GRANDANGOLO
Viabilità, aggiudicate gare d’appalto per la manutenzione di 4 strade provinciali
“Il Libero Consorzio Comunale di Agrigento – afferma il Presidente Giuseppe Pendolino – continua nel suo impegno per migliorare le condizioni di sicurezza della estesa rete viaria interna".
Altre quattro strade provinciali saranno presto interessate da lavori di manutenzione. L’Ufficio Gare del Libero Consorzio Comunale di Agrigento ha infatti aggiudicato la gara per l’affidamento dei lavori di manutenzione straordinaria per la rimozione delle condizioni di pericolo e messa in sicurezza delle strade provinciali n. 16 Grotte-Firrio-Cantarella (bivio SS 189), n. 51 Grotte-Comitini. n. 85 Grotte-Favara e n. 3A Bivio Caldare (SS 189)-Favara. La gara, effettuata in modalità telematica e con inversione procedimentale, ed alla quale hanno partecipato 300 imprese, è stata aggiudicata alla OMNIA PROGETTI srl di San Giovanni Gemini (AG), che ha offerto il ribasso del 32,2749 % per un importo di aggiudicazione di 825.000,00 euro più Iva (compresi 24.750,00 euro per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso). Il progetto, elaborato dallo staff tecnico del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, è stato finanziato con fondi statali (Legge 234/2021 – DM del 09/05/2022).
Gli interventi dovranno essere eseguiti entro 365 giorni consecutivi e continui dalla data del verbale di consegna dei lavori su indicazioni dei tecnici del Settore Infrastrutture Stradali per eliminare le criticità sui tracciati.
GRANDANGOLO
UniPa per Agrigento 2025 mette al centro sport, impresa e mobilità.
In programma una serie di iniziative che dal 12 al 16 dicembre animerà il territorio con momenti di confronto, studio e divulgazione
UniPa per Agrigento 2025 mette al centro sport, impresa e mobilità in un programma di iniziative che dal 12 al 16 dicembre animerà il territorio con momenti di confronto, studio e divulgazione. L’Università degli Studi di Palermo, attraverso il Polo Territoriale di Agrigento, propone tre appuntamenti che intendono evidenziare il ruolo strategico della formazione e della ricerca nei processi di crescita sociale, culturale ed economica.
Il Presidente del Polo, Giovanni Francesco Tuzzolino, ha sottolineato come queste iniziative rappresentino un contributo concreto all’anno di Agrigento Capitale Italiana della Cultura, trasformando la città in un laboratorio di idee capace di coniugare scienza, cultura e comunità. Il programma prevede martedì 16 dicembre il convegno “Lo Sport come motore di crescita sociale”, nella Sala Concordia del Palacongressi. L’apertura sarà affidata ai saluti istituzionali di Roberto Sciarratta, Giovanni Francesco Tuzzolino, Antonino Bianco, Calogero Petix, Maria Teresa Cucinotta, Giuseppe Capodieci, Diego Taviano, Francesco Miccichè, Giuseppe Pendolino e Salvatore Caccamo, che offriranno una visione corale dell’impegno delle istituzioni sul tema del benessere e della coesione sociale. A seguire, la mattinata entrerà nel vivo con gli interventi dedicati ai legami tra sport, salute, inclusione e cultura. Nel corso dell’evento è prevista anche la premiazione del concorso fotografico “Scatti Olimpici”, promosso dal CONI Agrigento.
Nel pomeriggio, a Villa Genuardi, si svolgerà il secondo appuntamento, il talk “Mobilità e sradicamenti: trame di vita e di comunità”, inserito nell’Agorà del Territorio. L’incontro approfondirà la mobilità contemporanea come fattore di innovazione e trasformazione sociale, con l’intervento di Alessandro Cacciato e il coordinamento scientifico di Roberta T. Di Rosa e Gaetano Gucciardo.
Le attività interessano anche Sciacca con il convegno ASSI 2025, in programma il 12 e 13 dicembre al Teatro Popolare Samonà. Studiosi e ricercatori si confronteranno sulla storia d’impresa, sulla competitività dei territori, sui modelli economici del Novecento e sulle infrastrutture come leve di sviluppo.
