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rassegna stampa del 6 7 e 8 marzo 2021

6 marzo 2021

Gds

LIBERO CONSORZIO
Rifiuti ad Agrigento, l'ex Provincia fa installare le telecamere contro chi sporca

di Paolo Picone
La polizia provinciale prossimamente potrà avvalersi di sofisticate attrezzature tecnologiche per l'attività per contrastare il fenomeno dell'abbandono di rifiuti pericolosi e rifiuti domestici, in prossimità di luoghi maggiormente a rischio, nelle aree e strade di competenza del Libero consorzio di Agrigento. Il corpo ha collocato telecamere mobili e cartelli informativi per prevenire il fenomeno.
Le immagini con i trasgressori sono registrate e trasmesse in tempo reale. I cartelli informativi utilizzati sono stati realizzati secondo le prescrizioni della legge in materia di protezione dei dati personali e sono collocati nella zona prima dell'inizio dell'area delle riprese indicando la finalità delle registrazioni.

Agrigentonotizie

Sanzioni per cattivo funzionamento dei depuratori, il Comune contro il Libero consorzio

Depuratori malfunzionanti, chiesti oltre 25mila euro al Comune
L'ex provincia notifica a Palazzo dei Giganti le sanzioni connesse ad accertamenti condotti sugli impianti di Sant'Anna e Fontanelle
Sanzioni per cattivo funzionamento dei depuratori, il Comune contro il Libero consorzio
Chiamato a pagare, in solido, con il gestore privato, oltre 25mila euro per sanzioni connesse al malfunzionamento o all'assenza di certificazioni dei depuratori. Il Comune di Agrigento si costituisce in giudizio per "resistere" a tre maxi cartelle firmate dal settore Ambiente del Libero consorzio che, appunto, chiede al Municipio, insieme al gestore del servizio idrico, di pagare delle multe derivanti da attività di accertamento condotte dall'Arpa negli anni scorsi ai depuratori di Fontanelle e, soprattutto, di Sant'Anna.
Proprio quest'ultimo, il più grande (e nemmeno il messo peggio) degli impianti di depurazione cittadini, è stato oggetto di sanzioni per oltre 20mila euro per mancanza di autorizzazione allo scarico e mancata installazione di alcuni presidi come i misuratori di portata.
Il Municipio sta adesso resistendo alla richiesta di pagamento, ritenendola non dovuta. Ammontano a decine di migliaia di euro le sanzioni emesse dall'ex Provincia nei confronti del gestore, ma anche di alcuni sindaci, in questi anni proprio per le problematiche connesse ai depuratori.

Qds

Libero Consorzio Agrigento per il risanamento ambientale
redazione

Nel corso del 2020 sono state rimosse dalle strade di competenza notevoli quantità di rifiuti, in particolare indifferenziati (92 tonnellate), scarti da lavori edilizi (759 tonnellate), amianto (40 tonnellate)
AGRIGENTO - Continua senza sosta la bonifica del territorio da parte del Libero Consorzio comunale, che grazie all'accordo quadro biennale con l'impresa Mediterranea Servizi, aggiudicataria dell'appalto per la rimozione dei rifiuti, è impegnata nelle operazioni di risanamento ambientale, attività che non ha subito rallentamenti nemmeno durante le fasi più delicate dell'emergenza Covid-19.
In questi giorni lo staff tecnico del Settore Ambiente composto da Giovanni Alletto (rup e direzione dei lavori) e dai geometri Antonio Sciarratta (assistente ai lavori) e Armando Spaziani (contabilità) ha stilato il consuntivo delle operazioni effettuate nel 2020 con un bilancio positivo per quanto riguarda la bonifica stessa ma indubbiamente preoccupante per l'enorme quantitativo di rifiuti, compresi quelli speciali e pericolosi, abbandonati un po' ovunque.
Le zone interessate sono state soprattutto (ma non soltanto) quelle adiacenti alle Strade provinciali 1, 6, 11, 46, 47, 62, 63, 67, 68, 71, 80, le ex consortili Spc 54, 55, 56, 73, la ex regionale Spr 64 e le Sp Nc 7 e 10. In alcuni casi sono state bonificate aree già sottoposte a sequestro da parte dell'Autorità giudiziaria.
I quantitativi più rilevanti di rifiuti riguardano gli indifferenziati (oltre 92 tonnellate) i rifiuti da demolizioni e lavori edilizi (oltre 759 tonnellate), gli imballaggi misti (oltre 74 tonnellate), mentre tra quelli speciali e pericolosi spiccano le oltre 40 tonnellate di amianto messe in sicurezza e avviate ai centri di stoccaggio autorizzati, e circa 80 tonnellate di guaine bituminose, oltre ad altre tipologie di rifiuti non pericolosi. Complessivamente oltre 1000 tonnellate di rifiuti, indice di una mancanza di sensibilità da parte di una frazione di cittadini sicuramente minoritaria ma che con i suoi comportamenti finisce con l'incidere pesantemente sulla qualità ambientale e sull'immagine del nostro territorio.
"L'attività di bonifica - hanno concluso dal Libero Consorzio - procede anche nel 2021 in tutti i comparti stradali e nelle aree adiacenti, secondo quanto previsto dalla normativa che assegna queste competenze alle ex Province (art. 160 della Legge Regionale n. 25/1993, Decreto Legislativo 152/2006)".

