
GIORNALE DI SICILIA
Licata, arriva il primo «sì» all'aeroporto - E' quello del ministro
ROMA. Ieri l'incontro fra Matteoli e il presidente della Provincia D'Orsi
AGRIGENTO. L'aeroporto di Licata si farà. Il ministro alle Infrastrutture, Altero Matteoli, ieri pomeriggio, durante l'incontro a palazzo Chigi, con il presidente della provincia regionale di Agrigento Eugenio D'Orsi, ha dato parere favorevole alla realizzazione della infrastruttura e ha assicurato il suo interessamento presso l'Enac e il suo presidente Vito Riggio al fine di accelerare i tempi per la sua realizzazione. La battaglia del presidente Eugenio D'Orsi che lo aveva portato negli scorsi mesi anche ad una plateale protesta, facendo montare una tenda della protezione civile nella piazza antistante alla prefettura di Agrigento, sembrerebbe essere, dunque, vinta. Alla tavola rotonda di ieri pomeriggio oltre al presidente D'Orsi, al vicepresidente della Provincia Luca Salvato e al ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli, erano presenti anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e il ministro della GiustiziaAngelino Alfano che ha avuto un ruolo determinante in tutta la vicenda. A convincere Matteoli anche e soprattutto la dettagliata relazione di D'Orsi circa il bisogno storico della provincia di Agrigento di dotarsi di una infrastruttura aero portuale e sulle fasi politiche e procedurali che hanno scandito la lunga battaglia per la realizzazione dell'opera. Un'opera sognata per circa 40 anni. Un aeroporto che fino a qualche anno fa avrebbe dovuto essere realizzato, secondo il progetto allora steso in contrada Noce a Racalmuto. La non fattibilità dell'opera in quell'area ha poi fatto scegliere il sito di Licata.
VERTICE. L'incontro reso possibile anche grazie all'intervento del ministro Angelino Alfano
Primi passi verso l'aeroporto - C'è l'impegno di Matteoli
Il bisogno storico della provincia di Agrigento di dotarsi di una infrastruttura aeroportuale. Un'opera già inserita nel piano regionale siciliano dei trasporti. Uno scalo la cui sostenibilità è stata più volte confermata da vari studi di fattibilità che, nel corso degli anni, soggetti pubblici e soggetti privati hanno commissionato ed ottenuto. Sembrerebbero essere state proprio queste le argomentazioni, portate dal presidente della provincia regionale di Agrigento Eugenio D'Orsi, che hanno convinto il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. Il presidente D'Orsi, presentatosi ieri pomeriggio a palazzo Chigi con il suo vice Luca Salvato, con il ministro agrigentino della Giustizia Angelino Alfano, è riuscito a dimostrare l'importanza dello scalo aeroportuale, ma soprattutto la sua strategica connotazione in ambito regionale quale strada maestra per creare nuovi posti di lavoro. Al termine della riunione, - secondo quanto ieri sera è stato reso noto dalla Provincia regionale di Agrigento - il ministro Matteoli ha espresso il favore per la realizzazione della struttura ed ha assicurato il suo interessamento presso l'Enac e il suo presidente Vito Riggio al fine di accelerare i tempi per la sua realizzazione. L'incontro romano con il ministro Matteoli è stato reso possibile anche grazie all'intervento del ministro della Giustizia Angelino Alfano, che in questo modo ha, ancora una volta, voluto dare una concreta dimostrazione dell' attenzione con cui segue il progetto della realizzazione dello scalo aeroportuale, fortemente voluto dalla amministrazione D'Orsi e prima ancora dall'amministrazione di Vincenzo Fontana. D'Orsi s'è, dunque "giocato" la carta, corrispondente alla reale situazione, del rilancio e dello sviluppo di questo lembo dell'isola. L'appuntamento con Matteoli segue di pochi giorni appena una lettera aperta che il presidente della Provincia ha inviato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi ed allo stesso Matteoli. D'Orsi sottolineava l'importanza della realizzazione dello scalo aeroportuale e nello stesso tempo ribadiva che la stessa infrastruttura non avrebbe in alcun modo gravato sulle finanze dell'amministrazione statale in quanto verrebbe realizzata totalmente a carico del bilancio della Regione Sicilia e della Provincia regionale, la quale se ne assumerebbe anche gli oneri della successiva gestione. Nell'incontro con Matteoli s'è anche parlato dell'assetto generale del business plan che riguarda la realizzazione e la gestione dell'aeroporto.
