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Provincia di Agrigento
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Rassegna stampa

 

Rassegna stampa del 5 Ottobre 05

Giornale di Sicilia 

SCIENTIFICO. Impianti ancora da collaudare
Fermi, ancora in cantiere la nuova sede del liceo
Slitta la consegna dei locali al liceo scientifico «Fermi». Non si potrà procedere - come era stato ipotizzato durante una riunione, a Sciacca, tra l'assessore provinciale alla pubblica istruzione, Calogero Firetto, il dirigente scolastico, Calogero Baldassano, il sindaco, Mario Turturici, ed il direttore dei lavori, Giuseppe Di Giovanna - alla consegna «sotto riserva di legge». Dall'Ufficio tecnico della Provincia non è arrivato il via libera, bisognerà attendere il completamento del collaudo degli impianti.
«Entro martedì 11, la ditta dovrà completare gli ultimi interventi - dice il direttore dei lavori - che riguardano la collocazione di estintori, di cartellonistica, di campane antincendio e piastrelle di asfalto. Subito dopo, mi auguro entro sabato 15, si potrà completare il collaudo». Successivamente i nuovi locali saranno consegnati al dirigente scolastico che, intanto, dovrà decidere quali classi trasferire nel nuovo plesso oltre alle quinte dello scientifico.
Nel nuovo plesso, 16 aule. Il «Fermi» ha 14 classi della sezione sperimentale nella sede di via Valverde e 5 in quella di via degli Olmi. Una scelta difficile per il dirigente scolastico. «La Provincia dovrà farmi sapere quale tra le due sedi distaccate verrà mantenuta - dice Baldassano - Poi, assieme al Consiglio di istituto, sarà presa una decisione».


CONSORZIO UNIVERSITARIO. In programma il prossimo 14 ottobre nell'aula «Luca Crescente»
Prime lauree in tecniche di radiologia medica
È in programma il prossimo 14 ottobre nell'aula magna "Luca Crescente" del Consorzio Universitario di Agrigento la cerimonia di conferimento delle prime lauree in tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia. A presiedere la cerimonia, che prenderà il via alle 10,30, sarà il preside della Facoltà di Medicina e Chirurgua dell'Ateneo di Palermo Adelfio Elio Cardinale. A fare gli onori di casa, invece, sarà il presidente del Polo Universitario di Agrigento Roberto Lagalla, il quale si dice soddisfatto per questo nuovo traguardo raggiunto dal Consorzio, che verrà pubblicamente proclamato tra meno di dieci giorni con la proclamazione dei laureati in questa specifica branca dell'area sanitaria.
Alla cerimonia hanno assicurato la loro partecipazione il sindaco Aldo Piazza, il presidente della Provincia Enzo Fontana e il direttore dell'azienda ospedaliera "San Giovanni di Dio" di Agrigento Giancarlo Manenti. I laureandi hano frequentato un corso pratico proprio all'interno del nosocomio agrigentino.

Provincia, un corso per operatori sanitari
Promosso dalla Provincia è stato organizzato il progetto affido: ovvero un corso per operatori socio-sanitari promosso dall'assessorato alla famiglia. A tenere il corso sono Frida Tonizzi, assistente sociale e Donatella Fiocchi, psicologa.

Provincia, Fontana incontra Passaro
Incontro ufficiale ieri tra il presidente della Provincia Enzo Fontana ed il nuovo comandante provinciale dei Carabinieri Rodolfo Passaro. Fontana si è subito impegnati a collaborare con l'Arma per migliorare lo stato dei locali della caserma "Pistone".

