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Provincia di Agrigento
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Rassegna stampa del 4/5/6 settembre 10

 

Rassegna stampa del 4 settembre 10

GIORNALE DI SICILIA

 IL «CASO PASCOLI». La replica di Cordaro
D'Orsi: «Senza interventi la scuola resterà chiusa»
«Se la situazioni non miglio­ra non farò iniziare le lezioni in questo edificio». Promessa di Eu­genio D'Orsi , dirigente scolastico dell'istituto comprensivo "Pasco­li" di Agrigento. E' un D'Orsi a tut­to campo, il giorno dopo lo scon­tro avvenuto con l'assessore comunale Elio Cordaro, in occasio­ne della cerimonia di consegna del plesso Tortorelle durante la quale aveva lamentato la situazio­ne di degrado in cui versa la Pasco­li. Fili elettrici scoperti, assenza di strumenti antisismici, presenza di eternit all'interno della pale­stra, impraticabilità dei servizi igienici e arredi in totale stato di lo­goramento e abbandono. D'Orsi denuncia e svuota il sacco. Ha sti­lato, ieri mattina alla stampa pro­prio alla Pascoli, i numerosi disagi in cui la scuola riversa, a parer suo, in condizione pietose. «Il di­verbio avvenuto con l'assessore Cordaro - afferma D'Orsi - è stato solo per far presente i problemi della scuola agrigentina. Natural­mente questa non ha i requisiti per essere considerata tale. Imme­diatamente contatterò i medici dell'ASP perché desidero sapere con certezza quali siano le condi­zioni che l'edificio dispone. Mi di­spiace se qualcuno mi accusa un animale selvaggio ma io sono sola­mente una persona che ama ri­spettare il prossimo e la collettivi­tà. Il mio intendo, ci tengo a preci­sarlo, non è accusare l'ammini­strazione comunale. Ritengo sola­mente che la Pascoli non è una struttura da poter far entrare i bambini». Immediata la replica dell'assessore Cordaro: "Ricono­sciamo - sostiene - che la scuola Pascoli si trova in condizioni poco idonee, ma non così pessime co­me ribadisce il presidente D'Orsi. L'Amministrazione sta già stu­diando, grazie anche alla collabo­razione dell'architetto Greco, un piano per venire incontro alle esi­genze dei ragazzi. Uno di questi potrebbe essere quello di trasferi­re i ragazzi della Pascoli in altri isti­tuti scolastici o addirittura di ese­guire dei turni pomeridiani. Que­sto, però, recherebbe dei grossi disagi ai genitori degli alunni. Infine sono rimasto allibito della reazio­ne, avvenuta l'altro giorno, del di­rigente  D'Orsi che invece di prefe­rire il dialogo e la buona educazio­ne, ha optato di inveire contro di me. Mi fa ribrezzo tutta quella spazzatura che è finita sul sito di youtube e per far apparire ai cittadi­ni persone che non siamo».
 
PROVINCIA. L'ha scritta Eugenio D'Orsi
Questione aeroporto: lettera a Napolitano
Chiede l'intervento del Capo dello Stato il presidente della Provincia di Agrigento, sulla più che trentennale que­stione aeroporto. Il presiden­te Eugenio D'Orsi ha scritto una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolita­no, chiedendo l'intervento della più alta carica dello Sta­to per dare una concreta spe­ranza ai cittadini. Il Presidente D'Orsi, stanco dei continui rinvii e delle con­trastanti dichiarazioni fatte a vari livelli dagli attori del tra­sporto aereo, si rivolge ora di­rettamente alle più alte cari­che dello Stato e della Regio­ne. L'appello del Presidente D'Orsi è stato inviato anche al Presidente del Consiglio Sil­vio Berlusconi. Scrive il Presidente D'Orsi: «Signor Presidente della Re pubblica, Onorevoli rappre­sentanti delle massime Istitu­zioni Europee, Nazionali e Re­gionali, siamo stanchi di aspet­tare: reclamiamo il nostro di­ritto ad essere "uguali" a tutti gli altri Italiani, come prescri­ve l'art. 3 della Costituzione Repubblicana, che fu scritta anche da Gaspare Ambrosini figlio illustre di questa genero­sa terra. Poi aggiunge«A nome dei Cittadini della Provincia di Agrigento, anche dei quali siete rappresentanti,- prosegue D'Orsi - Vi chiedo di voler porre in essere ogni utile intervento per consenti­re a questo martoriato lembo di Italia di non essere più trat­tato al rango di "colonia" a ser­vizio di interessi elettorali o di gruppi imprenditoriali». «Esprimiamo massimo so­stegno e solidarietà al Presi­dente D'Orsi — dichiarano Schembri e Ciulla del Circolo Tematico del Movimento per le Autonomie — per un tema importante, quale l'aeropor­to, che sembra interessare so­lo agli agrigentini e non alla Politica.È una vergogna inde­scrivibile lasciare al triste abbandono un territorio biso­gnoso di numerosi ed urgenti interventi, nonostante anno­veri i più alti esponenti della politica regionale e naziona­le». 

RIGASSIFICATORE
Chiesto incontro con il presidente Eugenio D'Orsi
Un incontro per sapere i motivi per i quali la Provincia non si è costituita davanti al Tar contro la realizzazione del rigassificatore. A chiederlo al Presi­dente Eugenio D'Orsi è l'archi­tetto Domenico Savio Lo Presti, che prende spunto da alcune di­chiarazioni rilasciate dal presi­dente che si è dichiarato pronto a chiarire le ragione della man­cata costituzione innanzi al Tar-Lazio.  

POLITICA. La senatrice Maraventano, ieri, ha incontrato Muglia:«Possibile una collaborazione»
Alla Lega piace il «Patto» - Adesioni già in 30 comuni
 Cinque consiglieri nel capoluogo pronti a passare con Zambuto
Contatti da giorni sono in corso con Maurizio Calabre­se, Roberto Vena, Carmela Vaiana, Giuseppe Raccuia e Angelo Principato.
La Lega strizza l'occhio al «Patto per il territorio», fondato dal sindaco Marco Zambuto e che stando alle indiscrezioni che provengono dallo stesso Movi­mento sarebbe già presente con una settantina di consiglieri in al­meno trenta amministrazioni comunali. Ieri mattina la senatrice Angela Maraventano, nell'Agri­gentino per attenzionare il feno­meno del randagismo in vista di interventi e iniziative legislative, ha incontrato il vice sindaco Mas­simo Muglia. «La senatrice, dice Muglia, è molta attenta al nostro movimento, perché ci sono affini­tà con la Lega. Vuole comprende­re cosa stiamo facendo, quale è il programma. Stiamo cercando di capire se siamo distanti o se ci possono essere fruttuose collabo­razioni». «Il Patto, aggiunge Mu­glia, è modellato su quella che è stata la proposta politica che la Le­ga ha fatto vincere al nord. «Sì, la senatrice Maraventano, stiamo facendo una chiacchierata molto interessante. Speriamo che ci pos­sa essere un futuro importante per il nostro territorio. Sono con­vinta di una cosa: queste persone che ho appena conosciuto mi sembra che abbiano intenzione di lottare per risolvere i problemi di questa terra. Sono pronti al cambiamento. Vedremo cosa ci ri­serverà il futuro»
«CRESCE IL PATTO». Alla Pro­vincia i consiglieri dovrebbero passare da cinque a sette, uno dei quali è del collegio di Canicattì. Pronto a nascere anche un grup­po consiliare al comune di Agri­gento. Contatti sono in corso con Maurizio Calabrese, Roberto Vela, Carmela Vaiana, Giuseppe Raccuia e Angelo Principato. Ma non tutti i contatti sono destinati a concretizzarsi. Queste le ultime indiscrezioni di contatti e proba­bili adesioni che trapelano dal Patto: Alfonso Catania, presiden­te del consiglio comunale di Sicu­liana; Lillo Zarcaro di Naro; Enzo Greco, Domenico Comparetto e Sonia Troja, di Santo Stefano Qui­squina; Mirko Cina di Bivona e Gerlando D'Angelo di Cianciana, Vincenzo Russo e Nino Armento a Ribera. A Porto Empedocle po­trebbero sette i consiglieri pronti a passare con il Patto (tra questi Calogero Pomello, Giuseppe Pre­stia e Giuseppe Salentino, a Ribera Vincenzo Russo e Nino Arme­nio.«Attenzione» da parte dei sin­daci Vincenzo Corbo di Canicattì e Calogero Termine di Campobello, dove con quattro consiglie­ri, ci sarebbe anche la lista civica «Libertà e Autonomia». I consi­glieri vicini al «Patto» provengo­no da tutti i partiti: Udc, Pdl, Mpa e anche dal Pd.
«COPERTI GIA 30 COMUNI»: Agrigento, Porto Empedocle, Bi­vona, Burgio, S.Stefano, Ciancia­na, S.Margherita Belice, Siciliana, Naro, Calastra, Palma di Montechiaro, Ravanusa, Campobello di Licata, Grotte Cattolica, Racalmu­to , Castrofilippo, Santa Elisabet­ta, Favara (con quattro consiglie­ri), Menfi, Montevago, Sciacca, Ri­bera, Calamonaci, Burgio, Caltabellotta, Camicattì, Casteltermi­ni, Carnmarata e S.Giovanni Ge­mini. 

LA SICILIA
 
D'Orsi scrive a Napolitano
Per la vicende dell'aeroporto il presidente della Provin­cia Eugenio D'Orsi, stanco di rinvii e dichiarazioni con­trastanti fatte a vari livelli dai responsabili del traspor­to aereo, si è rivolto al Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano ed alle altre più alte cariche dello Stato e della Regione. Ha quindi inviato un appello an­che al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al ministro della Giustizia Angelino Alfano, al ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli, al presidente della Re­gione Raffaele Lombardo, al deputato europeo Salvato­re Iacolino e alla deputazione nazionale e regionale. «Vi chiedo - scrive D'Orsi - di voler porre in essere ogni utile intervento per consentire a questo martoriato lembo di Italia di non essere più trattato al rango di "colonia" al servizio di interessi elettorali o di gruppi imprenditoriali». Rivolgendosi a Napoletano poi il presidente della Provincia afferma di volere segnalare «ancora una volta, la grave ingiustizia che si sta perpetrando ai danni della popolazione della provincia di Agrigento, che ho l'onore di rappresentare». D'Orsi ricorda che «da circa quarant'anni gli agrigentini aspirano ad una nuova opportunità di sviluppo, reclamando la realizzazione di uno scalo aeroportuale che li riscatti dall'isolamento economico e geografico nel quale sono relegati. Tale aspirazione viene, però, quotidianamen­te frustrata da gruppi economici e politici che hanno, invece, l'interesse a mantenere immutati equilibri im­prenditoriali non sempre rispondenti alle effettive aspirazioni generali del territorio e della popolazione. I ripetuti sforzi compiuti da questa Amministrazione per la realizzazione di uno scalo aeroportuale non hanno sortito, fino ad ora, concreti risultati a causa del­le resistenze opposte da quanti continuano a sostene­re l'incompatibilità di nuovi insediamenti aeroportua­li in ragione della densità del traffico merci-passegge­ri e della distanza da analoghe infrastrutture. Come se, in altre realtà del nostro Paese, non esistessero già ripe­tuti esempi di strutture aeroportuali, alcune anche di recente realizzazione, distanti tra loro poche decine di chilometri, come se esistessero cittadini della Repub­blica di serie "A" e cittadini di serie "B"». «Perché - si chiede D'Orsi - qualcuno, in barba ai colori dei vari governi, continua ad occupare lo stesso posto e da là im­partisce ordini e decide dove, quando e come costrui­re un aeroporto? Noi non abbiamo chiesto soldi al Go­verno, vorremo affidarci ai tanti privati, interessati al­la realizzazione della importante infrastruttura aero­portuale per eliminare la marginalità che ci soffoca. Ac­compagnati timidamente dal Governo Regionale, i cui fondi FAS sono tutt'ora bloccati, sommessamente Le chiediamo Sig. Presidente della Repubblica, di rappre­sentare e rappresentarci come Cittadini Italiani».
 
