AGRIGENTONOTIZIE
Blindata la nomina del segretario generale del Libero consorzio: rigettato il ricorso di Amorosia
Il tribunale ribadisce che il cambio rientra nelle prerogative istituzionali del presidente dell'ente, purché l'iter procedurale sia rispettato
Si chiude con una conferma netta la battaglia giudiziaria sulla guida burocratica del Libero consorzio comunale di Agrigento. Il giudice del lavoro del tribunale di Agrigento, Alessandra Di Cataldo, ha rigettato il ricorso d’urgenza presentato da Pitro Amorosia, blindando di fatto la nomina di La Spina quale nuovo segretario generale dell’ente.
Il caso era scoppiato dopo la decisione del presidente del Libero consorzio, Giuseppe Pendolino (sindaco di Aragona), di non confermare Amorosia e procedere alla designazione di un nuovo vertice amministrativo. Una scelta contestata dal segretario uscente che, attraverso un ricorso aveva denunciato presunte irregolarità nella procedura, chiedendo la sospensione immediata della nomina della collega subentrante.
Il Libero consorzio si è affidato alla difesa dell'avvocato Girolamo Rubino, il quale ha sostenuto la piena legittimità dell'operato dell'ente. Durante il procedimento, la difesa ha anche sollevato un'importante eccezione procedurale riguardante la nullità della notifica del ricorso al ministero dell'Interno (effettuata tramite Pec diretta anziché all'Avvocatura dello Stato), portando il giudice a disporre inizialmente la rinnovazione della notifica e il rinvio dell'udienza.
Nell'ordinanza di rigetto, il giudice Di Cataldo ha accolto integralmente le tesi dell'avvocato Rubino. Due i punti chiave che hanno smontato le contestazioni del ricorrente: la notifica del provvedimento tramite pubblicazione nel protocollo interno dell'ente è stata ritenuta perfettamente aderente alla disciplina vigente; il giudice ha chiarito che la circostanza che Amorosia si trovasse in ferie al momento della comunicazione non costituisce alcun vizio di legittimità né inficia la validità della procedura di nomina. Con questa pronuncia, il tribunale di Agrigento ribadisce che il cambio del segretario generale rientra nelle prerogative istituzionali del presidente dell'ente, purché l'iter procedurale sia rispettato. Per effetto di questa ordinanza, l’assetto del Libero consorzio non subirà alcun ribaltamento: La Spina resta
saldamente alla guida della segreteria generale.
SICILIAONPRESS
Politiche sociali, 40 milioni di euro per i servizi Asacom: via ai primi pagamenti
La Regione Siciliana finanzia con 40 milioni di euro l’assistenza specialistica all’autonomia e alla comunicazione (Asacom) per gli alunni con disabilità.
La somma verrà liquidata alle Città metropolitane e ai Liberi consorzi comunali in due fasi, per garantire il mantenimento del livello qualitativo e quantitativo dei servizi.
«Il governo regionale – afferma il presidente della Regione e assessore alle Politiche sociali ad interim Renato Schifani – ha mantenuto la promessa di individuare con l’ultima legge finanziaria le somme necessarie a garantire questi servizi fondamentali per gli alunni con disabilità. Abbiamo accolto, infatti, la richiesta di un sostegno economico da parte di Città metropolitane e Liberi consorzi, che altrimenti non avrebbero potuto coprire i costi con risorse proprie.
Adesso passiamo all’azione concreta con l’effettiva erogazione della prima tranche di fondi. Il dipartimento regionale della Famiglia ha già disposto il pagamento dei primi 20 milioni per coprire i mesi da gennaio a giugno ed evitare interruzioni nell’assistenza».
Il 50 per cento dell’impegno finanziario sarà così erogato: per le Città metropolitane, a Palermo andranno 5.275.318 euro, a Catania 4.927.231 euro e a Messina 2.376.594 euro; mentre il Libero consorzio di Agrigento riceverà 1.584.396 euro, quello di Caltanissetta 1.119.279euro, a Enna 408.102 euro, a Ragusa 1.308.327 euro, a Siracusa 1.764.441 euro e a Trapani 1.236.309 euro.
