AGRIGENTONOTIZIE
Ambiente, nuovi incontri del Libero consorzio: alla Esseneto focus su rifiuti e tutela del territorio.
L’11 e il 12 dicembre i funzionari dello specifico settore incontreranno gli alunni per spiegare i danni dell’abbandono e i costi delle bonifiche sulle strade provinciali. L’iniziativa è sostenuta dal presidente Pendolino e dal consigliere Amato
Continua il ciclo di giornate informative promosso dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento nelle scuole del territorio sui temi della tutela ambientale e della corretta gestione dei rifiuti. Stavolta saranno gli alunni della scuola primaria Esseneto i protagonisti di un miniciclo di due incontri in programma giovedì 11 e venerdì 12 dicembre, a partire dalle 9:15.
I funzionari del Settore Ambiente illustreranno agli studenti i problemi legati all’abbandono dei rifiuti sul territorio, con particolare riferimento alle strade provinciali e agli interventi di bonifica che l’Ente è costretto a eseguire. Operazioni che comportano un aggravio significativo per il bilancio e che sottraggono risorse ad altri settori di intervento.
Il progetto, già avviato nel nuovo anno scolastico con gli istituti superiori Leonardo di Agrigento e Fermi di Aragona, è sostenuto dal presidente Giuseppe Pendolino e dal consigliere delegato all’Ambiente Antonino Amato. “È necessario affrontare questi argomenti anche con i più piccoli – ha detto Pendolino – per far comprendere l’importanza di un ambiente pulito e le conseguenze di comportamenti non corretti. Ogni anno destiniamo cifre importanti alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti lungo la nostra rete stradale, somme che potrebbero essere impiegate in altri ambiti”.
Come di consueto saranno distribuiti agli alunni e ai docenti i pieghevoli realizzati dal Settore Ambiente, dedicati ai danni derivanti dall’abbandono dei rifiuti e alle buone pratiche per mantenere puliti territori e città.
GDS
Addio agli incarichi gratuiti per i vertici delle ex Province.
Inserita in manovra la norma che istituisce gli stipendi per i presidenti dei Liberi Consorzi: avranno un compenso analogo a quello del sindaco del capoluogo
di Giacinto Pipitone
Il ruolo di presidente dei Liberi Consorzi, enti eredi delle Province, non sarà più a titolo gratuito. Anzi, permetterà ai primi cittadini di alcuni piccoli e medi centri di aumentare notevolmente il proprio stipendio.
È una delle principali norme cosiddette ordinamentali, quelle sulla carta prive di spese a carico della Regione. Nel testo finale della manovra, durante i lavori in commissione Bilancio, ne sono state inserite a decine portando così il totale degli articoli dai 28 originari ai 134 finali.
La norma sui Liberi Consorzi, da un punto di vista tecnico, copia quanto già fatto a livello nazionale: abolisce la gratuità del ruolo di presidente - cavallo di battaglia della riforma varata da Crocetta e Delrio nel 2015 - e prevede che a chi guida questi enti vada un compenso analogo a quello del sindaco del capoluogo (a sua volta recentemente aumentato).
La guida dei Liberi Consorzi è riservata ai sindaci dei Comuni del territorio (eletti col sistema del voto di secondo livello) e ovviamente gli interessati dovranno optare: o lo stipendio da sindaco o quello da presidente provinciale. E tuttavia in Sicilia, per come sono andate le cose, per la maggior parte dei presidenti la norma si tradurrà in aumenti pesanti.
AGRIGENTOOGGI
Lavori in edifici scolastici agrigentini: nuovo bando di gara del Libero consorzio.
E’ disponibile sulla home page istituzionale www.provincia.agrigento.it il bando di gara relativo all’accordo quadro annuale con un solo operatore economico per i lavori di manutenzione straordinaria di un nuovo gruppo di immobili scolastici di proprietà del Libero Consorzio. Anche questa gara verrà effettuata in modalità integralmente telematica ed inversione procedimentale e pertanto saranno ammesse esclusivamente le offerte presentate tramite la piattaforma certificata Maggioli. L’appalto ha un importo a base d’asta di 1.600.000 euro più Iva (compresi 80.000 euro per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso), finanziati con fondi di bilancio del Libero Consorzio, e le offerte dovranno pervenire entro le ore 12 del 19 gennaio 2026 (apertura delle offerte telematiche nella sala Gare del Libero Consorzio in via Acrone 27 – Agrigento alle ore 8:30 del successivo 20 gennaio 2026). I lavori dovranno essere ultimati entro 365 giorni lavorativi consecutivi dalla data del verbale di consegna dei lavori.“E’ il secondo progetto di manutenzione che consentirà di migliorare le condizioni generali di altre diciannove sedi delle scuole di nostra competenza – afferma il presidente Giuseppe Pendolino – con un cospicuo impegno di somme in bilancio, ulteriore risposta alle esigenze del nostro territorio”.
