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Provincia di Agrigento
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Rassegna stampa dal 6 al 11 aprile 2012

 

7 aprile 2012

LA SICILIA 
URP PROVINCIA
Bandi dedicati ai giovani artisti
Nuovi bandi dedicati ai giovani artisti. È disponibile al Front - office dell'Ufficio relazioni con il pubblico della Provincia regionale di Agrigento, la modulistica per partecipare ai due bandi proposti dal Comune di Perugia e dedicati ai giovani artisti operanti nell'ambito delle arti contemporanee. Il laboratorio artistico e i progetti formativi saranno presentati il prossimo giugno all'interno del Festival di Urban Art organizzato dal Comune di Perugia. Il 30 aprile scade il termine per poter aderire alle iniziative volte a dare spazio all'arte giovanile. Per approfondire la conoscenza inerente i bandi e scaricare la modulistica è anche possibile consultare i siti www.informagiovani.comune.perugia.it o www.tracciatiurbani.net.
 
8 aprile 2012
 
LA SICILIA
INSERITE ALCUNE NUOVE AREE
Rischio frane e tutela del territorio la Regione ha aggiornato il Pai
E' stato aggiornato recentemente il piano di assetto idrogeologico per quanto riguarda il bacino del fiume San Leone e quello del fiume Naro, nel quale ricade quasi tutto l'abitato di Agrigento e buona parte degli abitati di Raffadali e Ioppolo. Si tratta di un provvedimento richiesto e sollecitato dal Comune di Agrigento e che é stato adottato nello scorso mese di dicembre, con un decreto del presidente della Regione pubblicato tuttavia soltanto nell'ultima gazzetta ufficiale siciliana, lo scorso 23 marzo.
Nella sostanza non si tratta di grandi modifiche, soltanto dell'inserimento di piccole zone tra quelle soggette a movimento franoso in diverse parti del territorio comunale. Tali modifiche sono state messe nero su bianco dall'Assessorato regionale per il territorio ed ambiente che con i propri tecnici ha studiato la situazione sul campo, elaborando poi la proposta per il decreto finale. Le aree in questione sono sottoposte a vincoli più restrittivi a seguito del maggiore riconoscimento dell'elevazione del rischio, ai fini della salvaguardia e della tutela del territorio. In altre parole, l'inserimento nel Pai di queste zone, con un elevato indice di rischio, può aprire le
porte ai finanziamenti per il loro consolidamento. Così é avvenuto, per esempio, per la via Empedocle (muraglione di via delle Torri ed il muro adiacente il parcheggio pluripiano): dopo l'inserimento nel Pai é stato possibile avere gli altre tre milioni che saranno utilizzati per il consolidamento di queste strutture. Sarà il Comune poi, una volta che il Pai certifica che si tratta di zone pericolose, a percorrere i canali che sono necessari per ottenere il Finanziamento delle opere che saranno reputate necessarie per eliminare i pericoli di frana.
(SF)
 

GIORNALE DI SICILIA
ORGANIZZATO DALLA PROVINCIA
Idee di turismo, progetto «Sibit» sono 23 le adesioni
Sono 23 le strutture ricettive che hanno aderito al bando pubblico per la selezione dei Bike Hotel previsti dal progetto Sibit di cui la Provincia è Ente capofila. «Le richieste di adesione dei nostri albergatori hanno superato abbondantemente ogni più rosea previsione - dichiara l'assessore al Turismo Angelo Biondi - questo ci consentirà di offrire al mercato del cicloturismo una rete di strutture ricettive dedicate, capillarmente distribuita nel territorio. Da Sciacca a Licata, infatti vengono coperti ampi territori della provincia. In particolare si tratta dei comuni di Ribera, Caltabellotta, Cattolica Eraclea, Agrigento, Lampedusa, Santo Stefano di Quisquina e Naro. Grazie al progetto Sibit, utilizzando i fondi del programma operativo Italia-Malta - continua l'assessore Biondi - stiamo realizzando una frale più lunghe e suggestive ciclovie d'Europa, che attraverserà Malta e i territori delle 5 provincie siciliane affacciate sul Mediterraneo». ('PAP)
 