EVENTI. Ricorderanno Saetta e Livatino
Caselli, Paci e Di Matteo alla cerimonia dei giudici
Comincia a delinearsi l'elenco dei partecipanti alla due giorni di convegni sul tema "Etica,Carità e Giustizia nell'azione giudiziaria" che si terranno al Teatro Sociale di Canicatti i prossimi 21 e 25 Settembre. Questi sono i giorni in cui ricorrono gli anniversari dell' omicidio del giudice Rosario Livatino e di quello del magistrato Antonino Saetta e del figlio Stefano. Le manifestazioni,organizzate dalle associazioni "Tecnopolis" e "Amici del giudice Rosario Livatino",rientrano nelle iniziative della "Settimana della Legalità", promossa con l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica per ricordare i due giudici canicattinesi vittime della mafia. Ai due convegni parteciperanno tra gli altri Giancarlo Caselli,attuale Procuratore capo della Repubblica di Torino, i sostituti procuratore della Direzione distréttuale antimafia di Palermo Gaetano Paci e Antonino Di Matteo,i giornalisti Gilda Sciortino e Giuseppe Martorana, il regista Salvatore Presti, don Luigi Ciotti presidente di Libera e l'avvocato Roberto Saetta.
LA SICILIA
D'Orsi: "L'aeroporto si farà"
Il presidente della Provincia ha incontrato a Roma i ministri Matteoli, Alfano e Gianni Letta
L'aeroporto di Agrigento si farà. Lo ha assicurato il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli al presidente della Provincia Eugenio D'Orsi. L'atteso incontro, fortemente richiesto e infine giustamente ottenuto, si è svolto a Roma alla presenza del ministro di Giustizia; Angelino Alfano, e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta. "Si è compiuto oggi un passo in avanti concreto - ha commentato a caldo il presidente Eugenio D'Orsi, ch'era accompagnato dal suo vice, Luca Salvato il ministro Matteoli ci ha assicurato che già domani (oggi) incontrerà il presidente dell'Enac, Vito Riggio, per chiedergli di ufficializzare il parere dell'ente". Se alla promessa di un incontro dovessero seguire i fatti, ecco che già oggi sarebbe superato uno degli scogli più difficili per la realizzazione della struttura. A valutare i toni entusiastici scaturiti al termine dell'incontro, il parere dovrebbe essere positivo, Ma il condizionale è d'obbligo, perché più volte Riggio ha espresso pubblicamente le sue perplessità circa la realizzazione dello scalo aeroportuale. Con l'ufficialità del parere positivo, il passo per la realizzazione della struttura dovrebbe essere breve. Sarebbe un colpo messo a segno dal ministro Alfano. "E' chiaro che senza di lui non avremmo avuto facilmente l'occasione di incontrare un ministro e un sottosegretario alla Presidenza insieme per definire la questione una volta per tutte" ha affermato D'Orsi. Il presidente ha relazionato al ministro sull'esigenza storica della provincia di Agrigento di uscire dalla marginalità e dotarsi di una infrastruttura aeroportuale. D'Orsi ha illustrato le fasi politiche e procedurali che hanno scandito la lunga battaglia della Provincia per la realizzazione dell'opera. Il presidente D'Orsi ha inoltre fatto presente che la struttura aeroportuale è già inse-. rita nel Piano regionale siciliano dei trasporti e che la sua sostenibilità è stata più volte confermata da vari studi di fattibilità che, nel corso degli anni, soggetti pubblici e soggetti privati hanno commissionato e ottenuto. Il ministro Matteoli ha convenuto sull'importanza dello scalo e su come "la sua connotazione in ambito regionale sia la strada maestra per attuare l'opera e creare posti di lavoro". Al termine della riunione, il ministro Matteoli ha espresso il favore per la realizzazione della struttura e ha assicurato il suo interessamento presso l'Enac e il suo presidente al fine di accelerare i tempi per la sua attuazione. "A questo punto - ha spiegato D'Orsi rincuorato dall'incontro - manca soltanto il business plan per organizzare la conferenza di servizi da cui scaturirà il bando di aggiudicazione dei lavori".
Parlare di realizzazione dell'opera sembra davvero fantascienza, ma il presidente della Provincia ha ribadito: "Lo so, è un fatto clamoroso riuscire finalmente a dotare la provincia di Agrigento di un aeroporto!".
INTERVISTA A CONCETTA RAIA, DEPUTATA REGIONALE DEI DEMOCRATICI
«Lombardo scelga subito, ma basta nel Pd pregiudizi sull'Mpa»
CATANIA. Anche in politica, in fondo, le donne spesso hanno, rispetto agli uomini, il pregio di essere più chiare e più decise, meno dedite all'arte dell'equilibrismo, fosse pure linguistico. Così Concetta Raia, deputata all'Ars del Partito Democratico, lunga esperienza nella Cgil e nei problemi (ma anche le risorse) del mondo del lavoro, dei lavoratori e delle imprese, nel bel mezzo di questa crisi politica regionale e in attesa che si chiariscano tutti i rapporti possibili, dice: «Il governatore Lombardo deve scegliere, presto, perché dopo due anni di governo serve un'accelerazione, un governo autorevole, forte, che pensi allo sviluppo, al lavoro, alla legalità. E Lombardo stavolta non può aspettare che siano gli altri a scegliere per lui, perché ha avviato una stagione di grandi riforme e se vuole portarle avanti, se vuole realizzare quelle cui anche il mio partito ha offerto un contributo, ma sono ancora sulla carta e in attesa di attuazione, deve fare presto». Quel che è chiaro dalle parole di Concetta Raia è che, per quanto le riguarda, il Pd la sua scelta l'ha già fatta. Con chi stare e con chi non stare.