Ad Agrigento la cittadinanza onoraria all'agente canadese
Menard, un detective tra i boss
PALERMO. Quando ad Agrigento credevano che la mafia non esistesse in Canada, invece, venne stilato un rapporto con i nomi e cognomi dei boss. Questo fu possibile grazie ad un agente delle giubbe rosse che si intrufolò nei clan di Montreal e riuscì a piazzare delle «cimici» dentro il bar del boss Paul Violi. Quasi vent'anni prima di Buscetta, così, venne dal Canada la conoscenza verticistica di Cosa nostra con le cupole regionali e provinciali, i capi mandamento, i capi famiglia, gli affiliati, gli avvicinati i capibastone.
Grazie a questo detective sergente della polizia di Montreal si conobbe tutto anche della mafia di Agrigento, i nomi e le storie. Ma il dossier inviato nel 1976 restò sepolto dalla polvere negli archivi della polizia fino a quando non vi posò gli occhi Giovanni Falcone. Era il 1986, perla lotta al crimine dieci anni erano già passati inutilmente.
L'agente si chiama Menard. Per tre anni rinunciò alla sua famiglia ed alla sua identità (usò un nome di copertura) per dar vita ad una delle indagini undercover più importanti della lotta alla mafia siciliana.
Agrigento gli renderà merito sabato. Il sindaco Aldo Piazza gli conferirà la cittadinanza onoraria. La cerimonia avverrà nel corso di una manifestazione organizzata dal presidente della Provincia Enzo Fontana, su proposta dei trimestrale «Login». Verrà consegnato un riconoscimento, alla memoria, anche al giovane magistrato Luca Crescente, deceduto prematuramente due anni fa, che con le sue indagini ha consentito allo Stato di riappropriarsi del territorio di Agrigento e di estradare dal Canada un pericoloso latitante.
L'occasione offrirà l'opportunità per un momento di studio sulla mafia siculo-americana. Parteciperanno il procuratore Piero Grasso, il prefetto Alessandro Pansa che arrestò in Spagna Pasquale Cuntrera appena uscito dal carcere, il procuratore aggiunto Anna Maria Palina, il giudice Luigi Patronaggio, i giornalisti Antonio Nicaso, già direttore del Corriere Canadese, e Gian Antonio Stella, editorialista del Corriere della Sera. L'incontro sarà moderato da Giovanni Pepi, condirettore del Giornale di Sicilia.

Lavori alla provinciale 32 Montalbano: al via domani
Il consigliere provinciale d Nuova Sicilia Rolando Montalbano ha comunicato che domani prenderanno il via i lavori di manutenzione straordinaria delle strada provinciale 32, che collega Cianciana con Ribera. "Questi interventi attesi da anni - dice Montalbano - riguardano una strada strategica dal punto di vista viario per il collegamento dei paesi montani con il versante occidentale. Per sbloccare i lavori - conclude Montalbano - è stato necessario il mio intervento, al fine di reperire i fondi e superare alcuni ostacoli burocratici".


La Sicilia

ISTITUTO ALBERGHIERO
Studenti sul piede di guerra: «Tante parole, nessun fatto»
«L'Istituto alberghiero è una realtà di noi studenti e nessun uomo politico può permettersi il lusso anche di tentare di scalfire questa strada che ci consentirà un sicuro avvenire».
Ad esternare la sua delusione per la strana quando incredibile situazione che da anni si registra in seno al mondo studentesco locale è Angelo Graffeo, studente al IV anno dell'Istituto alberghiero Re Capriata.
«Non è concepibile - continua - che dopo tre anni la classe politica non sia riuscita a fornire al nostro istituto le sedie. Non è ammissibile che per mancanza di sedie oggi siamo costretti ai doppi turni. Gli studenti dell'Alberghiero entrano in classe alle 8 per uscire alle ore 14. Subito dopo occuperanno le nostre sedie gli studenti dell'Itc che resteranno in classe sino alle 20».
Intanto, sabato scorso, così come ampiamente preannunciato, il coordinamento degli studenti è sceso in piazza con il supporto dei genitori per manifestare pubblicamente e richiamare l'attenzione della classe politica locale, provinciale, regionale e nazionale, sollecitandola ad intervenire concretamente sulle precarie situazioni lamentate da tempo.
«Non riteniamo di incontrare gli uomini politici in quanto non abbiamo bisogno di parole ma solo di fatti concreti - a parlare è un rappresentante del direttivo del coordinamento degli studenti che è presieduto da Cesare Nuara e Vincenzo Loggia - tutti sapevano da tempo che il liceo Linares non era in grado di ospitare i propri alunni, ma nessuno è intervenuto per risolvere il problema che lede il diritto allo studio».