Dimissioni, gli alleati in pressing su Lombardo
Riccardo Vescovo
PALERMO
«Il voto servirà alla politica e non alla magistratura per evitare il logoramento di quest' esperienza». Parola di Antonello Cracolici, capogruppo del Partito democratico all'Ars, che di fatto ha rinnovato li sostegno al presidente della Regione, Raffaele Lombardo dimostrando come gli alleati stiano già lavorando in vista delle prossime elezioni. Lo stesso leader autonomista ieri ha ribadito che non aspetterà il verdetto: «Ma se facessi un passo indietro adesso - ha spiegato - riconoscerei la fondatezza e la non strumentalità di quella indagini». Dunque il possibile rinvio a giudizio di Lombardo e l'annuncio delle sue dimissioni non avrebbero compromesso l'intesa con la sua maggioranza.
«Il voto servirà a legittimare democraticamente quell'alleanza - ha detto ieri Cracolici - che fino a questo momento ha sostenuto il governo della Regione». Poi, alla domanda se il rilancio della coalizione, possa aprire nuove fratture all'interno del Pd, qualora Lombardo venisse rinviato a giudizio, Cracolici ha spiegato che «noi ci alleiamo con i partiti e il Pd deve essere il baricentro di un'alleanza in grado di offrire solidità e cambiamento. Il mio partito - ha proseguito il parlamentare regionale - in queste settimane ha dimostrato di sapersi fare del male, spero che si superi questa sindrome del tafazzismo»,
Anche il partito di Pini, col deputato nazionale Nino Lo Presti, ieri ha ribadito il sostegno a Lombardo: «Per noi è stato chiarissimo, si dimetterà prima che la sua vicenda processuale possa avere inizio. Stiamo lavorando insieme - ha aggiunto - a preparare le alleanze. Anche l'eventuale rito abbreviato non ritarderà le dimissioni».
La vicenda Lombardo ieri ha fatto «irruzione» sulla lotta per le amministrative del capoluogo. Tra i primi ad intervenire Fabrizio Ferrandelli, candidato di Pd e Sel, che ha definito la vicenda giudiziaria un problema «di Lombardo e Aricò, Se fossi stato Lombardo mi sarei dimesso subito». Dal canto suo, il finiano Aricò ha replicato seccamente: «Quella con l'Mpa è un'alleanza politica" non sono problemi certo miei». E per Leoluca Orlando «Lombardo doveva lasciare un anno fa, qualunque dimissione arriva tardi». (RIVE)
 
10 aprile 2012
 
LA SICILIA
CONSORZIO UNIVERSITARIO
Condivisione sulla convocazione dell'assemblea
Indotta la convocazione dei Soci del Consorzio Universitario della Provincia di Agrigento per procedere con l'approvazione degli strumenti finanziari. "E' con viva soddisfazione che
apprendiamo come il Comune di Agrigento e la Camera di Commercio si siano attivati per chiedere la convocazione dell'Assemblea ha affermato l'assessore provinciale ai Rapporti con l'Università, Francescochristian Schembri.
 
