Provincia di Agrigento

Rassegna stampa del 9 settembre 10

 

GIORNALE DI SICILIA

 

Pd, Lupo e Cracolici: adesso la svolta riformista

CENTROSINISTRA. Le prese di posizione del segretario e del capogruppo a Palazzo dei Normanni

PALERMO. La cautela del segretario Giuseppe Lupo, l'ultimatum del capogruppo Antonello Cracolici. Ha due volti la reazione del Pd al vertice di Palazzo Grazioli. Per Lupo «è stato un incontro inutile, perchè Berlusconi nonha risposto alle richieste avanza­te da Lombardo». Lupo ha ripetu­to la posizione ufficiale del Pd: «Lombardo abbia il coraggio di dare una svolta riformista, rom­pendo con i berlusconiani nel­l'interesse dei siciliani». Anche per Cracolici «Lombar­do è uscito dall'incontro con Ber­lusconi con un pugno di mosche in mano rispetto agli obiettivi che si era prefisso». Per il capo­gruppo del Pd «adesso non ci so­no più alibi. Lombardo venga al­l'Ars, come da tempo gli chiedo, e dica una volte per tutte che go­verno vuole fare e con quali forze politiche. Perchè una cosa è dire di volere un governo tecnico ma con un patto di legislatura che guardi anche al futuro, ben altra cosa è pensare che questo lo si possa fare indistintamente con il Pd e con quanti continuano a di­chiararsi i rappresentanti di Ber­lusconi e del berlusconismo in Si­cilia: a queste condizioni, come è chiaro anche a Lombardo, noi non ci stiamo». Scettico Tonino Russo che vede un Lombardo op op­portunista: «Continuerà col suo copione pseudo-autonomista. A Palermo abbaia alla luna indi­pendentista e a Roma scodinzo­la davanti a un governo antimeridionalista».

 

LA CRISI IN SICILIA

IPOTESI RIMPASTO, SI VA VERSO IL RINVIO. LOMBARDO: NON MOLLO IL PD

Da Cascio arriva l'ultimatum: governatore, basta coi valzer

RESPINTA LA PROPOSTA UDC DI UN GOVERNO DI CENTRODESTRA
 Il presidente dell'Ars ha cal­colato che dall'approvazione della Finanziaria a oggi il Par­lamento è stato bloccato dal dibattito sul rimpasto.

Giacinto Pipitone

PALERMO.  Fitto di trattative, il tour ro­mano di Lombardo si è concluso senza una decisione sul futuro del governo regionale. E, di fronte a un inevitabile nuovo rinvio del rimpasto, il governatore ha regi­strato ieri l'ultimatum del Pd e le bacchettate del presidente del­l'Ars.

Francesco Cascio ha preso il ca­lendario e calcolato che in pratica dal primo maggio - data di appro­vazione della Finanziaria - a oggi il Parlamento è stato bloccato dal di­battito sul rimpasto. Un dibattito che Cascio non esita a paragonare a «un valzer infinito, un balletto di dischiarazioni, congetture, ipotesi e teorie. Di tutto, insomma, men­tre persistono confusione e un quadro assai fosco». Per questo motivo per Cascio «è venuto il mo­mento che il governatore chiari­sca cosa intende fare. Mi auguro che già il 14, alla ripresa dei lavori, Lombardo manifesti le sue inten­zioni. Indipendentemente da qua- le sarà la sua decisione, essa sia tempestiva e scongiuri la paralisi».

Lombardo ha ricevuto ancora un no al rimpasto da finiani e ribel­li di Miccichè e Misurata. È forte il pressing per rinviare il rimpasto a quando la crisi romana avrà dato un indirizzo più chiaro sulle ipote­si di voto anticipato e dunque sul­la necessità di formare le coalizio­ni. E non è un caso se il capogrup­po dell'Mpa, Francesco Musotto, ha lasciato intendere che si potreb­be arrivare a un rinvio del rimpa­sto proprio perchè sono mutate le esigenze.

Indicativo della volontà di tene­re aperte tutte le soluzioni è anche il fatto che Lombardo abbia rispe­dito al mittente - il segretario dell'Udc Saverio Romano - la propo­sta di creare una maggioranza poli­tica di centrodestra. Nell'incontro con Casini e Cesa, Romano ha pro­spettato a Lombardo la possibilità di ricorrere ad assessori politici scelti fra Mpa, Udc, Pdl Sicilia e ru­telliani. Un governo così compo­sto avrebbe almeno 43 deputati al­l'Ars (2 in meno della maggioran­za). Ma Lombardo ha replicato che «senza l'appoggio del Pd il pro­cesso riformista perderebbe inten­sità. Il loro è un aiuto indispensabi­le». Per Romano una giunta che ve­da insieme Pd e Udc sarebbe possi‑ bile solo nel quadro di un esecuti­vo a termine, che risolva le emer­genze finanziarie e conduca pre­sto al voto. D'altro canto Lombar­do non ha mai risposto neanche al­la proposta del Pd - un governo po­litico con Mpa e Udc - che pure as­sicurerebbe una maggioranza. Dall'incontro con Lombardo e Casini Romano è comunque usci­to con un partito di nuovo unito perchè dovrebbe essere stato steri­lizzato l'accordo che Lombardo aveva raggiunto con l'ala che fa ca­po a D'Alia, pronto a indicare un tecnico per la giunta. Casini avreb­be assicurato che ]'Udc si muove­rà unitariamente.

Lombardo ha annunciato ieri che oggi tornerà a consultare tutti gli alleati. Anche Miccichè nel frat­tempo ha incontrato Berlusconi: al premier avrebbe annunciato la volontà di non tornare nel Pdl uffi­ciale tornando a prospettare l'ipo­tesi di un partito del Sud. Anche se il coordinatore regionale del Pdl uf­ficiale, Giuseppe Castiglione, ha ri­velato che «sono in corso contatti quotidiani con Miccichè e non ho dubbi che si tornerà tutti insieme. Stiamo solo cercando le formule migliori».

Così come la reazione di Cascio lasciava intendere già nelle ore im­mediatamente successive all'in­contro di Palazzo Grazioli, anche Castiglione ha derubricato il verti­ce Berlusconi-Lombardo a «pas­saggio interlocutorio». La tensio­ne fra l'areaAlfano-Schifani e Lom­bardo resta alta. Il governatore ha riferito di aver confermato a Berlu­sconi che «con il Pdl ufficiale non si può governare».

 

Naro, passa all'Mpa l'assessore Di Gerlando

NARO. «Ho assunto la decisione di aderire al MpA perché con­vinto dalla politica di rinnova­mento Amministrativo dettato da questo partito».

È quanto dichiara Gerlando Di Gerlando, Assessore del Co­mune di Naro, formalizzando così il proprio passaggio al "Mo­vimento per le Autonomie" del Presidente della Regione Raffa­ele Lombardo.

"Sono consapevole che sol­tanto una politica responsabile che sappia contenere la spesa pubblica possa aiutare la no­stra comunità, così come sta av­venendo per l'amministrazio­ne regionale" dice Di Gerlando.

 

Campobello, Termini: «Chiarezza sul Patto»

NUOVO MOVIMENTO. Interviene il sindaco

 

CAMPOBELLO DI LICATA. Il 'Patto del Territorio' polariz­za il dibattito politico. Sull'argomen­to interviene uno dei fondatori del PdT, il sindaco Michele Termini. Il quale si sofferma sul fatto se riesca a conciliare la posizione politica del Pdl Sicilia rispetto al PdT. 'Innanzi­tutto il PdT non è partito e forza poli­tica, a tutt'oggi neanche un movi­mento, poiché ha bisogno di orga­nizzazione - esordisce Termini -. . Se l'idea del PdT è quella originaria dei suo fondatori, un momento di confronto e studio dei problemi po­litici del territorio, allora non ci so­no diversità con le proposte politi­che del Pdl Sicilia, che da sempre si è interessato di territorio, anzi è sta­to proprio per interessarsi di territo­rio che si è distinto dal Pdl lealista. Oggi, invece, vedo che c'è una corsa a conquistare posizione politica in seno al Pdt: da un lato ci fa piacere, e quindi nel territorio c'è voglia e vo­lontà di interessarsi ai problemi dei cittadini; dall'altro lato, con un piz­zico di rammarico, noto che qualcu­no vuole far si che il PdT diventi l'ennesimo contenitore politico solo per fare richieste politiche'. Ma il sindaco Termini fa parte o no del PdT? 'Sono stato un fondatore col sindaco di Agrigento e in quanto fondatore ho una responsabilità maggiore rispetto ad altri, però oggi ho bisogno di chiarezza da parte de­gli altri se hanno interesse a parlare di territorio e di problemi di territo­rio o se hanno interessi a conquista­re il territorio. Questa seconda ipote­si non mi interessa e non interesse­rebbe neanche ai tanti del Pdl Sicilia'. Ieri c'è stato il 'niet' al PdT del gruppo politico 'Autonomia e libertà'.

