconi?
«In Liguria il centrosinistra ha vinto le elezioni regionali. Siamo di fronte ad un'emergenza sociale in Sicilia e democratica in Italia. Se si riuscisse a fare ciò faremmo il bene della Sicilia. Per quanto riguarda l'alleanza con l'Udc, ricordo che l'ultima direzione regionale del Pd ha votato all'unanimità un documento che va proprio in questa direzione».
Insomma, il Pd sarebbe pronto a sostenere un governo dichiaratamente politico.
«Se Lombardo è disponibile ad aprire un ragionamento politico alternativo a Berlusconi e condividere un programma per salvare la Sicilia, sono pronto a convocare immediatamente gli organi di partito per decidere la sottoscrizione di un patto di governo. Lombardo deve uscire dall'equivoco: non può continuare a dire che vuole fare un governo con chi ci sta. Ciò è in contraddizione con quanto ha detto lui stesso, cioè che bisogna continuare nell'azione riformatrice e che tornare indietro sarebbe suicidio. Ma prima di questo viene la rottura con Berlusconi e Miccichè».
E se Lombardo non accettasse?
«Senza i voti del Pd non c'è maggioranza in Aula. La cartina di tornasole sarà il voto sull'ordine del giorno contro la manovra di Tremonti, che farà arrivare in Sicilia 800 milioni di euro in meno: 600 alla Regione e 200 agli enti locali, firmata da me, dal capogruppo dell'Mpa Musotto e da quello dell'Udc Maira. Una manovra che provocherà un vero e proprio disastro come ha detto all'Ars l'assessore all'Economia, Michele Cimino, che annuncia un corposo assestamento di bilancio che richiederà parecchi sacrifici e che non voteremo se non sarà chiarito il quadro politico».
Ma Mpa e Pd non avrebbero la maggioranza a Sala d'Ercole.
«Ma con l'Udc raggiungeremmo quota 53 deputati più i sei del Gruppo misto saremmo 59».
Un ribaltone.
«Assolutamente, non stiamo ribaltando il centrodestra; è il centrodestra che non c'è più, il Pdl dopo la rottura tra Fini e Berlusconi non esiste più. Penso che anche i finiani siciliani potrebbero fare parte della nuova coalizione».
Guardi che proprio ieri, Miccichè,Scafia e Misurata hanno dichiarato che il Pdl Sicilia rimarrà unito, a prescindere dalle vicende politiche nazionali.
«Dimostreremo che non sono uniti. Sulla nostra mozione contro la legge bavaglio, i finiani non potranno non votare a favore. Certamente non lo faranno gli uomini di Miccichè. I lavori d'Aula dimostreanno che c'è una profonda spaccatura tra Lombardo e Miccichè e tra Miccichè e i finiani».
Torniamo all'Udc. Il segretario Romano ha sempre dichiarato di essere disponibile a dare vita ad un governo a termine, mentre il presidente Lombardo propone un patto di fine legisla upcyuu til pi esentarsi insieme alle nuove elezioni. Posizioni che non sembrano conciliabili.
«Noi siano per una verifica a un anno. Se la valutazione sarà positiva, nel senso che nel frattempo avremo tolto i rifiuti dalle strade delle città; avremo risolto qualche problema sociale e riavviato la spesa di tutte le risorse economiche disponibili, lo stesso Romano mi ha detto che non troverebbe alcuna ragione per chiedere il voto anticipato. Penso sia poco fondata l'esigenza di fissare ora la data delle elezioni, senza una verifica della nuova maggioranza».
Il Pd, che ha una rappresentanza parlamentare all'Ars sproporzionata rispetto al consenso, sembra restio a tornare alle urne.
«In caso di elezioni anticipate, il Pd avrebbe un buon risultato. Negli incontri costanti che ho con le forze sociali, però, non trovo nessuno che dica meglio elezioni anticipate che significherebbero un altro anno di blocco. ma non è neanche tollerabile il galleggiamento».
Il Pd, dunque, è pronto a dare vita ad un governo politico.