Gli interventi interesseranno i seguenti istituti scolastici assegnati al gruppo 8:
1) Ipsceoa “N.Gallo”-I.T.G. “F.Brunelleschi” Via Quartararo Pittore, Agrigento
2) Liceo Scientifico e E Scienze Umane “Politi” succursale – ” Plesso ex “Fodera via Cimarra, 5 – Agrigento
3) I.I.S.“Fermi”- Ipia “Fermi” (locali Asi-Cap) – Aragona
4) I.I.S. “Pirandello”- plesso Liceo Classico “Pirandello” via Montemaggiore – Bivona
5) I.I.S. “Pirandello” – plesso Itcg “Panepinto” via Contrada S. Filomena Statale 118 – Bivona
6) I.I.S. “Archimede”- Liceo Scientifico M.T. Calcutta Via Crispi – Cammarata
7) I.I.S. “Archimede”- Ipia “Archimede” via Monsignor Padalino – Casteltermini
8) I.I.S.“Archimede”- Liceo Scientifico “M.T.Ca|cutta” via Kennedy – Casteltermini
9) I.I.S.“Fermi”- Ipia “Marconi” (sez. coord. dal Fermi di Aragona) via Che Guevara -Favara
Ed ancora:
10) I.I.S. “Fazello”- plesso Liceo Scientifico “Archimede” Via Mazzini, 12 (sez. Sciacca) – Menfi
11) I.I..S. “Don Michele Arena”- plesso I.P.C. Friscia sede staccata via Pirandello – Menfi
12) I.I.S. “G.B.Odierna”- Liceo scientifico “G. B. Odierna” Corso Sicilia – Palma di Montechiaro
13) I.I.S.“G.B. Odierna”- plesso “Mattarella” Contrada Carnara – Palma di Montechiaro
14) I.I.S. “Fermi”- Ipia “Marconi” via Villa (sez. coordinata dal Fermi di Aragona) – Racalmuto
15) I.I.S. “Saetta e Livatino”- Istituto Magistrale “Saetta- Livatino” via Lauricella – Ravanusa
16) I.I.S.“F. Crispi”- Istituto magistrale “F. Crispi” Piazza Zamenhof – Ribera
17) I.I.S.“Vetrano”- I.T. Agrario “A. Vetrano” e Alberghiero “Molinari” c/da Marchesa – Sciacca
18) I.I.S.“Fazello”- Istituto d’Arte “Bonachia” via De Gasperi – Sciacca
19) I.I.S.“Vetrano”- I.T. Agrario “A. Vetrano” e Alberghiero “Molinari” c/da Tonnara – Sciacca.
Bando e allegati scaricabili al link:
https://www.provincia.agrigento.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/16456
LIVESICILIA
Addio agli incarichi gratuiti per i presidenti delle ex Province
Norma last minute nella legge di stabilità
PALERMO – In Sicilia addio al totem della gratuità dell’incarico di presidente delle ex Province. Una norma inserita nella legge di stabilità all’esame dell’Ars, infatti, riconosce al presidente del Libero consorzio comunale “una indennità pari a quella del sindaco del comune capoluogo”. La cifra, comunque non cumulabile con quella di sindaco, sarà a carico del bilancio dell’ente.
Ex Province, addio agli incarichi gratuiti
Si tratta di una piccola svolta. La novità emerge dalla selva di norme ordinamentali inserite dalla commissione Bilancio nel testo della Finanziaria. Il ddl ora ha raggiunto la considerevole quota di 134 articoli.