In tutta la Sicilia gli alunni che usufruiscono dei servizi di assistenza per l’anno scolastico 2025-2026 sono 6.665, così suddivisi: 1.758 nel Palermitano, 1.642 nel Catanese, 792 nel Messinese, 528 nell’Agrigentino, 373 nel Nisseno, 136 nell’Ennese, 436 nel Ragusano, 588 nel Siracusano e 412 nel Trapanese.
SCRIVOLIBERO
Libero Consorzio di Agrigento, il Giudice conferma: legittima la nomina del nuovo Segretario Generale
Si chiude con una conferma netta la battaglia giudiziaria sulla guida burocratica del Libero Consorzio Comunale di Agrigento (ex Provincia). Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Agrigento, la dott.ssa Alessandra Di Cataldo, ha rigettato il ricorso d’urgenza presentato dal dott. Amorosia, blindando di fatto la nomina della dott.ssa La Spina quale nuovo Segretario Generale dell’Ente.
Il caso era scoppiato a seguito della decisione del Presidente del Libero Consorzio, Giuseppe Pendolino (sindaco di Aragona), di non confermare il dott. Amorosia e procedere alla designazione di un nuovo vertice amministrativo. Una scelta contestata dal Segretario uscente che, attraverso un ricorso ex art. 700 c.p.c., aveva denunciato presunte irregolarità nella procedura, chiedendo la sospensione immediata della nomina della collega subentrante.
Il Libero Consorzio si è affidato alla difesa dell’avvocato Girolamo Rubino, il quale ha sostenuto la piena legittimità dell’operato dell’Ente. Durante il procedimento, la difesa ha anche sollevato un’importante eccezione procedurale riguardante la nullità della notifica del ricorso al Ministero dell’Interno (effettuata tramite PEC diretta anziché presso l’Avvocatura dello Stato), portando il Giudice a disporre inizialmente la rinnovazione della notifica e il rinvio dell’udienza.
Nell’ordinanza di rigetto, il Giudice Di Cataldo ha accolto integralmente le tesi dell’avvocato Rubino. Due i punti chiave che hanno smontato le contestazioni del ricorrente: – La notifica del provvedimento tramite pubblicazione nel protocollo interno dell’Ente è stata ritenuta perfettamente aderente alla disciplina vigente; – Il Giudice ha chiarito che la circostanza che il dott. Amorosia si trovasse in ferie al momento della comunicazione non costituisce alcun vizio di legittimità né inficia la validità della procedura di nomina.
Con questa pronuncia, il Tribunale di Agrigento ribadisce che il cambio del Segretario Generale rientra nelle prerogative istituzionali del Presidente dell’Ente, purché l’iter procedurale sia rispettato. Per effetto di questa ordinanza, l’assetto del Libero Consorzio non subirà alcun ribaltamento: la dott.ssa La Spina resta saldamente alla guida della segreteria generale.
LENTEPUBBLICA
MAI DIRE ANAC
Un’analisi critica su ANAC e prevenzione della corruzione, tra burocrazia, controlli aboliti e perdita di legalità.
Certamente nessuno mette in dubbio che la corruzione rappresenti, in Italia e nel mondo, un problema grave, diffuso e di difficile soluzione, che compromette nel profondo, sia il corretto funzionamento delle istituzioni, sia la stessa vita democratica, proprio a causa delle “interferenze” che distolgono l’azione amministrativa dall’interesse pubblico. A cui si aggiunge anche il costo elevatissimo in conseguenza della scarsa qualità e dell’inadeguatezza dei servizi. Poiché è proprio in questi ambiti che si annida il malaffare e il profitto illecito.
Non vi è alcuno spazio per la corruzione in quei contesti in cui i servizi funzionano regolarmente, ogni diritto può essere esercitato e garantito in tempi congrui e senza alcuna mediazione illecita e la qualità degli appalti e delle forniture sia corrispondente ai costi sostenuti. Così come in quelli in cui sia attivo un vero sistema di controllo amministrativo.
