Provincia di Agrigento
 

 LA SICILIA


MANCANO 18 AULE ALL'APPELLO
Gli studenti dell'Ipia sfileranno per chiedere locali per studiare
Oggi gli studenti dell'ipia 'Fermi' daranno origine ad un corteo di protesta affinché la problematica della mancanza delle 18 aule venga risolta.
Lo stato di agitazione della comunità scolastica ha raggiunto livelli considerevoli, ed ecco che dopo la prima manifestazione avvenuta qualche settimana fa se ne aggiunge un'altra. Un corteo con cartelloni che esprimono il malcontento dei ragazzi, convinti che nessuno degli esponenti dei "piani alti" si interessi alloro problemi.
Gli studenti partiranno dall'istituto di contrada Calcarelle intorno alle 9 del mattino; la tappa finale sarà il Palazzo della Provincia dove si tenterà un incontro con il presidente D'Orsi. Non sarà una sorpresa se nel corteo confluiranno docenti ed operatori scolastici, dal momento che la situazione di disagio è vissuta da tutti allo stesso modo. Ragazzi e professori sono stanchi di fare lezione in aula docenti, in sala mensa, nei laboratori; sono stanchi di correre da una parte all'altra dell'edificio in cerca di un luogo dove svolgere le relative attività e sono arrabbiati di dover sentire freddo quando gli studi si svolgono nell'atrio della scuola.
"La manifestazione è il sintomo della stanchezza degli studenti- ha asserito il vice preside Luigi Costanza- cerchiamo di non fare perdere ore di scuola ai ragazzi, ma dal momento che devono fare i turni per contendersi le aule, i giorni persi verranno recuperati con i festivi che erano stati programmati. Per esempio per la festa del Mandorlo in Fiore faranno lezione. Comunque non capiamo perché non si è risolto niente nonostante gli incontri finalizzati al reperimento di spazi in altre scuole. Erano state trovate 12 aule in c/da CalcareI- le, ma tutto è stato rimesso in discussione. Per la chiusura del padiglione D, da cui prende il via tutta questa situazione, non abbiamo notizia su eventuali bandi o azioni per ripristinarlo". Gli studenti di quinto, che quest'anno devono sostenere gli esami di maturità, sono molto preoccupati per la paura di non concludere il programma dal momento che non possono svolgere le attività laboratoriali. I ragazzi del primo anno, invece, vivono una situazione di disorientamento. Inoltre quest'anno la scuola dispone di due nuovi indirizzi per l'istituto tecnico che non sono partiti perché i laboratori ricoprono il ruolo di ordinarie aule, 11 Preside Casalicchio,il vice preside e i docenti stanno facendo il possibile per garantire il diritto allo studio degli alunni.
CHIARA MIROTTA


Il presidente Eugenio D'Orsi si presenta ma si avvale della facoltà di non rispondere
Ha seguito il consiglio dei suoi legali di aspettare la fine dell'istruttoria
Tutto secondo copione. E' durato poco più di mezz'ora l'interrogatorio del presidente della Provincia, Eugenio D'Orsi, davanti agli ufficiali della Guardia di Finanza di Agrigento. li responsabile dell'Amministrazione provinciale si e' avvalso della facoltà di non rispondere, così come era già accaduto tre giorni fa, per il suo fedelissimo dirigente, l'ingegnere Piero Hamel.
Intorno alle 9,45 di ieri mattina, D'Orsi ha varcato la porta d'ingresso della sede del comando provinciale della Guardia di Finanza, di piazza Gallo, accompagnato dai suoi avvocati, Gaetano Bruna e Giuseppe Scozzari. Davanti al comandante Vincenzo Raffo e al tenente colonnello Pasquale Porzio, l'amministratore del Mpa, ha scelto la linea del silenzio. Poi compilato e firmato il verbale, alle 10,20 ha lasciato i locali.
Quella di non rispondere alle domande degli ufficiali delle Fiamme gialle, è in linea con la strategia preparata dai suoi legali di fiducia. Con ogni probabilità il capo dell'Ente Provincia attenderà la chiusura delle indagini, altro passo giudiziario che appare scontato, per poi chiedere di essere interrogato, avendo ben chiare e note tutte le carte a suo carico, che ipotizzano il reato di truffa, peculato, concussione e abuso d'ufficio. L'inchiesta della Procura della Repubblica di Agrigento ruota attorno a decine e decine di episodi, avvenuti tra il 2009 e il 2010. Tra le accuse quella di aver piantumato nella sua villa di Montaperto, 40 palme, acquistate dalla Provincia e destinate a spazi di verde pubblico, scuole e giardino botanico. Per la collocazione delle piante si sarebbe servito dell'agronomo dell'Ente. D'Orsi si giustifica, assicurando che le piante sono state un
regalo del suo vivaista. Inoltre, per la ristrutturazione della sua villa, si sarebbe awalso di due imprese, già impegnate in appalti con la Provincia. Altre accuse riguardano incarichi a professionisti esterni per decine e decine di migliaia di euro, che secondo la Procura sarebbero stati inutili, e altri migliaia di euro, spesi per attività di rappresentanza, tra cui 20 penne Mont Blanc pagate 6 mila euro, 300 fermacarte in cristallo, costati 5000 euro, ed ancora distintivi e gagliardetti per circa 10 mila euro; catering e cene per 70 mila euro, compresa l'ospitalità al cast del musicol "I promessi sposi, affidamenti di servizi alberghieri in occasione di spettacoli, e rimborsi spesa per i pasti, Nei prossimi giorni gli avvocati Bruna, Scozzari e Posante potrebbero svolgere proprie indagini, per cercare di smontare il quadro accusatorio. Il presidente D'Orsi è indagato insieme a Piero Hamel, e ad altri dodici dirigenti e funzionari provinciali.
ANTONINO RAVANÀ


