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rassegna stampa del 10-12 gennaio 2026

AGRIGENTONOTIZIE

Sanzo vicepresidente del Consorzio universitario, Cgil: "Si chiuda la querelle e si lavori per il futuro del Polo"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie
Il segretario generale della CGIL di Agrigento, Alfonso Buscemi, esprime soddisfazione per la nomina del vicepresidente del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Universitario di Agrigento, decisione che accoglie una richiesta avanzata da tempo dalla CGIL, da numerose associazioni del territorio e da diverse forze politiche.
«Il Polo universitario – dichiara Buscemi – appartiene ai cittadini e, proprio per questo, deve essere amministrato mettendolo nelle condizioni di funzionare pienamente e con continuità. È una struttura fondamentale per lo sviluppo del territorio e non può più vivere nell’incertezza».
In vista del 14, data per la quale è prevista la convocazione del Consiglio di Amministrazione, la CGIL auspica che si metta definitivamente fine a questa lunga querelle e che si inizi finalmente a lavorare per dare prospettive concrete al Consorzio universitario.
«Serve serenità – continua Buscemi – per le tante famiglie che hanno figli impegnati negli studi universitari ad Agrigento e per i lavoratori del Consorzio, che meritano stabilità e certezze».
La CGIL rivolge quindi un appello diretto al presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, al quale viene chiesto di imprimere una svolta decisiva attraverso l’adesione del Libero Consorzio alla governance dell’Università.
«Il presidente Pendolino – sottolinea Buscemi – in questi mesi ha dimostrato impegno concreto nella soluzione di numerosi problemi del territorio: dalle strade provinciali alle scuole, fino all’accelerazione delle verifiche sulle condizioni per dotare la provincia di Agrigento di un aeroporto. Proprio per questo gli chiediamo di aderire con urgenza al Consorzio universitario e di mettersi alla guida, insieme alla Camera di Commercio e ai Comuni soci, di questa struttura strategica per il nostro territorio».
«Solo così – conclude Buscemi – si potrà garantire un vero futuro al Polo universitario di Agrigento e rafforzare il ruolo dell’università come motore di sviluppo, crescita e coesione sociale».


AGRIGENTONOTIZIE

Un maxi schermo per la promozione turistica: il progetto del Libero consorzio che divide

Il Comune ringrazia per l’installazione in centro storico, Sciacca Turismo chiede una strategia più ampia che guardi anche a aeroporti e porti
Un maxi schermo a led per la promozione turistica sarà installato nel centro storico di Sciacca in piazza Angelo Scandaliato. L’iniziativa rientra in un progetto di comunicazione del Libero consorzio di Agrigento che prevede l’installazione di maxi schermi outdoor nei Comuni a maggiore vocazione turistica della provincia, individuati in Agrigento, Sciacca e Licata.
L’amministrazione comunale di Sciacca ha espresso apprezzamento per la scelta della città come uno dei punti di riferimento del progetto ringraziando il Libero consorzio per l’attenzione rivolta al territorio. I dispositivi, dotati di tecnologia led e contenuti aggiornabili in tempo reale, saranno utilizzati per diffondere informazioni di pubblica utilità e per promuovere eventi e iniziative.
Accanto al plauso istituzionale emergono però alcune perplessità. L’associazione Sciacca Turismo ha infatti espresso dubbi sull’impostazione complessiva del progetto ritenendo limitante la scelta di concentrare la diffusione dei contenuti esclusivamente all’interno del perimetro provinciale. Secondo l’associazione, parlare solo a chi è già arrivato sul territorio rischia di ridurre l’efficacia del marketing turistico, che dovrebbe invece intercettare i potenziali visitatori prima della scelta della destinazione.
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In particolare viene evidenziata l’assenza di interventi in luoghi strategici come aeroporti, stazioni ferroviarie e porti, considerati spazi chiave per una comunicazione più incisiva e ad ampio raggio. A fronte di un investimento complessivo che si aggira intorno ai 60 mila euro, Sciacca Turismo ritiene che una parte delle risorse avrebbe potuto garantire una presenza anche in questi contesti.
“Pur apprezzando l’uso di nuove tecnologie – ha detto il presidente di Sciacca Turismo Ezio Bono – auspichiamo che il Libero consorzio riveda il piano ampliandolo e rendendolo realmente competitivo. La promozione del territorio non può fermarsi ai confini amministrativi: serve una visione più ampia, capace di valorizzare l’Agrigentino nei luoghi dove si formano le scelte dei viaggiatori”.
Dal Comune di Sciacca, intanto, arrivano i ringraziamenti ufficiali al presidente del Libero consorzio Giuseppe Pendolino e ai consiglieri provinciali Alessandro Grassadonio e Giuseppe Ambrogio per l’attenzione mostrata verso la città. Il sindaco Fabio Termine e l’assessore al turismo Francesco Dimino sottolineano il valore dell’iniziativa: “Porterà un nuovo strumento di comunicazione nel cuore del centro storico”.