Finanziati 4 super progetti
Nuovo slancio sotto forma di finanziamenti sarà impresso dai fondi stanziati dalla Regione per alcune realtà della provincia di Agrigento. Si tratta di soldi provenienti dall'unione Europea e gestiti dall'assessorato regionale ai Beni Culturali. Per la provincia di Agrigento i fortunati» ad avere ottenuto svariati milioni di euro sono Sciacca, Santa Margherita Belice e Ravanusa, San Biagio Platani. Su scala regionale verranno erogati complessivamente circa 23 milioni, mentre per le realtà della provincia di Agrigento ci si attesta intorno agli 8 milioni circa.
Per Sciacca sono stati destinati 4 milioni e mezzo per la realizzazione di quello che nel progetto è denominato centro fieristico per il sostegno della cultura e delle attività produttive. Sorgerà nella zona della Perriera, ma non vi si terranno solo fiere. Qui, secondo un'idea partorita ai tempi della prima sindacatura di Turturici e perpetuata dall'ultimo sindaco Vito Bonn verrà sistemata un'area per la realizzazione e il parcheggio dei carri allegorici per il Carnevale saccense. Una svolta storica che permetterà agli operatori del settore di spazzare via anni e anni di «randagismo» per realizzare i loro carri. Da Sciacca a San Biagio Platani dove potranno essere spesi 1milione e 200 mila euro circa per la costruzione di un anfiteatro in contrada Montagna. A Santa Margherita Belice, dove le opere di riqualificazione servirebbero ancora come il pane, ecco che proprio a tale scopo sono stati erogati circa i milione e 400 mila euro. Si tratta di denari destinati agli antichi quartieri belicini, relativamente allo stralcio di completamento delle opere di urbanizzazione dei comparti 58 e 72 del centro storico. Infine, soldi in arrivo anche per Ravanusa dove potranno essere realizzati i cosiddetti «percorsi virtuali della Sicilia centro meridionale.
Tutti questi soldi sono il frutto dei progetti stilati e inviati alla Regione negli anni scorsi. Progetti che dopo analisi e valutazioni adesso sono stati finanziati. Nelle prossime settimane dunque, le amministrazioni comunali destinatarie dei finanziamenti potranno e dovranno attivare le procedure per indire le gare d'appalto. Nota a margine: dalla graduatoria dei Comuni meritevoli di soldi per i progetti presentati tesi al miglioramento del territorio, manca il capoluogo, Agrigento. E dire che di cose da migliorare e/o creare dal nulla ce ne sarebbero.
FDM
 
GIORNALE DI SICILIA
Gastronomia, un sito web «promuove» il territorio
Un sito web per difendere la qualità dei prodotti, per proporre idee, ricette ed iniziative enogastronomiche da affiancare alla bellezza monumentale e paesaggistica dell'Agrigentino. E' il sito web di' Gust@lo" (www.gust@lo.it) attivato da un gruppo di giovani agrigentini e presentato al Vinitaly di Verona. Un'iniziativa, sulla rete, che, ieri, ha 'raccolto' l'interesse, e il plauso, del presidente della Provincia Eugenio D'Orsi.
"Il sito - ha detto il presidente - mette in rete l'eccellenza agrigentine nel settore della ristorazione e quindi nel turismo e punta proprio sulla originalità della cucina siciliana nel mondo, un settore che fa da traino per il turismo". Il sito è la naturale evoluzione dell' omonima rubrica d'enogastronomia curata dalla giovane lady chef agrigentina Claudia Caci su comunicalo.it, il sito web diretto da Calogero Giuffrida. Con Claudia ci saranno Martina Sciarrotta, giovane enologa di Agrigento, Floriana Caci giovane dietista di Realmonte, Marco Sgarioto, presidente della sezione siciliana dell'associazione italiana celiachia e i contributi che daranno il presidente dell'unione regionale cuochi di Sicilia, il maestro Salvatore Gambuzza, il presidente delle lady chef Sicilia, Giusy Bruccoleri, il presidente Ais di Agrigento, Giovanni Alessi. (CR)
 