Lo scontro al Comune «Fino a quando? »
STELIO ZACCARIA
Se Atene piange, sparta non ride. Se infatti alla Provincia regionale di Agrigento la situazione politica è quando meno burrascosa, non certo più tranquilla è quella che si sta vivendo all'interno del Comune Capoluogo.
Ad accendere la miccia è stato certamente il Pdl di Alfano, il quale attraverso Nino Bosco ha criticato pesantemente l'operato del sindaco Zambuto. Per reazione il primo cittadino ha deciso di estromettere dall'amministrazione gli assessori in quota Pdl ovvero Buscaglia e Putrone. Ma quest'ultimo non ha condiviso l'operato del coordinatore del suo partito e con una nota si è dissociato dal Pdl. Ma questo non gli ha comunque aperto di nuovo le porte dell'assessorato.
Nel frattempo sono scesi in campo tutti gli altri otto assessori comunali. In una nota diffusa ieri Renato Bruno, Renato Buscaglia, Giuseppe Gramaglia, Angelo La Rosa, Pietro Mirotta, Massimo Muglia, Rosalda Passarello e Gianluca Spinnato, hanno «scomodato» pure il Vangelo: hanno scritto: «"Usque tandem". Per quanto ancora abuserete della nostra pazienza? Per quanto ancora della pazienza dei cittadini che lavorano, che pagano le tasse, dei disoccupati, dei giovani senza prospettive, delle persone oneste che devono quotidianamente far quadrare i conti per consentire una vita dignitosa ai propri figli? Continuate ad abusare e noia subire. In Parlamento siedono ormai alcuni dei simulacri pietosi della peggiore politica clientelare, arruffona e immorale. In cosa sono diversi - ci chiediamo - da chi ha decretato il tracollo morale e finanziario del nostro Paese? Non hanno forse i loro leaders continuato la fatiscente tradizione di trascinarsi in Parlamento gli 'asini da soma" al posto dei "cavalli di razza"? Non sono forse gli epigoni di un regime corrotto, ignorante ed immorale del quale offrono la mera parvenza di ipocrita nuovismo? Youtube sta diffondendo una delle peggiori rappresentazioni della nostra città: come fanno - si chiede- ranno tutti i cittadini del mondo - gli agrigentini a farsi rappresentare in Parlamento da chi, come 'Totò", vuole vendersi la fontana di Trevi, e sostituire i templi dorici con copie di cartone (suggeriamo noi: plastificate ) per fare cassa. E' immorale e scandaloso il loro disprezzo per tutti gli amministratori che, con spirito di sacrificio, con costante impegno, con passione, senza alcun tornaconto, provano a difendere i cittadini, i più bisognosi di solidarietà ed aiuto, provano a fare gli interessi pubblici e non a perseguire private carriere, che non rubano con l'ausilio dileggi compiacenti, laute pensioni e immorali stipendi. E' l'ora delle scelte: ciascuno, d'ora in poi, è chiamato a scegliere da che parte stare; non in quale partito o schieramento, ma se dalla parte dei cittadini e delle leggi morali o dalla parte degli interessi della "casta", dell'immoralità pubblica, degli arricchimenti dei forti a spese dei deboli! E' l'ora in cui chi è suddito dei potenti padroni lo dica, chi è uomo libero si ribelli e con scelte morali, chiare ed inequivocabili stia dalla parte giusta. Noi ci proviamo e ci sottoponiamo al giudizio dei cittadini, se sarà negativo ci faremo da parte secondo le regole della democrazia e non secondo il "porcellum" che premiai peggiori, annulla i cittadini e crea mostri». Immediata la replica del Pdl, affidata al coordinatore Nino Bosco: "Gli agrigentini avevano scelto un sindaco e si sono ritrovati con un inconcludente piagnucolone. Zambuto continua a provare a distogliere l'attenzione sul proprio operato accusando gli altri". "Normalmente un sindaco a fine legislatura si rivolge ai propri concittadini per dire cosa ha fatto e quali risultati ha portato a casa nei cinque annidi amministrazione. Invece il sindaco continua con i piagnistei e dimostra di non volere e di non sapere assumersi le responsabilità che competono un primo cittadino".
"E' mai possibile - prosegue l'on. Bosco - che il sindaco di una città importante e prestigiosa come Agrigento non faccia altro che scaricare le proprie responsabilità una volta sul Governo nazionale, un'altra su quello regionale, un'altra ancora sull'intera classe politica provinciale 711 sindaco insulta la politica da cinque anni e allo stesso tempo cerca la stessa per provare a costruire la propria carriera politica. Così il sindaco Zambuto ,eletto al di sopra dei partiti, e poi passato dentro gli stessi partiti contro cui fece la propria campagna elettorale, con grande coerenza in questi anni è passato da un partito politico ad un altro, anteponendo il proprio personale interesse politico a quello, più grande e nobile, della città".


GIORNALE DI SICILIA


D'Orsi rinuncia all'interrogatorio Scena muta davanti alla Finanza
Gerlando Cardinale
È arrivato con due auto della scorta, accompagnato dai finanzieri che lo tutelano, ed è entrato nella sede del Comando delle Fiamme Gialle dove era stato convocato per essere interrogato in qualità di indagato: il presidente della provincia Eugenio D'Orsi, come ampiamente ipotizzato, non ha risposto alle domande degli investigatori. Il procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e il sostituto procuratore Giacomo Forte, la scorsa settimana, gli avevano fatto notificare un avviso di garanzia. Concussione, peculato, truffa e abuso di ufficio sono le accuse contestate. I pm hanno delegato per l'interrogatorio gli stessi finanzieri che hanno svolto le indagini. Ad attendere D'Orsi c'era il tenente colonnello Pasquale Porzio. Uscito dalla sede del Nucleo tributario della Guardia di Finanza ai cronisti che lo attendevano, D'Orsi ha risposto con una battuta: «Anche con voi mi avvalgo della facoltà di non rispondere». L'inchiesta, che coinvolge altri tredici fra funzionari e dirigenti dell'ente, raggruppa diversi filoni di indagine. Quello probabilmente più imbarazzante per il presidente D'Orsi ruota attorno alla sua casa di Montaperto. La Procura gli conte- sta due ipotesi di peculato e tre di concussione. Il primo episodio di peculato riguarderebbe l'indebito utilizzo dell'agronomo della Provincia al servizio del giardino di casa durante gli orari di servizio. Poi c'è la vicenda delle palme: secondo l'accusa si sarebbe impossessato di quaranta piante, acquistate dall'ente per rinvigorire il verde delle scuole, facendole mettere a dimora nella sua abitazione. Le ipotesi di concussione sono relative a dei lavori svolti da ditte e professionisti che avevano rapporti con l'ente che D'Orsi non avrebbe pagato o avrebbe pagato a un costo inferiore abusando della sua carica pubblica. Altre accuse riguardano due rimborsi spese secondo i pm ottenuti grazie a ricevute false e una quarantina di ipotesi di abuso di ufficio per affidamenti diretti di appalti ritenuti illegittimi e pagamenti di prestazioni di varia natura senza trattativa privata. «La scelta di non rispondere - ha detto l'avvocato Daniela Posante, difensore di D'Orsi insieme ai colleghi Gaetano Bruna e Giuseppe Scozzari - non è dovuta ad una strategia processuale, ma è una conseguenza logica alla luce dell'enorme complessità dei capi di imputazione che vanno esaminati con la dovuta calma. Il presidente D'Orsi darà adeguati e circostanziati chiarimenti nelle sedi e nei tempi opportuni. «E stata una scelta ovvia alla luce dei quasi 50 capi di imputazione, - ha aggiunto l'avvocato Scozzari - a breve approfondiremo gli atti e valuteremo il da farsi». Ultimati gli interrogatori l'inchiesta potrebbe essere agli sgoccioli. (GECA)










COLLEGIO DEI FILIPPINI «CORI IN CONCORDIA»
Comincia oggi la 6^ rassegna musicale e culturale "Cori in Concordia". La location del primo appuntamento è il Collegio dei Filippini, in piazza Pirandello. Allel8,3o sarà presentato, in prima nazionale, il libro di poesie «Diario di preghiere», di Carmelo Mezzasalma, poeta,saggista e musicologo, superiore della Comunità di San Leolino nel Chianti e recentemente ordinato sacerdote, Il libro sarà presentato da Alessandro Andreini. Modererà il giornalista Salvatore Pezzino. Sarà un momento che racchiude tutto il significato che la manifestazione vuole esprimere:
spiritualità, raccoglimento, riflessione e preghiera. Sarà lanciato un messaggio di pace e di concordia tra i popoli come voluto dall'ideatore e direttore artistico dell'iniziativa, monsignor Giuseppe Liberto.
DOMANI CONCERTOA SAN NICOLA
Domani allel7 il tempio della Concordia ospiterà il rito d'inizio che darà il via al "Canto della Pace". Alle 19, nella chiesa di San Nicola, ci sarà il concerto del coro Città di Piazzola sul Brenta. La manifestazione è patrocinata dall'assessorato regionale al turismo e dall'associazione filarmonica Santa Cecilia.


AI "FILIPPINI"
Prende il via oggi la sesta edizione di «Cori in concordia»
Debutta oggi la VI edizione della manifestazione "Cori in Concordia". La Location scelta per il primo appuntamento culturale sarà il Collegio dei Filippini di Agrigento. A dare il via alla manifestazione canora - si legge in una nota - un momento di alto significato spirituale e culturale. Sarà infatti presentato, in prima nazionale, il libro di poesie "Diario di preghiera ' del prof. Carmela Mezza- salma, insigne poeta, saggista e musicologo, Superiore della Comunità di San Leolino nel Chianti, recentemente ordinato sacerdote. Il libro sarà presentato dal Prof. Alessandro Andreini, mentre la manifestazione sarà condotta dal Dott. Salvatore Pezzino.