Controlli preventivi e procedure accessibili
Può sembrare banale, ma basterebbe semplicemente presidiare quelle condizioni per ridurre gli spazi di interferenza che alimentano il fenomeno corruttivo. Nessun balordo ha interesse a offrire scorciatoie amministrative o mediazioni illecite se le procedure sono regolari e facilmente accessibili. E nessun corruttore ha interesse a fornire prodotti e servizi, nel rispetto della qualità e del prezzo di mercato, perché non avrebbe alcun margine di vantaggio. Così come, nessun atto può dispiegare i suoi effetti illeciti, se preventivamente sottoposto a un controllo sulla regolarità amministrativa.
E invece? I controlli amministrativi, “per fare prima”, sono stati frettolosamente aboliti grazie all’allegra “riforma Bassanini”. E tutta l’attività di prevenzione si riduce alla stratificazione di pianificazioni, adempimenti, fogli di calcolo, indicatori di banalità, complessità operative, a cui sono collegate sanzioni pecuniarie o reputazionali nei confronti, non dei corrotti, ma di chi non rispetta le prescrizioni burocratiche.
Sarebbe come dire che si è operato un cambio di prospettiva: i nemici da contrastare non sono più i corrotti o quei soggetti che contrastano la legalità e la correttezza, ma quei funzionari che risultano inadempienti, perché non rispettano procedure e prescrizioni cervellotiche e senza alcuna utilità.
ANAC e il principio di legalità
E persino la legalità ha cambiato pelle. Con la produzione infinita di circolari, orientamenti, linee guida, pareri, deliberazioni, comunicati, si considera “fuori legge” chi non si allinea a questa pletora di disposizioni, spesso contradittorie, più attente ai vincoli che al funzionamento e persino in contrasto con le disposizioni normative. Al riguardo ha sorpreso (ma non più di tanto) che la Corte di Cassazione (ord. 28355/2023) abbia contestato all’ANAC, Autorità anticorruzione, la violazione dell’articolo 1 della legge 289/2023, che si intitola proprio “principio di legalità”. Certamente non è una bella pagina della storia amministrativa.
E non lo sono nemmeno le pagine seguenti, se si pensa, per esempio, che, ancora oggi, non si ha notizia del Piano Nazionale Anticorruzione del 2025 che, proprio per effetto della legge anticorruzione, avrebbe dovuto essere adottato dall’ANAC e pubblicato entro quell’anno. Si ha invece la sensazione che, alla maniera del Marchese del Grillo, qualcuno ritenga che la propria “indipendenza”, corrisponda a licenza di sentirsi al di sopra del sistema normativo.
Ma ciò che dispiace è che la “politica di prevenzione della corruzione” rimane ostaggio di un altro grave fraintendimento: quello di ritenere la corruzione come una sorta di deviazione rispetto alla forma. Dunque tutto si può risolvere rafforzando le prescrizioni formali, anche se vuote di significato o di qualche utilità.
Trasparenza che oscura
Ne sono un esempio le recenti modifiche apportate dall’ANAC alle schede sulla “trasparenza amministrativa” che rendono sempre più cervellotica l’applicazione di ciò che dovrebbe, nel rispetto della denominazione (trasparenza) facile e immediato. Per non parlare della cosiddetta “relazione del Responsabile della prevenzione della corruzione” che, da ben undici anni è sempre è solo una tabella che (con campi bloccati) raccoglie informazioni che non sono utili ad alcunché e tradiscono la funzione della rendicontazione che dovrebbe, invece, affondare di più sulle scelte gestionali, sulle complessità e sulle inefficienze che possono alimentare il fenomeno corruttivo.