La città potrebbe ospitare un centro di ricerca universitaria sull'alimentazione
Bivona sogna il grande salto
Bivona. Docenti ed esperti dell'Unione Europea saranno nell'ultima di settem­bre a Bivona per visionare locali e strut­ture dove far nascere un centro di ricer­ca universitaria sulla sicurezza alimenta­re il cui ambizioso progetto è stato volu­to dal presidente del Cupa di Agrigento Joseph Mifsud. Si tratta di una struttura importantissima per l'entroterra monta­no che va da Bivona, a Santo Stefano Quisquina, Alessandria della Rocca, Cianciana, Cammarata, San Giovanni Gemini e San Biagio Platani dove nel decennio scorso c'è stata la presenza della facoltà universitaria di Scienze Forestali, con il rilascio di diplomi di laurea. ll prof. Mif­sud ha le idee molto chiare: «Abbiamo dato uno sguardo ai comuni montani della provincia dove esistono delle buo­ne strutture di ricettività per un centro di ricerca - afferma il presidente del Cupa -Si tratta di un progetto che si propone di insediare tra Bivona e Santo Stefano Qui­squina un centro che effettui ricerche nell'area della sicurezza del cibo. Si trat­terebbe di un enorme passo avanti per il territorio agrigentino perché un tale cen­tro manca in tutta l'area mediterranea e la provincia di Agrigento si candida a realizzarlo in montagna». Sulla nascita del centro hanno espres­so i loro pareri favorevoli sia il presiden­te della Regione Siciliana Raffaele Lom­bardo che il presidente della Provincia Regionale Eugenio D'Orsi, in virtù anche del fatto che sul territorio montano vi so­no importanti strutture, già riqualificate con denaro pubblico, e tutti i locali che erano utilizzati un tempo dalla facoltà universitaria. Soddisfazione ha espresso pure Rolando Montalbano di Cianciana, ex consigliere provinciale e oggi componente del consiglio di amministrazione del Cupa, perché si raggiungerebbe il duplice scopo della prospettiva di valorizzazione, della crescita del territorio e del recupero dello straordinario patri­monio immobiliare pubblico costruito dalla Provincia regionale. Gli esperti del­la Commissione Europea valuteranno l'idoneità dei locali, dei complessi scola­stici che si trovano ubicati alcuni nei centri urbani e altri addirittura in mezzo al rigoglioso patrimonio boschivo della montagna, con buone strade di accesso. 

«Questa non è una scuola»
L'altro ieri l'inatteso fuori programma tra il presidente della Provincia D'Orsi e l'assessore comunale all'Istru­zione Elio Cordaro durante la cerimonia di consegna del­la scuola Tortorelle. L'episodio è avvenuto mentre il sinda­co Zambuto attendeva l'arrivo di D'Orsi per la consegna ufficiale della struttura scolastica. Al suo arrivo il presiden­te della Provincia ha avuto uno scontro verbale con l'asses­sore Cordaro per questioni inerenti l'istituto comprensi­vo "Pascoli" di cui D'Orsi è il preside. Uno scambio di battute tra l'imbarazzo generale, che ha una sua precisa logica: le pessime condizioni in cui versa­no i locali di via Dante, definiti da D'Orsi inaccettabili e in­vivibili per tutta l'utenza scolastica. Per questo motivo ie­ri mattina il presidente della Provincia ha organizzato un incontro con i giornalisti per spiegare le ragioni della sua vivace protesta nei confronti dell'as­.sessore comunale. Colpisce lo stato di abbandono e degrado in cui è tenuta la scuola: fili della luce e del telefono scoperti, porte e infissi fatiscenti, banchi e sedie danneggiati. L'aula della musica pre­senta evidenti segni lascia­ti dai tubi dello scarico fognario, mentre l'angolo della palestra appare inuti­lizzabile. Inoltre in una stanza c'è l'amianto. «Sen­za alcun mio commento potete notare se la Pascoli sia un istituto idoneo a svolgere attività educativa - ha det­to D'Orsi -. Questa è una scuola che secondo me non ha i requisiti per essere scuola. In mancanza di interventi sarò costretto a chiuderla».
 
SOLE 24 ORE 

Le amministrazioni sono tenute ad accettarle
Domande di ammissione via Pec
MILANO. Le domande di ammissio­ne a concorsi ed esami di stato possono essere presentate con posta elettronica certificata e le amministrazioni, anche quel­le locali, devono accettarle. La Funzione pubblica chiude in modo perentorio, con le 8 pagi­ne della circolare 12/2010 diffu­sa ieri, la querelle sulle candi­dature telematiche che aveva diviso il ministero della Pubbli­ca amministrazione e quello dell'Istruzione retto da Mariastella Gelmini. Tutto nasce dal­la scelta di quattro aspiranti agrotecnici, che a inizio luglio hanno usato la Pec per chiede­re di essere ammessi al concor­so. Il collegio nazionale della professione, non sapendo co­me gestire la novità, ha chiesto ai due ministeri se le domande «virtuali» potessero essere ac­cettate. «Certo», hanno risposto da Palazzo Vidoni gli uomi­ni di Renato Brunetta; «no, per­ché non è previsto» hanno fat­to invece sapere i tecnici di Ma­riastella Gelmini. L'impostazione burocratica della risposta dell'Istruzione non è piaciuta a Palazzo Vido­ni, che nella circolare di ieri spulcia leggi e regolamenti e li fa convergere sul «via libera» alle richieste tramite Pec. L'analisi a cascata parte addirit­tura dalla Costituzione, che ri­serva alla legge la possibilità di definire le regole sul recluta­mento e sull'organizzazione nei pubblici uffici (articoli 51 e 97), scende di un gradino al te­sto unico del pubblico impiego (Dlgs 165/2001), che impone «economicità» e «celerità di espletamento» ai concorsi pubblici, e approda al regola­mento sui concorsi pubblici, fissato nel Dpr 487/1994. A que­sto punto il problema non è semplice, perché il regolamen­to prevede domande «redatte in carta semplice», presentate «direttamente o a mezzo rac­comandata» e firmate dall'inte­ressato. Tutti questi passaggi, sottolinea però la circolare, tro­vano un equivalente nella pro­cedura della posta elettronica certificata:le ricevute di accet­tazione .e di avvenuta conse­gna garantiscono che l'invio av­venga entro i termini stabiliti, e l'identificazione attraverso il sistema informatico ha lo stes­so valore della firma in fondo alla richiesta cartacea. Per poter inviare le candida­ture tramite Pec, conclude la circolare, non è nemmeno ne­cessario che lo preveda il ban­do, anche se è bene che le am­ministrazioni mettano per iscritto che anche la via tele­matica è valida.


 
Cattolicaeraclea on line

Interventi di manutenzione e ripristino della S.P. Raffadali - Cattolica Eraclea richiesti dal Consigliere provinciale Spoto
postato da La Redazione * 4 settembre 2010 * Stampa
Il Consigliere provinciale Nino Spoto ha inviato una interrogazione al Presidente del Consiglio Raimondo Buscemi e al Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi chiedendo All'Amministrazione Provinciale l'immediato ripristino della normale Percorribilità della S.P. Raffadali - Cattolica Eraclea attraverso tutti gli interventi strutturali e/o manutentivi all'uopo necessari. Scrive Spoto nell'interrogazione che strada provinciale versa attualmente in pessimo stato manutentivo per la presenza di numerose buche e frane e rappresenta una costante insidia per gli utenti della strada oltre che per lo stato del manto stradale ormai mancante in moltissimi punti del tracciato. La situazione, conclude Spoto, si è aggravata a causa degli smottamenti verificatisi per le abbondantissime piogge che hanno caratterizzato tutta la stagione invernale.
 
Infoagrigento

 
D'Orsi alla scuola "Pascoli"
"Impensabile fare lezione lì" 
Questa mattina presso i locali dell'istituto compresivo "Giovanni Pascoli" è stata convocata una conferenza stampa dal presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D'Orsi invitando gli organi di stampa a partecipare per sottolineare e rendere visibile  agli occhi di tutti lo stato di abbandono e degrado in cui versa la scuola stessa.
Ieri, in occasione della riconsegna ufficiale del complesso scolastico "Tortorelle", il presidente D'Orsi ha avuto uno scontro verbale poco lusinghiero con con l'assessore comunale Elio Cordaro, questa mattina attraverso la conferenza stampa ha voluto rispondere con i fatti a quanti lo accusano di esagerazione e strumentalizzazione politica quando parla dei problemi delle scuole agrigentine, in particolar modo di quelle da lui dirette. Effettivamente le ragioni del presidente, qui in veste di dirigente scolastico e genitore, ci sono tutte: la scuola "Giovanni Pascoli", come d'altronde pure la "Tortorelle" appena riconsegnata, si trovano in condizioni non idonee alla ripresa delle attività scolastiche, mancando proprio dei minimi requisiti per un normale svolgimento delle lezioni, senza dover preoccuparsi per l'incolumità dei giovani alunni e del personale docente e scolastico.
 
Lite D'Orsi - Cordaro: le "vergogne nascoste" dell'Istituto-catapecchia Pascoli -
Mancano pochi giorni all'inizio dell'anno scolastico. Poche, e comunque pessime, le novità. Restano irrisolti i problemi di sempre: le vergognose condizioni in cui versano gli istituti in primis. L' Istituto Comprensivo Pascoli di Agrigento è forse quello che ha pagato, e continua a pagare, a caro prezzo clamorosi errori di programmazione compiuti in passato. La scuola è frazionata in tre plessi. La "centrale", ubicata in un angusto seminterrato della via Dante da circa 30 anni ed i plessi "Tortorelle" di Piazza Metello (dove ieri si è consumata la furibonda lite tra il Preside D'Orsi e l'assessore Cordaro) e Villaggio Peruzzo, nell'omonima frazione.
Aule ai limiti della praticabilità, corridoi stretti, ripide e antiquate scale. La situazione è più grave nella sede centrale di via Dante. Più che una scuola sembra un carcere: un ampio corridoio (utilizzato anche per le assemblee e le riunioni degli insegnati) separa le classi ubicate alla sinistra dell'entrata. A destra, invece, una palestra (se così la si può definire), i bagni e magazzini vari.
A partire da quest'anno, a dirigere la scuola sarà un Preside originario di Palma di Montechiaro,  meglio noto per essere anche il Presidente della Provincia di Agrigento. Lo stesso Eugenio D'Orsi che ieri ha manifestato tutto il proprio disappunto per le condizioni in cui versano le strutture scolastiche che dovrà dirigere. E che è stato protagonista di un furibondo litigio verbale con l'assessore alla Pubblica Istruzione Elio Cordaro. Il neo dirigente scolastico di mandare i suoi alunni in quelle aule anguste e potenzialmente pericolose, non ne vuole proprio sapere. E dopo le polemiche conseguenti l'ormai famosissimo turpiloquio tra i due politici agrigentini, questa mattina il Preside D'Orsi ha voluto mostrare alla cittadinanza le condizioni in cui versa l'IC Pascoli di Agrigento.
"Sembra di trovarsi in Biafra". Il Preside lo avrà ripetuto una dozzina di volte mentre accompagnava giornalisti e cameraman all'interno dell'Istituto mostrando loro le reali condizioni in cui versano i locali. Ma il suo, ha spiegato riferendosi alla lite con l'assessore Cordaro, non voleva essere assolutamente un attacco all'amministrazione comunale, bensì ad un sistema che ha prodotto un risultato del genere nel tempo. "Lo stesso Muglia, da uomo di scuola ed educatore come me - ha ribadito D'Orsi - ha detto che non avrebbe esitato un solo attimo a far chiudere l'edificio".
E in effetti non comprendiamo secondo quali criteri sia stata concessa l'agibilità dei locali all'Istituto Pascoli. Da alcuni anni, tra l'altro, minacciose e preoccupanti lesioni interessano diversi settori della struttura. Lesioni monitorate con appositi "vetrini". Nel frattempo il numero degli alunni dell'Istituto, nel corso dell'ultimo decennio, si è drasticamente ridotto. Perchè, giustamente, mandare i propri figli in quella bettola, quando in città ci sono tanti altri istituti che versano in condizioni sicuramente migliori ? Ed ecco che un altro storico e glorioso istituto scolastico cittadino rischia l'estinzione.
 