«Governo forte, autorevole, concreto, guidato da Lombardo. Governo di tecnici? Perché no, purché sia chiaro quale maggioranza lo sostiene, quali partiti. Un governo cui il Partito Democratico, per i motivi che ho esposto prima, è pronto a garantire il suo appoggio. Ovviamente, però, un governo senza chi sta con Berlusconi, su questo mi pare che nessuno possa avere il minimo dubbio, perché i risultati della politica di Berlusconi in Sicilia sono sotto gli occhi di tutti. Una regione abbandonata, i fondi negati per tenere vivo un ricatto politico e per non scontentare gli alleati leghisti. Oggi la Sicilia, sempre tanto generosa con Berlusconi e con i suoi uomini nell'Isola, piange e in due anni nessun esponente del partito del Cavaliere ha fatto un solo passo concreto per evitare che i siciliani sprofondassero nel baratro in cui ci hanno cacciato». Messaggio chiarissimo, con Lombardo, senza Miccichè. Con l'Udc, naturalmente, e basta con chi, all'interno del Pd, ha atteggiamenti di pregiudizio nei confronti del Mpa. «Davvero credo che chi continua nel Pd a portare avanti queste tesi sia decisamente vecchio, nel modo di pensare, nell'approccio ai problemi e alle soluzioni che vanno cercate per cercare di cambiare questa Sicilia, di accelerare un progetto di rilancio del lavoro, un progetto di legalità, una riforma vera di settori nevralgici. Non si può dire no per partito preso, per antipatie, per principio. Piuttosto bisogna dire no, un no secco e lapidario, a chi in nome e per conto di Berlusconi ha amministrato anche negli enti locali. Il Comune e la Provincia di Catania, in questo caso, sono esempi emblematici di cattive amministrazioni, di quel che la linea Berlusconi è riuscita a fare e, soprattutto, a non fare».
Insomma, l'attacco di Concetta Raia è al berlusconismo e la linea del Pd, tanto più oggi che si respira aria di elezioni anche nazionali, scardina la vecchia alleanza Lombardo-Berlusconi per proporre una soluzione decisamente diversa. Tra le righe e anche in molti comunicati ufficiali, del resto, il Pd esclude che un governo Mpa-Pd-Udc rappresenti un ribaltone. «Ma quel che a noi interessa non sono le formule, ma salvare la Sicilia», chiude la Raia.
Miccichè a Berlusconi: «Non tornerò nel Pdl»
Colloquio tra i due a Roma, oggi tocca a Lombardo far visita al premier
PALERMO. A pochi giorni dal definitivo divorzio da Fini, alla vigilia dell'ufficio di presidenza del Pdl, il premier Berlusconi ha convocato a palazzo Grazioli, il sottosegretario Miccichè, capo del Pdl Sicilia che, negli ultimi giorni, a chi ha paventato un suo ritorno alla «casa madre», ha replicato: «Nel Pdl non ci torno». Una dichiarazione ribadita ieri allo stesso premier manifestando l'intenzione di andare avanti con il partito del Sud. Berlusconi ha preso tempo e invitato Miccichè a incontrarsi di nuovo la settimana prossima. Gli scettici continuano a ritenere che, invece, il capo dei «ribelli» siciliani del Pdl sia pronto a tornare indietro.
E non nasconde di credere che Miccichè voglia tornare fra le braccia di Berlusconi, spinto anche dalle probabili elezioni anticipate, il presidente della Regione, Lombardo. I due, ieri, dopo una serie di appuntamenti mancati, si incontrati a Roma: «Abbiamo fatto un'utile chiacchierata. Miccichè mi ha detto di essere pronto a collaborare, ma resta la differente valutazione sul governo dei tecnici da me auspicato. E, comunque, considerato che avrebbe dovuto incontrare Berlusconi, ci rivedremo dopo». Lombardo, nel corso della «chiacchierata» ha sottolineato a Miccichè che il Pdl Sicilia non sarebbe più compatto, ma che sarebbe diviso in tre. Ipotesi smontata da un comunicato stampa che hanno firmato congiuntamente lo stesso Miccichè, Dore Misuraca e il finiano Pippo Scalia: «Il Pdl Sicilia - si legge nella nota - resta unito nelle scelte politiche che riguardano il futuro dell'Isola. Ribadiamo il nostro no convinto all'ipotesi di un esecutivo composta da tecnici. La politica siciliana ha il diritto e il dovere di governare la Regione. Un compito che spetta a chi ha alle spalle il consenso elettorale. A Lombardo - hanno aggiunto i co-fondatori del Pdl Sicilia - è stata ribadita la necessità che il Parlamento siciliano, su input dell'attuale governo regionale, vari al più presto alcune importanti riforme strutturali, a cominciare dalla semplificazione amministrativa, passaggio necessario per accelerare la spesa dei fondi europei. Contestualmente, è più che mai opportuno che il governo appronti il disegno di legge su bilancio e finanziaria che dovrà essere approvato entro il 31 dicembre. A gennaio del prossimo anno ci sarà il tempo per una verifica dell'attività di governo». Durante la sua giornata nella Capitale, il presidente della Regione ha incontrato anche il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, il segretario Lorenzo Cesa, l'on. Beppe Drago e il segretario