Che dire? Nel nostro Paese ci sarebbe davvero bisogno di interventi decisi per riaffermare la correttezza dell’azione amministrativa e ridurre i margini delle interferenze indebite e del malaffare. Certamente non servono nuovi Piani o fogli di calcolo. E nemmeno eserciti di sedicenti esperti e relatori che affollano passerelle e convegni inutili per raccontare ciò che non conoscono, proponendo soluzioni dei cui effetti non sono mai responsabili.
Il paradosso italiano
Nel frattempo, mentre produciamo documenti sempre più eleganti, con colori accattivanti, indicatori performanti e misure stringenti, il Paese registra il più alto tasso di corruzione, le illegalità colpiscono ogni settore, gli atti illegittimi sono fuori ogni possibile controllo, i soldi per i finanziamenti pubblici vengono distolti per interessi privati, nelle Università continuano gli avvisi pubblici a cui partecipa il solito candidato destinato a vincere, nel centro della più importante e dinamica metropoli basta una SCIA per abbattere un capannone sostituendolo con un grattacielo.
Però tutto va bene. Lo afferma persino un articolo pubblicato sul Corriere della Sera lo scorso venerdì, a conferma del fatto che, ciò che conta per “molti” non è il miglioramento delle condizioni del Paese, né il funzionamento della pubblica amministrazione, né il presidio della correttezza e della legalità, ma lo svolgimento di specifici “compitini”. Per questi esperti che fanno della loro disattenzione alla realtà una questione di pregio, ciò che conta del sistema amministrativo non è il funzionamento o il servizio alla collettività o il miglioramento delle condizioni di vita del Paese, ma la produzione di piani, relazioni, linee guida, ecc.
Servirebbe davvero un Ministro per la Pubblica Amministrazione che si accorga di tutto ciò e della deriva verso cui sembra destinata la P.A., fino a riconoscere che il problema degli uffici pubblici non è la mancanza di “leader” (di quelli ne abbiamo persino troppi), ma la mancanza di una visione unitaria. Che sia capace di orientare verso lo stesso fine tutte le pubbliche amministrazioni, comprese le Autorità “indipendenti”.
LENTEPUBBLICA.IT
Milleproroghe 2026: tutte le novità per gli enti locali
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il Decreto-legge “Milleproroghe” 2026 entra ufficialmente nel percorso di conversione parlamentare, confermandosi come uno strumento di assestamento normativo destinato a spostare in avanti scadenze, termini e applicazioni di disposizioni già previste dall’ordinamento.Come accade ormai da anni, il provvedimento non introduce riforme strutturali, ma interviene su una molteplicità di ambiti che, nel loro insieme, producono effetti concreti sull’azione amministrativa degli enti locali.Regioni, Province e Comuni non sono i destinatari diretti della maggior parte delle norme, ma subiscono comunque ricadute operative significative, soprattutto in settori strategici come servizi pubblici, personale, infrastrutture, welfare, patrimonio e gestione delle emergenze.
Livelli essenziali delle prestazioni e commissariamenti: più tempo per decisioni complesseUno dei rinvii più rilevanti riguarda la definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni (LEP). Il decreto concede un ulteriore anno, fino al 31 dicembre 2026, per completare l’attività istruttoria necessaria a stabilire gli standard minimi dei servizi, con particolare attenzione a diritto allo studio e trasporto pubblico locale. Una proroga che riflette la complessità tecnica e politica del tema, centrale nel dibattito sull’autonomia differenziata e sul riequilibrio territoriale.Sul fronte dei commissariamenti, il Milleproroghe prolunga diversi incarichi già in essere. Viene estesa la possibilità di nominare il sub-commissario previsto dallo “Sblocca Italia” fino alla fine del 2027, mentre slittano al 2026 i termini per il completamento del nuovo complesso ospedaliero di Siracusa, insieme alla durata dell’incarico commissariale. Analogo differimento interessa l’area di Bagnoli-Coroglio, dove il sindaco di Napoli continuerà a svolgere il ruolo di commissario straordinario.Emergenze territoriali: continuità amministrativa e sostegno