Il giornale di Pozzallo
 
Agrigento Interventi di manutenzione e ripristino della S.P. Raffadali - Cattolica Eraclea richiesti dal Consigliere Spoto
Agrigento Il Consigliere Nino Spoto ha inviato una interrogazione al Presidente del Consiglio Raimondo Buscemi e al Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi chiedendo All'Amministrazione Provinciale l'immediato ripristino della normale Percorribilità della S.P. Raffadali - Cattolica Eraclea attraverso tutti gli interventi strutturali e/o manutentivi all'uopo necessari. SCrive Spoto nell'interrogazione che strada provinciale versa attualmente in pessimo stato manutentivo per la presenza di numerose buche e frane e rappresenta una costante insidia per gli utenti della strada oltre che per lo stato del manto stradale ormai mancante in moltissimi punti del tracciato. La situazione, conclude Spoto, si è aggravata a causa degli smottamenti verificatisi per le abbondantissime piogge che hanno caratterizzato tutta la stagione invernale.
 
Agrigentooggi
 
Segreti sul rigassificatore, Lo Presti chiede incontro
AGRIGENTO - (di Giuseppe Marsala) L'Architetto agrigentino Domenico Savio Lo Presti, ha chiesto un incontro al Presidente della Provincia Regionale Eugenio D'Orsi. Lo Presti chiede di interloquire con il Presidente, per conoscere le motivazioni della mancata costituzione della Provincia  innanzi al TAR del Lazio in merito alla controversia riguardante il rigassificatore di Porto Empedocle, in occasione dell'udienza del 7 luglio 2010.
Lo Presti chiede un incontro, anche e soprattutto, per avere chiarimenti in merito ad alcune dichiarizione del Presidente D'Orsi rilasciate di recente ad una emittente locale agrigentina. Dichiarazioni, sempre in merito alla realizzazione del rigassificatore, che di certo aprono inquitentanti interrogativi. D'Orsi ha dichiarato di essere a conoscenza di "situazioni" e di non volerne parlare pubblicamente ma solo in privato con chi volesse saperne di piu'.
L'Architetto Lo Presti, pur sottolineando la non proprio limpida forma di comunicazione del Presidente della Provincia, chiede un incontro e si impegna a non divulgarne il contenuto, nelle parti di conversazione che D'Orsi vorrà tenere "segrete".
Rimanendo in attesa di sapere se il Presidente della Provincia concederà un incontro all'Arch. Lo Presti, auspichiamo di conoscere le "situazioni" di cui parla D'Orsi. Se c'è qualcosa da sapere,i cittadini devono saperlo,specialmente quando si tratta di argomenti così delicati e di grande impatto come è la costruzione di un rigassificatore nell'ex area industriale di Porto Empedocle. (Giuseppe Marsala).
 
I bambini prima di tutto
Di Eugenio Cairone: La lite in diretta è stata di quelle che non hanno bisogno di commento. A caldo si è detto che D'Orsi e Cordaro erano scesi a livelli troppo bassi considerati i ruoli. Ebbene ieri che la scuola è stata aperta ai giornalisti chi ha criticato D'Orsi dovrebbe ricredersi. Perché anche le immagini viste, non hanno bisogno di commento perché si commentano da sole. Perché sono vergognose e rappresentano il massimo dello squallore che non si addice certo ad un locale scolastico.  "Non farò iniziare le lezioni in questo tugurio" ha detto Eugenio D'Orsi.  Come dargli torto. Lui sostiene di essere, prima di tutto, un educatore e di parlare come tale. Eugenio D'Orsi, bisogna aggiungere, è un uomo prima che un politico. Un uomo con un carattere tutto suo. Ma questa volta dargli torto non si può davvero.Si rischia di divenire complici di chi non ha mosso un dito per evitare che alla vigilia dell'inizio dell'anno scolastico quella scuola restasse nello schifo più totale. Piuttosto che correre dietro alle polemiche, ci si metta al lavoro per trasformare il tugurio in un ambiente accogliente. Senza far pagare, però, colpe a chi non ne ha essendo arrivato da poco.
 
 
Agrigentonotizie
 
AEROPORTO
D'Orsi chiede l'intervento del presidente della Repubblica
Il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi scrive al presidente della Repubblica Giorgio Napoletano sulla vicenda dell'aeroporto di Agrigento, chiedendo l'intervento della più alta carica dello Stato per dare una concreta speranza ai cittadini di questa provincia. L'appello di D'Orsi è stato inviato anche al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al ministro della Giustizia Angelino Alfano, al ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli, al presidente della Regione Raffaele Lombardo, al deputato europeo Salvatore Iacolino e alla deputazione nazionale e regionale.  
"Signor presidente della Repubblica, onorevoli rappresentanti delle massime istituzioni  europee, nazionali e regionali - scrive D'Orsi - siamo stanchi di aspettare: reclamiamo il nostro diritto ad essere 'uguali' a tutti gli altri Italiani, come prescrive l'articolo 3 della Costituzione repubblicana, che fu scritta anche da Gaspare Ambrosini figlio illustre di questa generosa terra. A nome dei cittadini della provincia di Agrigento, anche dei quali siete rappresentanti - prosegue - Vi chiedo di voler porre in essere ogni utile intervento per consentire a questo martoriato lembo di Italia di non essere più trattato al rango di 'colonia' a servizio di interessi elettorali o di gruppi imprenditoriali".
 
Sicilia24h
 
Aeroporto, lettera - appello di D'Orsi al presidente della Repubblica
Il Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi scrive al Presidente Napolitano sulla vicenda dell'aeroporto di Agrigento, chiedendo l'intervento della più alta carica dello Stato per dare una concreta speranza ai cittadini di questa provincia.
Il Presidente D'Orsi, nonostante il suo incessante impegno e la predisposizione di tutti gli adempimenti di legge previsti per la costruzione dello scalo aeroportuale, stancato dai continui rinvii e delle contrastanti dichiarazioni fatte a vari livelli dagli attori del trasporto aereo, si rivolge ora direttamente alle più alte cariche dello Stato e della Regione.  
L'appello del Presidente D'Orsi è stato inviato anche al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al ministro della Giustizia Angelino Alfano, al Ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli, al Presidente della Regione Raffaele Lombardo, al Deputato Europeo Salvatore Iacolino e alla deputazione nazionale e regionale. 
Scrive il Presidente D'Orsi: "Signor Presidente  della Repubblica,  Onorevoli rappresentanti delle massime Istituzioni Europee, Nazionali e Regionali, siamo stanchi di aspettare: reclamiamo il nostro diritto ad essere "uguali" a tutti gli altri Italiani, come prescrive l'art. 3 della Costituzione Repubblicana, che fu scritta anche da Gaspare Ambrosini figlio illustre di questa generosa terra.
"A nome dei Cittadini della Provincia di Agrigento, anche dei quali siete rappresentanti, - prosegue D'Orsi - Vi chiedo di voler porre in essere ogni utile intervento per consentire a questo martoriato lembo di Italia di non essere più trattato al rango di "colonia" a servizio di interessi elettorali o di gruppi imprenditoriali."
Ecco il testo:
"Mi rivolgo all'attenzione dell'Onorevole Presidente della Repubblica, espressione dell'Unità Nazionale e di tutte le Signorie Loro, per segnalare, ancora una volta, la grave ingiustizia che si sta perpetrando ai danni della popolazione della provincia di Agrigento, che ho l'onore di rappresentare.
Da circa quarant'anni gli agrigentini aspirano ad una  nuova opportunità di sviluppo, reclamando  la realizzazione di uno scalo aeroportuale che li riscatti dall'isolamento economico e  geografico nel quale sono relegati.
Tale legittima aspirazione viene, però, quotidianamente frustrata da gruppi economici e politici che hanno, invece, l'interesse a mantenere immutati equilibri imprenditoriali non sempre rispondenti alle  effettive aspirazioni generali del territorio e della popolazione.
I ripetuti sforzi compiuti da questa Amministrazione  per la realizzazione di uno scalo aeroportuale non hanno sortito, fino ad ora, concreti risultati a causa delle resistenze opposte da quanti continuano a sostenere l'incompatibilità di nuovi insediamenti aeroportuali in ragione della densità del traffico  merci-passeggeri e della distanza da analoghe infrastrutture.
Come se, in altre realtà del nostro Paese, non esistessero già ripetuti esempi  di strutture aeroportuali,  alcune anche di recente realizzazione, distanti tra loro poche decine di chilometri.
Sembra quasi che, dopo centocinquant'anni dall'Unità di Italia, esistano ancora, come ha scritto un nostro illustre concittadino, Luigi Pirandello, "Due Italie: Florida una di Comuni splendida di Signorie ..... l'altra arida, da secoli povera " .
Oppure, in maniera ancora più brutale, come se esistessero Cittadini della Repubblica di serie "A" e cittadini di serie "B" .
Appare, quindi, legittima la domanda che noi agrigentini rivolgiamo, ed alla quale desidereremmo ricevere una risposta: perché qualcuno, in barba ai colori dei vari governi, continua ad occupare lo stesso posto e da là impartisce ordini e decide dove, quando e come costruire un aeroporto?
 Noi, non abbiamo chiesto soldi al Governo, vorremo affidarci ai tanti privati, interessati alla realizzazione della importante infrastruttura aeroportuale per eliminare la marginalità che ci soffoca.
Accompagnati timidamente dal Governo Regionale, i cui fondi FAS sono tutt'ora bloccati, in quella che riteniamo una battaglia di civiltà e di promozione umana, sommessamente Le chiediamo Sig. Presidente della Repubblica, di rappresentare e rappresentarci come Cittadini Italiani.
Lei, Sig. Presidente della Repubblica, ha  visitato Palma di Montechiaro (la città del Gattopardo dal nome del celebre romanzo di Tomasi di Lampedusa), ha potuto ammirare le bellezze di questo lembo della Sicilia  ed i volti dei suoi abitanti, speranzosi di poter vivere una vita "normale", lavorando,  sudando, evitando di essere assoldati dalla mafia per diventare spietati killer anche per soli 100 Euro.
Ecco, l'aeroporto che non costerebbe nulla allo Stato, rappresenterebbe una forte molla di sviluppo e di investimento sull'uomo.
Tutto ciò da quarant'anni ci viene negato.
Signor Presidente  della Repubblica,  Onorevoli rappresentanti delle massime Istituzioni  Europee, Nazionali e Regionali, siamo stanchi di aspettare: reclamiamo il nostro diritto ad essere "uguali" a tutti  gli  altri Italiani, come prescrive l'art. 3 della Costituzione Repubblicana, che fu scritta anche da Gaspare Ambrosini figlio di questa generosa terra.
A nome dei Cittadini della Provincia di Agrigento, anche dei quali siete rappresentanti, Vi chiedo di voler porre in essere ogni utile intervento per consentire a questo martoriato lembo di Italia di non essere più trattato al rango di "colonia" a servizio di interessi elettorali o di gruppi imprenditoriali.
Un secolo e mezzo fa,  proprio da questa terra partì l'anelito all'Unità del Paese  e le "Due  Italie ......... ricomposte per sempre si vollero nell'unità di Roma".
Oggi, Signor Presidente, Le chiediamo di dare concretezza al concetto di Unità Nazionale garantendo anche ai Cittadini di questa provincia le stesse opportunità degli altri Cittadini d'Italia .
Confidiamo nell'autorevole intervento dell'Onorevole Presidente della Repubblica, delle Autorità Istituzionali in indirizzo e di quanti "liberi"  da condizionamenti e "forti" nell'animo vorranno battersi per una causa di Giustizia e  di Civiltà" .
 
Governoitaliano.it
 
QUESTIONE AEROPORTO LETTERA A NAPOLITANO
Da "Giornale di Sicilia Agrigento" di sabato 4 settembre 2010
PROVINCIA. L'ha scritta Eugenio D'Orsi Questione aeroporto Lettera a Napolitano . Chiede l'intervento del Capo dello Stato il presidente della Provincia di Agrigento, sulla pi che trentennale questione aeroporto. Il prtesidente Eugenio D'Orsi ha scritto una lettera al presidente della REpubblica Giorgio Napolitano, chiedendo l'intervento della pi alta carica dello Stato per dare una concreta speranza ai cittadini.
Il Presidente D'Orsi, stanco dei continui rinvii e delle contrastanti dichiarazioni fatte a vari livelli dagli attori del trasporto aereo, si rivolge ora direttamente alle pi alte cariche dello Stato e della Regione.
L'appello del Presidente D'Orsi è stato inviato anche al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Scrive il Presidente D'Orsi:
«Signor Presidente della Repubblica, Onorevoli rappresentanti delle massime Istituzioni Europee, Nazionali e Regionali, siamo stanchi di aspettare: reclamiamo il nostro diritto ad essere uguali a tutti gli altri Italiani, come prescrive l'art. 3 della Costituzione Repubblicana, che fu scritta anche da Gaspare Ambrosini figlio illustre di questa generosa terra. Poi aggiunge «A nome dei Cittadini della Provincia di Agrigento, anche dei quali siete rappresentanti, - prosegue D'Orsi - Vi chiedo di voler porre in essere ogni utile intervento per consentire a questo martoriato lembo di Italia di non essere pi trattato al rango di colonia a servizio di interessi elettorali o di gruppi imprenditoriali». (*PA PI*) «Esprimiamo massimo sostegno e solidarietà al Presidente D'Orsi dichiarano Schembri e Ciulla del Circolo Tematico del Moviniento per le Autonomie per un tema importante, quale l'aeroporto, che sembra interessare solo agli agrigentini e non alla Politica.È una vergogna indescrivibile lasciare al triste abbandono un territorio bisognoso di numerosi ed urgenti interventi, nonostante annoveri i pi alti esponenti della politica regionale e nazionale».
 
