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rassegna stampa del 7 dicembre 2021

IL FATTO NISSENO

Sindaci di Bompensiere Milena e Montedoro richiedono alle ex Province Caltanissetta ed Agrigento interventi su Strade Provinciali 23 — 24 — 24 bis — 73.

Carmelo Barba
BOMPENSIERE - I sindaci dei comuni di Bompensiere, Milena e Montedoro, rispettivamente Salvatore Virciglio, Claudio Cipolla e Renzo Bufalino hanno inviato una nota congiunta Commissari del Libero Consorzio di Comuni di Caltanissetta e di Agrigento per segnalare il cattivo stato di manutenzione delle SS.PP. 23 — 24 — 24 bis — 73. Chiedendo urgenti interventi al riguardo. Questa la letta:
"Egregi Signori Commissari, i nostri cittadini sono esasperati dalle condizioni in cui versano le strade provinciali che collegano i nostri Comuni. Quotidianamente veniamo interessati da segnalazioni e da denunce di danni.
Siamo consapevoli che presto su alcune di queste strade si interverrà con dei lavori di rifacimento dei punti più deteriorati, ma non si può attendere oltre poiché ci sono dei tratti in cui l'asfalto è completamente stato rimosso dagli ultimi eventi piovosi.
Le SS.PP. 23, 24,24 bis e la 73 (contrada Garziano che ci consente di raggiungere la SS 640) collegano i nostri comuni ai più importanti centri dove i nostri concittadini lavorano o usufruiscono di essenziali servizi.
Non si può attendere oltre! E' necessario intervenire per evitare che si protragga un'indecente situazione di isolamento territoriale e sociale.
Soluzioni come l'abbassamento della velocità di percorrenza dei tratti più danneggiati ovvero, ancor peggio, la chiusura delle strade non possono essere considerate perché scappano dal problema anziché affrontarlo.
Si adotti il buon senso e, nelle more di lavori strutturali, si faccia quanto necessario per ristabilire la fruibilità delle strade provinciali. Facciamo sentire la presenza delle istituzioni ai nostri cittadini. Noi comuni siamo pronti a collaborare nei modi in cui l'Ente competete alla gestione e alla manutenzione della strada lo riterrà necessario".

AGRIGENTONOTIZIE

Trasferimento dell'Ipia "Fermi" ancora in stallo, Mareamico: "Gli studenti rischiano la salute"

Da mesi si torna a discutere della possibilità di spostare altrove l'istituto, collocato in zona Asi nel 2014 dopo che la struttura in cui si trovava risultò realizzata in calcestruzzo depotenziato
Redazione
Da mesi se ne discute senza che i dettagli siano pubblici (o quasi), e soprattutto senza che vi siano effettivi passi avanti. Si tenta, infatti, di trasferire altrove l'istituto "Fermi", da sette lunghi anni alla zona industriale, tra aziende di ogni tipo (anche di trattamento dei rifiuti) dopo che un brutto giorno si scoprì che la cittadella di via Piersanti Mattarella era inutilizzabile, perché costruita con calcestruzzo depotenziato.
Così, anche su insistenza delle associazioni civiche, venne "riscoperto" un centro destinato alla formazione che solo temporaneamente avrebbe dovuto ospitare l'istituto. Un temporaneao diventato assolutamente definitivo, almeno fino a qualche mese fa, quando la Regione diede il proprio "niet" alla progetto di realizzazione di un nuovo impianto di trattamento dei rifiuti in zona Asi proprio a causa della presenza dell'Istituto.
Da quel momento il tema dell'incongruenza di una scuola tra i capannoni e le aziende tornò di una certa importanza, anche perché gli stessi imprenditori che operano in zona (pare) si sono rivolti alla Prefettura per chiedere interventi. Gli incontri con il Libero consorzio (che ha bisogno diversi milioni di euro per adeguare gli edifici di via Piersanti Mattarella) si sono susseguiti, ma senza alcun passo avanti significativo.
Oggi a porre anche un problema di salute degli studenti è l'associazione Mareamico, che ha scritto a Prefettura, ex Provincia e Procura, "per sapere quali siano i motivi che impediscono lo spostamento degli studenti dall'edificio della zona industriale di Agrigento che li ospita, e che risulta pericoloso per la loro salute".
Secondo l'associazione, gli studenti avrebbero "in questi lunghi 7 anni... manifestato fenomeni allergici ed asmatici, probabilmente causati dalla vicinanza dagli insediamenti industriali".
Nelle more di uno spostamento altrove della scuola, stante la denuncia dell'associazione ambientalista, sarebbe però opportuno anche mettere in campo attività di controllo da parte dell'Arpa nella zona dato che, scuola o non scuola, emissioni tali da provocare problemi di salute, non se ne dovrebbero registrare.