ACCUSATO DI MAFIA Al via processo a imprenditore La Provincia parte civile
Prima avrebbe fatto affari insieme al boss Maurizio Di Gati e al suo killer di fiducia Ignazio Gagliardo. Poi, dopo la loro uscita di scena, si sarebbe messo in contatto con il nuovo capo di Cosa Nostra Giuseppe Falsone per ottenere dei lavori nell'ambito della costruzione del centro commerciale di Castrofilippo. L'imprenditore racalmutese Calogero Romano, ex datore di lavoro dello stesso Gagliardo, ieri è comparso in aula per l'udienza preliminare. La Dda gli contesta il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. La Provincia regionale di Agrigento e il Comune di Racalmuto si sono costituiti porte civile con l'assistenza degli avvocati Daniela Posante e Ignazio Valenza: in caso di condanna dell' imputato, i due enti otterranno il risarcimento dei danni. Romano, tramite il suo avvocato difensore Salvatore Pennica, ha chiesto di essere interrogato. Il giudice dell'udienza preliminare di Palermo Lorenzo Iannelli ha rinviato al 7 novembre per la sua audizione. All'udienza di ieri era presente il pubblico ministero Maria Teresa Maligno. Ad accusare Romano, che non è stato mai raggiunto da alcuna misura cautelare, sono stati i collaboratori di giustizia Di Gati e Gagliardo. Quest'ultimo tanti anni fa fu dipendente della sua ditta. Di recente ha raccontato agli inquirenti di essere stato suo socio di fatto in un impianto di calcestruzzi. Di Gati ha, invece, raccontato che il cinquantacinquenne racalmutese prese accordi con Falsone per potere eseguire dei lavori al centro commerciale di Racalmuto.
(GECA)




CASTELTERMINI I sindaci sulla «189»: siamo pronti a occuparla
«Dobbiamo fare un'azione concreta, siamo pronti a occupare la Ss 189, una grande iniziativa di protesta che organizzeremo entro il mese di novembre». A questa conclusione sono giunti una quarantina di sindaci dell'Agrigentino e del Palermitano dei comuni che ricadono sulla statale che da Agrigento porta a Palermo durante un incontro svoltosi a Casteltermini su input del sindaco Nuccio Sapia. «Noi sindaci - ha detto Sapia - scenderemo in strada vestendo la fascia tricolore per dare un segnale concreto e tangibile ai vertici politici, ma anche alla gente comune. Abbiamo dimostrato - ha aggiunto il sindaco di Casteltermini - che gli amministratori sanno essere uniti, al di là del colore politico e del luogo di provenienza. Il comune sentire per un problema che riguarda tutti e che ha avuto un prezzo troppo alto, ci sta spingendo verso decisioni importanti. L'occupazione della 189, che faremo avvisando tutti gli organi competenti, Questura e Prefettura in primis, sarà un gesto perentorio, che speriamo possa fare arrivare le nostre voci fianco al presidente della Repubblica, Napolitano. Noi pretendiamo una strada sicura, questo è un nostri diritto e useremo tutti i mezzi leciti e civili per ottenerla».
Presenti all'incontro anche di consiglieri provinciali Arturo Ripepe e Totò Scozzari, entrambi presenti, insieme con il presidente del consiglio provinciale di Agrigento, Raimondo Buscemi. La delegazione del governo provinciale ha ribadito «l'importanza di sensibilizzare i deputati siciliani quelli agrigentini in particolare, sull'importante della messa in sicurezza della statale 189. Che deve essere una pretesa, hanno detto, e non un benefit aggiuntivo».
(CAGI)




ENTI LOCALI. Ecco cosa prevede il disegno di legge approvato dalla giunta, verrà utilizzato anche personale precario Regione, abolite tutte le nove Province .Al loro posto tanti Consorzi tra Comuni
Verranno abolite le nove Province ma i Comuni potranno creare un numero formalmente illimitato di consorzi che erediteranno il personale degli enti soppressi ma potranno anche ricevere i precari della Regione. Cancellati il presidente e i consigli provinciali con le giunte, i nuovi consorzi avranno a loro volta presidenti, giunte e un'assemblea cui partecipano tutti i sindaci. Eccolo il disegno di legge sulla cosiddetta abolizione delle Province, approvato in giunta regionale ma fino a oggi diffuso solo con comunicati stampa.
Il personale
I consorzi fra Comuni e gli stessi singoli enti potranno utilizzare il personale, «anche precario», per svolgere le funzioni trasferite da Regione e Province. Questo personale potrà essere riqualificato sfruttando i corsi di formazione professionale. Il personale trasferito manterrà il trattamento economico dell'ente di provenienza, migliore di quello dei comunali.
I Consorzi
I consorzi sono costituiti dall'aggregazione di almeno dieci Comuni. Ed «è sempre consentita la costituzione di nuovi consorzi». L'adesione ad un consorzio è obbligatoria e avviene mediante delibera dei singoli consigli comunali. Ogni consorzio potrà avere un bacino di 250 mila abitanti riducibile a 100 mila per comunità storiche o per problemi economici. Un Comune che ha inizialmente aderito a un consorzio può successivamente chiedere di spostarsi in un altro.
Le cariche
Il consorzio è guidato da un presidente eletto fra i sindaci del comprensorio da tutti i consiglieri comunali. Il presidente nomina la giunta fra i vari sindaci. Presidente e giunta possono subire un voto di sfiducia. Le giunte sono composte da 8 membri per i consorzi con più di 500 mila abitanti, 6 membri per quelli con almeno 250 mila abitanti e 4 membri per quelli con almeno 100 mila abitanti. Le poltrone saranno tante, dunque, ma il testo prevede che queste cariche siano non retribuite. E previsto solo un rimborso spese. Ma è pur vero che presidente e giunte avranno poteri mai visti nelle Province
I poteri dei Consorzi
Il presidente della Regione trasferirà ai consorzi di Comuni poteri su attività produttive, commercio e artigianato, politiche sociali, formazione professionale, lavori pubblici, beni culturali, trasporti, turismo e sport, rifiuti, servizi idrici. Verranno trasferiti in questi settori «i procedimenti che non richiedono l'esercizio unitario a livello regionale». Il presidente della Regione nominerà una commissione di sette esperti (compenso da determinare) »per la revisione delle legislazione vigente nelle materie attribuite ai consorzi». La commissione prevederà anche gli incentivi che la Regione darà ai consorzi. La stessa commissione elaborerà anche una proposta di nuova legge elettorale per i Comuni e una modifica all'ordinamento degli enti locali.
Fin qui il testo messo a punto dall'assessore regionale agli enti locali, Caterina Chinnici, che ieri ha ricevuto le critiche del presidente dell'Anci Giacomo Scala per la mancata concertazione. Ora tocca all'Ars esaminare il testo. Non è una legge costituzionale perchè lo Statuto siciliano prevede i consorzi fra Comuni.
(G. P.)


