GRANDANGOLO
Al Giardino Botanico torna lo spettacolo “Il ritorno di Persefone” Un viaggio artistico, scientifico e culturale che esplora il mito di Persefone
Nuovo evento al Giardino Botanico del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, che ancora una volta mette a disposizione la sua splendida scenografia naturale al servizio della cultura e dello spettacolo. “Il ritorno di Persefone”, proposto dall’Associazione Archeoclub “I Luoghi di Empedocle“, è un evento culturale unico e coinvolgente patrocinato da Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Comune di Agrigento e Fondazione Agrigento 2025 Capitale Italiana della Cultura. Un viaggio artistico, scientifico e culturale che esplora il mito di Persefone, dalla sua origine greca al Medioevo, attraverso rievocazione, allegoria e musica in un viaggio ideologico di identità siciliana. La manifestazione si svolgerà domenica prossima, 21 dicembre 2025, a partire dalle ore 15:30 e fino al tramonto, e si articola in tre interventi artistici che uniscono musica, teatro, poesia e scienza, con l’obiettivo di creare un’esperienza emotiva e coinvolgente per i partecipanti. Una giornata scandita da arte, musica e interventi di esperti botanici, che permetteranno di scoprire il giardino botanico di via Demetra, sede del Teatro dell’Efebo, il suo ricco patrimonio vegetale e la sua storia in maniera attiva e partecipativa.
La partecipazione è gratuita ma con un numero limitato di partecipanti. È possibile prenotare il ticket d’ingresso utilizzando il portale dedicato del Teatro dell’Efebo www.giardinoefebo.it .Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’Associazione Archeoclub “I Luoghi di Empedocle” o visitare il sito web del Teatro dell’Efebo.
AGRIGENTOOGGI
Aeroporto della Sicilia centro-meridionale, il 2025 si chiude senza il via libera
Aeroporto della Sicilia Centro-meridionale: il 2025 si chiude senza l’inserimento dello scalo agrigentino nella programmazione nazionale.
Il 2025 si chiude senza l’inserimento dello scalo agrigentino nella programmazione nazionale degli aeroporti. Un anno dal bilancio contrastato per il progetto dell’Aeroporto della Sicilia centro-meridionale, che continua a restare fuori dal Piano nazionale, ma che secondo l’Ordine degli Architetti di Agrigento potrebbe trovare nel 2026 un passaggio decisivo.
A fare il punto è Rino La Mendola, presidente dell’Ordine, che definisce l’anno appena trascorso «dal sapore dolce-amaro». Amaro perché, nonostante il lavoro svolto dal Libero Consorzio comunale di Agrigento, l’Enac non ha ancora espresso il parere definitivo necessario all’inserimento dello scalo nella programmazione nazionale.
«In una prima fase – spiega La Mendola – l’Enac aveva chiesto l’allungamento della pista e alcuni studi integrativi rilevanti, come quelli sulla sostenibilità economica e sulla compatibilità dell’infrastruttura con i venti che spirano nella piana di Licata. Il Libero Consorzio ha risposto prontamente presentando la documentazione richiesta. Con nostra sorpresa, però, anziché rilasciare il parere di competenza, l’Enac ha richiesto ulteriori studi di carattere economico, tecnico e ambientale, davvero eccessivi per una fase preliminare finalizzata esclusivamente all’inserimento dello scalo nel Piano nazionale».
Il lato “dolce” arriva, però, da un passaggio tutt’altro che secondario. «Nel motivare la richiesta di nuovi approfondimenti – sottolinea La Mendola – l’Enac ha finalmente riconosciuto l’idoneità dell’area della piana di Licata dal punto di vista anemometrico e plano-altimetrico, confermando quanto già emerso nei documenti redatti dal Libero Consorzio».
Ora l’attenzione si sposta sul 2026. Secondo l’Ordine degli Architetti, l’ente provinciale sarebbe pronto a trasmettere tutti gli ulteriori studi integrativi richiesti. «L’auspicio – aggiunge il presidente – è che non emergano nuove criticità e che il prossimo anno possa essere quello decisivo, con l’espressione del parere positivo dell’Enac, passaggio fondamentale verso la concreta realizzazione dell’infrastruttura».