LENTEPUBBLICA

Milleproroghe 2026: tutte le novità per gli enti locali

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il Decreto-legge “Milleproroghe” 2026 entra ufficialmente nel percorso di conversione parlamentare, confermandosi come uno strumento di assestamento normativo destinato a spostare in avanti scadenze, termini e applicazioni di disposizioni già previste dall’ordinamento.
Come accade ormai da anni, il provvedimento non introduce riforme strutturali, ma interviene su una molteplicità di ambiti che, nel loro insieme, producono effetti concreti sull’azione amministrativa degli enti locali.
Regioni, Province e Comuni non sono i destinatari diretti della maggior parte delle norme, ma subiscono comunque ricadute operative significative, soprattutto in settori strategici come servizi pubblici, personale, infrastrutture, welfare, patrimonio e gestione delle emergenze.
Livelli essenziali delle prestazioni e commissariamenti: più tempo per decisioni complesse
Uno dei rinvii più rilevanti riguarda la definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni (LEP). Il decreto concede un ulteriore anno, fino al 31 dicembre 2026, per completare l’attività istruttoria necessaria a stabilire gli standard minimi dei servizi, con particolare attenzione a diritto allo studio e trasporto pubblico locale. Una proroga che riflette la complessità tecnica e politica del tema, centrale nel dibattito sull’autonomia differenziata e sul riequilibrio territoriale.
Sul fronte dei commissariamenti, il Milleproroghe prolunga diversi incarichi già in essere. Viene estesa la possibilità di nominare il sub-commissario previsto dallo “Sblocca Italia” fino alla fine del 2027, mentre slittano al 2026 i termini per il completamento del nuovo complesso ospedaliero di Siracusa, insieme alla durata dell’incarico commissariale. Analogo differimento interessa l’area di Bagnoli-Coroglio, dove il sindaco di Napoli continuerà a svolgere il ruolo di commissario straordinario.
Emergenze territoriali: continuità amministrativa e sostegno ai cittadini
Il decreto dedica ampio spazio alle situazioni emergenziali che coinvolgono specifici territori. Nell’area flegrea, ad esempio, viene confermata la proroga del contributo di autonoma sistemazione per le famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni a causa degli eventi sismici.
A Messina, il percorso di superamento delle baraccopoli proseguirà sotto la guida del commissario straordinario fino alla fine del 2026, con l’obbligo di trasmettere alla Presidenza del Consiglio una relazione dettagliata sullo stato di avanzamento degli interventi entro marzo dello stesso anno.
Un ulteriore supporto è garantito agli enti locali delle Marche colpite da eventi meteorologici estremi, attraverso la proroga degli incarichi a tempo determinato e delle collaborazioni necessarie a gestire le procedure amministrative legate all’emergenza.
Personale pubblico: mobilità limitata e proroghe operative
In materia di risorse umane, il Milleproroghe interviene per assicurare stabilità agli apparati amministrativi centrali e periferici. Si conferma fino al 2026 il termine per la regolarizzazione delle posizioni contributive dei dipendenti pubblici, offrendo alle amministrazioni più tempo per sanare eventuali criticità.
Restano inoltre bloccate, salvo eccezioni, le procedure di comando e distacco del personale dell’amministrazione civile dell’Interno, misura giustificata dalla necessità di concentrare le risorse sull’attuazione del PNRR. Analoga deroga riguarda il personale del Ministero della Giustizia, la cui mobilità resta subordinata all’assenso dell’amministrazione di appartenenza.
Sicurezza, accoglienza e forze dell’ordine
Il decreto rafforza la continuità operativa in ambiti sensibili come immigrazione e sicurezza. La gestione dell’hotspot di Lampedusa potrà continuare ad avvalersi della Croce Rossa Italiana fino al 2027, valorizzando l’esperienza maturata dal personale specializzato.
Slittano inoltre i termini per il potenziamento delle strutture di accoglienza per cittadini stranieri, grazie alla proroga delle deroghe urbanistiche e procedurali. Sul versante della sicurezza pubblica, vengono estese la validità delle graduatorie speciali per i vigili del fuoco e le facoltà assunzionali già autorizzate per le Forze di polizia, consentendo di completare le procedure concorsuali avviate.
Tributi, patrimonio e digitalizzazione: rinvii tecnici ma strategici
Un pacchetto consistente di proroghe riguarda il settore tributario. L’entrata in vigore dei testi unici su sanzioni, giustizia tributaria, riscossione e tributi minori viene rinviata al 1° gennaio 2027, offrendo a enti e operatori un arco temporale più ampio per adeguarsi al nuovo quadro normativo.
Importante anche la proroga sul trasferimento gratuito di immobili statali agli enti territoriali per finalità istituzionali o sociali, soprattutto quando legate a progetti finanziati dal PNRR o da altri programmi nazionali. Parallelamente, le pubbliche amministrazioni potranno continuare a utilizzare, fino al 2026, gli strumenti di acquisto e negoziazione per i servizi di connettività, garantendo continuità digitale senza nuovi adempimenti.
Welfare, cultura e infrastrutture: tempi più lunghi per adeguarsi
Nel settore dei servizi sociali, slitta al settembre 2026 l’adozione del decreto sui criteri di valutazione della non autosufficienza. La sperimentazione della valutazione multidimensionale unificata partirà nel 2027, con estensione nazionale prevista l’anno successivo.
Sul fronte culturale, le Direzioni regionali dei Musei e gli enti proprietari di beni tutelati ottengono più tempo sia per la gestione contabile sia per l’adeguamento alle norme di prevenzione incendi, con una nuova scadenza fissata al 2027.
Per la mobilità e le infrastrutture, resta sospeso l’aggiornamento automatico delle sanzioni del Codice della strada, mentre risulta prorogato il termine per accedere ai finanziamenti destinati ai ponti sul Po, con l’avvertenza della revoca automatica in caso di mancato rispetto delle scadenze.
Terzo settore, energia e turismo: proroghe a sostegno dello sviluppo locale
Chiude il quadro una serie di misure dedicate al Terzo settore, alle imprese e alla transizione energetica. Gli enti non profit e gli enti religiosi civilmente riconosciuti potranno accedere al Fondo di garanzia per le PMI fino al 2026, facilitando l’accesso al credito.
Si inoltre estende la procedura semplificata per l’installazione di impianti fotovoltaici in strutture turistiche e termali, mentre slitta il termine per la stipula delle polizze contro calamità naturali e per l’aggiornamento catastale delle strutture ricettive all’aperto.



