
GIORNALE DI SICILIA
IL «CASO PASCOLI». La replica di Cordaro
D'Orsi: «Senza interventi la scuola resterà chiusa»
«Se la situazioni non migliora non farò iniziare le lezioni in questo edificio». Promessa di Eugenio D'Orsi , dirigente scolastico dell'istituto comprensivo "Pascoli" di Agrigento. E' un D'Orsi a tutto campo, il giorno dopo lo scontro avvenuto con l'assessore comunale Elio Cordaro, in occasione della cerimonia di consegna del plesso Tortorelle durante la quale aveva lamentato la situazione di degrado in cui versa la Pascoli. Fili elettrici scoperti, assenza di strumenti antisismici, presenza di eternit all'interno della palestra, impraticabilità dei servizi igienici e arredi in totale stato di logoramento e abbandono. D'Orsi denuncia e svuota il sacco. Ha stilato, ieri mattina alla stampa proprio alla Pascoli, i numerosi disagi in cui la scuola riversa, a parer suo, in condizione pietose. «Il diverbio avvenuto con l'assessore Cordaro - afferma D'Orsi - è stato solo per far presente i problemi della scuola agrigentina. Naturalmente questa non ha i requisiti per essere considerata tale. Immediatamente contatterò i medici dell'ASP perché desidero sapere con certezza quali siano le condizioni che l'edificio dispone. Mi dispiace se qualcuno mi accusa un animale selvaggio ma io sono solamente una persona che ama rispettare il prossimo e la collettività. Il mio intendo, ci tengo a precisarlo, non è accusare l'amministrazione comunale. Ritengo solamente che la Pascoli non è una struttura da poter far entrare i bambini». Immediata la replica dell'assessore Cordaro: "Riconosciamo - sostiene - che la scuola Pascoli si trova in condizioni poco idonee, ma non così pessime come ribadisce il presidente D'Orsi. L'Amministrazione sta già studiando, grazie anche alla collaborazione dell'architetto Greco, un piano per venire incontro alle esigenze dei ragazzi. Uno di questi potrebbe essere quello di trasferire i ragazzi della Pascoli in altri istituti scolastici o addirittura di eseguire dei turni pomeridiani. Questo, però, recherebbe dei grossi disagi ai genitori degli alunni. Infine sono rimasto allibito della reazione, avvenuta l'altro giorno, del dirigente D'Orsi che invece di preferire il dialogo e la buona educazione, ha optato di inveire contro di me. Mi fa ribrezzo tutta quella spazzatura che è finita sul sito di youtube e per far apparire ai cittadini persone che non siamo».
PROVINCIA. L'ha scritta Eugenio D'Orsi
Questione aeroporto: lettera a Napolitano
Chiede l'intervento del Capo dello Stato il presidente della Provincia di Agrigento, sulla più che trentennale questione aeroporto. Il presidente Eugenio D'Orsi ha scritto una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, chiedendo l'intervento della più alta carica dello Stato per dare una concreta speranza ai cittadini. Il Presidente D'Orsi, stanco dei continui rinvii e delle contrastanti dichiarazioni fatte a vari livelli dagli attori del trasporto aereo, si rivolge ora direttamente alle più alte cariche dello Stato e della Regione. L'appello del Presidente D'Orsi è stato inviato anche al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Scrive il Presidente D'Orsi: «Signor Presidente della Re pubblica, Onorevoli rappresentanti delle massime Istituzioni Europee, Nazionali e Regionali, siamo stanchi di aspettare: reclamiamo il nostro diritto ad essere "uguali" a tutti gli altri Italiani, come prescrive l'art. 3 della Costituzione Repubblicana, che fu scritta anche da Gaspare Ambrosini figlio illustre di questa generosa terra. Poi aggiunge«A nome dei Cittadini della Provincia di Agrigento, anche dei quali siete rappresentanti,- prosegue D'Orsi - Vi chiedo di voler porre in essere ogni utile intervento per consentire a questo martoriato lembo di Italia di non essere più trattato al rango di "colonia" a servizio di interessi elettorali o di gruppi imprenditoriali». «Esprimiamo massimo sostegno e solidarietà al Presidente D'Orsi — dichiarano Schembri e Ciulla del Circolo Tematico del Movimento per le Autonomie — per un tema importante, quale l'aeroporto, che sembra interessare solo agli agrigentini e non alla Politica.È una vergogna indescrivibile lasciare al triste abbandono un territorio bisognoso di numerosi ed urgenti interventi, nonostante annoveri i più alti esponenti della politica regionale e nazionale».
RIGASSIFICATORE
Chiesto incontro con il presidente Eugenio D'Orsi
Un incontro per sapere i motivi per i quali la Provincia non si è costituita davanti al Tar contro la realizzazione del rigassificatore. A chiederlo al Presidente Eugenio D'Orsi è l'architetto Domenico Savio Lo Presti, che prende spunto da alcune dichiarazioni rilasciate dal presidente che si è dichiarato pronto a chiarire le ragione della mancata costituzione innanzi al Tar-Lazio.
POLITICA. La senatrice Maraventano, ieri, ha incontrato Muglia:«Possibile una collaborazione»
Alla Lega piace il «Patto» - Adesioni già in 30 comuni
Cinque consiglieri nel capoluogo pronti a passare con Zambuto
Contatti da giorni sono in corso con Maurizio Calabrese, Roberto Vena, Carmela Vaiana, Giuseppe Raccuia e Angelo Principato.
La Lega strizza l'occhio al «Patto per il territorio», fondato dal sindaco Marco Zambuto e che stando alle indiscrezioni che provengono dallo stesso Movimento sarebbe già presente con una settantina di consiglieri in almeno trenta amministrazioni comunali. Ieri mattina la senatrice Angela Maraventano, nell'Agrigentino per attenzionare il fenomeno del randagismo in vista di interventi e iniziative legislative, ha incontrato il vice sindaco Massimo Muglia. «La senatrice, dice Muglia, è molta attenta al nostro movimento, perché ci sono affinità con la Lega. Vuole comprendere cosa stiamo facendo, quale è il programma. Stiamo cercando di capire se siamo distanti o se ci possono essere fruttuose collaborazioni». «Il Patto, aggiunge Muglia, è modellato su quella che è stata la proposta politica che la Lega ha fatto vincere al nord. «Sì, la senatrice Maraventano, stiamo facendo una chiacchierata molto interessante. Speriamo che ci possa essere un futuro importante per il nostro territorio. Sono convinta di una cosa: queste persone che ho appena conosciuto mi sembra che abbiano intenzione di lottare per risolvere i problemi di questa terra. Sono pronti al cambiamento. Vedremo cosa ci riserverà il futuro»
«CRESCE IL PATTO». Alla Provincia i consiglieri dovrebbero passare da cinque a sette, uno dei quali è del collegio di Canicattì. Pronto a nascere anche un gruppo consiliare al comune di Agrigento. Contatti sono in corso con Maurizio Calabrese, Roberto Vela, Carmela Vaiana, Giuseppe Raccuia e Angelo Principato. Ma non tutti i contatti sono destinati a concretizzarsi. Queste le ultime indiscrezioni di contatti e probabili adesioni che trapelano dal Patto: Alfonso Catania, presidente del consiglio comunale di Siculiana; Lillo Zarcaro di Naro; Enzo Greco, Domenico Comparetto e Sonia Troja, di Santo Stefano Quisquina; Mirko Cina di Bivona e Gerlando D'Angelo di Cianciana, Vincenzo Russo e Nino Armento a Ribera. A Porto Empedocle potrebbero sette i consiglieri pronti a passare con il Patto (tra questi Calogero Pomello, Giuseppe Prestia e Giuseppe Salentino, a Ribera Vincenzo Russo e Nino Armenio.«Attenzione» da parte dei sindaci Vincenzo Corbo di Canicattì e Calogero Termine di Campobello, dove con quattro consiglieri, ci sarebbe anche la lista civica «Libertà e Autonomia». I consiglieri vicini al «Patto» provengono da tutti i partiti: Udc, Pdl, Mpa e anche dal Pd.
«COPERTI GIA 30 COMUNI»: Agrigento, Porto Empedocle, Bivona, Burgio, S.Stefano, Cianciana, S.Margherita Belice, Siciliana, Naro, Calastra, Palma di Montechiaro, Ravanusa, Campobello di Licata, Grotte Cattolica, Racalmuto , Castrofilippo, Santa Elisabetta, Favara (con quattro consiglieri), Menfi, Montevago, Sciacca, Ribera, Calamonaci, Burgio, Caltabellotta, Camicattì, Casteltermini, Carnmarata e S.Giovanni Gemini.
LA SICILIA
D'Orsi scrive a Napolitano
Per la vicende dell'aeroporto il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, stanco di rinvii e dichiarazioni contrastanti fatte a vari livelli dai responsabili del trasporto aereo, si è rivolto al Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano ed alle altre più alte cariche dello Stato e della Regione. Ha quindi inviato un appello anche al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al ministro della Giustizia Angelino Alfano, al ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli, al presidente della Regione Raffaele Lombardo, al deputato europeo Salvatore Iacolino e alla deputazione nazionale e regionale. «Vi chiedo - scrive D'Orsi - di voler porre in essere ogni utile intervento per consentire a questo martoriato lembo di Italia di non essere più trattato al rango di "colonia" al servizio di interessi elettorali o di gruppi imprenditoriali». Rivolgendosi a Napoletano poi il presidente della Provincia afferma di volere segnalare «ancora una volta, la grave ingiustizia che si sta perpetrando ai danni della popolazione della provincia di Agrigento, che ho l'onore di rappresentare». D'Orsi ricorda che «da circa quarant'anni gli agrigentini aspirano ad una nuova opportunità di sviluppo, reclamando la realizzazione di uno scalo aeroportuale che li riscatti dall'isolamento economico e geografico nel quale sono relegati. Tale aspirazione viene, però, quotidianamente frustrata da gruppi economici e politici che hanno, invece, l'interesse a mantenere immutati equilibri imprenditoriali non sempre rispondenti alle effettive aspirazioni generali del territorio e della popolazione. I ripetuti sforzi compiuti da questa Amministrazione per la realizzazione di uno scalo aeroportuale non hanno sortito, fino ad ora, concreti risultati a causa delle resistenze opposte da quanti continuano a sostenere l'incompatibilità di nuovi insediamenti aeroportuali in ragione della densità del traffico merci-passeggeri e della distanza da analoghe infrastrutture. Come se, in altre realtà del nostro Paese, non esistessero già ripetuti esempi di strutture aeroportuali, alcune anche di recente realizzazione, distanti tra loro poche decine di chilometri, come se esistessero cittadini della Repubblica di serie "A" e cittadini di serie "B"». «Perché - si chiede D'Orsi - qualcuno, in barba ai colori dei vari governi, continua ad occupare lo stesso posto e da là impartisce ordini e decide dove, quando e come costruire un aeroporto? Noi non abbiamo chiesto soldi al Governo, vorremo affidarci ai tanti privati, interessati alla realizzazione della importante infrastruttura aeroportuale per eliminare la marginalità che ci soffoca. Accompagnati timidamente dal Governo Regionale, i cui fondi FAS sono tutt'ora bloccati, sommessamente Le chiediamo Sig. Presidente della Repubblica, di rappresentare e rappresentarci come Cittadini Italiani».
