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rassegna stampa del 9 gennaio 2026



REPORT SICILIA

Consorzio dei comuni di Agrigento, revocato il concorso per due uscieri: oltre 1.600 domande, costi troppo alti per l’Ente

Il Libero Consorzio Comunale di Agrigento ha ufficialmente revocato il concorso pubblico per l’assunzione di due operatori attività di servizi (uscieri) a tempo pieno e indeterminato. La decisione è contenuta nella Determinazione Dirigenziale n. 1929 del 20 ottobre 2025 38230_2_SU_DET_DETE_1929_2025, un atto che mette fine a una procedura che aveva generato un’adesione imponente e inattesa.
Oltre 1.600 candidati per 2 posti
Il concorso, pubblicato il 19 agosto 2025 sul portale InPA e sul sito istituzionale dell’Ente, ha registrato 1.603 domande di partecipazione. Ogni candidato ha versato una tassa di 10 euro, per un totale di oltre 16 mila euro incassati dall’amministrazione.
Un numero di partecipanti così elevato ha però reso impossibile la gestione interna della prova preselettiva, soprattutto alla luce della carenza di personale dell’ufficio Risorse Umane.
Prova preselettiva esterna da 70 mila euro
Secondo quanto riportato nell’atto, l’unica alternativa sarebbe stata l’esternalizzazione della preselezione a una società specializzata, con un costo stimato di circa 70 mila euro. Una spesa ritenuta antieconomica e non giustificabile per la copertura di soli due posti, in contrasto con i principi di buon andamento e economicità dell’azione amministrativa sanciti dalla Costituzione e dalla legge sul procedimento amministrativo.
Nessuna lesione dei diritti dei candidati
Il provvedimento chiarisce che non è stata svolta alcuna prova e non è stata formata alcuna graduatoria, motivo per cui i partecipanti vantavano soltanto una aspettativa e non un diritto soggettivo tutelato. La revoca è stata quindi adottata in piena legittimità, come confermato anche dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato richiamata nell’atto.
Rimborso della tassa su richiesta
Il Libero Consorzio ha disposto la restituzione della tassa di partecipazione, pari a 10 euro, su richiesta del singolo candidato, previa compilazione di un apposito modulo con l’indicazione dei dati e dell’IBAN per l’accredito.
La determinazione di revoca sarà pubblicata per 30 giorni sia sul portale InPA, nella stessa pagina dell’avviso revocato, sia nella sezione Amministrazione Trasparente – Bandi di concorso del sito istituzionale.
Una vicenda che pone interrogativi
La revoca del concorso apre inevitabilmente una riflessione sulla programmazione del fabbisogno di personale e sulla sostenibilità delle procedure concorsuali, soprattutto in un contesto di risorse umane ridotte e vincoli di bilancio stringenti. Una gestione che, ancora una volta, finisce per coinvolgere migliaia di cittadini, lasciando sul campo aspettative, tempi persi e una procedura annullata prima ancora di iniziare.



AGRIGENTONOTIZIE

Record di presenze per il presepe di Agrigento, Amato: "Frutto del grande impegno dei montapertesi"