 

ZONA INDUSTRIALE. Commissariamento sospeso

Asi, Stefano Catuara vince ricorso al Tar

Il Tar ha sospeso il decre­to di commissariamento del Consorzio Asi di Agrigento.

«Il commissariarnento di­sposto dall'Assessore regiona­le alle Attività Produttive, Mar­co Venturi, è risultato carente di motivazioni - scrive in una nota l'ex presidente Stefano Catuara. A stabilirlo è stato il Tri­bunale Amministrativo Regio­nale di Palermo al termine dell' udienza di ieri». «Il provvedimento - aggiun­ge l'ex presidente Catuara - è stato dichiarato illegittimo dai giudici amministrativi, i quali, nell'ordinanza, hanno riscon­trato "pregiudizio grave e irre­parabile a mio carico in assen­za di presupposti per il commis­sariamento e comunque per assenza di requisito di dirigen­te del commissario nomina­to». Secondo Catuara a seguito dela notifica dell'ordinanza po­trà tornare al suo posto, alla guida del Consorzio Asi di Agri­gento. Oggi, intanto, incontrerà i giornalisti alle ore 11 al Dioscu­ry By Palace a San Leone, per spiegare meglio i contorni del­la vicenda e rispondere alle do­mande dei cronisti.

 

ISTRUZIONE

Università, delegazione di giapponesi in visita al Cupa

Una delegazione rappresentativa del mondo accademico Giapponese, visiterà il Polo Universitario della Provincia di Agrigento, il prossimo mese di ottobre. Si tratta - si legge in una nota ‑ di un primo passo per la creazione di un più vasto programma di scambi di studio e di approfondimenti che vedrà coinvolti gli studenti del Polo Universitario di Agrigento e quelli di diverse Università Giapponesi. «Si tratta di un nuovo ed ulteriore tassello nel complesso mosaico del processo di internazionalizzazione del Po­lo Universitario della Provincia di Agrigento - ha detto il Presidente Joseph Mifsud di ritorno dalla con­ferenza». Nel corso della «Nanfa Conference», inoltre, sono stati si­glati una serie di accordi tra il Polo Universitario di Agrigento ed alcu­ne università straniere. Di partico­lare rilievo l'accordo siglato con l'Università di Gyeongsang della Korea del Sud. L'accordo raggiun­to prevede che una delegazione di studenti Koreani frequenti un per­corso di studi universitari nella provincia di Agrigento. Un altro accordo con l'Università «Carlos III» di Madrid, stipulato all'inter­no del programma Europeo «Era­smus», invece, permetterà a due studenti spagnoli di seguire un corso di «Communication» per la durata di 5 mesi

 

Provincia

Aeroporto, Paci sottolinea l'intervento del ministro Alfano

«La dichiarazione rilascia­ta dal sen. Altero Matteoli al ter­mine dell'incontro a Palazzo Chi­gi, tra lo stesso Ministro alle Infrastrutture, il presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D'Orsi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, e il Ministro della Giusti­zia Angelino Alfano, sulla realiz­zazione dell'aeroporto di Agri­gento, rappresenta un ulteriore importante tassello per la realiz­zazione dell'opera». Lo scrive in una nota il capogruppo del Pdl alla Provincia. Ivan Paci. «Anco­ra una volta, nonostante gli im­pegni collegati al delicato mo­mento politico nazionale, l'on. Angelino Alfano ha dimostrato il forte attaccamento alla sua provincia attraverso la parteci­pazione attiva ad un percorso virtuoso che dopo diversi decen­ni può vedere realizzata un'in­frastruttura che per gli agrigen­tini rischiava di rimanere un sogno».

GIUSTIZIA

Il ruolo del giudice. Un convegno con Amirante

Il ruolo del giudice nella so­cietà che cambia. E il titolo del con­vegno, in programma il 17 e il 18 settembre prossimi all'hotel Kaos. Si tratta di un corso di formazione per magistrati che sarà introdotto dal presidente della Corte costitu­zionale Francesco Amirante. Pri­ma del suo intervento saluteran­no i partecipanti il presidente del tribunale Luigi D'Angelo e il presi­dente della Corte di appello di Pa­lermo Vincenzo Olivieri.

 

LA SICILIA

 

Turisti in fuga da Agrigento

Per le strutture ricettive il bilancio dell'estate viene definito drammatico

Mille visitatori in più, a luglio, nella Valle dei Templi, rispetto allo stesso mese del 2009. Pare un timido segnale in controtendenza, rispetto alla crisi che ha investito tutti i set­tori produttivi in Europa. Ma non è così. Stando ai dati dell'ente Parco, Agrigento attira ancora fortemente. Eppure, nello stesso periodo, le strutture ricettive hanno vissuto il periodo più nero: luglio ha rap­presentato un calo di presenze ovunque e in alcuni casi, nel momento clou della sta­gione, le camere sono rimaste vuote. I turi­sti hanno continuato a "mordetele bellez­ze del nostro patrimonio e a fuggire via. Do­ve? "Trapani, Ragusa, Siracusa - afferma Raimondo Geraldi, direttore di un noto al­bergo agrigentino - sono province che ven­dono meglio. Il turista che rimane cinque o sette giorni qui non si è visto: giugno e lu­glio sono stati un disastro; c'è stata una pic­cola ripresa sotto ferragosto".

Il futuro è incerto anche per i bed & breakfast. "Abbiamo avuto un giugno otti­mo - sostiene l'avvocato Vincenzo Campo, titolare di una suggestiva struttura nel cuo­re della Valle - ma abbiamo avuto un calo a luglio, soprattutto di stranieri, rispetto agli altri anni. Ad agosto è andata bene".

- Perché un luglio "nero"?

"Effetto della crisi, che ha colpito anche i Paesi stranieri. Si tenga conto che Agrigen­to è lontana dal resto d'Europa e per rag­giungerci i voli sono i più cari. Andare in Spagna costa molto meno".

"A luglio siamo stati quasi vuoti, ad ago­sto siamo andati avanti a stento. In per­centuale direi un calo del 50-70%. Non ab­biamo avuto neanche una prenotazione -spiega Patrizia Mazza, titolare di un B&b a cinque minuti dalla stazione centrale -; il clima è stato sfavorevole e la crisi si fa sen­tire: gira poca moneta e la gente non viag­gia più come prima". Non è andata meglio nel centro di San Leone: "Giugno è stato co­sì-così. Ad agosto abbiamo lavorato, ma lu­glio è stato disastroso. Non ci sono state presenze. Poche persone sono partite ad agosto. Pochi sono stati gli stranieri, che invece colmavano i vuoti di presenze nei mesi fuori stagione. E' andata male infatti anche nei mesi precedenti. Marzo, aprile, maggio, prima, anche grazie agli stranieri, erano produttivi" commenta Linda Tirin­nocchi. "I turisti si sono stancati di Agrigen­to - precisa Geraldi - Ci chiedono sempre le stesse cose: 'Perché le strade sono così sporche? Perché la segnaletica è insuffi­ciente? Possiamo trovare una spiaggia do­ve sia possibile fare il bagno?' Le notizie corrono, e per due mesi non s'è parlato d'altro che del mare sporco. Assenza di in­frastrutture, viabilità pessima, e senza segnaletica... la gente non si raccapezza. Ma­terassi, frigoriferi, ovunque discariche abu­sive. Per un gelato a San Leone a causa del traffico impiegano un'ora ad andare e un'o­ra a tornare il giorno successivo ci rinuncia­no. Dopo la visita nella Valle, il mare o la pi­scina, cenano e vorrebbero andare in giro. Ma se sono al Villaggio Mosè dove vanno? Escono e trovano tutto chiuso" . Un fatto è certo, da tempo: qualcosa non funziona. Malgrado la grave crisi che ha investito an­che il Turismo, nella Valle dei Templi sono entrati il 2% in più di visitatori: erano stati 51.012 nel luglio 2009, e quest'anno sono stati 52.059, ovvero 1.047 in più: una com­pensazione derivata anche dal fatto che la visita fosse possibile nelle ore serali, men­tre lo scorso anno l'ingresso nella Valle era stato prolungato soltanto nei mesi di agosto e settembre.