«Ad un governo tecnico ambiguo preferisco un governo politico alla luce del sole. Se un governo tecnico dovesse servire per rompere con Berlusconi e Miccichè, se ne potrebbe parlare. Purché ci sia chiarezza politica. Tanto per essere chiari: senza i nostri voti i disegni di legge non usciranno neanche dalla commissione Bilancio. Siamo pronti ad impegnarci anche per le prossime elezioni, ma a condizione che la coalizione sia alternativa a Berlusconi».
IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA METTE IN GUARDIA SULL'IPOTESI DI UN GOVERNO TECNICO
Miccichè al governatore: «Non farti tentare dalle sirene del Pd»
PALERMO. La nomina dei nuovi dieci Soprintendenti ai Beni culturali della Sicilia, oltre i direttori di musei, parchi archeologici e dei servizi centrali del dipartimento, ben 73, non poteva non suscitare polemiche, nell'opposizione e nella maggioranza che sostiene il «Lombardo ter». Polemiche dalle quali si è smarcato il sottosegretario alla Presidenza, Gianfranco Miccichè, leader dei «ribelli» del Pdl Sicilia. «Le nomine dei Soprintendenti - ha sottolineato Miccichè - sono scelte tecniche e non politiche. I nomi sono stati selezionati dal dirigente generale, Gesualdo Campo, e mi va benissimo». Replicando su presunti mal di pancia che avrebbe provocato nel Pdl Sicilia la nomina di Gaetano Cullo a Soprintendente di Palermo, fratello di un sindacalista della Cgil e ritenuto vicino al capogruppo del Pd Cracolici, Miccichè, ha sgombrato il campo da ogni illazione: «Conosco bene Gullo e credo che abbiamo fatto una scelta giusta. Mi auguro che fatte le nomine, il presidente della Regione, Lombardo, adesso si occupi dello sviluppo della Sicilia, invece di lasciarsi tentare dalle sirene del Pd sulla formazione di un governo tecnico. lo ritengo che più che ora è necessario che la politica si assuma le proprie responsabilità. Noi siamo, come sempre, pronti a fare la nostra parte».
Una risposta indiretta al segretario del Pd, Giuseppe Lupo, che, invece, come pubblichiamo accanto, chiede a Lombardo di rompere la sua alleanza con Berlusconi e Miccichè, dicendosi pronto anche a dare vita ad un governo politico. La sortita del segretario del Pd è stata definita «sindrome da serpente tentatore» da Pippo Fallica, fedelissimo di Miccichè: «Chiedere di chiudere con il berlusconismo significa nei fatti chiedere di voltare le spalle alla maggioranza dei siciliani che hanno votato Raffaele Lombardo perché espressione di Silvio Berlusconi. Per governare bisogna vincere le elezioni e il Pd le ha perse, Lupo si rassegni a questo dato di fatto. La sindrome da serpente tentatore che sta affliggendo il Pd siciliano dimostra solo una smisurata bramosia di potere, owero un'incoerenza oceanica tra quanto detto in campagna elettorale, ricordiamo la battaglia campale con l'Udc e il cuffarismo, e questi nuovi propositi governativi». In Sicilia, nonostante la spaccatura tra Fini e Berlusconi, i finiani restano insieme con Miccichè e Dore Misuraca, respingendo le offerte del Pd di fare parte di una nuova maggioranza alternativa a Berlusconi.
La partita del governo regionale, dunque, rimane aperta. Probabilmente, il presidente della Regione farà qualche anticipazione oggi a Filaga, frazione di Prizzi, dove interverrà ad un incontro della summer school dedicata a padre Ennio Pintacuda. Tema dell'incontro è il federalismo fiscale e le risorse economiche che la Regione attende da governo nazionale, a cominciare dai fondi Fas che ammontano a 4 miliardi e 300 milioni di euro. Soldi che Berlusconi e Tremonti che difficilmente vorranno dare ad un governo che, come chiede Lupo, dovrà dichiararsi alternativo al premier. il «caso Puglia» docet.