Le novità last minute sulle indennità, che hanno trovato posto nella Finanziaria con l’articolo 128, riguardano però soltanto i presidenti dei sei Liberi consorzi. Sono gli unici che vengono eletti con il voto di secondo livello esercitato dai consiglieri provinciali. Nelle tre Città metropolitane di Palermo, Catania e Messina nulla cambia. In quei casi, infatti, la guida è affidata per legge al sindaco del capoluogo che ha già lo stipendio più alto in provincia.
Provincia TrapaniIl Libero consorzio di Trapani
Cosa cambia nei 6 Liberi consorzi comunali della Sicilia
Se l’articolo dovesse superare l’esame di Sala d’Ercole sarebbero diversi i presidenti i Libero consorzio eletti in primavera che avrebbero la possibilità di scegliere l’indennità più alta: Salvatore Quinci (sindaco di Mazara del Vallo) in provincia di Trapani; Giuseppe Pendolino (sindaco di Aragona) nell’Agrigentino; Piero Capizzi (sindaco di Calascibetta) nell’Ennese; Michelangelo Giansiracusa (sindaco di Ferla) nel Siracusano; Maria Rita Schembari (sindaca di Comiso) nel Ragusano. Nulla cambierebbe per il presidente del Libero consorzio di Caltanissetta, che è Walter Tesauro, primo cittadino del capoluogo nisseno.
Introdotti, infine, anche i permessi retribuiti per le assenze dal posto di lavoro per quanto riguarda sindaci metropolitani, presidenti dei Liberi consorzi e consiglieri. Avranno tutti il “diritto di assentarsi” dai rispettivi posti di lavoro per l’intera giornata in cui sono convocati i rispettivi Consigli. Diritto che, come nel caso dei consiglieri comunali, scatterà anche per la giornata successiva nel caso in cui i lavori si protraggano oltre l’una della notte. Gli oneri, anche in questo caso, sono a carico degli enti intermedi che così vedono aumentare le voci in uscita dei loro bilanci.
SCRIVOLIBERO
Riprendono le giornate informative sulle attività di tutela ambientale del Libero Consorzio di Agrigento nelle scuole
Continua il ciclo di giornate informative organizzato dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento con le scuole agrigentine sulle attività di tutela e risanamento ambientale svolte dall’Ente. Stavolta saranno gli alunni della scuola primaria “Esseneto” di Agrigento ad essere coinvolti in un miniciclo di due incontri in programma giovedì 11 e venerdì 12 dicembre, a partire dalle ore 9:15, nei quali i funzionari del Settore Ambiente illustreranno agli alunni i problemi che derivano dall’abbandono dei rifiuti sul territorio e la necessità di procedere alle operazioni di bonifica delle strade provinciali, con un notevole aggravio di spese sul bilancio dell’Ente. Il ciclo di incontri, che ha già visto coinvolti nel nuovo anno scolastico due istituti superiori (“Leonardo” di Agrigento e “Fermi” di Aragona) è stato voluto e sostenuto dal Presidente Giuseppe Pendolino e dal consigliere provinciale delegato all’Ambiente Antonino Amato.
“E’ necessario che questi argomenti vengano affrontati anche con gli alunni più piccoli per far comprendere meglio l’importanza di un ambiente pulito” afferma Pendolino “e le conseguenze di comportamenti non corretti. Noi ogni anno spendiamo cifre importanti per queste operazioni di raccolta e smaltimento dei rifiuti sulla nostra estesa rete stradale, somme che potrebbero benissimo essere destinate ad altri settori di intervento”.
Come di consueto, agli alunni e ai docenti sarà distribuito un pieghevole realizzato dal Settore Ambiente per illustrare i danni conseguenti all’abbandono dei rifiuti e le buone pratiche per mantenere puliti territorio e città.
ILSICILIA
I 134 articoli della Finanziaria tra novità e curiosità, ma nel centrodestra scoppia il caso su ex Pip e precari Enti locali
Neanche il tempo di mettere piede a Sala d’Ercole. Sono bastate già le prime ore del mattino per sollevare nuovi polveroni e polemiche attorno alla Finanziaria. La seduta-lampo di ieri in aula è durata giusto il tempo per permettere al presidente della II Commissione Bilancio Dario Daidone di presentare la relazione. Poi la prima sorpresa. Da snella, così come annunciata alla vigilia, la legge di Stabilità è lievitata fino a raggiungere quota 134 articoli. Un numero che ha spiazzato e non poco, generando le reazioni delle opposizioni. E come di consueto, l’Assemblea regionale e Palazzo d’Orleans restano legate ad un sottile filo rosso. Mentre tra i banchi dell’Ars va in scena lo stupore dei deputati di minoranza, appena un’ora prima, tra le mura della presidenza, si accendeva il dibattito tra gli alleati. Oggetto di discordia? Sempre lei, unica e indiscussa: la Manovra.