Giornale di Sicilia

Arriva il bilancio delle attività svolte negli ultimi mesi
Oltre mille tonnellate di rifiuti nelle strade della ex Provincia

Maxi intervento di bonifica, avviato nel 2020 e che malgrado la pandemia, ha consentito il pieno recupero del territorio
Paolo Picone
C'è chi sporca, chi pulisce e chi multa. Continua l'azione di bonifica del territorio da parte del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, che grazie all'accordo quadro biennale con l'impresa Mediterranea Servizi di Ignazio Sbalanca, aggiudicataria dell'appalto per la rimozione dei rifiuti, è impegnata nelle operazioni di risanamento ambientale, attività che non ha subito rallentamenti  nemmeno durante le fasi più delicate dell'emergenza sanitaria. Nei giorni scorsi lo staff tecnico  del Settore Ambiente composto da: Giovanni Alletto (Responsabile unico del procedimento e Direzione dei Lavori) e dai geometri Antonio Sciarratta (assistente ai lavori) e Armando Spaziani (contabilità) ha stilato il consuntivo delle operazioni effettuate nel 2020 con un bilancio positivo per quanto riguarda la bonifica stessa ma indubbiamente preoccupante per l'enorme quantitativo di rifiuti, compresi quelli speciali e pericolosi, abbandonati un pò ovunque. Le zone interessate sono state soprattutto quelle adiacenti alle strade pr vinciali, le ex consortili e la ex regionale 64. In alcuni casi sono state bonificate aree già sottoposte a sequestro da parte dell'auto - rità giudiziaria. I quantitativi più rilevanti di rifiuti riguardano gli indifferenziati (oltre 92 tonnellate) i rifiuti da demolizioni e lavori edilizi (oltre 759 tonnellate), gli imballaggi misti (oltre 74 tonnellate), mentre tra quelli speciali e pericolosi  spiccano le oltre 40 tonnellate di amianto messe in sicurezza e avviate ai centri di stoccaggio autorizzati, e circa 80 tonnellate di guaine bituminose, oltre ad altre tipologie di rifiuti non pericolosi. Complessivamente  oltre 1000 tonnellate di rifiuti, indice di una mancanza di sensibilità da parte di una frazione di cittadini sicuramente minoritaria ma che con i suoi comportamenti finisce con l'incidere pesantemente sulla qualità ambientale e sull'immagine del territorio. Nei prossimi giorni saranno sottoposte a bonifica anche le ex consortili 55 (dalla provinciale 10 alla statale 644), la 66 (dalla provinciale 10 al Fiume Salso), la 69 (fino a Conca-Penninello), la 73 (dalla statale  122) e la ex regionale 64 (Campobello di Licata - Quota 284 - st atale 123). I territori interessati ricadono nei comuni di Realmonte, Campobello di Licata, Naro, Licata e Ravanusa. Ultimata la zona est si procederà alla bonifica delle strade  e delle parti di territorio comprese nei comparti centro-nord e ovest.  Gli interventi saranno eseguiti dall'impresa aggiudicataria dell'appalto con un ribasso del 67,21% sull'importo a base d'asta di 330.000 euro. Intanto la Polizia provinciale ha reso noto che è impegnata ad una serie di attività finalizzate al controllo remoto delle zone più a rischio individuate come "siti sensibili" e sparse sull'intero territorio provinciale. I verbali elevati nel 2020 sono stati più di 100. (* PAPI*)