Manutenzione straordinaria
Lavori in alcune provinciali
Prenderanno il via stamattina i lavori di manutenzione straordinaria della provinciale n. 32, la Ribera-Cianciana, in precarie condizioni di transitabilità a causa delle frane e del terriccio generati dalle torrenziali piogge dell'inverno scorso. Lo ha reso noto, con un comunicato stampa, il consigliere provinciale Rolando Montalbano il quale ha annunciato pure altri provvedimenti per la Cianciana-Cattolica Eraclea e per l'Alessandria della Rocca-San Biagio Platani, Sant'Angelo Muxaro-Santa Elisabetta-Raffadali. «Tali lavori, attesi da anni - aggiunge - riguardano una strada considerata ormai di importanza strategica dal punto di vista viario per il collegamento dei paesi montani dell'Agrigentino con il versante occidentale della provincia e in particolare con il territorio di Ribera e di Sciacca. C'è voluto del tempo prezioso per il reperimento dei fondi necessari e per il superamento di una serie di difficoltà verificatesi nella fase di appalto a causa di alcuni ricorsi di imprese al Tar».

ANCI. Il coordinatore Pumilia lo invita a selezionare gli interventi da fare con i finanziamenti in arrivo
Strade, un sollecito a Fontana
Qual è la priorità se in un territorio provinciale come il nostro la viabilità autostradale è inesistente e quella provinciale, che rimane l'unico collegamento con diversi comuni, si trova in uno stato disastrato?
Il Coordinatore provinciale dell'Anci, Calogero Pumilia, sollecita con una lettera il presidente della Provincia, Enzo Fontana, a compiere una scelta in vista della selezione degli interventi di completamento, adeguamento e ammodernamento della rete stradale sulla misura 6.01, che assegna alla provincia agrigentina circa 14.200.000 euro.
«Conosciamo tutti - scrive Pumilia - la vastità del problema dell'autostrada inesistente, le strade statali inadeguate e quelle provinciali alle quali non si è in grado di assicurare per intero neppure l'ordinaria manutenzione. A me pare che la priorità assoluta debba riguardare i Comuni collegati solamente da strade provinciali, molte delle quali risultano difficilmente transitabili con il rischio dell'isolamento di intere comunità e con la certezza, posto che esistano le condizioni, di non poter programmare alcuna ipotesi di sviluppo».
Indelebile è il ricordo degli effetti deleteri delle ultime stagioni invernali ricche di piogge che hanno reso ancora più precario lo stato delle strade provinciali, tra l'altro, private da anni di un serio intervento manutentivo.
E il Coordinatore provinciale del l'Anci è duro a proposito e ricorda al presidente Fontana le comuni «iniziative intraprese, attraverso l'Anci e l'Unione delle Province per porre in essere e per richiamare l'iniziativa del Governo della Regione e della Protezione Civile dopo i danni incalcolabili causate dalle piogge dell'inverno scorso».
Incontri che non hanno dato esito agli impegni assunti e che passata l'emergenza si sono tramutate in parole volate via col vento. Tanto da far evidenziare a Pumilia, nella lettera, che «gli incontri con i rappresentanti della Giunta e ad Agrigento con il direttore della Protezione Civile, nel corso dei quali abbiamo rappresentato l'entità dei danni e chiesto interventi straordinari, non hanno avuto alcuno seguito. Il problema è stato lasciato per intero alla responsabilità della amministrazioni provinciale e di quelle locali».
Chiarissimo è l'appello di Pumilia rispetto al problema della viabilità , in verità atavico, e che peggiora di anno in anno. E il fatto che la «patata bollente» sia passata alle amministrazioni locali non lascia presagire nulla di buono specie con le note carenze finanziarie i cui gli enti locali versano.
«Le risorse del Por- conclude Calogero Pumilia - dovrebbero essere concentrate sulle strade provinciali che costituiscono l'unico collegamento di alcuni Comuni con il resto del territorio».