Ad agosto 2009 i visitatori erano stati 100.815, quest'anno invece ne sono stati registrati 100.335. Quattrocento visitatori in meno a giugno: l'anno scorso 50.777; que­st'anno 50.375. Complessivamente, l'esta­te non è andata benissimo. Secondo le pre­visioni del Parco però, le cifre dovrebbero essere destinate a crescere. Infatti il riferi­mento dell'anno scorso è quello di un anno decisamente in perdita, quindi, il segnale di tenuta c'è stato ed è significativo, e si può prevedere un incremento, in linea con le previsioni nazionali, sempre che ci sia l'au­spicabile ripresa dell'economia e del setto­re turistico in particolare. Soddisfacenti sono stati i dati dell'ingresso al museo archeologico, grazie al "traino" del prezzo unico di 10 euro per la visita della Valle dei Templi e del Museo, in attesa che sia delibe­rato dall'assessorato l'importo del biglietto cumulativo. L'aumento da 8 a 10 euro del ticket per la Valle e da 6 a 8 euro per la visi­ta al museo non è stata dunque una scelta poco rilevante. Lo dimostrano i fatti: con l'incentivo del prezzo unico, i turisti sono andati anche al museo: sono stati 167 mila da gennaio al 31 agosto. L'anno scorso ne­gli 8 mesi erano stati 126 mila. In totale l'au­mento previsto è di oltre 100 mila visitato­ri. Per settembre si prevede di toccare i 200 mila ingressi.

Due milioni per le scuole

Provincia. Incontro stamattina dei dirigenti con l'assessore Cani per discutere delle richieste

A pochi giorni dalla riapertura delle scuole, abbia­mo chiesto all'assessore provinciale alla pubblica istruzione Gaetano Cani quale sia la condizione strutturale degli istituti superiori di secondo gra­do. La risposta è stata rassicurante, anche se stu­denti e docenti, chiedono coralmente ambienti al­l'altezza delle loro mutate esigenze didattiche.

«Lo stato degli istituti della nostra provincia è complessivamente accettabile - dichiara l'assesso­re - non abbiamo ricevuto segnalazioni di perico­lo o gravi disfunzioni dai dirigenti scolastici, ma solo richieste di manutenzione ordinaria e qual­cuna a carattere straordinario. Per quanto riguar­da le scuole del capoluogo, è tutto sotto control­lo, dall'aspetto sicurezza a quello logistico. Le no­stre uniche "preoccupazioni" riguardano l' 'pia "Marconi" di Canicattì per carenze strutturali e l'incapacità nostra di mettere a disposizione, og­gi, un nuovo edificio. Ad ogni modo stiamo av­viando un bando di gara per offrire agli studenti del Marconi alcuni locali del liceo pedagogico "Saetta e Livatino" di Ravanusa. Per quanto riguar­da Favara -prosegue - l'alberghiero "Ambrosini" è in attesa di essere trasferito nei locali del "Marco­ni". Per avviare le operazioni manca solo un cer­tificato degli uffici tecnici. Sono soddisfatto - ag­giunge il prof. Cani - di aver mantenuto gli impe­gni presi con l'istituto commerciale "Re Capriata" di Licata - indirizzo professionale alberghiero, a cui abbiamo consegnato le cucine, completando l'opera di messa in sicurezza con fondi per circa 380 mila euro. Un altro intervento, già concluso, al liceo classico "Foscolo" di Canicattì ha riguarda­to la sostituzione degli infissi, vetusti e non più funzionali».

Adesso le attenzioni dei dirigenti a capo degli istituti agrigentini, sono puntate tutte sui fondi della Comunità Europea da investire per la sicu­rezza. La Provincia, che ha avuto assegnati 2 milio­ni di euro, dovrà decidere sulla loro ripartizione, sulla base di idee e proposte che avanzeranno le stesse scuole. In proposito domani mattina alle 10, presso il "Nicolò Gallo" di Agrigento si terrà un in­contro tecnico per una prima raccolta e supervisione dei progetti. - Qual è la disponibilità delle scuole in termini di arredo scolastico?

«Un'abbondante fornitura l'abbiamo garanti­ta lo scorso anno (armadi, sedie, cattedre). Alle poche domande non soddisfatte, come la richie­sta di particolari sgabelli all'istituto d'arte "Bona­chia" di Sciacca, provvederemo a fine anno appro­fittando dei residui di bilancio - risponde l'asses­sore Cani -».

- Uno dei nodi da sciogliere è quello che, anco­ra nel 2010 i ragazzi fanno lezione in abitazioni ci­vili...

«E' un problema che abbiamo ridotto, dismet­tendo edifici privati tramite le operazioni di accor­pamento attuate lo scorso anno. Il disagio conti­nua nella sede del liceo scientifico "Majorana" in via Matteo Cimarra e a Canicattì all'istituto "Mar-coni". Una soluzione ottimale è stata invece trova­ta per l'istituto agrario "Livatino" della città dell'u­va Italia, trasferito presso il tecnico "Galilei" -conclude il prof. Cani».

 

All'istituto professionale Enrico Fermi a rischio la funzionalità didattica e la sicurezza

Licata, record sovraffollamento 45 studenti in una sola classe

LICATA. A pochi giorni dalla riaper­tura delle scuole, gli istituti supe­riori cittadini si trovano a fare i con­ti con gli esiti della riforma scolasti­ca voluta dal Ministro Maria Stella Gelmini.

Spetta, infatti, probabilmente, al­la città di Licata il primato provin­ciale per la presenza della classe più numerosa per l'inizio dell'anno scolastico 2010/2011. È record in­fatti quello registrato da una classe di primo superiore dell'Istituto Pro­fessionale Industria e Artigianato Enrico Fermi: saranno ben 45 gli alunni presenti in un'aula al suono della prima campanella. A seguito della riforma, per garantire il nu­mero minimo previsto per classe nella misura di 27 alunni, si è dovu­to procedere all'accorpamento di due classi del primo anno con lo spiacevole quanto atteso risultato di una sovraffollata classe compo­ sta da ben 45 ragazzi. Non saranno, dunque, più quattro, come lo scor­so anno, bensì tre le classi prime dell'Istituto. La notizia solleva non pochi malumori vista la difficoltà organizzativa cui si andrà incontro: classe non commisurata alla capienza delle aule, aule informatiche e la­boratori non ancora in grado di ospitare un così cospicuo numero di discenti. Problema di gestione degli stu­denti da parte degli in­segnanti, ma soprat­tutto problema di si­curezza per chi opera all'interno di classi così numerose. Un'attività di­dattica, dunque, messa a dura pro­va dall'eccessivo numero di alunni, vittime di un riordino tutto da te­stare. Tocca dunque anche agli studenti licatesi confrontarsi con una riforma che continua ad sollevare polemiche: numerosi i lavoratori della scuola licatese che stanno prendendo parte al "presidio permanente" organizzato dalla Flc-Cgil di Agri­gento davanti all'Uffi­cio scolastico provin­ciale. «La Cgil - si legge in una nota - chiede classi commisurate al­la capienza delle aule, un organico che ri­sponda alle esigenze dei disabili, la garan­zia della sicurezza del­le persone negli edifi­ci scolastici e non classi, come a Li­cata, che arrivano a superare i qua­ranta alunni per classe». Dal canto suo, l'amministrazione comunale, nelle vesti del vice sin­daco Giuseppe Arnone, ha indetto per oggi una conferenza di servizio con tutti i dirigenti degli istituti della scuola dell'obbligo cittadini. L'incontro, nel corso del quale si parlerà delle problematiche che in­vestono il mondo della scuola, si terrà stamane alle ore 11.00 presso la sala consiliare del Palazzo di Città. Un diritto, quello allo studio, minacciato da numeri, come quel­lo dei 45 alunni, che peggiorano la qualità del servizio mettendo a re­pentaglio non solo la funzionalità didattica ma anche e soprattutto la sicurezza degli alunni. La batta­glia appare dura ed a ben vedere, vista l'imminente riapertura delle scuole, i quarantacinque alunni della prima superiore dell'Istituto Professionale saranno obbligati a stare uniti, non solo nella civile quanto necessaria protesta, ma an­che fisicamente.

