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rassegna stampa del 17 dicembre 2021

QDS

Nel 2022 arriva il cassetto digitale per gli atti della PA

Il cassetto digitale farà da interfaccia tra i cittadini e la Pa, consentirà eventuali pagamenti e conserverà atti e notifiche, anche a valore legale
Documenti cartacei addio. Non ci sarà più bisogno di avere il cassetto nel quale mantenere gli scambi di corrispondenza e memoria dei pagamenti fatti nei confronti di tutta la Pubblica Amministrazione.
Arriva un "cassetto digitale degli atti" che farà da interfaccia tra i cittadini e la Pa, consentirà eventuali pagamenti e conserverà atti e notifiche, anche a valore legale.
Al via nel 2022, verrà realizzata tra i progetti del Pnrr da PagoPA la società pubblica per il digitale che gestisce la "App IO" usata, tra l'altro, per cashback o greenpass.
"L'obiettivo è rendere i servizi Pa semplici come i privati", dice il Ceo Giuseppe Virgone.
Una Piattaforma Digitale Nazionale dei Dati che, con il dipartimento della Trasformazione Digitale e degli Enti, realizzerà una piena "interoperabilità" tra le banche dati a partire da quelle dell'Agenzia delle Entrate, dell'Inps e dell'Anagrafe della popolazione. Duplice l'effetto: da una parte gli enti si scambieranno in sicurezza i dati senza richiederli, dall'altra il cittadino non dovrà fornire nuovamente informazioni che la Pa già possiede (ANSA)

SICILIA24H

Rinviate le elezioni Provinciali in Sicilia

Redazione
Come ampiamente prevedibile a seguito di un apposito disegno di legge depositato all'Assemblea Regionale, sono state rinviate le elezioni di secondo livello per le ex Province. Sala d'Ercole ha votato a favore del rinvio dell'elezione dei presidenti e dei consiglieri provinciali, per i quali avrebbero votato solo i sindaci e i consiglieri comunali in carica. Nel frattempo, il Movimento 5 Stelle ha avanzato una proposta di soluzione tampone per superare i commissariamenti. E la deputata Gianina Ciancio spiega: "La soluzione, individuata e condivisa dalle altre forze politiche prevede che il controllo e l'indirizzo politico delle Province passino ai sindaci, che dovranno costituire le Assemblee dei sindaci, dotandosi di un regolamento provvisorio per il loro funzionamento, ad esempio le maggioranze per le deliberazioni. Le Assemblee dovranno insediarsi entro trenta giorni dall'approvazione della legge".

BLOGSICILIA

Ex Province, politica si "accende" su rinvio voto e sentenza Corte costituzionale

LA DELUSIONE DI CUFFARO, LE ACCUSE DEL COMITATO "PRO PROVINCE"Le ex Province continuano a far discuteredi Redazione | 16/12/2021   
Le ex Province tornano ancora a far parlare di loro. La politica ha riacceso in questi giorni il suo dibattito su due fronti. Il primo quello relativo al rinvio del voto per le elezioni da parte dell'Ars, con tanto di benservito al governo regionale che si è trovato addirittura "sotto" per una maggioranza ancora sfaldata. Il secondo è per la sentenza della Corte Costituzionale che sancisce l'illegittimità della legge Delrio, la numero 56/2014, dal titolo "Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni".
Cuffaro: "Nuovo colpo alla democrazia"
"Rinviare ancora il rinnovo delle ex province - ha dichiarato Totò Cuffaro, commissario regionale della Dc nuova - è un nuovo colpo per la democrazia siciliana. Da giorni sostenevamo che c'erano alcuni partiti che avrebbero votato la proroga della scadenza e purtroppo così è avvenuto. Spiace ancora una volta vedere disattese le aspettative dei siciliani. L'abolizione delle ex Province da parte dell'allora governatore Crocetta, nata con grandi aspettative, si è rilevata una manovra poco riuscita, visto che i costi non sono diminuiti ed i disservizi sono aumentati. Basti pensare alle condizioni delle strade, ai servizi carenti nelle scuole".
Si invocano le elezioni del primo grado
"Adesso occorre tornare all'elezione di primo grado nelle ex Province - aggiunge l'ex governatore siciliano - per ridare dignità alle istituzioni e responsabilizzare una nuova classe dirigente, vicina ai territori, che sappia rilanciare l'azione amministrativa e di sviluppo. Occorre avere rispetto per i siciliani e per le istituzioni ed è per questo che Democrazia cristiana nel suo programma inserirà l'elezione di primo grado per le ex Province. La Dd in Sicilia, impegnata nel dare voce ai territori per creare un programma condiviso, si sta preparando, inoltre, a partecipare al prossimo congresso nazionale del partito che, come deciso ieri al Consiglio Nazionale della DC, a cui ho partecipato, si terrà il 5 e 6 marzo 2022".
Comitato "Pro Province": "Soddisfazione e amarezza"
Il Comitato nazionale "Pro Province" invece si concentra sul pronunciamento della Corte costituzionale e non nasconde il "doppio umore": "Leggiamo - afferma in una nota il presidente Salvatore Giuseppe Sangiorgi - con grande soddisfazione, ma nello stesso tempo con amarezza, la sentenza della Corte Costituzionale. Con la bocciatura, anche se con notevole ritardo, si archivia definitivamente un modo superficiale, irrispettoso, prepotente e volgare di legiferare, facendo consapevolmente e sistematicamente spregio dei principi costituzionali, delle leggi e dei trattati europei. Duole vedere che la sentenza arriva fuori tempo massimo, con tanti anni di ritardo, che non giustificano nonostante l'elenco delle motivazioni fornite l'operato Corte Costituzionale; un lungo periodo entro il quale abbiamo visto sull'argomento di tutto, tranne la presenza autorevole della politica, che si porta dietro la grande responsabilità di avere creato un grave disordine all'assetto istituzionale del Paese. Una riforma totalmente illegittima già sul nascere perché palesemente incostituzionale, realizzata da forze politiche massimaliste progressiste autodefinite impropriamente democratiche, riconducibile ad una certa area, che nel nome di tutti responsabili ma nessun responsabile, che hanno volutamente indebolito gli enti ed indirettamente per conseguenza depresso ulteriormente i territori".
L'attacco all'ex governatore Crocetta
"Una riforma non riforma, - aggiunge la nota del comitato - che porta con sé anche la responsabilità di avere legittimato nell'illegittimità in nome dell'autonomia il governatore Crocetta ed una maggioranza a sostegno inqualificabile, che ha il grande merito di avere aggiunto confusione alla confusione con diverse leggi sconclusionate degne di un Presidente non Presidente, risultato totalmente inaffidabile, incapace e incompetente nel governare anche l'ordinario. Spetta alla politica, nel seguire le indicazioni fornite dalla Corte Costituzionale contenute nella sentenza, ripristinare l'assetto istituzionale originale che i luminari padri costituenti avevano previsto ed indicato chiaramente nell'articolo 114 e nelle leggi di supporto, a cominciare dall'elezione diretta del Presidente e dei Consiglieri, quella investitura popolare e democratica che sancisce la responsabilità amministrativa, gestionale e contabile in capo agli eletti nei confronti degli elettori".