Grandangolo
 
Aeroporto: D'Orsi scrive a Napoiltano       
Il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi scrive al presidente Napolitano sulla vicenda dell'aeroporto di Agrigento, chiedendo l'intervento della più alta carica dello Stato per dare una concreta speranza ai cittadini di questa provincia. Il presidente D'Orsi, nonostante il suo incessante impegno e la predisposizione di tutti gli adempimenti di legge previsti per la costruzione dello scalo aeroportuale, stancato dai continui rinvii e delle contrastanti dichiarazioni fatte a vari livelli dagli attori del trasporto aereo, si rivolge ora direttamente alle più alte cariche dello Stato e della Regione. L'appello del presidente D'Orsi è stato inviato anche al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al ministro della Giustizia Angelino Alfano, al ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli, al presidente della Regione Raffaele Lombardo, al deputato Europeo Salvatore Iacolino e alla deputazione nazionale e regionale. Scrive il presidente D'Orsi: "Signor Presidente  della Repubblica,  Onorevoli rappresentanti delle massime Istituzioni  Europee, Nazionali e Regionali, siamo stanchi di aspettare: reclamiamo il nostro diritto ad essere "uguali" a tutti gli altri Italiani, come prescrive l'art. 3 della Costituzione Repubblicana, che fu scritta anche da Gaspare Ambrosini figlio illustre di questa generosa terra. "A nome dei cittadini della Provincia di Agrigento, anche dei quali siete rappresentanti, - prosegue D'Orsi - Vi chiedo di voler porre in essere ogni utile intervento per consentire a questo martoriato lembo di Italia di non essere più trattato al rango di "colonia" a servizio di interessi elettorali o di gruppi imprenditoriali." 
 
Agrigentoweb
 
Provincia, riunito il gruppo consiliare del PDL Sicilia
Si è svolta a Palermo, alla presenza del vice Presidente della Regione On.le Michele Cimino, presso la sede dell'Assessorato alla programmazione economica, un incontro del gruppo consiliare del PDL SICILIA alla provincia di Agrigento con gli assessori provinciali Sergio Indelicato e Stefano Castellino, al fine di verificare lo stato di attuazione degli interventi regionali a favore del territorio della Provincia di Agrigento.
Nell'occasione il capogruppo Orazio Guarraci ha relazionato sull'attività svolta dal gruppo e sulle diverse iniziative intraprese da vari comuni della Provincia, evidenziando la necessità di un opportuno raccordo dell'Ente Provincia con i sindaci del comprensorio, per meglio attivare le risorse extraregionali destinate al nostro territorio, con particolare riguardo ai suoi settori nevralgici.
Il gruppo consiliare, nel ribadire piena stima ed apprezzamento nei confronti del capogruppo, condivide la necessità di rilanciare l'azione politico-amministrativa dell'Ente Provincia per il raggiungimento di tutti gli obiettivi prefissati, al fine di supportare concretamente il programma del Presidente Eugenio D'Orsi e della sua giunta, a partire dalle indispensabili  grandi infrastrutture, tra cui l'aeroporto.
L'On.le Cimino, condividendo pienamente l'attività e l'impegno del gruppo consiliare e del suo capogruppo, anche per l'attenzione mostrata sempre nei confronti delle problematiche del territorio e ribadendo il proprio sostegno al Presidente D'Orsi ed alla sua Amministrazione, si impegna ad istituire un tavolo di lavoro che coinvolga i dirigenti ed i politici del territorio per dare corso ad un monitoraggio costante sul lavoro svolto che permetta di accelerare i processi di sviluppo della Provincia di Agrigento.
Si impegna, altresì, a sostenere con particolare attenzione le istanze degli assessori Indelicato e Castellino, dagli stessi avanzate nei settori di loro competenza.
 
Perlacittà
 
Aeroporto della provincia di Agrigento: D'Orsi scrive al Presidente Napolitano
di Redazione
Il Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi scrive al Presidente Napolitano a proposito dell'aeroporto di Agrigento, chiedendo l'intervento della più alta carica dello Stato per dare una concreta speranza ai cittadini di questa provincia. Ecco il testo della lettera indirizzata al Capo dello Stato:
"Mi rivolgo all'attenzione dell'Onorevole Presidente della Repubblica, espressione dell'Unità Nazionale e di tutte le Signorie Loro, per segnalare, ancora una volta, la grave ingiustizia che si sta perpetrando ai danni della popolazione della provincia di Agrigento, che ho l'onore di rappresentare.
Da circa quarant'anni gli agrigentini aspirano ad una  nuova opportunità di sviluppo, reclamando  la realizzazione di uno scalo aeroportuale che li riscatti dall'isolamento economico e  geografico nel quale sono relegati.
Tale legittima aspirazione viene, però, quotidianamente frustrata da gruppi economici e politici che hanno, invece, l'interesse a mantenere immutati equilibri imprenditoriali non sempre rispondenti alle  effettive aspirazioni generali del territorio e della popolazione.
I ripetuti sforzi compiuti da questa Amministrazione  per la realizzazione di uno scalo aeroportuale non hanno sortito, fino ad ora, concreti risultati a causa delle resistenze opposte da quanti continuano a sostenere l'incompatibilità di nuovi insediamenti aeroportuali in ragione della densità del traffico  merci-passeggeri e della distanza da analoghe infrastrutture.
Come se, in altre realtà del nostro Paese, non esistessero già ripetuti esempi  di strutture aeroportuali,  alcune anche di recente realizzazione, distanti tra loro poche decine di chilometri.
Sembra quasi che, dopo centocinquant'anni dall'Unità di Italia, esistano ancora, come ha scritto un nostro illustre concittadino, Luigi Pirandello, "Due Italie: Florida una di Comuni splendida di Signorie ..... l'altra arida, da secoli povera " . Oppure, in maniera ancora più brutale, come se esistessero Cittadini della Repubblica di serie "A" e cittadini di serie "B" .
Appare, quindi, legittima la domanda che noi agrigentini rivolgiamo, ed alla quale desidereremmo ricevere una risposta: perché qualcuno, in barba ai colori dei vari governi, continua ad occupare lo stesso posto e da là impartisce ordini e decide dove, quando e come costruire un aeroporto?
Noi, non abbiamo chiesto soldi al Governo, vorremo affidarci ai tanti privati, interessati alla realizzazione della importante infrastruttura aeroportuale per eliminare la marginalità che ci soffoca.
Accompagnati timidamente dal Governo Regionale, i cui fondi FAS sono tutt'ora bloccati, in quella che riteniamo una battaglia di civiltà e di promozione umana, sommessamente Le chiediamo Sig. Presidente della Repubblica, di rappresentare e rappresentarci come Cittadini Italiani.
Lei, Sig. Presidente della Repubblica, ha  visitato Palma di Montechiaro (la città del Gattopardo dal nome del celebre romanzo di Tomasi di Lampedusa), ha potuto ammirare le bellezze di questo lembo della Sicilia  ed i volti dei suoi abitanti, speranzosi di poter vivere una vita "normale", lavorando,  sudando, evitando di essere assoldati dalla mafia per diventare spietati killer anche per soli 100 Euro.
Ecco, l'aeroporto che non costerebbe nulla allo Stato, rappresenterebbe una forte molla di sviluppo e di investimento sull'uomo.
Tutto ciò da quarant'anni ci viene negato.
Signor Presidente  della Repubblica,  Onorevoli rappresentanti delle massime Istituzioni  Europee, Nazionali e Regionali, siamo stanchi di aspettare: reclamiamo il nostro diritto ad essere "uguali" a tutti  gli  altri Italiani, come prescrive l'art. 3 della Costituzione Repubblicana, che fu scritta anche da Gaspare Ambrosini figlio di questa generosa terra.
A nome dei Cittadini della Provincia di Agrigento, anche dei quali siete rappresentanti, Vi chiedo di voler porre in essere ogni utile intervento per consentire a questo martoriato lembo di Italia di non essere più trattato al rango di "colonia" a servizio di interessi elettorali o di gruppi imprenditoriali.
Un secolo e mezzo fa,  proprio da questa terra partì l'anelito all'Unità del Paese  e le "Due  Italie ......... ricomposte per sempre si vollero nell'unità di Roma".
Oggi, Signor Presidente, Le chiediamo di dare concretezza al concetto di Unità Nazionale garantendo anche ai Cittadini di questa provincia le stesse opportunità degli altri Cittadini d'Italia .
Confidiamo nell'autorevole intervento dell'Onorevole Presidente della Repubblica, delle Autorità Istituzionali in indirizzo e di quanti "liberi"  da condizionamenti e "forti" nell'animo vorranno battersi per una causa di Giustizia e  di Civiltà ".
Con i più rispettosi saluti.                     
Eugenio D'Orsi
 
Il Velino
 
Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite.
ECO - Aeroporto di Agrigento: D'Orsi chiede l'intervento di Napolitano
Agrigento, 3 set (Il Velino/Il Velino Sicilia) -
Il presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D'Orsi scrive al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sulla vicenda dell'aeroporto di Agrigento, chiedendo ...

 

Rassegna stampa del 5 settembre 10

GIORNALE DI SICILIA
 
PROVINCIA. Gli impiegati sono stati invitati a comunicare la disponibilità
Polizia provinciale, avviata la mobilità dei dipendenti
Avviati i termini per la mobi­lità interna di personale della Pro­vincia per coprire i posti vacanti del Corpo della Polizia Provincia­le. I dipendenti interessati sono stati invitati a comunicare al Diret­tore delle Risorse Umane, Aldo Ci­polla, l'eventuale disponibilità al mutamento di profilo. La comunicazione potrà avve­nire tramite posta ordinaria od an­che tramite posta elettronica. I re­quisiti richiesti sono: appartenen­za alla categoria C. La mobilità in­terna non presuppone alcuna pro­gressione di carriera. Il possesso del diploma di scuola media supe­riore. Il termine ultimo per la ma­nifestare la propria disponibilità è il 30 settembre. I dipendenti in possesso dei requisiti necessari sa­ranno sottoposti ad un colloquio e se ritenuti idonei saranno, dopo un periodo di formazione e di pro­va, inquadrati nel profilo profes­sionale di istruttori di vigilanza. Per qualsiasi informazione o chia­rimento in merito alle procedure relative alla selezione in argomen­to si possono contattare i funzio­nari del Settore Risorse Umane della Provincia: Anita Lorefice, ValeriaVella ed Aldo Cipolla. Gli uffi­ci del Settore Risorse Umane sono aperti al pubblico nei giorni di lu­nedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 10 alle 12 ed il martedì dalle 16 alle 17. 