La città potrebbe ospitare un centro di ricerca universitaria sull'alimentazione
Bivona sogna il grande salto
Bivona. Docenti ed esperti dell'Unione Europea saranno nell'ultima di settembre a Bivona per visionare locali e strutture dove far nascere un centro di ricerca universitaria sulla sicurezza alimentare il cui ambizioso progetto è stato voluto dal presidente del Cupa di Agrigento Joseph Mifsud. Si tratta di una struttura importantissima per l'entroterra montano che va da Bivona, a Santo Stefano Quisquina, Alessandria della Rocca, Cianciana, Cammarata, San Giovanni Gemini e San Biagio Platani dove nel decennio scorso c'è stata la presenza della facoltà universitaria di Scienze Forestali, con il rilascio di diplomi di laurea. ll prof. Mifsud ha le idee molto chiare: «Abbiamo dato uno sguardo ai comuni montani della provincia dove esistono delle buone strutture di ricettività per un centro di ricerca - afferma il presidente del Cupa -Si tratta di un progetto che si propone di insediare tra Bivona e Santo Stefano Quisquina un centro che effettui ricerche nell'area della sicurezza del cibo. Si tratterebbe di un enorme passo avanti per il territorio agrigentino perché un tale centro manca in tutta l'area mediterranea e la provincia di Agrigento si candida a realizzarlo in montagna». Sulla nascita del centro hanno espresso i loro pareri favorevoli sia il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo che il presidente della Provincia Regionale Eugenio D'Orsi, in virtù anche del fatto che sul territorio montano vi sono importanti strutture, già riqualificate con denaro pubblico, e tutti i locali che erano utilizzati un tempo dalla facoltà universitaria. Soddisfazione ha espresso pure Rolando Montalbano di Cianciana, ex consigliere provinciale e oggi componente del consiglio di amministrazione del Cupa, perché si raggiungerebbe il duplice scopo della prospettiva di valorizzazione, della crescita del territorio e del recupero dello straordinario patrimonio immobiliare pubblico costruito dalla Provincia regionale. Gli esperti della Commissione Europea valuteranno l'idoneità dei locali, dei complessi scolastici che si trovano ubicati alcuni nei centri urbani e altri addirittura in mezzo al rigoglioso patrimonio boschivo della montagna, con buone strade di accesso.
«Questa non è una scuola»
L'altro ieri l'inatteso fuori programma tra il presidente della Provincia D'Orsi e l'assessore comunale all'Istruzione Elio Cordaro durante la cerimonia di consegna della scuola Tortorelle. L'episodio è avvenuto mentre il sindaco Zambuto attendeva l'arrivo di D'Orsi per la consegna ufficiale della struttura scolastica. Al suo arrivo il presidente della Provincia ha avuto uno scontro verbale con l'assessore Cordaro per questioni inerenti l'istituto comprensivo "Pascoli" di cui D'Orsi è il preside. Uno scambio di battute tra l'imbarazzo generale, che ha una sua precisa logica: le pessime condizioni in cui versano i locali di via Dante, definiti da D'Orsi inaccettabili e invivibili per tutta l'utenza scolastica. Per questo motivo ieri mattina il presidente della Provincia ha organizzato un incontro con i giornalisti per spiegare le ragioni della sua vivace protesta nei confronti dell'as.sessore comunale. Colpisce lo stato di abbandono e degrado in cui è tenuta la scuola: fili della luce e del telefono scoperti, porte e infissi fatiscenti, banchi e sedie danneggiati. L'aula della musica presenta evidenti segni lasciati dai tubi dello scarico fognario, mentre l'angolo della palestra appare inutilizzabile. Inoltre in una stanza c'è l'amianto. «Senza alcun mio commento potete notare se la Pascoli sia un istituto idoneo a svolgere attività educativa - ha detto D'Orsi -. Questa è una scuola che secondo me non ha i requisiti per essere scuola. In mancanza di interventi sarò costretto a chiuderla».
SOLE 24 ORE
Le amministrazioni sono tenute ad accettarle
Domande di ammissione via Pec
MILANO. Le domande di ammissione a concorsi ed esami di stato possono essere presentate con posta elettronica certificata e le amministrazioni, anche quelle locali, devono accettarle. La Funzione pubblica chiude in modo perentorio, con le 8 pagine della circolare 12/2010 diffusa ieri, la querelle sulle candidature telematiche che aveva diviso il ministero della Pubblica amministrazione e quello dell'Istruzione retto da Mariastella Gelmini. Tutto nasce dalla scelta di quattro aspiranti agrotecnici, che a inizio luglio hanno usato la Pec per chiedere di essere ammessi al concorso. Il collegio nazionale della professione, non sapendo come gestire la novità, ha chiesto ai due ministeri se le domande «virtuali» potessero essere accettate. «Certo», hanno risposto da Palazzo Vidoni gli uomini di Renato Brunetta; «no, perché non è previsto» hanno fatto invece sapere i tecnici di Mariastella Gelmini. L'impostazione burocratica della risposta dell'Istruzione non è piaciuta a Palazzo Vidoni, che nella circolare di ieri spulcia leggi e regolamenti e li fa convergere sul «via libera» alle richieste tramite Pec. L'analisi a cascata parte addirittura dalla Costituzione, che riserva alla legge la possibilità di definire le regole sul reclutamento e sull'organizzazione nei pubblici uffici (articoli 51 e 97), scende di un gradino al testo unico del pubblico impiego (Dlgs 165/2001), che impone «economicità» e «celerità di espletamento» ai concorsi pubblici, e approda al regolamento sui concorsi pubblici, fissato nel Dpr 487/1994. A questo punto il problema non è semplice, perché il regolamento prevede domande «redatte in carta semplice», presentate «direttamente o a mezzo raccomandata» e firmate dall'interessato. Tutti questi passaggi, sottolinea però la circolare, trovano un equivalente nella procedura della posta elettronica certificata:le ricevute di accettazione .e di avvenuta consegna garantiscono che l'invio avvenga entro i termini stabiliti, e l'identificazione attraverso il sistema informatico ha lo stesso valore della firma in fondo alla richiesta cartacea. Per poter inviare le candidature tramite Pec, conclude la circolare, non è nemmeno necessario che lo preveda il bando, anche se è bene che le amministrazioni mettano per iscritto che anche la via telematica è valida.
Cattolicaeraclea on line
Interventi di manutenzione e ripristino della S.P. Raffadali - Cattolica Eraclea richiesti dal Consigliere provinciale Spoto
postato da La Redazione * 4 settembre 2010 * Stampa
Il Consigliere provinciale Nino Spoto ha inviato una interrogazione al Presidente del Consiglio Raimondo Buscemi e al Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi chiedendo All'Amministrazione Provinciale l'immediato ripristino della normale Percorribilità della S.P. Raffadali - Cattolica Eraclea attraverso tutti gli interventi strutturali e/o manutentivi all'uopo necessari. Scrive Spoto nell'interrogazione che strada provinciale versa attualmente in pessimo stato manutentivo per la presenza di numerose buche e frane e rappresenta una costante insidia per gli utenti della strada oltre che per lo stato del manto stradale ormai mancante in moltissimi punti del tracciato. La situazione, conclude Spoto, si è aggravata a causa degli smottamenti verificatisi per le abbondantissime piogge che hanno caratterizzato tutta la stagione invernale.
Infoagrigento
D'Orsi alla scuola "Pascoli"
"Impensabile fare lezione lì"
Questa mattina presso i locali dell'istituto compresivo "Giovanni Pascoli" è stata convocata una conferenza stampa dal presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D'Orsi invitando gli organi di stampa a partecipare per sottolineare e rendere visibile agli occhi di tutti lo stato di abbandono e degrado in cui versa la scuola stessa.
Ieri, in occasione della riconsegna ufficiale del complesso scolastico "Tortorelle", il presidente D'Orsi ha avuto uno scontro verbale poco lusinghiero con con l'assessore comunale Elio Cordaro, questa mattina attraverso la conferenza stampa ha voluto rispondere con i fatti a quanti lo accusano di esagerazione e strumentalizzazione politica quando parla dei problemi delle scuole agrigentine, in particolar modo di quelle da lui dirette. Effettivamente le ragioni del presidente, qui in veste di dirigente scolastico e genitore, ci sono tutte: la scuola "Giovanni Pascoli", come d'altronde pure la "Tortorelle" appena riconsegnata, si trovano in condizioni non idonee alla ripresa delle attività scolastiche, mancando proprio dei minimi requisiti per un normale svolgimento delle lezioni, senza dover preoccuparsi per l'incolumità dei giovani alunni e del personale docente e scolastico.
Lite D'Orsi - Cordaro: le "vergogne nascoste" dell'Istituto-catapecchia Pascoli -
Mancano pochi giorni all'inizio dell'anno scolastico. Poche, e comunque pessime, le novità. Restano irrisolti i problemi di sempre: le vergognose condizioni in cui versano gli istituti in primis. L' Istituto Comprensivo Pascoli di Agrigento è forse quello che ha pagato, e continua a pagare, a caro prezzo clamorosi errori di programmazione compiuti in passato. La scuola è frazionata in tre plessi. La "centrale", ubicata in un angusto seminterrato della via Dante da circa 30 anni ed i plessi "Tortorelle" di Piazza Metello (dove ieri si è consumata la furibonda lite tra il Preside D'Orsi e l'assessore Cordaro) e Villaggio Peruzzo, nell'omonima frazione.
Aule ai limiti della praticabilità, corridoi stretti, ripide e antiquate scale. La situazione è più grave nella sede centrale di via Dante. Più che una scuola sembra un carcere: un ampio corridoio (utilizzato anche per le assemblee e le riunioni degli insegnati) separa le classi ubicate alla sinistra dell'entrata. A destra, invece, una palestra (se così la si può definire), i bagni e magazzini vari.
A partire da quest'anno, a dirigere la scuola sarà un Preside originario di Palma di Montechiaro, meglio noto per essere anche il Presidente della Provincia di Agrigento. Lo stesso Eugenio D'Orsi che ieri ha manifestato tutto il proprio disappunto per le condizioni in cui versano le strutture scolastiche che dovrà dirigere. E che è stato protagonista di un furibondo litigio verbale con l'assessore alla Pubblica Istruzione Elio Cordaro. Il neo dirigente scolastico di mandare i suoi alunni in quelle aule anguste e potenzialmente pericolose, non ne vuole proprio sapere. E dopo le polemiche conseguenti l'ormai famosissimo turpiloquio tra i due politici agrigentini, questa mattina il Preside D'Orsi ha voluto mostrare alla cittadinanza le condizioni in cui versa l'IC Pascoli di Agrigento.
"Sembra di trovarsi in Biafra". Il Preside lo avrà ripetuto una dozzina di volte mentre accompagnava giornalisti e cameraman all'interno dell'Istituto mostrando loro le reali condizioni in cui versano i locali. Ma il suo, ha spiegato riferendosi alla lite con l'assessore Cordaro, non voleva essere assolutamente un attacco all'amministrazione comunale, bensì ad un sistema che ha prodotto un risultato del genere nel tempo. "Lo stesso Muglia, da uomo di scuola ed educatore come me - ha ribadito D'Orsi - ha detto che non avrebbe esitato un solo attimo a far chiudere l'edificio".
E in effetti non comprendiamo secondo quali criteri sia stata concessa l'agibilità dei locali all'Istituto Pascoli. Da alcuni anni, tra l'altro, minacciose e preoccupanti lesioni interessano diversi settori della struttura. Lesioni monitorate con appositi "vetrini". Nel frattempo il numero degli alunni dell'Istituto, nel corso dell'ultimo decennio, si è drasticamente ridotto. Perchè, giustamente, mandare i propri figli in quella bettola, quando in città ci sono tanti altri istituti che versano in condizioni sicuramente migliori ? Ed ecco che un altro storico e glorioso istituto scolastico cittadino rischia l'estinzione.
Il giornale di Pozzallo
Agrigento Interventi di manutenzione e ripristino della S.P. Raffadali - Cattolica Eraclea richiesti dal Consigliere Spoto
Agrigento Il Consigliere Nino Spoto ha inviato una interrogazione al Presidente del Consiglio Raimondo Buscemi e al Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi chiedendo All'Amministrazione Provinciale l'immediato ripristino della normale Percorribilità della S.P. Raffadali - Cattolica Eraclea attraverso tutti gli interventi strutturali e/o manutentivi all'uopo necessari. SCrive Spoto nell'interrogazione che strada provinciale versa attualmente in pessimo stato manutentivo per la presenza di numerose buche e frane e rappresenta una costante insidia per gli utenti della strada oltre che per lo stato del manto stradale ormai mancante in moltissimi punti del tracciato. La situazione, conclude Spoto, si è aggravata a causa degli smottamenti verificatisi per le abbondantissime piogge che hanno caratterizzato tutta la stagione invernale.