Il martedì impegnativo del centrodestra
Un clima disteso e un incontro sereno non bastano per far apparire più calme le acque agitate all’interno del centrodestra. Il vertice di maggioranza convocato per la giornata di ieri dal presidente della Regione Renato Schifani ha fatto emergere l’esigenza di dover trovare un nuovo equilibrio tra le cinque forze partitiche. Due i punti in sospeso sui quali bisognerà fare chiarezza: gli ex Pip e i precari degli Enti locali. Per entrambi la copertura prevista dal governo, attualmente, sarebbe appena sotto i 20 milioni di euro. Una cifra che sarebbe stata ritenuta fin troppo esigua. Tra i presenti a spingere maggiormente sul tema ci sarebbe la capogruppo di Noi Moderati Marianna Caronia, che da anni segue le vicende degli ex Pip, portando avanti la battaglia dei lavorati per l’aumento del monte ore, presentando una sua proposta. Un incremento che con molta probabilità avverrà, ma non come auspicato. Un’apertura manifestata, ma che adesso dovrà concretizzarsi. Una storia non molto diversa è quella che riguarda i precari degli Enti locali. Esattamente due settimane fa, una delegazione di 40 sindaci siciliani, guidato dal sindacato Csa-Cisal, avevano incontrato il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno per manifestare le problematiche del settore. Un impegno che verrà mantenuto, almeno in parte. I due argomenti saranno fissi sul tavolo e promettono di infiammare le prossime giornata, dando così manforte alle indiscrezioni trapelate nelle ultime settimane, rischiando persino di spaccare la maggioranza, qualora le cose non dovessero andare per il verso giusto.
Punto d’incontro la volontà di depennare alcune norme ordinamentali, che imbottiscono il testo, in modo da agevolare il lavoro in aula. Gli alleati si sarebbero trovati unanimi soprattutto su un pensiero: “lo spazio concesso a Cateno De Luca è eccessivo“. Sarebbe questa la critica sollevata da più esponenti del centrodestra al governatore. Non sarebbe stata gradita la posizione, definita da molti “ambigua“, del leader di Sud chiama Nord: prima le dure critiche a Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Controcorrente, poi la vicinanza al centrosinistra e l’appoggio alla mozione di sfiducia al presidente Schifani, infine la decisione di restare in Commissione Bilancio, mentre i colleghi dell’opposizione abbandonavano i lavori. Insomma, per tanti il primo cittadino di Taormina resta una “scheggia impazzita” e capire come si comporterà nel corso della votazione in aula è impronosticabile (CLICCA QUI).
Cosa c’è nei 134 articoli?
La tensione si taglia col coltello, ma bisognerà trovare urgentemente una quadra. Oggi prenderà il via la discussione generale, dopo il rinvio della giornata di ieri. A slittare è stata anche la scadenza per la presentazione degli emendamenti: non più giovedì 11 alle ore 18:00, bensì venerdì 12 alle ore 12:00. La versione XXL della legge di Stabilità non sembra aver convinto tutti. Ad esporre alcuni interrogativi sono stati il capogruppo dei dem Michele Catanzaro e per i pentastellati Roberta Schillaci. Più aspro l’intervento del leader di Controcorrente Ismaele La Vardera che ha puntato il dito contro presunte “mancette territoriali” (CLICCA QUI).