QDS

Agrigento capitale della Cultura 2025 chiude il sipario. Ecco il bilancio di un anno di attività

Da sin. sindaco di Agrigento Francesco Miccichè, presidente Fondazione Agrigento2025 Maria Teresa Cucinotta, assessore Beni Culturali Regione Siciliana Francesco Paolo Scarpinato, sindaco di L’Aquila Pierluigi Biondi
Il resoconto dei 44 progetti del dossier avviati nel 2025 da Agrigento capitale della Cultura
Agrigento Capitale Italiana della Cultura si è conclusa ufficialmente questa sera col passaggio di testimone a L’Aquila, capitale nel 2026. L’anno appena trascorso, che ha visto la città impegnata in un lavoro articolato di produzione culturale, rigenerazione urbana, attivazione di nuovi spazi e costruzione di reti territoriali, proseguirà il suo impegno con il proseguimento dei progetti avviati.
“Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025 ha dimostrato come una visione condivisa tra istituzioni possa trasformarsi in risultati concreti e duraturi per i territori – interviene il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani – . La Regione Siciliana ha accompagnato e sostenuto questo percorso, riconoscendo nella cultura un motore strategico di sviluppo, coesione e identità. L’eredità lasciata da questo anno straordinario rappresenta una base solida su cui continuare a investire, affinché la Sicilia rafforzi il proprio ruolo nel panorama culturale nazionale e internazionale”. Presente alla cerimonia di passaggio di consegne, al Teatro Pirandello di Agrigento, l’assessore ai beni Culturali della Regione Siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, che ha sottolineato come “è stato un anno importante e difficile, ma noi siciliani sappiamo trasformare difficoltà in opportunità. La Regione è stata al fianco di Agrigento, mettendo in atto quei principi unici che fanno sì che la cultura sia il cuore pulsante, il motore dello sviluppo e dell’identità di quest’Isola. Il mio grazie va alla Soprintendenza di Agrigento e alla Valle dei Templi che per il secondo anno taglia il traguardo del milione di visitatori”. 
Francesco Miccichè: “Interventi che rafforzano la rete culturale della città”
“Il fermento culturale vissuto in questo anno non si esaurisce – dice il sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè, che ha formalmente consegnato il titolo al collega de L’Aquila, Pierluigi Biondi – non è stata pensata come un semplice calendario di eventi, ma abbiamo lavorato per costruire un sistema culturale duraturo, capace di connettere spazi, persone e iniziative. Durante l’anno abbiamo investito in modo strutturale nella cultura, puntando su spazi e iniziative che diventano patrimonio stabile della città: il Museo multimediale Metaphorà, nell’ex Collegio dei Padri Filippini, restituito alla comunità come luogo innovativo di racconto e fruizione; il Teatro Pirandello che ha confermato il suo ruolo centrale di presidio culturale e produzione artistica; e l’ex Carcere di San Vito, reso fruibile come spazio di memoria e riflessione. Sono in corso i lavori per il nuovo Museo Civico, un investimento concreto per il futuro culturale di Agrigento. Si tratta di interventi che hanno rafforzato la rete culturale della città e consolidato la sua visibilità a livello nazionale”.
Tutti i 44 progetti del dossier sono stati avviati durante l’anno e riguardano eventi, mostre, festival, percorsi educativi, interventi artistici, attività di ricerca e infrastrutture digitali, con il coinvolgimento di artisti nazionali e internazionali, nonché di istituzioni culturali, enti locali, operatori, associazioni e comunità.
La presidente della Fondazione Agrigento 2025: “La città investe in un percorso di crescita”
“Il 2025 è stato un anno di lavoro intenso, complesso e spesso faticoso. – ha detto il presidente della Fondazione Agrigento2025 Maria Teresa Cucinotta – Accanto ai risultati organizzativi, ciò che considero più significativo è stato il riscontro delle scuole, delle associazioni e degli operatori che hanno partecipato e sostenuto le iniziative durante tutto l’anno. Agrigento ha dimostrato di avere una domanda reale di cultura e di essere pronta a investire in un percorso di crescita che non si esaurisce con il 2025, ma che da qui può continuare”.
La conclusione dell’anno di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025 è il termine di una esperienza unica, ma anche l’inizio di nuove consapevolezze per proseguire i progetti e renderli ancora più competitivi sul suolo regionale e nazionale. Nel concreto , i risultati ottenuti spaziano dalla rigenerazione urbana attraverso il recupero di aree della provincia, la costruzione di reti e di strumenti digitali attivati e comunità coinvolte. Su tutto questo potranno innestarsi le politiche culturali dei prossimi anni, con una base che non è fatta solo di eventi conclusi, ma di infrastrutture, competenze e pratiche ormai operative. “I 44 progetti del dossier hanno trovato attuazione e una parte rilevante di essi è oggi entrata stabilmente nella vita culturale e nei servizi della città: dentro questo quadro, alcuni non si esauriscono con la fine del 2025, ma proseguiranno come patrimonio operativo della città e del territorio” interviene il direttore generale di Agrigento2025, Giuseppe Parello.
“L’anno di Capitale italiana della cultura è stato molto impegnativo ma al tempo stesso gratificante per l’ente da me diretto – spiega Roberto Sciarratta, direttore del Parco archeologico e paesaggistico Valle dei Templi – Gli uffici del Parco hanno operato intensamente sia a supporto della Fondazione Agrigento2025, come stazione appaltante dei progetti del dossier di candidatura, sia per la realizzazione delle iniziative volute dalla Regione Siciliana, tra cui il concerto de Il Volo e quello del maestro Riccardo Muti, nello scenario millenario del Tempio della Concordia. Il Parco ha inoltre promosso e concluso numerosi appuntamenti, come il ritorno dopo 200 anni della collezione Panitteri e del Melqart di Sciacca, insieme a molte iniziative di animazione territoriale che hanno valorizzato anche il centro storico di Agrigento. Desidero infine ricordare che, grazie a una convenzione con il Comune capoluogo, il Parco ha dotato la città di bagni pubblici moderni e di un infopoint a servizio di turisti e cittadini, contribuendo a garantire servizi anche oltre il 2025”.
I progetti che continueranno nel 2026
Le manifestazioni che avranno una nuova edizione nel 2026 sono il Premio letterario Mandrarossa, a Sphairos con i suoi “peripati”, i percorsi filosofici nei luoghi della classicità, agli incontri della Via degli aromi; e le nuove tappe della Strada degli scrittori. I luoghi, patrimonio della comunità, che proseguiranno le loro attività di promozione del territorio sono il Giardino della Pace nato tra Caltabellotta e Ribera, il recupero dell’ex carcere di San Vito destinato a polo culturale, il Museo del Corallo di Sciacca, fino al supporto scientifico all’osservatorio astronomico di Comitini, che aprirà in primavera. Porteranno il logo di Agrigento2025 anche le installazioni di Edoardo Malagigi e di Efy Spyrou che gireranno il mondo, la Suite Empedocle del Conservatorio Toscanini, il videogioco Rizomata e la pubblicazione delle tavole grafiche di Daniela Vetro. Infine un documentario-video di Andrea Vanadia ripercorre tutte le tappe di Agrigento2025.