Nel dibattito torna anche una proposta già avanzata in passato: quella di uno scalo satellite di Punta Raisi. «Alla luce degli studi richiesti sull’impatto dell’aeroporto sugli altri scali siciliani – conclude La Mendola – siamo sempre più convinti della necessità di puntare su un modello che preveda due poli amministrativi regionali. Lo scalo agrigentino, così come quello di Birgi, potrebbe alimentare il polo occidentale con riferimento a Punta Raisi, mentre Comiso potrebbe essere aggregato al polo orientale con Fontanarossa».
Una soluzione che, secondo l’Ordine, permetterebbe di superare le concorrenze territoriali, ridurre i costi di gestione e garantire una pianificazione dei voli più organica e coerente con le esigenze dell’intera Sicilia. Il 2025 va in archivio senza il risultato atteso, ma il 2026 viene indicato come l’anno della possibile svolta.
ILSICILIA
Più risorse per le scuole siciliane, Schillaci: “Una boccata d’ossigeno per gli istituti in condizioni disastrate”
Tre milioni in più all’anno per le scuole siciliane per i prossimi tre anni. È stato approvato col voto segreto un emendamento del M5S al Bilancio, a prima firma della deputata Roberta Schillaci, che incrementa di nove milioni in totale il finanziamento dei piani di edilizia scolastica previsti dalla legge 23 dell’11 gennaio 1996.
“È questa – commenta Roberta Schillaci – una boccata di ossigeno per le nostre scuole disastrate che consentirà ai nostri ragazzi di frequentare le scuole siciliane in condizioni di maggiore sicurezza. C’è ancora tanta strada da fare in questa direzione, ma quello di oggi è certamente un buon inizio. Questo schiaffo al governo è la premessa di quanto potrà accadere con la finanziaria nei prossimi giorni. Devono capire che non possono fare quello che vogliono, mettendo i veri bisogni dei siciliani sempre all’ultimo posto”.
LENTEPUBBLICA
Rinnovo CCNL Enti Locali 2022-2024: da Comitato di Settore un ok "condizionato"
Si è chiusa con un via libera formale anche da parte del Comitato di Settore (ma non privo di riserve) la lunga fase negoziale che ha portato all’ipotesi di rinnovo del CCNL (Contratto collettivo nazionale di lavoro) del comparto Enti Locali per il triennio 2022-2024.
Il Comitato di Settore ha infatti espresso parere favorevole sul testo dell’accordo, consentendo di fatto il completamento di un percorso atteso da amministrazioni territoriali e dipendenti pubblici. Tuttavia, accanto alla soddisfazione per il risultato raggiunto, emergono anche valutazioni critiche che aprono già il dibattito sulle prossime sfide contrattuali.
Dal Comitato di Settore un ok con “riserva” sul Rinnovo del CCNL Enti Locali 2022-2024
Il giudizio positivo del Comitato è stato accompagnato dalla segnalazione di alcune carenze ritenute significative, in particolare sul fronte degli strumenti a disposizione degli enti locali per valorizzare le professionalità interne e rendere più competitivo il lavoro pubblico.
Al centro della discussione si colloca la mancata inclusione di una norma dedicata al finanziamento degli incarichi di elevata qualificazione, considerata da molti un tassello fondamentale per affrontare la crescente difficoltà delle amministrazioni nel trattenere e attrarre personale altamente specializzato.
Il giudizia della presidente Alessia Cappello
A esprimere con chiarezza questa posizione è stata Alessia Cappello, assessora allo Sviluppo Economico e alle Politiche del Lavoro del Comune di Milano e presidente del Comitato di Settore. Secondo Cappello, la disposizione stralciata dal testo finale del contratto non era un dettaglio marginale, ma rispondeva a un preciso indirizzo politico-istituzionale. L’obiettivo era duplice: da un lato, rafforzare la capacità organizzativa degli enti locali, dall’altro contrastare la perdita di attrattività dell’impiego pubblico, un fenomeno sempre più evidente soprattutto nei contesti urbani complessi.