Agrigentooggi
Segreti sul rigassificatore, Lo Presti chiede incontro
AGRIGENTO - (di Giuseppe Marsala) L'Architetto agrigentino Domenico Savio Lo Presti, ha chiesto un incontro al Presidente della Provincia Regionale Eugenio D'Orsi. Lo Presti chiede di interloquire con il Presidente, per conoscere le motivazioni della mancata costituzione della Provincia innanzi al TAR del Lazio in merito alla controversia riguardante il rigassificatore di Porto Empedocle, in occasione dell'udienza del 7 luglio 2010.
Lo Presti chiede un incontro, anche e soprattutto, per avere chiarimenti in merito ad alcune dichiarizione del Presidente D'Orsi rilasciate di recente ad una emittente locale agrigentina. Dichiarazioni, sempre in merito alla realizzazione del rigassificatore, che di certo aprono inquitentanti interrogativi. D'Orsi ha dichiarato di essere a conoscenza di "situazioni" e di non volerne parlare pubblicamente ma solo in privato con chi volesse saperne di piu'.
L'Architetto Lo Presti, pur sottolineando la non proprio limpida forma di comunicazione del Presidente della Provincia, chiede un incontro e si impegna a non divulgarne il contenuto, nelle parti di conversazione che D'Orsi vorrà tenere "segrete".
Rimanendo in attesa di sapere se il Presidente della Provincia concederà un incontro all'Arch. Lo Presti, auspichiamo di conoscere le "situazioni" di cui parla D'Orsi. Se c'è qualcosa da sapere,i cittadini devono saperlo,specialmente quando si tratta di argomenti così delicati e di grande impatto come è la costruzione di un rigassificatore nell'ex area industriale di Porto Empedocle. (Giuseppe Marsala).
I bambini prima di tutto
Di Eugenio Cairone: La lite in diretta è stata di quelle che non hanno bisogno di commento. A caldo si è detto che D'Orsi e Cordaro erano scesi a livelli troppo bassi considerati i ruoli. Ebbene ieri che la scuola è stata aperta ai giornalisti chi ha criticato D'Orsi dovrebbe ricredersi. Perché anche le immagini viste, non hanno bisogno di commento perché si commentano da sole. Perché sono vergognose e rappresentano il massimo dello squallore che non si addice certo ad un locale scolastico. "Non farò iniziare le lezioni in questo tugurio" ha detto Eugenio D'Orsi. Come dargli torto. Lui sostiene di essere, prima di tutto, un educatore e di parlare come tale. Eugenio D'Orsi, bisogna aggiungere, è un uomo prima che un politico. Un uomo con un carattere tutto suo. Ma questa volta dargli torto non si può davvero.Si rischia di divenire complici di chi non ha mosso un dito per evitare che alla vigilia dell'inizio dell'anno scolastico quella scuola restasse nello schifo più totale. Piuttosto che correre dietro alle polemiche, ci si metta al lavoro per trasformare il tugurio in un ambiente accogliente. Senza far pagare, però, colpe a chi non ne ha essendo arrivato da poco.
Agrigentonotizie
AEROPORTO
D'Orsi chiede l'intervento del presidente della Repubblica
Il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi scrive al presidente della Repubblica Giorgio Napoletano sulla vicenda dell'aeroporto di Agrigento, chiedendo l'intervento della più alta carica dello Stato per dare una concreta speranza ai cittadini di questa provincia. L'appello di D'Orsi è stato inviato anche al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al ministro della Giustizia Angelino Alfano, al ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli, al presidente della Regione Raffaele Lombardo, al deputato europeo Salvatore Iacolino e alla deputazione nazionale e regionale.
"Signor presidente della Repubblica, onorevoli rappresentanti delle massime istituzioni europee, nazionali e regionali - scrive D'Orsi - siamo stanchi di aspettare: reclamiamo il nostro diritto ad essere 'uguali' a tutti gli altri Italiani, come prescrive l'articolo 3 della Costituzione repubblicana, che fu scritta anche da Gaspare Ambrosini figlio illustre di questa generosa terra. A nome dei cittadini della provincia di Agrigento, anche dei quali siete rappresentanti - prosegue - Vi chiedo di voler porre in essere ogni utile intervento per consentire a questo martoriato lembo di Italia di non essere più trattato al rango di 'colonia' a servizio di interessi elettorali o di gruppi imprenditoriali".
Sicilia24h
Aeroporto, lettera - appello di D'Orsi al presidente della Repubblica
Il Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi scrive al Presidente Napolitano sulla vicenda dell'aeroporto di Agrigento, chiedendo l'intervento della più alta carica dello Stato per dare una concreta speranza ai cittadini di questa provincia.
Il Presidente D'Orsi, nonostante il suo incessante impegno e la predisposizione di tutti gli adempimenti di legge previsti per la costruzione dello scalo aeroportuale, stancato dai continui rinvii e delle contrastanti dichiarazioni fatte a vari livelli dagli attori del trasporto aereo, si rivolge ora direttamente alle più alte cariche dello Stato e della Regione.
L'appello del Presidente D'Orsi è stato inviato anche al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al ministro della Giustizia Angelino Alfano, al Ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli, al Presidente della Regione Raffaele Lombardo, al Deputato Europeo Salvatore Iacolino e alla deputazione nazionale e regionale.
Scrive il Presidente D'Orsi: "Signor Presidente della Repubblica, Onorevoli rappresentanti delle massime Istituzioni Europee, Nazionali e Regionali, siamo stanchi di aspettare: reclamiamo il nostro diritto ad essere "uguali" a tutti gli altri Italiani, come prescrive l'art. 3 della Costituzione Repubblicana, che fu scritta anche da Gaspare Ambrosini figlio illustre di questa generosa terra.
"A nome dei Cittadini della Provincia di Agrigento, anche dei quali siete rappresentanti, - prosegue D'Orsi - Vi chiedo di voler porre in essere ogni utile intervento per consentire a questo martoriato lembo di Italia di non essere più trattato al rango di "colonia" a servizio di interessi elettorali o di gruppi imprenditoriali."
Ecco il testo:
"Mi rivolgo all'attenzione dell'Onorevole Presidente della Repubblica, espressione dell'Unità Nazionale e di tutte le Signorie Loro, per segnalare, ancora una volta, la grave ingiustizia che si sta perpetrando ai danni della popolazione della provincia di Agrigento, che ho l'onore di rappresentare.
Da circa quarant'anni gli agrigentini aspirano ad una nuova opportunità di sviluppo, reclamando la realizzazione di uno scalo aeroportuale che li riscatti dall'isolamento economico e geografico nel quale sono relegati.
Tale legittima aspirazione viene, però, quotidianamente frustrata da gruppi economici e politici che hanno, invece, l'interesse a mantenere immutati equilibri imprenditoriali non sempre rispondenti alle effettive aspirazioni generali del territorio e della popolazione.
I ripetuti sforzi compiuti da questa Amministrazione per la realizzazione di uno scalo aeroportuale non hanno sortito, fino ad ora, concreti risultati a causa delle resistenze opposte da quanti continuano a sostenere l'incompatibilità di nuovi insediamenti aeroportuali in ragione della densità del traffico merci-passeggeri e della distanza da analoghe infrastrutture.
Come se, in altre realtà del nostro Paese, non esistessero già ripetuti esempi di strutture aeroportuali, alcune anche di recente realizzazione, distanti tra loro poche decine di chilometri.
Sembra quasi che, dopo centocinquant'anni dall'Unità di Italia, esistano ancora, come ha scritto un nostro illustre concittadino, Luigi Pirandello, "Due Italie: Florida una di Comuni splendida di Signorie ..... l'altra arida, da secoli povera " .
Oppure, in maniera ancora più brutale, come se esistessero Cittadini della Repubblica di serie "A" e cittadini di serie "B" .
Appare, quindi, legittima la domanda che noi agrigentini rivolgiamo, ed alla quale desidereremmo ricevere una risposta: perché qualcuno, in barba ai colori dei vari governi, continua ad occupare lo stesso posto e da là impartisce ordini e decide dove, quando e come costruire un aeroporto?
Noi, non abbiamo chiesto soldi al Governo, vorremo affidarci ai tanti privati, interessati alla realizzazione della importante infrastruttura aeroportuale per eliminare la marginalità che ci soffoca.
Accompagnati timidamente dal Governo Regionale, i cui fondi FAS sono tutt'ora bloccati, in quella che riteniamo una battaglia di civiltà e di promozione umana, sommessamente Le chiediamo Sig. Presidente della Repubblica, di rappresentare e rappresentarci come Cittadini Italiani.
Lei, Sig. Presidente della Repubblica, ha visitato Palma di Montechiaro (la città del Gattopardo dal nome del celebre romanzo di Tomasi di Lampedusa), ha potuto ammirare le bellezze di questo lembo della Sicilia ed i volti dei suoi abitanti, speranzosi di poter vivere una vita "normale", lavorando, sudando, evitando di essere assoldati dalla mafia per diventare spietati killer anche per soli 100 Euro.
Ecco, l'aeroporto che non costerebbe nulla allo Stato, rappresenterebbe una forte molla di sviluppo e di investimento sull'uomo.
Tutto ciò da quarant'anni ci viene negato.
Signor Presidente della Repubblica, Onorevoli rappresentanti delle massime Istituzioni Europee, Nazionali e Regionali, siamo stanchi di aspettare: reclamiamo il nostro diritto ad essere "uguali" a tutti gli altri Italiani, come prescrive l'art. 3 della Costituzione Repubblicana, che fu scritta anche da Gaspare Ambrosini figlio di questa generosa terra.
A nome dei Cittadini della Provincia di Agrigento, anche dei quali siete rappresentanti, Vi chiedo di voler porre in essere ogni utile intervento per consentire a questo martoriato lembo di Italia di non essere più trattato al rango di "colonia" a servizio di interessi elettorali o di gruppi imprenditoriali.
Un secolo e mezzo fa, proprio da questa terra partì l'anelito all'Unità del Paese e le "Due Italie ......... ricomposte per sempre si vollero nell'unità di Roma".
Oggi, Signor Presidente, Le chiediamo di dare concretezza al concetto di Unità Nazionale garantendo anche ai Cittadini di questa provincia le stesse opportunità degli altri Cittadini d'Italia .
Confidiamo nell'autorevole intervento dell'Onorevole Presidente della Repubblica, delle Autorità Istituzionali in indirizzo e di quanti "liberi" da condizionamenti e "forti" nell'animo vorranno battersi per una causa di Giustizia e di Civiltà" .
Governoitaliano.it
QUESTIONE AEROPORTO LETTERA A NAPOLITANO
Da "Giornale di Sicilia Agrigento" di sabato 4 settembre 2010
PROVINCIA. L'ha scritta Eugenio D'Orsi Questione aeroporto Lettera a Napolitano . Chiede l'intervento del Capo dello Stato il presidente della Provincia di Agrigento, sulla pi che trentennale questione aeroporto. Il prtesidente Eugenio D'Orsi ha scritto una lettera al presidente della REpubblica Giorgio Napolitano, chiedendo l'intervento della pi alta carica dello Stato per dare una concreta speranza ai cittadini.
Il Presidente D'Orsi, stanco dei continui rinvii e delle contrastanti dichiarazioni fatte a vari livelli dagli attori del trasporto aereo, si rivolge ora direttamente alle pi alte cariche dello Stato e della Regione.