Verso il rimpasto. Da oggi riprende il dialogo per ricomporre la maggioranza, il Pd dovrà sostituire i due uscenti. Provincia, Volpe e Crapanzano lasceranno la giunta
Le questioni giudiziarie hanno tenuto lontani i pensieri di D'Orsi sulla giunta. Da oggi si ricomincia a discutere. I parlamentari regionali dei partiti della coalizione che sostiene l'amministrazione provinciale sono stati impegnati in aula all'Ars per cui il vertice è saltato. Se ne riparlerà nei prossimi giorni, probabilmente nel week end e la prossima settimana si potrebbe procedere all'innesto dei nuovi assessori ed alla sostituzione dei tecnici. In procinto di entrare, o meglio di rientrare, visto che è stato nominato ma subito dopo revocato, il cattolicese Ignazio Amato esponente di Futuro e libertà. Usciranno dalla giunta: Lillo Volpe (che sarà sostituito
da Rosario Marino per i Lealisti), Paolo Crapanzano (Mpa componente Granata), i due del Pd Maria Teresa La Marca e Felice Lo Faso (sostituiti da Giuseppe Falsone e Piero Giglione) e Domenico Alaimo (designato dal consigliere Totò Montaperto). il quadro è completo, basta solo attendere il via. La rimodulazione della giunta porterà alcune modifiche in consiglio provinciale. Si dimetteranno Rosario Marino e Piero Giglione designati assessori, al loro posto Saro Cutaia di Palma di Montechiaro e Maurizio Masone per il Pd. Pino Quartararo, consigliere provinciale Mpa replica al collega Mario Lazzano. «La nota del consigliere Lazzano - dichiara
Quartararo - tende a mettere in cattiva luce il lavoro di assetto politico e amministrativo del Presidente della provincia, Eugenio D'Orsi e della coalizione che sostiene la sua azione amministrativa. Non ci sono consiglieri che scappano - continua Quartararo - né parlamentari che fanno il doppio gioco». (PAPI)






Agrigentoflash


Specialisti dell'educazione di Paesi europei in visita all'università
Questa mattina al Consorzio universitario della Provincia di Agrigento, si è svolta una visita di studio per specialisti dell'educazione provenienti dai Paesi UE il cui progetto ha riguardato Francia, Spagna, Portogallo, Belgio e Romania. L'incontro, a cui ha preso parte il componente del Cda del Consorzio universitario, Rolando Montalbano, rientra nel programma promosso dall'istituto "Alessandro Manzoni" di Ravanusa diretto da Francesco Provenzano e che si concluderà il prossimo 21 ottobre. "Il tema scelto per il programma di quest'anno - ha spiegato lo stesso Provengano- è stato "Le competenze di cittadinanza nell'Europa della conoscenza" rilevante per testimoniare che anche la Sicilia partecipa al dibattito culturale sulla formazione e sul futuro professionale e lavorativo dei giovani nell'Europa della conoscenza disegnata dalla Strategia di Lisbona 2020".


Sindaci pronti ad occupare la SS 189
"Pronti a occupare la 189″, è questa la conclusione a cui sono arrivati, ieri, gli amministratori dei comuni che ricadono sulla ss 189.
Nell'incontro, che si è svolto nell'aula consiliare del comune di Casteltermini, su input dell'amministrazione comunale castelterminese, erano presenti una quarantina di amministratori, provenienti dalla maggior parte dei comuni, che usufruiscono della ss 189.
"Dobbiamo fare un'azione concreta" è stato l'imperativo categorico degli amministratori, che hanno programmato un'occupazione simbolica della strada della morte, che avverrà, verosimilmente, entro il mese di novembre - la data sarà stabilità nei prossimi giorni. "Noi sindaci, dice il padrone di casa, Nuccio Sapia, scenderemo in strada vestendo la fascia tricolore, questo per dare un segnale concreto e tangibile ai vertici politici, ma anche alla gente comune".
Proprio l'interessamento dei capi politici a livello nazionale è stato uno dei punti caldi dell'incontro, ribadito anche dai consiglieri provinciali Arturo Ripepe e Totò Scozzari, entrambi presenti, insieme con il presidente del consiglio provinciale di Agrigento, Raimondo Buscemi. La delegazione del governo provinciale, ha ribadito l'importanza di sensibilizzare i deputati siciliani, quelli agrigentini in particolare, sull'importante della messa in sicurezza della statale 189. "Che deve essere una pretesa, hanno detto, e non un benefit aggiuntivo".
Presenti anche sindaci e delegati per i comuni di Agrigento, Aragona, Acquaviva Platani, Mussomeli, Campofranco, Sutera, Milena, Cammarata, San Giovanni Gemini, Grotte, San Biagio Platani, Comitini.
In sala anche diversi castelterminesi, che, nel corso dell'assise, hanno potuto dire la loro in merito alla questione ss 189.
"Abbiamo dimostrato, dice il sindaco Sapia, che gli amministratori sanno essere uniti, al di là del colore politico e del luogo di provenienza. Il comune sentire per un problema che riguarda tutti e che ha avuto un prezzo troppo alto, ci sta spingendo verso decisioni importanti.
L'occupazione della 189, che faremo avvisando tutti gli organi competenti, Questura e Prefettura in primis, sarà un gesto perentorio, che speriamo possa fare arrivare le nostre voci financo al presidente della Repubblica, Napolitano. Noi pretendiamo una strada sicura, questo è un nostri diritto e useremo tutti i mezzi leciti e civili per ottenerla".
Per il comune di Casteltermini erano presenti anche il vice sindaco Maria Pia Greco, l'assessore allo Sport e Spettacolo Paolino D'urso, e i consiglieri comunali: Giuliano, Mallia e Mancuso. Presente anche il maresciallo Paolino Scibetta, comandante del locale comando dei carabinieri.


Infoagrigento


Inchiesta provincia: D'Orsi non risponde
Scritto da Redazione
Il Presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D'Orsi, come da previsioni, e consigliato dai propri legali ha scelto la linea del silenzio. Interrogato dagli ufficiali delle Fiamme gialle di Agrigento, ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere. Il Presidente aveva raggiunto i locali della Guardia di Finanza intorno alle 10 del mattino accompagnato dai legali Scozzari e Bruna.


Perlacittà


Provincia di Agrigento: Quartararo critica Lazzano che critica D'Orsi
di Redazione
In riferimento alla situazione politica della Provincia Regionale di Agrigento, il Consigliere provinciale, Pino Quartararo, interviene con una nota stampa per criticare, duramente, le recenti dichiarazioni politiche del Consigliere provinciale Mario Lazzano. "La nota del consigliere Lazzano - dichiara Pino Quartararo - tende a mettere in cattiva luce il lavoro di assetto politico e amministrativo del Presidente della provincia, Eugenio D'Orsi, e della coalizione che sostiene la sua azione amministrativa, facendone strumento a beneficio delle proprie argomentazioni, è alquanto inesatta. Sicuramente, risulta gravemente lesiva rispetto ad una trasparenza e stabilità politica che l'Amministrazione provinciale cerca di improntare".
"Non ci sono consiglieri che scappano - continua Quartararo -, né parlamentari che fanno il doppio gioco. C'è invece un gruppo di persone (parlamentari nazionali, regionali, amministratori locali, consiglieri provinciali, comunali e privati cittadini) che, consapevoli delle attuali difficoltà politico-economico-sociali, con senso di responsabilità, con tenacia e risolutezza vogliono assicurare dignità e orgoglio alla propria gente e il raggiungimento di obiettivi di primaria importanza per il territorio della provincia di Agrigento".


Sicilia24h


Università, incontro con specialisti dell'educazione
Si è svolta questa mattina al Consorzio universitario della Provincia di Agrigento, la visita di studio per specialisti dell'educazione provenienti dai Paesi UE il cui progetto ha riguardato Francia, Spagna, Portogallo, BeIgio e Romania. L'incontro, a cui ha preso parte il componente del Cda del Consorzio universitario, Rolando Montalbano, rientra nel programma promosso dall'istituto "Alessandro Manzoni" di Ravanusa diretto da Francesco Provenzano e che si concluderà il prossimo 21 ottobre.
"Il tema scelto per il programma di quest'anno - ha spiegato lo stesso Provengano- è stato "Le competenze di cittadinanza nell'Europa della conoscenza" rilevante per testimoniare che anche la Sicilia partecipa al dibattito culturale sulla formazione e sul futuro professionale e lavorativo dei giovani nell'Europa della conoscenza disegnata dalla Strategia di Lisbona 2020".