ai cittadiniIl decreto dedica ampio spazio alle situazioni emergenziali che coinvolgono specifici territori. Nell’area flegrea, ad esempio, viene confermata la proroga del contributo di autonoma sistemazione per le famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni a causa degli eventi sismici.A Messina, il percorso di superamento delle baraccopoli proseguirà sotto la guida del commissario straordinario fino alla fine del 2026, con l’obbligo di trasmettere alla Presidenza del Consiglio una relazione dettagliata sullo stato di avanzamento degli interventi entro marzo dello stesso anno.Un ulteriore supporto è garantito agli enti locali delle Marche colpite da eventi meteorologici estremi, attraverso la proroga degli incarichi a tempo determinato e delle collaborazioni necessarie a gestire le procedure amministrative legate all’emergenza.Personale pubblico: mobilità limitata e proroghe operativeIn materia di risorse umane, il Milleproroghe interviene per assicurare stabilità agli apparati amministrativi centrali e periferici. Si conferma fino al 2026 il termine per la regolarizzazione delle posizioni contributive dei dipendenti pubblici, offrendo alle amministrazioni più tempo per sanare eventuali criticità.Restano inoltre bloccate, salvo eccezioni, le procedure di comando e distacco del personale dell’amministrazione civile dell’Interno, misura giustificata dalla necessità di concentrare le risorse sull’attuazione del PNRR. Analoga deroga riguarda il personale del Ministero della Giustizia, la cui mobilità resta subordinata all’assenso dell’amministrazione di appartenenza.Sicurezza, accoglienza e forze dell’ordineIl decreto rafforza la continuità operativa in ambiti sensibili come immigrazione e sicurezza. La gestione dell’hotspot di Lampedusa potrà continuare ad avvalersi della Croce Rossa Italiana fino al 2027, valorizzando l’esperienza maturata dal personale specializzato.Slittano inoltre i termini per il potenziamento delle strutture di accoglienza per cittadini stranieri, grazie alla proroga delle deroghe urbanistiche e procedurali. Sul versante della sicurezza pubblica, vengono estese la validità delle graduatorie speciali per i vigili del fuoco e le facoltà assunzionali già autorizzate per le Forze di polizia, consentendo di completare le procedure concorsuali avviate.Tributi, patrimonio e digitalizzazione: rinvii tecnici ma strategiciUn pacchetto consistente di proroghe riguarda il settore tributario. L’entrata in vigore dei testi unici su sanzioni, giustizia tributaria, riscossione e tributi minori viene rinviata al 1° gennaio 2027, offrendo a enti e operatori un arco temporale più ampio per adeguarsi al nuovo quadro normativo.Importante anche la proroga sul trasferimento gratuito di immobili statali agli enti territoriali per finalità istituzionali o sociali, soprattutto quando legate a progetti finanziati dal PNRR o da altri programmi nazionali. Parallelamente, le pubbliche amministrazioni potranno continuare a utilizzare, fino al 2026, gli strumenti di acquisto e negoziazione per i servizi di connettività, garantendo continuità digitale senza nuovi adempimenti.Welfare, cultura e infrastrutture: tempi più lunghi per adeguarsiNel settore dei servizi sociali, slitta al settembre 2026 l’adozione del decreto sui criteri di valutazione della non autosufficienza. La sperimentazione della valutazione multidimensionale unificata partirà nel 2027, con estensione nazionale prevista l’anno successivo.Sul fronte culturale, le Direzioni regionali dei Musei e gli enti proprietari di beni tutelati ottengono più tempo sia per la gestione contabile sia per l’adeguamento alle norme di prevenzione incendi, con una nuova scadenza fissata al 2027.Per la mobilità e le infrastrutture, resta sospeso l’aggiornamento automatico delle sanzioni del Codice della strada, mentre risulta prorogato il termine per accedere ai finanziamenti destinati ai ponti sul Po, con l’avvertenza della revoca automatica in caso di mancato rispetto delle scadenze.
TELEACRAS.IT
Ecco i fondi per Comuni e Province
La Finanziaria approvata dall’Assemblea Regionale contiene diverse norme a beneficio economico di Comuni e province. I dettagli.