PREOCCUPAZIONE AL COMUNE E ALLA PROVINCIA PER I TAGLI ANNUNCIATI
Piazza e Fontana: Finanziaria, «Va modificata»
La Finanziaria che i prossimi giorni sarà discussa in Parlamento rischia di mettere in ginocchio soprattutto i Comuni a cominciare da quello di Agrigento. Un po' meglio andrà invece per la Provincia che avendo una situazione finanziaria tutto sommato solida sarà in grado di affrontare un taglio che l'assessore al Bilancio Felice Plicato ha già quantificato in circa 1,5 milioni di euro.
La preoccupazione serpeggia invece a Palazzo dei Giganti. Lo stesso sindaco Aldo Piazza ha spiegato che «chiaramente non apprezziamo molto questa Finanziaria». Il sindaco dimostra anche una certa «indipendenza» perché si tratta comunque di una Finanziaria presentata da un Governo dei suo stesso colore politico: «Stiamo cercandi di capirla meglio e comunque speriamo che in Parlamento ci sia la possibilità di modificarla. Alcune cose di sicuro vanno riviste».
Il fatto è che, seda stretta sui trasferimenti dovesse essere confermata, il Comune avrebbe ben poco da tagliare: «Tagliare? Il Comune - ha spiegato Aldo Piazza - non ha fatto sprechi. E comunque prima aspettiamo e vediamo quale sarà la Finanziaria licenziata dal Parlamento. Siamo fiduciosi nel Governo».
Anche l'assessore al Bilancio Marco Zambuto ha spiegato che è meglio attendere: «Aspettiamo di conoscere qual è la manovra che uscirà. Ma vorrei anche sottolineare che c'è una serie di provvedimenti giusti. Ci sono riduzioni alle indennità e poi ci sono dei premi per i Comuni che fanno la lotta all'evasione. Probabilmente quel bonus potrebbe coprire i tagli».
Da Palazzo dei Giganti guardano dunque con malcelato allarme a quello che potrebbe accadere. Alla Provincia la preoccupazione c'è, ma è leggera.
«Diciamo subito - ha spiegato il presidente Fontana - che un ulteriore taglio agli enti locali, soprattutto delle proporzioni di cui si discute, ci mettono in seria difficoltà. Mi auguro e voglio sperare e questo l'ho detto anche nella recente convention di Forza Italia, che questi tagli siano ridimensionati rispetto alle attuali previsioni. Creerebbero gravissimi disagi agli enti locali che sarebbero costretti a tagliare servizi con danno per i cittadini».
«Purtroppo - ha detto Felice Plicato - sono scelte obbligate. La Provincia comunque è ancora nelle condizioni di sopportare ulteriori tagli. Tutto sommato abbiamo ancora risorse. Per noi il taglio sarà compreso tra uno e 1,5 milioni. Certo, è un'altra batosta, se consideriamo che quindici anni fa la Provincia aveva un bilancio che ammontava al doppio».
La preoccupazione dei Comuni è stata rilanciata da Calogero Pumilia, coordinatore provinciale dell'Anci: «Il taglio del 6,7% delle spese correnti incide nei bilanci comunali in modo più corposo rispetto ai Comuni più ricchi, più industrializzati come quelli del Nord, dove le entrate che non siano i trasferimenti dello Stato sono maggiori rispetto a quelle dei Comuni del Sud. Nei nostri Comuni, invece, dove le entrate significative sono costituite dai trasferimenti, il taglio dei 6,7% incide in modo significativo sulle spese per garantire i servizi fondamentali. Un esempio palese è la crescente difficoltà a garantire servizi come la tutela dell'anziano".