Chiusura suggestiva con la cometa e l’arrivo dei Re Magi, grande partecipazione di pubblico e alcune novità tra cui il debutto del premio "Radici di Sicilia": tutti i nomi dei protagonisti
Per Montaperto non è stata solo una rappresentazione, ma un racconto collettivo che, sera dopo sera, ha riportato il borgo al centro della scena natalizia del territorio. Il presepe vivente ha chiuso la sua tredicesima edizione con una partecipazione mai registrata prima trasformando vicoli, piazze e antiche abitazioni in un percorso capace di attrarre visitatori da tutta la provincia.
Il momento conclusivo, affidato all’arrivo solenne della cometa e dei Re Magi sotto un cielo stellato e illuminato dalla luna, ha concentrato l’emozione più intensa. Luci soffuse, silenzi carichi di attesa e lo stupore del pubblico hanno dato forma a una scena capace di unire fede, tradizione e bellezza. Come da tradizione la presenza della Befana ha regalato ai più piccoli un’ultima nota di festa rendendo la chiusura dell’evento ancora più partecipata.
Questa tredicesima edizione si è distinta come una delle più avvincenti ed emozionanti di sempre grazie alle numerose novità introdotte. Dai percorsi tra le antiche case del borgo alle degustazioni dei prodotti tipici fino alla prima edizione del premio regionale “Radici di Sicilia” che ha visto protagonista Giovanni Moscato, premiato per il suo valore artistico e culturale. Un’edizione che ha saputo raccontare le radici, l’identità e l’anima di Montaperto trasformandole in un’esperienza autentica per visitatori e turisti.
“Eventi come il presepe vivente di Montaperto – ha detto il consigliere del Libero consorzio Nino Amato – rappresentano un modello virtuoso di promozione turistica e culturale. Il grande successo di questa edizione è il frutto dell’impegno straordinario dei montapertesi che quest’anno hanno dato davvero il massimo. A loro va il nostro più sentito ringraziamento: è grazie alla comunità se questo evento continua a crescere e ad attrarre visitatori da tutta la Sicilia”.
L’iniziativa è stata voluta e realizzata dall’associazione Socrate, dal Comune di Agrigento e dal Libero consorzio con il contributo di numerosi artisti e partecipanti. Tra gli spettacoli e le presenze: Angeli Luminosi, Cartoonia animazione, le ballerine Sara e Giulia D’Alcantara, il trampoliere Santo Scirè, lo spettacolo di sabbia di Lidia Angelo e Luca Martorana “Racconti dal presepe”, lo spettacolo “La sciara del fuoco” di Elia Bologna e Chiara Placca, i Pastori del Natale con Salvatore Matteliano alla fisarmonica, Giuseppe Marino e Federico Mungiovì alle chitarre, Francesco Porretta alla zampogna, Salvatore Ruggeri e Davide Geraci al tamburello. Ed ancora l’intrattenimento musicale di Acquadueò, duo formato da Claudia e Giuseppe Ballarò, padre e figlia e il duo teatrale di Graziana Lo Brutto e Marcello Montalto in scena con “La sacra stanchezza”.
La direzione artistica è stata curata da Giovanni Principato con la collaborazione di Gabriella Omodei.
Montaperto saluta così un’edizione capace di emozionare, unire e raccontare una comunità attraverso la forza della tradizione e dello spettacolo confermando il presepe vivente come uno degli appuntamenti simbolo del periodo natalizio nel territorio agrigentino.



