LA SICILIA
Il Libero Consorzio Comunale di Agrigento ad “Artigiano in Fiera 2025 – Milano ”
La delegazione sarà composta da 14 realtà produttive del territorio provinciale
Il Libero Consorzio Comunale di Agrigento ad “Artigiano in Fiera 2025 – Milano ”
Dopo anni di assenza, il Libero Consorzio comunale di Agrigento fa ritorno a Milano per "Artigiano in Fiera", in programma dal 6 al 14 dicembre, su impulso del presidente Giuseppe Pendolino.
La delegazione sarà composta da 14 realtà produttive del territorio, selezionate lungo l’intero asse agrigentino. Le imprese, in prevalenza attive nei comparti agroalimentare e dolciario, sono state individuate tramite un avviso pubblico dagli uffici del Settore Attività Economiche e Produttive, guidati dal dirigente Achille Contino.
Pendolino guiderà la partecipazione istituzionale, affiancando gli operatori locali nella promozione dell’immagine provinciale. “Una decisione assunta ad inizio del mio mandato, che intende valorizzare il territorio e presentare al resto del mondo alcune delle migliori eccellenze nel campo della produzione alimentare, dolciaria, artigianale”, ha dichiarato.
L’edizione di quest’anno si preannuncia particolarmente ricca: sono attesi 2.800 artigiani, oltre 20 aree del gusto dedicate all’Italia e al resto del mondo, almeno 30 ristoranti e spazi di intrattenimento artistico internazionale. La kermesse, ospitata nei nove padiglioni del polo milanese, è considerata la più grande vetrina mondiale dell’artigianato, con espositori provenienti da ogni continente.
“Una grande opportunità di promozione e valorizzazione dei nostri prodotti in una visione turistica, commerciale ed economica della provincia di Agrigento”, ha concluso il Presidente Pendolino.
TELEACRAS
Domani vertice di maggioranza alla Regione. Gli argomenti sul tavolo
Domani martedì 9 dicembre il presidente della Regione, Renato Schifani, ha convocato a Palazzo d’Orleans un vertice della maggioranza. All’ordine del giorno in particolare vi sarà la Finanziaria, con l’obiettivo di approvarla entro Natale. Schifani auspica massima coesione, analizzando quali sono i punti di non convergenza, tra cui l’aumento del monte ore degli Asu impiegati nei Comuni e in corso di stabilizzazione, nonché degli ex Pip ed ex contrattisti in servizio negli enti locali, che mercoledì scorso hanno organizzato una protesta a Palermo, innanzi alla Presidenza. Sul sussurrato rientro in giunta della Democrazia Cristiana, Schifani è stato già piuttosto netto: “Abbiamo fatto le nostre scelte di carattere politico. Il partito di Cuffaro è stato posto fuori dall’esecutivo, saranno le indagini ad andare avanti”.
SICILIA TARGET
Il Libero Consorzio Comunale di Agrigento presente ad “Artigiano in Fiera 2025″, importante appuntamento del settore agroalimentare in Italia
Dopo anni di assenza, il Libero Consorzio comunale, prenderà parte dal 6 al 14 dicembre a Milano ad “Artigiano in Fiera 2025″, una delle manifestazioni fieristiche più attesa in Italia del settore agroalimentare.
Sono 14 le Aziende della Provincia, dei settori di produzione alimentare e dolciaria, che sono state selezionate, a seguito di un avviso pubblico emesso dal settore Attività Economiche e Produttive diretto da Achille Contino.
“Una decisione assunta ad inizio del mio mandato – ha dichiarato il presidente Giuseppe Pendolino – che intende valorizzare il territorio e presentare al resto del mondo alcune delle migliori eccellenze nel campo della produzione alimentare, dolciaria, artigianale”. L’edizione di quest’anno si preannuncia ricchissima con la presenza di 2800 artigiani ed oltre 20 luoghi del gusto italiano e del resto del mondo con almeno 30 diversi ristoranti e punti di intrattenimento artistici internazionali.
“Artigiano in Fiera Milano rappresenta la più grande manifestazione dedicata agli artigiani ed ai tantissimi espositori che arrivano da ogni parte del mondo, distribuiti attraverso i 9 padiglioni – conclude Pendolino – Una grande opportunità di promozione e valorizzazione dei nostri prodotti in una visione turistica, commerciale ed economica della provincia di Agrigento”.