AGRIGENTONOTIZIE

Cronaca
SICILIA A RISCHIO MODERATO, IL PIANO: "TUTTA ITALIA IN ZONA ROSSA A PASQUA E COPRIFUOCO ANTICIPATO ALLE 20"

L'Isola è tra le poche regioni che non avrebbe "alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane". Intanto il presidente dell'Iss, Brusaferro, ha proposto una zona gialla "rafforzata" che dovrebbe vedere la possibilità di far scattare la chiusura dei negozi entro le 19
Redazione
La Sicilia è tra le regioni d'Italia con "classificazione di rischio moderato" ed è tra le poche che non avrebbe "alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane". Ma potrebbe essere coinvolta nel piano del governo Draghi che vorebbe portare tutta l'Italia in zona rossa a Pasqua e Pasquetta e varare altre restrizioni nei giorni pre-festivi e in quelli successivi, esattamente come ha fatto l'esecutivo di Giuseppe Conte a Natale, portando così il lockdown delle festività in Italia. Il piano scatterà in caso di incremento esponenziale dei contagi, mentre il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro ha proposto ieri una zona gialla "rafforzata" o rinforzata che dovrebbe vedere la possibilità di far scattare il coprifuoco alle 20 e non alle 22, con chiusura di tutti gli esercizi commerciali entro le ore 19.
La possibilità di anticipare il coprifuoco alle ore 20 è stata discussa una prima volta mentre si parlava del primo Dpcm del presidente del Consiglio Mario Draghi, poi firmato il 2 marzo e in vigore dal 6 marzo fino al 6 aprile. Poi è stata scartata ma è rimasta sul tavolo in attesa di comprendere come evolveranno la curva dei contagi e quella dei ricoveri. Un'altra idea è quella di limitare gli spostamenti non necessari per motivi di salute, lavoro o estrema necessità e urgenza. Qui nel mirino c'è la famosa deroga per le visite a parenti e amici una volta al giorno rispettando il coprifuoco. È già stata vietata in zona rossa e alcune ordinanze regionali con il passaggio all'arancione scuro - come quella entrata in vigore in Lombardia - hanno già previsto la stessa restrizione. A questo punto non è escluso che si possa decidere di uniformare le misure in tutta Italia ad esclusione delle zone gialle.
l governo ragiona anche attorno all'ipotesi di blindare la Pasqua estendendo la zona rossa alle festività come è successo a Natale con l'esecutivo Conte. Silvio Brusaferro dell'Istituto Superiore di Sanità ha suggerito l'ipotesi di rafforzare la zona gialla con il coprifuoco alle 20 ma la decisione è stata rinviata per i timori dell'impatto che avrebbe sulle attività commerciali: dovrebbero chiudere alle 19. Per Pasqua e Pasquetta invece l'idea è di fare come ha fatto il governo Conte Bis a Natale: dichiarare una zona rossa in tutta Italia nei giorni di festa e mitigare di poco le restrizioni nei pre-festivi. In questo caso si profila anche un addio a cinema e teatri aperti il 27 marzo.
Secondo le prime indiscrezioni in zona rossa potrebbero finire Abruzzo e Campania, insieme a Basilicata e Molise. Ma anche Lombardia, Emilia-Romagna, Marche e le province Trento e Bolzano rischiano misure più restrittive. Veneto e Friuli-Venezia Giulia sono invece candidate a finire in zona arancione: l'Italia del Nord sarebbe così quasi tutta di quel colore, tranne la Valle d'Aosta e la Liguria. Vincenzo De Luca su Facebook ha annunciato che "la Campania è ormai zona rossa".
Dieci regioni e province autonome hanno un Rt puntuale maggiore di 1. Sono Basilicata, Emilia-Romagna, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Trento, Toscana, Valle d'Aosta e Veneto. Di queste, il Molise ha un Rt con il limite inferiore superiore a 1.25, compatibile con uno scenario di tipo 3. Delle altre nove, sei hanno un Rt nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni/province autonome hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno. Sono 14 le Regioni e province autonome con una classificazione di rischio moderato: Basilicata, Calabria, Lazio, Liguria, Molise, Piemonte, provincia di Bolzano, provincia di Trento, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d'Aosta e Veneto - prosegue il report -. Di queste nove hanno una alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane: Calabria, Molise, Piemonte, le provinca di Trento, Puglia, Toscana, Umbria, Valle d'Aosta e Veneto. Analogamente a quanto avviene in altri Paesi europei - si legge nel report - si rende necessario un rafforzamento/innalzamento delle misure su tutto il territorio nazionale al fine di ottenere rapidamente una mitigazione del fenomeno. L'incidenza settimanale complessiva si sta rapidamente avvicinando alla soglia di 250 casi per 100.000 abitanti, che impone il massimo livello di mitigazione possibile. Questa soglia è già stata superata dalla Provincia Autonoma di Trento (385,02 per 100.000 abitanti), dalla Provincia Autonoma di Bolzano (376,99 per 100.000 abitanti), dall'Emilia-Romagna (342,08 per 100.000 abitanti), dalle Marche (265,16 per 100.000 abitanti) e dalla Lombardia (254,44 per 100.000 abitanti).
L'indice di contagio Rt medio calcolato sui casi sintomatici in Italia è attualmente pari a 1.06, ovvero è in crescita. Era 0,99 la scorsa settimana, con un limite superiore già oltre 1. Il dato è attualmente all'esame della cabina di Regia che sta analizzando i dati del monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute che sarà presentato nel pomeriggio.