L'appello del Presidente D'Orsi è stato inviato anche al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Scrive il Presidente D'Orsi:
«Signor Presidente della Repubblica, Onorevoli rappresentanti delle massime Istituzioni Europee, Nazionali e Regionali, siamo stanchi di aspettare: reclamiamo il nostro diritto ad essere uguali a tutti gli altri Italiani, come prescrive l'art. 3 della Costituzione Repubblicana, che fu scritta anche da Gaspare Ambrosini figlio illustre di questa generosa terra. Poi aggiunge «A nome dei Cittadini della Provincia di Agrigento, anche dei quali siete rappresentanti, - prosegue D'Orsi - Vi chiedo di voler porre in essere ogni utile intervento per consentire a questo martoriato lembo di Italia di non essere pi trattato al rango di colonia a servizio di interessi elettorali o di gruppi imprenditoriali». (*PA PI*) «Esprimiamo massimo sostegno e solidarietà al Presidente D'Orsi dichiarano Schembri e Ciulla del Circolo Tematico del Moviniento per le Autonomie per un tema importante, quale l'aeroporto, che sembra interessare solo agli agrigentini e non alla Politica.È una vergogna indescrivibile lasciare al triste abbandono un territorio bisognoso di numerosi ed urgenti interventi, nonostante annoveri i pi alti esponenti della politica regionale e nazionale».
Grandangolo
Aeroporto: D'Orsi scrive a Napoiltano
Il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi scrive al presidente Napolitano sulla vicenda dell'aeroporto di Agrigento, chiedendo l'intervento della più alta carica dello Stato per dare una concreta speranza ai cittadini di questa provincia. Il presidente D'Orsi, nonostante il suo incessante impegno e la predisposizione di tutti gli adempimenti di legge previsti per la costruzione dello scalo aeroportuale, stancato dai continui rinvii e delle contrastanti dichiarazioni fatte a vari livelli dagli attori del trasporto aereo, si rivolge ora direttamente alle più alte cariche dello Stato e della Regione. L'appello del presidente D'Orsi è stato inviato anche al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al ministro della Giustizia Angelino Alfano, al ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli, al presidente della Regione Raffaele Lombardo, al deputato Europeo Salvatore Iacolino e alla deputazione nazionale e regionale. Scrive il presidente D'Orsi: "Signor Presidente della Repubblica, Onorevoli rappresentanti delle massime Istituzioni Europee, Nazionali e Regionali, siamo stanchi di aspettare: reclamiamo il nostro diritto ad essere "uguali" a tutti gli altri Italiani, come prescrive l'art. 3 della Costituzione Repubblicana, che fu scritta anche da Gaspare Ambrosini figlio illustre di questa generosa terra. "A nome dei cittadini della Provincia di Agrigento, anche dei quali siete rappresentanti, - prosegue D'Orsi - Vi chiedo di voler porre in essere ogni utile intervento per consentire a questo martoriato lembo di Italia di non essere più trattato al rango di "colonia" a servizio di interessi elettorali o di gruppi imprenditoriali."
Agrigentoweb
Provincia, riunito il gruppo consiliare del PDL Sicilia
Si è svolta a Palermo, alla presenza del vice Presidente della Regione On.le Michele Cimino, presso la sede dell'Assessorato alla programmazione economica, un incontro del gruppo consiliare del PDL SICILIA alla provincia di Agrigento con gli assessori provinciali Sergio Indelicato e Stefano Castellino, al fine di verificare lo stato di attuazione degli interventi regionali a favore del territorio della Provincia di Agrigento.
Nell'occasione il capogruppo Orazio Guarraci ha relazionato sull'attività svolta dal gruppo e sulle diverse iniziative intraprese da vari comuni della Provincia, evidenziando la necessità di un opportuno raccordo dell'Ente Provincia con i sindaci del comprensorio, per meglio attivare le risorse extraregionali destinate al nostro territorio, con particolare riguardo ai suoi settori nevralgici.
Il gruppo consiliare, nel ribadire piena stima ed apprezzamento nei confronti del capogruppo, condivide la necessità di rilanciare l'azione politico-amministrativa dell'Ente Provincia per il raggiungimento di tutti gli obiettivi prefissati, al fine di supportare concretamente il programma del Presidente Eugenio D'Orsi e della sua giunta, a partire dalle indispensabili grandi infrastrutture, tra cui l'aeroporto.
L'On.le Cimino, condividendo pienamente l'attività e l'impegno del gruppo consiliare e del suo capogruppo, anche per l'attenzione mostrata sempre nei confronti delle problematiche del territorio e ribadendo il proprio sostegno al Presidente D'Orsi ed alla sua Amministrazione, si impegna ad istituire un tavolo di lavoro che coinvolga i dirigenti ed i politici del territorio per dare corso ad un monitoraggio costante sul lavoro svolto che permetta di accelerare i processi di sviluppo della Provincia di Agrigento.
Si impegna, altresì, a sostenere con particolare attenzione le istanze degli assessori Indelicato e Castellino, dagli stessi avanzate nei settori di loro competenza.
Perlacittà
Aeroporto della provincia di Agrigento: D'Orsi scrive al Presidente Napolitano
di Redazione
Il Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi scrive al Presidente Napolitano a proposito dell'aeroporto di Agrigento, chiedendo l'intervento della più alta carica dello Stato per dare una concreta speranza ai cittadini di questa provincia. Ecco il testo della lettera indirizzata al Capo dello Stato:
"Mi rivolgo all'attenzione dell'Onorevole Presidente della Repubblica, espressione dell'Unità Nazionale e di tutte le Signorie Loro, per segnalare, ancora una volta, la grave ingiustizia che si sta perpetrando ai danni della popolazione della provincia di Agrigento, che ho l'onore di rappresentare.
Da circa quarant'anni gli agrigentini aspirano ad una nuova opportunità di sviluppo, reclamando la realizzazione di uno scalo aeroportuale che li riscatti dall'isolamento economico e geografico nel quale sono relegati.
Tale legittima aspirazione viene, però, quotidianamente frustrata da gruppi economici e politici che hanno, invece, l'interesse a mantenere immutati equilibri imprenditoriali non sempre rispondenti alle effettive aspirazioni generali del territorio e della popolazione.
I ripetuti sforzi compiuti da questa Amministrazione per la realizzazione di uno scalo aeroportuale non hanno sortito, fino ad ora, concreti risultati a causa delle resistenze opposte da quanti continuano a sostenere l'incompatibilità di nuovi insediamenti aeroportuali in ragione della densità del traffico merci-passeggeri e della distanza da analoghe infrastrutture.
Come se, in altre realtà del nostro Paese, non esistessero già ripetuti esempi di strutture aeroportuali, alcune anche di recente realizzazione, distanti tra loro poche decine di chilometri.
Sembra quasi che, dopo centocinquant'anni dall'Unità di Italia, esistano ancora, come ha scritto un nostro illustre concittadino, Luigi Pirandello, "Due Italie: Florida una di Comuni splendida di Signorie ..... l'altra arida, da secoli povera " . Oppure, in maniera ancora più brutale, come se esistessero Cittadini della Repubblica di serie "A" e cittadini di serie "B" .
Appare, quindi, legittima la domanda che noi agrigentini rivolgiamo, ed alla quale desidereremmo ricevere una risposta: perché qualcuno, in barba ai colori dei vari governi, continua ad occupare lo stesso posto e da là impartisce ordini e decide dove, quando e come costruire un aeroporto?
Noi, non abbiamo chiesto soldi al Governo, vorremo affidarci ai tanti privati, interessati alla realizzazione della importante infrastruttura aeroportuale per eliminare la marginalità che ci soffoca.
Accompagnati timidamente dal Governo Regionale, i cui fondi FAS sono tutt'ora bloccati, in quella che riteniamo una battaglia di civiltà e di promozione umana, sommessamente Le chiediamo Sig. Presidente della Repubblica, di rappresentare e rappresentarci come Cittadini Italiani.
Lei, Sig. Presidente della Repubblica, ha visitato Palma di Montechiaro (la città del Gattopardo dal nome del celebre romanzo di Tomasi di Lampedusa), ha potuto ammirare le bellezze di questo lembo della Sicilia ed i volti dei suoi abitanti, speranzosi di poter vivere una vita "normale", lavorando, sudando, evitando di essere assoldati dalla mafia per diventare spietati killer anche per soli 100 Euro.
Ecco, l'aeroporto che non costerebbe nulla allo Stato, rappresenterebbe una forte molla di sviluppo e di investimento sull'uomo.
Tutto ciò da quarant'anni ci viene negato.
Signor Presidente della Repubblica, Onorevoli rappresentanti delle massime Istituzioni Europee, Nazionali e Regionali, siamo stanchi di aspettare: reclamiamo il nostro diritto ad essere "uguali" a tutti gli altri Italiani, come prescrive l'art. 3 della Costituzione Repubblicana, che fu scritta anche da Gaspare Ambrosini figlio di questa generosa terra.
A nome dei Cittadini della Provincia di Agrigento, anche dei quali siete rappresentanti, Vi chiedo di voler porre in essere ogni utile intervento per consentire a questo martoriato lembo di Italia di non essere più trattato al rango di "colonia" a servizio di interessi elettorali o di gruppi imprenditoriali.
Un secolo e mezzo fa, proprio da questa terra partì l'anelito all'Unità del Paese e le "Due Italie ......... ricomposte per sempre si vollero nell'unità di Roma".
Oggi, Signor Presidente, Le chiediamo di dare concretezza al concetto di Unità Nazionale garantendo anche ai Cittadini di questa provincia le stesse opportunità degli altri Cittadini d'Italia .
Confidiamo nell'autorevole intervento dell'Onorevole Presidente della Repubblica, delle Autorità Istituzionali in indirizzo e di quanti "liberi" da condizionamenti e "forti" nell'animo vorranno battersi per una causa di Giustizia e di Civiltà ".
Con i più rispettosi saluti.
Eugenio D'Orsi
Il Velino
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ECO - Aeroporto di Agrigento: D'Orsi chiede l'intervento di Napolitano
Agrigento, 3 set (Il Velino/Il Velino Sicilia) -
Il presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D'Orsi scrive al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sulla vicenda dell'aeroporto di Agrigento, chiedendo ...
GIORNALE DI SICILIA
PROVINCIA. Gli impiegati sono stati invitati a comunicare la disponibilità
Polizia provinciale, avviata la mobilità dei dipendenti
Avviati i termini per la mobilità interna di personale della Provincia per coprire i posti vacanti del Corpo della Polizia Provinciale. I dipendenti interessati sono stati invitati a comunicare al Direttore delle Risorse Umane, Aldo Cipolla, l'eventuale disponibilità al mutamento di profilo. La comunicazione potrà avvenire tramite posta ordinaria od anche tramite posta elettronica. I requisiti richiesti sono: appartenenza alla categoria C. La mobilità interna non presuppone alcuna progressione di carriera. Il possesso del diploma di scuola media superiore. Il termine ultimo per la manifestare la propria disponibilità è il 30 settembre. I dipendenti in possesso dei requisiti necessari saranno sottoposti ad un colloquio e se ritenuti idonei saranno, dopo un periodo di formazione e di prova, inquadrati nel profilo professionale di istruttori di vigilanza. Per qualsiasi informazione o chiarimento in merito alle procedure relative alla selezione in argomento si possono contattare i funzionari del Settore Risorse Umane della Provincia: Anita Lorefice, ValeriaVella ed Aldo Cipolla. Gli uffici del Settore Risorse Umane sono aperti al pubblico nei giorni di lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 10 alle 12 ed il martedì dalle 16 alle 17.
LICATA. Rischia di finire in tribunale la «guerra» tra gli autonomisti e Giuseppe Arnone
Mpa, vicesindaco espulso - Lui: «Una ritorsione politica»
L'accusa è di avere accettato l'incarico senza l'autorizzazione del partito e di essersi schierato contro l'aeroporto. La replica: fantasie di un movimento in stato confusionale.