LICATA. Rischia di finire in tribunale la «guerra» tra gli autonomisti e Giuseppe Arnone
Mpa, vicesindaco espulso - Lui: «Una ritorsione politica»
L'accusa è di avere accettato l'incarico senza l'autorizza­zione del partito e di essersi schierato contro l'aeroporto. La replica: fantasie di un movi­mento in stato confusionale.
AGRIGENTO. Scontro al vetriolo all'inter­no del Movimento per l'autono­mia che ha prodotto l'espulsio­ne dal partito di Giuseppe Arnone, ex assessore provinciale estromesso dalla giunta provin­ciale di Agrigento. La scorsa set­timana, Arnone, che con la sua corrente autonomista aveva aderito al Mpa è stato nominato assessore e vice sindaco di Lica­ta, da Angelo Graci, il primo cittadino costretto ad amministra­re la sua città da Agrigento per effetto di una misura cautelare di divieto di soggiorno imposto dalla magistratura dopo l'incri­minazione per corruzione. Ma la scelta non sarebbe stata con­cordata con i vertici del partito e quindi l'ex assessore provincia­le è stato espulso dal Movimen­to. La decisione, immediata ed urgente, è stata ratificata anche dal commissario regionale Vin­cenzo Oliva. «Arnone - si legge in una nota dei referenti provin­ciali e regionali del partito del Governatore, Raffaele Lombar­do - entrato a far parte della giunta provinciale di Agrigento grazie a un accordo elettorale in base al quale sarebbe rimasto as­sessore per due anni, all'indo­mani della sua uscita si è scaglia­to contro l'Mpa e ha preso posi­zione contro la localizzazione dell'aeroporto a Licata, danneg­giando così la comunità agrigentina. Di qui la decisione di espel­lerlo e di avviare un'azione lega­le nei suoi confronti a tutela dell' immagine del Movimento». Secca ed immediata la rispo­sta del vice sindaco di Licata: «Si tratta di una ritorsione politica nei miei confronti - dice -. Nono­stante ciò, mi ritengo un uomo libero e porterò avanti le mie idee, con o senza l'Mpa. Confi­do negli onorevoli Grillo e Bali­streri affinché si oppongano a questa scelta. Porterò il caso in Tribunale, voglio conoscere il parere dei giudici. - E' un provve­dimento abnorme, gravissimo. Le accuse che mi vengono mos­se sembrano frutto di un colos­sal di fantasie ed elucubrazioni partite da uomini del Mpa che vivono uno stato confusionale perenne. Lo dimostra la motiva­zione che hanno espresso nel comunicato secondo cui io avrei remato contro la realizza­zione dell'aeroporto di Licata. Tale circostanza grottesca e pri­va di ogni briciolo di verità dimostra come in questo momento l'Mpa attraverso uno stato con­fusionale senza precedenti. Fa­rebbero bene, al contrario, i ver­tici agrigentini a chiedere ai due leader regionali del partito, Lombardo e Di Mauro, se in real­tà vogliono l' aviostruttura in provincia di Agrigento. Quanto al commissario regionale Oliva che minaccia di avviare una azione legale nei miei confronti a tutela dell'immagine del Movi­mento, lo invito a prendere una pausa di ferie perchè al momen­to mi sembra eccessivamente stanco e poco lucido. Scriverò una lettera - conclude - al presi­dente della Regione, Raffaele Lombardo».
 
Autotrasporto, sessione d'esame
La Provincia ha indetto la terza sessione di esame per il conseguimento della idoneità pro­fessionale per l'accesso alla profes­sione di trasportatore su strada di cose per conto terzi con automezzi con massa complessiva a pieno cari­co superiore a 1,5 tonnellate nel settore dei trasporti nazionali e internazionali. La sessione si terrà dal 15 ottobre al 30 novembre. La domanda, corredata della documen­tazione richiesta dovrà pervenire entro le 12 del 15 settembre alla Pro­vincia di Agrigento.  

GIUNTA. Sono Angelo Biondi e Sergio Indelicato
Provincia, gli assessori senza deleghe
A distanza di due settimane dalla nomina non sono state an­cora assegnate le deleghe ai due nuovi assessori, che hanno inte­grato la giunta provinciale, Ange­lo Biondi e Sergio Indelicato. Inol­tre dei due neo assessori non c'è traccia sul sito della Provincia di Agrigento. Il portale, infatti, ancora non ha inserito le posizioni dei due as­sessori che sono stati nominati lo scorso 23 agosto, a due settima­ne dal primo rimpasto del 4 agosto. Sul sito internet dell'ente la giunta risulta composta da 8 as­sessori e non da 10. Ad essere sta­ti inseriti, con tanto di foto a cor­redo, gli assessori: Salvatore Tuz­zolino, Luca Salvato, Stefano Ca­stellino, Gaetano Cani, Mariano Ragusa, Antonio Limblici, Domenico Contino e Nico Lombardo. Per ognuno di loro sono indicati: partito di appartenenza, dati ana­grafici e deleghe. Il licatese Nico Lombardo, si occupa di Bilancio, mentre Mimmo Contino, medi­co ortopedico cura il settore Atti­vità economiche. Il palmese Ste­fano Castellino invece ha ottenu­to la delega al Territorio e am­biente. Luca Salvato si occupa di Sport, turismo e spettacolo e fa anche le veci di vice presidente di D'Orsi. I due assessori dell'Udc, Totò Tuzzolino e Gaetano Cani, si occupano rispettivamente di Politiche agricole e Pubblica istruzione. Per Mariano Ragusa (riconfermato) e Antonio Limbli­ci, geometra di Favara area Gra­nata, sono arrivate le deleghe, ri­spettivamente, ai Servizi sociali e Programmazione negoziata. Ma nessuna foto e nessun dato di An­gelo Biondi e Sergio Indelicato che da indiscrezioni dovrebbero occuparsi di Lavori pubblici e Cultura.
 
COMUNE. «Il movimento sta crescendo e comincia a radicarsi in tutto il territorio provinciale».
Zambuto: «Il patto dà fastidio. Vorrei in giunta anche il Pd»
Il sindaco scrive ad Adragna: «Mi attendo di avere accanto in modo ancora più significati­vo di ora il Partito democrati­co e le risorse di cui dispone».
«Sì, il patto sta crescendo ed è quindi naturale che cominci a da­re fastidio. Ma la nostra non è una campagna acquisti: si stanno a av­vicinando in tanti, delusi dai parti­ti che facendosi una guerra di pote­re hanno dimenticato i problemi del territorio». A parlare è il sinda­co Marco Zambuto. Il movimento che ha creato sta davvero metten­do in subbuglio il mondo politico provinciale.
«Il patto dà fastidio». «Al di la qualche smentita, è vero, aggiun­ge, che stanno aderendo in tanti. Quando con noi ci sono cinque consiglieri provinciali, destinati a diventare sette, vuol dire che il Pat­to si sta estendendo e radicando in tutto il territorio provinciale e dà quindi fastidio». Un gruppo del «Patto» presto sarà costituito an­che al Comune che, approvato il bi­lancio, tra qualche settimana sarà interessato da un nuovo rimpasto. Ci sarà sicuramente l'Udc. Ma Zambuto spera di potere avere nel­la squadra anche il Pd, come ap­punto auspica nella nota con cui ri­sponde al senatore Benedetto Adragna. «Lettera a Adragna» «Per me, per la mia idea di amministrazio­ne di questa città, il rapporto con il Pd, sostiene Zambuto, è da definir­si strategico. In continuità con il disegno "Al di sopra dei partiti", si in­serisce il "Patto per il territorio", esperienza che prende atto appun­to della "distrazione" di chi gover­na a Roma nei confronti dei gravis­simi problemi del nostro territo­rio. I numerosi ed estenuanti viag­gi da me compiuti a Roma non hanno neanche minimamente ot­tenuto gli obiettivi di attenzione e di riconoscimento di priorità che la città si proponeva. Chi manife­sta disinteresse per ogni iniziativa concreta, si autoesclude dal no­stro progetto di risanamento e di rinnovamento di questa città, che ci impegnerà anche nel prossimo quinquennio. Adesso mi attendo di avere accanto, in modo ancor più significativo ed organico di quanto pur molto positivamente sia avvenuto sinora, il Pd e le risor­se di cui dispone».
ADESIONI E SMENTITE. Tan­te adesioni e qualche smentita. È il caso dei consiglieri comunali di Ri­bera Vincenzo Russo e Nino Arme­nio: «Non conosciamo, dicono, i presupposti politici che hanno portato alla nascita di questo movi­mento, ne siamo a conoscenza de­gli aspetti programmatici. Confer­miamo di non aver dato alcuna di­sponibilità né al dialogo né all'ade­sione, dichiarano di appartenere al gruppo consiliare "Ribera di cen­tro" dove sono stati eletti, lista fa­cente riferimento al deputato regionale Salvatore Cascio, da sem­pre aderenti all'Udc». Negano con­tatti con il «Patto» i consiglieri En­zo Greco di S. Stefano Quisquina e Gerlando D'Angelo di Cianciana. «Abbiano costituito, spiega D'An­gelo, un circolo politico culturale all'interno dell'Udc. Nessuno di altri partici sino ad oggi ci ha contat­tato». «Né io, aggiunge, D'angelo, nè Domenico Comparetto, Sonya Troja e Mirko Cinà, abbiamo avu­to contatti con il Patto».
 
LA SICILIA
 
Il presidente torna preside
Eugenio D'Orsi racconta le sue sensazioni rientrando nel difficile mondo della scuola
«Volevo tornare alla normalità, a respirare l'a­ria della scuola che tanto mi mancava». Parole di Eugenio D'Orsi, il presidente del­la Provincia, tornato a svolgere il ruolo di pre­side - anzi, di dirigente scolastico - nella deva­stata e impresentabile scuola media Pascoli in via Dante. D'Orsi sperava di respirare un'aria decisamente più salubre di quella inalata ne­gli improponibili spazi di un luogo non idoneo a bambini, agli insegnanti e al personale non docente. Una vergogna che ha sconvolto per primo lo stesso D'Orsi che, prima di raccontare e rac­contarsi nella veste di insegnante e ora di pre­side, non può non sfogare la propria rabbia. «O mi danno le garanzie che questa struttura è idonea oppure si chiude e si va da un'altra par­te. Mi raccomanderò al presidente della Pro­vincia», ironizza. Dopo avere offerto un giro panoramico in questo scempio dell'istituzione scolastica, subìto silenziosamente da anni anche dai ge­nitori degli alunni, D'Orsi si siede dietro la cattedra del proprio ufficio, con alle spalle la foto storta del capo dello Stato Giorgio Napo­litano. «Ho iniziato nel mondo della scuola nell'ormai lontano 1979/80 quando fui spedi­to a insegnare Italiano in quel di Lampedusa. Fu dura, ma superai tutto con grande forza. Sono entrato di ruolo nel 1984 e la mia prima sede ufficiale fu a Licata, dove insegnai in una scuola serale. Ne11985 arrivai nella mia Palma di Montechiaro dove sono rimasto fino al 2001, anno in cui sono diventato preside. Nel 2007 ho vinto il concorso da dirigente scola­stico, insediandomi a Licata da dove però ho chiesto e ottenuto di essere trasferito per le in­timidazioni subite. Poi sono entrato in aspet­tativa, per gli impegni politici, ma per motivi specifici ho deciso di tornare nella scuola. Po­tevo scegliere tra la Pascoli e la Garibaldi e ho scelto la Pascoli anche per la sua tradizione». Quando parla della scuola gli occhi infuoca­ti di D'Orsi si accendono ancora di più, testimoniando un amore per una professione sempre più difficile. «Insegnare è sempre più arduo, specie quando si deve lavorare in con­testi difficili come quello in cui mi trovo a operare. Se una scuola si presenta in queste condizioni è lo Stato a uscirne sconfitto dinan­zi all'opinione pubblica. Cercherò di concilia­re i miei impegni da presidente della Provin­cia con quelli di dirigente scolastico, ma ci sto riuscendo, sia pure con sacrificio. Gli ora­ri riesco a farli combaciare, ma è arduo. Sono però convinto di avere fatto la scelta giusta, anche perché ho voglia di riassaporare il gusto della normalità. Non voglio mica rimanere in eterno sui giornali o in televisione». In una struttura scolastica civile però D'Orsi vuole an­dare e lavorare a tutti i costi.
 