GRANDANGOLO

Scuola Ipia Agrigento, Mareamico: "Studenti non possono più stare lì"Così in una nota l'associazione ambientalista Mareamico in merito alla questione della scuola Ipia di Agrigento

di Redazione
"Oggi Mareamico ha scritto a S.E. il Prefetto di Agrigento, al Commissario del Libero Consorzio Comunale di Agrigento ed alla Procura di Agrigento per sapere quali siano i motivi che impediscono lo spostamento degli studenti dall'edificio della zona industriale di Agrigento che li ospita, e che risulta pericoloso per la loro salute." Così in una nota l'associazione ambientalista Mareamico in merito alla questione della scuola Ipia di Agrigento.
Prosegue Mareamico: "Nel 2014, in maniera assolutamente inopportuna, la Provincia di Agrigento aveva deciso di trasferire gli studenti dell'IPIA di Agrigento presso una struttura nel bel mezzo della zona industriale. In questi lunghi 7 anni tanti di loro hanno manifestato fenomeni allergici ed asmatici, probabilmente causati dalla vicinanza dagli insediamenti industriali. Dopo tante proteste ed esposti alle Forze dell'ordine, da parte dei genitori degli studenti, nel 2018 la Prefettura di Agrigento aveva promosso una riunione per affrontare le problematiche connesse alla insalubrità dell'aria respirata dagli studenti. Durante l'incontro l'ASP di Agrigento ha dichiarato che gli istituti scolastici non possono essere ubicati in una zona industriale, mentre il Libero Consorzio ha dato la disponibilità dell'Ente a trasferire immediatamente gli studenti in altri locali ubicati a Favara. Ad oggi, dopo 3 anni da quella importante riunione, nulla è stato fatto. Gli studenti dell'Ipia Agrigento non possono più stare Llì."

SICILIA24H

Mareamico: "Gli studenti dell'Ipia non possono più stare in quell'istituto"

Redazione
Oggi Mareamico ha scritto a S.E. il Prefetto di Agrigento, al Commissario del Libero Consorzio Comunale di Agrigento ed alla Procura di Agrigento per sapere quali siano i motivi che impediscono lo spostamento degli studenti dall'edificio della zona industriale di Agrigento che li ospita, e che risulta pericoloso per la loro salute.
"Nel 2014, in maniera assolutamente inopportuna, - scrive Claduo Lombardo - la Provincia di Agrigento aveva deciso di trasferire gli studenti dell'IPIA di Agrigento presso una struttura nel bel mezzo della zona industriale.
In questi lunghi 7 anni tanti di loro hanno manifestato fenomeni allergici ed asmatici, probabilmente causati dalla vicinanza dagli insediamenti industriali.
Dopo tante proteste ed esposti alle Forze dell'ordine, da parte dei genitori degli studenti, nel 2018 la Prefettura di Agrigento aveva promosso una riunione per affrontare le problematiche connesse alla insalubrità dell'aria respirata dagli studenti.
Durante l'incontro l'ASP di Agrigento ha dichiarato che gli istituti scolastici non possono essere ubicati in una zona industriale, mentre il Libero Consorzio ha dato la disponibilità dell'Ente a trasferire immediatamente gli studenti in altri locali ubicati a Favara.
Ad oggi, dopo 3 anni da quella importante riunione, nulla è stato fatto! Gli studenti dell'Ipia - ha concluso Lombardo - non possono più stare in quelo posto".

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