La Finanziaria approvata dall’Assemblea Regionale contiene diverse norme a beneficio economico di Comuni e province. In primis: il Fondo per le autonomie locali, da cui sono prelevati i soldi per i trasferimenti ordinari ai Comuni, è di 365 milioni di euro, a cui si sommano 115 milioni di euro del Fondo per gli investimenti, e 21,5 milioni di riserve aggiuntive. Per le Province sono stanziati 108 milioni di euro. Poi, i Comuni sopportano spese maggiori per il trasporto dei rifiuti fuori regione. E per compensare gli extra costi sono stati destinati 20 milioni di euro. E altri 20 per i Comuni in dissesto o pre – dissesto finanziario. Poi vi sono 5 milioni di euro come premio per i Comuni che potenziano le capacità di riscossione delle tasse comunali. E altri 5 milioni per i progetti e gli interventi di riqualificazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata: in tal caso il contributo massimo per ciascun Comune è di 300.000 euro. Poi altri 12 milioni per la bonifica e la pulizia straordinaria delle strade extraurbane dei Comuni e delle Province. Infine la Finanziaria affronta il nodo del servizio idrico in Sicilia, anticipando liquidità ad alcuni gestori: 18 milioni a Siciliacque, 10 milioni ad Aica l’Azienda idrica del Comuni agrigentini, 4 milioni a Iblea Acque e 1,3 milioni ai soggetti gestori della provincia di Messina.
TELEACRAS.IT
Risolto il contenzioso sulla nomina del nuovo Segretario generale della Provincia di Agrigento
È stato risolto il contenzioso giudiziario relativo alla nomina del nuovo Segretario generale del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. L’Ente ha recentemente designato la dott.ssa La Spina come nuovo Segretario generale, a seguito della decisione presa dal Presidente del Libero Consorzio, Giuseppe Pendolino, sindaco di Aragona, che ha scelto di non confermare il precedente Segretario, dott. Amorosia.La nomina ha generato un ricorso giurisdizionale d’urgenza ex art. 700 c.p.c., promosso dal dott. Amorosia dinanzi al Giudice del Lavoro del Tribunale di Agrigento. Nel ricorso, sono state contestate presunte irregolarità nella procedura di conferimento dell’incarico, chiedendo la sospensione degli effetti della nomina della nuova Segretaria generale.Il Libero Consorzio Comunale di Agrigento si è costituito in giudizio, difeso dall’Avv. Girolamo Rubino, che ha sostenuto la piena legittimità dell’operato dell’Ente, evidenziando come la decisione del Presidente rientri nelle prerogative istituzionali previste dall’ordinamento. Durante la precedente udienza, tenutasi il 23 settembre 2025, la difesa dell’Ente aveva sollevato anche l’eccezione di nullità della notifica del ricorso nei confronti del Ministero dell’Interno, individuato quale amministrazione controinteressata. La notifica era stata effettuata direttamente alla PEC del Ministero, anziché all’Avvocatura dello Stato, come prescritto dal codice di rito. Il Giudice del Lavoro aveva accolto tale eccezione, ordinando la rinnovazione della notifica e rinviando la trattazione della causa.Esaminati gli atti e le note depositate dalle parti, il Giudice del Lavoro del Tribunale di Agrigento, dott.ssa Alessandra Di Cataldo, ha pronunciato ordinanza di rigetto del ricorso presentato dal dott. Amorosia, confermando la legittimità dell’operato dell’Ente. In particolare, il Giudice ha concordato con le argomentazioni dell’Avv. Rubino, ritenendo che la comunicazione effettuata dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento mediante pubblicazione del protocollo interno fosse conforme alla disciplina del procedimento di nomina e che non vi fossero vizi riguardo al fatto che il dott. Amorosia, alla data di comunicazione, fosse in ferie.Pertanto, per effetto di questa pronuncia, l’incarico di Segretario del Libero Consorzio Comunale di Agrigento non subirà alcun ribaltamento.