ITALIAOGGI

Il 2026 è l’anno della cybersicurezza, dell’Intelligenza artificiale (IA) e della gestione dei dati. L’agenda è fitta di scadenze per i legislatori, per le imprese e le pubbliche amministrazioni. In materia di cybersicurezza, da gennaio nel 2026, scattano gli obblighi, previsti dal dlgs 138/2024, attuativo della direttiva Ue “Nis 2” (Network and information security, direttiva n. 2022/2555) di notificazione degli incidenti, mentre comincia un conto alla rovescia per l’adeguamento delle misure di sicurezza (da completare entro ottobre 2026). Da settembre 2026 partirà l’obbligo, previsto dal Data Act (regolamento Ue 2023/2854) di mettere a disposizione prodotti e servizi connessi alla rete che rendano direttamente accessibile all’utente la raccolta di dati elaborati dai prodotti e servizi stessi.Il 2026 sarà, poi, l’anno in cui il governo, delegato dalla legge n. 132/2025, dovrà scrivere le regole di armonizzazione al regolamento Ue sull’IA n. 2024/1689 (AI Act) e, in parallelo, le norme su profili non direttamente connessi all’AI Act. Nel 2026 anche i ministeri sono chiamati a definire la normativa secondaria in materia di IA, in particolare con riferimento al settore del lavoro e della sanità. In materia di IA, peraltro, pesa l’incognita di una possibile proroga dell’efficacia delle disposizioni dell’AI Act relative ai sistemi di IA ad alto rischio: in effetti, la Commissione europea, nel pacchetto Digital Omnibus, presentato il 19 novembre 2025, ha proposto di posticipare fino a 16 mesi l’applicazione delle norme, con la conseguente eventualità che l’efficacia delle norme sia differita da agosto 2026 a, al più tardi, dicembre 2027 (proposta COM (2025) 836).La notifica degli incidentiPer gli enti pubblici e soggetti privati individuati dal dlgs 138/2024, che ad aprile 2025 hanno ricevuto la comunicazione di inserimento nell’elenco dei soggetti Nis, nel mese di gennaio 2026 scattano gli obblighi di base in materia di notifica di incidente informatico (articoli 25 e 42, comma 1, lett. c) del d.lgs. 138/2024).L’inizio di efficacia degli adempimenti decorre, infatti, dalla scadenza del termine di 9 mesi da calcolarsi a partire dalla ricezione della comunicazione di inserimento nell’elenco.I soggetti Nis sono, pertanto, tenuti a segnalare allo Csirt Italia gli incidenti significativi, seguendo la procedura articolata in più fasi (specificate dalla determinazione dell’Acn, Agenzia per la cybersicurezza nazionale, n. 379907 del 19 dicembre 2025).In prima battuta è prevista la trasmissione di una pre-notifica senza ingiustificato ritardo e comunque non oltre 24 ore da quando gli enti sono venuti a conoscenza dell’incidente. Segue, senza ingiustificato ritardo e comunque non oltre 72 ore, la trasmissione allo Csirt Italia della notifica completa dell’incidente significativo. Infine, entro un mese, è previsto l’invio di una relazione finale (analisi delle cause e misure adottate).Adeguamento delle misureSempre per gli enti pubblici e soggetti privati individuati dal d.lgs. 138/2024, che ad aprile 2025 hanno ricevuto la comunicazione di inserimento nell’elenco dei soggetti Nis, scattano nel mese di ottobre 2026 gli obblighi di base in materia di sicurezza informatica (articoli 23, 24, 29 e 42, comma 1, lett. c) del d.lgs. 138/2024).L’inizio di efficacia degli adempimenti decorre, infatti, dalla scadenza del termine di 18 mesi da calcolarsi a partire dalla ricezione della comunicazione di inserimento nell’elenco.Al riguardo, si consideri anche che dal 15 gennaio 2026 si applica la determinazione Acn n. 379907/2025 del 19 dicembre 2025, che ha aggiornato la precedente determinazione Acn n.164179 del 14 aprile 2025.Entro il termine indicato, dunque, i soggetti Nis devono aver completato l'adozione delle misure tecniche, operative e organizzative in materia di cybersicurezza riportate negli allegati 1 e 2 della determinazione Acn 379907/2025.Aggiornamento notizieDal 1° gennaio al 28 febbraio di ogni anno, i soggetti Nis si registrano o aggiornano la propria registrazione sulla piattaforma digitale Acn. Entro il 31 marzo l’Acn redige l'elenco dei soggetti essenziali e dei soggetti importanti, sulla base delle registrazioni. L’Acn, quindi, comunica ai soggetti registrati l’avvenuto inserimento o la permanenza e dal 15 aprile al 31 maggio di ogni anno, i soggetti che hanno ricevuto la comunicazione forniscono o aggiornano le ulteriori informazioni richieste dal dlgs 138/2024. La fonte dei termini indicati è l’articolo 7 del dlgs 138/2024.Data Act – Accessi ai prodotti connessiSi applica ai prodotti connessi e ai servizi correlati immessi sul mercato dopo il 12 settembre 2026 l’obbligo di rendere accessibili all’utente i dati del prodotto e dei servizi correlati (articoli 3, paragrafo 1, e 50 del Data Act, regolamento Ue n. 2023/2854). Il Data Act prevede che, a decorrere dalla data indicata, i prodotti connessi devono essere progettati