Dopo i saluti istituzionali, tra cui quelli del sindaco Fabio Termine e del presidente Tuzzolino, si apriranno sessioni tematiche che offriranno nuove prospettive di analisi economica e storica.
ILSICILIA
Schifani incontra Anci Sicilia: “Fondo per i Comuni crescerà di 30 milioni nel 2026”
“Il Fondo per i trasferimenti ordinari ai Comuni crescerà nel 2026 di 30 milioni di euro”.
Ad annunciarlo è il presidente della Regione, Renato Schifani, dopo l’incontro con una delegazione di Anci Sicilia, guidata dal presidente Paolo Amenta e dal segretario generale Mario Emanuele Alvano, alla presenza dell’assessore dell’Economia, Alessandro Dagnino, che si è tenuto a Palazzo d’Orléans.
“Durante le ultime manovre, governo regionale e Ars hanno manifestato interesse crescente verso i fabbisogni degli enti locali attraverso interventi ad hoc per gli extracosti dei rifiuti, per gli Asacom e per altre linee di intervento specifiche. Adesso interveniamo aumentando il capitolo per il funzionamento ordinario degli enti”, afferma il presidente Schifani.
Dagnino aveva ricevuto stamattina i rappresentanti dei sindaci siciliani su incarico del governatore che attualmente detiene le deleghe alle Autonomie locali. L’incontro si è svolto in un clima di confronto proficuo. I rappresentanti dei Comuni hanno concordato con il governo un percorso di collaborazione articolato su quattro punti: l’istituzione del Consiglio regionale delle autonomie locali; la richiesta di apertura di un tavolo con lo Stato per il superamento della spesa storica del fondo autonomie locali e dei limiti assunzionali; il potenziamento degli stanziamenti ordinari da parte della Regione ai Comuni; il miglioramento delle performance di riscossione da parte degli enti locali. A quest’ultimo riguardo Anci ha apprezzato le norme premiali promosse dal governo nella legge di stabilità. Tra gli argomenti trattati, anche l’aumento orario per gli ex precari part-time in servizio negli enti locali.
Nel corso dell’incontro è stato evidenziato che la Regione nel 2025 ha destinato ai Comuni complessivamente circa 700 milioni di euro che arrivano in tutto a 800 milioni con altre iniziative rivolte ai territori, raggiungendo la quasi totalità degli enti. Il governo regionale andrà incontro alla richiesta di Anci di potenziare le risorse che vengono destinate all’esercizio delle funzioni amministrative da parte degli enti: saranno stanziati 30 milioni di euro in più nel 2026 e si impegnerà per un ulteriore aumento dopo l’esito della Parifica del Rendiconto 2024. Ulteriore stanziamento che sarà reso permanente in seguito all’eventuale presenza di maggiori disponibilità nei fondi globali per il 2027.
“La Regione è dalla parte degli enti locali e il confronto è stato utile per riattivare un percorso che vedrà coinvolti governo regionale e Anci Sicilia allo scopo di perorare le cause degli enti locali siciliani sui tavoli ministeriali. Allo stesso tempo il governo ha confermato la propria disponibilità a fare la sua parte all’interno degli spazi finanziari che si determineranno”, conclude il governatore.
“Esprimiamo apprezzamento per gli impegni assunti oggi dal governo regionale nei confronti degli enti locali siciliani – dice il presidente dell’Anci Amenta -. Si tratta di impegni significativi, che già a partire da questa legge di stabilità si dovranno tradurre in risultati concreti e misurabili, sia sul piano finanziario sia su quello organizzativo. Il percorso tracciato consentirà ai sindaci di disporre progressivamente di maggiori strumenti per incidere realmente sulla qualità della vita delle proprie comunità. È un passo decisivo in una direzione che da tempo sollecitiamo: rafforzare la capacità operativa dei Comuni, dare stabilità alle loro funzioni e riconoscere finalmente il ruolo essenziale che svolgono nel quotidiano dei cittadini. Questo accordo – prosegue – rappresenta l’avvio di un percorso di crescita che deve portarci, gradualmente ma con determinazione, a far sì che i Comuni siciliani non siano più relegati agli ultimi posti nelle classifiche nazionali sulla qualità della vita. La dignità delle autonomie locali passa da qui: da un rapporto leale, stabile e strutturato tra Regione e Comuni e dalla consapevolezza che investire sui territori significhi investire sul futuro della Sicilia”.