AGRIGENTO. Scontro al vetriolo all'interno del Movimento per l'autonomia che ha prodotto l'espulsione dal partito di Giuseppe Arnone, ex assessore provinciale estromesso dalla giunta provinciale di Agrigento. La scorsa settimana, Arnone, che con la sua corrente autonomista aveva aderito al Mpa è stato nominato assessore e vice sindaco di Licata, da Angelo Graci, il primo cittadino costretto ad amministrare la sua città da Agrigento per effetto di una misura cautelare di divieto di soggiorno imposto dalla magistratura dopo l'incriminazione per corruzione. Ma la scelta non sarebbe stata concordata con i vertici del partito e quindi l'ex assessore provinciale è stato espulso dal Movimento. La decisione, immediata ed urgente, è stata ratificata anche dal commissario regionale Vincenzo Oliva. «Arnone - si legge in una nota dei referenti provinciali e regionali del partito del Governatore, Raffaele Lombardo - entrato a far parte della giunta provinciale di Agrigento grazie a un accordo elettorale in base al quale sarebbe rimasto assessore per due anni, all'indomani della sua uscita si è scagliato contro l'Mpa e ha preso posizione contro la localizzazione dell'aeroporto a Licata, danneggiando così la comunità agrigentina. Di qui la decisione di espellerlo e di avviare un'azione legale nei suoi confronti a tutela dell' immagine del Movimento». Secca ed immediata la risposta del vice sindaco di Licata: «Si tratta di una ritorsione politica nei miei confronti - dice -. Nonostante ciò, mi ritengo un uomo libero e porterò avanti le mie idee, con o senza l'Mpa. Confido negli onorevoli Grillo e Balistreri affinché si oppongano a questa scelta. Porterò il caso in Tribunale, voglio conoscere il parere dei giudici. - E' un provvedimento abnorme, gravissimo. Le accuse che mi vengono mosse sembrano frutto di un colossal di fantasie ed elucubrazioni partite da uomini del Mpa che vivono uno stato confusionale perenne. Lo dimostra la motivazione che hanno espresso nel comunicato secondo cui io avrei remato contro la realizzazione dell'aeroporto di Licata. Tale circostanza grottesca e priva di ogni briciolo di verità dimostra come in questo momento l'Mpa attraverso uno stato confusionale senza precedenti. Farebbero bene, al contrario, i vertici agrigentini a chiedere ai due leader regionali del partito, Lombardo e Di Mauro, se in realtà vogliono l' aviostruttura in provincia di Agrigento. Quanto al commissario regionale Oliva che minaccia di avviare una azione legale nei miei confronti a tutela dell'immagine del Movimento, lo invito a prendere una pausa di ferie perchè al momento mi sembra eccessivamente stanco e poco lucido. Scriverò una lettera - conclude - al presidente della Regione, Raffaele Lombardo».
Autotrasporto, sessione d'esame
La Provincia ha indetto la terza sessione di esame per il conseguimento della idoneità professionale per l'accesso alla professione di trasportatore su strada di cose per conto terzi con automezzi con massa complessiva a pieno carico superiore a 1,5 tonnellate nel settore dei trasporti nazionali e internazionali. La sessione si terrà dal 15 ottobre al 30 novembre. La domanda, corredata della documentazione richiesta dovrà pervenire entro le 12 del 15 settembre alla Provincia di Agrigento.
GIUNTA. Sono Angelo Biondi e Sergio Indelicato
Provincia, gli assessori senza deleghe
A distanza di due settimane dalla nomina non sono state ancora assegnate le deleghe ai due nuovi assessori, che hanno integrato la giunta provinciale, Angelo Biondi e Sergio Indelicato. Inoltre dei due neo assessori non c'è traccia sul sito della Provincia di Agrigento. Il portale, infatti, ancora non ha inserito le posizioni dei due assessori che sono stati nominati lo scorso 23 agosto, a due settimane dal primo rimpasto del 4 agosto. Sul sito internet dell'ente la giunta risulta composta da 8 assessori e non da 10. Ad essere stati inseriti, con tanto di foto a corredo, gli assessori: Salvatore Tuzzolino, Luca Salvato, Stefano Castellino, Gaetano Cani, Mariano Ragusa, Antonio Limblici, Domenico Contino e Nico Lombardo. Per ognuno di loro sono indicati: partito di appartenenza, dati anagrafici e deleghe. Il licatese Nico Lombardo, si occupa di Bilancio, mentre Mimmo Contino, medico ortopedico cura il settore Attività economiche. Il palmese Stefano Castellino invece ha ottenuto la delega al Territorio e ambiente. Luca Salvato si occupa di Sport, turismo e spettacolo e fa anche le veci di vice presidente di D'Orsi. I due assessori dell'Udc, Totò Tuzzolino e Gaetano Cani, si occupano rispettivamente di Politiche agricole e Pubblica istruzione. Per Mariano Ragusa (riconfermato) e Antonio Limblici, geometra di Favara area Granata, sono arrivate le deleghe, rispettivamente, ai Servizi sociali e Programmazione negoziata. Ma nessuna foto e nessun dato di Angelo Biondi e Sergio Indelicato che da indiscrezioni dovrebbero occuparsi di Lavori pubblici e Cultura.
COMUNE. «Il movimento sta crescendo e comincia a radicarsi in tutto il territorio provinciale».
Zambuto: «Il patto dà fastidio. Vorrei in giunta anche il Pd»
Il sindaco scrive ad Adragna: «Mi attendo di avere accanto in modo ancora più significativo di ora il Partito democratico e le risorse di cui dispone».
«Sì, il patto sta crescendo ed è quindi naturale che cominci a dare fastidio. Ma la nostra non è una campagna acquisti: si stanno a avvicinando in tanti, delusi dai partiti che facendosi una guerra di potere hanno dimenticato i problemi del territorio». A parlare è il sindaco Marco Zambuto. Il movimento che ha creato sta davvero mettendo in subbuglio il mondo politico provinciale.
«Il patto dà fastidio». «Al di la qualche smentita, è vero, aggiunge, che stanno aderendo in tanti. Quando con noi ci sono cinque consiglieri provinciali, destinati a diventare sette, vuol dire che il Patto si sta estendendo e radicando in tutto il territorio provinciale e dà quindi fastidio». Un gruppo del «Patto» presto sarà costituito anche al Comune che, approvato il bilancio, tra qualche settimana sarà interessato da un nuovo rimpasto. Ci sarà sicuramente l'Udc. Ma Zambuto spera di potere avere nella squadra anche il Pd, come appunto auspica nella nota con cui risponde al senatore Benedetto Adragna. «Lettera a Adragna» «Per me, per la mia idea di amministrazione di questa città, il rapporto con il Pd, sostiene Zambuto, è da definirsi strategico. In continuità con il disegno "Al di sopra dei partiti", si inserisce il "Patto per il territorio", esperienza che prende atto appunto della "distrazione" di chi governa a Roma nei confronti dei gravissimi problemi del nostro territorio. I numerosi ed estenuanti viaggi da me compiuti a Roma non hanno neanche minimamente ottenuto gli obiettivi di attenzione e di riconoscimento di priorità che la città si proponeva. Chi manifesta disinteresse per ogni iniziativa concreta, si autoesclude dal nostro progetto di risanamento e di rinnovamento di questa città, che ci impegnerà anche nel prossimo quinquennio. Adesso mi attendo di avere accanto, in modo ancor più significativo ed organico di quanto pur molto positivamente sia avvenuto sinora, il Pd e le risorse di cui dispone».
ADESIONI E SMENTITE. Tante adesioni e qualche smentita. È il caso dei consiglieri comunali di Ribera Vincenzo Russo e Nino Armenio: «Non conosciamo, dicono, i presupposti politici che hanno portato alla nascita di questo movimento, ne siamo a conoscenza degli aspetti programmatici. Confermiamo di non aver dato alcuna disponibilità né al dialogo né all'adesione, dichiarano di appartenere al gruppo consiliare "Ribera di centro" dove sono stati eletti, lista facente riferimento al deputato regionale Salvatore Cascio, da sempre aderenti all'Udc». Negano contatti con il «Patto» i consiglieri Enzo Greco di S. Stefano Quisquina e Gerlando D'Angelo di Cianciana. «Abbiano costituito, spiega D'Angelo, un circolo politico culturale all'interno dell'Udc. Nessuno di altri partici sino ad oggi ci ha contattato». «Né io, aggiunge, D'angelo, nè Domenico Comparetto, Sonya Troja e Mirko Cinà, abbiamo avuto contatti con il Patto».
LA SICILIA
Il presidente torna preside
Eugenio D'Orsi racconta le sue sensazioni rientrando nel difficile mondo della scuola
«Volevo tornare alla normalità, a respirare l'aria della scuola che tanto mi mancava». Parole di Eugenio D'Orsi, il presidente della Provincia, tornato a svolgere il ruolo di preside - anzi, di dirigente scolastico - nella devastata e impresentabile scuola media Pascoli in via Dante. D'Orsi sperava di respirare un'aria decisamente più salubre di quella inalata negli improponibili spazi di un luogo non idoneo a bambini, agli insegnanti e al personale non docente. Una vergogna che ha sconvolto per primo lo stesso D'Orsi che, prima di raccontare e raccontarsi nella veste di insegnante e ora di preside, non può non sfogare la propria rabbia. «O mi danno le garanzie che questa struttura è idonea oppure si chiude e si va da un'altra parte. Mi raccomanderò al presidente della Provincia», ironizza. Dopo avere offerto un giro panoramico in questo scempio dell'istituzione scolastica, subìto silenziosamente da anni anche dai genitori degli alunni, D'Orsi si siede dietro la cattedra del proprio ufficio, con alle spalle la foto storta del capo dello Stato Giorgio Napolitano. «Ho iniziato nel mondo della scuola nell'ormai lontano 1979/80 quando fui spedito a insegnare Italiano in quel di Lampedusa. Fu dura, ma superai tutto con grande forza. Sono entrato di ruolo nel 1984 e la mia prima sede ufficiale fu a Licata, dove insegnai in una scuola serale. Ne11985 arrivai nella mia Palma di Montechiaro dove sono rimasto fino al 2001, anno in cui sono diventato preside. Nel 2007 ho vinto il concorso da dirigente scolastico, insediandomi a Licata da dove però ho chiesto e ottenuto di essere trasferito per le intimidazioni subite. Poi sono entrato in aspettativa, per gli impegni politici, ma per motivi specifici ho deciso di tornare nella scuola. Potevo scegliere tra la Pascoli e la Garibaldi e ho scelto la Pascoli anche per la sua tradizione». Quando parla della scuola gli occhi infuocati di D'Orsi si accendono ancora di più, testimoniando un amore per una professione sempre più difficile. «Insegnare è sempre più arduo, specie quando si deve lavorare in contesti difficili come quello in cui mi trovo a operare. Se una scuola si presenta in queste condizioni è lo Stato a uscirne sconfitto dinanzi all'opinione pubblica. Cercherò di conciliare i miei impegni da presidente della Provincia con quelli di dirigente scolastico, ma ci sto riuscendo, sia pure con sacrificio. Gli orari riesco a farli combaciare, ma è arduo. Sono però convinto di avere fatto la scelta giusta, anche perché ho voglia di riassaporare il gusto della normalità. Non voglio mica rimanere in eterno sui giornali o in televisione». In una struttura scolastica civile però D'Orsi vuole andare e lavorare a tutti i costi.
PALMA DI MONTECHIARO
Scoppia la polemica nella 4^ Commissione
PALMA DI MONTECHIARO. I componenti la 4^ commissione consiliare Alfredo Tararà dell'Udc, Gaetano Vitello del Gruppo misto, Carmelo Adamo di Alleanza Azzurra e Salvatore Scopelliti del Pdl, hanno accusato il presidente Rosario Bruna dell'Mpa di «scorrettezza politica e di avere fatto intestare al suo partito un documento che invece al sindaco Rosario Bonfanti doveva essere presentato come iniziativa politica e programmatica dello stesso organismo consultivo».