Interrogatorio, D'Orsi sceglie il silenzio
Ha scelto di tacere il presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D'Orsi, interrogato questa mattina presso la sede del Comando provinciale della Guardia di Finanza. Giunto negli uffici di piazza Gallo intorno alle 10, accompagnato dagli avvocati Gaetano Bruna e Giuseppe Scozzari, D'Orsi si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande postegli dagli agenti della Guardia di finanza. Al presidente della Provincia, lo scorso 11 ottobre e' stato notificato un avviso a comparire per essere interrogato come persona sottoposta ad indagini, per le ipotesi di reato di truffa, peculato, concussione e abuso d'ufficio. Tra questi la sistemazione di 40 palme di proprietà della Provincia, destinate a spazi verdi pubblici, che invece sarebbero state piantate nell'abitazione del presidente. Gli inquirenti sostengono che il presidente della provincia avrebbe fatto svolgere lavori in una sua abitazione a imprese che avevano appalti con l'Ente senza pagarli o a costi inferiori all'importo reale. Nel mirino dell'accusa anche il conferimento di alcuni incarichi esterni - per esigenze per le quali l'Ente avrebbe potuto fare a meno - nonchè l'acquisto di penne di lusso, ospitalità in alberghi; oggetti di cartolibreria; rinfreschi, pranzi e cene.


Agrigentoinformazione


ULTIMISSIME > Livello 15


AL COMANDO PROVINCIALE DELLA GUARDIA DI FINANZA


IL PRESIDENTE D'ORSI: A DOMANDA NON RISPONDE
A domanda non risponde. Si è infatti avvalso della facoltà di non rispondere il presidente della Provincia della Città dei templi, Eugenio D'Orsi, finito sotto inchiesta truffa, peculato, concussione e abuso d'ufficio.
D'Orsi convocato negli uffici del comando provinciale della Guardia di finanza, che ha condotto le indagini, non ha risposto alle domande degli investigatori.
Al centro dell'inchiesta, coordinata dalla Procura, ci sarebbero alcuni atti ritenuti fuori legge e che configurerebbero ipotesi di reato.
. Tra questi la messa in dimora nella sua abitazione di 40 palme di proprietà dell'Ente, che, sostiene la Procura, erano invece destinate a spazi verdi pubblici, aiuole di scuole e al giardino botanico. Ed ancora vengono contestate per diverse migliaia di euro per acquisti di penne di valore e ed altro che sarebbero avvenuti in violazione del regolamento provinciale.
Secondo la tesi dell'accusa, D'Orsi avrebbe fatto svolgere lavori in una sua proprietà senza pagarli, o pagandoli di meno, a imprese che avevano in esecuzione appalti con l'Ente e avrebbe usufruito di rimborsi spesa per pasti in realtà non sostenuti o non nell'interesse pubblico. Inoltre il presidente D'Orsi, sostiene la Procura, avrebbe conferito incarichi esterni per esigenze per le quali l'Ente avrebbe potuto fare fronte con proprio personale.


Lavalledeitempli


D'Orsi si trincera dietro il silenzio
Agrigento - Il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere.
La Guardia di Finanza, nei giorni scorsi, aveva notificato al presidente della Provincia Eugenio D'Orsi un avviso a presentarsi per rendere interrogatorio come persona sottoposta a indagini, ipotizzando i reati di concussione, peculato e truffa.
Un'indagine durata due anni, scaturita in un primo provvedimento giudiziario con l'accusa di abuso d'ufficio truffa e falso, al quale hanno fatto seguito i recenti avvisi di garanzia che vedono coinvolte 14 persone.
Numerosi gli episodi passati al vaglio dagli inquirenti, contenuti nell'atto di accusa.
Dall'utilizzo di personale della Provincia, durante le ore di servizio dello stesso, chiamandolo a svolgere attività lavorativa presso l'abitazione sita in Montaperto di proprietà del presidente della Provincia; all'essersi appropriato di circa 40 palme che avrebbero dovuto arricchire il verde pubblico, avendole destinate all'abbellimento del giardino della villetta di Montaperto.
Nel mirino degli inquirenti anche le fatture da parte di aziende che, avendo rapporti commerciali con la Provincia, avrebbero a diverso titolo effettuato lavori per conto di D'Orsi, senza ricevere alcun corrispettivo o comunque a prezzi particolarmente vantaggiosi per il committente.
Importi nell'ordine di parecchie migliaia di euro, considerato il fatto che una sola delle aziende (inserita nell'elenco delle ditte di fiducia della Provincia di Agrigento) - avrebbe effettuato lavori di ristrutturazione e sostenuto spese per oltre 10.000 euro, senza che ricevesse alcun corrispettivo.
A completare quello che gli inquirenti definiscono un disegno criminoso, i rimborsi di spese di rappresentanza, a seguito di false attestazioni o senza che vi fosse la possibilità di riscontrare l'attinenza della voce alla relativa voce di spesa.
Numerose poi le spese sostenute per promuovere l'immagine della Provincia regionale di Agrigento in campo nazionale e internazionale, con acquisto di targhe, medaglie, coppe, penne di lusso, agende, portafogli, borse in pelle, per un ammontare di oltre 15.000 euro.
Tutte spese, a giudizio degli inquirenti, illegittimamente liquidate dall'Ente.
Oltre le spese contestate, negli atti di accusa anche un notevole numero di incarichi diretti ed assegnati a personale esterno, e l'affidamento diretto per l'acquisizione di beni e servizi relativi a varie aziende.
Secondo la tesi dell'accusa, gli incarichi esterni conferiti da D'Orsi avrebbero riguardato esigenze per le quali la Provincia avrebbe potuto fare fronte con proprio personale.
La strategia difensiva adottata avvalendosi della facoltà di non rispondere, dovrà consentire al presidente di avere un quadro più chiaro in merito al castello accusatorio.
Una scelta che, se anche corretta sotto il profilo giuridico, non chiarisce certo i dubbi sull'operato del presidente della Provincia, sul cui capo pendono un numero di accuse tali da indurre chiunque altro a fare chiarezza o, nel rispetto dei propri elettori, ad abbandonare la carica pubblica, scegliendo da semplice cittadino tutte le strategie di difesa ritenute più idonee.
Quando stamani D'Orsi è uscito dalla porta d'ingresso della caserma del Comando provinciale della Guardia di Finanza, di piazza Gallo - dove si era recato accompagnato dagli avvocati Gaetano Bruna e Giuseppe Scozzari - e si è sparsa la voce che il presidente si era avvalso della facoltà di non rispondere, molti agrigentini commentavano negativamente la scelta, ritenendo che sotto il profilo etico e per rispetto dell'elettorato D'Orsi avrebbe fatto meglio a lasciare la carica politica.
Gian J. Morici


Consorzio universitario - Incontro con gli specialisti dell'educazione provenienti dai Paesi UE
Si è svolta questa mattina al Consorzio universitario della Provincia di Agrigento, la visita di studio per specialisti dell'educazione provenienti dai Paesi UE il cui progetto ha riguardato Francia, Spagna, Portogallo, BeIgio e Romania.
L'incontro, a cui ha preso parte il componente del Cda del Consorzio universitario, Rolando Montalbano, rientra nel programma promosso dall'istituto "Alessandro Manzoni" di Ravanusa diretto da Francesco Provenzano e che si concluderà il prossimo 21 ottobre.
"Il tema scelto per il programma di quest'anno - ha spiegato lo stesso Provengano- è stato "Le competenze di cittadinanza nell'Europa della conoscenza" rilevante per testimoniare che anche la Sicilia partecipa al dibattito culturale sulla formazione e sul futuro professionale e lavorativo dei giovani nell'Europa della conoscenza disegnata dalla Strategia di Lisbona 2020".