L. M.
SOLE 24 ORE
Repubblica - Palermo
Agrigento, lite tra politici: ''Vai a zappare la terra''
Rissa verbale tra il presidente della provincia di Agrigento, Eugenio D'Orsi (Mpa) e l'assessore comunale all'Istruzione, Elio Cordaro (area centrodestra). E' accaduto in occasione della consegna ufficiale della ristrutturata scuola "Tortorelle". "Vai a zappare" si sono detti reciprocamente i due.
Wikio.it
Lite tra il Presidente D'Orsi e l'assessore Cordaro: volano insulti e spintoni (VIDEO)
avvenuto ieri
Doveva essere una cerimonia di routine: la consegna del plesso "Tortorelle" di Via Metello al dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo Pascoli di Agrigento. Ovvero il Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi. E invece il tutto si è trasformato in uno spettacolo indecoroso tra insulti e qualche spintone. Protagonisti della vicenda lo stesso Preside Eugenio D'Orsi ed l'assessore comunale alla Pubblica Istruzione Elio Cordaro. Ecco il video pubblicato su youtube.
Agrigentoflash.it
Conferenza stampa di D'Orsi domani al Tortorelle
Domani il presidente della provincia Eugenio D'Orsi terrà una conferenza stampa alle ore 9, nei locali della scuola "Tortorelle" siti in piazza Metello ad Agrigento.
Finisce su YouTube litigio tra D'Orsi e assessore comunale
Il presidente della provincia di Agrigento, Eugenio D'Orsi, nella veste di preside dell'istituto comprensivo Pascoli, e l'assessore comunale all'Istruzione, Elio Cordaro, hanno litigato in pubblico. È accaduto in occasione della consegna ufficiale della ristrutturata scuola Tortorelle, un plesso distaccato della Pascoli di Agrigento, da parte del sindaco Marco Zambuto e dell'assessore Cordaro, a D'Orsi, in veste di dirigente scolastico. Gli insulti e la parolacce reciproche, con inviti ad 'andare a zapparè, sono state immortalate in un video che ha già fatto il giro della rete approdando su Youtube. All'origine del plateale litigio ci sarebbero le condizioni strutturali dell'edificio scolastico.
Stamattina D'Orsi parlerà di scuole
Stamattina nei locali della scuola media Pascoli di Agrigento, in via Dante, il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi incontrerà i giornalisti per illustrare la situazione degli edifici scolastici ed anche della stessa scuola media Pascoli
Agrigentonotizie.it
Spintoni e offese alla consegna della "Tortorelle"
di Antonio Marchetta
Doveva essere una tranquilla mattina come le altre, si doveva consegnare la scuola "Tortorelle" al dirigente scolastico di fronte alla stampa dopo i lavori di messa in sicurezza svolti abbastanza celermente dall'impresa che si è aggiudicata l'appalto.
Ma gli agrigentini sono stanchi delle solite notizie e della solita routine ed allora a movimentare la giornata ci hanno pensato il presidente D'Orsi, oggi in veste di dirigente scolastico dell'istituto comprensivo "Pascoli" e l'assessore comunale per le Politiche dell'istruzione e della Formazione professionale Elio Cordaro, scontrandosi verbalmente e scambiandosi offese pesantissime, arrivando ad un certo momento anche alle mani. Si è sentito di tutto, dal "sei un handicappato, un incompetente, vattene a zappare" al "da quale mannara è uscito fuori".
L'episodio è avvenuto alle 12 circa, appunto presso l'istituto Tortorelle, mentre la stampa assieme al sindaco Marco Zambuto attendeva l'arrivo del presidente D'Orsi per la consegna ufficiale, ma così non è stato e al suo arrivo il presidente ha iniziato ad inveire contro l'assessore Cordaro per questioni inerenti l'istituto comprensivo "Pascoli" che a detta del presidente D'Orsi "versa in condizioni pietose, trovandosi con i servizi igienici perennemente otturati, fili della luce scoperti, recipienti per l'acqua in eternit, porte divelte, infissi fatiscenti, banchi rotti".