PROVINCIA. Il presidente, ieri assente in aula, ha incontrato il neocomandante dei carabinieri
Un Consiglio surreale sulla relazione 2003
Un dibattito surreale in Consiglio provinciale sulla relazione semestrale del presidente Enzo Fontana. Surreale perché il capo dell'Amministrazione non era presente - e per questo, su richiesta di Renato Bruno (Margherita), riceverà dal presidente Luparello una nota di biasimo - e le 23 pagine della relazione sono state lette dal povero assessore Felice Plicato che, per inciso, all'epoca non era nemmeno assessore. È stato Franco Tuttolomondo del Prc a fare la battuta più simpatica: «Cambiamo la legge e invece di fare la relazione semestrale, facciamo la relazione triennale». Era venuto in aula, l'assessore Plicato, convinto di illustrare la delibera del Conto consuntivo. Nei corridoi però, soprattutto tra gli esponenti della maggioranza, c'è un certo «mal di pancia» a causa della mancanza di una regia nella Casa della Libertà. Gattuso (Udc) ha lasciato l'aula in anticipo: «Non si fanno mai riunioni e si va avanti senza alcuna pianificazione. Ho chiesto di chiarire la posizione del nuovo Psi e ancora sto aspettando». In una situazione del genere la CdL rischia di non avere nemmeno i voti necessari per votare il Consuntivo (anche se domani si aspetta la pronuncia dei Tar). Il presidente della Provincia Enzo Fontana comunque ieri mattina ha avuto una serie di incontri istituzionali. Il primo è stato quello con il neo comandante provinciale dell'Arma dei Carabinieri, il colonnello Rodolfo Passaro. C'è stato un reciproco impegno per garantire il rispetto della legalità nella nostra provincia. Fontana ha poi donato al colonnello Passaro una copia delle «Memorie» di Picone.

Ambasciatori in Vaticano visitano la nostra città
Sabato e domenica Agrigento sarà la capitale degli ambasciatori accreditati e attivi nella Santa Sede. Nell'ambito dell'iniziativa «Scoprendo l'Italia» nella città dei Templi giungeranno infatti 37 rappresentanti delle ambasciate aperte in Vaticano, protagonisti di un tour culturale e istituzionale in Sicilia. Agrigento verrà raggiunta alle 16 di sabato, quando la folta e qualificata delegazione giungerà in città per poi partecipare al solenne Pontificale concelebrato dall'arcivescovo Carmelo Ferraro.
Alle 19,15 l'appuntamento clou dell'evento caratterizzato dal corteo che si snoderà dal piazzale del posto di ristoro al tempio della Concordia dove gli ambasciatori accenderanno il tripode della pace. Domenica alle 9,15 visita della città con passaggi in Cattedrale, nella chiesa di Santa Maria dei Greci e alla Bibblioteca Lucchesiana.
A mezzogiorno il presidente della Provincia Fontana rivolgerà un saluto agli ambasciatori in Santa Sede e inaugurerà una statua, dono di un noto scultore italiano.
La visità si concluderà alcune ore dopo con la partenza verso Cefalù della rappresentanza diplomatica più numerosa mai giunta ad Agrigento, almeno negli ultimi anni.
I particolari dell'avvenimento sono stati illustrati ieri mattina in una conferenza stampa tenuta dal presidente Fontana, dall'assessore alla Cultura Lo Presti e dal responsabile delle Comunicazioni Sociali della Curia don Carmelo Petrone che ha portato il saluto dell'arcivescovo Ferraro.
 