PALMA DI MONTECHIARO
Scoppia la polemica nella 4^ Commissione
PALMA DI MONTECHIARO. I componenti la 4^ commissione consiliare Alfre­do Tararà dell'Udc, Gaetano Vitello del Gruppo misto, Carmelo Adamo di Alleanza Azzurra e Salvatore Scopelliti del Pdl, hanno accusato il presiden­te Rosario Bruna dell'Mpa di «scorrettezza politica e di avere fatto intesta­re al suo partito un documento che invece al sindaco Rosario Bonfanti do­veva essere presentato come iniziativa politica e programmatica dello stesso organismo consultivo».
I componenti la 4^ commissione Tararà, Vitello, Adamo e Scopelliti hanno spiegato in una nota che la presidenza è stata affidata a Rosario Bruna, appartenente alla opposizione, per creare un clima distensivo e di collaborazione nell'interesse dell'attività amministrativa. «In una riunione dei giorni scorsi abbiamo deciso di affrontare il problema della fruizione dei beni comunali, del cine teatro Chiaramonte e del mercato ortofrutticolo -hanno aggiunto- e avevamo deciso di presentare le nostre proposte al sindaco. Invece il presidente Bruna, con gli stessi argomenti, presentava al sindaco una interrogazione, facendola firmare ai consiglieri comunali del Mpa di cui è capogruppo, intestandosi l'iniziativa. Ci siamo pertanto sentiti traditi e depredati di una iniziativa nobile con la quale, scavalcando la collocazione e colorazione politica di ogni componente della 4^ commissione, non pensando alla pochezza degli interessi di bottega, volevamo raggiungere degli obbiettivi alti nell'interesse della comunità palmese. Con questo non è nostro intendimento innescare delle polemiche, quel che ci spinge sono il dovere di cronaca e amore della verità. Abbiamo anche un dubbio che gli altri tre consiglie­ri dell'Mpa non siano stati informati di quello che si è discusso nella 4^ commissione e le decisioni prese. Per questo, essendo venuto meno il rap­porto fiduciario tra il presidente della 4^ commissione e gli altri compo­nenti -hanno concluso Tararà, Vitello, Adamo e Scopelliti - a Bruna chie­diamo se non sia il caso di cominciare a pensare alle sue dimissioni. Ai dirigenti locali dell'Mpa diciamo, se amano Palma e se proprio vogliono ave­re visibilità, come ha detto il sindaco Bonfanti qualche giorno addietro ad uno di loro, di farsi carico di tre punti del piano triennale delle opere pub­bliche 2010-2013, da concordare insieme e di riuscire a farli finanziare».
 
LA SOCIETÀ entro il 17 settembre potrebbe cambiare equilibri economici e amministratore delegato
Girgenti acque in agitazione
Sarà quasi sicuramente venerdì 17 settembre che Marco Campione riunirà il consiglio di amministra­zione di Girgenti Acque per distri­buire le deleghe ai suoi componen­ti. Ma nel frattempo potrebbero esserci novità che potrebbero porta­re ad un assetto diverso della so­cietà titolare del servizio di distribuzione dell'acqua nella nostra provincia. E' molto probabile infatti che mutino ancora gli equilibri econo­mici interni e che alla fine la mag­gioranza rimanga saldamente in mano agli agrigentini. Questo, na­turalmente, avrebbe delle logiche ricadute sulla composizione del cda e sugli incarichi da distribuire al suo interno. Un maggior peso degli agrigentini fa supporre che, nel quadro di una nuova mappa 'dei ruoli, l'attuale amministratore de­legato Giuseppe Giuffrida potrebbe trovare una...diversa collocazione. Comunque questi dieci giorni che rimangono prima della riunio­ne del cda serviranno al presidente Campione per definii:e gli ultimi dettagli relativi proprio all'organi­gramma definitivo dell'organo ese­cutivo della società. Intanto i sindacati chiedono con insistenza un incontro con i vertici per sistemare alcuni aspetti che si riferiscono al personale dipenden­te. «Il fatto é - spiega Lillo Cipolla della Cisl - che su circa 180 lavora­tori che attualmente prestano la loro opera a Girgenti Acque, solo una parte é stabilizzata. Un'altra grossa aliquota é stata assunta tra­mite l'Agenzia del lavoro con dei contratti trimestrali che vengono rinnovati di volta in volta. Natural­mente questo determina una si­tuazione di precarietà che va a dan­no della serenità di questo personale che non ha alcuna certez­za per il futuro».
- Ma avete incon­trato l'azienda?
«Abbiamo chiesto già due volte per iscritto un incontro con l'amministratore delegato Giuffrida, ma questi ha risposto che per motivi orga­nizzativi fino ad ora non é stato possibile avere l'incontro. Pro­babilmente stanno aspettando di definire la distribuzione delle deleghe all'interno del consiglio di am­ministrazione. In que­sto modo individue­ranno la persona che si occuperà del pro­blema e che quindi dovrà incontrarsi con noi. Ma bisogna far presto perché sono già in scadenza alcuni con­tratti e bisogna quindi trovare una soluzione che sistemi la faccenda una volta per tutte».
 
POLITICA IN FERMENTO
Il vicesindaco. Arnone è stato espulso dal Mpa: «Non ci rappresenta»
E' costata cara a Giuseppe Arnone la decisione di accettare la ca­rica di vicesindaco della città di Licata. Ieri mattina, il Mpa, partito di cui fa parte lo ha espulso senza appello. Durissimo il comunica­to stampa in merito: «Su richie­sta dei vertici agrigentini - si leg­ge - il segretario federale dell' Mpa, sentito il commissario re­gionale siciliano, ha accettato la proposta di espulsione dal parti­to di Giuseppe Arnone diffidan­do il vicesindaco di Licata a par­lare in nome e per conto del Movimento per le Autonomie».
La decisione di espellere Arnone è giunta direttamente da Pa­lermo, è stato Lombardo in per­sona ad avvallarla. Lo conferma il segretario, senatore Enzo Oliva: «Arnone ha accettato la carica di vicesindaco di Licata senza es­sersi consultato con il partito e andando addirittura in contrasto con le idee programmatiche del Governatore Lombardo. La deci­sione di espellerlo - dice Oliva - è stata consequenziale alle sue azioni». Secondo Oliva, «Arnone,entrato a far parte della giunta provinciale di Agrigento grazie a un accordo elettorale in base al quale sarebbe rimasto assessore per due anni, all'indomani della sua uscita si è scagliato contro il Mpa e ha preso posizione contro la localizzazione dell'aeroporto a Licata, danneggiando così la ­ co­munità agrigentina. Di qui la de­cisione di espellerlo e di avviare un'azione legale nei suoi con­fronti a tutela dell'immagine del Movimento». Proprio ieri mattina, Arnone, aveva dichiarato che lui era un componente del gruppo dei "de­mocratici e autonomisti" e che nell'Mpa faceva capo solo ed esclusivamente a Lombardo, «Non devo rapportarmi - ha di­chiarato - ne con i rappresentanti locali ne con quelli provin­ciali che non conosco, ma solo con Lombardo». Evidentemen­te, la decisione di Lombardo di espellerlo, la cui notizia è stata comunicata in tarda mattinata, è giunta anche per lui a ciel sere­no. Se Angelo Graci sperava, con la nomina di Arnone vicesindaco, di potere creare un filo diret­to con il governatore dell'isola, ha fatto un buco nell'acqua, visti i risvolti assunti ieri dalla vicen­da.
Tornando ad Arnone, ieri, (pri­ma dell'ufficializzazione della sua espulsione dall'Mpa), ha ri­mandato al mittente tutte le cri­tiche che gli erano piovute dai partiti dell'opposizione, «a Lica­ta tutti i partiti dell'opposizione messi assieme sono riusciti a portare in piazza poche centi­naia di persone per manifestare contro Graci, io sono qui per la­vorare e per ridare fiducia ai cit­tadini di Licata che ne hanno bi­sogno. Mi confronterà con loro - ha aggiunto - tra due mesi, quando si vedranno i primi frutti della mia azione amministrativa».


Agrigentooggi
 
Giuseppe Arnone replica : "Mpa in totale confusione"
Il vicesindaco di Licata Giuseppe Arnone, appresa la notizia della sua espulsione dal Movimento per le Autonomie, ha immediatamente replicato a questa decisione."Apprendo da un comunicato firmato con un acronimo di essere stato espulso dall'Mpa per avere all'indomani della mia uscita dalla Giunta provinciale preso posizione contro la localizzazione dell'aeroporto licatese e di essere stato designato assessore provinciale pro tempore in base ad un accordo elettorale ed in fine di avere danneggiato la comunità agrigentina. Le accuse che mi vengono mosse sembrano frutto di un colossal di fantasie ed elucubrazioni partite da uonini dell'Mpa che vivono uno stato dconfusionale perenne. Lo dimostra la motivazione che hanno espresso nel comunicato acronimo secondo cui io avrei remato contro la realizzazione dell'aeroporto di Licata. Tale circostanza grottesca e priva di ogni briciolo di verità dimostra come in questo momento l'Mpa attraversi uno stato confusionale senza precedenti. Farebbero bene, al cotnrario, i vertici agrigentini dell'Mpa a chiedere ai due leader regionali del partito, Lombardo e Di Mauro, se in realtà vogliono l'aviostruttura in provincia di Agrigento". "Tanto per ricordare un episodio - continua Arnone - che mette chiarezza alle
farneticazioni espresse nei miei confronti chiedo a Lombardo e Di Mauro dove erano quando il presidente della provincia D'Orsi si è rinchiuso in una tenda a Porta di Ponte per protestare contro il silenzio assoluto dei vertici politici regionali, Mpa compreso, per il loro totale disinteresse sulla vicenda. Quanto al commissario regionale Oliva che minaccia di avviare una azione legale nei miei confronti a tutela dell'immagine del Movimento, lo invito a prendere una bella pausa di ferie perchè al momento mi sembra eccessivamente stanco e poco lucido". "Se a qualcuno da fastidio il fatto di non piegarmi alle vecchie nomenclature, replico dicendo che vado avanti per la mia strada con il Movimento dei democratici Autonomisti ed amministratore del Comune di Licata senza alcun condizionamento da chicchessia".
  
Francescochristian Schembri su lettera aeroporto
Il Presidente del Circolo Tematico del Movimento per le Autonomie "Agrigento Libera", Francescochristian Schembri, e l'ex Assessore Provinciale, Giuseppe Ciulla, intervengono a seguito della lettera avente a tema l'aeroporto di Agrigento che il Presidente della Provincia Regionale di Agrigento ha inoltrato alle massime cariche istituzionali dello Stato, fra le quali il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
"Esprimiamo massimo sostegno e solidarietà al Presidente D'Orsi - dichiarano Schembri e Ciulla - per un tema importante, quale l'aeroporto, che sembra interessare solo agli agrigentini e non alla POLITICA.
È una vergogna indescrivibile lasciare al triste abbandono un territorio bisognoso di numerosi ed urgenti interventi, nonostante annoveri i più alti esponenti della politica regionale e nazionale.
Non riusciamo a comprendere - continuano Schembri e Ciulla - come NESSUNO abbia avuto il benché minimo interesse a prendere a cuore il rilancio del territorio che sicuramente non può che passare attraverso la costruzione di un aeroporto in provincia.
Il Presidente della Provincia, Eugenio D'Orsi, ha creduto e crede fortemente nel riscatto sociale ed economico che passa attraverso questa importantissima opera; e di tutto ciò la comunità non può che ringraziarlo per le continue lotte e battaglie portate avanti nell'interesse dei nostri concittadini.
Non possiamo - affermano Schembri e Ciulla - che elogiare questo modus operandi ed esortare ancora una volta il Presidente D'Orsi a continuare su questa strada, che ben sappiamo essere piena di ostacoli e interessi che nulla hanno a che vedere con la politica nell'accezione nobile del termine.
Per questi motivi - concludono Schembri e Ciulla - non può che essere dato pieno sostegno al Presidente D'Orsi che con la sua capacità e il suo modo "duro" e "schietto" di fare politica mette in luce tutte le manchevolezze e i complotti che tentano di boicottare non solo l'aeroporto ma tutto il nostro territorio".
  