ITACANOTIZIE.IT

Ex province, il 22 gennaio sembrava vicino invece nuovo rinvio

Redazione
Si accelera per il rinvio delle elezioni di secondo livello per la nomina dei presidenti e Consigli dell'ex province in Sicilia. La data sembrava finalmente definitiva, quella del 22 gennaio prossimo, ma ieri pomeriggio la commissione Affari istituzionali dell'Ars ha approvato il disegno di legge che sancisce l'ennesimo spostamento della data per la consultazione.
Il testo del disegno di legge dovrà essere esaminato in Aula, alla luce della nuova modifica. Soltanto allora potrà essere deliberato il rinvio in maniera ufficiale.
Recentemente, la Corte Costituzionale aveva determinato l'incompatibilità tra il ruolo dei sindaci dei tre maggiori comuni siciliani - Catania, Messina e Palermo - con quello di massimo rappresentante delle Città Metropolitane. A loro, infatti, viene contestato il fatto di non aver vinto un'elezione diretta per poter essere investiti del ruolo.

RADIO RTM MODICA

Ex Province. Sicilia, altro rinvio per elezioni degli organismi

Redazione
Ennesimo rinvio, dopo  appena un paio di settimane fa dall'ultima data fissata, per le elezioni nelle ex Province. La tornata elettorale, infatti, è stata ancora bloccata dall'Ars. Un fronte trasversale che mette insieme Pd, M5S, Lega, Mpa e Forza Italia ha rinviato al 2022 il voto. Ma l'esito della giornata parlamentare è un segnale per Musumeci che ha provato a impedire lo stop e, invece, ha dovuto subire le scelte di alleati e opposizione.
Al voto all'Ars c'era la leggina che stoppa le elezioni di secondo livello (in cui si esprimono solo sindaci e consiglieri comunali) fissate per il 22 gennaio in Liberi Consorzi e Città metropolitane. Dietro la volontà di impedire l'elezione dei vertici c'è anche il tentativo di tornare all'elezione diretta, con voto popolare, sfruttando una recente sentenza della Consulta che «piccona» la riforma voluta da Renzi e Crocetta nella scorsa legislatura.