Ma cerchiamo di capire cosa contengono i tanto discussi 134 articoli. Molti di questi, circa più della metà, li aveva già anticipati ilSicilia.it: il testo base varato in giunta (CLICCA QUI), gli emendamenti governativi (CLICCA QUI), gli interventi a favore dei Comuni e riserve annesse, dal valore di quasi 60 milioni di euro (CLICCA QUI). Ma non solo, nella lunga lista anche gli emendamenti, di maggioranza e opposizione, approvati nella giornata più caotica che aveva visto nel tardo pomeriggio PD e M5S alzarsi dai banchi della II Commissione e sbattere le porte in faccia ai colleghi della maggioranza. Solo per citarne alcuni: dai Consorzi Asi ai rifugi sanitari pubblici, dalle misure per l’autismo all’indennità delle farmacie rurali, dal prestito d’onore per gli studenti universitari alla zootecnia, dal coordinamento pedagogico alla Fondazione Villa De Pasquale di Contesse a Messina, dalle strutture turistico-ricettive extralberghiere al collocamento dei disabili (CLICCA QUI).
E non solo. Scorrendo tra le righe del testo è possibile scorgere anche altre novità. Diverse sono le norme che riguardano per esempio l’energia rinnovabile, misure per lo più di carattere tecnico, che modificano disposizioni già esistenti. Spazio poi anche alla povertà energetica, l’articolo 79, o alla transizione energetica, l’articolo 123. Il primo incrementa il Fondo Sicilia di 12 milioni di euro 2026 per la costituzione di uno specifico plafond denominato “Finanziamenti di solidarietà energetica per le famiglie siciliane” destinato alla concessione di finanziamenti a tasso agevolato, a breve e medio termine, finalizzati al sostegno di interventi di installazione di impianti fotovoltaici e di accumulo di energia elettrica, destinati all’autoconsumo. Il secondo, per un valore di 250mila euro, istituisce un Punto unico di contatto, presso l’assessorato regionale dell’Energia per fornire supporto a imprese, Pmi, privati ed Enti locali nell’accesso ai finanziamenti e ai contributi in ambito energetico, energie rinnovabili, idrico e rifiuti.
Qualche novità anche in campo sanità. L’articolo 108 stanzia 300mila euro per per l’istituzione della Banca regionale dei tessuti, quale centro di riferimento regionale della rete dei trapianti. La Banca avrà sede presso il Policlinico di Catania. L’articolo 99, invece, prevede un contributo da un milione di euro per l’esercizio finanziario 2026, da destinare alle associazioni dei donatori di sangue per l’acquisto di nuove autoemoteche o per l’adeguamento delle autoemoteche esistenti ai nuovi requisiti tecnologici e strutturali ai fini dell’acquisizione o del mantenimento dell’autorizzazione e dell’accreditamento istituzionali.
Focus dell’articolo 45 sull’Oasi Maria SS. di Troina: “Al fine di consentire la regolare prosecuzione delle attività dell’IRCCS Ospedale Classificato Specializzato Oasi Maria SS. di Troina Onlus, l’Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro provvede a stipulare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge una convenzione che regoli i rapporti con il predetto Istituto per il triennio 2026-2028, con particolare riferimento alle funzioni assistenziali erogate dallo stesso, ai sensi e nei limiti di quanto definito dall’articolo 8-sexies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, che prevede, tra le predette funzioni, anche la forte integrazione fra assistenza ospedaliera e territoriale, sanitaria e sociale, per patologie croniche di lunga durata o recidivanti. Agli oneri pari a 5.000 migliaia di euro annui per il triennio 2026-2028, si provvede, per ciascuno degli esercizi finanziari 2026, 2027 e 2028, a valere sulle risorse del Fondo nazionale per le non autosufficienze“.
Sono invece 100mila euro, previsti dall’articolo 88 per l’istituzione del fondo regionale per la prevenzione delle tossicodipendenze che permetterebbe così di mettere in azione le leggi anti-crack.
Dalla street art all’anno europeo dei Normanni: le altre curiosità
Tante le iniziative, alcune anche curiose, all’interno della legge di Stabilità.