Palma, scoppia guerra dei rifiuti guerra dei rifiuti
Giunta e Ato vanno dal giudice
Palazzo degli Scolopi: "il calcolo sul numero degli abitanti è errato, chiediamo i danni"
Angelo Augusto
PALMA DI MONTECHIARO
La Dedalo Ambiente ingiunge al Comune il pagamento di 550.000 euro, ma l'ente non solo si oppone, ma a sua volta chiede i danni all'Ato rifiuti. Assomiglia ad una guerra" quella che si è appena aperta tra l'amministrazione comunale presieduta dal sindaco Rosario Bonfanti e l'autorità territoriale d'ambito guidata dal commissario liquidatore Rosario Miceli. Al Comune di Palma la Dedalo ha notificato nei giorni scorsi un decreto ingiuntivo di ben 550.000 euro per un credito a vario titolo vantato dall'Ato per i servizi di raccolta dei rifiuti di Palma e per i maggiori costi dovuti al conferimento nella discarica di Siculiana". Il Comune si è costituito in giudizio, opponendosi, affidando l'incarico all' avvocato Giuseppe Di Rosa. "Oltre ad una serie di eccezioni processuali di natura preliminare, si è contestata la legittimità dei criteri di determinazione del costo del servizio, impropriamente ancorate - spiega il legale - alle stime della popolazione del 2001. Stima che al momento della costituzione della società, per motivi che non è dato comprendere, risulta essere stata sovradimensionata, addirittura, per più di 3.000 unità rispetto ai dati del censimento Istat. Con l'effetto che, ad oggi, il Comune si vede costretto a corrispondere, per i servizi forniti dall'Ato, corrispettivi maggiori a quelli che sarebbero effettivamente dovuti, in ragione del numero di popolazione residente nel Comune di Palma". La giunta in carica ha contestato, già in altre occasioni, il criterio adottato dalla Dedalo "ed ha censurato — si legge nella nota - e contestato la gestione della società d'ambito, premurandosi di trasmettere gli atti di gestione ordinaria e straordinaria alla Corte dei Conti". Ora Palazzo degli Scolopi intende anche chiedere alla Dedalo Ambiente un risarcimento. "Per effetto degli inadempimenti nel servizio, oltre alle carenze igienico sanitarie, il Comune - conclude il legale - avrebbe subito un danno alla propria immagine di cittadina di rilevante interesse culturale e turistico". (AAU)
 

SOLE
Il disordine nell'Imu semina solo contenzioso
di Giampaolo Tosoni
Cambiano i Governi ma non la tecnica legislativa. La rincorsa alle correzioni in modo disorganico fanno dell'imposta municipale sugli immobili l'ennesimo provvedimento di difficile lettura. Il dato normativo è un mitra l'articolo 13 dcl decreto "Salva Italia", due articoli del provvedimento sul federalismo fiscale (8 e 9 del Dlgs 23/2011) e la struttura normativa dell'Ici. Il disordine è grande, si guardi alle agevolazioni previste nel settore agricolo.
Le agevolazione sulle aree edificabili, che ricorrendo certe condizioni, sono considerate agricole, sono rimaste intatte le condizioni previste per l'lei: l'agevolazione spetta alle persone fisiche che conducono direttamente i terreni, iscritte negli elenchi previdenziali ai fini della pensione; quindi fuori le società. Meno rigorosa appare la condizione per applicare il coefficiente rio per calcolare la base imponibile Imu per la quale viene richiesta l'iscrizione alla gestione previdenziale agricola, ma non la conduzione diretta. Quindi, in quest'ultimo caso, sono comprese anche le società agricole che possono essere iscritte in una gestione previdenziale per avere un amministratore con la qualifica di imprenditore agricolo professionale oppure per essere datore di lavoro. L'ultima agevolazione inserita con l'emendamento di fonte governativa al Dl fiscale riguarda la riduzione della base imponibile per i terreni agricoli fino al modesto valore di 32milaeuro ( mediamente 3 ettari); per questa riduzione vengono richieste le qualifiche di coltivatore diretto e Iap e la conduzione diretta. Non si parla di iscrizione previdenziale. Sono quindi ammesse le società agricole Iap, ma sono in forse i proprietari coadiuvanti iscritti nella previdenza, ma non nella partita Iva che attesta la conduzione diretta del fondo.
In questo labirinto di qualifiche e condizioni oggettive e soggettive si devono districare i Comuni che non sempre hanno uffici tributi attrezzati sotto il profilo legale. Il risultato sarà, purtroppo, maggiore contenzioso.
 