RAGUSAOGGI

Voto ex province, di nuovo un rinvio. Musumeci va sotto all'Ars

di Redazione -
Il governo Musumeci va sotto all'Ars sul disegno di legge che rinvia le elezioni nelle ex Province, originariamente previste per il 22 gennaio 2022. Passa anche l'emendamento proposto dalla deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Gianina Ciancio, che introduce una novità nell'assetto dei Liberi Consorzi e delle Città metropolitane nell'attesa delle elezioni.
Contrari il governo, presente in Aula con l'assessore al territorio Toto Cordaro, e Diventerà bellissima, formazione politica fondata dal governatore Nello Musumeci, ma alla fine il rinvio passa. La necessità di rimettere mano al nodo delle ex Province era nata da una sentenza della Corte costituzionale che aveva decretato l'illegittimità della legge Delrio che prevedeva la coincidenza del sindaco metropolitano con il sindaco del Comune capoluogo della Città metropolitana.
"Si tratta chiaramente di un regime transitorio - commenta Ciancio - ma che copre un vuoto lasciato dal governo, finora incapace di proporre una soluzione mediata con la maggioranza". Passa anche l'emendamento a firma del capogruppo pd Giuseppe Lupo, che prevede di insediare entro 30 giorni dall'entrata in vigore della nuova legge le assemblee dei Liberi consorzi e le conferenze metropolitane di cui sono componenti tutti i sindaci facenti parte delle nove circoscrizioni provinciali.
"L'insediamento delle assemblee dei sindaci, nelle more della riforma resasi necessaria alla luce della recente sentenza della corte costituzionale, - commenta Lupo - consentirà ai primi cittadini la partecipazione diretta al governo delle ex province".

ILSICILIA.IT

Politica
LA DICHIARAZIONE

Norma ex Province approvata all'Ars, Aricò: "Penalizzerà ancor di più la gestione del territorio"
di Redazione
«La norma sulle ex Province approvata all'Ars è insensata e penalizzerà ancora di più la gestione del territorio. Per questo motivo DiventeràBellissima si è astenuta». Lo afferma Alessandro Aricò, capogruppo di DB.

L'OPINIONE della Sicilia

EX PROVINCE, L'ARS DÀ IL VIA LIBERA AL RINVIO DELLE ELEZIONI: POSSIBILE UNA SOLUZIONE TAMPONE

di Redazione
Le elezioni per le così dette "Ex Province" sono state rinviate. È arrivata l'ufficialità dopo il voto all'Ars: il 22 gennaio non si voterà per l'elezione dei presidenti e dei consigli dei Liberi consorzi.
In Aula, quindi, si fa strada la proposta del Movimento 5 Stelle, non favorevole alle elezioni, ma apertamente contrario al proseguimento dell'esperienza commissariale nei sei Liberi consorzi. "La soluzione, individuata e condivisa dalle altre forze politiche - spiega Gianina Ciancio, deputata regionale del M5S - prevede che il controllo e l'indirizzo politico degli enti di area vasta passino ai sindaci, che dovranno costituire le Assemblee dei liberi consorzi e le Conferenze metropolitane, dotandosi di un regolamento provvisorio per il loro funzionamento, ad esempio le maggioranze per le deliberazioni. Assemblee e Conferenze dovranno insediarsi entro trenta giorni dall'approvazione della legge".
Alessandro Aricò, capogruppo di Diventerà Bellissima, commenta così: "La norma sulle ex Province approvata all'Ars è insensata e penalizzerà ancora di più la gestione del territorio. Per questo motivo DiventeràBellissima si è astenuta". Giuseppe Lupo, capogruppo Pd all'Ars, ha invece presentato un emendamento: "Insediare entro 30 giorni dall'entrata in vigore della nuova legge su città metropolitana e Liberi consorzi, in discussione all'Ars, le assemblee dei Liberi consorzi e le conferenze metropolitane di cui sono componenti tutti i sindaci facenti parte delle nove circoscrizioni provinciali. L'insediamento delle assemblee dei sindaci, nelle more della riforma resasi necessaria alla luce della recente sentenza della corte costituzionale consentirà ai primi cittadini la partecipazione diretta al governo delle ex province".

SICILIA OGGI NOTIZIE

Ex province, Cuffaro: "Colpo per la democrazia, occorre tornare all'elezione diretta"

Di Redazione
"Rinviare ancora il rinnovo delle ex province è un nuovo colpo per la democrazia siciliana. Da giorni sostenevamo che c'erano alcuni partiti che avrebbero votato la proroga della scadenza e purtroppo così è avvenuto". Lo dichiara Totò Cuffaro, Commissario regionale della Dc nuova, dopo il voto al disegno di legge sul "Rinvio delle elezioni degli enti di area vasta".
"Spiace ancora una volta vedere disattese le aspettative dei siciliani. L'abolizione delle ex province da parte dell'allora governatore Crocetta nata con grandi aspettative si è rilevata una manovra poco riuscita - aggiunge -, visto che i costi non sono diminuiti ed i disservizi sono aumentati. Basti pensare alle condizioni delle strade, ai servizi carenti nelle scuole".
"Adesso occorre tornare all'elezione di primo grado nelle ex Province per ridare dignità alle istituzioni e responsabilizzare una nuova classe dirigente, vicina ai territori, che sappia rilanciare l'azione amministrativa e di sviluppo. Occorre avere rispetto per i siciliani e per le istituzioni ed è per questo che Democrazia cristiana nel suo programma inserirà l'elezione di primo grado per le ex Province".
"La DC in Sicilia, impegnata nel dare voce ai territori per creare un programma condiviso, si sta preparando, inoltre, a partecipare al prossimo congresso nazionale del partito che, come deciso ieri al Consiglio Nazionale della DC, a cui ho partecipato, si terrà il 5 e 6 marzo 2022".

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