 

IL TAR PALERMO ha ordinato la sospensiva del provvedimento emesso dall'assessore Venturi

Catuara reintegrato all'Asi

Il decreto di commissariamento del Consor­zo Asi di Agrigento, disposto dall'assessore regionale alle Attività Produttive, Marco Venturi, è stato sospeso. Lo ha stabilito il Tar di Palermo che ha concesso la sospensiva. L'avvocato Stefano Catuara potrà così torna­re al suo posto di presidente del Consorzio Asi di Agrigento. "Il decreto è stato sospeso" ha afferma­to l'avv. Catuara nel sottolineare il dato di fatto. "E' un provvedimento cautelare, un'ordinanza di sospensiva. Con i tempi del Tar ci sarà la decisione nel meri­to. Avendo avuto fiducia nella Giustizia - ha puntualizzato - ci siamo rimessi al giudizio del Tar e, nel rispetto delle sentenze, ri­prenderemo l'attività politica: appena re-insediato incontrerò le forze sindacali e i sindaci per disporre l'immediata convoca­zione del Consiglio generale". Proprio la mancata convocazione entro i termini del Consiglio generale per il rinnovo e la nomi­na del nuovo presidente è stata tra le moti­vazioni del commissariamento. Dall'ordi­nanza del Tar, a quanto ha tenuto a sottoli­neare l'avvocato in un comunicato stampa, si evince come i giudici amministrativi ab­biano riscontrato "pregiudizio grave e irre­parabile a carico di Stefano Catuara, presi­dente in carica del Consorzio Asi di Agri­gento, in assenza di presupposti per il com­missariamento e comunque per assenza di requisito di dirigente del commissario no­minato". Il ricorso - ha voluto chiarire - è stato ri­tenuto fondato anche nella motivazione: la mancanza di iniziativa circa i poteri sostitu­tivi della Regione, mentre furono attribuite responsabilità esclusive al presidente del­l'Asi, e la carenza di requisiti dell'attuale commissario, Antonina Monte". Catuara sarà reintegrato nelle funzioni non appena sarà notificata la decisione al­l'Asi e alla Regione. Tra l'altro l'Asi si è costi­tuita in giudizio e quindi ne è già a cono­scenza. Per quel che riguarda i provvedi­menti conseguenti assunti dal commissario nei confronti anche di organi dirigenti Ca­tuara ha spiegato che "essendo sospeso il decreto, gli effetti della decisione del Tar sa­ranno a cascata. Se sono stati adottati prov­vedimenti che non potevano esser emessi, saranno riconsiderati anche quelli». L'ex presidente ha ribattuto sin dal mag­gio scorso tutte le motivazioni sottese alla decisione di Venturi, a cominciare dalla bocciatura del bilancio. Infatti, a suo dire, la richiesta di chiarimenti da parte dell'as­sessorato era pervenuta solo dopo che i termini a disposizione per intervenire era­no scaduti e il bilancio era già di fatto ese­cutivo. I chiarimenti erano stati comunque inviati, aveva assicurato Catuara, ma la ri­sposta sarebbe pervenuta oltre i termini. Il decreto di commissariamento si era arric­chito di una nuova motivazione circa il mancato rispetto delle procedure per la nomina del nuovo Consiglio generale. Le ri­chieste agli enti di fornire i nomi per il rin­novo erano partite ed erano stati inviati solleciti agli inadempienti. Infine era stato chiesto l'intervento sostitutivo dell'assesso­rato. Ma in tal caso non sarebbe giunta alcu­na risposta. Abbiamo chiesto una replica all'asses­sore Venturi che per il momento non ha vo­luto commentare l'accaduto.


FIT CISL

Preoccupazione per la soppressione di molti treni

La maggior parte dei treni che percorrono la linea Agrigento - Palermo sono stati sospesi: da qualche giorno vengono garantiti solo i primi treni del mattino e i tre pomeridiani che fanno ritorno da Palermo. Alle proteste dei pendolari si aggiungono gli interrogativi di Nino Stella, segretario provinciale della FIT CISL di Agrigento (federazione italiana trasporti), che si dimostra altamente preoccupato per il continuo depotenziamento del servizio ferroviario della Sicilia e in particolare di Agrigento. Così asserisce il sindacalista 'È assurdo che dopo aver stanziato milioni di euro per la velocizzazione della linea ferroviaria Agrigento Palermo, con l'ammodernamento del tracciato e la realizzazione di una nuova galleria, oggi si debba assistere a dolorosi tagli

sul servizio della linea maggiormente competitiva dell'intera rete siciliana". Il segretario Nino Stella muove unappello all'agrigentino Dario Lo Bosco, presidente di Rfi, chiedendogli di intervenire direttamente per salvaguardare il trasporto ferroviario che riguarda Agrigento. Si domanda anche "Come mai il Presidente D'Orsi, da sempre molto sensibile alle tematiche dei trasporti della provincia, questa volta non sta spendendo nemmeno una parola Stella, chiedendo spiegazioni definisce incomprensibile che in un territorio come il nostro, isolato e senza aeroporto e strade adeguate, si assista inermi allo smantellamento dell'infrastruttura ferroviaria, sottolineando che tanta utenza sta abbandonando il treno in favore del trasporto su gomma.

 

CAMPOBELLO DI LICATA

Patto del Territorio: «Si faccia chiarezza»

CAMPOBELLO DI LICATA. Il Patto del Territorio polarizza il dibattito politico. Sull'argomento interviene uno dei fondatori, il sindaco Michele Termini (nella foto). Il quale si sofferma sul fatto se riesca a conciliare la posizione politica del Pdl Sicilia rispetto al Pdl. «Innanzitutto il Pdl non è partito e forza politica,A tutt'oggi neanche un movimento, poiché ha bisogno di organizzazione - dice Termini ‑ se l'idea è quella originaria dei suoi fondatori, un momento di confronto e studio dei problemi politici del territorio, allora non ci sono diversità con le proposte politiche del Pdl Sicilia, che da sempre si è interessato di territorio, anzi è stato proprio per interessarsi di territorio che si è distinto dal Pdl lealista. Oggi, invece, vedo che c'è una corsa a conquistare posizione politica in seno al Patto del Territorio: da un lato ci fa piacere, e questo vuol dire che nel territorio c'è voglia e volontà di interessarsi ai problemi dei cittadini; dall'altro lato, con un pizzico di rammarico, noto che qualcuno vuole far si che il Pdt diventi l'ennesimo contenitore politico solo per fare richieste politiche. Sono stato un fondatore col sindaco di Agrigento e in quanto fondatore ho una responsabilità maggiore rispetto ad altri, però oggi ho bisogno di chiarezza da parte degli altri se hanno interesse a parlare di territorio e di problemi di territorio o se hanno interessi a conquistare il territorio».

 

PROVINCIA

L'ex presidente Taibi scrive all'attuale D'Orsi

L'ex presidente della Provincia regionale di Agrigento, avv. Michelangelo Taibi, ha scritto una sentita lettera all'attuale presidente, prof. Eugenio D'Orsi, per ricordargli tutti gli incarichi che vengono dati agli avvocati per sostenere in giudizio le cause che i cittadini fanno all'Ente per i danni riportati dai loro mezzi a causa delle pessime condizioni delle strade di competenza provinciale e lo invita ad effettuare al più presto gli adeguati interventi onde evitare pericoli per chi viaggia e spese ulteriori e inutile per l'ente provincia.