Ad esempio, l’articolo 49, destina 200mila euro per la Giornata della memoria dell’eruzione dell’Etna del 1669. O ancora l’articolo 50, 200mila euro saranno destinati al sostegno e alla promozione della creatività urbana, della street art e del muralismo, con l’istituzione di un “fondo di creatività urbana”. Previsti 500mila euro per le celebrazioni dell’anno europeo dei Normanni, nel 2027, in occasione del millenario dalla nascita di Guglielmo il Conquistatore. Secondo l’articolo 51, la Regione si troverà così a collaborare con la Normandia e altri soggetti pubblici e istituzioni private e istituirà un Comitato per programmare tutta una serie di iniziative culturali e di progetti turistico-culturali. L’articolo 104 è invece totalmente destinato a Santa Lucia del Mela, nel Messinese, con 100mila euro per gli eventi di “RespiArta”. Un contributo da, 500mila euro, secondo l’articolo 48, sarà destinato agli ecomusei. Poi ancora, articolo 118, un milione di euro per i Consorzi Universitari che operano nei territori nei quali insistono uno i più siti Unesco, che distano dagli Atenei di riferimento oltre 180 chilometri e di cui sono soci città con popolazione inferiore ai 35mila abitanti. L’articolo 119 stanzia un contributo straordinario di 250mila euro per la Fondazione Sebastiano Tusa. Un sostegno arriverà anche all’organizzazione di eventi sportivi di rilievo nazionale ed internazionale. Per l’articolo 121, infatti, sarà autorizzata per gli esercizi finanziaria 2026,2027 e 2028 la spesa annua di 500mila euro tramite la creazione di un apposito fondo. L’articolo 125 istituisce il Museo diffuso di arte contemporanea ideato e realizzato nel territorio siciliana da Antonio Presi e dalla Fondazione Antonio Presti Ets di Catania, costituito dalle seguenti collezioni: museo a cielo aperto Fiumara d’Arte; museo albergo Atelier sul Mare – Asteroide 20049 – Villa Margi (Reitano); museo a cielo aperto Asteroide 20049 Antonio Presti – Villa Margi (Reitano): MAGMA – Museo a cielo aperto Librino – Catania; e) La Grande Madre Etna – I Belvedere dell’Anima. Il Museo sarà sottoposto alla vigilanza e al coordinamento dell’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, che si avvarrà del Museo regionale di arte moderna e contemporanea Palazzo Riso di Palermo. Per la conservazione, manutenzione, implementazione, promozione, valorizzazione e fruizione è previsto un sostegno sotto forma di contributo annuo di 250mila euro per il triennio 2026-2028.
LENTEPUBBLICA
Nuova flat tax per i dipendenti pubblici nella Manovra 2026
La Manovra economica del 2026 introduce una serie di misure pensate per alleggerire il carico fiscale sui lavoratori dipendenti e incentivare produttività e presenza nei servizi essenziali. Tra le novità più rilevanti spicca l’estensione di un regime agevolato a favore del personale del pubblico impiego non dirigente, che dal prossimo anno potrà usufruire di una tassazione ridotta su alcune componenti del proprio stipendio.
Si tratta di un intervento che si aggiunge all’ormai nota detassazione di straordinari, lavoro festivo e notturno per i redditi fino a 40mila euro, già prevista nell’ambito della manovra e accolta con favore da molte categorie professionali. Ma cosa cambia esattamente? E soprattutto: cosa si intende quando si parla di flat tax in questo specifico contesto?
Flat tax: di cosa si tratta e come si applica in questo contesto?
Negli ultimi anni, il termine flat tax è entrato con frequenza crescente nel dibattito pubblico italiano. In generale, con questa espressione si indica un’imposta a aliquota fissa, uguale per tutti i contribuenti che rientrano in una determinata categoria o sotto un certo limite di reddito. L’idea alla base è semplificare il sistema tributario e ridurre la pressione fiscale, così da sostenere consumi e produttività.
Nella Manovra 2026, tuttavia, la flat tax non rappresenta una rivoluzione del sistema impositivo complessivo, bensì un meccanismo mirato e circoscritto. Non si applica a tutto il reddito del lavoratore, ma esclusivamente a una specifica parte del suo trattamento economico: le cosiddette indennità accessorie.
Quali compensi rientrano nel nuovo regime fiscale
La norma introdotta nella Legge di Bilancio 2026, al vaglio delle Camere allo stato attuale, prevede che, nel corso del 2026, vengano assoggettate a una tassazione sostitutiva agevolata del 15% alcune somme aggiuntive riconosciute ai lavoratori pubblici non dirigenti. Nello specifico, si parla di compensi che non fanno parte della retribuzione fondamentale, ma vengono erogati in relazione a condizioni particolari della prestazione lavorativa.