regionale, Saverio Romano. «Romano - ha detto Lombardo - ha ribadito la volontà di sostenere un governo politico, compreso il Pd che, però, è disposto ad appoggiare un governo tecnico. E del P4non si può fare meno: era necessario qUando c'era il Pdl unito, immaginarsi adesso». Il presidente della Regione, però, non dispera: «La prospettiva di elezioni anticipate potrebbe indurre l'Udc a stringere con noi, così come spingono Miccichè verso il Pdl». Il segretario del Pd, Giuseppe Lupo, da parte sua, continua a chiedere a Lombardo di rompere con Miccichè e Berlusconi ogni tipo di collaborazione. Più «elastica» la posizione del senatore Beppe Lumia e del capogruppo all'Ars, Antonello Cracolici, che ieri si sono riuniti con i deputati regionali che hanno loro riferimento all'Ars che avrebbero aperto uno spiraglio di mediazione a Lombardo. Lupo e Cracolici sarebbero pronti a non alzare barricate nel caso in cui Miccichè sostituisse i propri assessori politici con assessori tecnici. Ma, come già riferito, Miccichè, Misuraca e Scalia sono decisamente contrari ad un governo composto da tecnici. La vicenda continua ad essere piuttosto complicata. Probabilmente, il presidente della Regione ne parlerà questa mattina con Berlusconi. Anche se all'ordine del giorno dell'incontro vi sono temi squisitamente istituzionali, sarà inevitabile affrontare la questione politica che a va la di là della composizione del nuovo governo regionale. Ma potrebbero essere determinanti le risposte che il premier darà a Lombardo sul trasferimento dei fondi Fas (4 miliardi e 300 milioni di euro); sull'aeroporto di Comiso; sulla privatizzazione della Tirrenia e sulle politiche per il Sud. Un argomento questo che dovrebbe fare parte dei cinque punti del documento su cui il premier chiederà la conferma della fiducia al Parlamento per mettere a prova la lealtà dei finiani.
Effettuata la rotazione
La Costantino si è insediata al Museo, Castellana all'Ente Parco e Meli alla Soprintendenza
L'architetto Pietro Meli ha già lasciato l'Ente Parco archeologico per prendere posto alla Soprintendenza dei Beni culturali. Ieri il passaggio di consegne, nella sede del Museo archeologico, al nuovo direttore, Gabriella Costantino, da parte del neo direttore dell'Ente Parco, Giuseppe Castellana. L'avvicendamento ai vertici di Soprintendenza ai Beni culturali, Museo archeologico regionale e Parco archeologico e paesaggistico Valle dei Templi era stato annunciato nei giorni scorsi con i decreti del dirigente generale della Regione, Gesualdo Campo. Solo ieri si è formalizzato con l'insediamento dei tre vertici nei rispettivi servizi. Il quarto vertice, responsabile del Servizio Biblioteca - Museo regionale Luigi Pirandello, Vincenzo Caruso, com'è noto è stato riconfermato. Le nomine, invero, rappresentano per Meli e per Castellana la brillante conclusione di una carriera, giacché entrambi sono prossimi al pensionamento e potrebbero essere tra non molto individuati i loro successori: una chiusura che pare proprio intenda premiarli per il lavoro svolto finora nelle rispettive strutture per molti anni. Meli ha vissuto la genesi e l'evoluzione dell'ente Parco: un parco archeologico e paesaggistico di 1.300 ettari, gestito come un' impresa, con un'entrata annua di oltre due milioni di euro, investimenti per 14 milioni. Poche e scarse risorse aggiuntive, se non quelle umane con la capacità di progettare e tramutare le idee in realtà: nuove modalità di gestione, nuovi percorsi e nuove attrattive. Dal 2001 un continuo divenire. I servizi, la caffetteria, il bookshop e gli sportelli di vendita dei biglietti, la raccolta dell'uva e delle olive per produrre il vino e l'olio della Valle dei Templi, che, imbottigliati, prendono il nome di Diodoros. Il Parco archeologico della Valle dei Templi è stato istituito nel 2000. Nel 2001 è stato nominato il direttore Meli. Nel 2002 è avvenuto il trasferimento all'interno del parco, a Casa Sanfilippo. Prima di allora, gli uffici avevano convissuto con quelli della Soprintendenza.
Un'eredità difficile quella di Castellana, in un ente, su cui si delinea la prospettiva di un'ennesima svolta determinata dalla Regione. Prossimo alla pensione, d'altra parte, è lo stesso Castellana, che però ha una gran voglia di continuare a lavorare e auspica che fra otto mesi gli venga concessa una proroga di un biennio. Altrimenti si concentrerà sulla docenza universitaria, un impegno che è come un primo amore e che sta già riprendendo, dopo averlo abbandonato per il museo. A Meli per questo breve lasso di tempo aumenteranno pensieri e responsabilità. Inoltre da una gestione di tipo manageriale e "autonoma" passerà a quella più burocratica. Alla Costantino toccherà il compito di seguire la via di rilancio e rinnovamento tracciata dal suo predecessore: mantenere vivo il museo e renderlo sempre più luogo di cultura per gli agrigentini e non solo.