TELEACRAS
La Finanziaria approda all’Ars
Dopo il transito in Commissione, la Finanziaria proposta dal governo Schifani è approdata all’Assemblea Regionale per l’esame e l’approvazione definitiva, pena l’esercizio provvisorio di bilancio. L’ostruzionismo annunciato dall’opposizione ha suggerito al centrodestra di ridurre di una cinquantina di articoli la manovra. Nel frattempo all’interno della maggioranza di centrodestra coverebbero contrasti legati a due delle misure principali, quella per i contributi alle imprese che assumono e quella per gli aumenti di stipendio ai precari stabilizzati negli Enti locali.
SICILIA TARGET
Viabilità: appaltati lavori di manutenzione di diverse strade provinciali
Ci sono anche la SP 85 Favara – Grotte e la SP 3A Favara – Aragona Caldare Bivio SS 189, tra le strade provinciali sulle quali saranno effettuati lavori di manutenzione da parte del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, che ne ha competenza.
Alla gara d’appalto, effettuata in modalità telematica, hanno partecipato 300 imprese. I lavori sono stati aggiudicati alla Omnia Progetti srl di San Giovanni Gemini, che ha offerto il ribasso del 32,2749 % per un importo di 825.000,00 euro più Iva (compresi 24.750,00 euro per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso).
SP 85 Favara Grotte (google maps)
Il progetto, elaborato dallo staff tecnico del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, è stato finanziato con fondi statali ed interessa, oltre alle già citate strade provinciali, anche la n.16 Grotte-Firrio-Cantarella (bivio SS 189), n.51 Grotte-Comitini. Gli interventi dovranno essere eseguiti entro 365 giorni consecutivi e continui dalla data del verbale di consegna dei lavori su indicazioni dei tecnici del Settore Infrastrutture Stradali per eliminare le criticità sui tracciati. “Il Libero Consorzio Comunale di Agrigento – afferma il Presidente Giuseppe Pendolino – continua nel suo impegno per migliorare le condizioni di sicurezza della estesa rete viaria interna. Altri progetti sono in attesa di finanziamenti per dare risposte concrete ad un territorio per anni privo delle necessarie risorse finanziarie”.
QDS
La Regione mette sul piatto oltre un milione di euro per sostenere le realtà che operano nel settore sociale
Finanziamenti destinati a Comuni, associazioni e altri soggetti attraverso un decreto dell’assessorato al ramo
PALERMO – Un’importante iniezione di risorse con l’obiettivo di dare nuovo slancio al tessuto sociale della Sicilia. L’assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro ha ufficializzato una nuova tornata di finanziamenti destinati a Comuni ed enti del terzo settore, attraverso il Ddg n. 3202 firmato dalla dirigente generale Maria Letizia Diliberti.
Progetti ammessi e fondi disponibili
Il provvedimento conferma quanto l’Ente regionale stia puntando con decisione sulla coesione sociale, la solidarietà e l’inclusione. Tuttavia, l’analisi dei dati rivela una realtà articolata: dei 102 progetti ammessi inizialmente in graduatoria, soltanto 81 riceveranno effettivamente i fondi disponibili.
Ammontare delle risorse
Le risorse stanziate per questa seconda finestra di contributi ammontano a oltre un milione di euro, precisamente un milione 37 mila euro e 203,50 centesimi. Si tratta di una somma significativa, frutto di una dotazione aggiuntiva dell’assessorato e dei fondi liberati da precedenti rinunce, destinata a sostenere iniziative che possono avere un impatto concreto sulle comunità locali. Una cifra che conferma l’attenzione della Regione nei confronti di progetti che non sono solo gesti simbolici, ma interventi concreti in grado di rafforzare le reti sociali e creare opportunità di inclusione per i cittadini siciliani.
Gli obiettivi dei progetti finanziati
L’obiettivo dichiarato del decreto è promuovere una cultura del rispetto e della solidarietà che attraversi tutti gli ambiti della vita comunitaria. I progetti finanziati sono pensati per favorire la parità di genere, il rispetto delle differenze, promuovere l’inclusione di persone con disabilità e sostenere la genitorialità, senza dimenticare l’importanza di diffondere buone pratiche nell’uso dei dispositivi digitali. Un aspetto particolare riguarda anche il rafforzamento della memoria storica e l’impegno antimafia, elementi ritenuti essenziali per costruire comunità più coese e consapevoli. Tra i progetti finanziati, alcuni emergono per la loro complessità e il valore economico coinvolto.
