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/ Comunicati stampa » 2016 » Dicembre » 29 » L'ARS approva la proroga dei lavoratori a tempo determinato e la mobilità del personale di ruolo dei Liberi Consorzi

L'ARS approva la proroga dei lavoratori a tempo determinato e la mobilità del personale di ruolo dei Liberi Consorzi

 

L'Assemblea Regionale Siciliana ha approvato ieri sera, con 49 voti favorevoli e 14 astenuti, il disegno di legge governativo relativo a: «Disposizioni in materia di autonomie locali e per la stabilizzazione del personale precario».  La legge che entrerà in vigore con la pubblicazione nella gazzetta ufficiale della Regione, riguarda anche il futuro del personale del Libero Consorzio. La legge prevede, infatti, all'art. 2 una disposizione che riguarda le "Dotazioni organiche Città metropolitane e liberi consorzi comunali". Il testo approvato testualmente recita:
1. La  dotazione  organica  delle  Città  metropolitane  e  dei  liberi  Consorzi  comunali  è  stabilita,  a  decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, in misura corrispondente alla spesa del personale  di  ruolo  al  31  dicembre  2015  ridotta  complessivamente  del 15 per cento. Per  le  unità soprannumerarie si applica la disciplina di cui al comma successivo.
2.  Entro  centoventi  giorni  dalla  data  di entrata  in  vigore  della  presente  legge,  è  individuato secondo  modalità  e  criteri  definiti  nell'ambito  delle  procedure  e  degli  osservatori  di  cui  alla  legge  regionale  4  agosto  2015,  n.  15,  e  successive  modifiche  e  integrazioni,  il  personale che rimane assegnato agli enti di cui al comma precedente e quello da destinare alle procedure di mobilità, nel rispetto  delle  forme  di  partecipazione  sindacale  previste  dalla  normativa  vigente,  secondo le procedure  previste  dall'articolo  1  commi  423  e  424  della  legge  23  dicembre  2014,  n.  190,  nonché,  previo  accordo  con  lo  Stato,  ai  sensi  dell'articolo 1 comma  425  della  legge  23  dicembre  2014,  n. 190».
Durante la discussione del disegno di legge, l'Assessore Regionale per l'economia Baccei ha spiegato che sebbene "la riforma costituzionale non è passata - con un referendum, ma  altrettanto  vero  è  che  le  province  sono  in  una   gravissima  crisi  finanzia ria,  per  cui  questo, in qualche  modo,  oltre che garantire la proroga di due anni dà modo di  cominciare  a  risolvere i problemi delle province. Teniamo conto che nello stesso disegno di legge, innanzitutto, la mobilità non è, solo, verso gli enti  locali,  ma  è  anche  verso  le  amministrazioni  statali,  per  cui  i  dipendenti  potrebbero  andare  ad   occupare, così come è avvenuto nel resto d'Italia, posizioni libere, sempre ovviamente sul territorio  siciliano, nei   limiti   della   mobilità, disponibili presso le  amministrazioni  statali. Per  cui, successivamente, nel disegno di legge  c'è un articolo, che è un po' il  cuore del disegno di legge, che allarga  le  risorse  occupazionali degli enti locali fino ai  limiti  della  pianta  organica,  per  cui di  fatto questi posti che i lavoratori delle province potrebbero andare ad occupare presso le amministrazioni comunali, sono più che  recuperati  dall'articolo  successivo,  per  cui  non  andrebbero ad  inficiare  la  possibilità di stabilizzare i precari degli enti locali".
La legge contiene anche importanti novità per i dipendenti precari dell'Ente per i quali sono previste all'art. 3 le "Disposizioni per la stabilizzazione del personale precario" e la proroga del rapporto di lavoro fino al 2018. Nello stesso articolo, al comma 9 la Regione garantisce la copertura del fabbisogno finanziario degli enti utilizzatori per l'onere relativo al personale a tempo determinato prorogato ai sensi del comma 8. C'è inoltre l'impegno della Regione che per le Città metropolitane ed i liberi Consorzi comunali si provveda mediante l'utilizzo di parte del Fondo di cui all'articolo 30, comma 7, della legge regionale n. 5/2014 e successive modifiche ed integrazioni. Per la quota complementare a carico degli enti utilizzatori alla data del 31 dicembre 2015 è autorizzata la spesa annua di 6.511 migliaia di euro per gli anni 2017 e 2018 da iscrivere in un apposito capitolo di spesa.

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