BLOGSICILIA
Il martedì “da leoni” nei palazzi del potere, dal vertice di maggioranza alla giunta, tutte le tappe
Il martedì da leoni per i palazzi del potere siciliano è arrivato. Oggi è una delle giornate più piene in assoluto per la politica siciliana e per il centrodestra., In una sola giornata toccherà al vertice di maggioranza, alla finanziaria da incardinare a sala d’Ercole ed alla giunta di governo. E tutti gli eventi sono carichi di contenuti.
Il vertice di maggioranza alle 10,30
E’ convocato per le 10,30 il vertice di maggioranza voluto dal Presidente della Regione e annunciato pubblicamente alla fine della scorsa settimana. Intorno al tavolo tondo al centro delle stanze del governo al piano nobile di Palazzo dei Normanni si vedranno due no tre rappresentanti per ciascuno dei partiti della maggioranza. Non ci sarà la Dc nonostante le voci degli ultimi giorni. Dopo l’esclusione dei suoi assessori dalla giunta in seguito all’inchiesta che ha coinvolto il suo ex segretario Totò Cuffaro, il partito continua a dialogare con il governatore ma non siederà al tavolo delle decisioni.
Sul piatto ci sarà la finanziaria e tutte le iniziative che vi sono contenute. Gli accordi si fanno adesso e se qualcosa non va le soluzioni si devono trovare prima di andare in aula. Insomma lo scopo è disinnescare i tentativo di una agguerrita opposizione che chiedere spesso il voto segreto. Occasioni nelle quali la maggioranza deve dimostrare di essere compatta.
La seduta a Sala d’Ercole
Alle 12,00 è convocata la seduta dio Sala d’Ercole nella quale si incardina la finanziaria. Non sarà una seduta particolarmente lunga. Si illustra il testo generale e, dopo una discussione generale, si assegnano i termini per gli emendamenti d’aula. Sarà preceduta da una riunione dei capigruppo ma l’incontro importante degli stessi presidenti dei gruppi Parlamentari sarà il successivo nel quale, dopo gli emendamenti, si assegnerà il cronoprogramma di massima all’aula. L’intenzione della maggioranza è di arrivare ad approvazione definitiva in due settimane, prima di Natale.
Essenziale sarà capire quanti saranno gli emendanti e quante volte l’opposizione riuscirà nel ricorso al voto segreto.
La giunta di governo
Nel pomeriggio, poi, la giunta di governo nel corso della quale Schifani porterà la bozza di riforma del sistema di nomine dei manager della sanità che ha annunciato e un provvedimento per potenziare il Dipartimento Acqua e Rifiuti per superare uno dei rilievi della Corte dei Conti riguardo il Piano rifiuti e i poteri commissariali.
Per quanto riguarda i manager il provvedimento prevederà un nuovo albo degli aventi titolo con una selezione tutta siciliana che preleverà solo alcuni degli iscritti nell’albo nazionale. Da questo secondo albo una commissione composta da tre membri indicati dal Presidente della Regione, dai rettori siciliani e dall’Agea, l’agenzia del Ministero della Salute, sceglierà una terzina per ogni postazione da ricoprire e la politica interverrà solo alla fine nominando un manager per ogni posto da ricoprire ma scegliendo solo fra i tre nomi indicati dall’alta commissione.
All’ordine del giorno anche la ricerca dei fondi per aumentare le more di lavoro ai precari appena stabilizzati in Sas e diversi altri provvedimenti “minori.
LENTEPUBBLICA
Progressioni di carriera negli enti locali: chiarimenti sulle scadenze
Un recente orientamento interpretativo dell’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran) ha fornito un chiarimento significativo riguardo alle progressioni di carriera negli enti locali.
Si tratta di un tema centrale per molti dipendenti del comparto Funzioni Locali, che l’Agenzia affronta tramite il parere numero 35345/2025.
La questione ruota attorno al termine del 31 dicembre 2025, fissato dal contratto collettivo nazionale del 16 novembre 2022, entro il quale le amministrazioni possono realizzare le progressioni di carriera di natura valutativa, anche in deroga ai titoli di studio previsti.
L’interpretazione resa dall’Agenzia specifica che, per rispettare la scadenza prevista dal contratto, non è necessario che l’intera procedura di avanzamento si concluda entro la fine del 2025. È sufficiente, infatti, che l’ente abbia avviato formalmente la procedura, pubblicando l’avviso relativo entro il termine indicato. In altre parole, ciò che conta non è la conclusione del percorso, ma la sua attivazione entro la data stabilita.
Si tratta di una precisazione tutt’altro che marginale, poiché risponde a un dubbio operativo che molti enti locali avevano espresso negli ultimi mesi. Le progressioni tra le Aree rappresentano infatti uno strumento fondamentale per valorizzare le professionalità interne, ma al tempo stesso richiedono tempi tecnici lunghi e procedure complesse, spesso condizionate da limiti di bilancio e da criteri di valutazione non sempre uniformi.