Le iniziative più rilevanti
L’iniziativa più importante raggiunge i 35.000 euro e rappresenta un intervento ambizioso e articolato, pensato per produrre un impatto significativo sulla comunità che coinvolge. Seguono altri progetti di rilievo, con costi che superano i 30.000 euro, tutti proposti da cooperative sociali e associazioni con esperienza consolidata nel settore.
Obbligo di realizzazione integrale
Ciò che accomuna tutte le iniziative finanziate è l’obbligo di realizzazione integrale: anche quando il contributo regionale è inferiore a quanto richiesto, l’Ente beneficiario deve portare a termine il progetto così come era stato progettato, senza tagli o riduzioni. Questo aspetto garantisce che l’impegno sociale previsto non venga indebolito e che gli effetti positivi dei progetti siano pienamente percepibili sul territorio.
Progetti esclusi dalla graduatoria
Accanto ai progetti finanziati, il decreto registra anche un numero significativo di esclusioni. Sono 113 le istanze non ammesse, un dato che riflette la necessità di rispettare criteri rigorosi di ammissibilità e di trasparenza nella gestione dei fondi pubblici. Le motivazioni sono varie: alcune riguardano mancanze formali o documentali, altre sono legate a problemi finanziari come cofinanziamenti insufficienti o superamento dei limiti previsti per compensi e spese professionali. Alcuni enti non risultavano iscritti al Runts, mentre altri non hanno prodotto l’accettazione formale del contributo nei tempi stabiliti, condizione necessaria per poter ricevere le risorse.
Accettazione del contributo
Per gli enti che beneficeranno del finanziamento a seguito dello scorrimento della graduatoria o dell’accoglimento di osservazioni, il termine per comunicare formalmente l’accettazione del contributo era di dieci giorni dalla pubblicazione del decreto. Un passaggio fondamentale per consentire l’avvio rapido delle iniziative e garantire che le risorse disponibili siano immediatamente impiegate a beneficio delle comunità siciliane.
Un quadro complessivo della Sicilia sociale
Il quadro che emerge da questa nuova finestra di contributi racconta una Sicilia attiva, fatta di associazioni, cooperative e Comuni che si impegnano quotidianamente per migliorare la qualità della vita dei cittadini. È un impegno che si misura non solo in termini economici, ma anche in capacità di progettare interventi che rispondano ai bisogni reali del territorio. I fondi stanziati, infatti, non rappresentano un semplice sostegno finanziario: sono uno strumento per costruire legami, rafforzare reti di solidarietà e promuovere una cultura dell’inclusione, della partecipazione e del rispetto reciproco.
LENTEPUBBLICA
Arriva la tredicesima 2025 per i dipendenti pubblici: ecco cosa serve sapere
Per milioni di lavoratori della Pubblica Amministrazione la fine dell’anno coincide con uno degli appuntamenti più attesi: la tredicesima mensilità.
Questo compenso aggiuntivo, introdotto per garantire un sostegno economico durante il periodo natalizio, rappresenta una voce stabile del trattamento retributivo e segue procedure precise sia per quanto riguarda i tempi di pagamento sia rispetto ai criteri di maturazione.
Nel 2025 l’erogazione segue il consueto calendario, salvo rare eccezioni. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, attraverso la piattaforma NoiPA — il sistema informatico che gestisce stipendi e indennità per la maggior parte degli enti pubblici — provvede a liquidare la tredicesima insieme allo stipendio di dicembre. Per quest’anno la data prevista è lunedì 15 dicembre 2025, con possibilità di lieve anticipo solo nel caso in cui il giorno coincida con un festivo o ricada nel fine settimana.
Chi riceve la tredicesima con il cedolino ordinario
La grande maggioranza dei dipendenti delle amministrazioni statali e locali visualizzerà la tredicesima direttamente nel cedolino stipendiale di dicembre. Il pagamento avviene in modo automatico per tutti quei lavoratori che, nel corso del 2025, hanno maturato almeno un mese di retribuzione. È sufficiente aver prestato servizio per un periodo pari o superiore a quindici giorni all’interno del singolo mese per acquisire il relativo rateo.