 

SOLE 24 ORE

 

Giustizia tributaria

Gli enti devono pagare la tassa sui telefonini

I Comuni sono tenuti a paga­re la tassa di concessione governa­tiva sugli abbonamenti di telefo­nia mobile. L'esenzione è riconosciuta solo alle amministrazioni statali. Lo ha affermato la Commis­sione tributaria provinciale di Vi­cenza, quinta e nona sezione, ri­spettivamente, con le sentenze 55 e 15/2010. Per i giudici tributari i Comuni non sono indicati tra i soggetti esenti e non sono equiparabili alle amministrazioni dello Stato. Ogni disposizione di esenzione o agevo­lazione in materia tributaria non è suscettibile di interpretazione analogica. In materia fiscale, peral­tro, «le esenzioni che competono allo Stato non possono essere este­se agli enti locali se non in base a una norma che ciò preveda in mo­do esplicito». Anche l'agenzia delle Entrate ha più volte precisato che solo le amministrazioni statali non sono soggette alla Tcg, in quanto solo per esse si realizza la concentra­zione in un unico soggetto della posizione giuridica di concedente e concessionario. È stata ritenuta infondata anche l'analogia fatta dagli enti interessati con il tratta­mento fiscale che a loro riserva la legge per l'Ires. L'articolo 74 del Tuir, infatti, equipara i comuni al­lo Stato ai fini dell'esclusione dall'assoggettamento alle impo­ste sui redditi. Secondo la commis­sione tributaria, però, le due questioni sono diverse, in quanto l'Ires colpisce il reddito e quindi non può essere applicata ai comu­ni che non producono reddito tas­sabile. Inoltre, le due fattispecie non sono assimilabili perché per la tassa di concessione esiste una norma ad hoc (articolo 13 bis del Dpr 641/1972) che elenca in modo tassativo i casi di esenzione. Del resto, si legge nella motiva­zione della sentenza 55, l'articolo 28 del decreto ministeriale 484/1988 stabilisce che sia a cari­co dell'abbonato ogni spesa, impo­sta o tassa relativa al contratto con il gestore. Questa regola è applicabile anche all'amministrazione co­munale nella qualità di abbonato.

Canicattìweb
 
Ivan Paci interviene sull'aereoporto di Agrigento
La dichiarazione rilasciata dal sen. Altero Matteoli al termine dell'incontro a Palazzo Chigi, tra lo stesso Ministro alle Infrastrutture, il presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D'Orsi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, e il Ministro della Giustizia Angelino Alfano, sulla realizzazione dell'aeroporto di Agrigento, rappresenta un ulteriore importante tassello per la realizzazione dell'opera.
Ancora una volta, nonostante gli impegni collegati al delicato momento politico nazionale, l'on. Angelino Alfano ha dimostrato il forte attaccamento alla sua provincia attraverso la partecipazione attiva ad un percorso virtuoso che dopo diversi decenni può vedere realizzata un'infrastruttura che per gli agrigentini rischiava di rimanere un sogno.
Ancora una volta il Guardasigilli ha utilizzato la sua autorevolezza per affrontare problematiche che riguardano il territorio agrigentino, come è avvenuto nel caso dell'ospedale San Giovanni di Dio e in tante altre occasioni.
Oggi, grazie alla coesione delle forze politiche locali, alla determinazione del presidente della Provincia e naturalmente alle sollecitazioni del Ministro Alfano, il Ministro Matteoli ha dovuto convenire sull'importanza dello scalo e sull'assenza di concreti impedimenti alla realizzazione dell'opera.
Il coinvolgimento di Alfano e l'impegno assunto da Matteoli, sono certo che spianeranno la strada verso una concreta disponibilità dell'Enac ad esaminare benevolmente e senza pregiudizi progetto esecutivo e piano economico-finanziario dello scalo aeroportuale della provincia di Agrigento, in modo da accelerare i tempi della sua attuazione.
 
Treni sospesi sulla "Agrigento - Palermo", le proteste dei pendolari
Sospesi la maggior parte dei treni sull'Agrigento - Palermo, la più trafficata tra le linee regionali gestite da RFI su cui opera Trenitalia. Da qualche giorno vengono garantiti solo i primi tre treni del mattino (4.48; 5.30; 6.14) e altri tre di ritorno da Palermo nel pomeriggio (15.38 ; 16.38; 17.38). In proposito si registra l'intervento del segretario provinciale della FIT CISL di Agrigento di Nino Stella, che si dice fortemente preoccupato per il continuo depotenziamento del servizio ferroviario in Sicilia ed in provincia di Agrigento in particolare.
"E' assurdo - secondo il sindacalista - che dopo aver stanziati milioni di euro per la velocizzazione della linea ferroviaria Agrigento - Palermo, con l'ammodernamento del tracciato e la realizzazione di una nuova galleria, oggi si debba assistere a dolorosi tagli al servizio sulla linea maggiormente competitiva dell'intera rete siciliana".
"Cosa ha spinto - è l'interrogativo di Nino Stella - la Direzione Regionale di Trenitalia ha ridurre ai minimi termini il servizio ? Da RFI non giungono notizie in merito ad interventi di manutenzione lungo linea, pertanto, i veri motivi vanno ricercati altrove. Forse nella mancata sottoscrizione da parte della Regione, del Contratto di Servizio ? In ogni caso, con questo atteggiamento, l'utenza sta progressivamente abbandonando il treno in favore del trasporto su gomma".
"Come mai il Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, da sempre molto sensibile alle tematiche dei trasporti in provincia di Agrigento, questa volta non sta spendendo nemmeno una parola? Ed ancora: che fine ha fatto la consulta provinciale del trasporti? Appare del tutto incomprensibile - prosegue Stella - che, in un territorio come il nostro, isolato dal resto del mondo, senza aeroporti e strade, si assista inermi allo smantellamento dell'infrastruttura ferroviaria".
"Infine rinnovo il mio appello al neo Presidente di Rete Ferroviaria Italiana, l'agrigentino Dario Lo Bosco, ad intervenire direttamente per salvaguardare il trasporto ferroviario nell'agrigentino. All'indomani della sua nomina, Lo Bosco, ha parlato di mini-tav in Sicilia: la dura realtà, invece, è il continuo e inarrestabile taglio al servizio ferroviario. Come stanno effettivamente le cose?", conclude Nino Stella.
 
Per la città
 
Rigassificatore: il Governo Italiano verso la procedura d'infrazione della normativa europea
Joaquin Almunia, Commissario Europeo per la Concorrenza, ha comunicato, rispondendo a un'interrogazione dell'europarlamentare dell'Idv Sonia Alfano, che è stata aperta un'indagine per la sottoposizione del Governo Italiano alla procedura di infrazione della normativa europea a seguito di due denunce presentate contro il rigassificatore di Porto Empedocle.
Occorre ricordare che quelle due denunce sono state presentate dalle associazioni agrigentine "Confimpresa" di Alessio Lattuca, "Il Cerchio" di Bernardo Barone e "Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento" del sottoscritto.
E' stata denunciata, tra l'altro, la violazione dell'art. 107, paragrafo 1°, del Trattato Europeo che impone il divieto di aiuti degli Stati membri alle proprie aziende. Nello specifico abbiamo denunciato la disposizione prevista dall'Autorità per il Gas e l'Energia (delibera 178/2005) che prevede che in ogni caso sarà garantito alle società che gestiscono nuovi impianti di rigassificazione l'80% dei ricavi di riferimento (3 milioni di euro nel caso di Porto Empedocle) anche in caso di non utilizzo degli impianti gravando la spesa "sul sistema tariffario nazionale" cioè sulle bollette degli Italiani.
Il primo passo della procedura è quello di chiedere da parte della Commissione Europea chiarimenti allo Stato che si intende sottoporre alla procedura di infrazione. Ed è quanto comunicato da Almunia a Sonia Alfano, infatti ha precisato nella lettera del 12 agsoto 2010 che "la Commissione ha trasmesso alle autorità italiane una versione non riservata delle denunce e, al momento, attende le osservazioni dell'Italia in merito".
Dopo di che, in base alle risposte fornite dal Governo Italiano, si aprirà ufficialmente la procedura di infrazione.
E' ovvio che si tratta del primo tangibile successo della lotta che stanno portando avanti le associazioni agrigentine, riunite nel comitato "No al rigassificatore", che contrastano l'ignobile e criminale progetto di costruire un impianto di rigassificazione da 8 miliardi mc., che la normativa europea "Seveso" definisce "a rischio di incidente rilevante", alla distanza di 800 metri dal centro abitato di Porto Empedocle, sotto la casa natale di Luigi Pirandello e al confine del parco archeologico della Valle dei Templi.
Inoltre, le associazioni agrigentine "Confimpresa", "Il Cerchio" e "Salviamo la Valle dei Templi" sopra citate trasmetteranno a breve al Commissario Europeo per la concorrenza, Joaquin Almunia, nuova probante documentazione per chiedere l'ordine prioritario della trattazione delle proprie denunce.
Gaetano Gaziano