Agrigentoweb.it
Insulti in pubblico fra D'Orsi e Cordaro: il video finisce su YouTube
Il presidente della provincia di Agrigento, Eugenio D'Orsi, nella veste di preside dell'istituto comprensivo Pascoli, e l'assessore comunale all'Istruzione, Elio Cordaro, protagonisti di una clamorosa lite in pubblico. È accaduto in occasione della consegna ufficiale della ristrutturata scuola Tortorelle, un plesso distaccato della Pascoli di Agrigento, da parte del sindaco Marco Zambuto e dell'assessore Cordaro, a D'Orsi, in veste di dirigente scolastico. Gli insulti e la parolacce reciproche, con inviti ad "andare a zappare", sono state immortalate in un video che ha già fatto il giro della rete approdando su Youtube. All'origine del plateale litigio ci sarebbero le condizioni strutturali dell'edificio scolastico.
Insulti in pubblico fra D'Orsi e Cordaro: il video finisce su YouTube
Il presidente della provincia di Agrigento, Eugenio D'Orsi, nella veste di preside dell'istituto comprensivo Pascoli, e l'assessore comunale all'Istruzione, Elio Cordaro, protagonisti di una clamorosa lite in pubblico. È accaduto in occasione della consegna ufficiale della ristrutturata scuola Tortorelle, un plesso distaccato della Pascoli di Agrigento, da parte del sindaco Marco Zambuto e dell'assessore Cordaro, a D'Orsi, in veste di dirigente scolastico. Gli insulti e la parolacce reciproche, con inviti ad "andare a zappare", sono state immortalate in un video che ha già fatto il giro della rete approdando su Youtube. All'origine del plateale litigio ci sarebbero le condizioni strutturali dell'edificio scolastico.
Continui rinvii del Consiglio Provinciale, l'intervento del consigliere Roberto Gallo: "E' sicuramente un complotto politico"
Il Consigliere Provinciale de La Destra di Agrigento Roberto Gallo esprime forti critiche nei confronti dei Consiglieri che, come avventuo nelle ultime 2 sedute del Consiglio Provinciale, si assentano arbitrariamente determinandone il continuo rinvio. Gallo sottolinea anche l'impossibilità di discutere quelli che sono i punti più importanti all'ordine del giorno, come la spinosa questione del rigassificatore di Porto Empedocle, e teme che ciò sia determinato da un "complotto politico".
Consigliere Gallo, è già la seconda volta in pochi giorni che, per mancanza del numero legale, la seduta del Consiglio Provinciale viene sciolta.
"Purtroppo si, ed è con grande rammarico e tristezza che sottolineo l'attività fallimentare di questo Consiglio Provinciale, che per altre 2 sedute consecutive, martedì 31 agosto e ieri 1 settembre, ha visto la mancanza della maggior parte dei Consiglieri e quindi l'impossibilità di svolgere i lavori d'aula. Molti punti all'ordine del giorno sono rimasti non discussi e quindi rinviati. Tra questi, diversi provvedimenti importanti da mesi in agenda e finora sempre rinviati, tra cui la modifica del "regolamento dei lavori Consiliari" che dovrebbe, se approvato, mettere fine a squallidi comportamenti che vedono diversi Consiglieri andar via dopo mezz'ora, un'ora o poco più dall'inizio della seduta, garantendosi gettone di presenza e giorno libero se dipendenti pubblici. Anche la presentazione delle "Relazioni semestrali" da mesi all'ordine del giorno ha subìto l'ennesimo rinvio. L'unico soggetto politico presente in aula è stato il neo "patto per il territorio", oltre a rifondazione comunista , il sottoscritto, i Consiglieri Girasole e Martello e il presidente del Consiglio Buscemi. La situazione, ormai, sta diventando davvero insostenibile"
Come ha appena detto, sono molti i punti all'ordine del giorno la cui discussione in aula viene regolarmente rinviata, uno di questi è sicuramente il rigassificatore di Porto Empedocle. Secondo lei le assenze dei Consiglieri sono "mirate" o totalmente casuali?