I componenti la 4^ commissione Tararà, Vitello, Adamo e Scopelliti hanno spiegato in una nota che la presidenza è stata affidata a Rosario Bruna, appartenente alla opposizione, per creare un clima distensivo e di collaborazione nell'interesse dell'attività amministrativa. «In una riunione dei giorni scorsi abbiamo deciso di affrontare il problema della fruizione dei beni comunali, del cine teatro Chiaramonte e del mercato ortofrutticolo -hanno aggiunto- e avevamo deciso di presentare le nostre proposte al sindaco. Invece il presidente Bruna, con gli stessi argomenti, presentava al sindaco una interrogazione, facendola firmare ai consiglieri comunali del Mpa di cui è capogruppo, intestandosi l'iniziativa. Ci siamo pertanto sentiti traditi e depredati di una iniziativa nobile con la quale, scavalcando la collocazione e colorazione politica di ogni componente della 4^ commissione, non pensando alla pochezza degli interessi di bottega, volevamo raggiungere degli obbiettivi alti nell'interesse della comunità palmese. Con questo non è nostro intendimento innescare delle polemiche, quel che ci spinge sono il dovere di cronaca e amore della verità. Abbiamo anche un dubbio che gli altri tre consiglieri dell'Mpa non siano stati informati di quello che si è discusso nella 4^ commissione e le decisioni prese. Per questo, essendo venuto meno il rapporto fiduciario tra il presidente della 4^ commissione e gli altri componenti -hanno concluso Tararà, Vitello, Adamo e Scopelliti - a Bruna chiediamo se non sia il caso di cominciare a pensare alle sue dimissioni. Ai dirigenti locali dell'Mpa diciamo, se amano Palma e se proprio vogliono avere visibilità, come ha detto il sindaco Bonfanti qualche giorno addietro ad uno di loro, di farsi carico di tre punti del piano triennale delle opere pubbliche 2010-2013, da concordare insieme e di riuscire a farli finanziare».
LA SOCIETÀ entro il 17 settembre potrebbe cambiare equilibri economici e amministratore delegato
Girgenti acque in agitazione
Sarà quasi sicuramente venerdì 17 settembre che Marco Campione riunirà il consiglio di amministrazione di Girgenti Acque per distribuire le deleghe ai suoi componenti. Ma nel frattempo potrebbero esserci novità che potrebbero portare ad un assetto diverso della società titolare del servizio di distribuzione dell'acqua nella nostra provincia. E' molto probabile infatti che mutino ancora gli equilibri economici interni e che alla fine la maggioranza rimanga saldamente in mano agli agrigentini. Questo, naturalmente, avrebbe delle logiche ricadute sulla composizione del cda e sugli incarichi da distribuire al suo interno. Un maggior peso degli agrigentini fa supporre che, nel quadro di una nuova mappa 'dei ruoli, l'attuale amministratore delegato Giuseppe Giuffrida potrebbe trovare una...diversa collocazione. Comunque questi dieci giorni che rimangono prima della riunione del cda serviranno al presidente Campione per definii:e gli ultimi dettagli relativi proprio all'organigramma definitivo dell'organo esecutivo della società. Intanto i sindacati chiedono con insistenza un incontro con i vertici per sistemare alcuni aspetti che si riferiscono al personale dipendente. «Il fatto é - spiega Lillo Cipolla della Cisl - che su circa 180 lavoratori che attualmente prestano la loro opera a Girgenti Acque, solo una parte é stabilizzata. Un'altra grossa aliquota é stata assunta tramite l'Agenzia del lavoro con dei contratti trimestrali che vengono rinnovati di volta in volta. Naturalmente questo determina una situazione di precarietà che va a danno della serenità di questo personale che non ha alcuna certezza per il futuro».
- Ma avete incontrato l'azienda?
«Abbiamo chiesto già due volte per iscritto un incontro con l'amministratore delegato Giuffrida, ma questi ha risposto che per motivi organizzativi fino ad ora non é stato possibile avere l'incontro. Probabilmente stanno aspettando di definire la distribuzione delle deleghe all'interno del consiglio di amministrazione. In questo modo individueranno la persona che si occuperà del problema e che quindi dovrà incontrarsi con noi. Ma bisogna far presto perché sono già in scadenza alcuni contratti e bisogna quindi trovare una soluzione che sistemi la faccenda una volta per tutte».
POLITICA IN FERMENTO
Il vicesindaco. Arnone è stato espulso dal Mpa: «Non ci rappresenta»
E' costata cara a Giuseppe Arnone la decisione di accettare la carica di vicesindaco della città di Licata. Ieri mattina, il Mpa, partito di cui fa parte lo ha espulso senza appello. Durissimo il comunicato stampa in merito: «Su richiesta dei vertici agrigentini - si legge - il segretario federale dell' Mpa, sentito il commissario regionale siciliano, ha accettato la proposta di espulsione dal partito di Giuseppe Arnone diffidando il vicesindaco di Licata a parlare in nome e per conto del Movimento per le Autonomie».
La decisione di espellere Arnone è giunta direttamente da Palermo, è stato Lombardo in persona ad avvallarla. Lo conferma il segretario, senatore Enzo Oliva: «Arnone ha accettato la carica di vicesindaco di Licata senza essersi consultato con il partito e andando addirittura in contrasto con le idee programmatiche del Governatore Lombardo. La decisione di espellerlo - dice Oliva - è stata consequenziale alle sue azioni». Secondo Oliva, «Arnone,entrato a far parte della giunta provinciale di Agrigento grazie a un accordo elettorale in base al quale sarebbe rimasto assessore per due anni, all'indomani della sua uscita si è scagliato contro il Mpa e ha preso posizione contro la localizzazione dell'aeroporto a Licata, danneggiando così la comunità agrigentina. Di qui la decisione di espellerlo e di avviare un'azione legale nei suoi confronti a tutela dell'immagine del Movimento». Proprio ieri mattina, Arnone, aveva dichiarato che lui era un componente del gruppo dei "democratici e autonomisti" e che nell'Mpa faceva capo solo ed esclusivamente a Lombardo, «Non devo rapportarmi - ha dichiarato - ne con i rappresentanti locali ne con quelli provinciali che non conosco, ma solo con Lombardo». Evidentemente, la decisione di Lombardo di espellerlo, la cui notizia è stata comunicata in tarda mattinata, è giunta anche per lui a ciel sereno. Se Angelo Graci sperava, con la nomina di Arnone vicesindaco, di potere creare un filo diretto con il governatore dell'isola, ha fatto un buco nell'acqua, visti i risvolti assunti ieri dalla vicenda.
Tornando ad Arnone, ieri, (prima dell'ufficializzazione della sua espulsione dall'Mpa), ha rimandato al mittente tutte le critiche che gli erano piovute dai partiti dell'opposizione, «a Licata tutti i partiti dell'opposizione messi assieme sono riusciti a portare in piazza poche centinaia di persone per manifestare contro Graci, io sono qui per lavorare e per ridare fiducia ai cittadini di Licata che ne hanno bisogno. Mi confronterà con loro - ha aggiunto - tra due mesi, quando si vedranno i primi frutti della mia azione amministrativa».
Agrigentooggi
Giuseppe Arnone replica : "Mpa in totale confusione"
Il vicesindaco di Licata Giuseppe Arnone, appresa la notizia della sua espulsione dal Movimento per le Autonomie, ha immediatamente replicato a questa decisione."Apprendo da un comunicato firmato con un acronimo di essere stato espulso dall'Mpa per avere all'indomani della mia uscita dalla Giunta provinciale preso posizione contro la localizzazione dell'aeroporto licatese e di essere stato designato assessore provinciale pro tempore in base ad un accordo elettorale ed in fine di avere danneggiato la comunità agrigentina. Le accuse che mi vengono mosse sembrano frutto di un colossal di fantasie ed elucubrazioni partite da uonini dell'Mpa che vivono uno stato dconfusionale perenne. Lo dimostra la motivazione che hanno espresso nel comunicato acronimo secondo cui io avrei remato contro la realizzazione dell'aeroporto di Licata. Tale circostanza grottesca e priva di ogni briciolo di verità dimostra come in questo momento l'Mpa attraversi uno stato confusionale senza precedenti. Farebbero bene, al cotnrario, i vertici agrigentini dell'Mpa a chiedere ai due leader regionali del partito, Lombardo e Di Mauro, se in realtà vogliono l'aviostruttura in provincia di Agrigento". "Tanto per ricordare un episodio - continua Arnone - che mette chiarezza alle
farneticazioni espresse nei miei confronti chiedo a Lombardo e Di Mauro dove erano quando il presidente della provincia D'Orsi si è rinchiuso in una tenda a Porta di Ponte per protestare contro il silenzio assoluto dei vertici politici regionali, Mpa compreso, per il loro totale disinteresse sulla vicenda. Quanto al commissario regionale Oliva che minaccia di avviare una azione legale nei miei confronti a tutela dell'immagine del Movimento, lo invito a prendere una bella pausa di ferie perchè al momento mi sembra eccessivamente stanco e poco lucido". "Se a qualcuno da fastidio il fatto di non piegarmi alle vecchie nomenclature, replico dicendo che vado avanti per la mia strada con il Movimento dei democratici Autonomisti ed amministratore del Comune di Licata senza alcun condizionamento da chicchessia".
Francescochristian Schembri su lettera aeroporto
Il Presidente del Circolo Tematico del Movimento per le Autonomie "Agrigento Libera", Francescochristian Schembri, e l'ex Assessore Provinciale, Giuseppe Ciulla, intervengono a seguito della lettera avente a tema l'aeroporto di Agrigento che il Presidente della Provincia Regionale di Agrigento ha inoltrato alle massime cariche istituzionali dello Stato, fra le quali il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
"Esprimiamo massimo sostegno e solidarietà al Presidente D'Orsi - dichiarano Schembri e Ciulla - per un tema importante, quale l'aeroporto, che sembra interessare solo agli agrigentini e non alla POLITICA.
È una vergogna indescrivibile lasciare al triste abbandono un territorio bisognoso di numerosi ed urgenti interventi, nonostante annoveri i più alti esponenti della politica regionale e nazionale.
Non riusciamo a comprendere - continuano Schembri e Ciulla - come NESSUNO abbia avuto il benché minimo interesse a prendere a cuore il rilancio del territorio che sicuramente non può che passare attraverso la costruzione di un aeroporto in provincia.
Il Presidente della Provincia, Eugenio D'Orsi, ha creduto e crede fortemente nel riscatto sociale ed economico che passa attraverso questa importantissima opera; e di tutto ciò la comunità non può che ringraziarlo per le continue lotte e battaglie portate avanti nell'interesse dei nostri concittadini.
Non possiamo - affermano Schembri e Ciulla - che elogiare questo modus operandi ed esortare ancora una volta il Presidente D'Orsi a continuare su questa strada, che ben sappiamo essere piena di ostacoli e interessi che nulla hanno a che vedere con la politica nell'accezione nobile del termine.
Per questi motivi - concludono Schembri e Ciulla - non può che essere dato pieno sostegno al Presidente D'Orsi che con la sua capacità e il suo modo "duro" e "schietto" di fare politica mette in luce tutte le manchevolezze e i complotti che tentano di boicottare non solo l'aeroporto ma tutto il nostro territorio".
Mpa: espulso il vice sindaco di Licata Giuseppe Arnone
Scritto da Gabriele Ingrao | 5 set 2010 - 17:34 | | Agrigento, Dai Comuni, In evidenza, Licata, Politica, Ultime.| letto 122 volte | Leggi i commenti su questo articolo RSS 2.0.
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Il neo vice sindaco di Licata Giuseppe Arnone è stato espulso dall'Mpa. Il partito,infatti, ha diffuso una nota nella quella spiega che "va ricordato che Arnone, entrato a far parte della giunta provinciale di Agrigento grazie a un accordo elettorale in base al quale sarebbe rimasto assessore per due anni, all'indomani della sua uscita si e' scagliato contro il Mpa e ha preso posizione contro la localizzazione dell'aeroporto a Licata, danneggiando così la comunita' agrigentina. Di qui - conclude la nota- la decisione di espellerlo e di avviare un'azione legale nei suoi confronti a tutela dell'immagine del Movimento".
Giuseppe Arnone, appresa la notizia della sua espulsione dal Movimento per le Autonomie, ha immediatamente replicato a questa decisione.