QDS

Congedo parentale 2026, più tutele per la genitorialità: ecco tutte le novità

Tra le modifiche più importanti della Legge di Bilancio l’estensione a 14 anni di età (prima era 12 anni) del figlio per il congedo facoltativo – di 10 mesi complessivi – assicurato a entrambi i genitori e raddoppiano i giorni di malattia per i figli. 
Più giorni di malattia per i figli fino al quattordicesimo anno di età e molto altro. Genitori più tutelati con le ultime novità della manovra economica 2026 approvata il 30 dicembre. La modifica del decreto legislativo 151 del 2021 (ossia il Testo unico maternità e paternità) migliora il congedo parentale e di malattia dei figli con un ampliamento dei tempi per la fruizione dei benefici.
Tra le novità più importanti della Legge di Bilancio l’estensione a 14 anni di età (prima era 12 anni) del figlio per il congedo facoltativo – di 10 mesi complessivi – assicurato a entrambi i genitori e raddoppiano i giorni di malattia per i figli, passando da 5 a 10 all’anno.
È rimasto invariato, invece, il trattamento economico del congedo parentale: l’indennità resta all’80% per i primi tre mesi.
Congedo parentale 2026, le novità
Dall’1 gennaio, e quindi dopo l’entrata in vigore della legge finanziaria, è cambiato il congedo parentale. Questo non deve essere confuso col congedo di paternità che non è altri che il periodo obbligatorio di assenza dal lavoro della durata di 10 giorni, retribuito al 100%.
Il congedo parentale è concesso nel limite complessivo di 10 mesi, ma può essere allungato in alcuni casi, per esempio arriva a 11 mesi se il padre usufruisce di almeno tre mesi continuativi o frazionati.
La misura, che vale per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, è fruibile fino al compimento del 14esimo anno di età del figlio. Può essere richiesto da un solo genitore oppure da entrambi, anche in contemporanea.
Inoltre il congedo per malattia del figlio viene esteso fino ai 14 anni, con diritto a 10 giorni annui di assenza non retribuita, superando il precedente tetto di 5 giorni annui fruibili fino agli 8 anni.
In caso di adozione nazionale o internazionale o affidamento, il congedo viene concesso fino al compimento del 14esimo anno dall’ingresso del minore in famiglia.
La misura dell’estensione fino ai 14 anni si applica anche al prolungamento del congedo parentale (sempre articolo 33 del D.Lgs. 151/2001), fruibile, in modo continuativo o frazionato, per un periodo complessivo non superiore a tre anni per ciascun minore con necessità di sostegno intensivo.
L’indennità per il congedo parentale
Per il discorso economico, al congedo parentale viene corrisposta un’indennità pari all’80% dello stipendio per i primi tre mesi, e del 30% per i successivi sei mesi (nove mesi in tutto).
Nel primo caso (indennità all’80%) il congedo deve essere fruito per i figli entro il sesto anno di età.
Per il periodo successivo (indennità al 30%) fino all’anno scorso si poteva chiedere il congedo entro il complimento dei 14 anni del figlio visto l’innalzamento dell’età nella norma.
Le novità dei giorni di malattia per i figli
La manovra cambia anche l’articolo 47 del decreto legislativo 151/2001. E porta un aumento sia il numero dei giorni fruibili, sia l’età del figlio per la quale è possibile richiedere il congedo per malattia. A partire dal 1 gennaio 2026 a ciascun genitore lavoratore sono riconosciuti, alternativamente, 10 giorni lavorativi annui di assenza non retribuita per malattia di ciascun figlio di età compresa tra i 4 anni (che scattano dal giorno successivo al compimento del terzo anno di età) e i 14 anni (fino al giorno del compimento del quattordicesimo anno di età).
I 10 giorni spettano a ciascun genitore (10 giorni al padre e 10 giorni alla madre), e possono essere richiesti alternativamente. In questo caso non è prevista alcuna indennità, ma il datore di lavoro deve versare i contributi previdenziali.



ENTILOCALIonline

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2025 il Decreto 24 dicembre 2025 del Ministero dell’Interno che ufficializza il differimento al 28 febbraio 2026 del termine per la Deliberazione del bilancio di previsione riferito al triennio 2026/2025 da parte degli Enti Locali
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2025 il Decreto 24 dicembre 2025 del Ministero dell’Interno che ufficializza il differimento del termine per la Deliberazione del bilancio di previsione riferito al triennio 2026/2025 da parte degli Enti Locali al 28 febbraio 2026.
Contestualmente, il Decreto, ai sensi dell’art. 163, comma 3, del Dlgs. n. 267/2000 (Tuel), autorizza per gli Enti Locali l’esercizio provvisorio del bilancio sino a tale data.



LENTEPUBBLICA

Appalti digitali: nuove regole 2026 per piattaforme più sicure, integrate e trasparenti