SLITTANO LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE: SI VOTA TRA IL 15 SETTEMBRE E IL 15 OTTOBRE
SLITTANO ELEZIONI A FAVARA, PORTO EMPEDOCLE, CANICATTÌ, MONTEVAGO E SAN BIAGIO PLATANI

di Redazione
Il consiglio dei ministri ha disposto il differimento delle elezioni amministrative, inizialmente in programma in primavera, rinviandole in autunno tra il 15 settembre e il 15 ottobre. In provincia di Agrigento erano chiamati al voto importanti comuni: Canicattì, Porto Empedocle, Favara, Montevago e anche San Biagio Platani (sciolto per mafia).
Il decreto dispone il rinvio a causa "del permanere del quadro epidemiologico da Covid-19 diffusamente grave su tutto il territorio nazionale e dell'evolversi di significative varianti del virus che presentano carattere ulteriormente diffusivo del contagio". Nella bozza in entrata viene previsto che per l'anno 2021, limitatamente alle elezioni Comunali e circoscrizionali il numero minimo di sottoscrizioni richieste per la presentazione delle liste e candidature sia ridotto ad un terzo.

8 lunedì

CANICATTIWEB

INTERVENTI ANTISISMICI PER DUE EDIFICI SCOLASTICI: AGGIUDICATE GARE
Scritto da Redazione Canicatti Web

Continua l'attività del libero Consorzio Comunale di Agrigento per migliorare le condizioni di sicurezza degli edifici scolastici di propria competenza. L'Ufficio Gare ha infatti aggiudicato due appalti relativi alla progettazione di fattibilità tecnica ed economica per gli interventi di adeguamento antisismico, impiantistico e funzionale per oltre 770.000 euro complessivi. La prima gara, relativa agli interventi su IPIA Archimede di Casteltermini, è stata aggiudicata al R.T.I: ENGINEERING GROUP SRL (Mandataria e Avvalente ); ACALE SRL (Mandante e Ausiliaria); SETTANTA7 Studio Associato (Mandante), che ha ottenuto il miglior punteggio di 94,237 (dato dalla somma dell'offerta tecnica e di quella economica), e con un ribasso percentuale del 48,261% sull'importo a base d'asta di 168.990,18 euro.La seconda gara riguardante gli interventi di adeguamento antisismico impiantistico e funzionale del Liceo Scientifico "Leonardo" di Agrigento è stata aggiudicata alla R.P.A.srl - R.G.M. srl che ha ottenuto il punteggio complessivo  di 94,365 e con un ribasso del 36,1% sull'importo a base di affidamento di 608.947,19 euro.Sono inoltre in corso di aggiudicazione altre gare relative alla stessa tipologia di progettazione (definitiva ed esecutiva, e che comprende anche il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione), finanziate con fondi di bilancio del Libero Consorzio di Agrigento.