I debiti degli enti locali spingono il factoring
Boom per la cessione crediti: il business cresce del 22%
Matteo Meneghello
È un mercato che non ha mai smesso di crescere, anche e soprattutto in questi annidi crisi. E nel 2011 ha messo a segno un vero e proprio boom, con un valore che sfiora ormai 170miliardi di euro, in aumento del 22% rispetto all'anno precedente; nei primi due mesi dell'anno le operazioni hanno già registrato un controvalore di 22 miliardi di euro (il 3% in più rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente). Dopo anni vissuti all'insegna della diffidenza e dello scetticismo, il factoring
è ormai stato completamente sdoganato dalle imprese italiane: i numeri dell'anno appena trascorso dimostrano un interesse inequivocabile delle aziende verso la possibilità di cedere i propri crediti a una società specializzata. «Si tratta in realtà di un prodotto molto consolidato, presente in Italia da 40 anni — spiega il segretario di Assifact, Alessandro Carretta. In quèsti anni non ha mai smesso di crescere, ma abbiamo ancora margini di sviluppo enormi».
La crisi di liquidità delle aziende italiane e i ritardi di pagamento della pubblica amministrazione sono stati determinanti nell'accelerare questa presa di coscienza. L'anno scorso il ritardo medio dei pagamenti da parte degli enti locali italiani, gravati dal giro di vite del patto di stabilità, è salito a 90 giorni, quasi il doppio rispetto ai 52 del 2009. Un'enormità, soprattutto se confrontato con il ritardo patito dalle aziende francesi (20 giorni) o da quelle tedesche (io). La durata effettiva dei crediti verso la Pa in Italia (180 giorni) oggi la più elevata tra i maggiori paesi europei, il triplo della Francia e sei volte rispetto alla Germania.
Di fronte a questa situazione, è stato quasi naturale che le aziende abbiano bussato al mercato del factoring per arginare la situazione. Con questo contratto un'azienda può cedere a una società specializzata (i protagonisti sul mercato italiano sono per la maggior parte emanazioni di realtà bancarie) i propri crediti. Generalmente la società che si accolla il credito (la cessione è definita pro soluto quando il rischio d'insolvenza è trasferito interamente alla società di factoring, pro solvendo quando il soggetto cedente resta titolare del credito in caso di mancato incasso) eroga un anticipo finanziario in cambio di una commissione. A conti fatti, valutato il panorama rarefatto del credito italiano, per molte aziende in questi mesi l'operazione si è rivelata un'ottima occasione di finanziamento.
Un'occasione che molti hanno colto, come dimostrano i numeri dell'ultimo anno. Il turnover delle principali società italiane del settore, vale a dire il flusso di crediti registrato, è salito a quota i68,86o miliardi di curo, con un incremento medio del 21,8 7% rispetto all'anno precedente. Tra le prime quindici realtà italiane, Mediofactoring, leader con 49,6 miliardi di turnover, ha messo a seguo una crescita del 47 per cento, Mps L&F è cresciuta del 38%, Ge Capital del 31%, Fidis del 63 per cento.
"Il 2011 è stato un anno incredibile, soprattutto se confrontato con il panorama economico nazionale, in termini di volumi - conferma Carretta . E innegabile, poi, che ormai la pubblica amministrazione rappresenti un comparto importante per il nostro settore: pesa per oltre il 30% dell'attività. Grazie alle caratteristiche peculiari del prodotto che trattiamo — aggiunge il segretario di Assifact —siamo riusciti a sostenere le imprese contenendo anche i rischi, come dimostrano i dati della Banca d'Italia sulle sofferenze: i no-stri crediti sono di 3-4 punti percentuali meno rischiosi rispetto ai prestiti bancari».
Per quanto riguarda la suddivisione territoriale, il factoring segue la geografia dell'economia italiana: tra le imprese clienti primeggia la Lombardia (dove è concentrato il 32% dei crediti ceduti), Lazio e Piemonte, mentre la graduatoria per sede dei debitori vede primeggiare invece Lazio, Lombardia e Campania ad ulteriore conferma dell'incidenza dei crediti delle Pa nei turnover complessivo.
«L'attività delle società di factoringè stata importante per dare ossigeno alle imprese, ma non risolve da sola il nodo del credito alle Pa, che ora va necessariamente affrontato — denuncia Antonio De Martini, presidente di Assifact e consigliere delegato di Factorit —. Bisogna accelerare un processo di normalizzazione: le ultime indiscrezioni, relative all'intenzione del governo di proporre il pagamento degli arretrati in titoli di Stato ci lasciano perplessi».
Sulla stessa linea anche Gianpiero Bertoli, direttore generale di Ubi Factor. «Come Assifact abbiamo inviato al Governo un position paper nel quale abbiamo evidenziato una serie di richieste per lo smobilizzo dei crediti della Pa — spiega —. Il mondo del factoring e quello delle imprese devono potere operare in un contesto di regole chiare e certe. Spesso i crediti riguardano contratti di somministrazione, appalti, prestazioni sanitarie a carattere duraturo e a tempo indeterminato. Bisogna intervenire, salvaguardando nello stesso tempo la capacità finanziaria degli stessi enti locali».
 