Standard tecnologici aggiornati, maggiore interoperabilità tra sistemi e nuove garanzie di sicurezza: l’Italia accelera sugli appalti digitali con le nuove regole per il 2026 approvate dall’AgID.
Il sistema degli appalti pubblici italiani compie un ulteriore passo avanti nel percorso di modernizzazione avviato negli ultimi anni. Con l’approvazione della versione 2.0 delle Regole Tecniche per le Piattaforme di Approvvigionamento Digitale, l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) introduce un insieme di requisiti aggiornati che ridefiniscono il funzionamento delle infrastrutture utilizzate per la gestione delle gare pubbliche.
Il provvedimento, formalizzato attraverso una specifica determinazione adottata nel 2025, mira a rendere le procedure di affidamento più fluide, affidabili e controllabili, riducendo al contempo il carico burocratico per amministrazioni e operatori economici. Si tratta di un intervento strategico, coerente con il nuovo Codice dei Contratti Pubblici e con gli obiettivi di trasformazione digitale sostenuti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Un lavoro corale tra istituzioni
L’aggiornamento delle regole tecniche non è il risultato di un’iniziativa isolata. Al contrario, nasce da un coordinamento istituzionale ampio, che ha coinvolto diverse autorità centrali dello Stato. Oltre ad AgID, hanno contribuito alla definizione delle nuove linee guida l’Autorità Nazionale Anticorruzione, il Dipartimento per la Trasformazione Digitale e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.
A questo lavoro congiunto si sono affiancate le strutture di missione legate al PNRR, sia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri sia all’interno del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’obiettivo comune è stato quello di conciliare innovazione tecnologica, legalità e sicurezza, assicurando un quadro normativo stabile e coerente.
Cosa sono le Piattaforme di Approvvigionamento Digitale
Le Piattaforme di Approvvigionamento Digitale (PAD) rappresentano il cuore tecnologico delle gare pubbliche telematiche. Si tratta di ambienti software certificati che consentono alle pubbliche amministrazioni di gestire ogni fase del ciclo di vita di un appalto, dalla programmazione iniziale fino alla conclusione del contratto.
Questi sistemi dialogano in modo automatico con le principali infrastrutture dati nazionali, come la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici e la Piattaforma Digitale Nazionale Dati. Grazie a queste connessioni, informazioni e documenti circolano tra enti e imprese senza necessità di duplicazioni, eliminando la carta e riducendo gli errori legati all’inserimento manuale dei dati.
Il risultato è un processo più trasparente, verificabile e rapido, in cui ogni passaggio lascia traccia digitale ed è consultabile dagli organismi di controllo.
Sicurezza informatica al centro delle nuove regole
Uno degli elementi più rilevanti della versione 2.0 riguarda il rafforzamento delle misure di sicurezza. Le nuove disposizioni impongono standard più elevati per la protezione delle infrastrutture digitali e dei dati trattati, con l’obiettivo di prevenire accessi non autorizzati, violazioni e interruzioni dei servizi.
Le piattaforme dovranno dimostrare una maggiore capacità di resilienza agli attacchi informatici, adottando soluzioni tecnologiche avanzate e procedure di gestione del rischio più rigorose. In un contesto in cui le informazioni sugli appalti hanno un valore strategico, la tutela dei sistemi digitali diventa un requisito imprescindibile.
Spazio alle tecnologie emergenti, con il controllo umano
Tra le novità introdotte figura anche un primo riferimento all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nei processi di gara. Le regole aprono alla sperimentazione di strumenti innovativi, ad esempio per l’analisi dei dati o il supporto alle decisioni, ma stabiliscono un principio chiaro: la supervisione umana resta centrale.
Ogni applicazione di sistemi automatizzati dovrà avvenire nel rispetto della trasparenza, della tracciabilità e della comprensibilità delle decisioni, evitando meccanismi opachi o non verificabili.
Interoperabilità e principio “once only”
Un altro pilastro della riforma è il rafforzamento dell’interoperabilità tra le piattaforme e le banche dati pubbliche. Le nuove regole rendono obbligatoria una comunicazione immediata e standardizzata tra i sistemi certificati, permettendo la piena applicazione del principio once only.
In pratica, imprese e professionisti non dovranno più fornire ripetutamente le stesse informazioni: i dati già presenti negli archivi pubblici potranno essere recuperati automaticamente dalle amministrazioni abilitate, riducendo tempi e oneri amministrativi.
Tracciabilità completa e controllo continuo
Le PAD di nuova generazione dovranno inoltre garantire una tracciabilità puntuale di tutte le fasi contrattuali. Dalla pubblicazione del bando fino alla chiusura dei lavori, ogni passaggio sarà monitorabile, favorendo l’individuazione tempestiva di criticità, ritardi o irregolarità.
Questo approccio rafforza la prevenzione dei fenomeni distorsivi e migliora la capacità di controllo sull’uso delle risorse pubbliche.
Obblighi e tempistiche per piattaforme e amministrazioni
I gestori delle piattaforme già certificate dovranno presentare un’autodichiarazione di conformità accompagnata da un piano tecnico di adeguamento ai nuovi requisiti. Gli aggiornamenti dovranno essere completati entro 180 giorni, secondo un percorso graduale ma vincolante.
Le stazioni appaltanti, dal canto loro, sono chiamate a verificare che i propri fornitori rispettino le scadenze, così da mantenere l’iscrizione delle piattaforme nel registro ufficiale dei componenti certificati e garantire la continuità delle procedure di gara.
Un sistema più semplice e accessibile
Nel complesso, le nuove regole tecniche promettono meno burocrazia, maggiore certezza giuridica e processi più rapidi. Un cambiamento che punta a rendere il mercato degli appalti pubblici più aperto, competitivo ed efficiente, a beneficio delle amministrazioni e del tessuto imprenditoriale.
La digitalizzazione, ancora una volta, si conferma uno strumento chiave per migliorare il funzionamento della macchina pubblica e rafforzare la fiducia nel sistema.