Il semplice innalzamento del tetto massimo della retribuzione di posizione per gli incarichi di elevata qualificazione, passato da 18.000 a 22.000 euro annui, viene giudicato insufficiente. In assenza di una norma che consentisse alle amministrazioni di reperire autonomamente risorse aggiuntive, questa modifica rischia di restare, nei fatti, poco incisiva. Viene meno, infatti, l’unico strumento che avrebbe permesso agli enti di intervenire in modo unilaterale per rendere economicamente più appetibili ruoli chiave dell’organizzazione.
Nonostante queste criticità, il Comitato di Settore ha scelto di assumere un atteggiamento responsabile, approvando l’ipotesi di accordo per evitare ulteriori ritardi e garantire certezze a lavoratori e amministrazioni. La questione, tuttavia, non è archiviata. L’intenzione dichiarata è quella di riproporre con determinazione il tema delle leve datoriali e della valorizzazione delle elevate qualificazioni già nella fase di impostazione della prossima trattativa contrattuale, relativa al triennio 2025-2027.
La risposta del Presidente Aran Antonio Naddeo
A stretto giro è arrivata anche la replica dell’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni. Il presidente Antonio Naddeo ha inviato una lettera alla presidente del Comitato di Settore per fornire chiarimenti e ricostruire il contesto in cui si è svolto il confronto con le organizzazioni sindacali.
Nel suo intervento, Naddeo ha innanzitutto ringraziato il Comitato per il parere favorevole espresso all’unanimità, sottolineando come un contratto collettivo sia, per definizione, il risultato di un equilibrio tra posizioni diverse. L’Aran, ha spiegato, ha pienamente condiviso l’indirizzo del Comitato in merito all’importanza strategica degli incarichi di elevata qualificazione, riconoscendone il ruolo centrale per la modernizzazione e l’efficienza degli enti locali.
Le criticità emerse durante la fase di negoziato
Tuttavia, il negoziato con le rappresentanze sindacali ha evidenziato ostacoli non trascurabili. Da un lato, le organizzazioni dei lavoratori hanno avanzato richieste più ampie, proponendo una revisione complessiva dell’area delle elevate qualificazioni, sul modello di quanto già avviene nel comparto delle funzioni centrali. Dall’altro, sono emerse perplessità legate alla sostenibilità economico-finanziaria della norma proposta, che avrebbe fatto leva su risorse derivanti da facoltà assunzionali non utilizzate, solitamente escluse dall’ambito di applicazione di un contratto collettivo.
Naddeo ha inoltre ricordato come il Comitato di Settore sia stato costantemente aggiornato sull’andamento delle trattative. La bozza di contratto priva della disposizione contestata era stata trasmessa già alla fine di ottobre, diversi giorni prima della firma dell’ipotesi di accordo, avvenuta il 3 novembre. Un passaggio che, secondo l’Aran, testimonia la trasparenza del percorso negoziale.
Guardando al futuro, il presidente dell’Agenzia ha manifestato apertura e disponibilità. Qualora il Comitato di Settore decidesse di reinserire la questione nell’atto di indirizzo per il prossimo rinnovo contrattuale, l’Aran si è detta pronta a valutare soluzioni compatibili con il quadro normativo e finanziario vigente. L’obiettivo comune, ha ribadito Naddeo, resta quello di rafforzare le capacità organizzative degli enti territoriali e renderli più competitivi nel mercato del lavoro.
Le rivendicazioni dell’Aran sul nuovo contratto
Nel frattempo, l’Aran rivendica anche i contenuti innovativi già presenti nel nuovo contratto. Il CCNL 2022-2024 non si limita a ridefinire aspetti retributivi o normativi, ma introduce strumenti pensati per migliorare la qualità del lavoro pubblico. Tra questi spiccano il potenziamento del lavoro agile, la possibilità di sperimentare la settimana corta e nuove misure per favorire la conciliazione tra vita professionale e privata.
Ulteriori novità riguardano in conclusione l’attenzione anche alle diverse fasi della vita lavorativa, attraverso politiche di age management, il rafforzamento delle tutele legali e una maggiore valorizzazione delle competenze legate alla trasformazione digitale e all’innovazione tecnologica. Elementi che, nelle intenzioni delle parti, dovrebbero contribuire a rendere le amministrazioni locali ambienti più moderni, inclusivi e capaci di rispondere alle esigenze dei cittadini.