Che cosa sono le progressioni tra le Aree
Nel sistema del pubblico impiego locale, le progressioni di carriera si dividono in due grandi categorie: quelle orizzontali, che comportano un passaggio a una posizione economica superiore all’interno della stessa area professionale, e quelle verticali, che invece consentono il passaggio da un’area all’altra (ad esempio da “Istruttore” a “Funzionario”).
Il contratto collettivo del 2022 ha introdotto una novità di rilievo in materia: fino al 31 dicembre 2025, le amministrazioni possono procedere alle progressioni verticali anche in deroga al requisito del titolo di studio, purché la selezione sia fondata su criteri di valutazione legati alla competenza, all’esperienza e alla performance. Questa disposizione è stata pensata per favorire la crescita professionale del personale interno, riconoscendo il valore dell’esperienza maturata negli anni, anche in assenza di titoli accademici specifici.
L’interpretazione dell’Aran e i suoi effetti pratici
Il chiarimento dell’Aran stabilisce dunque che, entro la fine del 2025, gli enti locali devono avviare le procedure, e non necessariamente completarle. Questo significa che, una volta pubblicato l’avviso entro la scadenza, sarà possibile concludere l’iter anche nel 2026, senza incorrere in violazioni contrattuali.
La distinzione può sembrare puramente formale, ma ha effetti molto concreti. Molte amministrazioni, infatti, si trovavano nell’incertezza su come pianificare i tempi dei bandi, temendo che il mancato completamento delle selezioni entro dicembre 2025 potesse vanificare gli sforzi organizzativi. Con questa interpretazione, si concede un margine di flessibilità utile a garantire la piena attuazione del principio di valorizzazione del personale previsto dal contratto.
Un sistema in evoluzione
Le progressioni verticali costituiscono da anni uno degli strumenti più dibattuti all’interno della pubblica amministrazione. L’obiettivo è duplice: da un lato, motivare il personale premiando il merito e la professionalità; dall’altro, ottimizzare le risorse interne, riducendo il ricorso a nuove assunzioni quando all’interno dell’ente esistono già competenze adeguate. Tuttavia, la loro applicazione è spesso ostacolata da vincoli finanziari, limiti di spesa del personale e interpretazioni discordanti delle norme contrattuali.
Il CCNL del 2022 ha cercato di semplificare il sistema, introducendo un modello più dinamico e meritocratico. La possibilità di procedere “in deroga al titolo di studio” fino al 2025 rappresenta un’occasione straordinaria per riconoscere il valore di chi, pur privo di determinati requisiti formali, ha accumulato negli anni competenze tecniche e gestionali di alto livello.
Le sfide per gli enti locali
Nonostante il chiarimento dell’Aran, restano aperte comunque ancora alcune sfide. Gli enti dovranno predisporre criteri di valutazione chiari e trasparenti, capaci di misurare in modo oggettivo le competenze del personale. Inoltre, servirà una pianificazione accurata delle risorse economiche, poiché ogni progressione incide sui costi complessivi del personale e deve rispettare i limiti di spesa fissati dalle normative vigenti.
Un altro punto critico riguarda la gestione delle aspettative: la finestra temporale concessa dal contratto, infatti, si chiuderà alla fine del 2025, e non è ancora chiaro se in futuro saranno previste ulteriori deroghe o proroghe. Ciò potrebbe generare tensioni all’interno degli enti, dove molti dipendenti sperano di poter accedere a una progressione prima della scadenza.
LENTEPUBBLICA
Progressioni di carriera negli enti locali: ferie, permessi e banca ore
In un recente parere dell’ARAN, il numero 35268, si fa il punto su ferie, permessi e banca ore nei casi di progressioni di carriera negli enti locali.
Quando un dipendente della Pubblica Amministrazione ottiene un avanzamento di carriera, passando da un’area a quella immediatamente superiore, si apre un tema spesso poco chiaro: quali diritti maturati nella posizione precedente vengono mantenuti? La questione riguarda in particolare ferie, permessi, banca ore e altri istituti collegati al rapporto di lavoro.
La normativa contrattuale non lascia molti spazi di interpretazione. L’ultimo rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per il comparto Funzioni Locali firmato il 16 novembre 2022, dedica un passaggio esplicito a questo aspetto.
