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Consiglio straordinario sull'ordine pubblico molto affollato

Agrigento, 13 febbraio 2008
 
Si è svolta nell'aula Giglia la seduta straordinaria del Consiglio provinciale, presieduta dal Presidente del Consiglio avv. Francesco Giambalvo. Presenti il Prefetto, il Questore, i comandanti di Guardia di Finanza e Carabinieri,, il responsabile della sezione operativa di Agrigento della Direzione Investigativa Antimafia, il Presidente dell'Unione degli Industriali ed Artigiani, il Presidente dell'Associazione Antiracket ed Antiusura di Agrigento, il Presidente della Provincia e i componenti della Giunta Provinciale, i Consiglieri provinciali, diversi Sindaci (il vicesindaco Luparello in rappresentanza del Comune capoluogo), i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e molti imprenditori.
Numerosi gli interventi, quasi tutti unanimi nell'evidenziare come la provincia agrigentina sia una vera e propria terra di frontiera, nella quale la criminalità è ancora molto forte, e va attaccata con azioni che facciano sentire il peso dello Stato, e tra queste la confisca dei beni. E' stata evidenziata anche l'importanza di una svolta sul piano culturale che faccia da supporto a forti azioni di repressione. Particolarmente applaudito l'intervento conclusivo del Prefetto dr. Umberto Postiglione. "Se pensiamo che gli atti concreti, gli interventi sul territorio non dobbiamo farli perché c'è la mafia, allora vorrà dire che la mafia ha già vinto. Questa è una logica inaccettabile che va superata. Io sfrutterò tutte le risorse che mi mette a disposizione lo Stato, ossia voi cittadini, nella forma ma soprattutto nella sostanza. Noi abbiamo il dovere di eliminare il grigio dalle nostre strade" ha detto alla fine il dr. Postiglione "abbiamo il dovere di farlo per i nostri figli, perché eliminando il grigio possiamo far venire fuori il bianco, e solo allora possiamo distinguere il nero, e cancellarlo definitivamente".
Soddisfatto il Presidente del Consiglio Provinciale avv. Francesco Giambalvo: "Era presente la parte sana della nostra società, ma soprattutto c'erano i rappresentanti dello Stato a far capire che gli imprenditori e la classe politica non saranno lasciati soli nell'azione di risanamento morale e civile della nostra provincia".

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