I sindaci chiedono l'ammodernamento della strada statale 189 Agrigento-Palermo
Anche il Comune di Agrigento, con l'assessore Pietro Mirotta, ha partecipato alla riunione indetta dal sindaco Sapia svoltasi ieri presso l'aula consiliare di Casteltermini riguardante l'ammodernamento e la messa in sicurezza della strada statale 189 Agrigento-Palermo.
Al termine della riunione è stato stilato un documento sottoscritto dai sindaci presenti e rappresentanti alcune amministrazioni locali delle province di Agrigento, Caltanissetta e Palermo interessate dall'attraversamento della suddetta arteria, tristemente nota come "strada della morte". Nel corso dell'incontro sono state attenzionate le problematiche che riguardano la percorribilità dell'importante via, transitata quotidianamente da migliaia di veicoli, al fine di sollecitare urgenti e qualificati interventi di ammodernamento, coinvolgendo direttamente l'intera deputazione delle tre provincie.
"Troppe volte abbiamo assistito in passato - ha dichiarato l'assessore Mirotta - ad un bilancio di vittime ormai divenuto insostenibile per percorrere quei pochi chilometri che separano Agrigento da Palermo. Troppe volte la classe politica in passato si è voltata per non guardare l'immane tragedia che costantemente affligge le tre province attraversate da questa importante arteria di collegamento. Con la riunione di ieri - ha continuato il rappresentante del sindaco Zambuto - gli amministratori attenti ai problemi della propria collettività hanno deciso di portare avanti clamorose iniziative di protesta, anche attraverso l'occupazione simbolica della strada statale 189".


Agrigentooggi


Assessore per poche ore, poi la telefonata : "Sei sospeso"
Assessore per poche ore. Il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi lo aveva nominato in Giunta lunedì scorso, giusto il tempo di una foto ricordo e dopo qualche ora la telefonata: "Sei sospeso".
E' rimasto in carica come assessore provinciale alla Pubblica istruzione e all'Edilizia scolastica solo per qualche ora l'avvocato cattolicese Ignazio Amato.
Prima un comunicato annunciava la nomina, poi un altro comunicato della Provincia: "In riferimento ai nuovi assetti di Giunta provinciale, comunicati precedentemente con nota stampa, si precisa che le nomine assessoriali di oggi 17 ottobre 2011, sono parzialmente revocate in attesa che il Presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi, incontri a Palermo, tra domani e mercoledì , la Deputazione regionale che in atto sostiene l' Amministrazione provinciale".
"Appena me ne sono andato - ha raccontato Ignazio Amato al Giornale di Sicilia - nel primo pomeriggio ho ricevuto una telefonata con la quale mi si informava della decisione presa dal presidente di sospendere la nomina che mi era stata fatta due ore prima. Non mi sono stati comunicati i motivi di questa decisione".


Inchiesta Provincia: D'Orsi fa scena muta
D'Orsi ha fatto scena muta davanti agli ufficiali della Guardia di Finanza di Agrigento. Il presidente della provincia, accompagnato questa mattina all'interrogatorio prefissato dagli avvocati Gaetano Bruna e Giuseppe Scozzari, si è avvalso della facoltà di non rispondere e ha lasciato i locali delle fiamme gialle di Piazza Gallo dopo la firma dei verbali. Secondo la procura della Repubblica di Agrigento, D'Orsi sarebbe colpevole dei reati di peculato, truffa, concussione e abuso d'ufficio.
Le accuse mosse al presidente della provincia riguarderebbero: la piantumazione nella sua abitazione di circa 40 palme di proprietà dell'Ente destinate a spazi verdi pubblici, scuole e giardino botanico; svolgimento di lavori non pagati, o pagati poco, in una sua proprietà da parte di imprese che avevano in esecuzione appalti con l'Ente; fruizione di rimborsi spesa per pasti in realtà non sostenuti o non nell'interesse pubblico; incarichi esterni per esigenze per le quali l'Ente avrebbe potuto fare fronte con proprio personale.


Telestudio98


AGRIGENTO - Truffa, D'Orsi non risponde alla Finanza
Si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande della guardia di finanza di Agrigento il presidente della Provincia della Città dei templi, Eugenio D'Orsi, al quale nei giorni scorsi è stato notificato un avviso a comparire per essere interrogato come persona sottoposta ad indagini, per le ipotesi di reato di truffa, peculato, concussione e abuso d'ufficio.
Al centro dell'inchiesta, coordinata dalla Procura, ci sarebbero alcuni atti compiuti dal presidente della Provincia di Agrigento. Tra questi la messa in dimora nella sua abitazione di 40 palme di proprietà dell'Ente, che, sostiene la Procura, erano invece destinate a spazi verdi pubblici, aiuole di scuole e al giardino botanico.
Secondo la tesi dell'accusa, D'Orsi avrebbe fatto svolgere lavori in una sua proprietà senza pagarli, o pagandoli di meno, a imprese che avevano in esecuzione appalti con l'Ente e avrebbe usufruito di rimborsi spesa per pasti in realtà non sostenuti o non nell'interesse pubblico. Inoltre il presidente D'Orsi, sostiene la Procura, avrebbe conferito incarichi esterni per esigenze per le quali l'Ente avrebbe potuto fare fronte con proprio personale.


Comunicalo


Inchiesta sulla Provincia, D'Orsi non risponde alla Guardia di Finanza
Si è avvalso della facoltà di non rispondere il presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D'Orsi, comparso stamattina davanti agli investigatori Guardia di finanza per l'inchiesta che lo vede indagato per concussione, truffa, peculato e abuso d'ufficio in concorso.
Complessivamente quattordici, tra dirigenti e impiegati, gli indagati dalla Procura della Repubblica di Agrigento sulle "spese allegre" alla Provincia. Anche il dirigente dell'Ente Piero Hamel, anche indagato, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Secondo la Procura D'Orsi avrebbe fatto pinatumare nella sua abitazione circa 40 palme che erano invece destinate a spazi verdi pubblici, aiuole di scuole e al giardino botanico. Secondo la tesi dell'accusa, D'Orsi avrebbe fatto svolgere lavori in una sua proprietà senza pagarli, o pagandoli di meno, a imprese che avevano in esecuzione appalti con l'Ente e avrebbe usufruito di rimborsi spesa per pasti in realtà non sostenuti o non nell'interesse pubblico. Inoltre il presidente D'Orsi avrebbe conferito incarichi esterni per esigenze per le quali l'Ente avrebbe potuto fare fronte con proprio personale. Tutto questo sarebbe avvenuto, secondo le accuse, con la complicità degli altri indagati.


ANSA.it


Truffa: presidente Provincia Agrigento non risponde a gdf
D'Orsi si e' avvalso della facolta' prevista per gli indagati
(ANSA) - AGRIGENTO, 19 OTT - Si e' avvalso della facolta' di non rispondere alle domande della guardia di finanza di Agrigento, il presidente della Provincia della citta' dei templi, Eugenio D'Orsi, al quale nei giorni scorsi e' stato notificato un avviso a comparire per essere interrogato come persona sottoposta a indagini, per le ipotesi di reato di truffa, peculato, concussione e abuso d'ufficio. Al centro dell'inchiesta, coordinata dalla Procura, alcuni atti compiuti dal presidente della Provincia di Agrigento.