LENTEPUBBLICA
Rinnovo CCNL Enti Locali 2022-2024: lavoro durante festivo, turno notturno e riposi compensativi
Il nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dedicato al personale degli Enti Locali per il triennio 2022-2024 introduce una serie di modifiche rilevanti destinate a incidere sulla quotidianità di migliaia di lavoratrici e lavoratori della pubblica amministrazione territoriale: scopriamo le novità dedicate al lavoro durante giorno festivo, al turno notturno e ai riposi compensativi.
L’intesa, raggiunta tra ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) e le organizzazioni sindacali CISL, UIL e CSA (la CGIL non ha firmato), riguarda centinaia di migliaia di lavoratori di regioni, province, comuni, enti locali e camere di commercio. Qui l’approfondimento con tutte le novità generali introdotte.
Una delle aree in cui le novità risultano più significative riguarda la regolazione delle attività svolte nei giorni festivi, nei festivi infrasettimanali e nelle giornate feriali non lavorative. Si tratta di aspetti che incidono non solo sulla retribuzione, ma anche sulla gestione dei turni e dell’equilibrio tra vita professionale e vita privata, temi sempre più centrali anche per il settore pubblico.
Il nuovo contratto dedica un intero articolo – il 26 – a disciplinare in modo dettagliato i casi in cui il dipendente presta attività oltre i consueti schemi di lavoro settimanale. Le indicazioni prevedono compensi specifici, maggiorazioni e regole chiare per il recupero delle ore lavorate nei giorni solitamente destinati al riposo.
Riposo settimanale non fruito: arrivano nuove garanzie
Una delle disposizioni più rilevanti riguarda i casi in cui, per esigenze di servizio, un dipendente è chiamato a rinunciare al proprio riposo settimanale. In queste circostanze, il CCNL stabilisce che ogni ora di lavoro effettuata venga compensata con una maggiorazione del 50% rispetto alla normale retribuzione oraria prevista dal contratto precedente.
Oltre all’aspetto economico, la norma tutela anche il diritto a un periodo adeguato di recupero: il lavoratore ha infatti diritto a un riposo compensativo di almeno 24 ore consecutive. Questo intervallo deve essere concesso preferibilmente entro due settimane, e comunque non oltre i due mesi successivi. Una clausola che mira a prevenire accumuli eccessivi di ore lavorate e a garantire tempi certi di recupero psicofisico.
Festivi infrasettimanali: scelta tra riposo o retribuzione aggiuntiva
Il contratto affronta poi il tema delle prestazioni svolte nei giorni festivi che cadono in mezzo alla settimana. In queste giornate, il dipendente può scegliere tra due possibilità:
usufruire di un riposo compensativo equivalente,
oppure ricevere il compenso previsto per il lavoro straordinario festivo, comprensivo delle relative maggiorazioni.
In questo modo viene riconosciuta una certa flessibilità, lasciando al lavoratore la possibilità di valutare cosa sia più conveniente in base alle sue esigenze personali o alla gestione del proprio orario di lavoro.
Cinque giorni lavorativi: come viene retribuito il lavoro nella giornata “libera”
Per i dipendenti che seguono un’organizzazione settimanale articolata su cinque giorni, la giornata che normalmente risulta non lavorativa riceve una tutela specifica. Se in quel giorno si rende necessario svolgere attività lavorativa, il dipendente può richiedere un riposo equivalente oppure ricevere la retribuzione per lavoro straordinario non festivo.
La previsione evita che, a causa della particolare distribuzione dell’orario settimanale, le lavoratrici e i lavoratori si trovino a svolgere attività aggiuntiva senza un giusto riconoscimento economico o temporale.
Maggiorazioni accumulabili: un incentivo per chi affronta turni impegnativi
Un aspetto interessante del nuovo contratto è la possibilità di cumulare la maggiorazione legata alla mancata fruizione del riposo settimanale con altri compensi accessori. Ciò permette di valorizzare maggiormente la disponibilità del personale a coprire turni complessi o imprevisti.