"Si, tra martedì 31 agosto e ieri 1 settembre si doveva rispondere a 3 interrogazioni importantissime proprio sul delicato tema del rigassificatore di Porto Empedocle. Riguardo alla sua domanda sulle assenze mirate o casuali, il fatto più grave riguarda, a mio avviso, l'assenza deliberata ed organizzata dei partiti della cosidetta maggioranza Mpa - Udc - Pdl e, stranamente, anche del Pd, che avrebbe dovuto approfittare del momento per denunciare questo clima di lassismo e disfattismo. Da sottolineare anche l'assenza del Presidente D'Orsi, sia il 31 agosto che l'1 settembre, per motivi istituzionali. Ma la cosa che mi convince sempre più dell'esistenza di un complotto politico, perchè di questo si tratta, è che martedì 31 agosto erano presenti molti assessori in rappresentanza della Giunta e delegati a rispondere alle interrogazioni dei Consiglieri provinciali. Ieri 1 settembre era presente in aula solo l'assessore Castellino, il che mi pare una prova che forse si sapeva già che pochissimi sarebbero venuti, determinando l'invalidità della seduta Consiliare. Questo comportamento è intollerabile perchè fa nauseare gli agrigentini e sempre più li allontana dalle istituzioni, perchè vedono, e dal mio punto di vista è la verità, che si preferisce privilegiare giochetti politici all'impegno vero che dovrebbe essere quello di "lavorare per il bene comune" e fare chiarezza su temi importanti che condizioneranno il futuro del nostro territorio provinciale, in primis "l'affaire "rigassificatore".
Un'ultima domanda: come si comporterà La Destra nei confronti del Pdl?
"A nome de La Destra, ribadisco personalmente l' alleanza col Pdl e quindi l'appoggio alla maggioranza che regge la Provincia di Agrigento, ma solo su fatti chiari e lineari . Diversamente prevarrà, come oggi, la libertà di coscienza, coerentemente con la nostra cultura politica".
IDV. Rigassificatore: farsa o scottante affaire?
"Ieri i cittadini della provincia di Agrigento hanno dovuto ahiloro assistere all'ennesima farsa perpetrata ai loro danni.
La seduta rinviata dal giorno precedente infatti per improvviso mancato numero legale non si è potuta tenere grazie alla tempestività con la quale i consiglieri si sono "organizzati" nel non esser presenti".
Lo denuncia Ausilia Eccelso, vicecoordinatrice provinciale al collegio di Agrigento di Italia dei Valori che prosegue: "Ci chiediamo come mai appena si parla di rigassificatore c'è questo fuggi fuggi generale? E come mai si è vista anche l'assenza di quelle forze che si sono schierate contro la sua costruzione l'ottobre scorso e invece oggi disertano l'aula?
Ma non si tratta degli stessi consiglieri che il giorno prima avevano tanta premura di discutere un punto -un debito fuori bilancio- tanto da volerlo estrapolare e discuterne prima del rigassificatore?
Che la "premura" e la "solerzia" dimostratasi siano sfumate in una notte?
C'è da dire che parliamo di un consiglio provinciale che tranquillamente si fa trattare dal Presidente della Provincia, anche ieri TRISTEMENTE assente alla seduta, come se fosse un suo notaio...
E quindi dopo la ridicola scena di veder presentata la nuova giunta da un giovane vicepresidente ci tocca assistere all'ennesima ridicola scena - chissà in quest'ultimi due mesi il nostro presidente non ci avesse ormai mostrato lo scibile delle assurdità -, dove assenti sono coloro i quali si sono schierati contro il rigassificatore quasi un anno fa e presenti invece sono coloro i quali, come il nascente "patto per il territorio" al quale va la nostra considerazione per la scelta fatta, sulla carta facenti parte di una maggioranza, assolvono al loro dovere presenziando ai lavori.
Davvero la provincia di Agrigento, i suoi cittadini, meritano questo?
Ma soprattutto, viste le prese di posizione degli ultimi tempi, alcune anche molto eclatanti, da una parte e dall'altra, ci chiediamo cosa c'è di così "difficile" da dover spiegare in questa vicenda da impedire al Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi di concedere tali spiegazioni ai consiglieri e ai cittadini per i quali dovrebbe lavorare.