e fabbricati e i servizi correlati devono essere progettati e forniti in modo tale che i dati dei prodotti e dei servizi correlati, compresi i metadati necessari a interpretare e utilizzare tali dati, siano, per impostazione predefinita, accessibili all’utente in modo facile, sicuro, gratuito, in un formato completo, strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico e, ove pertinente e tecnicamente possibile, in modo diretto. È già applicabile, invece, il diritto di accesso ai dati mediante richiesta al titolare di messa a disposizione degli stessi (art. 4).Legge IA – DelegheIl 10 ottobre 2026 scade il termine per l’adozione dei dlgs in attuazione di tre deleghe conferite al governo dalla legge quadro sull’IA n. 132/2025 e in particolare in materia di: dati, algoritmi e metodi matematici per l'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale (art. 16); adeguamento della normativa italiana al regolamento (Ue) 2024/1689 (art. 24, commi 1 e 2); adeguamento e specificazione della disciplina dei casi di realizzazione e di impiego illeciti di sistemi di intelligenza artificiale (art. 24, commi 3, 4 e 5).Legge IA – LavoroNel 2026 è atteso all’opera l'Osservatorio sull'adozione di sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro istituito e previsto dall’art. 12 della legge 132/2025. L’Osservatorio ha il compito di definire una strategia sull'utilizzo dell'IA in ambito lavorativo, monitorare l'impatto sul mercato del lavoro e identificare i settori lavorativi maggiormente interessati dall'avvento dell'intelligenza artificiale. L’Osservatorio promuove la formazione dei lavoratori e dei datori di lavoro in materia di IA.Legge IA – SanitàAl Ministro della Salute è assegnato il compito di adottare, entro il 7 febbraio 2026, un decreto per disciplinare il trattamento dei dati personali (anche particolari) per finalità di ricerca e sperimentazione, anche tramite sistemi di intelligenza artificiale e machine learning (articolo 9 della legge 132/2025). Il provvedimento deve ispirarsi al massimo delle modalità semplificate consentite dal regolamento Ue n. 2024/1689 e deve trattare anche la costituzione e l'utilizzo di spazi speciali di sperimentazione a fini di ricerca, anche mediante l'uso secondario dei dati personali.Il 2026 sarà l’anno anche per l’attuazione delle misure previste dall’articolo 10 della legge 132/2025 in materia di Fascicolo sanitario elettronico (Fse), sistemi di sorveglianza nel settore sanitario e governo della sanità digitale. In dettaglio, sono previsti: decreti del Ministro della salute per la disciplina di soluzioni di intelligenza artificiale aventi funzione di supporto alle finalità del Fse; istituzione di una piattaforma di IA per il supporto alle finalità di cura, e in particolare per l'assistenza territoriale, la cui progettazione, realizzazione, messa in servizio e titolarità sono attribuite all'Agenas ( Agenzia nazionale per la sanità digitale); provvedimento di Agenas, con specificazione di tipi di dati, operazioni eseguite all'interno della piattaforma, e relative misure tecniche e organizzative.Leggi anche: Legge sull’IA, esplodono i rischi di sanzione per i reati nelle impreseAI Act – Linee GuidaStando al testo vigente dell’articolo 6, paragrafo 5, del Regolamento Ue 2024/1689 (AI Act), entro il 2 febbraio 2026, dopo aver consultato il consiglio europeo per l'intelligenza artificiale («consiglio per l'IA»), la Commissione Ue deve fornire orientamenti che specificano l'attuazione pratica dell’articolo 6 dell’AI Act, relativo ai sistemi di IA ad alto rischio, insieme a un elenco esaustivo di esempi pratici di casi d'uso di sistemi di IA ad alto rischio e non ad alto rischio.AI Act – Piena efficaciaIl 2 Agosto 2026 (articolo 113), salvo future proroghe, è il termine attualmente previsto in cui quasi tutto il regolamento Ue 2024/1689 diventa efficace ed in particolare sono operative le norme in materia di: sistemi ad alto rischio (allegato III); obblighi di trasparenza verso gli utenti quando interagiscono con un'IA o quando vedono contenuti generati da IA (art. 50); misure a sostegno innovazione (art. 57). Per completezza, si ricorda che per i sistemi di IA ad alto rischio integrati in prodotti già regolamentati (come giocattoli, ascensori, imbarcazioni, veicoli) che rientrano nell'Allegato I, la conformità all'AI Act scatta il 2 agosto 2027 (articoli 6, paragrafo 1 e 113).AI Act – SperimentazioneGli Stati membri devono provvedere affinché le loro autorità competenti istituiscano almeno uno spazio di sperimentazione normativa per l'IA a livello nazionale, che sia operativo entro il 2 agosto 2026 (art. 57), salvo rinvii. Tale spazio può essere inoltre istituito congiuntamente con le autorità competenti di altri Stati membri. La Commissione può fornire assistenza tecnica, consulenza e strumenti per l'istituzione e il funzionamento degli spazi di sperimentazione normativa per l'IA.