Mpa: espulso il vice sindaco di Licata Giuseppe Arnone
Scritto da Gabriele Ingrao | 5 set 2010 - 17:34 | | Agrigento, Dai Comuni, In evidenza, Licata, Politica, Ultime.| letto 122 volte | Leggi i commenti su questo articolo RSS 2.0.
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Il neo vice sindaco di Licata Giuseppe Arnone è stato espulso dall'Mpa. Il partito,infatti, ha diffuso una nota nella quella spiega che "va ricordato che Arnone, entrato a far parte della giunta provinciale di Agrigento grazie a un accordo elettorale in base al quale sarebbe rimasto assessore per due anni, all'indomani della sua uscita si e' scagliato contro il Mpa e ha preso posizione contro la localizzazione dell'aeroporto a Licata, danneggiando così la comunita' agrigentina. Di qui - conclude la nota- la decisione di espellerlo e di avviare un'azione legale nei suoi confronti a tutela dell'immagine del Movimento".
Giuseppe Arnone, appresa la notizia della sua espulsione dal Movimento per le Autonomie, ha immediatamente replicato a questa decisione.
"Apprendo da un comunicato firmato con un acronimo di essere stato espulso dall'Mpa per avere all'indomani della mia uscita dalla Giunta provinciale preso posizione contro la localizzazione dell'aeroporto licatese e di essere stato designato assessore provinciale pro tempore in base ad un accordo elettorale ed in fine di avere danneggiato la comunità agrigentina. Le accuse che mi vengono mosse sembrano frutto di un colossal di fantasie ed elucubrazioni partite da uonini dell'Mpa che vivono uno stato dconfusionale perenne. Lo dimostra la motivazione che hanno espresso nel comunicato acronimo secondo cui io avrei remato contro la realizzazione dell'aeroporto di Licata. Tale circostanza grottesca e priva di ogni briciolo di verità dimostra come in questo momento l'Mpa attraversi uno stato confusionale senza precedenti. Farebbero bene, al cotnrario, i vertici agrigentini dell'Mpa a chiedere ai due leader regionali del partito, Lombardo e Di Mauro, se in realtà vogliono l'aviostruttura in provincia di Agrigento".
"Tanto per ricordare un episodio - continua Arnone - che mette chiarezza alle farneticazioni espresse nei miei confronti chiedo a Lombardo e Di Mauro dove erano quando il presidente della provincia D'Orsi si è rinchiuso in una tenda a Porta di Ponte per protestare contro il silenzio assoluto dei vertici politici regionali, Mpa compreso, per il loro totale disinteresse sulla vicenda. Quanto al commissario regionale Oliva che minaccia di avviare una azione legale nei miei confronti a tutela dell'immagine del Movimento, lo invito a prendere una bella pausa di ferie perchè al momento mi sembra eccessivamente stanco e poco lucido". 
"Se a qualcuno da fastidio il fatto di non piegarmi alle vecchie nomenclature, replico dicendo che vado avanti per la mia strada con il Movimento dei democratici Autonomisti ed amministratore del Comune di Licata senza alcun condizionamento da chicchessia".

Teleradio Studio 98
 
Lettera aperta da parte del sindaco di Racalmuto, al Ministro della Giustizia Angelino Alfano sulla vicenda aeroporto di Agrigento e sul processo breve.
Carissimo Ministro della Giustizia, On. Angelino Alfano.
Lei o Tu, se non Ti risulta irriguardoso il Tu, visto che ci conosciamo da parecchio tempo, ritengo, modestamente, molto modestamente, che la vicenda aeroporto di Agrigento, abbia bisogno di un quanto mai indispensabile momento di chiarezza.
Altrimenti rischiamo di abbandonare al suo destino il nostro caro Presidente della Provincia, Eugenio D'Orsi che, a quanto pare, si sta spendendo solo ed esclusivamente per l'aeroporto. Da sindaco del paese in cui, originariamente avrebbe dovuto sorgere tale
struttura aeroportuale agli inizi del 2000 e cioè Racalmuto, oggi che tale previsione progettuale è scivolata verso Palma o Licata, speravo che tale spostamento avrebbe potuto giovare alla realizzazione di una infrastruttura che credo, sia tanto servita, solo teoricamente, per dare lustro alle campagne elettorali. Ma le mie, come si sa, sono soltanto delle deboli congetture, espresse
da un sindaco, assai spesso elle prese, con problemi pseudo giudiziari, di qualsiasi tipo e ragione o piuttosto senza ragione alcuna. Io che sino all'altro ieri, tifavo per Di Pietro, oggi Le confesso che tifo per Lei ed un po' meno per coloro i quali, assieme a Lei e Berlusconi, sono stati accreditati presso il popolo italiano, ieri Casini, oggi Fini. Sono, non dico costretto, ma quasi, disposto a difendere non solo Lei e le sue posizioni, ma anche le scelte di chi, in maniera del tutto Volteriana vorrebbe difendere gli interessi del popolo italiano. Se oggi c'è chi, non vuole votare la Legge sul cosiddetto Processo Breve, dopo averla votato in Senato, per dimostrare che il problema è Berlusconi e non chi sta imbrigliando un'intera Nazione, tra cause civili e penali che hanno distrutto, per le loro lungaggini, un'intera economia, un intero popolo, si sbaglia sul serio. Mi riferisco a Fini ed ai finiani.
E' mai possibile che l'Italia debba continuare ad essere prigioniera ed arrestata da chi ha solo voglia di farla sprofondare in mezzo a milioni di cause penali e civili? Tutto pane per gli avvocati! Ministro, vada speditamente avanti, ne va degli interessi dell'Italia intera!
Salvatore Petrotto
Sindaco di Racalmuto

 

Rassegna stampa del 6 settembre 10

GIORNALE DI SICILIA
 
NUOVO PARTITO. Nel capoluogo e in provincia
Le adesioni a «Il Patto», consiglieri si tirano fuori
Si dirada il polverone di indiscrezioni sul passaggio di buona parte del Consiglio comunale di Porto Empedo­cle nelle fila del nuovo pro­getto politico agrigentino de­nominato "Il Patto".
Con una nota ufficiale il presidente del Consiglio Lui­gi Troja prende le distanze dalle notizie trapelate in que­sti giorni e chiarisce la sua posizione politica e quella di altri sei consiglieri. "Non è vero - scrive Troja - che io abbia aderito al pro­getto politico e pur rispettan­do le opinioni e le idee di tut­ti non ho neppure lontana­mente immaginato possibi­le aderirvi, non condividen­done idee, strategie e pro­grammi. La notizia - conclude Troja - è ancora particolar­mente infondata laddove si afferma che con me, stiano per transitare i Consiglieri di Porto Empedocle Mario Cu­mella, Giuseppe Prestia, Car­la Formica, Giuseppe Salemi, Salvatore Agrò e Giusep­pe Racinello". Dello stesso tenore le di­chiarazioni del consigliere comunale di Agrigento Ro­berto Vella. "Non sono interessato a cambiare partito o collocazione politica - ha chiarito Vella - sto bene do­ve sto e rimango vicino alle posizioni di coloro che han­no voluto e sostenuto la mia elezione in Consiglio. Tutto il resto sono solo chiacchiere estive prive di ogni fondamento politico. Mi auguro che chi tira in bal­lo i nomi e le posizioni politi­che di alcuno lo faccia solo con cognizione di causa".

AL TAVOLO DI OGGI 13 PUNTI
Provincia vertice dei capigruppo
Torna a riunirsi la conferenza dei capigruppo consiliari alla Provincia per stabilire la nuova data di convocazione del Consiglio provinciale presieduto da Raimondo Buscemi. Il Consiglio deve discutere altri 13 punti all'ordine del giorno tra cui le relazioni semestrali del 2009 del Presidente Euge­nio D'Orsi e la mozione di Gioacchino Zarbo sulla strada di collegamento con la statale 640 e prolunga­mento via Portella di mare - Favara. 

MINISTRO RICEVERÀ D'ORSI
Incontro con Matteoli sull'aeroporto di Licata
Vola a Roma il presiden­te della Provincia, Eugenio D'Orsi, per incontrare il mini­stro per le Infrastrutture e tra­sporti, Altero Matteoli. Argomento in discussione, naturalmente, sarà quello dell'aeroporto da realizzare a Licata. Il vertice, sollecitato dal Guardasigilli Angelino Alfano, che in questo modo con­ferma la sua attenzione verso lo scalo aeroportuale, si terrà mercoledì mattina. D'Orsi illustrerà al mini­stro Matteoli il business plain dell'aeroporto che prevede costi a di realizzazione e di ge­stione a carico della Provin­cia di Agrigento e della Regio­ne Siciliana. "Lo Stato - spiega D'Orsi -non dovrà spendere un euro per la gestione dell'aeroporto.Questo per rispondere ai detrattori della struttura che dicono che l'aeroporto agri­gentino sarà in perdita e a to­tale carico dello Stato".Secondo D'Orsi, infine, tut­ti gli assessori che ha avuto so­no stati favorevoli alla realiz­zazione dello scalo. 
 
A PALERMO. Incontro con Michele Cimino
Summit del Pdl Sicilia: «Appoggiamo D'Orsi»
Il gruppo consiliare del Pdl Sicilia, con il capogruppo Orazio Guarraci, si è riunito a Palermo al­la presenza del vice presidente della Regione, Michele Cimino al fine di verificare lo stato di attua­zione degli interventi regionali a favore del territorio della Provin­cia di Agrigento. Erano presenti anche gli assessori provinciali Ser­gio Indelicato e Stefano Castelli-no. Guarraci ha relazionato sull' attività svolta dal gruppo eviden­ziando la necessità di un opportu­no raccordo dell'Ente Provincia con i sindaci del comprensorio per meglio attivare le risorse extra-regionali destinate al territorio agrigentino. Il gruppo consiliare, composto oltre a Guarraci anche da Carmelo D'Angelo e Pellegri­no Quartararo, nel ribadire piena stima ed apprezzamento nei con­fronti del capogruppo, ha condivi­so la necessità di rilanciare l'azio­ne politico-amministrativa dell'Ente Provincia al fine di supporta­re concretamente il programma del presidente Eugenio D'Orsi e della sua giunta, a partire dalle in­dispensabili grandi infrastruttu­re, tra cui l'aeroporto. Cimino, ha ribadito il proprio sostegno a D'Orsi e si è impegnato ad istitui­re un tavolo di lavoro.
 
LA SICILIA
 

«Ministro: si fa o non si fa?»
Mercoledì D'Orsi incontra a Roma Matteoli per fare chiarezza sull'aeroporto
Mercoledì il presidente della Provincia Eu­genio D'Orsi andrà a Roma e spera di torna­re con una parola definitiva sul suo grande sogno: l'aeroporto in territorio di Licata. Il capo dell'ente provinciale ha ottenuto - grazie all'intercessione del ministro della Giustizia Angelino Alfano - un incontro con il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli e sarà l'occasione per capi­re, una volta e per tutte, se l'aeroporto ad Agrigento si farà o no. «Sono stanco di chiacchiere e promesse. Voglio una risposta per capire se sia il caso o meno di continua­re con gli sforzi. Il ministro Matteoli spero mi dica se sia intenzione del Governo pun­tare su un aeroporto ad Agrigento oppure no. Chiederò al ministro come sia possibi­le che le scelte di un solo uomo - Vito Rig­gio - possano influenzare le sorti di intere comunità da anni depresse. I governi cambiano - dice D'Orsi - ma Riggio resta sempre al proprio posto. A questo punto voglio solo sapere cosa fare, altrimenti ci dedicheremo ad altri obietti­vi». Il riferimento al capo dell'Enac, D'Orsi lo aveva fatto anche nel corpo della lettera in­viata giorni fa al Presidente della Repubbli­ca, chiamato in causa quale garante dei di­ritti di tutti gli italiani, compresi degli agri­gentini che sognano un aeroporto da gene­razioni e generazioni. Dalla Provincia regionale si sottolinea come «per consentire questo faccia a faccia si spera risolutivo è risultato determinante l'intervento del ministro Alfano, il quale sta dimostrando grande attaccamento a questo progetto e attenzione rispetto alle istanze del territorio». Si spera dunque che sull'asse D'Orsi - Alfano si possa sbloccare una situazione che ristagna ormai da mol­ti mesi, dopo una serie di accelerazioni e brusche frenate che hanno però causato di fatto un ulteriore allontanamento del so­gno aeroportuale. Il presidente della Pro­vincia mercoledì prossimo a Roma al co­spetto del ministro Matteoli porterà tutto il lavoro fin qui svolto dall'ente, sia dal pun­to di vista prettamente tecnico che da quel­lo del busines plein, tassello fondamentale per giustificare la realizzazione di una struttura aeroportuale. «Mi chiedo perché città con territorio meno vasti del nostro abbiano l'aeroporto, mentre noi che abbiamo potenzialità straordinarie siamo al Terzo Mondo. Lo chiederò anche al ministro» dice D'Orsi, il cui obiettivo è comunque quello di tornare dalla Capitale con una risposta.
 