Questa clausola potrebbe avere ricadute positive soprattutto nei settori in cui la continuità del servizio è essenziale, come la polizia locale, i servizi sociali, la protezione civile o la gestione delle emergenze.
Notturni e festivi: aumentano le percentuali
Il contratto interviene anche sul lavoro ordinario svolto in orario notturno o festivo, introducendo due tipi di maggiorazioni:
20% sulla retribuzione oraria per chi lavora, in via ordinaria, di notte o nei giorni festivi;
30% nel caso di attività resa in condizioni “notturno-festive”, cioè quando le due situazioni si sovrappongono.
In sintesi questi incrementi economici riconoscono la particolare gravosità di turni spesso difficili da gestire, soprattutto per chi opera in servizi essenziali attivi 24 ore su 24.
TELEACRAS
“Regione”: ok al Bilancio. Si vota la Finanziaria
L’Assemblea regionale siciliana ha approvato il Bilancio. Adesso i deputati votano i primi articoli della Finanziaria. Oggi il varo della riforma della dirigenza.
L’Assemblea regionale siciliana ha approvato il Bilancio, così come in ampia parte proposto dall’assessore all’Economia, Alessandro Dagnino. Adesso i deputati votano i primi articoli della Finanziaria.Il presidente Schifani è ottimista e ribadisce: “Ho fiducia. Approveremo una Finanziaria molto funzionale allo sviluppo della Sicilia. E’ un testo snello, che contiene tutte le norme fondamentali predisposte dal governo”. E infatti Schifani ha già incassato l’approvazione dell’articolo 1 della Finanziaria. Si tratta di una manovra “manifesto”, cara al presidente, che stanzia 150 milioni di euro in 3 anni per concedere aiuti alle imprese che assumono a tempo indeterminato, una de-contribuzione. Nel dettaglio si riconosce ai datori di lavoro del settore privato un contributo pari al 10% del costo annuale del personale assunto. E aumenta al 15% se l’assunzione riguarda una donna o un over 50. Un’altra norma attesa al varco sono i bonus edilizi. Da entrambe le misure l’assessore Dagnino prospetta un aumento del prodotto interno lordo della Sicilia di mezzo punto nel 2026. Nel frattempo oggi la giunta approva la riforma della dirigenza regionale, che cancella 280 poltrone dirigenziali. Il taglio riguarda soprattutto strutture decentrate e uffici sguarniti di personale. E sarà seguito da accorpamenti per un totale residuo di 669 poltrone. E’ un progetto a cui Palazzo d’Orleans lavora da oltre un anno con l’obiettivo di rimodulare l’assetto organizzativo dei dipartimenti regionali, restituendo ordine ad una mappa degli uffici risalente a decenni addietro.
LASICILIA
libero consorzio comunale. Si inaugura la nuova sala operativa di Protezione civile. Sarà anche presentato il sistema di monitoraggio del rischio idrogeologico
Sarà inaugurata oggi alle 10.30 la nuova sala operativa provinciale della Protezione civile del Libero Consorzio comunale di Agrigento, realizzata grazie a un finanziamento regionale destinato al monitoraggio e allertamento del rischio idrogeologico.
La cerimonia è in programma nei locali del Settore Ambiente, in via Acrone, dove il presidente del Libero Consorzio, Giuseppe Pendolino, affiancato dal dirigente del settore e dal responsabile del servizio di Protezione civile, illustrerà la rilevanza di un presidio strategico per la prevenzione, la gestione delle emergenze e la salvaguardia della comunità.
“L’apertura della nuova sala operativa è un investimento fondamentale per la sicurezza e un esempio di collaborazione efficace tra istituzioni – dice il presidente Pendolino – grazie all’impegno dello staff di Protezione civile è stato possibile ottenere il finanziamento di questo progetto che avrà ricadute importanti sulla sicurezza del nostro territorio”.
La struttura è dotata di sistemi avanzati per la sorveglianza del territorio, l’elaborazione dei dati in tempo reale e l’interconnessione con tutti gli enti competenti, assicurando risposte rapide ed efficaci in caso di eventi critici.