Sole 24 ore
 
Concorso esterno anche in politica
Le Sezioni unite penali affrontano il problema dei contributo richiesto dall'organizzazione mafiosa ai rappresentanti pubblici
Le Sezioni unite penali della Cassazione, con la sentenza 33748 del 20 settembre che ha recentemente annullato con rinvio una sentenza di condanna dei giudici palermitani in danno dell'onorevole Calogero Mannino, sono tornate sul tema del "concorso esterno" nel delitto di associazione mafiosa. I giudici di legittimità hanno ribadito l'orientamento, ormai consolidato, che avevano espresso con la sentenza di annullamento senza rinvio deliberata il 30 ottobre 2002 nel processo a carico del dottor Corrado Carnevale. Una responsabilità per il delitto associativo è configurabile, in base alla norma generale sul concorso ii persone nel reato (articolo 110 Codice penale), anche per chi sia rimasto "esterno" al gruppo criminale, cioè non sia stato stabilmente inserito nel suo tessuto organizzativo. Concorrente a questo titolo può essere considerato colui il quale, pur non facendo parte del sodalizio, fornisce un rilevante contributo al perseguimento dei suoi fini criminosi, tale da condizionare la sopravvivenza od il rafforzamento complessivo dell'organizzazione interessata. Per assumere una tale rilevanza (che deve essere verificata ex post, come dato di fatto effettivamente maturato), il contributo deve essere «concreto, specifico, consapevole e volontario». Dal punto di vista del dolo, il concorrente esterno è persona che non vuole appartenere all'organizzazione, e però ben conosce la sua connotazione mafiosa, si rende conto che il proprio contributo vale a protrarne l'esistenza o a rafforzarla in modo significativo, così da favorire la realizzazione (anche solo parziale) dei suoi fini criminali, ed agisce perseguendo un tale effetto (sussistano o meno - questo non rileva - altri e concomitanti scopi dell'azione).
Il carattere di novità della sentenza sta soprattutto nell'applicazione di questi principi ad un particolare tipo di "prestazione", cioè quella dell'uomo politico che concluda un patto per lo "scambio elettorale politico-mafioso": i vertici dell'organizzazione promettono di favorirlo in una prossima competizione elettorale, e l'interessato si impegna, una volta eletto, a favorire gli interessi dei suoi interlocutori nella propria attività istituzionale.
La Cassazione ha confermato che da un patto del genere può scaturire una no. Non vale in senso contrario la considerazione che il legislatore ha previsto, per lo scambio elettorale, una apposita fattispecie di reato (l'articolo 416-ter Codice penale), così come del resto ha fatto per molte forme di contiguità alle organizzazioni crimini, (articoli 270-ter, 307, 418, ecc.). Queste norme, in assenza di una limitazione espressa alla portata generale dell'articolo 110, non dimostrano affatto che non possa esservi concorso nei reati associativi, e valgono dunque a punire condotte che non assumerebbero rilevanza neppure a titolo di concorso esterno. Anche queste norme, per altro, dimostrano che non ogni contatto con la mafia implica la responsabilità concorsuale per il reato associativo. È necessario, appunto, che quel contatto evolva in un contributo con le caratteristiche di rilevanza ed effettività già descritte in generale.
Il patto elettorale, dunque, deve assumere secondo la Cassazione connotazioni ben determinate. Occorre anzitutto che gli impegni assunti dalle parti, per l'affidabilità di queste, per la natura del contesto e per il loro stesso contenuto, abbiano il carattere della serietà e della concretezza. Occorre poi, secondo la regola generale, che il patto abbia prodotto un effetto di rafforzamento o di salvaguardia dell'organizzazione criminale, nel suo complesso o in una sua significativa articolazione. Ciò non vuol dire necessariamente che all'accordo debbano aver fatto seguito concrete condotte di attuazione, tali da favorire
con specifici comportamenti istituzionali gli interessi del gruppo ma fioso. E' indispensabile, però, che dal fatto stesso dell'assunzione di impegni ad opera del politico sia scaturito quel concreto e significativo incremento di capacità criminale del gruppo, storicamente accertato, nel quale si sostanziano il significato ed il disvalore della condotta di concorso esterno.
La decisione delle Sezioni unite si caratterizza anche per i numerosi principi espressi in materia di prova e di impugnazioni. Due per tutti: le sentenze non definitive rese in altri processi, se regolarmente acquisite, possono documentare i fatti processuali in esse rappresentati (cioè che un imputato è stato condannato o assolto per un certo reato), ma non gli avvenimenti criminosi cui si riferiscono; le disposizioni che attualmente consentono al pubblico ministero di appellare le sentenze assolutorie di primo grado non contrastano con la Costituzione, posto che le regole di' svolgimento del giudizio di appello (così come interpretate da una giurisprudenza "garantista" delle stesse Sezioni unite) assicurano pienamente il diritto di difendersi provando e di discutere ogni questione sostanziale o processuale già affrontata nel processo di primo grado.
 