Quali sono, E PERCHE', le domande alle quali non vuole (o non può) rispondere?" conclude Ausilia Eccelso.
Infoagrigento.it
Lite tra il Presidente D'Orsi e l'assessore Cordaro: volano insulti e spintoni
Doveva essere una cerimonia di routine: la consegna del plesso "Tortorelle" di Via Metello al dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo Pascoli di Agrigento. Ovvero il Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi. E invece il tutto si è trasformato in uno spettacolo indecoroso tra insulti e qualche spintone. Protagonisti della vicenda lo stesso Preside Eugenio D'Orsi ed l'assessore comunale alla Pubblica Istruzione Elio Cordaro. Ecco il video pubblicato su youtube
Grandangolo.it
D'Orsi e Cordaro litigano in diretta tv
Fuori programma alquanto animati oggi durante la cerimonia di consegna della scuola "Tortorelle". Scontro verbale tra il presidente della Provincia di Agrigento,Eugenio D'Orsi, e l'assessore comunale di Agrigento, Elio Cordaro. La contesa sarebbe legata alla consegna di alcuni lavori da parte del Comune di Agrigento alla scuola di cui D'Orsi è preside. Un durissimo scambio di battute verbali, con una voce pietosa che si intromette pregando le tv locali di non riprendere l'accaduto e una confusissima Teresa Paci, di Teleacras, visibilmente imbarazzata. L'episodio è avvenuto alle 12 circa, appunto presso l'istituto Tortorelle, mentre la stampa assieme al sindaco Marco Zambuto attendeva l'arrivo del presidente D'Orsi per la consegna ufficiale, ma così non è stato e al suo arrivo il presidente ha iniziato ad inveire contro l'assessore Cordaro per questioni inerenti l'istituto comprensivo "Pascoli" che a detta del presidente D'Orsi "versa in condizioni pietose, trovandosi con i servizi igienici perennemente otturati, fili della luce scoperti, recipienti per l'acqua in eternit, porte divelte, infissi fatiscenti, banchi rotti".
Rigassificatore: farsa o scottante affaire?
Italia dei valori interviene con una nota sulle vicende del rigassificatore: "Ieri i cittadini della provincia di Agrigento hanno dovuto ahiloro assistere all'ennesima farsa perpetrata ai loro danni. La seduta rinviata dal giorno precedente infatti per improvviso mancato numero legale non si è potuta tenere grazie alla tempestività con la quale i consiglieri si sono "organizzati" nel non esser presenti. Ci chiediamo come mai appena si parla di rigassificatore c'è questo fuggi fuggi generale? E come mai si è vista anche l'assenza di quelle forze che si sono schierate contro la sua costruzione l'ottobre scorso e invece oggi disertano l'aula? Ma non si tratta degli stessi consiglieri che il giorno prima avevano tanta premura di discutere un punto - un debito fuori bilancio- tanto da volerlo estrapolare e discuterne prima del rigassificatore? Che la "premura" e la "solerzia" dimostratasi siano sfumate in una notte? C'è da dire che parliamo di un consiglio provinciale che tranquillamente si fa trattare dal Presidente della Provincia, anche ieri tristemente assente alla seduta, come se fosse un suo notaio... E quindi dopo la ridicola scena di veder presentata la nuova giunta da un giovane vicepresidente ci tocca assistere all'ennesima ridicola scena - chissà in quest'ultimi due mesi il nostro presidente non ci avesse ormai mostrato lo scibile delle assurdità -, dove assenti sono coloro i quali si sono schierati contro il rigassificatore quasi un anno fa e presenti invece sono coloro i quali, come il nascente "patto per il territorio" al quale va la nostra considerazione per la scelta fatta, sulla carta facenti parte di una maggioranza, assolvono al loro dovere presenziando ai lavori. Davvero la Provincia di Agrigento, i suoi cittadini, meritano questo? Ma soprattutto, viste le prese di posizione degli ultimi tempi, alcune anche molto eclatanti, da una parte e dall'altra, ci chiediamo cosa c'è di così "difficile" da dover spiegare in questa vicenda da impedire al presidente della Provincia Eugenio D'Orsi di concedere tali spiegazioni ai consiglieri e ai cittadini per i quali dovrebbe lavorare. Quali sono, e perchè, le domande alle quali non vuole (o non può) rispondere?"