"Apprendo da un comunicato firmato con un acronimo di essere stato espulso dall'Mpa per avere all'indomani della mia uscita dalla Giunta provinciale preso posizione contro la localizzazione dell'aeroporto licatese e di essere stato designato assessore provinciale pro tempore in base ad un accordo elettorale ed in fine di avere danneggiato la comunità agrigentina. Le accuse che mi vengono mosse sembrano frutto di un colossal di fantasie ed elucubrazioni partite da uonini dell'Mpa che vivono uno stato dconfusionale perenne. Lo dimostra la motivazione che hanno espresso nel comunicato acronimo secondo cui io avrei remato contro la realizzazione dell'aeroporto di Licata. Tale circostanza grottesca e priva di ogni briciolo di verità dimostra come in questo momento l'Mpa attraversi uno stato confusionale senza precedenti. Farebbero bene, al cotnrario, i vertici agrigentini dell'Mpa a chiedere ai due leader regionali del partito, Lombardo e Di Mauro, se in realtà vogliono l'aviostruttura in provincia di Agrigento".
"Tanto per ricordare un episodio - continua Arnone - che mette chiarezza alle farneticazioni espresse nei miei confronti chiedo a Lombardo e Di Mauro dove erano quando il presidente della provincia D'Orsi si è rinchiuso in una tenda a Porta di Ponte per protestare contro il silenzio assoluto dei vertici politici regionali, Mpa compreso, per il loro totale disinteresse sulla vicenda. Quanto al commissario regionale Oliva che minaccia di avviare una azione legale nei miei confronti a tutela dell'immagine del Movimento, lo invito a prendere una bella pausa di ferie perchè al momento mi sembra eccessivamente stanco e poco lucido".
"Se a qualcuno da fastidio il fatto di non piegarmi alle vecchie nomenclature, replico dicendo che vado avanti per la mia strada con il Movimento dei democratici Autonomisti ed amministratore del Comune di Licata senza alcun condizionamento da chicchessia".
Teleradio Studio 98
Lettera aperta da parte del sindaco di Racalmuto, al Ministro della Giustizia Angelino Alfano sulla vicenda aeroporto di Agrigento e sul processo breve.
Carissimo Ministro della Giustizia, On. Angelino Alfano.
Lei o Tu, se non Ti risulta irriguardoso il Tu, visto che ci conosciamo da parecchio tempo, ritengo, modestamente, molto modestamente, che la vicenda aeroporto di Agrigento, abbia bisogno di un quanto mai indispensabile momento di chiarezza.
Altrimenti rischiamo di abbandonare al suo destino il nostro caro Presidente della Provincia, Eugenio D'Orsi che, a quanto pare, si sta spendendo solo ed esclusivamente per l'aeroporto. Da sindaco del paese in cui, originariamente avrebbe dovuto sorgere tale
struttura aeroportuale agli inizi del 2000 e cioè Racalmuto, oggi che tale previsione progettuale è scivolata verso Palma o Licata, speravo che tale spostamento avrebbe potuto giovare alla realizzazione di una infrastruttura che credo, sia tanto servita, solo teoricamente, per dare lustro alle campagne elettorali. Ma le mie, come si sa, sono soltanto delle deboli congetture, espresse
da un sindaco, assai spesso elle prese, con problemi pseudo giudiziari, di qualsiasi tipo e ragione o piuttosto senza ragione alcuna. Io che sino all'altro ieri, tifavo per Di Pietro, oggi Le confesso che tifo per Lei ed un po' meno per coloro i quali, assieme a Lei e Berlusconi, sono stati accreditati presso il popolo italiano, ieri Casini, oggi Fini. Sono, non dico costretto, ma quasi, disposto a difendere non solo Lei e le sue posizioni, ma anche le scelte di chi, in maniera del tutto Volteriana vorrebbe difendere gli interessi del popolo italiano. Se oggi c'è chi, non vuole votare la Legge sul cosiddetto Processo Breve, dopo averla votato in Senato, per dimostrare che il problema è Berlusconi e non chi sta imbrigliando un'intera Nazione, tra cause civili e penali che hanno distrutto, per le loro lungaggini, un'intera economia, un intero popolo, si sbaglia sul serio. Mi riferisco a Fini ed ai finiani.
E' mai possibile che l'Italia debba continuare ad essere prigioniera ed arrestata da chi ha solo voglia di farla sprofondare in mezzo a milioni di cause penali e civili? Tutto pane per gli avvocati! Ministro, vada speditamente avanti, ne va degli interessi dell'Italia intera!
Salvatore Petrotto
Sindaco di Racalmuto
GIORNALE DI SICILIA
NUOVO PARTITO. Nel capoluogo e in provincia
Le adesioni a «Il Patto», consiglieri si tirano fuori
Si dirada il polverone di indiscrezioni sul passaggio di buona parte del Consiglio comunale di Porto Empedocle nelle fila del nuovo progetto politico agrigentino denominato "Il Patto".
Con una nota ufficiale il presidente del Consiglio Luigi Troja prende le distanze dalle notizie trapelate in questi giorni e chiarisce la sua posizione politica e quella di altri sei consiglieri. "Non è vero - scrive Troja - che io abbia aderito al progetto politico e pur rispettando le opinioni e le idee di tutti non ho neppure lontanamente immaginato possibile aderirvi, non condividendone idee, strategie e programmi. La notizia - conclude Troja - è ancora particolarmente infondata laddove si afferma che con me, stiano per transitare i Consiglieri di Porto Empedocle Mario Cumella, Giuseppe Prestia, Carla Formica, Giuseppe Salemi, Salvatore Agrò e Giuseppe Racinello". Dello stesso tenore le dichiarazioni del consigliere comunale di Agrigento Roberto Vella. "Non sono interessato a cambiare partito o collocazione politica - ha chiarito Vella - sto bene dove sto e rimango vicino alle posizioni di coloro che hanno voluto e sostenuto la mia elezione in Consiglio. Tutto il resto sono solo chiacchiere estive prive di ogni fondamento politico. Mi auguro che chi tira in ballo i nomi e le posizioni politiche di alcuno lo faccia solo con cognizione di causa".
AL TAVOLO DI OGGI 13 PUNTI
Provincia vertice dei capigruppo
Torna a riunirsi la conferenza dei capigruppo consiliari alla Provincia per stabilire la nuova data di convocazione del Consiglio provinciale presieduto da Raimondo Buscemi. Il Consiglio deve discutere altri 13 punti all'ordine del giorno tra cui le relazioni semestrali del 2009 del Presidente Eugenio D'Orsi e la mozione di Gioacchino Zarbo sulla strada di collegamento con la statale 640 e prolungamento via Portella di mare - Favara.
MINISTRO RICEVERÀ D'ORSI
Incontro con Matteoli sull'aeroporto di Licata
Vola a Roma il presidente della Provincia, Eugenio D'Orsi, per incontrare il ministro per le Infrastrutture e trasporti, Altero Matteoli. Argomento in discussione, naturalmente, sarà quello dell'aeroporto da realizzare a Licata. Il vertice, sollecitato dal Guardasigilli Angelino Alfano, che in questo modo conferma la sua attenzione verso lo scalo aeroportuale, si terrà mercoledì mattina. D'Orsi illustrerà al ministro Matteoli il business plain dell'aeroporto che prevede costi a di realizzazione e di gestione a carico della Provincia di Agrigento e della Regione Siciliana. "Lo Stato - spiega D'Orsi -non dovrà spendere un euro per la gestione dell'aeroporto.Questo per rispondere ai detrattori della struttura che dicono che l'aeroporto agrigentino sarà in perdita e a totale carico dello Stato".Secondo D'Orsi, infine, tutti gli assessori che ha avuto sono stati favorevoli alla realizzazione dello scalo.
A PALERMO. Incontro con Michele Cimino
Summit del Pdl Sicilia: «Appoggiamo D'Orsi»
Il gruppo consiliare del Pdl Sicilia, con il capogruppo Orazio Guarraci, si è riunito a Palermo alla presenza del vice presidente della Regione, Michele Cimino al fine di verificare lo stato di attuazione degli interventi regionali a favore del territorio della Provincia di Agrigento. Erano presenti anche gli assessori provinciali Sergio Indelicato e Stefano Castelli-no. Guarraci ha relazionato sull' attività svolta dal gruppo evidenziando la necessità di un opportuno raccordo dell'Ente Provincia con i sindaci del comprensorio per meglio attivare le risorse extra-regionali destinate al territorio agrigentino. Il gruppo consiliare, composto oltre a Guarraci anche da Carmelo D'Angelo e Pellegrino Quartararo, nel ribadire piena stima ed apprezzamento nei confronti del capogruppo, ha condiviso la necessità di rilanciare l'azione politico-amministrativa dell'Ente Provincia al fine di supportare concretamente il programma del presidente Eugenio D'Orsi e della sua giunta, a partire dalle indispensabili grandi infrastrutture, tra cui l'aeroporto. Cimino, ha ribadito il proprio sostegno a D'Orsi e si è impegnato ad istituire un tavolo di lavoro.
LA SICILIA
«Ministro: si fa o non si fa?»
Mercoledì D'Orsi incontra a Roma Matteoli per fare chiarezza sull'aeroporto
Mercoledì il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi andrà a Roma e spera di tornare con una parola definitiva sul suo grande sogno: l'aeroporto in territorio di Licata. Il capo dell'ente provinciale ha ottenuto - grazie all'intercessione del ministro della Giustizia Angelino Alfano - un incontro con il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli e sarà l'occasione per capire, una volta e per tutte, se l'aeroporto ad Agrigento si farà o no. «Sono stanco di chiacchiere e promesse. Voglio una risposta per capire se sia il caso o meno di continuare con gli sforzi. Il ministro Matteoli spero mi dica se sia intenzione del Governo puntare su un aeroporto ad Agrigento oppure no. Chiederò al ministro come sia possibile che le scelte di un solo uomo - Vito Riggio - possano influenzare le sorti di intere comunità da anni depresse. I governi cambiano - dice D'Orsi - ma Riggio resta sempre al proprio posto. A questo punto voglio solo sapere cosa fare, altrimenti ci dedicheremo ad altri obiettivi». Il riferimento al capo dell'Enac, D'Orsi lo aveva fatto anche nel corpo della lettera inviata giorni fa al Presidente della Repubblica, chiamato in causa quale garante dei diritti di tutti gli italiani, compresi degli agrigentini che sognano un aeroporto da generazioni e generazioni. Dalla Provincia regionale si sottolinea come «per consentire questo faccia a faccia si spera risolutivo è risultato determinante l'intervento del ministro Alfano, il quale sta dimostrando grande attaccamento a questo progetto e attenzione rispetto alle istanze del territorio». Si spera dunque che sull'asse D'Orsi - Alfano si possa sbloccare una situazione che ristagna ormai da molti mesi, dopo una serie di accelerazioni e brusche frenate che hanno però causato di fatto un ulteriore allontanamento del sogno aeroportuale. Il presidente della Provincia mercoledì prossimo a Roma al cospetto del ministro Matteoli porterà tutto il lavoro fin qui svolto dall'ente, sia dal punto di vista prettamente tecnico che da quello del busines plein, tassello fondamentale per giustificare la realizzazione di una struttura aeroportuale. «Mi chiedo perché città con territorio meno vasti del nostro abbiano l'aeroporto, mentre noi che abbiamo potenzialità straordinarie siamo al Terzo Mondo. Lo chiederò anche al ministro» dice D'Orsi, il cui obiettivo è comunque quello di tornare dalla Capitale con una risposta.