La Repubblica

 Dal Canada ricostruì per primo l'organigramma delle cosche
Il sergente delle Giubbe rosse diventa cittadino di Agrigento

Il sergente antimafia delle Giubbe rosse
SALVO PALAZZOLO
L'uomo che per primo ha fatto sentire al mondo le voci segrete della mafia ha il piglio e la genialità di un inventore. In Canada, il tranquillo pensionato Bob Menard è già una star: «Nel 1973 fu lui a piazzare la microspia nel bar di Paul Violi a Montreal», hanno titolato i giornali. Menard, agente delle Giubbe rosse, ha inventato le indagini elettroniche. E adesso, Agrigento vuole conferirgli la cittadinanza onoraria. Perché agrigentini erano quei mafiosi intercettati.
Ma come ogni grande scoperta, anche le intercettazioni di Bob Menard restarono sottovalutate: il rapporto della Giubbe rosse che descriveva i nuovi equilibri mafiosi in Sicilia fu utilizzato dai giudici diAgrigento solo undici anni dopo. E intanto, in città, qualcuno continuava a dire che la mafia non esisteva.
All'inizio degli anni Settanta, Paul Violi era un padrino in ascesa. Il quartier generale era nel bar cremeria "Reggio". «Mi spacciai per elettricista - ha raccontato Bob Menard al Corriere Canadese   - e riuscii a farmi dare in affitto da Violi tiri appartamento sopra il Reggio. Così cercavamo di piazzare le pulci per seguire gli affari del boss». Per tre anni Bob Menard fu un agente sotto copertura a tempo pieno, neanche i suoi parenti seppero più nulladi lui. «Un giorno Violi mi chiamò e mi chiese di controllare l'impianto elettrico dello stabile che ospitava il bar, gli uffici e l'appartamento che avevo preso in affitto. Cercai di prendere tempo rimandando all'indomani. Andai a frequentare un corso accelerato di elettronica. Il giorno seguente mi misi a sua disposizione. Mi ricordo che Violi insistette per sorreggermi la scala». Quella volta, Menard ebbe davvero paura. E non aveva neanche iniziato la sua missione: «Le mani mi tremavano e sudavo, come non avevo mai fatto in vita mia. Nonostante tutto riuscii a finire il lavoro». Paul Violi accese l'interruttore. Niente, buio pesto. «Pensai davvero che a quel punto il gioco fosse finito - così prosegue il racconto dell'ex Giubba rossa- Poi mi venne in mente di controllare la lampadina. Tirai un sospiro di sollievo: era soltanto fulminata». Da allora il boss e il poliziotto sotto copertura diventarono amici: «Spesso discutevamo di politica. Violi era estremaniente intelligente e sapeva come usare il potere», ricorda Menard. Quando il boss seppe delle intercettazioni nascose bene la sua rabbia: «Non me lo sarei mai aspettato», disse soltanto.
Bob Menard sarà ad Agrigento da giovedì pomeriggio. Sabato il sindaco Aldo Piazza gli conferirà la cittadinanza onoraria nell'ambito della manifestazione organizzata dal presidente della Provincia Enzo Fontana. Sarà l'occasione per ricordare chi si è impegnato con coraggio per svelare i segreti della mafia agrigentina, da sempre con un grande carisma per gli affari internazionali. Per questa ragione, la manifestazione darà un riconoscimento alla memoria a Luca Crescente, il giovane magistrato storto prematuramente due anni fa. Poi, sarà il momento della riflessione. Partecipano il procuratore Piero Grasso (con una relazione sul tenia «La mafia siculo-americana, pianeta ancora tutto da scoprire»), il prefetto Alessandro Pansa («Le nuove frontiere del crimine: immigrazione e terrorismo»), il procuratore aggiunto Anna Maria Palma ("I limiti della lotta alla mafia nella comunità europea"), il giudice Luigi Patronaggio («Cosa nostra: un modello organizzativo esportabile»), i giornalisti Antonio Nicaso e Gian Antonio Stella. 
 