Sicilia24h.it
Scuola Tortorelle, Eccelso (Idv): esempio di bassa politica
"Quanto successo ieri alla consegna della sezione distaccata della scuola Pascoli, il plesso Tortorelle, è emblematico di come la politica sia giunta a livelli ormai bassissimi. Uno spettacolo doppiamente indegno. Per i protagonisti e per cittadini che vedono ancora una volta spostarsi l'attenzione da ciò che è importante ad uno spettacolo di cui sicuramente avrebbero fatto a meno". E'quanto dichiara in una nota il vice coordinatore di Agrigento di Italia dei Valori, Ausilia Eccelso.
"La notizia eclatante - spiega - era non tanto la consegna della scuola, attesa da mesi ormai dagli alunni e dai genitori che in questo lungo periodo hanno penato non poco per il disagio dovuto al cambio dei locali, ma il fatto che, l'edificio, pur essendo nei fatti pronto dal mese di aprile, tanto che gli alunni non hanno potuto farvi ritorno per un problema di collaudi da parte delle autorità competenti, si ritrovi al suo esterno in uno stato disastroso. Basta vedere le immagini che, insieme al triste video che immortala il Presidente della Provincia con l' assessore alla PP II a ad imperitura memoria, si ritrovano in giro per internet per rendersene conto"
"Ma come si può pensare - si chiede Eccelso - di poter consegnare un complesso scolastico in queste condizioni ad uso di bambini che vanno dai 3 ai 10 anni? Dove potranno effettuare l'attività fisica i ragazzi e qualsiasi altra attività che richieda spazi all'aperto? Nella foresta amazzonica? Oppure in quello che sembra il terreno adatto per un Camel Trophy? Qual è la logica secondo la quale tale struttura può essere vissuta dagli alunni - di una così tenera età poi - senza alcun pericolo? E, a maggior ragione, se si pensa di dover effettuare i lavori quando le lezioni saranno già cominciate, questo pericolo non sarà ancora più grave?
Un invito ai signori amministratori... ma non sarebbe più "opportuno" e consono occuparsi di questo anziché azzuffarsi rischiando di non far notare più la differenza tra loro e gli alunni della stessa scuola di cui sopra?"
D'Orsi - Cordaro: turpiloquio "en plein air" Sarebbero finiti alle mani se i presenti, non fossero intervenuti per dividerli e stemperare i bollenti spiriti. I protagonisti di un infervorato scambio di battute, in piazza Metello sono stati il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi nonché dirigente scolastico della "Pascoli" e l'assessore comunale alla formazione e politiche scolastiche Elio Cordaro in occasione della consegna del plesso Tortorelle , succursale dipendente dalla "Pascoli". Uno scontro "verbale" piuttosto offensivo che ha lasciato i presenti senza parole e che stava degenerando nelle forme. A scatenare il turpiloquio le pessime condizioni in cui versa l'istituto "Pascoli", soprattutto la sede centrale. Che D'Orsi avesse un animo facilmente infuocabile è cosa arcinota, ma la pseudo colluttazione in mezzo alla strada con il rappresentante comunale era impensabile. Tra le frasi pronunciate un sentito e reciproco "Vai a zappare", offendendo indirettamente quanti dignitosamente svolgono il mestiere di agricoltore. Uno spettacolo gratuito e diseducativo per quanti hanno assistito e quanti sul web (http://www.youtube.com/watch?v=pomQFctnD3wnon) non vorranno perdersi l'ennesimo show della classe politica locale.