Repubblica Palermo
Pdl Sicilia contro il governo tecnico
Domani Lombardo da Berlusconi
"Ribadiamo il nostro no convinto all'ipotesi di un esecutivo composto da tecnici", dicono Micciché, Misuraca e Scalia. Lombardo domani incontrerà il premier Silvio Berlusconi e Raffaele Lombardo.
"Il Pdl Sicilia resta unito nelle scelte politiche che riguardano il futuro dell'Isola". Lo dichiarano i tre cofondatori, Gianfranco Micciché, Dore Misuraca e Pippo Scalia, dopo il vertice che hanno tenuto a Roma. "Ribadiamo - sottolineano in una nota - il nostro no convinto all'ipotesi di un esecutivo composto da tecnici. La politica siciliana ha il diritto e il dovere di governare la Regione. Un compito che spetta a chi ha alle spalle il consenso popolare".
La posizione politica espressa dai tre cofondatori è stata confermata da Micciché nel corso di un incontro avvenuto, sempre a Roma, con il presidente della Regione, Raffaele Lombardo. "A Lombardo - hanno aggiunto i leader del Pdl Sicilia - è stata ribadita la necessità che il Parlamento siciliano, su input dell'attuale governo regionale, vari al più presto alcune importanti riforme strutturali, a cominciare dalla semplificazione amministrativa, passaggio necessario per accelerare la spesa dei fondi europei. Contestualmente al varo delle riforme concludono i tre parlamentari è più che mai opportuno che il governo appronti il disegno di legge su bilancio e Finanziaria che dovrà essere approvato entro il 31 dicembre. A gennaio del prossimo anno ci sarà il tempo per una verifica dell'attività di governo".
Lombardo domani incontrerà il premier Silvio Berlusconi per parlare proprio degli equilibri alla Regione. Il governatore, intanto, attraverso il suo blog è tornato a parlare di giunta: "Il governo dei tecnici non mi appassiona in maniera particolare. Anch'io mi sento più a mio agio circondato da cosiddetti politici come me, eletti dalla gente e titolari di una rappresentanza chiara. Bisogna vedere però come accrescere i numeri di questa maggioranza che dovrà essere determinata per portare avanti ancora una serie di riforme fondamentali per la vita della Sicilia. Occorre cambiare il sistema in cui funziona la Regione, decentrare i poteri ai comuni, farli organizzare in liberi consorzi, reimpostare la politica agricola sui controlli e impostare una politica del turismo del tutto diversa".
Lombardo si è poi rivolto così alle altre forze politiche: "Tutti dovranno fare il loro dovere aiutando la Sicilia, aiutando i cittadini senza figli e figliastri. Senza amici cui dire di sì e non amici a cui dire di no se non passano nella segreteria di tizio o di caio. Deve valere così per la sanità come per la cultura, per l'agricoltura come per tutto il resto. E' la Sicilia che cambia e per fare queste cose io credo che ci voglia una grande determinazione e una grande compattezza".
Insiemepersangiovanni
Tuzzolino sulla chiusura dell'unica banca a Villafranca
AGRIGENTO - L'assessore provinciale Salvatore Tuzzolino, su mandato del presidente della Provincia, Eugenio D'Orsi, ha rappresentato l'Ente alla riunione del Consiglio comunale straordinario di Villafranca Sicula. Il Consiglio allargato era stato convocato per un dibattito aperto e costruttivo al fine di evitare la chiusura dell'unico sportello bancario esistente nel paese montano del nord-ovest della nostra provincia. "Si tratta di un problema molto serio - ha commentato l'assessore Tuzzolino - Lo sportello è l'unica banca operante nel popoloso comune montano e la sua chiusura innescherebbe seri problemi all'intera collettività. La Provincia regionale di Agrigento, da me rappresentata per mandato del Presidente D'Orsi impegnato in incontri per l'aeroporto, è vicina alla comunità di Villafranca alla quale ho portato la solidarietà dell'intera Giunta e del Consiglio Provinciale, dando piena disponibilità ad intraprendere qualsiasi iniziativa democratica finalizzata ad evitare la chiusura dello sportello bancario".