Sicilia24H

Aeroporto, Paci (Pdl): "Le parole di Matteoli fanno ben sperare"
Il consigliere capogruppo del Pdl alla Provincia regionale di Agrigento interviene dopo l'incontro avvenuto nella capitale tra il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi ed il ministro alle infrastrutture Matteoli, per sollecitare l'iter di avvio alla costruzione dell'aeroporto a Licata.
 La dichiarazione rilasciata dal sen. Altero Matteoli al termine dell'incontro a Palazzo Chigi, tra lo stesso Ministro alle Infrastrutture, il presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D'Orsi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, e il Ministro della Giustizia Angelino Alfano, sulla realizzazione dell'aeroporto di Agrigento,  rappresenta un ulteriore importante tassello per la realizzazione dell'opera. Ancora una volta, nonostante gli impegni collegati al delicato momento politico nazionale, l'on. Angelino Alfano ha dimostrato il forte attaccamento alla sua provincia attraverso la partecipazione attiva ad un percorso virtuoso che dopo diversi decenni può vedere realizzata un'infrastruttura che per gli agrigentini rischiava di rimanere un sogno. Ancora una volta il Guardasigilli ha utilizzato la sua autorevolezza per affrontare problematiche che riguardano il territorio agrigentino, come è avvenuto nel caso dell'ospedale San Giovanni di Dio e in tante altre occasioni. Oggi, grazie alla coesione delle forze politiche locali, alla determinazione del presidente della Provincia e naturalmente alle sollecitazioni del Ministro Alfano, il Ministro Matteoli ha dovuto  convenire sull'importanza dello scalo e sull'assenza di concreti impedimenti alla realizzazione dell'opera. Il coinvolgimento di Alfano e l'impegno assunto da Matteoli, sono certo che spianeranno la strada verso una concreta disponibilità dell'Enac ad esaminare benevolmente e senza pregiudizi progetto esecutivo e piano economico-finanziario dello scalo aeroportuale della provincia di Agrigento, in modo da accelerare i tempi della sua attuazione - conclude Paci.

Tar, sospende commissariamento Asi: Catuara ritorna "alla carica"
Il decreto di commissariamento del Consorzio Asi di Agrigento, disposto dall'Assessore regionale alle Attività Produttive, Marco Venturi, è stato sospeso. A stabilirlo è stato il Tribunale Amministrativo Regionale di Palermo al termine dell'udienza di ieri. Il provvedimento è stato dichiarato illegittimo dai giudici amministrativi, i quali, nell'ordinanza, hanno riscontrato "pregiudizio grave e irreperabile  a carico dell'avvocato Stefano Catuara, presidente in carica del Consorzio Asi di Agrigento, in assenza di presupposti per il commisariamento e comunque per assenza di requisito di dirigente  del commissario nominato". A seguito dela notifica dell'ordinanza l'avvocato Catuara tornerà al suo posto, alla guida del Consorzio Asi di Agrigento. Domani Catuara incontrerà i giornalisti alle ore 11 al Dioscury By Palace a San Leone.

Agrigentooggi
 
D'Orsi torna da Roma con in mano l'aeroporto di Agrigento
settembre 9, 2010 by Domenico Vecchio  
La realizzazione dell'aeroporto di Agrigento ha fatto un importante e forse decisivo passo in avanti. Se prima l'infrastruttura sembrava solo un sogno, dopo l'ultimo incotro a Palazzo Chigi, tra il presidente della provincia di Agrigento, Eugenio D'Orsi e i ministri Altero Matteoli e Angelino Alfano, insieme al sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, lo scalo adesso pare cosa fattibile. Gli amministratori della città dei Templi hanno portato a Roma il progetto, da tempo accarezzato, di un aeroporto in quella zona. La realizzazione dell'aeroporto è già inserita nel piano regionale siciliano dei trasporti e sono già stati fattu vari studi di fattibilità. Il ministro delle Infrastrutture Matteoli ha guardato tutto con attenzione ed ha dato la sua disponibilità per la realizzazione dello scalo, promettendo di accelerare i tempi.
Se l'aeroporto di Agrigento imboccherà la via maestra, la struttura potrebbe vedere la luce nell'arco di qualche anno. Un nuovo aeroporto come si inserirebbe nel sistema dei trasporti aeroportuali siciliani? A lungo, negli ultimi mesi, si è parlato di un asse Palermo-Trapani e di uno Catania-Comiso. Agrigento sarebbe il terzo incomodo che nascerebbe con un obiettivo forte di concorrenza rispetto alle strutture aeroportuali già esistenti

 
Tar sospende commissariamento Asi. Torna Catuara
Il Tribunale Amministrativo Regionale di Palermo al termine dell'udienza di ieri, ha sospeso il decreto di commissariamento del Consorzio Asi di Agrigento. Il provvedimento è stato dichiarato illegittimo dai giudici amministrativi, i quali, nell'ordinanza, hanno riscontrato "pregiudizio grave e irreparabile  a carico dell'avvocato Stefano Catuara, presidente in carica del Consorzio Asi di Agrigento, in assenza di presupposti per il commissariamento e comunque per assenza di requisito di dirigente  del commissario nominato". A seguito dela notifica dell'ordinanza l'avvocato Catuara tornerà al suo posto, alla guida del Consorzio Asi di Agrigento.
 
Ragusanews

Anche ad Agrigento lavoravo per l'aeroporto 
Cieli affollati in Sicilia orientale
 
Roma - Questo pomeriggio, a Palazzo Chigi, si è svolto un incontro tra il presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D'Orsi, il vicepresidente Luca Salvato, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano e il ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli.
Al centro dell'incontro, la tematica riguardante la realizzazione dell'aeroporto di Agrigento. Il presidente D'Orsi ha dettagliatamente relazionato circa il bisogno storico della Provincia di Agrigento di dotarsi di una infrastruttura aeroportuale e sulle fasi politiche e procedurali che hanno scandito la lunga battaglia della Provincia per la realizzazione dell'opera.
Il presidente D'Orsi ha inoltre fatto presente che la struttura aeroportuale è già inserita nel piano regionale siciliano dei trasporti e che la sua sostenibilità è stata più volte confermata da vari studi di fattibilità che, nel corso degli anni, soggetti pubblici e soggetti privati hanno commissionato e ottenuto. Il ministro Matteoli ha convenuto sull'importanza dello scalo e su come la sua connotazione in ambito regionale sia la strada maestra per attuare l'opera e creare posti di lavoro.
 Al termine della riunione, il ministro Matteoli ha espresso il favore per la realizzazione della struttura e ha assicurato il suo interessamento presso l'Enac e il suo presidente al fine di accelerare i tempi per la sua attuazione. 
 
Il Giornale di Ragusa

Aeroporto:Lombardo incontra Berlusconi
ma le notizie arrivano da ... Agrigento!    
di Francesca Cabibbo    
Mercoledì 08 Settembre 2010 - 23:59 
Comiso - Raffaele Lombardo ha incontrato questa mattina a Roma il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Sul tappeto i temi (tanti) che, nelle ultime settimane, hanno contraddistinto il dibattito animato tra regione e Stato italiano: Cas-autostrade, Tirrenia e trasporti marittimi e attribuzione dei fondi Fas. Sul blog del presidente della regione, che in questi giorni è intervenuto spesso sulla "vicenda aeroporto", non una parola sull'aeroporto di Comiso. Non si sa se il governatore ed il premier ne hanno parlato. E' possibile, ma Lombardo, per ora, non ha detto nulla. E il presidente isolano, per ora, non ha ancora firmato. Lo farà - pare - nei prossimi giorni, forse già oggi.
Da Comiso rimbalzano però altre notizie ed i commenti, pacati, del sindaco Giuseppe Alfano. Alfano chiarisce che non c'è stat alcuna modifica del protocollo del 16 luglio. "Il 31 luglio - spiega - per venire incontro ai dubbi del presidente della regione, che voleva delle garanzie sul fatto che Comiso non venisse dichiarato aeroporto di interesse non nazionale, abbiamo eliminato dal protocollo la parolina "aeroporto", senza mutare però il contenuto del protocollo. Avevamo già spiegato a Lombardo che la classificazione dell'aeroporto sarebbe dipesa da altri fattori e che l'impegno dello Stato per Comiso sarebbe stato definito in altri tavoli.
Alla fine, abbiamo deciso quella piccola modifica, ma lui decise lo stesso di non firmare. Ora ho saputo dalla sua lettera della decisione di firmare il protocollo. Ne sono lieto, perchè possiamo passare subito alla fase successiva, quella della programmazione. Ho già chiesto al presidente Enac Vito Riggio di riconvocare la riunione del 14 settembre, che era stata rinviata per la programmazione dello start-up dello scalo. Potrebbe fissarla per il 15 settembre, o comunque in una data in cui sia garantita la presenza di tutti".
Altro attore di questa vicenda lunga e controversa, spesso di non facile comprensione per l'opinione pubblica, il deputato nazionale del Pdl, Nino Minardo: "Credo che Lombardo abbia ricevuto rassicurazioni sulle richieste che aveva fatto. Questo fa gioire tutti, me per primo. Ma il protocollo non è cambiato, c'era stata solo quella modifica del 31 agosto. Ora possiamo dichiarare chiusa la fase delle polemiche, se mai ci sono state. I nostri erano soprattutto degli appelli accorati al presidnete della regione perchè firmasse il protocollo d'intesa per la cessione delle aree. Ora c'è il suo si e possiamo, con serenità, guardare alla seconda fase, quella della programmazione dell'attività dello scalo, che dovrà vedere la sinergia di tutti".
Ma l'incontro tra Lombardo e Berlusconi non è stato l'unico che si è svolto all'ombra della "Lupa". Nel pomeriggio, a Palazzo Chigi, il presidente della provincia di Agrigento, Eugenio D'Orsi, con il suo vice, Luca Salvato, ha incontrato i ministri Altero Matteoli e Angelino Alfano, insieme al sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta. Gli amministratori della città dei Templi hanno portato a Roma il progetto, da tempo accarezzato, di un aeroporto in quella zona.
La realizzazione dell'aeroporto è già inserita nel piano regionale siciliano dei trasporti e sono già stati fattu vari studi di fattibilità. Il ministro delle Infrastrutture Matteoli ha guardato tutto con attenzione ed ha dato la sua disponibilità per la realizzazione dello scalo, promettendo di accelerare i tempi.
Se l'aeroporto di Agrigento imboccherà la via maestra, la struttura potrebbe vedere la luce nell'arco di qualche anno. Un nuovo aeroporto come si inserirebbe nel sistema dei trasporti aeroportuali siciliani? A lungo, negli ultimi mesi, si è parlato di un asse Palermo-Trapani e di uno Catania-Comiso. Agrigento sarebbe il terzo incomodo che nascerebbe con un obiettivo forte di concorrenza rispetto alle strutture aeroportuali già esistenti.
 