Rientrano in questa categoria:
indennità continuative e fisse legate alla tipologia del ruolo svolto, come ad esempio quelle di turno
maggiorazioni retributive dovute a situazioni che richiedono maggiore flessibilità, come turni serali o notturni
emolumenti accessori collegati a disponibilità lavorativa in periodi normalmente destinati al riposo
Un esempio concreto può essere quello del personale impiegato nei servizi che necessitano di una copertura operativa 24 ore su 24: ospedali, uffici di pubblica sicurezza, trasporti pubblici, strutture assistenziali e molti altri. Per chi opera in questi ambiti, gli importi aggiuntivi coperti dal regime agevolato potranno rappresentare un vantaggio significativo nella busta paga.
Limiti economici e scelta del dipendente
Il beneficio fiscale interessa soltanto i compensi accessori fino a 800 euro complessivi annui. Su quella soglia verrà applicata una tassa sostitutiva pari al 15%, al posto dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali previste normalmente.
È importante evidenziare che:
La misura non è obbligatoria: il lavoratore può rinunciare per iscritto all’agevolazione fiscale.
L’imposta ridotta è limitata all’importo massimo definito dal legislatore: oltre la soglia, torna a valere la tassazione ordinaria.
L’opzione della facoltà di rinuncia è stata mantenuta per consentire a ciascuno di valutare la convenienza rispetto alla propria situazione personale e familiare, soprattutto per chi usufruisce di deduzioni e detrazioni che potrebbero risultare più vantaggiose nel regime ordinario.
Chi ne beneficia e chi rimane escluso
La platea interessata dalla norma è ampia, ma non comprende la totalità del pubblico impiego. La flat tax sugli accessori è destinata esclusivamente al personale non dirigente delle amministrazioni pubbliche indicate dal decreto legislativo 165/2001: ministeri, enti territoriali, istituzioni scolastiche, enti e agenzie pubbliche.
Sono tuttavia previste due eccezioni importanti:
Forze armate e Forze di polizia
Queste categorie già usufruiscono di un diverso regime fiscale di favore stabilito dal DLgs 95/2017, motivo per cui non rientrano nel nuovo beneficio.
Dipendenti del Servizio sanitario nazionale (SSN)
Qui la situazione è diversa: il personale sanitario che già gode delle agevolazioni fiscali introdotte nel 2024 potrà cumularle con la flat tax prevista dalla Manovra 2026. Dunque, nel loro caso, il vantaggio economico sarà ancora più rilevante.
Questa distinzione nasce dalla volontà di evitare sovrapposizioni con misure già in vigore, pur riconoscendo un ruolo prioritario ai servizi sanitari, sottoposti a crescenti carichi di lavoro.
Perché questa misura: obiettivi e possibili conseguenze
Da un lato, il Governo mira a riconoscere l’impegno di lavoratori che garantiscono servizi essenziali, spesso svolgendo attività in orari non ordinari o in contesti operativi particolarmente esigenti. Dall’altro, si cerca di sostenere la capacità di spesa delle famiglie in una fase in cui l’inflazione ha eroso il potere d’acquisto dei redditi da lavoro.
Gli obiettivi possono essere così riassunti:
incentivare la disponibilità al lavoro su turni e nei festivi
valorizzare funzioni e professionalità essenziali per il funzionamento dello Stato
alleggerire la fiscalità sul lavoro dipendente
rendere più attrattivo il settore pubblico, oggi in difficoltà nel reclutamento in alcuni comparti
Naturalmente, rimarranno da verificare gli effetti concreti durante il 2026, valutando soprattutto se l’agevolazione riuscirà a generare un impatto motivazionale o se, al contrario, sarà percepita come un intervento ancora troppo limitato, data la soglia di importo relativamente contenuta.