Agrigentoflash
L'aeroporto di Agrigento si farà, parola di Matteoli
L'aeroporto di Agrigento si farà. Lo ha assicurato il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli al presidente della Provincia Eugenio D'Orsi. L'atteso incontro, richiesto ed ottenuto, si è svolto a Roma alla presenza del ministro di Giustizia Angelino Alfano e del settosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. I particolari dell'incontro saranno resi noti nelle prossime ore, ma già dalle prime notizie l'esito è rassicurante per il futuro infrastrutturale della nostra provincia. I dettagli di quanto scaturito da questo importante incontro saranno probabilmente resi pubblici dallo stesso presidente al suo ritorno ad Agrigento. Intanto un comunicato stampa sintetizza che il presidente D'Orsi ha dettagliatamente relazionato al ministro circa il bisogno storico della Provincia di Agrigento di dotarsi di una infrastruttura aeroportuale e sulle fasi politiche e procedurali che hanno scandito la lunga battaglia della Provincia per la realizzazione dell'opera. Il presidente D'Orsi ha inoltre fatto presente che la struttura aeroportuale è già inserita nel piano regionale siciliano dei trasporti e che la sua sostenibilità è stata più volte confermata da vari studi di fattibilità che, nel corso degli anni, soggetti pubblici e soggetti privati hanno commissionato e ottenuto. Il ministro Matteoli ha convenuto sull'importanza dello scalo e su come la sua connotazione in ambito regionale sia la strada maestra per attuare l'opera e creare posti di lavoro. Al termine della riunione, il ministro Matteoli ha espresso il favore per la realizzazione della struttura e ha assicurato il suo interessamento presso l'Enac e il suo presidente al fine di accelerare i tempi per la sua attuazione.
Canicattiweb
Aeroporto ad Agrigento, il ministro Matteoli favorevole: oggi l'incontro con l'Enac
A Palazzo Chigi si è svolto un incontro tra il presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D'Orsi, il vicepresidente Luca Salvato, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano e il ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli.
Al centro dell'incontro, la tematica riguardante la realizzazione dell'aeroporto di Agrigento. Il presidente D'Orsi ha dettagliatamente relazionato circa il bisogno storico della Provincia di Agrigento di dotarsi di una infrastruttura aeroportuale e sulle fasi politiche e procedurali che hanno scandito la lunga battaglia della Provincia per la realizzazione dell'opera.
Il presidente D'Orsi ha inoltre fatto presente che la struttura aeroportuale è già inserita nel piano regionale siciliano dei trasporti e che la sua sostenibilità è stata più volte confermata da vari studi di fattibilità che, nel corso degli anni, soggetti pubblici e soggetti privati hanno commissionato e ottenuto. Il ministro Matteoli ha convenuto sull'importanza dello scalo e su come la sua connotazione in ambito regionale sia la strada maestra per attuare l'opera e creare posti di lavoro.
Al termine della riunione, il ministro Matteoli ha espresso il favore per la realizzazione della struttura e ha assicurato il suo interessamento presso l'Enac e il suo presidente al fine di accelerare i tempi per la sua attuazione.
Agrigentoweb
Aeroporto, Matteoli favorevole, domani l'incontro con l'Enac
Questo pomeriggio, a Palazzo Chigi, si è svolto un incontro tra il presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D'Orsi, il vicepresidente Luca Salvato, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano e il ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli.
Al centro dell'incontro, la tematica riguardante la realizzazione dell'aeroporto di Agrigento. Il presidente D'Orsi ha dettagliatamente relazionato circa il bisogno storico della Provincia di Agrigento di dotarsi di una infrastruttura aeroportuale e sulle fasi politiche e procedurali che hanno scandito la lunga battaglia della Provincia per la realizzazione dell'opera.
Il presidente D'Orsi ha inoltre fatto presente che la struttura aeroportuale è già inserita nel piano regionale siciliano dei trasporti e che la sua sostenibilità è stata più volte confermata da vari studi di fattibilità che, nel corso degli anni, soggetti pubblici e soggetti privati hanno commissionato e ottenuto. Il ministro Matteoli ha convenuto sull'importanza dello scalo e su come la sua connotazione in ambito regionale sia la strada maestra per attuare l'opera e creare posti di lavoro.
Al termine della riunione, il ministro Matteoli ha espresso il favore per la realizzazione della struttura e ha assicurato il suo interessamento presso l'Enac e il suo presidente al fine di accelerare i tempi per la sua attuazione.
Agrigentooggi
Aeroporto, Matteoli favorevole domani l'incontro con l'Enac
AGRIGENTO - Se prima D'Orsi si lamentava del mancato interessamento della deputazione agrigentina per la causa aeroporto, da questo pomeriggio dovrà ricredersi e se il sogno condiviso da tutta la provincia sarà realizzato, un ringraziamento speciale andrà al Ministro Angelino Alfano. Questo pomeriggio, infatti, grazie all'interessamento di Alfano a Palazzo Chigi, si è svolto un incontro tra il presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D'Orsi, il vicepresidente Luca Salvato, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Incontro a cui soprattutto erano presenti ministro della Giustizia, Angelino Alfano e il ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli.
Al centro dell'incontro, la tematica riguardante la realizzazione dell'aeroporto di Agrigento. Il presidente D'Orsi ha dettagliatamente relazionato circa il bisogno storico della Provincia di Agrigento di dotarsi di una infrastruttura aeroportuale e sulle fasi politiche e procedurali che hanno scandito la lunga battaglia della Provincia per la realizzazione dell'opera.