Agrigentonotizie

Trasporti, disagi e tagli Trenitalia   di Giuseppe Presti
Il sindacato della Fit Cisl, con una nota del segretario Nino Stella, si dice "fortemente preoccupato per il continuo depotenziamento del servizio ferroviario in Sicilia ed in provincia di Agrigento in particolare".
"E' assurdo - secondo il sindacalista - che dopo aver stanziati milioni di euro per la velocizzazione della inea ferroviaria Agrigento - Palermo, con 'ammodernamento del tracciato e la realizzazione di una nuova galleria, oggi si debba assistere a dolorosi tagli al servizio sulla linea maggiormente competitiva dell'intera rete siciliana. Cosa ha spinto - è l'interrogativo di Nino Stella - la Direzione Regionale di Trenitalia ha ridurre ai minimi termini il servizio? Da Rfi non giungono notizie in merito ad interventi di manutenzione lungo linea, pertanto, i veri motivi vanno ricercati altrove. Forse nella mancata sottoscrizione da parte della Regione, del Contratto di servizio? In ogni caso, con questo atteggiamento, l'utenza sta progressivamente abbandonando il treno in favore del trasporto su gomma. Come mai il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, da sempre molto sensibile alle tematiche dei trasporti in provincia di Agrigento, questa volta non sta spendendo nemmeno una parola? Ed ancora: che fine ha fatto la consulta provinciale del trasporti? Appare del tutto incomprensibile - prosegue Stella - che, in un territorio come il nostro, isolato dal resto del mondo, senza aeroporti e strade, si assista inermi allo smantellamento dell'infrastruttura ferroviaria. Infine rinnovo il mio appello al neo presidente di Rete ferroviaria italiana, l'agrigentino Dario Lo Bosco, ad intervenire direttamente per salvaguardare il trasporto ferroviario nell'agrigentino. All'indomani della sua nomina, Lo Bosco, ha parlato di mini-tav in Sicilia: la dura realtà, invece, è il continuo e inarrestabile taglio al servizio ferroviario. Come stanno effettivamente le cose?", conclude Nino Stella.
 
AEROPORTO Alfano dimostra l'attaccamento alla provincia  
La dichiarazione rilasciata dal senatore Altero Matteoli al termine dell'incontro a Palazzo Chigi, tra lo stesso ministro alle Infrastrutture, il presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D'Orsi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, e il ministro della Giustizia Angelino Alfano, sulla realizzazione dell'aeroporto di Agrigento, rappresenta un ulteriore importante tassello per la realizzazione dell'opera". Lo afferma Ivan Paci, capogruppo del Pdl.
"Ancora una volta - continua Paci - nonostante gli impegni collegati al delicato momento politico nazionale, Angelino Alfano ha dimostrato il forte attaccamento alla sua provincia attraverso la partecipazione attiva ad un percorso virtuoso che dopo diversi decenni può vedere realizzata un'infrastruttura che per gli agrigentini rischiava di rimanere un sogno".
"Ancora una volta il Guardasigilli  - agginge il capogruppo - ha utilizzato la sua autorevolezza per affrontare problematiche che riguardano il territorio agrigentino, come è avvenuto nel caso dell'ospedale San Giovanni di Dio e in tante altre occasioni. Oggi, grazie alla coesione delle forze politiche locali, alla determinazione del presidente della Provincia e naturalmente alle sollecitazioni del ministro Alfano, il ministro Matteoli ha dovuto  convenire sull'importanza dello scalo e sull'assenza di concreti impedimenti alla realizzazione dell'opera".
"Il coinvolgimento di Alfano - conclude - e l'impegno assunto da Matteoli, sono certo che spianeranno la strada verso una concreta disponibilità dell'Enac ad esaminare benevolmente e senza pregiudizi progetto esecutivo e piano economico-finanziario dello scalo aeroportuale della provincia di Agrigento, in modo da accelerare i tempi della sua attuazione".
 
Grandangolo

Paci: "Aeroporto ok, grazie ad Alfano"       
La dichiarazione rilasciata dal sen. Altero Matteoli al termine dell'incontro a Palazzo Chigi, tra lo stesso Ministro alle Infrastrutture, il presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D'Orsi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, e il ministro della Giustizia Angelino Alfano, sulla realizzazione dell'aeroporto di Agrigento,  rappresenta un ulteriore importante tassello per la realizzazione dell'opera. Ancora una volta, nonostante gli impegni collegati al delicato momento politico nazionale, l'on. Angelino Alfano ha dimostrato il forte attaccamento alla sua provincia attraverso la partecipazione attiva ad un percorso virtuoso che dopo diversi decenni può vedere realizzata un'infrastruttura che per gli agrigentini rischiava di rimanere un sogno. Ancora una volta il Guardasigilli ha utilizzato la sua autorevolezza per affrontare problematiche che riguardano il territorio agrigentino, come è avvenuto nel caso dell'ospedale San Giovanni di Dio e in tante altre occasioni. Oggi, grazie alla coesione delle forze politiche locali, alla determinazione del presidente della Provincia e naturalmente alle sollecitazioni del ministro Alfano, il ministro Matteoli ha dovuto  convenire sull'importanza dello scalo e sull'assenza di concreti impedimenti alla realizzazione dell'opera. Il coinvolgimento di Alfano e l'impegno assunto da Matteoli, sono certo che spianeranno la strada verso una concreta disponibilità dell'Enac ad esaminare benevolmente e senza pregiudizi progetto esecutivo e piano economico-finanziario dello scalo aeroportuale della provincia di Agrigento, in modo da accelerare i tempi della sua attuazione. 