Corriere del mezzogiorno


Fece piantare 40 palme della Provincia in casa sua: D'Orsi ascoltato dalla Gdf
Il presidente della Provincia di Agrigento si è avvalso della facoltà di non rispondere: indagato per truffa
Il legale: scelta ovvia visti i quasi 50 capi d'imputazione
AGRIGENTO - Si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande della guardia di finanza di Agrigento il presidente della Provincia della Città dei templi, Eugenio D'Orsi, al quale nei giorni scorsi è stato notificato un avviso a comparire per essere interrogato come persona sottoposta ad indagini, per le ipotesi di reato di truffa, peculato, concussione e abuso d'ufficio. Al centro dell'inchiesta, coordinata dalla Procura, ci sarebbero alcuni atti compiuti dal presidente della Provincia di Agrigento. Tra questi la messa in dimora nella sua abitazione di 40 palme di proprietà dell'Ente, che, sostiene la Procura, erano invece destinate a spazi verdi pubblici, aiuole di scuole e al giardino botanico. Secondo la tesi dell'accusa, D'Orsi avrebbe fatto svolgere lavori in una sua proprietà senza pagarli, o pagandoli di meno, a imprese che avevano in esecuzione appalti con l'Ente e avrebbe usufruito di rimborsi spesa per pasti in realtà non sostenuti o non nell'interesse pubblico. Inoltre il presidente D'Orsi, sostiene la Procura, avrebbe conferito incarichi esterni per esigenze per le quali l'Ente avrebbe potuto fare fronte con proprio personale.
«La scelta del silenzio del presidente Eugenio D'Orsi non è dovuta ad una strategia processuale, ma è una conseguenza logica alla luce dell'enorme complessità dei capi di imputazione che vanno esaminati con la dovuta calma». Lo ha detto Daniela Posante, uno degli avvocati di D'Orsi, dopo che l'esponente Mpa si è avvalso della facoltà di non rispondere. «È stata una scelta ovvia - prosegue il legale - alla luce dei quasi 50 capi di imputazione. A breve approfondiremo gli atti. Il nostro assistito darà adeguati e circostanziati chiarimenti nelle sedi e nei tempi opportuni».


Agrigentonotizie


Nuova Giunta provinciale
Salta l'incontro coi parlamentari regionali
Rinviato l'incontro del presidente della Provincia regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi, con i parlamentari regionali della coalizione, rallentano quindi i lavori per l'inserimento dei nuovi assessori e la sostituzione dei tecnici. La rimodulazione prevede l'uscita di Lillo Volpe e la sua sotituzione con Rosario Marino, l'uscita di Paolo Crapanzano, di Maria Teresa La Marca e Felice Lo Faso (entrambi Pd), e Domenico Alaimo.
Il Consiglio provinciale si dimetteranno Rosario marino e Piero Giglione (nominati assessori), che verranno sostituiti da Saro Cutaia e Maurizio Masone.


Inchiesta Provincia
D'Orsi non risponde alla Guardia di finanza
Il presidente della Provincia regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi, è comparso questa mattina presso il Comando della Guardia di finanza per rispondere alle domande sulla vicenda che lo vede indagato per le ipotesi di truffa, peculato, concussione e abuso d'ufficio. D'Orsi si è però avvalso della facoltà di non rispondere.
Lunedì è stata la volta del dirigente della provincia Piero Hamel, indagato con il presidente e altri dodici tra dirigenti e impiegati dell'Ente. Anche Hamel non ha risposto alle domande della Guardia di finanza.
Secondo la Procura D'Orsi avrebbe usufruito di rimborsi spesa illegittimi, avrebbe conferito incarichi esterni per esigenze per le quali l'Ente avrebbe potuto fare fronte con proprio personale e avrebbe fatto svolgere lavori privati a imprese che avevano in esecuzione appalti con la Provincia non pagandole o pagandole meno. Inoltre la Procura lo accusa di aver fatto piantumare nella sua abitazione 40 palme destinate ai giardini pubblici.


Formazione e cultura
Incontro al Polo universitario
Si è svolta questa mattina al Consorzio universitario della Provincia di Agrigento, la visita di studio per specialisti dell'educazione provenienti dai Paesi dell'Unione europea il cui progetto ha riguardato Francia, Spagna, Portogallo, Belgio e Romania.
L'incontro, a cui ha preso parte il componente del Cda del Consorzio universitario, Rolando Montalbano, rientra nel programma promosso dall'istituto "Alessandro Manzoni" di Ravanusa diretto da Francesco Provenzano e che si concluderà il prossimo 21 ottobre.


"Il tema scelto per il programma di quest'anno - ha spiegato lo stesso Provenzano - è stato 'Le competenze di cittadinanza nell'Europa della conoscenza rilevante per testimoniare che anche la Sicilia partecipa al dibattito culturale sulla formazione e sul futuro professionale e lavorativo dei giovani nell'Europa della conoscenza disegnata dalla Strategia di Lisbona 2020".


Agrigentoweb


CRONACA | D'Orsi sceglie il silenzio
Il Presidente si è avvalso della facoltà di non rispondere
Il presidente della Provincia regionale di Agrigento Eugenio D'Orsi, raggiunto nei giorni scorsi da un avviso di garanzia per concussione, peculato, truffa e abuso di ufficio, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
«La scelta del silenzio del presidente Eugenio D'Orsi non è dovuta ad una strategia processuale, ma è una conseguenza logica alla luce dell'enorme complessità dei capi di imputazione che vanno esaminati con la dovuta calma» ha dichiarato l'Avv. Daniela Posante, che insieme agli avv. Giuseppe Scozzari e Rosario Bruna compone il collegio difensivo.
«È stata una scelta ovvia alla luce dei quasi 50 capi di imputazione - ha aggiunto l'altro legale di D'Orsi Giuseppe Scozzari - A breve approfondiremo gli atti. Il nostro assistito darà adeguati e circostanziati chiarimenti nelle sedi e nei tempi opportuni».
L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e dal sostituto Giacomo Forte, ipotizza una serie di abusi legati all'affidamento diretto di appalti e alle spese di rappresentanza.




VIABILITA' | I sindaci chiedono l'ammodernamento della SS 189
Anche il Comune di Agrigento, con l'assessore Pietro Mirotta, ha partecipato alla riunione indetta dal sindaco Sapia svoltasi ieri presso l'aula consiliare di Casteltermini riguardante l'ammodernamento e la messa in sicurezza della strada statale 189 Agrigento-Palermo.
Al termine della riunione è stato stilato un documento sottoscritto dai sindaci presenti e rappresentanti alcune amministrazioni locali delle province di Agrigento, Caltanissetta e Palermo interessate dall'attraversamento della suddetta arteria, tristemente nota come "strada della morte".
Nel corso dell'incontro sono state attenzionate le problematiche che riguardano la percorribilità dell'importante via, transitata quotidianamente da migliaia di veicoli, al fine di sollecitare urgenti e qualificati interventi di ammodernamento, coinvolgendo direttamente l'intera deputazione delle tre provincie.
"Troppe volte abbiamo assistito in passato - ha dichiarato l'assessore Mirotta - ad un bilancio di vittime ormai divenuto insostenibile per percorrere quei pochi chilometri che separano Agrigento da Palermo. Troppe volte la classe politica in passato si è voltata per non guardare l'immane tragedia che costantemente affligge le tre province attraversate da questa importante arteria di collegamento. Con la riunione di ieri - ha continuato il rappresentante del sindaco Zambuto - gli amministratori attenti ai problemi della propria collettività hanno deciso di portare avanti clamorose iniziative di protesta, anche attraverso l'occupazione simbolica della strada statale 189".