ITALIAOGGI

Tricolore, la circolare di Valditara: la bandiera sia esposta sulle scuole e ben tenuta.

Il ministro: un preciso dovere per le scuole la cura e la corretta esposizione della bandiera sugli edifici scolastici
Tricolori svettanti sui tetti delle scuole, ben tenuti ed esposti. Le scuole dovranno farsene carico, anche promuovendo in classe con i ragazzi la conoscenza della sua storia e dei valori che richiama.
La circolare del ministro Valditara
All'indomani della ricorrenza del 7 gennaio, Giornata nazionale della Bandiera istituita con la legge 31 dicembre 1996, n.671, il ministro dell’istruzione, Giuseppe Valditara, ha mandato agli istituti scolastici una circolare per ribadire l’importanza della bandiera italiana «quale simbolo di unità di tutti gli italiani e segno distintivo dell'identità della nostra Nazione. È fondamentale che gli studenti conoscano la storia e il valore costituzionale del Tricolore», dice Valditara. La conoscenza della storia d’Italia, dei valori che sono alla base della sua democrazia è uno degli aspetti identitari che connotano le Linee guida per l'insegnamento dell'educazione civica così come i nuovi programmi scolastici, le Indicazioni nazionali, in vigore dal prossimo anno scolastico per infanzia, primaria e medie.
Manutenzione e rispetto del Tricolore
Ma la conoscenza del Tricolore e l’educazione ai valori che connotano la Repubblica italiana, prosegue il ministro, non possono prescindere dal rispetto anche fisico della bandiera che passa dalla sua manutenzione e collocazione nell’edificio scolastico. La circolare ricorda che questo è un preciso dovere per le scuole, «attraverso la cura e la corretta esposizione della stessa sugli edifici scolastici».
Le disposizioni per l'esposizione della bandiera
Si richiama sul punto le disposizioni contenute nel D.P.R. 7 aprile 2000, n. 121, che regolano modalità, tempi e condizioni di esposizione della bandiera della Repubblica italiana e delle altre bandiere previste dalla normativa vigente, quale quella europea.
«Il regolamento prevede, tra l'altro, che le bandiere siano mantenute in buono stato di conservazione, esposte in modo conforme e sostituite qualora risultino deteriorate, scolorite o non più idonee alla funzione rappresentativa loro attribuita». 



ITALIAOGGI

Conto termico 3.0., ecco 400 milioni di euro per le pubbliche amministrazioni. Sono incentivabili azioni per incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia. Tutti i possibili interventi nel dettaglio.