Giapponesi in visita del Polo universitario       
Una delegazione rappresentativa del mondo accademico  giapponese, visiterà  il Polo Universitario della Provincia di Agrigento, il prossimo mese di ottobre: si tratta di un primo passo per la creazione di un più vasto programma di scambi di studio e di approfondimenti che vedrà coinvolti gli studenti del Polo Universitario di Agrigento e quelli di diverse Università giapponesi. E' questo uno dei risultati più salienti conseguiti dalla presenza della  delegazione del Polo Universitario della Provincia di Agrigento alla sessantaduesima edizione " Nanfa Conference  Expo" svoltasi a Kansas City nel Missouri (Stati Uniti d'America) e che ha visto la partecipazione di oltre 700 tra visitatori, docenti Universitari e professionisti nel campo dell'educazione. La partecipazione della delegazione del Polo Universitario della Provincia di Agrigento si prefiggeva lo scopo di stabilire nuovi contatti e nuove relazioni con partners di rilievo internazionale. "Si tratta di un nuovo ed ulteriore tassello nel complesso mosaico del  processo di internazionalizzazione del Polo Universitario della Provincia di Agrigento - ha detto il Presidente Joseph Mifsud di ritorno dalla conferenza ". Nel corso della " Nanfa Conference", inoltre, sono  stati siglati una serie di accordi tra il Polo Universitario  di Agrigento ed alcune università straniere. Di particolare rilievo l'accordo siglato con l'Università di Gyeongsang della Korea del Sud. L'accordo raggiunto, in sintesi, prevede che una delegazione di studenti Koreani frequenti un percorso di studi universitari nella provincia di Agrigento. Un altro accordo con l'Università " Carlos III" di Madrid, stipulato all'interno del programma Europeo "Erasmus", invece, permetterà a due studenti spagnoli di seguire  un corso di " Communication" per la durata di 5 mesi. Tutti i corsi ed i percorsi accademici che verranno offerti agli studenti stranieri saranno impartiti in lingua inglese.  "Oltre a questi due progetti già in avanzata fase di realizzazione - dice il presidente del Cupa di Agrigento Joseph Mifsud -  abbiamo già in itinere altri accordi internazionali che  sono in procinto di essere concretizzati all'insegna di una ulteriore e sempre più concreto percorso di internazionalizzazione del Polo Universitario di Agrigento e del territorio di cui è espressione". 

Agrigentoweb

Aeroporto, Paci: "Importante passo avanti grazie ad Alfano"
"La dichiarazione rilasciata dal sen. Altero Matteoli al termine dell'incontro a Palazzo Chigi, tra lo stesso Ministro alle Infrastrutture, il presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D'Orsi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, e il Ministro della Giustizia Angelino Alfano, sulla realizzazione dell'aeroporto di Agrigento,  rappresenta un ulteriore importante tassello per la realizzazione dell'opera". Lo ha dichiarato Ivan Paci, capogruppo del Pdl alla Provincia.
"Ancora una volta, - aggiunge - nonostante gli impegni collegati al delicato momento politico nazionale, l'on. Angelino Alfano ha dimostrato il forte attaccamento alla sua provincia attraverso la partecipazione attiva ad un percorso virtuoso che dopo diversi decenni può vedere realizzata un'infrastruttura che per gli agrigentini rischiava di rimanere un sogno. Ancora una volta il Guardasigilli ha utilizzato la sua autorevolezza per affrontare problematiche che riguardano il territorio agrigentino, come è avvenuto nel caso dell'ospedale San Giovanni di Dio e in tante altre occasioni.
Oggi, grazie alla coesione delle forze politiche locali, alla determinazione del presidente della Provincia e naturalmente alle sollecitazioni del Ministro Alfano, il Ministro Matteoli ha dovuto  convenire sull'importanza dello scalo e sull'assenza di concreti impedimenti alla realizzazione dell'opera. Il coinvolgimento di Alfano e l'impegno assunto da Matteoli, sono certo che spianeranno la strada verso una concreta disponibilità dell'Enac ad esaminare benevolmente e senza pregiudizi progetto esecutivo e piano economico-finanziario dello scalo aeroportuale della provincia di Agrigento, in modo da accelerare i tempi della sua attuazione".

Una delegazione del Giappone visiterà il Polo Universitario
Visita di delegazione del mondo accademico ed universitario giapponese:
Una delegazione rappresentativa del mondo accademico  Giapponese, visiterà  il Polo Universitario della Provincia di Agrigento, il prossimo mese di ottobre: si tratta di un primo passo per la creazione di un più vasto programma di scambi di studio e di approfondimenti che vedrà coinvolti gli studenti del Polo Universitario di Agrigento e quelli di diverse Università Giapponesi.
E' questo uno dei risultati più salienti conseguiti dalla presenza della  delegazione del Polo Universitario della Provincia di Agrigento alla sessantaduesima edizione " NANFA Conference  Expo" svoltasi a Kansas City nel Missouri (Stati Uniti d'America) e che ha visto la partecipazione di oltre 700 tra visitatori, docenti Universitari e professionisti nel campo dell'educazione.
La partecipazione della delegazione del Polo Universitario della Provincia di Agrigento si prefiggeva lo scopo di stabilire nuovi contatti e nuove relazioni con partners di rilievo internazionale. "Si tratta di un nuovo ed ulteriore tassello nel complesso mosaico del  processo di internazionalizzazione del Polo Universitario della Provincia di Agrigento - ha detto il Presidente Joseph Mifsud di ritorno dalla conferenza ".
Nel corso della " Nanfa Conference", inoltre, sono  stati siglati una serie di accordi tra il Polo Universitario  di Agrigento ed alcune università straniere. Di particolare rilievo l'accordo siglato con l'Università di Gyeongsang della Korea del Sud. L'accordo raggiunto, in sintesi, prevede che una delegazione di studenti Koreani frequenti un percorso di studi universitari nella provincia di Agrigento. Un altro accordo con l'Università " Carlos III" di Madrid, stipulato all'interno del programma Europeo "Erasmus", invece, permetterà a due studenti spagnoli di seguire  un corso di " Communication" per la durata di 5 mesi. Tutti i corsi ed i percorsi accademici che verranno offerti agli studenti stranieri saranno impartiti in lingua inglese.
"Oltre a questi due progetti già in avanzata fase di realizzazione - dice il Presidente del CUPA di Agrigento Joseph Mifsud -  abbiamo già in itinere altri accordi internazionali che  sono in procinto di essere concretizzati all'insegna di una ulteriore e sempre più concreto percorso di internazionalizzazione del Polo Universitario di Agrigento e del territorio di cui è espressione".

Comunicalo.it

SICILIA. Treni sospesi sulla Agrigento - Palermo: le proteste dei pendolari 
Treni sospesi sulla "Agrigento - Palermo", le proteste dei pendolari. Il segretario Fit Cisl Stella: "vogliono far morire il servizio ferroviario". Appello al Presidente di RFI, l'agrigentino Dario Lo Bosco. Sospesi la maggior parte dei treni sull'Agrigento - Palermo, la più trafficata tra le linee regionali gestite da RFI su cui opera Trenitalia. Da qualche giorno vengono garantiti solo i primi tre treni del mattino (4.48; 5.30; 6.14) e altri tre di ritorno da Palermo nel pomeriggio (15.38 ; 16.38; 17.38). In proposito si registra l'intervento del segretario provinciale della FIT CISL di Agrigento di Nino Stella, che si dice fortemente preoccupato per il continuo depotenziamento del servizio ferroviario in Sicilia ed in provincia di Agrigento in particolare.
"E' assurdo - secondo il sindacalista - che dopo aver stanziati milioni di euro per la velocizzazione della linea ferroviaria Agrigento - Palermo, con l'ammodernamento del tracciato e la realizzazione di una nuova galleria, oggi si debba assistere a dolorosi tagli al servizio sulla linea maggiormente competitiva dell'intera rete siciliana".
"Cosa ha spinto - è l'interrogativo di Nino Stella - la Direzione Regionale di Trenitalia ha ridurre ai minimi termini il servizio ? Da RFI non giungono notizie in merito ad interventi di manutenzione lungo linea, pertanto, i veri motivi vanno ricercati altrove. Forse nella mancata sottoscrizione da parte della Regione, del Contratto di Servizio ? In ogni caso, con questo atteggiamento, l'utenza sta progressivamente abbandonando il treno in favore del trasporto su gomma".
Cme mai il Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, da sempre molto sensibile alle tematiche dei trasporti in provincia di Agrigento, questa volta non sta spendendo nemmeno una parola? Ed ancora: che fine ha fatto la consulta provinciale del trasporti? Appare del tutto incomprensibile - prosegue Stella - che, in un territorio come il nostro, isolato dal resto del mondo, senza aeroporti e strade, si assista inermi allo smantellamento dell'infrastruttura ferroviaria".
"Infine rinnovo il mio appello al neo Presidente di Rete Ferroviaria Italiana, l'agrigentino Dario Lo Bosco, ad intervenire direttamente per salvaguardare il trasporto ferroviario nell'agrigentino. All'indomani della sua nomina, Lo Bosco, ha parlato di mini-tav in Sicilia: la dura realtà, invece, è il continuo e inarrestabile taglio al servizio ferroviario. Come stanno effettivamente le cose?", conclude Nino Stella.

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