MAFIA: AGRIGENTO RENDE OMAGGIO A DETECTIVE CHE SCOPRI' BOSS
PIAZZO' CIMICI IN BAR CANADESE E INVIO' DOSSIER IN SICILIA
(ANSA) - PALERMO, 4 OTT - Quando ad Agrigento credevano che la mafia non esistesse in Canada, invece, venne stilato un rapporto con i nomi e cognomi dei boss. Questo fu possibile grazie ad un agente delle giubbe rosse che si intrufolò nei clan di Montreal e riuscì a piazzare delle "cimici" dentro il bar del boss Paul Violi. Quasi vent'anni prima di Buscetta, così, venne dal Canada la conoscenza verticistica di Cosa nostra con le cupole regionali e provinciali, i capi mandamento, i capi famiglia, gli affiliati, gli avvicinati i capibastone. Grazie a questo detective sergente della polizia di Montreal si conobbe tutto anche della mafia di Agrigento, i nomi e le storie. Ma il dossier inviato nel 1976 restò sepolto dalla polvere negli archivi della polizia fino a quando non vi posò gli occhi Giovanni Falcone. Era il 1986, per la lotta al crimine dieci anni erano già passati inutilmente. L'agente si chiama Menard. Per tre anni rinunciò alla sua famiglia ed alla sua identità (usò un nome di copertura) per dar vita ad una delle indagini undercover più importanti della lotta alla mafia siciliana. Agrigento gli renderà merito sabato 8 ottobre. Il sindaco Aldo Piazza gli conferirà la cittadinanza onoraria. La cerimonia avverrà nel corso di una manifestazione organizzata dal presidente della Provincia Enzo Fontana, su proposta del trimestrale "Login". Verrà consegnato un riconoscimento, alla memoria, anche al giovane magistrato Luca Crescente, deceduto prematuramente due anni fa, che con le sue indagini ha consentito allo Stato di riappropriarsi del territorio di Agrigento e di estradare dal Canada un pericoloso latitante. L'occasione offrirà l'opportunità per un momento di studio sulla mafia siculo-americana. Parteciperanno il procuratore Piero Grasso ("La mafia siculo-americana, pianeta ancora tutto da scoprire"), il prefetto Alessandro Pansa che arrestò in Spagna Pasquale Cuntera appena uscito dal carcere ("Le nuove frontiere del crimine: immigrazione e terrorismo", il procuratore aggiunto Anna Maria Palma ("I limiti della lotta alla mafia nella Comunità Europea"), il giudice Luigi Patronaggio ("Cosa nostra: un modello organizzativo esportabile?), il giornalista Antonio Nicaso già direttore del Corriere Canadese ("Criminalità Organizzata, businnes mondiale. Cosa nostra ed il villaggio globale"), e l'editorialista del Corriere della Sera, Gian Antonio Stella ("Emigrazione e mafia). L'incontro sarà moderato da Giovanni Pepi, condirettore del Giornale di Sicilia.(ANSA).