A rapporto da Cimino
Politica. Vertice a Palermo del Pdl Sicilia alla Provincia
Si è svolto a Palermo, alla presenza del vice presidente della Regione, Michele Cimino, nella sede dell'assessorato alla Programmazione economica, un incontro del gruppo consiliare del Pdl Sicilia alla provincia di Agrigento con gli assessori provinciali Sergio Indelicato e Stefano Castellino, al fine di verificare lo stato di attuazione degli interventi regionali a favore del territorio della Provincia di Agrigento. Nell'occasione il capogruppo Orazio Guarraci ha relazionato sull'attività svolta dal gruppo e sulle diverse iniziative intraprese da vari comuni della Provincia, evidenziando la necessità di un opportuno raccordo dell'Ente Provincia con i sindaci del comprensorio per meglio attivare le risorse extraregionali destinate al nostro territorio, con particolare riguardo ai suoi settori nevralgici. Il gruppo consiliare, nel «ribadire piena stima ed apprezzamento neì confronti del capogruppo, condivide la necessità di rilanciare l'azione politico-amministrativa dell'Ente Provincia per il raggiungimento di tutti gli obiettivi prefissati, al fine di supportare concretamente il programma del presidente Eugenio D'Orsi e della sua giunta, a partire dalle indispensabili grandi infrastrutture, tra cui l'aeroporto». Cimino, ha condiviso pienamente l'attività e l'impegno del gruppo consiliare e del suo capogruppo, anche per l'attenzione mostrata sempre nei confronti delle problematiche del territorio e ribadendo il proprio sostegno al presidente D'Orsi ed alla sua amministrazione.
Il Mpa rincara la dose
Licata. Angelo Iacona torna con vigore sul caso Arnone
LICATA. Angelo lacona, componente del direttivo del Mpa e uno dei promotori dello scioglimento del Consiglio comunale licatese in opposizione al sindaco Angelo Graci, commentando le dichiarazioni di Giuseppe Arnone dopo la sua espulsione dal Mpa ha affermato: «La linea del partito, sull'aeroporto di Licata come sul resto, è sempre stata chiarissima, nessuna confusione dunque, da parte del Movimento per le autonomie». «Arnone - ha aggiunto - non cerchi ancora di sviare l'attenzione dai problemi reali primo fra tutti quello che lui sta, contro la linea del Mpa, facendo da vice a un sindaco che ha già sostituito ben 27 assessori prelevandoli da vari Comuni della provincia: Fa-vara, come nel caso di Arnone, ma anche Grotte e Aragona. Basta poi rileggere i documenti sottoscritti da Arnone e le dichiarazioni rilasciate ai media negli ultimi venti giorni per comprendere chi sia in uno stato confusionale. Il Mpa a Licata ha una struttura solidissima, cresciuta grazie all'impegno di forte opposizione a una amministrazione che sta affossando la città e di stretto collegamento con i vertici della Provincia e I della Regione per far crescere il territorio». E ancora: «Fare oggi il vice sindaco di Licata - ha concluso Iacona - può essere utile solo a chi punta all'auto blu, allo stipendio e al telefonino di servizio. Ma null'altro». Un ennesima nota polemica su una giunta, quella di Licata, che continua a barcamenarsi tra mille guai e controversie.
PORTO EMPEDOCLE
Troja smentisce rumors politici
Il Presidente del Consiglio Comunale Luigi Troja in merito alla notizia apparsa sull'ultimo numero di una rivista provinciale, poi ripresa da una emittente locale, circa la sua adesione al cosiddetto "Patto per il Territorio" denuncia la assoluta falsità della notizia. «Non risponde al vero che l'avvocato Troja abbia aderito al progetto politico e pur rispettando le opinioni e le idee di tutti non ha neppure lontanamente immaginato possibile aderirvi, non condividendone idee, strategie e programmi». E ancora: «La notizia - scrive Luigi Troja - è ancora particolarmente infondata laddove si afferma che unitamente allo stesso stiano per transitare i Consiglieri di Porto Empedocle Mario Cumella, Giuseppe Prestia, Carla Formica, Giuseppe Salemi, Salvatore Agrò e Giuseppe Racinello. Non è vero», chiosa sinteticamente il presidente del Consiglio, anche a nome degli altri consiglieri ritenuti con la valigia pronta per emigrare in un altro schieramento politico. «Si invitano pertanto gli organi di stampa a volere dare notizia della nostra mancata adesione». Da ricordare come a Porto Empedocle le elezioni amministrative sono in programma tra circa un anno appena.
SOLE 24 ORE
Manovra. Mancano i parametri per applicare la stretta ad attività non fraziona bili come progetti e assistenza legale
Incarichi light con limiti incerti
La legge 122 impone di ridurre del 10% i compensi rispetto al 30 aprile 2010
Dal 1° gennaio 2011 tutte le pubbliche amministrazioni individuate dall'Istat dovranno ridurre del 10% i compensi ai componenti di organi di indirizzo, direzione e controllo, cda e organi collegiali, e ai titolari di incarichi di qualsiasi tipo. La norma (articolo 6, comma 3 della legge 122/2010) dispone l'adeguamento automatico di queste voci di spesa rispetto ai valori risultanti alla data del 30 aprile 2010, e ne blocca gli importi massimi sino a tutto il 2013. Il precetto sembra dunque estendersi, privilegiando il criterio di cassa su quello di competenza, a qualunque forma di erogazione che decorra dall'anno prossimo. Fermo restando quanto disposto dalla Finanziaria 2006 in merito a un'analoga riduzione di somme per indennità, compensi, gettoni, retribuzioni e utilità diverse, con la manovra estiva si estende il perimetro applicativo della norma, comprendendo nella fattispecie anche i titolari di incarichi di qualsiasi tipo. L'individuazione degli importi da tagliare non si presenta agevole. Se, da un lato, può intendersi compreso nella norma il compenso spettante al collegio dei revisori dei conti, al nucleo di valutazione, al difensore civico (laddove esistente), all'addetto stampa o a un collaboratore coordinato e continuativo, dall'altro appare difficile riferire alla data del 30 aprile 2010 importi per incarichi di lavoro autonomo non frazionabili in ragione di tempo in quanto determinati in funzione di un risultato atteso. È il caso, ad esempio, degli incarichi per studio, ricerca e consulenza, di quelli di progettazione di lavori pubblici, degli incarichi urbanistici odi studio del territorio, degli incarichi legali e così via. Va detto che su molti di questi incarichi pesa però la tagliola dell'800, o disposta con la stessa manovra estiva.
La riduzione del 10% dovrebbe poi essere operata nel rispetto di eventuali minimi edittali previsti dai singoli ordinamenti professionali, e delle disposizioni recate dal terzo titolo del libro quinto del codice civile. In particolare, nel caso in cui si configurasse l'ipotesi di recesso per giusta causa (articolo 2237 del Codice civile) occorrerebbe analizzarne le conseguenze sul piano sia legale che amministrativo. Poiché il legislatore ha stabilito la decorrenza dal primo gennaio 2011, potrebbe inoltre presumersi non operante l'obbligo di riduzione dei compensi in questione laddove le relative erogazioni (la norma reca la dicitura «indennità, compensi gettoni retribuzioni e altre utilità corrisposti») fossero disposte entro la fine di quest'anno, con evidenti effetti sul piano della trasparenza e dell'obbligo di pari trattamento da parte della Pa. Per comprendere meglio la portata applicativa della norma, occorre poi stabilire se il legislatore, parlando di somme corrisposte, abbia voluto intendere la fase della liquidazione della spesa (cioè quando si determina la somma certa e liquida da pagare nei limiti dell'ammontare dell'impegno assunto) o quella dell'ordinazione e pagamento (cioè dell'emissione del relativo mandato con cui si dà ordine al tesoriere di pagare).
Altra questione potrebbe poi essere posta in merito alle indennità o utilità comunque denominate, i cui atti amministrativi si fossero perfezionati (o si perfezionassero) dopo il 30 aprile 2010; in questo caso, venendo a mancare il riferimento temporale, potrebbe solo presumersi vincolante il principio generale di riduzione della spesa pubblica.
Agrigento Flash
Aeroporto, D'Orsi incontra il ministro Matteoli
Il presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi, mercoledì incontrerà a Roma il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli. Sarà l'occasione per capire, una volta e per tutte, se l'aeroporto ad Agrigento si farà o no. "Spero che il ministro - dice D'Orsi - mi dica se sia intenzione del Governo puntare su un aeroporto ad Agrigento oppure no. Chiederò come sia possibile che le scelte di un solo uomo - Vito Riggio - possano influenzare le sorti di intere comunità da anni depresse. I governi cambiano - dice D'Orsi - ma Riggio resta sempre al proprio posto. A questo punto voglio solo sapere cosa fare, altrimenti ci dedicheremo ad altri obiettivi".
Micciché: "Non vado col Pd, Lombardo deve scegliere"
"Il governo tecnico mischia tutte le carte e non fa capire niente a nessuno. È fuori da ogni logica e non ne vedo l'esigenza". Lo ribadisce il sottosegretario alla Presidenza Gianfranco Miccichè bocciando così l'ipotesi di questo tipo di esecutivo in un prossimo rimpasto della giunta regionale siciliana. Per il sottosegretario "Lombardo deve fare una scelta, gli chiediamo coerenza e chiarezza. Decida molto serenamente se preferisce stare con noi, cioè con chi assieme a lui ha fatto nascere il progetto di partito forte, autonomo, siciliano, staccato dalle logiche dei partiti nazionali, oppure con il Partito democratico. Una cosa è certa - dice Miccichè - io col Pd non andrò mai e se il presidente dovesse scegliere noi, gli chiederemo assessori politici, viceversa, allora, componga con il Pd e senza di noi una vera e propria maggioranza politica, non si capirebbe secondo quale logica gli uomini del Partito Democratico dovrebbero accettare di far parte organicamente della maggioranza ed essere rappresentati in giunta da assessori non politici ma tecnici". E comunque, avverte il sottosegretario, se Lombardo decidesse di governare con il Pd "si tratterebbe di un evidente ribaltone: governerebbero solo quelli che hanno perso le elezioni più il presidente della regione. E normalmente il popolo poi punisce queste operazioni", ma soprattutto per Miccichè "verrebbe meno il progetto originario del partito autonomista, sul quale molti siciliani avevano creduto. Io vado avanti - chiosa - nel Pdl non torno, però non ho nessuna intenzione di abbandonare la coalizione di centrodestra, anzi spero di avere al mio fianco anche i finiani".
Il Pdl Sicilia alla provincia di Agrigento incontra Cimino
Si è svolto a Palermo, alla presenza del vice presidente della Regione, Michele Cimino, presso la sede dell'assessorato alla Programmazione economica, un incontro del gruppo consiliare del Pdl Sicilia alla provincia di Agrigento con gli assessori provinciali Sergio Indelicato e Stefano Castellino, al fine di verificare lo stato di attuazione degli interventi regionali a favore del territorio della Provincia di Agrigento. Nell'occasione il capogruppo Orazio Guarraci ha relazionato sull'attività svolta dal gruppo e sulle diverse iniziative intraprese da vari comuni della Provincia, evidenziando la necessità di un opportuno raccordo dell'Ente Provincia con i sindaci del comprensorio per meglio attivare le risorse extraregionali destinate al nostro territorio, con particolare riguardo ai suoi settori nevralgici. Il gruppo consiliare, nel ribadire piena stima ed apprezzamento nei confronti del capogruppo, condivide la necessità di rilanciare l'azione politico-amministrativa dell'Ente Provincia per il raggiungimento di tutti gli obiettivi prefissati, al fine di supportare concretamente il programma del presidente Eugenio D'Orsi e della sua giunta, a partire dalle indispensabili grandi infrastrutture, tra cui l'aeroporto.
Cimino, condividendo pienamente l'attività e l'impegno del gruppo consiliare e del suo capogruppo, anche per l'attenzione mostrata sempre nei confronti delle problematiche del territorio e ribadendo il proprio sostegno al presidente D'Orsi ed alla sua amministrazione, si impegna ad istituire un tavolo di lavoro che coinvolga i dirigenti ed i politici del territorio per dare corso ad un monitoraggio costante sul lavoro svolto che permetta di accelerare i processi di sviluppo della Provincia di Agrigento. Si impegna, altresì, a sostenere con particolare attenzione le istanze degli assessori Indelicato e Castellino, dagli stessi avanzate nei settori di loro competenza.