Esiste tuttavia un gruppo di lavoratori per cui le modalità di erogazione differiscono: dipendenti delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere. Per loro la mensilità aggiuntiva viene liquidata attraverso un cedolino separato, distinto da quello della retribuzione ordinaria, pur mantenendo le stesse tempistiche.
Tredicesima in caso di cessazione del rapporto di lavoro
Quando il rapporto lavorativo termina prima dell’inizio di dicembre — a causa di dimissioni, pensionamento, scadenza contrattuale o altre motivazioni — il dipendente non perde il diritto alla parte di tredicesima maturata. Il pagamento viene semplicemente effettuato contestualmente all’ultimo stipendio utile, sulla base dei mesi effettivamente lavorati dall’inizio dell’anno fino alla data di uscita.
La regola è identica per i contratti a tempo determinato: la mensilità aggiuntiva spetta in proporzione al servizio svolto e viene corrisposta al momento della chiusura del rapporto.
Docenti e personale scolastico: quali differenze?
Nel settore della scuola le modalità variano in funzione della tipologia di incarico.
Supplenti brevi e saltuari: ricevono ogni mese una quota di tredicesima inclusa nel cedolino ordinario. L’importo è proporzionato alla durata del contratto e cresce progressivamente insieme ai mesi di servizio.
Supplenti con incarico fino al 30 giugno 2026 e annuali fino al 31 agosto 2026: percepiscono l’intera mensilità aggiuntiva nel cedolino di dicembre, in linea con quanto avviene per i docenti di ruolo.
Questa distinzione consente di allineare la retribuzione degli insegnanti alle peculiarità del calendario scolastico e dei contratti a termine.
Come si determina l’importo della tredicesima
Il valore della tredicesima non è uguale per tutti e viene calcolato seguendo criteri precisi. La base di riferimento è la retribuzione lorda del mese di dicembre — oppure quella dell’ultimo mese lavorato, se il rapporto è cessato prima — considerata nel suo importo fisso e continuativo.
Per i lavoratori part-time, si prende in considerazione la retribuzione rapportata alle ore effettivamente lavorate, seguendo la stessa proporzione applicata durante l’anno.
Il meccanismo di maturazione è molto semplice:
ogni mese lavorato dà diritto a un dodicesimo della mensilità aggiuntiva;
i periodi pari o superiori a quindici giorni sono conteggiati come mese intero;
le assenze non retribuite (ad esempio, periodi di aspettativa senza stipendio) non generano alcun rateo.
Una volta determinato il numero di dodicesimi spettanti, si procede alla moltiplicazione per la quota mensile di riferimento, ottenendo così il totale lordo.
Trattenute e voci escluse
La tredicesima, pur essendo una mensilità accessoria, è comunque assoggettata alle imposte fiscali e ai contributi previdenziali previsti dalla normativa vigente. L’importo netto che il dipendente vede accreditato risulta quindi inferiore alla cifra lorda indicata nel cedolino.
Non tutte le somme percepite durante l’anno concorrono alla formazione della tredicesima. Restano infatti escluse le voci prive di carattere fisso o continuativo, come:
compensi per lavoro straordinario;
indennità per ferie non godute;
indennità di reperibilità;
rimborsi spesa e altre somme non riconducibili alla retribuzione base.
Queste esclusioni hanno lo scopo di mantenere la tredicesima collegata allo stipendio ordinario, evitando distorsioni legate a compensi occasionali.
Un sostegno economico atteso da molti
La tredicesima rappresenta, per le famiglie italiane, un supporto significativo in un periodo dell’anno caratterizzato da spese più elevate. Pur essendo regolata da procedure tecniche e criteri precisi, la sua funzione sociale rimane immutata: offrire un margine di serenità in prossimità delle festività, contribuendo al bilancio domestico e alla pianificazione delle spese di fine anno.
Nel 2025, come ogni anno, i lavoratori del pubblico impiego potranno dunque contare su un’integrazione economica definita e trasparente, frutto di un meccanismo che tiene conto del servizio effettivamente svolto e delle specificità di ciascun comparto.