Il presidente D'Orsi ha inoltre fatto presente che la struttura aeroportuale è già inserita nel piano regionale siciliano dei trasporti e che la sua sostenibilità è stata più volte confermata da vari studi di fattibilità che, nel corso degli anni, soggetti pubblici e soggetti privati hanno commissionato e ottenuto. Il ministro Matteoli ha convenuto sull'importanza dello scalo e su come la sua connotazione in ambito regionale sia la strada maestra per attuare l'opera e creare posti di lavoro.
Al termine della riunione, il ministro Matteoli ha espresso il favore per la realizzazione della struttura e ha assicurato il suo interessamento presso l'Enac e il suo presidente al fine di accelerare i tempi per la sua attuazione.
Valledeitempli.net
Rigassificatore: scriviamo al presidente D'Orsi
Quella che sembrava l'iniziativa isolata da parte dell'Arch. Lo Presti - dopo che il presidente della Provincia Regionale di Agrigento aveva dichiarato di non voler rendere pubbliche le ragioni che lo avevano indotto a non far costituire l'Ente dinanzi al Tar-Lazio, preferendo parlarne in privato - trova il favore del Comitato contro il rigassificatore, che promuove un'iniziativa affinchè D'Orsi spieghi, anche in privato, le motivazioni delle sue scelte, a quanti ritengono sia un loro diritto poter conoscere l'operato di chi occupa una poltrona grazie al voto dei cittadini.
Sulla scelta di D'Orsi a non voler far conoscere pubblicamente le ragioni del suo operato, preferiamo stendere un velo pietoso, poiché già in passato avevamo ricordato al presidente che il suo ruolo istituzionale non gli consentiva di amministrare la cosa pubblica come se si trattasse degli affari di casa propria.
Questo il comunicato e la lettera che il Comitato contro il rigassificatore propone ai cittadini, affinchè il presidente D'Orsi spieghi le ragioni delle sue scelte a tutti coloro - come dallo stesso dichiarato - abbiano interesse a venirne a conoscenza:
"Come in occasione della consultazione popolare del 17 Aprile 2009, in cui 7000 cittadini hanno votato no al rigassificatore, la cittadinanza si sta mobilitando per dare ancora una volta il proprio contributo facendo pervenire al Presidente della Provincia D'Orsi delle lettere di richiesta incontro per conoscere le ragioni delle sue decisioni che, secondo una sua stessa dichiarazione, devono essere discusse privatamente.
Il Comitato per promuovere l'iniziativa, nonostante il velo di silenzio che spesso alcuni mezzi di comunicazione fanno cadere sull'argomento, tenterà di coinvolgere anche i mezzi stampa affinché tutti i cittadini abbiano la possibilità inviare e sottoscrivere la lettera.
Sonia Alfano sul rigassificatore: Indagine da parte della Commissione Europea
A seguito dell'interrogazione presentata da Sonia Alfano (IdV), in merito a una presunta violazione da parte dello Stato Italiano per quanto concerne le agevolazioni concesse per la costruzione di rigassificatori, in particolare per quello di Porto Empedocle (Agrigento), la Commissione riferisce che ha già avviato un'indagine per valutare se vi sia una violazione dell'art. 107, par. 1 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea relativo agli aiuti di Stato.
A darne notizia, la stessa europarlamentare, che precisa come la Commissione sta attendendo i documenti che ha richiesto alle Autorità italiane per valutare meglio la situazione e assicura che "perseguirà fattivamente la questione e che, a tempo debito, informerà i denuncianti circa la posizione adottata".
Di seguito il testo della risposta della Commissione
Risposta di Joaquín Almunia a nome della Commissione (12.08.2010)
Nel 2009 la Commissione ha ricevuto due denunce relative al meccanismo previsto all'articolo 13, paragrafo 2, della delibera 178/2005 dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, il cui obiettivo è incentivare la costruzione e il miglioramento degli impianti di rigassificazione. A parere dei denuncianti, detto meccanismo costituisce un aiuto di Stato illegale.
Nell'ambito dell'indagine sugli aiuti di Stato relativa alle denunce suddette, registrata con riferimento CP 81/2009, la Commissione ha trasmesso alle autorità italiane una versione non riservata delle denunce e, al momento, attende le osservazioni dell'Italia in merito, che dovrebbero pervenire alla DG Concorrenza della Commissione nell'agosto 2010.
In questa fase dell'indagine non è possibile prevedere, nemmeno a titolo indicativo, una data entro la quale la Commissione avrà completato l'esame delle denunce, dato che la durata di un'indagine dipende da molti fattori, tra cui la rapidità con cui lo Stato membro fornisce le informazioni, la completezza di tali informazioni e la complessità della questione in esame. Inoltre, nell'interesse generale dell'UE, la Commissione può assegnare diversi gradi di priorità alle denunce che le vengono sottoposte .
In merito al contenuto della misura (ricavi garantiti per i nuovi impianti di rigassificazione), viste le informazioni limitate di cui dispone in questa fase e lo stadio effettivo di avanzamento dell'indagine, la Commissione non è al momento in grado di esprimersi sulla sua possibile configurazione come aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 1, del TFUE.