https://www.italiaoggi.it/diritto-e-fisco/ia-e-cybersicurezza-2026-nuove-regole-e-obblighi-per-le-im...



ITALIAOGGI

Corte dei conti, tutte le novità della riforma: responsabilità limitate e controlli rafforzati.

La nuova legge n. 1/2026 restringe la responsabilità dei funzionari pubblici e impone controlli più rigorosi sugli appalti legati al Pnrr. Una bussola per orientarsi fra le novità della riformaSi riduce l’area della responsabilità contabile per i funzionari e gli amministratori pubblici. La colpa grave non è più indeterminata, ma definita in ipotesi precise. E risulta esclusa se si segue la giurisprudenza prevalente o un parere ufficiale: il visto della Corte dei conti costituisce uno «scudo» contro la responsabilità successiva. Il giudice deve ridurre il risarcimento entro il 30 per cento del danno erariale e comunque non oltre il doppio della retribuzione lorda annua del responsabile. Si presume, poi, la buona fede dei politici se l’atto è istruito dagli uffici tecnici. Insomma: diventa più difficile dimostrare la responsabilità dei funzionari e ancor più degli organi d’indirizzo.Sono rafforzati i controlli preventivi sugli appalti, soprattutto sui contratti legati al Pnrr, per ridurre la paura della firma per i funzionari pubblici. Assicurazione obbligatoria per chi gestisce risorse pubbliche. È la nuova legge sulla responsabilità amministrativa (Legge n. 1 del 7 gennaio 2026, in Gu n. 4 del 7 gennaio 2026), che si sforza di recepire le indicazioni della sentenza costituzionale n. 132 del 17/7/2024. «Un passo avanti», riforma «assolutamente necessaria», twitta Antonio Naddeo, presidente dell’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni. «Pagina buia per tutti i cittadini» e «passo indietro nella tutela dei bilanci pubblici» per l’Associazione dei magistrati contabili.La colpa grave e il doloOra la colpa grave del funzionario o dell’amministratore pubblico si configura per: violazione manifesta e evidente delle norme di diritto applicabili al caso; travisamento del fatto; affermazione di un fatto la cui inesistenza risulta incontestabile dagli atti o negazione di un fatto la cui esistenza risulta incontestabile. E nel valutarla pesano la chiarezza e precisione delle norme violate e la natura dell’inosservanza, se grave o inescusabile. L’esonero da responsabilità per gli atti registrati dopo il controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti è esteso agli atti-presupposto, allegati o richiamati.Si risponde soltanto per dolo in conciliazioni, transazioni fiscali, accordi deflattivi del contenzioso: la restrizione mira a proteggere fattispecie negoziali o transattive, dove il rischio di errore è alto, limitando la responsabilità a condotte intenzionalmente dannose.È introdotto un potere riduttivo obbligatorio del giudice: fuori dai casi di dolo o illecito arricchimento, il responsabile paga al massimo il 30 per cento del danno accertato, con tetto al doppio della retribuzione lorda annua (o del corrispettivo percepito per l’incarico). Ma nel quantificare il risarcimento bisogna considerare l’eventuale concorso nel produrre il danno da parte della stessa amministrazione danneggiata, oltre che i vantaggi comunque ottenuti dall’ente di appartenenza o da un altro oppure dalla comunità amministrata (la cosiddetta «compensatio lucri cum damno»).Il procedimento e la prescrizioneNei casi più gravi per il dirigente o il funzionario condannato scatta la sospensione dalla gestione di risorse pubbliche per un periodo compreso tra sei mesi e tre anni: l’amministrazione assegna il dipendente sospeso a funzioni di studio o di ricerca e avvia subito un procedimento per responsabilità dirigenziale, da concludere entro il termine della sospensione disposta con il passaggio in giudicato della sentenza. Ma chi adempie in modo spontaneo pagando ogni importo stabilito dalla sentenza definitiva fa cessare ogni altro effetto della condanna.Nei procedimenti per danno da colpa grave è litisconsorte necessario l’assicurazione con cui ha stipulato la polizza obbligatoria chi gestisce risorse pubbliche: attualmente è recuperato solo il 10 per cento del credito complessivo maturato dalla Pa sulla base di sentenze definitive.La buona fede degli organi politici si presume fino a prova contraria, fatti salvi i casi di dolo, quando gli atti adottati dai titolari sono proposti, vistati o sottoscritti dai responsabili degli uffici tecnici o amministrativi, in assenza di pareri formali, interni o esterni, di avviso contrario. Il diritto al risarcimento del danno si prescrive comunque in cinque anni, che iniziano da quando si è verificato il