Nel 2026 le pubbliche amministrazioni su tutto il territorio nazionale potranno contare su 400 milioni di euro per sostenere interventi di efficientamento energetico. Il Conto Termico 3.0 è già accessibile grazie alla pubblicazione delle regole operative a cura del Gse, dopo l’entrata in vigore del nuovo incentivo riformato a partire dallo scorso 25 dicembre. Gli enti pubblici possono incentivare interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili grazie a un sostegno in conto capitale fino al 65% delle spese ammissibili, con possibilità di raggiungere il 100% in determinati casi.
Leggi anche: Incentivi energetici: chi può accedere al Conto termico 3.0
Leggi anche: Legge di Bilancio 2026, tutte le novità su ristrutturazioni e bonus edilizi
Le novità rispetto al passato
Rispetto al 2.0, il nuovo Conto Termico 3.0 prevede l’estensione del perimetro delle p.a. che possono accedere al meccanismo e l’ampliamento delle tecnologie incentivabili. Gli enti pubblici potranno anche avvalersi del contributo anticipato per la redazione della diagnosi energetica, pari al 50% della spesa da sostenere, e potranno accedere al meccanismo anche tramite le comunità energetiche rinnovabili o i gruppi di autoconsumatori di cui siano membri.
Sempre le pubbliche amministrazioni potranno accedere al meccanismo mediante un soggetto privato nell’ambito di una configurazione di partenariato pubblico-privato. Il nuovo conto termico ha stabilito inoltre l’innalzamento della quota incentivata al 100% della spesa per interventi realizzati su edifici di proprietà dei Comuni con popolazione fino a 15 mila abitanti e da essi utilizzati. Infine, è prevista la maggiorazione dell’incentivo per alcune categorie di interventi di efficienza energetica che utilizzano componenti esclusivamente prodotti nell’Unione europea o che prevedono l’installazione di impianti con moduli fotovoltaici iscritti al «registro delle tecnologie del fotovoltaico».
Le p.a. ammesse
Sono comprese nelle amministrazioni pubbliche tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le regioni, le province, i comuni, le comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli istituti autonomi case popolari, le camere di commercio, tutti gli enti pubblici non economici, le amministrazioni, le aziende e gli enti del servizio sanitario nazionale e le agenzie pubbliche nazionali. Rientrano anche gli enti pubblici economici e le autorità di sistema portuale, le cooperative di abitanti, le società in house, gli enti contenuti nell’elenco delle amministrazioni pubbliche divulgato dall’Istat e i concessionari che gestiscono servizi pubblici utilizzando immobili di enti territoriali o locali.
Gli interventi ammissibili
Gli interventi incentivabili riguardano isolamento termico di superfici opache delimitanti il volume climatizzato, sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi delimitanti il volume climatizzato, installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento e/o sistemi di filtrazione solari esterni di chiusure trasparenti con esposizione al sole, fissi o mobili, non trasportabili, nonché trasformazione degli edifici esistenti in «edifici a energia quasi zero».
Sono ammessi anche progetti di sostituzione di sistemi per l’illuminazione di interni e delle pertinenze esterne esistenti con sistemi di illuminazione efficienti, installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico degli impianti termici ed elettrici, installazione di elementi infrastrutturali per la ricarica privata di veicoli elettrici e installazione di impianti solari fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo. I progetti riguardano anche miglioramenti degli impianti di climatizzazione invernale, scaldacqua a pompe di calore e impianti solari termici.