11 aprile 2012
 
 LA SICILIA
 

PROVINCIA REGIONALE
Domani c'è Consiglio
Convocato per domani, 12 aprile, alle 18, in seduta di prosecuzione, nell'aula Silvia Pellegrino, il Consiglio Provinciale, il rinvio è stato deciso nella seduta del 3 aprile. Restano da discutere gli ultimi due punti all'ordine del giorno: la relazione del presidente del semestre 2011 e la proposta n.1 del 20 gennaio 2012 del settore politiche dei lavoro riguardante la modifica della deliberazione del Consiglio Provinciale per l'approvazione del nuovo schema dello statuto del Consorzio Universitario della provincia di Agrigento.
Le modifiche dello statuto del Cupa che arrivano in Consiglio provinciale riguardano la riduzione del numero dei componenti del consiglio di amministrazione e altre modifiche statutarie approvate dal Consorzio. Modifiche che sono state valutate dalle commissioni "Affari Generali" della Provincia e del Comune di Agrigento nelle scorse settimane. Dal lavoro delle due Commissioni sono scaturite delle proposte di modifica dello statuto che dovranno essere approvate dall'assemblea dei soci del Consorzio Universitario e poi inviate a tutti i soci per l'approvazione.
 

GIORNALE DI SICILIA
 

PROVINCIA. In agenda pure lo statuto dell'Università
La relazione semestrale all'esame del consiglio
Torna a riunirsi domani alle 18 in seduta di prosecuzione, nell'aula «Silvia Pellegrino", il consiglio provinciale. Il rinvio è stato deciso nella seduta del :i aprile. Restano da discutere gli ulteriori due punti all'ordine dei giorno: la relazione del presidente del primo semestre 2011 e la proposta del settore politiche del lavoro riguardante la modifica della deliberazione del consiglio provinciale per l'approvazione del nuovo schema dello statuto dei Consorzio Universitario della provincia ad Agrigento. Le modifiche dello statuto del Cupa che arrivano in Consiglio provinciale riguardano la riduzione del numero dei componenti del consiglio di amministrazione e altre modifiche statutarie approvate dal Consorzio. Modifiche che sono state valutate dalle commissioni Affari Generali della Provincia e del Comune di Agrigento nelle scorse settimane. In sostanza il numero dei componenti del Cda deve passare da 9 a 5. Dal lavoro delle due Commissioni sono scaturite delle proposte di modifica dello statuto che dovranno essere approvate dall'assemblea dei soci del Consorzio Universitario e poi inviate a tutti i soci per l'approvazione. (PAPI)
 