LIVESICILIA
Televisita e certificati di malattia: cosa cambia davvero, quando e per chiLa nuova legge di semplificazione apre alla “telecertificazione” ma chiede passaggi attuativi: ecco tempi, regole e impatti concreti per pazienti, medici e imprese
Una lavoratrice con febbre a 38,5 scorre il calendario dello studio del suo medico: tutto pieno. Dall’altra parte dello schermo, il medico di famiglia valuta sintomi, documentazione clinica nel Fascicolo Sanitario Elettronico e—se la normativa lo consentisse già—rilascerebbe un certificato di malattia senza farla uscire di casa. Non è fantascienza: con la Legge n. 182/2025 pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 3 dicembre 2025 ed efficace dal 18 dicembre 2025, la “telecertificazione” entra nell’ordinamento. Ma attenzione: non sarà disponibile da subito per tutti. La strada passa da un Accordo in Conferenza Stato-Regioni che dovrà definire “casi e modalità” d’uso. Tradotto: la svolta c’è, ma l’operatività piena arriverà solo dopo i necessari atti attuativi, verosimilmente nel corso del 2026, senza una data certa già fissata.Che cosa prevede la legge: l’articolo chiaveCuore della novità è l’articolo 58 della Legge 182/2025: la disposizione aggiorna il decreto legislativo 165/2001 e inserisce esplicitamente la possibilità che i dati clinici alla base del certificato di malattia siano constatati “anche indirettamente attraverso sistemi di telemedicina”. Il testo stabilisce inoltre che, su proposta del Ministero della Salute, un Accordo in Conferenza Stato-Regioni definirà i casi d’uso e le modalità concrete della telecertificazione. Fino a quel passaggio, resta valido l’obbligo di verifica clinica secondo le regole attuali. È confermato anche l’apparato sanzionatorio contro le false attestazioni: per chi rilascia o usa certificazioni false la legge richiama pene fino alla reclusione, senza differenze tra atti emessi in presenza o a distanza.In parallelo, la stessa legge introduce un secondo tassello atteso da anni: con l’articolo 62 il medico potrà, per i pazienti con patologie croniche, indicare in ricetta ripetibile la terapia fino a un massimo di 12 mesi, con consegna scaglionata in farmacia e possibilità di sospendere o modificare la cura se necessario. Per l’operatività è previsto un decreto del Ministro della Salute, di concerto con il MEF, da adottare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge.Perché la misura arriva adesso: il contesto (e i numeri)La spinta alla telemedicina non nasce in un vuoto normativo. Già nel 2020, con un Accordo in Conferenza Stato-Regioni, l’Italia ha adottato le “Indicazioni nazionali per l’erogazione di prestazioni in telemedicina”, includendo televisita, teleconsulto, teleriabilitazione e telerefertazione, equiparandone la tariffazione alle prestazioni analoghe in presenza. La novità del 2025 amplia questo quadro: non solo prestazioni cliniche, ma anche il passaggio “amministrativo” del certificato di malattia viene abilitato alla modalità a distanza, entro confini di appropriatezza che saranno fissati dall’Accordo Stato-Regioni.Il timing non è casuale. Nel solo primo semestre 2025, l’INPS ha registrato 16,5 milioni di certificati di malattia (+5% sullo stesso periodo del 2024): il 75,9% dal settore privato. Un flusso enorme che impatta su studi medici, aziende e sistema dei controlli. In questo scenario, una televisita ben regolata può ridurre code inutili, evitare spostamenti e alleggerire la pressione sui medici, mantenendo invariati i poteri di verifica dell’INPS.Che cosa cambierà nella pratica (quando gli atti saranno pronti)Certificato da remoto: il medico curante, dopo una verifica clinica adeguata (televisita strutturata, eventuale accesso a referti nel FSE, confronto con il paziente e—se necessario—con i caregiver), potrà rilasciare il certificato senza visita in presenza. La televisita non è una telefonata informale: è una prestazione sanitaria con requisiti tecnici, tracciabilità, consenso informato e tutela dei dati.Stesse regole, stessi limiti: la certificazione a distanza sarà “equiparata” a quella tradizionale, ma non automaticamente sempre possibile. L’Accordo Stato-Regioni dovrà elencare i casi in cui la telecertificazione è appropriata (per esempio alcune condizioni acute ben documentabili, esiti di controlli recenti) e quelli in cui non lo è (se servono esame obiettivo, parametri non rilevabili a distanza, sospetto abuso).Controlli INPS: nulla cambia su fasce di reperibilità e visite fiscali; l’Istituto continuerà a effettuare controlli d’ufficio o su richiesta dei datori di lavoro. Nel primo semestre 2025 le visite fiscali sono state oltre 438mila nei primi due trimestri; la digitalizzazione del processo non attenua la capacità ispettiva. Anzi, le piattaforme INPS per la richiesta e il monitoraggio delle visite di controllo sono state potenziate nel 2025.