fatto, indipendentemente dal momento in cui l’amministrazione o la Corte dei conti ne è venuta a conoscenza, mentre la decorrenza è dalla scoperta del danno in caso di occultamento doloso, realizzato con una condotta attiva o in violazione di obblighi di comunicazione.L'ampliamento del controllo preventivoSi allunga l’elenco degli atti da sottoporre al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti, che ora riguarda tutti gli appalti di lavori, servizi o forniture di importo superiore alla soglia di rilevanza eurounitaria e non soltanto gli appalti d’opera: nel caso delle autorità governative centrali, ad esempio, il contratto di servizi o forniture è soggetto al previo esame della magistratura contabile se supera l’importo di 143 mila euro e non di 553.800.Per i contratti pubblici connessi all’attuazione del Pnrr e del Pnc (il piano nazionale per gli investimenti complementari legato al primo), il controllo preventivo di legittimità è svolto sui provvedimenti di aggiudicazione, anche provvisori, e sui provvedimenti conclusivi delle procedure di affidamento che non prevedono l’aggiudicazione formale.I termini sono perentori: se la Corte non risponde entro trenta giorni, estensibili a novanta, l’atto si intende registrato anche ai fini dell’esclusione di responsabilità per dirigenti e funzionari (il visto può essere ricusato soltanto con deliberazione motivata).Altrettanto possono fare le regioni, le province autonome e gli enti locali, sottoponendo al controllo preventivo di legittimità della magistratura contabile i propri provvedimenti di aggiudicazione o di affidamento per gli appalti o per i contratti di concessione finalizzati all’attuazione di Pnrr e Pnc di importo superiore alle soglie previste dal codice dei contratti pubblici. Ma serve una norma di legge o di statuto adottata previo parere delle Sezioni riunite della Corte dei conti. La stessa facoltà è riconosciuta a ogni altro soggetto pubblico attuatore del Pnrr e del Pnc nel rispetto delle previsioni dei rispettivi ordinamenti.L'attività consultiva e le sanzioni PnrrArriva poi una nuova funzione consultiva su questioni di contabilità pubblica per le sezioni centrali e regionali di controllo della Corte, su richiesta di amministrazioni centrali, autonomie territoriali o organismi di diritto pubblico: prevede pareri su fattispecie concrete legate al Pnrr e al Pnc per un valore di almeno un milione di euro, escluse quelle già in controllo preventivo o con invito a dedurre dalla Procura contabile. Il parere deve essere espresso in trenta giorni perentori: anche qui la conformità al parere esclude la responsabilità per colpa grave.E nel mirino della lotta alla burocrazia difensiva cadono ad esempio i Rup, responsabili unici del procedimento: rischia una sanzione pecuniaria, da 150 euro fino a due annualità del trattamento economico complessivo annuo lordo, il pubblico ufficiale responsabile dell’attuazione di procedimenti connessi al Pnrr-Pnc in caso di ritardo, a lui imputabile, superiore al 10 per cento rispetto al tempo stabilito per la conclusione del procedimento (e ciò al di là dell’eventuale esercizio dell’azione di responsabilità amministrativa). Quanto al procedimento, il rito è quello relativo a fattispecie di responsabilità sanzionatoria pecuniaria.Il nuovo regime e la disciplina transitoriaI principi e le limitazioni previsti per la responsabilità civile dei magistrati sono estesi agli avvocati e ai procuratori dello Stato: la disciplina trova applicazione anche nei casi di loro responsabilità erariale. I limiti per l’azione di rivalsa valgono anche per le azioni di responsabilità esercitabili dalla Corte dei conti.Il nuovo regime di responsabilità si applica anche ai procedimenti pendenti ancora non definiti all’entrata in vigore della legge, oltre che in quelli già definiti ma nei quali non è stato ancora eseguito il pagamento, anche parziale, delle somme dovute che derivano dalla sentenza di condanna.In generale, come norma transitoria prevista in modo esplicito dalla legge, il nuovo regime di responsabilità erariale trova applicazione anche con riferimento ai procedimenti e ai giudizi pendenti ancora non definiti con sentenza passata in giudicato alla data di entrata in vigore della legge.Corte dei Conti, riordino di funzioniLa Corte dei conti diventa un po’ più consulente e controllore e un po’ meno giudice. Sia a livello centrale sia territoriale, la magistratura contabile viene organizzata in sezioni chiamate a svolgere unitariamente funzioni consultive, di controllo, referenti e giurisdizionali, mentre oggi sono divise in sezioni giurisdizionali e di controllo.Ogni magistrato dovrà compiere a rotazione tutte le attività della sezione. Ma scatta il divieto di passaggio dal ruolo requirente, dunque da pubblico ministero, al ruolo giudicante.Il personale dei presìdi territoriali sarà assegnato in base agli effettivi carichi di lavoro, dando priorità alle funzioni consultive e di controllo.Aumentano i poteri di coordinamento del procuratore generale ed è rafforzata la funzione nomofilattica delle Sezioni riunite per garantire l’uniformità di giudizio. Se il dipendente è assolto, spetta all’amministrazione di appartenenza rimborsare le spese del giudizio.