VIABILITA' | Riunione dei sindaci per ss 189: pronti a occupare la statale.
"Pronti a occupare la 189″, è questa la conclusione a cui sono arrivati, ieri, gli amministratori dei comuni che ricadono sulla ss 189.
Nell'incontro, che si è svolto nell'aula consiliare del comune di Casteltermini, su input dell'amministrazione comunale castelterminese, erano presenti una quarantina di amministratori, provenienti dalla maggior parte dei comuni, che usufruiscono della ss 189.
"Dobbiamo fare un'azione concreta" è stato l'imperativo categorico degli amministratori, che hanno programmato un'occupazione simbolica della strada della morte, che avverrà, verosimilmente, entro il mese di novembre - la data sarà stabilità nei prossimi giorni. "Noi sindaci, dice il padrone di casa, Nuccio Sapia, scenderemo in strada vestendo la fascia tricolore, questo per dare un segnale concreto e tangibile ai vertici politici, ma anche alla gente comune".
Proprio l'interessamento dei capi politici a livello nazionale è stato uno dei punti caldi dell'incontro, ribadito anche dai consiglieri provinciali Arturo Ripepe e Totò Scozzari, entrambi presenti, insieme con il presidente del consiglio provinciale di Agrigento, Raimondo Buscemi. La delegazione del governo provinciale, ha ribadito l'importanza di sensibilizzare i deputati siciliani, quelli agrigentini in particolare, sull'importante della messa in sicurezza della statale 189. "Che deve essere una pretesa, hanno detto, e non un benefit aggiuntivo".
Presenti anche sindaci e delegati per i comuni di Agrigento, Aragona, Acquaviva Platani, Mussomeli, Campofranco, Sutera, Milena, Cammarata, San Giovanni Gemini, Grotte, San Biagio Platani, Comitini.
In sala anche diversi castelterminesi, che, nel corso dell'assise, hanno potuto dire la loro in merito alla questione ss 189.
"Abbiamo dimostrato, dice il sindaco Sapia, che gli amministratori sanno essere uniti, al di là del colore politico e del luogo di provenienza. Il comune sentire per un problema che riguarda tutti e che ha avuto un prezzo troppo alto, ci sta spingendo verso decisioni importanti.
L'occupazione della 189, che faremo avvisando tutti gli organi competenti, Questura e Prefettura in primis, sarà un gesto perentorio, che speriamo possa fare arrivare le nostre voci financo al presidente della Repubblica, Napolitano. Noi pretendiamo una strada sicura, questo è un nostri diritto e useremo tutti i mezzi leciti e civili per ottenerla".
Per il comune di Casteltermini erano presenti anche il vice sindaco Maria Pia Greco, l'assessore allo Sport e Spettacolo Paolino D'urso, e i consiglieri comunali: Giuliano, Mallia e Mancuso. Presente anche il maresciallo Paolino Scibetta, comandante del locale comando dei carabinieri.


Canicattìweb


Indagini sulla provincia di Agrigento: Eugenio D'Orsi ha scelto la linea del silenzio
Il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi si e' avvalso della facolta' di non rispondere alle domande degli ufficiali della Guardia di finanza di Agrigento. Nei giorni scorsi al responsabile dell'Amministrazione provinciale gli e' stato notificato un avviso a comparire per essere interrogato come persona sottoposta ad indagini, per le ipotesi di reato di truffa, peculato, concussione e abuso d'ufficio. Intorno alle 9,45 accompagnato dagli avvocati Gaetano Bruna e Giuseppe Scozzari, il presidente D'Orsi ha varcato la porta d'ingresso della caserma del Comando provinciale della Guardia di Finanza, di piazza Gallo. Scelta la linea del silenzio, dopo la firma dei verbali, alle 10,20, il responsabile dell'Ente ha lasciato i locali delle fiamme gialle. Al centro dell'inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Agrigento, ci sarebbero alcuni atti compiuti dal presidente della Provincia di Agrigento. Tra questi la messa in dimora nella sua abitazione di circa 40 palme di proprieta' dell'Ente, che, sostiene la Procura, erano invece destinate a spazi verdi pubblici, aiuole di scuole e al giardino botanico. Secondo la tesi dell'accusa, D'Orsi avrebbe fatto svolgere lavori in una sua proprieta' senza pagarli, o pagandoli di meno, a imprese che avevano in esecuzione appalti con l'Ente e avrebbe usufruito di rimborsi spesa per pasti in realta' non sostenuti o non nell'interesse pubblico. Inoltre il presidente D'Orsi, sostiene la Procura, avrebbe conferito incarichi esterni per esigenze per le quali l'Ente avrebbe potuto fare fronte con proprio personale.


Grandangolo


I sindaci chiedono l'ammodernamento della strada statale 189
Scritto da Redazione Cronaca, Politica mercoledì, ottobre 19th, 2011
Anche il Comune di Agrigento, con l'assessore Pietro Mirotta, ha partecipato alla riunione indetta dal sindaco Sapia svoltasi ieri presso l'aula consiliare di Casteltermini riguardante l'ammodernamento e la messa in sicurezza della strada statale 189 Agrigento-Palermo. Al termine della riunione è stato stilato un documento sottoscritto dai sindaci presenti e rappresentanti alcune amministrazioni locali delle province di Agrigento, Caltanissetta e Palermo interessate dall'attraversamento della suddetta arteria, tristemente nota come "strada della morte". Nel corso dell'incontro sono state attenzionate le problematiche che riguardano la percorribilità dell'importante via, transitata quotidianamente da migliaia di veicoli, al fine di sollecitare urgenti e qualificati interventi di ammodernamento, coinvolgendo direttamente l'intera deputazione delle tre provincie. "Troppe volte abbiamo assistito in passato - ha dichiarato l'assessore Mirotta - ad un bilancio di vittime ormai divenuto insostenibile per percorrere quei pochi chilometri che separano Agrigento da Palermo. Troppe volte la classe politica in passato si è voltata per non guardare l'immane tragedia che costantemente affligge le tre province attraversate da questa importante arteria di collegamento. Con la riunione di ieri - ha continuato il rappresentante del sindaco Zambuto - gli amministratori attenti ai problemi della propria collettività hanno deciso di portare avanti clamorose iniziative di protesta, anche attraverso l'occupazione simbolica della strada statale 189".








D'Orsi, prudentemente, non risponde alla Gdf
E' andata esattamente come Grandangolo vi aveva anticipato: il dirigente della Provincia, Piero Hamel, indagato dalla Procura insieme ad altri dodici colleghi ed al presidente dell'Ente, non ha risposto alle domande degli investigatori della Guardia di Finanza. Ed anche il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, stamattina, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Tutto è andato in linea con la strategia difensiva che Grandangolo aveva già disegnato e che è stata messa in pratica. Dall'interrogatorio di D'Orsi (e prima di Hamel) non poteva venir fuori nulla di buono per il presidente. Il chilometrico atto di accusa meritava e merita un'attenzione ancora più profonda per decidere di rispondere subito. Con ogni probabilità il presidente attenderà la chiusura delle indagini, altro passo giudiziario super-scontato, per poi chiedere di essere interrogato avendo ben chiare e note tutte la "carte" della Procura a suo carico che individuano le ipotesi di reato di truffa, peculato, concussione e abuso d'ufficio. Stamani, dunque, intorno alle 9,45 accompagnato dagli avvocati Gaetano Bruna e Giuseppe Scozzari, il presidente D'Orsi ha varcato la porta d'ingresso della caserma del Comando provinciale della Guardia di Finanza, di piazza Gallo ed alle 10,20 era già fuori. Al centro dell'inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Agrigento, ci sarebbero alcuni atti compiuti dal presidente della Provincia di Agrigento. Tra questi la messa in dimora nella sua abitazione di circa 40 palme di proprietà dell'Ente, che, sostiene la Procura, erano invece destinate a spazi verdi pubblici, aiuole di scuole e al giardino botanico. Secondo la tesi dell'accusa, D'Orsi avrebbe fatto svolgere lavori in una sua proprietà senza pagarli, o pagandoli di meno, a imprese che avevano in esecuzione appalti con l'Ente e avrebbe usufruito di rimborsi spesa per pasti in realtà non sostenuti o non nell'interesse pubblico. Inoltre il presidente D'Orsi, sostiene la Procura, avrebbe conferito incarichi esterni per esigenze per le quali l'Ente avrebbe potuto fare fronte con proprio personale.




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