EMERGENZA COVID IN SICILIA, AL VIA PROGETTO PROTEZIONE CIVILE PER FORMARE PERSONALE
Scritto da Redazione Canicatti Web

In tema di protezione civile, Ordine dei medici di Palermo e Regione siciliana avviano un progetto formativo per rafforzare le conoscenze professionali e la capacità di reazione del personale che opera in Sicilia nelle istituzioni pubbliche e di tutti i soggetti coinvolti in situazioni di crisi. L'iniziativa, realizzata grazie al sostegno degli assessorati regionali della Salute e della Formazione nell'ambito dei Fondi sociali europei (Fse), è stata presentata stamattina a Villa Magnisi, sede dell'Omceo.
"Il primo obiettivo - ha spiegato il presidente dell'Omceo Toti Amato, componente del direttivo della Federazione nazionale Fnomceo - è assicurare le competenze necessarie per migliorare la capacità di pianificazione e valutazione delle attività messe in campo per l'emergenza sanitaria Covid. Se tuteliamo la sicurezza dei cittadini e il rispetto della legalità, proteggiamo la salute di tutti. E' un progetto sperimentale che conta sulla costruzione di una rete di collaborazioni attive tra medici, responsabili della protezione civile, referenti regionali, comunali e uffici scolastici".
Ne è convinto anche l'assessore regionale della Formazione Roberto Lagalla intervenuto a margine della presentazione: "Questo progetto - ha detto - darà un contributo concreto al generale miglioramento del contesto generale socio-sanitario. Forniremo ai discenti tutti gli strumenti tecnici e pratici declinati alle situazioni di grande emergenza in modo che il personale possa prendere le decisioni più efficaci anche in situazioni di grande stress".
Sulla stessa linea anche il dirigente dell'Accademia della Protezione civile regionale Calogero Di Chiara "L'emergenza Covid - ha detto - è il fulcro di questo percorso formativo, grazie al sostegno degli assessorati della Salute e della Formazione, tocca il cuore del sistema di Protezione civile regionale, degli enti locali, oltre al sistema sanitario che è imprescindibile e a supporto del quale provvediamo quotidianamente".
"Le situazioni emergenziali non ci danno avviso - ha rimarcato la responsabile regionale per le emergenze Isabella Bartoli -. Quando arrivano è necessario avere una uniformità di linguaggio. Tutti dobbiamo sapere il ruolo che abbiamo, dai cittadini che sono parte integrante della protezione civile, a tutti quelli che hanno ruoli specifici. Se vogliamo avere veramente efficienza, efficacia, appropriatezza, equità, ma anche economicità è necessario lavorare in sinergia".
In tempi non sospetti, ha aggiunto il responsabile della centrale operativa 118 di Palermo Fabio Genco "abbiamo fatto tanta formazione. Corsi sulla carta perché non ci aspettavamo di vivere realmente questa emergenza sanitaria. Oggi abbiamo raggiunto risultati importanti perché non ci siamo trovati impreparati. In Sicilia siamo i referenti per il biocontenimento".
Il progetto è nato da una direttiva della Presidenza del Consiglio dei ministri del 3 gennaio 2019 in cui si indirizzano le autorità sanitarie locali ad affidare la funzione sanità dei Coc (Centri operativi comunali) ai medici del territorio. "E' questa la grande novità - ha sottolineato il coordinatore della commissione maxiemergenze dell'Omceo Giuseppe Disclafani. Di solito il sindaco può delegare chiunque per la funzione sanità, invece con questa direttiva si indica espressamente che responsabile deve essere un medico del luogo perché conosce bene le criticità di un territorio. La Regione siciliana per prima in Italia sta attuando la formazione dei medici del territorio in linea con questa direttiva".
Il percorso formativo, realizzato in collaborazione anche con l'Anci, è destinato al personale della Regione siciliana, compreso i dipendenti delle Asp, ma anche agli enti locali, in particolare a chi svolge funzioni di protezione civile. Prevede esercitazioni e simulazioni di situazioni di emergenza in modo che ogni discente alla fine del percorso sia in grado di valutare l'opportunità, ma anche le conseguenze di certe azioni. Per ogni intervento sono stati individuati anche degli indicatori per monitorare, nel medio e lungo termine, i risultati delle attività programmate e l'uniformità dei comportamenti degli operatori coinvolti.

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