SOLE
 

ENTI LOCALI. La decisone de Tar Campania
Solo il consiglio comunale nomina il nucleo di valutazione.
Pasquale Monea
Il Tar Campania Napoli, sezione I, con la sentenza 28 marzo 2012 n.. 1510 ha ritenuto illegittimo, per incompetenza, il provvedimento di nomina dei componenti del nucleo di valutazione dì un ente locale, nel caso in cui sia stato adottato dal sindaco e non dal Consiglio comunale.
Secondo la sentenza del tribunale amministrativo campano, infatti, dal combinato disposto di cui agli articoli 14, comma 3 del Dlgs 150/2009 e 42, comma 1 del Dlgs 267/2000, discende la regola che la competenza alla nomina dei componenti del nucleo di valutazione spetta al Consiglio comunale, in qualità di organo di indirizzo politico-amministrativo dell'ente e non al Sindaco, che è semplicemente l'organo responsabile dell'amministrazione generale del Comune e il suo massimo rappresentante.
La sentenza ha osservato che, se ex articolo 14, comma 3, del Dlgs 250/2009 l'organismo di valutazione deve essere nominato «dall'organo di indirizzo politico-amministrativo», questi, ex articolo 42, comma 1, del Dlgs 267/2000, non può che essere identificato nel Consiglio comunale, con la conseguenza di individuare per le amministrazioni comunali tale organo come quello competente alla nomina.
La tesi è tuttavia in contrasto con quanto finora affermato non solo dall'Anci ma anche dalla stessa Civit e dalla Corte dei Conti. Se per le amministrazioni dello Stato, infatti, la materia è regolata dall'articolo 14 del citato Dlgs è pur vero che le interpretazioni" univoche" (Anci, Civit e Corte Conti Controllo della Lombardia) ritengono che l'articolo 14 del Dlgs 150/2009 non sia operante per gli enti locali. La magistratura contabile, infatti, evidenzia come ai sensi dell'articolo i6 della riforma-Brunetta, risulti di immediata e diretta applicazione all'ordinamento locale solo l'articolo ii, commi le 3. Sono, invece, disposizioni di principio alle quali gli ordinamenti di comuni e province debbono essere adeguati, quelle contenute negli articoli 3,4,5, comma 2, 7, 9 e 15, comma 1. Il Dlgs
150/2009 non prevede alcun obbligo a carico degli enti locali di applicare l'articolo 14, che disciplina appunto gli Oiv anche in considerazione che l'articolo 14, comma 2 della riforma Brunetta «sostituisce i servizi di controllo interno, comunque denominati, di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286»: il Dlgs 286/1999 ha sempre trovato applicazione in via esclusiva nelle sole amministrazioni statali e mai invia diretta presso gli enti locali. Non si capisce, dunque, sulla base di quali fondamenti sia emersa la teoria secondo la quale l'articolo 14 sia direttamente applicabile agli enti locali facendo recedere il potere normativo degli stessi in un ambito quale quello organizzativo.
 

Agrigentoflash
 

La relazione semestrale e lo statuto del Cupa in Consiglio Provinciale
Convocato il 12 aprile, alle ore 18:00, in seduta di prosecuzione, nell'aula Silvia Pellegrino, il Consiglio Provinciale. Il rinvio è stato deciso nella seduta del 3 aprile.
Restano da discutere gli ultimi due punti all'ordine del giorno: la relazione del presidente del I^ semestre 2011 e la proposta n. 01 del 20 gennaio scorso  del settore politiche del lavoro riguardante la modifica della deliberazione del Consiglio Provinciale per l'approvazione del nuovo schema dello statuto del Consorzio Universitario della provincia di Agrigento.
Le modifiche dello statuto del Cupa che arrivano in Consiglio provinciale riguardano la riduzione del numero dei componenti del consiglio di amministrazione e altre modifiche statutarie approvate dal Consorzio. Modifiche che sono state valutate dalle commissioni "Affari Generali" della Provincia e del Comune di Agrigento nelle scorse settimane. Dal lavoro delle due Commissioni sono scaturite delle proposte di modifica dello statuto che dovranno essere approvate dall'assemblea dei soci del Consorzio Universitario e poi inviate a tutti i soci per l'approvazione.
 