Progressioni di carriera negli enti locali: ferie e permessi
L’articolo 15, al comma 2, stabilisce che, in caso di progressione all’area immediatamente superiore, il dipendente non deve affrontare un nuovo periodo di prova. Inoltre, l’ARAN chiarisce che le ferie già maturate e non ancora utilizzate vengono integralmente conservate. Non solo: anche la Retribuzione Individuale di Anzianità (RIA) non viene azzerata, ma resta acquisita e non confluisce nel fondo destinato alle risorse decentrate.
Questa disposizione ha un impatto pratico notevole. Significa che, per i lavoratori che ottengono un avanzamento verticale, c’è una continuità diretta rispetto alla posizione precedente, almeno per alcuni istituti contrattuali. Tuttavia, la norma si ferma qui: non vengono citati permessi, banca ore o altre agevolazioni eventualmente maturate. Da ciò si deduce che la garanzia di continuità si applica esclusivamente alle ferie e alla RIA, lasciando quindi scoperta la gestione di altri diritti legati all’organizzazione dell’orario di lavoro.
Il sistema delle aree nella PA
Per capire la portata di questa previsione, occorre ricordare come funziona il sistema delle aree nella Pubblica Amministrazione. Le aree rappresentano livelli di inquadramento che raggruppano ruoli, competenze e trattamenti economici omogenei.
Salire di area equivale a un riconoscimento delle capacità professionali acquisite, spesso ottenuto tramite procedure selettive interne. A differenza della mobilità tra enti diversi, la progressione verticale avviene all’interno dello stesso datore di lavoro, ma segna comunque un cambio di inquadramento.
Proprio per questo, la disciplina deve conciliare due esigenze:
da un lato, valorizzare il merito e le competenze di chi ottiene la progressione;
dall’altro, garantire una gestione uniforme e trasparente degli istituti giuridici ed economici già acquisiti.
Il CCNL, intervenendo su ferie e RIA, ha scelto di dare certezza solo su due elementi, lasciando per il resto una zona d’ombra che in molti casi si traduce in interpretazioni diverse tra amministrazioni.
La banca ore
Il nodo dei permessi e della banca ore, infatti, è particolarmente sentito. In molti enti questi strumenti rappresentano un supporto fondamentale per conciliare vita lavorativa e privata, specialmente in contesti in cui la flessibilità oraria è limitata. Non avere la certezza di poter trasferire ore accumulate o permessi non utilizzati nella nuova area rischia di penalizzare i lavoratori proprio nel momento in cui raggiungono un traguardo professionale importante.
Alcuni esperti di diritto del lavoro pubblico sottolineano che l’assenza di un esplicito richiamo nel contratto non implica automaticamente la perdita di questi diritti, ma nemmeno la loro automatica conservazione.
In pratica, ogni amministrazione si trova a dover interpretare la norma, spesso ricorrendo a circolari interne o al confronto con le rappresentanze sindacali per stabilire come comportarsi.
Principi generali dell’ordinamento
Un’altra questione collegata riguarda la coerenza con i principi generali dell’ordinamento. Il pubblico impiego, infatti, deve garantire parità di trattamento e rispetto delle legittime aspettative dei dipendenti.
Se un lavoratore che cambia area all’interno dello stesso ente vede azzerati strumenti organizzativi che aveva accumulato, potrebbe sentirsi discriminato rispetto a colleghi che, pur rimanendo nella stessa area, mantengono inalterati tutti i diritti. L’attuale configurazione del CCNL, quindi, pur facendo chiarezza su ferie e RIA, non risolve completamente il problema.
Un intervento normativo o contrattuale più dettagliato potrebbe essere utile per uniformare la gestione di questi casi, evitando che le singole amministrazioni adottino soluzioni divergenti, con il rischio di generare disparità e contenziosi.
Valore simbolico delle regole
Un ulteriore elemento da considerare è il valore simbolico di queste regole. La progressione di carriera rappresenta un momento di crescita e riconoscimento, che dovrebbe essere accompagnato da certezze e non da dubbi interpretativi. La chiarezza sui diritti maturati è parte integrante della valorizzazione del personale e contribuisce a rendere il percorso professionale nella Pubblica Amministrazione più attrattivo, soprattutto in un contesto in cui le difficoltà nel reclutamento e nella fidelizzazione dei dipendenti sono ormai sotto gli occhi di tutti.
In conclusione, il quadro contrattuale vigente stabilisce con precisione che, in caso di passaggio all’area superiore, si mantengano ferie maturate e RIA, senza periodo di prova. Tuttavia, lascia irrisolta la questione della continuità di altri istituti, come permessi e banca ore, affidandola di fatto alla prassi delle singole amministrazioni. Un aspetto che, se non chiarito, rischia di generare incertezze tra i lavoratori e di rallentare quel processo di modernizzazione del lavoro