Aeroporto, Palillo (Psi): il ministro Matteoli sconfessi Riggio
La Federazione di Agrigento del PSI ha emanato un comunicato in cui si delinea l'azione del PSI per la provincia di Agrigento. "IL PSI agrigentino - scrive il segretario regionale, Giovanni Palillo - nel prendere atto della iniziativa del Presidente D'Orsi per la .realizzazione dell'aeroporto a Licata evidenzia l'ulteriore parere negativo del Presidente dell'Enac Vito Riggio. A questo punto il ministro delle Infrastrutture Matteoli o sconfessa Vito Riggio per le sue ripetute dichiarazioni contrarie all'aeroporto o detta il parere positivo del governo nazionale. Gli Agrigentini sono stanchi di questa sceneggiata che dura da dieci anni. Non si capisce come la Corte dei Conti non sia ancora intervenuta per le spese incaute del Consorzio dell'aeroporto".
"I socialisti agrigentini - conclude Palillo - ribadiscono inoltre il loro no al rigassificatore e chiedono ai premi Nobel italiani e stranieri di affermare la loro contrarietà al rigassificatore sotto la casa natale di Luigi Pirandello. Sono contrari i socialisti all'installazione della cenntrale nucleare a Palma Montechiaro in qualunque sito della Sicilia. Infine stigmatizziamo gli errori dei costi delle bollette da parte della Girgenti acque nei confronti di 500 cittadini. E' chiaro che si configura una posizione di abuso che non può passare cosi senza gli adeguati interventi delle autorità preposte".
Lavalledeitempli.it
D'Orsi sul rigassificatore: vorrei parlarne, ma senza alcuna minaccia
Incredibile intervista, rilasciata dal Presidente della Provincia di Agrigento all'emittente televisiva TVA.
Dopo due sedute del Consiglio Provinciale, con esito nullo a causa della mancanza del numero legale e alla quali il Presidente D'Orsi non ha partecipato, evitando così di rispondere alle interrogazioni in merito la prevista realizzazione del rigassificatore di Porto Empedocle, al giornalista dell'emittente televisiva, che chiedeva spiegazioni sulla imbarazzante marcia indietro che, a causa della mancata costituzione dell'ente innanzi al TAR Lazio, ha di fatto spianato la strada alla realizzazione dell'opera industriale, D'Orsi ha testualmente dichiarato:" io l'ho spiegato più volte questa marcia indietro a che cosa è stata fatta. Ho detto semplicemente che noi avevamo assunto una decisione diversa da quando avevamo messo l'avvocato. Ci sono delle situazioni, che vorrei palarne, e non vorrei renderle pubbliche, ma senza alcuna minaccia o senza alcuna velata....velata ipotesi di chissà che cosa....dico semplicemente che abbiamo le ragioni. Invito tutti quanti a venire perché posso spiegare le ragioni di questa scelta."
Non dubitiamo che il Presidente possa spiegare le ragioni della sua personalissima scelta, in contrasto con quanto deliberato dal Consiglio Provinciale, ma ci fa' sorridere il fatto che D'Orsi ritenga di potere parlare di "situazioni" che avrebbero indotto ad una scelta da molti contestata, evitando di renderle pubbliche, quasi che un'opera industriale del costo di oltre 500 milioni di euro e di elevato impatto ambientale, fosse un fatto privato che riguarda il solo Presidente.
Forse D'Orsi non si è ancora reso conto - come ricordato nell'interrogazione del Consigliere Guarraci -, che non amministra gli interessi di casa sua, ma quelli di un ente pubblico.
Ritiene veramente di non dover rispondere alle interrogazioni presentate dai consiglieri, o di poterlo fare in privato?
È lecito e legittimo questo atteggiamento?
Noi riteniamo di no.
Quello che ben poco farebbe sorridere, è invece l'allusione fatta in diverse circostanze in merito a "minacce".
Presidente, per quale motivo precisa che vorrebbe parlare, ma senza minacce?
Chi è che la minaccia, e perché?
Forse, ancor prima che alle interrogazioni, sarebbe necessario che D'Orsi rispondesse a queste domande.
Possono passare inosservate affermazioni di questo genere?
Forse, in una città come Agrigento sì...
Gian J. Morici