 
Agrigentoweb
 

DALLA PROVINCIA | Consiglio Provinciale, si discute il nuovo statuto del CUPA
Convocato il 12 aprile, alle ore 18:00, in seduta di prosecuzione, nell'aula Silvia Pellegrino, il Consiglio Provinciale. Il rinvio è stato deciso nella seduta del 3 aprile.
Restano da discutere gli ultimi due punti all'ordine del giorno: la relazione del presidente del I^ semestre 2011 e la proposta n. 01 del 20/01/12 del settore politiche del lavoro riguardante la modifica della deliberazione del Consiglio Provinciale per l'approvazione del nuovo schema dello statuto del Consorzio Universitario della provincia di Agrigento.
Le modifiche dello statuto del Cupa che arrivano in Consiglio provinciale riguardano la riduzione del numero dei componenti del consiglio di amministrazione e altre modifiche statutarie approvate dal Consorzio. Modifiche che sono state valutate dalle commissioni "Affari Generali" della Provincia e del Comune di Agrigento nelle scorse settimane. Dal lavoro delle due Commissioni sono scaturite delle proposte di modifica dello statuto che dovranno essere approvate dall'assemblea dei soci del Consorzio Universitario e poi inviate a tutti i soci per l'approvazione.
 

Sicilia24h
 

Consiglio provinciale, Odg: relazione semestrale e statuto del Cupa
Convocato il 12 aprile, alle ore 18:00, in seduta di prosecuzione, nell'aula Silvia Pellegrino, il Consiglio Provinciale. Il rinvio è stato deciso nella seduta del 3 aprile. 
Restano da discutere gli ultimi due punti all'ordine del giorno: la relazione del presidente del I^ semestre 2011 e la proposta n. 01 del 20/01/12 del settore politiche del lavoro riguardante la modifica della deliberazione del Consiglio Provinciale per l'approvazione del nuovo schema dello statuto del Consorzio Universitario della provincia di Agrigento.
Le modifiche dello statuto del Cupa che arrivano in Consiglio provinciale riguardano la riduzione del numero dei componenti del consiglio di amministrazione e altre modifiche statutarie approvate dal Consorzio. Modifiche che sono state valutate dalle commissioni "Affari Generali" della Provincia e del Comune di Agrigento nelle scorse settimane. Dal   lavoro delle due Commissioni sono scaturite delle proposte di modifica dello statuto che dovranno essere approvate dall'assemblea dei soci del Consorzio Universitario e poi inviate a tutti i soci per l'approvazione.
 

Perla città
 

Agrigento: relazione semestrale e statuto del Cupa in Consiglio Provinciale
di Redazione
Torna a riunirsi il 12 aprile, alle ore 18:00, in seduta di prosecuzione, nell'aula Silvia Pellegrino, il Consiglio Provinciale d Agrigento per discutere gli ultimi due punti all'ordine del giorno: la relazione del presidente del I^ semestre 2011 e la proposta n. 01 del 20/01/12 del settore politiche del lavoro riguardante la modifica della deliberazione del Consiglio Provinciale per l'approvazione del nuovo schema dello statuto del Consorzio Universitario della provincia di Agrigento.
Le modifiche dello statuto del Cupa che arrivano in Consiglio provinciale riguardano la riduzione del numero dei componenti del consiglio di amministrazione e altre modifiche statutarie approvate dal Consorzio. Modifiche che sono state valutate dalle commissioni "Affari Generali" della Provincia e del Comune di Agrigento nelle scorse settimane. Dal   lavoro delle due Commissioni sono scaturite delle proposte di modifica dello statuto che dovranno essere approvate dall'assemblea dei soci del Consorzio Universitario e poi inviate a tutti i soci per l'approvazione