È la delega al Governo che ha dodici mesi di tempo per adottare uno o più provvedimenti attuativi in modo da riorganizzare la magistratura contabile.La legge delega è una cornice che stabilisce i principi ma saranno i decreti delegati a riempirla di contenuti.È un provvedimento del presidente che ripartisce in collegi l’unica sezione territoriale che svolge tutte le funzioni, con adeguata formazione professionale delle toghe.Per l’accesso alla magistratura contabile sono previste prove psicoattitudinali secondo i criteri stabiliti per quella ordinaria.Cambia l’assetto della funzione requirente, articolata in una procura generale e in procure territoriali (non più regionali): queste ultime sono rette da un viceprocuratore generale che ha funzioni di procuratore a livello locale ed è preposto all’ufficio sotto il coordinamento del pg. Anche qui le sedi sono dotate di personale in funzione degli effettivi carichi di lavoro.I compiti del procuratore generaleI poteri di indirizzo e coordinamento attribuiti alla procura generale servono ad assicurare uniformità nell’esercizio della funzione requirente sul territorio ma introducono un modello più gerarchico.Ora il pg può accedere in tempo reale, anche online, agli atti dei procedimenti istruttori svolti in sede territoriale. E avocare a sé le istruttorie in una serie di ipotesi tassative da specificare nei provvedimenti attuativi: ad esempio l’inerzia nell’istruttoria in sede territoriale oppure la violazione delle disposizioni di indirizzo e coordinamento impartite dalla procura generale.È introdotta poi la doppia firma nelle istruttorie connotate da particolare rilevanza, complessità o novità delle questioni: in tal caso il pg deve «sottoscrivere congiuntamente» con il procuratore territoriale, a pena di nullità, gli atti di invito a dedurre, di citazione a giudizio e di disposizione di misure cautelari. E può affiancare al magistrato assegnatario del fascicolo in sede territoriale una o più toghe della procura generale.La riduzione del contenziosoÈ prevista, inoltre, l’introduzione di istituti per ridurre il contenzioso: l’incolpato, ad esempio, può chiedere di definire la sua posizione pagando in un’unica soluzione una percentuale della somma che è oggetto dell’invito a dedurre: il tutto prima della citazione in giudizio e fermo restando il potere di valutazione della proposta da parte del pubblico ministero.Aumentano i giudizi a istanza di parte. Va disciplinato, poi, il controllo concomitante che la Corte dei conti compie su gestioni pubbliche statali in corso d’opera: può essere svolto su richiesta delle Camere, del Governo o dell’amministrazione pubblica interessata su piani, programmi e progetti che hanno rilevanza finanziaria e un impatto socio-economico sui cittadini e sulle imprese; il tutto stabilendo un regime di limitazione della pubblicità delle comunicazioni scambiate e degli atti e dei provvedimenti adottati nell’esercizio della funzione. E bisogna individuare gli atti degli enti locali «di particolare rilevanza e complessità» da sottoporre a controllo preventivo di legittimità della magistratura contabile.La riorganizzazione internaRafforzate anche nelle dotazioni le funzioni consultiva e di controllo e quelle di coordinamento della procura generale.Va contenuto il numero delle apicali o sub-apicali e stabilito un tetto per le posizioni direttive e semi-direttive.Limiti temporali ai mandati di presidente e di procuratore generale della Corte dei conti (l’uno è nominato dal Governo, l’altro con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del presidente del Consiglio dei ministri).Per lo svolgimento delle funzioni di controllo, consultive e referenti bisogna definire i criteri per la costituzione e la composizione dei collegi e i casi di pubblicità e di riservatezza degli atti.L’azione disciplinare a carico dei magistrati contabili deve essere ispirata a criteri di trasparenza, celerità, rispetto del contraddittorio e tipizzazione degli illeciti.

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