A rapporto da Cimino
Politica. Vertice a Palermo del Pdl Sicilia alla Provincia
Si è svolto a Palermo, alla presenza del vice presidente della Regione, Michele Cimino, nella sede dell'assessorato alla Programma­zione economica, un incontro del gruppo consiliare del Pdl Sicilia alla provincia di Agri­gento con gli assessori provinciali Sergio In­delicato e Stefano Castellino, al fine di verifi­care lo stato di attuazione degli interventi re­gionali a favore del territorio della Provincia di Agrigento. Nell'occasione il capogruppo Orazio Guar­raci ha relazionato sull'attività svolta dal gruppo e sulle diverse iniziative intraprese da vari comuni della Provincia, evidenziando la necessità di un opportuno raccordo dell'En­te Provincia con i sindaci del comprensorio per meglio attivare le risorse extraregionali destinate al nostro territorio, con particolare riguardo ai suoi settori nevralgici. Il gruppo consiliare, nel «ribadire piena stima ed apprezzamento neì confronti del ca­pogruppo, condivide la necessità di rilancia­re l'azione politico-amministrativa dell'Ente Provincia per il raggiungimento di tutti gli obiettivi prefissati, al fine di supportare con­cretamente il programma del presidente Eu­genio D'Orsi e della sua giunta, a partire dal­le indispensabili grandi infrastrutture, tra cui l'aeroporto». Cimino, ha condiviso pienamente l'atti­vità e l'impegno del gruppo consiliare e del suo capogruppo, anche per l'attenzione mo­strata sempre nei confronti delle problema­tiche del territorio e ribadendo il proprio so­stegno al presidente D'Orsi ed alla sua ammi­nistrazione.
 
Il Mpa rincara la dose
Licata. Angelo Iacona torna con vigore sul caso Arnone
 LICATA. Angelo lacona, componente del di­rettivo del Mpa e uno dei promotori dello scioglimento del Consiglio comunale licate­se in opposizione al sindaco Angelo Graci, commentando le dichiarazioni di Giuseppe Arnone dopo la sua espulsione dal Mpa ha affermato: «La linea del partito, sull'aero­porto di Licata come sul resto, è sempre sta­ta chiarissima, nessuna confusione dun­que, da parte del Movimento per le autono­mie». «Arnone - ha aggiunto - non cerchi anco­ra di sviare l'attenzione dai problemi reali primo fra tutti quello che lui sta, contro la li­nea del Mpa, facendo da vice a un sindaco che ha già sostituito ben 27 assessori prele­vandoli da vari Comuni della provincia: Fa-vara, come nel caso di Arnone, ma anche Grotte e Aragona. Basta poi rileggere i docu­menti sottoscritti da Arnone e le dichiara­zioni rilasciate ai media negli ultimi venti giorni per comprendere chi sia in uno stato confusionale. Il Mpa a Licata ha una struttu­ra solidissima, cresciuta grazie all'impegno di forte opposizione a una amministrazio­ne che sta affossando la città e di stretto col­legamento con i vertici della Provincia e I della Regione per far crescere il territorio». E ancora: «Fare oggi il vice sindaco di Li­cata  - ha concluso Iacona - può essere uti­le solo a chi punta all'auto blu, allo stipen­dio e al telefonino di servizio. Ma null'altro». Un ennesima nota polemica su una giunta, quella di Licata, che continua a barcamenar­si tra mille guai e controversie.


PORTO EMPEDOCLE
Troja smentisce rumors politici
Il Presidente del Consiglio Comunale Luigi Troja in merito alla notizia apparsa sull'ultimo numero di una rivista provinciale, poi ripresa da una emittente locale, circa la sua adesione al cosiddetto "Patto per il Territorio" denuncia la assoluta falsità della notizia. «Non risponde al vero che l'avvocato Troja abbia aderito al progetto politico e pur rispettando le opinioni e le idee di tutti non ha neppure lontanamente immaginato possibile aderirvi, non condividendone idee, strategie e programmi». E ancora: «La notizia - scrive Luigi Troja - è ancora particolarmente infondata laddove si afferma che unitamente allo stesso stiano per transitare i Consiglieri di Porto Empedocle Mario Cumella, Giuseppe Prestia, Carla Formica, Giuseppe Salemi, Salvatore Agrò e Giuseppe Racinello. Non è vero», chiosa sinteticamente il presidente del Consiglio, anche a nome degli altri consiglieri ritenuti con la valigia pronta per emigrare in un altro schieramento politico. «Si invitano pertanto gli organi di stampa a volere dare notizia della nostra mancata adesione». Da ricordare come a Porto Empedocle le elezioni amministrative sono in programma tra circa un anno appena.
 

SOLE 24 ORE 

Manovra. Mancano i parametri per applicare la stretta ad attività non fraziona bili come progetti e assistenza legale
Incarichi light con limiti incerti
La legge 122 impone di ridurre del 10% i compensi rispetto al 30 aprile 2010
Dal 1° gennaio 2011 tutte le pubbliche amministrazioni indi­viduate dall'Istat dovranno ridur­re del 10% i compensi ai compo­nenti di organi di indirizzo, dire­zione e controllo, cda e organi col­legiali, e ai titolari di incarichi di qualsiasi tipo. La norma (articolo 6, comma 3 della legge 122/2010) dispone l'adeguamento automati­co di queste voci di spesa rispetto ai valori risultanti alla data del 30 aprile 2010, e ne blocca gli importi massimi sino a tutto il 2013. Il precetto sembra dunque estendersi, privilegiando il crite­rio di cassa su quello di competen­za, a qualunque forma di erogazio­ne che decorra dall'anno prossi­mo. Fermo restando quanto disposto dalla Finanziaria 2006 in merito a un'analoga riduzione di somme per indennità, compensi, gettoni, retribuzioni e utilità di­verse, con la manovra estiva si estende il perimetro applicativo della norma, comprendendo nel­la fattispecie anche i titolari di in­carichi di qualsiasi tipo. L'individuazione degli importi da tagliare non si presenta agevo­le. Se, da un lato, può intendersi compreso nella norma il compen­so spettante al collegio dei reviso­ri dei conti, al nucleo di valutazio­ne, al difensore civico (laddove esistente), all'addetto stampa o a un collaboratore coordinato e continuativo, dall'altro appare difficile riferire alla data del 30 aprile 2010 importi per incarichi di lavoro autonomo non fraziona­bili in ragione di tempo in quanto determinati in funzione di un ri­sultato atteso. È il caso, ad esem­pio, degli incarichi per studio, ri­cerca e consulenza, di quelli di progettazione di lavori pubblici, degli incarichi urbanistici odi stu­dio del territorio, degli incarichi legali e così via. Va detto che su molti di questi incarichi pesa pe­rò la tagliola dell'800, o disposta con la stessa manovra estiva.
La riduzione del 10% dovrebbe poi essere operata nel rispetto di eventuali minimi edittali previsti dai singoli ordinamenti professio­nali, e delle disposizioni recate dal terzo titolo del libro quinto del codice civile. In particolare, nel caso in cui si configurasse l'ipotesi di recesso per giusta causa (articolo 2237 del Codice civi­le) occorrerebbe analizzarne le conseguenze sul piano sia legale che amministrativo. Poiché il legislatore ha stabili­to la decorrenza dal primo gen­naio 2011, potrebbe inoltre presumersi non operante l'obbligo di riduzione dei compensi in questione laddove le relative erogazioni (la norma reca la dici­tura «indennità, compensi getto­ni retribuzioni e altre utilità cor­risposti») fossero disposte en­tro la fine di quest'anno, con evi­denti effetti sul piano della tra­sparenza e dell'obbligo di pari trattamento da parte della Pa. Per comprendere meglio la portata applicativa della norma, occorre poi stabilire se il legisla­tore, parlando di somme corri­sposte, abbia voluto intendere la fase della liquidazione della spesa (cioè quando si determi­na la somma certa e liquida da pagare nei limiti dell'ammonta­re dell'impegno assunto) o quel­la dell'ordinazione e pagamen­to (cioè dell'emissione del relati­vo mandato con cui si dà ordine al tesoriere di pagare).
Altra questione potrebbe poi essere posta in merito alle inden­nità o utilità comunque denomi­nate, i cui atti amministrativi si fossero perfezionati (o si perfezio­nassero) dopo il 30 aprile 2010; in questo caso, venendo a mancare il riferimento temporale, potreb­be solo presumersi vincolante il principio generale di riduzione della spesa pubblica.

Agrigento Flash
 
Aeroporto, D'Orsi incontra il ministro Matteoli
Il presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi, mercoledì incontrerà a Roma il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli. Sarà l'occasione per capire, una volta e per tutte, se l'aeroporto ad Agrigento si farà o no. "Spero che il ministro - dice D'Orsi - mi dica se sia intenzione del Governo puntare su un aeroporto ad Agrigento oppure no. Chiederò come sia possibile che le scelte di un solo uomo - Vito Riggio - possano influenzare le sorti di intere comunità da anni depresse. I governi cambiano - dice D'Orsi - ma Riggio resta sempre al proprio posto. A questo punto voglio solo sapere cosa fare, altrimenti ci dedicheremo ad altri obiettivi".
 
Micciché: "Non vado col Pd, Lombardo deve scegliere"
"Il governo tecnico mischia tutte le carte e non fa capire niente a nessuno. È fuori da ogni logica e non ne vedo l'esigenza". Lo ribadisce il sottosegretario alla Presidenza Gianfranco Miccichè bocciando così l'ipotesi di questo tipo di esecutivo in un prossimo rimpasto della giunta regionale siciliana. Per il sottosegretario "Lombardo deve fare una scelta, gli chiediamo coerenza e chiarezza. Decida molto serenamente se preferisce stare con noi, cioè con chi assieme a lui ha fatto nascere il progetto di partito forte, autonomo, siciliano, staccato dalle logiche dei partiti nazionali, oppure con il Partito democratico.  Una cosa è certa - dice Miccichè  - io col Pd non andrò mai e se il presidente dovesse scegliere noi, gli chiederemo assessori politici, viceversa, allora, componga con il Pd e senza di noi una vera e propria maggioranza politica, non si capirebbe secondo quale logica gli uomini del Partito Democratico dovrebbero accettare di far parte organicamente della maggioranza ed essere rappresentati in giunta da assessori non politici ma tecnici". E comunque, avverte il sottosegretario, se Lombardo decidesse di governare con il Pd "si tratterebbe di un evidente ribaltone: governerebbero solo quelli che hanno perso le elezioni più il presidente della regione. E normalmente il popolo poi punisce queste operazioni", ma soprattutto per Miccichè "verrebbe meno il progetto originario del partito autonomista, sul quale molti siciliani avevano creduto. Io vado avanti - chiosa - nel Pdl non torno, però non ho nessuna intenzione di abbandonare la coalizione di centrodestra, anzi spero di avere al mio fianco anche i finiani".
 
Il Pdl Sicilia alla provincia di Agrigento incontra Cimino
Si è svolto a Palermo, alla presenza del vice presidente della Regione, Michele Cimino, presso la sede dell'assessorato alla Programmazione economica, un incontro del gruppo consiliare del Pdl Sicilia alla provincia di Agrigento con gli assessori provinciali Sergio Indelicato e Stefano Castellino, al fine di verificare lo stato di attuazione degli interventi regionali a favore del territorio della Provincia di Agrigento. Nell'occasione il capogruppo Orazio Guarraci ha relazionato sull'attività svolta dal gruppo e sulle diverse iniziative intraprese da vari comuni della Provincia, evidenziando la necessità di un opportuno raccordo dell'Ente Provincia con i sindaci del comprensorio per meglio attivare le risorse extraregionali destinate al nostro territorio, con particolare riguardo ai suoi settori nevralgici. Il gruppo consiliare, nel ribadire piena stima ed apprezzamento nei confronti del capogruppo, condivide la necessità di rilanciare l'azione politico-amministrativa dell'Ente Provincia per il raggiungimento di tutti gli obiettivi prefissati, al fine di supportare concretamente il programma del presidente Eugenio D'Orsi e della sua giunta, a partire dalle indispensabili grandi infrastrutture, tra cui l'aeroporto.
Cimino, condividendo pienamente l'attività e l'impegno del gruppo consiliare e del suo capogruppo, anche per l'attenzione mostrata sempre nei confronti delle problematiche del territorio e ribadendo il proprio sostegno al presidente D'Orsi ed alla sua amministrazione, si impegna ad istituire un tavolo di lavoro che coinvolga i dirigenti ed i politici del territorio per dare corso ad un monitoraggio costante sul lavoro svolto che permetta di accelerare i processi di sviluppo della Provincia di Agrigento. Si impegna, altresì, a sostenere con particolare attenzione le istanze degli assessori Indelicato e Castellino, dagli stessi avanzate nei settori di loro competenza.