La Commissione può tuttavia assicurare all'onorevole parlamentare che perseguirà fattivamente la questione e che, a tempo debito, informerà i denuncianti circa la posizione adottata.
Per quanto riguarda la richiesta dell'onorevole parlamentare di accedere alla documentazione prodotta dalla Commissione nel corso dell'indagine, essa sarà evasa dai servizi competenti, conformemente al regolamento (CE) 1049/2001 .
peppe lo iacono ha scritto quanto segue il 7 settembre 2010 alle 21:16. L'Enel....da un lato paga le compensazioni agli Enti dello stato italiano e dall'altro si fa pagare sempre dallo Stato Italiano il "vuoto per pieno" dei 2 serbatoi da 180000 metri cubi di gas ciascuno........ Cose italiane.
Forza Sonia....facciamoli neri !!!!!!
Sicilia24h
Aeroporto, missione romana per D'Orsi: Matteoli favorevole oggi l'incontro con l'Enac
Ieri pomeriggio, a Palazzo Chigi, si è svolto un incontro tra il presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D'Orsi, il vicepresidente Luca Salvato, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano e il ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli.
Al centro dell'incontro, la tematica riguardante la realizzazione dell'aeroporto di Agrigento. Il presidente D'Orsi ha dettagliatamente relazionato circa il bisogno storico della Provincia di Agrigento di dotarsi di una infrastruttura aeroportuale e sulle fasi politiche e procedurali che hanno scandito la lunga battaglia della Provincia per la realizzazione dell'opera.
Il presidente D'Orsi ha inoltre fatto presente che la struttura aeroportuale è già inserita nel piano regionale siciliano dei trasporti e che la sua sostenibilità è stata più volte confermata da vari studi di fattibilità che, nel corso degli anni, soggetti pubblici e soggetti privati hanno commissionato e ottenuto. Il ministro Matteoli ha convenuto sull'importanza dello scalo e su come la sua connotazione in ambito regionale sia la strada maestra per attuare l'opera e creare posti di lavoro.
Al termine della riunione, il ministro Matteoli ha espresso il favore per la realizzazione della struttura e ha assicurato il suo interessamento presso l'Enac e il suo presidente al fine di accelerare i tempi per la sua attuazione.
Agrigentonotizie
AEROPORTO Matteoli favorevole ad accelerare i tempi
Questo pomeriggio, a Palazzo Chigi, si è svolto un incontro tra il presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D'Orsi, il vicepresidente Luca Salvato, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano e il ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli.
Al centro dell'incontro, la tematica riguardante la realizzazione dell'aeroporto di Agrigento. Il presidente D'Orsi ha dettagliatamente relazionato circa il bisogno storico della Provincia di Agrigento di dotarsi di una infrastruttura aeroportuale e sulle fasi politiche e procedurali che hanno scandito la lunga battaglia della Provincia per la realizzazione dell'opera.
Il presidente D'Orsi ha inoltre fatto presente che la struttura aeroportuale è già inserita nel piano regionale siciliano dei trasporti e che la sua sostenibilità è stata più volte confermata da vari studi di fattibilità che, nel corso degli anni, soggetti pubblici e soggetti privati hanno commissionato e ottenuto. Il ministro Matteoli ha convenuto sull'importanza dello scalo e su come la sua connotazione in ambito regionale sia la strada maestra per attuare l'opera e creare posti di lavoro.
Al termine della riunione, il ministro Matteoli ha espresso il favore per la realizzazione della struttura e ha assicurato il suo interessamento presso l'Enac e il suo presidente al fine di accelerare i tempi per la sua attuazione.
Infoagrigento
Aeroporto: c'è il "si" del Ministro Matteoli
Incontro "romano" tra il presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D'Orsi, il vicepresidente Luca Salvato, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano e il ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli.
Al centro dell'incontro, la tematica riguardante la realizzazione dell'aeroporto di Agrigento. Il presidente D'Orsi ha dettagliatamente relazionato circa il bisogno storico della Provincia di Agrigento di dotarsi di una infrastruttura aeroportuale e sulle fasi politiche e procedurali che hanno scandito la lunga battaglia della Provincia per la realizzazione dell'opera.
Il presidente D'Orsi ha inoltre fatto presente che la struttura aeroportuale è già inserita nel piano regionale siciliano dei trasporti e che la sua sostenibilità è stata più volte confermata da vari studi di fattibilità che, nel corso degli anni, soggetti pubblici e soggetti privati hanno commissionato e ottenuto. Il ministro Matteoli ha convenuto sull'importanza dello scalo e su come la sua connotazione in ambito regionale sia la strada maestra per attuare l'opera e creare posti di lavoro.
Al termine della riunione, il ministro Matteoli ha espresso il favore per la realizzazione della struttura e ha assicurato il suo interessamento presso l'Enac e il suo presidente al fine di accelerare i tempi per la sua attuazione.