LENTEPUBBLICA.IT

Calendario ferie e “ponti” nel 2026: guida per dipendenti pubblici e privati

Archiviate le festività natalizie e il tradizionale periodo di pausa che accompagna la fine e l’inizio dell’anno, l’attenzione di lavoratori e amministrazioni si sposta già verso le prossime opportunità di ferie: ecco dunque quali sono i possibili ponti lavorativi del 2026 per dipendenti pubblici e privati.La pianificazione anticipata dei giorni di riposo rappresenta infatti un elemento centrale sia per l’organizzazione personale sia per la corretta gestione delle attività, in particolare nei settori in cui è indispensabile garantire continuità operativa.Nel panorama italiano, il calendario delle festività nazionali incide in modo diretto sulle possibilità di costruire ponti feriali, ossia periodi di assenza dal lavoro più lunghi ottenuti combinando giorni festivi, weekend e un numero limitato di ferie. Tuttavia, le modalità di utilizzo di questi ponti non sono uguali per tutti: esistono differenze rilevanti tra settore privato e Pubblica Amministrazione, soprattutto per quanto riguarda il rispetto dei servizi essenziali e delle esigenze dei cittadini.
Le festività nazionali ancora utili nel 2026Con l’inizio di gennaio già alle spalle, il calendario delle festività nazionali che possono ancora generare ponti nel resto del 2026 è il seguente:Pasqua: domenica 5 aprileLunedì dell’Angelo (Pasquetta): lunedì 6 aprileFesta della Liberazione: sabato 25 aprile
Festa dei Lavoratori: venerdì 1° maggioFesta della Repubblica: martedì 2 giugnoFerragosto: sabato 15 agostoOgnissanti: domenica 1° novembre
Immacolata Concezione: martedì 8 dicembreNatale: venerdì 25 dicembreSanto Stefano: sabato 26 dicembreQueste date costituiscono il riferimento principale per la programmazione delle ferie nella seconda parte dell’anno, tenendo conto che alcune festività, cadendo nel fine settimana, non producono automaticamente giornate di riposo aggiuntive, ma possono comunque essere sfruttate in combinazione con ferie mirate.Primavera 2026: Pasqua, aprile e le prime vere occasioni di ponteLa prima finestra interessante per i lavoratori arriva con Pasqua e Pasquetta, che nel 2026 cadono rispettivamente domenica 5 e lunedì 6 aprile.Il lunedì festivo garantisce un weekend lungo naturale; aggiungendo uno o più giorni di ferie nei giorni precedenti o successivi, è possibile costruire periodi di pausa più estesi, particolarmente appetibili per chi intende programmare brevi viaggi o rientri familiari.Diversa la situazione per il 25 aprile, che cade di sabato: in questo caso non si crea un vero ponte automatico.
Tuttavia, la vicinanza con il 1° maggio, fissato di venerdì, consente – con una gestione attenta delle ferie tra lunedì 27 e giovedì 30 aprile – di ottenere una settimana continuativa di stop, soluzione spesso adottata da chi dispone di una certa flessibilità lavorativa.Giugno: la Festa della Repubblica e il ponte “classico”Tra le combinazioni più lineari del 2026 figura senza dubbio quella legata alla Festa della Repubblica, che cade martedì 2 giugno.In questo caso, la richiesta di ferie per lunedì 1° giugno permette di ottenere quattro giorni consecutivi di riposo, dal sabato al martedì, con un impatto minimo sul monte ferie annuale.Si tratta di una delle soluzioni più apprezzate sia nel settore privato sia in quello pubblico, anche perché collocata in un periodo dell’anno in cui l’attività lavorativa è generalmente a pieno regime ma non ancora condizionata dalle ferie estive di massa.
Estate e fine estate: meno ponti, più ferie programmate
Nel cuore dell’estate, Ferragosto cade di sabato, riducendo le possibilità di creare ponti automatici. Di conseguenza, il periodo estivo del 2026 sarà caratterizzato soprattutto da ferie pianificate su base settimanale o plurisettimanale, piuttosto che da pause brevi agganciate alle festività.Lo stesso discorso vale per Ognissanti, che nel 2026 cade di domenica e non offre margini diretti per allungare i periodi di riposo senza ricorrere a ferie aggiuntive.Dicembre: Immacolata e Natale, le ultime opportunità dell’annoLa parte finale dell’anno torna invece a offrire margini interessanti.
L’Immacolata Concezione, fissata a martedì 8 dicembre, consente di costruire un ponte di quattro giorni prendendo ferie il lunedì precedente. In alcune realtà locali, la presenza di festività patronali può rendere il periodo ancora più favorevole.A chiudere l’anno lavorativo è il Natale, che cade di venerdì, seguito da Santo Stefano di sabato. La combinazione con il weekend garantisce tre giorni consecutivi di pausa e rappresenta, come di consueto, uno dei momenti in cui molte aziende e amministrazioni concentrano le chiusure o riducono i servizi non essenziali.Ponti e ferie: le differenze tra pubblico e privatoNel settore privato, l’utilizzo dei ponti dipende in larga misura dagli accordi aziendali e dalle previsioni dei contratti collettivi. Il lavoratore può richiedere ferie in prossimità delle festività, ma l’autorizzazione resta subordinata alle esigenze produttive.
Nella Pubblica Amministrazione, invece, la gestione delle ferie è vincolata a regole più stringenti. Gli enti devono infatti garantire la continuità dei servizi pubblici, evitando interruzioni che possano danneggiare i cittadini, soprattutto nei servizi essenziali.





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